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La prima verità per Stefano Cucchi

IlariaCucchi mindi Valentino Bettinelli - È arrivata finalmente la prima verità sul caso di Stefano Cucchi. Dopo dieci anni di omertà, difese di corporazione, oltraggi ed offese la famiglia Cucchi ha ottenuto giustizia.
Il primo grado di giudizio ha riconosciuto ai due Carabinieri responsabili del pestaggio, il reato di omicidio preterintenzionale, condannandoli ad una pena di 12 anni.

Un inizio verso la giustizia per Stefano, pestato a sangue in una notte di dieci anni fa. Aveva sbagliato Stefano, ma era giusto che pagasse per i suoi errori e non con la sua stessa vita. Un cittadino morto tra le braccia dello Stato. Una famiglia devastata e continuamente vessata dalle lungaggini giudiziarie e dai tentativi di depistaggio. Tra i meandri dei processi all’italiana, il coraggio e l’ostinazione di Ilaria hanno fatto la differenza.

E ieri è arrivata la notizia che tutti aspettavano; Stefano è morto a causa delle percosse indegne subite da chi avrebbe dovuto difendere la sua incolumità. Non c’è posto più sicuro dello Stato per un cittadino italiano. Eppure per Stefano Cucchi, come anche per Federico Aldrovandi, questa regola non è stata applicata.

Dopo dieci anni siamo ancora al primo grado di giudizio, ma questo è un passo avanti da cui è assolutamente vietato arretrare. Tra le immagini più belle, il carabiniere che omaggia Ilaria con un baciamano. Perché ieri, con quella sentenza, ha vinto l’Italia, hanno vinto i Cucchi, ma soprattutto hanno vinto tutti quegli uomini e donne che servono la Patria con dedizione e rischiando quotidianamente la vita. Giustizia, dunque, ha ottenuto anche l’Arma, che non può e non dovrà mai tollerare che la propria divisa la indossi chi si sente al di sopra della legge.

Sul caso di Stefano Cucchi sono state spese tante parole anche dagli esponenti politici. Tante uscite prive di senso e dense di qualunquismo, nei confronti di colui che veniva guardato con “ schifo” da un ex ministro come Salvini. Oppure chi, come l’illuminato Giovanardi, attribuiva la morte di Stefano alla “malnutrizione ed una vita sfortunata”.
Nessuna scusa è arrivata da parte di chi rappresenta o ha rappresentato le nostre istituzioni. Anzi, proprio ieri, il leader del carroccio Matteo Salvini, ha rincarato la dose del suo cattivo gusto con un assurdo “la droga fa male”.

La droga fa male, caro Senatore Salvini, ma non c’è bisogno che sia lei a ricordarlo. A noi cittadini italiani fa ancora più male uno Stato che uccide uno di noi. Perché come dice bene sua sorella Ilaria, Stefano non è morto di droga.
Ogni manuale di diritto ci insegna che le responsabilità sono personali, quindi chi ha sbagliato è giusto che paghi. Perché quegli ematomi non erano solo sulla pelle di Stefano, ma sono e resteranno sempre sulla pelle di tutti gli italiani. Ma da ieri una piccola grande pietra per la costruzione delle fondamenta della giustizia è stata posata.

 

 

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A Veroli: Prima Edizione del Torneo di Burraco a coppie

Lions burraco 350 minIl Lions Club “Frosinone Nova Civitas” ha organizzato un torneo di “burraco” per la realizzazione di “services” utili al territorio.

Il Lions Club “Frosinone Nova Civitas” ha organizzato, nei giorni scorsi, la Prima Edizione del Torneo di Burraco a coppie del “Lions Club International” 2019 - 2020 aperto alla partecipazione di tutti gli “appassionati” e finalizzato alla realizzazione di “Services” utili per la “comunità” tramite la collaborazione del Lions Club International e le Associazioni presenti sul territorio.

Il Torneo ha avuto luogo presso l’Hotel “Miravalle”, in Via Passeggiata S. Giuseppe, Veroli (FR).
Dopo il previsto “accreditamento” delle coppie alle ore 15:00, alle ore 15:30 l’Arbitro di Sala Giovanni Turriziani ha dato inizio alla “gara”.
Si sono succedute, come di consueto, diverse “Sezioni” che hanno portato alla chiusura della competizione, con l’ultima di esse, “Danese”, intorno alle ore 19:30.
Al termine del “Torneo”, che si è svolto in maniera corretta, tranquilla e all’insegna dell’amicizia e dell’armonia dei partecipanti, si è proceduto alla proclamazione delle “coppie vincitrici” della gara.
Alle prime quattro “coppie vincitrici” il Presidente del Club, Caterina Bracaglia, ha consegnato, con piacere e grande soddisfazione, i premi messi in palio per la serata.

Il Presidente del Lions Club “Frosinone Nova Civitas”, Caterina Bracaglia, tra l’altro, al termine della gara, nel ringraziare tutti i partecipanti al “Torneo” per la gentile disponibilità a trascorrere un pomeriggio domenicale insieme per un’attività di solidarietà sociale, ha sottolineato l’importanza dell’evento finalizzato alla raccolta di fondi per la realizzazione concreta di “Services” volti a fornire un aiuto particolare alle persone in difficoltà.
Della realizzazione di tali “Services”, tra l’altro, si terranno comunque informate le Associazioni che hanno preso parte al Torneo e che verranno invitate agli eventi relativi ai “Services” stessi.

Il Lions Club “Frosinone Nova Civitas” è inserito nel Distretto 108L Italy che comprende, geograficamente, il Lazio, l’Umbria e la Sardegna. Fa parte del “Lions Club International”, la più grande Organizzazione di Servizio e Umanitaria associata con le Nazioni Unite e che ha come proprio motto l’espressione “We Serve”.

