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Forum dei Giovani: una replica al Presidente

Inoltro i seguente articolo firmato Lorenzo Federico, dopo che Jacopo Nannini mi ha fatto il nome e l'indirizzo di UNOeTE.it Ringrazio dell' attenzione.

PalazzoComunaleFrosinone 350 260Lorenzo Federico -  «Mi spiace contraddire il presidente del Forum giovani di Frosinone per l'ennesima volta, ma egli non può accusare di protagonismo alcuni membri e assidui partecipanti del Forum, per quelle che sono negligenze sue e di altri. Nell'attesa di poter mettere in atto la proposta di spazi wi fi, a distanza di un mese dalla sua presentazione, abbiamo constatato che la proposta di modifica dello statuto del progetto “solidiamo”, per rendere accessibili i fondi di quest'ultima ai meno abbienti, è stata del tutto ignorata dall’amministrazione.

Delle riserve del presidente riguardo tale proposta i membri del forum non sanno che farsene, dato che è stata approvata dalla maggioranza degli iscritti presenti, e per quel che riguarda quella che egli definisce “vaghezza” ci sentiamo molto colpiti, considerando che in sede opportuna ha votato a favore della concessione degli spazi wi fi, nella cui proposta erano già stati suggeriti i luoghi palpabili per la possibile messa in atto del progetto.

Per le risposte alle proposte approvate, i ragazzi del forum chiedono al presidente di perdere meno tempo ad attaccare i singoli personaggi del forum stesso attraverso la pagina istituzionale, e di prodigarsi affinché esse siano esaminate e ottengano una risposta in tempi brevi, dato che, come in tale occasione, le proposte perdono di efficacia se non approvate e fatte partire celermente.

Vorrei ricordare come la proposta degli spazi wi fi sia stata presentata per permettere ai ragazzi e alle famiglie meno abbienti di utilizzare gli spazi comunali dotati di connessione al fine di svolgere gli esami di maturità e universitari in piena tranquillità. A quanto detto fino ad ora, aggiungo che alcuni ragazzi del forum si sono lamentati delle modalità con la quale la pagina ha lavorato in questo periodo.

La creazione della suddetta, doveva servire come strumento di informazione al servizio del forum, per diffondere ed informare di TUTTE le proposte che nello stesso organo vengono presentate votate e approvate, oltre che informare gli iscritti delle convocazioni assembleari.

Fino ad ora ciò non è successo, e la pagina è stata utilizzata per attaccare singole figure del forum e promuovere iniziative di singoli gruppi, andando ad obliterare e ignorare tutti gli altri partecipanti, salvo poi tirarli fuori per attaccarli. A nome di molti ragazzi del forum chiedo che la pagina UFFICIALE del Forum giovani di Frosinone (ce ne sono addirittura due), venga gestita con maggiore imparzialità e trasparenza, e che per attaccare vengano utilizzati i propri profili social.»

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Il Presidente Conte e la politica

A proposito di un caduta di stile

giuseppe conte 350 mindi Elia Fiorillo - Chissà se il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte si è realmente reso conto di quello che ha fatto. In un delicato momento in cui vive il Paese a causa del Coronavirus è giusto che lui faccia conferenze stampa a gogò per spiegare agli italiani, chiusi in casa, come va il flagello del Covid-19. Anche se c’è chi pensa che più del virus maledetto lui, il presidente Conte, pensa alla sua immagine. E, quindi, più appare in televisione e sui media meglio è per lui.

Però non è per niente legittimo che in quei delicati messaggi lui, il Primo ministro, scagli bordate a Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Può avere tutte le ragioni del mondo per avercela con il duo “destrosso” ad oltranza e pianta grane, ma non era quello né il momento, né il luogo per tirarli in ballo. Non solamente per motivi istituzionali, ma anche per motivi pratici. Non credo che Conte volesse fare pubblicità ai due, anzi voleva proprio l’incontrario. E, invece, Meloni e Salvini lo devono proprio ringraziare. È riuscito a farli apparire ripetutamente in tv per chiarire, difendersi, attaccare, ecc. Un vero regalo inaspettato per la Santa Pasqua.

