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E' arrivata l’ora di uscire allo scoperto

Inaugurazione bibllioteca Ceccano 6 dicembre 1981Angelino Loffredi - Per conto dell’Associazione Cives di Ceccano circola in rete, pubblicato da UNOeTRE.it, un articolo scritto da Valentino Bettinelli dal titolo “Ceccano. Comincia il censimento dei danni”, danni ovviamente riferiti alla passata coalizione che ha comandato il Comune. L’argomento riguarda la pessima condizione in cui si trova la Biblioteca cittadina. Con meticolosità ne vengono indicati le questioni aperte: interruzione prestito intersistemico, libri acquistati nel 2018 ancora sparsi nelle sale, rischiose condizioni igieniche dei locali (polvere, sporcizia, insalubrità), muffa che sta attaccando i volumi.

Discutere della nostra Biblioteca mi fa tornare indietro nel tempo, e con trepidazione ritorno a quel lontano 6 dicembre 1981 quando, avendo a disposizione solo 800 volumi, la inaugurammo nei locali ora appartenenti alla Sala De Sio. Sembrava una scommessa. Per seguirne l’evoluzione che la stessa ha avuto nei primi anni di attività, i velocissimi passi percorsi e confrontare il tutto con la situazione attuale invito a seguire questo collegamento http://www.loffredi.it/biblioteca-comunale.html

L’Associazione Cives conclude con questo impegno “intendiamo lanciare una sorta di rubrica di segnalazione dell’inconsistenza amministrativa dell’ex Sindaco Caligiore“. Idea che merita di essere accompagnata da osservazioni e proposte, pertanto, dopo avere osservato e criticato anche il silenzio di chi non sosteneva l’amministrazione caduta, ora mi sento in dovere di non far disperdere tale opportunità e, augurandomi che anche altre formazioni si aprano al confronto diretto con i cittadini, intendo immediatamente dialogare e confrontarmi.

Riprendo dunque il discorso sulla Biblioteca per aggiungere di eliminare la puzza di fogna che accoglie il lettore-visitatore, di ripristinare il sistema antitaccheggio per difendere il patrimonio librario, di riprendere la catalogazione dei libri. Inoltre, considerata la grande quantità di libri ancora da sistemare è necessario conquistare nuovi spazi a ridosso della Sala de Sio,e infine ristabilire un corretto rapporto di collaborazione con l’Associazione Biblioteche Valle del Sacco.

Si deve partire dalla Biblioteca per arrivare a fare una vera e propria politica di promozione culturale. Ricordo infatti che Ceccano ha un significativo patrimonio di siti culturali, quali i due Castelli (Sindici e dei Conti) che bisogna completare, la Mediateca dell’ex Cartiera che bisogna ricuperare, oltre all’ex Cinema Italia, il Cinema Antares e per finire la stessa Biblioteca. E’ necessario che tali inespresse potenzialità vengano coordinate o, come si dice, messe in rete attraverso una sistemica politica culturale, fermamente diretta e raccordata con le Associazioni cittadine in quest’ultimo periodo mai ben valorizzate.

Dopo un lungo periodo di incomprensibile silenzio e di timidezze credo sia arrivata l’ora di uscire allo scoperto, di indicare, proporre, mettendosi insieme. E’ l’ora del coraggio per riprendere un viaggio purtroppo interrotto; è necessario e urgente infatti intervenire, pensare, programmare e, perché no, anche di sognare sapendo che sono sempre i sogni ad anticipare la realtà. Ve lo dice uno che ha fatto parte di una generazione che ha sognato moltissimo ma che ha anche realizzato. Tanto.

Ceccano 21 Ottobre 2019

 

 

 

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Mazzocchi: "Ora un'area vasta Sora-Cassino-mare"

e.mazzocchi 350 260da L'Inchiesta, 6 agosto 2019 - Negli ultimi tempi si sono avute proposte e sollecitazioni, come l'area vasta di Unindustria, la richiesta di Unificazione delle camere di Commercio, la stessa CGIL è unificata tra Latina e Frosinone, per trovare percorsi di un equo ruolo dei diversi territori della regione Lazio. Quali potrebbero essere i futuri scenari?

C'è un problema di fondo, che non è ancora risolto. L’area vasta proposta dell’Unindustria e accolta da alcune amministrazioni, su cui il PD è d'accordo, rappresenta una indicazione che punta a rivedere il rapporto tra le diverse realtà regionali e avere una visibilità qualificata. La questione aperta è il rapporto con Roma, da cui deriva la condizione dell’intera regione. Credo che questo sia il punto centrale e vitale di una politica innovativa. Dobbiamo puntare ad avere una regione di Roma con una suddivisione per aree affini, quindi ognuno è parte integrante della regione. Rivedere tutto l’assetto istituzionale territoriale per riequilibrare i rapporti tra Roma e il resto delle provincie, su gli esempi di Parigi e di Berlino. Una scelta difficile, che rompe gli schemi tradizionali, ma necessaria, in cui è insito l'organizzazione di una nuova gerarchia di poteri istituzionali e politici. Un nodo da sciogliere, non più rinviabile.

