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Ambiente: Parliamo d'inquinamento, in Ciociaria, non di ricette

AMBIENTE LAZIO

La sferzata di Sacco: “Altro che festival!”

giuseppe sacco 380 minMentre il Consigliere Mauro Buschini avvia un tour che chiama "Festival per l'Ambiente", parlando di spreco alimentare da un video su Facebook e presenta un cuoco, il Sindaco di Roccasecca prova a richiamarlo alla realtà della sua e della nostra terra. Ne dà ampia cronaca "leggocassino.it" di cui riportiamo il testo a partirfe dall'eloquente titolo. (IM)

La sferzata di Sacco: “Altro che festival!”
POLITICA – Il sindaco di Roccasecca a testa bassa contro il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “L’associazione Fare Verde ha messo il dito nella piaga”. Ecco di cosa si tratta.

“L’ironica assegnazione del premio ‘Gnomo per l’Ambiente’ da parte di Fare Verde al governatore del Lazio, Nicola Zingaretti non è cosa divertente. Perchè l’associazione provinciale ha messo il dito nella piaga”.

A parlare è il sindaco di Roccasecca, Giuseppe Sacco, che argomenta: «Senza voler fare alcuna strumentalizzazione politica ma semplicemente evidenziando quello che accade nel nostro territorio, è bene che i cittadini sappiano alcuni passaggi inerenti la gestione dei rifiuti in provincia di Frosinone ed in particolar modo quello che è accaduto con la discarica di Roccasecca.

Ed è bene che i cittadini sappiano l’atteggiamento che proprio la Regione ha assunto in questa vicenda. Infatti:

1) La Regione Lazio non ha mai riscontrato le reiterate richieste di revoca dell’autorizzazione rilasciata alla Mad avanzate dal comune di Roccasecca dopo la famosa vicenda giudiziaria e che mettevano in evidenza tutte le incongruenze sul procedimento autorizzatorio del V bacino per il quale tutti gli enti seduti al tavolo della conferenza dei servizi avevano dato parere negativo;

2) Non ha mai riscontrato le richieste di revoca dell’autorizzazione dopo che il Comune aveva messo in evidenza l’abbancamento dei rifiuti non autorizzato che avrebbe certificato l’Arpa. In pratica, il Comune di Roccasecca, dal 25 marzo 2021 ha reiteratamente sollecitato la regione Lazio ad intervenire ed approfondire.

3) Il Comune di Roccasecca dopo aver appreso dell’abbancamento dei rifiuti non autorizzato ha richiesto l’intervento della Regione Lazio per verificare eventuali problematiche sul profilo statico di quella collina di rifiuti che ricade a ridosso di un fiume e di una strada provinciale.

Anche su questo tutto tace.

Non solo, la Regione sembra non abbia ancora nemmeno preso atto della rinuncia del gestore ad esercire la discarica ed all’autorizzazione del V bacino. E ciò a differenza di quanto è accaduto con altri procedimenti autorizzatori attenzionati dopo le note vicende giudiziarie.

Insomma, ad oggi, nessun riscontro documentale, né tantomeno una rassicurazione da parte di chicchessia, anche solo per informare il territorio delle criticità emerse negli ultimi mesi.

Ed a prescindere dal principio di lealtà e collaborazione che dovrebbe contrassegnare il rapporto tra Enti che in questo caso sembra dimenticato, il reiterato silenzio da parte della Regione che non ha mai cercato nemmeno un contatto con il Comune piu umiliato e vessato da queste vicenda, è la cosa piu sconcertante e sconfortante che registriamo.

Silenzio al quale si sono tristemente uniti tanti consiglieri di maggioranza eletti anche con i voti di questo territorio.

Anzi, il fatto che proprio in questi giorni qualche esponente politico ciociaro che siede tra i banchi della maggioranza proprio in Regione, abbia organizzato un festival sull’ambiente senza coinvolgere amministratori o semplici ambientalisti che da anni portano avanti questa battaglia su questo territorio a sud della provincia è indicativo di come stanno realmente le cose».

 

 

 

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Covid 19. Parliamo di conseguenze economiche

covid crisiecon 350 minEmergenza Covid 19. E dopo?

di Mario Quattrucci - Nel mezzo di questa emergenza sanitaria si è cominciato a parlare di conseguenze economiche. Alcuni, pochi, hanno il coraggio di dire che la crisi sarà di grandi proporzioni e porterà ad un'altra recessione. Che l'Italia, aggiungo io, dovrà affrontare vs una Germania - in pareggio di bilancio - che riverserà nella sua economia decine di miliardi, e mentre altri Stati (Regno Unito, Francia, non ne parliamo di USA...), anche per le loro ciniche politiche sanitarie, avranno rafforzato la propria base industriale e finanziaria e il loro potere di acquisto su scala internazionale.

