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Accordo quadro per mobilità in deroga

Agenda a cura di Luigi Carlini

regione lazio 350 260Le decisioni definite nell'accordo quadro del 6 aprile 2020

ART. 1 – PREMESSE.

Le premesse (leggibili nell'llegato in PDF scaricabile a fine articolo) costituiscono parte integrante e sostanziale del presente Accordo che definisce i criteri per la fruizione delle risorse di cui al decreto Interministeriale 5 del 5 marzo 2020, notificato il giorno 3 aprile 2020, volte al finanziamento dell’indennità di mobilità in deroga ex art 53 ter del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96 e al finanziamento della cassa integrazione straordinaria ex articolo 44, comma 11-bis, del decreto legislativo n. 148 del 2015.


Art. 2 – DESTINATARI DELLA MOBILITÀ IN DEROGA

Sono destinatari del presente accordo “i lavoratori che operino in un'area di crisi industriale complessa, riconosciuta ai sensi dell'articolo 27 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, e che alla data del 1 gennaio 2017 risultino beneficiari di un trattamento di mobilità ordinaria o di un trattamento di mobilità in deroga”.
Ai fini del presente accordo, così come indicato dal Ministero del lavoro e delle Politiche sociali all’incontro del 14 luglio 2017 i destinatari sono i lavoratori residenti nella Regione Lazio e che operavano in società aventi unità produttive ubicate nell’area di crisi industriale complessa del SLL di Frosinone o di Rieti.

ART. 3 - DURATA DEL TRATTAMENTO DI MOBILITÀ IN DEROGA

Il trattamento di mobilità in deroga può avere una durata massima di 12 mesi e può essere riconosciuto ai destinatari di cui all’art. 2, senza soluzione di continuità, rispetto al precedente trattamento di mobilità ordinaria in scadenza nel 2020 e comunque entro 31.12. 2020 o in deroga con scadenza 2 gennaio 2020. La durata del trattamento non può eccedere i 12 mesi ma sarà comunque contenuta nel limite delle risorse riconosciute alla regione Lazio.

ART. 4 - TERMINI PER LA PRESENTAZIONE DELLE ISTANZE DI MOBILITÀ IN DEROGA.

Le istanze di mobilità in deroga possono essere presentate successivamente alla definizione della procedura di cui all’art. 5.


ART. 5- PROCEDURA PER RICHIEDERE IL TRATTAMENTO DI MOBILITÀ IN
DEROGA

Le Parti concordano di definire le procedure per richiedere il trattamento di mobilità in deroga previo successivo incontro da tenersi entro venerdì 10 aprile p.v.

ART. 6 - TRATTAMENTO DI MOBILITÀ IN DEROGA CONDIZIONATO ALL’ATTIVAZIONE DI UNA POLITICA ATTIVA.

Il trattamento di mobilità in deroga è condizionato all’attivazione di un percorso di politica attiva finalizzato al reinserimento occupazionale pena la decadenza dal beneficio di integrazione salariale.
Il lavoratore al quale è riconosciuto il diritto al trattamento di mobilità in deroga ex art. 53 ter L. 96/17, previa chiamata da parte del CPI, che potrà avvalersi anche dell’ assistenza di Anpal Servizi, si rende disponibile per la presa in carico e per ricevere l’informazione circa le misura di politica attiva attivabili.
Nel corso del colloquio di orientamento individuale, verrà effettua l’analisi del profilo professionale del lavoratore e sottoscritto il Patto di Servizio Personalizzato. Il beneficiario del trattamento di mobilità in deroga a norma dell’art. 53 ter L. 96/17 è tenuto ad attenersi ai comportamenti previsti nel patto di servizio personalizzato ex art. 20 d.lgs.150/15 e soggiace agli obblighi e alle sanzioni di cui all’art. 21 d.lgs. 150/15.
A seconda del grado di occupabilità e dell’età anagrafica del beneficiario del trattamento di mobilità in deroga, l’utente verrà inserito in una delle misure di politica attiva disponibili.

Si rileva che in merito alle politiche attive del lavoro, le Parti – compatibilmente con l’emergenza Covid 19- convengono di dedicare una riunione sul punto, dando seguito al confronto già avviato nei mesi precedenti e avente ad oggetto le politiche attive del lavoro nelle aree di crisi complessa.

Durata delle misure di politica attiva.
La durata delle misure di politica attiva è di massimo 6 mesi e non può superare il periodo di fruizione del periodo di mobilità in deroga riconosciuto al destinatario.

ART. 7- RISORSE DISPONIBILI

Al fine di finanziare gli interventi di cui al presente accordo, le Parti convengono che le risorse residue del Decreto Interministeriale del 5 marzo 2020, n. 5 sono così ripartite:
- 11.682.444,45 milioni alla mobilità in deroga;
- 4 milioni alla CIGS per aree di crisi complessa.
Le Parti convengono la possibilità di ridistribuire le risorse per i suddetti trattamenti qualora dovessero registrarsi fabbisogni diversi e ulteriori rispetto alle quote di riserva previa informativa alle Parti Sociali.

ART. 8 - NORME FINALI

Le parti si impegnano a monitorare periodicamente l’andamento operativo e finanziario dell’intervento e ad assumere eventuali ulteriori determinazioni qualora intervengano nuove precisazioni dal Ministero del Lavoro.



