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Dalla parte degli onesti

 CRONACHE&COMMENTI

Gridare “onestà” non serve, se al dunque non si sta dalla parte degli “onesti”.

di Aldo Pirone
Onestà gridata 390 minLa questione fiscale da sempre è stata una cartina al tornasole per capire la lotta fra classi sociali, fra conservatori, reazionari e progressisti, fra privilegio e giustizia sociale. Grandi rivoluzioni hanno avuto come motivazione immediata e scintilla tale questione: da quella inglese di Cromwell a quella americana a quella francese.

Da noi la cartina al tornasole ha, da vari decenni, il volto dell’evasione e dell’elusione fiscale e come se ciò non bastasse, appena è possibile, la destra per aiutare i soliti noti ordisce condoni. Quello ultimo targato Draghi dopo un lungo tira e molla con la destra sovranista di Salvini e quella berlusconiana ha partorito un compromesso in cui, come ha osservato Bersani, la dose di veleno è minima ma sempre di veleno si tratta. La destra, infatti, voleva ben di più: azzeramento delle cartelle fino al 2015 senza alcun tetto di reddito. Anche se per effetto delle dichiarazioni fiscali mendaci il tetto di 30.000 euro di reddito come vincolo fa acqua da tutte le parti.

Giorni fa la Corte dei Conti e la Banca d’Italia hanno sonoramente bocciato il provvedimento. La Corte l’ha giudicato “Una scelta non condivisibile” perché, ha spiegato, è il “beneficio erogato a un vastissimo numero di soggetti, molti dei quali presumibilmente non colpiti sul piano economico dalla crisi, genera disorientamento e amarezza per coloro che tempestivamente adempiono e può rappresentare una spinta ulteriore a sottrarsi al pagamento spontaneo per molti altri”. Bankitalia, dal canto suo, dice su per giù la stessa cosa: “incentivi negativi per l’affidabilità fiscale degli operatori economici e disparità di trattamento nei confronti dei contribuenti onesti“.

Ora il “mini condono” è passato in discussione al Senato, dove Lega e Forza Italia sono tornati alla carica per eliminare le limitazioni imposte da Draghi e sostenute da Pd e Leu. Lo scopo è sempre di trasformare il condono da mini a maxi.

La cosa sorprendente è che, sia nel Consiglio dei ministri sia ora a Palazzo Madama, la destra ha trovato e trova sponda e sostegno nel M5S o, almeno, in una gran parte di esso. Se questo sostegno non ci fosse stato, anche il “mini condono” sarebbe stato evitato, la vecchia coalizione contiana sarebbe rimasta unita e adesso Salvini, Berlusconi e Meloni non potrebbero contare al Senato sulla sponda dei “grillini”. Sarebbe questa un’ottima occasione per Conte di manifestare la sua leadership in fieri sui pentastellati per fargli invertire la rotta condonista.

Gridare “onestà”, come fa a ogni piè sospinto il M5S, non serve, anzi può essere solo una cortina fumogena se al dunque non si sta dalla parte degli “onesti”.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

 

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Da che parte stanno

 Cronache&Commenti

E' chiaro da che parte stanno lorsignori, i loro giornali e i loro giornalisti

di Aldo Pirone
MaurizioMolinari 360 minPer avere ulteriore conferma del mondo di lorsignori che, come pupari, stanno dietro le spalle di Renzi, basta leggere quanto scrive oggi il direttore de “la Repubblica” Maurizio Molinari e quanto dice il Presidente della Confindustria della Lombardia Marco Bonometti.

Molinari, dopo averci ricordato stancamente quello che tutti sanno a iosa, cioè i grandi e drammatici problemi che sono di fronte agli italiani, dice che per affrontare una simile agenda “ll premier che serve al Paese deve dunque essere davvero europeo”. Il che significa che Conte lo è solo insufficientemente, nonostante abbia contribuito non poco a riagganciare l’Italia all’Europa impegnata, sotto la sferza del Covid 19, nel cambiamento delle politiche economiche e non solo. Il vero europeo per Molinari è chi rimette pienamente nelle mani di lorsignori il timone del comando soprattutto nella gestione dei miliardi del Recovery plan.

