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No al combustore di gomme Marangoni

NotermocombustoreMarangoni 350 minÈ in corso una campagna mediatica da parte dei tifosi della Marangoni con il chiaro intento di sollecitare i funzionari regionali preposti a decidere circa la concessione della autorizzazione a continuare a bruciare gomme nell’obsoleto inceneritore di via anticolana.
Una campagna lacunosa e imprecisa nelle informazioni che vengono pubblicate e per le quali i “sedicenti ambientalisti”, come vengono definiti in un recente articolo, ritengono opportuno commentare.

Non è dato conoscere chi siano questi valorosi sponsors della Marangoni che tengono testa agli ambientalisti. Sarebbe opportuno disporre della identità per poter conoscere le motivazioni di tale sponsorizzazione e potersi confrontare con loro. Non si tratta qui di una partita di calcio, ma di qualcosa di ben più serio che ha coinvolto per un ventennio e che coinvolge la salute di migliaia di cittadini, nonché il modello di futuro economico della comunità.

Non è dato conoscere, a fronte della presente situazione di un rinnovo non ancora autorizzato chi sia questo misterioso cartomante che, prevedendo il futuro, “dice sì”.

Non è dato conoscere quali siano i “molti”, secondo il cui autorevole e professionale parere, ritengono che l’inceneritore possa “essere riacceso nella immediatezza”.

L’articolo riduce a “lungaggini burocratiche “la tempistica della decisione autorizzativa con un attacco ingeneroso nei confronti dei funzionari dei pubblici uffici per i quali i “tempi stretti non sono graditi”, quindi appellandoli fannulloni.

Riteniamo invece che la decisione sulla autorizzazione sia complicata per diversi elementi da valutare, quali l’obsolescenza dell’impianto e la sua inadeguatezza nei confronti delle migliori tecnologie disponibili, la valutazione dell’azienda e delle sue prospettive, il totale disimpegno dalle attività produttive dagli effetti occupazionali impattanti, le dichiarazioni tecniche che sollevano problematiche da chiarire prodotte nel corso dell’istruttoria, una determina che presenta elementi tecnici critici da valutare approfonditamente. Non una lungaggine burocratica, ma, a nostro avviso, la necessità di un professionale profondo riesame della situazione nel suo complesso.

In un contesto ambientale che viene dichiarato SIN e per il quale sono previsti costosi interventi di bonifica, in un contesto dove la qualità dell’aria è gravemente compromessa dalla orografia della Valle del Sacco, dove il reinserimento di una combustione delle gomme altamente pericolosa come riportato nella letteratura scientifica tecnica e medica è anacronistico. E ricordiamo, a rettifica dell’articolo, che è presente il ricorso al Tar a firma delle Associazioni e sostenuto economicamente da migliaia di cittadini, pronti alla mobilitazione.

Ma quello che più rende perplessi è la sollecitazione delle istituzioni che esercitano alcuni rappresentanti sindacali che si propongono di “tenere alta l’attenzione”, di organizzare una mobilitazione per sostenere la difesa di dodici posti di lavoro all’inceneritore. Ma sono gli stessi rappresentanti sindacali che oggi tuonano contro le istituzioni e la “burocrazia” quelli che, quando la Marangoni chiudeva uno storico stabilimento produttivo licenziando quattrocento operai, sono rimasti in passivo silenzio, senza alcuna mobilitazione?

E aggiungiamo che il “declino del territorio” è proprio a causa di queste scellerate scelte industriali che preferiscono attività di processo inquinanti a bassa occupazione a più solide e sostenibili industrie manifatturiere con elevati livelli occupazionali. E ci si permette di ricordare a questi rappresentanti sindacali le tragedie delle morti bianche. Ricordiamo che le morti sul lavoro non sono solo quelle immediate causate da cadute, schiacciamenti, soffocamenti, incendi. Sono anche quelle più subdole, di lenta evoluzione, che comportano negli anni lunghe e penose sofferenze.

LE ASSOCIAZIONI:
Anagni Viva
Comitato Residenti Colleferro
Diritto alla Salute
Retuvasa

Per informazioni: mail:. telefonare al n.: 3930723990.
Per aggiornamenti:www.anagniviva.org, www.dirittoallasalute.com, www.retuvasa.org

 

 

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Inaccettabile Tg3 RAI sull’inceneritore Marangoni

legambiente anagni 350 minCon un servizio trasmesso il 6 dicembre 2019, la testata regionale di RAI3 ha dato voce ai lavoratori Marangoni che protestavano per le lungaggini burocratiche che, a loro giudizio, sono il motivo della mancata riaccensione dell’impianto di termocombustione di pneumatici fuori uso.

L’inceneritore è situato in un’area di Anagni densamente abitata ed orientata ormai più al commercio ed al terziario che all’industria. Era stato costruito a servizio dello stabilimento Marangoni Tyre, lo storico sito di produzione pneumatici che dava lavoro a 410 dipendenti, chiuso definitivamente nel 2013 con una conseguente gravissima crisi socio-economica.
Le ragioni del servizio giornalistico della TgR, che, peraltro, è sempre stata molto attenta e presente nel documentare la difficile situazione ambientale della Valle del Sacco, risultano incomprensibili: si auspicava la riaccensione di un impianto obsoleto, sotto accusa per i danni alla qualità dell’aria, in un complesso industriale che è stato causa di incidenti rilevanti, ricordiamo quello del 2009 con la fuoriuscita del cosiddetto “Carbon Black”.

“Comprendiamo e abbiamo rispetto per le preoccupazioni dei 12 dipendenti dell’inceneritore” dichiara Legambiente Anagni” ma restiamo coerenti nella contrapposizione ad un impianto che riteniamo dannoso per l’ambiente e per i cittadini di Anagni e della Valle del Sacco”.

Legambiente, negli anni e a tutti i livelli dell’associazione, ha più volte espresso la sua ferma contrapposizione alla riaccensione dell’inceneritore Marangoni di Anagni: presentando osservazioni alla conferenza di servizi, con comunicati stampa, con manifestazioni e, da ultimo, sollecitando il parere del Ministero dell’Ambiente per la evidente contraddizione di rimettere in funzione un tale impianto sito nel SIN “Bacino del Fiume Sacco”.
Nel servizio di Buongiorno Regione l’impianto veniva descritto, invece, come “sicuro”, ”indispensabile per risolvere il problema dello smaltimento degli pneumatici esausti.”

