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A Ceccano nasce la Federazione dei Verdi Europei

  • Pubblicato in Partiti

verdieuropei logo mindi Valentino Bettinellli - Nel pomeriggio di giovedì 19 settembre, a Ceccano, è stata rivelata una nuova realtà politica, rappresentata dalla locale Federazione dei Verdi Europei. Ad ospitare relatori e pubblico presente all’evento, i locali della pasticceria Zambardino. Una tappa importante che vede il ritorno nella città Fabraterna della formazione politica ecologista per eccellenza.

Ad aprire la presentazione Egidio Pizzuti, il quale ha rivendicato “la scelta funzionale per il bene della città, a differenza di chi ha deciso di cavalcare l’onda del consenso, sfruttando simboli politici che con la storia di Ceccano hanno poco a che a fare”. In conclusione del suo intervento, Pizzuti ha voluto sottolineare “l’importanza di porre la questione ambientale al centro dell’agenda politica ceccanese”.

Un incipit deciso, seguito dalle parole di Colombo Massa. “L’ultimo voto europeo ci ha consegnato uno scenario in cui i Verdi sono protagonisti dell’attualità politica”. Nel ricordare l’adesione dei Verdi di Ceccano alla manifestazione di domenica 22 settembre a Patrica, Colombo Massa ha voluto anche estendere un apprezzamento nei confronti del Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano, in quanto “istituto promotore di una campagna plastic free, che ben si lega con le intenzioni del nostro movimento”.

A Mario Spinelli, invece, il compito di indicare la collocazione nel panorama politico ceccanese della neonata Federazione dei Verdi. “Aderiamo al progetto della Piattaforma Civica, con l’intento di rafforzarlo. Nostro obiettivo sarà quello di trovare consensi in maniera trasversale, condividendo idee utili al rilancio della nostra città”. Accorato anche l’appello ai più giovani, affinché “il loro impegno sia concreto per la salvaguardia di un territorio che appartiene loro e che rappresenta presente e futuro per le più giovani generazioni”.verdiceccano 350 min

La conferenza ha visto la presenza di numerosi amministratori; fatto rimarcato da Angelo Di Mario che ha voluto ringraziare “i molti addetti ai lavori presenti tra le fila dei cittadini”. Hanno partecipato, infatti, il Presidente del Consiglio, Marco Corsi e i consiglieri Pino Malizia, Michelangelo Aversa e Giulio Conti.

A chiudere gli interventi dal tavolo di presidenza, Salvatore Raoni, storico amministratore ceccanese. “Il nostro lavoro è un iniziato all’indomani del voto europeo. Da lì nasce l’idea di far nascere a Ceccano la Federazione dei Verdi Europei, per rafforzare la politica ceccanese e un territorio che si sta distruggendo (terza provincia più inquinata d’Italia). Vogliamo dare un contributo per alzare il livello di attenzione contro gli inquinatori e controllare le risorse messe in campo. Faremo molta attenzione sui finanziamenti per la bonifica del SIN della Valle del Sacco”. Continua concentrandosi sul tema scuola: “Porremo la nostra attenzione anche sugli edifici scolastici e sulla loro stabilità e sicurezza. Ci confronteremo con l’attuale amministrazione per verificare e sollecitare i processi di controllo sugli edifici. Cercheremo di costituire anche dei comitati scolastici e lanceremo una raccolta firme per l’insegnamento dell’educazione ambientale”.

Dopo i doverosi discorsi dei rappresentanti dei Verdi ceccanesi, parola a Emanuela Piroli, presente come portavoce della Piattaforma Civica. “La nascita della federazione dei verdi a Ceccano è necessaria in un territorio martoriato dall’inquinamento. Può essere un supporto ad una politica ambientalista attiva e concreta, dato che fino ad ora abbiamo registrato tante parole, ma pochi fatti. Esprimo, a nome di tutto il gruppo, grande soddisfazione per l’adesione dei Verdi al progetto della Piattaforma Civica; un ingresso che dona un notevole valore aggiunto alla Piattaforma”. Subito dopo queste parole, Emanuela Piroli decide di lanciare un messaggio politico chiaro all’attuale amministrazione. “Intendo rispondere alle dichiarazioni del Sindaco Roberto Caligiore in merito alla mancanza di avversari; noi ci siamo e stiamo costruendo una squadra, perché le elezioni non sono la lotta personale tra candidati sindaco. La visione personale, superficiale e personalistica non ci appartiene”. L’affondo di Emanuela Piroli verdiceccano presenti 350 mincontinua duro sulla connotazione politica che la maggioranza Caligiore ha assunto negli ultimi periodi. “Dopo la nascita della Lega a Ceccano, non ci stupiremmo di un ulteriore allargamento a formazioni come Casapound o Forza Nuova. È necessaria, dunque, la costruzione di un fronte democratico, contrapposto alla destra sempre più estrema dell’attuale governo cittadino”. Salutando i presenti, la Dott.ssa Piroli ha ulteriormente confermato l’adesione dell’intera Piattaforma Civica alla manifestazione organizzata dal Sindaco di Patrica, Lucio Fiordaliso, di domenica 22 settembre.

