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PSI. Piano vaccini: sinergie tra enti e parti sociali per le fasce deboli

  • Pubblicato in Partiti

PSI Frosinone. Partiti

La prenotazione online può generare difficoltà per una parte di anziani

psi 350 minIl piano di vaccinazione, da poco partito anche per gli ultra ottantenni, rappresenta per tutto il Paese un percorso fondamentale per sconfiggere il covid-19 e tutelare, in primis, vita e salute dei più fragili.

La prenotazione online della somministrazione vaccinale, nonostante la grande adesione e le forze messe in campo dai presidi sanitari, può generare delle difficoltà per gli anziani sprovvisti di strumentazione digitale o con problemi di autosufficienza (ove comprovata può essere motivazione per richiedere la vaccinazione a domicilio) e per questo, ispirati dai nostri valori di solidarietà e tutela universale della salute, richiediamo il più alto e duraturo sforzo di tutte le istituzioni locali per una leale collaborazione volta al raggiungimento di quante più vaccinazioni possibili.

Per assistere e raggiungere tutti gli anziani isolati e in difficoltà proponiamo pertanto l’istituzione di uno sportello apposito presso il comune o, ancor meglio, un tavolo tecnico tra ASL e gli uffici dell’anagrafe comunale, al fine di confrontare le vaccinazioni già effettuate con tutti i residenti sul territorio nella fascia di età over 80.

Con tale strumento operativo si potrebbero contattare ed e eventualmente prestare assistenza a tutti coloro che ne avessero bisogno.

Sottolineando il nostro intento di tutelare quanto più possibile la popolazione, comunichiamo inoltre la disponibilità del Partito a rendersi utile tramite i propri membri ed attivisti, tra i quali quelli più giovani e “smart”, per venire incontro alle esigenze organizzative e logistiche mettendo a disposizione anche la propria sede di Frosinone.

Frosinone, 12.02.2021
PSI Frosinone

 

 

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Una “damnatio” a senso unico

 PCI centanni 

Una dimenticanza che pesa nella ricostruzione storica e la falsa non di poco

di Angelino Loffredi
1921 PSI 360 minAscoltando, vedendo e riflettendo sulla trasmissione andata in onda sabato 23 gennaio 2021 su Rai tre, riguardante la costituzione del partito comunista, mi sembra necessario evidenziare una questione che la trasmissione incomprensibilmente ha ignorato, preferendo insistere sulla “martellante“ interferenza dell’inviato dell’Internazionale Comunista, senza mai fare riferimento ai motivi di tale presenza. Avere ignorato tale premessa ha dato alla ricostruzione un senso non veritiero, deviante e sotto certi aspetti manipolatorio.

Anche se sinteticamente debbo far conoscere un fatto importantissimo e che gli autori della trasmissione hanno, come ho già scritto, incomprensibilmente ignorato: in occasione del XVI Congresso del Partito Socialista Italiano tenuto a Bologna dal 5 all’8 ottobre 1919 l’assemblea congressuale votò per acclamazione l’adesione del partito all’Internazionale Comunista, ratificando nello stesso tempo quanto già deliberato dalla Direzione nel mese di marzo, pochi giorni dopo la costituzione della Internazionale stessa. Questa dimenticanza pesa nella ricostruzione storica e la falsa non di poco.

A tale richiesta l’Internazionale, nel suo secondo congresso, del 7 agosto del 1920, risponde che l’adesione è legata al riconoscimento di 21 punti. La presenza al Congresso di Christo Kabakciev , delegato, appunto, dell’Internazionale, non può essere considerata una interferenza o una svista o sottovalutazione del gruppo dirigente socialista ma un atto dovuto, previsto proprio dalla procedura congressuale.

Non intendo dilungarmi sull’illustrazione dei 21 punti perché a me interessa ricordare che di questi la maggioranza del congresso non ne accetta due: il 17°, riguardante il cambio del nome in Partito Comunista d’Italia e il 7°, l’espulsione di Turati e Modigliani. Tutti gli altri 19 vengono accettati.

Per evidenziare come il richiamo della Rivoluzione di ottobre fosse penetrata nell’interno della volontà e dell’agire politico socialista mi preme indicare che la maggioranza congressuale votò anche per l’accettazione del 14° punto che affermava “Ogni partito che desideri entrare nell'Internazionale comunista deve dare appoggio incondizionato alla repubblica sovietica nella sua lotta contro le forze controrivoluzionarie. I partiti comunisti debbono svolgere una propaganda decisa per prevenire ogni invio di armi ai nemici delle repubbliche sovietiche; essi debbono altresì svolgere con ogni mezzo legale o illegale, propaganda tra le truppe mandate a strangolare le repubbliche dei lavoratori”.