La termodistruzione non è l’unica soluzione: in Italia esistono consorzi industriali per il riciclo dei PFU in un’ottica di economia circolare dove il recupero di energia è accettabile solo in ultima ipotesi, dopo il riutilizzo, la ricostruzione ed il recupero di materia. Esiste una filiera virtuosa di appositi impianti che trattano i PFU sminuzzandoli in frammenti sempre più piccoli, fino ad arrivare alla separazione delle tre componenti: gomma, acciaio e fibra tessile. Il processo avviene mediante macinazione meccanica a temperatura ambiente, a basso impatto ambientale. Dal riciclo della materia si ottengono asfalti modificati, isolanti, drenanti, materiali edili, superfici per campi sportivi, e tanto altro ancora. Il recupero di energia, stimato dai dati del consorzio ECOPNEUS come minoritario rispetto al recupero di materia, avviene di norma presso i cementifici. La termodistruzione, seppure con recupero di energia, non è la soluzione più efficace.

Nella Valle del Sacco è in corso un grande e complesso processo di bonifica, uno dei più importanti a livello nazionale, e qui si respira l’aria peggiore del centro Italia con le centraline di Frosinone e Ceccano che, al 14 dicembre 2019, hanno registrato superamenti del limite di legge ben oltre il limite accettabile. Per la conformazione della Valle, l’inquinamento atmosferico interessa tutto il territorio attraversato dal fiume, da Colleferro a Ceprano. Siamo convinti che la salute delle persone sia prioritaria e che la salubrità dell’ambiente sia fondamentale per un nuovo sviluppo, per questo continuiamo a ritenere improponibile la riaccensione di un vecchio inceneritore situato in una zona abitata e nel perimetro di un sito d’interesse nazionale per le bonifiche.

 

 

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Indecoroso servizio di Rai3 su termocombustore Marangoni

NotermocombustoreMarangoni 350 minAnagni. Europa verde, servizio indecoroso su termocombustore Marangoni

“Il servizio sul termocombustore della Marangoni di Anagni a cura di Mariella Anziano, andato in onda questa mattina (6 dicembre '19) su Buongiorno Regione Lazio di Rai3, è indecoroso: in una zona come la Valle del Sacco, dichiarata 'Sito di Interesse Nazionale', si sollecita la riattivazione dell’incenerimento di pneumatici, un’attività che ha un impatto devastante su un territorio già gravemente compromesso”.

Così, in una nota, Pasquale Maiorano, esponente anagnino di Europa Verde, e Nando Bonessio, co-portavoce dei Verdi del Lazio.

“Già in altre occasioni, – proseguono i due ambientalisti, – l’inceneritore in questione è stato causa di incidenti rilevanti, come quello avvenuto nell’ottobre 2013 quando una nube di fumo scuro ha invaso i cieli della via Anticolana, a partire dallo stabilimento della Marangoni Tyre. Si tratta di un impianto inadeguato e obsoleto che più di una volta ha destato allarme e preoccupazione nella popolazione. Senza alcun tipo di contraddittorio, il servizio andato in onda su Rai Tre lo descrive come ‘sicuro’, ‘non impattante’, facendo leva sull’ingombro del rifiuto trattato.

Il leitmotiv è stato: queste gomme dove vanno a finire? Se avessero interpellato un ambientalista, avrebbero scoperto che, grazie a dei procedimenti industriali di taglio e granulazione, è possibile separare le diverse componenti degli pneumatici, ottenendo materiale riutilizzabile in molteplici maniere. In un’area in cui la qualità ambientale ha raggiunto livelli di insostenibilità non più tollerabili, dobbiamo dire chiaramente alla Regione Lazio e ai vari Ministeri, che non è più rinviabile una decisa azione di bonifica ambientale, di messa in sicurezza delle realtà industriali potenzialmente dannose come quella in questione, anche e soprattutto allo scopo di garantire il rilancio delle iniziative economiche e imprenditoriali in una zona che è anche area di crisi industriale complessa. Anagni, – concludono Maiorano e Bonessio, – non sia come Taranto”.

 

 

 

 

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No secco a Marangoni da M5S Lepini

  • Pubblicato in Partiti

tavololepini M5S 350 260 minM5S, 6 meetup dei Monti Lepini - IL TAVOLO MONTI LEPINI ( è il luogo dove i sei meetup territoriali di: Morolo, Supino, Patrica, Sgurgola, Ferentino ed Anagni, coadiuvano, convergono, uniscono idee, soluzioni, problemi comuni che affliggono il nostro territorio) è contrario alla scelta della regione Lazio, di autorizzare la MARANGONI Spa all’uso dell’impianto di termodistruzione di rifiuti non pericolosi limitatamente a pneumatici fuori uso con produzione di energia elettrica.

Partiamo da ciò che tutti sanno: la valle del Sacco è uno dei siti più inquinati d'Europa! Decenni di emissioni non monitorate e colpevolmente non controllate e dismissioni industriali, alle quali non sono seguite le necessarie opere di bonifica dei siti produttivi improvvisamente abbandonati, hanno trasformato il nostro fiume in un vettore di veleni con conseguente contaminazione dei suoli da esso bagnati, suoli che una volta erano campi coltivati, orti, pascoli. La situazione, nel tempo, è divenuta talmente tanto drammatica da far catalogare nel 2006 una vasta area come Sito di Interesse Nazionale (SIN); si perimetrano, quindi, le aree contaminate, aree da sottoporre ad urgente bonifica, e poi tutto tace; perché l'area è talmente tanto vasta e le risorse stanziate così miserevoli che nulla successivamente viene fatto. Bisogna aspettare il 2019 e l'intervento dell'attuale Ministro dell'Ambiente Costa perché vengano stanziate le prime risorse che portino ad una prioritaria bonifica delle aree industriali dismesse ricadenti nell'area SIN.