 

E' evidente che si tratta di una riforma dei fondamenti della stessa regione, i cui processi ritiene che siano già in una fase avanzata?

Per rimanere alla provincia, è indubbio che è in atto una mutazione degli assetti territoriali e dei rapporti economici e si vanno sempre più affinando omogeneità territoriali. Nell'area meridionale della provincia sono in essere processi di integrazione con quella a sud di Latina. Significativo è la disponibilità, dichiarata di recente della Regione, all'ampliamento della Formia - Cassino. Si pone la domanda come governare questo processo, in cui il Pd sia protagonista e forza propulsiva di un processo ineluttabile. Credo che il PD debba pensare a una area del Lazio meridionale nell'asse Sora - Gaeta il cui epicentro è Cassino, ridisegnando una sua funzione organizzativa e politica che lo porti a costituire una sua struttura di area del Lazio meridionale per essere motore della sua identità territoriale e delle sue direttrici per il consolidamento e lo sviluppo.

 

Ritiene Cassino il fulcro di un processo che potrebbe cambiare profondamente gli assetti territoriali, istituzionali e politici?

Lo è già di fatto, è nelle cose. Non credo che la vittoria di Enzo Salera e del centrosinistra sia unicamente circoscrivibile a una condanna del precedente governo di centrodestra. C'è la speranza e credo anche la convinzione degli stessi cittadini, ma anche delle forze imprenditoriali, sindacali, dell'associazionismo e delle professioni, che oggi sia giunto il momento che Cassino assuma un ruolo più avanzato di riferimento di tutto il Lazio meridionale. Centro motore di un nuovo processo di sviluppo. L'integrazione economica, favorita da infrastrutture valide, ma da potenziare, tra le realtà territoriali da Sora, passando per la Val di Comino, fino a Gaeta, la stessa Università, che naturalmente guarda a orizzonti più ampi, ma è un elemento catalizzatore di interessi e non a caso è denominata "Lazio Meridionale", l'espansione di settori della finanza e dell'imprenditoria della media e piccola impresa in questo ampio territorio, le diverse realtà municipali confinanti della Campania e del Molise gravitano su questa area, sono tutti elementi che devono trovare un "assemblaggio" politico-isituzionale", il cui compito è affidato alla capacità del Sindaco e dell'amministrazione di centrosinistra, progressista, inclusiva, di esercitare questa funzione nell'interesse di tutte le popolazioni di questo territorio meridionale del Lazio. Potrebbe essere una vasta area in cui Cassino è il fulcro essenziale e decisivo.

Un progetto ambizioso che ha bisogno di un partito convinto per attivare un cambio di questa portata, che deve coinvolgere diversi soggetti politici e istituzionali.

Il PD non può più limitarsi a rilevare una condizione giusta e diffusa dei diritti dei cittadini se vuole essere convincente. Abbiamo bisogno di una capacità di elaborare e offrire una proposta complessiva di sviluppo, spalmata su i quattro punti di riferimento Anagni-Frosinone-Sora-Cassino, che prospetti una strategia dei contenuti per risolvere i più gravi problemi, prima di tutto il lavoro. Quello del Lazio meridionale sarebbe un progetto che modifica lo status quo in funzione di una valorizzazione delle potenzialità di questo territorio, che hanno bisogno di riferimenti e di coordinamento. I benefici sarebbero per tutta la regione e si potrebbe sostenere una competizione globale, con una possibilità di usufruire del sostegno dell'UE. Solo così sarà possibile pensare a una reale crescita di questi territori e della regione. Sarebbe opportuno che il PD con una sua specifica iniziativa verifichi in un confronto aperto le possibilità e le disponibilità per concretizzare una proposta di simile portata innovativa.

 

Un compito che dovrebbe esercitare il PD con nuove modalità e contenuti politici-programmatici. Sarà possibile?

Questi obiettivi sono raggiungibili se il PD risolve le sue carenze strutturali quali il funzionamento degli organismi dirigenti - vedremo cosa ci dirà il nuovo Statuto in fase di elaborazione - come sedi di confronto politico e spesso non lo sono, il rapporto tra le diverse articolazioni organizzative spesso carenti, se non assenti e inoltre, di grande importanza se non prioritario, sistemi e forme di un rapporto con la realtà sociale organizzata e le categorie di vario genere. Se non si costruisce questa rete, prevale un leaderismo asfittico e di scarso valore. E non ci possiamo affidare a qualche sporadico convegno. Resta fondamentale ricostruire legami con la società in forme aperte, disponibili al dialogo con modalità che sono necessarie rispetto alle modificazioni sociali ed economiche. La "Costituzione delle idee" sarà uno strumento utile per raggiungere questi obiettivi.