REGIONE LAZIO

• CGIL Roma e Lazio
• CISL Lazio
• UIL Lazio
• UGL Lazio
• Unindustria Unione degli Industriali e delle Imprese di Roma, Frosinone, Rieti, Latina e Viterbo
• Federlazio
• Lega coop Lazio
• Confcooperative Lazio
• AGCI Lazio
• Confcommercio Lazio
• Confesercenti Lazio
• Confartigianato Imprese Lazio
• Casartigiani Lazio
• Coldiretti
• Confprofessioni Lazio
• CNA Lazio
• Confetra Lazio
• Federalberghi
• Cisal Lazio
• Confapi Lazio
• CDO
• ABI

Roma, 6 aprile 2020

 

Testo integrale dell'accordo quadro

Files:
zip.png Accordo quadro mobilità in deroga del 6.04.2020
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Accordo quadro mobilità in deroga definito il 6 aprile 2020 fra Regione Lazio e parti sociali

Data 2020-04-08 Dimensioni del File 42.26 KB Download 9 Scarica

 

 

 

 

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Modulo di autocertificazioine. Mininterno 26 marzo 2020

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Mobilità in deroga e CIGD accordo definito

Agenda curata da Luigi Carlini

Assemblea permanente disoccupati Palazzo della Provincia 17 dic18 350 260 minSi è svolto il 6 aprile '20, in teleconferenza l’incontro con la Regione Lazio per definire l’accordo sulla cassa e mobilità in deroga nelle aree di crisi complessa.

E’ stato un incontro positivo per diversi aspetti, il primo è che finalmente il decreto di ripartizione è stato pubblicato e dunque si è potuto procedere a discutere il merito.

Il secondo aspetto positivo è che tutti hanno concordato sull’esigenza di semplificare le procedure al fine di far arrivare i soldi nelle tasche degli aventi diritto nel più breve tempo possibile.

Su questo punto il tavolo si incontrerà di nuovo prima di pasqua per capire quanto è possibile fare, l’obiettivo è quello di prendere la platea dei percettori dello scorso anno presente sulla piattaforma della Regione e togliere coloro i quali non ne hanno più diritto su indicazione delle OO.SS sulla base della documentazione già in loro possesso, questa procedura però deve essere condivisa dall’INPS, questo è il motivo del rinvio.

Nel merito dell’accordo:
• Le risorse complessive per il Lazio sono al momento 15.682.444,45, ma il Lazio insieme ad altre Regioni ha chiesto un ulteriore stanziamento per fare in modo che si arrivi a coprire l’intero anno;
• Alla mobilità in deroga andranno 11.682.444,45
• Alla CIGS per aree di crisi complessa 4.000.000. Si è convenuto circa la possibilità di ridistribuire le risorse per i trattamenti qualora dovessero registrarsi fabbisogni diversi
• Le OO.SS. si sono impegnate a verificare la platea al fine di capire il reale fabbisogno di risorse;
• Sulle politiche attive ci sarà un confronto in una specifica riunione da svolgersi successivamente all’attuale fase emergenziale
• La Regione farà un ulteriore verifica con l’ABI per verificare la possibilità di un pagamento immediato della mobilità e della cassa. Su questo punto vogliamo tuttavia specificare che allo stesso tempo chiediamo all’ABI di battere un colpo perché dopo aver firmato la convenzione nazionale al momento non ha espletato gli adempimenti successivi, anzi non ha nemmeno fornito alla Regione Lazio l’elenco delle banche che aderiscono alla convenzione.

La soddisfazione di CGIL CISL e UIL sta nel fatto che in una fase difficile come quella che viviamo si è raggiunto un accordo in tempi brevissimi in modo da consentire l’avvio della procedura di erogazione delle risorse ai destinatari, nella consapevolezza che il virus si combatte anche così, nel dare risposte alle persone provando a non farle sentire da sole.

Seguiremo l’iter sicuri che saremo tutti impegnati nello snellire le procedure, allo stesso tempo dobbiamo iniziare a pensare alla fase successiva, a far ripartire l’economia, in tutta Italia certo, ma con uno sguardo attento alle aree di crisi complessa.

 

 

 

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Il Milleproroghe 2020 e la mobilità in deroga

vertenza frusinate definitivoAgenda dei disoccupati

Articolo 1, c. 491 (Prosecuzione CIGS e mobilità in deroga nell'anno 2020 nelle aree di crisi e aree di crisi complessa e non).

I commi da 491 a 493, consentono l'impiego nel 2020, per la concessione di interventi di integrazione salariale straordinaria in deroga o di trattamenti di mobilità in deroga in determinate aree, delle risorse finanziarie residue stanziate per i medesimi fini negli anni dal 2016 al 2019 alle quali si aggiungono ulteriori 45 milioni di euro. Si estendono tali trattamenti anche alle imprese operanti nelle aree di crisi industriale complessa del Fermano-Maceratese e Torino.

Il comma 491 prevede, al fine del completamento dei piani di recupero occupazionale, la possibilità di impiegare, per il 2020, le risorse finanziarie residue già stanziate per la concessione di interventi di integrazione salariale straordinaria in deroga o di trattamenti di mobilità in deroga in favore dei lavoratori delle aree di crisi industriale complessa da specifiche disposizioni (l’art. 44, c. 11-bis, del D.lgs. 148/2015) nonché le ulteriori disposizioni adottate per le specifiche situazioni occupazionali delle regioni Sardegna, Sicilia, Lazio e dell’area di crisi complessa di Venafro-Campochiaro-Bojano e aree dell'indotto.

 

Articolo 1, c. 492 (Prosecuzione CIGS e mobilità in deroga nell'anno 2020 nelle aree di crisi e aree di crisi complessa e non).

