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Lettera aperta al dott. Giancarlo Pizzutelli. ASL Frosinone

AMBIENTE E INQUINAMENTO

Biodigestori: lettera aperta de il Comitato Genitori No inquinamento della Valle del Sacco

Al dott. Giancarlo Pizzutelli
Direttore Dipartimento di Prevenzione ASL Frosinone

 

BiodigestoriIl Comitato Genitori NO inquinamento della Valle del Sacco, con la presente vuole comunicarLe le preoccupazioni di madri e padri nei confronti dell’inquinamento.
Dall’Associazione Medici per l’Ambiente abbiamo appreso che esiste un rapporto di causa-effetto tra l’inquinamento dell’aria e tante malattie, le più diverse, come a Lei sicuramente ben noto. Abbiamo inoltre appreso che la pressione ambientale del nostro territorio, già innegabilmente alta, aumenterà ulteriormente per effetto delle emissioni cosiddette fuggitive dei Biodigestori, impianti che stanno per nascere nei paesi vicini: Frosinone, Anagni, Patrica. Complessivamente ricicleranno immondizia per un totale di circa 250.000 tonnellate l’anno, quantitativo di gran lunga superiore, circa dieci volte in più, di quello che produciamo nel nostro territorio.
Sappiamo di essere SIN, quindi per definizione ed individuazione statale, questa condizione ci impone la riduzione delle concentrazioni di inquinanti atmosferici.

Le chiediamo:

1. Le emissioni innegabili del Biodigestore come potranno non peggiorare ulteriormente la qualità dell’aria e con essa le malattie che ne derivano?
2. Se come ammette la stessa società che sta progettando l’impianto ci saranno emissioni “fuggitive” di sostanze nocive (ammoniaca, azotati, solforati etc.), non aumenteranno le malattie respiratorie dei nostri bambini per responsabilità di queste sostanze?
3. Se il Biodigestore previsto a Frosinone funzionerà con l’utilizzo di una caldaia a gasolio le cui emissioni corrispondono a quelle di circa 180 caldaie da appartamento, accese per 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno, è consentito a noi subire questo ulteriore carico di emissioni inquinanti in atmosfera, quando invece le dovremmo ridurre visto che siamo fuori legge rispetto i valori limite delle polveri sottili?
4. E l’incremento del traffico veicolare per trasportare l’immondizia?
5. Se è vero, come è stato dimostrato dallo studio finanziato dal Ministero della Salute e pubblicato in questi giorni, che gli inquinanti aerei si accumulano nel liquido seminale dei nostri giovani, Lei può tranquillizzare noi mamme circa il rischio di infertilità dei nostri figli?
6. Cosa significa da parte Sua aver definito “non negativo” il biodigestore di Anagni dopo tutte queste notizie e questi fatti indiscutibili che abbiamo appreso? Rispetto a cosa Lei parla di non negatività?

Ci chiediamo: se la salute è un diritto di tutti, perché noi di questo territorio ne veniamo deliberatamente privati? La mole di rifiuti che verranno smaltiti da questi impianti non Le sembra eccessiva rispetto a quella realmente prodotta? Ci sembra di capire che se tutto ciò verrà autorizzato diventeremo la pattumiera del centro Italia, con conseguente aumento di morti e malati, colpevoli solo di essere nati e cresciuti qui.
Le chiediamo un atto di coscienza e di verità verso i nostri figli. Che razza di mondo vogliamo lasciargli? Perché negate un futuro a questi bambini? In attesa di riscontro porgiamo distinti saluti,

Il Comitato Genitori NO inquinamento della Valle del Sacco

 

 

 

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Lattera aperta ai Ministri Cingolani e Speranza

LETTERA APERTA

AL MINISTRO DELLA TRANSIZIONE ECOLOGICA
Ill.mo On. Roberto Cingolani

AL MINISTRO DELLA SALUTE
Ill.mo On. Roberto speranza

Frosinone, 3 Giugno 2021

 

Siamo nella Valle del Sacco, dove il tempo sembra andare a ritroso e la direzione degli eventi ostinatamente al contrario. L'Europa propone nuove misure per ridurre l'inquinamento atmosferico e confida negli obiettivi del pacchetto "Aria Pulita", che per il 2030 prevede 58.000 morti premature in meno; 123.000km2 di ecosistemi salvati dall'inquinamento dell'azoto; 56.000km2 di spazi protetti Natura 2000 recuperati; 19.000km2 di ecosistemi forestali sottratti alle piogge acide. Il tribunale dell'Aia, in Olanda, il 26 maggio scorso, impone alla Shell, grande compagnia petrolifera multinazionale, di tagliare le emissioni di CO2 del 45% entro il 2030.

L'Arpa Lazio comunica che nel quinquennio 2015-2019 nella Regione Lazio è migliorata la qualità dell'aria, ma non nella Valle del Sacco, dove i valori persistono critici. Sono decenni che questo territorio è attanagliato dagli inquinanti atmosferici con concentrazioni di polveri sottili nell'aria ai livelli massimi, sia rispetto la Nazione che l'Europa.

La correlazione tra condizioni di salute della popolazione e inquinamento è impietosa, coerente ed estremamente preoccupante.

La recente indagine del DEP (Dipartimento Epidemiologico) Lazio, riguardante l’incremento della mortalità nei capoluogo di provincia, a seguito della criticità sanitaria indotta dalla pandemia da Covid-19, riferito al mese di ottobre 2020, classifica Frosinone al secondo posto in assoluto con un incremento di morti del 43%. Di trentadue capoluoghi di Provincia, seconda solo a Cagliari e distaccata da tutte le altre città. A significare una vulnerabilità e fragilità sanitaria dei cittadini, dove il medesimo evento critico determina aggravamenti di patologie e incrementi di decessi di gran lunga superiori rispetto le altre realtà comparate. Nel 2016 l'ospedalizzazione per asma pediatrico (età 2–17 anni) della Asl di Frosinone è stata di gran lunga e con evidenza la più rappresentata rispetto a quella di tutte le altre Asl romane e del resto della Regione Lazio. Stesso periodo, sempre per la ASL di Frosinone, i morti per BPCO dopo 30 giorni dal primo ricovero rappresentavano oltre il doppio rispetto la media regionale, mentre la percentuale di mortalità per patologie del sistema circolatorio era del 44,5%, rispetto al 36,3% della Regione Lazio. Negli anni 2015 inizio 2016 da una indagine epidemiologica sul 10% dei cittadini di Frosinone è emersa una prevalenza di asma e di BPCO (bronchite cronica) rispettivamente del doppio e del triplo rispetto le altre città capoluogo d'Italia. Siamo in un S.I.N. (Sito di Interessa Nazionale) dove l’inquinamento ha un ruolo patogenetico prioritario e dove ogni peggioramento ambientale, seppur minimo, induce danni irreparabili.