 

I primi mesi di questo anno sono stati turbolenti e pieni di avvenimenti che hanno inciso nel paese. Cosa se ne deve ricavare?

Alcuni avvenimenti hanno segnato un nuovo scenario della politica italiana. Credo che siano evidenti almeno due elementi che contraddistinguono questo periodo. La dimostrata incapacità del governo Lega/5S per incompetenza, perenne litigiosità, arroganza, spostando il terreno dello scontro al di là dei confini della democrazia. Rimangono irrisolti i problemi di fondo quali il lavoro e l’ambiente. L’altro elemento, che si è affermato in questi ultimo periodo, è un cambio di passo del PD che riprende, anche se stentatamente, consenso elettorale e allo stesso tempo rivolge le sue energie per definire al meglio i contenuti della sua proposta politica. Certamente è un inizio di avvio di un nuovo percorso aperto dalla segreteria Zingaretti, che denuncia la “feudalizzazione correntizia” – si badi bene, non la cancellazione delle aree di diversa sensibilità ideale e culturale, ma il loro uso strumentale e autoreferenziale – e si pone obiettivi per una strategia politica di alternativa a questo governo, lo sfasciacarrozze di questo paese. C’è molto da lavorare.

 

Il centrodestra tenta di riorganizzarsi e la Lega mantiene saldamente il suo potere. Come porsi di fronte a questo fronte che sembra compatto?

Il cedimento di FI produce un riposizionamento dei suoi dirigenti, in particolare verso FdI con l'intento di arrivare a una alleanza con la Lega per costituire una concentrazione delle forze di destra. Basta vedere quanto sta avvenendo in questa provincia. La parte debole di questo schieramento sono i 5S, schiacciati e impotenti rispetto a questo nuovo orizzonte della politica della destra italiana. L'opposizione del Pd e di tutte le forze democratiche deve essere durissima e ferma, perché la posta in gioco è la democrazia.

Questo schieramento di forze democratico ha bisogno di creare alleanze, in cui il PD è centrale per la sua realizzazione. Quali alleanze e come costruirle?

Il PD è stato chiaro, come ha ribadito Zingaretti, su nessuna alleanza con il partito 5S. E questo non ce lo dobbiamo ripetere all'infinito. Per il PD deve essere prioritario costruire nel paese, tra le sue parti più vive e interessate dall’associazionismo alle aree ambientali, ai settori produttivi del paese, e anche tra quella parte di elettorato disilluso di 5S, una aggregazione e un consenso che ribalti l’attuale situazione. Le alleanze sono efficaci e sono possibili se sono il prodotto di un sostegno ampio e il più diversificato possibile della società italiana, aprendo un confronto a tutto campo, mirato a individuare e a intervenire su questioni essenziali per il paese, come il Mezzogiorno. Bisogna invertire la tendenza a destra, contrapponendo a uno spostamento a destra di quelle forze che lo hanno generato, uno spostamento reale di quanti sono delusi nelle loro aspettative dalle inadempienze di questo governo, mirando alla concretezza della capacità di dare una risposta ai problemi.

 

Lega e 5S sono fortemente presenti in questo territorio, con sette parlamentari. Bisogna fare i conti con questa realtà. In che modo?

Lega e 5S sono maggioritari nella provincia di Frosinone e sono parte della stessa maggioranza che governa il paese, rilevando che non ci accorgiamo della incisività nel territorio dei loro rappresentanti istituzionali. Sintomatico è la mancata risposta al sindaco Salera, che sollecitava, interessando anche i deputati di questo territorio, il governo per la FCA. Ne prendiamo atto. Al PD spetta denunciare queste assenze e allo stesso tempo deve rafforzare, anche in questa provincia, una prospettiva politica del cambiamento. La petizione popolare lanciata dal PD per chiedere le dimissioni di Salvini è un atto dovuto per difendere la Costituzione. Un modo per smascherare l'inconcludenza e la pericolosità di questo governo. Una prospettiva che inevitabilmente ci conduce direttamente al problema del partito. Alla sua capacità di organizzare e dirigere forze disposte a realizzare una alternativa di governo. Ritornare a essere un punto di riferimento di forze progressiste e della sinistra in un campo aperto in cui gettare i semi della rinascita del paese.

 

Tutto ciò impone scelte chiare, soprattutto da parte del PD, che non esce da una stagione politica del tutto soddisfacente.

Con chiarezza il PD deve affrontare la prospettiva politica e consolidare i suoi contenuti. Il che impone una revisione della capacità del PD di essere protagonista di un ampio movimento politico per una nuova direzione politica del paese e aprire un processo per una alta egemonia politica. Non possiamo pensare di dichiarare che il PD debba essere sul territorio senza definire su cosa e per cosa dobbiamo essere sul territorio. Per farlo occorre avere una presenza diretta e continuativa con le realtà territoriali. Significa avere progetti come risultato di un lavoro di tessitura con le diverse espressioni territoriali. La domanda che dobbiamo porci è se nel paese, come del resto anche in questa provincia, si va delineando questo obiettivo con una maggiore credibilità e convinzione. Credo che non abbiamo sufficientemente superato questo ostacolo. Se avviamo una nuova fase del PD su queste basi, sarà possibile ottenere consenso e lavorare per ridare fiducia al paese.

