fbpx
Menu
A+ A A-

Auschwitz libico e un dittatore camuffato

nave Eleonore di Mission LifeLine 350 mindi Antonella Necci - La nave Mare Jonio che ha lasciato il porto di Licata nei giorni scorsi ha soccorso nella mattinata del 28 agosto oltre 100 persone a nord delle coste libiche. Tra i migranti in fuga dalla Libia ci sono 22 bambini al di sotto dei dieci anni di età e almeno otto donne in stato di gravidanza. La nave italiana che ha soccorso i naufraghi è ora in attesa di un porto sicuro. E le altri navi delle Ong si preparano a nuovi salvataggi dopo il naufragio di ieri in cui sono state accertate 37 vittime, tra queste un’intera famiglia.

Ci sono ventidue bambini al di sotto dei dieci anni di età, altri sei minori e 26 donne di cui almeno otto in stato di gravidanza tra le circa cento persone soccorse questa mattina dalla nave Mare Jonio di Mediterranea. L’equipaggio è riuscito a individuare il gommone alla deriva, sovraffollato e con un tubolare già sgonfio attraverso il radar di bordo. Il soccorso è avvenuto a 70 miglia a Nord di Misurata.

«Le persone sono tutte al sicuro a bordo con noi, ci sono casi di ipotermia e alcune di loro hanno segni evidenti dei maltrattamenti e delle torture subite in Libia. Fuggono tutte dall'inferno», scrive Mediterranea che ha comunicato di aver contattato il Centro di Coordinamento Marittimo Italiano MRCC a salvataggio in corso e che ha risposto di«riferirsi alle autorità libiche».

Mediterranea così come avvenuto già in altre occasioni ha risposto: «Abbiamo replicato che sarebbe impossibile per noi riferirci alla forza di un paese in guerra civile dove si consumano tutti i giorni torture e trattamenti inumani e degradanti, rispetto alla sorte delle persone soccorse, ora a bordo di una nave battente bandiera italiana, e la cui sicurezza e incolumità ricade sotto la nostra responsabilità. Abbiamo reiterato pertanto all'Italia la richiesta di istruzioni compatibili col diritto internazionale del mare e dei diritti umani».

Alle 8.35 di questa mattina la nave MareJonio ha completato il salvataggio di circa cento persone tra cui 26 donne di cui almeno 8 incinte, 22 bambini di meno di 10 anni e almeno altri 6 minori.
Nei giorni scorsi Mediterranea aveva anche raccontato di essere stata sorvolata da un aereo militare portoghese della missione Eunavfor Med.
Il soccorso di Mediterranea segue il naufragio avvenuto ieri davanti le coste libiche dove 37 persone sono morte, tra cui molte donne e bambini. Tra le vittime anche un’intera famiglia composta da madre, padre e figlio come riferisce il team di Medici Senza Frontiere presente in Libia: «Per loro era troppo tardi i nostri medici non potevano fare altro che aiutare le autorità fornendo sacche per il corpo.»
Rimangono in attesa a 12 miglia da Malta i 101 migranti salvati della nave Eleonore di Mission LifeLine, mentre le navi delle altre due Ong Open Arms e Sea Watch sono al momento sotto sequestro nei porti siciliani di Porto Empedocle e Licata da dove è ripartita la Mare Jonio. In direzione della zona Sar Libica si sta avvicinando anche la nave Alan Kurdi della Ong tedesca Sea- Eye che era attraccata nel porto spagnolo di Castellon. Ha fatto rientro invece a Marsiglia per un cambio equipaggio e rifornimento la nave Ocean Viking di Sos Méditerranée.

C'è dunque chi ancora si dichiara palesemente ostile a quanto sta accadendo e sempre pronto ad andare a nuove elezioni per gettare il paese nel baratro più profondo camuffandosi da uomo del popolo.

Salvini si presenta come il povero che odia i ricchi. Ma non è il suo passato nei Comunisti Padani a parlare, ma una ben più accorta strategia comunicativa: Carola Rackete è una “ricca comunista tedesca”, Richard Gere un “ricco attore [che] viene in Italia a fare il fenomeno buonista”, Saviano un “ricco ‘intellettuale’ amico dei clandestini”, Balotelli “un ricco e viziato giocatore“. Scagliarsi contro “chi ha i soldi” è parte del suo core business, che cerca di convincerci che l’ex vicepremier è uno di noi, un uomo semplice, uno del popolo.

Solo, in lotta contro i poteri forti e le élite, questa entità non meglio definita per cui un ricercatore che campa con un assegno di ricerca da mille euro al mese è ricco e quindi deprecabile tanto quanto un dirigente di banca tedesco. È una strategia semplice ma efficace, quella di prendersela con le élite e la finanza: orchestrare dall’alto e monopolizzare il conflitto tra le classi, che un tempo era l’asso nella manica della sinistra e che oggi abbiamo rimosso. Inoltre additando un nemico nebuloso da immaginario massonico: chi sono queste élite?

Salvini si rivolge all’operaio che non arriva alla fine del mese per dirgli che in fondo lui non gli è tanto dissimile, capisce il suo disagio, il loro stile di vita è lo stesso: i veri nemici sono “i ricchi”, Gad Lerner, Michela Murgia, J-Ax, non gli imprenditori che sfruttano i dipendenti o le multinazionali che si inventano di tutto per trasformare il lavoro in volontariato.

Quello che sfugge a molti, e quello su cui pochi hanno avuto il coraggio di attaccare Salvini in questi mesi, è che l’ex ministro dell’Interno è parte integrante non solo di quelle élite da cui tanto si allontana, ma anche da quel mondo delle banche, dell’alta finanza e dello “zero virgola” a cui imputa tutti i mali del mondo, giusto quando non c’è un’imbarcazione di qualche Ong da prendere di mira.

