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David Sassoli per la libertà di stampa

DavideSassoli Pres parlamentoUE "David Sassoli

VI PREGHEREI DI CONDIVIDERE QUESTO APPELLO
Vi pregherei, con educazione, di condividere il più possibile questo appello prima che sia troppo tardi, perché stiamo arrivando rapidamente a un punto di non ritorno.
Vari esponenti del governo di Salvini e Di Maio - prima sussurrando, poi sempre più platealmente, spudoratamente - cominciano a intimidire la libera stampa, minacciando di tagliare affidamenti pubblicitari, e attaccando i giornali - e ormai anche i giornalisti - che osano criticare la sua azione.
Attenzione, perché a finire come la Turchia o come l'Ungheria ci vuole poco, pochissimo.
Per questo vi chiedo di fare vostra questa denuncia, questo appello: proprio perché loro confidano nel silenzio, nell'assuefazione, per creare il fatto compiuto.
Noi invece diciamo, se necessario urliamo, che non possiamo essere né complici né testimoni silenziosi di questa vergogna. La libertà di stampa non può essere toccata, ma nemmeno sfiorata, nemmeno minimamente messa in discussione!
Non scherziamo!
Grazie!'"

 

03/08/2019

 

 

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Libertà di stampa: nuvole nere all’orizzonte

giornali in edicola 350 260di Valentino Bettinelli - L’ultimo rapporto dell’organizzazione “Reporters sans frontières” denuncia un netto peggioramento dello “stato di salute” dell’informazione in Europa.

I dati mettono in luce un lento e costante declino della libertà di stampa nei Paesi del Vecchio Continente. Le azioni di molti leader politici, volte a denigrare e delegittimare il ruolo della stampa, mettono spesso a repentaglio la sopravvivenza di un mondo fondamentale per lo sviluppo del senso critico nella società civile. Molti professionisti, nel corso degli anni, hanno pagato con la loro stessa vita il lavoro di inchiesta e denuncia.

Per quel che riguarda lo scenario italiano, dal dopoguerra ad oggi, sono 28 gli “angeli dell’informazione” caduti nelle loro battaglie non armate. A questo tragico conto vanno aggiunti gli oltre 1400 cronisti che, dal 2006, vivono sotto le costanti minacce della criminalità organizzata, spesso mossa da burattinai politici che hanno come unico obiettivo quello della vile censura degli scomodi contestatori.

Siamo davanti a un grosso problema italiano, in cui la libertà di stampa e di informazione vengono fortemente minate, un problema che indebolisce ancor di più della crisi economica la struttura democratica. L’articolo 21 della Costituzione e le dichiarazioni universali dei diritti che valgono nelle società democratiche devono valere sempre e comunque come principi guida. Essi sanciscono, insieme al diritto di cronaca, il diritto dei cittadini di ricevere un’informazione libera, corretta e completa.

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.” (Costituzione della Repubblica Italiana - art.21, comma I/II)

 

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No, la sola voce del padrone. No!

informazione condizionata 600di Ivano Alteri - Ottima riuscita dell'appuntamento organizzato dal giornale l'Inchiesta presso la Villa Comunale di Frosinone. Molte persone hanno accolto l'invito degli organizzatori alle presentazione della nuova iniziativa editoriale del giornale, che potrebbe rappresentare un importante momento di svolta dell'informazione in provincia.

