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Migranti economici

MinistroSavona 350 260 mindi Aldo Pirone - Ieri sera a “Otto e mezzo” condotto da Lilli Gruber, Paolo Pagliaro, nel suo solito e ben informato “punto”, ci ha reso edotti che in questi ultimi mesi molte migliaia di italiani, non fidandosi della politica economica del governo grilloleghista, stanno portando all’estero i loro soldi.

Naturalmente si tratta dei nostri connazionali più facoltosi. Il fenomeno non è nuovo nella storia del paese. Nel secondo dopoguerra tanti ricconi portarono i loro capitali in Svizzera per paura dell’arrivo degli espropriatori proletari socialcomunisti. Qui pare che lor signori temano i fulmini dell’Europa, delle Agenzie di rating e il disamoramento dei mercati, cioè degli investitori istituzionali, per il nostro debito pubblic e quindi un possibile default dell’Italia.

Fra questi patrioti pare che ci sia, a detta di Pagliaro, anche il ministro Savona, onusto di titoli accademici e di incarichi economici pubblici e privati: ha depositato presso una banca svizzera un milione e trecentomila euro. Il bello è che oggi al Convegno dei giovani industriali, che sarebbero le “giovani marmotte” dell’imprenditoria nazionale, il Savona ha rassicurato che “il debito pubblico italiano è assolutamente solvibile, non c'è nessun problema che l'Italia invochi un default".
Per questo ha portato i suoi soldi nella patria di Guglielmo Tell.

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

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'Arrestateci tutti'

MimmoLucano 350 260 mindi Nadeia De Gasperis - Non è passato molto tempo, era giugno dell’anno corrente, quando Salvini definiva amabilmente il sindaco di Riace, “uno zero”, intimandogli di farlo finire in galera, lo diceva mentre in un video annunciava una sua prossima visita nella Locride, commentava dicendo che al sindaco non avrebbe dedicato mezzo pensiero, perché non lo meritava.
Un atteggiamento deprecabile da parte di qualsiasi uomo, ma inaccettabile per un uomo eletto dal popolo, un popolo, che sebbene non abbia simpatia per i migranti, abita i territori del nostro Paese e conosce le dinamiche che stanno spopolando i piccoli nuclei.

Se l’arresto di Domenico Lucano non è frutto di una manovra politica, certo i presupposti per un atteggiamento persecutorio da parte di alcuni esponenti politici c’erano tutti.
Perché il modello Riace non piace alla destra? Naturalmente perchè smonta i toni propagandistici di una campagna razzista che si tiene in piedi per l’odio che respira. Qualcuno molto placidamente risponde “perché non mi piace che un paese sia abitato da questa gente.” Meglio spopolato che colorato, insomma.
Eppure, la gente lo sa, sa che gli anziani non amano abitare questi vecchi paesi da soli ed è proprio grazie ai giovani che li ripopolano, che ha un senso la loro resistenza ad abitare quei luoghi. Che sia viva l’idea che ci sia un futuro dopo di loro.

“Non è giusto che i cittadini italiani siano andati via e ora arrivino gli immigrati”, replica qualche giornalista d’assalto di stampo destroide, una offesa alla propria intelligenza o cosa? Se i paesini si sono spopolati, lo sappiamo bene, la colpa è delle mancate politiche sui territori, è la crisi economica che costringe a lasciare paesini e Paese, è la mancata attenzione al welfare sociale.
Questo uomo della Locride che chiamano ‘u curdu ha avuto la lungimiranza di capire la ricchezza di questa gente venuta dal mare, da varie terre ma dal mare, tutti approdati a questi speranza.
Lo ha riconosciuto tutto il mondo, perché sebbene la gestione del problema del flusso dei migranti non sia di facile soluzione, non può esistere politico illuminato che non capisca la grande risorsa delle piccole soluzioni che si consumano agli angoli del mondo, che sono satelliti di speranza, modelli da studiare e seguire, lo ha capito chi ha collocato Mimmo Lucano tra i 50 uomini più influenti della terra, speriamo lo capisca anche la legge italiana, che a volte bisogna abdicare a se stessa perché a volte la disobbedienza civile è la forma di resistenza che conserva la nostra sana e robusta costituzione democratica.

