fbpx

Ritrovare l'identità è l'invito di Annamaria Mariani

 LBRI E COMMENTI

 Ha il sapore di ciò che percepiamo e sentiamo e viviamo anche oggi

di Ignazio Mazzoli
identitàSmarrite 350or min“Realtà identitarie smarrite”, così la dottoressa Annamaria Mariani intitola la sua “Rilettura della evoluzione dei modelli antropologici in Ciociaria dagli anni cinquanta ad oggi”. Il libro finito di stampare nel mese di aprile 2021 è edito dall’Associazione Oltre l’Occidente di Frosinone e curato da Paolo Iafrate, che ne è il Presidente. 189 pagine con una utile Appendice ricca di dati e informazioni, stampato presso Tofani Editore, è in vendita al costo di 15 euro.

L’autrice sin dall’avvio dell’introduzione dichiara il suo intento: “riavviare La riflessione sui processi di trasformazione socio-culturale della Ciociaria” e ci offre anche un’altra chiave interpretativa quando informa che “l’attività di ricerca e approfondimento (sono) condivise con Paolo Iafrate, sociologo e presidente di Oltre l’Occidente, associazione che da anni opera (…) con la finalità di diffondere conoscenza sulle problematiche socio-economiche e politiche più rilevanti a livello locale”.

A me pare che a pieno titolo questo volume arricchisca il panorama degli scritti e degli autori che hanno preso spunto dal territorio frusinate e dai suoi avvenimenti per descriverne le caratteristiche della società.
La lettura conferma subito le anticipazioni degli intendimenti dell’autrice, che rintraccia gli avvenimenti in “una raccolta di materiali storico-biografici” che danno un calore particolare a questa ricostruzione di un percorso ultra-cinquantennale che si offre bene ad esser considerato storia ma anche attuale antefatto dell’oggi in cui viviamo.

In otto capitoli Annamaria Mariani conduce chi legge dalla fine della Seconda guerra mondiale al XXI secolo, in cui tutto sembra esser cambiato, ma con esiti che vanno attentamente esaminati perché generano una “falsa coscienza del cambiamento” tanto che alcune corpose fasce sociali “hanno condiviso negli anni dell’industrializzazione uno sviluppo senza progresso”.
La narrazione ha alcuni momenti salienti che fanno da spartiacque. Inutile dire come lo sia stata la guerra che in particolare nel sud della provincia ha prodotto lacerazioni profonde non solo per le distruzioni materiali di case, industrie, l’abbattimento della abbazia di Cassino e tanti altri beni non meno sofferti, ma anche nei cuori e nelle mentalità delle persone, basti pensare al dilemma vissuti da molte e da molti: per esempio lo smarrimento del con chi stare, se fosse stato possibile scegliere: con i tedeschi o con gli “alleati” che in alcuni luoghi furono identificati solo con i marocchini e le loro barbarie.

Nel dopo guerra ci sono almeno due grandi spartiacque che nel libro sono ben ricostruiti. Le lotte contadine che si originano sin dalla fine dell’800 e arrivano al riscatto della colonia migliorataria (1966): ben descritta e documentata progressione di lotte e conquiste in cui la nostra realtà da un contributo a tutta l’Italia per liberarsene. Una lotta che parte da qui, da noi, con la guida di un grande protagonista, Angelo Compagnoni e che diventa una innovativa conquista legislativa che cambia i rapporti di lavoro in molte campagne italiane.

Il secondo spartiacque è rappresentato dall’industrializzazione che viene imposta al frusinate. È un passaggio che nel libro si dipana fra i ricordi di Francesco Notarcola e Angelino Loffredi due testimoni-protagonisti, cioè, non solo osservatori di quanto avveniva ma impegnati personalmente e direttamente nelle lotte, nelle decisioni e prima ancora nei dibattiti. L’utilizzo di queste fonti insieme a molte altre, evidenziate nel libro, è quella “novità” scelta dalla Mariani, che consente la ricostruzione umana e veritiera del racconto.
Il libro si diffonde su questi due spartiacque: lotte contadine e industrializzazione, coglie bene anche come si producono cambiamenti di usi, abitudini e mentalità.