Il comma 492 estende, per il 2020, la possibilità di concedere gli stessi trattamenti in deroga anche alle imprese operanti nelle aree del Fermano-Maceratese e Torino aree di crisi recentemente riconosciute, entro il limite massimo di spesa di 10 milioni di euro, a valere sul Fondo sociale per occupazione e formazione.
Per quanto riguarda il trattamento di mobilità in deroga, di cui all’art. 53-ter del D.L. 50/2017, la possibilità di destinare le suddette risorse è riconosciuta in favore dei lavoratori delle predette aree di crisi che risultino beneficiari di un trattamento di mobilità ordinaria o in deroga al 31 dicembre 2019. E’ bene ricordare che l'eventuale impiego delle risorse al fine in oggetto comporta la corresponsione di un trattamento di mobilità in deroga senza soluzione di continuità rispetto al trattamento precedente (quindi, con effetto retroattivo qualora quest'ultimo sia già cessato) e perun massimo di 12 mesi.

 

Articolo 1, c. 493 (Prosecuzione CIGS e mobilità in deroga nell'anno 2020 nelle aree di crisi e aree di crisi complessa e non).
Il comma 493 introduce la possibilità, per il 2020 e nel limite massimo complessivo delle risorse stanziate, di prorogare ulteriormente per un massimo di sei mesi, anziché gli attuali 12, l’intervento di cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga per crisi aziendale qualora l'azienda abbia cessato o cessi l'attività produttiva e sussistano concrete prospettive di cessione dell'attività con conseguente riassorbimento occupazionale.

 Non dimenticare

Il Milleproroghe è rassicurante per tutti noi, ma ci occorrono delle conferme e delle certezze che già ora Vertenza Frusinate ha posto ai sindacati. Sono 3 questioni:
1) 10 milioni +45 milioni +risorse residue dal 2016 al 2019 basteranno per 12 mesi per Lazio, Sicilia, Sardegna e altre aree aggiunte e come verranno suddivise? Resta sempre ilo problema della trasparenza;i
2) Il problema di recuperare con certezza le mensilità perse è presente all'attenzione dell'assessore Di Berardino?
3) E' stato preso in esame dalla Regione Lazio di comportarsi come la Regione Sicilie che integra gli interventi previsti secondo le necessità reali dei disoccupati della nostra regione? ( quella che comunemente si chiama la questione della decurtazione). Su questi 3 problemi si deve vigilare e spingere verso la loro soluzione. 

 

Proroga delle mobilità per le aree di crisi complessa

 

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Disoccupati: 1° agosto in assemblea

assemblea VertFrus 1ago19 mindi Ignazio Mazzoli - “Informazione e lotta” è l’ordine del giorno di un’assemblea, quella del il 1° di agosto che giunge dopo averne convocate e svolte quasi una al mese da parte dei disoccupati di Vertenza Frusinate.
Certezza dei saldi delle mobilità in deroga per il 2019 e quindi per il 2020, ma soprattutto voglia di conoscere quali politiche attive sono in campo per riprendere a lavorare. Sono ancora i temi principale con cui misurarsi.
Si dirà, ma solo negli ultimi due mesi di altro non si è parlato! Infatti.
Spesso, però, il silenzio allerta più di uno squillo di tromba.

Da queste colonne, nell’ultima nota di Bettinelli e Cretaro scritta il 4 luglio scorso, potevamo leggere «La prima, e forse più attesa notizia del pomeriggio la dà proprio il segretario della Cgil Anselmo Briganti, che comunica l’avvenuta convocazione del tavolo per le politiche attive per il 15 luglio in Regione Lazio: “L’obiettivo è creare dei progetti sinergici per collocare disoccupati giovani e non, ma anche per ricollocare molti degli ex lavoratori dell’area di crisi complessa. C’è in corso anche un ragionamento sull’allargamento della stessa alla zona sud della provincia, vista la stretta attualità della vicenda FCA”».
Il 15 la riunione annunciata non si svolse e solo grazie alle rimostranze sui social network di Vertenza Frusinate la Regione ne convocò in fretta e furia un’altra per le 14 del giorno dopo, ma non produsse esiti.

E allora? Nessuno risponde. E oggi assenti sindacati e Presidente della Provincia.

Si deve prendere atto che l’assemblea di oggi ha almeno 4 motivazioni assai fondate per essere stata convocata, a partire dalla mancanza dei progetti di ricollocazione per chi ne ha diritto.
Meglio, tuttavia, sarebbe dire che c’è un groviglio di ragioni per interrogarsi e interrogare (chi di dovere) con quell’ordine del giorno: “informazione (o informativa) e lotta”.

- In recentissime dichiarazioni l’Assessore Di Bernardino ha riconosciuto che le politiche attive fino ad ora individuate non hanno dato i risultai sperati, ma forse meglio, sono state un fallimento, aggiungiamo di nostro.

- Le statistiche nazionali riferiscono che attualmente la disoccupazione è la più bassa degli ultimi anni. La disoccupazione a giugno segna la quarta flessione consecutiva, scendendo al 9,7%, bene, anche se il tasso di disoccupazione nell'Eurozona si riduce, sempre a giugno, al 7,5%. Dati che qualche interrogativo lo propongono: avremmo un tasso di occupazione al massimo storico: 59,2%. La disoccupazione al minimo dal 2012: 9,7%. Quella giovanile al livello più basso dal 2011: 28,1%. Com'è possibile se l'Italia, dopo una doppia recessione, ora è nel tunnel della stagnazione?
C’è motivo per interrogarsi perché i dati non traggano in inganno.

