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No ai voucher, la Cgil lancia una petizione online

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Puoi firmare anche da qui, clicca sul link che segue: https://www.fare.progressi.org/petitions/no-ai-voucher

da rassegna.it - Decreto legge "Dignità".
La campagna contro l'ampliamento dei buoni lavoro – che ha visto mobilitarsi le categorie del terziario, pubblico impiego, agricoltura – si arricchisce di uno strumento di "pressione digitale". Sarà consegnata alle commissioni Lavoro e Finanze

La campagna della Cgil contro l'ipotesi di ampliamento dei voucher - che ha visto mobilitarsi in piazza negli scorsi giorni le categorie del terziario, pubblico impiego, lavoro agricolo, oltre alla stessa confederazione - si arricchisce ora di uno strumento di "pressione digitale" sul Parlamento. Il sindacato di corso d'Italia ha infatti lanciato sulla piattaforma Progressi una petizione indirizzata a parlamentari e commissioni Lavoro e Finanze di Camera e Senato.

"Nel dibattito parlamentare sul decreto dignità - si legge nella petizione, che il sindacato invita a firmare e divulgare - il governo sta presentando un emendamento per estendere l'utilizzo dei voucher. Non c'è nessuna dignità in questo. Come si fa a dire che si combatte la precarietà mentre la si ripropone? Il lavoro occasionale esiste già, non abbiamo bisogno di altri voucher, ma di lavoro di qualità. Per questa ragione chiediamo ai parlamentari di avere il coraggio di scegliere di stare dalla parte giusta: dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori. Dalla parte di quel milione e mezzo di italiani che un anno fa si è già espresso con chiarezza su questo tema".

Prosegue il testo: "Chiediamo ai parlamentari di dire di no ai voucher. Perché è importante? I dati confermano che dal momento della loro introduzione i voucher non hanno ridotto la precarietà, ma l'hanno estesa e istituzionalizzata, non ostacolando affatto il lavoro nero. In molti casi si è trattato di un vero e proprio 'effetto sostituzione': voucher al posto del lavoro subordinato. Questo - ricorda la Cgil - ha determinato, a parità di lavoro e di mansioni, la riduzione di tutele, diritti e retribuzioni".

Puoi firmare anche da qui, clicca sul link che segue: https://www.fare.progressi.org/petitions/no-ai-voucher

"Nel 2017 - ricorda la Cgil - oltre un milione e mezzo di cittadini ha firmato per il referendum proposto dalla Cgil, con il quale si chiedeva la loro cancellazione. Per combattere precarietà e sfruttamento serve lavoro regolare, ben retribuito, contrattualizzato. E solo i contratti nazionali di lavoro garantiscono questo: regole, flessibilità, diritti".

La petizione sarà consegnata direttamente ai parlamentari delle commissioni Lavoro e Finanze.

26 luglio 2018

 

 

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M5S Veroli lancia due raccolte di firme

movimento 5 stelle bandiera 350 260da M5S Veroli - Domenica 2 aprile in Piazza Mazzoli gli attivisti saranno presenti con un banchetto dando il via ad una serie di incontri informativi sul territorio dal nome VEROLI PARTECIPA, con questi banchetti gli attivisti del meetup verolano lanceranno una duplice raccolta firme (ad oggi unico strumento di partecipazione popolare alla vita politica).

La raccolta firme prevede una petizione ambientale nella quale si chiede al consiglio comunale di votare favorevolmente ad una variante al PRG del comune di Veroli contenenti disposizioni di divieto su possibili impianti di smaltimento, trattamento rifiuti o impianti di compostaggio industriali, esclusi gli impianti a servizio del fabbisogno della comunità, e invece la seconda raccolta firme riguarderà una interrogazione al Sindaco con la quale vengono chieste alcune delucidazioni in merito all'esposto denuncia fatto da alcune sigle sindacali riguardanti gli stipendi dirigenziali ritenuti troppo alti rispetto alla legge, proprio in merito agli stipendi settimana scorsa gli attivisti hanno chiesto pubblicamente al Primo Cittadino di pubblicare sul sito comunale oltre agli stipendi dirigenziali anche le indennità di carica del Sindaco, assessori, presidente del consiglio e gettoni di presenza dei consiglieri ritenendo tali pubblicazioni atto dovuto di trasparenza da parte dell'amministrazione nei confronti della cittadinanza, purtroppo ad oggi gli attivisti hanno rilevato che sul sito del comune ancora non è stato pubblicato niente, ricordiamo inoltre al Primo Cittadino che tali richieste hanno fondamento politico-morale consci del fatto che tale obbligo non rientra nei suoi doveri, invece in merito alla sua dichiarazione “il sindaco non ha nessun potere” riteniamo tale affermazione non veritiera in quanto moltissimi altri comuni a seguito di delibere comunali volute fortemente da sindaci impegnati in campagne per la trasparenza, hanno creato le condizioni per la pubblicazione sia delle indennità di carica politiche che delle retribuzioni dei dirigenti e responsabili di settore addirittura nella loro suddivisione tabellare e non parliamo soltanto di sindaci del M5S ma anche di altri partiti; basta farsi un giro sui siti web di altri comuni e ogni cittadino potrà scoprire la verità, ricordando che un cittadino informato è un cittadino consapevole e libero.