Non ho alcuna difficoltà a scrivere che gli autori della trasmissione se ne sono guardati bene dall’approfondire una situazione che ancora oggi ai ricercatori presenta aspetti di eccezionale complessità, preferendo andare direttamente verso la colpevolizzare delle scelte fatte dai comunisti attraverso una scissione che pur tra tanti limiti, toni e valutazioni sbagliate, ha avviato la costruzione di un partito che ha interagito con la storia d’Italia. E che oggi a trenta anni dallo scioglimento ancora viene ricordato e spesso rimpianto. Tutto questo ovviamente non è stato indicato.

Autori che guidati da un anticomunismo edulcorato ma ingannevole se ne sono guardati bene dal precisare che se il 17° congresso socialista non vota per l’espulsione di Turati, sarà quello del 19°, nell’ottobre del 1922, a venti giorni dalla Marcia su Roma, che lo espellerà insieme a Treves, Modigliani e Matteotti ecc.

Più che approfondire, insomma le contraddizioni e il contesto generale in cui il fascismo si afferma si preferisce fare una “damnatio” a senso unico.

Ceccano 24 Gennaio 2021

 

 

 

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PSI: il Comune faccia manutenzione delle strade

Capoluogo. Partiti: PSI

PSI Mateo Zemblaku: l’amministrazione si adoperi per la risoluzione dei problemi dei cittadini

psi 350 minLa Giunta Comunale comunica l’approvazione del progetto per la realizzazione e la consegna della “Torre della Pace”, la quale, secondo le dichiarazioni del sindaco Nicola Ottaviani, “potrà rappresentare il simbolo di identità storica e culturale della cittadinanza, per rafforzare il sentimento di coesione dell'intera comunità seguendo un percorso storico-religioso ma, anche, di forte valenza laica e culturale”.
Ancorché un simile simbolo possa rappresentare un segno di buonSTRADE FROSINONE di cui si parla nell articolo min auspicio, nella situazione attuale, si richiede all'amministrazione comunale uno sforzo affinché tutte le energie vengano impiegate per far fronte ai bisogni e alle problematiche della cittadinanza.
Tra queste, sicuramente e sotto gli occhi di tutti, tranne dell'amministrazione, rientra la disastrata condizione in cui versa il manto stradale cittadino.

Pertanto l'amministrazione si adoperi tempestivamente alla manutenzione delle strade che creano disagi e pericolo alla cittadinanza di cui però la giunta non pare rendersi conto, e in tal senso, forse, dall'alto della torre di 15 metri, anche la giunta e il sindaco potranno constatare lo stato indecoroso in cui versa il capoluogo che amministrano.
Frosinone, 11.01.2021

PSI Frosinone

 

 

 

 

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PSI Ceccano

Partiti. Comunicati

Spettacolo indecoroso e indegno a via Mulino San Rocco

psi 350 minOttobre generalmente è il mese dei funghi. Con le prime piogge i boschi si riempiono di meravigliosi boccioli: prataioli, galletti, ovaioli, porcini, ma non a Ceccano dove nei boschi è più facile trovare una carcassa di un frigorifero o di un televisore che un bel fungo. Non scopro nulla di nuovo: a Ceccano le discariche abusive pullulano.

Via Mulino San Rocco e quello che ci accoglie è uno spettacolo indecoroso e indegno per quella che si ritiene una società civile.

Lo spettacolo però è drammaticamente sempre lo stesso ovunque per il territorio del nostro comune, poco al di la dei cigli delle strade e spesso nemmeno tanto al di la, come si può vedere bene dalle foto.

Il Centro Sinistra a Ceccano ha il merito di aver introdotto la rivoluzione comoda ed efficace della differenziata porta a porta, con il risultato storico e mai più eguagliato del 70% di differenziazione dei rifiuti da parte dei cittadini e con il risultato di una città più pulita e più rispettosa dell’ambiente.

Dopo di questo il nulla, se non peggio, il danno; tante chiacchiere, tante belle intenzioni e nessun fatto, nessuna iniziativa per migliorare il servizio, per abbassarne i costi come invece era previsto e contrastare definitivamente l’usanza barbara, e purtroppo diffusa, di abbandonare rifiuti di ogni genere in zone incontaminate fino a qualche anno fa.