Ora questo dice la stampa estera:
«La piccola cittadina di Riace, situata in una delle regioni più povere d'Italia, è diventata famosa negli ultimi anni per aver messo al laccio la tendenza dei tassi di disoccupazione e dell'emigrazione netta, in quanto gli italiani del sud fuggono a nord alla ricerca di un'occupazione retribuita. E piuttosto che rispondere alle crisi economiche e del mercato del lavoro incolpando i migranti stranieri come il nuovo governo populista di destra, Riace ha ospitato almeno 6.000 migranti dal 1998, quando una barca di profughi curdi che fuggono dalla repressione in Turchia e in Iraq è atterrata Sulla Costa Calabrese a pochi chilometri dalla città.»

Mentre i nostri politici di governo festeggiano per l’arresto di Mimmo Lucano e la destra cerca di trovare del marcio laddove la propria coscienza non può aspirare di arrivare, perché è più facile rigettare che accogliere, è più facile ritenere un problema irrisolvibile che rimboccarsi le maniche per cercare di trovare una soluzione, è più facile essere disumani che umani, perché essere umani costa fatica, la fatica di essere fedeli sempre a se stessi e agli altri, alla idea di un mondo giusto e migliore.

Gli stessi PM sostengono che Mimmo Lucano non abbia avuto alcun arricchimento personale dalle vicende per le quali è stato arrestato, ma forse solo da questa affermazione il sindaco desidererà difendersi, perché non c’è ricchezza più grande di quella che ha costruito lui.

 

 

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'Un suicidio dello Stato di Diritto'

Migranti sulla Diciottidi Maria Giulia Cretaro - Stato versus Stato. La vicenda della nave Diciotti, ormeggiata al largo di Catania da 5 giorni, è finita. O almeno è finita l'emergenza. I 137 migranti ancora a bordo, dalla notte tra sabato e domenica, hanno iniziato ad abbandonare il loro presidio galleggiante. Saranno ripartiti tra Irlanda, Cei ed Albania, quest'ultima agendo in virtù di quando "gli Eritrei eravamo noi". Nella stessa mattinata del 25 era stato autorizzato dalla Sanità Marittima lo sbarco di 17 persone per necessità mediche, nonostante questo 5 donne erano state ulteriormente trattenute sul pattugliatore della Classe Saettia. 4 giorni fa era stato il turno dei 27 minori, che dopo un braccio di ferro tra Tribunale dei Minori e il Ministero degli Interni, avevano raggiunto la terra ferma e guadagnato le prime cure.

177 vite che hanno rappresentato il manifesto del Governo Lega-5 Stelle in materia immigrazione.
Un caso emblematico per battere i pugni in cattedra europea, per chiedere senza mediazioni, un intervento diretto e economicamente consistente.
Il rimpallo maltese alle autorità italiane, con versioni discordanti e fasi di crisi alterate, ha costituito il primo passo dell'epopea migratoria. La nave Diciotti, in forze alla Marina Italiana per tanto già suolo dello Stato, ha accolto sulla propria stiva quanti necessitavano dell'aiuto imminente. Da qui il casus quo: permettere a Salvini di prendere l'ennesimo imminente sbarco per rivendicare un ruolo di potenza nell'Unione.

Il risultato internazionale è stato ben diverso da quello prospettato dal Vice Premier. Alla voce grossa dell'Italia, l'eco semplice e lapidaria del silenzio immobile dell'Europa. Non basta imporsi per ottenere, la ripartizione dei migranti non ha avuto riscontro in nessuno Stato, il suolo italiano rappresentato dalla Diciotti, era già la risposta a tutto. Diritto Internazionale, lezione base.