L'idea centrale dell'iniziativa è assolutamente affascinante. A fianco del giornale cartaceo, verrà creato un giornale online dalle caratteristiche del tutto inedite per il territorio, e forse non solo per esso. Il giornale si è rivolto ad una società informatica che ha prodotto delle apposite app, delle applicazioni da scaricare sul proprio cellulare, con l'obiettivo di coinvolgerne il possessore, non solo nella fruizione della notizia, bensì nella sua stessa formazione. In altre parole, ognuno potrà diventare una sorta di "corrispondente territoriale" del giornale; attraverso quella app potrà fornire al giornale la notizia a cui eventualmente sta assistendo in tempo reale e, in tempo reale, la redazione sarà in grado di selezionarla ed elaborarla giornalisticamente per renderla immediatamente disponibile al resto dei lettori. In pratica, una informazione pressoché in diretta e con una capacità di dettaglio territoriale assolutamente straordinaria. Per ciò che concerne il giornale cartaceo, inoltre, non sarà affatto estraneo a tutto questo turbinio di notizie, come erroneamente si potrebbe pensare; esso, anzi, diverrà sempre più il luogo dell'approfondimento della notizia stessa, luogo di riflessione, come, del resto, già nell'impostazione e tradizione dell'Inchiesta.

La sala era stracolma, le persone erano attente, ma molte di esse sono rimaste fuori. Al tavolo della presidenza erano presenti politici e imprenditori, da Scalia a Ottaviani, da Stirpe a Pigliacelli, che sono intervenuti lodando l'iniziativa del giornale. Tuttavia, segnaliamo alcune affermazioni che non abbiamo condiviso e che, a nostro parere, costituiscono un grave handicap culturale del territorio e non solo. Nel suo intervento, ad esempio, il sindaco Claudio Ottaviani ha affermato che bisogna dare ottimismo al territorio, invitando esplicitamente a pensare che esso non abbia problemi particolari, ma solo quelli che hanno anche altri. Personalmente, riteniamo che tale impostazione sia assolutamente sbagliata e deleteria, poiché, invece, è vero esattamente il contrario: la Provincia di Frosinone, oltre ai problemi che attanagliano tutti gli altri, ne ha alcuni di propri, specifici, tipici del territorio. Uno su tutti: la grave incapacità di produrre comunità, a causa della irrefrenabile fregola egoistica e individualistica, che sfocia spesso in un campanilismo imbarazzante e nella totale disgregazione sociale. Anche la sua idea secondo cui la libertà d'informare e di essere informati dovrebbe essere garantita dalla concorrenza tra i soggetti economici, dando per scontato che l'informazione debba essere gestita dai poteri che in quel campo operano, ci pare alquanto azzardata. L'informazione, infatti, è l'essenza stessa della democrazia; metterla perciò nelle mani di pochissimi ne inficerebbe radicalmente il ruolo. In questo senso, anche l'intervento di Maurizio Stirpe andrebbe meglio chiarito, per evitare che la sua proposta di un "maggiore coordinamento degli attori" dell'informazione appaia come una specie di invito oligarchico alla omologazione delle voci.

Del resto, le condizioni in cui versa l'informazione locale, con giornalisti di altri giornali prima rimasti senza stipendi per mesi e poi licenziati, è molto triste e preoccupante. Su di esse è intervenuto il direttore dell'Inchiesta, Stefano Di scanno, mettendone ben in evidenza la gravità e solidarizzando con i colleghi. Quelle condizioni sono lì a testimoniare che l'informazione avrebbe piuttosto bisogno di maggiori spazi di libertà, garantiti non dai singoli, e noti, benefattori (chissà quanto disinteressati), ma dalla collettività, dal pubblico, dalla comunità di cittadini. In tale contesto, allora, l'iniziativa editoriale dell'Inchiesta starebbe lì a denotare che il giornale, pur dovendo necessariamente dialogare col mondo economico, tende al massimo coinvolgimento dei cittadini. Trascinandoli dentro sé con un'app sul cellulare, fa sì che sia il mondo economico ad essere trascinato verso una sempre maggiore e migliore informazione, piuttosto che lasciarsi passivamente trascinare nei gorghi dei suoi interessi particolari. Così evitando, in definitiva: al giornale stesso di restarne sedotto e abbandonato, come sta accadendo ad altri; e a noi di restare all'ascolto della sola voce del padrone. Una.

Frosinone 10 maggio 2014

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