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Diego Mancini per Un'Altra Isola

diegomancini 350 260 minDiego Mancini* candidato a Sindaco di Isola del Liri intervistato da Nadeia De Gasperis

Cosa l’ha spinta a candidarsi?
devo anzitutto precisare che la mia candidatura non è stata autoreferenziale. la proposta, infatti, mi è stata avanzata l’estate scorsa da numerosi amici ed anche da ambienti politici di diversa collocazione. devo confessare che inizialmente ero perplesso per questa inaspettata richiesta. ma, dopo un periodo di riflessione e soprattutto dopo aver preso atto delle sollecitazioni e dell’incoraggiamento da parte di persone ed ambienti di variegata estrazione politica e sociale, ho dovuto assumere questa decisione per non manifestare un atteggiamento di pavidità e di disimpegno e per dovere di responsabilità nei confronti della mia città, che purtroppo negli ultimi vent’anni è stata costretta a subìre un processo di progressiva ed inarrestabile decadenza.

Cosa caratterizza la sua lista e i suoi candidati?
Con i Candidati che hanno deciso di condividere con me questa difficile ma entusiasmante avventura abbiamo deciso di chiamare la nostra Lista “UN’ALTRA ISOLA”, perché vogliamo costruire insieme un futuro diverso per Isola del Liri, cercando soprattutto di valorizzare il nostro meraviglioso patrimonio naturale (ed in tal senso mi riferisco alle nostre splendide Cascate ed al fiume Liri) e quelle risorse produttive da troppo tempo trascurate (come ad esempio le aziende insediate all’interno dello stabilimento delle ex Cartiere Meridionali, in un sito attualmente privo dei servizi più elementari). Per raggiungere questi obiettivi abbiamo formato una squadra inclusiva e partecipativa, prestando particolare attenzione nella scelta delle candidature alle specifiche competenze, ma anche alla professionalità, alla cultura, all’umiltà, alla disponibilità ed all’attenzione ai problemi sociali.

I primi tre atti amministrativi subito dopo essere stato eletto?
Anzitutto verificare i conti, perché a quanto pare la situazione economica e finanziaria del nostro Comune si prospetta piuttosto complicata, se non addirittura preoccupante. Di seguito affrontare le emergenze indifferibili. Poi, visto che andiamo incontro all’Estate, cercare di riportare il “Liri Blues” ad Isola del Liri, nel luogo dove è nato 32 anni fa, mentre negli ultimi anni questa importante rassegna che si identifica con la nostra Città è stata costretta ad emigrare altrove in conseguenza di alcune sciagurate decisioni. Con il “Liri Blues” e con altre importanti manifestazioni Isola del Liri deve tornare ad essere il “Salotto della Ciociaria”, puntando decisamente ad un rilancio turistico e culturale.

Come intende trattare l’annosa questione Acqua Pubblica/ Acea? Quali risposte ai cittadini vessati da imposte insostenibili
Il problema dell’Acqua Pubblica rappresenta una parte fondamentale nel nostro Programma politico-amministrativo. Ed infatti l’impegno della nostra Lista è quello di riconoscere nello Statuto Comunale, entro i primi 100 giorni al governo della Città, il Diritto umano all’acqua, ovvero l’accesso all’acqua come diritto umano universale in quanto bene comune indispensabile alla vita ed inoltre il servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, non assimilabile pertanto a qualsiasi altro prodotto commerciale e quindi non assoggettabile alla logica del mercato e del profitto. Per quanto riguarda la vertenza aperta con Acea Ato 5, la nostra Lista è favorevole alla risoluzione del contratto deliberato nel Dicembre 2016 dalla Conferenza dei Sindaci dell’ATO 5 di Frosinone, su cui deve ancora pronunciarsi il Consiglio di Stato. Ritiene, altresì, che occorre opporsi in ogni modo e in ogni sede alle azioni aggressive di Acea nei confronti dei cittadini utenti, peraltro ritenute illegittime, quali i distacchi dei contatori e le ingiunzioni di pagamento emesse in virtù del Decreto Padoan, palesemente incostituzionale. Nel contempo, ho assunto personalmente l’impegno a conferire una specifica delega assessorile ai Beni Comuni, Ambiente, Acqua Pubblica e Democrazia Partecipativa.

Come giudica il quadro politico della competizione elettorale?
Al contrario dei nostri avversari, (che hanno preferito una dichiarata appartenenza politica, anzi partitica), la nostra (invece) è una Lista realmente “Civica”. Siamo riusciti ad aggregare sensibilità diverse, superando barriere e steccati ideologici, con l’unico obiettivo comune di ridare dignità alla nostra amata Isola del Liri.