Ma pensate un poco se i tanti vituperati presidenti del Consiglio della prima Repubblica avessero fatto una cosa simile. Sarebbe crollato il mondo. Sarebbero stati espulsi, all’unanimità, dalla vita politica del Paese. Ve l’immaginate Fanfani, Andreotti, Moro, Spadolini e via proseguendo se, da presidenti del Consiglio in carica, in un discorso istituzionale, avessero inzuppato il pane della polemica politica? La verità è che un fatto del genere era inimmaginabile per quei tempi. Periodo quello che spesso viene criticato da chi, con molta probabilità, pedissequamente vede la prima Repubblica come qualcosa da cancellare. E, invece, per certi versi, non è proprio così. Anzi, messi da parte certi fatti e misfatti, un approfondimento di quei tempi per chi vuol far politica è d’obbligo.

Non è che quelli della Prima Repubblica fossero stinchi di Santi, anzi. Ma allora c’era un codice non scritto da rispettare e guai a non attenersi, si rischiava l’impopolarità, il biasimo da destra, sinistra e centro. Insomma, non si poteva sgarrare.

Se il presidente Conte, ai tempi tanto contestati della prima Repubblica, si fosse permesso di fare quello che ha fatto in tv contro i suoi avversari, un attimo dopo non sarebbe stato più Primo ministro. Probabilmente oltre i partiti e i cittadini si sarebbe scatenato anche il Capo dello Stato. Non sappiamo se Mattarella abbia alzato il telefono ed abbia rimproverato il Primo ministro. Certo si sarà incavolato non poco e avrà forse pensato che prima di arrivare a Palazzo Chigi, ai presidenti nominati, sarebbe importante fare un piccolo corso di formazione sulle cose che si debbono fare nel ruolo di presidente del Consiglio e sulle altre cose, quelle che non vanno nemmeno immaginate.

Ma vi figurate un Moro, un Berlinguer, uno Spadolini, o qualsiasi altro esponente della prima Repubblica, che si rivolge agli italiani come capo di partito o nella sua veste istituzionale di presidente del Consiglio dei ministri eppoi, ad un certo punto, fa un inciso per colpire uno dei suoi avversari? No, non ce lo figuriamo proprio. Eppure, Conte non si è posto minimamente il problema del suo ruolo istituzionale, del fatto che stava parlando agli italiani di problemi serissimi; che nella storia della Repubblica il Coronavirus è uno dei più grandi flagelli che hanno colpito gli italiani. Tutto è passato in second’ordine. Prima di tutto la politica. Ma questi comportamenti possono definirsi politici? O non si avvicinano di più alla schizofrenia?

Si può essere un grande professore universitario, un importante imprenditore….. ma non è automatico manifestarsi come un buon politico. Anzi, a volte, è peggio. Perché si ha la presunzione di conoscere tutto e tutti e, quindi, sentirsi ottimi politici. Il politico prima di tutto è un soggetto che deve essere attentissimo al prossimo, ai suoi bisogni, ai suoi problemi. Li deve saper leggere ma deve anche saper trovare risposte a certi problemi, a certi bisogni, sempre nell’interesse della collettività.

Una cosa è certa, non si diventa politici da un giorno ad un altro. Ed anche in questo caso la Prima Repubblica ci può aiutare. Allora la gavetta era importante: azione cattolica, boy scout per i cattolici, iniziative sociali varie per i comunisti. I politici non s’inventano dall’oggi al domani!

 

 

 

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Coldiretti, il Presidente Savone: “no al latte dall’estero"

Coldiretti Frosinone

coldiretti 400 minIl Presidente Savone: “no al latte dall’estero. Ogni giorno 5,7 milioni di litri importati. Tagliare fondi a speculatori che approfittano dell’emergenza”.

Sono 5,7 milioni i litri di latte che ogni giorno arrivano in Italia dall’estero. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti, sulla base dei dati del Ministero della salute, relativi ai primi quindici giorni del mese di marzo 2020, sui flussi commerciali dall’estero.

“Si sta verificando quello che paventiamo dall’inizio di questa emergenza sanitaria determinata da Covid-19 – dice il presidente di Coldiretti Frosinone, Vinicio Savone – mi riferisco all’acquisto di latte straniero, che sta invadendo l’Italia, con cisterna o cagliate congelate low cost di dubbia qualità. E tutto questo accade proprio mentre alcune aziende di trasformazione, cercano di tagliare i compensi riconosciuti agli allevatori italiani, con la scusa della sovrapproduzione. Deve essere fermato subito qualsiasi tentativo di speculazione sui generi alimentari di prima necessità come il latte”.