E se nel panorama europeo, tale vicenda ha solo causato scarsa fiducia nella nuova gestione delle relazioni internazionali, la situazione in patria è stata un suicidio dello Stato di Diritto.
Fascicoli aperti in 3 procure siciliane per abuso d'ufficio, sequestro di persona e detenzione illegale a carico di Matteo Salvini. Il PM di Agrigento Luigi Patronaggio non ha potuto far altro che muoversi secondo la legge, seguire le norme vigenti in materia. Mentre per gli altri reati si seguiranno i canonici tempi giudiziari, l'abuso d'ufficio sarà delegato al tribunale ministeriale a Roma.

Ora la palla al Senato e alla Camera, per l'articolo 96 della Costituzione, spetta a loro verificare il luogo a procedere. La prima vera prova di lealtà per un Parlamento che in una vicenda dal forte stampo morale, ha manifestato le prime divergenze etiche. Il Presidente della Camera Fico, ha più volte invitato il leader del Carroccio 2.0 a interrompere questa estenuante azione, operando più da terza carica dello Stato che da pentastellato. Il resto del Movimento sussurra, per ora un tiepido senso di coalizione va mantenuto.

2 correnti che hanno tentato per i primi mesi di Governo, di tenersi ognuna sulla propria onda, cavalcando i baluardi di una lunga campagna elettorale. Ma il 4 Marzo è ormai lontano, non sono più solo forze politiche, sono Stato, ovvero la prima linea, l'azione e la conseguenza. Una fusione di principi e provvedimenti che non può essere un esclusivo e costante rimando ai dissidi del passato.

Ad oggi, rappresentare gli umori della Nazione non può bastare, questo dovrebbe essere il compito delle minoranze.
Lo Stato deve far fronte ad ogni evenienza, muovendosi nei ranghi e nei modi della Costituzione, dalle leggi da essa derivanti.
Tradire questi dogmi è autolesionismo, pugnalare al cuore un Paese che si regge sulla rigidità della Carta, e vi ripone la sua unica certezza.

Il nuovo è incappato negli stessi errori dei predecessori, non rispettando ciò che rappresenta. Sanguina e ancora non si accorge delle ferite.

 

 

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Migranti. Deve arrivare l'ora del 'risarcimento'

Migranti sulla nave Diciotti 350 260 mindi Nadeia De Gasperis - “possono tagliare tutti i fiori ma non fermeranno la primavera” era un verso di Neruda che il Ministro dell’Interno Matteo Salvini sembra scimmiottare quando afferma “potranno arrestare me ma non potranno mai fermare le voglia di cambiamento di 60 milioni di persone.” L’arroganza di questa frase presuppone un atteggiamento di affronto e sfida nei confronti della magistratura, quella magistratura sì difesa nel suo operato dall’alter ego Di Maio, ma che dopo aver consultato il codice etico del partito rassicura che non ci sono le condizioni perché Salvini si dimetta, nonostante sia stato indagato dai PM di Ragusa, che hanno verificato con mano e occhi le condizioni allarmanti delle persone tenute in ostaggio sulla nave Diciotti. Ma Salvini si arroga la presunzione di riconoscere nelle intenzioni di tutta la popolazione del Paese le sue stesse intenzioni, non tenendo conto di chi la pensa diversamente ma anche di chi votando questo governo forse aveva in mente un’altra idea di cambiamento, che fosse condivisione di intenti e non mera e continua attestazione di un atteggiamento dispotico.

Se le intenzioni di Salvini fossero quelle dichiarate di portare a termine, con successo, un braccio di ferro con l’Europa, affinchè si assuma la responsabilità di dare soluzioni al problema della migrazione, non userebbe espressioni lesive della dignità umana verso i migranti, e soprattutto avrebbe prestato comunque soccorso alle persone tenute in ostaggio, lo ripeto senza rischi di fraintendimenti, su una nave da giorni, in condizioni sanitarie precarie. Non userebbe la sua rabbia repressa che vede in un povero cristo malnutrito un “palestrato” o in una donna stuprata la volontà di “bighellonare” per il Paese.

