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Una settimana infuocata dal dibattito politico gratifica il PD di Ceccano

PD CECCANO

Iniziativa anche con la presenza dei rappresentanti della coalizione del centro sinistra

BANDIERE PD 350 260L’incontro con l’Onorevole Roberto Morassut, svoltosi lo scorso venerdì presso la sede del Circolo del Partito Democratico di Ceccano è giunto al termine di una settimana infuocata nel dibattito politico cittadino, che ha portato alla revoca dell’assessore alla cultura, Stefano Gizzi, dopo che proprio il Partito Democratico a tutti i suoi livelli e la coalizione di centro sinistra, ne avevano chiesto pubblicamente le dimissioni.

L’incontro, il cui tema era sempre quello della guerra in Ucraina, ha dato la possibilità al Partito Democratico, grazie alle parole dell’Onorevole Morassut, di poter chiarire le ragioni della posizione intrapresa a livello nazionale, nei confronti dello Stato oppressore: la Russia di Putin.

Un tema che ha aperto un interessante dibattito tra i partecipanti, grazie anche ad interventi di rilievo, come il Presidente della Provincia, Antonio Pompeo, il consigliere regionale Mauro Buschini, il Presidente del Consorzio Industriale Regionale, Francesco De Angelis e del segretario provinciale del PD e del segretario giovanile, l’ex Sindaco di Ceccano Angelino Loffredi.

Presenti all’iniziativa anche i vari rappresentanti della coalizione del centro sinistra, che ancora una volta ha dimostrato di trovare coesione, costruendo altri tasselli per il grande puzzle della riunificazione in vista delle prossime sfide elettorali.

Il segretario del Circolo, Giulio Conti, esprime grande soddisfazione per l’iniziativa: “il Covid ancora ci crea ostacoli, ma l’impegno che stiamo mettendo in campo con le nostre iniziative, è stato ripagato. E’ stato un momento importante di coesione, per questo ringrazio tutti coloro che sono intervenuti. E’ e resta importante far tornare la politica al centro del dibattito cittadino, soprattutto di fronte al livello bassissimo che stiamo toccando a Ceccano, grazie agli amministratori della destra, ed in modo particolare dopo gli scivoloni di cui si sono resi protagonisti esponenti dell’amministrazione comunale, prima con le dichiarazioni di Gizzi, poi con quelle del sindaco Caligiore. Dichiarazioni gravi che abbiamo condannato da subito e per le quali abbiamo dimostrato, grazie alla disponibilità ed alla presenza dell’Onorevole Roberto Morassut, di essere in grado di parlare di politica, affrontando anche le grandi questioni che in questo periodo sono viste con estrema preoccupazione da tanti italiani”.

 

 

 

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Nessun veto. I Socialisti al lavoro per un altro progetto politico

 PSI Frosinone

 “Campo largo”, in realtà, è un coacervo privo di coesione...

di Gerardina Morelli*
psi 350 minNessun veto e nessuna ostilità da parte dei Socialisti nei confronti di Mauro Vicano. La verità è che noi Socialisti abbiamo iniziato il 9 ottobre scorso, con la creazione del tavolo per un Nuovo Centrosinistra coordinato da Ivano Alteri, un altro percorso politico, e questo perché non crediamo nel progetto di coalizione trasversale ideato dal leader del Pd, Francesco De Angelis, di cui è appunto protagonista Vicano.

Ciò che è definito elegantemente “campo largo”, in realtà, è un coacervo privo di coesione, come la cronaca di questi giorni conferma, e mancante di una chiara prospettiva per il futuro della nostra città, se non quella di tentare di vincere a tutti i costi, cercando di assemblare tutto e il contrario di tutto. Peraltro, ammesso e non concesso che si vinca, sarebbe impossibile governare.

Noi Socialisti abbiamo un’altra idea della politica e vogliamo metterla in pratica, anche perché in città, nonostante l’emergenza ambientale, si comincia a respirare un’aria nuova, come il recente successo della lista ispirata dai Giovani Socialisti alle elezioni del Consiglio Comunale dei Giovani sta a confermare.

Noi Socialisti, quindi, abbiamo la ferma intenzione di proseguire nel lavoro iniziato da mesi per un Nuovo Centrosinistra e per avviare una prospettiva di effettivo cambiamento nei metodi e nel merito, marcando una chiara discontinuità, con l’obiettivo di offrire ai cittadini di Frosinone una proposta politica e programmatica alternativa e altamente innovativa. Una prima iniziativa al riguardo è costituita dal convegno sul tema “FrosinoneCementoZero. L’alternativa del Riuso, della Riqualificazione e della Ricostruzione” in programma per i primi di marzo.

