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#DirittiDemocratici: un manifesto politico

gaypride roma2014 350Riceviamo da Gianmarco Capogna e pubblichiamo. #DirittiDemocratici, un manifesto politico per chiedere al PD di impegnarsi concretamente a sostegno della comunità LGBTQI*

Nel mese dell'orgoglio LGBTQI* (lesbico, gay, bisex, trans gender, queer, intersex e *), che ricorda quanto sia bello essere se stessi indipendentemente dall'orientamento sessuale e dalla propria identità di genere, sono stato contattato da alcuni militanti democratici che volevano scrivere un documento politico per riportare nell'agenda politica del PD i temi della parità dei diritti e delle opportunità. Un gruppetto di uomini e donne, giovani e meno giovani, eterosessuali e omosessuali, che hanno sentito l'esigenza di scrivere una volta per tutte un manifesto che potesse essere per il PD una vera e propria road map per i diritti civili. Non potevo che accettare e mettere a disposizione le mie conoscenze e le mie esperienze associazionistiche e politiche per contribuire a qualcosa che mi è sembrato davvero importante. Ci abbiamo lavorato più di qualche giorno ininterrottamente anche grazie all'apertura di un gruppo FB per confrontarci non solo tra noi ma anche con un numero maggiore di militanti. Il lavoro finale è un documento che abbiamo chiamato #DirittiDemocratici articolato per punti che tocca tanti temi importanti (lo potete consultare sul nostro blog http://dirittidemocratici.blogspot.it/ o su Facebook https://www.facebook.com/dirittidemocratici ), che porta le firme, oltre alla mia, di Dario Ballini, Filippo Rossi, Matteo Cervi, Dario Davanzo, Francesco Dell'Acqua, Michele Albiani, Federica Reale, Gabriele Antonio Mariani e che è stato pubblicato in anteprima su L'Espresso (http://espresso.repubblica.it/palazzo/2014/06/05/news/caro-matteo-c-e-posto-per-i-gay-nel-tuo-pd-dai-militanti-un-documento-per-renzi-1.168330)
Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi si era impegnato a portare a casa nei primi 100 giorni di Governo anche delle riforme sociali tra cui una legge che istituisse l'aggravante di omotransfobia, proposta che al momento è arenata al Senato e che contiene una serie di criticità legate al subemendamento Gitti che lasciano insoddisfatti tutti, specialmente la comunità LGBTQI*, e un provvedimento per inserire nell'ordinamento italiano le Unioni Civili secondo il modello tedesco con possibilità di stepchild adoption aperte anche a partner dello stesso sesso. Nessuno dei due impegni è stato ancora rispettato ma anzi si nota come questi temi siano sempre più accantonati nel Partito Democratico, dove all'interno della segreteria esiste una delega al Welfare ma nessun incarico in merito di Diritti Civili, così come nel Governo dove le larghe intese obbligano il primo partito del PSE a situazioni di compromesso con forze moderate e conservatrici che non permettono alcun tipo di slancio a sostegno delle persone discriminate.
#DirittiDemocratici è un documento politico che vuole riaccendere il dibattito dentro e fuori il PD su questi temi facendo si che si apra una discussione e si dia il via ad un processo bottom/up (dal basso verso l'altro) che partendo dalla società civile e dai circoli arrivi ad influenzare tramite l'Assemblea Nazionale del Partito Democratico non solo la Direzione PD e la Segreteria ma anche il Segretario e Presidente del Consiglio Matteo Renzi.
Quello che chiediamo è semplice:
• una legge seria che contrasti le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere che sia finalmente al pari con le direttive europee e le legislazioni più avanzate in merito;
• l'approvazione delle unioni civili con stepchild adoption in attesa di una riforma completa del diritto di famiglia con l'approvazione del matrimonio egualitario come successo negli altri Paesi europei;
• ripensare la scuola come laboratorio della diversità attraverso la reintroduzione dell'insegnamento dell'educazione civica con l'aggiunta di corsi di educazione alla sessualità e all'affettività in modo da combattere i fenomeni crescenti di violenza di genere e omotransfobica;
• un impegno del Governo nel riformare le norme riguardanti l'adeguamento anagrafico per le persone transessuali e nel prevedere strategie specifiche per l'ingresso nel mondo del lavoro e il mantenimento dello stesso per le persone transgender;
• un PD che diventi attore non solo politico-istituzionale ma anche delle dinamiche sociali, capace di interloquire con le realtà associative e che ritorni ad essere il collante tra la società e le stanze del policy making, capace di trasformare le richieste in progettualità ed azione politica anche grazie al lavoro congiunto con le Istituzioni e gli uffici preposti (Dipartimento Pari Opportunità e UNAR);
• un impegno del PD ad essere più coraggioso su questi temi dichiarando che le battaglie per una società più giusta ed egualitaria devono essere la sfida del futuro prossimo e non più del futuro lontano e nebuloso che sembra essere più vicino solo in periodo elettorale.
Lo chiediamo perché siamo convinti che il PD lo debba fare dando prova di essere un partito progressista e socialista, nel senso europeo del termine, capace di adoperarsi per ricostruire lo stato sociale che da venti anni a questa parte non esiste più in questo Paese. Lo chiediamo perché viviamo una nazione che assiste quotidianamente all'aggravarsi di un'emergenza sociale che colpisce i più deboli, discriminandoli ed estromettendoli dal beneficiare dai diritti che spettano loro in quanto cittadini.
Nel 2014 la sfida dei Diritti Civili non è più qualcosa di lontano e irraggiungibile, ma qualcosa che in Italia è irrealizzato da troppo tempo. E' qualcosa che ci relega ad essere fanalino di coda nell'Unione europea, fermi almeno ad un decennio fa. Sui diritti civili, caro PD, inizia a fare il Partito non è solo il nostro slogan ma la profonda convinzione che in questo Paese una rivoluzione sociale e politica su questi temi può essere portata avanti solo dal nostro partito insieme con le altre forze politiche e sociali che si battono quotidianamente per questi temi.
Vogliamo una società che sia giusta, egualitaria e paritaria e ci batteremo per realizzarla. Quello che chiediamo ad ognuno di voi è di aderire a questo manifesto mandando una mail a diritti con il vostro nominativo, il circolo PD/GD di appartenenza e l'eventuale ruolo che ricoprite (accettiamo adesioni anche da singoli militanti ed elettori non tesserati così come dalle realtà politiche ed associative del mondo progressista – FGS, Federazione degli Studenti ecc ecc), di condividere e far conoscere #DirittiDemocratici ai vostri amici e di aprire una discussione in merito nei vostri circoli. Siamo convinti che tutti insieme potremmo cambiare questo Paese.