Un pomeriggio denso di attività e contenuti, quello andato in scena a Ceccano. Una nuova strada, anzi un ritorno di lusso nel parterre politico Fabraterno, per un movimento che torna a toccare le corde di molti cittadini, ormai esausti a causa dei continui e gravissimi problemi dovuti all’inquinamento di aria, acqua e suolo. Da adesso anche Ceccano avrà la sua Federazione di Verdi Europei, un motore di impegno civile ancor prima che politico, pronto a dar fiato a tutta la sua cavalleria, rigorosamente nel rispetto dell’ambiente circostante.

 

 

 

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Storia. A Fiuggi nasce la prima "Squadra"...ccia. - 7ª puntata

TitoMilioni 350 mindi Lucia Fabi e Angelino Loffredi - Per il Movimento contadino e operaio operante nei Circondari di Frosinone, Sora e Gaeta gli anni 1919 e 1920 rappresentano non solo il momento più impegnato ma anche quello caratterizzato da importanti risultati: lotte, occupazioni di terre incolte, estesi legami di massa, da Paliano a Sant’Apollinare, migliori contratti di lavoro e più in generale nuovi rapporti con il ceto proprietario. Il punto più alto di credibilità e forza viene raggiunto a ridosso delle elezioni comunali e provinciali dell’ottobre 1920. In queste occasioni il Partito socialista con le Leghe contadine conquista 11 comuni nel Circondario di Frosinone, fra questi Ceccano, 11 nel Circondario di Sora, fra questi Isola del Liri, oltre che le Amministrazioni di Sant’Apollinare, Vallemaio, Pico, Esperia, San Giorgio a Liri e Sant’Andrea Vallefredda nel Circondario di Gaeta. Tale successo è confermato anche alle elezioni provinciale con l’affermazione di 3 eletti nel Circondario di Frosinone, nei collegi di Piperno, Ceccano, Monte San Giovanni Campano. In questo collegio Tito Milioni, operaio nel polverificio di Fontana Liri si afferma pur se sottoposto ad una minacciosa campagna condotta dal conte Francesco Lucernari. Due sono i consiglieri eletti nel Circondario di Sora, nei collegi di Sora e Isola del Liri. A fronte di tale successo il padronato non rimane a guardare e per fronteggiare altre richieste e ulteriori rapporti di forza si organizza.

Maurizio Federico nel suo saggio “Biennio rosso in Ciociaria. 1919-1920“ indica nella città di Fiuggi, 20 settembre 1920, la costituzione del primo Fascio in quella che sarà la provincia di Frosinone. Il Federale fascista Aurelio Vitto nel 1939 di questa realtà scriverà “ Il Fascio e la Squadra d’azione costituirono durante il periodo ante marcia uno dei capisaldi delle forze fasciste del Basso Lazio“.
La Squadra è chiamata “La Birba“. Il Federale ne indica anche i partecipanti ai quali riconosce l’ambita qualifica di “Squadrista“: Agnoli Giovanni, Alessandro Giuseppe, Ambrosi Amedeo, Ambrosi Lelio, Ambrosi Mario, Ambrosi Zefferino, Ballini Marco, Corradini Colombo, De Carolis Arturo, De Carolis Getulio, Falconi Carlo, Filatici Giovanni, Girolami Mario, Mariano Giuseppe, Martini Alfredo, Martini Loreto, Martini Vincenzo, Nardi Amedeo, Nardi Tommaso, Paris Luigi, Paris Vincenzo, Perosi Guglielmo, Rapparelli Carlo, Santesarti Domenico, Santesarti Ermenegildo, Santesarti Evaristo, Santesarti Ildebrando, Simeone Giuseppe, Terrinoni Anselmo, Terrinoni Angelo, Terrinoni Andrea, Terrinoni Pasquale, Terrinoni Pietro, Sforza Mario, Severa Biagio, Sideri Annibale, Speranza Felice, Tamburini Lorenzo, Torrelli Giuseppe, Vari Alfredo, Verghetti Rocco.
Esaminando meglio i documenti a disposizione rileviamo che mentre Guglielmo Quadrotta nei “Quaderni di Rassegna del Lazio/ Ricognizione. Scrittori e giornalisti nella Provincia di Frosinone“ pubblicato nel 1933., indica Amedeo Ambrosi non solo come l’autore della nascita del fascismo fiuggino ma anche l’organizzatore, nei mesi successivi alle costituzioni delle sedi di Anagni, Acuto, Guarcino e Alatri il Federale Vitto nel 1939, afferma, diversamente, che la Squadra d’azione di Fiuggi è stata ”agli ordini dell’infaticabile e disinteressato comandante De Carolis Arturo”.

Una domanda allora sorge spontanea: perché trascorrono sei anni per dare un giudizio così diverso e penalizzante nei confronti di Amedeo Ambrosi?
Non siamo nelle condizioni di dare una risposta sicura e ben definita, nello stesso tempo siamo consapevoli che tali perplessità nel contesto generale possono apparire secondarie, tuttavia ci permettiamo di seguire una traccia che è una costante nella vita interna delle organizzazioni fasciste locali e nazionali: la lotta fra persone e clan, per conquistare posizioni di prestigio e di potere è sempre aperta, portata avanti senza esclusioni di colpi, utilizzando strumenti spregiudicati tali da determinare improvvise cadute e rapidi successi personali.