Interessante anche per la curiosità che innesca è il titolo del prima capitolo: ‘Rotture’. “Una storia ‘immobile’ ma turbolenta”. SeidentitàSmarrite 350 min si vuole parlare di “identità”, per me questa “questa storia immobile ma turbolenta” è una bussola. Ha il sapore di ciò che percepiamo e sentiamo e viviamo anche oggi. In queste 190 pagine si trova tanto per interrogarsi e motivarsi. Nella Postfazione, a pagina 163, del prof. Francesco Pompeo “Restituire storie, praticare memoria: note antropologiche per un’altra modernità Ciociara”, si può leggere: «In contrasto con facili rappresentazioni di mondi e tradizioni locali per lo più enfaticamente evocate con toni idilliaci ed unanimemente (toni che questo libro non ha), l’impegno politico-culturale di questa corposa raccolta di testi è nel processo storico sociale ciociaro come scenario polifonico, scegliendo di partire dal riconoscimento del conflitto come elemento interno qualificante».

Se ho letto bene il libro, nella cura per assicurare una ricostruzione attendibile e veritiera, l’autrice trova sempre il modo per fare intendere al lettore che qualcosa non va. E non va oggi, in particolar modo. Non c’è una malinconica nostalgia di ciò che è stato, ma un manifesto dolore per l’oggi. Non si descrive nel libro l’età dell’oro, perché non c’era, ma che c’era la speranza che tutto cambiasse in meglio. Oggi non si sa o c’è tanta rabbia.

Rintracciare il “conflitto” come genitore dell’identità e riproporcelo è una benefica riscoperta. Viviamo un’epoca in cui ai “satelliti” dei grandi poteri internazionali si suggeriscono alleanze larghe, larghissime intese, governi del Presidente. Maggioranze totalizzanti con l’unico scopo di sterilizzare il conflitto sociale. Di inibire la natura dialettica degli interessi che vivono e operano nelle società, a vantaggio solo di quelli monopolistici imperanti e consolidati.

Cosa è successo ai partiti in provincia di Frosinone? Qui sarebbe un bel punto di ricerca dell’identità. Essa è differenza, è contrasto, è conflitto.

Le stagioni di lotta, di cui si parla nel libro di Annamaria Mariani, hanno vissuto e prolificato. Hanno prodotto risultati che ancora durano. Gli anni che iniziano il XXI secolo, che hanno portato alle classi disagiate? Penso alla sanità e al tenace tentativo di privatizzarla, ricordo la grande manifestazione del 13 settembre 2014 e all’entusiasmo generoso che profusero Notarcola e tutti gli organizzatori. 0ggi in pochi siamo a ricordare e riproporre quegli obiettivi. I disoccupati de la Tenda e di Vertenza Frusinate pur avendo raggiunto importanti risultati li vedono martoriati in uno stillicidio di lungaggini, l’iniziativa delle donne continua ad avere una sua vitalità, ma è piena di contrasti interni. Non parliamo poi della Valle del Sacco, del suo inquinamento e delle promesse non mantenute.

A fronte della desistenza di molti partiti rispetto al disagio sociale che in Ciociaria si deve chiamare disoccupazione, causata dalla deindustrializzazione, non si può e non si deve essere ingenerosi C’è stata una larga fioritura di associazioni, purtroppo spesso legate solo al singolo ispiratore "monadi geniali" (in altra sede se ne dovrà parlare più diffusamente) e, ci sono stati e ci sono tutt’ora indomabili predicatori di cose da fare che si sono posti alla testa di movimenti che nascevano e morivano nello spazio di un mattino, tranne qualche rara eccezione, che tuttavia rischia di non avere storia.