Bonometti, diminutivo di Bonomi ma non in protervia e arroganza, invece, è più diretto e ruspante e dice a “La Stampa” di patron Agnelli-Elkann - che non a caso lo è anche di “Repubblica” -: “Conte si cerchi un’altra occupazione”. Purtroppo per Bonometti Conte non è licenziabile con un cenno del capo, ad nutum, come ai bei tempi quando in fabbrica e nello Stato lorsignori facevano il comodo loro indisturbati. E poi un’altra professione ce l’ha, dignitosa e ben remunerata, non deve cercarsela, magari andando a fare lo zerbino a pagamento dell’autocrate dell’Arabia saudita Mohammad bin Salman come lo statista di Rignano.

Il professor Conte non è un rivoluzionario o un progressista a tutto tondo è un moderato ma gli è capitato di essere oggi, per le condizioni in cui la lotta politica si svolge in Italia, la trincea da scardinare per far tornare pienamente in auge lorsignori di cui “il Bomba” di Rignano è solo il “centravanti di sfondamento”, come fu improvvidamente definito a mezza bocca da qualcuno dentro il Pd.

La partita della crisi è ancora in corso, è difficile prevedere come andrà a finire. Quello che però è chiaro già da molto tempo - a parte qualche rimbambito/a della sinistra schifiltosa - è da che parte stanno lorsignori, i loro giornali e i loro giornalisti.

Oggi Molinari e Bonometti ce l’hanno ricordato, tante volte l'avessimo dimenticato.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

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E' un obbligo l'informazione trasparente da parte dei Comuni

Comuni del Frusinate. Ferentino

Dal Consigliere Maurizio Berretta: Interrogazione urgente a risposta scritta

Ferentino municipio 350 260Al Sindaco di Ferentino Antonio Pompeo
Al Presidente del Consiglio comunale di Ferentino
Al Segretario Generale Franco Loi del Comune di Ferentino

Ferentino, li 22 Dicembre 2020
Oggetto: Interrogazione a risposta scritta e urgente sugli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte del Comune di Ferentino - D.Lgs 14 marzo 2013, n. 33 e Rafforzamento dei controlli in materia di enti locali - Art.3 del d.l. 174/2012.

Il sottoscritto Consigliere comunale Maurizio Berretta, nell’esercizio delle proprie funzioni e nella fattispecie dell’Art.35 del Regolamento del Consiglio comunale e degli altri organi istituzionali
Premesso che:
-vige il D.Lgs n.33 del 14/03/2013 sul Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni;
-vige il D.l. 174/2012 nel caso l’art.3 relativo agli obblighi di trasparenza dei titolari di cariche elettive e di governo;
- la struttura sugli obblighi di pubblicita’, trasparenza e diffusione delle PA e’ delineata dalle seguenti sottosezioni di 1° livello: Disposizioni generali , Organizzazione , Consulenti e collaboratori, Personale, Bandi di concorso, Performance, Enti controllati, Attività e procedimenti, Provvedimenti, Controlli sulle imprese, Bandi di gara e contratti, Sovvenzioni, contributi, sussidi, vantaggi economici, Bilanci, Beni immobili e gestione patrimonio, Controlli e rilievi sull'amministrazione, Servizi erogati, Pagamenti dell'amministrazione, Opere pubbliche, Pianificazione e governo del territorio, Informazioni ambientali, Strutture sanitarie private accreditate; Interventi straordinari e di emergenza, Altri contenuti e relative sottosezioni di 2° livello;
- il Comune di Ferentino e’ titolare del dominio internet www.comune.ferentino.fr.it;
- E’, oltre ad essere un obbligo di legge, un dovere da parte dell’ente comunale e dei suoi amministratori, ma soprattutto, un diritto di ogni singolo cittadino poter consultare le informazioni riportate;maurizioberretta 350

INTERROGA IL SINDACO

per conoscere i motivi per i quali diverse sottosezioni di 1° livello e di 2° livello sono totalmente carenti o riportanti informazioni parziali, cosi come le carenze informative per quanto compete il D.l. 174/2012 nel caso il comma 1 dell’art.3. per le quali esiste l’obbligo di pubblicazione e trasparenza;

Si chiede inoltre, ai sensi dell’Art.35 del Regolamento del Consiglio comunale e degli altri organi
istituzionali, RISPOSTA SCRITTA ed URGENTE.

