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Grazie a Roma, la Regione Lazio è tra le prime in Italia. E il sud del Lazio?... Muore

ufficio di collocamento 350 260di Donato Galeone - Le due risposte sottoscritte e inviate al Consigliere Regionale Silvana Denicolò dagli Assessori della Regione Lazio (Attvità Produttive, Prof. Guido Fabiani e Lavoro, Prof. Avv. Lucia Valente) coincidono con i recenti annunci del Governo sulla “decontribuzione e sugli investimenti nel Mezzogiorno” molto bene sintetizzati il 14 novembre da Giuseppe Sarracino, componente del Direttivo Circolo PD di Frosinone e pubblicati da questro giornale unoetre.it.

Anche queste letture ci riconfermano la “esclusione” dell'area meridionale (ex Cassa Mezzogiorno) del basso Lazio e della nostra Provincia pur caratterizzata da un declino economico e disagio sociale, con circa un terzo dei residenti (130.000) senza lavoro e con gli stessi livelli di area depressa del Sud, già evidenziati dal rapporto SVIMEZ con gli ultimi dati statistici socioeconomici richiamati lo scorso estate e commentati, in parte, anche da Ermisio Mazzocchi.

Frosinone e Latina aree depresse socialmente nei redditi e in posti di lavoro

Esclusione, quindi, dal “Masterplan Mezzogiorno” del Governo e dalla “decontribuzione e dagli investimenti” della nostra Provincia - non più area del Mezzogiorno - in quanto l'ordinamento comunitario europeo e italiano considera come unità territoriale l'intera “Regione Lazio” così come considera tutte le altre regioni italiane. E nel Lazio, sappiamo, è compresa anche la Provincia di Frosinone che, con la Provincia di Latina e le loro ASI (Area Sviluppo Industriale) e Consorzi, pur con indici di aree depresse - disagiate socialmente nei redditi e in posti di lavoro - non possono essere considerate disgiunte, territorialmente, dal Lazio.

Anzi si dice e si sostiene che, grazie a Roma, la Regione Lazio è tra le prime Regioni italiane.

Se così fosse, nella realtà quotidiana e, conseguentemente, dovrebbero essere impegnate risorse pubbliche e incentivazioni adeguate per la ripresa del LAVORO nel basso Lazio mediante iniziative imprenditoriali immediatamente cantierabili e proposte a medio e lungo termine certe, condivise, partecipate e sostenute dalle rappresentanze politiche, sindacali e istituzionali a tutti i livelli territoriali per rispondere all'attesa, con il lavoro, dei 130.000 disoccupati della Provincia di Frosinone.

Poichè tutto ciò scarsamente avviene, io penso e non solo io, che si dovrebbe procedere oltre, mediante la Regione Lazio, almeno con la estensione delle agevolazioni contributive alle imprese e al lavoro nel contesto degli investimenti annunciati dal Governo per il Mezzogiorno, rilanciando e recuperando lo sviluppo bloccato del basso Lazio e della Provincia di Frosinone.

Tuttavia osservo che è tanto importante quanto impressionante, in positivo e discutibile, allorquando leggiamo le indicazioni degli Assessori alle attività Produttive e Lavoro della Regione Lazio scritte il mese scorso che ci indicano disponibilità di Fondi europei con 140 milioni di euro per i contratti di ricollocazione dei lavoratori in posti di lavoro e per il rilancio del tessuto produttivo del frusinate nel breve, medio e lungo periodo con le opportunità contenute nei 913 milioni del POR, FSR 2014-2020. Viene, poi, richiamato l'Accordo di Programma Frosinone-Anagni-Fiuggi sottoscritto nell'agosto 2013 che dovrebbe mettere in campo - dopo oltre 2 anni - un progetto collettivo con risorse di 91 milioni di euro mediante contratti di sviluppo per un valore complessivo di 100 milioni di euro nella Cioiciaria e quanti posti di lavoro ??

Riavviare e recuperare gli alti livelli di emarginazione e povertà raggiunti nel Sud

Così come considerare interessante e da verificare, alla scadenza al 31 ottobre 2015, le proposte della “call” che ha messo a bando i 70 milioni di euro nel processo di reindustrializzazione dei sistemi imprenditoriali laziali coinvolgendo anche i Comuni del frusinate che dovrebbero collocarsi - mediante i Consrozi ASI - nel più ampio contesto operativo del “recupero produttivo delle aree industriali dismesse per favorirne la riconversione e riqualificazione produttiva”.

E per l'area ciociara a Sud di Cassino dai positivi annunci degli investimenti, negli anni, della Fiat- Fca, mirati anche all'aumento dei livelli occupazionali, si prevedono stanziamenti nel bilancio regionale al 2017 di 3,5 milioni di euro destinati sia per l'adeguamento delle infrastrutture e sia alle imprese, collegate all'indotto e alla ristrutturazione tecnologica produttiva del complesso multinazionale automoblistico.

E per il Nord della Provincia il polo termale di Fiuggi già indicato tanto nell'Accordo di Programma Frosinone-Anagni-Fiuggi dell'agosto 2013 quanto nella essenzialità della Regione Lazio di coadiuvare a saldare i circa 2,3 milioni di debiti verso il Comune di Fiuggi e non anche - contestualmente – a prevedere attività promozionali di LAVORO mediante incentivazioni mirati verso “specifici progetti modulari” - diversificati e integrati - di rilancio del termalismo fiuggino nella prospettiva termale e turistica non solo stagionale estiva ciociara-romana potenziando, con adeguati investimenti un “Parco degli Ernici” collegato agli impianti sportivi invernali delle aree montane di Filettino, Campostaffi e Campocatino.

Questi richiami territoriali allo sviluppo con volontà politiche, mezzi, strumenti, proposte e normative agevolatorie per gli investimenti annunciati con il Masterplan del Governo al 2023 ( circa 7 miliardi di euro disponibili per le otto Regioni del Mezzogiorno già dal 2016) dovrebbero riavviare e recuperare gradualmente, con il LAVORO, gli alti livelli di emarginazione e povertà raggiunte nel Sud.

Così come per la Provincia di Frosinone i raggiunti livelli di emarginazione e povertà - nella dimensione regionale Lazio - mediante gli interventi dei “140.000 milioni destinati ai contratti di ricollocazione” potrebbero favorire il ricollocamento a lavoro - soltanto e unicamente - se le imprese attive e produttive presenti sul territorio domandassero lavoro, altrimenti, l'intervento di “ricollocazione” mirato all'essenziale inclusione sociale, con il lavoro, sarebbe resa nulla in assenza di posti di lavoro e verrebbe compensata, agevolmente e in quota parte, soltanto l'Agenzia privata riconosciuta dalla Regione Lazio.

Necessario, quindi, priorizzare e definire interventi di “sostegno minimali di reddito con graduale inclusione sociale” - verso il lavoro - considerando realisticamente i tempi non brevi previsti della ripresa economica e dell'occupazione produttiva tanto quelli dovuti agli investimenti Masterplan annunciati dal Governo per il Mezzogiorno quanto quelli per l'ulizzzo innovativo delle risorse europee disponibili, integrati dalla Regione Lazio e richiamati l'ottobre scorso per la Provincia di Frosinone, da completare nella quantificazione previsionale dei posti di lavori che sono i veri fattori della inclusione sociale.
Frosinone,19.11.2015

 

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Frosinone Possibile e GD Lazio al Roma Pride 2015

