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Indenntità Covid per tutti i lavoratori Servizio sanitario pubblico

M5S: "accolta nostra proposta, ora accordo con sindacati"

M5S logo min«La necessita' dell'estensione dell'indenntità Covid per tutti i lavoratori delle Aziende e degli Enti del Servizio sanitario pubblico, anche quelli non considerati nell'accordo fatto tra sindacati e Regione Lazio lo scorso 11 aprile, è stata ribadita oggi dal Movimento 5 Stelle del Lazio, nel corso della Commissione Sanità. Ci auguriamo che la Regione Lazio, dopo avere recepito la nostra proposta, riesca a raggiungere un punto d'intesa con i sindacati, nel corso del tavolo di concertazione che si terrà nel pomeriggio.

Gia' nelle scorse settimane abbiamo posto all'attenzione della Giunta la richiesta di rimodulare l'indennita' Covid19 da due a tre fasce, aggiungendo la premialità di 300 euro anche per tutti coloro che erano stati esclusi, chiedendo proprio la riapertura del tavolo di concertazione. Non si tratta solo di un riconoscimento economico per l'incremento dell'attività svolta ma anche di un modo per ringraziare tutti coloro che, a rischio della propria vita, hanno lavorato e stanno lavorando in condizioni di estrema difficoltà.

Tra gli altri punti presentati dal consigliere Loreto Marcelli, vice-presidente della Commissione, anche l'opportunità di attivare un 'Pronto soccorso a domicilio' per evitare il sovraffollamento delle strutture sanitarie nella fase di immediata post-emergenza. Osservazioni queste, contenute in un documento piu' completo, che racchiude un progetto di gestione sanitaria della cosiddetta Fase Due e che verra' inviato in Giunta nei prossimi giorni». Cosi' in un comunicato il Gruppo M5S alla Regione Lazio.

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

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Modulo di autocertificazioine. Mininterno 26 marzo 2020

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Il primo libro, un successo di pubblico

Presentazione Bozzetti 14eb20 350 min

Libri

Arianna Fermani, docente di filosofia antica all’Università di Macerata e, il prof Giancarlo Torroni dialogando con Daniela Mastracci hanno presentato il suo primo libro: “Bozzetti (Rammendando qua e là)” edito da Casa Editrice 2000diciasssette è già nelle librerie al costo di 20 euro, acquistabile anche on line.
Mai mi era capitato di vedere così affollata la sala delle conferenze della Biblioteca provinciale Alberto Bragaglia, in via de Mattias 12, a Frosinone. Non solo docenti colleghi della Mastracci, ma tantissimi giovani studenti di liceo o impegnati all’università. Un segno evidente di attenzione, ma già anche di successo per l’impegno dell’autrice. Moltissimi avevano fra le mani il libro “Bozzetti”. Dopo un'apertura musicale del prof. Federico Palladini, che ha cantato due belle canzoni accompagnandosi con la chitarra, si è sviluppato un interessante e appassionato dibattito fra i relatori e l’autrice che ha consentito di approfondire temi e caratteri dei "Bozzetti". Mi auguro che vogliano scrivere le loro valutazioni perché meritano di essere proposte ai nostri lettori.

Per ora qui pubblico come UNOeTRe.it ha voluto dimostrare il suo interesse per l’opera di Daniela Mastracci.

Sulla copia in mio possesso del suo libro, Daniela Mastracci, ha scritto: ”Per Ignazio che un giorno ha avuto la bontà di pensare che io potessi scrivere…”. Grazie, ma non di bontà si tratta.
Sollecitare Daniela fu assolutamente conseguente a quanto già leggevo di lei sui giornali on line, sui blog e su Facebook dove allora spesso pubblicava sue considerazioni anche di attualità.

Ma, fu durante una presentazione a Ceccano di un libro che ricostruiva vicende della Seconda guerra mondiale a Ceccano, scritto da Lucia Fabi e Angelino Loffredi, che le avanzai la proposta di scrivere anche per UNOeTRE.it
Mi colpì la descrizione concreta, ma poetica di come cambia lo scenario quotidiano in una guerra: “alzi gli occhi e il cielo non è più l’azzurro con le nuvole e gli uccelli, ma si oscura di aerei che gettano bombe e distruzione”.

Questa si fa leggere, mi dissi. Le chiesi, allora, la collaborazione. UNOeTRE.it scrisse, nel presentarla, una sua frase, illuminante Presentazione libro Bozzetti 14feb20 Sala 350 mindel rapporto che lei stabilisce fra realtà e foglio di carta. «Si tratta - dice - di parole che vengono da impressioni che squarci di realtà mi fanno sentire, in quel momento, in quello spazio, con quella particolare luce. Da questo punto di vista potrebbero essere scritti impressionisti nel senso dell'impressionismo in pittura». Come non esser d’accordo? Chi legge vive un'emozione.

