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Anagni protesta per Conferenza di servizi in incognito e fa ricorso al TAR

 NO AL BIODIGESTORE DI ANAGNI

Un grave attacco alla libera e democratica partecipazione dei cittadini

Coordinamento Ambientale di Anagni
Biodigestore di Anagni lInchesta 390 minLa prima seduta della Conferenza dei Servizi per il rilascio
dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), procedimento amministrativo conseguente al rilascio della Valutazione di impatto ambientale (Via), all’impianto del Biodigestore di Anagni, si è tenuta in " incognito " presso la Regione Lazio il 31 agosto u.s. Né la Regione, né tantomeno l’ Amministrazione comunale di Anagni ne hanno dato preventiva comunicazione come da prassi e regolamento. Grazie però alla nostra attenta vigilanza, questa “grave disattenzione” non è passata inosservata! E’ la prima volta che avviene una simile mancanza di correttezza istituzionale. Fino ad ora tutti gli interessati sono stati informati pubblicamente, sempre per tempo delle riunioni della Conferenza, a cominciare dalle Associazioni dei cittadini firmatarie del presente comunicato: regolarmente sempre informate e partecipanti.

Si tratta di un grave attacco alla libera e democratica partecipazione dei cittadini (finora sbandierata sfacciatamente ad ogni occasione...utile), che avrebbe potuto impedire una discussione su un problema di enorme rilevanza per il nostro ambiente, per la sua tutela e per la salute della popolazione di tutto il territorio. Tutti i cittadini debbono rendersi conto della gravità dell’approvazione di questo mega Biodigestore e delle conseguenze della sua operatività.

Non si tratta di ribellismo velleitario, né di un accanimento da ambientalisti cattivi, ma di unamotivata e ferma opposizione ad una decisione della cui gravità sono consapevoli tutti a cominciare dai responsabili. La scelta di non coinvolgere nell’iter amministrativo le associazioni firmatarie del presente comunicato
tradisce la cattiva coscienza e la debolezza che l 'accompagna.

Per quanto riguarda il nostro Coordinamento, per lunedì 13 settembre p.v., è convocata una conferenza stampa per la presentazione del nostro ricorso al Tar del Lazio, patrocinato dai legali Alberto Floridi e Angelo Galante. La conferenza stampa si terrà alle ore 19.00 presso la sala parrocchiale S. Giuseppe di Osteria della Fontana.

IL COORDINAMENTO AMBIENTALE DI ANAGNI
LE ASSOCIAZIONI:
ANAGNI VIVA, RETUVASA, COMITATO RESIDENTI COLLEFERRO,
RAGGIO VERDE, DIRITTO ALLA SALUTE
 8 SETTEMBRE 2021

 

 

 

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Ex lavoratori Amazon, ancora costretti alla protesta

COMITATO MANIFESTAZIONE EX LAVORATORI SOMMINISTRATI ADECCO/AMAZON DI COLLEFERRO

 

ScioperoAmazon 350 minSi avvisa che lunedì prossimo 5 luglio, dalle ore 9 a seguire, gli ex lavoratori manifesteranno di nuovo davanti allo stabilimento Amazon di Colleferro, nonché davanti alla filiale Adecco di Colleferro sita in via Petrarca. A distanza di quasi due mesi dalle manifestazioni svoltesi il 10 maggio scorso, per denunciare il persistere del ricorso al precariato abnorme e assurdo attuato e in atto da parte dell’azienda Amazon, purtroppo nulla è cambiato. Anzi, Adecco ha riaperto le candidature alla ricerca di nuovo personale, a spregio delle migliaia di ex lavoratori somministrati per pochi mesi e già formati, con il solo scopo di perpetuare il sistema di sfruttamento del precariato locale tramite selezione apposita di lavoratori svantaggiati. Tutto questo accade grazie all’uso distorto dell’articolo 31, comma 2 del Dlgs 81 del 2015, cosa per cui è stata chiesta la modifica dell’articolo di legge tramite emendamenti che si spera vengano discussi e approvati dai parlamentari. Duole altresì constatare che le promesse di attivare un tavolo di lavoro alla regione, fatte dal sindaco il 10 maggio durante la manifestazione, si sono dimostrate assolutamente campate in aria, tant’è che la regione ha acconsentito a incontrare gli ex lavoratori solo dopo vari solleciti caduti nel vuoto fatti dal sindacato USB che si era premurato di raccogliere le giuste rivendicazioni dei manifestanti. Al di là della disumanità mostrata dalle aziende Amazon e Adecco, appare incredibile il comportamento del sindaco di Colleferro, che nel suo ruolo di primo cittadino aveva rassicurato pubblicamente i manifestanti dichiarandosi dalla parte dei lavoratori, quando invece è solo grazie alla tenacia degli ex lavoratori se la regione ha ritenuto doveroso incontrare una loro rappresentanza. Al più presto, dopo aver manifestato nuovamente contro Amazon e Adecco, gli ex lavoratori hanno tutta l’intenzione di organizzare una manifestazione pubblica, questa volta possibilmente in corteo, quando le leggi permetteranno, con l’unico scopo di sbugiardare il sindaco davanti a tutti i concittadini di Colleferro che lo hanno votato e che dovrebbero additare anche lui e la sua giunta per la scellerata scelta di consentire ad Amazon di sfruttare lavoratori e ambiente, in cambio di presunti vantaggi economici per la cittadinanza di Colleferro. Nella situazione il sindaco non è mai stato davvero dalla parte dei lavoratori e avrebbe dovuto evitare di rilasciare dichiarazioni pubbliche nel suo ruolo di primo cittadino, rese solo con l’intento politico di strumentalizzare la situazione di grave difficoltà lavorativa di altri cittadini.