Maurizio Berretta

 

 

 

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Parte male il Frosinone, allo “Stirpe” passa l’Empoli

Frosinone calcio

Esordio amaro per il Frosinone nella prima giornata del campionato di serie B

di Tommaso Cappella*
Brighenti Mancosu 370 minEsordio amaro per il Frosinone nella prima giornata del campionato di serie B. I giallazzurri del riconfermato tecnico Nesta si fanno battere 2-0 allo “Stirpe” dall’’Empoli del neo allenatore Dionisi. Un ko francamente inatteso dal momento che, anche quest’anno, Brighenti e compagni partono con i favori del pronostico per quanto riguarda il salto nella massima serie, possibilmente dalla porta principale. Una prestazione comunque condizionata anche dalla tante assenze per infortunio specialmente a centrocampo, nonostante gli arrivi di Kastanos, Parzyszek e Carraro, con questi ultimi due ancora da tesserare.

Tante le assenze nelle file giallazzurre. Nesta deve rinunciare ai vari Capuano, Salvi, Gori, Luciani e Volpe infortunati, con Tabanellli e Novakovich che partono dalla panchina, oltre al giovane Errico squalificato, mentre Citro e Trotta non figurano nemmeno tra i convocati per scelta tecnica. Esordio assoluto invece per il neo acquisto Kasranos. Sin dalle prime battute, si capisce che il match nasconde tante insidie. E già al 4’ l’Empoli passa in vantaggio: la difesa giallazzurra in disimpegno perde palla di cui si impossessa Moreo il quale tira in diagonale, Bardi para con la sfera che arriva sui piedi Bandinelli il quale ribatte in gol ma un difensore manda in angolo. Dal tiro dalla bandierina, prolunga capitan Romagnoli per la testa dio Moreo che insacca per lo 0-1. I padroni di casa accusano il colpo e fanno fatica a riorganizzarsi con i toscani che invece effettuano un ottimo giro palla. Potrebbe pareggiare però il Frosinone al 22’quando Kastanos dal vertice sinistro effettua un gran tiro con pallone che si stampa sul palo alla sinistra di Brignoli. Insiste la squadra di Nesta e al 34’ si erge a protagonista proprio l’estremo difensore toscano con una grande parata su tiro a colpo sicuro dal limite di Rohden. Poi accade poco o nulla e squadre al riposo con l’undici di Dionisi avanti 1-0.

Nella ripresa al 4’ dubbio fallo nell’area dell’Empolli di Bandinelli su Zampano, ma Manganiello lascia correre. E così all’11 i toscani raddoppiano con l’ex La Mantia di testa su splendido cross dalla sinistra di Terzic. Al 16’ pallone d’oro per il neo entrato Dionisi il quale, su cross rasoterra di Ciano, si allunga ma la sfera termina sul fondo. Si fa vedere anche l’Empoli e al 23’ potrebbe trovare addirittura lo 0-3 ma la punizione di Stulac si infrange sul palo. In campo però c’è solo il Frosinone e al 28’ l’altro neo entrato Novakovich manca di poco il gol su passaggio di Beghetto. Altra palla gol al 37’ quando Dionisi serve il liberissimo Kastanos in area, tiro a colpo sicuro e Brignoli si supera mandando in angolo. Il Frosinone le prova tutte per andare a segno, ma il pallone non ne vuol sapere di entrare: E così sono inutili gli ulteriori tentativi di Novakovich due volte ancora Kastanos perché l’Empoli sbanca lo “Stirpe” e inizia nel migliore dei modi il torneo cadetto.

Archiviata questa sconfitta, il Frosinone è ora atteso dalla insidiosa trasferta di Venezia che, all’esordio, ha battuto 1-0 nel derby la neo promossa Lanerossi Vicenza, mentre l’Empoli ospiterà la matricola Monza fermata sullo 0-0 nell’anticipo di venerdì dalla Spal. I lagunari, per il secondo turno di fila, vogliono sfruttare il fattore campo per fare bis. Da parte dei giallazzurri ci si attende invece il riscatto, dal momento che ha le potenzialità e le possibilità di compiere imprese che alla vigilia sembravano impossibili. Occorre iniziare a fare punti per non ritrovarsi in una situazione di classifica complicata. Mercoledì comunque il Frosinone ospiterà il Padova per il secondo turno di Coppa Italia.