La pandemia da covid 19 ha riportato alla luce una miriade di diseguaglianze e non ci pare che questa super maggioranza e la quotidiana santificazione di Draghi da parte della grande informazione che si è data questa missione, trovino il modo di affrontarle. Fatti salvi gli esiti finora positivi della vaccinazione, se dureranno, le premesse sul piano dell’utilizzo del Recovery plan ad oggi non garantiscono nulla di nuovo e di buono rispetto al passato. Il conflitto destra-sinistra è impari perché manca completamente la partecipazione sociale e popolare, senza movimenti il Parlamento con quella maggioranza impotente a scegliere, non produrrà i risultati che qualcuno spera o partorirà soluzioni conservatrici. Altro che nulla sarà come prima! Per ora abbiamo visto dare 40 miliardi agli imprenditori e cin piacerebbe sapre quanti ne serviranno per la ripresa dell’occupazione?...???
Joe Biden oggi è portato da tutti, ad esempio, per le sue politiche innovatrici e attente al disagio sociale. Gli Usa di Biden, teniamolo bene a mente, sono il risultato di un duro conflitto con Trump che spesso è stato non proprio democratico; fino all'ultimo.

Si è proprio il conflitto, quello previsto e sancito nella nostra Costituzione, che definisce le identità. Senza lotta democratica fatta di gente che protesta, chiede e conquista soluzioni non c’è progresso e nemmeno speranza di progresso. Occorrono anche nuovi partiti che siano espressione di forze sociali che vogliono contare dentro di essi e tramite loro nelle istituzioni.

Abbiamo fatto il nostro dovere fino in fondo? È inevitabile questa domanda.
Ripercorrere la storia narrata da Mariani può essere utile per l’oggi, non solo e non tanto per ricordare, ma per capire dove abbiamo sbagliato e quali errori abbiamo fatto per imparare a riconoscerli e insegnare a non ripeterli. Immagino che nessuno penserà che tutto quello che non va e solo colpa di chi non la pensa come noi che quella storia abbiamo vissuto in prima persona? Qui, (ma anche in Italia e non solo) manca la sinistra che pensa, si organizza, promuove movimenti e proteste. Finanche il segretario del PD Enrico Letta afferma "la sinistra deve fare autocritica, ha dimenticato la giustizia sociale". Si tradurrà e come in pratica politica, questa denuncia?

Capire cosa è successo e gli errori che si sono fatti è indispensabile per tutti coloro che vogliono davvero cambiare l'oggi con le sue ingiustizie, diseguaglianze e disagi sociali.

In una lunga conversazione con Angelino Loffredi ci siamo posti seriamente questo problema

 

 

*Annamaria Mariani, di Ferentino dove vive e nata, il 21 maggio 1962, è laureata in Giurisprudenza ed in Sociologia. Docente di scuola secondaria di secondo grado dal 1990, cura attualmente la pubblicazione di articoli su tematiche sociali, scolastiche e filosofo-antropologiche sul sito dell’Associazione Oltre l’Occidente di Frosinone. Collabora alla gestione del settore sociale della biblioteca dell’Associazione Oltre l’Occidente attraverso attività di catalogazione e di aggiornamento del patrimonio librario, di selezione di testi specialistici e di organizzazione di un fondo librario locale.

aggiornato il 5 giugno '21 alle 8,20

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Assemblea disoccupati: martedì 11. Invito

disoccupati VertenzaFrusinate 350 260La politica del territorio ha grande responsabilità dovrebbe stare SEMPRE dalla parte di chi è in difficoltà, dei disoccupati, ma a quanto pare la politica ti dà una pacca sulle spalle e ti dice bravi, continuate così.

QUESTA POLITICA NON CI PIACE.

 

 

ASSEMBLEA DI VERTENZA FRUSINATE IL GIORNO MARTEDÌ 11/02/2020 ORE 15:30
presso la sala della provincia di Frosinone.
APERTA A TUTTI GLI INTERVENTI. COME SEMPRE.

Sono stati invitati il Presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo, Il Vicepresidente Luigi Vagana, il presidente del consiglio Daniele Maura, politici del territorio di maggioranza e opposizione della Camera, del Senato e della Regione Lazio e più di qualche sindaco. Sono stati invitati tutti i politici di nostra conoscenza.
Inoltre, COME SEMPRE è stata invitata tutta la stampa locale e Regionale. Sono state invitate tutte le sigle sindacali CGIL CISL UIL e Ugl.
Già più di qualche invitato ha declinato l'invito per impegni presi precedentemente, e non è la prima volta.