Gli Amici di UNOeTRE.it dal 2016 ad oggi hanno presentato ai lettori 8 libri, la maggior parte dei quali in questa sala. Abbiamo spaziato dai problemi politici alla poesia, dalla transessualità ai linguaggi e all’educazione. Fra questi, gli ultimi due: “Aristotele e l'infinità del male. Patimenti, vizi e debolezze degli esseri umani” della prof Arianna Firmani che qui ci affascinò con la sua contagiosa gioia di Vivere e “Bozzetti” che hanno in comune non solo l’appartenenza delle autrici al mondo della filosofia, ma il tema delle relazioni umane e civili fra donne e uomini, nella società, in politica, nella vita in genere.

Mi pace considerare “Bozzetti (Rammendando qua e là)”, il primo libro di Daniela, con l’augurio che ne seguano altri. Cosa spinge Daniela a scrivere? Può capitare che non te lo dica, ma forse ognuno fra le sue righe trova le stesse delusioni, le ansie e le sofferenze che questa epoca di grande guerra a pezzi, di efferati omicidi, di barbarie e di sfruttamenti insopportabili fa respirare a tutti e magari non sappiamo comunicarcelo. Daniela parla a quei cuori e a quelle intelligenze. Aiuta la consapevolezza.
Io penso che ci sia anche la voglia di gettare nella mischia la sua esperienza di vita vissuta come esempio, insegnamento, manifestazione di sé. Provo a fare un mio "Rammendo".

La cura dei più giovani le sta a cuore. E come lo fa? Leggiamola.
«Andavo a scuola di inglese quando ero piccola e stavo alle elementari. (…), io andavo una volta alla settimana, non ricordo quale pomeriggio, ma poco importa. Ciò che ricordo è esilarante, l’assicuro. Immaginiamo questa bimbetta che cammina in un vicoletto del paese, diretta a scuola di inglese. Come pensiamo che io camminassi? Forse scocciata? Di cattivo umore? Dopo tutto la mattina andavo già a scuola, e quindi mi toccava ancora altra scuola di pomeriggio, che gli altri bambini non frequentavano, un’ingiustizia, insomma, povera me! Forse immaginiamo una faccina triste e arrabbiata. E invece le cose non stavano affatto così. Io ero allegrissima, tutta contenta di andare, e la cosa più sorprendente era la concentrazione, ma in un volto contento.»

Qui, si coglie, anzi c’è, il suo rapporto con lo studio, il valore dell’insegnante, la gioia dell’apprendimento.
E’ quasi un assillo di trasmissione di valori e d'esperienza. Scrive: «Io provo a tenere dentro di me ben serbata la memoria perché credo che senza memoria lo sguardo umano perda di profondità, appiattisca ciascuna cosa su un presente che rischia di presentarsi eterno, tale che ci faccia pensare che le cose siano così, siano state sempre così, saranno sempre così.» e arriva l’insegnamento che raccoglie e divulga: «Secoli che si stringono come una fisarmonica e si fanno ascoltare rilasciando l’aria a dilatare tutte le note che può.» Questa fisarmonica di conoscenza può essere a disposizione di tutti, basta volerla scoprire, studiarla, suonarla.

«La techne è il saper fare: quel sapere che si mette in atto, con una certa acribia» (precisione meticolosa; rigore critico), nel fare qualcosa, quel sapere unito alla tecnica che si utilizza per produrre qualcosa. Il suo certo amore per le parole di raffinata definizione non mortifica mai, però, la comprensione chiara del suo pensiero da parte di chi la legge.

“L’Arte di vivere”. Un brano, un altro ‘diamante’ come il prof. Giancarlo Torroni ha chiamato i “Bozzetti” che non è gratuito e scontato intanto per lei, per l’autrice. «Si può scegliere sulle cose che dipendono da noi però senza dimenticare gli intrecci di tutti noi che scegliamo e mettiamo in pratica le nostre scelte, e gli intrecci si intrecciano e si influenzano (…) mi viene da dire che essere capaci di scegliere bene, cosa già assai difficoltosa, non è garanzia su quello che vorremmo realizzare, sullo scopo che avremmo pensato: in qualche maniera “ragnatelosa” (straordinaria questa definizione) lo scopo non sta solo a noi che scegliamo. Nelle scene entro le quali ci troviamo ci sono un sacco di attori, alcuni agiscono con un “copione” più o meno chiaro e altri agiscono andando a braccio, alcuni hanno un certo carattere e certe inclinazioni, altri caratteri differenti, passioni differenti, una pluralità di attori, caratteri, inclinazioni, passioni, scopi e modi del ragionare che si intreccia e l’intreccio si infittisce senza che gli uni o gli altri possano vederlo del tutto.»

La sua è una ricerca: mettere il suo studio alla prova della vita quotidiana di oggi e di ieri. Apprezzo in questPresentazione libro Bozzetti 14feb20 Sala 2 350 mino senso la scelta della narrazione di episodi di vita vissuta. Fatti ed accadimenti capitati a milioni di noi anche se diversi hanno un forte potere evocativo di ricordi che spesso non valorizziamo, ma sono fortemente inclusivi e ci preparano a condividere e anche ad accettare il nuovo che ci accingiamo ad affrontare o addirittura a proporre ad altri.