Da quando Salvini ha assunto la segreteria del partito, la Lega ha abbracciato la linea nazionalista ma soprattutto ha deciso di tagliare i ponti con la vecchia dirigenza Bossi, macchiata dal caso dei famosi 49 milioni. Secondo i giudici, i rimborsi elettorali ricevuti dal partito tra il 2008 e il 2010 sono stati utilizzati in modo illecito dalla famiglia Bossi e, anche se una recente sentenza della Cassazione ha dichiarato la prescrizione del reato di truffa per Umberto Bossi e Francesco Belsito (ma per quest’ultimo resta la condanna per appropriazione indebita), si continua a procedere con la confisca di tale importo “ovunque e presso chiunque custodito”. Nonostante Salvini abbia sempre affermato che il partito si sostiene grazie alle vendite di “una birra o una salamella” e di essere totalmente estraneo a questa vicenda, i movimenti monetari particolari della Lega sembra si siano avuti anche dopo la sua elezione a segretario del Carroccio.

Secondo un’inchiesta de L’Espresso e un’indagine della procura di Genova, alcuni di questi milioni sarebbero finiti nelle casse di sei piccole società italiane domiciliate nello studio del commercialista della Lega Alberto Di Rubba e controllate da una holding del Lussemburgo, la Ivad Sarl di cui, trattandosi di una fiduciaria, è impossibile risalire al proprietario. Anche l’Uif, l’ufficio antiriciclaggio della Banca d’Italia, sta indagando su queste transazioni sospette verso il Lussemburgo, di fatto confermando l’ipotesi de L’Espresso secondo cui parte dei 49 milioni sarebbe stata riciclata nel Granducato. Si tratta inoltre di transazioni molto recenti, che mettono in dubbio la completa estraneità di Salvini dal mondo dei “signori della finanza”.
La Lega quindi non è nuova ai giochi di mano che smentiscono il suo indirizzo sovranista o, per meglio dire, nazionalista. Ora che alla pista lussemburghese si aggiunge quella dei fondi russi, è difficile continuare a credere alla favola dell’onesto cittadino Salvini, al lavoro anche a Ferragosto per perseguire esclusivamente gli interessi degli italiani. Questi intrighi internazionali rendono davvero poco credibile l’immagine della Lega come partito a fianco delle “persone perbene” e ancora meno quella di Salvini “uomo qualunque”.

Che Salvini sia ricco, non è un mistero né un problema di per sé. È inutile (e anacronistico) rimpiangere l’epoca in cui i primi ministri si facevano prestare i cappotti, ed è ingenuo pensare che la destra si distingua per pauperismo dai famosi “comunisti col Rolex” o dagli ormai proverbiali maglioncini di cachemire di Bertinotti. Siamo tutti consapevoli che i politici abbiano degli stipendi ben al di sopra di quelli di un semplice impiegato. A ottobre 2018, Salvini dichiarava un reddito di 13.228 euro, a cui si deve però aggiungere quello proveniente dalla sua attività di europarlamentare, relativo al 2017: circa 100mila euro. Ma ci sono altri dettagli più interessanti di queste cifre, come quelli delle partecipazioni societarie: Salvini, oltre a possedere 3mila azioni in tre grossi nomi del settore energetico, A2A, Enel e Acea, ne ha altrettante in BG Selection, una Sicav di Banca Generali. Quest’ultima società ha però sede a Lussemburgo, il paradiso fiscale europeo, dove i cosiddetti fondi “estero-vestiti” o round trip – fondi esteri istituiti da intermediari italiani – godono di grossi vantaggi fiscali che non avrebbero nel nostro Paese. Nulla di illecito, ma è impossibile non notare l’ipocrisia di chi tra i suoi nemici ideologici continua a evocare quell’ “alta finanza” di cui è capitale simbolica il Lussemburgo, patria, tra l’altro, dell’odiatissimo Juncker. Quindi che Salvini sia ricco non è un problema di per sé ma lo diventa nel momento in cui l’ex vicepremier e il suo partito si fingono totalmente estranei a queste dinamiche. Inoltre, non pare una mossa molto sovranista foraggiare queste società con sede a Lussemburgo che, di fatto, non pagano le tasse in Italia.

A duecento chilometri di distanza dal Lussemburgo si trova l’altro luogo che dimostra l’ipocrisia della retorica pauperista di Salvini: Bruxelles. L’ex vicepremier ha seduto al Parlamento europeo dal 2004 fino alla sua nomina al governo Conte. Seduto si fa per dire, dato che i colleghi hanno visto più spesso una sedia vuota: nel 2016 Marco Bentivogli, segretario generale della Fim, lo definì “il più grande assenteista di Bruxelles”, appellativo che secondo il tribunale di Milano non costituisce diffamazione visto che Salvini ha partecipato solo al 18% delle riunioni della Commissione sul commercio internazionale di cui faceva parte. Nel 2014, il deputato belga Marc Tarabella l’aveva addirittura definito “fannullone”. Come aveva spiegato a The Vision l’ex eurodeputata Elly Schlein, Salvini si presentava spesso a Strasburgo – dove vengono registrate le presenze – e poco nella sede belga, dove però si svolge il lavoro vero dei parlamentari: negoziati e riunioni. Questo non gli ha impedito di incassare ogni mese lo stipendio per l‘impegno profuso: 8.757,70 euro lordi al mese, ai quali si aggiungono l’indennità per le spese generali di 4.513 euro al mese e i rimborsi per le spese di viaggio, 320 euro al giorno.
Uno stipendio di tutto rispetto per una persona che è entrata nel consiglio comunale di Milano a 20 anni e a 46 si è trovato vicepremier e ministro dell’Interno senza aver mai svolto altre professioni che non fossero quella del politico. Quando nel 2014 l’eurodeputato Davide Vecchi scrisse su un blog de Il Fatto Quotidiano che Salvini non aveva mai lavorato, e fu querelato dall’ex vicepremier, il giudice accolse la richiesta di archiviazione del pm dicendo che: “Salvini non ha potuto dimostrare di aver fatto ‘qualcosa’ al di fuori della Lega”Stiamo quindi parlando di una persona molto più ricca e molto più privilegiata dell’elettore italiano con cui tenta, riuscendoci, di immedesimarsi. Eppure, pur non avendo mai avuto alcun problema a sbarcare il lunario, Salvini se la prende con chi si è guadagnato i propri soldi e che oggi, per merito e capacità, ha migliorato la propria condizione economica, millantando attici a New York, yacht, Rolex e tutte quelle cose che scatenano invidia sociale e odio di classe nell’italiano medio. Curioso anche che questo processo sociale sia cominciato con l’adorazione per un miliardario come Silvio Berlusconi, che ha aperto la strada alla contrapposizione popolo-élite e che non a caso ancora nel 2018 ha trovato nel Carroccio l’alleato ideale. Il meccanismo è leggermente diverso: aspirazionale per il Cavaliere, identificativo per Salvini. Ma si tratta comunque di due ricchi che fanno gli interessi dei ricchi, fingendo di interessarsi a quelli della gente.