- E nel Lazio che avviene e che si fa? E’ guidato dal Segretario del partito che si è candidato ad essere l’alternativa al governo giallo-verde, ma dov’ la sua combattività e il suo esempio di miglior governo almeno in questa Regione?

Questa domanda è cruciale per chi qui vive e qui soffre. Ma non forse non più rinviabile il momento di una profonda riflessione sull'approccio che le forze politiche, i sindacati e gli Enti locali hanno rispetto ai problemi dello sviluppo. I milioni stanziati (?) dalla Regione Lazio e quelli per la bonifica della Valle del Sacco quando comunicheranno a dare qualche frutto in termini reali di occupazione. Possiamo sapere come verranno utilizzati? Possiamo conoscere con quali garanzie di trasparenza saranno erogati. Qualche domanda ancora: i servizi alle imprese da parte dei consorzi è all'altezza della situazione o i consorzi industriali puntano solo a megacentri commerciali? Ancora una domanda vien alla penna, dato che le maggiori fonti di inquinamento partono proprio dalla inefficienza dei depuratori che si fa fa per renderli efficientemente operativi? Chi volesse investire nel frusinate quante difficoltà dovrà incontrare? I Comuni sempre impegnati in feste estive cosa fanno in concreto per rendere il territorio appetibile agli investimenti?

- Ancora una ragione di lotta. L'informazione. Può essere che non si capisca che non si può trascurare di informare passo passo chi è in difficoltà. Eppure, sembrerebbe scontato che chi è nell'indigenza meriti almeno sapere quanto dovrà soffrire ancora?

Questi straordinari disoccupati ciociari, che qualcuno vorrebbe inesistenti o per lo meno invisibili, rammentano sempre, con iniziative come queste, a giovani e vecchi che il lavoro manca non solo per sé stessi, ma per centinaia di migliaia di persone di ogni età.

Sempre il 4 luglio dicevamo: «Tutti buoni propositi, che comunque, non segnano giri di boa per la situazione attuale, ferma tra incudine e martello. Tra la Regione, che sta cercando soluzioni definitive, e il Governo, diviso tra questioni interne e i cordoli della borsa già chiusi per la prossima finanziaria. Forse dopo l'appuntamento del 15 Luglio, ci saranno alcune risposte, almeno sul tema nevralgico delle politiche attive». Macché 15 luglio, è tutto fermo!

L’ “informazione” è lotta e continua nei mercati dei comuni del frusinate.

1 agosto ‘19

 

 

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Frosinone: stimolare la movida e la mobilità notturna

frosinone bynigth 350 minDaniele Riggi*: ”Bene il prolungamento delle emissioni sonore nel periodo estivo per stimolare la movida, adesso, però, si pensi anche a un servizio di mobilità notturna per i giovani nel weekend”

Apprendo con piacere che l’assessorato al commercio del Comune di Frosinone anche quest’anno ha invitato gli esercenti commerciali presenti sul territorio a prolungare l'orario delle emissioni sonore nel periodo estivo, per consentire ai giovani frusinati di accendere la movida nel capoluogo ciociaro. Nel corso degli anni i weekend del capoluogo sono diventati sempre più noiosi per i giovani, al punto che molti ragazzi l'estate preferiscono emigrare verso le località balneari o di montagna più vicine per vivere la movida dei fine settimana. L'idea del prolungamento, quindi, è tutt'altro che peregrina ma per essere attutata concretamente, secondo il mio punto di vista, sarebbe necessario avere una mobilità pubblica notturna nel weekend, quindi delle corse ad hoc per i giovani del capoluogo che vogliono vivere la città anche di sera.

La mobilità notturna consentirebbe ai giovani che non possono spostarsi con motoveicoli privati di muoversi nella città agilmente anche nel weekend e fino a tarda serata attraverso un servizio navetta. Inoltre, il trasporto notturno garantirebbe a quei ragazzi che hanno alzato un po' il gomito bevendo qualche bicchiere di troppo un ritorno a casa in tutta sicurezza, scongiurando pericoli lungo le strade della città. L'idea del prolungamento degli orari per gli esercenti va bene ma bisogna coprire la città con eventi e iniziative che possano stimolare i giovani a rimanere nel capoluogo e, allo stesso tempo, garantire un trasporto notturno per invitarli a spostarsi nelle varie parti della città, attraverso il prolungamento dell'orario di servizio dell'ascensore inclinato e delle corse serali e notturne.

Quanti giovani studenti stranieri dell'Accademia vediamo durante il weekend vagare senza una meta? Se avessero una mobilità notturna e degli itinerari da seguire credo che anche loro sarebbero contenti di conoscere la città e di vivere la movida assieme agli altri giovani del capoluogo. In fin dei conti, la volontà dei giovani di vivere con tranquillità e spensieratezza la città anche nel fine settimana è il miglior argine sociale a certi fenomeni di degrado che prendono piede quando la città rimane vuota e abbandonata a se stessa.

La mobilità notturna, tra l’altro, è stata già sperimentata con successo in altre città italiane, basti pensare al progetto GIMO (giovani in mobilità) a Perugia e al progetto “ritorno al sicuro” con il bus notturno a Pescara. In conclusione, mi auguro, che la proposta di una mobilità notturna per i giovani sia presa in seria considerazione da parte dell'amministrazione, e che si possa, addirittura, partire con un tentativo sperimentale già durante questa estate.