*Tommaso Cappella, Giornalista volontario in pensione

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Il Ceccano parte col piede sbagliato

Ricci Emanuele 350 260 minTommaso Cappella, Ufficio Stampa Ceccano 1920 ca5 - CECCANO-CITTA’ DI ZAGAROLO 2-4

CECCANO – Dopo essere stata eliminata dall’Heracles nel primo turno di Coppa Lazio, la matricola Ceccano calcio a5 esordisce nel campionato di serie C2 con una sconfitta al cospetto del Città di Zagarolo. Un ko comunque immeritato per i rossoblù che hanno anche sbagliato un tiro libero con Ricci sul finire di primo tempo e un calcio di rigore a metà ripresa sempre con Ricci.

In avvio di gara sono gli ospiti a rendersi pericolosi con un gran toro di Bargelli, ma Cipriani si suoera. Al 12’ grande conclusione di Ricci e Pellitta si rifugia in angolo. Lo stesso Ricci però, tre minuti dopo, con un’azione personale, sblocca la gara. Gli ospiti reaguscono e, dopo una bella parata di Salvati su Cecilia, è proprio quest’ultimo a pareggiare al 20’. Ad un minuto dal riposo il Città di Zagarlo passa in vantaggio per una indecisione della difesa rossoblù che consente a Bargelli di insaccare. Poi Ricci si fa parare il tiro libero da Pellitta.

Nella ripresa, dopo sei minuti, gran palo di Bargelli, ma al 13’ il Ceccano pareggia grazie ad un autogol di Conte su tiro di Cicciarelli. Al 17’ tocca a Colapietro colpire i legni della porta avversaria e sulla ribattuta Pellitta è eccezionale nel respingere. Un minuto dopo gli ospiti tornano in vantaggio con capitan Niceforo. Ma al 20’ il Ceccano ha la ghiotta possibilità di pareggiare. Testa intercetta con una mano sulla linea di porta e il direttore di gara assegna il calcio di rigore che però Ricci manda alto. A questo punto nemmeno il portiere di movimento sortisce l’effetto sperato, anzi il Città di Zagarolo realizza a porta vuota con Troisi il gol del 2-4. Prossimo impegno pe i rossoblù di mister Compagnone il derby di sabato prossimo alle ore 15.00 presso il “Tintisona” contro la Nuova Paliano.

CECCANO: Cipriani, Salvati, Ricci, Celli, Uberti Padovani, Pietrantoni, Carlini, Colapietro, Cicciarelli, Ferri.

Allenatore: Compagnone.

CITTA’ ZAGAROLO: Pellitta, Testa, Bargelli, Cecilia, Troisi, Conte, D’Ambra, Genovesi, Niceforo, Lo Muto, Brecci, Blasi.

Allenatore: Riccomagno.

Arbitro: Cozzuto di Aprilia.

Marcatori: 15' pt Ricci, 20’ pt Cecilia, 29’ pt Bargelli, 13’ st (aut.) Conte, 18’ st Niceforo, 32’ st Troisi.

Note: ammoniti Testa e Uberti; al 30’ pt Ricci sbaglia un tiro libero; al 20’ st Ricci sbaglia un calcio di rigore.

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Parte Meccatronica, scuola per il lavoro

meccatronica 400 mindi Maria Giullia Cretaro - Nasce ufficialmente il primo corso di ITS Meccatronico per la Provincia di Frosinone. Nella sede di Unindustria del Capoluogo, martedì 10 Settembre si è tenuta la conferenza stampa per inaugurare questo nuovo percorso di studi, già anticipato qualche mese fa ma ora è concreta realtà.
A presenziare, oltre al Prefetto di Frosinone Ignazio Portelli, il Presidente della Provincia Antonio Pompeo, l'Assessore al Lavoro regionale, Claudio Di Berardino, e il Vicepresidente di Confindustria, Maurizio Stirpe. Un parterre che dimostra l'interesse istituzionale per il neonato progetto e la già avviata sinergia tra le parti.

Apre le danze il Prefetto, che ricorda subito la drammatica situazione del lavoro in Provincia; la sola volontà di collaborazione, come in questo caso, permetterà di "mettere insieme questo caleidoscopio in un progetto di interesse generale".

Nella carrellata di interventi non poteva mancare quello di Pompeo che ristabilisce subito il valore dell'ente Provincia, nonostante il depauperamento istituzionale subito. Essenziale rimane infatti il suo ruolo come collante tra Regione e territorio. Un territorio ricco di potenzialità troppo spesso inespresse. Perché queste possano essere pienamente esaltate, il lavoro di squadra rimane la forza primaria.