Salvini è quanto di più distante dal popolo possa esserci: non conosce l’incertezza del non riuscire ad arrivare alla fine del mese, la fatica del precariato, la rinuncia alle vacanze per pagare le bollette. Non conosce la dignità di chi ogni mese lavora per portarsi a casa lo stipendio. Salvini è un ricco privilegiato, e nessuno avrebbe niente da ridire se non facesse di tutto per convincerci del contrario. Per lui vengono prima gli italiani. Ma solo se bianchi e ricchi.
E via i negri che annegano nel mare che li separa dalla Libia perché così può vincere le elezioni.
Anche grazie agli Italiani che in lui si riconoscono.

28 agosto 2019


fonte: http://www.rainews.it/dl/rainews/media/intv-medico-migranti-santon-cbe8cfbe-9138-4a43-bbcb-fd5235357783.html

Leggi tutto...

Comunità Solidali condanna fermamente le parole del parroco di Sora

comunitàsolidali 350 minComunità Solidali condanna fermamente le parole del parroco di SORA Un parroco a cui piace vincere facile e che per preferisce seguire la scia del momento fatta di divisione e rancore.

Comunità Solidali condanna fermamente le parole del parroco di SORA Un parroco che a cui piace vincere facile per guadagnarsi un po' di notorietà e che per preferisce seguire la scia del momento fatta di divisione e rancore.

Proprio nei giorni in cui la Chiesa ricorda uno dei suoi santi più venerati, San Rocco, come simbolo di carità ed esempio di solidarietà umana, e nel momento in cui Papa Francesco richiama la comunità cattolica all'accoglienza perché agli occhi di Dio nessuno è straniero, udiamo da un pulpito parole per noi inascoltabili.
È molto singolare che da quel pulpito siano venute parole di divisione, di contrasto. Quasi di odio.

In una comunità dove già l'arrivo di cinque migranti ha scatenato la raccolta di 300 firme, usare parole così divisive da parte di un rappresentante della Chiesa significa soffiare sul fuoco dell'intolleranza, ed in qualche modo legittimarla, trovando giustificazioni al razzismo e alla xenofobia.

Comunità solidali ricorda invece il grande impegno della Chiesa cattolica verso l'accoglienza e l'integrazione dei migranti, attraverso la Caritas, ma anche attraverso molte altre associazioni e parrocchie, impegno che non distoglie di certo l'attenzione dalle "nostre" povertà.

Può un Parroco usare parole come quelle pronunciate ? Può un Parroco non assumersi la responsabilità dei messaggi xenofobi che a centinaia stanno facendo da eco a quell'omelia?

Lo chiederemo anche a Papa Francesco.

Intanto chiediamo alla Chiesa di Sora e della nostra provincia, per il tramite dei suoi Vescovi di non essere indifferente a quanto accaduto ma di condannare fermamente le parole di odio utilizzate a Sora per fomentare l'intolleranza nei confronti del diverso.

E alla stessa Chiesa chiediamo se si riconosce in quella di Don Donato o in quella di Matteo, 35 "Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato"

Comunità Solidali
Mob. 3478780003

https://www.facebook.com/comunitasolidalifr/

https://comunitasolidalifr.wordpress.com/

 

Leggi tutto...

Sora. Aspagorà replica all'invettiva di Don Donato Piacentini

  • Pubblicato in da Sora

Aspagorà siamotuttisullastessabarca 350 minAspagorà è un gruppo eterogeneo, di laici, cattolici, osservanti, atei, musulmani, agnostici, eppure il nostro manifesto si apre con una frase mutuata dal Vangelo “ama il prossimo tuo come te stesso” perché siamo convinti che alcuni precetti cristiani siano universali.

Non molti giorni fa abbiamo accolto l’appello del parroco siciliano, per manifestare la nostra vicinanza ai migranti, ostaggio di politiche razziste e xenofobe su una imbarcazione a largo di Lampedusa, lo abbiamo fatto davanti al sagrato di una chiesa, riconoscendolo come luogo simbolo di carità e misericordia. Ora in pochi secondi ecco che l’ormai famoso parroco sorano distrugge il lavoro di tante persone che lavorano strenuamente ogni giorno per praticare e predicare l’accoglienza. Lo fa con parole forti, di una gravità inaudita che sfiorano addirittura il negazionismo “quali torture!?” si chiede e chiede alla folla che un po’ plaude un po’ rimane basita. Che sia una raccolta di firme contro i migranti, una accusa infondata di violenza a diffamarli è sì fatto grave, che sia un ministro della Repubblica che brandisce un rosario e un crocifisso da un palco vomitando veleno, è fatto gravissimo ma mai quanto le parole di un uomo, ministro di Dio che ha totalmente frainteso il senso della sua vocazione. Travestito da pecora il lupo ha approfittato del gregge già in balìa a un clima di odio che ha reso la nostra città un “paesotto” retrogrado e bigotto, finito in un battito di tastiera ai dis-onori della cronaca. Quale “pastore di anime” proprio in occasione dei festeggiamenti del santo simbolo della “carità” ha sputato odio, con la responsabilità di chi si fa guida spirituale e morale, rappresentando inoltre ben tre parrocchie della diocesi di riferimento.