*Daniele Riggi, consigliere comunale di Frosinone

 

 

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Disoccupati ancora in attesa della mobilità

29apr19ginorossi 350 260 mindi Valentino Bettinelli e Maria Giulia Cretaro - 29 Aprile e Vertenza Frusinate è ancora in Provincia per l'ennesima assemblea. Al centro sempre lo stesso tema: lo stanziamento dei fondi per la mobilità in deroga per il biennio 2019-20.
Nuove scadenze all'orizzonte; mentre a marzo sono cessate le erogazioni per l'annualità precedente, il 30 Aprile si profila come termine ultimo per rispondere al bando sulle politiche attive.

Apertura consueta di Gino Rossi «Speravamo di non ripetere lo stesso percorso di Natale anche a Pasqua, soprattutto perché il Governo ha la volontà di rifinanziare le mobilità in deroga per 117 milioni di euro, eppure eccoci nelle stesse condizioni.
Devo ringraziare Enzo Valente dell'UGL per la presenza, perché sono i sindacati i nostri interlocutori per l'accordo. Peccato sia il solo a partecipare nonostante siano stati invitati tutti ancora una volta. Anche nell'incontro con il Prefetto eravamo soli e non possiamo essere intermediari di noi stessi.
Per i prossimi anni, non ci saranno coperture, dobbiamo resistere e riattivare canali nuovi di possibilità.
Noi facciamo sempre riferimento al Presidente della Provincia Pompeo, perché anche se il compito non è di questo organo ma della Regione Lazio, dovrebbe essere lui a favorire un tavolo per le Politiche Attive. La sua garanzia era di impegnarsi dopo le elezioni provinciali, eppure questo appuntamento è rimasto disatteso.
Mercoledì 1 Maggio, Giornata dei Lavoratori, quando ci sarà il corteo ad Isola Liri, dobbiamo avere il coraggio di sfilare anche noi senza bandiere ma con i nostri striscioni, che grondano sacrifici. Per noi non sarà una festa, ma un vero e proprio lutto.»

Enzo Valente (UGL), unico rappresentante sindacale presente in Provincia, è intervenuto sul tema, con un discorso breve, ma denso di contenuti. «Sono 10 anni che vivo questo territorio, conosco molti di voi ed assisto a convegni continui che sembrano dare soluzioni ma mai attuate. Abbiamo verificato che le politiche attive non riescono a decollare, nonostante gli sforzi, il lavoro non si può inventare, specialmente in un territorio dove l'economia è ferma. Nel nostro Paese strumenti come il Reddito di Cittadinanza funzionano poco e male. Mancano le basi concrete di attuazione, che esistono in altri stati europei. Siamo un popolo di risparmiatori e questo, in ottica Reddito di Cittadinanza, per assurdo, è un malus. Più che misurare di sostentamento serve lavoro, e ad oggi non vengono create nuove opportunità».assemblea 29apr19 350 260 min

I 117 milioni presenti in finanziaria, avevano bisogno di un decreto attuativo; provvedimento di competenza del Ministero del Lavoro e del Ministero delle Finanze. Nei primi giorni del mese di Aprile, lo stesso Claudio Durigon incontrando a Roma i portavoce di Vertenza Frusinate, aveva dichiarato che il Ministro Di Maio aveva già firmato.
Il Segretario provinciale UGL ha poi specificato «Giulia Sforza, nostra referente in Regione, ha verificato questa mattina che il Decreto attuativo non è ancora arrivato alla Pisana , dunque neanche all'Assessorato al Lavoro. Da qui abbiamo attivato un ulteriore canale con il Dott. Raffaele Fontana, Capo della Segreteria di Durigon, che ha confermato la firma del Ministero delle Finanze; mancano i passaggi tecnici per l'attuazione.»

Molto tempo è intercorso tra le due azioni esecutive, ma finalmente il provvedimento ha visto lo sblocco del lato del Governo. L'attesa però non è finita: non è solo trasmissione dati, ma appare evidente l'esame approfondito della Corte dei Conti, che verificherà le coperture e da lì potrà o meno autorizzare lo stanziamento dei fondi. Un'analisi che potrebbe richiedere un tempo minimo di dieci giorni o molto di più. A complicare la vicenda, l’aumento delle aree di crisi complessa, che hanno visto aggiungersi quea di Torino come diciannovesima entità. I fondi, che resteranno invariati, dovranno dunque essere ripartiti per una platea più ampia di disoccupati.

Ancora una volta la strada per i lavoratori di Vertenza Frusinate si presenta piena di ostacoli, e la corsa cntinua solitaria. Continua a mancare il sostegno di una rappresentanza parlamentare locale, colpevolmente assente, fisicamente e come impegno istituzionale. Solo nel pomeriggio di domenica, una rappresentanza di Vertenza aveva partecipato ad un incontro non ufficiale a Fiuggi, in occasione di una tappa di campagna elettorale, con il Sottosegretario e l'Onorevole Zicchieri; anche in questo caso le rassicurazioni ricevute risuonavano più come pacche sulle spalle che come concrete realtà. Curioso inoltre, fosse previsto, per il pomeriggio, l’arrivo di Claudio Durigon presso la Camera di Commercio del capoluogo. Appresa questa notizia, i portavoce di Vertenza hanno chiesto un incontro con il sottosegretario, che ha fatto sapere di non essere disponibile per la mattinata. Alla proposta di attendere in assemblea, fino al primo pomeriggio, la nube della reticenza è scesa sulla comunicazione tra le parti.

Una politica, dunque, che ha difficoltà nel risolvere le questioni urgenti dei lavoratori e che, fatto ancor più grave, non è in grado di aprire un dialogo franco e diretto con chi il dramma della disoccupazione lo vive quotidianamente.