Lucia Fabi Angelino Loffredi
Ceccano 1 Luglio 2019

 nella foto in alto a sinistra: "Tito Milioni, antifascista della prima ora" (passare il puntatore del mouse sulla foto e apparirà il nome)

 

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Nasce Aspagorà

AspAgorà 350 min 1Ufficio Stampa Agorà - Nasce Aspagorà, gruppo eterogeneo di cittadini del territorio che dicono no al razzismo e all’intolleranza. E il cantante Tonino Carotone sventola alta la maglia gialla del gruppo.

Lunedì 24 e martedì 25 giugno, ospitati dai promotori dei festeggiamenti per il falò di San Giovanni a Sora, il gruppo si è presentato alla cittadinanza con un gazebo, delle installazioni, dei volantini e delle magliette gialle per farsi conoscere dalla popolazione. Nato sotto la spinta di un episodio di intolleranza che ha visto soggetti di estrema destra denunciare un immigrato per vendita abusiva di asparagi (con successiva multa di 5.000 euro), il gruppo ha sollecitato un avvocato che a titolo del tutto gratuito ha proceduto a presentare ricorso. Lo stesso gruppo,AspAgorà 350.3 min di giorno in giorno più numeroso, ha iniziato ad incontrarsi per dare vita ad iniziative sociali che si contrappongano alla clima di odio e razzismo dilagante. Il riscontro inaspettato fra giovani e meno giovani e il volantino che contiene il manifesto di Aspagorà è stato oggetto di curiosità e di domande nel corso delle due serate.

E come già detto, il noto cantante spagnolo Carotone, dal palco di piazza Mayer Ross, ha parlato di Aspagorà sventolando la maglietta gialla. Aspagorà (nome nato dalla fusione dei termini asparago ed agorà) intende puntare i riflettori sui diritti umani in favore di tutte le diversità (per primi quelli dei migranti oggetto di fortissimi pregiudizi) e lo farà con la realizzazione di eventi, iniziative pubbliche, flash mob all’insegna delle parole d’ordine condivise: sorellanza, fratellanza, tolleranza, inclusione, autodeterminazione, uguaglianza, libertà e dignità.

 

 

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Nasce Comunità solidale

Noscita comitato solidale mindi Maria Giulia Cretaro - Presentazione ufficiale nel Palazzo Provinciale della neonata Comunità solidale. Una rete di cittadini, politici e associazioni creatasi per contrastare la deriva violenta e razzista che ha investito il nostro Paese negli ultimi tempi. Come spiega Daniela Bianchi, già consigliere regionale, "Abbiamo pensato a questo manifesto di equità e solidarietà come risposta necessaria a difesa di certi valori fondamentali ormai messi in discussione. La Politica dell'odio, cavalcata dal Governo, non può essere assecondata a suon di likes. Un confronto reale, che porti i cittadini ad impegnarsi attivamente è il vero obiettivo. La narrazione alterata dei fatti di cronaca rischia di allontanarci da discussioni concrete". Opinioni condivise da Gianmarco Capogna "Il Manifesto che presentiamo oggi è aperto a suggerimenti e collaborazioni da parte di chiunque voglia contribuire. Quella che lanciamo è una sfida, che muove dall'esigenza di palesare un malcontento e investire nella difesa della Democrazia. Salvare lo stato di Diritto significa evitare la deriva oscurantista che in questo quadro storico viviamo. Comunità Solidale opererà su un blog per attività, riunioni ed altro. Saranno iniziative nel e per il territorio". Il terzo interlocutore al tavolo, Valentino Bettinelli, in qualità di Segretario dei Giovani Democratici di Ceccano ha sostenuto la stessa linea di pensiero, sottolineando come “il diverso è oggi intercettato nell’immigrato, ma questo per colpa di un vocabolario politico che stigmatizza senza dati reali. Il confronto diretto è un tentativo ambizioso ma necessario per fare passi avanti e mai indietro. Ripartire dai valori fondanti di questa società, scritti indelebili nella Costituzione”.

Non sono mancati gli interventi degli accorsi alla Conferenza stampa, che si è rivelata più un dialogo tra cittadini che una fredda comunicazione di rito. L’Avvocato ManuelaBettinelli Bianchi Capogna min Maliziola ha focalizzato il suo intervento sulla paura, un sentimento sociale che limita il senso di Democrazia e va canalizzato in discorsi più articolati. Il diverso è tale perchè da decenni langue la politica estera e si lascia percepire il migrante o extracomunitario come una privazione di diritti. Questi possono moltiplicarsi, non è certo la guerra tra poveri a salvare i popoli.

Le domande arrivate dalla platea hanno posto l’accento sulle responsabilità della sinistra per l’attuale situazione. Le risposte sono state una chiara ammissione di responsabilità passata, con lo spirito però di non cercare più capri espiatori che possano giustificare i mancati interventi sociali. L’impegno civico travalica la politica, appartiene a tutta la classe di cittadinanza che si ritiene attiva: una combinazione legislativa e culturale.

Daniela Bianchi ha inoltre sottolineato come l’informazione alterata sia una forma nuova di censura, un pericoloso metodo di deviazione di consapevolezza. Partire dai giovani, con interventi mirati nelle scuole grazie al contributo di insegnanti e Dirigenti scolastici, per fornire una coscienza e conoscenza della realtà.