In un simile contesto è in corso il rilascio di autorizzazioni per impianti di trattamenti di rifiuti, per oltre 500.000tonnellate/annue, in particolare biodigestori anaerobici a forte impatto emissivo e dispersivo. Di contro, in contemporanea, nel Comune di Nave (BS), l'ISS (Istituto Superiore di Sanità) nega il permesso alla realizzazione di impianti di produzione energetica, in funzione della concentrazione di PM 10 e di PM 2,5 che risultano oltre i valori ammessi per legge, valori che come è noto sono il doppio di quanto raccomandato dall'OMS a tutela dei rischi per la salute. La situazione in essere nell'area, secondo l'ISS, sconsiglia qualsiasi ulteriore contributo emissivo, che se anche quantificato in valori estremamente contenuti (0,001-0,006 mcg/m3), comunque si aggiungerebbe ad un fondo già compromesso tale da escludere qualsiasi ulteriore sorgente di potenziale emissione. La Valle del Sacco presenta una compromissione ed una criticità della qualità dell'aria di gran lunga peggiore rispetto quella di Nave (BS) ed il contributo emissivo dei digestori di rifiuti previsti (0,0198-0,317mcg/m3), sarà fortemente rappresentato ed impattante a peggiorare ulteriormente una condizione di fondo già gravemente compromessa.

Nonostante ciò, nella Valle del Sacco, gli impianti di trattamento dei rifiuti vengono autorizzati in assenza di valutazioni di ordine sanitario. A norma di legge perché per i biodigestori non è prevista la VIS (Valutazione d'Impatto Sanitario), a norma di legge perché la ASL non partecipa alle Conferenze dei Servizi, con una assenza che equivale a parere favorevole all'autorizzazione.

Chi scrive è l'Associazione Medici di Famiglia per l'Ambiente di Frosinone e Provincia, che in base ad incontrovertibili acquisizioni medico-scientifiche a tutti note, alla mancata attuazione delle raccomandazioni dell'OMS, alle inconfutabili evidenze epidemiologiche, comunica che nella Valle del Sacco in generale ed in particolare nei paesi dove dovrebbero sorgere i biodigestori, ossia: Frosinone, Anagni e Patrica, si prevede un aumento di morti premature e di malattie, sopratutto respiratorie e cardiovascolari, aumento proporzionale all'incremento delle sorgenti emissive, in accordo con consolidata letteratura scientifica internazionale e tutto a norma di legge. Inquietante risulta che il dirigente regionale responsabile dell'iter autorizzativo dei biodigestori e decisore finale anche delle ricadute sulla salute dei cittadini, sia stato arrestato, come da note cronache giudiziarie, per questioni legate alla gestione dei rifiuti. Risulta difficile e sempre penoso comunicare a chi ha perso un caro o un parente per morte prematura, a chi ha sviluppato una malattia inquinamento correlata, spesso grave, a chi genitore assiste alle crisi respiratorie dei figli, che tutto è accaduto ed accade a norma di legge.

L'Associazione dei Medici rivolge appello per un intervento straordinario degli Onorevoli Ministri della Transizione Ecologica e della Salute.

 

Con Osservanza.

dott.ssa Marzia Armida                                  dott. Giovambattista Martino

Presidente Associazione                                                Coordinatore Associazione
Medici di Famiglia per l'Ambiente                                 Medici di Famiglia per l'Ambiente

 

valledelsacco Reti solidali 500 min

 

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Lettera al Sindaco di Anagni

Comuni del Frusinate. Anagni

Ristrutturazione e recupero fabbricato Rotone

Al Sindaco
della città di Anagni

Anagni Palazzo della Ragione 350 260Oggetto: Programma integrato d’intervento (art 16 Lg 179 del 17 02 92) Ristrutturazione e recupero fabbricato Rotone e riqualificazione aree limitrofe. Progetto da riconvertire con particolare urgenza.

Egregio Sindaco, la vicenda della realizzazione di alcune unità abitative nello storico edificio del Rotone in Osteria della Fontana pone interrogativi sempre più pressanti a chi ha a cuore la storia, la qualità dello sviluppo urbanistico e sociale della nostra città, del suo centro storico come dei suoi quartieri periferici.
Non c’è dubbio che l’intera struttura di ingegneria idraulica di metà Ottocento, voluta da papa Pio IX per risolvere il problema idrico della città, rappresenti un bene prezioso di archeologia industriale che merita di essere recuperato e valorizzato nel suo specifico significato storico-culturale, nonché turistico ed economico. L’attuale progetto ebbe origine in un contesto molto diverso da quello corrente; contesto in cui era trainante lo sviluppo industriale con una sensibilità ed attenzione alla valorizzazione del patrimonio culturale ai fini turistici-economici decisamente inferiore all’attuale.
L’attenzione per la conservazione e valorizzazione dei monumenti e dell’ambiente che li circonda deve oggi la sua priorità al mutamento dei flussi dello sviluppo economico e, di conseguenza, vede nella filiera del turismo la maggiore fonte di reddito sostenibile per il futuro (circa 13% del PIL nell’anno 2018).

L’edificio del Rotone non è soltanto uno stabile che conserva la memoria storica di una di struttura meccanica, esempio straordinario di ingegneria del passato (che potrebbe rivivere attraverso modelli, disegni, ecc.), ma è un luogo in cui si può riassumere tutto il patrimonio storico che caratterizza il centro viario e culturale di Osteria della Fontana.
Pensare che quel fabbricato potrebbe diventare, oltre che importante testimonianza di una conquista della scienza idraulica, anche un luogo in cui poter raccontare le testimonianze monumentali straordinarie che lo circondano, sarebbe un coraggioso cambiamento verso la costruzione di una nuova modalità di sviluppo economico del quartiere.

Monumenti unici nella storia come il Circo Marittimo, il Tempio di Diana, il Delubrum Lavernae, il Compitum Anagninum con le sue strutture ricettive e gli antichi tracciati viari, l’antico lago e, non certamente per ultimo, Villa Magna potrebbero trovare giusta vetrina in questo edificio come porta d’ingresso, anteprima di un parco archeologico unico e di grande valore.
Negli anni Novanta una scelta amministrativa intese avvalersi di fondi “Edilizia Sovvenzionata” per promuovere la riqualificazione di questi luoghi includendo, in essa, la trasformazione del Rotone in cinque unità abitative di edilizia economica e popolare. Una scelta infelice che, raccontano alcuni bene informati, sarebbe dovuta mutare in corso d’opera, ma ciò non sembra essere accaduto.