29 aprile 2018

 

 

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Basta prese in giro

assemblea 19ott18 350 260 minIeri, giovedì 18 ottobre 2018, i sin­dacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno incontrato la Re­gione Lazio per affrontare le ragioni del ritardo nell'attuazione dell'accordo definito il 28 febbraio scorso che prevedeva la proroga della mobilità in deroga ancora per unanno, attraverso 4 finestre di erogazione (che fecero sorgere tanti dubbi ai disoccupati) e l'avvio delle politiche attive pattuite e definite non solo in quella data ma sin dal 9 maggio 2017. Risposte sfuggenti, evasive, insoddisfa­centi e scoraggianti sono la conclusione di un incontro inconcludente: le determine per i beneficiari della seconda finestra non sono state ancora inviate al Ministero, ancor­ché pronte, perché la Regione vuole prima la certezza dei finanziamenti ministeriali. (??)

Ieri, alla Provincia l'assemblea di Vertenza Frusinate: il sa­lone vede una presenza di disoccupati senza precedenti. Alla loro richiesta di attingere ai 60 milioni di euro giacenti presso l'INPS, inutilizzati e, che sarebbero dovuti essere stati sbloccati da più di un anno, qualcuno è caduto dalle nuvole chiedendo ma quali sessanta milioni? «Ma ancora mi stai a quali...?» Poi si viene a sapere che l'assessore regionale Di Berardino, reatino di origine, non vuole utilizzarli nel Frusinate, ma solo nel reatino...perchè, sono entrambe due aree di crisi complessa e quella di Rieti è stata dichiarata tale in seguito al riconoscimento di quella di Frosinone? Comunque, in questo modo, ora anche lui ammette che quelle somme esistono.

Gino Rossi con forza richiede chiarezza e verità. «Se qualcuno vuole mettermi il bavaglio sta sulla strada sbagliata»; e subito dopo ricorda le "certezze" che oggi non sono più tali come accade per la seconda finestra che invece non è più "certa". La sala rumoreggia. Rossi vuole sapere chi dice la verità.
Se poi i disoccupati s'indignano qualcuno si me­raviglia e magari ritira fuori la sfiatata storiella che lo Stato li ha mantenuti per oltre un decennio. Dabbenaggini. Per­dono il posto di lavoro, la Regione con fondi europei pro­pone loro di fare inutili corsi per manicure, le fabbriche chiudono nel frattempo e, che avrebbero dovuto fare, riaprire  bottegucce da ciabattini di vicolo nei nostri paesi di ciociaria per mettere alla prova la loro capacità imprenditoriale?
Suvvia, bisogna essere seri, evitando di appellarsi alla furberia che qualcuno ha svolto lavoro nero. Ci sono stati fior di funzionari regionali che richiamavano questa "furberia" per suggerire ai senza lavoro di non lamentarsi e di smetterla di chiedere interventi pubblici. Quel periodo è passato, dopo tanta sordità è stata riconosciuta la legittimìtà di affrontare l'emer­genza anche come presupposto per creare le condizioni di attesa di un nuovo lavoro. E' quanto stanno facendo, anche per quest'anno, due parlamentari ciociari, Segneri e Frusone, che hanno pronto un nuovo emenda­mento per la proroga della mobilità da inserire nella pros­sima finanziaria.Marcelli Segneri Tomaselli

Ma chi si è posto il problema di nuove e diverse politiche del lavoro? Che fine hanno fatto i tirocini regionali e i la­vori sociali per gli over 60? Perché i sindaci che sono senza fondi non richiedono questi lavoratori che sarebbero pagati dalla Regione? Poi non si vada in giro a raccontare che i disoccupati non vogliono lavorare.
Ci vuole un cambio di passo. Da parte di chi governa e da parte di chi lotta. Rossi chiede quali iniziative prenderanno i sindacati? Rossi chiede che guidino una vasta mobilitazione nelle prossime ore e la sala si abbandona ad applausi scroscianti. Arriva An­tonio Pompeo mentre parla Stefano Tomaselli della Cisl: «I sindacati ieri hanno ribadito alla Regione che l'unico ac­cordo valido per le organizzazioni dei lavoratori è quello del 28 febbraio. Abbiamo lasciato l'incontro perché entro 10 giorni vogliamo conoscere che le risorse necessarie a soddisfare quanto previsto nell'accordo firmato, sono state reperite».
Il malumore ormai è vera e propria insofferenza rumorosa: «andiamo noi alla Regione». Enzo Valente, se­gretario generale dell'Ugl, invita subito con un accorato ap­pello, a non considerare nemici i sindacati. «La nostra posizione è ferma: l'intesa va onorata senza ripensamenti».
La sala si rasserena un po'. Ci sono circa 50 milioni di­ sponibili. Eccoli che finalmente rispuntano. Grazie Ver­tenza Frusinate, che nell'ultima assemblea ponesti come determinanti e insostituibili queste somme individuate già nel maggio 2017.
«Chi deve Trovare i fondi necessari, Caro Valente?» -chiede Rossi. «Per il 2018 è la Regione che deve recuperare le somme nei 5O milioni. Il Governo deve invece trovare le somme fino al 2020», è la risposta.
Il consigliere regionale dell'M5S, Loreto Marcelli, dichiara ancora una volta la sua «dispo­nibilità e critica gli assenti impegnati a tagliare nastri come Buschini» ad esempio. Enrica Segneri, deputata pentastel­lata della Commissione Lavoro di Montecitorio, viene in­terrotta nel suo dire appena avviato. Rossi interviene di nuovo per placare gli animi anche redarguendo chi alza la voce. Riprende la Segneri. «La Regione Lazio deve prendersi la responsabilità degli im­pegni presi il 28 febbraio. Zingaretti allora si assunse l'onere di utizzare le somme giacenti all'INPS. Ora lo deve fare. Per il rifinanziamento di tutte le aree di crisi com­plessa le somme saranno nel bilancio che si voterà a dicembre».da Rossi a Valente
Danilo Magliocchetti, consigliere provinciale e comunale dii Forza Italia, sottolinea che «gli impegni presi con i di­ soccupati vanno rispettati perché si tratta della vita delle loro famiglie», ricordando la propria disponibilità ricono­sciutagli da tutti i disoccupati presenti. Un applauso conferma le sue parole.
La parola passa al Presidente Pompeo. «Non sto qui a giocare a ping pong (l'abusato giochino del rimpallo fra istituzioni). Qui con voi la Provincia c'è stata ed io pure, certamente. Con il ping pong ci rimettono i disoccupati o chi ha bisogno di aiuto. Il riconoscimento dell'area di crisi complessa per questo territorio lo abbiamo conquistato qui in questa sala».

