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Acqua. Un bene prezioso

ACQUA PUBBLICA

“Chiunque tu sia, ovunque tu sia, l’acqua è un tuo diritto umano”

di Ermisio Mazzocchi
acquapubblica 2si 350 260Oggi, 22 marzo, si celebra la Giornata mondiale dell'acqua, stabilita dalle Nazioni Unite nel 1992 per sensibilizzare le istituzioni e i cittadini del mondo sulla preziosità dell'acqua, per ridurre il suo spreco e assumere un atteggiamento per contrastare il cambiamento climatico. Un risorsa naturale contesa e fonte di conflitti violenti, di guerre e di immani disuguaglianze.
Un rapporto della Banca mondiale parlava di ben 507 conflitti nel mondo legati al controllo delle risorse idriche. Le guerre del futuro, quasi con certezza, si combatteranno per “l’oro blu”.

Mentre tutto il mondo è concentrato sull’analisi delle risorse energetiche come principale fattore di guerre, poco si parla, invece, dell’acqua, la cui scarsità potrebbe mutare i destini dei futuri conflitti globali. In un rapporto dell'Unesco è stimato che nel mondo 2,1 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile e 4,5 miliardi non hanno servizi igienici sicuri. In questo dramma che coinvolge miliardi di persone, di cui spesso ci si dimentica della loro esistenza, un prezzo altissimo in termini di vita è pagata dai più deboli in particolare i bambini.

Secondo il rapporto dell’Agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia, i bambini sotto i 15 anni nei Paesi colpiti da conflitti protratti nel tempo, in media, hanno probabilità 3 volte maggiori di morire a causa di malattie diarroiche dovute alla mancanza di acqua sicura e servizi igienico-sanitari che per violenza diretta.
Il rapporto Acqua sotto attacco (Water Under Fire) mostra i tassi di mortalità in 16 paesi durante conflitti prolungati e mostra che, nella maggior parte, i bambini sotto i 5 anni hanno probabilità 20 volte maggiori di morire per malattie legate alla diarrea dovuta alla mancanza di accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari sicuri che per violenza diretta. L'Unicef dichiara: “La realtà è che ci sono più bambini che muoiono per la mancanza di accesso ad acqua sicura che per proiettili”.

I dati pubblicati lo scorso marzo dall’ultimo rapporto delle Nazioni Unite, il World Water Development Report 2020, affermano che circa il 52 per cento della popolazione mondiale entro il 2050 vivrà in regioni con carenza d’acqua. I disastri ambientali legati all’acqua sono già numerosi: circa il 74 per cento di tutte le catastrofi naturali tra il 2001 e il 2018 è stato causato dall’acqua. Negli ultimi 20 anni inondazioni e siccità hanno inoltre colpito oltre tre miliardi di persone, in particolare quasi un quarto della popolazione mondiale (1,6 miliardi di persone) non ha le infrastrutture necessarie per accedere all’acqua.
In Paesi in cui le risorse idriche sono scarse, la competizione per l’acqua può sfociare in un conflitto violento, soprattutto se associato a migrazioni, insicurezza alimentare e altre minacce ai mezzi di sussistenza.

La competizione per l’acqua e altre pressioni sulle risorse - come la diminuzione di terreni coltivabili - possono sfociare, secondo l’IHE Delft, il più grande istituto internazionale per l’educazione all’acqua, in un conflitto violento, specialmente se associato a migrazioni, insicurezza alimentare, epidemie e altre minacce alla vita e ai mezzi di sussistenza. I rischi di conflitti sono alle porte dell'Italia e coinvolgono l'UE.
Destinata a diventare il più grande sbarramento idroelettrico d'Africa, la "Grande diga della rinascita etiope" (Gerd) lungo il fiume Nilo (74 miliardi di metri cubi d'acqua per un bacino lungo 250 chilometri, cinque volte il lago di Garda) è al centro di un conflitto che investe tre Paesi - Etiopia (dove la diga sorge), Sudan ed Egitto - e promette di sconvolgere gli equilibri già precari del Corno d'Africa e dell'intero continente. Con ripercussioni immediate - sul piano geopolitico e della sicurezza - per la stessa Europa.