La richiesta di Coldiretti è quella di rendere pubblici gli elenchi dei caseifici che importano latte e cagliate dall’estero e vogliono abbassare le quotazioni di quello italiano, con il superamento delle attuali farraginose procedure di accesso ai dati.

“Non sono accettabili – continua il presidente di Coldiretti Frosinone, Vinicio Savone - le richieste di riduzione del prezzo pagato agli allevatori, proprio mentre i supermercati vengono presi d’assalto e nelle stalle si continua a mungere per garantire le produzioni e i rifornimenti nelle dispense degli italiani”.

Solo nell’ultima settimana di rilevazione sui consumi si è registrato un balzo del 47% dell’acquisto di beni di prima necessità da parte delle famiglie, sulla base dei dati IRI che evidenziano anche l’aumento degli acquisti di formaggi, dalla mozzarella (+35%) al Grana Padano e Parmigiano Reggiano (+38%).

Occorre evitare che i comportamenti scorretti di pochi caseifici – conclude il Direttore di Coldiretti Frosinone Carlo Picchi - compromettano il lavoro della maggioranza degli operatori della filiera, ai quali va il plauso della Coldiretti”. Dalla Coldiretti arriva poi la richiesta di escludere dai fondi previsti per sostenere il comparto agroalimentare, come gli aiuti agli indigenti, tutti coloro che stanno approfittano di questa situazione di emergenza.

La Coldiretti ha allertato tutte la rete organizzativa a livello nazionale, con uffici provinciali e locali, per monitorare gli attacchi contro le stalle attivando una casella di posta , per raccogliere informazioni e segnalazioni sulla base delle quali agire a livello giudiziario, se non verranno fornite adeguate motivazioni.

 

 

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sti per sostenere il comparto agroalimentare, come gli aiuti agli indigenti, tutti coloro che stanno approfittano di questa situazione di emergenza.

La Coldiretti ha allertato tutte la rete organizzativa a livello nazionale, con uffici provinciali e locali, per monitorare gli attacchi contro le stalle attivando una casella di posta , per raccogliere informazioni e segnalazioni sulla base delle quali agire a livello giudiziario, se non verranno fornite adeguate motivazioni.

 

 

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La festa delle donne vista dal Presidente Mattarella

8 Marzo 2020

festa donne 8marzo20 350 minFesta della Donna: Mattarella dedica l’8 marzo a tutte le donne impegnate contro il coronavirus

Oggi, domenica 8 marzo, come ogni anno si celebra la Festa della Donna ma questo 2020 rimarrà impresso nella memoria e non per una buona ragione. A causa dell’emergenza coronavirus, sono saltate le manifestazioni e i vari eventi normalmente previsti per la ricorrenza. Sergio Mattarella, vista la situazione, ha dedicato alle donne un ringraziamento speciale, con un pensiero di riconoscenza rivolto in particolare a chi di loro lavora in questi giorni in condizioni difficili negli ospedali delle zone rosse, sopportando carichi di lavoro molto pesanti:

«Per i motivi che tutti conosciamo, quest’anno non potremo celebrare la giornata internazionale della donna al quirinale. Ma desidero egualmente inviare a tutte le donne italiane e a quante si trovano in italia un messaggio di vicinanza, di solidarietà. Rivolgo, anzitutto, un pensiero riconoscente alle donne – e sono tante – che si stanno impegnando negli ospedali, nei laboratori, nelle zone rosse per contrastare la diffusione del virus che ci preoccupa in questi giorni, lavorano in condizioni difficili, con competenza e con spirito di sacrificio. Con la capacità esemplare di sopportare carichi di lavoro molto grandi. A loro, in special modo, desidero dedicare questa importante giornata.»

Ha poi sottolineato l’importanza di sostenere e rispettare la condizione femminile visto che soprattutto le donne sanno cogliere il valore universale del dialogo, della solidarietà e della pace:

«Vorrei inoltre sottolineare come le donne contribuiscano, in misura particolare, a cogliere il valore universale e concreto del dialogo, della solidarietà, della pace. Sostenere e rispettare la condizione femminile, ascoltare le donne vuol dire, in realtà, rendere migliore la nostra società per tutte e per tutti».