Comitato manifestazione ex lavoratori somministrati

 Adecco/Amazon di Colleferro (, tel. 3294742806)

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Il Parlamento si occuperà della protesta dei somministrati di Amazon

 

VERTENZE, Dlgs 81 del 2015

Art. 31.Somministrazione di lavoro a tempo indeterminato e determinato

Comitato manifestazione ex lavoratori somministrati Adecco/Amazon Finalmente qualcuno ha portato all’attenzione del Parlamento la somministrati minquestione dei contratti di somministrazione dei lavoratori svantaggiati utilizzati da Amazon, legata alla particolarità dell’articolo 31, comma 2 del decreto legislativo 81 del 2015, che ne permette l’utilizzo precario illimitato. Si tratta di un emendamento di modifica dell’articolo di legge suddetto, presentato nel decreto Sostegni bis, articolo 49 e 49-bis, in materia di lavoro somministrato, dal gruppo PD della Camera, a nome dei deputati Cantone Carla, Viscomi, Mura, Gribaudo, Lacarra e Lepri, in cui si chiede la soppressione del terzo periodo del comma 2, quello che appunto prevede l’utilizzo illimitato dei lavoratori svantaggiati, sostituendolo con un nuovo periodo che prevede anche in questo caso un tetto di utilizzo fino al 50%. Cosa comporterebbe tale cambiamento? Nello specifico, esamineremo le possibili conseguenze solo per Amazon e non per ulteriori aziende di cui al momento non conosciamo i contratti lavorativi esistenti. Nella norma attuale l’utilizzo di somministrazione a tempo determinato prevede un tetto massimo del 30% rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato dell’azienda e consente un uso illimitato della somministrazione nel caso dei lavoratori svantaggiati e delle altre tipologie di lavoratori previste, cosa che Amazon ha sfruttato per usufruire proprio del precariato usa e getta di migliaia di lavoratori svantaggiati esclusi dal tetto e appositamente selezionati dalle agenzie per il lavoro. La nuova modifica lascia intatto il tetto del 30% o meno, se previsto dal contratto, ma consente l’utilizzo dei lavoratori svantaggiati fino comunque a un limite del 50%. Attualmente Amazon, non solo nei cosiddetti periodi di picco, ma in tutti i periodi dell’anno si serve di personale somministrato a tempo determinato con percentuali ben al di sopra del 50% (per il magazzino di Colleferro si stima adesso una percentuale sopra al 200%, mentre nel periodo del dicembre scorso le percentuali superavano addirittura il 1000%). Come reagirebbe Amazon davanti a una simile modifica che gli imporrebbe di poter usufruire solo fino al 50% di lavoratori somministrati a tempo determinato rispetto ai propri dipendenti a tempo indeterminato? Al di là di ulteriori escamotage trovati dall’azienda, l’ipotesi più ottimistica potrebbe lasciar supporre l’aumento dei dipendenti a tempo indeterminato effettuabile da Amazon, dato che finora ha basato la sua forza lavoro soprattutto sul personale somministrato a tempo determinato, e quindi si troverebbe improvvisamente costretta ad aumentare i propri dipendenti stabili pur mantenendo una percentuale di lavoratori somministrati a tempo determinato molto inferiore a quanto ha fatto e fa adesso. Nelle note negative, bisogna purtroppo dire che la modifica di legge abbassa evidentemente il numero di somministrati precari usa e getta di cui può fornirsi l’azienda, ma non incide in alcun modo sul turnover esasperato a cui ricorre Amazon, con contratti da 1 a 3 mesi e con ricambi continui di nuovo personale somministrato precario in sostituzione di quelli mandati via dopo pochi mesi. Quindi, sì, è effettivamente un passo in avanti, ma non completamente risolutivo del problema del precariato dentro Amazon. Di seguito si elencano il comma 2 della legge attuale e la versione modificata dall’emendamento (in rosso la parte soppressa e in blu quella eventualmente sostituita dall’emendamento):