L’unità è certamente un valore, ma la chiarezza politica è ancor più importante. Ed in tutta sincerità per noi Socialisti la strada delle alleanze trasversali è una strada sbagliata, anche perché è di ostacolo ad un reale rinnovamento.
Frosinone, 29 gennaio 2022

*Gerardina Morelli, Segretario Sezione Psi di Frosinone

 

 

 

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Capoluogo. Progressisti alla ricerca di un perimetro politico definito

CAPOLUOGO

Comunicato degli auto-convocati in data 20/12/2021

ExBancaItalia Frosinone 350 minPartito Democratico, Movimento 5 Stelle, Articolo 1, Demos, Possibile, Frosinone In Comune, Lista Cristofari, Europa Verde - I Verdi e Sinistra Italiana hanno deciso di avviare un percorso comune per una proposta unitaria e progressista in vista delle prossime elezioni amministrative di Frosinone del 2022.

Le forze politiche, che si sono auto-convocate in data 20/12/2021, presso la Saletta delle Arti, hanno tutte manifestato la volontà di esplorare le possibilità programmatiche per dare avvio ad una coalizione capace di rappresentare un’alternativa reale alla destra e ai 10 anni di amministrazione che ha governato la città.

Obiettivo primario del coordinamento è quello di lavorare da subito per costruire un documento programmatico generale, da cui partire, per un confronto con le parti sociali della città, associazioni, movimenti, realtà giovanili e studentesche.
A questo si aggiunge la volontà, da subito, di essere chiari su modalità e criteri per la selezione della candidata o del candidato alla carica di Sindaca/o che, per tutte le realtà interessate, deve necessariamente essere una figura capace di rinsaldare ed essere un plus per la coalizione stessa e, soprattutto, per la comunità cittadina.

Il coordinamento che si è costituito vuole da subito lavorare per costruire insieme ai cittadini e a tutte le forze sociali un percorso che si riconosce nei valori progressisti e nei principi generali di giustizia ambientale, transizione ecologica, diritti sociali e civili, inclusione sociale, parità di genere, cultura e politiche giovanili.

Tutto questo per delineare un perimetro politico definito all’interno del quale partiti e liste civiche possano trovare uno spazio chiaro e una prospettiva capace di immaginare e costruire un progetto nuovo per la città di Frosinone.

 

 

 

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Sen. Angelo Compagnoni “il politico della gente”

PROTAGONISTI

Coniugava attività politica, umanità e rispetto verso la gente

di Pina Terenzi
Piazza Paleario Frosinone 1963 min350Sono onorata della possibilità di scrivere qualcosa per un grande uomo che ha scritto la storia della nostra terra.

Quando penso al Sen. Angelo Compagnoni mi viene naturale ricordare la politica di un tempo e ragionare con forte senso critico su quella di oggi; penso al ruolo dei politici nei rapporti con l’agricoltura di ieri e quelli di oggi e penso ancora ai contadini (termine con cui venivano definiti coloro che abitavano fuori dalla città e lavoravano la terra) di un tempo e agli agricoltori di oggi . L’evoluzione non solo del termine da contadino ad agricoltore (termine con cui identifichiamo colui che esercita l’attività agricola sia da proprietario che da lavoratore) nella nostra Ciociaria lo dobbiamo allo sforzo, all’impegno e alla determinazione di un Uomo il Sen. Angelo Compagnoni che ha dedicato la sua vita a quelle persone che venivano definiti da molti gli ultimi e che invece hanno scritto la storia economica e sociale della nostra meravigliosa Ciociaria.