Tornando nello specifico dell'ITS, la tempistica del progetto è il vero successo. In poco più di sei mesi questa idea è diventata concreta, è stata presentata alla Regione e sostenuta dall'assessore Di Berardino oltreché dal Presidente Zingaretti.

Qui Pompeo, anticipando le possibili domande della platea, non bypassa il tema delle politiche attive per i lavoro. Creare i presupposti per il rilancio dei territori anche e soprattutto in termini occupazionali, ripartendo dalla formazione è un investimento per il reinserimento lavorativo. Un inciso che resta nebuloso e non del tutto esaustivo per l'argomento disoccupazione.

A descrivere nei dettagli il nuovo piano formativo, è il Vicepresidente Stirpe, anche Presidente della Fondazione ITS, riconosciuta sabato. "Arrivo e partenza si sommano oggi. Vari attori hanno lavorato affinché questo istituto potesse partire. L'obiettivo era ambizioso ma il risultato ottenuto è la vittoria degli enti che hanno collaborato per andare oltre i limiti burocratici e in un semestre concretizzare un'idea"
Le parole di Stirpe toccano un punto fondamentale: ovvero come il progetto risponda a delle richieste dirette delle aziende del territorio. Imprese che necessitano un nuovo assetto digitalizzato di impianto professionale e qualificato.

Il progetto, oltre ad essere mosso da chiare necessità di domanda e offerta, è in sé un atto di generosità per il territorio, perché verso di esso esiste un debito di riconoscenza, avendo restituito meno di quanto ricevuto.
Il programma dell'istituto partirà entro la fine di ottobre per 28 ragazzi, che terminato il corso troveranno impiego presso le aziende territoriali.

La selezione punta sulla qualità : i candidati, che potranno presentare domanda entro il 23 settembre, saranno valutati per titoli già acquisiti (necessario il diploma) e una doppia verifica frontale. Tra loro, saranno scelti i 28 che avranno ottenuto il punteggio maggiore. Tempo per candidarsi, fino al 23 settembre.

Quale ruolo ricopriranno le imprese? Esse saranno i primi finanziatori, sopperendo alla mancanza di fondi pubblici. Nella proposta stessa avanzata alla Regione infatti, le aziende si erano dichiarato autosufficienti per finanziare la fondazione.
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Innegabile l'attesa per le parole di Claudio Di Berardino, che nell'ultima settimana ha incasellato due appuntamenti per discutere la situazione lavoro della Provincia. L'esperienza dell'istituzione è per l'Assessore, esempio di buona pratica, perché prevede una stretta collaborazione tra pubblico e privato con ripercussioni positive sul territorio.
Regione e Provincia hanno lavorato a stretto contatto per la buona riuscita del progetto, avvalendosi del prezioso contributo delle associazioni imprenditoriali, promotrici dell'idea.
"Quello di Frosinone sarà l'ottavo ITS della Regione. Gli altri hanno già prodotto risultati soddisfacenti e sono in prospettiva di crescita.
La formazione è essenziale per lo sviluppo territoriale, soprattutto per la qualità del lavoro, non si può prescindere dal progresso "

Forse l'Assessore avrebbe volentieri glissato sulle politiche attive, ma schivare il cross di Pompeo non era possibile in sede di conferenza stampa. A suo avviso dunque, questa proposta è una forma di politica attiva, un'offerta formativa che si presta alla ricerca per l'impiego.
Non è chiaro come l'avvio dell'istituto, possa sopperire alle domande degli oltre 1200 lavoratori della provincia, in molti senza i requisiti necessari per accedere al corso, che comunque costa di un numero assai limitato di posti.

Fermo restando l'encomiabile risultato di un nuovo polo formativo, questo non può rispondere a tutte le esigenze del territorio. Sarà un volano per le generazioni più giovani, l'ennesima porta in faccia per chi resterà ancora in attesa di una soluzione.
Che questa filiera apertasi in tema di formazione, possa tradursi in un apporto fattivo delle imprese sul territorio. La sinergia è un primo passo, l'ITS un primo successo.

