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Valle del Sacco: Veleni e ritardi. Ora agire in fretta

 UNOeTRE.it Dirette

Valle del Sacco 450 min

 I temi trattati nella trasmissione. di Valentino Nettinelli

UNOeTRE.it incontra il Dott. Luigi Montano e la Prof.ssa Margherita Eufemi, per riaccendere i riflettori sull’inquinamento che danna la Valle del Sacco, in particolare per discutere dei composti organici volatili presenti nel sangue, nelle urine e nel seme dei residenti nelle aree altamente inquinate.

Un’attenzione che il nostro giornale ha sempre tenuto viva, nonostante negli ultimi tempi ci sia stato un allontanamento dal tema. Distanza causata da ritardi della Asl nell'avere contezza della criticità dei dati e, soprattutto, dalla latitanza della politica locale, che ha sottovalutato l’emergenza, sull’altare degli interessi di pochi.

Prima di cominciare permettetemi di presentare brevemente i nostri due ospiti.
Il Dott. Luigi Montano è responsabile del primo servizio pubblico in Italia di medicina dello stile di vita in Uroandrologia nella Asl di Salerno e coordinatore del progetto di ricerca EcoFoodFertility.
La Prof.ssa Margherita Eufemi, residente a Serrone, è docente nel dipartimento di Biochimica dell’Università “La Sapienza” di Roma. Da sempre molto impegnata nello studio del territorio della Valle del Sacco e in prima fila nella difesa della salute delle persone.

1- Nel primo quesito vorrei chiedere ai nostri due ospiti di illustrare il proprio lavoro e le motivazioni che hanno indotto le rispettive équipes ad avviare le ricerche.

2- È importante anche mettere in parallelo la situazione della nostra Valle con la terra dei fuochi. I dati del nostro territorio evidenziano una situazione peggiore per la Valle del Sacco. La domanda che rivolgo ad entrambi è quella di descrivere le motivazioni che scatenano questa condizione della Valle del Sacco.

3- Nell’indagine effettuata si è tenuto conto della popolazione residente nel territorio proveniente da altre terre e da fenomeni di migrazione? I dati evidenziati nei cittadini della Valle del Sacco sono equiparabili anche in questa fascia di popolazione?

4- A questo punto affrontiamo un tema a noi caro, in qualità di organo di informazione. Nella nostra provincia c’è stata, in riferimento a questo tema, una grave carenza informativa. In particolar modo gli scetticismi e le pressioni da parte di alcune imprese hanno lavorato come veri e propri freni per la diffusione dell’informazione. Come credete che oggi si possa ovviare a queste lacune e cosa pensate degli scetticismi e delle pressioni continue?

5- Come quesito finale vorrei chiedere se e come lo Stato sia intervenuto nel sostenere e finanziare questa importante ricerca del Dott. Montano. Si intende, inoltre, promuovere la ricerca a livello istituzionale e proseguire con una riorganizzazione del lavoro?

Ringraziamenti agli ospiti, alla eccellente regia del direttore Ignazio Mazzoli e appuntamento sul nostro giornale per l’informazione quotidiana e per ulteriori approfondimenti

 

 La registrazione integrale della diretta*. 

 

 

 

*La diretta con il dottor Montano e la professoressa Eufemi ha sofferto di alcuni inconvenienti di natura tecnica. Ce ne scusiamo, ma a volte non si sa come fronteggiarli in maniera tempestiva ed efficace.
Questa forma di comunicazione e di informazione online è innovativa e importante, ma è penalizzata dalla diseguale qualità delle connessioni fra zona e zona e fra aree delle stesse città. Chissà se il Recovery plan rappresenterà un'occasione per la modifica radicale dell'efficienza e della qualità delle reti internet e WiFi? Ce lo auguriamo.

Pensiamo di poter fornire un aiuto a seguire le importanti e impegnative argomentazioni del dottor Luigi Montano e della Professoressa Margherita Eufemi segnalando alcune loro affermazioni e indicando il numero dei minuti (fra parentesi) in cui ricercarle.

«Non c'è consapevolezza» (nella Valle del Sacco ndr)

«Abbiamo avuto un aiuto non particolarmente importante» (nel fare le indigini sanitarie nella Valle del Sacco, cioè è mancato l'aiuto di scuole, medici e istutuzioni in genere. Noi ricordiamo di aver intervistato il dottor Monatano a Ceccano presso un laboratorio privato [privato, si] dove si effettuavano i prelievi. ndr)

«Il reclutamento di giovani nella Valle del Sacco per fare le indagini cliniche è stato davvero stancante, una fatica enorme... Annunciati disponibili in 20, alle analisi in 3 o 4»

In Italia su 8000 ragazzi analizzati solo 363

«Dire ancora dobbiamo continuare a fare studi epidemiologici...Non capisco che volete più approfondire? (19-25,30)
Ma...Siamo già alla fase della decontaminazione attraverso regimi dietetici...»