Fra molto altro c’è un approdo, non definitivo, ma sento che va citato, perché per l’autrice mi pare importante: l’ “articolo 9” della Costituzione, che assegna alla Repubblica di promuovere lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica e, la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione. Dice Daniela: «Mi viene in mente il meraviglioso articolo 9 della nostra Costituzione, là c’è scritto tutto ciò che sto evocando in questo volo pindarico tra monti e valli e città, in questo bel sogno ad occhi aperti».

Bello questo riferimento alla Costituzione, che è un messaggio di forte attualità. Molti costituzionalisti presentano l’ “articolo 9” richiamando altri 2 articoli. L’ART. 33 - L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi e l’ART. 41 - L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. Delinea chiaramente un mondo in cui vivere che deve appartenere a tutti e a tutti servire con un grande senso di giustizia e di equità.

Un importante messaggio perché si applichi “integralmente” la nostra Costituzione che così com'è può darci un mondo migliore.

Grazie Daniela.

IM

 

Cliccare sulle foto per ingrandirle. Una volta aperti gli ingrandimenti scorreteli utilizzando la barra verticale e quella orizzontale per visionarle integralmente
Per Daniela Mastracci 14 febbraio 2020

 

 

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“Manifesto per un nuovo servizio pubblico e la qualità della comunicazione”

rai logoUna proposta innovativa

di Stefano Balassone - Alcuni esperti RAI, ora in pensione, insieme con cultori della materia, hanno dato alle stampe il “Manifesto per un nuovo servizio pubblico e la qualità della comunicazione” cui ho contribuito e che propongo per la firma sulla piattaforma change.org, all’indirizzo http://chng.it/XJjjzv4H7v (per accedere, copiare e incollare nella URL)

“La RAI, pagata dai cittadini, deve essere il primo luogo di ricerca della verità, della razionalità e della coesione sociale, e di stimolo alla qualità nella produzione dell’informazione, dei programmi e dei nuovi servizi nel sistema misto della comunicazione”. Si sente il bisogno di ricordarlo, evidentemente, perché questi obbiettivi non sembrano soddisfatti. E queste critiche sono inserite in un “panino” che collega la crisi del servizio pubblico, da una parte, alla crisi generale del sistema di comunicazione in ambiente social, e ai suoi effetti sulla rappresentanza politica democratica; dall’altra, a UNA PROPOSTA INNOVATIVA PER MODIFICARE SOSTANZIALMENTE LE MODALITÀ DI GOVERNANCE DEL GRUPPO RAI.

I promotori propongono la “costituzionalizzazione” del servizio pubblico: ritengono che la massima responsabilità politica, che risiede nel GOVERNO DELLA REPUBBLICA, E CERTIFICATA PER IL RISPETTO DELLE REGOLE ATTRAVERSO DPR DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, debba scegliere gli amministratori di una Fondazione, cui attribuire proprietà e controllo della RAI. Questo deve avvenire al di là della tattica politica e dei vantaggi immediati, attraverso regole di garanzia che orientino i prescelti alla ricerca della verità, alla coesione sociale e al rispetto delle diversità. L’esercizio di questa responsabilità, esercitata nell’interesse di tutti, deve costituire passaggio utile anche per ridare qualità alla politica e legittimare le istituzioni.

Le regole indicate dal Manifesto, come essenziali, prevedono che L’INCARICO SIA INDIVIDUALE E LUNGO, MA CON TEMPI DIFFERENZIATI ALLA PRIMA TORNATA DI NOMINE, analisi trasparente dei curricula, accertamento di competenze nei settori della comunicazione, dimostrata attitudine al dialogo e alla promozione della coesione sociale. In sostanza, scelte professionali, non partitiche né sincronizzate nel loro insieme sull’avvicendamento delle maggioranze.

È compito arduo attribuire alle massime istituzioni politiche, per il bene stesso della politica, il compito di tagliare i legami tra la RAI e la lottizzazione partitica, ma forse è la sola strada ancora possibile.
Per firmare, ripeto, change.org, all’indirizzo http://chng.it/XJjjzv4H7v

 

 

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Lotta ai reati ambientali o licenza d'inquinare?

Nucleo Operativo Ecologico Noe Carabinieri 400 mindi Angelino Loffredi - Il pomeriggio del 25 gennaio 2019 vissuto con tanta passione presso la Sala Parrocchiale di Santa Maria a Fiume di Ceccano per contrastare l’inquinamento nella Valle del Sacco ha rappresentato e deve rappresentare un punto di partenza per mantenere aperta l’attenzione sul tema, ampliando l’approfondimento sulle cause e il dibattito scientifico connesso, la ricerca di strade da percorrere individuando ulteriori interlocutori ed obbiettivi da raggiungere, a breve e medio termine.
Tutto ciò al giornale unoetre.it è imposto dalla qualità del confronto al quale abbiamo assistito e dal clima rispettoso mantenuto per tutta la durata dell’iniziativa. Chiunque infatti può verificare quanto scritto collegandosi con il link https://youtu.be/NcoDFpnMEb8