 

Il meetup verolano ritiene che i verolani hanno sempre più voglia di partecipare alla vita politica di questa città e soprattutto in riferimento alle decisioni importanti e non soltanto in quelle di facciata, gli attivisti ritengono che questa voglia si basa sul concetto più alto di democrazia; ricordando alla politica locale che tale democrazia considera essenziale il riconoscimento dei diritti politici costituzionalmente tutelati.
Ragion per cui gli attivisti verolani rinnovano l'invito alla cittadinanza a partecipare all'iniziativa di raccolta firme dal nome VEROLI PARTECIPA.

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Ecco il manifesto che lancia Coalizione sociale

landini conbandiera 350 260di Angela Mauro - L'appuntamento è per il 6 giugno, in un auditorium nella zona di San Giovanni a Roma. A quasi quattro mesi dall'annuncio, dopo un intenso lavoro con reti e associazioni nazionali e territoriali, Maurizio Landini lancia la sua coalizione sociale. Una due giorni a Roma, il 6 e 7 giugno, organizzata per gruppi di lavoro e convocata da un documento. Circa seimila battute, una sorta di manifesto, unica formalità, unica carta ufficiale di un esperimento che volutamente continua ad avere contorni indefiniti. La creatura pensata dal leader della Fiom, insieme a Stefano Rodotà, continua infatti a essere un'aggregazione che non vuole diventare partito, un movimento "al di fuori e non in competizione rispetto ai partiti, organizzazioni politiche o cartelli elettorali", si legge in fondo al documento che Huffington Post pubblica qui. Punta al vertice della Cgil? Chissà, ufficialmente no.
"Non lasciare nessuno da solo è la prima ragione che ci porta a intraprendere questo percorso per cambiare il paese e l'Europa, formulare proposte e batterci per un'alternativa concreta alle divisioni e alle solitudini in cui ogni persona rischia di essere abbandonata", recita il manifesto della coalizione sociale. E' stato formulato nel corso di assemblee in casa Fiom, emendato tra le varie associazioni che parteciperanno alla due giorni romana, lungo e infinito processo che porta dritto al weekend subito dopo le amministrative del 31 maggio.
Obiettivo: la realizzazione di "un modello d'impegno che si manifesti e qualifichi a partire dai territori, dai luoghi di lavoro e si caratterizzi per il fatto che ciascuno di noi offrirà il contributo delle proprie migliori pratiche e dei propri saperi e sulla base di tali principi in reciproca autonomia aderirà alle campagne per obiettivi comuni che insieme decideremo di avviare". E' la mediazione per chi come Libera e Emergency vogliono mantenere un profilo il più possibile autonomo dalla coalizione sociale e partecipare solo a campagne comuni. Lavoro, ambiente, beni comuni, diritti dei migranti e delle minoranze, reddito che "metta le persone al riparo della povertà", Costituzione che "va applicata per renderla davvero operativa": sono alcuni punti del manifesto.
"In una società fondata sull'individualismo e sulla competizione tra le persone è necessario unirsi, fare rete, coalizzarsi – si legge - Dopo anni di crisi economica, sociale e ambientale, di politiche di austerità, sappiamo che nulla può tornare a essere come prima, ma proprio per questo pensiamo sia possibile immaginare un futuro di solidarietà e giustizia. Consapevoli che nessuno di noi può farcela da solo a cambiare il corso degli eventi, che per evitare scelte individualistiche o corporative sia necessario unire le forze e l'impegno".
 
Ecco il testo integrale del documento:
 