Comma 2 attuale
Salva diversa previsione dei contratti collettivi applicati dall'utilizzatore e fermo restando il limite disposto dall'articolo 23, il numero dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato ovvero con contratto di somministrazione a tempo determinato non può eccedere complessivamente il 30 per cento del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l'utilizzatore al 1° gennaio dell'anno di stipulazione dei predetti contratti, con arrotondamento del decimale all'unità superiore qualora esso sia eguale o superiore a 0,5. Nel caso di inizio dell'attività nel corso dell'anno, il limite percentuale si computa sul numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al momento della stipulazione del contratto di somministrazione di lavoro. E' in ogni caso esente da limiti quantitativi la somministrazione a tempo determinato di lavoratori di cui all'articolo 8, comma 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, di soggetti disoccupati che godono da almeno sei mesi di trattamenti di disoccupazione non agricola o di ammortizzatori sociali e di lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati ai sensi dei numeri 4) e 99) dell'articolo 2 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, come individuati con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

Nuovo Comma 2 (modificato dall’emendamento)
Salva diversa previsione dei contratti collettivi applicati dall'utilizzatore e fermo restando il limite disposto dall'articolo 23, il numero dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato ovvero con contratto di somministrazione a tempo determinato non può eccedere complessivamente il 30 per cento del numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l'utilizzatore al 1° gennaio dell'anno di stipulazione dei predetti contratti, con arrotondamento del decimale all'unità superiore qualora esso sia eguale o superiore a 0,5. Nel caso di inizio dell'attività nel corso dell'anno, il limite percentuale si computa sul numero dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al momento della stipulazione del contratto di somministrazione di lavoro. Detti limiti quantitativi possono essere superati nel caso di utilizzo di somministrazione a tempo determinato di lavoratori di cui all'articolo 8, comma 2, della legge 23 luglio 1991, n. 223, di soggetti disoccupati che godono da almeno sei mesi di trattamenti di disoccupazione non agricola o di ammortizzatori sociali e di lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati ai sensi dei numeri 4) e 99) dell'articolo 2 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, come individuati con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, comunque non oltre la percentuale del 50 per cento.

 

Comitato manifestazione
ex lavoratori somministrati
Adecco/Amazon di Colleferro
(, tel. 3294742806)

 

 

 

 

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Protesta ANPI vs esternazioni offensive di politici e amministratori

Associazioni. ANPI Capoluogo

Comunicato dell'ANPI del Capoluogo. Frosinone, 28 gennaio 2021

anpi BANDIERA 350 260 minL’ANPI di Frosinone esprime la propria profonda indignazione per il ripetersi di atti, esternazioni e comportamenti da parte di personaggi con alte responsabilità politiche ed amministrative in merito ad argomenti che meriterebbero la più seria considerazione.

Da tempo si susseguono dichiarazioni e fatti concreti che spiegano molto chiaramente quale sia la concezione di questi soggetti del ruolo che ricoprono. Una idea arrogante, padronale del potere che li porta a sbeffeggiare non solo i loro oppositori ma addirittura la storia e le sofferenze di coloro che subirono la ferocia dei carnefici nazisti e fascisti.

Solo negli ultimi giorni, e solo per parlare degli Amministratori di Frosinone, abbiamo assistito a multe indegne comminate a volontari ambientalisti per “affissione abusiva” (mentre non si perde occasione per riempirsi la bocca di ecologismo di maniera, tanto per sembrare alla moda), a spiritosi tentativi di accostamento della pandemia con il concentrazionismo e la “soluzione finale”, all’uso di sedi istituzionali per propaganda di partito (naturalmente neofascista, perché per gli altri vige il regolamento che vieta tutto e le numerose istanze che presentano rimangono inevase al protocollo per anni) fino alla carnevalata del tatuaggio che scimmiotta il dramma dei deportati dei lager.

Cos’altro ci aspetta? I cittadini che ci chiamano (perché non tutti si divertono a queste indegne manifestazioni di cinismo) vorrebbero capire. Ma è difficile prevedere fino a che punto il potere possa infischiarsene delle regole e dei valori fondanti una democrazia sostanziale e non solo formale, nell’intento di acquisire consensi a buon mercato.

Siamo convinti che il sindaco di Frosinone, così come il consigliere autore del post infamante e delle successive scuse forse peggiori del post stesso, non avessero l’intenzione di ridicolizzare le vittime dell’Olocausto, ebree o no; anche perché le loro espressioni fanno ritenere che non abbiano nemmeno troppo chiaro di cosa si tratti, visto che ne parlano come si parlerebbe di una scampagnata. Tuttavia il ruolo che ricoprono richiede la massima consapevolezza, la massima serietà, quella “disciplina e onore” scritti nero su bianco nella Costituzione (art. 54, ma il sindaco lo sa). E prendere come un giochino la memoria di ciò che è stato fatto nella civilissima Europa, farsi i numerini sul braccio (o sulla mano, dove si vedono meglio) può aiutare nella degenerazione mediatica della politica, non certo nella consapevolezza del terrore, così ridotto a barzelletta.