Evidentemente il problema dei disoccupati non è abbastanza rilevante.
Politici del territorio, eletti da noi riprendete a svolgere concretamente i vostri ruoli, perché siete pagati profumatamente anche per "difendere" i disoccupati!!!

 

Luigi Carlini. Vertenza Frusiante 7 febbraio 2020

 

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Invito a esprimere sostegno all'ambiente e al fiume Sacco

Fiume Sacco a Ceccano

Anna Elisa De Santis -  Insistono. Gli inquinatori del fiume Sacco sfidano leggi dello Stato e equilibri naturali, con la prepotenza di chi è nella parte del più forte.

È uno scontro culturale profondo.

L'altra idea, le ragioni dell'ambiente e del fiume, il valore immenso del paesaggio, è la stessa che sostiene la fatica umana per una convivenza sociale non egoistica e rispettosa dell'unicità delle persone e delle esperienze. Della biodiversità nella natura. Della fiducia nella cultura e nelle parole che la sensibilità non avversa al pensiero sa produrre.

L'emozione che il fiume Sacco bellissimo accende ogni mattina, resiste più della schiuma sversata da mani incoscienti.

La "Poesia collettiva per il fiume Sacco. Acqua dolce e altri versi", è aperta su Unoetre.it, rivista web, per esprimere i sentimenti e i pensieri a sostegno dell'ambiente e del fiume.
Anna Elisa De Santis

 

 Per leggere i versi già arrivati cliccate sul link che segue https://www.unoetre.it/creativita/poesie/itemlist/category/210-acqua-dolce.html

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Chi ha vinto? L'invito ad astenersi o l'astensionismo?

votare 350 260di Ignazio Mazzoli - Quando ho votato, ieri intorno alle 10,30 a Veroli, ho sbirciato il registro dei votanti e mi appariva solo come un piccolo elenco di pochi nomi, il mio compreso. Chiedo informazioni e la mia impressione è confermata. Comunque è ancora presto. Esco e vedo persone che si avviano nel seggio e i loro volti mi compensano della sensazione negativa. Li conosco e non sono militanti di forze politiche, nè animati da partigianerie. Vanno a votare perché è un loro diritto, penso. Bene, mi rallegro anche perché in quel momento sono in molti.
Ma le notizie all’ora di pranzo non mi piacciono e alle 19 il mancato raggiungimento del quorum mi appare già quasi una certezza. Al referendum sulle trivellazioni hanno votato solo il 32% degli elettori; la consultazione, pertanto, non è valida. Per quanto riguarda l'affluenza alle urne dei comuni solo alcuni dati: Ceccano su 19.000 votanti alle urne vanno solo in poco più di 4000. Ad Anagni vota il 21.65%, a Ferentino, 18.51%; a Paliano, 21.57%; a Frosinone... Basta così.
Che sarebbe stato difficile raggiungere il quorum era abbastanza risaputo, tuttavia nelle ultime giornate d’informazione sembrava che qualcosa si fosse mosso come testimoniava ad esempio la bella esperienza della professoressa Daniela Mastracci, a Ceccano, che in un interessante articolo, da noi pubblicato con il titolo «17 aprile: "Sono usciti per le strade"», racconta come gli studenti «Si accorgono che vale la pena uscire di casa, parlare con le persone, incontrarsi, raccontare il MARE e denunciare il suo abuso». Ma non è, purtroppo un segnale generalizzabile.

Tra le quattro grandi città italiane, è Torino quella dove si registra l'affluenza maggiore. Nel capoluogo piemontese, alle 19 ha votato il 26,5% degli aventi diritto. Seguono Roma con il 24,56%, Milano 23,36%, Napoli 18,7%. Nella provincia di Frosinone il comune con la percentuale più alta di affluenza è stato Acquafondata con il 47,93%, quello con la più bassa è Belmonte Castello con il 14,93%. Gli unici due comuni italiani dove è stato raggiunto il quorum sono Potenza e le Isole Tremiti. Entrambe le realtà sono toccate da vicino dalla questione trivelle.