 

Ci uniamo alle sue parole, e ringraziamo a nostra volta tutte le donne impegnate negli ospedali e nei laboratori che stanno facendo il possibile per arginare il pericolo in corso.

Vi invitiamo inoltre a sfruttare questa giornata per riflettere su quanto sia importante il ruolo della donna nella società e su quanto sia fondamentale eliminare, una volta per tutte, le disuguaglianze e le discriminazioni subite dal sesso femminile, andando all’origine del significato di questa Giornata Internazionale che in Italia venne celebrata per la prima volta nel 1922.

La ricorrenza nacque infatti per ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne e allo stesso tempo per far luce sulle discriminazioni e le violenze che hanno subito e che, purtroppo, continuano a subire. Basti pensare all’elevato numero di omicidi, agli attacchi verbali, alle percosse, alle violenze che ogni giorno colpiscono numerose donne di tutto il mondo, e che purtroppo ci riguardano da vicino considerato che secondo il rapporto della Polizia di Stato del 2019 “Questo non è amore“, in Italia si contano ben 88 vittime ogni giorno, ossia una donna ogni 15 minuti.

Ci auguriamo, quindi, che questo 8 marzo 2020, più solitario rispetto al solito, possa essere l’occasione per riflettere sull’importanza di un cambiamento di mentalità perché anche se le donne oggi sono riuscite a conquistare molti più diritti di un tempo, c’è ancora molto da fare. Molti pregiudizi da sfatare. Molti stereotipi da superare.

FONTE: Quirinale

 

 

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Lettera aperta a Valentina Cuppi Presidente PD

  • Pubblicato in UE

Da Guido Liguori

valentina cuppi assemblea nazionale pd 350 minCara Valentina,
ti conosco da molti anni, come studiosa di Gramsci e dell’America Latina, iscritta alla IGS Italia, e come appassionata militante politica di sinistra. Abbiamo organizzato insieme convegni internazionali, abbiamo partecipato più volte agli stessi eventi gramsciani (l’ultima volta a Bruxelles, il convegno promosso dal GUE/NGL e dalla IGS presso il Parlamento europeo). Ho salutato a suo tempo con piacere la tua elezione a sindaca di Marzabotto con una lista civica di sinistra.

Ora leggo che sei diventata Presidente del Partito democratico. La cosa mi sorprende non poco. Ciò che mi sorprende non è tanto la scelta di un partito che resta distante dal mio modo di pensare alla soluzione dei problemi del Paese: è una tua scelta, che non intendo discutere in questa sede. Ciò che mi sorprende è soprattutto che la sindaca di Marzabotto diventi dirigente in un partito, il PD, che pochi mesi fa ha votato l’indecente Risoluzione del Parlamento europeo del 19 settembre, ovvero un documento che equipara nazismo e comunismo, riscrivendo in modo errato – con partigianeria e strumentalità – alcuni eventi fondamentali del Novecento.

Scrissi allora, per conto di Transform! Italia, un appello contro la Risoluzione, sottoscritto da moltissime persone. A partire da quell’appello, e dalle firme raccolte, abbiamo chiesto al Presidente del Parlamento europeo Davide Sassoli di incontrarci per discuterne, cosa che non ha mai voluto fare. Siamo stati purtroppo buoni profeti sugli effetti di quel documento: esso già ha trovato, anche nel nostro Paese, ovviamente a destra, soggetti interessati che lo hanno assunto come vessillo, che ne hanno fatto un’arma contro i comunisti, i quali in Italia e altrove sono stati, come sai bene, tra i principali protagonisti della Resistenza al nazifascismo, della lotta di liberazione, della stesura della Costituzione repubblicana, della rinascita della democrazia. Del resto, proprio con questo scopo quel documento è stato concepito e fatto approvare dal Parlamento europeo: per contribuire a ridisegnare i contorni di una memoria collettiva che in molti Paesi (tra i quali anche alcuni di quelli che hanno dato vita al processo di unificazione europea) ha ricordato per decenni e tutt’ora ricorda la storia drammatica del Novecento in modo del tutto diverso.