Quali sono le emergenze di Isola del Liri? Quale città immagina per il futuro?
Le emergenze da affrontare ad Isola del Liri, purtroppo, sono numerose ed evidenti.
E mi riferisco espressamente:
- all’aspetto generale e al decoro urbano che, purtroppo, la nostra Città manifesta ad un visitatore esterno; - alla tutela dell’ambiente e alla minaccia dei - rischi idrogeologici che scaturiscono dal nostro fiume;
- alla necessità di una crescita sociale, culturale ed economica;
- alla necessità di migliorare i servizi generali offerti ai cittadini ed ai turisti;
- alla necessità di offrire loro più sicurezza;
- alla necessità di garantire più dignità sociale soprattutto alle fasce più deboli;
- alla necessità di creare opportunità e prospettive per i giovani e per le nuove generazioni;
- alla promozione ed allo “sfruttamento” delle nostre ricchezze naturali, ambientali, paesaggistiche ed architettoniche, (compreso l’immenso patrimonio di Archeologia Industriale): ricchezze (appunto) che da sole avrebbero (da tempo) dovuto sostenere la riconversione della nostra struttura economica da industriale a turistico/ricettivo.

Per questo nel nostro progetto vogliamo costruire “UN’ALTRA ISOLA”.

Ed in particolare:

- Un’Isola più bella, più pulita, più ordinata e più sicura.

- Un’Isola che sia in grado di sviluppare tutte le sue bellezze e le sue potenzialità culturali, artistiche, architettoniche ed essere un punto di riferimento turistico – ricreativo per tutta la Provincia e per tutta la Regione Lazio.

- Un’Isola in cui il visitatore, anche occasionale, trovi servizi e abbia la possibilità di conoscere la storia e le bellezze della Città, oltre alla Cascata Grande che incontra per strada.

- Un’Isola che, in collaborazione con gli altri centri vicini, risollevi le sorti di questa parte del territorio provinciale, con una crescita delle infrastrutture (in primis viarie) e dei servizi offerti (ed il pensiero non può che andare al lento e costante depotenziamento dell’Ospedale di Sora ed alla dolorosa perdita della Sede Distaccata del Tribunale di Cassino).

- Un’Isola che sappia ascoltare le istanze ed i problemi dei cittadini, soprattutto delle fasce più deboli, e che sappia dare loro delle risposte e soprattutto che queste risposte siano considerate un dovere da parte degli amministratori e non un favore.

- Un’Isola che sappia affrontare, tutti insieme, una profonda riflessione rispetto alla sua crescita urbana e al suo futuro.  (Diego Mancini)

 

*Diego Mancini Nato a Napoli il 15 Febbraio 1956. Avvocato Cassazionista – Giornalista Pubblicista.
E’ stato Direttore Responsabile dll’Emittente Radiofonica “RADIO DIMENSIONE ISOLA” e del Periodico “LIRINIA” E’ stato Membro della CONSULTA REGIONALE PER L’EMIGRAZIONE istituita presso la REGIONE LAZIO, in rappresentanza dell’ASSOCIAZIONE “LAZIALI NEL MONDO”

 

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Primo maggio a Isola del Liri

1Maggio IsoladelLiri 460 minLe storie del corteo del primo maggio a Isola del Liri*, raccolte opportunamente in questo volume a cura di Paolo Ceccano, compongono in realtà il quadro di un’unica grande storia. Ricca e contraddittoria, fatta di vittorie e di sconfitte, comunque indispensabile per comprendere il mondo di oggi. Senza di che è impossibile cambiare la dura realtà in cui viviamo, nella quale rischiano di essere travolte le persone - uomini e donne, giovani e anziani, autoctoni e migranti - che per vivere devono lavorare. Se non sai da dove vieni, è difficile imboccare la giusta via verso il futuro. E comunque tagliare le proprie radici nella speranza di crescere meglio è solo un clamoroso qui pro quo, se non «il gesto inutile di un idiota», come avevano preconizzato François Mitterrand ed Enrico Berlinguer.

 

Questo è un libro utile e necessario, che in me ha suscitato emozione e di cui consiglio la diffusione e la lettura. Isola del Liri e il primo maggio sono infatti il luogo e la data dove confluiscono e si mescolano tante vicende della storia lunga, tormentata e difficile, ma proprio per questo tanto più esaltante, della liberazione del lavoro. Una storia che non è finita, sebbene la prospettiva appaia quanto mai incerta in questa fase del capitalismo globale digitalizzato.