  Il piano programmatico che si prefissa Comunità Solidale è un tavolo di lavoro per fine Ottobre, pronto ad accogliere idee ed iniziative di quanti vorranno.
Per oggi già in molti non hanno mancato di apporre la propria firma a questo Manifesto. Per farlo basta visitare il blog comunitasolidalifr.wordpress.com e sostenere le iniziative. Lo scopo? Salvare quei valori che l’Italia, così come la nostra Provincia, non possono permettersi il lusso di perdere.

 

 

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Dalla paura non nasce la cultura della legalità, anzi...

gian carlo caselli legalita 350 260 minDalla paura non nasce la cultura della legalità, anzi... Si ricava questo convincimento leggendo l’intervista a Gian Carlo Caselli di Rossella Guadagnini da MicroMega del 1 marzo 2018. L'intervistatrice prende spunto dalla presentazione del libro ”La verità sul processo Andreotti”, uno svelto volumetto (pp. 87, Editori Laterza), appena uscito in libreria, denso di nomi, fatti e date ma, soprattutto, di chiarimenti.
E' un libro scritto da due magistrati, Gian Carlo Caselli e Guido Lo Forte, che hanno deciso di analizzare quel procedimento dal loro osservatorio privilegiato. L'autrice nell'intervista affronta un tema, quello della post-verità, che non liquida la verità ma la rende superflua e irrilevante ed appare sotteso.
C'è un aspetto che la interessa particolarmente, così come è per noi: «Timori e insicurezza non devono diventare opportunità d’investimento politico e massmediatico. La legalità non è uno slogan, sostiene Gian Carlo Caselli che tocca con MicroMega – a partire dal libro sul processo Andreotti – i temi della giustizia e della criminalità organizzata: dalla riforma delle intercettazioni alla trattativa Stato mafia...»

Ecco alcuni brani che illuminano le affermazioni dell'inizio di questa nostra pubblicazuione.

 

dall'intervista

Mafie, criminalità, immigrazione senza regole alimentano un clima di tensione, aggressività e timori incontrollati, utilizzati a volte per fini politici distorti e dalla cattiva informazione. È esagerato parlare di governo della paura?

Paura e insicurezza sono problemi seri da affrontare e possibilmente da risolvere. Invece sempre più di frequente si rivelano occasioni da sfruttare. Questi mali da sanare, sembrano essersi trasformati in opportunità d’investimento politico e massmediatico. Prima si accresce la paura – che c’è per cause obiettive – ma ci si lavora su per espanderla. Poi, invece di governarla, si finisce per restare governati dalla paura, nel senso che è la paura che oggi (molte, troppe volte) sembra dettare le scelte della politica e dei media. Con rischi evidenti di deriva democratica.

Come si comporta una società che ha paura?

Qui ‘rubo’ una formula al mio amico, don Luigi Ciotti: la sicurezza rischia di trasformarsi in una specie di killer. Nel senso che (intesa in un certo modo) cancella o, quantomeno, pregiudica decenni di lavoro sulle radici della violenza. Se la paura è un’opportunità di investimento, facilmente avremo non riforme vere, ma più che altro gesti simbolici, rassicuranti, un’indignazione che spesso può essere in prevalenza strumentale. Inoltre (forse non ce ne rendiamo conto, ma è sempre più così) impariamo a vivere nell’ostilità contro tutto e tutti, specie quando non si va oltre il recinto delle nostre individualità, degli interessi particolari o personali. Tuttavia vivere immersi nella cultura del sospetto non è più vita: succede che si modifica, in negativo, la qualità della nostra esistenza. Anche perché si comincia così e poi non si sa dove si va a finire. Oggi i rom, domani chissà.

Ma la sicurezza non è argomento più che valido, tanto più per chi – come lei – ha trascorso una vita da magistrato?

Se quello della sicurezza diviene un terreno da coltivare, anziché una questione da risolvere, occorre fare molta attenzione: i timori si autoalimentano. Le risorse a disposizione saranno prevalentemente, se non esclusivamente, convogliate su controlli e sempre più controlli (tipica la richiesta di impiego dell’esercito), su forme di repressione, nuovi reati e così via. Sempre meno, invece, saranno le risorse impiegate per scuole, ospedali, alloggi, più lampioni in periferia, trasporti pubblici meno degradati, politiche di inserimento e integrazione. Col risultato che, nel medio-lungo periodo, la criminalità invece di diminuire rischia di aumentare o rimanere sui livelli che già la caratterizzano. Il che comporta un aumento dell’insicurezza. Ecco il cortocircuito, pericoloso quando non si superano i luoghi comuni. Quando non si cerca di ragionare con la testa anziché con la pancia.

1 marzo 2018

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USB si riorganizza e cresce: nasce la Federazione del Sociale

usb350 260da Coordinamento Confederale USB Frosinone - USB Lavoro Privato, USB Pubblico Impiego, Federazione del Sociale per RIPRENDERCI TUTTO.
Il secondo congresso della confederazione USB appena concluso ha fornito una rappresentazione plastica del concetto politico e pratico della confederalità: un sindacato generale, solidale, che accetta le sfide poste dall'attuale crisi sistemica del capitalismo e le trasformazioni sociali e produttive in atto, che determinano nuove precarietà, povertà e individualismo.