Che cosa ha sconfitto davvero i SI

Adesso certamente varrà la pena valutare cosa è mancato. Dove hanno sbagliato i sostenitori del SI. Valutare addirittura se valeva la pena di impegnarsi in questa prova. Una prova che ha dei costi sostenuti (oltre 300 milioni) può esser valutata anche facilmente in modo negativo e quindi inopportuna. Chiunque la pensi o l’abbia pensata così certamente ha buone ragioni. Ma l’origine di questo referendum ha una particolarità. Lo hanno chiesto nove Regioni italiane, la metà di tutte. E' la prima volta che succede, non per un capriccio dei “pochi” Presidenti, per ragioni personali di “conta interna al PD” come dice Matteo Renzi, ma è stato chiesto da 9 Consigli Regionali come è istituzionalmente previsto. E’ un po’ difficile, fra tanti consiglieri appartenenti a forze diverse o anche distanti fra di loro che ci possano essere condizioni per far prevalere antipatie personali di qualche Presidente. Baggianate. Al referendum si è arrivati perché dopo un trattativa lunga, dove pure si sono strappati dei risultati come quello di impedire al governo le trivellazioni entro le 12 miglia, non si è ottenuto il risultato più importante: impedire l’uso ad interim delle concessioni senza tempi e occasioni di rinegoziazione delle stesse con il coinvolgimento delle Regioni competenti. E certo non è cosa da poco, visto che questa circostanza desautora le istituzioni proprietarie del demanio dove sorgono gli impianti di trivellazione. La vittoria dei SI non avrebbe avuto alcuna conseguenza immediata. Tutte bubbole, quindi, anche quelle relative ai rischi di disoccupazione per 11.000 lavoratori.

Ma c’è un punto che vale la pena di segnalare: chi canta vittoria ha ragione o c’è qualcosa da capire meglio? Ha vinto l’invito all’astensione o semplicemente ha vinto l’astensione, quella che si evidenziò bene la prima volta nelle regionali dell’Emilia e Romagna e che ogni lunedì il TG de La7 ci ricorda con i sondaggi e, si tratta sempre di numeri a due cifre prossime al 50% o anche più? Matteo Renzi ha strumentalizzato e cavalcato la frustrazione elettorale degli italiani che lui alimenta ogni giorno con la sua azione di governo millantatrice e inconcludente per i più, di questa Italia che definisce “gioiello” e che è più che mai in ginocchio per colpa delle sue politiche a favore dei potenti, come i petrolieri, in questo caso.

L’astensione è la malattia da curare con comprensione ma anche determinazione perché se non guarisce la conseguenza è un suicidio collettivo.

 
Vuoi dire la tua su unoetre.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

regime-attività

 

Leggi tutto...