La Gerd riguarda da vicino soprattutto l'Italia, non solo per la sua posizione geografica che l'espone assieme a Cipro e alla Grecia all'arrivo in massa di migranti egiziani, ma si deve tenere presente che è italiana la società di costruzioni che ha edificato la diga, anche se Roma si era pronunciata contro la realizzazione dell'impresa, e ciò probabilmente su richiesta del Cairo per la firma di lucrosi contratti per la vendita di armi. Il cantiere Gerd è di sicuro il più ambizioso per dimensioni e complessità tecnica, eppure, per non irritare l'Egitto, di cui l'Italia è il primo partner commerciale, la nostra diplomazia anziché esaltarlo preferisce ignorarlo. Questo è solo un caso di quelli che possono sfociare in guerre che potrebbero alterare l'equilibrio internazionale, su cui oggi si innesta la guerra Russia-Ucraina con tutte le conseguenze immaginabili.
L'acqua bene comune ha interessato per la sua difesa paesi come l'Italia.

Al referendum del 12 e 13 giugno 2011, 26 milioni di cittadini italiani sancirono che sull’acqua non si sarebbe potuto più fare profitto. Decisero di abrogare una norma relativa alla tariffa dell’acqua che prevedeva l’“adeguata remunerazione del capitale investito”. Togliere quel passaggio comportava niente più margini, finanza speculativa o business, semmai un servizio efficiente a fronte di investimenti sulla rete tangibili, ad esempio per ridurre le perdite. Nulla di questo si è realizzato e nel paese, come anche nella provincia di Frosinone, si sono tenute numerose manifestazioni di cittadini e iniziative istituzionali. Tuttavia si fatica a livello parlamentare a introdurre in un quadro legislativo unitario, modelli di gestione pubblica e partecipata del servizio idrico, procedendo subito alla pubblicizzazione della gestione delle risorse idriche.

Questa giornata deve essere utilizzata per rafforzare processi di dialogo e cooperazione al fine di prevenire, mitigare o adattarsi ai rischi idrici e convertire le risorse idriche da fonte di conflitto in strumento di pace.
Se le guerre del XX secolo sono state combattute per il petrolio, quelle del XXI secolo potrebbero aver come oggetto l’acqua. L'UE potrà svolger un ruolo importante per prevenire e risolvere i conflitti, contribuire a una gestione equa, sostenibile e integrata delle risorse idriche, promuovere iniziative nei confronti dei cambiamenti climatici e a qualsiasi altra cosa abbia un impatto sull’acqua.

Un impegno di tutti per tutti per mantenere fede al motto della giornata mondiale dell’acqua fissata dalle Nazioni Unite che recita: “Chiunque tu sia, ovunque tu sia, l’acqua è un tuo diritto umano”.
22 marzo 2022

 

 

 

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Un alimento prezioso: i cavoli

 

Mangiando le brassicacee avremo una prevenzione efficace per le patologie tumorali

Dott. Antonio Colasanti
cavoli 390 minI cavoli appartengono alla famiglia delle crucifere, cosi chiamate perche i loro fiori hanno 4 petali disposti a croce. Differiscono dalle altre classi di verdure in quanto sono ricche di composti contenenti zolfo, noti come glucosinolati, tutti i cavoli: brassica oleracea, sono molto utili grazie ad un eccezionale contenuto di composti antiossidanti come polifenoli, carotenoidi indoli: indolo-3 carbinolo, sulforafani, glucosinolati ed altri antiossidanti.

i potenziali benefici per la salute del consumo di verdure crucifere sono attribuiti ai composti derivati dall idrolisi enzimatica dei glucosinolati, tra questi c'è l'indolo-3 carbinolo, la mirosinasi, l'enzima che catalizza l'idrolisi dei glucosinolati e fisicamente separato nelle cellule vegetali intatte. Dunque l'indolo-3 carbinolo non è contenuto nei cavoli, ma si forma quando le verdure crocifere vengono tritate o masticati per cui le cellule vegetali vengono spezzate e l'enzima attacca i glucosinolati producendo l'indolo 3 carbinolo. Se i cavoli vengono cotti la mirosinasi viene inattivata e non produce piu il principio attivo.

I sulforafani sono tra i piu potenti induttori di detossificazione, potenziano inoltre l'attivita del gene "pten" per riparare il dna danneggiato. Il gene "pten" è uno dei principali geni oncosoppressori ed in alcune cellule puo mancare o essere difettoso, ebbene i sulforafani sembrano in grado di sostitiuire al gene pten quando mancante o difettoso.
Quindi mangiare le brassicacee oltre che per il buon gusto faremo una prevenzione efficace per le patologie tumorali.

 

 

 

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La democrazia è bene prezioso da difendere sempre

 L'interrogativo di Tania Castelli: L’Italia è troppo fascista per restare Democratica?

25 aprile autoliberazione Genova 380 minContro la rinascita del fascismo l’Italia Repubblicana si è dotata di molti strumenti giuridici fin dal suo esordio:
- La XII disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana che vieta la riorganizzazione del Partito Nazionale Fascista;
- La Legge 20 giugno 1952, n. 645 (legge Scelba) sulla repressione dell’apologia di fascismo;
- La Legge 25 giugno 1993 (Legge Mancino) che sanziona e condanna gesti, azioni e slogan nazifascisti, l'incitazione alla violenza e alla discriminazione razziale, etnica, religiosa o nazionale.