 

Ma non è vero che viviamo in un mondo governato da leggi “oggettive”, addirittura naturali e quindi immutabili, dal quale non si può uscire. Secondo Margaret Thatcher e i suoi epigoni non c’è alternativa («There is no alternative»), se non quella di soccombere di fronte alla dittatura del capitale, promossa dalla gentile signora e da Ronald Reagan sotto le bandiere del liberismo dilagante. E siccome in questa visione la società non esiste, ma a detta della medesima gentile signora esistono solo individui, con un formidabile testacoda del pensiero, negando la divisione della società in classi, si giunge alla negazione dell’esistenza stessa del capitale nella fase della sua dittatura generalizzata e illiberale.

 

Per poter agire con efficacia nel presente è dunque indispensabile liberarsi di ogni ciarpame e falsificazione del liberismo, arrabbiato o mite che sia. E avere ben chiaro che il capitale non è semplicemente una cosa, un accumulo di mezzi finanziari, magari occultati in un ben protetto paradiso fiscale nel cuore dell’Europa. E neanche un insieme di strumenti di produzione e di comunicazione. Non è oggi un algoritmo, e tanto meno il cosiddetto capitale umano, vale a dire le persone in carne ed ossa che lavorano per generare un profitto a vantaggio di chi detiene gli strumenti di lavoro. Il capitale è diventato talmente dominante che nel suo linguaggio persino la forza-lavoro, fisica e intellettuale, contenuta in ogni corpo umano viene denominata capitale.

 

Ma al di là delle denominazioni - industriale, finanziario, bancario, digitale, fisico, umano, fisso, mobile, ecc. ecc. - il capitale, come ci ricorda Karl Marx, è prima di tutto un rapporto sociale, ossia un rapporto tra gli esseri umani mediato dalle cose, da un enorme accumulo di merci. In cui una parte - minoritaria - detiene i mezzi di produzione e di comunicazione, culturali e finanziari, indispensabili per ingaggiare la forza-lavoro umana al fine di ottenere un profitto. E un’altra parte - di gran lunga maggioritaria - non disponendo di null’altro se non delle capacità individuali, intellettuali e fisiche, vende la propria forza-lavoro in cambio di un salario. Quindi, come tutte le relazioni umane, anche il capitale ha un inizio e una fine. In ogni caso la storia ci dice che si tratta di un rapporto sociale non cristallizzato in una forma immutabile bensì in continuo movimento e sempre in evoluzione, per effetto dello sviluppo delle forze produttive, del progredire della scienza e della tecnica, dei rapporti di forza tra le classi. Non solo sul terreno sindacale ma anche sul terreno politico.

 

Dalle pagine di questo libro emerge con chiarezza che il primo maggio a Isola del Liri come punto di raccolta della classe lavoratrice e operaia dell’intero comprensorio di Sora ne è la conferma e la dimostrazione evidente. A cominciare dalla industrializzazione dell’Ottocento intorno alle cartiere e ai lanifici, che per l’epoca hanno fatto di questa straordinaria cittadina un centro industriale di notevole rilievo già prima dell’unità d’Italia, si percorrono qui, nella media valle del Liri in bilico tra il regno di Napoli e lo Stato pontificio, tutte le tappe della formazione di una combattiva e solidale classe operaia. Fino alla crisi industriale del nostro tempo e alla sua estinzione.

 

Nel 1852 si ha un primo significativo episodio di luddismo, quando gli operai scaraventano nel fiume una macchina che avrebbe espulso soprattutto manodopera femminile addetta ai telai. Si fa fatica a configurare il conflitto di classe, individuando nella macchina, ossia nell’oggetto inanimato e non nel soggetto, ossia nel padrone ben vivo che la usa per ridurre salari e occupazione, la causa dello sfruttamento. In quello stesso anno, con il Manifesto degli oppressi lavorieri di Arpino, comincia tuttavia a farsi strada una prima forma di coscienza di classe.

 

Gli echi della rivoluzionaria analisi di classe proposta dal Manifesto di Marx ed Engels nel 1848 arriveranno nella nostra penisola molto più tardi. A Isola del Liri nel 1863 viene fondata la Società operaia di mutuo soccorso. Dalla carità al mutualismo e alla solidarietà il passo avanti è notevole e si compie sotto l’influenza delle idee di Mazzini e Garibaldi. Fino al significativo punto di approdo rappresentato dalla formazione della Camera del lavoro, istituita agli inizi del Novecento.

 

Al di là degli sprazzi di luce che la illuminano nelle pagine che seguono, sarebbe di grande interesse una ricostruzione sistematica della storia del movimento dei lavoratori e delle lavoratrici in provincia di Frosinone e in tutto il basso Lazio. L’Università di Cassino e anche i sindacati potrebbero aiutare. Se i giovani e le ragazze, a cominciare dalla scuola, conoscessero le lotte e i sacrifici delle generazioni che li hanno preceduti per la conquista del lavoro e della libertà, dei diritti e della dignità, fino alla conquista storica della Costituzione e oltre, sarebbero più sicuri del loro avvenire. E potrebbero attrezzarsi per disporre degli strumenti culturali e politici adatti a cambiare lo stato delle cose presente.