Ad aspettare l’iniziativa di questa amministrazione appena insediata, replica della precedente, impegnata solo in futili bagarre mediatiche in difesa di niente, tutto rimarrebbe come prima, se non peggio di prima qualora possibile, in attesa poi di riempirsi la bocca del problema ambientale solo in prossimità di campagne elettorali.

Lancio dunque un appello alla popolazione e allo spirito nobile dei ceccanesi: denunciate chiunque compia questo scempio, segnalate alle autorità competenti chi si macchia di una simile barbarie e manifestate con fermezza l’indignazione verso un fenomeno che purtroppo qualifica il territorio al primo sguardo e al primo ingresso. Poniamo fine all'indifferenza e all'omertà, non ci rendiamo compartecipi di un simile atto criminale. Invito i cittadini ad impegnarsi di persona perché non sia più giustificata anche talvolta l’indifferenza della popolazione.

Tra i banchi del Consiglio comunale il PSI sosterrà con forza una azione propositiva come anche di controllo dell’attività amministrativa in ambito ambientale nel suo complesso, perché Ceccano non sia destinata a continuare a subire questa latitanza amministrativa. Ceccano non merita questo.

Invito tutti a riscoprire il nostro territorio e a valorizzarlo: il solo tenerlo pulito sarebbe una grande vittoria, un segnale forte di civiltà, di rispetto per gli altri e per l’ambiente.

19/11/2020. Sezione PSI “Sandro Pertini” di Ceccano – Angelo Belli
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PSI: Nel capoluogo ancora si getta cemento

  • Pubblicato in Partiti

 A che serve costruire nuove case a fronte del continuo e inesorabile calo demografico?

psi 350 mindi Mateo Zemblaku* - Nel capoluogo si continua incessantemente a gettare cemento. Come se questo di per se non bastasse, la costruzione di nuove unità abitative non risponde affatto ad una effettiva esigenza, stante il triste dato del continuo ed inesorabile calo demografico del Capoluogo ciociaro. Basta Infatti aggirarsi per la città per rendersi conto di quanti immobili siano privi di inquilini guardando gli innumerevoli cartelli con annunci di vendita o affitto in ogni parte della città. Sarebbe invece il caso di riqualificare il patrimonio immobiliare esistente, soprattutto nel centro storico, approfittando anche del c.d. ecobonus messo a disposizione dal Governo e dei relativi benefici economici.

Chiusa nella stretta morsa tra l'inquinamento ambientale e la cementificazione selvaggia, la città necessiterebbe, in controtendenza a quanto fatto da questa amministrazione, interventi rilevanti per la creazione e manutenzione di aree verdi. Frosinone non è solo il parco matusa, tra l'altro anche quest'ultimo soggetto ad una cementificazione visto il leone in pietra che vi si sta installando; ogni quartiere dovrebbe poter disporre di una propria zona Verde attrezzata.

Tra i vari annunci in merito, la cittadinanza attende ancora la realizzazione di tali spazi, come il “famoso” Parco Cosa, più volte annunciato e mai realmente messo in cantiere, che potrebbe rappresentare un polmone verde in pieno centro cittadino, oppure il progetto del Bosco Grappelli o ancora il giardino sensoriale di Corso Lazio, caduto in totale abbandono.

Purtroppo, l'unica sensazione che si percepisce in modo tangibile in città riguarda proprio l'abbandono e l'incuria.

 

Frosinone, 28.07.2020
*Mateo Zemblaku, Vice Segretario PSI Frosinone

 

 

 

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PD e PSI del Capoluogo: "le condizioni delle città sono degenerate"

  • Pubblicato in Partiti

Il dialogo fra PD e PSI nel Capoluogo

PD PSI 380 minIl PD e il PSI della città di Frosinone si sono incontrati per riprendere un confronto già avviato prima che il Covid-19 aggravasse i problemi del paese.

Hanno convenuto di proseguire la loro collaborazione costruttiva per arrivare a promuovere iniziative comuni rivolte in particolare ad affrontare la terza fase post-virus, rilevando la inadeguatezza dell'amministrazione comunale del capoluogo, che si è dimostrata incapace di valersi degli interventi del Governo e della Regione Lazio.

Ritengono che le condizioni delle città siano degenerate e che la qualità della vita cittadina sia pessima.

Le responsabilità sono di una amministrazione inefficiente e immobile, priva di progettualità per il futuro della città, abbandonata al degrado urbano e ambientale.

Il centrodestra ha totalmente fallito nel governo della città e reso ancora più gravi i problemi che incombono sui cittadini di Frosinone.

Il PD e il PSI considerano prioritario creare le condizioni politiche per comporre uno schieramento di forze democratiche e progressiste in alternativa al centrodestra e ridare dignità a una città che sia moderna e al servizio dei cittadini.

