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Ilva di Patrica. Eccessive pretese economiche della proprietà

FIM-FIOM-UILM 350-260Le Segreterie Provinciali di FIM-CISL - FIOM-CGIL - UILM-UIL nell'apprendere, da fonti ufficiose e non ancora confermate, che le trattative per la ILVA di Patrica si sono arenate a causa delle "eccessive" pretese economiche da parte della proprietà, ritengono doveroso esprimere tutto il loro dissenso per come questa vicenda, ormai iniziata da oltre 7 mesi, stia progredendo.
Mai come in questo momento, in cui "tutti" i "cittadini contribuenti" stanno facendo un grande sforzo nei confronti del principale gruppo siderurgico italiano, riteniamo inconcepibile e moralmente scorretto che la ILVA, per un bene acquistato dal gruppo I.R.I. per poco meno di un miliardo di lire e ampiamente ammortizzato a bilancio, continui a pretendere cifre che non solo allontanano qualsiasi possibile acquirente, ma impediscono qualsiasi soluzione di ricollocazione per tutti i lavoratori di Patrica licenziati dal 01 Luglio.
Riteniamo opportuno e urgente un incontro, che come da impegni presi dalle parti al tavolo si doveva tenere entro la seconda di metà di settembre al M.S.E., ma che ad oggi ancora non si realizza, per avere definitiva chiarezza su questa vertenza.
Di certo possiamo sin da ora dichiarare che ILVA ha un forte "responsabilità" in questa vicenda e che non può pensare di sottrarsi alla stessa proponendo soluzioni al tavolo che "offendono" la dignità dei lavoratori che tanto hanno dato negli anni passati a questa azienda.
E' necessario trovare al più presto una soluzione condivisa per definire tale Vertenza in modo chiaro e trasparente.
Martedì 14 Ottobre alle ore 09.00 di mattina abbiamo indetto un'Assemblea, con tutte le maestranze dello stabilimento di Patrica, al fine di condividere le nostre preoccupazioni e definire insieme le azioni necessarie per fare in modo che tale Vertenza trovi una "dignitosa" e "giusta" Soluzione.
Frosinone 08/10/2014

Le Segreterie Provinciali di FIM-FIOM-UILM

La richiesta d'incontro

Frosinone 08/10/2014
A: Spett.le Direzione Personale ILVA s.p.a.
Ministero dello Sviluppo Economico Via Vittorio Veneto, 33 - 00187 Roma Partita IVA 80230390587
A:
Oggetto: Richiesta d'Incontro
Le Scriventi OO.SS., in riferimento agli impegni assunti nel Verbale di Incontro tenutosi in data 5 Agosto 2014, presso il MISE, riguardante la situazione di Ilva in A.S. (Patrica), riunione presieduta dal Dott. Castano del Mise nella prima parte e dall'Avv. Felici del Mise nella sua seconda parte, alla presenza della Dott.ssa Bellato del Mise, la Dott.ssa Asfoco della Regione Lazio, il Dott. Enrico Martino e il Dott. Cosimo Liurgio di Ilva, il Dott. Alessandro Ielo della Vertus, il Dott. Ennio Bruni, il Dott. Giulio Capobianco e il Dott. Carlo Perna della Bruni Industry Spa,il Dott. Simone Caporale e il Dott. Antonio Quattrini della C.E.A e le Organizzazioni Sindacali FIM-CISL, UILM-UIL e FIOM-CGIL,
Appurato che
All'interno dell'Incontro del 05/08/2014 il Dott. Castano ha manifestando la necessità di non far protrarre nel tempo il confronto sul tema di ILVA Patrica;
Che sia la Bruni Industry Spa che la C.E.A. hanno ribadito il loro interesse a continuare il confronto;
Il Dott. Martino aveva affermato che esisteva la possibilità di continuare ad approfondire il dialogo per trovare una soluzione finalizzata a collocare la Società ad un prezzo congruo compatibilmente con la tutela dei lavoratori;
Esisteva inoltre un'offerta volta all'acquisto della sola linea di produzione.
Le organizzazioni sindacali avevano chiesto che si arrivasse a una soluzione quanto prima dato che la questione è aperta da diversi mesi;
La Dott.ssa Asfoco della Regione Lazio chiedeva che venissero salvaguardati i posti di lavoro e che si tenesse fede agli accordi sottoscritti in Regione;
La Vertus doveva inviare entro pochi giorni alla Bruni Industry e a C.E.A una richiesta di informazioni volta a meglio comprendere il piano industriale e l'offerta economica;
Si era sottoscritto l'impegno di convocare una riunione al Mise per i primi di Settembre 2014. Ufficialmente Sollecitano
Un incontro per discutere ed analizzare quanto concordato nel precedente incontro del 05/08/2014. In attesa di un vostro riscontro, porgiamo distinti saluti.
Per le Segreterie Provinciali
FIM — FIOM — UILM

