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+46° non fermano i disoccupati il 12 agosto

sitin 12ago18 350 mindi Valentino Bettinelli e Maria Giulia Cretaro - I disoccupati di Vertenza Frusinate tornano a presidiare il piazzale antistante il Palazzo della Prefettura di Frosinone. Alle 10:00 del 12 agosto, in una giornata da caldo record, +46°, nel capoluogo, un nutrito gruppo di componenti del comitato si è presentato nei pressi del Palazzo del Governo, per chiedere ulteriore sostegno in merito all’erogazione della mobilità in deroga. A muovere la manifestazione, l’imminente scadenza per la presentazione delle istanze per il percepimento dell’ammortizzatore, deadline fissata al 31 agosto.

Insieme ai lavoratori presenti anche le sigle sindacali, rappresentate per l’occasione da Enzo Valente (UGL) e Stefano Tomaselli (CISL). Gli stessi hanno confermato l’avvio delle pratiche. “Le domande ricevute sono già state trasmesse in Regione e ci auguriamo che l’iter burocratico sia il più veloce possibile, per permettere agli aventi diritto di percepire i soldi della mobilità”.

Puntuale all’appuntamento anche il Prefetto, Sua Eccellenza Ignazio Portelli, che ancora una volta è sceso in piazza tra i disoccupati con grande disponibilità e senso dell’istituzione che rappresenta. Accolta di buon grado dai presenti, anche la decisione di allestire un banchetto con acqua fresca a disposizione di tutti; un gesto semplice, ma che conferma l’umanità di un uomo dello Stato quale è il Prefetto Portelli.

Questi ha confermato il suo impegno. “Già dal precedente incontro sono state avviate le procedure per far sì che la lunga trafila burocratica vada a buon fine. Il problema sarà quello di trovare le risorse che mancano per il mese di dicembre e agganciare, dunque, la mobilità del 2020”. A stimolare il Prefetto, il solito Gino Rossi che punta il dito contro l’assessore regionale Claudio Di Berardino che recentemente ha dichiarato il fallimento delle politiche attive. Secondo il portavoce di Vertenza Frusinate, invece, “non si può nemmeno parlare di poca efficacia, poiché il sistema di politiche attive non è mai partito. A meno che alcuni progetti siano stati avviati, senza che nessuno sapesse niente”.ilprefettocon disoccupati 350 min

A tal proposito Sua Eccellenza ha annunciato che “è prevista la partenza di oltre 70 cantieri sul territorio provinciale, oltre ai primi approcci alla bonifica della Valle del Sacco che ci saranno nel mese di settembre. Su questi la mia possibilità di supervisione e attenzione è assicurata. C’è comunità d’intenti affinché i percettori di mobilità vengano reintegrati al lavoro attraverso tali progetti. La Provincia, che da sette anni a questa parte latita in merito, dovrà concedere le autorizzazioni necessarie alla realizzazione di depuratori dell’acqua per i comuni entro i 2000 abitanti. Chiaro è che il reinserimento non può avvenire con una clausola specifica, che sarebbe impugnabile davanti al TAR. Anche su questo mi impegnerò a livello tecnico, suggerendo le manovre più appropriate”.

Per i disoccupati over 58, i sindacati attendono un nuovo incontro regionale per chiarire e aggiustare le misure che hanno più o meno funzionato. I 12 milioni confermati dalla Regione a disposizione dei disoccupati, dovranno dunque essere indirizzati nel migliore dei modi. Saranno comunque garantiti i termini stabiliti dall'accordo quadro. Subito dopo ferragosto ci saranno nuovi contatti tra Regione Lazio e parti sociali per concordare una nuova riunione tecnica. Altra questione quella della cassintegrazione: in base alle domande presentate non si esclude la possibilità di reindirizzare i 4 milioni a disposizioni verso le mobilità. Numeri ancora incerti, soprattutto se si tiene conto dei pensionamenti avvenuti nell'annualità e dei nuovi aventi diritto all'erogazione straordinaria. Capillare sarà dunque il vertice alla Pisana.

L'appello rinnovato di Sua Eccellenza è al dialogo e alla cooperazione. I sindacati non sono un nemico, piuttosto uno strumento essenziale per tutelare i lavoratori, la loro presenza in piazza nella settimana di ferragosto ne è esempio. Anche gridare al boicottaggio è controproducente; troppo spesso dietro i ritardi, si nascondono solo dimenticanze burocratiche, che se pur gravissime, non denotano disinteresse per la materia in questione.

Ambedue le parti hanno rassicurato i manifestanti riguardo l'attuale crisi di Governo. Quando la Regione trasferirà le domande al Ministero del Lavoro, le operazioni necessarie saranno squisitamente di natura tecnica, dunque non saranno messe a rischio da eventuali cambi ai vertici nazionali.
Una mattinata che ha sollevato nuove possibilità di impiego e di conseguenza un reinserimento concreto e non millantato dei disoccupati. La situazione resta critica, ma l'impegno delle varie parti ognuna per la specifica area di competenza, è un chiaro segnale di come Vertenza Frusinate non sia sola.

Valentino Bettinelli Maria Giulia Cretaro

 

 

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Due ruote forate non fermano Stefano

Gavioli in marciadi Ivano Alteri - Continua tenacemente, ma non senza difficoltà, il nuovo viaggio in bicicletta intrapreso da Stefano Gavioli, il nostro amico disoccupato ultracinquantenne di Mantova, verso l'Ingilterra. Gavioli sta tenendo un diario di viaggio sul giornale online L'Altra Mantova, che già seguì la sua precedente impresa a Bruxelles. La sua battaglia contro l'“invisibilità” di chi perde e non ritrova il lavoro deve scontrarsi con la dura realtà della scarsità di fondi e degli imprevisti del viaggio.