Mi piace definirlo “il politico della gente “ perché riusciva a coniugare attività politica, umanità e rispetto verso la gente, la sua gente. Personalmente non l’ho conosciuto ma con grande commozione ho partecipato al suo ultimo saluto memore dei molti ricordi di mia madre e mio nonno suo compagno di lotte, nell’allora Alleanza Nazionale dei Contadini di Frosinone ed attuale CIA Agricoltori Italiani, per i diritti e la dignità dei contadini ciociari.
Nel nord Ciociaria molti erano i suoi compagni di viaggio nel voler attuare il cambiamento, un atto che dai contadini della zona veniva visto come una battaglia da vincere a tutti i costi e lo si poteva fare solo avendo al proprio fianco un politico umano, uno di loro, uno come loro, che conosceva bene le problematiche di quel lavoro e che avesse veramente voglia di affrontarle e risolverle. Era un politico che non aveva bisogno delle imbarazzanti campagne social o spot a cui oggi siamo abituati per essere conosciuto e amato, le sue azioni parlavano per lui e si diffondevano molto più rapidamente ed oltre a renderlo noto lo avvicinavano sempre di più ai lavoratori.
I racconti più frequenti sono quelli sui comizi nelle piazze che, a differenza di oggi, non erano semplici enunciazioni, inutili promesse e false illusioni ma erano incontri che miravano a scuotere le coscienze soprattutto degli ultimi, di quelli a cui era impedito godere delle produzioni ottenute con tanta fatica, a cui era impedito pronunciarsi o ribellarsi ad usi e costumi oramai in disuso altrove. In questi incontri lui parlava, spiegava, ma sapeva soprattutto ascoltare molto e condividere pensieri con tutti, donne comprese che erano abituate a stare sempre un passo indietro, lui sapeva ascoltare le contadine e capire le difficoltà nel condurre una vita nei campi già da allora, il gesto di stringere la mano alle donne e dare una parola di conforto a quelle instancabili lavoratrici mogli e madri di grandi lavoratori era visto dalle contadine come un sostegno, una speranza che finalmente qualcuno come loro avrebbe potuto capire; infondo ricordiamo che nel famoso sciopero dei contadini il primo cordone umano tra i lavoratori e le forze dell’ordine era composto da donne, mogli e madri di quei contadini pronte a difendere con la vita le loro famiglie e credo che lui questo lo avesse molto apprezzato.
Uomini come il Sen. Angelo Compagnoni non ci saranno più, ma farlo conoscere ai giovani, nelle scuole del nostro territorio e non solo, credo che sia fondamentale per smuovere le coscienze dei nostri ragazzi; imparerebbero che si può arrivare in alto dal nulla studiando con forza, coraggio e determinazione per poter essere poi al servizio degli altri in modo vero, sano.
La politica sta cambiando, le persone stanno cambiando e senza essere troppo nostalgici credo che un po’ di buona e sana politica di servizio come quella svolta dal Sen. Compagnoni potrebbe davvero essere una svolta per il nostro territorio e la nostra gente, i nostri figli e nipoti, noi abbiamo avuto la fortuna di averlo avuto al nostro servizio come politico, pensiamo ora di raccogliere il testimone e restituirgli ciò di cui lui sarebbe fiero ed orgoglioso, una comunità equa, sana e soprattutto rispettosa della terra e della sua gente.

*

Pina Terenzi - imprenditrice vitivinicola nell'azienda di famiglia "Vini Terenzi" di Serrone. Attualmente è Presidente Nazionale dell'associazione "Donne in Campo" della CIA
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1904. Quadro politico del Circondario di Sora

Storie del Frusinate

In particolare la condizione politica di Isola del Liri

di Romeo Fraioli

isolaliri1904 390 minAll’inizio del 900 le masse lavoratrici impiegate nei vari settori industriali di Terra di Lavoro erano prive di qualsiasi organizzazione sindacale e si caratterizzavano per la scarsa qualificazione, i livelli salariali molto bassi e per i lunghi ed estenuanti orari di lavoro. I primi tentativi per promuovere una pur minima organizzazione sindacale furono opera esclusiva di attivisti militanti del Partito Socialista. Ad Isola del Liri e nel territorio circostante si assunse l’impegno il giovane avvocato di Arce Bernardo Nardone, da poco passato al socialismo dopo un'iniziale militanza negli ambienti politici repubblicani napoletani. Accanto a lui Vincenzo Giovannone, eletto sindaco di Isola del Liri nell’ottobre 1902 e componente della direzione provinciale del partito socialista di Terra di Lavoro.

La formazione della Lega di resistenza, strumento propulsore dell’azione sindacale della classe operaia di Isola del Liri, finalmente orientata verso il miglioramento della propria condizione economica, portò all’istituzione nel 1904 anche della locale Camera del Lavoro ed alla fondazione della sezione del Partito Socialista. Al IV° Congresso provinciale dei socialisti e delle organizzazioni di Terra di Lavoro, svoltosi a Caserta nel dicembre del 1906, Isola del Liri fu degnamente rappresentata dalla sezione socialista, dalla Camera del Lavoro, dalla Lega degli operai della cartiera e stabilimenti affini, dalla Cooperativa di produzione e lavoro fra i muratori, dalla Cooperativa di consumo e dalla Lega dei contadini. Tutti questi organismi costituiti contribuirono alla formazione e alla crescita di una sana coscienza di classe tra quei lavoratori, identificando in Isola del Liri un vero «simbolo» del movimento operaio.