Ci auguriamo che in quella occasione non ci fosse nessuno dei nostri amici migranti ad ascoltarlo, visto che spesso alcuni di loro, cattolici, sono abituati a seguire le omelie delle nostre parrocchie. Ciò sarebbe per noi motivo di forte disagio e vergogna, lo stesso che ci auguriamo provino i nostri concittadini e le autorità ecclesiastiche del territorio che a questo proposito dovrebbero, con fermezza, denunciare le parole del parroco, con una azione esemplare che scoraggi chiunque voglia fraintendere ancora il messaggio del Vangelo, nonché quello del Pontefice, a farlo.

Sora, 17 agosto 2019

Ufficio stampa Aspagorà

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Sora, Aspagorà : frammenti di giallo in mezzo al rosa.

aspagora2 350 minInvitato dalle organizzatrici di Iniziativa Donne alla kermesse “Sora in rosa”, il gruppo Aspagorà ha raccolto l’invito con entusiasmo.

Ad Aspagorà che già si era “presentato” durante la conferenza stampa di “Sora in rosa” il 16 luglio, è stato riconosciuto pieno titolo di presidiare un tratto di via Fosca a Sora per la sua connotazione di contrasto “all’imbarbarimento etico in cui le minoranze …vengono usate come strumenti per giustificare politiche xenofobe, razziste e discriminatorie” come scritto nel manifesto di intenti. E le donne sono sicuramente tra le più “intollerate” considerate di per se esseri “inferiori” e ancora più bistrattate se omosessuali, migranti o anche soltanto “eccentriche”. Ed inoltre “Il mondo del lavoro femminile, se possibile, è perfino più disastrato, in termini di diritti violati, di quello maschile, per non parlare dello stato del nostro welfare sociale” di cui sostanzialmente si fanno carico le donne , “non abbiamo bisogno di eroine, abbiamo bisogno di donne consapevoli della propria femminilità, e questa consapevolezza dovrebbe prevedere la certezza di un adeguato stipendio, un adeguato orario di lavoro, un adeguata attenzione per ogni esigenza che prescinda dal lavoro stesso” come riportato nel volantino che Aspagorà ha dedicato alle donne.

Una bella sottolineatura alle affermazioni del volantino è stata una serie di installazioni di sagome femminili stilizzate a rappresentare le donne nelle loro molteplici sfaccettature e condizioni, da quella di vittime di femminicidio (su alcune sagome erano riportati i nomi delle aspagora1 350 mindonne uccise nel nostro territorio nel secondo decennio duemila), a quella di protagoniste del proprio destino e dell’emancipazione collettiva, (su altre sagome erano riportate citazioni di donne per le donne : da Dacia Maraini a Rita Levi Montalcini, da Alda Merini ad Anna Frank).

A fianco di un gazebo di per se ricco di simboli contro tutte le discriminazioni ed i razzismi erano stesi due lunghi striscioni uno con l’art. 3 della Costituzione ed un altro con la scritta “Siamo tutti sulla stessa barca” quest’ultimo utilizzato anche nella performance, sul palco della manifestazione, dalle “magliette gialle con gli asparagi” del gruppo .

Molti i curiosi e le persone che si sono fermate a leggere e fotografare le sagome, molti a farsi incuriosire dai volantini. Molti pure gli applausi sotto il palco.

Si può proprio dire che Aspagorà ha contribuito a “movimentare” la serata.

 

 

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Italiani migranti

Stetten C.E.von Italians in Paris 1888 159x1015 SOTHEBY NY 350mindi Michele Santulli - Un suggestivo documento della emigrazione.
Va in vendita in questi giorni a New York un quadro di artista tedesco dipinto a Parigi nel 1888. Ci si trova in uno dei luoghi più caratteristici e famosi della città e cioè lungo la Senna dove da sempre, affilate sul parapetto, si trovano le bancarelle dei cosiddetti bouquinistes cioè dei venditori ambulanti di libri e stampe antichi, uno spettacolo tipico di Parigi, risalente a secoli addietro. Si ricordi che l’amore dei parigini, e non solo, per i libri e la lettura si è tradotto nella presenza nella città di una quantità inaudita ed unica di librerie di ogni tipo e grandezza che hanno sempre contribuito al fascino particolare di Parigi: oggi la situazione sta mutando e al posto delle antiche librerie sorgono caffè e ristoranti o mutanderie. E qui sul Lungosenna si trova anche l’italiano emigrato, venditore di statuine col figlio, che offre la sua mercanzia. Trattasi di una prova documentaria di un certo significato in quanto la umanità della emigrazione, quella della povera gente, in verità non ha mai rappresentato un motivo di particolare attenzione. In effetti la miseria non ha storia: essa è identica dovunque e allora la si accetta come una realtà della esistenza, senza notarla, come l’aria, l’acqua, la luce…..Ecco la ragione per cui abbiamo parlato di un documento di alta suggestione e rarità.