“Da come era finita ieri la giornata, sapevo che oggi avrei dovuto affrontare una giornata molto in 'salita'. Ma non mi sarei mai aspettato un vero incubo.
Il culmine dell'incubo recarmi all'ufficio informazioni di Lienz, chiedere una stanza per una notte, e specificare (anzi, raccomandare), che ci fosse il wi fi. L'addetta al ricevimento al pubblico, molto gentile, mi trova il posto e mi rifornisce tutte le rassicurazioni.
Risultato. Quando speranzoso di collegarmi a Internet arrivo al Bed end Brekfast, niente wi fi.
Mi è caduto il mondo addosso.
Ma cominciamo dal mattino.
Il posto dove mi trovo è molto trascurato. Non voglio utilizzare aggettivi troppo dispregiativi, ma voi avete capito cosa intendo.
A colazione: due panini, un po' di marmellata e una fettina di burro. Niente acqua, niente succo di frutta. Nient'altro. E all'arrivo del cappuccino in mezzo alla schiuma galleggia una mosca morta.
Che schifo!”.

Ma il vero problema è trovare la “ciclabile”. “Riprendo il controllo della situazione. Sono in Austria. Il posto già di suo non è un bello spettacolo. Se rimando indietro il cappuccino, questo magari mi ripresenta lo stesso, o magari fa cose ben peggiori. E magari mi aumenta anche il prezzo?
E allora faccio quello che mai avrei pensato di fare. Tolgo la mosca e un po' di schiuma che gli sta intorno e bevo il cappuccino (tra l'altro orribile) con disgusto.
Ancora una volta prego.
Prego che i miei anticorpi facciano il loro dovere. Che eliminino ogni minaccia 'aggressiva' esterna.
Poi, però, la bellezza del panorama, la strada tutta in discesa mi fanno dimenticare tutte le mie 'disgrazie'.
(Ma la tragedia, è sempre lì che incombe).StefanoGavioli 350 260
Questa è un sogno di ciclabile.
E appena arrivo a Lienz, subito altri guai?
Dove cazzo sono finito?
Non comprendo un tubo. I cartelli sono il mio incubo "peggiore". Ma che roba è.
Perdo ogni mio punto di riferimento
Per provare a prendere confidenza con la mia nuova realtà cerco di tracciare il confine della città. Almeno l'indicazione Salisburgo dovrei capirla. Oppure qualcuna delle località che la precedono.
Niente”.

Dopo aver finalmente trovato il wi-fi e spedito le sue corrispondenze, riesce a trovare anche “la 'Pista ciclabile dei Tauri' che mi sparerò dritta in Germania”. Almeno così crede.
“Senza perdere tempo salgo sulla bici e subito per una direzione. E' quasi l'una. Neppure mi passa per la testa di mangiare. (E' dalla colazione di ieri che non mangio, e neppure era un granché). Seguo il fiume che credo sia l'Isel. Supero paesi. Ma nessuno di questi appare sulla cartina che mi sono fatto stampare.
Ma cocciuto vado avanti.
Alle sette di sera mi è evidente che ho sbagliato strada. C'è ancora chiaro. Decido di tornare a Lienz. Proprio in quel mentre, buco la ruota posteriore della bicicletta. Impreco. Cambio la ruota riparto.
Decido anche che non posso percorrere la ciclabile a ritroso nel buio, rischierei di perdermi. Prendo la strada Statale che porta a Lienz. Percorro un po' di chilometri. I fari delle auto che arrivano dal senso opposto che mi accecano. Mentre I tir che, con il loro spostamento d'aria, mi fanno svolazzare.
Poi, il colpo di scena, foro un'altra volta.
Cazzo! E ancora cazzo!
E' evidente che anche il copertone ha un problema. Non posso rischiare, così, anche la mia seconda camera d'aria.
Che altro posso fare?
Semplice: Spingere la bicicletta a piedi. Che altro posso fare.
Arriva il buio. Arriva il freddo.
Impreco e intanto spingo la bicicletta.
Macino altri chilometri.
Poi, accade il miracolo.
In mezzo alla strada si ferma un furgone. All'inizio il tipo alla guida, un uomo giovane, non capisco cosa vuole. Arrivo perfino a pensare che mi stia insultando o che sia un serial killer che con il furgone rapisce le sue vittime. Poi capisco. Vuole portarmi a Lienz. Entra in uno spiazzo. Apre lo sportello del retro del furgone. Il ripiano è pieno di scatole. L'uomo le sposta per farci stare la bici e i miei zaini. Carichiamo e via, verso Lienz.
Lui parla tedesco, io in italiano. Ma, con qualche parola infilata d'Inglese, riesco a capire. L'uomo si è fermato perché ha pensato che a Lienz io ci sarei arrivato stanco morto. E' un pensiero che mi commuove.
Mentre torniamo verso Lienz lui parla parla e io annuisco. E' come se capissi. E forse capisco davvero.
Mi faccio lasciare alla stazione dei treni. Gli chiedo se posso offrirgli da bere. Lui, gentilmente rifiuta. Deve guidare. Lui lavora la notte. Poi, da una delle scatole estrae un bottiglia di succo di frutta, quelli con le vitamine. Lui sta consegnando queste scatole con dentro i succhi di frutta. Lui me le allunga e mi fa capire che ne ho davvero bisogno.
E mi lascia in stazione...” (Continua)

Frosinone 9 settembre 2017

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