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Netanyahu spodestato

CRONACHE&COMMENTI 

La vera svolta democratica nella politica israeliana? Se conviveranno con i palestinesi 

di Aldo Pirone
Israele Naftali Bennett è il nuovo premier al posto di Netanyahumeteoweekcom.jpg minNon ho capito se ieri sera il canto di “Bibi Ciaa” sulle note di “Bella ciao” di duemila manifestanti davanti la residenza di Netanyahu sia avvenuto prima o dopo la sua defenestrazione da primo ministro. Ritengo dopo. Comunque sia, l’uscita per ora, dopo 12 anni, da premier di Israele è certo una buona notizia.

Ma non è come la sostituzione di Trump da parte di Biden. Negli Stati Uniti i tratti di una vittoria democratica erano più riconoscibili ed evidenti. In Israele le cose sono più ingarbugliate. La coalizione che ha spodestato “Bibi” va dalla destra nazionalista alla sinistra laburista passando per il centro. Per la prima volta c’è anche il sostegno di una lista araba che però è di un pragmatismo che confina con l’opportunismo.

Il sostituto di Netanyahu, Bennett, non ha posizioni diverse sulla questione palestinese di quelle del suo antico patron. Anzi, è il riferimento principale dei coloni che hanno continuato a occupare terre palestinesi. Resta il fatto che è sulla questione palestinese che si misura una vera svolta democratica nella politica israeliana. Questa coalizione sarà in grado di produrla? Oppure si limiterà solo a un’intesa di potere come sembra essere al momento? E durerà per evolversi in qualcosa di più nettamente democratico? Staremo a vedere. La politica non è mai dritta come la prospettiva Nevskij, per parafrasare il Lenin che parlava della rivoluzione.

Per ora c’è da registrare la rabbia di Netanyahu, l’accanimento dei suoi sostenitori della destra nazionalista più incarognita e quel canto di “Bibi ciaa” sulle note di “Bella ciao”.
Note musicali, appunto, cui mancano ancora le parole giuste.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

 

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La vita nonostante la guerra

Carriarmati aGaza 350-260

di Antonella Necci - La notizia si perde tra le innumerevoli che abbondano in questo periodo sulla strage di Gaza. E’ del 30 Luglio, ma sembra come uno squarcio di luce intensa in un cielo nero, fitto come la pece : la miracolosa nascita di quattro gemellini, tre maschi e una femmina, sotto le macerie dell’inferno di Gaza. Insieme alle altre che provocano rabbia, disperazione, senso di impotenza, si perde come l’inutile trafiletto nel giornale a grande tiratura. All’apertura dei quotidiani di oggi, oltre all’evento miracoloso, ho avuto un tale senso di rabbia, che ho deciso di calmarmi iniziando con le cose liete.

Tanto per non essere tacciata di antisemitismo, visti i tempi che corrono ci sarebbe anche questo rischio, come è accaduto alla giornalista spagnola che corrispondeva da Gaza per la principale rete televisiva. Vediamo di analizzare i fatti con un briciolo di ironia. Si vede che in molti avranno pensato la stessa cosa, e nel web erano presenti alcuni articoli, espressi sotto forma di monologhi, di giornalisti che pur non avendo gettato la spugna nella lotta per una informazione indipendente, si sentono impotenti di fronte all’inerzia e all’indifferenza del mondo circostante. E allora anche io oggi proverò ad immedesimarmi in una comune casalinga di Gaza.

Nel precedente articolo avevo goffamente provato ad essere un bambino che vive realtà più grandi di lui, oggi cerco di immaginare come sarebbe la vita senza luce, gas, acqua potabile, stretta in un’aula di una scuola ONU insieme ad altre 26 persone, e sentire i boati dei missili che si fanno sempre più vicini. Ma la scuola è sotto la protezione delle Nazioni Unite e nessuno oserà attaccarla.4gemelli a Gaza E’ questo che ci hanno detto, ed è per questo che siamo qui. E dove potevamo andare sennò? I tunnel verso l’Egitto sono stati chiusi da tempo, quale altra via di fuga ci hanno lasciato? Qui ci hanno detto che saremo al sicuro. Poi urla, gente che scappa, ci dicono di spostarci nelle altre aule, che i missili si stanno avvicinando, che non siamo più al sicuro. Pochi secondi e anche l’aula che era diventata la mia casa diventa un cumulo di macerie. Corpi che volano in aria schiantandosi, pezzo a pezzo sulle rovine di un mondo in rovina. Mi fermo. Ho immaginato troppo.