Ma finora si è parlato solo di acqua e di suolo e, quindi, di emissioni idriche; ancor più grave è il problema che riguarda le emissioni in atmosfera: la concentrazione di polveri sottili, di particolati, di sostanze nocive quali metalli pesanti e di monossidi è così grave che le centraline di monitoraggio di ognuno dei centri urbani della valle contano sforamenti dei valori limite ben superiori a quelli accettabili annualmente perché non vi siano danni per l'uomo. La valle del Sacco, "chiusa" in tutta la sua lunghezza da due catene montuose e, quindi, poco aerata e ventilata, si gioca

il suo futuro sulla qualità dell'aria: perché l'area contaminata da un fiume si può perimetrare, l'aria che quotidianamente viene respirata arriva anche in collina e lontano dai centri abitati.
La panacea di tutti i mali, per i nostri amministratori locali, è la limitazione del traffico veicolare (targhe alterne, domeniche ecologiche ed altri interventi propagandistici similari), mentre pochissimo o nulla viene fatto per il controllo delle emissioni atmosferiche provenienti dalle attività industriali. Giusto difendere le attività produttive e il lavoro da esse generato, ma interventi legislativi che mirassero a ridurre, mediante obbligatori impianti di filtraggio e di depurazione, le emissioni in atmosfera di sostanze inquinanti o nocive da parte dei siti industriali, sarebbero i benvenuti. Non a caso, ultimamente, sempre il Ministro Costa ha posto l'attenzione sulla necessaria revisione al ribasso dei limiti normativi di concentrazione di sostanze inquinanti all'interno delle emissioni in atmosfera prodotte dalle attività industriali.

In questo quadro generale, si inserisce la vicenda dell'inceneritore della Marangoni; l'azienda di Rovereto, dopo aver interrotto, intorno al 2013, ogni attività produttiva di pneumatici nuovi, lasciando senza lavoro circa 400 addetti, ora vuole utilizzare lo stabilimento di Anagni come termovalorizzatore ovvero vuole incenerire, ai fini della produzione di energia elettrica, i "Pneumatici Fuori Uso" (PFU); la produzione industriale di pneumatici nuovi in Corea del Sud o Sri Lanka e lo sfruttamento di quelli usati in Ciociaria: il massimo profitto con la minima ricaduta occupazionale (si prevede che nell'inceneritore di Anagni lavoreranno all'incirca 15 addetti).
Per raggiungere tale scopo, a seguito dell'interruzione della produzione, la Marangoni, con un intento che parte da lontano poiché la prima autorizzazione al termovalorizzatore dello stabilimento di Anagni fu rilasciata nel 2001, chiede alla Regione Lazio, nel marzo 2016, il rilascio di un'Autorizzazione Integrata Ambientale affinché possa non solo rinnovare ma anche incrementare l'attività di termovalorizzazione da svolgersi presso Anagni (portandola da 1450 kg/h a 2000 kg/h). E andiamo a parlare di ciò che non tutti sanno.

Dopo tutto quello che si è detto in premessa sulla perimetrazione SIN e sull'inquinamento della valle, dopo che la proposta, eccessivamente dispendiosa, avanzata dall'allora Presidente Provinciale Scalia di realizzare un aeroporto civile tra Frosinone e Ferentino fu bocciata dal Ministero perché avrebbe provocato un incremento delle emissioni atmosferiche inquinanti non tollerabili in una valle poco aerata come quella in cui viviamo, uno si sarebbe aspettato che il fascicolo Marangoni, in sede di conferenza di servizi, avrebbe goduto di una particolare attenzione sia da parte dei nostri amministratoti regionali che da quelli provinciali: e, invece, nulla!
La Provincia di Frosinone, guidata dal Presidente PD Pompeo, sempre pronto a fregiarsi di onori a favore di telecamera o fotocamera, prontamente si disinteressa del problema: nell'agosto del 2016, ad appena cinque mesi dalla richiesta della Marangoni, delega la Regione Lazio a rappresentarla in sede di conferenza di servizi per il rilascio dell'A.I.A. Parafrasando una nota battuta del libro Gomorra, la domanda nasce spontanea: ma Lei, Presidente Pompeo, respira l'acqua minerale, visto che vive in linea d'aria ad appena 12 Km dallo stabilimento della Marangoni? O pensa veramente

che il ponentino non trascini mai verso Ferentino le emissioni del termovalorizzatore della Marangoni con il suo inevitabile contenuto di benzene, di metalli pesanti (piombo, cromo, cadmio, mercurio) e di butadiene? Perché queste sono le sostanze che si accompagnano all'attività di incenerimento dei PFU!
Ripetiamo, fra tutti i possibili modi di trattare un pneumatico fuori uso, incenerirlo rappresenta la scelta con il massimo profitto per l'azienda, con la minima ricaduta occupazionale e con il massimo danno per l'ambiente. Dal recupero dei PFU si possono ottenere asfalti modificati, superfici per impianti sportivi, materiali per isolamento acustico, opere di ingegneria civile, opere di arredo urbano, materiali per pacciamatura fino a riutilizzi in mescola e rigenerazioni, tutti processi produttivi realizzabili a freddo che non prevedono fusioni ed emissioni in atmosfera, quindi non nocivi, con conseguente creazione di posti di lavoro e impatto positivo sul territorio. Bruciarlo è, forse, l'uso più stupido che si possa farne, non stupido per l'azienda ma stupido per chi accetta di farlo fare nel proprio territorio genuflettendosi ai desiderata dell'azienda.
Amministrare un Ente Locale, significa, per noi, valutare attentamente i pro e i contro di ogni scelta politica e amministrativa che si adotta, difendere la storia, i luoghi e l'ambiente che ci circonda, cercare di ottenere il massimo valore per quei parametri universalmente riconosciuti come causa di benessere per la popolazione che vi abita, non disinteressarsi dei problemi, non delegare ad altri le scelte, avendo come unico parametro redditi, economia e bilanci. Capito, Presidente Pompeo?
Ancora peggiore il comportamento della ASL provinciale e della Regione Lazio del Governatore e Segretario PD Zingaretti: la prima non partecipa ad alcuna delle riunioni previste dalla conferenza di servizi garantendo così un silenzio-assenso costante alla Marangoni, la seconda conclude positivamente, con inesplicabile e sospetta celerità, la conferenza di servizi relativa al rinnovo dell'autorizzazione per l'impianto di termovalorizzazione PFU di Anagni con Determinazione del 27/07/2017. Ad appena una settimana dall'approvazione, da parte del Ministero dell'Ambiente, delle Linee Guida per gli adempimenti in area SIN "Bacino del Fiume Sacco", avvenuta il 4 agosto 2017. Non sia mai che poi si incagli l'iter! Caro Governatore, non si poteva aspettare una settimana? O per Lei, noi saremo sempre la pattumiera della regione? Ogni intervento normativo che Ella ha firmato è, infatti, romano-centrico, tarato sulle esigenze di Roma e del suo hinterland (bacino di 5.000.000 di abitanti, dieci volte più numerosi degli abitanti della Ciociaria, e, quindi, rappresentanti un bacino elettorale più importante da blandire). Ma noi ricordiamo l'importanza che Ella ha dato alla parola ambiente nel suo discorso di insediamento alla segreteria del PD, era solo spot, propaganda e luogo comune oppure ci crede veramente? Sicuramente non ci crede il suo Assessore regionale all'Ambiente Buschini, che essendo nostro conterraneo avrebbe potuto analizzare e gestire meglio la vicenda.
Noi siamo stanchi ed è ora di alzare la voce; la voce dei nostri concittadini che non ne possono più di avere paura di ammalarsi di mali spaventosi e il più delle volte incurabili, siamo stanchi di subire una politica permeata dalla logica dei figli e dei figliastri, una politica attenta solo a soddisfare le