Debole, fino ad ora, è il ragionamento sul che fare. Limitandosi alla solita richiesta all'Europa di consentirci uno sforamento dei limiti di bilancio. La dimensione del problema, però, è di ben altre dimensioni, e credo che i 25 miliardi siano del tutto inadeguati. Essi sono una giusta misura tampone, per lasciare un minimo di ossigeno a produzione, distribuzione e famiglie... e quindi a consumi.

Ciò che sarà necessario, invece, è un deciso giro di boa rispetto alle politiche economiche seguite da trenta anni in qua da tutti i governi. Una svolta che metta al centro il lavoro (occupazione, livelli retributivi, dignità, sicurezza, estensione...) vale a dire i lavoratori. Il lavoro dipendente ed autonomo, manuale, tecnico, professionale, svolto fisicamente in aziende, in uffici, nei grandi servizi sociali (sanità, scuola, trasporti ecc...), o da remoto..., e via via sempre più legato (ma non come schiavi ai remi della galera) al 4.0 e alla rivoluzione cibernetica, all'internet delle cose.

Lavoro che, nella sua declinazione costituzionale, deve essere il protagonista delle dinamiche sociali, su una linea di ripresa, di sviluppo sostenibile e di progresso. Di rinascita che sia di tutta la Nazione. In una parola, di avvio senza ostacoli di un nuovo modello di sviluppo che, realizzando una redistribuzione della ricchezza (non a danno dei ceti medi, né dell'impresa virtuosa, ma della rendita e della evasione scandalosa) coniughi crescita ed equità. Da dove, da quali scelte e politiche deve muovere questo avvio? E' tempo che chi si autodefinisce di sinistra, o almeno di centrosinistra, si metta al lavoro e ci dica qualcosa. Qualcosa di sinistra, s'il vous plait.

PS: Se sono ancora impreparati vengano a ripetizine da noi: quella sinistra democratica e socialista che è ancora viva. O anche da Sanders, da Corbin, o da Die Linke.

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

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Parliamo di prevenzione

prevenzione 350 260 minDr. Giuliano Fabi - Come ben ha evidenziato il compagno Angelino Loffredi nel suo libro: “Attacco alla Salute”, l’aziendalizzazione ha ridotto interventi e finanziamenti dedicati alla prevenzione limitandoli al 10% del baget complessivo destinato alla sanità. Eppure è universalmente ammesso che, ogni euro dedicato alla prevenzione, ne fa risparmiare cinque di spesa per cure, riabilitazione e costi sociali della malattia.

Solitamente usiamo distinguere la prevenzione in tre campi di azione:

1) Prevenzione Primaria concettualmente tutto ciò che si fa perche una malattia non si presenti. E’ diretta alle persone sane allo scopo di preservarne lo stato di salute. I servizi promotori della prevenzione primaria sono: le vaccinazioni, l’educazione, l’allontanamento dei fattori di rischio ( fumo ecc) la vigilanza ambientale, la buona alimentazione e progetti mirati al potenziamento della salute

2) La Prevenzione Secondaria: tutto ciò che si fa per individuare una malattia allo stato preclinico con lo scopo di ottenerne la guarigione o di limitarne la progressione affinchè non vada incontro a complicanze. I servizi promotori della prevenzione secondaria sono: la facilità e la gratuità di accesso alle cure e ai servizi medici , gli screening per la diagnosi precoce, le visite individuali, la medicina scolastica, la medicina dello sport, la medicina del lavoro.

3) la Prevenzione Terziaria: tutto ciò che si fa una volta ammalati per evitare o comunque limitare la comparsa sia di complicazioni tardive che di esiti invalidanti, la gestione dei deficit e delle disabilità. Si realizza attraverso misure riabilitative e assistenziali sia in ambiente ospedaliero che domiciliare.

E’ esperienza comune che nessuno di questi servizi, tranne quello vaccinale, funzioni nella nostra Provincia con un minimo di accettabilità. La prevenzione è alla base del diritto alla salute costituzionalmente garantito. La legge istitutiva del servizio sanitario, la 833/78 ha recepito in pieno questo diritto che tra l’altro incrocia l’interesse del cittadino,della collettività e degli erogatori di spesa. Non è accettabile che dopo quaranta anni, questo diritto non abbia trovato la sua piena applicazione e che solo il 10% del baget regionale destinato alla sanità sia riservato alla prevenzione.

 
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