Il giornale pertanto ha intenzione di mantenere alta l’attenzione sui fenomeni che dovessero nuovamente emergere, alzare il livello della conoscenza, divulgare, favorire e valorizzare iniziative di altri soggetti (ambientalisti, sindacali, politici, istituzionali). Il nostro obbiettivo, insomma è allargare l’area dell’impegno, di provare a non far disperdere le forze disponibili a dare un contributo contro la rassegnazione e indicare al contrario costruttive proposte. Per questo vogliamo dare continuità al nostro lavoro ricordando scadenze e impegni. Primo fra tutto quello annunciato dal dottor Berlenghi, rappresentante del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, quando avanti ai 19 sindaci della Valle e alle organizzazione ambientaliste, il 20 dicembre 2018, si impegnava a tornare entro il mese di gennaio 2019 per garantire la messa a conoscenza della bozza di programma degli otto siti da bonificare nella provincia di Frosinone: accordo di programma quadro prima che venga sottoscritta una ipotesi calata dall’alto e inadatta alla Valle.

 

Di cosa si tratta? Sulla base di disposizioni previste dal DM 321/2016, i comuni della provincia sin dal 2017 hanno inviato al Ministero, attraverso la Regione, proposte di bonifica nei propri territori. Dopo 18 mesi il Ministero ha messo a disposizione la somma di 53 milioni e individuato nella nostra provincia otto siti da bonificare: tre a Ceprano, uno a Frosinone, Ferentino e Anagni, 2 a Ceccano.
Per la precisione i siti riguardanti Ceccano sono l’ex discarica di via Anime Sante, per il quale il comune ha richiesto la somma di 760.000 euro e l’ex plesso industriale SNIA BPD di Bosco Faito per il quale è stata richiesto un intervento pari a 1.388.000.

E’ importante dunque tenere al più presto l’incontro promesso per gennaio e non ancora realizzato, anche perché bisogna conoscere tante cose a cominciare dalla gestione delle risorse. Inoltre mi sembra opportuno sollevare una questione non secondaria, ne marginale: degli otto siti solo tre sono su proprietà pubblica, gli altri 5 sono su proprietà privata. Ora mi sembra strano che non si definiscano, per questi ultimi, procedure e forme di garanzia. Non mi sembra giusto che il privato inquini creando pericoli, il pubblico impiega risorse e bonifica e poi il privato ricuperi il sito bonificato e valorizzato.

Oltre a quanto illustrato è necessario sapere che sono necessari anche provvedimenti di tipo sanitario quali il dimenticato Registro dei Tumori, importante per conoscere la connessione esistente fra la malattia e i luoghi di lavoro e di residenza; uno screening verso la popolazione giovanile considerate la pericolosità di alcuni materiali in grado di colpire gli organi genitali e le possibilità di riproduzione.

Inoltre non dobbiamo dimenticare che sono necessari interventi normativi nazionali perché il Reato Ambientale è vero che entrato nel Codice come reato penale ma accessorio e questa postilla da la possibilità agli inquinatori di essere sanzionati amministrativamente e non penalmente. Sempre sinteticamente mi sembra utile prima di terminare porre una necessaria domanda: chi sanziona nei comuni? Dal 2006 il Testo unico Enti Locali sta subendo una serie di modifiche e correzioni inventando in modo impreciso e incoerente una nuova figura: un Responsabile o un Dirigente che dopo un lungo giro di palleggiamenti amministrativi, accertamenti e placet dei tanti enti preposti emette la Sanzione. Indecisioni, sovrapposizioni, lungaggini portano inevitabilmente a rimpiangere in tali casi il ruolo del Sindaco, in grado di assicurare velocità ed efficacia e contrastare quella che mi sembra essere una Licenza di Inquinare.

 

 

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Rompere l’incantesimo del deficit pubblico ad ogni costo, ma...

debito pubblico 350 260di Alfiero Grandi*, da jobsnews.it - Manovra: “Va bene rompere l’incantesimo della riduzione del deficit pubblico ad ogni costo ma bisogna ad ogni costo evitare che il deficit si trasformi nel pagamento di maggiori interessi”

L’attenzione si è concentrata sul deficit pubblico al 2,4 %. Certo, è un segnale politico controcorrente rispetto agli impegni per il contenimento allo 0,8% nel 2019, ma che non è poi così nuovo visto che Renzi aveva proposto di portarlo al 2,9 % per 5 anni in un’intervista a Il Sole24ore l’8 luglio 2017. Un no pregiudiziale ad un deficit più rispondente ai bisogni del paese è incomprensibile, tanto per chi da anni sostiene che andrebbe tolto il vincolo del pareggio di bilancio inserito, all’epoca del governo Monti, nell’articolo 81 della Costituzione per subalternità all’austerità europea.
L’impegno a scendere allo 0,8 % è stato preso dai governi precedenti sapendo che era una promessa irrealizzabile, per di più scaricata su altri. Cancellare l’aumento dell’Iva vale da solo lo 0,8 %. Purtroppo, da tempo i governi prendono impegni non realizzabili di abbassamento del deficit pubblico, salvo constatare a fine anno che l’obiettivo non è stato raggiunto. Questo trucchetto è stato usato da governi diversi.
Ora c’è un aggravante, bisogna fare i conti con una ripresa economica italiana che era già asfittica, la peggiore d’Europa, e ora è in rallentamento. Un taglio dell’intervento pubblico nell’economia provocherebbe un ulteriore peggioramento della situazione, con conseguenze sull’occupazione. Quindi il deficit pubblico allo 0,8% non è realizzabile, pena conseguenze gravi sul paese.