Albert EinsteinLa mia testa da occidentale mi riporta al mio mondo per paura di affrontare qualcosa che non sa bene come affrontare, ma che i bravi giornalisti ci sanno descrivere. Mi accorgo di essere stata goffa anche in questa situazione, ma mi viene in mente un grande scienziato ebreo Albert Einstein, che non rinnegava la sua fede nonostante l’idea generale che uno scienziato dovesse per forza essere ateo. Quando Count Kessler un giorno gli disse: "Professore sento dire che lei è profondamente religioso". Einstein gli rispose: "Sì, Lei può dirlo. Cerchi e penetri con i limiti della nostra mente i segreti della natura e scoprirà che, dietro tutte le discernibili concatenazioni, rimane sempre qualcosa di sottile, di intangibile e inesplicabile. La venerazione per questa forza, al di là di ogni altra cosa che noi possiamo comprendere, è la mia religione. A questo titolo io sono religioso” Ed è proprio penetrando dentro l’idea delle “discernibili concatenazioni”, che il Dio dei Palestinesi, li protegge, e li fa resistere, perché è tangibile la superiorità e l’aggressività delle Forze Israeliane. Quando Einstein diceva : “I crimini di cui gli ebrei sono stati incolpati nel corso della storia – crimini intesi a giustificare le atrocità perpetrate contro di essi – sono mutati in rapida successione […] Le accuse contro di loro, accuse della cui falsità gli istigatori erano ogni volta perfettamente consapevoli, superavano ogni immaginazione, ma hanno influenzato ripetutamente le masse. […] In questo caso, si può parlare di antisemitismo latente”, stava vivendo in pieno periodo nazista. Lui, tedesco di nascita, ma di famiglia ebraica. Ora accade la medesima cosa per i Palestinesi, e questa volta non si parla di Nazismo. Ma ora come allora il mondo si fermò, immobile, a guardare una carneficina, prima di adottare una soluzione, che divenne però una soluzione estrema. Vogliamo dunque giungere a quel punto?

04 Agosto 2014

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10 punti per capire l'illeggittimità della guerra a Gaza

una mamma a gaza 350-260di Antonella Necci - I cessate il fuoco di questo fine settimana, la rottura della tregua dopo solo 12 ore, voluta da Hamas, secondo fonti Israeliane, la nuova riattivazione della tregua per permettere l'entrata a Gaza da parte degli aiuti umanitari, hanno fatto pensare a tutto tranne che alla immediata fine del conflitto. Lo stesso Pontefice, domenica all'Angelus ha detto di smetterla di uccidere bambini.
Ma è chiaro a tutti che nessuno vuole smetterla. Non vuole, in modo deciso, l'Italia con la ministra Mogherini in testa, che il 16 Luglio ha incontrato il presidente israeliano Shimon Peres. Mentre il giorno prima aveva incontrato il presidente palestinese Mahmoud Abbas. "La mia visita - ha ribadito il capo della diplomazia italiana - è per sostenere questo sforzo per raggiungere un cessate il fuoco e riprendere immediatamente il dialogo in modo dinamico e creativo, per porre fine a questo conflitto". "Allo stesso tempo – ha aggiunto -, il numero delle vittime civili a Gaza è estremamente preoccupante. Penso che sia nell'interesse di israeliani e palestinesi, specialmente a Gaza, porre fine a questo". (Dal sito del Partito Democratico: MO, Mogherini: "Tregua è interesse di israeliani e palestinesi" - "Tutto quello che possiamo fare per sostenere questo cessate il fuoco verrà fatto" di Federica Mogherini, pubblicato il 16 luglio 2014 , 265 letture)

In modo dinamico e creativo? Ma stiamo parlando di vite umane o di una mostra d'Arte contemporanea?papà palestinese La tregua non la vuole Hamas, che continua a dirigere il conflitto da Dubai, fuori da razzi, bombe e distruzione. E di certo non la vogliono gli Israeliani, che gioiscono ad ogni bollettino di guerra che riporta le morti palestinesi, e i video diffusi in questi giorni lo testimoniano. Per sostenere la pace duratura e la fine definitiva del conflitto bisogna capire a fondo e sapere cosa c'è dietro a tutto ciò che le televisioni e i giornali diffondono.