Ma nel 1946 Almirante, Romualdi, Michelini e Pace (reduci della Repubblica Sociale Italiana ed ex esponenti del regime fascista) fondano il MSI (Movimento Sociale Italiano) ed il fascismo, cambiato abito, torna in Parlamento.
Da allora non sembra esserne mai uscito (nel 1972 il MSI diventa Movimento Sociale Italiano – Destra Nazionale, nel 1995 confluisce nel nuovo partito Alleanza Nazionale che a sua volta oggi fa parte di Fratelli d’Italia) e a giudicare dai risultati elettorali e dagli immancabili sondaggi, sembra anche godere di buona salute (ndr: purtroppo!)

Tra il ’46 ed il ’53 e poi ancora nel 1966, col “processo di pacificazione nazionale” l’Italia da poi un colpo di spugna su tutti i reati comuni, politici e militari commessi prima e dopo la fine della guerra, fino al 1948 (i più noti: Amnistia Togliatti D.P. 22 giugno 1946, n.4, Amnistia Azara D.P.R. 19 dicembre 1953, n. 922).

Osservando le spinte sovranazionali e neonaziste presenti in altri paesi europei la situazione non appare migliore:
- in Polonia cresce il seguito per Rinascita Nazionale Polacca (in polacco Narodowe Odrodzenie Polski, NOP);
- in Grecia si ha il partito di estrema destra Alba Dorata (in realtà è Alba Profonda, o più correttamente Lega Popolare – Alba Profonda);
- in Francia, tra Le Pen padre e Le Pen figlia, il Front National ha sempre più consenso;
- L’Austria è governata da una coalizione formata dal Partito Popolare (ÖVP, centrodestra) e dal Partito della Libertà (FPÖ estrema destra);
- l’insospettabile Olanda ha schivato per poco il meteorite Geert Wilders ed il suo VVD (Partito popolare per la libertà e la democrazia) che fortunatamente non ha superato lo sbarramento alle ultime elezioni nei Paesi Bassi;
- per non parlare delle (ormai solo apparenti) Democrazie come la Turchia di Erdogan, L’Ungheria di Orban, il Brasile di Bolsonaro o gli USA di Trump, dove è sempre più evidente la deriva neonazista;
- la Russia poi, con il novello “Zar” Putin ed il suo fluire disinvolto fra movimenti populisti (nazionali ed esteri) e personalismo neofascista, meriterebbe un capitolo a parte.

Le cronache nazionali, infine, non sono più confortanti: oltre che dalla propaganda sguaiata e fuorviante di certa politica a caccia di voti e poteri assoluti, sono sempre più spesso popolate da fatti di razzismo, odio, violenza.
Non sono rari gli arresti di negazionisti nazifascisti e antisemiti che organizzano gruppi armati nel salotto di casa e la preoccupante crescita del consenso popolare verso movimenti espressamente fascisti. In tutto questo le forze di governo non sembrano capaci di fronteggiare quest’onda violenta, mettono in campo forze poco coese, riforme inefficaci e sanatorie a metà.

Ma se è vero che in Italia la sovranità ed il suo esercizio sono del Popolo, com’è possibile che gli italiani non la esercitino difendendo strenuamente la Libertà e la Democrazia tanto faticosamente conquistate?CartinaRicognitiva fascisti 750 min
Foto C2
(mappa episodi a matrice nazifascista compiuti nel giorno della memoria 27 gennaio 2020)

Malgrado in molti si affannino a giurare la morte del fascismo, è evidente che, per poterlo definitivamente seppellire, in questo Paese abbiamo ancora estremo bisogno di Testimonianza storica, Cultura delle Istituzioni Democratiche Repubblicane e Principi Costituzionali.
Ma necessitiamo anche di un attivismo civile e politico forte e consapevole, come forse ultimamente è venuto a mancare, col conseguente scollamento fra politica e società reale manifestato dalla diserzione delle urne elettorali.

La Democrazia non deve essere un dono dato per scontato e trascurato, in balia delle bordate della propaganda destrorsa.
L’Italia deve essere tanto democratica da non poter mai più tornare fascista!