 

Dai primi albori del Partito socialista segnati dalla strage di Bava Beccaris nel 1898 al decennio giolittiano con la nascita della Cgil nel 1906, e poi al fascismo che cresce sulle macerie del movimento operaio e dei lavoratori, e distrugge le libertà sindacali e politiche annegando il primo maggio nella ricorrenza per il natale di Roma, il cammino per la rinascita e per nuove, più avanzate conquiste è stato lungo. Ricomincia nel 1943 con gli scioperi alla Fiat di Torino e con la guerra partigiana di liberazione. Nel 1944 rinasce il sindacato unitario Cgil e rinascono dopo la clandestinità i partiti antifascisti, che approvano la Costituzione della Repubblica democratica fondata sul lavoro quando il Pci era già stato escluso dal governo, dopo il viaggio di De Gasperi negli Usa.

 

Si fa sentire la «guerra fredda» e con essa la rottura del sindacato unitario: si costituisce la Cisl insieme ad altre sigle sindacali. Ma in pari tempo non cessano le lotte operaie e popolari per l’attuazione dei diritti costituzionali e gli scioperi al rovescio per il lavoro. Il «biennio rosso» del 1968-69 si conclude con grandi conquiste costituzionali, civili e sociali, che culminano con lo Statuto dei diritti dei lavoratori nel 1970. Poi la controffensiva e la vittoria planetaria del capitale. Finisce il Novecento e sul fronte orientale crolla il modello sovietico mentre sul fronte occidentale il modello socialdemocratico, convertito al pensiero liberale, diventa organico al sistema dominante e fornisce pezzi di ricambio al capitale.

 

Siamo arrivati ai nostri giorni e in Italia vengono messe in discussione le fondamentali conquiste del lavoro, vale a dire le basi stesse della nostra democrazia. La nuova destra del dopo Berlusconi individua nei migranti il nemico da battere alimentando una distruttiva guerra tra poveri, ma il bersaglio grosso è la Costituzione. Nel libro si ricordano i fatti di Isola del Liri del 17 febbraio 1949, quando carabinieri e poliziotti, in assetto di guerra e armati fino ai denti, danno l’assalto allo stabilimento delle Cartiere Meridionali occupato dagli operai per evitare 250 licenziamenti e aprono il fuoco. Si contano 38 feriti di cui 7 gravi. Non ci sono stati morti per puro caso, al contrario di quanto è accaduto in altre città d’Italia. Erano gli anni in cui il ministro degli Interni Mario Scelba dichiarava che la Costituzione «è una trappola».

 

In realtà, la nostra Carta fondamentale, su cui si regge il patto tra gli italiani, è sempre stata un terreno di lotta. E lo è maggiormente oggi, in presenza di una rivoluzione tecnica e scientifica fondata sul digitale, che consentirebbe di accrescere il benessere di tutti ridefinendo i principi di libertà e uguaglianza attraverso la tutela del lavoro e dell’ambiente. Invece di usare scienza e tecnica per concentrare ricchezza e proprietà a vantaggio di pochi. La Costituzione antifascista, entrata in vigore nel 1948, non è la codificazione di un regime retrogrado da abbattere, al contrario è un progetto di più alta civiltà che guarda al futuro, aperto all’affermazione di nuovi diritti a vantaggio soprattutto delle generazioni che verranno. Come emerge con chiarezza dall’articolo tre (seconda parte), che sancisce l’uguaglianza sostanziale ben oltre le cosiddette pari opportunità.

 

Emblematico è il caso del diritto alla conoscenza reso possibile da Internet, che però resta vano se la condizione materiale e culturale dei soggetti crea discriminazioni ed esclusioni. Ecco perché a mio parere il primo maggio, ancora ben presente nell’immaginario di Isola del Liri - come del resto questo volume testimonia - e inteso come simbolo delle storiche conquiste del lavoro, non è semplicemente un testamento culturale al quale guardare con devozione come a un santino. È invece il riferimento simbolico di un progetto di nuova società incarnato nella Costituzione. Di cui riappropriarsi liberandone tutte le potenzialità, e ricostruendo su questa base l’unità della classe lavoratrice del XXI secolo, di tutte le persone che per vivere devono lavorare.