Il costo iniziale dell’intero programma fissato in euro 826.331,04 è dapprima pressoché raddoppiato ad euro 1.601.016,39 e successivamente ancora incrementato di altri oneri significativi.
Una scelta inizialmente infelice si è rivelata, nel trascorrere di quasi un quarto di secolo, sempre più fuori luogo e irrimediabilmente dannosa sul piano culturale, paesaggistico e sociale, oltre che nella mutata e più articolata direzione dello sviluppo economico.

Per tutto questo, si impone all’Amministrazione Comunale una ferma messa in discussione del Progetto in questione, con l’interruzione dei lavori in atto e la riconversione dello stesso in una visione di recupero che parta dalle caratteristiche industriali dello stabile, dal valore storico degli impianti e dall’importanza archeologica dell’area circostante. Un valore complessivo a cui la città di Anagni non può assolutamente rinunciare.

Il lungo tempo trascorso al di là di ogni ragionevole cronoprogramma, le ripetute varianti in corso d’opera, la lievitazione dei costi oltre ogni comprensibile limite, il persistente stato di abbandono del cantiere aggiungono ulteriori elementi determinanti nel far valere l’inappropriatezza dell’infelice scelta.

Per tutto quanto sopra Le chiediamo, anche a nome di cittadini del quartiere e non solo, di avviare un’urgente commissione tecnico/legale che avvii e sostenga i contatti con gli organi interessati, al fine di arrivare ad una rapida riconversione progettuale che metta il Rotone e l’intera area al centro di una nuova visione di sviluppo sociale, economico e culturale del quartiere di Osteria della Fontana, come per tutta la nostra città.

Si tratta di una scelta improcrastinabile a cui i sottoscritti intendono apportare ogni utile contributo a partire da un rapido confronto che Le chiediamo di programmare in tempi particolarmente ravvicinati.
In attesa, distinti saluti.

Anagni, 01 02 2021
F.to:
Ass.ne Culturale AnagniViva, Circolo Legambiente Anagni, Ass.ne Culturale CittàInArte, Ass.ne Culturale Quartiere Cerere, Ass.ne Culturale Anagni cambia Anagni, Comitato Casa Barnekow, operatori culturali e commerciali del quartiere tra cui dr.ssa Poggi Serenella, dr.ssa Ferretti Federica, dr.ssa Giudici Maria, dr.ssa Forli Chiara, Sigg. Iaboni Gianni, Lorenza Missori, Selvaggio Salvatore, Turrini Giovanna, Salvi Rita, altri.

 

 

 

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Lettera aperta a tutti i candidati di Ceccano

Remo Celeza scrive a candidati e candidate alle varie cariche di Sindaco, Assessori e Consiglieri del Comune di Ceccano

ceccano palazzo antonelli 350 253«Gentili candidati e candidate alle varie cariche di Sindaco, Assessori e Consiglieri del Comune di Ceccano.
Mi rivolgo a chiunque di voi venga eletto, a prescindere dallo schieramento politico.
Tutte le amministrazioni che si sono susseguite negli ultimi decenni a Ceccano, hanno operato in maniera diversa, a volte più o meno giusta, altre volte dimostrando la propria inadeguatezza nella gestione dei più normali temi che un'amministrazione comunale dovrebbe saper affrontare come di norma.

La tutela del bene pubblico, così come la savaguardia del decoro urbano e la sicurezza dei cittadini, devono essere i punti fondamentali su cui dovrebbe misurare la capacità del Comune nella gestione delle problematiche ad essi correlati, con un'azione forte e incisiva per tutti i residenti e non.
Purtroppo, negli ultimi anni, la nostra cittadina è stata oggetto di un totale lassismo da parte delle varie amministrazioni nella gestione dei temi sopra enucleati, assistendo, addirittura, ad un aumento esponenziale del degrado di molte zone del centro urbano che non fanno, di certo, un bel biglietto da visita per chi si trova a venire, per qualsiasi motivo, in visita a Ceccano.

Le questioni che vorrei venissero affrontate sono le seguenti:

a-Decoro urbano del centro storico e luoghi limitrofi;
b-Pulizia delle strade e dei marciapiedi con conseguente ripristino dei danni da usura o incuria compresi i vicoli, le scale e le piazze del centro vecchio;
c-Tutela del verde pubblico e mantenimento delle piante, in vaso e in aiuole, pressochè secche;
d-Tutela dei beni monumentali e artistici (Castelli, Monumento ai Caduti, Fontana in Piazza Municipio, Aree Cimiteriali etc..);
e-Imposizione ai proprietari di edifici fatiscienti e pericolanti, al ripristino immediato degli stessi, in particolare di quelli ubicati nelle pubbliche piazze e vie centrali;
f-Obbligo per i possessori dei cani e dei gatti della pulizia immediata delle deiezioni dei loro animali, pena sanzioni previste;
g- Regolamentazione del traffico veicolare su via per Frosinone con controllo remoto delle infrazioni in prossimità degli impianti semaforici;
h- Pulizia e soprattutto valorizzazione del tratto urbano del Fiume Sacco;
i- Sistemazione e rispetto della segnaletica stradale fatiscente;
J- Pulitura delle cloache da cicce di sigarette e sporcizie varie.

Quello del decoro urbano è uno dei principali problemi che dovranno essere affrontati dall'entrante amministrazione in quanto trovo vergognoso continuare ad utilizzare le fontane pubbliche come centri di raccolta rifiuti lasciare morire le piante in vaso quando basterebbe bagnarle con un pò di acqua al giorno, così come è vergognoso, oltre che pericoloso, lasciare interi edifici pubblici e privati abbandonati a se stessi, soprattutto nelle zone di maggior passaggio, per non parlare dello stato in cui versano il Castel Sindici, la Villa Comunale, il Palazzo Bovieri che guardandolo dal ponte sul fiume Sacco da spettacolo, il Palazzo Misserville con le persiane cadenti etc...