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Fim-Cisl: Per FCA è ora dell'assunzione di responsabilità

fimcisl 350 260Il 2018 per FCA Cassino si è chiuso con un calo, in termini di volumi prodotti, più prolungato del previsto che desta alcune preoccupazioni. Sono state prodotte 28.546 Alfa Romeo Giulia (- 41,1% rispetto al 2017) e 39.782 Stelvio (- 28,3%) e i volumi di Giulietta si sono attestati a circa 30.826 vetture mantenendo di fatto gli stessi livelli del 2017.

Il piano di investimenti per gli stabilimenti di 5 miliardi entro il 2021, la definizione delle allocazioni produttive dei nuovi modelli, dei restyling, delle motorizzazioni, dello sviluppo della guida autonoma e della connettività digitale, offriva risposte molto positive, anche se permangono alcuni aspetti critici, ma certamente faceva intravedere l’obiettivo della piena occupazione entro la durata del nuovo piano.

Allo stabilimento di Cassino il piano triennale assegnava lo sviluppo del piccolo Suv di casa Maserati sviluppato su piattaforma Giorgio e alle produzioni Alfa Romeo affiancava il D-Suv di Maserati, un modello che strategicamente garantiva numeri più elevati degli attuali della casa del tridente determinando un impatto occupazionale sullo stabilimento di Cassino, non solo recuperando le attuali “dissaturazioni” ma anche incrementando gli l’attuale forza lavoro.
Se era presumibile la sua produzione verso la seconda parte del 2020, era altresì indispensabile che il processo di restyling e di ibridizzazione degli attuali modelli Giulia e Stelvio venisse implementato in tempi brevi per dare un ulteriore slancio commerciale ai modelli Alfa Romeo. Questo lo scenario in cui eravamo prima dell’introduzione della cosiddetta “ecotassa”, inserita nella legge di Bilancio, che purtroppo ha prodotto i suoi primi effetti non sull’ambiente ma sul piano triennale di 5 mld di investimenti di FCA annunciato lo scorso 30 novembre.

L’amministratore delegato di FCA Mike Manley ha da poco annunciato la revisione del piano di investimenti nel nostro Paese segnalando che lo scenario è cambiato.
Il Governo con “l’ecotassa” ha cambiato i presupposti su cui era stato costruito, tra l’altro non risolvendo i problemi ambientali, favorendo solo i produttori esteri.
Da tempo come sindacato abbiamo incalzato FCA sulla necessità di accelerare la transizione verso l’elettrico: ora che avevamo raggiunto un’intesa con Fca, il Governo sta rischiando di far saltare tutto.
Il governo deve immediatamente ritornare sui propri passi e rivedere un provvedimento sciagurato che rischia di distruggere la nostra industria dell’auto e con essa migliaia di posti di lavoro.

Il governo deve capire che la transizione verso l’elettrico è da gestire in maniera graduale investendo nell’ecosistema, infrastrutture per garantire occupazione e una mobilità sostenibile per la salute e l’ambiente.
Così come è stata scritta “l’ecotassa” è un suicidio di Stato dell’industria automobilistica italiana. È necessario alla luce della dichiarazione dell’AD Manley fare subito un incontro con i vertici di Fca per avere chiarezza sul piano quinquennale e relative assegnazioni produttive stabilimento per stabilimento.
Non si possono far ricadere sui lavoratori e sull’ambiente le insipienze della politica.

Se così non fosse la nostra risposta arriverà sotto Palazzo Chigi con tutti i lavoratori di FCA.

 

Frosinone 15/01/2019
FROSINONE – Tel 07758229204 – Fax. 0775872372 CASSINO - Tel. 0776311521 Fax. 077626847

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Migranti. Deve arrivare l'ora del 'risarcimento'

Migranti sulla nave Diciotti 350 260 mindi Nadeia De Gasperis - “possono tagliare tutti i fiori ma non fermeranno la primavera” era un verso di Neruda che il Ministro dell’Interno Matteo Salvini sembra scimmiottare quando afferma “potranno arrestare me ma non potranno mai fermare le voglia di cambiamento di 60 milioni di persone.” L’arroganza di questa frase presuppone un atteggiamento di affronto e sfida nei confronti della magistratura, quella magistratura sì difesa nel suo operato dall’alter ego Di Maio, ma che dopo aver consultato il codice etico del partito rassicura che non ci sono le condizioni perché Salvini si dimetta, nonostante sia stato indagato dai PM di Ragusa, che hanno verificato con mano e occhi le condizioni allarmanti delle persone tenute in ostaggio sulla nave Diciotti. Ma Salvini si arroga la presunzione di riconoscere nelle intenzioni di tutta la popolazione del Paese le sue stesse intenzioni, non tenendo conto di chi la pensa diversamente ma anche di chi votando questo governo forse aveva in mente un’altra idea di cambiamento, che fosse condivisione di intenti e non mera e continua attestazione di un atteggiamento dispotico.

