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Una lista per democrazia, trasparenza e partecipazione diretta

logo NoiXFontanaliri 350 minConsiderando l' attuale panorama politico che vede due schieramenti capeggiati l’uno dal Dott. Battista Giuseppe e l’altro dal Dott. Andrea Pistilli, impegnati a comporre ognuno una propria lista da presentare per il prossimo rinnovo del Consiglio Comunale di Fontana Liri, ed a seguito dei vari incontri con quest’ultimi, il Movimento “Noi per Fontana Liri“ riconferma la propria posizione di non aderire attualmente a nessuna di questi in quanto non ancora a conoscenza dei rispettivi programmi elettorali e quindi impossibilitati a valutarne i contenuti che possano soddisfare gli scopi ed obbiettivi che il movimento stesso si è prefissato al momento della sua nascita.

Nostra prerogativa è quella di lavorare al fine di costituire una lista che possa soddisfare le nostre richieste inerenti : la democrazia, trasparenza e la partecipazione diretta dei cittadini nelle varie decisioni importanti intese a ridare vitalità e rilancio al nostro paese.

Per questi motivi restiamo in attesa ad eventuali inviti anche di altre liste in futura composizione, mentre nei prossimi giorni sarà nostra cura avviare dei confronti con gli attuali e futuri schieramenti.

Il coordinatore “Noi Per Fontana Liri”
Loreto Chiarlitti

Fontana Liri, 05 febbraio 2020

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Le "Sardine" a congresso

AndreaGarreffa RobertoMorotti GiuliaTrappoloni MattiaSantori 400 mindi Francesco Merlo da repubblica.it - Dal laboratorio Bologna alla prova della politica. Il 15 dicembre i gruppi di tutta Italia si riuniranno. I quattro ideatori della protesta raccontano progetti e timori.

"Forse servirà più a ingarbugliare le cose che a chiarirle, ma il 15 dicembre le sardine di tutta Italia si riuniranno a Roma". Sarà il primo congresso delle sardine? "Diciamola così: prenderemo una birra tutti insieme e ognuno dirà la sua. Noi intanto speriamo di riempire, il 14 dicembre, piazza San Giovanni. Puntiamo a organizzare una grande manifestazione con sessantamila sardine". Perché sessantamila? "Sono le 6000 della prima volta moltiplicate per dieci. E l'indomani cominceremo a dialogare con la politica. Perché "la politica ha bisogno di noi" non resti solo uno slogan".

A Bologna, a un tavolo del caffè della Salaborsa i 4 fondatori, Mattia Santori, Andrea Garreffa, Roberto Morotti e Giulia Trappoloni, per la prima volta intervistati insieme, spiegano cos'è il laboratorio delle sardine. E mi raccontano dei tanti che danno loro consigli: musicisti e filosofi, sociologi e politici incendiari, poeti e filantropesse, emissari occulti, giornalisti famosi, architetti e urbanisti... "Ci regalano idee, ci consigliano libri, ci mettono in guardia. Scrivono testi per noi, anche musiche e canzoni che ci offrono come inni. Ma noi l'inno ce l'abbiamo già: "Com'è profondo il mare" di Lucio Dalla".

Dalla piace soprattutto ad Andrea Garreffa, che è il più intellettuale del gruppo, e per lavoro organizza viaggi in bicicletta. E dunque i peggiori della destra lo raccontano come uno squinternato d'assalto, com'erano i grillini al loro esordio. Invece è laureato a Bologna in Comunicazione Pubblica, parla un ottimo inglese, ha studiato a New York e in California, e scopro che ha scritto pure un piccolo libro che si intitola "Ovidio", ed è la storia di una casa.

Domando: comincia a spirare un venticello di partito? "Nient'affatto. Il 14 a Roma la manifestazione sarà forte e sorprendente, anche per fantasia e creatività". Qualcuno ha proposto che si vestano di bianco, un'enorme piazza di sardine bianche, Roma trasformata in un mare bianco "che è il colore del candore contrapposto a quello delle carognate, il colore dei senza colore".

Mattia Santori è stato battezzato leader dalla televisione, buca il video perché è simpatico e ormai lo riconoscono per strada: "Lo lasciamo andare avanti perché funziona, e tutti ovviamente lo cercano. Ma noi gli stiamo sempre dietro" dicono in coro, ridendo. E Mattia: "C'è molta voglia di leader, ma io resisto". Come si può resistere alla vanità? "Io penso che la parola giusta sia responsabilità. Molti si aspettano che le sardine risolvano problemi. E mi caricano di responsabilità. Ma noi abbiamo chiari i rischi che corriamo. Cosa dovrei fare, se no: sparire, chiudermi in una casa in collina?".

E i soldi? "Le sardine si autotassano. Ma a Roma ci trattano come un partito e impongono costi molto alti. A partire dall'Ama, che chiede un euro a partecipante". Un euro a sardina? I soldi, come vuole il vecchio aforisma di Margaret Thatcher, "hanno reso buono il Buon Samaritano più delle sue buone intenzioni".

Hanno abitato nella stessa casa, sono amici, e sono convinti che non si perderanno l'uno con l'altro. Gli chiedo se sanno chi erano les petits camarades, i 4 piccoli compagni che a Parigi, più o meno alla loro età... "Erano Aron, Sartre, Nizan e Simone de Beauvoir. Le proporzioni tra maschi e femmine sono rispettate" dice Giulia. "Per il resto loro erano giganti e noi siamo sardine".

Sulla qualità degli studi il confronto è duro, ma anche qui ci sono quattro belle lauree, bei voti, la voglia di scrivere. Roberto è ingegnere e disegna impianti industriali, Giulia è fisioterapista, 12 ore al giorno, e la sera insegna danza ai bambini. "Eppure su Facebook c'è una mia gigantografia con scritto sotto: "La disoccupata dei centri sociali". Ma io non sono mai stata in un centro sociale. E, che dici, esibisco il certificato di laurea? Noi pensiamo che sia meglio insistere nel mostrare che c'è un altro modo di usare i social". Qualcuno lo ha chiamato Alternet: l'Alternet delle sardine.