Il canto delle donne della Diciotti è un canto di ringraziamento alla vita. Queste donne hanno deciso di non lasciare la nave se non con i loro compagni. Questa melodia dolce e straziante mi ricorda le parole della senatrice Segre, quando dice che la cosa più tremenda dei campi di concentramento era la continua operazione di ledere la dignità delle persone, lasciando che si facessero i bisogni addosso, che stessero denutriti e denudati nello stesso luogo, un corpo che questa giovanissima donna non riconosceva più come suo. Conclude l’intervista dicendo che dopo 45 anni si è convinta a parlare ma non nutre grandi speranze per il futuro perché le persone che hanno vissuto l’orrore dei campi di concentramento, sopravvivendo, sono rimaste in poche e quando questa testimonianza avrà fine non cadrà l’oblio solo su quella storia ma cadrà la dimenticanza anche su quei corpi straziati che hanno cercato in mare la loro libertà

Alessandro Bergonzoni, giocando seriamente con le parole ci ricorda che è arrivato il momento del “risarcimento”, non un nuovo umanesimo, non un rinascimento, ma risarcimento. Bisogna prendere una posizione ma come non abbiamo mai fatto, toccando con mano quello che sta succedendo, ma con mani nuove, quelle abbiano la pelle di chi sta vivendo il dramma dell’emigrazione, il loro udito, il loro olfatto, sentire come non abbiamo sentito mai e tornare nelle piazze vestiti di nuovo, dei loro vestiti, della nostra rinnovata umanità.

 

 

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Acqua di mare

Acqua di mare bella e terribile 250h mindi Giuliano Sera - Molti si accingono alle vacanze...il mare una delle mete preferite, questo mare una volta nostrum ora un luogo dove spesso annegano le speranze di un popolo.

 

 

Acqua di mare

Acqua di mare
Sapore salmastro
come le mie lacrime.
Un mare di speranze
per un popolo senza voce,
che disperato grida aiuto e vendetta.
Un cimitero senza croci
Né nomi per ricordare
Un popolo senza nome.
Acqua di mare
E grida di bimbi festanti
Su spiagge di mille colori.
Acqua di mare
E almeno un po' di vergogna
Per tanta sofferenza
Sepolta per sempre nei suoi abissi
E nella indifferenza.

 

 

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Migranti. Accordo tra la Prefettura di Latina e il Comune di Cori

Maria Rosa Trio Mauro De Lillis 350 260 mindi Marco Castaldi - Ricollocazione temporanea dei migranti pontini. Accordo tra la Prefettura di Latina e il Comune di Cori

L’ente lepino si è reso disponibile ad accogliere fino a 40 persone per un periodo massimo di 60 giorni. Il Sindaco Mauro De Lillis: “Questa misura pro tempore legata alla contingenza rientra negli impegni reciprocamente assunti in materia e nel rispetto dei limiti stabiliti a livello nazionale e locale”.

A seguito delle recenti vicende che hanno riguardato la gestione da parte degli affidatari di alcuni centri di accoglienza straordinaria dislocati nel territorio pontino, il Comune di Cori ha confermato tramite lettera scritta alla Prefettura di Latina la propria disponibilità, nell’ambito degli accordi di ricollocazione temporanea, ad ospitare presso la Casa per Ferie Madonna del Soccorso un numero di migranti compreso tre le 30 e le 40 persone, fino alla riattivazione delle strutture interessate e comunque per un periodo massimo stabilito non superiore ai 60 giorni.

La missiva indirizzata in questi giorni all’Ufficio Territoriale del Governo ha fatto seguito ai precedenti colloqui intercorsi al Palazzo del Governo tra il Prefetto Maria Rosa Trio, affiancata dal suo vice Antonio Quarto, e il Sindaco Mauro De Lillis, accompagnato dall’Assessore alle Politiche Sociali Chiara Cochi e dalla Responsabile dei Servizi Sociali Roberta Berrè. L’intesa tra le parti è stata successivamente ratificata dalla Giunta Municipale corese, previo consenso della Provincia Italiana Ordine degli Scalzi della SS. Trinità, titolare del ricovero individuato.