Sarebbe invece ora, se davvero volessero dimostrare e non solo dichiarare in occasioni rituali, di aderire alla Repubblica che rappresentano ed amministrano, a partire dalla Costituzione sulla quale giurano e dalla Storia che l’ha prodotta, di liberarsi e liberare l’Amministrazione della Città da ingombranti presenze di nostalgici dichiarati che operano indisturbati coltivando nella società l’odio e nelle Istituzioni l’arroganza e l’autoritarismo.

Il Sindaco sa bene che i primi, se non gli unici, a pagare le conseguenze dell’odio razziale e sociale sono i più deboli, i più poveri, quelli che a chiacchiere e genericamente tutti dicono di voler difendere ma che immancabilmente si trovano soli e indifesi di fronte ad ogni genere di difficoltà.

Per questo, per l’importanza che ha il ruolo che ricopre, per le aspettative di tutti i cittadini ad essere rappresentati, più che imbrattarsi il polso sarebbe utile a commemorare degnamente le vittime dello sterminio che il Sindaco avviasse serie e concrete politiche di contrasto al razzismo, alla xenofobia, al negazionismo o al riduzionismo, all’esclusione sotto qualsiasi forma e da chiunque praticati. E ci risparmiasse scene disgustose e preoccupanti di sottovalutazione di drammi di cui ancora alcuni sembrano non riuscire ad avere piena coscienza.

L’ANPI non entra nel confronto elettorale e non sponsorizza partiti o coalizioni, fedele al suo ruolo sociale di promozione dei principi costituzionali e della conoscenza della storia che li ha determinati; pertanto per noi non si tratta di questioni di schieramento, se non sui fondamenti democratici e sul rispetto della storia, delle conquiste e delle legittime opinioni. Le nostre preoccupazioni investono fatti e comportamenti che, ripetuti su tutto il territorio della Penisola, stanno producendo un progressivo smottamento verso il degrado civile e di conseguenza sociale. Vorremmo poter confidare nella consapevolezza dei delegati del popolo nella loro decisiva funzione per impedirlo; ma temiamo che l’affezione al potere possa continuare a sottomettere ogni questione di rilevanza etica e ogni progetto di lungo respiro.

A.N.P.I.
Sezione Cittadina di Frosinone
Il Presidente
(Simone Campioni)

 

 

 

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PRC: la protesta degli studenti italiani l'11 gennaio '21

  • Pubblicato in Partiti

Partiti. PRC

Dalla Federazione di Frosinone e dal Responsabile Nazionale Scuola e Ricerca

bandiera prcLunedì 11 gennaio in molte piazze italiane, gli studenti delle scuole superiori si sono dati appuntamento per rivendicare il loro diritto allo studio. Un diritto messo in discussione non solo da una pandemia che ha limitato molte attività fondamentali, ma anche da una gestione da parte della Ministra Azzolina e del governo, che pur di non investire nel sistema d’istruzione quanto sarebbe indispensabile, non hanno provveduto a ridurre il numero degli alunni per classe, non hanno assunto il personale necessario, non hanno predisposto trasporti sicuri, non hanno predisposto un piano di edilizia scolastica non rinviabile specialmente in alcuni territori, non hanno ripristinato la figura del medico scolastico, scomparsa come molte altre della medicina territoriale.

Abbiamo fin dalla primavera scorsa fatto proposte in questo senso e in occasione dell’ultima finanziaria presentato un emendamento sul numero degli alunni per classe, neanche preso in considerazione da maggioranza e opposizione, ma sul quale torneremo appena possibile.

Gli studenti chiedono “fatti”, che garantiscano la possibilità di tornare a scuola in presenza ma in sicurezza, a partire dai mezzi di trasporto, siamo d’accordo con loro e per questo aderiamo alla loro mobilitazione.


Frosinone, 11 Gennaio 2021
Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
• Loredana Fraleone – Responsabile Nazionale Scuola Università e Ricerca
• Federazione Provinciale di Frosinone

 

 

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Ceccano. Protesta contro i disservizi di Acea Ato 5

 Comitati: No Acea

Lettera aperta: continui disservizi che i cittadini subiscono da Acea Ato

AL SIG. SINDACO DI CECCANO
e.p.c. SIG. CONSIGLIERI COMUNALI

rubinetto acqua pubblica 200di Ceccano acqua pubblica - Comitato no Acea

Egregi Signori,
Quello che sta succedendo in questi giorni sul nostro territorio comunale è veramente insopportabile!
Il riferimento sono i continui disservizi che i cittadini utenti stanno subendo dalla società Acea Ato5 gestore del Servizio idrico Integrato.