 

 

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Frosinone parte col piede sbagliato, pesante ko a Pordenone

Mirko Gori su Chiaretti 350 Frosinone Pordenone 25ago19di Tommaso Cappella* - Esordio con pesante sconfitta 3-0 per il Frosinone in casa del neo promosso Pordenone nel posticipo della prima giornata del campionato di serie B. Una sconfitta maturata al termine di una gara che ha visto i giallazzurri alquanto molli e poco convinti dei propri mezzi. E’ mancata anche una certa concentrazione da parte di una squadra che ha anche bisogno di un attaccante in grado di concretizzare sotto porta, dal momento che i vari Citro e Trotta hanno mancato clamorosamente le occasioni capitate. E’ tornato a giocare Dionisi, ma a questo Frosinone, è innegabile, serve lo “stoccatore”.

In avvio di gara i padroni di casa, sospinti dall’entusiasmo per il loro approdo tra i cadetti, creano al 9’ la prima palla-gol. Ciurria dalla destra salta Ariaudo, entra in area e chiama Bardi alla grande parata. La risposta del Frosinone al 15’ quando duettano Beghetto e Ciano, con quest’ultimo che va alla conclusione ma un difensore respinge. Le difese delle due squadre sono molto attente e concedono poco. Poi al 32’ un cross pennellato dal solito Beghetto trova Citro solo davanti a Bindi, ma “cicca” la sfera. Due minuti dopo ancora Beghetto rimette al centro e questa volta è Trotta a vedersi respingere il gran tiro dall’estremo difensore dei ramarri. Proprio nel periodo migliore del Frosinone al 42’ passa il Pordenone. Azione insistita dei padroni di casa e pallone che arriva a Ciurria il quale tira, sulla traiettoria si trova Pobega che mette alle spalle di Bardi.

Nella ripresa ci si aspetta la reazione del Frosinone e invece è il Pordenone all’8’ a raddoppiare ancora con Pobega dopo un cross dalla sinistra di Chiaretti. Anche sfortunati i giallazzurri al 15’ perché la magistrale punizione di Ciano trova Bindi alla grande parata con deviazione in angolo. E al 19’ è tris per i neroverdi di Tesser grazie a Barison che ribatte in gol una respinta di Bardi su colpo di testa di capitan De Agostini. La gara finisce praticamente qui. L’unico a non arrendersi fino al 90’ è Paganini, uno dei pochi a salvarsi dalla serata negativa dei suoi compagni, ma il suo colpo di testa termina di un soffio sopra la traversa.

Che dire ancora? Inizio peggiore non poteva capitare ad un Frosinone, sicuramente tra le formazioni più attrezzate di questa serie B. Deve quindi archiviare immediatamente questo pesante ko e voltare pagina, calandosi in una realtà molto difficile come lo è il torneo cadetto. Occorre cioè agire più di spada che di fioretto, perché anche contro il Pordenone la squadra di Nesta è sembrata specchiarsi troppo ed essere meno cinica e concreta. E lo deve fare subito, archiviando questa sconfitta e pensare già all’Ascoli che domenica sera alle 21,00 arriverà al “Benito Stirpe, forte della convincente vittoria per 3-1 di sabato scorso contro il Trapani. Occorre l’immediato riscatto, perché lo chiedono soprattutto i diecimila e oltre tifosi giallazzurri che hanno sottoscritto l’abbonamento e credono fortemente nelle potenzialità di questo Frosinone.

*giornalista volontario in pensione

 

 

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Parte la verifica della concessione a Steve Bannon

Certosa di Trisulti 390 260 mindi Angelino Loffredi - Sulla assegnazione della Concessione del Ministero dei Beni culturali alla Associazione Dignitatis Humanae Istitute, per capirci Steve Bannon, per l’utilizzo della Certosa di Trisulti si è aperta da ieri una verifica per accertare la veridicità degli elementi che ne determinarono la scelta.

E’ un fatto positivo. Un tema che ha appassionato un Movimento di opposizione alle scelte del già Ministro Franceschini, sollecitato dalle Reti Solidali, animato da Daniela Bianchi che portò a due marce in direzione della Certosa e a conseguenti dichiarazioni e prese di posizione. Il giornale UNOeTRE.it fece la sua parte contribuendo a mantenere alta nella nostra provincia l’attenzione attorno alla depredazione. A chi è interessato a conoscere di più propongo di leggere questa nota https://www.unoetre.it/notizie/opinioni/item/6550-certosa-di-trisulti-non-restare-con-le-mani-in-mano.html

