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Con la filosofa Arianna Fermani abbiamo parlato di Bene e Male

Prof.AriannaFermani 350 minGli Amici di Unoetre ricordano con apprezzamento, soddisfazione e gioia l'incontro che si è svolto il 28 novembre scorso presso la Biblioteca Provinciale di Frosinone. Ringraziamo la professoressa Arianna Fermani, docente di Storia della Filosofia Antica presso l'Università degli studi di Macerata, gradita ospite dell'incontro, e la Biblioteca Provinciale di Frosinone, che ha gentilmente ospitato tutti noi partecipanti, permettendo la realizzazione di una conversazione piacevole e assai ricca a proposito delle pieghe dell'animo umano, scandagliate con sapiente maestria dal filosofo greco Aristotele. La professoressa Fermani ci ha presentato il suo studio ampio e profondo pubblicato nel libro "Aristotele e l'infinità del male. Patimenti, vizi e debolezze degli esseri umani" dove la nostra filosofa dispiega la voce aristotelica mettendo in luce l'altro dal Bene, il male, nelle sue molteplici declinazioni, affrontando una lettura pressoché inedita delle opere del filosofo greco, solitamente letto come filosofo del Bene, della eudaimonia, o vita buona, o felicità: il Bene non sta da solo, può essere il centro del bersaglio dell'arciere, immagine cara ad Aristotele, e però centro in un campo ben più ampio di azioni possibili, campo del non bene, del non del tutto bene, campo dei mali possibili, mali patiti e mali agiti. Si tratta di un tema complesso e delicato che è stato reso interessante e coinvolgente dalla capacità di "familiarizzarlo" con la sensibilità e maestria che caratterizzano la professoressa Fermani alla quale dedichiamo questo pensiero.

 

Studiare è la attività più bella che ci sia. Anche perché studiare vuol dire amare, avere a cuore, prendersi cura... e di che cosa?Locandina 28 novembre '19 Dell'umano, io direi, perche si studia e si ama l'umano, tutto ciò che l'uomo pensa, opera, agisce, realizza, scrive, tramanda, insieme con l'altro essere umano, come in una infinita catena di infiniti anelli che noi stessi siamo....verso il tempo che siamo stati e verso il tempo che saremo, annodando passato, presente e futuro.
Non lasciare cadere nell'oblio: il grande compito etico di ognuno di noi. Non lasciar cadere l'umano presente, accanto a ciascuno di noi: il compito etico di riconoscerci l'uno nell'altro, l'altro come il primo specchio ove conoscere noi stessi, l'altro come via verso la propria interiorità, verso lo sviluppo maturo della autocoscienza, e tutto questo in reciprocità. E ancora: non lasciar cadere i passi di domani nel vuoto dell'assenza di memoria, di progettualità, di mani tese a costruire aeree prese e tenute, mani aperte ad accogliere mani, mani come palme, le palme della pace e della fratellanza, insieme verso un dove che ancora non c'è, che sta a noi, che passo dopo passo realizziamo insieme....
Studiare per me è tutto questo ed è la bellezza della felice relazione umana, della pluralità di cuori e menti che si ritrovano solidali nella via verso il domani, uniti nella stessa precaria, fragile, transeunte, vita umana, perché solo tenendosi uniti possiamo non restare atterriti, sgomenti, quasi incapaci di essere quella vita che senza noi non sarebbe più umana...
Io scopro questa umana social catena ogni volta che una sala ci raccoglie insieme e ci unisce in un comune cuore e pensare, in un comune ragionare, in quella confilosofia che i nostri amati greci amavano e praticavano. Ogni volta che si discorre insieme si manifesta il pensiero che unisce, che raccoglie e ci fa uno, che ci condivide condividendo: quasi un sol cuore, quasi si sprigionasse la scintilla che tanto piaceva a Platone.
Quando questo accade io sono come nel mio più proprio essere, sono proprio giusta, proprio al centro del mio bersaglio, come Torroni, Fermani, Mastraccil'arciere di Aristotele; e sono felice e vedo occhi felici intorno a me, e allora sento che stiamo facendo la cosa giusta, sento che facciamo bene, sento che facciamo il bene. Posso immaginare che si pensi che ci sia della retorica nelle mie parole, ma invece non c'è, semplicemente non c'è; scrivo quello che sento, quello che mi attraversa interiormente, e direi anche esteriormente, perché le foto mi rimandano volti contenti, sorridenti, felici: un dentro e un fuori che sembrano proprio all'unisono.
Arianna Fermani ci ha donato questo, mi ha donato questo. Mi ha ricordato che è questo ciò che mi piace e mi rende felice; mi ha ricordato che la peggiore delle infelicità è l'abulia, è la solitudine, è la paura che non sia più possibile, in tempi bui e smarriti, ritrovare comunanza di scopo.
E invece noi riusciamo a ritrovare comunanza di scopo. E la comunanza di scopo ci può tenere protetti dal male che tende sempre le sue insidie con una blandizie potente, perché potenti sono le corde dell'anima e del corpo, potenti verso il divenire migliori, ma anche verso il divenire peggiori, verso un nero che ci vela dentro, che ci fa vedere nero, che affloscia l'anima allorché le piccole ali che la tengono su, in piedi, ritta, coraggiosa, possono essere rattrappite dal nero come di pece.