Un invito al PD: prenda esempio dai Giovani Democratici

partito-democratico bandiera350-250di Martina Innocenzi - Eccoci qui, le elezioni Provinciali sono concluse, il Presidente è stato eletto, i consiglieri anche...ed il Partito Democratico? Il Partito Democratico è ancora una volta la vittima indiscussa di quella che qualche tempo fa ho chiamato la cappa conservatrice che a questo punto posso definire trasversale e multicolore.
Già proprio cosi, perchè questa volta ci siamo superati: i personalismi, la spregiudicatezza, l'arroganza ed una contrapposizione spietata hanno avuto la meglio sacrificando valori, progetto politico, identità ed il senso stesso di questo Partito. E la cosa più triste è che per giustificare tutto questo ci si è nascosti dietro l'alleanza di emergenza che Renzi ha costruito a livello nazionale e dietro una legge assurda come quella che ha riformato gli Enti Provinciali.
Ora io sono dell'idea che, anche se di secondo livello, un'elezione ha sempre un fortissimo valore politico che non può essere snaturato da accordi che autorevoli esponenti di questo Partito (che da anni mettono in campo una politica di compromesso al ribasso) chiudono facendo percorsi esterni al Partito e agli organismi dirigenti dello stesso. Ed in tal senso "chi è senza peccato scagli la prima pietra"!
Non voglio fare considerazioni numeriche su questa elezione; vorrei fare però considerazioni di natura politica sul significato che assume quanto è accaduto in questo mese e sul messaggio che arriva dalle pietose e vergognose immagini che l'altra mattina ho visto in Provincia.
Il primo dato è che il vero vincitore di questa competizione è il Centrodestra, rianimato da chi, prima e dopo, dall'una e dall'altra parte, pur di ottenere il risultato, lo ha chiamato in soccorso.
Il secondo dato è relativo al fatto che un PD sano, privato di cordate di potere e relativi capi, avrebbe saputo costruire una soluzione condivisa che oggi ci avrebbe consegnato un'Amministrazione Provinciale di centro sinistra.
Il terzo dato è più che altro una domanda: se incassare un'altra postazione rilevante significa rinnegare se stessi, rinunciare alle battaglie politiche, svendere il proprio progetto per allearsi con chi ha distrutto la Provincia e la Regione, distruggere il proprio partito e denigrare i propri iscritti...ne è valsa veramente la pena?
L'ultimo dato è in realtà un ringraziamento: il ringraziamento ad Enrico Pittiglio perchè, nonostante l'arrivo tardivo della sua candidatura, nel corso della campagna elettorale ha dimostrato senso di appartenenza ad una comunità, capacità di stare sulle questioni concrete ma soprattutto l'onestà intellettuale e l'intelligenza politica e morale di non rinnegare mai i suoi valori.
E credo che il suo rinunciare ai compromessi per costruire una visione di questo territorio nuova e lungimirante debba essere oggetto del prossimo congresso del PD Provinciale! Perchè se una classe dirigente trasversale negli ultimi vent'anni e ancora adesso non è stata e non è in grado neanche di costruire sbocchi e possibilità nuove per questo territorio, perchè troppo impegnata ad autoconnservarsi, tutti, dentro questo Partito dovremmo svincolarci da certe dinamiche settarie ed aprire un corso nuovo. Rimanere aggrappati per partito preso agli interessi di un singolo con l'idea che abbia la verità assoluta in tasca, significa privarci della possibilità di cambiare davvero. Io personalmente non sono legata da "patti indissolubili" a qualcuno ma a qualcosa, al progetto!!! Ciò a cui si deve restare fedeli sempre sono i valori. Se si arriva a svendere quelli per arrivismo, la politica non esiste più.
Al PD di questa Provincia nella sua interezza, nessuno escluso dico: prendete esempio da quella che può essere definita una comunità nel vero senso della parola! Prendete esempio dai Giovani Democratici che, consapevoli della nuova fase politica, del nuovo corso del Partito hanno capito che era arrivato il momento di ripensarsi, di rilanciare l'azione politica, di stare sulle questioni. E dentro questo ragionamento, attraverso la condivisione nei gruppi dirigenti, c'è chi ha avuto il coraggio e l'intelligenza di fare un passo indietro e chi invece ne ha fatto uno avanti mettendosi al servizio di una fase di reggenza con l'obiettivo di ricostruire un nuovo protagonismo dei GD. E tutto questo lo si fa senza stare li a cercare di capire quale sarà il futuro dei singoli dopo il congresso; lo si è fatto con la sola preoccupazione di dare continuità ad un progetto politico ambizioso che ha raccolto la sfida di essere il punto di riferimento per le giovani generazioni in questo Paese, in questa Regione ed in questa Provincia.
Quando il PD provinciale dimostrerà di avere la capacità di compiere questo passo in avanti, allora si apriranno nuove possibilità. Diversamente, rimarremo chiusi in una dinamica provincialistica di scontro che ha permesso che questo territorio venisse sfruttato e spremuto negli anni nel silenzio di chi oggi, ancora resta sulla cresta dell'onda quando, invece, sarebbe ora di fare un passo indietro.

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

Leggi tutto...