Se le intenzioni di Salvini fossero quelle dichiarate di portare a termine, con successo, un braccio di ferro con l’Europa, affinchè si assuma la responsabilità di dare soluzioni al problema della migrazione, non userebbe espressioni lesive della dignità umana verso i migranti, e soprattutto avrebbe prestato comunque soccorso alle persone tenute in ostaggio, lo ripeto senza rischi di fraintendimenti, su una nave da giorni, in condizioni sanitarie precarie. Non userebbe la sua rabbia repressa che vede in un povero cristo malnutrito un “palestrato” o in una donna stuprata la volontà di “bighellonare” per il Paese.

Il canto delle donne della Diciotti è un canto di ringraziamento alla vita. Queste donne hanno deciso di non lasciare la nave se non con i loro compagni. Questa melodia dolce e straziante mi ricorda le parole della senatrice Segre, quando dice che la cosa più tremenda dei campi di concentramento era la continua operazione di ledere la dignità delle persone, lasciando che si facessero i bisogni addosso, che stessero denutriti e denudati nello stesso luogo, un corpo che questa giovanissima donna non riconosceva più come suo. Conclude l’intervista dicendo che dopo 45 anni si è convinta a parlare ma non nutre grandi speranze per il futuro perché le persone che hanno vissuto l’orrore dei campi di concentramento, sopravvivendo, sono rimaste in poche e quando questa testimonianza avrà fine non cadrà l’oblio solo su quella storia ma cadrà la dimenticanza anche su quei corpi straziati che hanno cercato in mare la loro libertà

Alessandro Bergonzoni, giocando seriamente con le parole ci ricorda che è arrivato il momento del “risarcimento”, non un nuovo umanesimo, non un rinascimento, ma risarcimento. Bisogna prendere una posizione ma come non abbiamo mai fatto, toccando con mano quello che sta succedendo, ma con mani nuove, quelle abbiano la pelle di chi sta vivendo il dramma dell’emigrazione, il loro udito, il loro olfatto, sentire come non abbiamo sentito mai e tornare nelle piazze vestiti di nuovo, dei loro vestiti, della nostra rinnovata umanità.

 

 

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Penge: 'ora, subito l'incontro Di Berardino-Vertenza Frusinate'

  • Pubblicato in Partiti

liberiuguali 350 260di Sandra Penge - Possibile, Sinistra Italiana e tutte le forze territoriali che sostengono il gruppo parlamentare di Liberi e Uguali accolgono con profondo dispiacere la notizia della inammissibilità dell’emendamento presentato dalla senatrice De Petris per rifinanziare la mobilità straordinaria dei lavoratori di Vertenza Frusinate per l’anno 2019.

L’emendamento è stato infatti dichiarato inammissibile per mancanza di attinenza con il tema del decreto “Mille proroghe” in cui sarebbe stato inserito. Temevamo che accadesse, in quanto il decreto in esame era relativo a proroghe, appunto, di termini di atti legislativi; abbiamo tuttavia ritenuto che la situazione di emergenza in cui si trovano le centinaia di disoccupati della nostra provincia rendesse estremamente urgente l’approvazione di un provvedimento in loro favore e l’occasione del “Mille proroghe” era la prima che si potesse sfruttare. Per questi motivi – durante l’assemblea di Vertenza Frusinate del 30 luglio – avevamo chiesto alla deputata del M5S Segneri di propugnare presso i suoi colleghi senatori l’ammissibilità del provvedimento a firma De Petris.

Nella situazione attuale, invece, bisognerà aspettare la discussione della legge di bilancio, nella quale il governo dovrebbe cercare le risorse per rifinanziare tutte le aree di crisi complessa d’Italia, tra cui anche la nostra. Altri mesi di attesa e di incertezza per Vertenza Frusinate, insomma. Auspichiamo che in quella sede (e durante il futuro lavoro sulla eventuale Nona salvaguardia per gli esodati) tutti i parlamentari e tutti gli eletti del nostro territorio a tutti i livelli e di tutti i partiti collaborino fattivamente tra loro e con la nostra compagine per risolvere il problema di centinaia di famiglie che tra qualche mese non avranno alcuna fonte di reddito.

Nell’attesa che si possa risolvere questa vicenda su base nazionale con la collaborazione di tutti, lavoreremo affinché a livello regionale non si attendano con inerzia le decisioni nazionali e si operi da subito per reperire fondi e per chiederne l’eventuale sblocco al Ministero del Lavoro e Sviluppo Economico. A questo scopo, con la collaborazione del segretario di SI Marco Maddalena e della stessa senatrice De Petris, ci adopereremo per combinare al più presto, come promesso, un incontro con le forze sindacali, l’assessore Di Berardino e tutti coloro che, anche all’interno del consiglio regionale, sono interessati a contribuire alla risoluzione della questione.