 

 clicca sulla cartina per ingrandirla
Pubblicato sul numero 8 del CiesseMagazine per Sardine Creative

 

Tania Castelli fa parte della redazione di CiesseMagazine

 

 

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«La vita senza la sua dignità diventa un buco nero»

bonino 350 260 mindi Nadeia De Gasperis - Sembra un quadro rinascimentale, quel fermo immagine sulla commozione di Emma Bonino, Mina Welby e le altre donne, sedute in parlamento nel momento dell’affermazione di un diritto, quello di dignità e autodeterminazione di un essere umano. L’approvazione della legge sul biotestamento, frutto della determinazione di uomini e donne che dopo undici anni, con la coronazione di un sogno, possono raccontare l’incubo delle vite destinate a un “fine pena mai”, una condanna senza soluzione di continuità.
È un quadro rinascimentale forse per quella acutezza dei tratti, l'espressività dei volti, e un sapiente uso della luce su tutto quel buio a cui sono state destinate le vite di Eluana Englaro, di suo padre Peppino, di Welby, di sua moglie, delle tante donne e uomini e dei loro cari, sottoposti oltretutto, oltre il loro dolore, al linciaggio dei paladini della vita e della morte, quelli che usano fare quadrato sulla propria ottusità. Quelli delle associazioni pro-life, o le cosiddette “sentinelle in piedi”. Che cosa leggeranno poi, quando stanno lì come legionari romani? Sembra che leggano libri come “Voglio la mamma” dell’ex parlamentare Mario Adinolfi in cui distrugge i falsi miti di progresso come aborto, eutanasia, matrimonio omosessuale e utero in affitto.

Basta che il mostro sia catturato e rinchiuso, come in un ergastolo, non prendersi mai la responsabilità di una scelta, così dolorosa come poteva essere quella di Eluana Englaro, di chi ha perso la vita in nome della propria dignità, di chi l’ha spesa per garantire la dignità dei propri cari.
Chissà se a stazionare in una pubblica piazza fossero operai con in mano che so, la Costituzione o il vecchio Statuto dei lavoratori per protestare in silenzio contro il nuovo che avanza, il loro star lì sarebbe considerato manifestazione non autorizzata, occupazione del suolo pubblico?

Non è bastato l’appello di un religioso, non uno qualsiasi, il più rappresentativo, che ha parlato al Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, monsignor Vincenzo Paglia, e a tutti i partecipanti al meeting della World Medical Association sulle questioni del cosiddetto "fine-vita", con queste parole: “Occorre quindi un supplemento di saggezza, perché oggi è più insidiosa la tentazione di insistere con trattamenti che producono potenti effetti sul corpo, ma talora non giovano al bene integrale della persona". Non è bastato il suo monito a mettere a tacere la Cei, che ha bocciato severamente la legge, o giornali come l’Avvenire preoccupati “del destino degli anziani”, dopo l’approvazione di una tale legge. Forse sarebbe meglio che ci si occupasse del destino delle persone e degli anziani, quando vivono nel baratro della crisi di un mancato lavoro o di quello perso, di una pensione che non arriva o di quella che non sfama piuttosto che discutere la bontà di una legge che ha come unica colpa quella di aver tardato ad arrivare.

Sì, questo non è il momento delle polemiche, ma è il tempo che le sentinelle in piedi si siedano, è il momento di celebrare la vita, con il suo diritto di morire in pace.
Voglio terminare con le parole che dedicai al regista Carlo Lizzani precipitato dal terzo piano del suo appartamento con modalità molto simili al suicidio di un altro regista, Mario Monicelli, suicidatosi nel novembre 2010, lasciando un biglietto indirizzato ai figli: «Stacco la chiave»
Uno Stato vegetativo è un sistema che muore, chiudendo ancora una volta gli occhi sui diritti fondamentali dell’uomo, tra i quali il diritto di rinuncia a sopravvivere al proprio corpo.
Ancora una volta un uomo ha dovuto superare l’attrito con la realtà che nega l’arbitrio, in un volo dove Icaro scioglie le ali alla solitudine. E nessuno osi dire che non amava la vita, un uomo, un artista, Carlo Lizzani, come altri prima di lui, che hanno amato tanto la vita da restituircela a bocconi rimpastati di genio fino a sfamarci della sostanza della bellezza.

Un vegetale accetta la dormienza a patto di germinare a nuova vita, non appena le condizioni si rendano nuovamente favorevoli, ma un corpo che non può orientarsi più neppure con la luce, non crea condizioni favorevoli ai miracoli.
La vita, è vero, è un dono prezioso, ma per quanto fragile, non è una porcellana che la può tenere sospesa sull’’immobilità un qualsiasi collezionista di precetti “sacri”.
La vita è un universo di elementi, ma se non li muove l’armonia tra le parti, se non registra più neppure il rumore di fondo di un’esistenza, può diventare un buco nero che risucchia la dignità fino al midollo.

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