«Bisogna mettere mano al territorio e avviare le bonifiche necessarie» (50.00)

La situazione deve essere presa sul serio in questa area. Il seme valuta il passato, il presente ed è predittivo (35-45.00)

 

 aggiornato il 23 giugno '21 alle ore 15,05

 

 

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Femminismo ieri e oggi. Diretta on line, 7 aprile

Mercoledì 7 aprile 2021 ore 18
FEMMINISMO IERI E OGGI
COSA E' CAMBIATO DAL XIX AL XXI SECOLO

Diretta online di UNOeTRE.it. In dialogo con Nadeia De Gasperis¹, Luciana Castellina², Fiorenza Taricone³ e Paolo Zanone⁴, la novità, perchè è promotore del primo Flash Mob a sostegno delle ragioni delle donne, tutto al maschile: "UOMINI IN SCARPE ROSSE"

scarperosse 390 min 1Da molti anni sosteniamo che è importante schierarsi dalla parte della lotta contro la violenza che colpisce le donne e, purtroppo, anche inesorabilemente. Non solo solidarietà che pure è importante, ma condivisione delle ragioni della loro lotta per un avera parità di diritti, per godere di tutto il rispetto che ogni persona merita, sempre, verso la propria dignità. L'uomo schierato dalla parte della donna, convinto del rispetto che le deve, è una scelta di civiltà e prepara l'solamento dei violenti e degli incivili. Il 26 febbraio di quest'anno c'è stato un segnale manifesto e concreto di questo impegno senza incertezze. Come una odierna cometa di annunciazione, ha brillato da Biella per iniziativa di un uomo: Paolo Zanone, direttore artistico della compagnia Teatrando di Biella.

Di nostro per ora non aggiungiamo altro. La cosa migliore, in attesa della diretta on line, crediamo sia far parlare il comunicato che annunciò il flash mob su newsbiella.it il 26 febbraio 2021.

«Dai piedi del Mucrone, il monte che stagliandosi nel cielo disegna, secondo l’immaginario locale, il profilo di una donna placidamente addormentata, prende forma “Uomini in scarpe rosse”, il primo flash mob tutto maschile contro la violenza sulle donne. L’idea è venuta a Paolo Zanone, direttore artistico della compagnia Teatrando di Biella, dopo aver saputo del tweet sul tema scritto da Milena Gabanelli e delle relative reazioni.

“Ne ammazzano una al giorno – si legge nel tweet pubblicato dalla giornalista il 21 febbraio – ma io vedo solo donne manifestare, protestare, gridare aiuto. Non ho visto una sola iniziativa organizzata dagli uomini, contro gli uomini che uccidono le loro mogli o fidanzate. Dove siete? Non è cosa da maschi proteggere le donne?”.

“Quando ho appreso – commenta Paolo Zanone – che nessuno degli esponenti della cultura, seppur sollecitati, si è messo in gioco, mi sono sentito chiamato in causa, come uomo e come persona che opera nel settore, seppur in un contesto piccolo come quello biellese”.

Ha quindi chiamato a raccolta gli uomini della compagnia, che hanno prontamente risposto. Sabato 27 febbraio alle 15,30 gli attori di Teatrando partiranno quindi dal Ponte della Maddalena, vicino alla loro sede, e saliranno verso Riva per poi percorrere via Italia fino alla Fons Vitae. Il momento clou del flashmob si concentrerà tra Palazzo Oropa e piazza Santa Marta.

Opportunamente distanziati, sfileranno, indossando scarpe rosse e mostrando alcuni cartelli con messaggi “da uomo a uomo” sul tema. Altri uomini potranno accodarsi spontaneamente, rispettando le norme in vigore e indossando qualcosa di rosso.»

1) Vicedirettrice di UNOeTRE.it
2) Politica molto conosciuta, giornalista e scrittrice italiana, parlamentare comunista, più volte eurodeputata;
3) Docente universitaria di Storia delle dottrine politiche presso l'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Presidente per le Pari Opportunità, Presidente CUDARI (Centri Universitari Diversamente Abili Ricerca e Innovazione), Presidente del CUG (Comitrato Unico di Garanzia). Scrittrice,
4) Direttore artistico della compagnia "Teatrando" ideatore del flash mob “Uomini in scarpe rosse”. Di Biella

 

 

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Progresso Fabraterno presenta online #progressolive

ASSOCIAZIONI

 Rubrica “#progressolive”: una serie di dirette su facebook e twitc

di Valentino Bettinelli
Locandina evento minPrimo evento in diretta facebook per le ragazze e i ragazzi di Progresso Fabraterno, associazione politica giovanile ceccanese, grande novità nel panorama del centrosinistra.