 

 

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Eri tu...ora sono io

Ziroli papà 350 min

Eri tu...ora sono io

quando ero piccolo eri tu che mi tenevi per mano...
quando ero piccolo eri tu che mi insegnavi la vita,
mi raccontavi della tua gioventu'...
mi raccontavi della guerra.
del tuo essere partigiano....
eri le mie gambe quando ancora non camminavo,
eri il mio insegnante...

ora sono io che ti tengo per mano...
ora sono io che ti ricordo cio' che tu non ricordi piu'...
ora sono io le tue gambe...
ti guardo nel tuo letto ...
ti aiuto a sederti sulla tua sedia...
e ti dono le mie braccia e le mie gambe per continuare a camminare per il mondo...

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Il Frosinone non si vuole bene. Ora i playoff.

Contrasto Dionisi Rubin 350 260 mindi Tommaso Cappella* - Frosinone si ferma sul più bello, ora i playoff.
Che peccato! Incredibile ma vero! Un sogno inseguito e accarezzato e una realtà che svanisce! Una città e una squadra in lacrime! Il Frosinone, proprio sulla linea del traguardo all'ultima giornata del campionato di serie B, con due lunghezze di vantaggio sul Parma, si fa superare in casa da un Foggia che non aveva più nulla da chiedere alla sua tranquilla classifica e lascia via libera verso la serie A proprio ai ducali vittoriosi a La Spezia. E così, come nella passata stagione, la squadra di Longo sarà costretta a giocarsi l'accesso alla massima serie attraverso i playoff, con l'auspicio che non accada come l'anno scorso quando i canarini furono poi eliminati tra le mura amiche da un Carpi capace di andare a segno in nove uomini. Un altro giorno triste quello vissuto dai supporters giallazzurri, accorsi in massa al 'Benito Stirpe' per trascinare Dionisi a compagni verso quel sogno che alla fine è rimasto tale.

Una prestazione che non ci si aspettava dal Frosinone, sceso in campo contratto e molto teso. I padroni di casa hanno sentito troppo la gara al cospetto di un Foggia che non ha concesso nulla, giocandosela senza timori riverenziali, ma a viso aperto ribattendo colpo sul colpo. In alcuni momenti si ha avuta anche la sensazione che la squadra di Stroppa potesse lasciare campo libero ai canarini che non ne hanno però approfittato. Un primo tempo sotto tono con il Foggia che è passato con l'ex Mazzeo. L'unico tiro in porta di Ciano su punizione che il portiere ospite ha deviato all'incrocio dei pali.
All'inizio della ripersa c'è stata la reazione d'orgoglio del Frosinone premiata ci il bel gol di Paganini che ha riequilibrato le sorti del match. Anzi, cinque minuti dopo è arrivato il gol del sorpasso e della matematica certezza che la serie A si potesse materializzare. Al un minuto dal termine però accade l'imponderabile. Floriano in contropiede sfugge alla guardia di Terranova e con un pallonetto beffa Vigorito per il 2-2 finale che da il via libera al Parma per il salto in serie A e lascia ammutoliti gli oltre 16 mila tifosi canarini presenti allo 'Stirpe'. Ogni considerazione diventa inutile a questo punto. Una squadra che ribalta un risultato con la serie A a portata di mano non può prendere un gol in contropiede ad una manciata di secondi dal termine.

Il Frosinone dunque chiude al terzo posto. Nel primo turno, in programma sabato e domenica prossimi, riposerà in attesa dell'esito della sfida tra Bari e Cittadella. Tornerà in campo quindi martedì 29 in casa della vincente del predetto match. Il ritorno al 'Benito Stirpe' è in programma sabato 2 giugno alle 20.30. Resta quindi ancora viva la speranza che porta alla serie A. Ma occorre ritrovare energie e morale dopo una delusione come quella di venerdì sera. In particolare sarà fondamentale che tutti facciano quadrato in un momento così delicato: dalla società alla città, dai giocatori ai tifosi.

*giornalista volontario in pensione

 

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Qui e ora - Hic et Nunc (poesia)

tralemiebraccia 460 minPoesia di Giuliano Sera

Hic et nunc

Abbandonato tra le mie braccia,
In un sonno profondo.
Ed io che mi perdo
A guardarti e ti tengo stretto
Come fossi una coperta
Morbida come il tuo viso
Che non mi stanco di guardare.
Come si guarda il tramonto
In riva al mare,
Con i piedi che lambiscono l'acqua
Affondati nella spiaggia.,
Con lo sguardo che si perde
Nell'infinito.
Hic et nunc,
Ed il tempo si ferma.