 

Va bene rompere l’incantesimo della riduzione del deficit pubblico ad ogni costo ma bisogna ad ogni costo evitare che il deficit si trasformi nel pagamento di maggiori interessi per aumenti dello spread e dei tassi, tanto più che nel 2019 l’Italia dovrà rinnovare più di 400 miliardi di debito pubblico. Quindi è decisivo come queste risorse in più verranno utilizzate. Non sprecarle è un imperativo che non ammette deroghe, altrimenti l’aumento del deficit diventerebbe un boomerang disastroso e i mutamenti repentini di opinione del governo e dei suoi Ministri non può che preoccupare.
È necessario evitare l’aumento dell’Iva altrimenti i consumi già sotto pressione per altri aumenti ne risentirebbero, il resto delle risorse va impegnato per la ripresa e l’occupazione e per intervenire sulle aree di povertà, la cui condizione non può attendere. Chi oggi invoca una linea di contenimento radicale del deficit dovrebbe spiegare quali sarebbero le conseguenze per questi interventi.

Le motivazioni alla base della scelta del governo non sono tutte nobili, pesa molto la sommatoria delle promesse elettorali di Lega e 5Stelle, che ora cercano lo spazio per mantenerle almeno in parte, ma la critica al governo non può concentrarsi sul deficit al 2,4%, perché anzi questo crea lo spazio per un intervento anticiclico. Il vero problema sono gli obiettivi spesso confusi e contraddittori, quindi i problemi sorgono sulle modalità di uso delle maggiori risorse rese disponibili dal 2,4% e a questo dovrebbe dedicarsi l’iniziativa dell’opposizione, almeno delle sinistre.
La scelta di aumentare il deficit non si può fare a cuor leggero, mettendosi contro tutti, con il rischio di subire una speculazione devastante proprio nella fase in cui è in esaurimento l’intervento della Bce di acquisto di debito pubblico e di calmieramento dei tassi. In altre parole, quando l’ombrello della Bce si sta chiudendo. Per questo le sbruffonate non servono, anzi sono controproducenti, come lo sono le sceneggiate propagandistiche dai balconi, di pessima ascendenza, le esagerazioni verbali che talora richiamano l’infausto motto molti nemici molto onore.

 

Occorre serietà e consapevolezza delle sfide a cui si va incontro, che sono essenzialmente di 2 tipi:
1) come creare un rinnovato impegno europeista, diverso dal passato, che chiuda la fase dell’austerità come dogma e in questo governo e maggioranza vanno incalzati perché le loro sparate propagandistiche sono controproducenti. Oggi non c’è un progetto italiano per un’Europa diversa, a meno di prendere seriamente Salvini sul rapporto privilegiato con Orban e Seehofer.
2) Come spendere al meglio le risorse disponibili, evitando che la lievitazione del costo del debito si mangi le maggiori risorse; l’aumento dello spread genera qualche apprensione. Il problema non è solo il rapporto tra spesa per consumi e investimenti. Questa classificazione non è così netta, anche gli 80 euro del governo Renzi erano classificati come sconto fiscale. In una fase di domanda calante, di economia in rallentamento le misure che aumentano il reddito spendibile delle famiglie a basso reddito sono insieme equità sociale e un aiuto alla ripresa perché creano più domanda, molto di più che gli sgravi fiscali ai redditi alti, che invece entrano nella manovra su pressione della Lega. Anche le spese sociali diminuiscono la divaricazione tra i redditi e migliorano la coesione, mentre quelle per il lavoro aiutano uno sviluppo a più alta intensità e qualità di lavoro.

Le misure fiscali di cui parla il governo portano una forte impronta della Lega e sono sbagliate. I condoni sono sempre una sciagura, fanno sentire cretini i contribuenti onesti, aggiungo che sono stati condoni anche quelli dei governi Renzi-Gentiloni che hanno infranto una storica distinzione tra sinistra e destra. Non basta cambiargli nome, restano condoni. Questo governo fa come e peggio dei governi precedenti, con in più un impulso alla disuguaglianza tra i redditi perché la nuova tassazione premierà i redditi degli autonomi e medio-alti, esattamente il contrario di quello che serve. Purtroppo i 5 Stelle sul fisco sono subalterni alla Lega.
Le misure sulle pensioni possono favorire un ricambio tra generazioni nel lavoro, esattamente il contrario della legge Fornero che provocò un disastro bloccando per anni l’entrata dei giovani nel mondo del lavoro. Così le imprese avranno lavoratori più giovani e motivati, che costeranno di meno, dove è sbagliata questa misura? Potrebbe essere scritta male e realizzata peggio ma l’idea in sé è buona.
Semmai occorre obbligare le aziende a sostituire i pensionandi, a non decentrare, a non perdere posti di lavoro.