Il più vecchio, 32 anni, è Andrea, la sardina pensatrice. Lui è nato a Savona e Giulia, che a 29 anni è la più giovane, è nata a San Sepolcro in provincia di Arezzo, ma Bologna è il loro vincolo: "Ci siamo voluti bene in mezzo alle folle allegre di questa città grigia, sotto i cieli leggeri delle sue primavere". Bologna si conferma come un laboratorio, spiega Bruno Simili, direttore del Mulino. "Due giorni prima che esordissero le sardine c'era stato un convegno sulla Bolognina con Occhetto. E fu in piazza Maggiore che nel 2007 Grillo organizzò il primo vaffa day. E c'era stato Guazzaloca, la destra che piaceva alla sinistra...".

È un piacere parlare con Andrea Garreffa, la sardina pensatrice, di questo laboratorio dove conta molto l'architettura di Piazza Maggiore, "la creazione artistica dell'evento" dice Giulia Trappoloni, la scenografia della piazza monumentale, eccezione italiana, che non ha il Duomo, ma c'è san Petronio, che è il simbolo dell'indipendenza anche dal Papa-re, figuriamoci da Salvini. Qui c'era il foro romano e qui Bologna diventa l'agorà italiana, il modello di piazza nazionale, da esportare nel mondo.

Il territorio cambia l'identità delle sardine e con le identità torna l'Italia delle cento città, la provincia come valore, e Bologna come modello. E Bologna è forse più ricca di Milano, di cui certamente non ha i deliri di grandeur alla cassoeula, la Bologna delle gallerie d'arte e dei libri, della magnifica università, del Mast che è un museo raffinato ma in periferia, bello quanto la Fondazione Prada ma molto meno strombazzato. In questi giorni c'è ancora la mostra Anthropocene, bellissimo ed emozionante catalogo della terra antropizzata, "e come si fa a non legarla alla filosofia delle sardine?". E poi c'è la Bologna delle multinazionali, con il suo volo giornaliero per Beirut, il diretto per New York.

La Madame de Staël di questa Bologna è Isabella Seragnoli, proprietaria della Coesia, il packaging che impacchetta il mondo, ricchissima filantropa, "la monaca imprenditrice" la chiamano a Bologna, appartata e discreta, ha costruito centri per malati terminali e sta costruendo un hospice oncologico per bimbi e l'ha affidato a Renzo Piano che ha immaginato "una casa sospesa tra gli alberi" spiegando però che non esiste nulla di più difficile per un architetto, ben più difficile del nuovo ponte di Genova. Anche alla Seragnoli piacciono le sardine, anche lei è rimasta affascinata dalla filosofia della cortesia, la politica senza turpiloquio, le sardine come "voglia italiana di grammatica" che da Bologna contagia l'intero paese, ciascuna sardina con il differente suo genius loci.

"Ma dentro un quadro - dicono Roberto Morotti e Giulia Trappoloni - che viene ufficializzato da noi. Non un certificato, ma una tavola di valori". Verificati come? "Con una chiacchierata breve, informale". Non avete mai respinto qualcuno? "Finora mai". Dunque in ogni piazza d'Italia le sardine prendono una forma diversa. E infatti hanno cantato inni diversi, "da De André a Pino Daniele...". E a Ferrara hanno cantato "Io non mi sento italiano" che è la canzone-postuma, l'epitaffio di Gaber quando, molto malato, sentiva l'Italia premergli come un testamento: "Mi scusi presidente / non sento un gran bisogno / dell'inno nazionale / di cui un po' mi vergogno". Il presidente, all'epoca, era Ciampi. Ma Gaber non aveva certo scritto quella canzone come un inno di piazza da ballare con i bimbi sulle spalle.

"Le sardine, almeno per ora, sono solo piazza: la piazza di Bologna appunto in trasferta in tutte le piazze d'Italia" dice Andrea Garreffa. E Bifo, il vecchio Franco Berardi, quello dell'Autonomia di quarant'anni fa, si rammarica di non essere andato perché non stava bene: "Loro sono la piazza della cortesia che sembra un ossimoro". Ma forse la piazza pacifica è solo un inedito italiano. "Per questo sono eroi, esteticamente ed eticamente. Politicamente non sono nulla, ma è buffo vedere come li sta corteggiando il Pd e quella sinistra che ha prodotto il loro disagio, il loro spaesamento".

Stefano Bonaccini, governatore uscente, ricandidato del Pd alle prossime regionali di gennaio trattiene il respiro perché spera che ogni sardina diventi un voto per sé e il suo partito. Dice Bifo: "Corteggia le sue vittime". E il direttore del Mulino, Bruno Simili: "Immagino che tra le sardine ci siano molti fuori sede che dunque non voteranno a Bologna. Ma, comunque, non credo che quella piazza sia del Pd. Certo, è contro Salvini e, dovendo votare ...". Bonaccini fa la sua campagna elettorale: "Sono giovani in cerca di un'alternativa alla destra di Salvini. Io offro un'alternativa e dunque legittimamente aspiro a rappresentarli elettoralmente. E sono contento che Mattia abbia detto che verrà ad ascoltarmi il 7 di dicembre in piazza Maggiore". Mattia conferma: "Andrò ad ascoltarlo ma perché mi piace stare nelle piazze e non perché prendo la tessera del Pd".

Con Andrea Garreffa ci diciamo che la piazza delle sardine è quella di Umberto Saba che appunto a Bologna - , la sua era piazza Aldrovandi - scoprì il disperato amore per la vita, la piazza "dell'allegra ragazzaglia" dove le sardine che "gonfian le gote in fior di gioventù" sono la fraternità ritrovata, "la piazza bambina" dice ancora Andrea, come "la calda vita di tutti". "Ecco il verso finale di Saba: "E tu sei tutta in questa piazza, Italia"".

Eppure Bologna, che li ha fatti nascere, ora rischia di soffocarli d'amore. È bizzarro che piacciano così tanto a tutti, anche a quelli che non si piacciono tra loro ("li adoro" è il verbo più usato): si va dal vecchio blasonato cavaliere Gazzoni, quello della squadra del Bologna e dell'Idrolitina, che li vorrebbe "come figli", al cardinale Zuppi che in quella piazza vede l'amore che la domenica non vede più in chiesa, a Flavia Prodi e a Stefano Bonaga che a Bologna è la simpatia di sinistra ("sfigato ma allegro"). Bonaga ha suggerito alle sardine di contrapporre alla Democrazia (potere del popolo) l'Isocrazia (potere degli uguali). "Sai cosa mi hanno risposto? Che usare così il greco sarebbe roba da fighetti di sinistra".

Ma Bonaga li capisce perché ci vede la leggerezza della Bologna anti-accademica, la satira politica di Andrea Pazienza, e c'è lo spiritello tondelliano, del Dams di Umberto Eco, di Gianni Celati, il fumetto, l'underground, il cinema, la forza dell'autoironia: "pensate alle "legioni" di Forza nuova e CasaPound a destra e ai "banchi" di sardine della sinistra". E c'è pure, nel laboratorio delle sardine, la creatività dell'architettura ecosostenibile di Mario Cucinella che, genovese, ha scelto Bologna per lavorare e per vivere, "e con la fierezza di abitare in periferia, alla Bolognina".

E infatti era anche lui in piazza con la sardine, anche lui entusiasta, anche a lui a disegnare pesci. Bifo, che purtroppo non sta bene e forse per questo è un po' cupo, dice che "per un giovane di oggi ci sono solo due possibilità: o fare la sardina, obbligando se stesso a sperare, oppure fare come il protagonista del film "Cafarnao", che va alla polizia e denunzia i propri genitori per averlo messo al mondo".

1 dicembre 2019

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Le "Sardine" anche in Ciociaria

la ciociaria non si lega 1 dic 19 400 mindi Valentino Bettinelli - Un caldo sole di mezzogiorno ha accompagnato le Sardine ciociare accorse domenica mattina a Frosinone. Piazza Giuseppe Garibaldi è stato lo scenario perfetto per la pacifica manifestazione del capoluogo. Un nutrito numero di donne, uomini, e anche tantissimi tra bambine e bambine, hanno colorato la mattinata spenta del centro storico frusinate.

Tra cori e tante piacevoli ripetizioni del canto di “Bella ciao”, il popolo delle Sardine ha mostrato la sua presenza anche in ciociaria. Al grido di “La Ciociaria non si Lega”, i tanti manifestanti hanno contestato l’incessante crescita del clima di odio e razzismo, imperante in Italia. Imbarbarimento socio-culturale che ha un responsabile, la Destra sovranista e oscurantista, guidata dal duo Salvini-Meloni. Proprio richiamando i valori democratici e antifascisti della nostra Costituzione, le Sardine ciociare hanno mosso i loro primi passi nel panorama locale. Da sottolineare un forte afflusso di quella che è meglio nota come società civile; dall’operaio, al professionista, dalla casalinga all’imprenditrice, dai docenti agli studenti. Un mare multiculturale, dove le classi vengono rappresentate nella loro totalità, raffigurando un quadro eterogeneamente colorato, dove la presenza in piazza rappresenta la pennellata d’artista di una popolazione stufa di cedere alla paura del diverso e all’odio.la ciociaria non si lega 1 dic19 350 min

Apprezzabile anche il richiamo, in occasione della ricorrenza annuale, alla sensibilizzazione sul tema dell’HIV. È sempre importante che iniziative di tale portata sociale siano utili ad informare su tematiche trattate sempre con molta sufficienza, soprattutto tra le più giovani generazioni.
La risalita della corrente dell’odio delle Sardine ciociare è iniziata. Continuare a manifestare, scendendo in piazza e mostrando a tutti i nostri valori, è un imperativo categorico per tutto il popolo del centrosinistra italiano. Anche i partiti svolgano il loro compito con capacità; è necessario intercettare le richieste di migliaia di italiani che non si sentono rappresentati dai sovranisti dell’ultim’ora, ma che allo stesso tempo cercano leader in grado di accompagnare la loro risalita, in direzione ostinata e contraria a quella intrapresa da una parte di Paese che a loro non appartiene.
È giunto il momento di essere Sinistra e rivendicare i valori che sono il fondamento della nostra Repubblica. Le piazze, compresa quella di Frosinone, hanno indicato la strada. Adesso sta a chi può smuovere ancora di più le acque; è l’ora di Agire e non solo di parlare con filosofie poco accattivanti.

La Ciociaria, come gran parte d’Italia, non vuole legarsi e non vuole abboccare all’amo dei fascisti di oggi. Andare avanti insieme è l’unico modo per riuscirci.

 

 

 

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Ma c'è vita in Ciociaria fra alleati di governo?

Sala del Consiglio MinistriIn questo autunno, La7Tv ci ha riproposto stralci del film Fahrenheit 11/9. Documentario del 2018 scritto e diretto da Michael Moore che riprende un tema caro al regista: le elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America del 2016, già documentate nella sua precedente pellicola “TrumpLand” per raccontare l’avvio della presidenza di Donald Trump.

 

  1. Sentirsi popolo
  2. Il Governo Conte Due
  3. Al PD bisogna chiedere

Sentirsi popolo

Nel film si parte da un grave e inoppugnabile scandalo, quello della crisi dell'acqua di Flint (città del Michigan negli Stati Uniti), gravemente contaminata dal piombo che provocò una spaventosa diffusione di “Saturnismo”, malattia causata dalla corrosione delle antiquate tubature dell'acqua per colpa del malgoverno di politici senza scrupoli, che hanno messo in grande pericolo la salute di migliaia di bambini del Michigan. Moore si chiede come sia possibile uscire dall'attuale situazione politica e vede una possibile risposta per un riscatto nazionale nei movimenti giovanili sorti in seguito al massacro alla Marjory Stoneman Douglas High School e che rivendicano il controllo delle armi.

Si tratta di due drammatici spunti che tuttavia permettono a Moore di documentare una lunga teoria di iniziative popolari di movimento e partecipazione. Il film infatti si dipana attraverso la rappresentazione di numerosissime interviste ai promotori dei più svariati movimenti, fra di essi ce n’è uno che afferma convintamente “senza individuazione dei disagi e senza l’organizzazione della rivendicazione per superarli non c’è speranza di futuro”.flint acquainquinata nelle case 400 min
Mi scuso per questa lunga premessa introduttiva che mi è sembrata importante per porre una questione costantemente dimenticata e trascurata dai partiti, dagli organi di stampa, insomma dal dibattito corrente che cerca le cause della crisi politica e istituzionale italiana e non solo, dappertutto, meno dalle cause che la generano. Si parla di democrazia interna ai partiti (importantissima), di metodi di comunicazione (molto sofisticati oggi), di simpatia e antipatia dei protagonisti, della spettacolarità delle iniziative, ma mai si domanda di cosa soffre la gente che non si riconosce nelle scelte di chi governa e perché.
L’huffingtonpost.it di qualche giorno titolava «la rabbia non risparmia più nessuno” Taranto, operai totalmente disillusi. Non si fidano di Conte, né di Emiliano. "Dov'è Di Maio, il garante dell'accordo?"».

Vale ancora la constatazione fatta da tanti osservatori una manciata di settimane fa: lo scenario politico è cambiato? E’ diverso dall’imbarbarimento politico sollecitato da.
Ad esempio, l'atteggiamento verso i migranti è in parte cambiato, non vengono più tenuti in ostaggio sulle navi. Il meccanismo è ancora approssimativo e fragile ma forse siamo vicini alla svolta tanto attesa: accoglienza, regole per il flusso dei migranti, nuovo contesto europeo. Conte ha incontrato i sindacati dopo anni di sostanziale ostracismo. È andato in queste ore nell’inferno dell’Ilva, dando un segnale di comportamento nuovo.
Anche con l'Europa il clima è cambiato. (per continuare a leggere. Vai in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

 

Il Governo Conte Due

La composizione del governo e il suo programma non destano grandi entusiasmi. Anzi è bene guardare ad occhi aperti i difetti e i pericoli della situazione, per evitare di ritrovarci a regalare tra qualche tempo a Salvini una vittoria immeritata. Tuttavia, un conto è vedere con lucidità i limiti del secondo governo Conte, altro è lavorare per logorare la nuova maggioranza.

Oggi la crisi drammatica dell’Ilva è la causa scatenante del manifestarsi di quale sia la fragilità di questa maggioranza di governo (M5S-PD-LEU-ItaliaViva). Una città avvelenata dalle polveri sottili con tre funerali a settimana, spesso di giovani e giovanissimi e 20.000 lavoratori-cittadini che rischiano di perdere il lavoro richiedono una grande capacità di governo, di senso politico, di abnegazione per il bene comune.
E’ chiaro quanto vale l’Ilva? Non solo una città avvelenata, 20.000 posti di lavoro persi e famiglie sul lastrico, ma un colpo mortale al sistema industriale italiano che è prevalentemente manifatturiero e ha bisogno di acciaio. Questo significa l’Ilva oggi.

Come ci stanno i partiti in questa maggioranza? Non bene a osservare l’eccessiva conflittualità. Essa è un danno sicuramente ma non è la causa del male. C’è un variegato mondo insoddisfatto della soluzione di governo (preferiva la Lega al governo?) che sembra avere oggi simpatie per quanti escono dal Pd, vagheggiando alternative, da Calenda a Renzi . La continua inesauribile polemica non è la causa delle difficoltà fra alleati, è la mancata individuazione consapevole del pericolo e delle cause del disagio.Governo conte dimaio franceschini speranza governo pd m5s leu 400 min
Qualche domanda va rivolta al PD: questo partito che sta tentando di mostrarsi serio, può pensare che il suo ruolo sia solo quello di pensare ai conti di bilancio che tuttavia in questa circostanza sono assai importanti? Parlare di aver scongiurato, meno male, una tassa IVA sul nostro groppone di ben 23 miliardi non basta. Si rischia così di apparire, a chi soffre, solo per quelli che hanno buoni rapporti con una UE che poi non sembra molto intenzionata a cambiare. Bene non essere isolati come ci aveva condannato Salvini, ma qui in Italia bisogna trovare soluzioni ai drammi della mancanza di lavoro, di una sanità sempre più privatizzata e perciò costosa e per pochi, quindi, di una mobilità individuale su strade disastrate o pubblica efficiente solo per i ricchi e… se si vuole si può continuare. I costi di vita in questa Italia sono quelli di un paese per i più ricchi e che premia l’egoismo privato. Lo scontro Calenda-Telese non è solo colore da talk show in cui i presenti sono sollecitati a tifare per il liberista. Sono due idee di mondo, che come sanno e possono si scontrano, ma lo scontro è vero.

Il silenzio di questo PD è preoccupante, perché nessuno più lo interpreta come “garbo istituzionale” ma è visto come mancanza di idee e proposte e, soprattutto, lontananza dai cittadini e dai territori. Altro che leader!
Il governo sarà effettivamente capace di andare oltre le buone maniere e di intavolare un dialogo positivo non solo con i sindacati ma con i soggetti sociali in generale? Questo vorrebbe dire introdurre novità sociali rilevanti, nuove priorità dell'azione di governo, impegni forti su investimenti e occupazione, diritti di chi lavora. Bene, ma il PD è capace di stare nella protesta, anzi di promuoverla, non contro il governo, ma per condividere con la gente, il popolo le difficoltà e trovare insieme le possibili soluzioni (vedi il film di Michael Moore vecchie verità riaffermate in forma nuova). Non se ne può più di suggeritori di buone maniere e di fair play o anche solo di corrette metodologie. Sono tutte astrazioni. Il funzionamento della democrazia italiana è decisivo e la partecipazione attiva e costante rappresenta il miglior contrassegno della sua qualità ed efficienza. (per continuare a leggere. Vai in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

 

Al PD bisogna chiedere

Ma ancora al PD bisogna chiedere: Che fa nei territori? Qui in provincia di Frosinone non c’è segno di vita. Ma quanta inerzia! Non solo del PD.
La destra ciociara è la più condizionata da Casa Pound (Sora, Anagni, Frosinone). C’è solo l’ANPI in campo. Dopo la vergognosa astensione sulla Mozione Segre che ha indignato tutto il mondo, come si può dimenticare che la destra, qui, in questo territorio ha il 57%? Il frusinate è ammalato gravemente di disoccupazione. Diritti del lavoro mortificati o peggio negati e disoccupazione che si cronicizza sono le manifestazioni anticipatrici di ben più gravi difficoltà e rischi che impongono di non minimizzare le minacce autoritarie. La nostra politica locale fatta di partiti che stanno al governo del Paese e della Regione che fa? Luigi Carlini qualche giorno fa con amarezza franca e genuina denunciava: «Ogni territorio in crisi ha il suo parlamentare che tira l'acqua al suo mulino, invece da noi vengono a farsi i selfie. Non è che la "coperta" è sempre corta e il denaro lo mandano alle altre aree di crisi complessa più virtuose, cioè dove politici, sindacato, comuni e tutte le istituzioni fanno squadra per proteggere il proprio territorio e nella nostra area di crisi complessa FROSINONE/RIETI c'è un tale disimpegno che si rischia la chiusura del "rubinetto?» Chi è pronto a impegnarsi per dimostrare il contrario?Provincia Fr 350

La nuova maggioranza di governo quale dialogo ha innescato fra le forze politiche che qui in provincia la rappresentano? Nessun dialogo.
Soltanto ieri un segnale, che non so definire, giunge da un incontro fra due deputati del M5S Luca Frusone e Enrica Segneri e il presidente dell’Asi. Nel comunicato reso pubblico si parla di «Favorire un nuovo modello con al centro la Green economy e la nuova strategia del governo per la realizzazione del green new deal, così come lo sviluppo dell’Economia circolare come traino per il rilancio del Paese sono stati i temi affrontati inizialmente.» Che senso ha discutere di temi politici prioritari fra soggetti non egualmente abilitati a proporre e definire programmi e scelte che appartengono alle forze politiche, ai sindacati ed alle Istituzioni? Fa una brutta impressione questo incontro che si fa interpretare per l’inizio di un “dialogo” con una fetta di partito o meglio fra fette di partiti anziché con l’intero quadro delle forze politiche impegnate nel Governo del Paese. È un incontro privato? Mai visto che rappresentanti di partiti non incontrano i loro omologhi in un quadro di alleanze di governo per affrontare delle “novità”?
Se questi sono argomenti per provare ad affrontare seriamente la crisi, proporre politiche attive per il lavoro perché partiti, sindacati, associazioni attraverso i loro organi rappresentativi non si assumono la responsabilità di svolgere pubblicamente un confronto e dare il via ad un nuovo dialogo fra loro e con i cittadini?
TUTTI, INTORNO AD UN TAVOLO PUBBLICO

 

 

 

 

 

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Importanza dei movimenti e dell'associazionismo per il frusinate

orgogliodi Ivano Alteri - Tutte le battaglie che il mondo dell'associazionismo, sinistra compresa, sta combattendo sul territorio, e alle quali aderiamo con convinzione e determinazione nella gran parte dei casi, hanno nondimeno tutte una stessa caratteristica, che lascia il sapore della insoddisfazione: sono tutte, ancora, “contro” qualcosa. A nostro parere, questo è il sintomo di una crisi di crescita del tessuto associativo ciociaro, che non riesce a compiere il passo ulteriore del suo cammino verso la compiutezza politica, che sola potrebbe dare alla parola “partecipazione” il senso pregnante che gli attribuisce la Costituzione Italiana; che sola, in definitiva, potrebbe dare efficacia politica alle aspirazioni di quelle associazioni e di quegli associati.

A nostra memoria, ma forse a memoria della storia, il nostro territorio non è mai stato così pullulante di associazioni di cittadini come lo è ora. E se da una parte questo è il frutto amaro della dissoluzione dei partiti, che sono stati i propugnatori e i catalizzatori della partecipazione politica per molti decenni del secolo scorso, dall'altra, è anche il frutto dolce della maturazione di una comunità che inizia ad acquisire consapevolezza di sé, a porre le basi per una democrazia efficiente ed efficace, a tendere all'autogoverno.

C'è da chiedersi se il tempo trascorso dalla nascita di questo fenomeno sia stato sufficiente alla maturazione collettiva necessaria a compiere l'ulteriore passo verso la determinazione politica delle volontà; o se, al contrario, non sia opportuno continuare a fare esperienze associative di “opposizione”, prima di pretendere di farsi soggetto collettivo politicamente determinante. In ogni caso, non può far male tentare di avere chiara la strada che si dovrà percorrere, anche se più lentamente.

Ai fini della nostra comprensione è stato utile fare a noi stessi alcuni esempi.

Un primo esempio riguarda la vicenda della Certosa di Trisulti. In questo caso la sinistra territoriale, e i movimenti in generale, hanno mostrato una capacità di resilienza e aggregazione che probabilmente ha stupito gli stessi promotori delle iniziative. Il movimento che si è creato contro l'ipotesi d'impiantare lì una scuola sovranista, populista, dalla cultura ultra reazionaria come quella di Bannon, è riuscito a bloccare (almeno così pare) un'operazione illecita, accaparratrice e portatrice di una cultura dai contenuti spesso orripilanti.

Tuttavia, a chi sente di appartenere a quella tradizione culturale il cui motto era e resta “studiare, studiare, studiare”, prendere consapevolezza di combattere una battaglia politica nientemeno che contro la nascita di una “scuola” (!), fa venire un brivido gelido lungo la schiena. In quel preciso istante, si palesa alla mente una terribile contraddizione che, all'inizio oscura, alla fine arriva a schiarirsi e a porre una fatidica domanda: “ma anziché stare qui a combattere contro la scuola di qualcuno, non dovremmo più coerente impiegare le nostre energie per crearne una nostra?”. Ma questo passo ulteriore non è stato compiuto.

Inoltre, mentre il movimento è risuscito (almeno così pare) a bloccare la illecita operazione di Bannon, non è stato in grado di proporre un'alternativa alla gestione della Certosa; la quale, abbandonata all'inerzia, è senz'altro condannata al decadimento e all'annientamento. Forse una soluzione potrebbe essere fare della Certosa di Trisulti il luogo “delle” scuole politiche, magari compresa quella di Bannon? Ma questo passo ulteriore non è stato compiuto.

Un altro esempio riguarda il tema dell'acqua pubblica. Anche in questo caso, il movimento dei cittadini è riuscito a far scoppiare tutte le contraddizioni presenti in seno alla classe amministrativa e politica, nonché alla classe dirigente più in generale; a partire dal referendum del 2011, che, sancendo la volontà collettiva di riportare l'acqua nella proprietà e nella gestione pubbliche, ha costretto i nemici dei beni comuni, gli accaparratori dei beni comuni, a venire allo scoperto e violare palesemente la democrazia referendaria. L'entità di questa loro prepotenza è la misura stessa della loro sconfitta morale e culturale. Tuttavia, politicamente parlando, il movimento non ha saputo, nel concreto, ricondurre l'acqua nella proprietà e nella gestione pubblica. Si tratta di un problema più generale, è vero; ma non mancherebbero, a livello territoriale, tante piccole iniziative tendenti alla soluzione complessiva. Forse una soluzione potrebbe essere creare un “governo ombra” per la gestione del servizio idrico, composto da associazioni, esperti, amministratori, politici che volessero impegnarsi nella realizzazione concreta dell'obiettivo referendario: la ri-pubblicizzazione dell'acqua. Ma questo passo ulteriore il movimento non l'ha saputo, potuto, compiere.

Un altro esempio ancora riguarda la spinosissima e pericolosissima gestione dell'immondizia. In qualche caso il movimento è riuscito a bloccare i tentativi di mantenere la Ciociaria nella condizione di pattumiera del Lazio; in qualche altro caso, meno. Ma non c'è dubbio che, anche qui, l'azione collettiva dei cittadini sia riuscita a far emergere la cattiva coscienza della classe dirigente più generale, e che ci sia ora un coro, ormai, a dire che “il re è nudo!”. Tuttavia, tale movimento non è arrivato a formulare una proposta praticabile e risolutiva per una nuova e più salubre gestione del ciclo dei rifiuti. Questo passo ulteriore, il movimento non ha saputo, potuto, voluto compierlo.

Siamo convinti, insomma, che molti dei problemi dei territori e del Paese possano essere davvero affrontati e risolti solo attraverso una massiccia, organizzata e consapevole partecipazione popolare, e che ogni altra via sia illusoria e velleitaria. Ma forse occorre aspettare che maturino i tempi, perché anche quella consapevolezza maturi, perché maturi l'esperienza democratica, e si inizi a comportarsi davvero come se il mondo che auspichiamo esistesse già. O forse no, non è opportuno aspettare. In ogni caso, qualsiasi scelta compiremo, non resterà senza conseguenze.

Frosinone 12 luglio 2019

 

 

 

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Ceccano, solidarietà e partecipazione vincono nella “Partita del Cuore”

calcio dinizio Caterina 350 mindi Tommaso Cappella* - Successo senza precedenti per la prima edizione della “Partita del Cuore”, “Diamo un Calcio all'Autismo” che si è tenuta sabato scorso al “Popolla”, organizzata dal Ceccano Calcio 1920 e dall'associazione “Altre...Menti Frosinone”, con il patrocinio del Comune di Ceccano e sponsorizzata dal Conad-Gruppo Mazzocchi e ItalyGlass. Un appuntamento che non ha deluso le attese, anche perché l'evento era finalizzato alla raccolta fondi a favore dell'associazione “Altre...Menti”, presieduta da Marco Massa, che si occupa dei ragazzi autistici e per celebrare la vittoria in campionato della squadra rossoblu salita in Promozione. E' stata soprattutto una grande rimpatriata di ex giocatori rossoblu che hanno voluto quindi testimoniare, con la loro presenza, la vicinanza a tanti ragazzi meno fortunati. Senza dimenticare la festa per la vittoria in campionato del Ceccano calcio 1920 ai nastri di partenza nella prossima stagione in Promozione con in panchina il neo tecnico Mirco Carlini.

La giornata, ottimamente presentata da Simona Frezza di Ernica TV, emittente che ha ripreso l'evento, è iniziata con le mini partite dei ragazzi delle Scuole calcio del Ceccano calcio 1920 e del Rio Fabrateria Vetus, le quali, in questi giorni, hanno dato vita ad un unico soggetto sportivo: la “Ceccano Accademy”. A seguire c'è stato il triangolare tra le vecchie glorie rossoblu e il Ceccano calcio 1920 che ha chiuso al primo posto nel girone I di Prima categoria. Il tutto è stato preceduto da un ricordo, oltre che di Filippo Giudici, di Robertino Testa, ex bandiera rossoblu, recentemente scomparso. Per l'occasione era presente la mamma Anna alla quale Tonino Pizzuti, accompagnato dall'ex ds rossoblu Renzo Frainetti, ha consegnato un mazzo di fiori. Il calcio d'inizio è stato dato dalla dolcissima Caterina Schiano, utente dell'associazione “Altre...Menti” (per l'occasione anche il papà Antonello ha svolto uno splendido lavoro in qualità di fotografo ufficiale della manifestazione).

Prima del fischio d'inizio è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo di tanti ex giocatori rossoblu che non ci sonio più. Molto combattute le sfide da trenta minuti ciascuna e ottimamente dirette dagli arbitri Calderari, Passeri e Reali. La prima ha visto di fronte le vecchie glorie capitanate da Alfonso Adinolfi e le quelle di Tonino Pizzuti. Hanno vinto le prime 2-0 grazie alla doppietta di bomber Caliano, sempre presente all'appuntamento con il gol. E' toccato quindi alla formazione perdente affrontare il Ceccano 2018-19 che si è imposto per 2-1. Dopo il vantaggio di Tarquini, è toccato all'altro bomber per eccellenza Pietro Compagnoni pareggiare i conti, mentre il successo per Tiberia e compagni è arrivato grazie a Colafrancesco. L'ultimo match invece è terminato sul nulla di fatto.

Al termine, alla presenza del presidente rossoblu Thomas Iannotta, titolare dello sponsor Italy Glass, del direttore generale Sergio Milo e del sindaco Caligiore, sono stati consegnati tanti riconoscimenti. Oltre al primo cittadino, sceso anche in campo, risultando tra i migliori in campo, è stata premiata anche l'amministrazione comunale nella persona del consigliere delegato allo sport Angelo Macciomei. E' stata poi la volta di Marco Massa, presidente dell'associazione “Altre... Menti” ricevere il riconoscimento e a seguire la Farmacia Querqui nella persona di Andrea Querqui, neo vice presidente della “Ceccano Accademy”. Presente anche Alessandro Mazzocchi, titolare dei punti Conad della città, tra i maggiori sponsor del Ceccano nella stagione appena conclusa. Dopo aver ringraziato anche Angelo “Mazzola” Mastrogiacomo , titolate di “Oro-Il Trofeo” per le targhe ricordo, la famiglia Liolli per i palloncini rossoblu, la Pasticceria “Zambardino” per la torta celebrativa, e aver consegnato il riconoscimento a Fabio Massa per quanto riguarda la tifoseria, sono stati premiati gli altri sponsor che hanno sostenuto il Ceccano nella stagione calcistica appena conclusa: Fortini Gomme2, MA.BE., Ciotoli Marmi, Caffè Shop, Hotel Testani, M.D.A. di Vico, Welding Tecnologies, Ital Carta Group, Bar Il Tulipano, Autobingo2, Caffè Dell'Olmo, Unitec, SE.AM., Latantour, Autofficina Santucci Motors. Premiato anche il Ceccano 1920 calcio a5, salito in serie C2, con targa ritirata dal tecnico Guido Compagnone. La giornata si è conclusa con una cena presso il Ristorante “Brigadon”.

Prossimi appuntamenti sportivi a Ceccano, sabato presso il piazzale Impastato, a partire dalle ore 10,00 fino alle ore 20,00, è in programma l'iniziativa “Sport in Piazza”, organizzata dall'amministrazione comunale. E poi la sera del 24 giugno, in occasione della festa del patrono San Giovanni Battista, sempre l'amministrazione comunale, in particolare il sindaco Roberto Caligiore e il consigliere delegato allo sport Angelo Macciomei, premieranno giocatori e dirigenti del Ceccano calcio 1920 per la vittoria nel campionato di Prima categoria.

*Ufficio Stampa Ceccano Calcio 1920

 
Ragazzi scuole calcio Ceccano Il Ceccano attuale   L'associazioe dei giovani
 Vecchie Glorie - 1  Vecchie Glorie 2  Vecchie Glorie 3

cliccare sulle foto per ingrandirle

(Foto gentilmente concesse da Antonello Schiano)

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Per Bonifica del Fiume Sacco con partecipazione

coord.interpro Ambiente Salute 350 260 minAssicurare partecipazione all’Accordo di Programma Quadro (AdPQ) SIN “Bacino del fiume Sacco"

Il sito di interesse Nazionale “Bacino del fiume Sacco” è uno dei più estesi e certamente il più complesso dal punto di vista della molteplicità delle aree contaminate e dele sostanze inquinanti. A due anni dalla nuova perimetrazione del sito il 7 marzo 2019 è stato firmato dell’Accordo di Programma Quadro (AdPQ) relativo alla programmazione degli interventi di caratterizzazione bonifica del sito.

Nel protocollo di gestione non è prevista alcuna forma di partecipazione da parte di associazioni e comitati, che negli anni hanno contribuito alla creazione di una opinione pubblica informata sulle vicende che hanno portato al grave stato di contaminazione delle matrici ambientali nella Valle del Sacco. Peraltro anche le amministrazioni locali hanno un ruolo del tutto marginale,

In allegato la richiesta da parte delle associazioni raccolte nel ‘Coordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute Valle del Sacco e Bassa Valle del Liri’ con la quale si chiede che venga istituito un dispositivo di partecipazione per le associazioni e i comitati del territorio, a garanzia della massima trasparenza delle procedure messe in atto e per acquisire il supporto attivo delle reti associative, economiche e sociali, capaci di apportare la conoscenza puntuale di quanto accade realmente nel territorio inquinato.

Non si tratta di una concessione da parte delle istituzioni, ma di un diritto ormai consolidato.

 

 

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Da Ceccano: 'ripristinare subito la palina che ricorda Aldo Moro'

Ceccano Palina AldoMoro 350 minAngelino Loffredi - «Gentilissimo Sindaco,
qualche tempo fa insieme a due concittadini, Vincenzo Del Brocco e Peppino Diana, ci incontrammo nella sua stanza, nel palazzo comunale. Era l’11 aprile del 2018. L’oggetto del’incontro riguardava la nostra sollecitazione a ripristinare la palina, demolita per un incidente stradale, con relativa targa viaria titolata Circonvallazione Aldo Moro, Statista. Le venne chiesto inoltre di rendere visibile l’altra targa ( annerita ) posta al termine della Circonvallazione stessa, adiacente via Gaeta.
Le venne ricordato che il 9 maggio successivo sarebbero stati 40 anni dal sacrificio dell’Eminente Statista Italiano, pertanto, l’eventuale ricordo in tale importante ricorrenza avrebbe dovuto essere accompagnato da una certa dignità e decoro.Ceccano PalinaMoro intera 350 min

Le tre persone che La incontrarono non rappresentavano alcuna organizzazione ma ci tennero a precisare che occasionalmente esprimevano solamente un sentimento civile.
Tale incontro non venne seguito da alcun comunicato, non venne pubblicizzato, prevalsero insomma sobrietà e discrezione onde evitare l’insorgere di retro pensieri. Anche perché la discussione fu serena e senza contrarietà, tenendo conto oltretutto che il costo sarebbe stato irrisorio, insomma non avrebbe superato le 100 euro.
Trascorre prima il 9 maggio 2018, poi quello del 2019 senza alcun intervento.
Ora, proprio oggi, 21 maggio 2019, dopo tredici mesi mi accorgo che una palina ( arrugginita) non è stata sistemata nel vecchio sito, ancora vuoto e identificabile, ma dietro un vecchio segnale stradale irregolare e arrugginito con sopra la scritta.
La scritta nella parte inferiore della Circonvallazione, quella su via Gaeta, rimane purtroppo sporca e poco leggibile su la vecchia palina sempre di più arrugginita.
A questo punto Onorevole Sindaco non c’è riservatezza che tenga e senza allungare una rappresentazione che può essere vista da chiunque sento il dovere di dirLe in modo forte e amareggiato “la memoria dell’Onorevole Moro non può essere offesa nel modo come avete fatto“ .
Rispettosamente
Angelino Loffredi»

 

 

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Gatta: “Con la Straccecano vincono solidarietà e partecipazione”