I “Lions” sono attualmente quasi due milioni di Soci in oltre 47.000 Clubs di 800 Distretti presenti in più di 210 Paesi del Mondo ed in continua espansione. Un numero di Nazioni addirittura superiore a quello dei Paesi aderenti all’ONU, a dimostrazione del fatto che gli ideali di servizio, di amicizia e di aiuto per le comunità in difficoltà sono concetti transnazionali che accomunano le persone, pur nella diversità politica, culturale, religiosa ed etnica. I Lions hanno quindi, istituzionalmente una vocazione internazionalistica ad operare “al di la” e “al di sopra” dei vincoli di confine.

Il termine “Lions” nel nome dell’Associazione, non è nato come acronimo ma lo è diventato successivamente: in origine stava per “Liberty, Intelligence, Our Nation’s Safety” (“Liberta’, Intelligenza, Sicurezza della nostra Nazione”). Trattandosi di un’Associazione filantropica la parola “Safety”, associata alla difesa armata, è stata mutata in “Service” (”Servizio”), e l’interpretazione dell’acronimo è diventata “Liberta’ e Intelligenza al servizio della nostra Nazione”. I Soci del Lions Club offrono il loro tempo, il loro impegno, le loro risorse, tra l’altro, per raccogliere fondi a scopo benefico da distribuire sia nella propria comunità che a livello internazionale. L’Associazione si occupa di diverse “Aree” di intervento, di formazione e di informazione: i Giovani, la Scuola, le Comunità, l’Ambiente, la Salute e tante altre. Gli “scopi” dell’Associazione sono quelli di creare e stimolare la comprensione fra i popoli, promuovere i principi di buon governo e di buona cittadinanza, interessarsi attivamente al benessere della comunità, incentivare le attività delle persone a servire la comunità senza scopo personale di lucro. L’Associazione, inoltre, promuove un alto livello morale nelle professioni, negli incarichi pubblici e nel comportamento privato tramite un proprio codice etico.

“Club Marketing Communications Chairperson”
Comm. Gen. Antonio ZACCINI

 

 

 

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Storia. A Fiuggi nasce la prima "Squadra"...ccia. - 7ª puntata

TitoMilioni 350 mindi Lucia Fabi e Angelino Loffredi - Per il Movimento contadino e operaio operante nei Circondari di Frosinone, Sora e Gaeta gli anni 1919 e 1920 rappresentano non solo il momento più impegnato ma anche quello caratterizzato da importanti risultati: lotte, occupazioni di terre incolte, estesi legami di massa, da Paliano a Sant’Apollinare, migliori contratti di lavoro e più in generale nuovi rapporti con il ceto proprietario. Il punto più alto di credibilità e forza viene raggiunto a ridosso delle elezioni comunali e provinciali dell’ottobre 1920. In queste occasioni il Partito socialista con le Leghe contadine conquista 11 comuni nel Circondario di Frosinone, fra questi Ceccano, 11 nel Circondario di Sora, fra questi Isola del Liri, oltre che le Amministrazioni di Sant’Apollinare, Vallemaio, Pico, Esperia, San Giorgio a Liri e Sant’Andrea Vallefredda nel Circondario di Gaeta. Tale successo è confermato anche alle elezioni provinciale con l’affermazione di 3 eletti nel Circondario di Frosinone, nei collegi di Piperno, Ceccano, Monte San Giovanni Campano. In questo collegio Tito Milioni, operaio nel polverificio di Fontana Liri si afferma pur se sottoposto ad una minacciosa campagna condotta dal conte Francesco Lucernari. Due sono i consiglieri eletti nel Circondario di Sora, nei collegi di Sora e Isola del Liri. A fronte di tale successo il padronato non rimane a guardare e per fronteggiare altre richieste e ulteriori rapporti di forza si organizza.

Maurizio Federico nel suo saggio “Biennio rosso in Ciociaria. 1919-1920“ indica nella città di Fiuggi, 20 settembre 1920, la costituzione del primo Fascio in quella che sarà la provincia di Frosinone. Il Federale fascista Aurelio Vitto nel 1939 di questa realtà scriverà “ Il Fascio e la Squadra d’azione costituirono durante il periodo ante marcia uno dei capisaldi delle forze fasciste del Basso Lazio“.
La Squadra è chiamata “La Birba“. Il Federale ne indica anche i partecipanti ai quali riconosce l’ambita qualifica di “Squadrista“: Agnoli Giovanni, Alessandro Giuseppe, Ambrosi Amedeo, Ambrosi Lelio, Ambrosi Mario, Ambrosi Zefferino, Ballini Marco, Corradini Colombo, De Carolis Arturo, De Carolis Getulio, Falconi Carlo, Filatici Giovanni, Girolami Mario, Mariano Giuseppe, Martini Alfredo, Martini Loreto, Martini Vincenzo, Nardi Amedeo, Nardi Tommaso, Paris Luigi, Paris Vincenzo, Perosi Guglielmo, Rapparelli Carlo, Santesarti Domenico, Santesarti Ermenegildo, Santesarti Evaristo, Santesarti Ildebrando, Simeone Giuseppe, Terrinoni Anselmo, Terrinoni Angelo, Terrinoni Andrea, Terrinoni Pasquale, Terrinoni Pietro, Sforza Mario, Severa Biagio, Sideri Annibale, Speranza Felice, Tamburini Lorenzo, Torrelli Giuseppe, Vari Alfredo, Verghetti Rocco.
Esaminando meglio i documenti a disposizione rileviamo che mentre Guglielmo Quadrotta nei “Quaderni di Rassegna del Lazio/ Ricognizione. Scrittori e giornalisti nella Provincia di Frosinone“ pubblicato nel 1933., indica Amedeo Ambrosi non solo come l’autore della nascita del fascismo fiuggino ma anche l’organizzatore, nei mesi successivi alle costituzioni delle sedi di Anagni, Acuto, Guarcino e Alatri il Federale Vitto nel 1939, afferma, diversamente, che la Squadra d’azione di Fiuggi è stata ”agli ordini dell’infaticabile e disinteressato comandante De Carolis Arturo”.

Una domanda allora sorge spontanea: perché trascorrono sei anni per dare un giudizio così diverso e penalizzante nei confronti di Amedeo Ambrosi?
Non siamo nelle condizioni di dare una risposta sicura e ben definita, nello stesso tempo siamo consapevoli che tali perplessità nel contesto generale possono apparire secondarie, tuttavia ci permettiamo di seguire una traccia che è una costante nella vita interna delle organizzazioni fasciste locali e nazionali: la lotta fra persone e clan, per conquistare posizioni di prestigio e di potere è sempre aperta, portata avanti senza esclusioni di colpi, utilizzando strumenti spregiudicati tali da determinare improvvise cadute e rapidi successi personali.

Lucia Fabi Angelino Loffredi
Ceccano 1 Luglio 2019

 nella foto in alto a sinistra: "Tito Milioni, antifascista della prima ora" (passare il puntatore del mouse sulla foto e apparirà il nome)

 

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Ceccano, prima uscita e tris allo Sterparo

Padovani Liburdi 350 260 mindi Tommaso Cappella* - CECCANO: Del Zio (30' st Crecco), Zeppieri, Colapietro (1' st Giovannone), Bruni (1' st Carlini L.), Natalizi (32' st Filippi), Mancini P.G. (1' st Pizzuti), Mattone (1' st Lombardi), Cipriani (1' st Tarquini), Colafrancesco, Carlin i E., Bignani (1' st Ardovini).
Allenatore: Padovani.

STERPARO: Boni, Roma F., (1 st Maura), De Persiis (1' st Belli), Ciotoli, Casalese (25' st Pecchia), Roma M., Bruni (1' st Pirri V.), Incitti, Pirri A. (1' st Gratis) (32' st Liamoni), Pirri G. (15' st Reffe), Carcasole (1 st Del Monte).
Allenatore: Liburdi.
Arbitro: Pecchia di Ceccano.
Marcatori: 4’ pt Colafrancesco, 17 st Pirri V., 38' st Colafrancesco, 41' st Colafrancesco.

CECCANO - Prima uscita stagionale per il Ceccano. Al Popolla ha affrontato e battuto per 3-1 lo Sterparo, formazione allenata dall'ex rossoblu Giovanni Battista Liburdi, appena ripescata in Prima categoria e che i rossoblu quindi si ritroveranno di fronte in campionato. Nonostante i carichi di lavoro entrambe le squadre hanno dato vita ad un bel match. I padroni di casa del neo tecnico Alessandro Padovani, alquanto rimaneggiati per le assenze degli infortunati Tiberia e Maura, oltre a quelle di Pandolfi, Fratini, Carlini e Lucchetti per motivi familiari e di lavoro, hanno messo in mostra buone trame di gioco e individualità di spicco. Mattatore del match l'attaccante Colafrancesco, autore di tutte e tre le marcature del Ceccano, mentre è toccato all'ex di turno Valerio Pirri realizzare la rete del momentaneo pareggio.

La prima marcatura del Ceccano è arrivata già al 4' quando Colafrancesco, con un bel colpo di testa, su cross di Cipriani, ha messo alle spalle di Boni, altro ex di turno. Al 16' i rossoblu hanno avuto l'occasione per raddoppiare, ma il gran tiro da fuori di Mattone si è stampato sulla traversa. Nella ripresa si è fatto più intraprendente lo Sterparo che al 17' ha trovato la rete del pareggio grazie ad un bel diagonale di Valerio Pirri dopo una corta respinta di Del Zio su punizione di Ciotoli. Gli ospiti subito dopo hanno avuto la ghiotta possibilità di raddoppiare e invece il tiro di Gratis ha prima colpito il palo sulla destra di Del Zio e poi quello opposto. A questo punto è subentrata la stanchezza, anche se la cronaca ha visto registrare le altre due marcature di Colafrancesco per il 3-1 finale a favore del Ceccano.

Prossima amichevole giovedì prossimo con l'Arce, sempre al Popolla con inizio alle re 17,30, mentre domenica prossima, a partire dalle ore 21,00, presso il piazzale Bachelet, è in programma la presentazione della squadra alla stampa e ai tifosi. Infine il Comitato regionale ha reso noti i gironi di Prima categoria, Il Ceccano è stato inserito nel gruppo I assieme a Castro dei Volsci, Atletico Collepardo, Atletico Pofi, Colli La Lucca, Nuova San Bartolomeo, Pro Calcio San Giorgio, Pantanello Anagni, Polisportiva Tecchiena, Real Sant'Andrrea, Real Sanvittorese, San Giovanni Incarico, Sport Virtus Guarcino, Sporting Pontecorvo, Sterparo, Torrice.

*giornalista volontario in pensione

 

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'Pugilistica Barrale' di Ceccano in prima linea

Una vittoria di Cerelli 350 260 mindi Tommaso Cappella* - Intensa attività della 'Pugilistica Terenzio Barrale' di Ceccano. Saranno tre infatti i pugili professionisti della società fabraterna che saliranno sul ring da qui a metà luglio. Si parte con il peso welter Luigi 'petto d'angelo' Mantegna che il prossimo 8 giugno a Roma affronterà il 24enne Di Carlantonio, mentre il 29 dello stesso mese, sempre nella capitale, se la vedrà con Salvini. Interessante anche il match che lo vedrà di fronte a Maccaroni, aspirante al titolo italiano, nell'incontro che verrà disputato il 13 luglio a Trieste. Il 16 giugno a Pescara sarà di scena invece il peso massimo Danilo Staccone, al suo terzo match da professionista. Affronterà il pugile locale Rossoni il quale anta al suo attivo cinque incontri, tra cui quello vittorioso contro Remo Tatangelo, ex campione della comunità europea.

Intanto prosegue la marcia di avvicinamento verso la chance mondiale per Federico Cerelli. Il 23enne peso welter di Ceccano, tesserato con la 'Pugilistica Terenzio Barrale', in programma il prossimo 23 giugno sul ring di Novi Pazzar in Serbia quando affronterà sulla distanza delle dieci riprese il tedesco Marcel Hassler, 24 anni, per il titolo giovanile IBF. In questi giorni il giovane pugile, seguito passo passo dal suo maestro Nando Barrale, sta intensificando la preparazione presso la palestra di Via Fabrateria Vetus.

Proprio Mantegna, suo compagno di scuderia, è uno dei suoi più convinti sostenitori e lo segue passo passo in questa marcia di avvicinamento al titolo mondiale. «Nutriamo grande fiducia verso Federico (Cerelli ndc) - tiene a sottolineare - Ha ottime potenzialità ed è molto bravo tecnicamente. Deve solo intensificare la tenuta atletica perché dieci riprese sono tante. Però sia io che Marino Bucciarelli, che ringraziamo, al pari del papà Giuseppe, per la disponibilità e la collaborazione, e Fabio Gascone stiamo facendo i guanti con tre riprese a testa e vedo che risponde moto bene. Per quanto mi riguarda, alla soglia dei 41 anni e con 75 incontri alle spalle, sto combattendo gli ultimi match prima di lasciare e iniziare l'attività di maestro».

*giornalista volontario in pensione

 

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«E’ sempre colpa di quelli di prima»

ceccano palazzo antonelli 350 253di Manuela Maliziola Consigliere Comunale URD Ceccano - Quando la politica aveva la “P” maiuscola, in consiglio comunale si discutevano, anche in modo acceso, tematiche che riguardavano la crescita e lo sviluppo della città, con una programmazione seria e condivisa avente come obiettivo il benessere dei nostri concittadini.
Oggi, invece, nella massima assise si assistono a penosi “teatrini”, il cui unico scopo è quello di sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dagli innumerevoli problemi che attanagliano la città, che vengono puntualmente ignorati dal Sindaco Caligiore e della sua traballante maggioranza, dimostrando l’evidente incapacità politica dello stesso nell’amministrare Ceccano. Così facendo si sta riducendo il ruolo del Consiglio Comunale solo come mera ratifica di decisioni già prese dalla maggioranza, mai passate nelle apposite commissioni, dove un confronto serio e costruttivo ormai è un optional .

Un esempio fra i tanti è l’ultimo consiglio comunale, nel corso del quale, invece di focalizzare la discussione sulle tematiche poste all’ordine del giorno, la maggioranza Caligiore e non solo, inspiegabilmente preferivano spostare la discussione sul biennio del mio mandato, su questioni che nulla avevano a che fare con i temi da trattare in assise.
Partendo dal presupposto che i numeri non possono essere interpretati, ma rappresentano un dato di fatto, ringrazio la consigliera Aceto per avermi dato l’opportunità di chiarire qualche passaggio inerente la mia amministrazione, che, forse nella confusione dello scorso consiglio comunale può essere stato mal interpretato o addirittura travisato, disorientando di fatto i cittadini.

Partendo dal presupposto che ogni amministrazione è figlia della precedente, è inevitabile che chi governa una città si trovi ereditare debiti e crediti pregressi.
Forse è sfuggito alla consigliera Federica Aceto, nella complessa consultazione delle cifre, relative ai pagamenti SAF, di mettere in evidenza che le fatture, per gli anni dal 2012 al 2014, relative alla mia amministrazione, erano state regolarmente pagate, come dimostrano le scritture contabili, consultabili presso il preposto ufficio comunale. Gli insoluti, a cui la Aceto fa riferimento, risalgono all’anno 2010\2011, periodo in cui la sottoscritta non faceva parte dell’amministrazione fabraterna.
Un errore macroscopico, che mi induce a pensare che la consigliera Aceto sia stata superficiale o male informata, falsando con le sue affermazioni la realtà dei fatti e dando ai cittadini una rappresentazione non veritiera della realtà, ed allora bisogna chiedersi a quale scopo.
Per avere più dettagliate delucidazioni avrebbe dovuto rivolgere sue perplessità al Sindaco Caligiore, zelante consigliere comunale già nel 2007, dove tra i banchi dell’opposizione aveva il dovere di controllare l’operato dell’allora maggioranza ed il relativo bilancio, oppure a chi, in quel periodo, governando, aveva le specifiche deleghe assessorili.

Mi fa piacere che la richiamata consigliera, ben preparata sul mio operato da Sindaco, nel parlare dei miei bilanci abbia dimenticato di dire che gli stessi erano in attivo, nel pieno rispetto del patto di stabilità e delle disposizioni normative dell’epoca, oltre ad un corposo di avanzo di amministrazione di € 3 milioni, regolarmente certificati, con parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti, nonché approvati da ben due commissari prefettizi, che si sono succeduti, dopo le note dimissioni notarili degli 11 consiglieri, alla guida del paese. A ciò deve aggiungersi l’encomiabile lavoro degli uffici ed i due anni di buona amministrazione, grazie ai quali fu possibile restituire ai ceccanesi ben € 71.000,00 di rimborso ICI.
Peccato che questa parte sia stata “omessa” dall’attenta consigliera, così del resto come è stato evitato di spiegare all’assise, ad una mia precisa domanda rivolta all’Assessore al Bilancio, come siano stati impiegati dalla maggioranza Caligiore i 215.000,00 Euro del progetto provinciale, presentato durante la mia amministrazione, sul potenziamento della raccolta differenziata, che tra le altre cose prevedeva l’istallazione di telecamere per controllo del territorio, contro l’abbandono indiscriminato dei rifiuti.

Stante la mancata risposta, per chiarezza nei confronti dei cittadini, presenterò a breve una specifica interrogazione a risposta scritta, con la speranza che almeno in tal caso possa avere delucidazioni in merito all’impiego di tale somma.
Ancora una volta, il modus operandi adottato dalla maggioranza, di spostare l’attenzione dei cittadini su “quelli di prima”, mira a nascondere i seri problemi dell’attuale coalizione che sostiene il Sindaco Caligiore sempre più distante dai reali bisogni della popolazione.

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La prima donna alla conquista di Boville Ernica

Selenia Boccia 350 minIntervista raccolta da Nadeia De Gasperis - Selenia Boccia a 28 anni, sarà la più giovane candidata a sindaco della Provincia di Frosinone, nonché la prima donna per il suo paese, Boville Ernica per le elezioni amministrative della prossima primavera.
Selenia ha iniziato la sua militanza politica con Sinistra Ecologia e Libertà nel 2010, e nel 2013 diventa capogruppo di maggioranze per la lista civica Insieme per Crescere al Comune di Boville Ernica. Dal 2015 al 2018 è membro della consulta Donne Regione Lazio per le Pari opportunità, politiche giovanili, servizi sociali. Eletta ad assessore nel 2015 con delega allo sport, biblioteca, pari opportunità, attività culturali, gemellaggi, politiche giovanili, turismo, fino al 2017.

In un clima di violenza e diffidenza che alimenta i fatti di cronaca nera, come gestirebbe il delicato tema della sicurezza? 

Bisogna distinguere, a mio avviso, in, insicurezza civile, disordine urbano e stress culturale. Cercherò di attuare un piano di prevenzione territoriale, intesa come cura degli spazi urbani e rispetto delle regole minute del vivere quotidiano. Con la creazione di uno spazio in cui le comunità locali possano giocare un ruolo determinante. I cambiamenti repentini di contesto possono provocare ansia e disorientamento, da qui il nascere di condizioni di stress culturale, per la messa in discussione dell’appartenenza ad uno spazio urbano che all’improvviso non è più vissuto come proprio. Si rileva pertanto la necessità di una politica territoriale volta non solo a garantire il rispetto di regole comuni, ma anche a ricomporre le distanze, rafforzare il capitale sociale, promuovere occasioni per tessere nuove reti di cittadinanza.

Forte della sua precedente esperienza politica nel governo della amministrazione cittadina, da dove ripartirebbe, se le cittadine/i le accordassero la loro fiducia?

Boville Ernica fa parte de: “i borghi più belli d’Italia”, quindi sicuramente ripartirei dal turismo e dall’enogastronomia, abbiamo dei prodotti tipici che non sono mai stati valorizzati abbastanza, inoltre sto lavorando insieme alla mia squadra ad un progetto per ridare vitalità al nostro piccolo Borgo medievale, poichè molte delle attività artigianali sono state dismesse. Uno degli obiettivi al quale il mio gruppo “Angeli di Giotto per Boville” sta lavorando è quello di creare un rinnovamento dell’assetto tecnico-professionale dell’Ente Comune, perché crediamo che solo attraverso delle grandi professionalità si può amministrare bene ed in questi ultimi anni questo purtroppo non è accaduto.

Il 4 marzo vedrà altri due importanti eventi, elezioni politiche e regionali. La sua lista appoggerà Zingaretti, me lo conferma? Cosa gli suggerirebbe da donna?

Il Presidente Zingaretti è stato decisamente operativo in questo quinquennio, basti pensare che la sanità è uscita dal commissariamento. Quindi sì, il mio gruppo appoggerà il Presidente uscente. Da donna sicuramente gli consiglierei meno burocrazia e più vicinanza ai piccoli Comuni. Spesso noi amministratori locali dobbiamo fare un tour de force per essere ascoltati. La regione ideale secondo me, dovrebbe avere un basso livello di imposte e un alto tasso di servizi, nonostante il buon lavoro di Zingaretti il Lazio è la Regione con le imposte pro-capite più alte (Fonte: il Sole 24 Ore) ma è solamente all’undicesimo posto per la qualità dei servizi. Il mio consiglio sarebbe quello di migliorare la qualità e la quantità di servizi.

Quanto ritiene sia importante la conoscenza del proprio territorio e delle sue criticità, in termini di sanità, scuola, ambiente, lavoro, per poterlo amministrare bene?

La conoscenza di un territorio è fondamentale per un buon amministratore, le criticità non devono essere arginate, come spesso accade, ma devono essere risolte affinché possano diventare un vanto per la comunità. Sicuramente voglio puntare al meglio, scuole più innovative dal punto di vista tecnologico, sia sul risparmio energetico; più spazi verdi e dedicati alla socializzazione , una sorta di vivaio/ orto in affitto per chiunque voglia dedicarsi a rendere Boville più verde. Per amministrare bene c’è bisogno anche della collaborazione di tutti i cittadini, è per questo che abbiamo attivato uno sportello al cittadino e chiunque può inviare proposte e problematiche alla email: .

Piccoli paesi sono spesso esempio di politiche di accoglienza e di rinascita del tessuto sociale stesso. Come la pensa?

Penso che oggi è fortemente avvertito questo stress culturale, di cui parlavo nella precedente domanda, quindi il cittadino si sente privato dei suoi spazi. La mia politica vuole essere, una politica di integrazione, solidarietà, una politica promozionale di nuove occasioni, soprattutto nelle scuole, bisognerà sicuramente rimodulare gli spazi, attraverso un sistema di regole comuni, deve assolutamente passare il messaggio che l’integrazione, l’accoglienza sono delle risorse e non una perdita per la comunità.

 
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Prima udienza per l’ammissibilità della Class Action contro Acqualatina

acqualatina class action logo minIl prossimo 7 Maggio 2018 si terrà la prima udienza dinanzi al Tribunale di Roma per la valutazione dell’ammissibilità della Class Action intentata dal Comitato Avvocati in rappresentanza di tutti gli utenti di Acqualatina Spa che negli ultimi anni stanno soffrendo le conseguenze nefaste della pessima gestione dell’erogazione dell’acqua.

L’azione di classe intrapresa ha lo scopo di accertare le responsabilità del gestore e ottenere un risarcimento il più equo possibile per il ristoro dei danni materiali e psicofisici subiti da tutta la popolazione.
Molto tempo è occorso per la raccolta della imponente documentazione a sostegno dell’azione, per la sua catalogazione e implementazione, con l’obiettivo di fornire al Tribunale, sin da subito, prove inoppugnabili della sua fondatezza.

Pur essendo un’azione innovativa e complessa sotto il profilo oggettivo e soggettivo, confidiamo nell’accoglimento della domanda anche per il valore educativo che da questo può derivarne. L’azione, al di là del risarcimento e delle restituzioni richieste, pur importanti, mira ad indurre il gestore a cambiare definitivamente rotta e a porre al primo posto le esigenze primarie dei cittadini.

È evidente che qualunque risarcimento dovesse essere riconosciuto dal Tribunale, esso non potrà mai ripagare gli utenti delle immense sofferenze patite ma potrà rappresentare solo simbolicamente il riconoscimento della lesione di un diritto costituzionalmente protetto.
Nel sottolineare la peculiarità dell’azione di classe, il Comitato invita i soci di minoranza di Acqualatina Spa (i Sindaci di tutti i 35 comuni), nell’ambito del proprio diritto di controllo, ad intraprendere senza indugio l’iter perché venga disposta una ispezione dell’amministrazione, ritenendo fondato il sospetto che siano state compiute gravi irregolarità nella gestione che possono anche arrecare danno alla società stessa. Tale possibilità esula dall’azione di classe e può essere proposta esclusivamente dai soci.

Il Comitato Avvocati tiene a precisare che l’azione intrapresa è meramente tecnico/legale e di assistenza in giudizio, per cui rifugge nel modo più assoluto da qualunque strumentalizzazione politica che di essa se ne volesse fare.

A titolo informativo si rappresenta che i proponenti l’azione di classe rappresentano ben dieci comuni dell’Ato4, con una percentuale pari al 40% di residenti formiani, un 30% di residenti gaetani, un 13% di residenti fondani, e, dato non trascurabile, il 7% di essi è non residente ma proprietario di abitazione titolare di utenza in uno dei suddetti comuni. Segno questo della estensione geografica del fenomeno.
Si ringraziano tutti coloro che hanno collaborato, nell’ombra e silenziosamente, alla raccolta del materiale, dei dati, delle informazioni, alla creazione e tenuta del sito web, al supporto informatico e logistico, oltre che al sostegno morale. In particolare, corre l’obbligo di ringraziare per tutti il Prof. Maurizio Barbieri, docente di Idrogeochimica presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università La Sapienza di Roma che, a supporto dell’azione, ha redatto per conto del Comitato una perizia di grande pregio e a titolo completamente gratuito.

Da domani il Comitato Avvocati, avendone avuto formale incarico, inizierà ad occuparsi della Class Action per gli utenti di Ventotene che, pur lamentando questioni diverse, riconducono al comune denominatore della gestione lucrativa, poco trasparente e inefficiente di Acqualatina S.p.A.

Avv. Massimo CLEMENTE
Avv. Vincenzo FONTANAROSA
Avv. Christian LOMBARDI
Avv. Patrizia MENANNO
Avv. Orazio PICANO
Avv. Chiara SAMPERISI
Avv. Annamaria ZARRELLI

 
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2017-2018. Il lavoro prima di tutto

IL lavoro è vitadi Ignazio Mazzoli - Il frastuono di una campagna elettorale senza tempo e senza misura sovrasta ignorandoli tanti avvenimenti quotidiani. Una babele di linguaggi ignora senza rimedio l’umanità dei tanti con i loro problemi e le loro difficoltà.

Il lavoro prima di tutto

Tante persone che resistono, come hanno fatto quei disoccupati di Vertenza Frusinate, con le loro famiglie, che il 20 dicembre a sera hanno voluto concedersi una pausa di serenità per rendere evidente a sé stessi e agli altri la soddisfazione per i risultati da loro raggiunti in questo 2017 che sta per finire. Infatti una dignitosa e consapevole lotta ha consentito di raggiungere risultati importanti e alleviare le sofferenze di centinaia di famiglie. Il 9 maggio scorso al Ministero del Lavoro Vertenza Frusinate seppe trovare la capacità per trattare una soluzione intelligente e utile a tutti i disoccupati italiani: la proroga della mobilità in un quadro di politiche attive per il lavoro. Un successo che ha meritato di essere sottolineato anche con la gioia di stare insieme allegramente.
Nel campo del lavoro, di chi lo cerca e di chi lo difende, questo risultato non si può ignorare. È il fatto positivo che contraddistingue questo 2017 del frusinate.

L’autunno da questo punto di vista, invece è stato portatore ancora una volta di cattive nuove: la chiusura repentina, imprevista e immotivata della Ideal Standard di Roccasecca, azienda che produce sanitari di alta qualità e con i conti in attivo. 500 famiglie senza futuro. Prima ancora c’era stato presso la FCA di Marchionne a Piedimonte San Germano il licenziamento di 537 precari rei soltanto di “beneficiare di lavoro somministrato” e quindi destinati a vivere nell’incertezza (così sembra a qualche commentatore (anche sindacalista) di questa vicenda, che cerca di giustificare il comportamento dell’azienda.

Ma il 2017 è stato anche tanto altro. Per chi ha a cuore il lavoro sancito dall’art. 1 della Costituzione è stato anche l’anno del “referendum negato” sui diritti del lavoro, in particolare sulla cancellazione dei voucher promosso dalla Cgil. Il Governo temendo un’altra valanga (come i NO) di voti popolari contro di lui, ha abrogato i cosiddetti “buoni lavoro”, introdotti nel 2003 con la legge Biagi. Punto. Tutto risolto? Neanche per sogno. I voucher, infatti, sono ancora nell’occhio del ciclone. Dopo la cancellazione il caos. Nella fretta di “dribblare” il referendum fissato per il 28 maggio, non si sono fatti i conti con il “vuoto normativo” che si sarebbe aperto, generando una serie di proteste da parte di consulenti del lavoro e imprenditori.

Il 2017 è stato anche l’anno che ha reso evidente la crisi del lavoro qualificato nella sanità. Finanche Zingaretti sembra essersi accorto che se le esternalizzazioni da un lato hanno parzialmente contenuto i costi del personale, dall’altro ha comportato progressivamente l’aumento dell’acquisto di beni e servizi dovuti per garantire i livelli essenziali di assistenza. Bell’affare nell’interesse della sanità “privatizzata”! (la denuncia di UNOeTRE.it con gli articoli di Angelino Loffredi)

La disoccupazione è sottostimata

Al di là dei trionfalismi governativi il 2018 si avvierà con una «disoccupazione reale al 19,3%.» (?), molti analisti insieme ad Andrea Fumagalli accusano l'Istat di sottostimare il dato italiano sulla disoccupazione. Utilizzando definizioni di condizioni lavorative «del tutto inadeguate a cogliere l'attuale complessità del mercato del lavoro», cioè distinguendo arbitrariamente “inattivi”, “disoccupati”, “forze di lavoro potenziali” e “sottoccupati part time” (coloro che lavorano con un orario ridotto o ridottissimo), non possono oscurare che i senza lavoro in Italia sono 5 milioni. Non è pertanto possibile pensare che in Italia il tasso di disoccupazione sia sottostimato rispetto a quanto registrato in Spagna, Grecia e negli altri paesi con un tasso di disoccupazione superiore al 20%, perché tutti seguono le stesse regole di calcolo!
Il 2017 è anche l’anno che mostra senza più veli e pudore la crisi della sinistra Italia in tutte le sue varianti. È grave assai averla riconosciuta e ammessa solo alla vigilia del voto del 2018. Una crisi evidente già dalla tornata elettorale dl 2012, sicuramente in provincia di Frosinone, è venuta rapidamente maturando fino ad esplodere nazionalmente con il voto siciliano di questo autunno e con l’aggressività sempre più esplicita delle frange estremistiche della destra estrema.

La crisi della sinistra

C’è qualcosa che non sembra interessare le forze di sinistra? Cos’è? La disattenzione al disagio sociale. Anzi la tendenza a negarlo dicendo che va tutto bene. Ora hanno anche scoperto “il rancore” per oscurare i problemi. Peggio ancora, si demonizza la protesta che fra l’altro è un diritto costituzionale. Le forze di sinistra con l’assillo di stare, ad ogni costo, al governo si sono fatte strappare di mano le “politiche sociali” dalla destra. Diritti civili, va bene, anzi benissimo, ma senza diritti sociali il danno è enorme. Pare che a sinistra abbiano abiurato la protesta. Chi dà rappresentanza politica oggi, nelle istituzioni, alla sofferenza, alle lotte? Estraniarsi dai movimenti logora il rapporto con la società. Questo avviene e questo è avvenuto in ossequio al pensiero unico neoliberista. È una deriva che impedisce alla sinistra di ritrovare la sua unità. L’ipotesi preelettorale di lista unica è fallita. Forse ci vorrebbe un’onesta e concreta autocritica degli errori commessi. C’è un popolo che si sente tradito. E non è solo quello della sinistra.

Il nuovo e il buono nascono dal movimento

È necessario vivere il movimento che nasce dai disagi per trovare le risposte adeguate con la società che soffre, senza offrire soluzioni combinate a tavolino che non rispondono ai reali bisogni. Non si può lasciare questa protesta alla destra!
Serve onestà intellettuale per cambiare una mentalità ipocritamente buonista a base di fair play che definisce populismo ogni richiesta generata da mortificanti bisogni. Ormai, questo atteggiamento, pervade anche gli strati della società che dovrebbero essere i più sensibili allo sviluppo delle intelligenze e della umanità solidale delle persone. C’è un’osservazione a cui non si può sfuggire.
Prima di oggi nessuna maggioranza di governo nazionale e regionale ha goduto di un’apertura di credito così ampia. Nessuna ha avuto tanta mano libera da parte dei sindacati anche quando vituperati e screditati.
Un esempio per tante analogie. Mai come in questi 5 anni della giunta Zingaretti abbiamo visto i sindacati confederali essere così cauti e poco combattivi verso il potere politico. Neppure nel 1975-77, nella Regione Lazio, le giunte di sinistra guidate da Maurizio Ferrara e Santarelli-Ciofi hanno goduto di tanta tolleranza. Ricordo un bell’articolo dell’8 febbraio 17 nel quale Donato Galeone scrive, su UNOeTRE.it, che anche i Vescovi riconobbero e condivisero durante gli anni '70 e ‘75 le azioni della CGIL-CISL-UIL in tanti mesi di intense “vertenze aziendali per il lavoro”.
E oggi? Che fine ha fatto l'autonomia sindacale italiana, che non è una gentile concessione di qualcuno, ma sta nei cromosomi dalla nascita di quello che genericamente si chiama movimento sindacale italiano, che precede nella storia la comparsa di tutti i moderni partiti del nostro paese?
2018? Affrontiamolo. Qui in provincia diamo un segnale di vitalità, raccogliamo tutte le firme necessarie per portare e far approvare in Consiglio Regionale la legge di iniziativa popolare per il “Reddito minimo garantito verso l’inserimento e il reinserimento nel mondo del lavoro”. Una scelta, una proposta frutto davvero di una realizzazione popolare che viene da qui, da noi frusinati.

 
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22 dicembre 2017

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Sinistra Italiana, la prima festa provinciale

  • Pubblicato in Partiti

FestaSI Anagni 2 350 260 mindi Valerio Ascenzi - La due giorni anagnina di Sinistra Italiana, festa provinciale del partito guidato da Nicola Fratoianni, ha riportato il dibattito politico nella città dei Papi, dove la discussione e la capacità di affrontare dei temi sembrano essere ormai eresie.
Non è un caso che la festa di Si, abbia avuto luogo proprio ad Anagni, centro nevralgico di quel che sono gli ultimi sviluppi, purtroppo negativi, per quel che riguarda l’ambiente.


Sono stati affrontati numerosi temi a livello politico. In linea con quel che sta accadendo a livello nazionale, nelle varie comunità, i rappresentanti delle forze politiche invitati sui territori, hanno espresso un solo pensiero: unità a sinistra. Marco Maddalena, segretario provinciale di Si, ha espresso parere favorevole alla presentazione di una lista unica nazionale della sinistra, in linea con quello che è l’appello di Alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza, noto a molti come appello del Brancaccio, che prevede l’inclusione anche delle realtà associative sui territori. Hanno condiviso il concetto di unità a sinistra anche gli esponenti di Possibile, Armando Mirabella, e l’inviato di Art. 1 – Mdp Angelo Di Bello.

A nostro avviso però, nonostante la strada del coinvolgimento delle forze associative sul territorio, la realizzazione di un’unica lista, a scopo elettorale non basta. Il popolo della sinistra ha bisogno, lo chiede a gran voce, non solo di una sola lista, ma di un punto di riferimento unico, politico, ad ogni livello, di sinistra, capace di dialogare con i cittadini e capace di interpretare le esigenze della società. La spinta propulsiva a questo processo c’è, e viene dai luoghi in cui la politica, nel senso più nobile del suo significato, ha cessato di esistere, di analizzare, di proporre.

Mai come oggi, l’astensionismo è tra i disillusi di sinistra: vanno recuperate quelle persone e non vanno viste come semplici voti da raccogliere, ma come forze e intelligenze da coinvolgere in un processo di cambiamento del Paese. Persone reali, con competenze accertate in vari settori. È ora di iniziare a concepire la politica inFestaSI Anagni 350 260 min maniera diversa: chi è competente su questioni scolastiche, non darà il proprio contributo in questioni, ad esempio, urbanistiche. Inoltre non basterà più dichiarare di avere determinate competenze, sarà necessario dimostrare di averne. Di uomini e donne che complicano la vita al Paese, nei vari settori, di pressapochisti e “faciloni” abbiamo riempito il parlamento, i consigli regionali e ogni luogo della politica fino alle comunità montane.
Come dicevamo non è un caso che la festa provinciale di SI, abbia avuto spazio ad Anagni, la città in cui la Regione Lazio ha autorizzato la riaccensione dell’inceneritore della Marangoni; la città in cui viene autorizzata sperimentazione produttiva di mattonelle usando come materia prima le ceneri degli inceneritori.

Maddalena è stato categorico: gli inceneritori vanno aboliti. Sperimentazione o no, quella di Saxa Gres, l’azienda che dovrebbe produrre mattonelle con le ceneri, non è tollerabile in un territorio come questo, inserito nel Sito di interesse nazionale per la bonifica ambientale. Maddalena ha attribuito pubblicamente le responsabilità, a vari livelli, al Pd: “Stanno svendendo il questo territorio”. Inoltre ha definito ambivalente l’atteggiamento della Regione Lazio, che parla di compatibilità ambientale delle attività produttive ma poi autorizza su Anagni la riaccensione di un inceneritore, che di sicuro non è stato come l’aerosol per i cittadini delle aree limitrofe.
Si è trattato sicuramente di un momento di confronto tra le forze politiche della sinistra che si apprestano a vivere una stagione importante per quel che riguarda la politica che guarda agli ultimi della società, al lavoro, ai diritti e alla salute dei cittadini.

 
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