Parliamone: un invito del Forum Democratico

logo forum democratico 350Parliamone:
Apriamo un cantiere di confronto nella città. La disponibilità e il buon senso per migliorare e voltare pagina sono le cose essenziali.
L'Istituzione come forma di gestione di servizi pubblici locali, dopo un continuo batti e ribatti, un tentativo mai nato per guardare avanti, oltre che alla causa di personalismi e contraddizioni di personaggi ormai logori, hanno dato a Ceccano, per la seconda volta, un collasso politico amministrativo di cui riflettere per cambiare.
Non poteva essere diversamente, si potrebbe ben dire non c'erano i presupposti.
E qualcuno dice c'ho provato !

Il commissario prefettizio, come previsto dall'ordinamento Italiano, è arrivato a Ceccano ormai da una settimana per svolgere le funzioni straordinarie di coordinamento degli organi comunale. Per un lungo periodo subentrando esso alle incapacità di una classe politica sprovveduta ci condurrà a nuove elezioni forse a primavera inoltrata dell'anno prossimo.
Il tempo per la ricomposizione di un dialogo politico e di cambiamento si può e si deve aprire nella città,esso però non può prescindere da una diversa visione comportamentale e di un chiaro sgombro politico dei fautori del disastro.

Foruma democratico - Ceccano

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it
Leggi tutto...

Un invito che c'interessa

Partecipazione e unitàQualche giorno addietro la newsletter di Aut-Frosione si apriva con un invito del suo Direttore, Luciano Granieri, a riconsiderare come contrastare "il saccheggio cui veniamo sottoposti giorno dopo giorno" e il nostro giornale ha deciso di rispondere manifestando il suo interesse.

Qui di seguito diamo il testo di Luciano Granieri e la risposta di Ignazio Mazzoli

La proposta di Luciano Granieri

"Compagni e amici di Aut,

in questa ultima settimana, di fronte ai massacri sociali che passano anche attraverso il sovvertimento vero e proprio della democrazia, con l'illegalità elevata a sistema, la reazione non poteva non partire da una severa critica a noi stessi. Se questi ci stanno massacrando è anche perché non trovano alcun ostacolo alla loro azione devastatrice. Gli ostacoli, evidentemente non li pone la politica dei comitati elettorali, e dunque è compito nostro, blogger, associazioni, movimenti e singoli cittadini di buona volontà, mettere in piedi un minimo di contrasto al saccheggio cui veniamo sottoposto giorni dopo giorno. Fino ad oggi però, diciamolo pure, non siamo riusciti, nel nostro intento. I motivi, più o meno li conosciamo tutti. Penso però che non può iniziare un altro autunno senza una presenza antagonista organizzata e determinata. Cominciamo da domani ad ascoltarci di più fra di noi a fare rete. Perché pur se malconci, male attrezzati, la vera opposizione siamo noi. Ringrazio i naviganti attivi e passivi e rinnovo a tutti un saluto resistente.

Luciano Granieri"

La risposta di Ignazio Mazzoli

Caro Granieri, apprezzo il tuo invito ad una "severa critica a noi stessi". Occorre "mettere in piedi un minimo di contrasto al saccheggio cui veniamo sottoposto giorno dopo giorno. "Ascoltarci di più fra di noi" e fare rete è un'esigenza da condividere e praticare.
Può esserci una sede in cui parlarne, valutare tutte le opportunità che posizioni pur diverse, ma non divergenti possono avere per determinare nuovi risultati nell'azione di opposizione a tutte le manifestazioni di autoritarismo liberista che sempre più manifesta intolleranza verso tante libertà democratiche e verso il rispetto dei diritti sociali e civili conquistati e quelli da conquistare ancora da parte di chi vive del proprio sacrificio e dei più deboli.
Valutiamo se possiamo aprire uno spiraglio che ci faccia iniziare un autunno con una presenza di opposizione organizzata e determinata. Almeno nella informazione. Sono anche io convinto che le idee, la volontà e le energie per cambiare, ora, stanno soltanto dentro la società in tante forme diverse alcune delle quali anche noi contribuiamo a far vivere.
unoetre.it è disponibile ad incontrarsi e rintracciare punti d'incontro anche operativi.
Con fraterna cordialità, Ignazio Mazzoli

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici