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Cassino: Le primarie del Centrosinistra

Cassinomunicipio 350 260di Ermisio Mazzocchi - Le primarie svoltesi a Cassino il 6 aprile 2019 offro una lettura interessante e rivelatrice di un comportamento del corpo elettorale inedito, considerando che esse non hanno precedenti in questa città come in altre della provincia.
Il contesto dello svolgimento delle primarie è contrassegnato da una crisi del sistema politico e di quello economico che ne hanno condizionato il risultato e rappresentano, tuttavia, un rilevante avvenimento politico. Allo stesso tempo esse consentano al PD di comprendere quale messaggio viene dai cittadini che hanno partecipato a questa consultazione.
Non ritengo che il voto espresso da 2.635 cittadini sia circoscritto solo alla scelta del candidato, ma riguarda un orientamento politico rivolto a ricercare una soluzione di stabilità di governo e una chiarezza nella collocazione delle forze di centrosinistra.
Si può essere più che soddisfatti. I cittadini hanno apprezzato questo metodo e hanno seguito con interesse il confronto tra i candidati. La politica ha riconquistato il suo ruolo e ha riscosso la fiducia dei cittadini.

Emerge con chiarezza che l’orientamento dell’elettorato delle primarie è rivolto a ridisegnare un compito ben definito dei partiti del centrosinistra in un contesto aperto, innovativo e determinato alle sfide dei prossimi anni.
Questa manifestazione di intenti si rivela nelle dichiarazioni di voto ai tre candidati a sindaco, valutando le differenze della loro impostazione politico - programmatica per il governo della città.
Una partecipazione così massiccia e variegata rivela una disponibilità, se non una richiesta, dell'elettorato a essere coinvolto nella individuazione dei propri rappresentanti e ad avere la facoltà di una scelta chiara e netta su chi dovrà assumere compiti di governo.
Non cosa di poco conto in un deserto di partecipazione e di condivisione che avvolge la politica italiana. Nella sostanza di quel voto risiedono valori ritenuti necessari dall'elettore per un cambio delle condizioni della società, la cui realizzazione si affida a chi avrà ottenuto un maggior numero di voti.
Tutti elementi che sbaragliano strumentali affermazione di avversari politici nell'intento di sminuire il valore politico di queste primarie, dimenticando il caos che regna tra le file del centrodestra per individuare un loro candidato.

Queste primarie non sono occasionali né sono di segno passeggero, ma hanno intaccato la politica più di quanto si possa immaginare. Se non altro per legittimare il vincitore, in un contesto di confronto politico, a proseguire con questo mandato la realizzazione di un progetto di cambiamento nell'interesse dei cittadini. E questo potrebbe sembrare essere nelle cose.
Le primarie, in realtà, con una valenza storica per Cassino, ma non unicamente per essa, hanno comportato, vista l'alta partecipazione, un vincolo più stringente per i partiti di centrosinistra per il rinnovo della politica e per percorrere una strada senza oscillazioni e bizantinismi sia nei programmi sia nella formazione delle liste.

Se 2.635 cittadini sono accorsi, sabato 6 aprile, a votare per scegliere il candidato a sindaco, appare evidente che essi ritengono che nella composizione dello schieramento di forze sia necessario ampliare ulteriormente il fronte del centrosinistra e valorizzare nel migliore dei modi storia, esperienza, passione di ciascuno candidato in un ambito di unità delle forze progressiste e democratiche.
Enzo Salera, designato in queste primarie del centrosinistra a ricoprire la carica di sindaco, dovrà portare a sintesi l'insieme degli elementi che hanno concorso a rendere queste primarie una bussola di orientamento nella formazione dei programmi e delle liste. Un lavoro che richiama a una loro compartecipazione in questo progetto la stessa Sarah Grieco, così come Luigi Maccaro.

Si è alzato un vento favorevole che se ben gestito, può riportare il centrosinistra al governo della città di Cassino.

Frosinone 8 aprile 2019

 

 

 

 

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Cassino: le primarie del centrosinistra

Cassinomunicipio 2 350 260di Ermisio Mazzocchi - Una prova decisiva quella che attende il PD e la coalizione di centrosinistra nelle elezioni europee e in quelle per il rinnovo di numerosi consigli comunali.

Esiste un significativo parallelismo tra voto europeo e quello amministrativo, che trovano una sintesi nel progetto politico presentato da Zingaretti per alleanze larghe, aperte alle forze progressiste, liberali, ambientaliste.

Il nuovo simbolo unitario del PD "Siamo europei" per le europee è un messaggio rivolto a promuovere una coalizione di forze democratiche per fermare ed essere alternativi alla deriva populista e nazionalista guidate dalle forze di governo che stanno portando il paese al baratro economico e sociale. Sono condizioni essenziali per mettere in moto un processo di coinvolgimento, il più ampio possibile, del popolo italiano per imprimere una svolta nel governo del paese.
Non si può pensare che il nuovo partito e il suo ruolo nella società, voluto da Zingaretti, possa realizzarsi senza che non ci sia una intensa iniziativa politica su tutto il territorio, entrando nel merito delle priorità necessarie a dare risposte alla crisi e alle aspettative dei cittadini.

Contenuti e azione politica sono strettamente legati, che comportano una capacità nuova a costruire un rapporto stretto e coinvolgente tra il PD, la sua proposta e i cittadini. Senza questo consolidamento non sarà possibile competere con le destre nazionaliste e batterle.

La risposta alla crisi ha bisogno di un supporto di un movimento di popolo, la manifestazione di Verona ne è un esempio, e significativamente, per quello che ci riguarda, quella per la certosa di Trisulti, che metta insieme gli obiettivi delle forze democratiche e progressiste, costituendo un elemento solido di consenso volto a dare una nuova prospettiva all'intero paese.
L'approccio a questo nuovo percorso inizia, dopo la fase congressuale, con una mobilitazione nazionale, (5,6 e 7 aprile) del PD a essere nelle piazze per "amore dell'Italia", per essere più vicine alle persone, per "un'altra Europa". Sono momenti significativi di come sia ritenuto essenziale, se non vitale per un partito, il suo essere non di rappresentanza, ma partecipe del sentire del popolo italiano.
Un modulo che si trasferisce nella più consistente competizione elettorale vuoi europea vuoi amministrativa.

La realtà più interessante, a noi vicina, è quella di Cassino chiamata al rinnovo anticipato del voto amministrativo, che finisce per essere un laboratorio del nuovo corso politico in una dimensione europea.
Il governo della città e delle forze che avranno questo compito, dovranno tenere conto che Cassino è dentro un sistema meridionalistico con un ruolo di collegamento con l'area mediterranea e quindi partecipe di un posizionamento dell'Italia nel contesto europeo, con una qualificazione della proposta politica rivolta a questo territorio con una preferenza alle infrastrutture e al potenziamento dei settori produttivi vitali.
Su questa piattaforma, il PD di Cassino deve costruire una strategia di lungo periodo dai contenuti concreti che devono costituire l'agenda politica del programma amministrativo del centrosinistra.

Non si tratta solo di risanare un comune dai disastri del centrodestra. In realtà occorre operare un cambiamento dalle dimensioni storiche che richiede il pieno coinvolgimento di tutta la società, che si sente partecipe di un nuovo disegno della costruzione della propria città.
Suscitare un movimento, mettere in campo nuove forze. Appunto, quanto è avvenuto a Cassino, su la direttrice di Zingaretti, quando si è giunti alla formazione di una coalizione ampia e aperta.
La scelta del candidato a sindaco avviene dentro questo alveo politico che consente di promuovere per la prima vota in questa città, e unica rispetto ad altre della provincia, le primarie, cui partecipano tre candidati.
Una misura di come sia possibile valorizzare la democrazia con la partecipazione dei cittadini, di un PD che è in "piazza" e di una coalizione che ritrova una sua bussola di orientamento politico, coagulando forze progressiste, socialiste e democratiche. Ma c'è di più.

Il contesto dello svolgimento delle primarie è contrassegnato da una crisi del sistema politico e di quello economico, con su lo sfondo la sfiducia dei cittadini nei partiti e nella politica dopo la deludente prova del centrodestra.
Le primarie consentono di riprendere la fiducia dei cittadini, chiamati alla scelta per il loro sindaco, rappresentando per questa città un rilevante avvenimento politico.
Il risultato che si otterrà sarà di incoraggiamento ad affrontare le elezioni europee e dobbiamo considerare che queste primarie di Cassino e la successiva campagna elettorale, come quella in altri numerosi comuni della provincia e dell'Italia, costituiranno un contenitore di una nuova politica inserito in quello di più vasto respiro politico come lo è per una Europa più giusta, verde, democratica e del lavoro.

Frosinone 2 aprile 2019

 

 

 

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Primarie PD. Circolo di Roccasecca si asterrà dalla consultazione

  • Pubblicato in Partiti
partito democratico bandiera350 250Valentino Bettinelli intervista Ileana Munno, segretaria del Circolo PD “Sandro Pertini” di Roccasecca - Sempre più vicino l’appuntamento con le Primarie nazionali del Partito Democratico. Votazione aperta che avrà luogo domenica 3 marzo. In provincia di Frosinone, però, il clima non è tra i più distesi: a squarciare la quiete dell’avvicinamento al voto, la decisione del Circolo di Roccasecca di astenersi dalla consultazione. Decisione arrivata in seguito al sopraelevamento della discarica, deciso dalla Regione Lazio. Qualche giorno fa, attraverso un comunicato molto duro, la segreteria annunciava la decisione al grido di “prima che del Partito Democratico, siamo Roccaseccani”. Abbiamo deciso di porre delle domande a riguardo, alla segretaria del Circolo “Sandro Pertini”, Ileana Munno.
L’ambiente ancora relegato all’ultimo posto della scala di valori. Quanto il sopraelevamento della discarica potrà incidere sulla condizione generale del Comune di Roccasecca?
Il problema non riguarda solo Roccasecca, ma gli effetti della MAD si ripercuotono anche nei comuni limitrofi. L’esistenza della MAD che ribadisco perdura da anni (2002), con l’allora Presidente della Regione Storace, ha causato gravi ricadute sul nostro territorio. L’insistenza da parte nostra nasce proprio dalla consapevolezza che la discarica di Cerreto è ora esaurita. Si trovi un sito provinciale alternativo, si impegnino Regione e Provincia nel porre fine ad una storia che dura da più di quindici anni.
Il 3 marzo si voterà per le primarie nazionali del PD. Come circolo cittadino avete annunciato il vostro distacco dal voto. Come nasce la decisione e quanto incide, anche personalmente, questa scelta ?
L’idea è nata da uno degli iscritti del circolo “Sandro Pertini” di Roccasecca, nel corso della riunione convocata subito dopo la notizia dell’ok della Regione al sopraelevamento. Decisione condivisa all’unanimità, a cui ha fatto seguito una lettera diretta al Presidente Zingaretti, per comunicare la nostra scelta di astenerci dal voto, e per metterlo al corrente della nostra contrarietà alla decisione presa sulla discarica.
Abbiamo inoltre scritto una lettera a tutti i segretari di circolo del basso Lazio, chiedendo di non svolgere le primarie e prendere posizione sulla vicenda che ci vede tristemente protagonisti. Siamo un popolo che ha già dato molto alla nostra Provincia. Le primarie sono un unicum del nostro partito. Sono la dimostrazione di una comunità che si incontra anche fuori dal web. Sono un festa, un momento di discussione anche con l’ex iscritto di turno che critica ma vota, sono una sfida a durata giornaliera, ma soprattutto la meraviglia di riscoprirsi comunità e non sentirsi isolati.
Arriva, però, un punto dove bisogna urlare a gran voce e farsi ascoltare. Noi l’abbiamo fatto con i mezzi a nostra disposizione. Essendo del Partito Democratico, abbiamo deciso di astenerci dalle primarie.
Avete la percezione di un partito lontano dalle vostre istanze locali?
Io credo in questo partito, sempre. Ci credevo quando era al 40% e ci credo adesso che è al 18%. Parlarne male per me è una sconfitta.
Ho apprezzato che siano venute tutte le istituzioni del partito, ma se alle parole non corrisponde alcuna azione, trovo tutto piuttosto inutile. L’ho detto più volte in questi giorni: non ha senso parlare di “cambiamento del PD”, se già torniamo alle discussioni interne tra correnti, lasciando nel silenzio problemi seri e concreti come il nostro. Lega e M5S hanno fatto loro la battaglia che ci vede protagonisti, in quanto cittadini di Roccasecca, e hanno già guadagnato simpatie e consensi.
Il Partito Democratico non ha risposto.
Pesano questi silenzi, macigni che aumentano le distanze tra i cittadini e il partito. Ha poco senso anche partecipare alle Direzioni Provinciali, se poi non trovo un partito compatto, pronto a muoversi con cognizione di causa su problemi del genere.
Quali saranno le prossime mosse per cercare di contrastare la decisione assunta sulla discarica?
Insieme al circolo PD di San Giovanni Incarico stiamo ultimando un documento condiviso dove, ancora una volta, chiediamo ai nostri rappresentanti istituzionali di lavorare affinché si ponga fine alla discarica di Cerreto. Abbiamo partecipato alla manifestazione, voluta dall’Amministrazione Comunale di Roccasecca, contro il sopraelevamento della discarica.
Il 3 marzo non saremo nelle piazze del nostro Paese e credo che quell’assenza, la nostra assenza, si sentirà.
 
 

 

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Unità di cure primarie

UnitàCurePrimarie 350 260 minDr. Giuliano Fabi - Le unità di cure primarie sono aggregazioni a cui sono stati chiamati, con apposita disposizione regionale, tutti indistintamente i medici di base che in numero massimo di 10 operano in una sede unica, in modo tale da assicurare l’apertura dello studio per almeno 9 ore consecutive nella fascia diurna dalle otto alle venti.
Viene corrisposto per questo una indennità aggiuntiva per ogni assistito e le prestazioni extra vengono retribuite a notula. Nelle intenzioni regionali ciò doveva avvenire in locali, attrezzature e personale forniti dalle ASL.
La presenza di un medico in rete con gli altri colleghi e la possibilità per il paziente di accedere nello studio in una ampia fascia di orari e di usufruire di alcune prestazioni avrebbero dovuto ridurre gli accessi diurni ai pronto soccorso.
La nuova organizzazione del lavoro pur avendo creato vantaggi all’utenza, ha totalmente fallito l’obiettivo di ridurre gli accessi al pronto soccorso. Insomma soldi spesi senza produrre gli effetti desiderati.

La causa di tale fallimento è riconducibile ai seguenti motivi:

1) Le disposizioni non hanno imposto un minimo di dotazioni per poter eseguire le prestazioni richieste.

2) La propensione dei medici ad evitare prestazioni che richiedono comunque un impegno professionale e di tempo senza il supporto di un infermiere. (La convenzione prevede un tot per assistito per i medici che assumono l’infermiere, ma nessuno lo ha fatto, tanto più che non è stato chiarito in che termini dovrebbero farlo i medici in associazione).

3) La mancata informazione dell’utenza.

L’iniziale impostazione, peraltro concordata coi sindacati, che prevedeva locali, attrezzature e personale forniti dalla ASL, sarebbe stata la soluzione ideale, conferendo all’infermiere anche il compito di pubblicizzare, monitorare e relazionare sulle attività della Unita di Cure Primarie. Avrebbe dato anche un piccolo contributo alla occupazione e la Regione ha da tempo stanziato i fondi necessari, ma qualcosa, nel meccanismo di questa che è da ritenersi una idea avanzata di gestione della medicina generale e dei servizi sul territorio, si è inceppato nei meandri burocratici non consentendole di perseguire gli obiettivi prefissati.

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Le primarie PD a Ceccano

Primarie PD Ceccanodi Emanuela Piroli, PD Ceccano - Una bella giornata di sole, in cui 600 cittadini hanno contribuito con il loro voto all'elezione del segretario nazionale del PD. Al di là del risultato, il dato più importante è la partecipazione, poteva essere maggiore, senz'altro, ma ha superato le nostre aspettative. A Ceccano, si sa, non c'è stato il coinvolgimento di amministratori o altre cariche politiche influenti, nè c'è in atto una corsa per le poltrone.

Si può tentare in ogni modo di sminuire l'importanza di questo appuntamento politico, si può architettare di tutto per demolirlo, ma nessuno riuscirà nell'intento, nessuno ci toglierà la gioia di una giornata così, in cui ha vinto la politica pulita, la passione, senza opportunismo. In un paese amministrato dalla destra, in cui il PD alle elezioni amministrative del 2015 ha ottenuto meno di 900 voti, con un circolo commissariato, la macchina organizzativa ha funzionato a meraviglia, grazie al lavoro di volontari ed attivisti, laPrimarie PD Ceccano 2 parte più vera del partito. E ha detto bene il ministro Martina, organizzare e realizzare queste giornate costa fatica, anche fatica fisica.

Quindi, messa da parte la stanchezza, il mal di schiena e con un bel raffreddore guadagnato, ringrazio oggi, tutti gli amici e compagni che hanno permesso ciò, lavorando con entusiasmo e tutti i cittadini che hanno partecipato al voto, mettendo in pratica la magnifica arte della democrazia e regalandoci ore di dialogo e confronto. Ora ripartiremo da qui, da questo successo tutto nostro, con più forza e più determinazione, prossima fermata il congresso cittadino e poi veloci come un treno, tra la gente, con la gente, perché noi non ci fermiamo. Ceccano merita di più e noi possiamo dare di più alla nostra città.


Ceccano 30/04/2017

 

 
 
 
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Torna Renzi: contro la Costituzione

Renzi schifato 350 260di Paolo Ciofi - Cosa farà Renzi non più nuovo, ma di nuovo eletto segretario del Pd dopo un’esperienza di governo fallimentare? Giornaloni e giornalini, e tutti i più sperimentati commentatori dell’immagine e della voce, si interrogano compulsivamente accumulando miliardi di parole, di immagini e di suoni. Ma le risposte, per la maggior parte poco significanti e superficiali, non sono univoche. Eppure una certezza c’è, sebbene nessuno ne parli.

Lo statista di Rignano, che a Corviale, uno dei posti più degradati di Roma, si è voluto cimentare per il pubblico come palleggiatore peraltro assai scarso, ha nel mirino la Costituzione che fonda la Repubblica democratica sul lavoro. Questo è l’obiettivo, peraltro da lui stesso dichiarato, e questo è l’essenziale. Pertanto tenterà in ogni modo di mettere in discussione la democrazia costituzionale, che limita il potere delle grandi concentrazioni bancarie e finanziare. Operazione affondata clamorosamente dal referendum del 4 dicembre, che però lui, insieme a Marchionne, Soros, J.P. Morgan e compagnia, ritiene veramente discriminante e decisiva: perché – a sentir loro – è la Costituzione che impedisce un radioso avvenire dell’Italia, come già Berlusconi ci aveva insegnato.

 

Non sottovalutare, altrimenti si aprono spazi enormi alle destre

Continuare a sottovalutare questo stato delle cose è un errore grave, che tra l’altro apre enormi spazi alle destre nazionaliste e fascistiche. Come si fa a non vedere che il segretario di un partito autocertificato di sinistra intende mettere fuori gioco il patto tra gli italiani, che sul lavoro ridefinisce i principi di uguaglianza e libertà? Chi si dichiara di sinistra e sa che la Costituzione è un progetto di civiltà più avanzata non può non trarne le conseguenze. Anche perché le cosiddette primarie per scegliere il segretario del partito, alle quali possono partecipare persino gli avversari politici, sono il contrario della democrazia partecipata e del partito politico come comunità che lotta per trasformare la realtà. Al contrario, stimolano un regime clientelare di massa in cui i principi e i programmi valgono zero, surclassati dalle convenienze del momento. E gli iscritti vengono degradati a subalterni che non hanno strumenti per incidere sulle scelte del capo plebiscitato.

In breve, all’idea di un assetto costituzionale conformato sugli interessi dei poteri economici dominati corrisponde un’idea plebiscitaria del partito, in cui di fatto viene cancellato il pluralismo delle idee e gli iscritti sono ridotti a gregari senza nessuna voce in capitolo. Come dimostra, tra l’altro, il caso di Roma. Dove il partito da anni è comandato da un commissario, il quale a sua volta, in omaggio alla democrazia, si appoggia su una rete di sub commissari.

Se dunque, in conclusione, nei contenuti la scelta di Renzi va contro la Costituzione e il Pd si configura come organo funzionale a questa scelta, è inutile e dannoso continuare a cincischiare alla ricerca di un presunto riformismo, diventato ormai strumento conclamato del dominio del capitale finanziario. Il Pd è irriformabile: se ne prenda definitivamente atto. E si prenda contemporaneamente atto, su tutti i fronti di chi si dichiara di sinistra, che la Costituzione ci offre la tavola dei valori su cui costruire una sinistra nuova, la quale si proponga di trasformare la società. Basta divisioni, frantumazioni, meschini giochi di potere!

C’è bisogno della sinistra. Di una sinistra che non c’è. Di una sinistra che innalzi la bandiera della Costituzione e della lotta per la sua attuazione, in Italia e in Europa. È il tema del momento. Dopo il 4 dicembre si è già perso troppo tempo. E il tempo è un fattore determinate nelle scelte della politica.

Paolo Ciofi

www.paolociofi,it

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Anagni. Domani le Primarie del PD

partito democratico bandiera350 250dal PD di Anagni - Ci siamo! Domenica prossima, 30 aprile, gli iscritti del Partito Democratico, gli elettori e i cittadini che si riconoscono nei valori del PD, avranno la possibilità di scegliere il segretario nazionale e di votare per il rinnovo dell'assemblea nazionale.
In campo ci sono le candidature di Andrea Orlando, Michele Emiliano e Matteo Renzi.

Il circolo del PD di Anagni allestirà due seggi.

Il primo presso la nuova sede di piazza Cavour, al civico numero 6. Dalle ore 8 del mattino e fino alle 20, potranno recarsi al seggio tutti gli elettori del centro storico, di Regina Margherita, di S.Giorgetto e di S.Filippo (sezioni N.1-2-3-4-5-6-7-9-14-15).
Il secondo seggio sarà allestito, con un punto mobile, presso il mercato di Osteria della Fontana all'altezza della farmacia del quartiere. Sarà aperto dalle ore 08 alle ore 13 e la sua apertura sarà proprogata dalle ore 14 alle ore 20. Qui potranno votare gli elettori dell'Osteria della Fontana, di Pantanello, di Tufano, di S.Bartolomeo (Sezioni N.8-10-11-12-13-16-17).
Possono votare tutti gli elettori residenti nel Comune di Anagni, nonché i cittadini che hanno compiuto sedici anni e gli elettori che sono fuori dalla loro residenza abituale, registrandosi sul sito www.primariepd2017.it

Circolo PD Anagni

 

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Veroli. Il 30 aprile Primarie del PD

partito democratico bandiera350 250Circolo PD Veroli - Domenica 30 aprile si svolgeranno in tutta Italia le Primarie aperte per l’elezione del Segretario Nazionale del Partito Democratico. Sono ammessi a votare tutti i cittadini, iscritti o meno al Partito Democratico.

I cittadini non iscritti al PD, per poter votare, dovranno esibire un valido documento di riconoscimento e la tessera elettorale. Al momento del voto gli elettori dovranno dichiarare di essere elettori del Partito Democratico e versare contestualmente una quota di 2 euro.

I cittadini iscritti al Partito Democratico, invece, dovranno solamente esibire il documento di riconoscimento e la tessera di iscrizione al Partito Democratico del 2016 e non dovranno effettuare nessun versamento.

Gli iscritti e i simpatizzanti del Partito Democratico circolo di Veroli potranno partecipare alle primarie recandosi, dalle ore 8 alle ore 20 di domenica 30 aprile, nei due seggi presenti sul territorio, secondo le seguenti modalità: -seggio di Veroli centro storico, c/o "Galleria La Catena", dove potranno votare i cittadini che risultano iscritti nelle sezioni elettorali numero 1-2-3-4-10-11-12-13-14-16-17-18 (Veroli centro, Crocifisso, San Giuseppe Le Prata, Sant'Anna, Castelmassimo, Giglio, Sant'Angelo in Villa, Madonna degli Angeli, Colleciaffone); -seggio della frazione di Santa Francesca, c/o "Ex Lavatoio", nella piazza antistante la chiesa, dove potranno votare i cittadini che risultano iscritti nelle sezioni elettorali numero 5-6-7-8-9-15 (Santa Francesca, Scifelli, Colleberardi, Casamari).

 
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Le primarie del PD viste da Ermisio Mazzocchi

partito democratico bandiera350 250Conversazione con Ermisio Mazzocchi dopo il voto delle primarie per scegliere il segretario del PD.

Le assemblee dei Circoli del PD si sono conclusi con Renzi all'81,3%, Orlando al 16,5%, Emiliano al 2%. Come valuti questo risultato?

In una competizione come questa per la elezione del segretario nazionale, che in questa prima fase si è svolta esclusivamente all'interno del PD, sono determinanti i rapporti di forza che si manifestano tra le varie componenti e le aspettative cui ciascuno dei protagonisti aspira. Un impegno eccezionale è stato svolto dai sostenitori di Orlando, affrontando una campagna elettorale difficile. Tutto il gruppo dirigente della Federazione era schierato con Renzi. Nulla da eccepire. Il governo del partito è ad appannaggio di una area vasta che ha messo insieme maggioranza, che sostiene Costanzo, e minoranza, leggi Scalia - Pilozzi, ritrovandosi, pur nelle diverse e contrapposte aspettative, a convergere su Renzi. Il risultato, anche se non era del tutto scontato, non poteva che essere quello che si è ottenuto.

In questa competizione ci sono state anche forti turbolenze. Come lo spieghi?

Il PD è un partito che è alla costante ricerca di una sua identità, che non si è mai definita sin dal giorno della sua fondazione. Quella operazione di mescolare culture diverse, cattoliche, socialiste, comuniste, dovevano crescere come il pane lievitato. Ma questo processo si è bloccato, se non deviato, accrescendo per contrappeso il potere delle correnti che rispondono a logiche autoreferenziali e di conservazione delle proprie posizioni acquisite, con la conseguenza di uno stacco con la realtà del paese. Gli strumenti di queste operazioni sono finiti per essere gli eletti e il tesseramento. I primi interessati a svolgere ruoli autonomi, non rendendo conto a nessuno sul territorio, se non a quelli che sono i meccanismi elettivi (gruppo, aree di appartenenza ecc.). Il secondo utilizzato a secondo dei momenti necessari a metter in campo "eserciti" schierati su fronti contrapposti per la conquista di voti o di sostegni per il governo del partito.

Ma i numeri sono numeri

Certo, ma sono anche variabili. Tra il 2010 e il 2016, l'anno più basso di iscritti si ebbe nel 2012 con 3.793 iscritti e il più alto nel 2017 con 8.527 iscritti. Tutti legati ad avvenimenti congressuali o di assemblee elettive. La questione che si pone non sono tanto le anomalie legate più a contingenze locali, ridotte spesso a conflitti di varia natura, quanto piuttosto alle motivazioni di adesione a un partito. Se la scelta di aderire al PD non è legato a un interesse condiviso, partecipato e sollecitato a essere principale protagonista del futuro del suo partito, gli iscritti finiscono per essere semplici testimoni senza volto e senza voce. Così ci allontaniamo dall'essere nel gorgo del popolo italiano. Il risultato di Orlando ha spostato l'attenzione su cosa deve essere un partito. E' un inizio, un incipit, un germe che porterà frutti salubri su la mensa del partito.

Tu hai sostenuto Orlando. Ti ritieni soddisfatto?

e.mazzocchi 350 260Il risultato del 16,5% in provincia di Orlando è un segnale di molti rivolto a una volontà di uscire da schemi usurati e non utili a un nuovo partito. Non è una eccezione o un incidente di percorso, ma una profonda convinzione che questo è possibile. La partecipazione a suo sostegno di molti giovani, lascia intendere che le nuove e incontaminate generazioni che si ritrovano nel PD, guardano a un partito che abbandona le pratiche correntizie e pone al centro ruolo e progetti di un partito della sinistra italiana, indispensabile alla democrazia e al progresso del paese. Soddisfatto di un risultato perché apre una riflessione e una discussione su la natura del partito, che non ci sarebbe stato senza questo risultato. Rispetto per gli altri e nessuna strumentalizzazione né la demonizzazione di alcuno. Solo un democratico confronto privo di astio e diffidenza.

A Cassino Orlando non ha presentato la lista per i delegati alla Convenzione provinciale. Una protesta?

Il PD a Cassino ha smarrito la sua funzione politica e si è frantumato disperdendo il suo potenziale di credibilità e di forza propulsiva nell'interesse dei cittadini con una proiezione su tutta la provincia per l'importanza che assume questa città in tutta l'area centromeridionale del Lazio. Non si deve dimenticare che nelle elezioni comunali il PD non era presente con il suo simbolo ed è un partito commissariato da dieci mesi. Le assemblee per la elezione del segretario nazionale potevano essere una occasione per impostare un rinascita del partito. Gli avvenimenti che si sono succeduti, dalle dimissioni del segretario come commissario a un tesseramento veloce e fuori misura, con strascichi di polemica, ha lasciato perplessi e si è ravvisato l'inopportunità, in coerenza con la posizione di Orlando, di lanciare un messaggio non di protesta, ma di un appello, apprezzato da molti, a ritrovare le ragioni di stare in un partito. Credo che si debba partire da qui per riaprire un percorso di costruzione di un partito all'altezza dei compiti che lo aspettano a Cassino. Le difficoltà sono enormi, ma non impossibili a essere superate.