Gli anni attorno al 1870 e a seguire sono quelli della gigantesca diaspora di Italiani in Francia dal Piemonte e dalla Lombardia e dalla Campania soprattutto: si rammenti però che i pionieri ne furono i ciociari della Valcomino presenti a Parigi già alla fine del 1700 e inizi del 1800. In effetti le cosiddette guerre di indipendenza e la unificazione d’Italia ebbero come micidiale e fatale esito, fame e miseria e quindi la necessità della ricerca del sostentamento: si aprì la via dell’ espatrio forzato. Grandi masse di piemontesi e di lombardi e di napoletani e anche di toscani e romagnoli si riversarono in regioni particolari della Francia: nel Delfinato, nella Savoia, nelle saline alle Bocche del Rodano; i napoletani rimasero nel loro elemento, il mare, e si convogliarono in gran parte a Marsiglia. Alla fine del secolo si censirono quasi duecentomila Italiani, solamente in Francia!

Abbiamo già in più occasioni descritto e ricordato gli Italiani in Francia con particolare riguardo alla piccola nicchia rappresentata dai ciociari e in merito consigliamo sempre la lettura di “ORGOGLIO CIOCIARO/CIOCIARIA PRIDE” a chi ama approfondire.

Una delle occupazioni degli emigranti ciociari a Parigi e anche a Londra, era la vendita ambulante, per le strade, delle sculturine in gesso di santi, madonne e personaggi vari. Ricercatori della disciplina hanno concordato che tutti i venditori di statuine di gesso originavano in prevalenza dalla Toscana e in particolare dalla Lucchesia come, per analogia, gli spazzacamini erano in gran parte bambini e ragazzi piemontesi, come i suonatori girovaghi e i modelli erano essenzialmente ciociari della Valcomino.

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Il Collettivo Storie D’amare e le Anime migranti

nadeia 350 260 mindi Nadeia De Gasperis - Lo scorso giovedì si è tenuto a Sora, presso in DeLiri Caffeè Bistrot, un interessante convegno organizzato dal Collettivo Storie D’amare. Dopo il confronto pubblico di fine luglio in Piazza Mayer Ross a Sora, che ebbe lo scopo di raccontare le origini delle migrazioni, scardinare i luoghi comuni, imparare l'accoglienza, e dopo il Presidio #iostoconriace in Piazza Santa Restituta a Sora, del 7 ottobre, è stata l’occasione dell’incontro dal titolo Anime migranti. Le immigrazioni dall’Africa. Questioni aperte.

L’evento si è tenuto in collaborazione con la rivista Confronti della Chiesa Valdese e dell’Istituto di studi politici S. Pio V, IDOS. Ai presenti sono state distribuite copie del dossier statistico Immigrazione 2018 IDOS. Ad intervenire sono stati i membri del collettivo Gabriele De Ritis e Maria Laura Bartolomucci, la prof.ssa Maria Cristina Ercolessi, africanista dell’Orientale di Napoli, il prof. Pittau, Presidente del Centro Studi IDOS e Pasquale Beneduce dell’Università di Cassino, che hanno parlato a un pubblico attento di cittadine e cittadini sorani e non, migranti dal nord al sud e dal sud al nord, dall’Africa all’Italia, insomma una eterogenea popolazione di esseri umani.

I membri del Collettivo, un progetto in divenire che vedrà la collaborazione anche dell’associazione Rise Hub dellaAnime migranti Valcomino, da anni impegnata in progetti di integrazione a livello locale e internazionale, hanno illustrato il progetto che avrà lo scopo istituire uno sportello giuridico di consulenza ai migranti, ma prima di tutto di sensibilizzare. Il principio ispiratore è quello che il collettivo diventi uno spazio educativo ma soprattutto emotivo che aiuti i ragazzi, spesso molto giovani , a elaborare la propria esperienza e definire la propria identità, avvicinare le cittadine e i cittadini con progetti di inclusione ma anche di “sana normalità”. A seguire, gli interventi dei professori hanno sfatato i luoghi comuni sui quali è fondata la campagna di odio che ha allarmato perfino il procuratore generale della cassazione della Repubblica che proprio quest’anno in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario ha esordito dicendo di essere molto preoccupato per il clima di odio che si è instaurato nel nostro Paese, una frase che dà la percezione di dove e quali siano i rischi di criminalità. La misura dei rischi che corriamo è stata data anche dal dispiegamento di forze dell’ordine, carabinieri, polizia di Stato, polizia urbana, che presidiavano il luogo dell’incontro per timore di manifestazioni della destra estrema.

Altre risposte sono state date alle domande che troppo spesso nella demagogia delle campagne propagandistiche delle destre, generano confusione, sul perché, per esempio, i migranti non sono un peso ma una risorsa, economica e demografica, e sul perché non rappresentino un rischio ma una fonte di salvezza per il nostro sistema previdenziale, e su quelle incongruenze, su cui è stata fondata la campagna razzista, del perché giovani ragazzi debbano pagare le tasse e non avere diritto a un lavoro dignitoso ma piuttosto sfruttati e sottopagati, fare il lavoro “sporco” che i nostri giovani mai farebbero.

A noi che non guardiamo alle cause strutturali del perché si parta, alle diversissime ragioni, che spingono per esempio gli africani a muoversi verso l’Europa, un numero comunque neppure confrontabile con le persone che si muovono entro i confini del continente stesso dovrebbe essere rivolta una lecita domanda: «Come si può ridurre un essere sociale a categoria, “migrante”, un essere umano che ha un progetto di vita e capacità di agire che andrebbero viste in sé?». Finché a separarci saranno le nostre barriere mentali sarà difficile ridurre la distanza con questi ragazzi, comprendere le ragioni per le quali si intraprende un viaggio che seppur rischiosissimo e incerto, è comunque più sicuro di quello che si lascia.

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Il voto pentastellato per Salvini

grillo di maio 350 260 mindi Aldo Pirone - Il disonore grillino. “Potevate scegliere fra il disonore e la guerra, avete scelto il disonore e avrete la guerra”. Con questa profezia Winston Churchill condannò il comportamento del governo Chamberlain a proposito del famigerato accordo di Monaco del 1938 con Hitler. Quelle parole si potrebbero ripetere per quanto hanno fatto ieri i “grillini” con Salvini. Ma sarebbe un’esagerazione. Monaco fu un dramma europeo, prodromo di un altro più grande che ha segnato il novecento: la seconda guerra mondiale.

Il voto pentastellato, invece, appartiene alle miserie dell’attuale politica italiana. Inoltre a fronteggiare Di Maio non c’era un Hitler che minacciava la guerra. C’era un partner che comunque sarebbe andata per lui andava bene e non avrebbe neanche fatto cadere il governo se i “cittadini” avessero concesso ai magistrati l’autorizzazione a procedere e neanche se a decidere in tal senso fossero stati i “portavoce del popolo”. Herr Salvini glielo aveva rispiegato pubblicamente proprio l’altro ieri, alla vigilia del voto.

Non per niente, dopo il risultato, il “bauscia” milanese, li ha presi pure in giro: "Li ringrazio per la fiducia, ma non è che sono qui a stappare spumante o sarei depresso se avessero votato al contrario", cioè, in altre parole, non vi devo proprio nulla.
Dal canto suo il “capo politico” Di Maio si dichiara entusiasta del “democratico” avvenimento e, a dimostrazione della sua totale incapacità di intendere e di volere, dice che il sequestro degli immigrati sulla nave Diciotti era per smuovere la “solidarietà” dell’Europa. Come se prendere in ostaggio 177 poveri disgraziati, donne e bambini compresi, come mezzo umano per ottenere un certo fine, anche se fosse il più nobile e sacrosanto, fosse lecito. Ma, soprattutto, come se l’Italia non avesse altre e più solide e lecite armi per smuovere l’Europa a una solidale condivisone del problema immigratorio.

Quando un partito, anche se sotto specie di Movimento, imbocca la via del tramonto, a segnalarne l’avvio, spesso, è una circostanza che gli impone di dovere scegliere fra un principio fondativo, cioè l’anima, e il mantenimento a ogni costo del potere. La cosa può anche essere approvata a maggioranza dagli iscritti o militanti che siano, per varie ragioni. Una di queste è che il valore della legalità e dell’uguaglianza di fronte alla legge non siano mai stati prevalenti nell’adesione di questa maggioranza, oppure non lo siano più e altri valori, o disvalori visto il caso in questione, abbiano preso il sopravvento. Ma questo, inevitabilmente, comporta un distacco di quegli elettori, pochi o tanti che siano, che, invece, a quei valori fondativi hanno inteso dare il proprio consenso. Vederli scambiati per un piatto di lenticchie, può non far piacere. Per costoro i princìpi sono come la mamma: guai a chi la tocca. Se a passare sul suo corpo sono proprio coloro che la dovrebbero difendere anche con la vita, allora la delusione, magari già in via di maturazione per episodi di governo precedenti, diventa incontrollabile e si trasforma in avversione profonda perché ci si sente traditi.

 

Di questa schiera, però, non fanno certo parte alcuni esponenti del PD come, per esempio, Martina e Orfini. Costoro, altrettanto inconsapevoli di se stessi come Di Maio, si sono lasciati andare a dichiarazioni che credono di fare breccia nell’elettorato grillino anche quello disilluso, nella spasmodica speranza che i voti ceduti dal Pd ai grillini, prima bersaniano e poi renziano-orfiniano-martiniano, siano solo in libera uscita e facilmente recuperabili. Dopo aver salvato di tutto e di più dai giudici, ultimamente anche quel gentiluomo del fascista Gasparri che aveva insultato Roberto Saviano, Orfini grida “vergogna” e Martina dice ai pentastellati che l’hanno fatto “per salvarsi la poltrona”.

Per certe persone “un bel tacer non fu mai scritto”.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

 

 

Leggi tutto...

'...corpi di morti, più eloquenti dei vivi'

gioiosisaluti dauntaxidelmare 350 260di Nadeia De Gasperis - Parafrasando Bob Dylan, “Essere giovani vuol dire tenere aperto l'oblò della speranza, anche quando il mare è cattivo e il cielo si è stancato di essere azzurro.”

Questo è il pensiero che mi evoca la lettura degli scritti che pubblichiamo di seguito.
I ragazzi del III B del Liceo Classico Simoncelli di Sora, sono stati invitati dall’insegnante di lettere, Paola Serra, alla lettura del libro di Cristina Cattaneo, "Naufraghi senza volto". Il libro racconta, attraverso il vissuto della sua autrice, medico legale, il tentativo di dare una identità ai “senza nome”, coloro che disperatamente cercano di raggiungere i nostri Paesi su barconi fatiscenti.

I loro corpi, dimenticati da tutti, sono perfino più eloquenti dei vivi, sottolinea l’autrice, e testimoniano la violenza e l’indifferenza dei nostri tempi. Se nel 2019 si può ancora “morire di speranza”, i ragazzi del Simoncelli ci ricordano, leggendo le loro riflessioni, che di speranza si può ancora “vivere”.