Il sindacato plurale di classe, di massa, accogliente, che sa amalgamare le diverse esperienze ricavandone il meglio da ciascuno, capace di intercettare e sostenere i bisogni di ampie fasce di lavoratori, privati e pubblici, disoccupati, precari, migranti, lavoratori di nuova generazione per ricostruire l’unità dei lavoratori, riconquistare diritti sociali, e adeguare lo stato sociale alle necessità popolari.
Alla frammentazione del mondo del lavoro e alla perdita di potere contrattuale derivante dall’aumento della disoccupazione e dell’area del lavoro informale e decontrattualizzato, con uno stato perenne di precarietà largamente diffusa anche tra chi lavora, non è possibile limitare la sfera d’intervento solo al posto di lavoro ma occorre portarlo sul territorio e praticarlo sul piano dei diritti sociali e dei servizi.
Perciò il Congresso USB ha accolto con entusiasmo la costituzione della Federazione del Sociale che riunisce al suo interno As.ia (Associazione Inquilini e assegnatari), USB Pensionati e il neonato SLANG (Sindacato Lavoratori di nuova generazione), nel quale si organizzano i lavoratori e le lavoratrici autonome, indipendenti, occasionali, a prestazione, i disoccupati e gli studenti, ambulanti e free-lance, le finte partite IVA e line workers, giovani neet, tirocinanti e stagisti, colf e badanti, e tutto il nuovo lavoro senza contratti, senza diritti e a bassi salari.

Il Coordinamento Confederale USB di Frosinone ringrazia tutte le iscritte e gli iscritti di USB Lavoro Privato e USB Pubblico Impiego e i delegati As.ia che hanno rafforzato nel corso di questi lunghi quattro mesi, un rapporto diretto e consapevole con le centinaia di lavoratrici e lavoratori incontrati in assemblee congressuali a partire dai luoghi di lavoro e che con il loro impegno quotidiano rendono sempre più forte e determinata questa organizzazione sindacale,
Frosinone, 16 giugno 2017 Coordinamento Confederale USB Frosinone

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Il nuovo nasce dalla rivendicazione dei diritti lesi.

Disoccupati preparano lappuntamento del 22 350 260Conversazione di Daniela Mastracci con il direttore di UNOETRE.it, Ignazio Mazzoli
Oggi finisce un ammortizzatore sociale, quello chiamato “mobilità”, per altri 1700 disoccupati. Non è prevista nessun’altra misura di emergenza se non almeno una proroga di un anno della mobilità o intervento analogo comunque chiamato, in attesa di nuovi provvedimenti di breve e medio periodo.

 

  1. Parte 1
  2. Parte 2

Il 14 giugno è diventata una data simbolica, perché?

Il 14 giugno 2017 racchiude due aspetti: uno negativo e nefasto cioè la cessazione della mobilità per 1700 disoccupati e quindi la fine di ogni reddito per loro e le famiglie; l’elemento positivo è che, grazie soprattutto a Vertenza Frusinate che ne ha fatto richiesta nell’incontro con il sottosegretario Sen. Franca Biondelli al Ministero del Lavoro, si è riusciti ad ottenere due emendamenti utili (primo firmatario il Deputato Pilozzi più altri) al decreto 50/2017: il primo (55042) assicurerebbe la proroga della mobilità per 12 mesi, correggendo l’errore compiuto a gennaio sul Milleproroghe; il secondo emendamento (55030) assicurerebbe lo sblocco dei fondi della cassa integrazione straordinaria giacenti presso l’Inps perché non utilizzati, pur essendo stati richiesti da alcune aziende. Questi fondi finanzierebbero i Comuni per lavori sociali e pubblica utilità. Due finalità diverse e distinte.

Come siamo arrivati fino qua?

Una lunga strada. Tutto nasce da un incontro svolto ad Anagni il 28 ottobre 2014 che aveva una sua originalità: nell’estate precedente Stefano Gavioli disoccupato di Mantova, partendo dalla sua città, era andato in bicicletta fino al Parlamento Europeo a Bruxelles, per consegnare un ordine del giorno che riconoscesse la drammaticità della situazione rappresentata dai milioni di over 40 senza lavoro.

UNOeTRE.ite invitò subito Gavioli?

Si, invitò Gavioli ad Anagni perché qui si era verificato un fatto gravissimo che ha molte analogie con le motivazioni del nostro “ciclista”: il fallimento della Videocon (gestita dagli Indiani, parliamo di fatti che risalgono al 2004), aveva prodotto 1400 disoccupati ai quali non era stata assicurata alcune prospettiva. Alla presenza dei sindacati (Cgil, Cisl, Uil) l’incontro svolto nella Biblioteca comunale, segnò l’avvio del percorso di Vertenza Frusinate e l’inizio del disseppellimento di questo dramma dell’occupazione dall’oblio nella realtà quotidiana. Gli ex Videocolor ed ex Videocon furono il traino immediato e poderoso per il coinvolgimento di tutte le situazioni di crisi in Provincia di Frosinone, cioè non solo degli over 40 ma anche dei più giovani.

Come è stato il rapporto con i Sindacati e le Istituzioni?

Guidati da una linea ragionevole e responsabile alla ricerca del dialogo con tutti i partiti e con tutte le istituzioni. Quali alleati naturali furono interpellati per iscritto i sindacati, che però hanno tardato a rispondere per lunghissimi mesi fino al primo maggio del 2017. Tra le istituzioni, per prima manifestò interesse la Provincia guidata da Pompeo: fra il 2015 e il 2016 moltissime furono le occasioni di incontro nella sede di piazza Gramsci e lì si impostarono alcune iniziative molto importanti, come la richiesta di proroga dell’Accordo di Programma che sarebbe scaduto nell’agosto del 2016; e la richiesta di riconoscimento del territorio come Area di Crisi Complessa.

Disoccupati 20dic16 350 260

Anche qualche consigliere provinciale, qualche consigliere regionale e alcuni parlamentari hanno mostrato ascolto (a memoria ricordo Danilo Magliocchetti, Andrea Amata, Silvana Denicolò, Daniela Bianchi, Mario Abbruzzese, Maria Spilabotte, Nazzareno Pilozzi, mi scuso con chi posso aver dimenticato) ma, al di là di manifeste dichiarazioni di interesse, non si è riusciti mai a produrre un’azione concertata, quale invece la drammaticità della situazione richiedeva. C’è comunque stata una fase iniziale in cui i più sensibili sono stati i rappresentanti del Movimento 5 Stelle e del centrodestra.

Che peso ha avuto il lungo silenzio dei sindacati?

I sindacati sono difficili da sostituire, la loro assenza pesa sul piano del movimento. Ma le forze in campo sono comunque cresciute attraverso gli incontri con la maggior parte dei Comuni della Provincia e dei loro Sindaci; con i Vescovi e con la Caritas; con la ricerca capillare degli altri disoccupati, che erano rinchiusi nelle loro vicende individuali e familiari. Questo è stato il terreno fertile che ha spinto le televisioni, Rai 3 e Rete 4 e molta stampa locale ad interessarsi, malgrado tutto, di Vertenza Frusinate Disoccupati uniti. L’Inchiesta quotidiano è però solo da emulare. I lunghi mesi di impegno sono stati un crogiuolo di apprendimento di norme, di iniziativa sindacale e di capacità di dialogo politico, che hanno reso i rappresentanti di vertenza interlocutori legittimati in tutte le sedi, dove si sono presentati, come in Prefettura e alla Regione. Il punto che veniva posto e che tutt’ora rimane centrale, è che l’alto numero di disoccupati, in questa Provincia (circa 130.000) e nella Regione Lazio (380.000 circa), meriterebbe un’attenzione costante da parte di chi governa, non per elargire assistenzialismo, ma per impostare politiche industriali e di sviluppo dell’occupazione in grado di riassorbire e anche assorbire (riferendoci agli inoccupati) coloro che non lavorano. Questa appassionata rivendicazione per come si è sviluppata nel territorio ha messo in evidenza un aspetto di grande attualità: la disoccupazione oggi che caratteristiche ha? I disoccupati si sono sentiti rispondere spesso che non ci sono più le condizioni per un lavoro che impegni direttamente l’uomo nella produzione materiale, (a volte sono stati anche offesi). Ma questa è la conseguenza dell’espandersi dell’automazione e più in generale della diffusa informatizzazione, nonché del fenomeno ambiguo della delocalizzazione che dal 2008 si è fatto più drammatico. E allora? È necessario capire e riconoscere che una percentuale consistente di disoccupati tende ad essere cronica, quindi è necessario pensare a forme di sostegno al reddito come il reddito minimo garantito tra un lavoro e un altro.

(continua a leggere. Vai in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino "Parte 2)

Quale problema si pone dal punto di vista dell’organizzazione dei disoccupati?

Certo, prima di tutto devono essere organizzati. Perciò occorre una struttura specifica, possibilmente unitaria. Risultato della ricerca comune dei grandi sindacati che debbono per un momento dimenticare la caccia alle tessere. Nemmeno si può pensare che trovare un posto di lavoro a qualche “fastidioso che protesta”, possa risolvere il problema. Questi ciociari sono stati i primi a porre questa esigenza da mesi, ma non sono più i soli, perché di recente l’USB (Unione Sindacale di base) ha fatto una sua valutazione sulla necessità che assomiglia alla proposta qui delineata. Si è pronunciata infatti sostenendo che occorrono fatti e correzioni radicali come ad esempio un “centro permanente per la disoccupazione”.

In quale contesto politico si sviluppa questa iniziativa di Vertenza Frusinate per riportare alla luce il tema della disoccupazione?