A titolo di esempio segnalo la centralissima piazza XXV luglio che unitamente al Monumento ai Caduti dovrebbe essere il fiore all'occhiello della città, dove le persone dovrebbero trovare un punto di incontro, dopo, ovviamente, che sia stata creata una zona pedonale, come accade in ogni altra città, invece la stessa viene utilizzata come parcheggio selvaggio senza che vi sia alcun controllo e il citato Monumento si trova ad oggi abbandonato, per cui la Memoria di chi si è sacrificato per la Patria viene umiliato.

Altro importante problema che mi preme segnalare, come già fatto in altre sedi e di cui non ho mai avuto adeguata risposta, è il controllo della velocità su via Per Frosinone in prossimità della stazione ferroviaria e oltre la Chiesa di San Rocco. I semafori che in origine sono stati installati per facilitare non solo attraversamenti pedonali ma anche le immissioni delle automobili dalle strade laterali sulla via principale, non vengono quasi mai rispettati da indisciplinati automobilisti che oltre a non arrestarsi al semaforo rosso, sfrecciano ad altissime velocità mettendo a repentaglio la vita di sventurati pedoni e ciclisti.

Nelle vicinanze di poche centinaia di metri dell'ormai fatisciente edificio che un tempo era il Palazzetto dello Sport "Domenico Tiberia", sorge la pista di atletica, mai utilizzata per il suo reale scopo ma da sempre luogo di ritrovo di pensionati e non; sarebbe utile regolarizzare gli accessi, solo ai possessori di una tessera a pagamento oppure rendendola accessibile gratuitamente a chiunque, in quanto non è equo che alcuni fruitori versino una quota e altri no.

Potrei continuare all'infinito ma essendo un normale residente che paga le tasse per vivere meglio in questo Comune, non voglio nè sostituirmi a chi di dovere, nè ad esperti di urbanistica adducendo consigli sui dettagli tecnici.
Posso solo riassumere i miei concetti esponendo il mio pensiero, ovvero che in un paese pulito e ordinato una comunità, oltre a riconoscersi come tale, vive anche in maniera più serena frequentando più volentieri anche le aree esterne.

Rendendomi conto che gestire una città come Ceccano, ormai da anni scivolata nel degrado urbanistico, per colpa di amministrazioni incapaci, e renderla alla pari delle bellissime cittadine del Nord Italia, non è cosa semplice, AUGURO a chiunque di Voi di uscire vincitore alle prossime elezioni amministrative e Vi rivolgo questo accorato appello, complimentandomi già da ora per gli impegni presi e per la Vostra conoscenza della lingua inglese.
Vi saluto cordialmente.
Remo Celenza»

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Lettera aperta al Sindaco e ai Consiglieri Comunali di Frosinone

Il Grande Capoluogo

frosinonedematthaeisaerea 350 260di Ivano Alteri - Illustre Sindaco, illustri Consiglieri,
approfitto di queste pagine e della voce che mi forniscono per ricondurre la vostra attenzione su una questione che considero di particolare importanza per tutti noi ciociari.

È di qualche giorno fa la notizia relativa alla decisione delle Ferrovie di prevedere due fermate della Tav in provincia di Frosinone, e di realizzare in breve tempo un'apposita stazione in territorio ferentinate. È senz’altro un’ottima notizia. Ma, potrà sembrare strano, non è questa la notizia migliore. Quella che maggiormente dovrebbe farci compiacere e riflettere è che a questo risultato hanno contribuito molti amministratori, politici e cittadini ciociari associati, di vario colore politico, una volta tanto capaci di perseguire e conseguire un obiettivo comune, pur in ordine sparso, per il bene collettivo di questa nostra terra. (Bisogna continuare così finché non sarà concretamente, completamente e al più presto realizzato.)

Infatti, mentre possiamo non aver dubbi sulle qualità individuali di molti ciociari, in numerosi campi e ad importanti livelli, dobbiamo senz’altro averne, e di gravi, riguardo la nostra capacità di sentire, pensare e agire collettivamente. L’intera storia della nostra provincia, nei suoi quasi cento anni di esistenza, infatti, sembra essere una lunga sequela di inettitudini collettive, con rarissime eccezioni (qualcuno direbbe: nessuna), dal 1926-27 ad oggi. Sempre proni nei confronti di volontà esogene, la nostra classe politica, amministrativa e noi stessi in qualità di semplici cittadini, abbiamo spesso consentito (qualcuno direbbe: sempre) che la nostra terra e la nostra comunità venissero calpestate, bistrattate, sfruttate e, non di rado, vilipese. Dobbiamo dolercene assai, e prenderne coscienza.

Ora, proprio in presenza di quel progetto di così grande importanza, abbiamo l’opportunità di apportare un cambiamento radicale a questa nostra non lusinghiera condizione, se solo riusciamo a renderci consapevoli che possiamo aggiungere ad esso un progetto tutto nostro, che ci veda protagonisti; e che, una volta tanto, ci faccia dire con soddisfazione: questo l’abbiamo fatto noi ciociari. Senza ulteriori indugi, mi sto riferendo alla proposta, anch’essa proveniente da più parti, di creare una città intercomunale, il Grande Capoluogo: l’Unione dei Comuni del Frusinate. Essa, com’è noto, dovrebbe comprendere i comuni di Frosinone, Veroli, Alatri, Ferentino, Supino, Patrica, Ceccano e Torrice.

Sono perfettamente consapevole che questa idea suscita perplessità in molti nostri concittadini; so che molti amministratori, specialmente quelli direttamente interessati, sono contrari, temendo una diminutio del proprio ruolo; e so della contrarietà anche di altri semplici cittadini, per le ragioni più varie, non sempre all’altezza della discussione. Timori a volte fondati, altre no.

Non voglio entrare nel merito della proposta; l’ho già fatto in altre occasioni e tornerò a farlo in futuro. Ma penso che sia una proposta di eccezionale valore, di grande svolta, e foriera di grandi progressi per la qualità della vita dei ciociari; e che la concomitanza dell’apertura della stazione Tav con questa nostra iniziativa darebbe il segnale, soprattutto e innanzitutto a noi stessi, che in Ciociaria non solo qualcosa sta cambiando, ma che sta cambiando radicalmente. Sarebbe, si può dire?, un evento storico. Penso, quindi, che sarebbe importantissimo riprendere la discussione avviata nel 2019, poi bruscamente interrotta, forse per scansare il peso delle responsabilità e lasciare che il tutto cadesse nell’oblio.

Ma questo, penso io, non si può fare. Non si possono scansare tali responsabilità senza far pagare ulteriori prezzi alla comunità ciociara e alle sue generazioni future. Penso che i nostri rappresentati politici e voi rappresentanti amministrativi dobbiate, con la nostra consapevole e responsabile partecipazione di semplici cittadini, assumere la responsabilità di una scelta chiara a precisa.