Il 23 ottobre 1904 il sotto prefetto di Sora, per la probabile possibilità di elezioni politiche anticipate, determinata dalla situazione politica di allora, richiedeva al tenente comandante l’Arma dei carabinieri reali della cittadina, quali erano le condizioni generali di quel circondario, con particolare riferimento a:

- quali erano i partiti amministrativi e politici esistenti nei vari comuni del circondario con l’indicazione dei capi gruppi dei partiti medesimi;
- quale la moralità, la condotta morale e politica dei preposti allora alle singole amministrazioni comunali, delle opere pie non che dei dipendenti impiegati;
- quali le principali famiglie notevoli per censo, per influenze e cariche pubbliche esercitate o per nobiltà e civiltà di natali, nei vari comuni del circondario;
- se vi erano partiti extralegali od affiliati a partiti sovversivi, specificandoli;
- quale era in genere l’indole degli abitanti del circondario e quali i reati commessi più frequentemente;
- quale era allora la posizione dei rappresentanti politici dei tre collegi rappresentati dagli on. Grossi, Lucernari e Visocchi, indicando l’importanza decisiva in fatto di elezione politica di alcuni comuni compresi nei singoli collegi:
- quale la posizione di fatto delle correnti favorevoli o contrarie sia per parte delle amministrazioni allora al potere e sia dei capi gruppi di elettori più noti che in caso di elezione politica potessero determinare od influire sulla riuscita dell’allora rappresentante come candidato futuro o dell’eventuale competitore, se questi già esisteva e se era noto, indicandone altresì la maggiore o minore probabilità di riuscita in caso di lotta prevedibile.

Da una corrispondenza della regia delegazione di pubblica sicurezza di Isola del Liri, inviata al sotto prefetto di Sora, si comunicava che «i partiti politici di quel comune erano due, monarchico e socialista: nel primo militavano tutti gli industriali, i commercianti, i proprietari e buona parte dei negozianti e nel secondo, che faceva capo al noto Giovannone Vincenzo, in gran numero gli operai addetti ai vari stabilimenti industriali. Nessun accenno si aveva degli altri partiti politici, clericale, repubblicano ed anarchico. In vista delle elezioni politiche del 1904, si rimarcava che l’allora deputato on. Federico Grossi pareva non avesse altri competitori all’infuori del Giovannone che si sarebbe presentato al solo scopo di avere un’affermazione politica sul suo nome specialmente in quel comune, per riabilitarsi dalle sconfitte patite nelle precedenti elezioni comunali e provinciali. Si profilava una lotta alquanto aspra poiché il Giovannone sarà indubbiamente sostenuto dai dottori Campoli e Baisi, dai maestri elementari Ricci e Bondi, dal clero e dalla classe operaia che si è spiegata in suo favore, come vien provato dalle elezioni del consiglio di amministrazione della società cooperativa e da quelle del collegio dei probi-viri, ove vennero senza competitori, votate le schede da lui presentate. D’altra parte il partito monarchico non è affatto compatto nell’affermarsi sul nome dell’on. Grossi, poiché questi a molti è inviso per la ragione che esso fa capo al segretario di questo comune sig. Beniamino Truglia, il quale esercita, spalleggiato da tale appoggio, un’influenza alquanto prepotente sulle cose del comune, trascurando anche i lavori del suo ufficio per accudire ai molteplici suoi interessi privati, che il più delle volte non sono inspirati a doverosa correttezza. Per tale motivo una parte dei monarchici per non dare il voto al Giovannone con molta probabilità si asterrà dal recarsi alle urne, per cui questi potrebbe qui riuscire in maggioranza. Nella eventualità poi che in seguito potesse sorgere nel collegio un’altra candidatura, come sarebbe desiderio di molti, allora il Giovannone si ritirerebbe, consigliando i suoi amici a votare per il competitore dell’on. Grossi, da lui fortemente odiato, ed in tal caso questi rimarrebbe in notevolissima minoranza».

In seguito all’apposizione della candidatura dell’avvocato Gaetano Zincone di Casalvieri, in primo tempo sul collegio di Pontecorvo, ma poi apposta su quello di Sora, con altra comunicazione della regia delegazione di P.S. di Isola del Liri del 18 ottobre 1904, si comunicava al sotto prefetto di Sora, la fisionomia generale di quel paese in vista delle elezioni politiche: «589 sono gli inscritti nella lista elettorale politica di questo comune, dei quali però solamente 500 si contano come votanti. Di tali 500 poi, 270 possono portarsi come sicuramente favorevoli al deputato uscente, on. Grossi, fatto un esame accurato su ciascun nome, essendo tale numero formato dai possidenti, industriali, capi fabbriche e capi officine, al Grossi ligi o per amicizia o simpatia personale, o per convenienza. I rimanenti 230 sono formati dagli avversari del Grossi, e dal nucleo operaio, che quasi in maggioranza al Grossi mostrasi ostile. Il noto Giovannone però solamente di una sessantina di inscritti può sicuramente disporre, e dei rimanenti sperarne l’appoggio nel caso che effettivamente le Cartiere Meridionali nessuna parte attiva prenderebbero alla lotta. In tale caso quindi o tutti i 230 voterebbero, Giovannone consenziente, a favore dello Zincone, o si dividerebbero, parte per Zincone, e parte per il candidato socialista, nel caso se ne presentasse uno. Chiaramente quindi si vede che le Cartiere Meridionali, che tengono alla propria dipendenza circa due terzi degli operai elettori, e gli altri industriali, debbono esperimentare un’azione energica a vantaggio del Grossi, per potere avere questi una buona maggioranza in questo comune. Gli amici del Grossi ora tale azione invocano con molta insistenza. Così delineata la posizione, il Faticanti poca influenza può esercitare, e solo può riuscire di utile all’amico Zincone con l’accordo, che egli certo tenterà , col Giovannone, che poi a sua volta deve fidare nell’abbandono degli operai da parte dell’amministrazione delle Cartiere e degli industriali».