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Ormai l'Ilva di Patrica è chiusa

Ilva PatricaNella Giornata odierna si è giunti, in regione Lazio, all'epilogo della Vertenza ILVA di Patrica con la Firma del Mancato accordo a chiusura della procedura di Mobilità aperta per Cessazione Attività.
Non c'è stato il tempo per concludere il percorso con una proroga della Cassa in Deroga Straordinaria Ministeriale in quanto, pur essendo stata inserita nella lista delle aziende che possono usufruirne, il decreto che autorizza il ministero all'erogazione dei fondi ad oggi ancora non è stato autorizzato dal Governo.
E' stato pertanto necessario procedere alla ratifica della mobilità con il consequenziale licenziamento dal 1 luglio di tutte e 59 le unità oggi a carico dello stabilimento di Patrica, non 67 in quanto 8 lavoratori è stato possibile ricollocarli a Novi Ligure e a Salerno.
Le OO.SS. hanno comunque ottenuto di inserire nel Verbale l'impegno da parte di ILVA di cedere lo stabilimento solo a società che si impegnano ufficialmente a riassorbire il personale oggi EX Ilva.
Ci sarà comunque la convocazione delle parti, istituzionali, datoriali e sindacali presso il ministero entro il 25 Luglio per analizzare, discutere e ratificare con lo stesso l'impegno già assunto da ILVA in regione Lazio.
Resta confermato l'interessamento delle 2 società, Cea spa e Bruni Service, ma la distanza tra domanda e offerta è ancora un limite importante.
Siamo comunque fiduciosi consapevoli che con l'impegno di tutti questa vicenda ancora non abbia scritto la Parola Fine e possa concludersi positivamente per i 59 lavoratori.

Fabio Bernardini, Segr. Prov.le FIM-CISL di Frosinone

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Impegnarsi per l'Ilva di Patrica

Ilva di patricadi Ignazio Mazzoli - Oggi 22 novembre è convocata una conferenza stampa dalle segreterie provinciali di Fiom - Fim - Uilm che dovrebbe dialogare con tutti gli eletti del territorio frusinate. Il lavoratori dell'Ilva di Patrica e i loro sindacati Cgil, Cisl e Uil vogliono conoscere gli impegni dei partiti e delle Istituzioni per impedire la chiusura di questo stabilimento.
E' dall'autunno 2012 che lo stabilimento di Patrica vede minacciata la sua produttività dalla prospettiva di dismettere tre linee produttive. (Corriere della sera 12.11.2012) Si propone di ridimensionare il sito produttivo in Ciociaria per destinarlo a officina di carpenteria leggera a disposizione di Taranto. Le linee di produzione saranno dismesse a vantaggio dello stabilimento di Novi Ligure. Il piano fu reso noto dalla Fiom di Frosinone, che si dichiarò subito contraria a questa soluzione e si andò verso lo sciopero perché la soluzione prospettata dall'azienda non avrebbe ricollocato tutti i lavoratori. Allora l'obiettivo era di arrivare ai contratti di solidarietà per dare garanzie ai lavoratori almeno per un paio di anni.