istanze delle grandi aziende e dei grandi potentati locali e totalmente disinteressata alle richieste della cosiddetta gente comune. Esiste un'economia diversa, un'economia ricchissima fatta di agricoltura, di turismo, di produzioni "pulite" e non pericolose, di ricerca e sviluppo di nuove tecnologie. La politica dovrebbe guidare le scelte, non accomodarsi e accettare passivamente quelle avanzate dalle S.p.A.
Presidente Pompeo, Assessore Buschini, Governatore Zingaretti, pensateci bene, per favore, che a cercare di fermare questa follia e quest'ennesima Impresa a perdere ci stiamo pensando noi attraverso la capillare rilettura di ogni atto dell'iter procedurale per trovare quel cavillo legislativo a cui appigliarsi per ricorrere nei confronti della Determina regionale del 27/07/2017.
E anche se non riuscissimo nel nostro intento, avremo, comunque, ogni mattina, il coraggio di guardarci nello specchio, consci di non aver tralasciato nulla per cercare di difendere il nostro territorio.

 

 

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Inceneritore Marangoni – Legambiente chiede l’intervento del MATTM

InceneritoreMarangoni 350 260Legambiente Anagni - Con una comunicazione datata 26 giugno, sottoscritta congiuntamente da Stefano Ciafani, presidente nazionale, da Roberto Scacchi, presidente Legambiente Lazio e da Rita Ambrosino, presidente Circolo di Anagni, è stata inoltrata una formale richiesta al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Direzione Generale per la Salvaguardia del Territorio e delle Acque, competente per Bonifiche e Risanamento, per informare sullo stato della richiesta di rinnovo dell’AIA per l’impianto Marangoni di Termovalorizzazione e recupero energetico mediante incenerimento di Pneumatici Fuori Uso.
“L’impianto Marangoni, come è noto, è ricompreso nel perimetro del SIN Bacino del Fiume Sacco e in una zona considerata di massima criticità per la qualità dell’aria, chiediamo al MATTM di pronunciarsi sull’impatto che l’eventuale messa in esercizio dell’inceneritore Marangoni potrebbe avere sulle attività in corso per la bonifica dell’area SIN e per il miglioramento della qualità dell’aria”, dichiara Legambiente.
Il MATTM ha già messo in campo concrete risorse per il risanamento ambientale del territorio della Valle del Sacco.
Per le prime azioni di caratterizzazione e messa in sicurezza del SIN, è stato sottoscritto un accordo di programma tra Ministero e Regione Lazio, vedi Deliberazione 6 marzo 2019, n. 119. L’accordo è stato successivamente sottoscritto presso la Prefettura di Frosinone dal Ministro Costa e dal Governatore Zingaretti. L’accordo prevede anche risorse per la valutazione epidemiologica su tutti i comuni del SIN, stanziando 960.000€ con risorse del Piano Operativo Ambiente MATTM, vedi Delibera CIPE n.55/2016.
Per affrontare le criticità relative allo stato della qualità dell'aria nella Regione Lazio è stato approvato un accordo di programma tra il Ministero e la Regione Lazio, vedi Deliberazione di Giunta Regionale n. 459 del 02.08.2018, per l'adozione coordinata e congiunta di misure migliorative, tenendo conto anche dell’esigenza di predisporre un piano industriale aggiornato che persegua gli obiettivi di miglioramento della qualità dell’aria.
“Abbiamo evidenziato anche che esistono due protocolli operativi, uno sottoscritto da MATTM e da tutte le Regioni il 04/06/2019, l’altro sottoscritto dal MATTM e dalla Regione Lazio il 18/11/2018, conlegambienteLazio 350 260 particolare riferimento alla Valle del Sacco ed al comune di Anagni, per rispondere alle due procedure di infrazione europea riguardanti la qualità dell’aria, le n°2015/2043 e n° 2014/2147, che sono state emesse dalla UE contro l’Italia per il superamento dei limiti di Biossido di Azoto e Particolato Sottile (PM10).”
Ricordiamo che Legambiente ha espresso parere negativo alla concessione del rinnovo della autorizzazione durante la Conferenza di Servizi. La Regione, invece, con la determinazione 27 luglio 2017, n. G.10636, delibera di concedere a Marangoni l’autorizzazione alla rimessa in esercizio dell’inceneritore.
“La Regione Lazio – dichiara Legambiente - ha fatto riferimento ad una Valutazione di Impatto Ambientale del 2000, ben 19 anni fa, non tenendo in debita considerazione gli eventi che si sono succeduti negli anni e che hanno pesantemente aggravato le criticità ambientali del territorio di Anagni dove ha sede l’inceneritore.”