Il 25 Ottobre 1904 con altra riservatissima al sotto prefetto di Sora, il delegato di P.S. del comune di Isola del Liri, comunica che lo Zincone ha destato maggiori simpatie, ma in ogni modo contasi che possa avere più solo una quarantina di voti, stante la candidatura del Lollini, che prevedesi possa riportare oltre duecento voti tanti insomma da eguagliarsi al Grossi. Le Cartiere Meridionali si mantengono intanto nell’atteggiamento già annunciato, ed il direttore cav. Vandrame, ritornato l’altro giorno da Torino, non ha riportato alcun ordine modificato, e perciò ha dato la conferma delle fatte dichiarazioni. Lo Zincone, tenute presenti le condizioni di tutto il collegio, avrà buona votazione, e tale da entrare in ballottaggio col Grossi, riuscendo poi nella seconda votazione, nella quale sicuramente avrebbe favorevoli gli elettori del Lollini.

In seguito a questa situazione politica che si era creata nel circondario l’on. Federico Grossi ritirò la propria candidatura alle elezioni politiche del 1904 a favore di quella posta dall’avvocato Zincone di Casalvieri che peraltro non venne eletto.

 

 

 

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Chi erano gli IMI e l’importanza del loro coraggio politico

Il Giorno della Memoria

L’esperienza degli IMI, la loro audacia e intrepidezza manifestò un’autentica presa di coscienza

di Roberto de Rosa
internati militari italiani 370 minIl 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche scoprirono a poca distanza da Cracovia, una città polacca, il campo di concentramento di Auschwitz, liberando coloro che erano riusciti a sopravvivere. La stessa scoperta del campo, ma soprattutto i racconti e le testimonianze dei prigionieri donarono per la prima volta al mondo un’idea della terribile atrocità del genocidio nazifascista.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 1° novembre 2005 dichiarò ufficialmente il 27 gennaio Giornata Internazionale della Commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto. Probabilmente una delle pagine più buie della storia dell’umanità di cui il ricordo è ancora oggigiorno di estrema importanza non solo per il rispetto nei confronti delle vittime, ma anche per trarne significativi insegnamenti rivolti maggiormente ai più giovani.

Tra il 1933 e il 1945 la Germania nazista fece largo uso dei lager, termine tedesco che indica i campi di concentramento divenuti successivamente campi di sterminio in cui ebrei, zingari e dissidenti politici venivano sistematicamente uccisi. A seguito dell’armistizio di Cassibile del 3 settembre 1943, con il quale l’Italia firmò la resa incondizionata agli Alleati e allo stesso tempo il disimpegno dall’alleanza con la Germania nazista dando inizio alla campagna d’Italia e della Resistenza nella guerra di liberazione italiana contro il nazifascismo, molti furono i soldati italiani ad essere deportati nei raccapriccianti campi di sterminio.

Gli IMI, gli internati militari italiani, così vennero denominati dalle autorità tedesche, furono i soldati italiani che vennero catturati e deportati subito dopo la proclamazione dell’armistizio che sancì sostanzialmente la fine dell’alleanza tra l’Italia e la Germania nazista. I tedeschi imprigionarono migliaia e migliaia di militari italiani che ormai dopo la rottura dell’alleanza vennero considerati dei veri e propri traditori. Nei lager le condizioni di vita e di lavoro erano durissime, gli internati venivano sottoposti a estenuanti orari di lavoro che mettevano a dura prova la resistenza fisica dei prigionieri a cui a fronte di un così intenso impegno lavorativo non corrispondeva affatto un’alimentazione adeguata. La vita quotidiana di coloro che erano rinchiusi all’interno dei campi di concentramento era scandita da continue ispezioni e punizioni di carattere corporale che spesso provocavano lesioni mortali.

Nessun trattamento speciale venne riservato agli IMI, i soldati italiani subirono le stesse atrocità riservate al resto dei deportati, poiché se dapprima vennero considerati come prigionieri di guerra, fu Hitler stesso a intervenire affinché lo stato giuridico dei militari italiani passasse ad essere quello di veri e propri internati.