Purtroppo il quadro è quello del disfacimento del centrosinistra in Provincia di Frosinone. Reso evidente dai risultati elettorali del 2012 a Frosinone e Ceccano. Qui il Partito Democratico, che si autodefiniva il partito del centrosinistra, scendeva sotto il 10%; a Frosinone sceglieva la strada della divisione in due liste, replicando in maniera più drammatica quanto era già avvenuto nel 2009, nelle elezioni provinciali, che causarono la sconfitta di Gianfranco Schietroma e portarono alla guida del palazzo di Piazza Gramsci una giunta di centrodestra guidata da Antonello Iannarilli. Le lacerazioni di un PD “mai nato”, come si disse allora, furono le genitrici di quanto racconto. Il PD trascinò nella sua china anche altre forze che non riuscirono a ritrovare la loro autonoma funzione. Che cosa si poteva fare? Era da escludere la strada dei colloqui personali con i cosiddetti leader. Sin dal 2009 Frosinone e la Provincia non avevano più partiti degni di questo nome, ma notabili che guidavano proprie formazioni, anche se con sigle di partito, più presi dell’annullamento di ogni differenza fra destra e sinistra in una indistinta sovrastruttura, in cui si riconoscevano e si attribuivano incarichi, senza bisogno della ricerca di consenso popolare diretto. Ormai era arrivato il momento non più rinviabile di ripartire dai bisogni delle persone, trascurati e drammaticamente senza risposte. Vertenza Frusinate, con il suo esistere e la sua iniziativa, è intervenuta in questo vuoto e, costringendo tutti a parlare di problemi concreti, ha riaperto una effettiva dialettica fra i partiti, con i sindacati, e fra loro e le istituzioni. E soprattutto si è andata riconfigurando la politica come mezzo per dare risposte ai bisogni e ai disagi sociali dei cittadini Alcune forze hanno sostenuto con più determinazione le richieste del movimento dei disoccupati, forse per contrastare i propri avversari, ma, in ogni caso, queste loro iniziative hanno costretto anche i più riluttanti e sordi a prendere iniziative analoghe. Si può dire che il centrodestra frusinate sia stato il più pronto a cogliere l’opportunità, come quando ha accolto la proposta di legge per un reddito minimo elaborata dai disoccupati, ma non solo. Questa iniziativa ha messo ancor più in risalto l’inerzia delle Regione Lazio e la sua assoluta mancanza di politiche per contrastare la mancanza di lavoro e le emergenze che essa provoca.

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L’informazione tra stampa e tv ha seguito il movimento di Vertenza Frusinate?

Anche nell’informazione abbiamo assistito ad un movimento-mutamento: siamo passati dal parlare solo delle vicende dei leader, a parlare di fatti e provvedimenti legislativi. Ciò non toglie che l’informazione nella maggior parte dei casi non sollecita l’adeguamento dei comportamenti degli eletti e dei dirigenti politici ad affrontare la sofferenza grave di questo territorio. Una esatta cronologia e coerente “notizia” è fondamentale per capire se e come si svolgono determinati fatti: intanto se la notizia viene data sulla stampa dopo gli avvenimenti e distorta da una visione che ne enfatizza pseudo protagonisti, indicati come leader ai quali si debba il tale o tal altro risultato, essa notizia non fotografa la vera realtà e non dà conto dei reali protagonisti e soprattutto delle questioni da affrontare. È accaduto con la vicenda Amazon (Rieti era già un bel po’ avanti a Frosinone, quando invece certa stampa dava Frosinone come territorio ove Amazon avrebbe posto il suo nuovo sito). Oppure è il caso della notizia circa la “settima salvaguardia” che UNOeTRE.it e L’Inchiesta danno subito il 3 novembre 2015 come riconoscimento al suo autentico protagonista, il sindacato Cisl a guida Maceroni, promotore della richiesta di proroga, e dell’accoglimento della stessa da parte della senatrice Anna Maria Parente, Presidente della Commissione competente. Da ultimo c’è l’esempio di notizie che accreditano pseudo protagonisti ancora nel maggio 2017, quando i risultati portati a casa da Vertenza Frusinate si fanno risalire solo a politici della provincia, che sono intervenuti (doverosamente) perché i disoccupati hanno saputo porre i problemi. Riconosciamo i meriti ai fautori di una strenua lotta di rivendicazione di diritti. Sembra essere un problema per la stampa riconoscere Vertenza Frusinate, come anche altre vertenze del territorio, quando invece la loro lotta è stata ed è centrale nelle novità politiche e sindacali. Vertenza Frusinate ha insegnato ed insegna molto: con lo studio, la determinazione, la capacità dialettica che hanno dimostrato, Vertenza sta giungendo a traguardi inaspettati fino a “ieri”. La strada è lunga ma non impossibile. E la politica ne sta tenendo conto, come è il caso dei quattro partiti (Possibile, Pci, Prc e Sinistra Italiana che si sono già uniti alla loro lotta e provano a portarla avanti appunto come partiti politici. Il nuovo nasce dalla dialettica sociale. Dalla rivendicazione dei diritti lesi.

Aggiornato il 14 giugno 2017 alle ore 12,20

 

 

 
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Nasce a Ceccano Articolo 1 MDP

Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista 350 260comunicato completo 180Ex coordinamento del circolo S.E.L. di Ceccano, Vincenzo Cesare Del Brocco ed alcuni compagni ex S.E.L. Hanno aderito al movimento politico Articolo UNO M.D.P.
Una "alleanza per la Costituzione" che valorizzi anche politicamente il risultato del referendum del 4 dicembre è una proposta seria. Troviamo le forme per strutturarla, al centro e nei territori. Noi stiamo costruendo un movimento, un partito che vuole essere un pezzo di questo ragionamento di un campo più largo sui contenuti, cancellazione della riforma Fornero, del Jobs Act e della buona scuola, su di una svolta radicale e immediata nella politica economica e sociale del governo per una redistribuzione vera della ricchezza in una lotta senza quartiere alla povertà. Noi guardiamo avanti costruiamo una sinistra che sia autonoma dal PD. Una sinistra di governo ovviamente, e cioè che sia pronta a discutere nel paese e in Parlamento, con tutti, ma a testa alta e nel merito dei problemi reali e delle soluzioni possibili. Alternativa alla destra e al populismo, sempre. Non una forza di testimonianza ma mai un appendice di altri: non possiamo permettercelo, non c'è più tempo.