01/07/2019

 

 

 

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Inceneritore Marangoni: NO alla riaccensione

InceneritoreMarangoni 350 260di Legambiente Lazio e Circolo di Anagni - Il 18 giugno dalle 9:30 siamo chiamati a manifestare la nostra opposizione in occasione del sopralluogo che la Regione Lazio e gli altri enti competenti (Comune di Anagni, Provincia di Frosinone, ARPA-direzione tecnica e ASL Frosinone) svolgeranno presso l’inceneritore Marangoni.
Il sopralluogo è necessario nella procedura autorizzativa degli uffici regionali preposti, verso una riaccensione dell’inceneritore.
Come cittadini di Anagni e della Valle del Sacco dobbiamo essere presenti in massa, per dire a gran voce che:
NON VOGLIAMO la riaccensione dell’inceneritore,
NON VOGLIAMO che si riprendano a bruciare 48 tonnellate al giorno di Pneumatici Fuori Uso.
La cittadinanza di Anagni e dei comuni vicini ha già detto NO al progetto
di incenerimento del CAR FLUFF:
DICIAMO UN ALTRO NO ALL’INCENERITORE MARANGONI
PARTECIPANDO TUTTI ALLA MANIFESTAZIONE

 

Ma come si è arrivati a questo punto? la storia è lunga, ma crediamo che possa essere utile ricordare i passi che ci hanno portato fin qui… se volete saperne di più mettetevi comodi! Di seguito vi racconteremo tutto quello che è successo fino ad oggi.

Innanzi tutto, diciamo che questo sopralluogo è un atto dovuto, perché la Regione Lazio, a luglio del 2017, ha dichiarato chiusa con esito positivo la conferenza di servizi per il rinnovo dell’autorizzazione all’esercizio dell’impianto di termocombustione della società Marangoni nel sito di Anagni, Via Anticolana.
La Regione deve rispettare quanto richiesto da una Deliberazione di Giunta Regionale emessa nel 2008 per regolamentare il rilascio delle autorizzazioni agli impianti di gestione dei rifiuti , dove è previsto che alla chiusura con esito positivo di un procedimento di autorizzazione per un impianto di rifiuti faccia seguito un sopralluogo tecnico, prima del rilascio dell’autorizzazione all’esercizio.

 

Questo sopralluogo, inizialmente era previsto per il 4 giugno e, successivamente, è stato posticipato a martedì 18 giugno 2019.

1) ANTEFATTO
Nel 2001, la Regione Lazio autorizza Marangoni Tyre all’esercizio del termocombustore.
L’autorizzazione ha una durata di cinque anni ed è valida per l’incenerimento di Pneumatici Fuori Uso -PFU- (codice CER 160103 ) per un massimo di 36 tonnellate al giorno (13000 ton/anno).

Nel 2006 il Commissario Delegato per l’emergenza ambientale della Regione Lazio dispone il rinnovo dell’autorizzazione per ulteriori 10 anni.
Si autorizza un incremento della capacità di combustione di circa il 10%: massimo 39,5 ton/giorno (14220 ton/anno).
Si autorizza anche l’incenerimento degli scarti di lavorazione dei battistrada prodotti nell’adiacente stabilimento di produzione pneumatici (codice CER 070299).

Nel 2012 si opera una fusione societaria tra Marangoni Tyre e MAIND srl e viene chiesta la voltura dell’autorizzazione ottenuta nel 2006.

Nel 2016 Marangoni chiede il rinnovo dell’autorizzazione all’incenerimento, secondo la vigente normativa, il Testo Unico Ambientale DLgs 152/2006, articolo 208.

Viene indetta la Conferenza di Servizi per il rinnovo dell’autorizzazione.

Cos’è la Conferenza di Servizi?
Si tratta di un procedimento tecnico-amministrativo previsto dal Testo Unico Ambientale. Tutti i soggetti che intendono realizzare e gestire nuovi impianti di smaltimento o di recupero di rifiuti, sono tenuti a presentare una domanda alla regione competente per territorio, allegando il progetto definitivo dell'impianto. È obbligatorio che il richiedente fornisca la documentazione tecnica per la realizzazione del progetto stesso, come previsto dalle disposizioni vigenti in materia urbanistica, di tutela ambientale, di salute, di sicurezza sul lavoro e di igiene pubblica. La Regione, Direzione Politiche ambientali e Ciclo dei Rifiuti, individua il responsabile del procedimento e convoca la conferenza di servizi, alla quale partecipano:
• i responsabili degli uffici regionali competenti e i rappresentanti delle autorità d'ambito e degli enti locali sul cui territorio è realizzato l'impianto (Comune, Provincia, ARPA, ASL, ecc...)
• Il richiedente l'autorizzazione, che è convocato per fornire ulteriori documenti, informazioni e chiarimenti.
• I soggetti portatori di interessi diffusi, anche costituiti in associazioni di cittadini aventi come scopo statutario la tutela del paesaggio e dell’ambiente possono intervenire, dopo aver presentato apposita richiesta di partecipazione, nella conferenza stessa producendo osservazioni e documenti, ma non hanno diritto di voto.

Legambiente, con Legambiente Lazio e con il Circolo di Anagni, ha partecipato alla conferenza di servizi.

Per i soggetti aventi diritto di voto nella CdS che non partecipano alle riunioni e non presentano osservazioni vale il “silenzio assenso”, cioè la mancata risposta viene considerata come parere favorevole.