GattaGerardo 350 mindi Tommaso Cappella, Ufficio Stampa - Anche nel corso della 15a edizione della “Straceccano” si è assistito non solo al podismo, ma anche a tanta solidarietà e partecipazione. Ogni anno l'infaticabile Gerardo Gatta, presidente dell'Atletica Ceccano, e tutti i suoi più stretti collaboratori rinnovano e inseriscono tante iniziative rivolte sia a chi soffre sia verso quelle persone che fanno della solidarietà una loro ragione di vita, a cominciare dai donatori Avis del neo responsabile locale Daniele Panella. Proprio con Gerardo Gatta quindi si traccia un bilancio di questa edizione e si indica la rotta per le prossime. “Intanto vorrei ringraziare tutte quelle persone che hanno voluto condividere con noi, ancora una volta, una mattinata splendida e coinvolgente – esordisce il presidente dell'Atletica Ceccano – Nonostante la concomitanza con altre gare a livello regionale, siamo riusciti a portare a Ceccano qualcosa come 550 podisti proveniente da tutto il Lazio. Anche quest'anno abbiano voluto regalare un momento di gioia e spensieratezza a tutti quei ragazzi e persone meno fortunate di noi, come nel caso del piccolo Cristian o di Francesco Crispino. Senza dimenticare il sostegno all'Unicef guidato dall'avvocato Gargaruti e l'Avis del neo responsabile locale Panella”.

Momento significativo di questa 15a edizione anche la diversificazione del percorso che ha permesso una maggiore partecipazione? “Ceccano può vantare angoli turistici molto significativi a livello turistico. A parte il Castello dei Conti nella parte alta della Città, da questa edizione abbiamo voluto inserire nel tracciato dei 9.300 chilometri, anche Castel Sindici, vero e proprio 'gioiello' e vanto per il nostro territorio. I podisti che hanno transitato al suo interno sono rimasti sbalorditi e piacevolmente impressionati per la sua bellezza e maestosità. Alcuni volontari, che vorrei ringraziare, si sono rimboccate le maniche e hanno provveduto a ripulire il viale e gli angoli circostanti, all'interno del Castello proprio per agevolare il passaggio dei podisti. Ritengo debbano essere questi gli aspetti che vanno messi in risalto quando si organizzano e si tengono eventi come la 'Straceccano'.”

In conclusione è sempre bello quando trionfa lo sport? “Occorre rimarcare con forza il momento che sta vivendo lo sport nella nostra città – conclude Gerardo Gatta – Intanto vorrei fare i complimenti alle squadre di calcio e calcio a5 del Ceccano 1920 per la vittoria nei rispettivi campionati. Senza dimenticare il titolo provinciale dei Giovanissimi della Fabrateria Vetus. Ma altre discipline come la Ginnastica, il Pugilato, il Rugby, il Ciclismo, le Arti Marziali e tante altre stanno contribuendo in modo notevole alla crescita dell'attività sportiva e sociale soprattutto tra i giovani e i meno giovani. E' la dimostrazione di come la gente abbia voglia di trascorre il proprio tempo libero in modo sano e corretto. Ritengo che vi sia spazio per tutti, senza gelosie e nel massimo rispetto, perché, come dicevo prima, a vincere deve essere sempre lo sport. E di questo va dato merito anche all'amministrazione comunale che riserva sempre molta attenzione a tutto il movimento sportivo della nostra città. Da parte mia quindi non posso non rinnovare a tutti l'appuntamento all'anno prossimo per la disputa della 16a edizione della 'Straceccano'.”

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Acqua: I 6 Ato di Zingaretti schiaffo alla partecipazione e all'acqua pubblica

bandiera regione min 350 260di Comitato provinciale Acqua Pubblica Frosinone - Da oltre 3 anni comitati e sindaci hanno avanzato una proposta dettagliata di revisione degli Ato regionali, basata su solide argomentazioni scientifiche e gestionali, finalizzata alla creazione di una pluralità di ambiti di bacino idrografici, modellati sull'effettiva conformazione del territorio, al fine da garantire una gestione dell'acqua davvero sostenibile e vicina alle comunità locali.

Con questo metodo, radicato nei principi della legge regionale 5/2014 sulla gestione dell'acqua, venivano individuati 19 ABI, sui quali aprire un confronto con le istituzioni e i territori, considerando anche eventuali accorpamenti. Confronto mai realizzato, poichè dopo aver lasciato languire per anni quel testo, l'Assessore Refrigeri circa due mesi fa ha sottoposto una bozza di proposta su 6 Ato, stroncata dai comitati e da molti sindaci delle zone interessate.

Oggi apprendiamo che con un atto unilaterale la giunta ha approvato quella stessa proposta, rivendicando una partecipazione che è invece stata rifiutata e calpestata, così come i principi della legge 5, nel costituire un nuovo Ato 6 che non ha alcun fondamento idrogeologico. Un atto ancora più grave nel momento in cui diversi sindaci dell'Ato2 stanno discutendo la ripubblicizzazione di Acea Ato2, dimostrando la necessità e volontà di decidere in prima persona sull'acqua.

Una norma che poteva e doveva avviare un percorso di rinnovamento nella governance dell’acqua e concludere l’esperienza fallimentare dell’attuale servizio idrico integrato nella provincia di Frosinone che la popolazione paga profumatamente e garantisce ogni anno rilevanti utili alla società privata che lo gestisce e ai suoi azionisti.

Invece, addirittura, la giunta Zingaretti propone la separazione di netto del bacino idrografico del Sacco in due ATOBI distinti e molto eterogenei, spazzando via ogni ipotesi di governo efficace del nostro territorio e di soluzione reale delle criticità che lo caratterizzano in termini ambientali, sociali ed economici.

Se questo atto della giunta aveva lo scopo di raccogliere consensi elettorali sull'acqua pubblica, la mira è sbagliata! Se si intendeva invece far finta di cambiare tutto, per non cambiare nulla, probabilmente i poteri forti di Acea ne saranno soddisfatti.

Come si comporterà la politica locale in Valle del Sacco in difesa del proprio territorio e delle sue risorse rispetto a quest’atto amministrativo regionale che ci fa perdere un’enorme occasione verso una tutela della qualità e della quantità delle risorse idriche, un governo sostenibile del territorio e una partecipazione adeguata degli enti locali e della comunità?

Naturalmente come coordinamento regionale continueremo la nostra azione nei territori e nelle sedi istituzionali a difesa dell'acqua pubblica senza se e senza SpA.

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