Per la coalizione sociale
Associazioni, movimenti, sindacati, donne e uomini che in questi anni si sono battuti contro le moltecipli forme d'ingiustizia, di discriminazione e di progressivo deterioramento dei diritti, decidono oggi di promuovere un cammino comune. In una società fondata sull'individualismo e sulla competizione tra le persone è necessario unirsi, fare rete, coalizzarsi. Dopo anni di crisi economica, sociale e ambientale, di politiche di austerità, sappiamo che nulla può tornare a essere come prima, ma proprio per questo pensiamo sia possibile immaginare un futuro di solidarietà e giustizia. Consapevoli che nessuno di noi può farcela da solo a cambiare il corso degli eventi, che per evitare scelte individualistiche o corporative sia necessario unire le forze e l'impegno.
In questi anni le politiche europee e dei governi nazionali hanno liberalizzato il mercato del lavoro, ridotto gli spazi di cittadinanza, privatizzato la formazione, la sanità, i beni comuni e i servizi pubblici, avvelenato città e territori, impedito ogni politica industriale, ogni valorizzazione della conoscenza per tutti. Con l'obiettivo dichiarato di uscire dalla crisi. Così non è stato: il lavoro manca o è sempre più precario e povero, anche il lavoro autonomo e le professioni soffrono profondamente gli effetti della crisi, mentre quelle politiche hanno indebolito la democrazia, affidando a organismi tecnocratici il governo della vita concreta delle persone, dei loro bisogni esperanze. In Europa e in ogni suo singolo paese ricchezza e potere sono sempre più concentrati nelle mani di pochi e aumenta il numero di coloro che sono spinti sotto la soglia della povertà. La corruzione e l'economia illegale sono ormai parti costitutive di un modello di società in cui le persone e l'ambiente sono sempre più una variabile del mercato, saccheggiando le risorse del pianeta e modificandone il clima.
Ciascuno di noi, in questi anni, in associazione o da solo, ha fatto i conti con tutto questo, provando a difendere i diritti che altri prima di noi avevano conquistato e che consideravamo storicamente acquisiti e i principi della nostra Costituzione, mai pienamente applicata e oggi progressivamente stravolta. E' arrivato il momento di rivitalizzare la partecipazione alla vita pubblica sulla base di alcuni fondamentali valori e obiettivi.
Il lavoro non è una merce ma un diritto per tutti, base di un'esistenza libera e dignitosa; l'ambiente e i beni comuni vanno tutelati, come patrimonio collettivo non privatizzabile, anche attraverso percorsi di rigenerazione urbana e sviluppo locale, fonti di uno sviluppo e di un sistema energetico diversi per migliorare la qualità della vita di ciascuno; il diritto alla salute, all'istruzione, allacultura, alla casa, alla pensione e all'assistenza devono essere assicurati a tutti da un sistema pubblico ed efficiente per costruire l'uguaglianza nella cittadinanza anche attraverso un fisco più equo e coerente con i principi costituzionali; per ridurre le disuguaglianze va garantito un reddito che metta le persone al riparo dalla povertà; il superamento del divario Nord-Sud è un obiettivo irrinunciabile di un paese più giusto; i diritti dei migranti, dei rifigiati e delle minoranze vanno tutelati promuovendo diritti di cittadinanza uguali per tutti; le mafie, le economie criminali, la corruzione vanno combattute con leggi adeguate, con la confisca e l'uso sociale dei beni, con politiche che trasformino la società della diseguaglianza e dei privilegi in società dei diritti e delle opportunità; la scuola va rimessa al centro dell'attenzione politica e ripensata, oltre che nei saperi, nella sua funzione formativa; la Costituzione va applicata per renderla davvero operativa; è necessario che l'Italia si adegui alle più avanzate legislazioni europee riformando il codice penale e abolendo i maltrattamenti inumani nelle carceri; l'Europa va sottratta alle logiche tecnocratiche che con il ricatto del debito impongono politiche d'austerità e riportata al senso di solidarietà, di collaborazione, di pacifica e rispettosa convivenza tra i popoli, nel ripudio della guerra e di ogni forma di xenofobia e razzismo, nella condivisione di opportunità e di comune crescita culturale. Larisposta alla crisi climatica può diventare il volano di un nuovo modello di sviluppo liberato dalla dipendenza delle fonti fossili, dal saccheggio del pianeta e che comprenda la conversione dal modello agroindustriale a produzioni agroecologiche.
A partire da questi obiettivi proponiamo alle associazioni, ai movimenti, ai sindacati, ai singoli cittadini di mettere in comune esperienze di azione, volontariato, mutualismo, competenze, intelligenze per affrontare in modo solidale nei luoghi di vita e lavoro un cammino che con la partecipazione e il protagonismo delle persone conquisti giustizia e dignità: la coalizione sociale, con l'obiettivo di riunificare e ricostruire i diritti di cittadinanza delle donne e degli uomini nel lavoro e nella vita, di ricucire lo strappo che si è creato nel tessuto sociale e quindi di rafforzare la democrazia.
Non lasciare nessuno da solo è la prima ragione che ci porta a intraprendere questo percorso per cambiare il paese e l'Europa, formulare proposte e batterci per un'alternativa concreta alle divisoni e alle solitudini in cui ogni persona rischia di essere abbandonata. Vogliamo dimostrare – come ha compreso il movimento delle donne - che si può far politica attraverso un agire condiviso tra soggetti diversi, rimotivare le persone a occuparsi dell'interesse generale nello spazio pubblico - al di fuori e non in competizione rispetto a partiti, organizzazioni politiche o cartelli elettorali –realizzando un modello d'impegno che si manifesti e qualifichi a partire dai territori, dai luoghi dilavoro e si caratterizzi per il fatto che ciascuno di noi offrirà il contributo delle proprie migliori pratiche e dei propri saperi e sulla base di tali principi in reciproca autonomia aderirà alle campagne per obiettivi comuni che insieme decideremo di avviare.

 

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