Come spiega il primo cittadino – “Si è tenuto conto delle direttive ministeriali per la ripartizione graduale e sostenibile dei richiedenti asilo e rifugiati all’interno dei C.A.S. ubicati in tutti i comuni e tra gli enti come il nostro aderenti alla rete SPRAR, in linea con lo spirito di solidarietà e collaborazione inter-istituzionale, al fine a dare alla questione migrazione una soluzione umanitaria condivisa. In ogni caso questa misura pro tempore legata alla contingenza rientra a pieno titolo negli impegni reciprocamente assunti in materia e rispetta i limiti stabiliti a livello nazionale e locale”.

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Magliette rosse contro la nostra indifferenza

Magliettarossa 350 minMagliette rosse

Magliette rosse
Che amorevoli mani
Hanno messo a bimbi
Come gli angeli innocenti.
Mani che per l'ultima volta
Hanno carezzato
Quei visi ancora caldi
Di speranze.
Ultimo disperato tentativo
Per proteggerli da un destino
Malvagio.
Magliette rosse riempiono
Il mare,
Come chiazze di sangue
Che urlano al vento
Il loro dolore.
Magliette rosse
Contro la nostra indifferenza.

Quando guardiamo estasiati
L'orrizzonte accecati dal sole,
Un piccolo pensiero
A chi l'ha perso
Per sempre.

Poesia di Giuliano Sera
8 luglio 2018

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NO! L'indifferenza NO

giuseppe conte ansa 350 260No all'indifferenza. Si respira nel nostro Paese uno strano un senso di impunità per chi tende a discriminare e perseguitare le persone per il loro colore della pelle o per la religione che praticano. Ma man mano che passano i giorni dall’insediamento del governo giallo-verde (sarebbe più giusto chiamarlo giallo-nero) le contraddizioni crescono, mentre il consenso elettorale si ingrossa, affamato ancora di propaganda e poco incline a capire e ragionare sui fatti.

In questo clima si genera un’indifferenza estesa e per di più gratificante, propria di chi crede di essere senza colpe. No, l’indifferenza no! In essa prendono forza le posizioni più razziste, stupide e becere come quelle della destra estrema che alberga fra le truppe della coalizione ex Berlusconiana ed oggi di Salvini.
Basta leggere alcuni ricorrenti post che appaiono sui social network.
Dalla derisione all’autoesaltazione. “100 morti? Ma perché partono?” “Se non salivano sul gommone non affondavano.” “Sono affogati vicino alla Libia ma che centra l’Italia o Salvini “Porti chiusi? bene, almeno non approdano”.
Poi ci sono i finti ingenui: “Chissà perché vogliono venire?” Un giro di affari, è oggi la motivazione dell’ostracismo alle ONG. Non è stata prodotta una sola prova che esista un legame fra scafisti e ONG

Possiamo cercare di ragionare?
Siamo di fronte ad un esodo di proporzioni senza precedenti. Persone di ogni sesso ed età che fuggono da guerre, massacri, miseria per noi inimmaginabile che inondano il mondo intero. E noi che facciamo?
C’è un giudizio diffuso e, in parte, condivisibile che la gestione dei migranti in Italia è stata un cumulo di errori. Sicuramente tanti sono stati nell’accoglienza, ma si deve respingere ogni generalizzazione. Moltissimi, i più, in Italia lavorano e bene, come dipendenti e come piccoli imprenditori o come straordinarie badanti. Producono e pagano le tasse. Il caos è nell’accoglienza.
Vitto e alloggio senza lavorare né studiare: è l’assistenzialismo dei centri di accoglienza. L’esatto opposto del modello tedesco. Il Viminale ha scritto ai sindaci invitandoli a far fare ai richiedenti asilo piccoli lavori per i Comuni. Non è successo quasi nulla. La Germania pretende dagli stranieri alcuni impegni specifici: obbligo di frequenza a corsi di lingua, cultura e legislazione tedesca, con regolari verifiche dell’apprendimento; per chi non adempie c’è il ritiro progressivo dei benefici. Nulla da noi. Fastidio e malumore sono giustificati.
Bene correggiamo questi errori e lavoriamo per condividere gli oneri che questo esodo comporta. Ma non prenderlo a pretesto per diventare indifferenti. L’indifferenza è imperdonabile come il disprezzo di chi si rifiuta di capire quello che accade.