Un obiettivo che il PD e il PSI intendono raggiungere, con un comune lavoro sui contenuti programmatici che devono costituire una base di confronto fra tutte le forze che intendono aderire a un progetto di cambiamento e di miglioramento della città.

Si intende in questo modo rinsaldare il rapporto tra i due partiti che siano di riferimento politico per una coalizione ampia e che possano aggregare ed essere credibili per un cambiamento politico - amministrativo.

Il PD e il PSI proseguiranno i loro incontri secondo un'agenda di lavoro che permetta di svolgere un'attività proficua e utile alla città.

Il Circolo PD
La Sezione PSI
Frosinone
22 luglio 2020

 

 

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Il PSI e il Consiglio comunale di Frosinone del 29 giugno '20

Frosinone: Bilancio, Tav e Citta’ intercomunale

psi 350 minIl 29 giugno è stato approvato dal consiglio comunale di Frosinone il bilancio consuntivo. Tale documento mette in luce le enormi difficoltà di gestione delle risorse del Capoluogo da parte dell’amministrazione Ottaviani, di recente rilevate anche dalla Corte dei Conti. Non a caso lo dimostra anche l'assenza nel predetto consiglio di alcuni componenti della maggioranza. La giunta Comunale tenta di giustificare, maldestramente e senza riuscirci, gli innumerevoli tagli e la caotica allocazione delle risorse scaricando le proprie responsabilità sui mancati introiti da parte dello stato.

In tale ottica crediamo che sarebbe davvero importante dare attuazione, finalmente e dopo innumerevoli proposte e iniziative positive espresse da più parti, non solo politiche, alla città intercomunale.
Tale soluzione consentirebbe di gestire le risorse, anche lì dove scarseggiano, in modo collettivo ed unitario per la gestione di servizi comuni, quali ad esempio quelli inerenti raccolta dei rifiuti o il trasporto pubblico locale, abbattendone i costi.

Inoltre, punto affatto secondario, la messa in comune di determinati servizi, con l’istituzione della Città Intercomunale, sarebbe del tutto coerente con il piano strategico proposto da Ferrovie dello Stato che vede territorio di Frosinone al centro del progetto della TAV in Ciociaria.

Un’importante azienda come FS crede e investe nel nostro territorio. Dovremmo crederci e insistere anche noi per non perdere tale occasione a causa di divisioni campanilistiche che andrebbero a discapito di una visione unitaria di rilancio del territorio la quale, inglobando una vasta porzione di Comuni Ciociari, porterebbe indubbi benefici a tutti.

Frosinone, 02.07.2020
PSI Frosinone

 

 

 

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Ricostituita la Sezione PSI di Cassino

  • Pubblicato in Partiti

“Ricostituita la Sezione PSI di Cassino. Ecco il Coordinamento”.

psi logo 350 260Il Partito Socialista Italiano di Cassino riorganizza la sua attività ed il suo impegno per la città e il territorio con il rinnovo delle cariche della Sezione cittadina.

L’assemblea degli iscritti, riunitasi lunedì 29 giugno u.s. nei locali della Federazione provinciale di Frosinone, ha dato vita con l’unanimità dei consensi, al “Coordinamento PSI Città di Cassino”, affidato alla guida esperta e autorevole del Dott. Alessandro Varone in qualità di Presidente.

L’assemblea, alla presenza del Segretario provinciale Francesca Ciotoli, del Vice Segretario nazionale Vincenzo Iacovissi, dell’On. Gianfranco Schietroma e dei Vice Segretari provinciali Carlo Cerrito e Sebastiano Funari, ha visto la partecipazione motivata dei compagni socialisti di Cassino che, in modo fermo e determinato, hanno animato un dibattito articolato e concentrato sull’esigenza impellente di rinvigorire l’iniziativa politica nella Città Martire; un'iniziativa di chiaro e distinto stampo socialista, che sia davvero in grado di saper interpretare le esigenze del territorio e di essere portatrice di proposte risolutive.

Storici compagni e nuovi giovani iscritti hanno siglato il sodalizio per il rilancio di una rappresentanza politica territoriale consapevole delle esigenze e delle potenzialità territoriali oltre che capace di apportare una spinta innovativa determinante, grazie proprio ai numerosi giovani socialisti che hanno inteso intraprendere questo percorso.