Ora, viene da dire per dare una speranza, bisogna allargare lo sguardo. Occorre chiudere rapidamente questa emergenza e avviare una campagna di proposte per il lavoro. «Vogliamo lavorare». Ritorna con decisione questa parola d'ordine.
E noi che ascoltiamo, aggiungiamo: si deve allargare lo sguardo e far pesare tutti i numeri dei disoccupati di ogni età. Da tutti loro deve par­tire una spinta poderosa anche preparandosi, se necessario, ad una battaglia di re­sistenza, senza perdere ficducia.
Un impegnato Gino Rossi ha governato brillantemente questa difficile e sofferta assem­blea. I senza lavoro, d'intesa col presidente Pompeo, si sono riconvocati per venerdì 26 ottobre con l'intento di sollecitare risposte urgenti.

 

 

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Mobilità: modalità di pagamento non sono affatto chiare

VertFrusi 6set18 Provincia 350 260 mindi Maria Giulia Cretaro - Il 6 settembre doveva essere il giorno delle risposte definitive per i disoccupati ciociari, è divenuto l'ennesimo incontro di proposte rimandate e non di soluzioni. Il tavolo tenutosi a Palazzo Iacobucci, sede dell'amministrazione provinciale di Frosinone, era stato sollecitato dalla stoica Vertenza Frusinate ed organizzato dal Presidente della Provincia Antonio Pompeo. L'invito a questa seduta comune di lavoro era stato esteso ad i rappresenti regionali oltre che parlamentari del territorio, con il chiaro scopo di redigere un emendamento completo e condiviso da presentare in Parlamento. Contenuti chiari: pagamenti degli arretrati e proroga della mobilità. La richiesta è stata accolta soltanto dai Senatori Massimo Ruspandini e Gianfranco Rufa, i quali a più riprese si sono resi disponibili a collaborare e a partecipare attivamente come conterranei. Grandi assenti i delegati provinciali nelle persone di Mauro Buschini e Sara Battisti in forze al PD, e dei deputati pentastellati Luca Frusone ed Enrica Segneri. Proprio sul contributo di quest'ultima si riversavano aspettative più concrete in quanto operante nella Commissione Lavoro alla Camera e dunque con margini di manovra su un tema tanto delicato. Schieramento sindacale al completo invece: spesso sedie vacanti negli incontri precedenti, CGIL, CISL, UIL e UGL non hanno potuto mancare la convocazione in questa occasione.

Una rappresentanza di lavoratori, con Gino Rossi in qualità di portavoce a testimoniare le esigenze di tutti i protestanti accorsi e non solo. Nessun colore politico a guidarli, nessuna intenzione polemica, solo necessità impellenti da risolvere.

Un intero dibattito che è ruotato attorno alla questione fondi: gli accordi precedentemente firmati con la Regione Lazio non potranno essere assolti per mancanza di mezzi finanziari, a disposizione solo 14 milioni di euro, del tutto insufficienti per i circa mille aventi diritto alla mobilità in deroga. I 60 milioni vincolati all'INPS ad oggi non sono stati sbloccati, nonostante sarebbero una copertura totale del fabbisogno economico.

Dati chiari, sottolineati dal segretario CISL Enrico Coppotelli. Quest'ultimo non ha mancato di specificare la mancata reindustrializzazione che doveva essere avviata nell'anno in corso e avrebbe trovato anche risposta nelle imprese locali e non. Elemento focale insieme al finanziamento di politiche attive, come precisato da Anselmo Briganti, per evitare i soliti contentini e puntare su un piano risolutivo. Forze sindacali che si sono manifestate pronte sul piano formale, meno su quello che dovrebbe caratterizzarle, la vicinanza ai lavoratori.

Un dialogo mozzato sul nascere infatti alle prime parole di malcontento, alla domanda specifica riguardante la questione delle "4 finestre". Ad oggi infatti, le modalità di pagamento non sono affatto chiare ai disoccupati, che vedranno autorizzata la mobilità per alcuni, nei totali 12 mesi, per altri a data da destinarsi. Una scelta fiscale che rischia di innescare una guerra fra poveri, di freddare un gruppo compatto e pronto a salvaguardare gli interessi di tutti, non solo dei primi 168 beneficiari. Su tale punto, il silenzio dei rappresentanti sindacali, quasi a mancata protezione degli interessi dei disoccupati. A loro il compito di sottoscrivere patti, non di verificarne l'adempimento di terzi. Un tavolo di lavoro conclusosi con un nulla di fatto se non un impegno dei presenti contenente i seguenti punti: pagamento mobilità degli anni precedenti, mobilità in deroga, politiche attive, manovre di reindustrializzazione e incontro con il sottosegretario al Lavoro Durigon.