 

 
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PD Veroli. Nasce gruppo per Andrea Orlando

gruppo andrea orlando verolidi Toni Pironi - Si è costituito anche a Veroli un gruppo di lavoro a sostegno della candidatura di Andrea Orlando a segretario del Partito Democratico. Fanno parte di questo comitato iniziale militanti storici della sinistra verolana come Cesare Novelli e attuali dirigenti del locale circolo quali Giampiero Martelluzzi, Davide Fuligno, Fabrizio Quattrociocchi, Marco Scaccia, Luigia Iannarilli e Toni Pironi.
“Sosteniamo la candidatura del ministro Orlando perché condividiamo la sua visione del ruolo del partito che, per quanto ci riguarda, deve aprire una fase di profonda riflessione interna prima di poter tornare a proporre una ricetta per il nostro Paese. Ad esempio, siamo profondamente convinti che sia necessario dividere la figura del segretario da quella del capo del governo perché non si deve più ripetere l’esperienza degli ultimi anni che ha visto il dibattito interno al PD del tutto annullato dal sostegno all’esecutivo. Un partito deve mantenere un ruolo di stimolo e di critica sempre, anche nel caso sia forza parlamentare di governo. Inoltre, per noi, si deve porre la questione fondamentale dell’identità di una forza moderna di centrosinistra che non può ignorare i messaggi che provengono dalle urne. Messaggi che raccontano di un elettorato che non premia le nostre politiche e che si attende soprattutto un rinnovato interesse nei confronti di alcune categorie sociali che devono tornare ad essere centrali nell’azione del partito. Ci riferiamo ai giovani, al mondo del lavoro precario o inesistente e alle tante nuove povertà con le quali quotidianamente abbiamo a che fare. Per questo pensiamo che il 30 di aprile, il giorno delle primarie, si possa indicare una via diversa per il nostro partito e quindi, sin da ora, rivolgiamo un appello a tutti coloro che si riconoscono in un quadro più ampio di centrosinistra a dare un segnale di svolta attraverso il voto ad Andrea Orlando”.

 
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Nasce a Ceccano il coordinamento del centrosinistra

ceccano monumento 350 260dal Coordinamento di Centro Sinistra Ceccanese - E' in via di attivazione un account mail dedicato e la lista di riferimenti del Coordinamento che saranno tempestivamente distribuiti. Cordiali saluti.

La costituzione del Coordinamento di Centro Sinistra Ceccanese è il primo passo sulla strada di riunificazione delle realtà politiche cittadine che da sempre si richiamano ad esso, per una rinnovata centralità della politica nell'amministrazione della cosa pubblica, fuori da ogni ottica di personalismo.

Un laboratorio delle idee che funga da cantiere operativo, aperto a tutti i contributi propositivi e in costante dialogo con la cittadinanza, per la determinazione, e quindi per la concretizzazione, di una programmazione valida e attenta, capace di ascoltare, comprendere e recepire le reali esigenze di rilancio e di valorizzazione del territorio ceccanese.

Sotto l’egida di questi imprescindibili e incondizionati presupposti, nasce quindi quella che è da ritenersi una “start-up” dinamica per il progressivo consolidamento di un Coordinamento unitario, espressione dei Partiti, della società civile, del mondo dell’associazionismo e del volontariato, aperto a tutti coloro che già ne hanno promosso la creazione e, non di meno, a tutti coloro intenderanno sostenerlo e animarlo nel futuro.

Tutti seriamente impegnati nel proposito di conseguire la ricomposizione del Centro Sinistra a Ceccano, per il ridimensionamento degli effetti infausti derivanti dall'inadeguatezza dell’attuale governo del Centro Destra.

Al centro dell’attività del Coordinamento di Centro Sinistra Ceccanese ci sono le esperienze, l’innovazione e le naturali particolari inclinazioni verso ambiti storicamente identitari e che sono primari per la cittadinanza e il territorio.

Il Coordinamento nasce e auspica di ampliarsi per la rivalutazione di una esperienza politica e amministrativa fatta di grandi traguardi del passato ma con uno approccio al futuro moderno, aperto al dialogo e alla collaborazione, teso alla crescita culturale, infrastrutturale e dei servizi della città e delle sue svariate realtà.

Il naturale contrario dell’azione amministrativa e politica attuata dalla Destra populista al governo comunale, isolazionista e decontestualizzata.

Come nella buona prassi del Centro Sinistra, l’attenzione è rivolta sin da subito a temi imprescindibili per il benessere della cittadinanza:

· gestione oculata della spesa pubblica e gestione diretta del patrimonio infrastrutturale della Città di Ceccano;
· investimenti in opere e servizi e contenimento delle tassazioni e della pressione tributaria;
· tutela ambientale;
· welfare e sanità;
· reperimento di entrate economiche extra bilancio per mezzo di finanziamenti pubblici di grado sovra-comunale, finanche europei;
· istruzione e cultura;
· sport;
· re-integrazione e re-interazione con il tessuto politico-amministrativo provinciale e regionale per l’uscita dall'isolamento amministrativo arrecato dall'attuale governo comunale.

Ceccano, 01.03.2017

Il Coordinamento di Centro Sinistra Ceccanese

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