Il gruppo ha lanciato la propria rubrica “#progressolive”, basata su una serie di dirette su facebook e twitch.

“Nel corso dei nostri eventi ci avvarremo della collaborazione di ospiti ed esperti, cercando di fornire spunti di riflessione ai più giovani , che troppo spesso non trovano corretta informazione sull’attualità e le tematiche del mondo che li circonda”. Con queste parole il gruppo di Progresso Fabraterno aveva annunciato la partenza delle proprie trasmissioni.
A tenere a battesimo il primo appuntamento, il Prof. Pietro Alviti, che Progresso Fabraterno ha ospitato per dialogare sul tema dell’ambiente e delle politiche del territorio. Un dibattito ben orchestrato dalla eccellente moderazione di Sara Liburdi, impegnata nel gestire le domande pervenute al prof. Alviti dai componenti dell’associazione e dai tanti spettatori che seguivano la diretta.
Tante le tematiche trattate: dalla costante crescita delle discariche abusive sul territorio, alla questione Valle del Sacco e del depuratore ASI di Via Cese, passando per la problematica del contenimento delle polveri sottili. Altro tema centrale quello del lavoro di formazione di una cultura ambientale di massa all’interno delle scuole.
Inquinamento di aria, acqua e suolo, ecobonus del 110% e analisi politiche sulle soluzioni che il territorio può trovare per migliorare la situazione ambientale. Tematiche sulle quali Pietro Alviti ha fornito le sue risposte e le proprie argomentazioni. Argomenti che il professore tratta quotidianamente nel suo blog di informazione e che ha approfondito con grande disponibilità.
L’evento, che è solo il primo di una serie di dirette, segna un punto di svolta per l’associazione Progresso Fabraterno, nata da poco e già molto attiva. Una trasmissione, pubblicata in diretta facebook, che ha raggiunto numeri molto buoni, con oltre 70 persone costantemente collegate. Presenze che hanno garantito un alto numero di interazioni con i relatori da parte del pubblico, che ha apprezzato lo sforzo profuso dai giovani ceccanesi nello sviluppare una iniziativa di grande rilevanza politica, culturale e sociale.
“Siamo in un momento complesso, a causa della pandemia, ma stiamo mettendo grande dedizione in questo progetto” - dichiarano i componenti di Progresso Fabraterno -. “Ringraziamo chi ci ha seguito e rinnoviamo l’appuntamento alla prossima diretta di #progressolive, l’unica rubrica social che sceglie di andare in direzione ostinata e contraria”.

 

 

 

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"Possibile" Anagni: iniziativa antifascista online

  • Pubblicato in Partiti

PARTITI. Possibile Anagni

“il fascismo non è un’opinione, è un crimine”

Possibile logo 350 260Anagni è salita agli onori delle cronache, in passato, per le avventure del cavaliere oscuro e, più recentemente, per essere il comune più nero d’italia grazie alla presenza di in gruppo neofascista in consiglio comunale. Venerdi, alle 19, sulla pagina Possibile Comitato Provinciale Frosinone (https://m.facebook.com/profile.php?id=1629486700625718&ref=content_filter) sarà possibile seguire la diretta dell’evento FASCISTS ARE NOT WELCOME. Ospite d’onore Maurizio Verona, sindaco di Sant’Anna di Stazzema, promotore della legge di iniziativa popolare contro la propaganda fascista e nazista. Non è concepibile che chi inneggia al fascismo possa avere una legittimità politica. Men che meno è opportuno definirsi partiti o movimenti di sinistra e nel contempo fare costantemente comunella con chi va fiero di essere un fascista.

Il ritorno a quelle ideologie è pericoloso ed è stato misurato nel “Rapporto Italia 2020” dell’Eurispes che ha messo in evidenza l’aumento del numero dei negazionisti della Shoah, di chi crede che Mussolini sia stato un grande leader che ha commesso solo qualche sbaglio, che molti italiani sono fascisti e che “ordine e disciplina” sono valori molto amati nel nostro Paese. Per il 37,2% degli italiani i recenti episodi di antisemitismo sono bravate messe in atto per provocazione o per scherzo. Nell’ottica di una memoria che va preservata, saranno ospiti dell’evento anche il Presidente di Anpi Frosinone, Giovanni Morsillo, il Professore Gioacchino Giammaria e Francesca Druetti, autrice e componente del Comitato Organizzativo Nazionale di Possibile. Sarà con noi anche Viviana Cacciatori, coordinatrice di SI Anagni.
Ricordiamo con la citazione di Matteotti che “il fascismo non è un’opinione, è un crimine”.