Ricordiamo che ora non siamo di fronte ad una emergenza.
Un ulteriore conferma della non eccezionalità della situazione italiana è offerta dai dati del 2017 dell’Unhcr, che evidenziano come in Europa il Paese con più rifugiati è la Svezia con 23,4 rifugiati ogni mille abitanti, mentre l’Italia in questa graduatoria risulta soltanto 11° con 2,4 rifugiati ogni mille abitanti. Da notare, in ultimo, come i primi cinque Paesi con il maggior numero di rifugiati sono extraeuropei.
Siamo invece in un mondo di pura finzione che rincorre gli argomenti e le fake news della destra estrema, rafforzandola. Il diritto di chiedere asilo forse non è stato ucciso, ma ha subito un colpo durissimo.
Ripeto. Persone di ogni sesso ed età che fuggono da guerre, massacri, miseria per noi inimmaginabile. E, noi che facciamo? L’Italia come risolve? Chiude i porti, tra le polemiche internazionali, ma soprattutto senza il conforto dei dati reali: che non segnalano un'emergenza migranti. Persino il documento finale del vertice Ue, sottoscritto con soddisfazione dal Presidente Conte, parla di un calo degli arrivi pari al 95 per cento dal 2015 ad oggi. E allora perché facciamo gli struzzi? L’immigrazione funziona con un gigantesco passaparola mondiale. Mentre tutti sono concentrati sulla Libia – bombardare o non bombardare i barconi? – sono già state inaugurate due nuove rotte. Dalla Turchia alle isole greche, addirittura su canotti da bambini, a remi. Oppure, a piedi, risalendo dalla Macedonia la Serbia, passando dall’Ungheria, attraversando le frontiere a Est (la Bulgaria sta costruendo un muro lungo i suoi confini per impedire i passaggi). Ecco di cosa parlano al telefono i migranti con gli amici già pronti a partire.

Un successo al 70%?

Il governo Salvini-Di Maio-Conte parla di un successo al 70%. I soliti esagerati a cui si aggiungono quelli che si autoesaltano (estrema destra) che dichiarano: ora ci ascoltano e ci aspetta un futuro radioso. Vediamolo questo successo e vediamo chi l’ha avuto. La soluzione, a leggere il documento che inorgoglisce il Presidente Conte, si fonda sull’assunto che gestire i flussi migratori significa, essenzialmente, chiudere le frontiere della fortezza Europa, che discute di migrazioni solo ed esclusivamente con l’idea di fermarle (cosa materialmente e storicamente impossibile). È questa la maggior vittoria “culturale” dell’estrema destra europea. Non si parla di migranti necessari a un’Europa che invecchia o di persone che hanno diritto alla protezione: per il Vertice è solo una massa informe di clandestini che deve essere fermata.
Al Vertice Ue, il baccano propagandistico dell’Italia, non ha funzionato. Ridono Orban e i nemici dell’Europa. È anche abbastanza chiaro che la nuova tranche di denaro a Erdogan e i 500 milioni di euro per l’Africa, trasferiti dal Fondo Europeo di Sviluppo (lo strumento più importante di aiuto allo sviluppo), plausibilmente serviranno a rilanciare l’accordo con la Turchia e ad arricchire la Guardia costiera libica (quella composta da persone che sono state recentemente additate da un’inchiesta delle Nazioni Unite come veri e propri criminali e finiscono al tribunale dell’Aia con le accuse Onu contro la Guardia costiera libica: “Condotte spericolate e violente”). Un risultato deludente. Le velleità italiane e si sono scontrate contro il muro di Visegrad da una parte e l’ostilità dei paesi più possibilisti. Un “capolavoro” (altro che vittoria al 70%), che peraltro rende perfino più difficile oggi la battaglia a favore di ricollocazione automatica, perché si dice esplicitamente che la riforma del regolamento Dublino dovrà essere approvata all’unanimità, mentre i Trattati dicono specificamente che su questa materia si decide a maggioranza e si co-decide con il Parlamento europeo.
Angela Merkel ha annunciato di aver stipulato degli accordi con specifici Stati membri riguardo i rimpatri per i movimenti secondari, sicuramente al prezzo di qualche concessione in campo finanziario e delle regole di bilancio – un’altra forzatura rispetto al quadro delle regole comuni, che sono visibilmente inceppate anche perché non le si vuole davvero applicare. Insomma, da qualsiasi parte lo si guardi, questo “accordo” si traduce in un’ulteriore picconata all’idea di un’Europa come patria dei diritti di tutti e baluardo contro arbitrio e autoritarismo.