Ora si preparano le primarie per il 30 aprile. Come prevedi il risultato?

Le primarie cambiano l'ambiente della competizione elettorale perché partecipano tutti i cittadini, iscritti e non iscritti. I cittadini sono molto più sensibili a capire le ragioni di una proposta, liberi da condizionamenti di schieramento interno al partito e svincolati da un patto di appartenenza alle diverse correnti. Il confronto sale nella qualità e nella credibilità dei candidati e i cittadini hanno la possibilità di giudicare su quanto ha fatto chi ha governato il partito e il paese e di verificare le loro proposte programmatiche. Il Coordinamento provinciale per Orlando attiverà numerose iniziative con la presenza di dirigenti nazionali e di rappresentanti di rilievo come Zingaretti. Spero in un risultato altamente positivo, convinto che queste primarie consentono un rapporto più ravvicinato con i cittadini di una provincia che ha bisogno di uscire da un tunnel oscuro e che non sono per nulla propensi ad ascoltare le sirene della demagogia, ma molto interessati alla sostanza dei loro problemi e della loro soluzione.

Una considerazione su le elezioni di Frosinone. E' pronto il PD?

Il passaggio è cruciale per il futuro di questa città che impoverisce di giorno in giorno e non trova una sua bussola di orientamento nell'individuare il percorso per la ripresa di una sua funzione nel territorio provinciale. L'avversario è il centrodestra, verso il quale occorre portare un attacco politico nel merito delle sue deficienze e sostenere con convinzione le proposte progettuali che Fabrizio Cristofari, un candidato a sindaco all'altezza di questo compito, presenta con il suo programma su cui convergono il PD e il PSI e altre forze sociali. Il sostegno a Cristofari del Circolo del PD di Frosinone è senza riserve e farà la sua parte con una lista di ampia rappresentanza sociale e di affidabile credibilità. Il PD si appresta con molta determinazione a svolgere una campagna elettorale con un impegno che ha già dimostrato con i suoi consiglieri comunali nella sua azione di opposizione e oggi di smascherare tutte le inadempienze dell'amministrazione Ottaviani. Ci sono tutte le condizioni per una vittoria del centrosinistra e di Cristofari a sindaco della città.

 
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Anche Campo Democratico con Vertenza Frusinate

campodemocratico pd logo 350 260da Diego Protani - Campo democratico della provincia di Frosinone si schiera apertamente a favore di Vertenza Frusinate, ora in assemblea permanenete nel palazzo della provincia di Frosinone, ed è vicino alle migliaia di famiglie che tra pochi mesi rischieranno di trovarsi senza un reddito minino. La situazione nella nostra provincia, sul piano occupazionale, si fa sempre piu’ drammatica ed abbiamo l’obbligo morale di sostener la lotta che Vertenza fa da anni e di cercare ci porre rimedio al declino provinciale. L’unico tema vero della sinistra è stato e deve rimanere il lavoro e il sostegno verso le fasce piu’ deboli. Ribadiamo con forza che è inconcepibile che, anche nel nostro partito, chi ha una poltrona comoda nelle istutuzioni ad oggi non faccia nulla per la salvaguardia della dignità e della sopravvivenza di migliaia e migliaia di nostri concittadini. Cercheremo anche noi di campo democratico di far interessare i vertici delle istituzioni della drammaticità che vivono troppe persone a noi vicine, colpite dalla crisi e dalla inefficienza della classe imprenditoriale e politica della zona. Anche per questo sosteniamo la proposta del candidato alla segreteria del pd Orlando “"Un reddito di ottocento euro, come integrazione al reddito o come assegno se non si hanno altre entrate" per uscire da una condizione di povertà: Il lavoro sotto l'impatto dell'innovazione è un bene che diventerà sempre più scarso. Bisogna che qualcuno ti dia un paracadute se le cose precipitano".

 
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