 

Vi lasciamo alla lettura dei loro pensieri, scaturiti da un passo in particolare, quello del ragazzo venuto dal Mali, che veste un giubbotto la cui cucitura interna cela la pagella scolastica scritta in arabo e francese. In tanti ci siamo chiesti se non fosse un modo per dimostrare al mondo di essere una persona in gamba. Ma non è forse il momento che sia questo mondo a dimostrare qualcosa a un ragazzo in cerca di una nuova possibilità!?
Buona lettura  (per leggere tutto, completata una pagina, torna qui in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

 

  1. Catallo
  2. Costantini
  3. Petricca
  4. Tersigni

Uno dei tanti 
di Agnese Catallo - Immigrazione: un argomento “scomodo”, che negli ultimi anni è entrato a far parte sempre più della nostra realtà apparentemente perfetta, ma che in verità ha radici antichissime. Anche noi italiani un tempo, non troppo distante, siamo stati immigranti, e i desideri e le speranze che ardevano nei nostri semplici cuori erano gli stessi di quelli che animano le popolazioni provenienti dal continente Africano. Ma allora perché tutto ciò che sappiamo fare, è accrescere questo clima di pura e totale indifferenza che ormai ci caratterizza? Perché non riusciamo più a comprendere e a condividere il sogno di una vita migliore? Perché pur di non compromettere la falsa armonia della nostra società, preferiamo far morire migliaia di persone in quel gigante blu che tanto amiamo? Il mare, già nell’antica Grecia, era considerato fonte non solo di energia e vita, ma anche di pericoli immensurabili e morte, come illustra ad esempio “Antologia Palatina”, una raccolta di epigrammi attribuiti a una cinquantina di poeti greci.

“Mare dal cupo rumore, Acqua di mare bella e terribile 250h min
perché hai rovesciato nel fondo Teleutagora,
che navigava su una navicella
con il suo povero carico?
Perché hai scagliato su di lui
le tue onde ingiuste?
Dovunque sia, ora è pianto
privo di vita su qualche spiaggia
di aironi, e gabbiani divoratori di pesci”

È proprio a causa di quelle ingiuste onde che, sempre più frequentemente, alcuni pescherecci trovano impigliati nelle loro reti corpi innocenti, come quello di un ragazzo del Mali di appena 14 anni, il cui nome appartiene ormai a loro. La tragica vicenda ci viene descritta ne “Naufragi senza nome” dal medico legale Cristina Cattaneo, la quale ci informa di come durante l’autopsia abbia trovano cucito nelle tasche del giovane maliano un consunto pezzo di carta. Ma non si trattava di qualcosa di poco conto, o almeno non lo era per il suo proprietario, bensì di una pagella, una pagella a cui molti aspirano. Dove dobbiamo ancora arrivare prima di comprendere che ciò è una follia? Che nessun bambino dovrebbe dimostrare di essere “degno” della nostra società? Che non possiamo scegliere in base alle capacità chi accogliere o meno?
Ma questa, è solo una delle storie negate che galleggiano in fondo al mare. Chissà cosa sarebbe diventato questo ragazzo da grande, e chissà cosa sarebbero diventanti tutti gli altri. Chissà quante “perle rare” abbiamo perduto. E chissà come sono buie e profonde, proprio come il mare, le coscienze di chi per soldi, per pigrizia, o per qualunque altro motivo che prima o poi risulterà vano, sono di quelli che permettono tutto ciò.

Agnese Catallo, III°B Liceo Classico V. Simoncelli, Sora 
(per continuare a leggere. Vai in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

“Naufraghi senza volto”
Allegra Costantini - La drammatica storia del ragazzino morto in seguito ad affogamento all’età di appena quattordici anni, narrata da Cristina Cattaneo nel libro “Naufraghi senza volto”, è così ingiusta e spietata da rendermi incapace di tradurre in parole ciò che provo davvero. Le morti di migliaia di profughi che attraversano un “mare pieno di coccodrilli” sono purtroppo all’ordine del giorno, e non per questo devono passare inosservate ogni giorno di più, anzi. Queste persone cercano di sfuggire alla miseria e alla morte, non dimentichiamolo.immigrati dietro le reti 350 260

In particolare, la storia di questo ragazzino del Mali è davvero toccante, questo ragazzino che portava con sé la sua pagella per avere qualcosa che attestasse la sua bravura, il suo valore, il suo amore per lo studio, la sua entusiasta volontà di darsi da fare, tale da cucirla nella tasca. Era la cosa più preziosa che possedeva, sicuramente sperava e sognava di vedersi riconosciuta la possibilità di restare in Europa, di continuare a crescere e a studiare qui. E invece tutto è svanito nel nulla.

La storia di questo ragazzo, quasi mio coetaneo, mi richiama alla mente quella di un piccolo profugo siriano, trovato in riva al mare, a faccia in giù, abbandonato alla morte. Per non parlare di altri due ragazzi, restati senza identità, senza un “volto”, di cui uno portava nella sua tasca un sacchetto in cui aveva riposto un po’ della terra del suo paese, ove, chissà, aveva magari lasciato gli affetti e i ricordi più cari; l’altro invece aveva in tasca la sua tessera della biblioteca.

Mi viene anche in mente il caso di Enaiatollah Akbari, più fortunato di questi altri bambini, perché le sue terribili vicende sono riuscite a concludersi e ad approdare con lui in Europa e, assieme, ricordo le significative parole di Fabio Geda: “Una volta ho letto che la scelta di emigrare nasce dal bisogno di respirare. È così. E la speranza di una vita migliore è più forte di qualunque sentimento”.

La terribile e commovente storia del ragazzino malese non può che straziare il cuore dei più sensibili, ma forse, per la sua gravità, è in grado di toccare perfino coloro che dimostrano di essere indifferenti di fronte alla più impietosa violazione dei diritti umani, o coloro che magri fingono di non sapere come stiano davvero le cose, cosa stia accadendo in questo momento nel mondo.