Ora tu, cara Valentina, siederai a fianco di quei parlamentari europei del Pd che vergognosamente hanno votato la Risoluzione, a quel Presidente Sassoli che non ci ha voluto ricevere e non ha voluto discutere con noi la questione. Ti chiedo: hai intenzione, come sindaca di Marzabotto, e direi a nome di Marzabotto, e anche come gramsciana, di fare qualcosa perché i tuoi nuovi compagni di partito, i parlamentari europei che ora ti riconoscono come loro Presidente, ripensino quell’ignobile Risoluzione, quella vergognosa equiparazione di nazismo e comunismo, la cui assurdità storica da Marzabotto, soprattutto da Marzabotto, appare del tutto evidente? Hai intenzione di chiedere loro di mettere in discussione quella Risoluzione e di operare perché essa sia posta in revoca?
Aspetto fiducioso. Ti saluto con affetto,
Guido Liguori

 

Guido Liguori insegna Storia del pensiero politico contemporaneo presso l'Università della Calabria è presidente della International Gramsci Society Italia (IGS Italia) e capo-redattore della rivista di cultura politica Critica marxista. E' tra i fondatori Futura Umanità, Associazione per la Memoria e la Storia del Pci.
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Civis di Ferentino replica al Presidente Buschini

CivisFerentino logo minIl Presidio Sanitario e Ambientale di Anagni è inserito nel nuovo Atto Aziendale della ASL di Frosinone? Ed i fondi per il Programma di Valutazione Epidemiologica perché non sono disponibili?

Con un comunicato inviato pochi muniti fa, il Presidente del Consiglio Regionale Mauro Buschini, in risposta ai dubbi sollevati riguardando la mancanza di fondi per l’attuazione del Programma di Valutazione Epidemiologica per le popolazioni della Valle del Sacco e per la cancellazione del Presidio Sanitario Ambientale presso l’ex ospedale di Anagni (cfr http://bit.ly/2QkaCLJ ), ha affermato che:

“mi corre l’obbligo di precisare che nell’ultimo atto aziendale, approvato dai sindaci della provincia di Frosinone, ed in corso di valutazione da parte della Regione, non c’è stato alcun depennamento di questo importante servizio”;

e che: “il presidio Sanitario e Ambientale di Anagni è diventato una Unità Operativa Semplice Dipartimentale direzionale: ciò significa che si individua una struttura organizzativa in ambito sanitario e si ha la certezza, scritta e documentata nell’Atto, di risorse per il primo presidio ambientale italiano che sarà presto funzionale e a disposizione della cittadinanza della Valle del Sacco”.

Corre l’obbligo di precisare, anche per noi, che:

1. Non si fa cenno, nell’intervento del Presidente Buschini, ai motivi per i quali non sono stati ancora trasferiti alla Regione Lazio i fondi necessari all’attuazione del Programma di Valutazione Epidemiologica per la Valle del Sacco; ergo i nostri rilievi sono fondati: le risorse non sono ancora disponibili e quindi il Programma non può essere avviato, né si ha notizia di quando ciò avverrà.

2. L’Atto Aziendale citato dal Presidente Buschini è in realtà una mera bozza sottoposta al parere dei Sindaci nella riunione del 28 Novembre u.s., come ben rappresentato nell’articolo di stampa qui di seguito:

https://www.alessioporcu.it/articoli/asl-sindaci-approvano-latto-aziendale-ecco-cosa-prevede-di-c-trento/

Infatti, il testo dell’Atto non è pubblicato e non è disponibile per la consultazione dei cittadini, quindi il suo contenuto ci è ignoto.

Inoltre, nella Determinazione della Regione Lazio del 12 Dicembre u.s. non se ne fa cenno.

Pertanto:

a) per stessa ammissione del Presidente, l’Atto Aziendale non è stato ancora approvato dalla Regione Lazio e quindi non è cogente né operante, mentre invece lo è -eccome- la Determinazione della Regione Lazio del 12 Dicembre u.s. pubblicata sul BUR Lazio, n.104 del 27/12/2019, Supplemento n.1, che dispone l’approvazione del progetto aggiornato del DEP Lazio il quale esclude il Pre.S.A. di Anagni;

b) l’Atto Aziendale non sarà approvato prima della fine del 2020; e quindi l’avvio del Pre.S.A. non potrà avvenire, ragionevolmente, prima del 2021, ed allora saranno trascorsi ben tre anni e mezzo dalla sua prima approvazione nel 2017;

c) senza l’approvazione dell’Atto Aziendale da parte della Regione Lazio, non ci potrà essere certezza della disponibilità di risorse per l’attivazione del Pre.S.A.