Il “Coordinamento PSI Città di Cassino” neo costituito è composto dal Presidente Alessandro Varone e da Carlo Cerrito, Matteo Curatola, Fabio Iannattone, Annarita Pace, Teo Sambucci, Antonella Spiridigliozzi, Giorgio Verrecchia, Gianluca Viola e Lorenzo Vita.

I Socialisti, da sempre valore aggiunto dello scenario politico territoriale, rilanciano così la loro missione per il fine della crescita di Cassino, per un approccio critico e propulsivo in seno al centrosinistra, anche e soprattutto in considerazione delle nuove sfide che attendono la collettività per il superamento di questo difficile periodo storico, e per una attività politico programmatica di respiro provinciale.

Cassino rappresenta un punto nevralgico dell’intera provincia di Frosinone: città internazionale, culla della memoria storica dell’Italia libera e democratica, baricentro importante del sud della provincia.

Alla Sezione PSI Città di Cassino vanno dunque i migliori auguri di buon lavoro che, con tutta certezza, saprà svolgere da interprete puntuale delle reali esigenze della cittadinanza, nel segno della storica tradizione socialista nella Città Martire, come anche della necessaria e ormai non più procrastinabile innovazione.
30 giugno 2020

Federazione provinciale PSI di Frosinone - F.to Il Segretario – Francesca Ciotoli

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Storia. A Paliano il PSI nasce nel 1920

Nasce la Sezione del PSI a Paliano

GiovanniSchifalacqua 300 minA Paliano fu il ventunenne Giovanni Battista Schifalacqua a fondare, nell'aprile del 1920, la sezione del PSI terzinternazionalista, che alla fine di quell'anno, con lui segretario politico, contava una trentina di iscritti: Augusto Adiutori, Andrea Albanesi, Stanislao Alveti, Natale Caporilli, Alfredo Carabella, Andrea Carabella, Giovanni Carabella, Giuseppe Cicchetti, Giovanni Cicini, Pio Colazingari, Giovanni Collalto, Luca Coltellacci, Andrea Damiani, Luigi Damizia, Giacomo D'Aquino, Francesco Di Lolli, Emilio Delfini, Antonio Felicetti, Enrico Giannetti, Gaetano Giannetti, Attilio Giffeni, Francesco La Favia, Guido Malmignati, Emilio Marielli, Luigi Paravani, Emidio Proietti, Lorenzo Proietti, Edoardo Romagnoli, Giovanni Romani, Giovanni Rosina, Filippo Schifalacqua, Andrea Timperi e Giovanni Battista Turella.
Nella domanda d'iscrizione, che restava in archivio, era allegato il programma del PSI che veniva consegnato al socio assieme alla tessera del partito
Ma chi era questo giovane intellettuale borghese, attivo e volenteroso? Nato a Paliano l'8 settembre 1899,

Giovanni Battista (Giovannino) proveniva da un'antica e agiata famiglia. Suo padre Marcello (1842-1921) fedele suddito papalino, era un farmacista che alla fine del 1870 giurò fedeltà alla monarchia sabauda, arruolandosi poco dopo nella Guardia Nazionale. Però tra le sue carte conservava anche una copia del giornale repubblicano Il Lampo . Nell'Italia umbertina Marcello fu consigliere comunale e delegato scolastico mandamentale, mentre dal 1901 al 1912, come  esperto in materia, diresse la Banda musicale. Inoltre, fu insignito del titolo di Ufficiale della Corona d'Italia. La madre Luisa Scacciotti (deceduta nel 1907) era figlia del liberale Gaspare, caffettiere, patriota risorgimentale, già difensore della Repubblica Romana e sindaco di Paliano dal 1877 al 1883. Nel settembre 1919 a Livorno, ufficiale di complemento nel 3° reggimento bersaglieri, Giovanni Battista Schifalacqua - già schierato politicamente - in due righe scritte sul verso di una cartolina illustrata, chiedeva al fratello Peppino: «Che di nuovo? La piattaforma? Turati? Elio? Lolio?». Molto probabilmente si riferiva all'imminente congresso del Partito socialista che si sarebbe svolto a Bologna dal 5 all'8 ottobre di quell'anno. A cosa facciano riferimento i due nomi [?] seguenti non lo so.

Terminata la gestione commissariale, il 31 ottobre 1920 si votò a Paliano per il rinnovo dell'amministrazione comunale. Il sistema elettorale vigente era il maggioritario, tale da  indirizzare i vari partiti in senso bipolare: da una parte liberali, nazionalisti, popolari e fascisti, dall'altra socialisti, repubblicani e liste indipendenti. Il collegio unico delle comunali avrebbe favorito larghe intese politiche e creato maggioranze consiliari formalmente apartitiche, elette essenzialmente sui voti di preferenza individuali, cosicché in ogni comune - Paliano compreso - le coalizioni si organizzarono in liste di fatto. In preparazione della campagna elettorale, il 6 settembre si riunì presso la CdL di Frosinone il comitato circondariale socialista per procedere all'elezione dei rappresentanti delle varie sezioni all'interno dello stesso, nonché alla nomina dei candidati per le liste comunali e provinciali. Per il Comune di Paliano venne eletto Andrea Carabella, mentre alle provinciali, per il mandamento di Paliano-Serrone-Piglio-Acuto, venne indicato Giambattista Schifalacqua. Il risultato elettorale però registrò una clamorosa inversione di tendenza, perché il blocco popolari-nazionalisti-liberali, con circa 250 voti, vinse le elezioni conquistando la maggioranza e spedendo il PSI - penalizzato dal forte astensionismo - all'opposizione. I consiglieri socialisti eletti furono Alfredo Carabella, Lorenzo Proietti, Filippo Schifalacqua, Giovanni Cicini e  Guido Malmignati (gli ultimi due passeranno coi fascisti). Alle provinciali del circondario di Frosinone Schifalacqua, pur ottenendo un buon risultato (944 preferenze) fu battuto dal candidato dei popolari, l'agrario Ettore Pizzirani (1.649 preferenze) su cui fascisti e nazionalisti fecero convergere i loro voti . Ma anche l'amministrazione di centrodestra, squassata da contrasti, litigi, denunce e controdenunce, finì come quella precedente. E di nuovo la Prefettura inviò un commissario prefettizio a gestire la situazione.

Laureatosi in giurisprudenza nel luglio del 1921, iscritto all'albo dei procuratori a settembre e all'albo degli avvocati il 26 gennaio '22, Schifalacqua venne assunto come collaboratore dall'avvocato Giulio Volpi - rieletto in Parlamento - per cui dovette risiedere stabilmente a Roma, in via Paolo Emilio n. 38, nel quartiere Prati. Toccò quindi al fratello Giuseppe (Peppino) la responsabilità politico-amministrativa della sezione socialista e di quella della Lega [4]. Peraltro, in quanto minorenne, Giuseppe non era neanche iscritto al partito, ma l'impegno che dovette assumersi, come racconterà anni dopo, fu «un compito ingrato, non potendo contare su un minimo apporto degli iscritti alle due organizzazioni, tutti contadini e quasi tutti analfabeti, che avevano solo la virtù di tacere e di rimettersi alle decisioni della segretaria». Nel frattempo, Giovanni Battista trovò anche il tempo per una (brevissima) collaborazione con il primo ed unico giornale indipendente pubblicato a Paliano nell'ottobre del 1921: Jo Spressèglio, con sottotitolo: Dà 'na botta aglio cìrchio, una alla ôtte . Durante le lotte contadine, Schifalacqua patrocinò alcune vertenze e si schierò contro le affrancazioni, per questo venne chiamato a far parte di una commissione consiliare incaricata di studiare e di risolvere in termini legali la questione. Il 10 settembre 1922 venne inaugurata la sezione del Fascio di combattimento di Paliano e per garantire il servizio d'0rdine, il sottoprefetto inviò cinquanta carabinieri agli ordini del tenente Asta e del vicecommissario di PS Caccavale, i quali si presentarono in casa di Schifalacqua avvertendolo di non uscire perché non avrebbero potuto garantirgli l'incolumità. Il 6 novembre un gruppo di fascisti e nazionalisti irruppe nella sede della Lega-PSI devastandola. Nel rapporto che inviò al ministro dell'Interno, così il prefetto di Roma ridimensionò l'accaduto: «[...] sez. Fascista e Nazionalista previo accordo con dirigenti socialisti presero possesso guella [sic] Lega Contadini asportando quadro e incartamenti che bruciarono pubblica Piazza al suono d'inni patriottici» a dimostrazione della totale complicità e connivenza dello Stato con l'eversione e la violenza fascista. Nel 1924 Giovanni Battista, una parte della sezione di Paliano e tutti i socialisti del Frusinate già aderenti alla Terza Internazionale (dove militava anche l'avvocato Marzi) passarono in blocco al Partito comunista d'Italia, fondato a Livorno nel gennaio del 1921. Tra la fine di ottobre e i primi di novembre del 1926 i fascisti, oltre all'appartamento di Roma, gli devastarono la casa paterna in via Lepanto a Paliano, per cui dopo le minacce di morte ricevute e le percosse subite, anche l'ambiente paesano ormai non era più salutare per l'avvocato. Nel gennaio del 1927, fuggì nel Tirolo, da qui passò clandestinamente la frontiera austriaca e ai primi di febbraio raggiunse Parigi.