Grazie cara filosofia, grazie cara filosofa Arianna Fermani.

 

 

 

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Di cosa si è parlato ieri con Il Presidente Pompeo

lavorochenoncepiu 350 260Abbiamo raccolto una dichiarazione di Gino Rossi del Comitato promotore della Vertenza Frusinate dopo l’incontro con il Presidente Antonio Pompeo.

«Nella tarda mattinata di ieri 9 febbraio alle 12,30, il Comitato promotore della Vertenza Frusinate ha incontrato ancora una volta, nel palazzo della Provincia, il Presidente Antonio Pompeo per fare il punto della situazione dopo l’incontro in Regione del 28 gennaio. Insomma, sentivamo il bisogno di confrontare le nostre valutazioni con quelle del Presidente soprattutto in merito al giudizio che può essere dato sulle posizioni emerse da quello appuntamento.
Il Presidente, che ha ricevuto nel suo ufficio tutti i numerosi presenti, ha condiviso con noi molte perplessità sul tavolo, fra cui quella causata ancora una volta dalla mancanza di un verbale conclusivo condiviso. Infatti tranne un misero comunicato, sostanzialmente anonimo sul sito della Regione Lazio, privo di ogni concreto impegno che fa riferimento ad un altro tavolo da convocarsi, manca completamente ogni possibile obiettivo d’intervento immediato per fronteggiare l’emergenza disoccupazione e le sue drammatiche conseguenze di povertà e d’indigenza di famiglie e di singoli.
Ora sappiamo che anche il Presidente si è reso conto che a tutto quello che noi abbiamo chiesto i rappresentanti della Giunta regionale hanno semplicemente risposto no... Anche Antonio Pompeo condivide con noi il fatto che per la questa provincia servono urgentemente provvedimenti di emergenza che vadano fuori dagli schemi dell'ordinario. Infatti nel suo intervento ha detto che la Regione sbaglia quando dice che le “politiche passive” devono essere abbandonate, per lui non è il momento per abbandonarle perché siamo nell’emergenza, ma contemporaneamente è opportuno che si studino e si definiscano politiche attive per riportare produttività nella nostra provincia.
Al Presidente abbiamo chiesto quanti sindaci hanno firmato il famoso documento che aveva mandato loro e ci ha risposto che ad ieri erano stati 37 sindaci. A questo punto gli abbiamo chiesto se non fosse il caso di organizzare una riunione insieme a tutti i sindaci visto che loro sono il primo avamposto istituzionale, si è trovato in accordo con noi e per il 24 febbraio con orario ancora da stabilire, ma presumibilmente dopo le 16:00, si farà una riunione allargata tra la provincia, il Comitato della Vertenza Frusinate e tutti i sindaci della provincia. Il 24 sarà un giorno importante per noi disoccupati, perché in mattinata saremo ricevuti da Papa Francesco.
Il Presidente ci ha anche assicurato che si sarebbe subito attivato per mandare un email all'Assessore Lucia Valente per sapere se sta ragionando per una data di convocazione del tavolo regionale che aveva anticipato.
Nei disoccupati si allarga la sensazione che tutti questi tavoli inconcludenti perché privi di decisioni operative rischino di essere solo un espediente dilatorio.
Una novità: Pompeo ha consentito la presenza di una Tv, Teleuniverso che ha ripreso e registrato l’incontro.»

 
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