Come se non bastasse la crisi pandemica, le continue inefficienze di Acea Ato5 stanno mettendo seriamente in discussione l’igiene e la salute dei nostri concittadini.

Ormai, da giorni nei rubinetti delle famiglie ceccanesi esce un liquido che definirlo acqua è puro eufemismo!
Ma non finisce qui, oltre alla beffa anche il danno, le basse pressioni dell’acqua non permettono l’accensione delle caldaie, con il risultato di rimanere anche senza riscaldamento!
Ma c’è di più, in questi anni di gestione Acea, quante volte abbiamo dovuto subire le continue sospensioni idriche? Praticamente quasi tutti i giorni, con il risultato che molti cittadini sono stati costretti all’installazione di cisterne con autoclavi, che ironia della sorte oggi devono essere completamente svuotate e ripulite dopo l’entrata di “melma” lontanamente paragonabile ad acqua!

CHI PAGHERA’ I DANNI DI QUESTI ENORMI DISSERVIZI?
In questi mesi, le autorità competenti ci hanno continuamente informato che uno dei sistemi per fronteggiare la pandemia del virus Covid 19 e rappresentata dalla pulizia e dall’igiene personale facendo ricorso ad acqua pulita e possibilmente potabile! Ebbene, tutto questo oggi per cittadini di Ceccano è precluso, visto le enormi responsabilità della società Acea Ato5 nel non riuscire a garantire un servizio efficiente e di qualità.

Oltre i fatti sopra citati, dobbiamo segnalare con amarezza e tanta rabbia il completo silenzio dell’amministrazione comunale di Ceccano. In momenti come questi un’amministrazione che si rispetti dovrebbe far sentire forte e chiaro la propria voce.
Invece non una parola sul comportamento del gestore Acea Ato5. Per quale motivo ?

Ieri, oggi, e domani il nostro avversario rimane il gestore Acea Ato5 e la difesa come bene pubblico dell’acqua, ma non possiamo non rilevare e sottolineare la mancanza della “sponda” Istituzionale dell’amministrazione Comunale!
Le politiche di supporto delle amministrazioni pubbliche verso i cittadini dovrebbero essere esercitate tutti i giorni, e non soltanto nella fase pre elettorale!

In questi anni abbiamo dimostrato, che al di là delle singole appartenenze politiche, abbiamo portato avanti questa battaglia con fermezza e dignità, nell’interesse generale dei cittadini di Ceccano, e continueremo a farlo ancora con più vigore, convinti più che mai che la dignità e i diritti delle persone non sono e non saranno mai oggetto di compromessi.

Ceccano, 08/01/2021 X Ceccano acqua pubblica/Comitato No Acea
Domenico Aversa
Info: email:
Cell: 3200141871

 

 

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Assistenza protesica protesta contro la Regione

Associazioni per disabili

Lettera aperta

Alla c.a. Regione Lazio Presidente Nicola Zingaretti

Direzione Regionale Salute e Integrazione Socio Sanitaria Direttore dr. Renato Botti

VII Commissione – Sanità, politiche Sociali, integrazione sociosanitaria, Welfare
Presidente Giuseppe Simeone

Direzione regionale salute e politiche sociali REGIONE LAZIO
Dott.ssa Lorella Lombardozzi

Direzione regionale centrale acquisti Dott. Donato Cavallo

 LA REGIONE LAZIO FA SCEMPIO DELL’ASSISTENZA PROTESICA
con 2 Gare d’appalto : per “Cannule e cateteri” e “Ausili tecnici standard per disabili”.
IL COMPARTO DELL’ORTOPROTESICA GRIDA IL PROPRIO DISSENSO

Roma, 21 dicembre 2020

Ortopedia 350 minAlla luce di quanto pubblicato dalla Centrale Acquisti della Regione Lazio relativamente alle 2 GARE di settore: “Gara a procedura aperta di Cannule e Cateteri" e “Gara a procedura aperta di Ausili Tecnici Standard”, il Comparto dell’Ortoprotesica è costretto a gridare il più forte e totale dissenso nei confronti di tali iniziative, sia per le modalità che per il merito.
Molte cose infatti ci sfuggono, nonostante la nostra buona volontà di capire:

• Non riusciamo a comprendere come sia possibile bandire 2 gare di grande complessità per un valore di quasi CENTO milioni d'euro, che coinvolgono 1500 operatori del settore, più di 200 produttori e la quasi totalità delle persone con disabilità della Regione Lazio, lasciando solo 18 giorni lavorativi per poter rispondere. Ricordiamo solo che sono stati impiegati 3 anni per redigerle!!!

• Non riusciamo a comprendere come sia possibile che in un momento di profonda crisi economica, nel nostro settore meno 30% del fatturato, possano essere bandite gare che tolgono risorse economiche e occupazionali alle aziende del Lazio per dirottarle in altre parti.