Un solo nemico: le ONG

Il grido di vittoria del Ministro dell’Interno suona alto: le ONG sono delegittimate definitivamente. “A questo punto, allora, dobbiamo essere coerenti, ricorda Enrico Mentana: «la Caritas non dovrebbe entrare nei porti e papa Francesco sbagliò ad andare a Lampedusa. E’ ovvio che l’Italia non possa sostenere da sola l’accoglienza dei migranti, ma non è pensabile che si debba fare campagna elettorale permanente in modo ribaldo contro chi vive quasi esclusivamente dell’aiuto delle sottoscrizioni di persone comuni e non di Soros e delle grandi multinazionali. Ci sono persone che per spirito caritatevole e di solidarietà danno dei soldi alle ong». Demonizzare le ONG è ingiustificato, ingiusto e irresponsabile, sa tanto di caccia a testimoni che non si vogliono nel Mediterraneo. Come non capire il Presidente della Camera Roberto Fico: "Io i porti non li voglio chiudere, Io i porti non li chiuderei. Dell'immigrazione si deve parlare con intelligenza e cuore. Quando si parla di Ong bisogna capire cosa si vuole intendere. Fanno un lavoro straordinario." E qualcuno senz'anima ha postato cacciate il comunista!
Porre il veto sulle conclusioni del Consiglio Ue sarebbe stato sacrosanto come afferma il partito Verde europeo
Un sospetto è legittimo: la decisione sui porti è stata presa per 'drogare' il consenso, per fare una propaganda che, proprio perché non c'è emergenza, può permettere a Conte di accettare un'intesa europea vuota ed esserne pure contento. Può permettergli di chiedere agli altri paesi di farsi carico dei nuovi centri europei per i migranti (li voleva fuori dall'Ue, ha dovuto cedere), se ne hanno voglia: su base volontaria, è l'Italia che l'ha voluto, perché per prima non vuole essere obbligata a ospitarne di nuovi.

 

 

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Cori. Porte aperte all'accoglienza

Porte Aperte a Cori h260 mindi Marco Castaldi - Mercoledì 20 Giugno, dalle ore 16:30, giornata dedicata all’Accoglienza, Protezione, Promozione e Integrazione dei migranti presenti sul territorio.

In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa anche dall’ONU e dal Ministero dell’Interno, mercoledì 20 Giugno, a Giulianello (Cori, LT), presso il Centro socio culturale “Il Ponte” (via della Stazione), si terrà l’iniziativa dedicata all’accoglienza, protezione, promozione e integrazione dei migranti presenti in paese, “Porte Aperte”, organizzata dall’Amministrazione comunale, per la quale interverranno, il Sindaco Mauro De Lillis e l’Ass.re alle Politiche Sociali Chiara Cochi, le Delegate Chiara D’Elia, Elisa Massotti e Sabrina Pistilli, insieme alle realtà locali impegnate nel settore: le coop. Karibu e Il Quadrifoglio, le Onlus Il Circo della Farfalla e La Casa del Sole, le APS Futuro Digitale e Polygonal, le ass. cult. Arcadia e La Stazione.