 
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Ferentino. Sicurezza Stradale: Decisione all'unanimità ma disattesa, per ora

sicurezza stradale 460 mindi Maurizio Berretta - A novembre 2017, su proposta dei Consiglieri comunali Berretta, Valeri, Maddalena e Bernardini, il Consiglio comunale, in modo unanime fece proprie le 2 petizioni popolari di quasi 600 firme per la messa in sicurezza del primo tratto di Via Stazione e di Via Casilina dal km 69 al Km 72.
Maurizio Berretta Capogruppo consiliare: “E’ inaccettabile che puntualmente la Giunta Pompeo non attua i deliberati del Consiglio comunale. Nel caso specifico, da novembre, l’Assise civica ha deciso, in modo unanime, gli interventi di messa in sicurezza dei 2 tratti stradali, ma ad oggi non vi e’ traccia alcuna di nessun intervento, tantomeno di manutenzione ordinaria. Possiamo capire che per quanto riguarda gli interventi straordinari e strutturali richiesti, ci sia bisogno di tempo, ma di certo e’ inammissibile, che per quanto riguarda almeno la disostruzione delle cunette e fossati laterali, il rifacimento della segnaletica orizzontale, il semplice taglio dell’erba o la sostituzione della segnaletica verticale divelta, ci sia la latitanza piu’ completa.
Eppure sono tratti stradali ad alto rischio, tratti che hanno visto sangue sull’asfalto, incidenti stradali con epilogo in diversi casi, anche mortali.
Le arterie oggetto di petizioni e di Consiglio, sono insediamento di numerose abitazioni, attivita’ commerciali, la presenza di pedoni e ‘ notevole anche in funzione di diverse fermate del trasporto pubblico locale, regionale e del trasporto scolastico.
La ribattezzata “Curva del Terrore” e l’incrocio “Giardino” non possono rimanere nel dimenticatoio di Pompeo.
Non staremo di certo fermi a guardare l’inerzia dell’attuale Sindaco, impegnato fin troppo nelle attivita’ di “apparenza” e ben poco in quelle di “sostanza”; educazione, umilta’ e rispetto istituzionale non sono mai state di casa in questa questa Giunta, i Cittadini vanno rispettati ed a loro va data una risposta con i fatti.”

 
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Ora, ritrovare il Lavoro e pensare a tutti i disoccupati di oggi e domani

Il lavoro prima di tuttoIgnazio Mazzoli - Attenti e concentrati, ma sereni. Proprio il comportamento di chi non vuole perdere una parola delle informazioni che ha atteso da tanto tempo. Per capirle e verificarle, anche.
Sono i disoccupati e in particolare quelli organizzati in Vertenza Frusinate Disoccupati Uniti ad affollare la saletta della Cisl in Via Marco Tullio Cicerone. 70 a Frosinone, che ospita la conferenza stampa di Cgil, Cisl, Uil e Ugl convocata a tambur battente ieri pomeriggio dopo la firma alla Regione Lazio dell’Accordo Quadro Ammorizzatori Sociali per l’Area di Crisi Complessa.
E’ presente una nutrita rappresentanza degli organi di stampa e d’informazione come nelle grandi occasioni. Notiamo anche la Consigliera regionale Daniela Bianchi.
Questo incontro deve essere proprio importante. Enrico Coppotelli, segretario generale della Cisl lo rende subito evidente: «ieri, con la Regione Lazio, abbiamo firmato il primo accordo in Italia, unico nel suo genere, che si regge sulla saldatura di politiche passive (di sostegno al reddito) a quelle attive per la ricollocazione al lavoro di chi l’ha perso, in questo caso attraverso tirocini extracurriculari. Ha un valore nazionale.»

La novità non è di poco conto visto che sulla contrapposizione fra le “due politiche” si è retta l’incomprensione e, addirittura, si è sviluppato il conflitto che rendeva impossibile l’ascolto da parte dell’Istituzione regionale delle sofferenze sociali in cui si trovavano e si trovano i 380.000 disoccupati del Lazio. È certamente un passaggio non di poco conto che apre forse nuove prospettive nella lotta al disagio sociale ed economico, non solo nel Lazio ma forse in Italia come tutti i sindacalisti hanno richiamato.

Sulle facce dei lavoratori e dei sindacalisti si legge anche molto realismo. Gabriele Stamegna dichiara che le misure illustrate oggi sono “terapia intensiva” e Enzo Valente della Ugl rammenta all’interlocutore politico (Consiglio regionale e partiti ndr) «non ci deve vedere come ostili. Occorre ridisegnare un nuovo modello di sviluppo se si vuol far rinascere una nuova amicizia fra territorio e imprese. È urgente proprio in questa area meridionale dove i territori di Frosinone e Latina tardano ancora ad agganciare la ripresa». (Purtroppo non sono in soli in Italia ndr)

L’occhio al domani era d’obbligo, perché, come è stato ripetutamente ricordato, quella annunciata oggi è solo una “boccata d’ossigeno” di 12 mesi, forse 24, ma senza alcuna certezza oggi, anzi è meglio non contarci. Anselmo Briganti della Cgil con molto realismo gela ogni distrazione: “la mobilità finirà”. Non solo, molto correttamente viene ricordato che non tutti saranno beneficiari dai tirocini, solo la firma del “patto di servizio” darà diritto al sostegno. Poi è necessaria l’iniziativa, indispensabile di comuni e imprenditori, da “0 a 1000 dipendenti, per dare senso e concreti risultati ai tirocini extracurriculari”.

 Ora, con determinazione, ritrovare il Lavoro e pensare a tutti i disoccupati di oggi e domani

Di fronte ad una platea smaliziata o meglio, ripetutamente delusa, passa come lieve onda sullo scoglio la sottolineatura che la Regione Lazio “ci ha messo del suo”, perché senza un’anticipazione di 21 milioni si sarebbe dovuta attendere la fine del 2017 per utilizzare le somme utili alla proroga della mobilità. Il mormorio è immediato: «e sai che sforzo, a fine d’anno, fra 5 mesi se li riprende!?!! La Giunta regionale non si smentisce mai.»
Le domande si potranno fare per via telematica attraverso i CAF di appartenenza dopo aver firmato il “patto di servizio” presso il Centro per l’impiego. Ci viene detto che questa pratica superan vecchi metodi “borbonici”. Speriamo che le novità siano anche trasparenti quanto serve.

È chiaro a tutti. È un panino. abbondante certo, ma un panino. Qui bisogna raggiungere le certezze di pranzi e cene per vivere. Briganti, torna su un tema che gli è caro, questo è: «un primo accordo in Italia, coerente e virtuoso. Riguarda una platea enorme. Ora, però, bisogna riprogettare questo territorio perché dopo la stagione della Cassa del Mezzogiorno c’è stato il vuoto progettuale e programmatico. Non solo industrializzazione nel senso più tradizionale del termine, ma saper utilizzare gli strumenti che già esistono: la Legge sui parchi non pensando solo a gestori privati. Programmare un ciclo dei rifiuti che nel riutilizzo trovi molte nuove occasioni di lavoro. Mentre si assicura una sopravvivenza anche per alcuni LSU e si dà un aiuto agli ultrasessantenni per arrivare alla pensione, bisogna immaginare e costruire il futuro anche utilizzando la “Riconversione delle aree produttive in Aree produttive ecologicamente attrezzate (APEA)”. A Cassino ci saranno molte assunzioni.»
Molto bene indicare prospettive anche se da costruire. Intanto entrare in Fca è molto complicato con Marchionne che sfugge a ogni negoziato con le istituzioni e con le quali mai si è incontrato se non per le cerimonie come è già avvenuto in passato con la Regione Lazio e con il Governo. FCA, uno stato nella Stato.
Come sono sembrati lontani, stamattina, gli anni e i mesi dell’ostracismo come in particolare fu il 2015. Sindacati mai presenti alle riunioni del tavolo InterIstituzionale convocato dal Presidente della Provincia Antonio Pompeo e concordato con i disoccupati. L’agosto e il settembre di quell’anno con le promesse d’incontri andate a vuoto fino al quello del 23 settembre in cui la Regione per bocca dell’Assessora Lucia Valente lasciò balenare la possibilità di una proposta di legge per un Reddito minimo mai venuta alla luce. Ora Vertenza Frusinate e alcuni partiti: Sinistra italiana, Possibile, PRC e PCI nelle prossime settimane avvieranno la raccolta di firme per presentare e sostenere la loro proposta d’iniziativa popolare.

 

Recuperato il dialogo con i sindacati si rilancia una nuova dialettica sociale, indispensabile ad affrontare e risolvere le criticità che dalla Giunta Polverini si sono aggiunte a quelle create della maggioranza Zingaretti per il lavoro, la sanità, l’acqua, pubblica e l’ambiente. Il frusinate ne è l’esempio per eccellenza.
Un promemoria ai sindacati. Il 28 maggio a Ceccano fu dichiarato che fra gli impegni prioritari dei sindacati avrebbe dovuto esserci quello verso i disoccupati. Lo affermò il Segretario della Cisl Enrico Coppotelli, nel concludere la cerimonia del cinquantenario dell’assassinio di Luigi Mastrogiacomo, operaio del saponificio Annunziata.
Da qui vogliamo far conoscere una richiesta che viene da questo popolo di senza lavoro: i Sindacati si doteranno di una struttura permanente che organizzi queste genti? La disoccupazione richiede un’attenzione quotidiana e specifica alla ricerca di ogni misura di sopravvivenza perché ormai la mancanza di occupazione lavorativa è cronica. Tutte le statistiche mondiali segnalano questo fenomeno in crescita prodotto dalla tenaglia congiunta dell’automazione avanzante e dalla disoccupazione organica voluta dalle scelte liberiste per tenere bassi i salari.

18 luglio 2017

 
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