In attesa che ci venga resa giustizia è necessario, proprio ora, mantenere alta l’attenzione perché tutto è ancora da decidere. Nello stesso tempo mi corre l’obbligo di ricordare che l’azione di autotutela è stata preparata da l’Architetto Marcello Cervini e l’avvocato Felice Spirito. E’ vero che ci sono state le marce ma va anche riconosciuto che l’unico atto politico è stato determinato dall’incontro e dalla iniziativa dell’Onorevole Fratoianni con il Sottosegretario Vacca. Giustamente Daniela Bianchi inoltre riconosce anche il contributo dato dalla stampa nazionale e internazionale, in particolar modo quella tedesca. Al nostro territorio insomma è stato più solidale chi è lontano che non chi è vicino. Mancano infatti ancora le adesioni ed il sostegno del Presidente dell’Amministrazione Provinciale e del Sindaco di Frosinone. Oltre che quello dei Sindacati e dei Partiti.

1 giugno 2019

 

 

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Impara l’arte e non metterla da parte

corsodivanessa 350 260 minPresso la Scuola dell’Infanzia dell’Istituto Comprensivo di Ceprano, dirigente Prof. Roberto Pellegrini, è stato portato a termine il progetto: Impara l’arte e non metterla da parte, realizzato dalla professoressa Vanessa Loffredi.

Fin dalla prima lezione i bambini si sono dimostrati entusiasti ed hanno espresso il meglio di loro stessi.

Al termine del laboratorio è stata allestita una Mostra con deliziose “ opere d’arte “, realizzate dai piccoli artisti. Il lavoro ha ottenuto un grande successo e i genitori, entusiasti, hanno richiesto nuovi incontri per il prossimo anno.

La professoressa Loffredi, laureata in storia dell’arte, da anni organizza Laboratori artistici per bambini. Ha iniziato presso il Museo Muve di Giuliano di Roma, per proseguire nelle scuole del Circondario. Attualmente organizza Laboratori anche presso la Libreria Mondo Incantato di Ceccano.

Lo scopo che la professoressa si prefigge in questi incontri è di creare un approccio personale del bambino con il mondo artistico. Attraverso l’uso di svariate tecniche riesce a catturare l’interesse dei piccoli artisti rendendoli protagonisti ed interpreti di un mondo artistico attraente e appassionante.

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La Consulta boccia una parte della 'Buona scuola'

Insegnanti tagliati 350 260 mindi Paola Bucciarelli - La Consulta boccia una parte della “Buona scuola” e il Miur lavora per licenziare i precari

I prof. di ruolo possono partecipare al nuovo concorso

I giudici della Corte Costituzionale con la sentenza n. 251 del 6 dicembre 2017 hanno sonoramente bocciato una parte della “buona scuola”: quella che esclude i docenti già assunti a tempo indeterminato dalla partecipazione a nuovi concorsi pubblici (nei prossimi mesi ne sono previsti tre).
I docenti di ruolo possono partecipare ai concorsi a cattedra per insegnare in altro ruolo o altra classe di concorso.
Il diritto deriva direttamente dalla Costituzione, secondo la quale per coprire i ruoli del pubblico impiego lo stato deve selezionare i migliori e la selezione deve necessariamente essere il più ampia possibile, senza limitazioni di sorta.
Invece, nel comma 110 dell'articolo 1 della legge 107/2015, che la Corte costituzionale ha espunto dall'ordinamento, era affermato che “...Ai concorsi pubblici per titoli ed esami non può comunque partecipare il personale docente ed educativo già assunto su posti e cattedre con contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato nelle scuole statali”.
Per esempio, il docente di ruolo nella scuola primaria non poteva partecipare al concorso per un posto di ruolo nella scuola secondaria e viceversa, il docente di scuola secondaria non poteva accedere ai concorsi per altre classi di concorso. Ad esempio: il docente di lettere di ruolo alle medie non poteva partecipare al concorso per insegnare lettere alle superiori o altra disciplina sia alle medie che alle superiori.
La questione era stata sollevata dal Tar del Lazio al quale si erano rivolti due professori di ruolo.
Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ( MIUR) si è difeso affermando che la ratio delle norme che prevedono la restrizione della platea concorsuale sarebbe quella di agevolare il riassorbimento del precariato impedendo ai docenti di ruolo di coprire posti e cattedre che sarebbero destinati a tale riassorbimento attraverso i concorsi.
Mentre per i docenti di ruolo resterebbe aperto il canale della mobilità professionale (passaggi di ruolo e passaggi di cattedra) al quale si accede a domanda degli interessati.
Però, per la Consulta, «la ratio dell'esclusione in esame non può essere ravvisata nella finalità di assorbimento del precariato». Secondo la Corte Costituzionale, infatti, «se è pur vero che non sono equiparabili, ai fini dell'interesse alla partecipazione al concorso, le posizioni dei docenti precari della scuola statale rispetto a quella dei docenti assunti a tempo indeterminato, tuttavia tale considerazione non rileva nel caso in esame». Ciò perché «l'obiettivo del tempestivo assorbimento del precariato è adeguatamente perseguito dal piano straordinario di assunzioni» previsto dalla stessa legge, che esclude appunto il personale già assunto a tempo indeterminato, mentre la norma impugnata ha a che fare con il sistema di reclutamento «a regime», quindi superata l'emergenza.