Lucilla Graziani, Sara Missori - Possibile Anagni

 

 

 

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Propaganda fascista e nazista sia delitto anche se online

Antifascismo

Una proposta del Sindaco di Sant’Anna di Stazzema

anagrafe antifascista 390 minAccogliamo la proposta del Sindaco di Sant’Anna di Stazzema, Maurizio Verona, su un progetto di legge ad iniziativa popolare per perseguire penalmente chi fa propaganda di fascismo e nazismo anche online.

Riteniamo inaccettabile che la propaganda neonazista e neofascista resti impunita, per questo crediamo fortemente nella proposta di legge che parte da Sant’Anna di Stazzema, comune tristemente noto per uno dei più cruenti eccidi nazisti della seconda guerra mondiale. Lanciamo l’iniziativa nel nostro comune in occasione di una ricorrenza importante, come la Giornata della memoria per le vittime della Shoah, perché crediamo nei valori democratici della nostra Repubblica. Dobbiamo riscontrare come i moduli non fossero a disposizione presso gli uffici comunali e riteniamo questa scelta poco consona al valore della proposta in questione. Ci siamo, pertanto, attivati, anche a seguito di numerose segnalazioni da parte dei nostri concittadini, per far sì che i ceccanesi potessero sottoscrivere la petizione.

Da troppi anni assistiamo ad una crescita dei rigurgiti fascisti e nazionalisti nel nostro paese e intendiamo sostenere in pieno la proposta avanzata dal comitato promotore, che ringraziamo per la collaborazione dimostrata negli adempimenti burocratici. Siamo fermamente convinti che il fascismo vada combattuto con la democratica iniziativa popolare e vogliamo che questa proposta di legge arrivi in discussione nelle aule del Parlamento.

Nella giornata di ieri, per far sì che anche a Ceccano ci fosse la possibilità di firmare, abbiamo provveduto a depositare, pressoIlCoraggiodiCambiare Logo min gli uffici comunali, i moduli di adesione all’iniziativa. Tutti i cittadini maggiorenni che vogliono sottoscrivere la proposta potranno recarsi presso l’ufficio della Segreteria Generale, muniti di un documento di riconoscimento valido, chiedendo di firmare la proposta di legge contro la propaganda fascista e nazista. Il termine della raccolta firme è fissato al 31 marzo 2021.

Il nostro appello è rivolto a tutti i ceccanesi che si riconoscono nei valori democratici della nostra Repubblica, nata dalla Resistenza. Perché lo strumento della memoria va esercitato quotidianamente, con azioni concrete che continuino a ricordare a tutti che il fascismo non è un’opinione. Il fascismo è stato, è, e sarà sempre un crimine inaccettabile e che merita la giusta pena.

Coordinamento politico “Il Coraggio di Cambiare”

 

 

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COVID. Coldiretti: attenti ad acquisti online

Associazioni professionali. Coldiretti

COVID: Coldiretti, sos truffe di natale con +29,2% di spesa on line. Da lotta al fake food 300mila nuovi posti di lavoro

coldiretti 350 minCon l’aumento record del 29,2% del commercio elettronico nel 2020 è allarme per il rischio truffe nella spesa on line, soprattutto in arrivo delle feste di Natale e Capodanno durante le quali lo scorso anno sono stati spesi 5 miliardi di euro per imbandire le tavole . E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui dati Istat relativi ai primi nove mesi dell’anno divulgata in occasione della web conferenze “#NoFakeFood. Stop agropirateria: difesa del Made in Italy e del patrimonio agroalimentare da contraffazioni e italian sounding”.

Acquistando beni alimentari online il rischio maggiore è quello di incorrere in prodotti di bassa qualità o addirittura contraffatti, con rischi potenziali anche per la salute come dimostra il rapporto dell’Istituto per la tutela della qualità e repressione frodi (Icrqf) che nei quattro mesi della prima ondata dell’emergenza Covid ha effettuato ben 558 interventi per la rimozione di inserzioni irregolari di prodotti alimentari sui siti Alibaba, Amazon e Ebay nel periodo da febbraio a maggio 2020. Tra i prodotti più taroccati – sottolinea Denis Carnello Presidente della Federazione Provinciale Coldiretti di Latina - c’è certamente l’olio di oliva extravergine che ha il 45% dei casi di irregolarità ma sotto attacco ci sono anche i formaggi più prestigiosi come Parmigiano Reggiano e il Gorgonzola, i salumi dalla Soppressata al Capocollo, dalla salsiccia alla pancetta di Calabria fino al prosciutto Toscano ed anche i vini a partire dal Prosecco (5%).