La città di Frosinone è il capoluogo di provincia, e in quanto tale ha l’onore e l’onere di indirizzare la politica territoriale, soprattutto per quanto riguarda scelte fondamentali. Non mancano le energie affinché questo ruolo sia svolto con grande dignità, assumendo la guida, sin da ora, dell’intero processo anche nei confronti degli amministratori e dei cittadini degli altri comuni interessati.

Chiedo perciò all’intero consesso municipale, Sindaco e Consiglieri, di prevedere al più presto possibile una discussione pubblica e formale in Consiglio Comunale, con tutti i mezzi compatibili con l’emergenza pandemica, sulla proposta di realizzare l’Unione dei Comuni del Frusinate, per decidere, responsabilmente, in un senso o nell’altro.

Certo di un vostro concreto interessamento, invio i miei più cordiali saluti.

Frosinone 8 maggio 2020

 

 

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

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Lettera aperta del Prof. Giorgio Buonanno

Prof GiorgioBuonanno 350 minLa lettera aperta del prof. Giorgio Buonanno in cui precisa alcune problematiche relative alla gestione del contrasto alla diffusione del virus SARS-CoV-2 (COVID19).  riteniamo importante perché, sulla base di dati scientifici, espone le cause oggettive per le quali non si riesce a fermare la diffusione di questa pandemia.
La chiarezza scientifica esposta dal prof. Buonanno rende giustizia, dal nostro punto di vista,su tanta propaganda strumentale che diffonde paura e ci allontana da quelle pratiche sociali che hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nella nostra società.

Lettera aperta del Prof. Giorgio Buonanno

Cassino, 27 marzo 2020

Un nuovo coronavirus umano in grado di causare la patologia della Sindrome Respiratoria Acuta Grave, il cui nome scientifico è SARS-CoV-2 (COVID19), è apparso a Wuhan, in Cina, alla fine del 2019 per poi diffondersi rapidamente nel mondo, diventando, oggi, una pandemia globale. Altre pandemie si sono verificate nella storia recente e passata: ciò ci potrebbe far pensare di essere in grado di fronteggiare con più efficacia il virus rispetto al passato. Abbiamo, infatti, identificato rapidamente la sequenza genetica del virus e, di conseguenza, dato il via alla corsa per lo sviluppo di un vaccino protettivo. Conosciamo e condividiamo in tempo reale tutti i dati del contagio, avendo quasi l’illusione di poter localizzare il virus istante per istante e di seguirne il contagio nel mondo. Abbiamo messo in campo tutta la scienza e tutti gli strumenti necessari per combattere il virus. Ed allora perché non riusciamo a fermare il contagio con efficacia? La verità è che continuiamo a trascurare un aspetto critico: come si trasmette un virus.

Una persona può essere ritenuta una sorgente di particelle liquide emesse ogni volta che respira, parla, starnutisce, tossisce. La caratterizzazione di questo tipo di aerosol ha portato a distinguere due tipi di regioni: la regione in prossimità del soggetto (1-3 m), all’interno della quale ricadono per gravità le particelle più grandi, e quella più esterna, nella quale possono diffondere le particelle più piccole. Immediatamente a seguito dell’emissione delle goccioline, il loro contenuto liquido inizia ad evaporare ed alcune di esse diventano così piccole che restano più facilmente in aria anziché precipitare per gravitazione. Tali goccioline sono, quindi, libere di viaggiare nell'aria e trasportare il loro contenuto virale a distanza. Nel caso di un soggetto contagioso, ogni gocciolina potrà avere al centro come nucleo il virus e si disperderà in ambiente secondo le leggi della fisica.

Covid19 Evaporazionegoccioline min

Il frequente lavaggio delle mani e il mantenimento di una distanza di un metro sono considerati le principali precauzioni contro la diffusione dell'infezione. Ma queste azioni di contenimento del contagio hanno poca efficacia rispetto al trasporto a lunga distanza nell'aria.

È possibile che il virus SARS-CoV-2 si diffonda per via aerea? Il suo predecessore, il virus che ha causato l’epidemia SARS del 2003, noto come SARS-CoV-1, si è diffuso per via aerea. Questo è stato riportato in diversi studi scientifici, spiegando retrospettivamente il percorso di trasmissione nel complesso residenziale Amoy Gardens di Hong Kong (329 contagiati) e nell'ospedale Prince of Wales, nonché nelle strutture sanitarie di Toronto, in Canada, e negli aerei. Questi studi hanno concluso che la trasmissione per via aerea era la principale via di trasmissione nei casi investigati. Ma la trasmissione a “distanza” è stata dimostrata anche per altri virus, come il Norwalk (norovirus) e l’influenza A/H5N1. Esiste un unico documento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che tratta della trasmissione su lunghe distanze del carico virale (Natural ventilation for infection control in health-care settings. 1-106, World Health Organization, 2009): considerando le molte somiglianze tra i due virus SARS (quello del 2003 e quello attuale) e le prove sul trasporto dei virus in generale, è molto probabile che il virus SARS-CoV-2 si diffonda anche per via aerea. In tal senso, stanno anche arrivando conferme “dell’aerosolizzazione” del coronavirus da studi di recente pubblicazione che hanno valutato la capacità di contagio del SARS-CoV-2 in aria. Pertanto, dovrebbero essere prese tutte lemprecauzioni possibili contro la trasmissione aerea, soprattutto negli ambienti chiusi dove una ventilazione non adeguata porterebbe a concentrazioni elevate del virus in aria, con rischi di contagio anche a distanze superiori ad un metro. In questo caso l’utilizzo di mascherine non è decisivo, dal momento che la loro capacità di filtrare particelle piccole come il coronavirus, è ridotta.

In Italia, che si è rivelato come uno dei principali punti caldi dell’epidemia a livello mondiale, la distanza di 1 metro tra le persone è imposta sul territorio nazionale, ma non si fa menzione al trasporto a lunga distanza. Con l’adozione delle misure di contenimento del governo, il rischio negli ambienti chiusi aperti al pubblico (farmacie, banche, supermercati, uffici postali) è diminuito per la minore co-presenza di persone e non per il distanziamento in sé. Dalle statistiche nazionali, sta emergendo un dato inquietante: il 10% dei contagiati sono operatori sanitari, esperti e dotati di dispositivi di protezione. Operatori che agiscono in ambienti chiusi ed in presenza di soggetti che emettono carico virale.

È difficile spiegare perché le autorità di sanità pubblica non considerino la rilevanza della trasmissione aerea del coronavirus, ma una possibile ragione potrebbe risiedere nella difficoltà di rilevare direttamente i virus dispersi nell’aria con le tecniche di misura oggi disponibili. Il fatto che non esistano metodi semplici per rilevare il virus nell'aria non significa che i virus non viaggino nell'aria. Oggi per la prima volta siamo in grado di prevedere con sofisticati modelli teorici quante “particelle virali” sono emesse da un malato di coronavirus, anche asintomatico, ed è quindi possibile valutare il rischio del contagio con le conseguenti azioni di contenimento. Queste valutazioni confermano la necessità di ventilare opportunamente i luoghi chiusi e permettono la gestione degli ambienti chiusi aperti al pubblico in modo da ridurre il rischio del contagio.
Questa lettera ha come obiettivo quello di evidenziare l'importanza della trasmissione aerea affinchè le autorità nazionali riconoscano la realtà della diffusione del virus nell'aria e raccomandino l'implementazione di adeguate misure di controllo per prevenire un'ulteriore diffusione del virus SARS-CoV-2.
Cordialmente

Giorgio Buonanno
Prof. ord. di Fisica Tecnica
Università di Cassino e del Lazio Meridionale Queensland University of Technology, Brisbane, Australia
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Disagi a Ceccano in una lettera aperta

 Voci dalla città

Ceccantrafficoautobloccatoportoniinnaccessibiliaipedoni 350 minCeccano: Mercato del mercoledì. Abbiamo pubblicato in questi giorni comunicati di partiti e del Comitato Spontaneo Cittadino compreso quello emesso subito dopo l'incontro con l'incontro con la SubCommissaria dottoressa Stefania Galella. Oggi vogliamo far conoscere una delle voci che hanno consentito un primo risultato di ascolto. E' la lettera aperta di Titti Tina del 15 febbraio 2020.

La lettera aperta di Titti Tina*

«All'ATTENZIONE dell'ex giunta, ROBERTO CALIGIORE, Del COMUNE di CECCANO.

Leggendo il quotidiano Ciociaria, salta agli occhi, l'elogio a se stessi di alcuni ex assessori e consiglieri, compreso Stefano Gizzi, dell'ex giunta Caligiore.

Di cosa ci si dovrebbe beare, dal momento, che, forse involontariamente, per incapacità, più persone, abitanti lungo il percorso di via Magenta e credo di piazza xxv luglio siano state sequestrate? La sottoscritta, e non solo, ha dovuto rivolgersi ai vigili urbani, poiché la strada in cui abita, non è per la mattinata, accessibile ai mezzi, seppur piccoli, di trasporto.

La sottoscritta avrebbe dovuto trasportare materiale ingombrante e necessario. Avrebbe dovuto, successivamente, recarsi presso la ASL e alcuni uffici dello stesso Comune, ecc...ecc... per necessità, non per svago e, a tali sevizi, ha dovuto rinunciare.

Questa situazione sicuramente si ripeterà, per la prossima settimana e, ancora dopo... Si chiede, gentilmente, che, vengano presi povvedimenti idonei, per la viabilità. Metri e metri di strada, per raggiungere un posto auto ,non sono possibili a chiunque. Si pensi, alle persone anziane, molto anziane, ai disabili, ai giorni di pioggia, già ostacoli per chi ha problemi. Il mercato, su via Magenta e piazza xxv luglio, ben venga, ma con il dovuto criterio.

Ci si improvvisa architetti di ogni cosa, ma, occorrerebbe usare, anche, il cervello e, non pensare soltanto, a se stessi e, agli eventuali elogi, senza motivo. NON bearsi, di aver fatto questo o quello... perché alla fine ciò che si fa è per se stessi e danni al cittadino.

Altro pensiero è: se fosse necessaria, sperando il contrario, l'ambulanza di mercoledì mattina nella zona del mercato? Brava gente, della giunta CALIGIORE, un po' di umiltà e più raziocinio. Per questo nuovo mercato, ci sono voluti tre anni per la decisione. Complimenti! La sottoscritta, si augura, altresì, che il Commissario Prefettizio, reggente, possa prendere decisioni in merito.

P.S. Altra cosa intelligente: Gli unici due posti per disabili sono stati occupati dagli ambulanti! I disabili voleranno!»

Scritta mercoledi 26 febbraio 2020

 

 *Titti Tina pseudonimo usato su Facebook da Tina Bragaglia
Opinioni dai cittadini

 

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Lettera aperta a Valentina Cuppi Presidente PD

Da Guido Liguori

valentina cuppi assemblea nazionale pd 350 minCara Valentina,
ti conosco da molti anni, come studiosa di Gramsci e dell’America Latina, iscritta alla IGS Italia, e come appassionata militante politica di sinistra. Abbiamo organizzato insieme convegni internazionali, abbiamo partecipato più volte agli stessi eventi gramsciani (l’ultima volta a Bruxelles, il convegno promosso dal GUE/NGL e dalla IGS presso il Parlamento europeo). Ho salutato a suo tempo con piacere la tua elezione a sindaca di Marzabotto con una lista civica di sinistra.

Ora leggo che sei diventata Presidente del Partito democratico. La cosa mi sorprende non poco. Ciò che mi sorprende non è tanto la scelta di un partito che resta distante dal mio modo di pensare alla soluzione dei problemi del Paese: è una tua scelta, che non intendo discutere in questa sede. Ciò che mi sorprende è soprattutto che la sindaca di Marzabotto diventi dirigente in un partito, il PD, che pochi mesi fa ha votato l’indecente Risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre, ovvero un documento che equipara nazismo e comunismo, riscrivendo in modo errato – con partigianeria e strumentalità – alcuni eventi fondamentali del Novecento.

Scrissi allora, per conto di Transform! Italia, un appello contro la Risoluzione, sottoscritto da moltissime persone. A partire da quell’appello, e dalle firme raccolte, abbiamo chiesto al Presidente del Parlamento europeo Davide Sassoli di incontrarci per discuterne, cosa che non ha mai voluto fare. Siamo stati purtroppo buoni profeti sugli effetti di quel documento: esso già ha trovato, anche nel nostro Paese, ovviamente a destra, soggetti interessati che lo hanno assunto come vessillo, che ne hanno fatto un’arma contro i comunisti, i quali in Italia e altrove sono stati, come sai bene, tra i principali protagonisti della Resistenza al nazifascismo, della lotta di liberazione, della stesura della Costituzione repubblicana, della rinascita della democrazia. Del resto, proprio con questo scopo quel documento è stato concepito e fatto approvare dal Parlamento europeo: per contribuire a ridisegnare i contorni di una memoria collettiva che in molti Paesi (tra i quali anche alcuni di quelli che hanno dato vita al processo di unificazione europea) ha ricordato per decenni e tutt’ora ricorda la storia drammatica del Novecento in modo del tutto diverso.