2) CONFERENZA DI SERVIZI
Conferenza di servizi per il procedimento di Rinnovo Autorizzazione ex art. 208 D.lgs 152/2006 - Impianto termodistruzione rifiuti non pericolosi limitatamente a pneumatici fuori uso con produzione di energia elettrica, società Marangoni SpA – Comune di Anagni –
Cronistoria del procedimento:
a) avvio del procedimento di rinnovo autorizzazione - 23 settembre 2016
Sul sito della Regione Lazio, sezione RIFIUTI/PROCEDIMENTI IN CORSO, si possono trovare i dettagli del progetto.
Marangoni chiede un incremento fino a 48 tonnellate al giorno di PFU, corrispondenti a 15600 tonnellate annue.
b) Prima seduta istruttoria - 8 novembre 2016
Vengono presentate osservazioni e memorie da parte del Comune di Anagni e di diverse associazioni, tra le quali Legambiente, nelle quali vengono esplicitate notevoli perplessità sull’impianto, tanto da chiedere alla Regione di non concedere l’autorizzazione.
L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale – ARPA-, anche se non partecipa fisicamente alla Conferenza di Servizi, invia una relazione tecnica, la n.2013/2017, conInceneritore marangoni protesta 350 diversi rilievi. In particolare, a causa del notevole incremento di massa incenerita che costituirebbe una variante sostanziale al progetto originario, si richiede di rimandare il progetto ad una Verifica di Assoggettabilità a VIA (Valutazione di Impatto Ambientale).
La ASL non partecipa.
La Provincia di Frosinone, che avrebbe competenza in materia secondo la già citata DGR239/2008, con nota prot. 84471 del 31/08/2016, chiede alla Regione “di provvedere in sostituzione e stante la carenza di personale addetto, in merito al procedimento di rinnovo”.
c) seduta conclusiva - 7 aprile 2017
L’amministrazione comunale di Anagni e le associazioni ribadiscono la forte contrarietà al progetto. Oltre alla presenza in aula del sindaco Bassetta, dei tecnici comunali e dei rappresentanti delle associazioni di cittadini, molti cittadini di Anagni sono arrivati a Roma sotto gli uffici regionali per protestare. Con loro anche il Vescovo Loppa.
La presidente, ing. Tosini, prende atto della relazione tecnica che ARPA ha inviato il 23 marzo chiedendo la assoggettabilità a VIA, per aumento sostanziale di capacità di incenerimento (incremento del 20% su base annua, che diventa del 33% considerando la potenzialità giornaliera).
La seduta viene sospesa per approfondimenti sulla questione sollevata da ARPA.
Marangoni conferma i dati della richiesta: 48 ton/giorno, 15600 ton/ anno.
d) Determinazione 27 luglio 2017, n.G.10636, pubblicata sul BURL n. 63, suppl. 2 - 8 agosto 2017
Si dichiara positiva la valutazione conclusiva della conferenza di servizi.

3) NON FINISCE QUI…
Contemporaneamente alla pubblicazione della determinazione G.10636, dalla stampa locale (quotidiano online anagnia.com del 09/08/2017) abbiamo appreso dell’esistenza di una lettera inviata all’allora Sindaco di Anagni e, per conoscenza, all’assessore regionale Mauro Buschini, nella quale vengono formalizzati ulteriori 45 giorni di tempo a far data dal ricevimento della stessa per la presentazione “da parte di tutti i portatori di interesse, eventuali opposizioni e/o chiarimenti, osservazioni in proposito ai sensi dell’art. 14 quater comma 3 della legge 241/90.” Questa lettera non è stata inviata a tutti i soggetti partecipanti alla conferenza di servizi.
Legambiente ha immediatamente scritto all’ ing. Mauro Lasagna, contestando il mancato ricevimento della lettera che estendeva i termini del procedimento, ribadendo la propria opposizione al progetto e richiedendo il ritiro, in autotutela, della Determina G. 10636.
Riteniamo che il parere positivo della Regione sia approssimativo e non tenga conto degli aspetti drammatici di inquinamento ambientale della zona di Anagni .
Eppure, tali aspetti sono ben noti all’amministrazione, si ricorda infatti che:
• Con la deliberazione n. 536 del 15 settembre 2016 pubblicata sul BURL ordinario n. 78 del 29 settembre 2016 la Giunta Regionale e gli Assessori hanno approvato “Aggiornamento dell'Allegato 4 della D.G.R. n. 217 del 18 maggio 2012 "Nuova zonizzazione del territorio regionale e classificazione delle zone e agglomerati ai fini della valutazione della qualità dell'aria ambiente in attuazione dell'art. 3, dei commi 1 e 2 dell'art. 4 e dei commi 2 e 5 dell'art. 8, del D.lgs. 155/2010" declassando , in classe 1, massimo livello di inquinamento ambientale per polveri sottili in atmosfera tutti i Comuni della Valle del Sacco, quindi anche il comune di Anagni ove risiede l’installazione.
• il 22 novembre 2016, il ministro dell’Ambiente Galletti ha firmato il decreto di riperimetrazione del Sito d’Interesse Nazionale Bacino del Fiume Sacco, ufficializzando così l’esito della Conferenza dei Servizi decisoria del 7 novembre 2016. Il 04/08/2017, con decreto del ministero dell’ambiente n. 370 è stato approvato il documento “Linee guida sulle procedure operative ed amministrative per la bonifica del Sito di Interesse Nazionale (SIN) Bacino del fiume Sacco”. L’installazione Marangoni ricade pienamente nel perimetro del SIN.

 

Aggiungiamo che…
Sono in corso due procedure di infrazione europea riguardanti la qualità dell’aria, identificate come 2015/2043 e 2014/2147 . La Comunità Europea contesta all’Italia di non aver messo in campo azioni efficaci per il superamento dei limiti di Biossido di Azoto e Particolato Sottile (PM10).
Per rispondere ai richiami dell’Europa, sono stati predisposti due protocolli operativi. Uno è recentissimo, sottoscritto dal Governo e dalle Regioni lo scorso 4 giugno .
L’altro protocollo sottoscritto dal Ministero e dalla Regione Lazio il 18/11/2018, riguarda il Lazio, con specifico e particolare riferimento alla Valle del Sacco e ad Anagni .
Per concludere
Sono in corso procedimenti giudiziari contro la delibera che autorizza la riaccensione dell’inceneritore Marangoni, tra questi ricordiamo il ricorso al TAR promosso da alcune associazioni e il ricorso al Presidente della Repubblica, promosso dall’amministrazione di Anagni.

 

 

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Legambiente contro il revamping dell’inceneritore Marangoni

marangoni protesta 350 260 minLegambiente Anagni - Valle del Sacco: Legambiente contro l’accensione dell’inceneritore Marangoni ad Anagni

“Chiediamo alla Regione di non concedere l’AIA necessaria per riaccendere l’inceneritore”

“La Valle del Sacco ha bisogno di Bonifica, non di Inceneritori!”

Legambiente Lazio insieme al circolo di Anagni, dice no al riavvio dell’inceneritore Marangoni ad Anagni (FR), al revamping degli inceneritori di Colleferro e all’incenerimento dei rifiuti, rivolgendosi alla Regione affinché non sia concessa l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) dell’impianto Marangoni. Intanto gli avvocati del CeAG (Centro di Azione di Giuridica) di Legambiente Lazio, stanno valutando la strategia più appropriata al fine di bloccare ogni iter autorizzativo in corso.