Le contraffazioni riguardano anche i prodotti tutelati a livello comunitario come quelli biologici o a denominazione di origine Dop/Igp per le quali l’Italia detiene il primato a livello europeo con ben 305 riconoscimenti. Sul web tra le falsificazioni spiccano anche i cosiddetti kit per produrre formaggi e vini italiani: i cheese-kit e i wine-kit. In merito ai cheese-kit, sono state scoperte confezioni contenenti tutto il necessario per ottenere una mozzarella in 30 minuti o altri formaggi italiani in 2 mesi. Il wine-kit invece è lo strumento utilizzato per la preparazione di vino in polvere: consiste in un preparato solubile in polvere che, stante a quanto dichiarato sulla confezione, permetterebbe di riprodurre i più noti vini italiani, quali il Brunello o il Barolo. Il problema è anche normativo: se in alcuni paesi la vendita dei kit è illegale, in altri non lo è.

“Con l’emergenza Covid più di 8 italiani su 10 (82%) cercano sugli scaffali dei supermercati e vogliono portare sulle tavole di casa i prodotti del vero Made in Italy per sostenere l’economia ed il lavoro degli italiani” afferma il presidente della Coldiretti pontina Denis Carnello sottolineando che “la voglia di 100% Made in Italy è una tendenza confermata dal successo della campagna #mangiaitaliano promossa da Coldiretti e Filiera Italia che ha coinvolto industrie e catene della grande distribuzione ed i mercati degli agricoltori di Campagna Amica per promuovere le produzioni del territori e combattere il fake food”.

Sulle tavole di tutto il mondo, con l’emergenza Covid e la frenata del commercio internazionale, i falsi Made in Italy a tavola hanno superato, secondo l’analisi della Coldiretti, l’astronomica cifra di 100 miliardi di euro sottraendo risorse e opportunità di lavoro all’Italia. Infatti – aggiunge Denis Carnello - dalla lotta alla contraffazione e alla falsificazione dei prodotti alimentari italiani di qualità potrebbero nascere trecentomila nuovi posti di lavoro.

l consiglio di Carlo Picchi, Direttore della Coldiretti di Latina e Frosinone, anche in vista dell’ appuntamento con il Natale a tavola è quello di verificare l’identità del venditore on line privilegiando chi ha un legame diretto con la terra o appartiene ad una rete strutturata di agricoltori come Campagna Amica ma anche di assicurarsi che il prodotto in vendita sia realmente tipico della zona da cui proviene, magari stando attenti che il nome del prodotto non sia “storpiato” come spesso accade quando ci si trova davanti delle imitazioni delle più note specialità Made in Italy. Sulle immagini dei prodotti vanno cercate, se possibile, le indicazioni in etichetta relative all’origine. I prodotti a denominazione di origine (Dop e Igp) devono avere ben evidente il logo che li contraddistingue. In caso di prodotto venduto come biologico, occorre anche qui controllare che riporti in etichetta il logo europeo che certifica che la produzione sia stata effettuata con metodi bio. Ma bisogna pure diffidare dei prezzi troppo bassi per prodotti agroalimentari di particolare pregio.

Grazie al pressing della Coldiretti, continua Carlo Picchi, c'è in Italia l’obbligo di indicare in etichetta l’origine per la carne impiegata nei salumi, entrato in vigore proprio lo scorso 15 novembre, ma anche quella per pelati, polpe, concentrato e degli altri derivati del pomodoro grazie alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale 47 del 26 febbraio 2018, del decreto interministeriale per l’origine obbligatoria sui prodotti come conserve e salse, oltre al concentrato e ai sughi, che siano composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro. Il 13 febbraio 2018 era entrato in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del grano per la pasta e del riso, ma prima c’erano stati già diversi traguardi raggiunti: il 19 aprile 2017 è scattato l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre, a partire dal 1° gennaio 2008, vigeva l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. A livello comunitario – conclude Carlo Picchi – il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca.

I CONSIGLI ANTI FRODE PER LA SPESA ON LINE
• Verificare l’identità del venditore on line privilegiando chi ha un legame diretto con la terra o appartiene a una rete strutturata di vendita diretta
• Fare attenzione a storpiature, anche minime, del nome del prodotto, che spesso rivelano che si tratta di imitazioni
• Verificare nelle immagini dei prodotti a denominazione di origine (Dop e Igp) che ci sia il logo che li contraddistingue
• In caso di prodotto venduto come biologico, controllare che riporti in etichetta il logo europeo corrispondente
• Leggere attentamente tutte le indicazioni presenti in etichette, a partire da quelle relative all’origine
Diffidare dei prezzi troppo bassi per prodotti agroalimentari di particolare pregio

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DieciMinuti Film Festival 2020: versione online

#DFF15

Un #DFF15 in versione online non si era mai visto

di Valentino Bettinelli
DFF15 LOCANDINA 390 minDopo due rinvii dovuti all’emergenza sanitaria da Covid-19, il DieciMinuti Film Festival taglierà il suo nastro di partenza. La rassegna di cortometraggi, organizzata dall’associazione IndieGesta, che porta sempre una ventata di freschezza nella cultura ceccanese, partirà martedì 10 novembre e si concluderà sabato 14 novembre. Sarà una versione straordinaria quella che celebra il 15esimo anniversario della rassegna, che si svolgerà online, data l’impossibilità di dare atto alla manifestazione nel Cinema Teatro Antares, sede storica del festival.