Il carbone non si è trasformato in dolcetti; lieti se ciò avverrà, forse con l’Epifania del 2021.

Associazione Civis

Ferentino, lì 03 Gennaio 2020

 

 

 

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Nuovo Presidente per "Città di Anagni"

organigrammaanagni ritaglio 350 260Città di Anagni Calcio è lieta di comunicare il nuovo organigramma societario a seguito degli eventi verificatisi negli ultimi giorni.
Un segnale forte di concretezza e voglia di fare accompagna la nuova dirigenza che si arricchisce di elementi validi e profondi conoscitori del gioco più amato del mondo.

Diamo un particolare benvenuto al Presidente Simone Pace che da oggi in primis guiderà il timone della nostra società forte della sua esperienza imprenditoriale e del suo carisma, dopo che per anni è stato uno dei nostri principali sponsor oltre che sostenitore.

Continuiamo con l'ingresso e la nomina del nuovo vicepresidente Raffaello Ceccaroni, figura di rilievo e competenza, proseguendo con la nomina del nuovo responsabile dell'Area Amministrativa, Adriano De Paolis e concludendo con l'assegnazione delle nuove deleghe.

In bocca al lupo a tutti per la continuazione di questa stagione, un ringraziamento ai nostri sponsor ed a tutte le persone che si impegneranno e che si sono sempre impegnate affinché il Città di Anagni Calcio sia una costante e non una meteora del campionato Nazionale di Serie D.
Il progetto biancorosso continua con i migliori auspici e con grande determinazione.

 

Clicca sul ritaglio dell'organigramma per vederlo integralmente e leggerlo

 

 

 

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Si dimette il Presidente del Città di Anagni Calcio

asd città anangni 350quIl presidente Gratissi e la sua cordata si dimettono irrevocabilmente dagli incarichi alla guida della società Città di Anagni Calcio in virtù di quanto accaduto fino ad ora nelle maggior parte delle giornate di campionato disputate.
Sembra essere sempre più palese che codesta società stia fungendo da "cavia" per le nuove leve arbitrali.

È comprensibile che alcuni giovani arbitri debbano far esperienza ma non è più sostenibile che la nostra società sia continuamente il test degli stessi.
Parliamo di arbitri che quasi sistematicamente ogni domenica vengono visionati dai commissari e viste le evidenti prove, non vengono chiamati ad arbitrare nelle domeniche successive. Cosa ancor più grave su cui non siamo più disposti ad accettare sono invece gli arbitri arroganti che con grande maestranza "indirizzano" le partite attraverso la gestione dei cartellini verso la nostra squadra. Vi riportiamo episodio dell'ultimo incontro: L'arbitro visto un giocatore della squadra avversaria già ammonito, al momento della sostituzione, gli consiglia di uscire dal campo sull'altro lato del campo altrimenti lo deve ammonire. Ecco noi chiediamo lo stesso trattamento e non nella stessa partita due gestioni diverse.

Non siamo e non vogliamo essere di passaggio in questo campionato Nazionale.
Il presidente ed i suoi collaboratori investono ed hanno investito in questi anni tempo e denaro al pari di altre società.
Ne vale la credibilità verso i nostri sponsor.
Il valore dei nostri sforzi economici è pari al valore degli sforzi economici delle altre società.
Ovviamente rispettiamo tutte le società e non è una comunicazione nei loro confronti.

Vogliamo però essere padroni del nostro destino e non schiavi delle scelte arbitrali. Ci viene chiesta collaborazione nelle riunioni, ci viene detto che siamo una delle società più serie e più solide e poi riceviamo questo trattamento?
Le immagini possono spesso e purtroppo testimoniare questo tipo di situazioni.
Visto questa situazione ormai troppo palese,
in conclusione e per quanto sopradescitto il Presidente e la sua cordata ritengono di non essere più disposti ad investire nel settore calcio e quindi ritirano il proprio impegno.