• Non riusciamo a comprendere come sia possibile pubblicare due bandi di settore, in cui si parla di presidi ortoprotesici, di servizi associati, di quote remunerative per la distribuzione, senza prima averne parlato con gli attori del sistema.

• Non riusciamo a comprendere soprattutto quale sia il servizio di erogazione e di assistenza protesica inteso nei bandi. Come sia possibile pensare di caricare sulle strutture territoriali delle ASL un lavoro che va dall’accoglienza dei pazienti, alla verifica delle necessità, all’individuazione dell'ausilio, al flusso documentale e amministrativo in un Sistema Sanitario Regionale privo di personale e delle capacità tecniche necessarie. Rivendichiamo con orgoglio il ruolo di supporto alle ASL e ai disabili che le nostre officine ortopediche hanno svolto in questo difficilissimo anno e che, facendo da tramite tra gli utenti e gli uffici protesici, hanno aiutato a limitare i rischi di contagio, senza mai interrompere i servizi forniti. Portiamo a riconoscimento di questo lavoro il protocollo siglato dalle nostre associazioni con la ASL ROMA 2, la più grande d’Italia, per l'ottimizzazione delle procedure amministrative e la limitazione degli spostamenti dei pazienti verso i loro uffici.

• Non riusciamo a comprendere come sia possibile che nella riunione tenutasi a settembre scorso con i funzionare addetti, ci si lasci dandosi appuntamento per un incontro sulle specifiche tematiche prima di nuovi bandi e poi escano due gare di tale portata senza alcun contraddittorio.

Crediamo invece di aver ben compreso come le modalità d'indizione di queste gare siano il frutto malato di una visione burocratica e distorta della collocazione sociale delle persone (disabili e non, visti sempre più come oggetti e non soggetti), del disinteresse e del non sapere:

1°) Non sapere infatti che “erogare” non è solo fornire o adattare o costruire un ausilio, ma anche garantire tutta l’assistenza necessaria affinché le persone possano individuare il dispositivo “personale” più rispondente alle proprie esigenze e trarne il maggior beneficio possibile. Tutto questo in un percorso ideale protratto nel tempo: perché le condizioni morfologiche possono mutare e anche la modifica del dispositivo che sembra più banale, richiede lo studio di nuove soluzioni.

2°) Non sapere il perché le persone necessitino di un determinato ausilio; perché un dispositivo non ne valga un altro per quanto similare; perché se esistono tante marche, tanti modelli e molteplicità di accessori e aggiustamenti è solo perché i
problemi tecnici e clinici da affrontare sono innumerevoli e mai identici tra loro come ogni disabilità è diversa da un’altra.

3°) Non voler sapere che la professionalità, l'esperienza, la tecnologia e il denaro messo a disposizione per supportare una disabilità (o la salute in genere), non sono una spesa ma un investimento sociale sulla qualità della vita di tutti.

4°) Non voler sapere, e questo è l'aspetto peggiore, che le tematiche affrontate con gli argomenti delle gare indette si rivolgono e impattano su persone reali, siano essi disabili od operatori, che hanno un nome e un cognome, delle famiglie, delle vite che potrebbero essere rese migliori. Non sono “parassiti” che consumano risorse ma cittadini a pieno titolo, che molto possono dare e a cui va riconosciuto il diritto di operare e vivere degnamente.

Abbiamo volutamente tralasciato gli aspetti di merito di quanto in oggetto, perché troppo tecnici e quindi bisognosi di un ampio e attento approfondimento. Per quanto detto, come operatori del comparto, professionisti sanitari, come persone e come cittadini contesteremo, impugneremo e manifesteremo con tutte le nostre forze contro le iniziative di gara da voi intraprese.

Distinti saluti,

Per Assortopedia Michele Clementi

Per Federlazio Alessandro Cerro

Per FIOTO LAZIO
Marco Laineri Milazzo

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Bene accolta cresce protesta per il mercato a Ceccano

 Ceccano. Proteste per il mercato settimanale

Il luogo del mercato si deve svolgere dove lo vogliono cittadini e operatori

di Valentino Bettinelli
Ceccano mercato ortofrutticolo del mercoledì in Via San Sebastiano 350 minGli esponenti del comitato di cittadini di Ceccano, che hanno presentato la petizione relativa allo spostamento del mercato settimanale, hanno svolto, come già annunciato, un volantinaggio nella mattinata di mercoledì 23 dicembre. Filtra soddisfazione per l’accoglimento della proposta da parte di ambulanti e cittadini, che preferirebbero un raggruppamento dei banchi nei più comodi Piazzale Bachelet e Piazzale Peppino Impastato.