“Nella Valle del Sacco c’è bisogno di bonifica e non di aprire nuovi inceneritori – dichiarano Roberto Scacchi Presidente di Legambiente Lazio e Rita Ambrosino presidente del Circolo Legambiente Anagni – ci rivolgiamo alla Regione perché non conceda le autorizzazioni necessarie al riavvio dell’inceneritore Marangoni di Anagni, dove si brucerebbero pneumatici fuori uso, con un impatto devastante per la qualità dell’aria. Siamo molto soddisfatti che un anno fa sia terminato l’iter di perimetrazione dell’area di Valle del Sacco da bonificare e che la Regione Lazio abbia cominciato a mettere a bando i fondi necessari per una riqualificazione ambientale mastodontica. Riteniamo assurdo avviare operazioni per bonificare un territorio e contemporaneamente autorizzare la riaccensione di inceneritori come quelli di Anagni e Colleferro”.

La Direzione Risorse Idriche, Difesa del Suolo e Rifiuti della Regione Lazio, con la Determinazione 27 luglio 2017, n. G10636, ha dichiarato conclusa positivamente la conferenza di servizi per il procedimento di rinnovo dell’autorizzazione all’esercizio del termovalorizzatore per PFU (Pneumatici Fuori Uso) nello stabilimento Marangoni di Anagni, dichiarando che si procederà a rilasciare il conseguente provvedimento di riesame dell’A.I.A. (Autorizzazione Integrata Ambientale), a favore di Marangoni S.p.A.
Legambiente aveva deciso di sostenere ad adiuvandum il ricorso al TAR che il Comune di Anagni stabiliva di presentare (Delibere di Giunta 248 e 287 del 2017), considerando questa la strada migliore, che insieme all'azione giuridica intentata da altre associazioni e comitati locali, avrebbe potuto portare alla revoca dell’autorizzazione. Con un cambio di programma, però, il Comune di Anagni ha rinunciato al ricorso al TAR, impedendo di fatto il ricorso di Legambiente, che ha quindi deciso, di dare il massimo sostegno possibile al ricorso delle associazioni, e di valutare ogni migliore possibile strategia, finalizzata a far bloccare l’iter autorizzativo.

"Non dobbiamo dimenticare che il sito dove sorge l’impianto Marangoni si trova in una zona con qualità dell’aria classificata come pessima - concludono i rappresentanti di Legambiente - dalla Del. Reg. n. 536 del 15 settembre 2016, ed è pienamente nel perimetro del SIN (Sito d’Interesse Nazionale) per la bonifica, che è stato formalizzato solo un anno fa dal MATTM, secondo D.M. 22 novembre 2016, dopo lungo e articolato procedimento che ha visto partecipare Legambiente oltre a tutte le associazioni e le amministrazioni del territorio"

 
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Marangoni: tanto tuonò che non piovve

InceneritoreMarangoni 350 260Due comunicati per l'inceneritore Marangoni. Il primo, quello che segue qui appresso, è un delusa presa d'atto di 4 associazioni difronte al comunicato del Comune di Anagni che solo dopo 25 giorni dall'aver fatto scadere i termini per il ricorso al TAR, comunica di avere scelto un'altra strada (nell comunicato di seguito a quello delle associazioni).

Ricorso Marangoni, incredibile leggerezza del Comune di Anagni

La ritardata e infine mancata presentazione, da parte del Comune di Anagni, del ricorso al Tar avverso all’istanza di rinnovo dell’autorizzazione per l’incenerimento di pneumatici fuori uso da parte della Marangoni spa, non può che considerarsi come una incredibile leggerezza. Confidiamo nel fatto che i molto apprezzabili intenti dell’amministrazione, in particolare del sindaco, più volte espressi con determinazione e congruenza, siano rimasti del tutto immutati. A questo punto non resta all’ente che la strada del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Consigliamo inoltre all’amministrazione di intervenire ad adiuvandum nel ricorso da noi presentato.

Le associazioni ricorrenti

Retuvasa
Anagni Viva
Comitato Residenti Colleferro
Comitato Osteria della Fontana

Ricevuto alle 18,28 del 23 novembre 2017

Questo il comunicato del Comune di Anagni

dall'Ufficio stampoa del Sindaco di Anagni - Il Comune di Anagni rende nota la sua posizione in merito al ricorso avverso la determinazione della Regione Lazio n. 10636 del 27 luglio 2017 con cui la Direzione regionale Risorse idriche, Difesa del suolo e Rifiuti ha autorizzato il riavvio dell'impianto di termovalorizzazione e recupero energetico da pneumatici fuori uso della società Marangoni.

Il Comune non ha presentato il ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar), ma certo non per disimpegno nei confronti di una vicenda che, al contrario, sta molto a cuore all'amministrazione comunale che in sede di Conferenza dei Servizi si è opposta con determinazione al riavvio dell'impianto.

Il Comune di Anagni intende, infatti, presentare un ricorso straordinario al Capo dello Stato essendo questa la scelta processuale del legale incaricato, l'avvocato Maria Alessandra Sandulli, per rivolgersi all'organo amministrativo massimo, il Consiglio di Stato, la cui istruttoria e il cui parere garantiscono una disamina del caso più approfondita.

Non si tratta di un'istanza straordinaria alla quale l'amministrazione comunale si affida come mossa riparatoria una volta scaduti i termini del ricorso ordinario (ovviamente ben noti a tutti, lo testimoniano le date delle delibere adottate per gli incarichi legali), bensì un ricorso giurisdizionale amministrativo previsto dalla legge in via alternativa all'istanza innanzi al Tar.

Ricevuto alle 15,59 del 23 novembre 2017

L'inceneritore riprenderà a funzionare? Che ne dite? Vi viene il dubbio?

 
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Inceneritore Marangoni. In tribunale il ricorso di Comitati e Associazioni

InceneritoreMarangoni 350 260I Comitati e Le associazioni del Coordinamento Ambiente di Anagni e del territorio confermano di aver depositato in tribunale il ricorso contro la raccensione dell'inceneritore Marangoni. Questa notizia conferma la dichiarazione d'impegno rilasciata il giorno 28 ottobre alla stampa. Lunedì 30 ottobre scade il termine per la presentazione.