 

 

 

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Possibile: Inaccettabili le dichiarazioni del Presidente Maura

  • Pubblicato in Partiti

LazioPride Fr2019 minAnna Rosa Frate (Possibile): Inaccettabili le dichiarazioni di Maura, si dimetta dal suo ruolo istituzionale
Il Post sul Pride pubblicato dal Presidente del Consiglio Provinciale Maura è quanto di più assurdo ho letto in questi giorni e si aggiunge ai commenti carichi di odio che, se fossimo in un Paese con una legge seria contro la LGBTIfobia, verrebbero duramente sanzionati. Innanzitutto, ho trovato sgarbato istituzionalmente il post rispetto al Consiglio provinciale che Maura presiede, visto che la Provincia di Frosinone ha concesso il patrocinio alla manifestazione del prossimo 22 giugno. Ma oltre a questo è giusto precisare alcune cose: il movimento LGBTQI non riguarda solo diritti e libertà legislative, ma anche libertà sociali e culturali che spesso non vanno alla pari con la legge. Inoltre, non si scende in piazza solo per se stessi: in molte parti del mondo le persone LGBTQI sono punite, torturate e allontanate dalle loro comunità. In 72 paesi, secondo la più recente ricerca dell’organizzazione internazionale ILGA, essere omosessuali è un reato. Se in molte parti del mondo i Pride sono occasioni gioiose, piene di divertimento e allegria, in altre non c’è niente da festeggiare: sono soprattutto manifestazioni militanti e rivendicative perché ci sono LGBTQI che ogni giorno combattono innanzitutto per la loro sopravvivenza e per la loro incolumità.AnnaRosaFrate 350 260 min

Coloro che partecipano al Pride anche se eterosessuali, partecipano per lottare contro le discriminazioni di ogni genere, per le libertà di tutti di esprimersi e di autodeterminarsi. Se le convinzioni personali del Presidente Maura travalicano il rispetto per gli altri, è evidente che non sia in grado di presiedere tale istituzione che è espressione di diverse anime politiche. Rifletta e si dimetta, per rispetto di tutti dico proprio tutti i cittadini della Provincia, di ogni genere, sesso, religione e convinzione politica cosi come previsto dall’Articolo 3 della nostra Costituzione.

Anna Rosa Frate – Portavoce Possibile Frosinone

 

 

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UDI - Diffida al Presidente del Consiglio

UDI 350 260 minUnione Donne in Italia


Al Presidente del Consiglio dei Ministri


Siamo cittadine del mondo e alle donne di tutto il mondo è rivolto un attacco senza precedenti: incarnato dal Congresso mondiale delle famiglie.

- Contro l’interruzione di gravidanza volontaria

- Contro la liberà di difendersi dalla violenza degli uomini

- Contro la libertà di unirsi per amore

- Contro la libertà di scegliere il paese in cui vivere

- Contro l’Europa voluta dalle donne, sede di un diritto superiore

- E, soprattutto contro la Convenzione di Istanbul, la carta che impegna gli stati a contrastare la violenza contro native e migranti. Usurpatori dei diritti e delle parole che noi abbiamo riempito di significati nel nostro cammino.

 

I capi di movimenti patriarcali vogliono tornare a un modello di famiglia che noi abbiamo già archiviato: quella del padre padrone. Noi la famiglia la stiamo cambiando, perché non sia più la patria della violenza e dell’arbitrio sulle donne e sui loro figli. Coloro che si oppongono a questa rivoluzione non violenta si servono di parole virulente contro le donne e le loro conquiste, contro la libertà di scegliere di tutti.

Hanno deciso di occupare Verona per confermare una seria opzione sul Governo italiano, che a sua volta si è inchinato di fronte a una parte, già dall’insediamento del ministro Fontana, pur essendo chiamato a governare il paese nella sua complessità.

Con alterne vicende e con la reiterazione di smentite e conferme, a una vera e propria forza di occupazione è stata spalancata la porta principale del Paese. L’opera concretizzata simboleggiata dal Ddl Pillon (per ridare a padri violenti la tutela sui figli), dal Ddl Gasparri (per anteporre i diritti dell’embrione a quelli della madre) costituisce il messaggio di benvenuto al congresso di Verona.

Noi che lavoriamo per cambiare il Paese lottando e svelando il vero volto dei capi, diffidiamo politicamente questo governo per aver usato il nostro Paese per amplificare il messaggio minaccioso della misoginia mondiale e lo invitiamo ad astenersi dall’intaccare diritti acquisiti, duramente conquistati, e riconosciuti dalla comunità internazionale.

Roma, 30 marzo 2019 Unione Donne in Italia

 

 

 

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