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Un "Appello" che chiede pronunciamenti e proposte concrete

 PNRR e Territori

 Condividere e sostenere proposte progettuali territoriali per la salute, l'ambiente e una diffusa occupazione lavorativa a norma di Costituzione

di Alteri Galeone Notarcola Pellecchia*
PNRR 370 minDa fine anno 2020 ai primi mesi del 2021 il nostro “appello alle forze politiche, sociali e sindacali del lavoro provinciale” ha raccolto adesioni sia per l'attesa della iniziativa e sia - essenzialmente - per l'importanza attribuita al coinvolgimento popolare nelle proposte conclusive del Governo, definite dal Parlamento, sulla pianificazione e la crescita economica pluriennale, programmata e inoltrata a Bruxelles con la denominazione di “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Next Generation Italia”.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, il 26 aprile, presentando in Parlamento il Piano Nazionale 2021-2026 ha sottolineato che “l'Italia intende utilizzare sia i 122,6 miliardi di euro garantiti dalla Unione Europea, sia i 68,9 miliardi di risorse concessi a fondo perduto. A tali risorse si sommano altri 30,6 miliardi di euro, complementari, ed entro il 2032 saranno aggiunti 26 miliardi da destinare a specifiche opere nei trasporti di Alta Velocità (Salerno - Reggio Calabria e Milano - Venezia).

Con la quantificazione finanziaria decennale delle risorse - 248 miliardi di euro - da investire in progettazioni di misure e azioni mirate ad una profonda e lungimirante crescita economica territoriale di benessere sociale, con il lavoro, noi pensiamo che la rappresentanza politica, sociale e sindacale del lavoro provinciale deve e dovrà continuare a rafforzare l'impegno di confrontarsi su come – in tempi certi e determinati – vogliamo trasformare e valorizzare, nelle forme e nelle sedi istituzionali dovute, le “SEI MISSIONI DEL PIANO DI RIPRESA E RESILIENZA”, da compiere nei prossimi mesi e anni e da articolare tanto nella parte dimensionale nazionale quanto regionale e provinciale.

Noi tutti teniamo presente l'appello di fine anno 2020 del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel sottolineare che “il piano europeo per la ripresa e la sua declinazione nazionale deve essere concreto ed efficace, rigoroso e senza disperdere risorse”; e il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha voluto richiamare in Parlamento il “ruolo che dovranno svolgere le Regioni e gli Enti Locali” in quanto responsabili della realizzazione di programmi in azioni e misure con interventi su quasi 90 miliardi di investimenti, pari a circa il 40% del totale – in particolare - riferiti ed obbligati verso la “transizione ecologica, alla inclusione e coesione sociale e la salute”.

Queste disponibilità di risorse trasferite nelle dimensioni territoriali non potranno non rafforzare anche l'impegno della “ricostruzione laziale e ciociara” con il lavoro e verso una nuova fase sociale dell'economia, tra settori produttivi e territori, da sviluppare nella pratica della democrazia politica ed economica, alimentando l'agire democratico, con la partecipazione sia personale che associata, tanto nella condivisione delle proposte che nella pubblica informazione continua di esse.

Per dare impulso allo sviluppo del territorio, con la partecipazione dei cittadini e per consolidare i diritti costituzionali delle persone sia nelle misure che nelle azioni programmate, non debbono prevalere gli interessi profittevoli del capitale finanziario e delle lobby, ma l'elevazione sociale con l'efficienza delle opere da realizzare, tanto per la cura della salute quanto nella organizzazione sanitaria pubblica territoriale, superando la precarietà del lavoro e il disagio dei poveri e degli emarginati.

Perché osserviamo - ancora di più oggi - che tutti siamo chiamati a fronteggiare e superare gradualmente il dopo Covid e siamo obbligati a rinnovarci e convincerci dei cambiamenti nel contesto delle trasformazioni annunciate e in movimento, sia con i vaccini sia con gli orientamenti programmatici- dalla dimensione europea e nazionale a quella regionale provinciale e locale - confrontando e condividendo tra cittadini e lavoratori - persone e soggetti sociali preferibilmente associati - tutte quelle azioni e misure potenziali di crescita e lavoro da promuovere e realizzare nei territori.

Rileviamo, in positivo, che si tende a superare le cosiddette “mano invisibili” liberiste e neo liberiste - antiche e recenti - nel considerare e condividere che le risorse europee e nazionali a sostegno delle azioni e misure dichiarate nel PNRR 2021-2026 confermano, anche, una “condivisa sfida nel campo dell'impresa e del lavoro” nell'osservare che nelle ultime settimane di aprile 2021 le Associazioni dei Datori di Lavoro e le Associazioni del Lavoratori rappresentati dalla CGIL,CISL e UIL hanno voluto condividere e definire un “documento programmatico in cinque azioni settoriali e territoriali” mirate a superare, nella sede istituzionale Regione Lazio, la critica fase economica e del lavoro laziale.

Il nostro appello alle forze politiche sociali, e sindacali del lavoro provinciale - in previsione dell'approvazione parlamentare della “pianificazione nazionale di ripresa e resilienza”, connesso al “recovery plan e next generation” dell'Unione Europea - ha raccolto adesioni di persone e associazioni culturali di promozione sociale tra cittadini non solo del frusinate.

Numerose persone, con i loro interventi, hanno espresso e sollecitato - noi promotori della iniziativa “APPELLO” dei mesi scorsi - di volere estendere il “confronto con il mondo delle imprese e dei lavoratori” utilizzando sia le dirette a distanza che ogni altro mezzo di informazione, partendo dai rappresentanti provinciali e regionali della CGIL-CISL-UIL e, con loro, condividere e sostenere le proposte progettuali territoriali sia di risanamento ambientale che di bonifica integrale delle aree da attrezzare ecologicamente e digitalizzare verso la ripresa dei settori produttivi e del lavoro salvaguardando la salute.

 

 *Ivano Alteri, Donato Galeone, Francesco Notarcola, Fausto Pellecchia

 

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