 

La riconquistata unità d’azione tra Cgil, Cisl e Uil sulla base di un programma di rivendicazioni concordato e la dichiarata autonomia dal quadro politico sono fatti positivi, ai quali guardare con interesse e da agevolare. Ma non bastano. Non si può ignorare la contraddizione lacerante in cui vive il Paese, e che non può durare a lungo. Da una parte, la Costituzione che fonda sul lavoro (non sul capitale) la Repubblica democratica, e pertanto «tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni», imponendo dei limiti all’iniziativa economica e alla proprietà privata e imbastendo una fitta trama di diritti sociali ben oltre la visione liberale dei diritti civili. Dall’altra, la sostanziale affermazione di un regime istituzionale monoclasse, che di fatto esclude le lavoratrici e lavoratori del nostro tempo dalla rappresentanza e dalla organizzazione politica.

 

È questo vuoto che bisogna colmare. E il primo, ma fondamentale, passo da compiere è impugnare con coraggio la bandiera della Costituzione come progetto del cambiamento. Innalziamola questa bandiera. Facciamolo già in questo primo maggio. Facciamo conoscere ovunque un progetto di cambiamento che rivoluziona lo stato di cose presente ponendo l’economia al servizio degli esseri umani, e non viceversa come oggi accade. Non per rinchiuderci nel recinto nazionale, e tanto meno per spezzare l’unità del Paese. Ma per portare in Europa i principi universali della nostra Carta.

 

Diciamolo con chiarezza ai nuovi proletari del nostro tempo: ai giovani, disoccupati e precari, lavoratori e poveri; alle donne oppresse da doppio e triplo lavoro e dalla mancanza di servizi; agli operatori della ricerca, della comunicazione e del pubblico impiego. A tutti coloro che in un modo o nell’altro, italiani e stranieri, sono sfruttati. Voi non dovete chiedere niente a nessuno. Tanto meno al politicante di turno, che calpesta regole e principi esponendo la politica al pubblico ludibrio. Voi siete i portatori di diritti che vi spettano. E dovete essere voi i protagonisti del cambiamento della politica per cambiare la società. Mettetevi insieme, associatevi liberamente. E lottate per un mondo nuovo in cui il libero sviluppo di ciascuno sia la condizione del libero sviluppo di tutti.
Buon primo maggio a tutte e a tutti. E buon lavoro!

 Paolo Ciofi

 https;//www.paolociofi.it

 

*Introduzione al libro dI Paolo Ceccano, IL primo maggio a sinistra del fiume. Storie del corteo di Isola del Liri

 

 

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Isolaliri, voto 2019. Il Psi con Massimiliano Quadrini

psi logo 350 260Il Partito Socialista Italiano, in persona del Presidente provinciale avv. Danilo Iafrate comunica: “Alla prossima tornata elettorale del Comune di Isola del Liri i Socialisti appoggeranno e faranno parte integrante della lista a sostegno di Massimiliano Quadrini. Il candidato espresso dal Partito è Gianluca Venditti. L’assessore in carica avv. Laura Palleschi, nel confermare il suo pieno appoggio a tale candidatura, metterà in atto tutta l’esperienza maturata in questi anni a sostegno della maggioranza uscente restando a disposizione per ogni supporto professionale ed amministrativo.”

Non si sottrae, dunque, l’Assessore Laura Palleschi, che aggiunge: “In questi 5 anni di esperienza amminisLauraPalleschi Psitrativa ho avuto la fortuna di lavorare alacremente, e non senza difficoltà, con un gruppo straordinario, fianco a fianco senza risparmiarci mai. Da qui la decisione di sostenere con convinzione la candidatura a sindaco di Massimiliano Quadrini. Ringrazio il mio partito e il Sindaco Vincenzo Quadrini per avermi dato l’opportunità di impegnarmi attivamente per la mia città e per le nuove generazioni. A Massimiliano Quadrini confermo il mio totale appoggio. A lui metto a completa disposizione l’esperienza amministrativa che ho maturato in questi anni e faccio il sincero augurio di una vittoria schiacciante”

 

 

 

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Isola del Liri ammessa ad importante finanziamento

isolaliri solo cascata 350 260 minIrene Mizzoni, con data 31 dicembre 2018 ci ha inviato la seguente nota stampa a firma del capogruppo di maggioranza Massimiliano Quadrini e dell'assessore al bilancio Lucio Marziale, che informa come, con determinazione della Regione Lazio del 28 Dicembre 2018, il Comune di Isola del Liri è stato ammesso a fruire del “Fondo per prevenire il dissesto finanziario dei Comuni”, per un importo superiore ai 300 mila Euro.

«Si tratta di uno strumento molto importante che la Regione Lazio mette a disposizione di quegli Enti Comunali che vengono riconosciuti meritevoli per il buon lavoro svolto sui conti pubblici, al fine di metterli in grado di poter meglio affrontare e superare le criticità legate ai rigidi vincoli finanziari che caratterizzano da qualche anno i Bilanci pubblici».