Allegra Costantini Classe IIIB, liceo classico Vincenzo Simoncelli  (per continuare a leggere. Vai in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

Voglio sapere chi sei
di Gaia Petricca - Forse ti chiami Luca. O Marco. Mattia. Lorenzo. Chissà. Chissà se preferisci il gelato, la pizza o giocare con i tuoi amici, chissà se da dove vieni si può giocare senza pensare continuamente a cosa accadrà domani, senza avere paura. Forse in paesi come il tuo non sei né Marco, né Mattia, forse non hai un nome e progetti sicuri. Sai solo che vuoi scappare e vuoi scappare lontano, sei stanco, stanco di non dormire tranquillo, stanco dei tuoi sogni troppo spesso strapMigranti sulla nave Diciotti 350 260 minpati via da mani più grandi, interessi più convenienti, sorrisi falsi e continue ipocrisie. E così hai deciso di prenderli, i tuoi sogni, di prenderli e portarli con te.

Hai deciso di essere qualcuno, di avere un nome, di essere un ragazzo bravo a scuola; magari hai pensato che avrebbero scelto il ragazzo più intelligente e lo avrebbero salvato, magari avresti voluto tenere i tuoi sogni stretti ancora per un po’, i tuoi sogni a dire al mondo chi sei.

Quasi li posso vedere quei sogni, scivolano giù e si mischiano alle tonalità del mare, scivolano giù e si confondono con le onde. Posso vederlo il tuo dieci ad inglese, puoi vederlo anche tu. Afferrali i tuoi ideali, finché sei in tempo, afferrali e tienili stretti, perché non potranno scapparti più.

Gaia Petricca, III°B Liceo Classico V. Simoncelli, Sora (per continuare a leggere. Vai in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

Una pagella, tesoro per sperare
di Matteo Tersigni - La storia di questo ragazzo mi ha colpito profondamente, non soltanto per il suo drammatico esito ma anche per la profonda speranza che egli aveva nel raggiungere l’Europa e ricominciare lì una nuova vita; e questo grazie alla sua pagella scolastica, un tesoro il cui valore può essere compreso sosaluti festosida untaxidel mare 350 260lo da chi sa cosa significa vivere in un paese dove lo studio non è un diritto scontato.

Il ragazzo ha, contro ogni odio o pregiudizio, custodito con attenzione quella che noi reputiamo un non sempre gradito foglio di carta, ma che lui considera un simbolo di inestimabile valore: una semplice ma eloquente prova di come questi giovani strappati alla loro casa e, spesso, alla loro famiglia desiderino crearsi un futuro più di chiunque altro ragazzo “fortunato” sulla Terra, proprio per ricostruire quel presente così difficile e per poter lasciare ai figli un mondo migliore, quello che loro non hanno mai avuto.

La missione di cui si era fatto portavoce il giovane naufrago vuole dimostrarci che queste persone hanno bisogno di noi poiché, purtroppo, la determinazione non basta e solo un concreto aiuto da parte nostra, non in quanto Europei, ma esseri umani, può fare la differenza. Oggi a noi che siamo ormai abituati ad assistere a queste tragedie sul mare importa sempre meno della morte di queste persone e, anzi, proviamo diffidenza e paura verso coloro che sani e salvi raggiungono l’Europa.

Dobbiamo abbandonare i nostri assurdi pregiudizi e luoghi comuni e capire che ragazzi, come il povero naufrago, vengono da noi dimostrandoci, attraverso i loro preziosi sforzi, che hanno bisogno del nostro aiuto; la nostra tanto contestata accoglienza non deve essere passiva ma concreta e fare dell’impegno scolastico di questi ragazzi il seme di un mondo più evoluto e solidale.
Tersigni Matteo IIIB Liceo classico “V. Simoncelli”

Leggi tutto...

Scusami

seawatch 350 260 minScusami

 

Scusami,
Se hai avuto freddo.
È freddo il mare d'inverno.

Scusami se hai avuto paura.
Il mare non è la terra, dove chi decide
cammina sicuro, mentre decide di te.

Scusami se la notte non hai dormito.
Dorme tranquillo chi ha un letto fermo
sulla terra. Non oscilla la terra.

Scusami se hai avuto sete.
Il sale del mare brucia.

Scusami se ti sei sentito solo.
Ognuno è solo, nella sua gabbia.
Non è meno solo se la sua gabbia è il mare.

Scusami se mi hai cercato senza trovarmi.
Ero sulla riva che ti aspettavo, ma
erano lì le mani di chi separava
l'umanità dal mare. Ma, non finisce l'attesa.

 

Anna Elisa De Santis Ceccano 8 gennaio 2019

Leggi tutto...

Migranti economici

MinistroSavona 350 260 mindi Aldo Pirone - Ieri sera a “Otto e mezzo” condotto da Lilli Gruber, Paolo Pagliaro, nel suo solito e ben informato “punto”, ci ha reso edotti che in questi ultimi mesi molte migliaia di italiani, non fidandosi della politica economica del governo grilloleghista, stanno portando all’estero i loro soldi.

Naturalmente si tratta dei nostri connazionali più facoltosi. Il fenomeno non è nuovo nella storia del paese. Nel secondo dopoguerra tanti ricconi portarono i loro capitali in Svizzera per paura dell’arrivo degli espropriatori proletari socialcomunisti. Qui pare che lor signori temano i fulmini dell’Europa, delle Agenzie di rating e il disamoramento dei mercati, cioè degli investitori istituzionali, per il nostro debito pubblic e quindi un possibile default dell’Italia.

Fra questi patrioti pare che ci sia, a detta di Pagliaro, anche il ministro Savona, onusto di titoli accademici e di incarichi economici pubblici e privati: ha depositato presso una banca svizzera un milione e trecentomila euro. Il bello è che oggi al Convegno dei giovani industriali, che sarebbero le “giovani marmotte” dell’imprenditoria nazionale, il Savona ha rassicurato che “il debito pubblico italiano è assolutamente solvibile, non c'è nessun problema che l'Italia invochi un default".
Per questo ha portato i suoi soldi nella patria di Guglielmo Tell.

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici