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Valle del Sacco. Art UNO replica al PD

  • Pubblicato in Partiti

Quando i territori sono ignorati

Patrica panorama 400 minA proposito di Valle del Sacco ed autorizzazioni di nuovi impianti
Dallo parole (riportate dai giornali e da alcuni post su FB ndr) del Presidente Consiglio Regionale Mauro Buschini e della consigliera Sara Battisti si evince che sulle aree industriali ASI le decisioni le prende la Regione ed il consorzio (ASI ndr) a scapito di quelle che sono le problematiche della Valle del Sacco riguardo il suo inquinamento.

Quindi il sindaco Fiordaliso deve rinunciare alle destinazioni di uso industriale del suo territorio, svilendone cosi il valore, in modo tale da non lamentarsi più.

Ma quello che sfugge ai nostri rappresentanti regionali è che Patrica di base dista di poche centinaia di metri dall'area industriale ASI anzi ne è parte integrante anche nella rinuncia. È chiaro che la visione del Partito Democratico riguardo le politiche ambientali della nostra provincia, nella propaganda pronuncia delle belle parole, ma che nella pratica volge in direzione completamente opposta in quella che da anni consideriamo con la pratica dell'industrializzazione dei rifiuti che rappresenta il grado di cultura ambientale del partito di governo regionale.Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista 350 260

Della bonifica della valle del sacco se ne parla nella consapevolezza che i governanti della Regione Lazio gongolano nella più totale ignoranza dell'argomento, ad oggi viviamo l'ennesimo processo di caratterizzazione con un inutile spreco di soldi per non arrivare ad alcun risultato.

Questo è tutto Caro Sindaco Lucio Fiordalisio ............

Di certo, un impianto come dalla richiesta, che pare operi nel settore dei reflui industriali, non può che far comodo all'ausilio degli impianti (ASI) che ancora non sono stati adeguati al trattamento dei reflui o se volete fanghi industriali.

Tutto è legittimo, come dimostra anche l'aumento (scandaloso ndr) di cubatura nella discarica di Roccasecca.

 Gaetano Ambrosiano Segretario Provinciale art.UNO

 

 

 

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Bettinelli intervista Lucio Fiordaliso Sindaco di Patrica

Fiordaliso Sindaco Patrica Lazio mindi Valentino Bettinelli - La questione della Valle del Sacco è sempre al centro delle nostre cronache. Per ampliare l’informazione offerta dal nostro giornale, abbiamo proposto un’intervista al Sindaco di Patrica, Lucio Fiordaliso. Il primo cittadino ha accettato di buon grado e, nell’occasione, si è aperta anche una finestra sulla trattativa che riguarda lo stabilimento dell’ex Ilva.

Lei si è dimostrato uno degli amministratori più attivi riguardo le vicende della Valle del Sacco. Come valuta l’operato delle istituzioni e quali saranno le prossime mosse che metterà in campo come Sindaco?
La Valle del Sacco è stata oggetto di tante parole, ma pochi fatti concreti. Fa riflettere il fatto che la Regione Lazio sia una delle poche in Italia a non avere una legge sulle emissioni di origine. È, dunque, complicato anche sanzionare a livello amministrativo le aziende che non rispettano i protocolli ambientali, perché le autorità come Polizia Locale o Carabinieri non dispongono degli strumenti più adeguati. Sto portando avanti una battaglia che deve essere di tutti i cittadini; per questo chiedo la partecipazione di tutti alla manifestazione, che si svolgerà alla fine del mese di ottobre (data ancora da confermare), senza però esporre bandiere di partito e fasce. Non dobbiamo portare bandiere su una lotta che appartiene solo alla popolazione.

Altra questione dirimente, quella del trattamento dei rifiuti. Cosa intenderà fare per evitare, sul suo territorio, ulteriori aperture di aziende che operano in questo settore?
Il nostro territorio si trova in una posizione geografica strategica, perché esattamente a metà strada tra Roma e Napoli. Questo, però, non deve consentire a molti di pensare di poter trasformare la provincia di Frosinone in un sito di stoccaggio per tutti i rifiuti provenienti da fuori. Bisogna contrastare tale fenomeno colpendo chi inquina senza rispettare le norme vigenti. Nel mio caso ho agito con un’ordinanza di chiusura nei confronti di un’azienda che si occupa di trattamento dei rifiuti. Fa pensare come la sentenza del Tar sia stata rimandata a luglio 2020; probabilmente il TAR si trova nella difficoltà di creare un precedente scomodo oppure di dover affermare che un Sindaco non ha potere di controllo sul proprio territorio. Una situazione davvero paradossale che, senza un serio piano di riconversione non può avere una risoluzione in breve tempo.

Trattando il tema della Valle del Sacco non si può non parlare della sua ultima scelta politica. L’annuncio della sua fuoriuscita dal Partito Democratico ha fatto molto rumore. Ci spieghi i motivi che hanno scatenato tale decisione e quale sarà la sua collocazione futura nel panorama politico.
Il mio impegno da amministratore continuerà ad essere costante e sarà inquadrato nella logica del civismo. Ho voluto dare un segnale forte e trasmettere un unico messaggio: non c’è strategia politica e di partito che possa scavalcare le necessità dei territori e dei cittadini.
La mia esperienza nel Partito Democratico si chiude, ma non in modo improvviso. Ho tentato in più occasioni di sensibilizzare chi di dovere, sia a livello provinciale che regionale, ma ho notato un disinteresse che ritengo inaccettabile. Anche la Regione Lazio dovrà mettere in campo delle azioni per migliorare la situazione del nostro territorio, ma ad oggi si muove ben poco. C’è solo una bozza di legge regionale, che però mi lascia deluso. Non c’è traccia di una equa distribuzione sul territorio degli impianti per il trattamento rifiuti. Nel piano regionale, tra i criteri escludenti non c’è quello del SIN, quindi non trovo logica la correlazione tra bonifica e trattamento dei rifiuti.
Tutto questo immobilismo mi ha portato a scegliere la strada più corretta per un Sindaco, ovvero quella di occuparsi del territorio, stando accanto alle istanze della popolazione e non seguendo pedissequamente le necessità partitiche che poca attenzione prestano a tali situazioni.

Sul territorio del suo Comune insiste anche il problema industriale e occupazionale. In particolare, a destare, maggiore preoccupazione la situazione dell’ex Ilva. A breve scadranno i termini ei bandi per l’acquisizione dello stabilimento. Sa indicarci lo stato di tale processo?
Per la vicenda Ilva ci troviamo ancora immersi in un limbo e attendiamo risposte. La situazione dello stabilimento di Patrica ha subito anche i cambi di governo degli ultimi due anni, che hanno provocato ulteriori difficoltà e rallentamenti alle trattative.
Sono dell’idea che la trattativa vada mantenuta sulla linea pubblica, anche se, nel caso si presentasse un investitore serio, anche la contrattazione privata potrebbe consentire un’accelerazione, evitando le lungaggini tipiche della politica.
Sicuramente serve velocità per garantire respiro alle famiglie coinvolte in questa situazione di estrema difficoltà. Speriamo che l’imprenditore di cui si parla in questi giorni fornisca maggiori garanzie rispetto al primo interessato, garantendo una soluzione che possa far ripartire lo stabilimento.

 

 

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No inquinamento. Adesione alla manfestazione di Patrica

comunitàsolidali 350 minLa qualità della vita di una comunità non si misura solo per mezzo di indicatori economici, ma con indicatori quali la sicurezza, la libertà politica, l’accesso all’istruzione e soprattutto alla salute fisica in relazione armonica con il contesto ambientale in una società’ equa e solidale.

Ed è per tutti questi motivi che Comunità Solidali della provincia di Frosinone aderisce alla Manifestazione di domenica 22 settembre, contro l’inquinamento della Valle del Sacco, indetta dal sindaco di Patrica Lucio Fiordaliso.
La manifestazione, che si aggiunge al lungo elenco di proteste che nel tempo hanno attraversato i territori della valle del Sacco e dell’intera provincia di Frosinone, deve essere occasione per costruire un'unica grande comunità di cittadini per influire positivamente sulle trasformazioni future del nostro territorio.

La nostra esperienza, che ci ha visto uniti ad altre realtà locali nel tentativo di riportare chiarezza nella vicenda della Certosa di Trisulti, ha radicato ancora di più in noi la convinzione che valori quali condivisione e solidarietà possono davvero migliorare e far crescere le comunità. Ed è per questo che invitiamo il sindaco di Patrica a non fermarsi all’appello per la manifestazione del 22 settembre, ma di lavorare tutti insieme ad una efficace modalità di coinvolgimento di tutte le realtà del territorio che possano insieme lavorare per individuare soluzioni e proposte. L’aspetto movimentista è utile se sa trasformarsi in rappresentanza di interessi con cognizione di causa e capacità di ingaggio territoriale e istituzionale. E questo è lo spirito con cui aderiamo alla richiesta del Sindaco Fiordaliso di essere in tanti al suo fianco.

 

 

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ILVA Patrica: Delusione e Rabbia!

fimcisl 350 260da FIM-Cisl Frosinone - È purtroppo ufficiale: l’unica Azienda che aveva risposto al bando indetto da ILVA in Amministrazione Straordinaria, avente come finalità la cessione dello stabilimento di Patrica (FR), non ha rispettato i requisiti e le condizioni necessarie all’acquisizione dello stesso e pertanto tecnicamente la gara è andata deserta.

Tante, troppe speranze erano legate a questa acquisizione: la ricollocazione degli ex lavoratori, in primis, l’opportunità di rivedere uno stabilimento tecnicamente chiuso, nella nostra provincia, tornare ad essere operativo e tornare a redistribuire ricchezza e lavoro ad un territorio dilaniato dal depauperamento del tessuto industriale.
Afferma il segretario generale della FIM CISL di Frosinone Fabio Bernardini.

Le aspettative erano altre, ma i fatti testimoniano altro.
Fatti questi confermati anche dalle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa più volte dal rappresentante dell’Azienda nel corso del tempo.

Ora il passo successivo sarà quello di indire un nuovo bando, con caratteristiche economiche e normative coerenti con le disposizioni legislative vigenti in materia, nell’auspicio che questa volta vi siano più imprenditori e/o imprese interessate a rispondere
Quindi occorre tracciare un nuovo percorso per gli ex lavoratori

Frosinone 01 Agosto 2019

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Patrica, la nuova frontiera dei rifiuti inerti

Patrica panorama 400 minCoordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute Valle del Sacco e bassa Valle del Liri

 da Re.Tu.Va.Sa - A nulla valgono le grida di dolore della valle del Sacco scesa in manifestazione unitaria il 13 aprile a Frosinone sotto una pioggia battente ma con la forza che la contraddistingue.

Nel nostro territorio si continuano a proporre progetti di impianti legati al ciclo dei rifiuti, al di fuori di ogni pianificazione (continuiamo ad essere in attesa del nuovo piano regionale dei rifiuti) e di ogni criterio di rispetto per l’ambiente. Si continuano a proporre insediamenti lungo il corso del fiume, in aree sottoposte ai vincoli del Sito di Interesse Nazionale di cui deve essere verificato il grado di inquinamento, facendo prevalere la logica del profitto al rispetto dell’ambiente

Ora si insiste su Patrica (Fr) luogo già pesantemente compromesso a livello ambientale, ma che risveglia continuamente appetiti.

Da tempo si è aperto un nuovo fronte sul terreno ciclo dei rifiuti, quello del trattamento degli inerti, si tratta di una categoria molto ampia che passa da rifiuti derivanti dalla costruzione di edifici, a estrazione di miniera e cava, da raffinazione del petrolio a terreni prelevati da siti contaminati, a trattamento delle acque reflue e altri ancora.

Questo in sintesi è il progetto, tutta la documentazione al link https://regionelazio.app.box.com/v/027-2018, della Minotti Lavori SRLS sempre a Patrica e sempre nell’area industriale a gestione ASI. Progetto presentato a metà dello scorso anno e in fase istruttoria presso gli uffici preposti della regione Lazio per una capacità di trattamento con successiva presentazione in Autorizzazione Integrata Ambientale di 300.000 tonn/anno.

Inaccettabile nel modo più categorico in riferimento a quanto detto precedentemente oltremodo all’interno del Sito di Interesse Nazionale (SIN) la cui fotografia reale post-caratterizzazioni si avrà entro il 2023 secondo l’Accordo Quadro di Programma per cui la logica impone precauzione massima

Nell’istruttoria sono stati già espressi pareri, alcuni positivi in base alla collocazione dell’impianto in una area a destinazione industriale. L’amministrazione Comunale si sofferma sulla richiesta di integrazioni al progetto relative all’inquinamento indotto dal traffico veicolare, all’ utilizzo di terre e rocce di scavo ed alla collocazione in area SIN che richiede il parere ministeriale. Successivamente il Comune di Patrica, in data 31.01.19, fa richiesta di archiviazione del procedimento per difetto di applicazione dell’istruttoria e per mancato rispetto dei tempi previsti per l’integrazione documentale in riferimento alle normative vigenti, che però erano state inviate dal proponente in data 22.01.19 ma non pubblicate nell’apposita spazio web dell’area VIA della Regione Lazio e comunque in ritardo rispetto ai tempi normativi. In ogni caso ad oggi non risultano contro risposte dall’ente autorizzativo.

Tra le note degli Enti interpellati spicca però la relazione dell’Arpa Lazio del 16.11.18 che in 18 pagine descrive il quadro catastrofico dell’area in oggetto.

Lo stato delle acque superficiali del fiume Sacco da Colleferro a Falvaterra -come risulta dai dati delle centraline di rilevamento- risulta essere in gran parte “SCARSO” per i parametri ecologici e “NON BUONO” per i parametri chimici. Quelle sotterranee non fanno testo in quanto sono verificate solo in due punti per i parametri chimici su Anagni.

Della qualità dell’aria vengono confermati i rilevamenti delle centraline che già conosciamo, introducendo però un rilevamento specifico su Patrica nel 2017 che riporta 56 superamenti per le PM10, oltre la normativa di Legge.

A questo punto si passa al comparto suolo e acque sotterranee e qui la situazione è desolante.

Ex Discarica Comunale Valesani/Le Cese: per il terreno superamenti per Vanadio e Arsenico; per le acque sotterranee Piombo totale e Ferro.

Chemi SPA: per le acque di falda concentrazioni rilevanti (CSR) di 1,2 –Dicloropropano, Tetracloroetilene, Tricloroetilene, 1,1- Dicloroetilene, 1,2- Dicloroetilene (cis) e concentrazioni superiori (CSC) di 1,2- Dicloroetilene (cis+trans), 1,1,2-Tricloroetano, 1,1- Dicloroetilene, Triclorometano, Sommatoria Organo Alogenati, 1,2 Dicloroetano.

Mater Biopolymer SRL: per le acque sotterranee campioni ARPA superamenti (CSC) per Arsenico totale, Cromo totale, Ferro totale, Nichel Totale, Piombo totale, Manganese disciolto, Manganese totale e Nitriti; campioni della Ditta superamenti per Antimonio, Ferro e Manganese disciolti. Per i terreni nessun superamento.

Ditta Rizzi Francesco per l’Ambiente: per i terreni superamenti (CSC) per i parametri Arsenico, Vanadio, Cobalto, Stagno, Piombo, Cromo totale, Nichel, Selenio, Idrocarburi C>12 e Diossine/Furani (quest’ultimo parametro in un solo topsoil), per le acque sotterranee superamenti per Alluminio, Berillio, Cromo totale, Ferro, Nichel, Piombo, Manganese, Arsenico e Triclorometano.

Klopman International SRL: per le acque sotterranee superamenti (CSC) per Alluminio, Triclorometano, Cloruro di vinile, Tricloroetilene, Tetracloroetilene, 1-2, Dicloroetilene e Sommatoria organoalogenati.

Fosso Vadisi: concentrazioni significative di Arsenico, Cadmio, Zinco, Cromo Totale, Cromo VI, Piombo, Mercurio, Nichel, Stagno/organo Stannici, Rame, Cianuri, Solventi Organici aromatici (BTEXS), Idrocarburi C>12 e C<12, Grassi ed Olii Vegetali ed Animali, Fenoli (2-clorofenolo, 2,4-diclorofenolo, 2,4,6-triclorofenolo, Pentaclorofenolo)

Ex discarica comunale Gorgona: per i terreni superamenti (CSC) di Idrocarburi C>12; per le acque sotterranee di Alluminio, Arsenico, Cobalto, Ferro, Nichel, Piombo, Selenio, Manganese, Tallio, Solfati e Ammoniaca. I rilevamenti della Ditta superamenti (CSC) di Arsenico, Ferro, Nichel, Manganese, Solfati, Ammoniaca e Idrocarburi totali.

BERG SpA (ex DSI SRL/SpA: per i terreni superamenti (CSC) di Berillio; per le acque sotterranee (CSC) Alluminio totale.

Gabriele Group SRL: per le acque sotterranee superamenti (CSC) per il Cromo totale, successivamente solo per Manganese e Ferro.

L’ARPA Lazio fa rilevare che per altre attività produttive nei pressi “gli interventi ispettivi effettuati presso alcuni degli insediamenti sopra citati hanno comportato la comminazione di sanzioni amministrative nonché segnalazioni all’Autorità Giudiziaria ai sensi dell’art. 29-quattuordecies del D.lgs 152/06.”

In conclusione la relazione riporta quanto segue: “In considerazione di quanto sopra, si ritiene che l’area oggetto di intervento sia da considerarsi affetta da particolare criticità ambientale e pertanto si invita codesta Autorità competente a tenere conto degli eventuali effetti derivanti dal progetto in correlazione al cumulo con gli effetti derivanti da altri progetti esistenti e/o approvati.”

A questo punto gli uffici della regione Lazio non possono che prendere in seria considerazione il parere dell’Ente di Controllo preposto e -unitamente alle richieste dell’Amministrazione Comunale- archiviare il procedimento.

Il Coordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute esaminata la documentazione relativa al progetto e valutate le probabili ripercussioni ambientali esprime preoccupazione e chiede che il procedimento sia dichiarato concluso con un parere negativo.

In caso contrario i cittadini di Patrica e della valle del Sacco dovranno mettere in atto le contromisure del caso, peraltro a loro congeniali.

Valle del Sacco, 12.06.2019

 

 

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Storia. Squadrismo in Ciociaria: a Patrica

Generale Simone Simonidi Lucia Fabi Angelino Loffredi - Nel procedere nella nostra ricognizione per riportare la formazione delle squadre fasciste in provincia di Frosinone prima della Marcia su Roma, ci siamo imbattuti in un voluminoso e tumultuoso carteggio riguardante il fascismo nella ridente cittadina di Patrica. Scriviamo tumultuoso perché non fu facile e nemmeno lineare raggiungere la decisione che nel 1939 arrivava ad affermare, cosi come fece la Commissione federale appositamente costituita, che nel paese lepino “non si evidenzia l’esistenza di una squadra di azione né di un nucleo fascista fino a qualche mese innanzi la Marcia su Roma.”

Se proseguiamo nella lettura notiamo una sentenza accompagnata da diverse prese di posizione delle “prove a carico“. Importante e forse decisiva la testimonianza del Dott. Alberto Ghislanzoni, dirigente nel periodo della nascita del fascismo nel Basso Lazio. La Commissione infatti si fa carico dei ricordi personali dello stesso Ghislanzoni, il quale riporta che “interessandosi nella primavera-estate del 1922 della costituzione di un Fascio a Patrica ebbe a conoscere in Ceccano in casa del signor Luigi Bonanni, allora Ispettore di zona, i fratelli Monti-Colombani, residenti in Patrica, che il Bonanni stesso consigliò di proporre all’organizzazione iniziale del Fascio di Patrica“.

La testimonianza del dirigente ci permette di raccogliere altre notizie ugualmente importanti, il clima politico generale e aspetti che hanno a che fare con un atteggiamento trasformistico. Cosa si conosce ancora di più? Ghislanzoni infatti riporta “La famiglia Monti-Colombani nelle elezioni politiche del 1921 aveva votato per la lista repubblicana“. Ancora più significativo è il rendiconto che si evidenzia “La prima assemblea fu tenuta dal Ghislanzoni nella villa del signor Vespasiani, poco distante dal paese. La riunione non ebbe l’esito auspicato per l’apatia di molti e le resistenze e le contrarietà di altri“.

Il Ghislanzoni comunque non si scoraggia, rimane ugualmente impegnato a realizzare lo scopo. La Commisione Federale infatti riporta “Qualche settimana dopo il Ghislanzoni tenne nel paese due riunioni organizzate dal suo Vice Segretario sub Federale pro tempore Luigi Bonanni in accordo con la famiglia Monti-Colombani. In dette riunioni che furono abbastanza affollate di lavoratori si accorse che da parte dei Monti-Colombani si tendeva a far coincidere e addirittura subordinare la costituzione ufficiale del Fascio all’allontanamento del Segretario comunale tal De Libero (padre del poeta Libero De Libero) che veniva dipinto come inviso alla locale popolazione. A questa pretesa, che secondo i Monti-Colombani doveva attirare il pieno fervore alla causa di tutto il popolo, il Ghislanzoni si oppose nettamente” Insomma il Fascio di Patrica non partecipò alla grande Adunata di Napoli, nè alla Marcia su Roma, nè che una squadra sia intervenuta in vere e proprie azioni squadristiche in Ciociaria. Tale è il risultato che emerge dopoi tante interrogazioni ( fra queste anche quella di Ulisse Igliori comandante di tutte le squadre dell’Umbria e del Lazio )e di dichiarazioni che vengono riconosciute non essere concordi “ sia per la scarsa cultura degli interrogati, sia per la distanza di tempo intercorso, sia per vecchie angolosità che dividono gli animi localmente “ Gli episodi squadristici che la Commissione riconosce sono successivi alla Marcia su Roma: “il ritiro della bandiera rossa della lega di Supino, rilasciata bonariamente attraverso l’intervento del Sindaco del tempo Cerilli Luigi avvenuta il 22 novembre 1922, cosi la distruzione della bandiera rossa della locale lega contadina a cui parteciparono il Battisti Vincenzo, il Grossi Enrico ed altri“.

La Commissione dopo un’ attività controversa ma definitiva prova anche ad alleggerire la posizione dei Monti-Colombani riconoscendo che “Non si esclude che quale Segretario (Non appare indicata la data della nomina) insieme con qualche altro elemento abbia partecipato alla grande Adunata delle forze fasciste del Basso Lazio tenuta a Frosinone il 15 ottobre 1922)"
Noi ci permettiamo di rilevare che la Commissione da una parte evidenzia che a Patrica non è esistita un’attività quadristica poi, in modo contraddittorio, individua come squadristi: Biancucci Natalino, Contenta Lucido, Cracolici Salvatore, Evangelista Filippo, Grossi Agostino, Grossi Enrico, Mattia Luigi, Giuseppe Monti-Colombani, Simoni Giovanni, Simoni Simone, Terenzi Pasquale.
Nell’elenco degli squadristi di Patrica figura anche il Generale Simone Simoni. La Commissione, di cui stiamo riportando le conclusioni, inoltre precisa che “il Simoni a richiesta dei fascisti di Patrica fu aggregato per dare lustro al Fascio locale essendo Generale e Superdecorato. Il Simoni invece come risulta in modo chiaro e inequivocabile dagli atti allegati al suo fascicolo personale ha svolto azioni squadristiche a Roma (non sono indicate) ed occorre che il suo nome venga iscritto nell’elenco degli squadristi del Fascio dell’Urbe.”

Il Generale Simoni, nato a Patrica il 24 dicembre 1880, dopo l’otto settembre 1943 mise la sua casa romana a disposizione di soldati e ufficiali che sfuggivano dalle minacce nazifasciste. Il 22 gennaio 1944 venne arrestato dalle SS, portato a via Tasso, cella n. 12, larga un metro e profonda 2,40, interrogato da Kappler, torturato ed ucciso senza aver indicato i suoi collaboratori, con altre 334 persone il 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine.
Chi è interessato a conoscere la sua vita e la sua fuoriuscita dal fascismo consigliamo di leggere il libro di Michele Colagiovanni “Il Generale Simone Simoni/ Martire alle Fosse Ardeatine“ Cesena.2007.

Ceccano 6 maggio 2019

 

 

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Ilva di Patrica: ancora nessuna certezza di futuro

Illva 30nov18c 350 260 mindi Maria Giulia Cretaro e Valentino Bettinelli - L'Ilva di Patrica protagonista di una trattativa aperta e accolta da numerose voci politiche. Ancora una volta è il Palazzo Provinciale a prestarsi per un tavolo di lavoro, promosso grazie alla collaborazione tra il Sindaco di Patrica Lucio Fiordaliso e il Presidente Provinciale Antonio Pompeo. A seguito del sopralluogo da loro stessi effettuato sul sito di Patrica e su pressione dei lavoratori, indire questo incontro risultava una necessità istituzionale.
Al Presidente il compito di orchestrare gli interventi. Presenti, oltre ai due promotori, il primo cittadino di Supino Gianfranco Barletta, Nazzareno Pilozzi per la Regione, l'Onorevole Enrica Segneri e i Senatori Massimo Ruspandini e Gianfranco Rufa.
Un'assise eccezionalmente partecipata, vista la rilevanza economica del sito industriale, e l’urgenza sociale per i disoccupati. L’importanza del polo è attualmente messa in grave discussione a causa del deperimento e della mancata manutenzione della struttura. Come può, quindi, Patrica rappresentare un volano d’investimento appetibile per probabili acquirenti?

Questo l’interrogativo centrale del pomeriggio. Domanda che non vede risposte certe ed unilaterali. La voce dell’esecutivo, filtrata dall’On. Enrica Segneri, offre un unico punto fermo: bando d’acquisto garantito entro il primo trimestre del 2019. Quali saranno modalità, termini temporali e volontà ministeriali non è dato sapere. La stessa deputata ha profilato una serie di trattative con i soggetti interessati all’acquisto dei lotti ILVA, senza però chiarire se Patrica sarà integrata nel lotto C (con Torino e Varzi), oppure scorporata e venduta singolarmente.

Forte la risposta degli esponenti sindacali. Anselmo Briganti, CGIL, ha chiarito che “il temporeggiare degli ultimi mesi ha aggravato il problema. Inoltre le condizioni contrattuali per i disoccupati sarebbero probabilmente sfavorevoli”. Il collega Fabio Bernardini, FIM-CISL, ha affondato l'ascia in una struttura politica, a suo dire,Illva 30nov18b 350 260 min inconsapevole. Un faccia a faccia stroncato sul nascere, dalla coscienza mancata riguardo l'Odissea di uno stabilimento lunga sette anni.

A lui il merito, riconosciutogli dagli stessi operai, di aver vissuto tutto l'Inter e dunque in grado tra tutti di profilare nel dettaglio la situazione.

“Le condizioni attuali pongono i lavoratori in una posizione sfavorevole anche per preparazione professionale. Non esiste attualmente un database di skills professionali che permetta il reinserimento di questi lavoratori in altri poli” chiarisce Bernardini. Inoltre “ad oggi il capannone andrebbe buttato giù e ricostruito, non può così tornare operativo. Le colpe da imputare ad i predecessori restano vane senza la competenza per risolvere le problematiche. Basterebbe leggere le 28mila pagine in mano al Ministero sull'argomento e da lì ripartire”.

A tal proposito alcuni ex operai hanno avuto modo di parlare ed esporre una situazione strutturale drammatica. Sono infatti presenti nel sito macchinari, al tempo nuovi ma ormai inutilizzabili, per un valore complessivo di oltre 250000€. Molti dei pannelli di copertura del capannone sono ormai caduti, favorendo anche forti infiltrazioni d'acqua all’interno dello stesso. Una condizione che pregiudica al momento l’agibilità della struttura. A domanda diretta l’On. Segneri afferma che “l’ultimo sopralluogo sul posto risale al 2016. Ad oggi i commissari governativi hanno predisposto una nuova visita, ma non è certa la data”.

La questione ILVA è stata affrontata, in un breve ma lucido intervento, dal sindaco di Patrica Lucio Fiordaliso. Il primo cittadino ha offerto tre possibili soluzioni: “in primo luogo andrebbe fatto un ultimo sondaggio con Mittal. Successivamente si dovrebbe verificare la volontà e la presenza di acquirenti interessati al sito di Patrica. In caso di fallimento dei primi due tentativi, si dovrebbe mettere in campo una filiera istituzionale locale per intervenire in maniera specifica sul caso Patrica e favorire il reinserimento dei disoccupati”.

Bisogna riscontrare, nell’incontro di ieri pomeriggio, la presenza e la disponibilità dei senatori Rufa e Ruspandini, i quali hanno dato la loro garanzia a contribuire ai lavori di risoluzione dell’annoso problema dei lavoratori dell’ILVA Patrica. Un messaggio unanime dei due esponenti di Lega e Fratelli d’Italia, affinché si arrivi a dama nel più breve tempo possibile.Ilva 30nov18 a min

Per la Regione Lazio la sola presenza di Nazzareno Pilozzi. Il già deputato del PD ha voluto esprimere l’ennesimo messaggio di solidarietà ai disoccupati, precisando che l’assenza dei consiglieri regionali, anche quelli del centro destra e del M5S, era dovuta all’imminente votazione in merito alla mozione di sfiducia presentata contro il presidente Zingaretti.

Sul finire gli interventi di alcuni disoccupati, che all’unisono chiedono di recuperare la dignità della propria occupazione e certezza di date e termini di contratto. il tavolo si è avviato alla conclusione grazie alla sintesi di Antonio Pompeo, arbitro a più riprese di questi incontri. Il Presidente provinciale ha voluto sottolineare “il costante impegno della Provincia di Frosinone in merito alla questione dell’area di crisi complessa. Proprio da queste sale sono partite infatti le idee che hanno permesso di sbloccare molte situazioni”. Per quel che riguarda Patrica la linea di Pompeo, che appare in accordo con lavoratori e sindacati, è “quella di scorporare lo stabilimento dal lotto C ed affrontare la trattativa di vendita con condizioni dedicate, per favorire l’appetibilità di un sito in evidente stato di deperimento strutturale”.

Due ore di discussione dai toni accesi, per trovare soluzioni unilaterali al problema che perdura dall’ormai lontano 2012.

Se il tentativo è ancora far confluire in un unico documento tutte le opinioni, di parte lesa ne resta solo una: una comunità di operai consapevoli e preparati, destinati all'oblio dei forse.

 

 

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Segneri, M5S: 'Arcelor-Mittal acquisisce anche l’Ilva di Patrica'

EnricaSegneri 350 260 minSegneri(m5s) “Arcelor-Mittal acquisisce anche l’Ilva di Patrica. Piena soddisfazione per l'esito dalla trattativa portata avanti dal ministro Di Maio”

Frosinone, 28/09/2018 “Arcelor-Mittal dopo l'accordo nazionale sottoscritto il 15 settembre, ha ufficialmente rilevato anche il sito dell'Ilva di Patrica. Come da accordo nazionale, subentrerà al commissariamento prima in modalità di affittuario e poi ne diventerà proprietario.
A Patrica precisamente dal 1°novembre Arcelor-Mittal prenderà il sito in affitto. Sono molto soddisfatta sull'esito, per nulla scontato, della trattativa che il Ministro Luigi Di Maio ha portato avanti con l'azienda. Chiaramente non finisce qui e sarà fondamentale il lavoro dei sindacati che in trattativa con Arcelor-Mittal contratteranno su piano industriale e salvaguardia dei lavoratori.” – lo dichiara con grande soddisfazione per il risultato raggiunto la deputata del MoVimento 5 Stelle Enrica Segneri che conclude – “Per anni siamo stati subissati di parole, a noi invece piacciono i fatti. La battaglia è lunga ma noi procediamo con fermezza.”