I prof. precari e abilitati rischiano il licenziamento

In realtà, come ho già scritto più volte, il Ministero dell’Istruzione cerca in ogni modo di non assumere docenti nuovi.
Ciò risulta evidente anche nella bocciatura del parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione alla bozza di decreto sulle procedure e i criteri per le modalità di verifica degli standard professionali in itinere e finale del personale docente, ai sensi dell'articolo 13 del decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 59. Il provvedimento, la cui approvazione è agli sgoccioli, regola l'ultimo anno del percorso di formazione iniziale e tirocinio (Fit ).
I docenti che non supereranno la valutazione finale, al termine del terzo anno del Fit previsto dalla legge 107/2015, saranno licenziati e perderanno il diritto a rimanere nelle graduatorie in cui risultavano inseriti prima di essere ammessi al Fit.
Il MIUR ha ritenuto di non accogliere la proposta della ripetibilità del terzo anno Fit perché ciò sarebbe in contrasto con quanto disposto dal comma 5, dell'articolo 17 del decreto legislativo 59/2017. Tale disposizione, infatti, prevede che «l'ammissione al citato percorso comporta la cancellazione da tutte le graduatorie di merito regionali, nonché da tutte le graduatorie ad esaurimento e di istituto».
La normativa attuale prevede già la cancellazione dalle graduatorie di merito e/o a esaurimento all'atto dell'assunzione a tempo indeterminato, ma l'ordinamento, prima della legge 107/2015, prevedeva una serie di garanzie per il neoassunto, tra cui anche la possibilità di ripetere l'anno di prova almeno una volta in caso di valutazione negativa. Cosa che con il nuovo corso non sarà più possibile.
Il MIUR non si accontenta solo di non assumere il docente in ruolo, vuole che gli attuali docenti precari vengano licenziati e mai più riassunti: il MIUR ha previsto che i docenti che svolgeranno il terzo anno del Fit, prima ancora di sapere se abbiano superato la valutazione finale, vengano cancellati anche dalle graduatorie d’ istituto.

Il caos dei 24 crediti

La volontà del MIUR di sbarrare l’accesso all’ insegnamento nella scuola pubblica agli aspiranti docenti si vede anche da un altro provvedimento: al prossimo concorso per laureati potranno partecipare solo quelli che hanno conseguito altri 24 crediti in materie antro-psico-pedagogiche.
Secondo il decreto del MIUR, i laureati che vorranno partecipare al prossimo concorso per insegnare e che non hanno esperienza di insegnamento, devono sostenere degli esami aggiuntivi: chi si è già laureato e deve integrare gli esami, potrà farlo pagando al massimo 500 euro. Chi si sta laureando potrà effettuare gli esami aggiuntivi gratuitamente. Il tutto in tempi strettissimi, visto che il bando è previsto per il 2018. Oltre ai tempi molto ristretti, gli aspiranti docenti devono vedersela con il caos generato dalle università che non attivano i percorsi per acquisire questi 24 crediti, che danno risposte contrastanti su come acquisirli o certificare quelli che già si possiedono. In tutto ciò le università private che, fiutato il business, spadroneggiano!
Ecco il caos in cui sono finiti migliaia di laureati intenzionati a tentare il corso-concorso promesso dal Ministero, laureati che, se per qualsiasi motivo non riuscissero a fare il concorso, a vincerlo, a sostenere i tre anni di formazione e tirocinio, avranno “acquistato” crediti che non gli serviranno a niente, non sono abilitanti, non daranno diritto a punteggi in graduatoria. Avranno solo buttato soldi!

 
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