«La Regione Lazio ha fissato le procedure e i parametri di controllo cui il Comune di Isola del Liri verrà sottoposto, per far sì che il Fondo rafforzi il percorso virtuoso iniziato dal Comune sulla finanza comunale, percorso che è stato premiato con la concessione del più corposo finanziamento fra quelli erogati dalla Regione Lazio».

 

 

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Isola del Liri, SR 82. La Giunta approva il progetto Astral

cascata isola liri 350 260 minIsola del Liri, 22.12.2018 – La Giunta comunale di Isola del Liri, guidata dal sindaco Quadrini, ha formalmente approvato il progetto di ripristino del piano viabile della ex Strada Regionale 82 Della Valle del Liri, presentato dall’Astral. Un intervento che dovrebbe trasformare profondamente il volto della viabilità cittadina.

Il progetto è finanziato con Deliberazione di Giunta Regionale n. 658 del 13.11.2018 per un importo complessivo di € 1.500.000,00 ed è finalizzato al regolare ripristino del piano viabile e della segnaletica stradale sull’intera tratta di strada regionale n. 82 dal km 58+908 al km 64+323.

La ex strada regionale n. 82 Della Valle del Liri è un'importante strada di collegamento interregionale che attraversa tutta la valle del Liri. Permette il collegamento con diversi siti industriali e commerciali dislocati lungo il suo percorso ed è percorsa da un elevato flusso di traffico. Sul tronco di strada sono presenti diversi incroci con altre strade principali per i quali è stato previsto il ripristino della segnaletica orizzontale.
La Giunta di Isola del Liri ha operato in questi mesi per poter giungere a questo traguardo che metterà fine a molti disagi evidenziati finora.

La giunta Quadrini, nell’ultima riunione, ha esaminato con attenzione il progetto dell’Astral che prevede, fra l’altro, la fresatura della pavimentazione esistente per spessori variabili da 3 a 8 cm; la posa in opera di uno strato di binder per uno spessore di centimetri 5 nei tratti maggiormente deteriorati; la posa in opera di uno strato di usura con spessori parti a 3 centimetri. Il rifacimento della segnaletica orizzontale dell’intero tratto dal km 58+908 al km 64+32, compresi gli attraversamenti pedonali, a raso e rialzati. La segnaletica per i parcheggi, per gli stalli, per le fermate COTRAL, per i parcheggi handicap e zebrature e frecce direzionali in corrispondenza di alcuni incroci. Per la segnaletica verticale sono previste installazioni di segnali per i nuovi limiti di velocità, di segnaletica verticale per attraversamenti pedonali a raso e per attraversamenti pedonali rialzati. Per questi sono previsti impianti fotovoltaici di alimentazione per i lampeggianti, la targa dell’attraversamento pedonale e del pannello integrativo indicante “rialzato”. Per ogni attraversamento pedonale è previsto inoltre l’installazione di occhi di gatto.

Un intervento che ha convinto gli assessori comunali che lo hanno approvato all'unanimità. Circa 90 giorni sarà il tempo necessario allo svolgimento dei lavori.

Ne danno notizia la Giunta Comunale di Isola del Liri e il capogruppo di maggioranza Massimiliano Quadrini

 

 

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Degrado urbano a Isola del Liri

isolaliri degrado 350 mindi Luigi Meleo - Isola del Liri nel degrado urbano. La cittadina abbandonata nel degrado, da circa 10 anni di Amministrazione nessun intervento viene realizzato ad eliminare il degrado urbano .
A partire dalla Via Nazionale subito dopo la Casa di Cura S.Teresa fino ad arrivare a Borgo D.Domenico e alla Stazione notiamo i marciapiedi impraticabili ,pavimentati in parte da mattonelle ,asfalto, e cemento con buche pericolose per iisolaliri degrado 350vert min cittadini, per non parlare delle strade dissestate , e piene di avvallamenti e fabbricati pericolanti transennati da decenni .
I passanti sono costretti spesse volte a camminare per strada rischiando di essere investiti.
Possibile che l’amministrazione non riesca ad eseguire almeno un intervento per risanare le condizioni del paese? Nei consigli comunali la maggioranza non risponde alle richieste dei cittadini, solo scena muta.
Nel frattempo aumentano sempre più le tasse per i cittadini senza alcun servizio in cambio.