Ora tu, cara Valentina, siederai a fianco di quei parlamentari europei del Pd che vergognosamente hanno votato la Risoluzione, a quel Presidente Sassoli che non ci ha voluto ricevere e non ha voluto discutere con noi la questione. Ti chiedo: hai intenzione, come sindaca di Marzabotto, e direi a nome di Marzabotto, e anche come gramsciana, di fare qualcosa perché i tuoi nuovi compagni di partito, i parlamentari europei che ora ti riconoscono come loro Presidente, ripensino quell’ignobile Risoluzione, quella vergognosa equiparazione di nazismo e comunismo, la cui assurdità storica da Marzabotto, soprattutto da Marzabotto, appare del tutto evidente? Hai intenzione di chiedere loro di mettere in discussione quella Risoluzione e di operare perché essa sia posta in revoca?
Aspetto fiducioso. Ti saluto con affetto,
Guido Liguori

 

Guido Liguori insegna Storia del pensiero politico contemporaneo presso l'Università della Calabria è presidente della International Gramsci Society Italia (IGS Italia) e capo-redattore della rivista di cultura politica Critica marxista. E' tra i fondatori Futura Umanità, Associazione per la Memoria e la Storia del Pci.
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'Asilo Nido Pollicino', lettera aperta al Sindaco

Pollicino Frosinone 350 260 mindi Gaetano Ambrosiano - Lettera aperta al Sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani

oggetto: “Asilo Nido Pollicino”

«Caro Sindaco
In Italia, il 17 giugno 1850 a Milano viene fondato il primo asilo-nido “Ricovero per lattanti” per i figli delle operaie, istituzione laica e gratuita, grazie alla filantropa Laura Solera Mantegazza e a un gruppo di studiosi che denunciano il fenomeno dell’abbandono minorile. Altri asili-nido verranno fondati successivamente a Milano, e nella stessa città, grazie a questi interventi, verrà abolita, nel 1868, la Ruota degli esposti, dove i bambini venivano abbandonati. Il regime fascista istituisce nel 1925 l’Opera Nazionale Maternità e Infanzia, che ha come obbiettivi la difesa ed il potenziamento della famiglia e della natalità. “Anche se nel pieno spirito del regime fascista, lo scopo dell’opera è quello di espellere le donne dal mondo del lavoro affinché possano dedicarsi esclusivamente alla maternità per dare figli al regime”. Accanto a questo proposito, l’opera però sostiene le madri bisognose e indigenti, promuove la diffusione di conoscenze scientifiche riguardo alla puericultura e istituisce la creazione di asili nido, con carattere assistenziale, nelle fabbriche in cui lavorano più di 50 donne.

La legge che istituisce gli asili nido veri e propri è però del 1971, ed è la legge 1044/71, che definisce il nido come un “servizio sociale di interesse pubblico”. La sua funzione è però ancora solo assistenzialistica, e non viene fatto cenno alle potenzialità educative di un asilo nido.
L’asilo nido è una istituzione di carattere assistenziale ed educativo derivante da esigenze della società moderna: la madre, pur avendo il diritto di usufruire di periodi di assenza dal lavoro per il primo anno di vita del bambino, ha spesso difficoltà a provvedere all’assistenza del piccolo; qui si inserisce il nido, che le viene in aiuto accogliendo minori dai sei mesi ai 3 anni di età.

Le finalità dell’asilo nido di base sono sostanzialmente tre:
1) Educative, affiancando i genitori nella crescita dei loro figli , attraverso anche un Progetto Educativo stilato dagli operatori che comprende attività che cercano di soddisfare i bisogni dei bambini nel rispetto dei loro tempi di crescita;
2) Sociali, offrendo ai bambini un luogo di socializzazione e di relazione con gli altri bambini;
3) Culturali, in quanto offrono un modello culturale che non opera discriminazione nell’erogazione del servizio, e sono inoltre luoghi di promozione della cultura dei diritti dell’infanzia.

Non vi è dubbio che l’asilo nido goda attualmente di molti consensi in vasti strati della popolazione, poiché sembra risolvere il problema di dove e a chi lasciare i piccoli, specie quando un genitore è solo o quando in una famiglia lavorano entrambi i coniugi. Inoltre, poiché l’asilo nido si propone come un luogo più ricco di stimoli sociali, culturali, linguistici ed educativi rispetto a una normale famiglia, questa istituzione sembra adattarsi benissimo sia a tutti i bambini normali sia a quelli che presentano qualche disabilità: ritardo mentale, autismo e altre patologie invalidanti. Per tale motivo, da parte di molte componenti della società: famiglie e associazioni, sindacati e politici, medici e amministratori, è sempre più pressante la richiesta di più asili nido, così da soddisfare il “bisogno” di ogni comune, di ogni quartiere, di ogni famiglia, ma anche di ogni donna che intende impegnarsi pienamente nelle attività lavorative e sociali.
Vivamente speriamo di arrivare all’istituzione degli asili nido di quartiere atti a garantire un efficienza ed un incremento nella qualità della vita della nostra città. Ma al momento speriamo vivamente che si risolva in direzione positiva lo stato di servizio dell’asilo nido “Pollicino” per quello che riguarda il termine di fine anno scolastico come speriamo in maggiori attenzioni per quello che noi crediamo la base per il futuro della nostra società. E’ chiaro che sui bambini non devono cadere le nostre colpe o le nostre diverse visioni, al contrario dobbiamo prodigarci affinché essi trovino un mondo migliore di quello che noi viviamo e la politica come noi che la pratichiamo ci conduce a delle responsabilità da cui non possiamo sottrarci.

Il 19 gennaio data del prossimo consiglio comunale ci attendiamo dalla sua figura con carica di Primo Cittadino, attraverso i responsabili del settore una relazione di bilancio positiva a riguardo della situazione del Pollicino, che oltre arrivare a termine di fine anno abbia un futuro a seguire per il lavoro che svolge all’interno della nostra comunità. Ma quello che chiediamo per il futuro è un maggiore investimento e progettazione sia nel pubblico che nel privato in quelli che sono i servizi della prima infanzia.»