Le misure per spingere le imprese ad investire possono essere utili ma andrebbero vincolate a creare occupazione aggiuntiva.
Gli impegni per nuovi investimenti pubblici sono un volano per la ripresa economica, vedremo le proposte, si può dire fin d’ora che scuole messe in sicurezza, territorio sottratto al degrado, servizi pubblici che vanno rinnovati o fatti ex novo dovrebbero essere parte decisiva delle misure. Le grandi opere non sono il demonio, ma occorre scegliere quello che serve a migliorare la vita delle persone e l’ambiente, coinvolgendo regioni ed enti locali. La sanità è vicina al collasso, la privatizzazione è dilagante, il servizio sanitario regge a fatica e non è più in larga misura nazionale, come si può pensare di togliere risorse anziché aumentarle?
Il reddito di cittadinanza per ora, al di là degli orpelli propagandistici è un aumento delle pensioni minime, scelta che può migliorare la condizione di aree di disagio sociale, vedremo come verrà proposta e realizzare. Migliorare il reddito di tante persone, il cui numero è raddoppiato in 10 anni, è importante e dovrebbe aiutare la ripresa, è una misura non molto diversa dagli 80 euro.

Questi interventi costano e quindi non si può ignorare il problema del debito, che potrebbe essere affrontato con misure come la riduzione delle spese e degli impegni militari.
È normale che la sinistra critichi il governo ma deve farlo da sinistra, non sembri una banalità. La critica per la critica non convince. Un’opposizione seria deve svolgere i suoi interventi per evitare che l’aumento del deficit diventi solo un’occasione per fare propaganda, sprecando un’occasione forse unica e quindi deve favorirne il miglior uso possibile.
In altre parole un intervento keynesiano non è banalmente spendere di più ma spendere bene, in modo utile e mirato, per obiettivi anticiclici e socialmente necessari. Il 2,4 % è solo il titolo, la sostanza inizia ora.
I toni e gli argomenti della maggioranza non aiutano al confronto, ma fallire questa opportunità sarebbe un danno per tutto il paese, a partire dalle aree più deboli e quindi occorre mantenere un atteggiamento fermo e costruttivo, perfino malgrado il governo.

 

*Già sindacalista della Cgil. Scrittore di numerosi articoli su argomenti politici ed economici e collaboratore del settimanale Avvenimenti, nal 2006 fa parte del secondo governo Prodi in qualità di sottosegretario all'Economia. Alfiero Grandi nel 2012 è stato eletto Presidente dell’Associazione per il Rinnovamento della Sinistra

 

 

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La rete e gli algoritmi siano un bene pubblico

reti e algoritmi mindi Vincenzo Vita, da ilmanifesto.it - Davide Casaleggio, nell’intervista a LaVerità, ha immaginato la tendenziale fine del parlamento. Polemiche politiche prevedibili. Ovviamente, via Twitter, tanto per dare ragione di fatto alla figura di riferimento del Mov5Stelle: Casaleggio associati e associazione Rousseau sono le fonti essenziali, infatti, del potere decisionale pentastellato. Le reazioni, del resto, sono giustificate. Il rapporto tra l’uno e la folla senza mediazioni se non il click della tastiera assomiglia, mutatis mutandis, a passate avventure tragiche, laddove la semplificazione istituzionale volge non a un di più di democrazia. Piuttosto ad un di meno, fino all’autoritarismo.
Ovviamente, qui stiamo parlando di un universo tecnologico dagli esiti imprevedibili e non della storia conosciuta nell’età analogica.

Ben prima delle esternazioni di Casaleggio, la mediologia aveva previsto che la rete avrebbe messo in causa l’edificio della rappresentanza. Le analisi erano dettate in diversi casi da un goffo ottimismo digitale, ma in tanti altri da una saggia preoccupazione.
Un conto è arricchire la struttura istituzionale attraverso una puntuale acquisizione della capillarità della rete come “terza camera”, ampliamento creativo del sistema: intelligenza connettiva, scriveva Derrick de Kerckhove. Strumenti e opportunità tesi a migliorare le funzioni parlamentari, non già ad abolirle. Una pubblica amministrazione trasparente e on line permette alle assemblee elettive di liberarsi dal giogo burocratico per investire in procedimenti legislativi di qualità. Tra l’altro, l’informatizzazione del parlamento realizzata negli ultimi anni è importante.

Se, al contrario, si intende ridimensionare la rappresentanza surrogandola con consultazioni su una piattaforma proprietaria si cade nell’imbuto della cosiddetta post-democrazia. Da Colin Crouch (2003) a Pierre Rosanvallon (2012) numerosi autori hanno descritto i fenomeni in corso nell’occidente moltiplicati dalle culture liberiste, fondate sull’egoismo massificato e sulla competizione esasperata. La gestione da parte di pochi oligarchi come gli Over The Top del flusso dei saperi è una componente cruciale dell’involuzione in corso.

Non si scherza con la Costituzione della Repubblica a base parlamentare. Ci provò Matteo Renzi rimettendoci le penne e ora è bene per il Mov5Stelle stare alla larga da simili tentazioni. Si rifletta, piuttosto, sulla disparità forte tra i votanti “fisici” e quelli che partecipano alle consultazioni in rete. Se mai, si pone il tema del ricorso alle modalità digitali per le raccolte di firme referendarie o per le proposte di legge di iniziativa popolare.

Tuttavia, al di là del dibattito suscitato da un’intervista, è bene chiarire tra chi ha ancora a cuore la sinistra che le parole di Casaleggio (prima di lui il padre e lo stesso Grillo) vanno lette in controluce. L’età berlusconiana fu appoggiata clamorosamente dalla televisione commerciale generalista, Mediaset in testa. Allora il fenomeno fu sottovalutato, non capito o pure colpevolmente agevolato. Ora, per carità, non si commetta lo stesso tragico errore con la rete. Quest’ultima è la dimensione comunicativa del millennio. Richiede regole giuste, ma soprattutto un approccio adeguato. Pubblica o privata la natura societaria di chi se ne occupa, la rete e gli algoritmi sono (siano) un bene pubblico. Qualcuno ha ricordato, a proposito della discussione, i soviet. Però, Grillo, “te lo do io Lenin”. O no?

 

 

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Da agosto senza stipendio su un appalto pubblico

filcams cgil 350 260di Gianluca Padovano Segretario della Filcams-CGIL di Frosinone-Latina - Da agosto senza stipendio su un appalto pubblico!!! E’ questa la situazione dei 50 lavoratori dipendenti della CGS General Service impiegati nell’appalto della Vigilanza e Servizi Fiduciari presso gli ospedali di tutta la provincia di Frosinone.

La Asl di Frosinone ha indetto una gara ponte, in attesa di una gara regionale, per sostituire la CGS General Service. La gara ponte è stata aggiudicata dalla SVE 2010 srl. La Filcams-CGIL DI Frosinone-Latina, nella persona del segretario provinciale Gianluca Padovano, è preoccupata del futuro e della stabilità occupazionale dei lavoratori, attivandosi con una richiesta d’incontro alla Direzione Sanitaria Provinciale per il pagamento in surroga dei stipendi arretrati dei lavoratori, come previsto dal codice degli appalti, ma anche per una discussione per il ripristino delle 1000 ore tagliate nella nuova gara. Inoltre, è stata richiesto un’incontro presso la ITL di Frosinone per il passaggio dei lavoratori dalla ditta uscente a quella subentrante. Speriamo di non dover assistere a l’ennesima discussione sul taglio di posti di lavoro!!

Gianluca Padovano Segretario della Filcams-CGIL di Frosinone-Latina

 
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Sciopero Provinciale del Trasporto Pubblico Locale

usb350 260Sciopero Provinciale Trasporto Pubblico Locale di Frosinone del 04/08/2017 Società GE.A.F.

La scrivente organizzazione sindacale USB (Unione Sindacale di Base) esprime grande soddisfazione per la riuscita dello sciopero Provinciale del TPL (Trasporto Pubblico Locale) di Frosinone, proclamato per il giorno 04/08/2017 dalle ore 8,30 alle 12,30.

L’adesione allo sciopero è stata dell’80% della forza lavoro. Tale percentuale consolida le motivazioni che hanno indotto allo sciopero:

• la verifica certificata dei km effettuati nell’anno 2016/2017 dalla società rispetto ai
Km assegnati dall’ente Pubblico
• turnazioni
• sicurezza
• presenze del personale in cassa integrazione in deroga
• criticità connesse all’attività lavorativa

La scrivente O.S. letto l’avviso per l’utenza affisso dall’azienda sui bus, ci tiene a precisare che non si tratta di uno sciopero Nazionale, infatti si tratta di uno sciopero Provinciale per le motivazioni suddette.

L’altissima adesione a questo primo sciopero Provinciale proclamato da U.S.B. testimonia della volontà di tutti i lavoratori T.P.L. di Frosinone a proseguire nella lotta fino a ottenere il rispetto dei diritti e all’accoglimento delle richieste.

Frosinone, 04/08/2017 Esecutivo Provinciale Lavoro Privato
Stefano Pollari

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Si presenta al pubblico il MeetUp di Patrica

movimento 5 stelle bandiera 350 260dal MeetUp di Patrica - Il giorno 16 luglio 2016 il Meetup di Patrica si è riunito in un incontro pubblico per presentarsi ai cittadini e per programmare il futuro politico di Patrica.
Ad oggi il Meetup è l’unica forza di opposizione (rappresentata in Consiglio Comunale dal Consigliere Bufalini) visto che gli altri consiglieri di opposizione Funari e Battaglini hanno tradito il mandato elettorale trasformandosi di fatto in una costola della maggioranza. Ignoriamo le motivazioni politiche o personali che hanno spinto Funari e Battaglini a cambiare versante.