Nel momento in cui i soldati e ufficiali italiani venivano catturati, venivano posti davanti a una scelta: continuare a combattere tra le file dell’esercito tedesco oppure essere inviatiBundesarchiv Bild 183 J30385 Italienische Kriegsinternierte werden Zivilarbeiter 350b min nei campi di detenzione nazisti. Soltanto alcuni, spinti dalla disperazione e dalla fame, decisero di accettare l’offerta mentre la maggior parte scelsero coraggiosamente la strada che avrebbe spalancato loro le porte dei lager.

Il rifiuto e la resistenza alla guerra bramata dai tedeschi e dai fascisti non si esplicò dunque unicamente in quella che noi conosciamo essere la storia della lotta armata partigiana, ma al tempo si appurò anche attraverso un’altra forma di resistenza, passiva, ideologica che concorreva con altrettanta efficienza all’indebolimento della presa nazifascista. Fu un momento in cui il prigioniero affermava paradossalmente la sua superiorità, seppure morale, una situazione unica nel panorama politico italiano.

L’esperienza degli IMI, la loro audacia e intrepidezza manifestò un’autentica presa di coscienza, dettata non solo da un’evidente sconfitta militare, ma soprattutto dalla volontà di riappropriarsi del proprio destino e rifiutare il sistema di valori nazista e fascista. La riscoperta di una moralità individuale e collettiva degli IMI, il loro sacrificio, contribuì concretamente al successo della guerra di liberazione e alla politicizzazione delle bande partigiane.

 

 

 

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Ceccano. C’è qualcosa da correggere nel dibattito politico locale

 

 "mi sorprende il silenzio assordante e la sola reazione di Angelino Loffredi"

di Antonio Nalli
ceccano monumento 350 260Se anche Maurizio Cerroni ricorre all’espressione “sinistra pariolina”, tipica del linguaggio di Ruspandini e delle sua corte, per attaccare qualcuno che in fondo, forse, non gode troppo della sua simpatia, allora vuol dire che c’è davvero qualcosa da correggere nel dibattito politico locale. Ovviamente non sono d’accordo con la sua analisi sull’esito elettorale di Ceccano e mi sorprende il silenzio assordante e la sola reazione di Angelino Loffredi.

Dal mio punto di vista, malgrado il disorientamento generale e la pressione di determinati poteri forti radicati sul territorio, che ancora una volta hanno giocato sporco con le problematiche del lavoro, le urne hanno tracciato un solco importante, premiando anzitutto la coerenza di Emanuela Piroli che con le sole proprie forze e senza grandi nomi al suo fianco, è riuscita a compiere un grande risultato che torna a dare un poco di dignità al centro sinistra locale.

Risultato, ovviamente, non paragonabile alla forza elettorale che portò Cerroni alla vittoria nel 1994, poiché privo delle stesse fondamenta. Già nel mese di maggio, in un incontro casuale con Maurizio Cerroni, lo stesso mi annunciò la vittoria di Caligiore, perché a suo dire godeva del sostegno dei partiti, schierati al suo fianco con i rispettivi simboli. Rimasi stupito di questo e la cosa, lo confesso, mi infastidì, perché il capitano di una squadra, un leader (ed io lo ritengo tale, visto il suo bagaglio di esperienza), a mio giudizio non può starsene a guardare con le mani in mano, nel corso di una partita importante come era la tornata amministrativa. Ma resta pur sempre una scelta rispettabile.

Ma assistere in silenzio a ciò che avveniva intorno a noi, perfino all’apertura di un covo fascista (non dimentichiamo che fu una libreria il luogo dove la cellula di ordine nuovo, capitanata da Freda e Ventura, programmò le stragi del 1969), che a quanto sembra si sta attivando perfino nella diffusione di alimenti ai ceccanesi bisognosi e rigorosamente di pura razza italica, e riemergere dal letargo per parlare di divisioni, percentuali enfatizzate ed attaccare presunti rottamatori che non hanno avuto fortuna (dimenticando il proprio trascorso renziano), lo ritengo esagerato.

Nel corso degli anni sono stati tanti i momenti nei quali andava fatta e bisognava fare una riflessione all’interno del centro sinistra, consentendo alla destra di cavalcare demagogicamente argomentazioni per le quali, soprattutto negli anni di governo cittadino, non ha mai dimostrato concretamente il proprio interesse e trovato soluzioni. Erano, senza alcun dubbio, gli anni in cui si intentava il sostegno a discutibili progetti di riqualificazione dell’area di bosco Faito. Ed ancora su tante ed altre questioni ambientali, legate anche ad autorizzazioni nei confronti di ben note aziende del territorio che a quanto pare continuano ad “accontentare” qualche amministratore comunale… Andava aperta una riflessione sullo sviluppo urbanistico che si stava disegnando e sviluppando per la città. O ancora sulla privatizzazione di un bene primario come l’acqua e la gestione del servizio idrico nel panorama provinciale.