Si svolgeranno laboratori di cucina “Impariamo a cucinare un piatto tipico”, con degustazione finale di quanto realizzato, e letture animante con giochi interattivi per bambini “Cosa mangiano i bimbi del mondo”. Si parlerà di “Flussi, rotte e persone” e verranno illustrati i progetti in materia realizzati sul territorio: i CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) della Prefettura per maggiorenni in attesa di asilo politico e protezione umanitaria; le Case di Accoglienza per minori stranieri non accompagnati; lo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) per nuclei familiari. Verrà presentato al pubblico il video sul fenomeno migrazione e integrazione a Cori e Giulianello realizzato dal team Senape Production.

 

 

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Integrazione Migranti: il Progetto IPOCAD di Cori

Corso italiano per stranieri Cori 1 350 260 minPartito il corso di alfabetizzazione italiana per stranieri (Azione 4). Seguirà l’attivazione dello sportello informativo One Stop Shop (Azione 2). In fase di definizione le misure di qualificazione del sistema scolastico in contesti multiculturali (Azione 1). IPOCAD è un programma della Regione Lazio cofinanziato dalla Commissione Europea e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche in ambito FAMI, realizzato in ciascuna provincia a livello distrettuale.

Il 13 Marzo è iniziato, sia a Cori che a Giulianello, il corso L2 di alfabetizzazione alla lingua italiana per stranieri organizzato dal Comune di Cori – Assessorato alle Politiche Sociali e Servizi Sociali - con il coordinamento dell’I.C.S. Zona Leda di Aprilia, a cura di insegnanti qualificati, che si terrà, nel primo caso, alla Biblioteca Comunale “Elio Filippo Accrocca”, il martedì e il giovedì, dalle 16:30 alle 19:00, per un totale di 70 ore; nel secondo caso presso la scuola “Salvatore Marchetti”, il martedì e il giovedì, dalle 14:30 alle 16:30, rivolto ai più giovani.

Con questa prima iniziativa l’Amministrazione comunale di Cori inaugura sul territorio del Distretto Socio CorsoLinguaItaliana-CoriSanitario LT1 il progetto IPOCAD della Regione Lazio, cofinanziato per Azioni dalla Commissione Europea e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell’ambito del FAMI - Fondo Asilo Migrazione Integrazione 2014-2020. In provincia di Latina l’Azione 4 (Promozione della partecipazione attiva dei migranti alla vita economica, sociale e culturale) opera attraverso una cabina di regia composta da Innovaction Europe, Anolf Latina, Karibu e Il Quadrifoglio.

A seguire l’ente lepino, in ossequio all’Azione 2 (Promozione dell’accesso ai servizi per l’integrazione) attiverà uno sportello informativo - denominato One Stop Shop – affidato a figure professionali in grado di consentire agli utenti provenienti da Paesi terzi – che rappresentano il 10% della popolazione locale – di beneficiare delle spettanti prestazioni sanitarie, alloggiative, formative, sociali e finanziarie, mediante l’informazione, la mediazione interculturale, l’orientamento, la consulenza e l’avvio delle relative pratiche.

Con la collaborazione dell’I.C.S. “Cesare Chiominto” e il coinvolgimento del corpo docente e dei genitori tramite il Consiglio d’Istituto, è in fase di concretizzazione anche l’Azione 1 (Qualificazione del sistema scolastico in contesti multiculturali) che prevede la realizzazione di misure finalizzate a promuovere l’inclusione di alunni non italiani e italiani di seconda generazione; a contrastarne la dispersione scolastica e a fronteggiarne i gap di rendimento rispetto agli altri studenti.

 

 
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