L’ordine del giorno della riunione è stato il seguente:

Presentazione Meetup
Situazione Biogas
Programmazione eventi futuri

Per quanto riguarda la presentazione il Meetup ha deciso di riunirsi pubblicamente ogni 15 giorni al Planet Caffè (Monti Lepini di Patrica) volta per volta si parlerà di Patrica alla luce del sole rispondendo alle domande dei cittadini che vorranno partecipare.
“Per quanto riguarda gli impianto di Biogas e di smaltimento rifiuti, come meetup siamo contrari alla realizzazione di entrambi i progetti (sia Recall che Terra Pulita) e chiediamo, a questo proposito cbe il sindaco di Patrica ribadisca la sua totale contrarietà alla realizzazione degli impianti. Entrambi i progetti sono ancora in valutazione presso la Regione nonostante per il primo di questi, a conferma di quello che pensiamo, la Recall si stia chiaramente portando avanti sui social attraverso delle video interviste fatte ai tecnici della società.
Prossimo incontro del Meetup di Patrica, il 30 Luglio alle ore 10 presso Planet Caffè

 
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Frosinone-Palermo, protagonista il pubblico

Il Pubblico protagonista Curva Nord

di Armando Mirabella - Se ci trovasse in un film americano, quelli in cui i buoni vincono sempre, il Frosinone si sarebbe già salvato. Gli ultimi 10 minuti della partita che la squadra gialloazzurra ha perso in casa con il Palermo per due reti a zero entrano nella storia di questa provincia. Il merito è tutto dei tifosi del Frosinone che, pur consapevoli che la propria squadra sta per abbandonare il palcoscenico della eccellenza calcistica italiana, non hanno laciato lo stadio, non hanno contestato, o peggio ma si sono stretti attorno alla squadra, allo staff e alla società con cori e ringraziamenti così come fa un amico sincero. Come chi si sente orgoglioso di una propria certezza: l'identità.

Senza tre dei suoi migliori calciatori

Bisogna necessariamente iniziare dalla fine di questa sciagurata partita, iniziata con un Frosinone che nel momento nevralgico del campionato resta senza tre dei suoi migliori calciatori: Sammarco, Frara e Dionisi. Formazione quasi obbligata per Stellone che schiera 4 difensori: Rosi, Russo Blanchard e Pavlovic. Gucher, Kragl e il diffidato Gori iniziano tra la difesa e la coppia di esterni Soddimo e Paganini. Daniel Ciofani è l'unica punta. Ma questo assetto cambierà continuamente durante la partita. 3 4 3 per il Palermo di Ballardini che schiera largo “el mudo” Vazquez e il Campione del Mondo Gilardino al centro dell'attacco.

Primo tempo davvero povero di emozioni con un Frosinone contratto che ha spesso un tempo di gioco in più, una azione che non si sviluppa e con la palla che spesso galleggia in orizzontale. Palermo, che con un tasso tecnico altissimo, cerca da subito di mettere pressione al Frosinone evitando che prenda entusiasmo e fiducia. Sterile possesso palla e zero tiri in porta per parte. Molto più interessante la ripresa che inizia con Paganini al terzo minuto pericoloso di testa con un inserimento dalla destra. Momento di massima intensità del Frosinone che al minuto 9 su di un missile dalla sinistra di Kragl trova pronto Sorrentino. Spietato il calcio con le sue leggi: proprio in questo momento di massima spinta il Palermo va in vantaggio. Rispoli pesca in area Gilardino, che di mestiere da una vita fa il centravanti e sfrutta alla grande l'incertezza di Leali in uscita e palla in rete. Frosinone che ha continuato a cambiare modulo continuamente, con l'ingresso di Dionisi al minuto 23 diventa più incisivo e pericoloso. Dopo un giro di orologio, da uno scambio tra il nuovo entrato e Ciofani conclusione con una parata di Sorrentino. Alla mezzora entra un sempre vano Tonev. Minuto 35 grande parata di Sorrentino su Ciofani, sulla respinta grandissimo ancora il numero 1 palermitano su Paganini. Su questa ultima respinta uno straccio bagnato di Rosi bloccato a terra dallo stesso Sorrentino. Carta della disperazione di Stellone, che toglie un difensore Russo per mettere una altra punta: Longo. E sta qua uno dei drammi del Frosinone di quest'anno. A centrocampo ed in attacco il contributo della panchina nel cambiare l'inerzia di un incontro che si mette male è zero. Sono due invece i goal del Palermo che raddoppia con Trajkosky che scherza con Rosi prima di meterla in rete. Si finisce senza isterismi, con passione, ringraziamenti, applausi e lacrime.

 
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