romapride 350 260Frosinone Possibile aderisce al Roma Pride 2015 - L’Associazione Frosinone Possibile aderisce con convinzione alla piattaforma politico-programmatica del Roma Pride 2015 che con una serie di eventi sulle tematiche LGBT animeranno la Capitale da domani fino a sabato prossimo, 13 giugno, quando la classica parata finale sfilerà per le strade della città. Il coordinamento delle associazioni LGBT romane ha scelto come slogan della manifestazione #LIBERIAMOCI a testimonianza della lotta quotidiana per una liberazione di tutte quelle persone che ancora oggi vivono discriminate e che hanno paura di vivere liberamente il proprio essere in quanto non riconosciuti e non tutelati dall’ordinamento giuridico nazionale.
“La Politica, i Partiti e il Parlamento devono quanto prima agire affinché vengano riconosciuti i diritti e libertà che spettando ad ogni cittadino senza alcun tipo di discriminazione” afferma Armando Mirabella – membro dell’Assemblea Nazionale del PD e tra i fondatori di Frosinone Possibile – che aggiunge “La legge per le aggravanti omotransfobiche dopo l’approvazione alla Camera, tra mille difficoltà e accompagnata da scelte al ribasso che ne hanno depauperato il senso, si è persa nei cassetti del Senato; speriamo che non accada lo stesso sul ddl Cirinnà che comunque è solo un primo step verso l’obiettivo dal quale non ci smuoviamo di un centimetro e che è il matrimonio egualitario come nei Paesi più avanzati d’Europa e del Mondo. Ma non abbiamo aderito al Roma Pride solo per questi motivi ma anche perché pensiamo che fare politica significa sapersi schierare dalla parte dei più deboli, di quelli che ogni giorno lottano contro le difficoltà e le discriminazioni indipendentemente se ci troviamo o meno nella stessa situazione. Dobbiamo farlo perché le riforme che riguardano i diritti civili fanno bene a tutto il Paese. Dobbiamo farlo perché la sfida dell’antipolitica si vince solo in questa maniera, ribaltando completamente il paradigma sociale e culturale che ci ha portato ad alimentare un clima di odio verso chi è diverso. Ma poi diverso da chi? La diversità è la fonte più grande di ricchezza nelle società complesse come quelle contemporanee”.
Al commento di Mirabella si aggiunge quello di Anna Rosa Frate, membro della Direzione Regionale del PD Lazio e da sempre attiva sui temi legati al welfare e ai diritti: “Il sostegno alla comunità LGBT non può più essere solo una cartina di tornasole nel momento delle competizioni elettorali. Non è più accettabile che la politica speculi sulla vita e sulla dignità di tante cittadine e cittadini che in questo Paese si battono ogni giorno per aver riconosciuti i propri diritti. E’ con questo spirito che attraverso il mio ruolo mi batto per questi temi anche a livello regionale, dentro e fuori il Partito Democratico. Su questi temi c’è la necessità di costruire la più ampia rete di collaborazione che unisca partiti, movimenti e associazioni. Non a caso nel Forum regionale del PD Lazio che è partito qualche giorno fa ho sostenuto che sulle questioni dei diritti civili ci debba essere una presa di posizione e di coscienza forte del PD per agire, dove possibile, a livello regionale in piena sincronia con il Presidente Zingaretti, la Giunta e il Consiglio. Con questo spirito aderiamo al Roma Pride 2015: vogliamo essere al fianco della comunità LGBT per sostenere battaglie che riteniamo essere di civiltà, battaglie che non si possono più rimandare e delle quali la politica deve farsi carico una volta per tutte dimostrando coraggio e determinazione”.
Comunicato stampa di Frosinone Possibile

Adesione Roma Pride 2015 - Innocenzi e Capogna (GD Lazio): “Dalla parte dei diritti, senza timori o reticenze, alla luce del sole. Per questo aderiamo all’Onda Pride 2015”
“Abbiamo sempre sposato in pieno le battaglie della comunità LGBT considerandole una sfida per i nostri territori; una sfida che si descrive con le parole rispetto, uguaglianza, dignità e laicità. Non ci siamo mai tirati indietro e non abbiamo intenzione di farlo ora, per questo aderiamo alla piattaforma politico-programmatica del prossimo Roma Pride 2015 che si inserisce nel più ampio orizzonte dell’Onda Pride che anche questo anno mobiliterà da nord a sud d’Italia il Paese migliore, quello che si batte per i diritti senza discriminazioni” afferma Martina Innocenzi, coordinatrice dei GD Lazio, annunciando l’adesione dell’organizzazione giovanile alle manifestazioni LGBTQI* che si terranno a Roma nella prima metà di giugno e che si concluderanno con la grande parata sabato 13.
“Negli anni ’60 il tema di fondo delle rivendicazioni per i diritti civili era quello della libération: dalle oppressioni, da una società fondata su stereotipi e pregiudizi, dalla marginalizzazione della politica, dalle repressioni. È stato così per le donne, gli studenti, i lavoratori e anche per la comunità omosessuale. E non è un caso che lo slogan di questo anno del Roma Pride sia LIBERIAMOCI! a testimonianza di quanto ancora c’è da fare per costruire una società del rispetto e dell’uguaglianza dove ognuno sia realmente libero di essere se stesso, di amare e di vivere senza discriminazioni. Siamo convinti che su questi temi debba mettersi in gioco la rete più ampia di associazioni, organizzazioni politiche e movimenti, e noi come Giovani Democratici del Lazio siamo pronti a fare la nostra parte. Non con le parole o con le frasi fatte, ma mettendoci a disposizione del movimento LGBTQI* per trasformare le idee in proposte e le criticità in azioni positive che possano contribuire a rendere i nostri territori e la nostra Regione un luogo a misura di essere umano” conclude Gianmarco Capogna, Responsabile Diritti e Politiche Sociali dell’esecutivo regionale GD.
Ufficio Stampa GD Lazio

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Web: 186 milioni per la banda ultra larga nel Lazio

regione lazio 350 260dall'Ufficio Stampa della Consigliere regionale Daniela Bianchi - «La svolta digitale è iniziata. Con 186 milioni di euro, da qui alla fine del mandato, avremo una Regione che va veloce, che offre servizi efficienti ai cittadini e che crea le migliori condizioni per nuovi investimenti da parte delle aziende. Il piano sulla Banda Ultra Larga, presentato dal Presidente Zingaretti, permetterà entro il 2020 di coprire l'intero territorio regionale con la banda a 30 mega e il 50% con la fibra ottica ultra veloce.»

Queste le dichiarazioni di Daniela Bianchi, consigliera Regionale del PD in occasione della presentazione del Piano Banda Ultra Larga da parte del Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti

«Il piano della Regione è strettamente collegato a quello del Governo, e permetterà in tempi brevi di collegare ogni cittadino, impresa e istituzione in modo veloce.

Una campo su cui il Lazio sta investendo molto rispetto alle altre Regioni perché consapevole che dai servizi immateriali passa un nuovo modo di vivere, lavorare e partecipare alla vita della comunità. Parliamo di open data, telelavoro, e-commerce, e-democraty, trasporti, innovazione, beni digitali e opportunità che al momento possiamo solo immaginare.

Le aziende si troveranno ad investire in un territorio fortemente connesso con il resto del mondo. I cittadini potranno essere informati, avere a che fare con meno burocrazia evitare spostamenti inutili e partecipare attivamente alla vita pubblica delle amministrazioni. Gli enti locali avranno la possibilità di attuare politiche innovative legate, ad esempio, alla gestione dei rifiuti, alla manutenzione della città, all'istruzione, alla sanità e al turismo.

Nella provincia di Frosinone la rete ultra veloce è già sperimentata, con la presenza di due linee: quella gestita dall'Asi che collega le zone industriali di Anagni, Frosinone, Sora, Isola Liri e Ceprano, e quella che collega l'Università di Cassino e altri istituti scolastici come il Liceo di Ceccano con la linea nazionale GARR . Buone pratiche che danno l'idea di quanto sia vitale la Banda Ultra larga per poter crescere.

Non basta però avere una rete veloce, è necessario che a questo si accompagni una progressiva riorganizzazione di tutto il territorio. Con la nuova rete i Comuni potranno unificare alcuni servizi, crearne di nuovi e risparmiare risorse pubbliche . Allo stesso tempo le aziende, soprattutto quelle medio piccole che soffrono la concorrenza internazionale, potranno unirsi in rete, abbattere costi e innovarsi.

La sfida è lanciata: enti locali e aziende non possono farsi trovare impreparate e devono da subito iniziare a pensare come sfruttare al meglio la nuova rete. Su questo il presidente Zingaretti ha annunciato che su aprirà una grande campagna di ascolto su 5 temi: Infrastrutture digitali di rete, Amministrazione digitale aperta e intelligente, la sanità digitale, le comunità intelligenti e cittadinanza e le competenze digitali. Un'occasione unica per continuare a cambiare il Lazio partendo dal basso e dalle esperienze dei territori.»

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Il Lazio che verrà, tra riforme istituzionali e bisogni territoriali

partito democratico bandiera350 250Nella sala consiliare del comune di Boville Ernica sì è svolta sabato 21 alle ore 9,30 un incontr0 di sttudio dei segretari dei Circoli PD dei capoluoghi del Lazio sul tema: «Il Lazio che verrà, tra riforme istituzionali e bisogni territoriali». L'iniziativa promossa da dott. Norberto Venturi è stata organizzata dal Circolo PD di Frosinone. Nel video che segue il dott. Venturi ha illustrato gli obittivi di questo primo incontro che ha visto partecipare anche il Presidente del PD romano Tommaso Giuntella e il segretario del PD di Latina Searfino Quattrola.  Messaggi sono giunti dai segretari di Viterbo e Rieti.
Hanno preso la parola il Sindaco Piero Fabrizi e il Presidente del Consiglio comunale Anthony Astolfi di Boville Ernica, sono seguiti gli interventi del Sen. Francescco Scalia, dei Consiglieri regionali Daniela Bianchi e Mauro Buschini. E' intervenuto anche Simone Costanzo segretario della Federazione PD frusinate. Sono seguiti gli interventi di Ermisio Mazzocchi e Anna Rosa Frate.

 

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150 milioni per cambiare l’economia del Lazio

valoreaggiunto Uniroma3 350 260dall'Ufficio Stampa della Consigliera regionale Daniela Bianchi - «150 milioni per cambiare e innovare l'industria nel Lazio, dare forza al "Made in Lazio" e recuperare le fabbriche abbandonate. A partire dallo stabilimento della ex Videocon che potrà diventare l'intervento-esempio di una riconversione industriale che rivoluzionerà l'economia della nostra regione, dopo quasi 20 anni di immobilismo. L'obiettivo che ci siamo prefissati è di portare, entro il 2020, l'incidenza del manifatturiero dall'attuale 6% all'8,5% del Pil, che significa avere un'economia più solida e con maggior occupazione»

Queste le dichiarazioni di della Consigliera del gruppo "PD" Daniela Bianchi, presente oggi all'iniziativa "Valore Aggiunto" a Roma presso l'Università di Roma Tre in cui il presidente della Regione Nicola Zingaretti e l'Assessore Guido Fabiani hanno presentato il Piano di Reindustrializzazione della Regione Lazio.

«Il piano di reindustrializzazione sarà così ripartito: 2 milioni andranno alla valorizzazione dei siti industriali dismessi, 71 milioni al progetto "Call for project" che sosterrà progetti capaci di aggregare le imprese e attrarre nuovi investimenti. Infine, 77 milioni andranno al rafforzamento delle reti di impresa e alla crescita dimensionale delle PMI.

Tra questi interventi c'è anche un forte investimento da 30 milioni di euro sulle aree produttive ecologicamente attrezzate, le APEA. Una scelta che va nella direzione auspicata dalla Proposta di Legge 234 sulle Aree Produttive che punta proprio alla nascita di queste aree, zone di territorio in cui è più semplice e sostenibile fare impresa. In queste aree, già presenti in altre regioni europee, si trovano delle reti di imprese industriali e commerciali che hanno in comune le infrastrutture, come depuratori o strade, le certificazioni ambientali, la produzione di energia pulita, il ciclo produttivo.

In questo quadro si innesta anche il progetto di riconversione industriale dello stabilimento della ex Videocon che potrà presto diventare il più grande polo per l'innovazione del Lazio. Nel piano della Regione, si prevede di utilizzare la legge 448/1998 che consente ai Consorzi Industriali di acquisire gratuitamente i siti che hanno ricevuto dei finanziamenti pubblici, come nel caso della ex Videocon. Ci sarà anche un investimento regionale di 2 milioni di euro per sostenere le spese di gestione di questi siti. Il passo successivo è l'elaborazione, tramite bandi internazionali, di progetti di riconversione che verranno valutati in base alla capacità di creare lavoro e crescita economica.

Per il sito della ex Videocon esiste già un primissimo progetto curato dall'Asi di Frosinone e su cui, insieme alla Regione, lavoriamo da circa due anni. L'idea prevede di utilizzare gli oltre 7 ettari coperti e al momento abbandonati in un incubatore di startup e in un polo produttivo per accogliere decine di piccole e medie imprese dei campi delle energie, delle startup innovative e nell'alta tecnologia. Già prima di entrare in consiglio regionale, abbiamo preso l'impegno con i sindacati, le imprese e i lavoratori di dare una nuova vita ad uno stabilimento dove fino a qualche decennio fa venivano costruiti tv per tutto il mondo. Oggi questo impegno lo stiamo mantenendo.