Tra le fila degli organizzatori c’è attesa per questa inedita versione del DieciMinuti Film Festival. “Un #DFF15 in versione online non si era mai visto, ma una certezza ce l'abbiamo: sarà memorabile, come sempre. La piattaforma Festhome TV sarà il luogo virtuale in cui accedere alla visione dei cortometraggi in concorso: un modo semplice, comodo e divertente per stare insieme, anche se a distanza”. Continuano: “Non siamo proprio abituati a farci mancare nulla, per cui preparatevi alla compagnia di ospiti entusiasmanti, curiosità tutte da scoprire insieme ed una serie di interviste da restare incollati allo schermo. Il tutto trasmesso in live streaming dai nostri profili social”.

In conclusione l’organizzazione invita il pubblico a “seguire l'evento e le pagine social per restare aggiornati e non perdere nulla di questo DFF a dir poco scoppiettante”.
In un periodo di difficoltà ed emergenza iniziative culturali di questo spessore possono certamente contribuire ad allietare le persone, con messaggi importanti e attraverso la diffusione di arte e cultura.

 

 

 

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No ai voucher, la Cgil lancia una petizione online

turimetti iofirmo min

Puoi firmare anche da qui, clicca sul link che segue: https://www.fare.progressi.org/petitions/no-ai-voucher

da rassegna.it - Decreto legge "Dignità".
La campagna contro l'ampliamento dei buoni lavoro – che ha visto mobilitarsi le categorie del terziario, pubblico impiego, agricoltura – si arricchisce di uno strumento di "pressione digitale". Sarà consegnata alle commissioni Lavoro e Finanze

La campagna della Cgil contro l'ipotesi di ampliamento dei voucher - che ha visto mobilitarsi in piazza negli scorsi giorni le categorie del terziario, pubblico impiego, lavoro agricolo, oltre alla stessa confederazione - si arricchisce ora di uno strumento di "pressione digitale" sul Parlamento. Il sindacato di corso d'Italia ha infatti lanciato sulla piattaforma Progressi una petizione indirizzata a parlamentari e commissioni Lavoro e Finanze di Camera e Senato.

"Nel dibattito parlamentare sul decreto dignità - si legge nella petizione, che il sindacato invita a firmare e divulgare - il governo sta presentando un emendamento per estendere l'utilizzo dei voucher. Non c'è nessuna dignità in questo. Come si fa a dire che si combatte la precarietà mentre la si ripropone? Il lavoro occasionale esiste già, non abbiamo bisogno di altri voucher, ma di lavoro di qualità. Per questa ragione chiediamo ai parlamentari di avere il coraggio di scegliere di stare dalla parte giusta: dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori. Dalla parte di quel milione e mezzo di italiani che un anno fa si è già espresso con chiarezza su questo tema".

Prosegue il testo: "Chiediamo ai parlamentari di dire di no ai voucher. Perché è importante? I dati confermano che dal momento della loro introduzione i voucher non hanno ridotto la precarietà, ma l'hanno estesa e istituzionalizzata, non ostacolando affatto il lavoro nero. In molti casi si è trattato di un vero e proprio 'effetto sostituzione': voucher al posto del lavoro subordinato. Questo - ricorda la Cgil - ha determinato, a parità di lavoro e di mansioni, la riduzione di tutele, diritti e retribuzioni".

Puoi firmare anche da qui, clicca sul link che segue: https://www.fare.progressi.org/petitions/no-ai-voucher

"Nel 2017 - ricorda la Cgil - oltre un milione e mezzo di cittadini ha firmato per il referendum proposto dalla Cgil, con il quale si chiedeva la loro cancellazione. Per combattere precarietà e sfruttamento serve lavoro regolare, ben retribuito, contrattualizzato. E solo i contratti nazionali di lavoro garantiscono questo: regole, flessibilità, diritti".

La petizione sarà consegnata direttamente ai parlamentari delle commissioni Lavoro e Finanze.