 

 

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L'Ilva di Patrica può essere acquistata subito

ilva patrica presidio 16mag17di Daniela Mastracci - UNOeTRE.it incontra nuovamente gli ex lavoratori dell’Ilva di Patrica.
Come ricorderanno i nostri lettori, gli ex lavoratori del sito dell’Ilva di Patrica avevano deciso di presidiare il loro stabilimento, in attesa della decisione che si sarebbe dovuta prendere circa il destino della fabbrica di Patrica, il 30 maggio scorso.
UNOeTRE.ite ha ascoltato le ultime notizie da Nico Evangelista, il quale ci racconta che "l’Ilva di Patrica non è inserita nei piani industriali dell’Ilva nazionale: ovvero la vendita ad una delle cordate che erano pronte all’acquisto". La notizia sembrerebbe far intendere quindi che l’Ilva di Patrica sia scorporata, e perciò nella possibilità di essere acquistata da altro acquirente.
Quindi, ci dice Nico Evangelista, "gli ex lavoratori si augurano che a brevissimo termine, come dichiarato non più tardi di una settimana fa al Mise, si possa dare inizio alla gara per la vendita separata del sito di Patrica, e quindi si possa procedere effettivamente alla vendita. Ricordiamo che l’acquirente potrebbe riaprire la fabbrica e riassumere gli ex lavoratori".

 

 
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"Incontriamo il presidio dell'Ilva di Patrica"

Presidio all'Ilva di PatricaAppunti di Daniela Mastracci in diretta dall’Ilva di Patrica. «Arriviamo all’Ilva di Patrica e incontro i lavoratori parlo con uno di loro, Thierry Tata, mi dice che sono già tante volte che si trovano sul punto di svolta ma la svolta non arriva. Le mobilità scadono a giugno 2017, ormai a giorni.
Il 30 maggio avranno le risposte che aspettano? Siamo qui davanti. Una strada piena di EX stabilimenti, dove donne e uomini una volta lavoravano.
Qui c'è tanto materiale economico inutilizzato: ci sono le fabbriche; e soprattutto ci sono i lavoratori. Esiste economia senza lavoratori?»
Con gli ex lavoratori dell'Ilva di Patrica ci sono oggi, 26 maggio, Daniela Mastracci (sinistra italiana); Tiziano Ziroli (PCI); Adriano Papetti (Prc). E poi ci ha accompagnati Gianluca Emilio, un nostro amico e amico degli ex lavoratori Ilva. «In segno di simpatia e di solidarietà ci dividiamo una colazione di cornetti, caffè e bevande che abbiamo per aiutaci a stare in compagnia e a conversare.»

Così, Il Coordinamento di Sinistra di Ceccano fa la sua prima uscita pubblica. «Abbiamo voluto incontrare gli ex lavoratori dell’Ilva di Patrica per esprimere loro piena solidarietà alla protesta che stanno portando avanti da molti giorni di questo maggio. Gli ex lavoratori Ilva Patrica stanno presidiando il sito in attesa della risposta riguardo il destino dello stabilimento dove lavoravano: il 30 maggio prossimo si scioglierà la riserva a proposito della destinazione del sito di Patrica? Esso sarà acquistato dalle cordate interessate assieme agli stabilimenti più grandi dell’Ilva e cioè Taranto, Novi e Genova? Sarà invece scorporato se così non fosse? E se scorporato si darà l’ok alla trattativa con l’acquirente che già da oltre un anno mostra intenzioni serissime a proposito dell’Ilva di Patrica? Ancora troppe risposte non ci sono.
L’attesa è forte e fortemente ansiosa anche perché il potenziale acquirente avrebbe intenzione, cosa assai positiva, di riaprire lo stabilimento e riassumere gli ex lavoratori che sono seriamente a rischio dato, infatti la loro mobilità scadrà il 14 giugno prossimo, a meno che non venga votato dalla Camera dei Deputati e ammesso l’emendamento ora in esame in Commissione bilancio. Nell’incontro di ieri al Ministero delle Sviluppo Economico è stato confermato che tutte le possibilità sono aperte, ma vanno concretizzate. Per ora ci sono dichiarazioni a voce, importanti e confortanti, ma ancora sono solo dichiarazioni.
La certezza dell’approvazione dell’emendamento che garantirà la proroga della “mobilità” interessa tanti, qui a Patrica, ma non solo, perché riguarda circa 1700 disoccupati frusinati.»
E, il 14 giugno si avvicina. Nessuno demorde.

 
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