 
 
 
 
 
 
 
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"InformiAMOci ISOLA

movimento 5 stelle bandiera 350 260da Meetup Isola del Liri 5 Stelle - Noi attivisti del Meetup Isola del Liri 5 Stelle presenteremo a tutti i cittadini l'iniziativa "InformiAMOci ISOLA".
Tale iniziativa consiste in una serie di Gazebi informativi nei quartieri di Isola del Liri da metà Luglio in poi. Lo scopo è quello di conoscere i cittadini e informarli sui principi del Movimento 5 Stelle e conoscere le
proposte degli Isolani per migliorare la nostra Città.
Forniremo a tutti gli interessati volantini informativi e distribuiremo questionari in forma anonima affinché vengano resi noti, secondo i cittadini, i principali problemi di Isola del Liri. Questa sarà un'occasione che gli isolani avranno per denunciare i loro disagi e che noi attivisti avremo per prendere atto dei problemi e, compatibilmente con i principi ispiratori del Movimento 5 Stelle, farne il fulcro della nostra attività in modo
da portare alto, finalmente, il volere cittadino.

Il primo appuntamento è per Domenica 16 Luglio in Piazza XX Settembre dalle ore 17.00.

Vi aspettiamo numerosi.

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Il Primo Maggio 2015 a Isola del Liri

cgil cisl uil Fr 350 260di Donato Galeone* - Il primo maggio a Isola del Liri, con mia moglie, incontro Rodolfo Damiani e ci informa che il corteo è di ritorno.
Rodolfo inizia a ricordare i suoi 40 anni della stessa giornata - Festa del Lavoro - a Isola del Liri sin dal 1975 e ci richiama e richiamiamo avvenimenti sindacali passati evidenziando perplessità e coraggio per il futuro.
Ci salutiamo e mi regala, firmata, una non recente quanto antica cartolina "Saluti da ISOLA del LIRI" con panoroma del piccolo paese circondato dal fiume e foto in bianco-nero della cascata verticale e del lanificio Ippolito Pisani, antico simbolo della industria tessile e cartatecnica alimentata dall'energia idroelettrica ottocentesca.
E' stato per me un gradito ricordo di Isola del Liri a distanza di oltre 40 anni – indimenticabili – perchè con Gianfranco Casali, nostro delegato di zona Cisl, proponemmo a CGIL e UIL che il 1° Maggio - Festa Del Lavoro – doveva festeggiarsi unitariamente tra CGIL-CISL-UIL, con saluto ai lavoratori del Sindaco e l'invito alle rappresentanze politiche e istituzionali, così come numerosa è stata anche la partecipazione - nel 2015 – che abbiamo osservato con il mio caro amico direttore del giornale on-line www.unoetre.it Ignazio Mazzoli.

Oltre ai ricordi e agli ascolti di anziani e compagni di vissute azioni sindacali nella seconda metà del secolo scorso anche nella media valle ddel Liri - il 1° maggio del 2015 – ci ha detto che il "lavoro non ha fatto festa " perchè da sette anni - in crescendo - continua a imperversare il disagio sociale e le misure delle disuguaglianze nel mondo, in Europa e nel nostro Paese.D.Galeone 1

Gli annunci e le ambiguità internazionali ( Thomas Piketty con il "Capitale nel XXI secolo; il masimo esperto in materia di diseguaglianze Anthony Atkinson; il premio nobel Joseph Stiglitz, autore di "Il prezzo della disuguaglianza") verso le disuguaglianze che vanno riducendosi nel pianeta mondo (considerando il mondo come un'unica economia) può apparire anche possibile - tra i cittadini del mondo - una riduzione delle disuguaglianze ma in Europa e tra i 28 Paesi persistono declini socioeconomici e crescite interne disuguali - notevolmente differenziate - (Italia del Sud e Italia del Centronord) con milioni di esclusi disoccupati + inattivi + lavoro in nero.

Così in Paesi, come il Giappone, gli esclusi ufficiali dai processi produttivi sono il 9,6% in Grecia raggiungono il 36,6% e in Italia il 28,8% - quasi il doppio della Francia con il 14,9% - mentre Olanda, Regno Unito e Danimarca si fermano attorno al 13%, la Germania e Austria all'11%. E' riscontrabile, poi, che ogni crisi alimenta incontrollate – volute o meno - divaricazioni nella distribuzione delle ricchezze in funzione sociale. Si dovrebbe, invece, molto pensare e riflettere ancor di più in questo primo maggio 2015 che poiché "ricchezza e lavoro" dovrebbero andare insieme è necessario concentrarci sull'evoluzione professionalizzante certa del valore lavoro - nel XXI secolo - in ogni suo nuovo processo produttivo.