Incontro anche con il rappresentante provinciale degli ambulanti, che condivide la visione dei firmatari della petizione. Una nuova sistemazione che darebbe maggior forza a tutti gli esercenti, garantendo una maggiore accessibilità ai cittadini.

Tra le persone, soprattutto tra i più anziani, le difficoltà dovute al lungo tragitto da compiere, per lo più in salita, per arrivare ai banchi alimentari sistemati in Piazza XXV Luglio, Largo Tomassini e Via Magenta. I firmatari della petizione chiedono di raggruppare l’area del mercato settimanale, come già fatto per quello del sabato, che si svolge nel piazzale della stazione ferroviaria.

Il volantinaggio, come detto in apertura, ha dato buoni risultati per il comitato presentatore dell’istanza. Cittadini che, però, attendono ancora le decisioni in merito della giunta Caligiore.

Una nota a margine della mattinata da riservare a quanto notato nei pressi di Piazzale Peppino Impastato, dove era in corso la distribuzione dei buoni spesa per le famiglie a basso reddito previsti dal governo. Un’occasione sicuramente poco gradevole, nella quale gli aventi diritto sono stati costretti a fare la fila per la percezione dei buoni nel bel mezzo del mercato. Una decisione che tiene poco conto del rispetto della privacy, doverosa in tali situazioni.

Una breve annotazione nel quadro del racconto della giornata di volantinaggio per il mercato settimanale di Ceccano, che però è doverosa in un periodo come quello che stiamo vivendo, dove anche il diritto alla sussistenza non può essere esposto alla mancanza di tatto a causa di un’organizzazione che doveva tener conto della giusta riservatezza di ogni cittadino.

 

 

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Cave protesta contro aumento tariffe

“Le famiglie di Cave doppiamente Colpite”

Una scuola di Cave 350 minLe famiglie di Cave sono doppiamente colpite, dalla crisi economica post Covid e dall’Amministrazione Comunale che non tiene conto delle evidenti difficoltà in cui versano i cittadini.

Accade che nel febbraio 2020 la giunta Comunale guidata dal Sindaco Angelo Lupi ha deliberato il secondo aumento alle tariffe della refezione scolastica e ad oggi, anche se in piena crisi economica, intende comunque mantenere.
L’aumento pesa molto sulle famiglie perchè pari al 14,25%.

Alla data odierna, nonostante le interrogazioni delle opposizioni nei Consigli Comunali (ultimo 21.5.2020) la Giunta Comunale difende ancora il provvedimento come dimostrano gli audio del Consiglio comunale in cui gli assessori si esprimono in tal senso.

Al momento è in essere una protesta organizzata e coordinata da una mamma, dott.ssa Patrizia Rocci, attraverso la raccolta di centinaia di firme dei cittadini indignati per l’aumento inopportuno della mensa scolastica.
Una richiesta di revoca del provvedimento è stata già inoltrata al sindaco con una pec, richiesta che sarà reiterata alla chiusura della raccolta firme con il protocollo delle stesse, pronti In caso di rifiuto o mancate risposte, a portare avanti altre forme di protesta sui media e su altri tavoli.

In conclusione, le famiglie ritengono inaccettabile che mentre la Regione Lazio, il Governo e la Comunità europea sono impegnate nel sostenerle, l’amministrazione di Cave agisca come se la crisi economica attuale gli fosse sconosciuta.

Purtroppo invece anche a Cave durante il lockdown ed anche tuttora sono distribuiti alle famiglie pacchi della Caritas, buoni spesa e tutti i sussidi trasferiti dalla regione e dal Governo a testimonianza del grave momento che tutti stiamo attraversando: con una mano il Comune distribuisce e con l’altra preleva dalle tasche dei cittadini.

 

 

 

 

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Calcio: Continua la protesta della Serie D

Calcio Dilettanti. Gruppo Salviamoci Comunicato n.2 del 02.06.2020

Lega Nazionale DilettantiIn data 26 maggio scorso, il Gruppo “Salviamoci” ha diffidato la FIGC e per conoscenza la Lega Nazionale Dilettanti a non recepire l’aberrante proposta fatta dalla Lega con una decisione bulgara presa all’unanimità (che fa pure molto riflettere sui meccanismi assembleari di formazione ed espressione del consenso); una proposta, ricordiamo, tendente a comminare il massimo della pena afflittiva (4 retrocessioni) nei confronti di Società che potevano ancora giocarsela sul campo in quanto matematicamente non retrocesse (o che avevano tecnicamente raggiunto la fase dei play out: dunque, in ogni caso, non retrocedibili) e che non hanno potuto giocare, non per loro colpa, ma causa COVID.

A fronte di tale emblematica diffida, nessuna apparente reazione ad opera della FIGC; invece, dichiarazioni disarmanti del Presidente della Lega Dilettanti il quale, nel difendere tale decisione/proposta (assunta, invero, con metodi burocratici e ragionieristici; pretendendo di applicare regole previste per la normalità ad una fase post Covid), dice di “non offendersi se riceverà ricorsi (sic!) e che farà non uno ma dieci passi indietro se una Autorità Superiore glielo dice” (ovvio che lo deve fare se un Giudice glielo ordina).