E' passato un anno che sarà bene ripercorrere attraverso le tappe principali, ma avendo bene presente che diversi tavoli hanno analizzato possibili alternative alla chiusura identificando anche soluzioni poi presentate alla Direzione aziendale ed alla Regione Lazio. Queste ipotesi hanno prodotto un'intesa sottoscritta presso la sede dell'Unione Industriali di Frosinione lo scorso 14 novembre, che però il nuovo Amministratore delegato dell'Ilva oggi sembra non voler rispettare.
L'allarme nasce da qui ed è più che giustificato.
L'unità produttiva di Patrica, con 77 dipendenti, dispone di una linea di zincatura/alluminiatura a caldo e di due linee di finitura e taglio.
Il 2 aprile di quest'anno 2013 a Patrica si chiude lo stabilimento Ilva e viene annunciata la cassa integrazione straordinaria per cessazione d'attività. Si prospettano 24 mesi di cassa integrazione straordinaria per 60 operai fino a maggio 2014.
Intorno all'azienda si mette in moto un'iniziativa di solidarietà che vede in prima fila la Sindaca del paese Denise Caprara che pone come obiettivo di trovare «una soluzione per salvare tutti i posti di lavoro». Il 13 aprile i quotidiani scrivono: "La politica ciociara si mobilita per scongiurare la chiusura dell'Ilva". il senatore Francesco Scalia e il consigliere regionale Marino Fardelli scendono in campo assicurando tutto il loro impegno per evitare l'ennesima catastrofe ai danni della provincia di Frosinone. E' impegnato anche il deputato di Scelta Civica Federico Fauttilli di Priverno.
Il 15 aprile un nuovo sit-in dei lavoratori dell'Ilva di Patrica davanti ai cancelli dello stabilimento e a pochi giorni, il 18, ottengono che si svolga il vertice, tra la sindaca Denise Caprara e il prefetto Eugenio Soldà. Si riaccendono le speranze dei circa settanta operai dell'azienda perché il prefetto si è reso disponibile a facilitare un incontro con la Regione Lazio e con il ministero del Lavoro. Non solo: pare che la società, inizialmente intenzionata a sospendere l'attività, abbia effettuato un'inversione di marcia. L'Ilva, infatti, sarebbe propensa a chiedere la cassa integrazione, aprendo, di fatto, uno spiraglio sul futuro lavorativo dei suoi dipendenti.
Il 30 maggio una nuova, importante richiesta: «L'Ilva di Patrica deve essere inserita nel salvataggio dell'Ilva nazionale. Il sito ciociaro non può avere un destino a parte. Siamo pronti a tutto, anche a proteste forti». E' la posizione del segretario provinciale della Fiom di Frosinone, Donato Gatti. La Sindaca di Patrica, Denise Caprara, chiede la nazionalizzazione dell'Ilva.

Dal 19 di giugno al mese di settembre i parlamentari della provincia di Frosinone, Nazzareno Pilozzi, Maria Spilabotte e Francesco Scalia si rivolgono direttamente al Governo perché sia lui a prendere impegni e le loro posizioni sono in costante e chiara polemica con la società dei Riva, perché nonostante il decreto Salva-Ilva e il parere favorevole espresso della Consulta su tale decreto – come precisa la Senatrice Spilabotte - la società ha ritenuto di dover procedere alla cancellazione del nuovo piano industriale dello stabilimento di Patrica. L'interrogazione svolta anche dal Senatore Francesco Scalia è sottoscritta da altri colleghi del gruppo parlamentare PD.
Il deputato di Sel, Nazzareno Pilozzi presenta un ordine del giorno sui problemi dei lavoratori e dello stabilimento Ilva di Patrica. L'argomento viene trattato alla camera dei Deputati nel corso dei lavori di conversione del Decreto Legge sull'Ilva di Taranto. Il Governo prende atto delle gravissime conseguenze sociali di un'eventuale chiusura dello stabilimento di Patrica, in un territorio già colpito duramente della crisi economica. L'Esecutivo poi, per bocca del sottosegretario De Vincenti prende il formale impegno di salvaguardare i livelli occupazionali dell'Ilva di Patrica, anche nell'ambito del Piano di sviluppo industriale dell'area di crisi industriale complessa Anagni/Frosinone soprattutto per non permettere che il nuovo piano preveda ridimensionamenti del personale sfruttando al massimo le opportunità delle risorse messe a disposizione, appunto dal citato l'accordo di programma, che consentiranno di avviare un processo di riorganizzazione e riconversione produttiva dell'intera area.

Con tutto ciò alle spalle che succederà oggi e soprattutto nei prossimi giorni?
Per ora una sollecitazione: non aspettare che esplodano le crisi. Prevenirle, seguendo ogni giorno i problemi del lavoro, delle lavoratrici e dei lavoratori.

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