Ci sono dieci punti fondamentali che ci fanno dubitare della legittimità di tale conflitto.
1) Lo sapevate che prima del rapimento dei tre ragazzi israeliani, due ragazzi palestinesi erano stati uccisi dai militari israeliani e che il fatto era stato fotografato dagli stessi?
2) Lo sapevate che , fino ad oggi, l' Osservatorio dei Diritti Umanitari e il Dipartimento di Stato Americano hanno dichiarato che non esiste uno straccio di prova su chi può aver rapito i ragazzi israeliani e perché?
3) Lo sapevate che il governo israeliano sapeva, da subito, che i ragazzi rapiti erano già stati uccisi, ma ha ordinato alla stampa israeliana di nascondere l'informazione?
4) Lo sapevate che le forze israeliane, nonostante sapessero della morte dei tre ragazzi, hanno proceduto a compiere arresti illegali lungo la zona occidentale di Gaza, con la scusa di mantenerli in ostaggio fino a quando non fossero stati ritrovati i ragazzi?
5) Lo sapevate che durante questi arresti illegali i militari israeliani hanno trattenuto 566 Palestinesi, tra cui molti ragazzi minorenni, e che tra di loro vi erano coloro che erano stati rilasciati nell'accordo del cessate il fuoco del 2012?
6) Lo sapevate che i Media israeliani hanno aizzato a tal punto l'odio nei confronti dei presunti rapitori tanto da indurre all'attacco nei confronti del sedicenne palestinese Mohammed Abukhdeir, residente a Gerusalemme e che è stato bruciato vivo, con tracce di petrolio nello stomaco ed hanno anche seviziato una ragazzina palestinese di nove anni?
7) Lo sapevate che 10 giorni prima del rapimento dei ragazzi israeliani, Hamas e Fateh avevano raggiunto un accordo per formare un governo unitario, sottoponendosi a quanto richiesto dagli Stati Uniti e dall'Unione Europea,eliminando i tecnocrati indipendenti non affiliati né ad Hamas né a Fateh?I numeri degli sfollati palestinesi
8) Lo sapevate che la formazione della Nuova Unità di governo Palestinese avrebbe posto sotto pressione Israele sia da parte degli Stati Uniti che da parte della Comunità Europea, inducendo lo stato di Israele ad accettare la formazione di due Stati Indipendenti?
9) Lo sapevate che la Striscia di Gaza è stata posta da otto anni sotto blocco aereo, navale e di terra , chiamato "حصار", che restringe ai cittadini l'accesso al mare, ponendo l'uscita in mare fino a 6 miglia nautiche, restringendo l'importazione e l'esportazione di petrolio, gas e gasolio, e inoltre blocca, se non in casi sporadici, e solo per accessi umanitari o il rientro da terre straniere, la possibilità agli abitanti di Gaza di viaggiare?
10) Lo sapevate che la maggior parte degli abitanti di Gaza vorrebbero continuare a combattere piuttosto che accettare una tregua che non garantirebbe loro il rispetto dei più basilari diritti umani?
Bene, se prima non lo sapevate, ora non avete più scuse per non approfondire le cause di questa guerra. E io insieme a voi cercherò di fare altrettanto. Perché il cessate il fuoco sia un evento concreto, e non solo le belle parole rimbombanti in una torre di Babele. (http://pontiactribune.com/inside-gaza-10-questions-for-you-straight-from-a-gaza-resident-under-fire/)

29 Luglio 2014

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E se Gaza fosse la tua città?

Gaza ReteStudMedida Rete degli Studenti Medi - La spirale di violenza innescata dall'uccisione di tre ragazzi israeliani ha assunto dimensioni inaccettabili su cui riteniamo che la comunità internazionale e debba intervenire con determinazione. Ancora una volta, assistiamo ad immagini cruente provenienti dalla striscia di Gaza, con continui bombardamenti e rappresaglie contro i civili.

La Rete degli Studenti Medi del Lazio, in quanto organizzazione che considera la pace tra i popoli bene supremo dell'umanità e schierata contro la risoluzione armata dei conflitti, chiede che il Governo italiano e l'Unione Europea esprimano una netta condanna del lancio di missili contro Israele ad opera delle Brigate Ezzedin al-Qassam, il braccio armato di Hamas, e contro i bombardamenti sulla striscia di Gaza ad opera dell'esercito israeliano per disporre l'immediato cessate il fuoco e la ripresa dei negoziati. Il quadro di riferimento non può che essere quello del diritto internazionale e delle risoluzioni delle Nazioni Unite e non lo status quo, delle colonie, dell'isolamento di Gaza e della frammentazione del territorio palestinese. Non può essere la forza a piegare il diritto. Il riconoscimento reciproco dei due stati, con Gerusalemme capitale d'Israele e di Palestina, il confine sulla linea antecedente la guerra del giugno del 1967, il riconoscimento del diritto dei profughi e rifugiati, la continuità territoriale, la sicurezza per entrambi i popoli, debbono essere le basi per la ripresa dei negoziati diretti.

Abbiamo lanciato una mobilitazione sui social network per chiedere di fermare la spirale di violenza nella regione. L'hashtag è #ifgazawere, ovvero "se Gaza fosse", con la domanda provocatoria "Se Gaza fosse la tua città?" per ribadire che l'impegno per la pace è un impegno che riguarda tutti e ciascuno, collettivamente e personalmente.

Il ritorno delle violenze a Gaza e a Israele costituisce un minaccia terribile per i bambini di entrambe le parti. Già negli ultimi tre giorni, secondo l'Unicef, almeno 19 bambini palestinesi sono stati uccisi in attacchi aerei su Gaza e molti altri feriti. Una situazione intollerabile per la cui soluzione serve una piena cooperazione internazionale e l'apertura immediata di un corridoio umanitario.

Rete degli Studenti Medi del Lazio. Il Sindacato Studentesco.
Via G. B. Morgagni 27 - 00161 Roma
Telefono 3408317565
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