In un'intervista che rilasciò un anno prima della morte, così l'avvocato ricordava quegli anni: «[...] mi orientai verso le idee socialiste, mi documentai [...] leggendo molto le riviste [...] redatte da Gramsci e da Togliatti. Aderii quindi al socialismo quando ancora non era scisso in tre partiti [...] A Paliano c'era già, fin dal 1915, una lega dei contadini fondata durante le violenze e i disordini per la questione delle terre, ma di fatto non esisteva una sezione del partito socialista. Questa fu fondata da me verso l'aprile del 1920, dopo che ero stato congedato dall'esercito nel febbraio precedente [...] Vi faceva parte anche mio fratello, che però si manteneva neutrale, non partecipava ai comizi ecc. [...] La presa del potere di Mussolini [...] non sarebbe mai avvenuta se la monarchia non avesse ceduto [...] Nelle elezioni del '24 il PSI riportò a Paliano una grande vittoria, mi pare che prendesse 6-700 voti. Il partito popolare ebbe circa 400 voti. Anche il partito comunista, fino al '26 [...] avversò il fascismo a Paliano [...]» . In questa prima parte dell'intervista l'avvocato sorvolò su alcuni fatti che avrebbero determinato il prosieguo della sua maturazione e militanza politica, come ad es. il passaggio al PCd'I , nel 1924. Nelle ultime affermazioni invece, confuse le elezioni politiche del 1919 (quando il PSI prese 375 voti) con quelle del 1924, quando i socialisti a Paliano si presentarono spaccati, rimediando 37 voti i massimalisti e 7 voti i riformisti, mentre il Partito comunista ebbe 261 voti . E' strano che l'avvocato non abbia raccontato questo fatto, perché egli fu uno dei protagonisti principali della vicenda che portò i «terzini» (così erano chiamati i socialisti aderenti alla Terza Internazionale) a confluire nelle liste del Partito comunista di Gramsci e Bordiga. E' pur vero che dopo tanti anni non ricordare particolari della propria vita è comprensibile, ma quell'evento era politicamente troppo importante e credo che l'intervistato lo abbia volutamente tralasciato.

L'esilio a Parigi _ Il problema più importante che il fuoruscito palianese dovette risolvere durante la permanenza nella capitale francese, era come tirare avanti. Per questo ebbe l'idea di rivolgersi ai due capi del socialismo italiano: Pietro Nenni e Filippo Turati - anch'essi esuli in Francia - cercando (con qualche pretesa) di ottenere un impiego (possibilmente intellettuale) e nel contempo di essere partecipe delle iniziative politiche e culturali. L'8 marzo 1927 scrisse così al primo (dandogli del lei): «Egregio Nenni, mi permetto ancora di disturbarla solo in riflesso della grande, personale, amicizia che ho col collega Tullio Ascarelli il quale partendo dall'Italia, mi autorizzò a rivolgermi ai suoi amici. Sono a Parigi da un mese e non mi è assolutamente possibile trovare alcun lavoro. Lavoro s'intende non inerente alla mia professione di avvocato, che è impossibile qui esercitare, ma il più modesto e il più umile lavoro: una ripetizione di italiano, una traduzione, una  recensione di un libro francese, un'occupazione anche di commercio, un riassunto in francese di notizie statistiche e di articoli italiani, qualche cosa insomma, col più modesto dei compensi. Mio fratello dall'Italia anch'egli boicottato, vincitore di un concorso in magistratura, ma iniquamente non nominato dal gesuitello Rocco non può spedirmi che due o trecento lire [...] ogni mese, ed io ho finito quanto avevo portato con me, sopratutto per il soggiorno di un mese passato in Austria, ove dovetti attendere alla cura dei miei piedi congelati nel passaggio del Tirolo per aver dovuto, smarrito, pernottare una notte intera tra la neve. Se Lei, che ha più conoscenze e più referenze negli ambienti parigini, mi potrà occupare nel modo il più modesto, farà cosa gradita a me, e all'amico Ascarelli. E' superfluo che le  aggiunga che se invece di un lavoro intellettuale o semi, ce ne fosse uno manuale (commesso ed altro) io sarò lieto ugualmente di accettarlo. Le sarò grato di un cortese riscontro. Con saluti distinti il suo dev.mo Giovbatt Schifalacqua - Hotel Azur, 5 rue de Cadix. P.S. Se ha occasione di vedere Cianca che io non conosco personalmente potrà pregarlo, se può, di interessarsi alla mia richiesta di lavoro, a nome dei comuni amici Ponzio di San Sebastiano, del collega Cagiati Salvatore e del prof. Bracci Massimino. G.B.S.».