Gianmarco Capogna – Responsabile Diritti, Non Discriminazione e Uguaglianza GD Frosinone – Co-Autore del documento #DirittiDemocratici
Per semplificare la comunicazione del documento abbiamo realizzato anche delle slides riassuntive che potete tranquillamente scaricare da questo indirizzo web http://www.slideshare.net/darioballini1/dirittidemocratici-le-slide-del-documento

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Si evidenzia una bocciatura netta dell'operato politico della seconda repubblica

Primarie PDdi Roberto Giannetti - E' sicuramente apprezzabile il lavoro di ricerca fatto da C&LS sulle primarie dell'8 dicembre scorso per eleggere il segretario del PD.
Prima di esprimere una mia lettura circa i dati in esso riportati premetto che:
a) Ho votato alle primarie del pd, sono un iscritto con il rinnovo della tessera allo stesso partito ed ho votato per Gianni Cuperlo.
b) Ritenevo e ritengo ancora, anche dopo il buon esito della partecipazione avuta, che la scelta per il segretario del partito sarebbe dovuta essere fatta dagli iscritti, nella forma più aperta possibile ma sempre dagli iscritti del partito.
Entrando nell'analisi del voto: Il risultato sia del primo che del secondo turno, è apparso sin dall'inizio abbastanza scontato. In esso, va evidenziato che nel corso della campagna elettorale, il dato è stato caratterizzato da un forte e lungo intervento dei media spostando l'attenzione dei cittadini più per la scelta sul futuro premier che per la elezione del segretario del PD.
I risultati della ricerca esposti nelle varie tabelle, confermano che da parte dell'elettorato c'è stata una grande volontà per il cambiamento a tutti i costi penalizzando un confronto più generoso e aperto sui contenuti.
D'altra parte questa volontà di rinnovamento, era già stata espressa nell'ultima tornata elettorale in quanto il PD e la coalizione di centrosinistra sono riusciti a portare in parlamento, una notevole quantità di giovani già con una buona percentuale di donne.
Ritengo poco significativo il mix delle percentuali riportato nei vari profili, anche apprezzando molto il lavoro di dettaglio svolto, in quanto gli scostamenti fra loro sono minimi e non mi sembra che nei dati appaiono forti tendenze da rilevare.
Mi trovo d'accordo con il giudizio riportato da parte dei votanti sul governo, che fa pendere la bilancia a favore di esso di pochi punti ,52 a 48,
mi auguro però che Renzi, oggi segretario del PD, partito più grande del centrosinistra italiano e partito di maggioranza relativa sia in parlamento che nel governo attuale, sappia valorizzare il risultato straordinario riportato in suo favore.
Mi astengo oggi dal dare giudizi affrettati sul risultato che vede eletto Renzi a segretario e ancor più non mi sembra giusto un giudizio affrettato sul suo operato a solo dopo poche settimane di lavoro.
Il dato che mi ha sorpreso di più è stato quello di scoprire che la maggioranza dei votanti, cioè di quelli che hanno partecipato al voto determinando la suddetta volontà di cambiamento è fatta dalle persone dai 50 anni in su. (Tab n° 2. profilo sociopolitico: L'età)
Mi viene da pensare, e chiudo, che ancora una volta a partecipare in maggioranza sono gli ex giovani della prima repubblica mentre la percentuale di partecipazione ridotta da parte dei giovani di oggi, evidenzia una bocciatura netta dell'operato politico della seconda, a cui va tutto il demerito di aver allontanato gli stessi alla politica e quindi non aver saputo costruire una nuova classe dirigente.

13-01-2013

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