Prossimo appuntamento a fine settembre, dunque un altro mese di incertezza, rabbia e dignità lesa. Un mese in cui centinaia di persone non conosceranno l'esito della loro vita e del loro futuro lavorativo, se mai dovesse essercene uno. Perché non è beneficenza che viene chiesta, anzi, piuttosto la possibilità di essere parte attiva di una società e non di specchiarsi in un mondo politico che cambia faccia e colori ma non si riflette ancora concretamente nei problemi comuni.

 

articolo pubblicato anche su L'Inchiesta del 7 settembre '18 a firma di Maria Gilulia Cretaro di UNOeTRE.it

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'La macchina è ripartita"

disoccupati assembleapermanente 23lug18 350 260 minVERTENZA FRUSINATE HA SOSPESO L'ASSEMBLEA PERMANENTE SVOLTA NEL PALAZZO DELL'AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE

Dopo una lunga notte di attesa sin dalla mattina sono cominciati ad arrivare segnali che solo nel pomeriggio di ieri erano impensabili.

Oggi pomeriggio hanno ricevuto il Deputato Francesco Zicchieri della Lega, il Segretario generale della Cisl Enrico Coppotelli. Lunedì incontreranno in mattinata la Deputata Enrica Segneri, il Consigliere Regionale Loreto Marcelli del M5S e Il Senatore Massimo Ruspandini di Fratelli d'Italia.

I Sindacati unitariamente, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, hanno chiesto un incontro al Sottosegretario On. Claudio Durigon e ne hanno dato notizia con un comunicato giunto in tutte le redazioni.

Il Presidente della Provincia Antonio Pompeo ha scritto una lettera a tutti gli eletti della Provincia di Frosinone in preparazione di una riunione straordinaria che dovrebbe impegnare tutte le rappresentanze del frusinate.

Stanchi ma soddisfatti ripetono , "la macchina si è rimessa in moto"

BENE. LA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA, PAGA SEMPRE.

24 luglio 2018

Qui di seguito vi diamo l'elenco dei DISOCCUPATI DI VERTENZA FRUSINATE CHE HANNO FATTO IL TURNO DI NOTTE DEL PRESIDIO NEL PALAZZO DELLA PROVINCIA

 

Assemblea permanente 23 luglio '18 presenti durante la nottata

 

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Sit-in per erogazione mobilità e tirocini

VertenzaFrusinate disoccupati sit in Prefettura Fr 13lug18 350 260 mindi Romeo Caruso - Venerdì 13/07/2018 Vertenza Frusinate come annunciato è di nuovo di scena nel sit-in organizzato davanti alla prefettura di Frosinone, il sole è infuocato, i partecipanti altrettanto, alcuni di loro hanno rinunciato ad importanti impegni seppur necessari per la sopravvivenza delle loro famiglie, comprendono che la loro presenza a supporto della vertenza che determinerà la possibilità, almeno nel medio periodo, di ottenere quei provvedimenti economici che permetterà loro di portare avanti le loro esistenze, delle loro famiglie ed in particolare dei loro figli ai quali non vogliono che debbano pagare l’inefficienza di un sistema distratto, sostanzialmente assente. Infatti per l’ennesima volta i nostri appelli, ben tre nelle ultime settimane a partecipare alle nostre iniziative, vanno desolatamente a vuoto, il nuovo ad oggi non sembra migliore del vecchio (praticamente scomparso in quanto intento ad una infinita analisi, nei soliti salotti a capire il perché della sconfitta, invece di essere sul territorio a riprendere quel filo con la gente), anzi elementi di incomprensione legati ad una evidente inesperienza dei primi, non permettono un dialogo costruttivo ed efficace come avvenne nel 2017. Noi però siamo determinati a fargli comprendere che sarebbe deleterio anche per loro continuare su questa strada, sono stati eletti per essere al servizio del cittadino e a loro devono attenzione e disponibilità senza far pesare considerazioni o antipatie personali.

La chiamata a conferire con la prefettura arriva e quindi finalmente arriva il momento tanto atteso, ci confrontiamo con i dirigenti responsabili in quanto il prefetto non è in sede, ma cortesemente ha lasciato disposizioni affinché venissimo ricevuti. L’incontro è cordiale, attento, si prendono appunti, si stabiliscono le iniziative da affrontare per accelerale l’iter ministeriale per lo sblocco dei pagamenti delle mobilità in deroga, c’è sinergia reciproca, quella di cui abbiamo disperatamente bisogno, con noi c’è il giovane e attivissimo vice presidente nazionale dell'Anci, Samuel Battaglini, prezioso elemento di congiunzione tra noi e alcuni responsabili del governo.

Ci lasciamo con la convinzione di aver segnato un altro punto a favore dei lavoratori, ma Vertenza non si ferma passiamo direttamente alla provincia per chiedere un consiglio provinciale straordinario per affrontare dal punto di vista politico tutte le tematiche in corso, quali le politiche attive ancora al palo, le vertenze aziendali irrisolte come quelle dell’Ilva di Patrica, sperando che a quell’appuntamento la politica di maggioranza ma anche quella ora all’opposizione si facciano vive!

 

Sit-in_VertenzaFrusinate_13lug18

 

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