Erano gli anni del duo Ciotoli e Cerroni nei quali o si stava all’interno di quelli schemi o si era fuori. Da qui è nata la prima grande divisione del centro sinistra, con la creazione del gruppo indipendente di Angelino Stella, anch’esso strumentalizzato ed utilizzato dal Ruspandini per i propri fini. Tenendo presente che il dibattito politico nazionale, sulla gestione dell’emergenza sanitaria in corso, ci sta insegnando qualcosa di oggettivamente non trascurabile, ovvero che criticare soltanto le scelte promosse da altri è molto più semplice anche e soprattutto poiché non comporta alcuna ammissione di responsabilità, il quesito che pongo è: chi ora parla di dialogo e ricostruzione del centro sinistra, quali passi ha percorso, di proprio conto, per consentire una riappacificazione politica ed innescare nuova linfa alle sfide future?

 

 

 

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Il Coraggio di Cambiare e il suo coordinamento politico

II Coraggio di Cambiare

Al centro temi nevralgici: ambiente, sanità, scuola, acqua pubblica e tutela dei diritti dei cittadini

coraggiodicambiare 350ok minLa campagna elettorale si è conclusa e siamo contenti del risultato ottenuto e del consenso riconosciuto da gli oltre 3000 elettori che hanno scelto il nostro progetto, anche se sicuramente non soddisfatti. L’obiettivo principale è quello di continuare la nostra azione sul territorio, per dare seguito al programma della coalizione. Il nostro obiettivo è continuare a lavorare uniti, e per questo motivo tutti i gruppi, di comune accordo, hanno deciso di istituire un coordinamento politico permanente per discutere la linea da seguire, le iniziative da organizzare sul territorio e l’azione politica ed amministrativa da portare avanti in consiglio comunale. La nostra posizione unitaria verrà rappresentata in consiglio comunale dal gruppo consiliare denominato “Il Coraggio di Cambiare” e formato dal consigliere eletto nella lista Cives Andrea Querqui e dalla candidata Sindaco Emanuela Piroli, la quale avrà il ruolo di capogruppo.

Riteniamo la costituzione del gruppo consiliare e del coordinamento, due passaggi politici chiari e fondamentali per tutta la città e per il centrosinistra. Con il risultato elettorale sono state gettate le basi per una ricostruzione di un fronte largo, coeso e pronto a vincere e governare Ceccano. Per arrivare a fare questo, metteremo in campo tutti gli strumenti a nostra disposizione, al fine di avere un centrosinistra compatto ed unito, che fondi la propria azione politica sui programmi e sulle idee per la città.
Intendiamo ripartire dal nostro programma elettorale, continuando a mettere al centro temi nevralgici come l’ambiente, la EmanuelaPiroli consfondo 350 minsanità, la scuola, l’acqua pubblica e la tutela dei diritti dei cittadini. Continueremo a lavorare a contatto con la gente, utilizzando il metodo delle assemblee pubbliche per ascoltare e per discutere con tutti delle problematiche più stringenti, e per organizzare anche la nostra azione di opposizione in consiglio comunale.

Abbiamo intenzione di adempiere il nostro ruolo. L’azione amministrativa, organizzata dal coordinamento stesso, verrà portata avanti dai nostri due consiglieri dai banchi dell’opposizione e, nel frattempo, la coalizione tutta continuerà la sua attività pubblica di diffusione della propria linea programmatica.

Ci doteremo a breve di una sede dove organizzare le nostre riunioni e dove raccogliere le istanze dei nostri concittadini. Un luogo importante anche per continuare a far avvicinare i tanti giovani che sono interessati al nostro progetto.

Ufficio Stampa coalizione “Il Coraggio di Cambiare

 

 

 

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Nel ricordo di un medico valente e di un politico onesto

 Antico gentiluomo, valente chirurgo ospedaliero, nondimeno esemplare fu il suo impegno politico

UgoBellusci_350qu-mindi Ambrogio Coppotelli - Sono trascorsi più di sei anni da quando, il 27 dicembre 2013, l’Amministrazione Comunale di Ferentino, guidata dal Sindaco Antonio Pompeo, nel corso di una bellissima e coinvolgente cerimonia tenutasi presso la Sala Conferenze della “Casa della Pace”, con animo grato intitolò la struttura al professor Ugo Bellusci, scomparso il 15 marzo 2011, presenti la moglie Giuliana Rotondo e i figli Giuseppe, Francesco e Paola, e numerosi concittadini.