26 luglio 2018

 

 

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Sugli acquisti online ci sono ora garanzie speciali

acquistionline 350 260 mindi Chiara Arroi da laleggepertutti.it (segnalato da Vincenzo Grande) - Sugli acquisti online ci sono garanzie speciali, non solo per i prodotti rovinati. Anche un acquisto che non piace può essere restituito.
Era un abito delizioso, colorato e sfiancato, proprio quello che cercavate. Indossato da quella modella alta con i capelli lunghi, perfetta (probabilmente photoshoppata) vi aveva poi convinto definitivamente. Era il vestito che faceva per voi e meritava di essere acquistato subito a quel prezzo tanto conveniente! E invece no. Il corriere bussa alla porta, consegna il pacco e, sorpresa delle sorprese, non è l’abito da cenerentola che avevate visto nell’immagine pubblicizzata da quel sito, ma una orrenda tunica che sembra cucita da un apprendista tessitore ubriaco. O perlomeno indosso a voi fa quell’effetto. In breve, a orecchie basse e con la bocca amara dovete ammettere che l’acquisto portato a termine online si è rivelato una mezza ciofeca. Non una fregatura, perché tecnicamente quel vestito non ha nulla che non vada, solo che su quella modella faceva tutto un altro effetto, mentre a scatola aperta l’incantesimo della perfezione è svanito e resta quel che vi trovate in mano, un prodotto che proprio non vi piace e che non indosserete mai.

Niente paura, è successo a tutti e a tutto (o quasi) c’è una soluzione. Gli acquisti online non graditi possono essere rispediti al mittente, facendo valere il diritto di ripensamento e quello alla restituzione: non è cioè necessario che il prodotto acquistato sia rovinato o rotto all’arrivo per volerlo restituire, ma semplicemente può non piacervi.

L’idea è quella di tutelare maggiormente il consumatore che sceglie di acquistare non potendo vedere con i proprio occhi quello che compra, come nel caso degli acquisti a distanza e online. È chiaro che guardare una foto non è lo stessa cosa del toccare con mano (e semmai provare di persona) quello che si sceglie. Dal momento dell’acquisto del prodotto si hanno quindi 14 giorni di tempo per restituirlo, se non gradito. Vediamo come.

Il diritto di recesso da un acquisto online. Che cos’è e in quali casi vale
La legge lo dice chiaramente: il cliente, dal momento in cui conclude un contratto di acquisto di un bene o servizio a distanza e fuori dal tradizionale negozio, ha 14 giorni di tempo per recedere dal contratto senza per questo dover fornire alcuna motivazione e conservando il diritto a ottenere il rimborso della spesa effettuata, incluse le spese di spedizione originarie, cioè quelle sostenute per far arrivare a casa il prodotto acquistato. Attenzione quindi a rispettare questi termini.

Entro 14 giorni dall’arrivo del prodotto a casa, il cliente che ha intenzione di recedere deve informare il venditore online presso cui ha effettuato l’acquisto che quel prodotto non lo vuole più. Deve cioè comunicargli la sua volontà di recedere dal contratto di acquisto e lo può fare attraverso:

· Un modulo tipo sul diritto di recesso che il venditore stesso può mettere a disposizione sul proprio sito

· Oppure presentando una qualsiasi altra dichiarazione in cui esplicitamente viene comunicata la volontà di recedere.

Dopo la compilazione e l’invio del modulo, spetta al venditore inviare una conferma della ricezione. Attenzione quindi a conservare con cura questa copia, perché è quella che serve, in caso di contenzioso, a dimostrare che avete deciso di recedere e restituire il prodotto e che lo avete fatto entro i termini stabiliti per legge. E spetta a voi dimostrarlo carte alla mano!

Acquisti online: come restituire l’ordine e ottenere il rimborso
Dopo aver compilato e spedito il modulo di recesso, il cliente ha poi diritto di essere rimborsato per quel televisore o per quell’aspirapolvere, per quel frullatore o, tornando al nostro caso, per quel brutto vestito scelto. Ovviamente dovrà occuparsi di restituirlo a chi glielo ha venduto.

Innanzitutto il venditore ha a sua volta 14 giorni di tempo per rimborsare tutti i pagamenti ricevuti dal cliente, spese di consegna comprese. E questo lasso di tempo inizia dal momento in cui è stato informato della decisione presa dal consumatore deluso. Sulla modalità di rimborso è una sorta di ‘occhio per occhio, dente per dente’, nel senso che il rimborso deve avvenire utilizzando lo stesso metodo di pagamento scelto dal cliente per effettuare la transazione.

Ricordate che dovete essere rimborsati di tutto quello che avete tirato fuori dalle vostre tasche per quel prodotto. Nessun venditore deve porre limiti né al diritto di recesso tantomeno a quello di rimborso. Le uniche due armi in mano al venditore sono quelle che gli consentono di:

· non rimborsare i costi supplementari: esempio, il venditore vi propone un tipo di consegna standard, economica e poco costosa, ma voi scegliete comunque una tipologia di consegna rapida, premium e molto onerosa (il corriere espresso). Ecco, questo rimborso accessorio non vi è dovuto.