Il 9 giugno 1927 l'Ambasciata d'Italia segnalava al ministero dell'Interno la presenza a Parigi di Schifalacqua ad un comizio organizzato dal Comité de defense des victimes du fascisme. In una nota successiva, la stessa riferiva che Schifalacqua era noto in città dove, come avvocato, avrebbe difeso numerosi comunisti in cause penali. Inoltre, partecipava alle riunioni con altri esuli, si vedeva con esponenti politici e con Alberto Giannini, direttore del giornale satirico Il Becco giallo, ambienti dove si era infiltrato un informatore. Nel novembre 1927 costui riferì al capo divisione della polizia politica che «con chiunque ho parlato di lui [cioè Schifalacqua] si sono messi subito a ridere, perché è la burletta di tutti quanti per la sua minchionerìa» . Il mese dopo l'avvocato scrisse quattro lettere a Turati. La prima, datata 3 dicembre 1927, conteneva la proposta di tenere una conferenza sulla rivoluzione francese nei canti di Giosuè Carducci, lavoro che - scrisse - aveva preparato a suo tempo per l'Accademia forense di Roma e di cui ne aveva già parlato con Buffoni [14]. Richiesta reiterata otto giorni dopo. Il 18 dicembre, nella terza lettera, aveva allegato lo schema della sua eventuale conversazione, assicurando il leader socialista di essere in regola «sotto il rapporto politico e... di competenza». Nella quarta, datata 22 dicembre, Schifalacqua tenne a precisare che aveva già in mente di pubblicare il testo dell'eventuale conferenza, e che comunque glielo avrebbe fatto recapitare quanto prima. Poi cominciò ad ironizzare sul fatto di non avere il genio di Victor Hugo - come Turati probabilmente gli avrà fatto notare in una precedente risposta - e a commentare amaramente il suo stato di esule che gli faceva vivere «la vecchiaia nella giovinezza» .

 

estratto a cura di Angelino Loffredi. L'originale è sul blog dell' autore Roberto Salvatori http://centrostudisalvatori.blogspot.com

 

 

 

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PSI. Il Palazzetto dello Sport torni a disposizione della cittadinanza

Palazzetto dello Sport, adiacente al parco Matusa

psi 350 mindi Mateo Zemblaku - Dopo l'operazione del mese di gennaio avente a riguardo la ex sede della Banca d'Italia da parte del comune, il PSI auspica che l'amministrazione volga lo sguardo anche ad altre situazioni che necessitano urgente intervento.
Una di queste riguarda sicuramente l'ex Palazzetto dello Sport, adiacente al parco Matusa, attualmente in stato di abbandono e degrado.

Vista anche la frequentazione del parco Matusa, uno stabile in tali condizioni, oltre che al visibile degrado, rappresenta anche un pericolo per la cittadinanza.
Consapevoli delle difficoltà nell'affrontare la questione, stante che proprietario dell'immobile risulta essere il CONI, il PSI di Frosinone si rende disponibile al dialogo, confronto e qualsiasi iniziativa utile per riconsegnare alla comunità uno spazio importante.

L'idea dei Socialisti, dichiara il Vice Segretario Zemblaku, è quella di rimettere a disposizione della cittadinanza il Palazzetto dello Sport, ubicato nel cuore della città, concedendo la fruizione dello stesso ad associazioni sportive e istituti scolastici.

Comprendiamo la criticità del momento dovuta all’emergenza sanitaria ancora in corso, tuttavia riteniamo che la questione vada affrontata, forse ancor più celermente, tenuto conto che nel prossimo futuro le attività sportive, specialmente quelle di gruppo, avranno necessità di grandi spazi per poter essere praticate, stante il necessario distanziamento sociale che si dovrà rispettare.
Pertanto l’acquisto dello stabile con un’operazione simile a quella messa in atto per l’ex sede della Banca d’Italia consentirebbe oltre il recupero del decoro urbano nel pieno centro della città, anche lo svolgimento di attività sportive in luogo idoneo.

Ci auguriamo che tale proposta non cada nel vuoto ma venga presa in seria considerazione dall'amministrazione per il bene collettivo.

26.05.2020

 

 

 

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*Mateo Zemblaku
Vice Segretario
PSI Frosinone

 

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