Antico gentiluomo, valente chirurgo ospedaliero noto per le sue non comuni doti professionali in tutta la provincia di Frosinone, Consigliere e Presidente dell'Ordine Provinciale dei Medici, il compianto concittadino Ugo, durante tutta la sua attività di medico-chirurgo, si prodigò a mettere tutta la sua esperienza al servizio della Sanità Pubblica e, come primario, diede lustro e prestigio all’allora Ospedale Civico, una delle strutture della nostra città di cui a buon diritto vantarsi.

Nondimeno esemplare fu il suo impegno politico.
Contribuì alla diffusione del PSI di Nenni, Pertini e Lombardi. In gioventù fu orgoglioso antifascista, come anche il padre Giuseppe Salvatore, professore di Materie Umanistiche nei Licei Classici, già deputato della Costituente e uno dei Padri della Costituzione della nostra Repubblica, eletto all'Assemblea Costituente nelle file del PRI.

Fu inoltre consigliere comunale, provinciale e regionale del PSI (e nell’Ente Regionale anche assessore) e in tali ruoli fu sempre al fianco delle fasce più deboli della comunità, mai disdegnando, anzi sempre cercando […] nell’avversario un prezioso interlocutore al fine di rendere l’esercizio della democrazia sempre più vivo e concreto […].
Del medico mi è gradito ricordare altresì questa testimonianza resa dal compianto Sergio Collalti nel suo “PARTIGIANI A FERENTINO”:
“Anche la nostra città ebbe la sua ‘banda’ di partigiani durante l’ultimo conflitto mondiale. […]
Un’altra figura degna di ricordo per le sue straordinarie doti, umana e professionale, è il prof. Ugo Bellusci

Egli operava nel nostro ospedale per dare assistenza sanitaria ai feriti. Nella sua camera aveva due camici bianchi. Sulla manica di uno, tutta insanguinata, era disegnata la svastica, sulla manica dell’altro, tutta pulita, compariva il simbolo della C[roce] R[ossa] I[taliana].
Quale la ragione? Quando talvolta l’ospedale era oggetto di ispezioni da parte dei tedeschi, il dottore indossava immancabilmente il secondo camice. E a quel soldato tedesco che eventualmente lo rimproverava per non indossare il primo camice, quello con su raffigurata la svastica, egli prontamente rispondeva che "non poteva se prima, per ragioni igieniche, non si fosse provveduto a lavarlo”.

Ricorda sua figlia Paola che l’onorevole missino Giorgio Almirante trascinò suo padre in tribunale a Cassino con l’accusa di diffamazione per aver, come segretario provinciale del PSI, fatto diffondere un manifesto sulle di lui malefatte durante la Resistenza. Il dottore, difeso dal partigiano, giurista e politico Giuliano Vassalli, vinse la causa perché le malefatte che aveva denunciato erano vere.

 

 

 

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Una produzione feconda per un ampio dibattito politico e culturale

Una occasione di riflessione su quello che ha rappresentato un giornale democratico, progressista, libero e autonomo

e.mazzocchi 260h ridimensionatodi Ermisio Mazzocchi - I venti anni di pubblicazione del giornale online www.unoetre.it devono rappresentare una occasione di riflessione su quello che ha rappresentato un giornale democratico, progressista, libero e autonomo nel panorama dell'informazione prodotta in questa provincia.

Sarà utile presentare con un numero speciale di questi primi vent'anni di lavoro che coincidono con l'inizio del XXI secolo, carico di speranze e di incognite.
Alla sua affermazione, con l'instancabile Editore e Direttore Ignazio Mazzoli, hanno contribuito moltissimi collaboratori che a titolo gratuito hanno dedicato il loro tempo a informare, a discutere, a creare un giornale.

Una produzione feconda, che ha consentito un ampio dibattito politico e culturale di ottimo livello e che oggi consente a unoetre.it di assumere un più marcato ed esteso ruolo nella pubblicistica giornalistica.
Nella provincia di Frosinone si è ridotta notevolmente la produzione di giornali cartacei - delle storiche testate riamane solo Ciociaria Oggi - e non ci sono giornali online di robusta consistenza e di antica tradizione e consolidata esperienza., come lo è unoetre.it.20anni1e3it min
Si apre un orizzonte di ampie possibilità per unoetre.it di assumere un compito che colmi questo vuoto nell'informazione democratica, libera rivolta con cura alle questioni sociali.

Se nel passato unoetre.it è stato pioniere nel suo genere, oggi rappresenta una possibilità e una speranza per quanti vogliono avere un riferimento per coltivare la loro conoscenza dei fatti sociali, per avere un confronto di idee, per avere una tribuna politica libera da condizionamenti di ogni sorta, per dare un contributo con le loro convinzioni e opinioni.
Auguri a unoetre.it

giovedì 21 maggio 2020

 

 

 

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