· Trattenere il rimborso fino al momento in cui non riceve concretamente il prodotto restituito o fino a che il cliente non abbia almeno dimostrato di averlo spedito

Se volete riavere i soldi quindi, preoccupatevi di restituire quel vestito orrendo che non vi piace. E fatelo entro i termini, cioè entro 14 giorni dalla data in cui avete informato il venditore della vostra volontà di recedere dal contratto. Ci sono casi in cui è il venditore stesso che si offre di ritirare il prodotto rinnegato. In quel caso la vita vi viene resa ancora più facile.

Nel caso in cui siate voi a rispedire indietro quella tunica bianca orrenda, dovrete sostenere solo il costo della spedizione diretta, quindi il costo della restituzione, a meno che il venditore non abbia omesso di comunicarvi che avreste dovuto pagare voi per rispedirgli indietro la merce. Qualora abbia avuto questa mancanza, tranquilli, perché il tutto sarà completamente a suo carico.

Non siete tenuti a pagare costi di cui non siate stati prima informati

A proposito: se il venditore non vi fornisce tutte le informazioni dovute sulle clausole di recesso, il vostro diritto di ripensamento si protrae per ben oltre il tempo dei 14 giorni stabiliti: il vostro diritto di recesso scade 12 mesi dopo la fine del recesso iniziale (14 giorni).

Esempio: avete ricevuto a casa quel brutto vestito il 1° gennaio 2017. Se il venditore online vi ha dato tutte le informazioni dovute sul diritto di recesso, voi inviate il modulo compilato con la vostra volontà di recedere dall’acquisto entro il 15 gennaio 2017 (entro 14 giorni dal possesso fisico dell’oggetto acquistato). Se il venditore non vi informa prima sul vostro diritto di recesso, avete tempo 12 mesi + 14 giorni (cioè il tempo di recesso iniziale maggiorato di 12 mesi. Avete tempo quindi fino al 14 gennaio 2018.

Acquisti online: quando non vale il diritto di recesso
Come in tutto nella vita, anche nel caso del diritto di recesso per gli acquisti online ci sono eccezioni. Non si possono restituire con diritto di rimborso:

· I prodotti confezionati su misura e personalizzati sulla persona che li ha scelti

· I prodotti a breve scadenza o ad alto rischio deterioramento

· I prodotti sigillati appositamente, la cui apertura causerebbe problemi di igiene o di protezione della salute

· I prodotti alcolici con un prezzo concordato in fase di vendita, la cui consegna possa avvenire solo dopo 30 giorni e con un valore che dipende dalle fluttuazioni del mercato (quindi indipendenti dalla volontà del venditore)

· Registrazioni audio/video sigillati, prodotti software sigillati che sono stati aperti a consegna avvenuta

di Chiara Arroi

fonte https://www.laleggepertutti.it/author/ditelo-voi

 
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L’Unità torna online. Una bella notizia

unità 450-260da partitodemocratico,it - "L'Unità non può tacere.Giornalisti e poligrafici hanno deciso di riattivare il sito del quotidiano www.unita.it. Il punto di vista de l'Unità tonerà su tutti i temi caldi. Grazie al lavoro gratuito e volontario dei lavoratori del giornale fondato da Antonio Gramsci, informazione, analisi, commenti saranno veicolati sul web. E' un buon segno, la dimostrazione che l'Unità è viva e ha ancora molto da dire". E' quanto si legge sul sito informativo del giornale.

Ieri, dal palco della Festa Nazionale de l'Unità a Bologna, si è tenuta la conferenza stampa del Comitato di Redazione de l'Unità, dove è stata annunciata la riapertura del giornale online.

"La chiusura del giornale il 31 luglio scorso è stata una ferita profonda per tutta la sinistra italiana ed ha comportato un danno sia al mondo dell'informazione che ai lavoratori del giornale. 80 famiglie oggi sono senza reddito da aprile scorso e sono entrate in cassa integrazione", ha esordito il comitato.

Il comitato si è dichiarato soddisfatto che il tesoriere Bonifazi e il segretario Matteo Renzi abbiano assicurato che "il giornale tornerà in edicola, con una formula solida e più moderna", come ha detto Renzi, ma ha voluto inviare un messaggio preciso al PD: "Dopo le parole aspettiamo i fatti - ha concluso il comitato - e vorremmo che ci sia una proposta trasparente per i giornalisti, in merito all'offerta che il PD sta organizzando e che vorrà farci".

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