I Comitati e Le associazioni del Coordinamento Ambiente di Anagni e del territorio ritengono doveroso e necessario informare i cittadini di essere impegnati nel ricorso al TAR del Lazio (cioè lo hanno già depositato min tribunale?) contro l’autorizzazione alla riattivazione del termocombustore della Marangoni, con la Determinazione Regionale del 27.07.2017
La decisione regionale, grave in sé, lo è ancor più perché riguarda un territorio con un tasso di inquinamento così elevato da essere incluso tra i principali siti nazionali (SIN) da sottoporre a bonifica, inoltre, tale decisione non ha tenuto in alcun conto l’opposizione dichiarata dal Comune di Anagni alla richiesta della Marangoni, in sede di Conferenza dei Servizi, nella quale sono state completamente ignorate le ampie e articolate osservazioni prodotte dai Comitati e dalle Associazioni.
Pertanto i Comitati e le Associazioni : Anagni Viva – Retuvasa - DAS – Comitato Osteria della Fontana – Comitato San Bartolomeo – Comitato 14 luglio – Comitato Residenti Colleferro, assistiti legalmente
dall’ avv. Vittorina Teofilatto, del Foro di Roma, hanno predisposto specifiche e documentate osservazioni di carattere scientifico e tecnico e altrettante argomentazioni di carattere giuridico che espongono le ragioni di opposizione alla delibera regionale, considerando anche le conseguenze che il riavvio
dell’impianto avrebbe sulle condizioni ambientali e sanitarie del territorio e della popolazione residente, già gravemente compromesse.
Anche il Comune di Anagni intende presentare il ricorso al TAR (quando visto che lunedì 30 ottobre scade il termine per la presentazione) e lo faranno altre Associazioni del territorio, Legambiente Lazio e il Circolo di Anagni che si presenterà “ad adiuvandum” il ricorso dell’ Amministrazione.

LE ASSOCIAZIONI e I COMITATI
Anagni viva
Retuvasa
Das
Comitato Osteria della Fontana
Comitato San Bartolomeo
Comitato 14 luglio
Comitato Residenti Colleferro

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Dialogando con il Comune di Anagni

InceneritoreMarangoni 350 260Qualche giorno fa abbiamo espresso, da queste pagine a firma di Valerio Ascenzi, alcune opinioni riguardo le dimissioni del Sindaco di Anagni, Fausto Bassetta. Riteniamo ancora che sia necessario dare un segnale forte a chi ritiene che quello espresso finora sia l’unico modo di fare politica in questa città.

Nel chiedere al sindaco di non cedere alle ”richieste di compromesso”, abbiamo anche chiesto qualcosa che sta a cuore a molte persone ad Anagni e nel territorio circostante, cioè: se il ricorso avverso la riaccensione dell’inceneritore di Marangoni sia stato presentato. Ci siamo posti il problema perché è un atto importante da parte di questa amministrazione, su un territorio Sito di Interesse Nazionale sul quale dovrebbe iniziare una bonifica.

A seguito di quella nota, ci è stato chiesto, dallo staff del Sindaco Bassetta, di fare una precisazione riguardo un passaggio nel quale scrivevamo che ci era giunta voce del fatto che il ricorso fosse pronto, ma poi non avevamo saputo più nulla dai media. Restiamo perplessi sul fatto che “questa precisazione” sua stata richiesta solo a www.unoetre.it, perché a quanto pare anche altri media hanno pubblicato il comunicato stampa, ma non ci risulta abbiano ricevuto una richiesta di “precisazione”.

Ci è stato fatto “notare” che la Giunta, in data 26/09/2017, ha “avviato le procedure per presentare il ricorso al Tar avverso la determinazione della Regione Lazio n. 10636 del 27 luglio 2017”, come si legge nel comunicato stampa ricevuto anche dalla nostra testata (e pubblicato).
Siamo stati ben lieti di pubblicare una precisazione, anche se non capiamo che genere di precisazione sia, perché crediamo che altro sia il punto e, soprattutto, la domanda che ci siamo posti (forse non era chiara e ce ne scusiamo se così è stato), al di là dell’avvio delle procedure che mostrano la positiva intenzione del Comune di impedire la riaccensione dell’inceneritore.

E la domanda che ci poniamo è semplice: il ricorso è stato presentato in tribunale o no? Possiamo speculare su ciò che intendeva o non intendeva dire Valerio Ascenzi nella sua nota, scritta nella doppia veste di membro del coordinamento provinciale di Art.1 – Mdp, ma c’è anche un altro interrogativo, che nasce dal fatto che i termini del ricorso dovrebbero scadere il 25 ottobre. E’ esatta questa data? (Almeno questo è quanto abbiamo appreso dagli esponenti di un’associazione ambientalista, anch’essa promotrice di un ricorso contro l’inceneritore).
Ragionando ci viene un'altra domanda in mente: quanto resta al Sindaco per presentare questo ricorso fino a che resterà in carica (ammesso che decida per le dimissioni)? La natura del ricorso non cambierebbe, ma il quadro politico di riferimento, si.

Di sicuro noi ci attendiamo che Bassetta riesca a spuntarla e resti alla guida della città, perché Anagni non può rimanere senza il suo primo cittadino, e che l’amministrazione persegua gli obiettivi che si è posta in merito alla salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini sul nostro territorio.

 

Questa la richiesta della precisazione nel suo testo inegrale che abbiamo pubblicato anche sulle nostre pagine FB: «Buongiorno,
in riferimento all'articolo a firma Valerio Ascenzi pubblicato in data 10.10.2017, si contesta il passaggio dedicato al ricorso sulla riaccensione dell'impianto di Marangoni quando si afferma "Nei giorni scorsi ci era giunta voce che il ricorso era pronto, però dai media locali non abbiamo saputo nulla".
Facciamo presente che la Giunta comunale ha deliberato in materia in data 26.9.2017 e che il provvedimento è stato ampiamente diffuso con un comunicato stampa del 27.9.2017, ripreso da tutte le testate on-line e cartacee. Comunicato inviato, come sempre, anche alla Vostra attenzione.
Alleghiamo: delibera n.248 del 26.9.2017, comunicato stampa del 27.9.2017 e rassegna stampa del 28 settembre 2017.»

 
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