*Gaetano Ambrosiano
Coordinatore Provinciale ART.1 MdP

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Il Prof Santulli scrive un appello al nuovo Prefetto

Rifiuti Superstrada 350 260 mindi Michele Santulli (riceviamo e pubblichiamo) - La superstrada Sora-FR-casello autostrada, solo da qualche mese è stata fornita delle targhe chilometriche di Legge: limite di 90 Km: per venti-trentanni la velocità era di 80, consigliata. Ma la peculiarità, oggi più che mai, è un’altra: alle rampe di ingresso si legge, da sempre: ”SR ex SS 214, Tipo C, art 2 CdS” .

Il lettore curioso che va a leggere questo art.2 tipo C del Codice della Strada, trova scritto: “strada ad unica carreggiata con almeno una corsia per senso di marcia e banchine” e crede di avere le traveggole: infatti si sta descrivendo una strada normale quale la Mària o la Casilina o la superstrada Sora-Atina- Cassino, ad una sola carreggiata e con due sensi di marcia, laddove la strada Sora-FR-casello autostrada, ha tutte le caratteristiche del tipo B cioè di una “strada a carreggiate indipendenti o separata da spartitraffico invalicabile con almeno due corsie di marcia….” e il limite di velocità è di Km/h 110 per la B e di Km/h 90 per la C, quindi ci si chiede: come mai, per esempio, la superstrada Aurelia -che evidenzia intersezioni a raso, non ha la rete di protezione lungo il percorso… - prevede 110 Km/h e quella Sora-FR-casello autostrada, le cui intersezioni sono regolari e cioè non a raso e con la rete di protezione lungo tutto il percorso …registra un limite di 90?

Chi mai ha scritto che va equiparata assurdamente al tipo C? Anche in tale illogica situazione nessuno è mai intervenuto: certamente la ragione non può essere perché il percorso è spesso accidentato a causa dei giunti sfasati e sgangherati sui viadotti o a causa del sovente degradato manto stradale o a causa dei selvaggi che gettano i loro sacchetti di immondizia in giro, senza menzionare la vegetazione spontanea che inizia ad invadere la sede stradale in più tratti.

Sempre in merito, il Signor Prefetto è chiamato anche ad intervenire sulla effettiva e fattiva percorribilità almeno del tratto della superstrada Atina-Cassino che evidenzia, incredibile, uno spartitraffico a doppia linea dagli inizi alla fine. E tale soluzione è tutt’altro che risolutiva degli incidenti: lo è solo, di sicuro, al fine della facilità dell’elevazione di eventuali multe da parte di pattuglie in agguato! Perché non realizzare dei sensi di marcia, alternati, a tre corsie? A che cosa servono quelle banchine inutilizzate ed inutilizzabili? Si ricorda che la analoga superstrada Venafro-Isernia connota, da sempre, a tratti, tre sensi di marcia, con soddisfazione di tutti gli automobilisti e soprattutto per veritiera maggior sicurezza.

Più volte è stato sollecitato il Prefetto a prendere posizione sui due decreti prefettizi del 2.8.2007 e del 20.11.2013 concernenti la istituzione dei cosiddetti autoveloxAutovelox 350 260 min in provincia e ne abbiamo evidenziato la difformità dalle Leggi istitutive. Nel frattempo ne sono stati eliminati molti, restandone in funzione cinque o sei che hanno la sola funzione incontrovertibile e incontestabile e difforme dallo spirito del Legislatore, di arricchire le rispettive amministrazioni comunali e di diseducare vieppiù gli automobilisti, per i quali trasgredire ai limiti diventa normale e perfino gratificante una volta evitata la trappola dell’autovelox! In particolare abbiamo attirato l’attenzione sui due autovelox di Belmonte Castello, sostanzialmente fuori Legge -hanno reso miliardi in lire, oggi milioni in Euro- ma che godono, inspiegabilmente, stando ai fatti, a nostro avviso, di particolare attenzione da parte dei controllori.

La Prefettura in ogni provincia rappresenta la solennità dello Stato, in ogni aspetto e come tale ha la diretta e piena responsabilità di tutti gli accadimenti e situazioni: alludiamo essenzialmente, passando ad altro argomento, al rispetto dell'art.51 della Costituzione laddove prescrive: “Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro”, ciò significa che le cariche pubbliche (senatori, deputati, consiglieri ecc.) possono essere occupate solo da cittadini impegnati professionalmente e attivamente i quali per un certo periodo limitato, vogliono dedicarsi al bene pubblico, magari gratuitamente: cioè, sempre se la lingua italiana è uguale per tutti, che alle cariche pubbliche non hanno diritto di accedere galoppini di partito e portaborse, figli di papà, sfaccendati, eterni studenti, avventurieri, veri e propri falliti, disoccupati, nullafacenti, ecc. Infatti “funzioni elettive” e “posto di lavoro ” sono un tutt’uno, sono imprescindibili, l’una è la condizione dell’altra!! Di conseguenza non è previsto il politico di professione, quindi non è previsto vitalizio, buonuscita, privilegi vari, ecc. una volta terminato per propria decisione l’impegno politico. Si assiste, al contrario, perfino alla presenza di mantenute e amiche di autentici capibastone, alla presenza di avventurieri, nullafacenti, assaltatori della pubblica diligenza, soprattutto nei Comuni, nella Regione, e altre pubbliche amministrazioni e i risultati sono le malversazioni, la corruzione, i disastri amministrativi, ambientali, paesaggistici, morali, senza menzionare gli incredibili privilegi che di comune accordo si riconoscono e si concedono, a beffa della comunità: nefasto il degrado amministrativo.

E’ in questo momento della divaricazione tra il dettato costituzionale e la perniciosa realtà, senza ricordare la ‘disciplina’ e l’ 'onore’ di cui pure la Costituzione parla, che si innesta il punto critico: chi è abilitato a verificare che le candidature alle cariche elettive rispondano ai requisiti di Legge? Come è stato possibile che col tempo la carica elettiva sia divenuta normale appannaggio di autentici predoni e malversatori o di semplici parassiti? Chi è venuto meno alla verifica e al controllo preliminari, con enorme e irreversibile danno per la collettività? La Prefettura è l’Ultima istanza, cioè quella definitiva e determinante, lo scaricabarile non è previsto. Guardandosi attorno si deduce che fino ad oggi l’occhio dello Stato, la Prefettura, è stato affetto da cataratta.

 

 

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