Così come ha annunciato la ex Fiat-FCA di Cassino tanto per l'indotto innovativo e non solo nel comparto metalmeccanico quanto per il chimico-farmaceutico e dell'informatica appplicata, già presente, da estendere da Cassino verso Anagni, lungo l'Autostrada Roma-Napoli, coinvolgendo la media Valle del Liri, con la ristrutturazione e conversione possibile dei tradizionali siti del tessile-abbigliamento e cartotecnica mediante investimenti certi e occupazione riqualificabile e quantificabile di giovani e meno giovani.

Queste a mio avviso – senza girare intorno inconcludentemente – dovrebbero essere le tematiche fondamentali territoriali - discutendo e definendo – mezzi e fini se disponibili su cui reimpiantare un diversificato rilancio produttivo con una programmata ripresa degli investimenti pubblici e privati, incentivanti lo sviluppo, già su aree in declino colpite dalla crisi ma in parte attrezzate, da adeguare in servizi consortili ASI alle imprese e sostenibili da valore umano di lavoro – con riqualificazione mirata alla occupazione vera - di migliaia di persone che attendono da 7 anni, partendo dai Comuni e convolgendo la Regione Lazio con CGIL-CISL-UIL in almeno tre aree della CIOCIARIA – capifila territoriale il Comune di Anagni; i Comuni di Sora-Isola del Liri e il Comune di Cassino-Piedimonte San Germano.

Il fallimentare consuntivo degli ultimi 7 anni di disagio e di esclusisone sociale - dal 2007 - in questo primo maggio 2015 ci ha dato - in Italia - meno momenti di festa e più momenti di sconforti dalla elencazione dei dati Istat sulla occupazione e disoccupazione, dei quali dati la prima - nel 2007 - con 23 milioni pari al 58,66% di occupati e 1,5 milioni di disoccupati pari al 6,17% per raggiungere a fine anno 2014 – anche con l'avvio del decreto Poletti-Renzi Jobs Act - la riduzione a 22,1 milioni pari al 55,50% di occupati e il raddoppio a 3,3 milioni di disoccupati pari al 13% nei primi due mesi del 2015 e quella giovanile salita al 43,1%.

La CGIL-CISL-UIL Ciociara, congiunta alla indignazione dei disoccupati di lunga durata, hanno evidenziato ancora una volta a Isola del Liri - anche dalle conclusioni del Segretaio Regionale CISL, Andrea Cuccello - il dramma umano e famigliare del disagio sociale in crescita che ha superato le indicazioni Istat nazionale e regionale, con il più alto indice - pari al 18,5% - tra le 5 Province del Lazio, con oltre 115.000 persone iscritte - che attendono lavoro - nei 4 Centri per l'Impiego della Provincia di Frosinone.

Ed ecco che con il 1°maggio 2015 - nel segno della SOLIDARIETA' - si è festeggiato il "LAVORO" con la CGIL-CISL-UIL sia in Italia che nella Provincia di Frosinone. Con il segno della SOLIDARIETA' - quindi - si è voluto richiamare anche a Isola del Liri ogni realtà territoriale e tutti - quali persone - all'impegno attivo nei mondi vitali locali mediante "aggregazione partecipata" con aperture verso azioni unitarie articolate e condivise - propositive - sia verso la Regione Lazio che il Governo per il "LAVORO" senza il quale tanto l'Italia quanto la Ciociaria non potranno riprendersi dal declino sociale crescente, disuguale e drammatico, cumulato negli ultimi decenni.
(*) ex Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio
Roma, 5 maggio 2015

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

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Corteo del Primo Maggio 2015 a Isola del Liri e appello dei disoccupati e precari

1maggio15 isolaliri 350 260(video) Il Primo Maggio 2015 organizzato da Cgil, Cisl e Uil a Isola Liri è importante perchè ha portato due novità: la prima è stata una evidente maggiore partecipazione al corteo e al comizio finale in piazza Boncompagni come non se ne vedeva da qualche tempo; la seconda è rappresentata dalla presenza, sul palco, di un rappresentante di tutti i disoccupati e precari della provincia di Frosinone che ha potuto prendere la parola e lanciare un appello alla società ciociara, alle istituzioni ed ai partiti sulla situazione allarmante di 115000 disoccupati nel frusinate, oltre un terzo di tutti quelli del Lazio, in un quadro nazionale in cui il lavoro in Italia, negli anni della crisi, paga il conto con una disoccupazione che è cresciuta del 108%, la disoccupazione giovanile nel Lazio meridionale è al 46% mentre quella nazionale al 42,6% e il tasso di disoccupazione generale è al 13%.
I disoccupati nel corteto, facilmente individuabili, dallo striscione che portavano, sono stati oggetto durante tutto il percorso di tanta attenzione dimostrata da voci di solidarietà e d'incoraggiamento con un invito continuo a resistere.

Il video del corteo e dell'appello di disoccupati e precari.

 

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