Inoltre, ha fornito pure improbabili giustificazioni sulle maldestre determinazioni assunte, invocando i principi UEFA, FIGC ed il Comunicato n.1 della LND, tutte argomentazioni inconferenti alla fattispecie.
Nel mentre, ci sono, purtroppo, società che potrebbero iniziare a valutare il proprio individuale ripescaggio sulla base della vigente normativa che non è, peraltro, ragionevolmente in alcun modo applicabile causa le nuove determinazioni forzatamente adottate nel contesto pandemico che ha mutato tutti gli scenari.

Crediamo che il pervicace atteggiamento del Presidente dr. Sibilia – che, con i Suoi Collaboratori e Consiglieri di Lega, non si sono mai degnati, né prima né dopo, di coinvolgere le Società nel varo di una proposta così importante - sia disdicevole e molto pericoloso perché espone sia la Lega che la FIGC all’adozione di una decisione che si presta a forte censura in sede giudiziaria che il Gruppo “Salviamoci” è intenzionato ad effettuare con la massima determinazione in ciò supportato da una serie di pareri acquisiti da esperti di diritto sportivo. Tali azioni, infatti, potrebbero avere, giuridicamente, esiti ed effetti imprevedibili quanto dirompenti, laddove il Giudice valuti le complessive/irragionevoli modalità attraverso le quali è stata gestita l’emergenza nelle competizioni sportive, con il grave probabile rischio financo di un annullamento totale dei campionati: vale a dire, mettendo in discussione non solo il meccanismo fallace delle retrocessioni ma anche quello delle promozioni, con riferimento pure ad altri settori, compreso quello professionistico (laddove non si è potuto o voluto giocare o far giocare). Si aprirebbe, così, l’inquietante scenario della concreta possibilità del venir meno pure dei titoli sportivi di categoria superiore nel frattempo attribuiti.

Si informa che tutte le 31 Società interessate hanno presentato, in questi giorni, un rituale accesso agli atti presso la LND per acquisire copia integrale della delibera/proposta della Lega al fine di ponderarne la validità sotto ogni profilo.
Ricordiamo agli Organi Federali che le proposte avanzate dalla LND sono un unicum in Europa che è andata, compatta, in direzione opposta, con una valutazione ragionevole sulla base di due parametri: 1) il Covid e tutto ciò che ha già provocato in termini di afflizione; 2) la peculiarità del sistema dilettantistico che merita benevolenza e massima attenzione per il rilevante ruolo sociale che espleta.

Confermiamo di avere il sostegno di tante Amministrazioni locali ma anche di tantissimi settori del mondo dello sport che non condividono tale aberrante soluzione, rigettata pure dalle altre Leghe (Basket, Volley ecc. ecc.).
Concludiamo, augurandoci che la Lega Nazionale Dilettanti torni sui suoi passi e che la Federazione Italiana Gioco Calcio non recepisca acriticamente una proposta frettolosa ed abnorme e si eviti, nel settore dello sport, un contenzioso giudiziario dalle inaudite ed imprevedibili conclusioni. Sarebbe una soluzione saggia ed intelligente per riconciliare tutto il mondo del calcio in un proficuo clima di ripartenza che deve pervadere il nostro Paese, soprattutto dopo la pandemia.

Firmato
U.S. Agropoli
A.S.D. Alfonsine F.C. 1921
A.S.D. Città di Anagni Calcio
S.S.D. Avezzano Calcio a r.l.
A.C.D. Bastia 1924
A.S.D. Pol. Calcio Budoni
S.S.D. Chieti F.C. 1922 a r.l.
POL. Ciliverghe Mazzano
A.S.D. Corigliano Calabro
U.S.D. Dro Alto Garda Calcio
U.S.D. Fezzanese
A.S.D. Grumentum Val D'Agri
U.S. Inveruno 1945
S.S.D. Jesina Calcio S.r.l.
S.D. Academy Ladispoli S.r.l.
U.S.D. Levico Terme
S.C.D. Ligorna 1922
S.S.D. a r.l. Milano City B.G. F.C.
S.S.D. Marsala Calcio a r.l.
A.C. Nardò S.r.l.
U.S. Palmese A.S.D.
F.C. Ponsacco 1920 S.S.D. a r.l.
Sangiustese Calcio S.S.D. a r.l
A.S.D. San Luigi Calcio
A.C.D. San Tommaso Calcio
A.S.D. Savignanese
S.P. Tamai
A.S.D. Pro Calcio Tor Sapienza
F.C. Vado
S.S.D. Vigasio a r.l.
A.S.D. Villafranca Veronese

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