Vogliamo fare della ex Videocon il caso simbolo della nuova economia del Lazio: dalle rovine di un fallimento, da edifici oggi abbandonati e pieni di macchinari polverosi nasceranno nuove aziende tecnologicamente avanzate, sostenibili e in rete tra loro. L'obiettivo non è impossibile, ma per raggiungerlo è necessario lo sforzo di tutti. Dobbiamo superare il nanismo e la frammentazione del nostro tessuto produttivo che ha impedito uno sviluppo sano e fare quello che probabilmente nel Lazio non si è mai fatto: delle politiche industriali chiare che guidino le scelte e la destinazione dei fondi, più che gestire l'esistente. Un primato della politica che torna a orientare le scelte che non vengono più fatte nelle singole stanze ma nei territori. Ora spetta a quest'ultimi presentare progetti validi e di aggregazione all'altezza degli interventi messi in campo dalla Regione. E su questo sono certa che la risposta non mancherà.»

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Il panino XXL di Equinox è primo assoluto nel Lazio

Il panino XXL di Emanuekla Crescenzidi Ivano Alteri - Nonostante il pessimo contesto sociale e politico in cui operano, e la pessima nomea che questo procura alla Ciociaria tra i forestieri, i ciociari continuano a dimostrare di volerci essere e di sapere esserci, nei contesti più vari. Nelle settimane scorse vi abbiamo tenuti informati su un'iniziativa che riguardava una nostra conterranea e un locale di Veroli. Si trattava dell'Oscar degli Street Food, il cibo di strada, un concorso nazionale cui partecipava l'Equinox di Veroli, di Emilio Perna, con un panino stupefacente ideato dalla street chef Emanuela Crescenzi, opportunamente chiamato l'XXL. Abbiamo tifato per loro, ed ora possiamo registrare un buon risultato.

Dopo sei mesi e mezzo di gara, durante i quali migliaia di locali del Lazio e d'Italia si sono contesi il titolo, martedì scorso il concorso si è concluso, e i nostri Emilio ed Emanuela hanno avuto le soddisfazioni che meritano. Il panino XXL (un panino imbottito con ogni ben di dio, lungo fino a tre metri, prodotto appositamente da un panificio palianese) è arrivato primo assoluto nel Lazio e dodicesimo in Italia.

Bisogna considerare che alla gara partecipavano locali molto famosi della capitale e del litorale pontino, grandi nomi dello street food, che però non hanno potuto competere con la creatività e la bontà ciociare. Queste, brillantemente valorizzate dalla tenacia della creatrice del panino e del titolare del locale, hanno avuto la meglio sui nomi blasonati; e hanno conseguito il primo premio nel Lazio, con 520 voti, lasciando il secondo classificato, "Pizza 120" di Roma, a 169 voti. Nel corso del mese di febbraio si terrà un'importante iniziativa nella capitale, nel corso della quale i vincitori ritireranno il premio. Al livello nazionale, dicevamo, si sono piazzati ad un onorevole dodicesimo posto; che non è affatto male, se si considera la qualità della cucina italiana in generale e la rinomanza che hanno conquistato alcuni dei nostri locali, anche all'estero. É comprensibile, perciò, che Emanuela e Emilio abbiano voluto dedicare la vittoria alla Ciociaria.

Da parte nostra, è utile sottolineare che i due concorrenti hanno avuto un buon sostegno da parte di molti ciociari; i quali, avendo conosciuto il locale e assaggiato il panino, hanno diffuso la notizia del concorso sui social network, suscitando una crescente partecipazione di molti. A quanto pare, quando non vi sono di mezzo gli arzigogoli politicanti dei carrieristi partitici nostrani, quasi spontaneamente si riescono a creare coaguli interessanti, capaci di ottenere risultanti lusinghieri. Forse, allora, basterebbe poco per farci uscire da questa condizione di incolpevole minorità, e zittire gli echi della pessima nomea.

Frosinone 26 gennaio 2015

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