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Il drammatico quadro debitorio del Valle del Liri

CONSORZIO di BONIFICA della VALLE DEL LIRI

La realtà non è proprio quella rappresentata in Regione

di Mario Costa
consorzio di Bonifica Valle del Liri Cassino 350 260 minNon ci ha messo molto ad arrivare a Roma l’eco delle proteste di tanti proprietari dei terreni agricoli del nostro territorio, assai critici con il Consorzio di Bonifica della Valle del Liri per i pesanti aumenti applicati negli ultimi due anni sul canone di irrigazione e sul resto. Per renderne chiara a tutti la sostanziosa quanto dolorosa entità, a mo’ di esempio, indichiamo che là dove su un ettaro si pagavano 200 euro l’anno, ora se ne paga il doppio, se non proprio qualcosina in più.

E’ un malcontento di cui, come da dovere, si son dovuti far carico alcuni degli amministratori più sensibili e più attenti alle esigenze della loro gente (cominciando dal sindaco di Cassino), sui quali i consorziati hanno scaricato il loro malcontento, stante la Capitale un po’ lontana da qui.

E’ stata pure un’eco che ha fatto dunque assai rumore, visto che si è scomodato, non il portavoce dell’assessore competente, ma addirittura il capo di gabinetto della Regione, Albino Ruberti, con una intervista a tutta pagina, a spiegare la giustezza di una politica “lacrime e sangue”, ma doverosa, necessaria per ripartire con un discorso nuovo.

“La decisione di nominare un Commissario straordinario – ha detto Ruberti – è stata dettata dalle gravi criticità riscontrate nella precedente amministrazione dell’Ente che hanno dato vita a quella preoccupante situazione debitoria e a una serie di inefficienze che gravavano sui consorziati”. E’ proprio quanto ebbe a rilevare Riccardo Casilli, il precedente Commissario del Consorzio, già qualche mese dopo l’ insediamento. Denunciò infatti “un drammatico quadro debitorio” e di avere scoperto, a fronte di bilanci sempre approvati, “pesanti debiti fuori bilancio”, peraltro mai correttamente scritti nei documenti contabili, aggiunse. A cominciare dai circa 10 milioni di debiti con i gestori elettrici per bollette non pagate, oltre agli interessi nel frattempo maturati. Cui aggiungere i debiti con ditte varie, tra cui il più grosso, allora, (2.300.000 euro) con la Intercantieri/Vittadello. Insomma, una tragica realtà gli enormi debiti frutto della pessima, clientelare, assai allegra gestione del passato che ha rischiato di travolgere il Consorzio. Un ente visto (ed utilizzato) come serbatoio di voti per le fortune elettorali di questo e di quell’esponente del centrodestra nostrano. Peraltro, ironia della sorte, non sempre tra i più raccomandabili.

Il prezzo salato del risanamento di una politica scellerata sono ora chiamati a pagarlo i tartassati consorziati, le cui polemiche, contrariamente a quanto sostiene Ruberti, sono tutt’altro che “sterili”. Polemiche che peraltro si alimentano da sole, senza che abbiano bisogno del soffiare del sindaco di Cassino né di alcun altro amministratore. Ha invece ragione il capo di gabinetto di Zingaretti quando si augura, lasciando lavorare la commissaria straordinaria Stafania Ruffo, che il Consorzio possa uscire presto dal commissariamento e si possa proseguire sul percorso tracciato “con una gestione, rispetto al passato, più efficiente e virtuosa dell’Ente”.

E qui veniamo al dunque. La regia dei responsabili della scellerata gestione pre-commissariale è già all’opera per la riproposizione, in maniera riveduta ma non corretta, della stessa gestione politica ispirata alla filosofia di sempre. Già prefigurato il vertice, messi in moto sindaci amici e sta approntando la macchina per tagliare il traguardo del prossimo gran premio. Il disegno cullato è ben lontano dalla gestione trasparente, rigorosa, corretta di un Ente così importante, così come auspica Albino Ruberti.

Quanto, infine, alle opere da lui richiamate, basterebbe una sua passeggiatina da queste parti (peraltro salutare lontana dallo smog romano), per fargli sorgere qualche dubbio sul come sono state realizzate e rispetto alle certezze espresse nel suo autorevole e documentato intervento. La realtà non è, infatti, proprio rispondente a come gliel’hanno rappresentata.

 

 

 

 

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1904. Quadro politico del Circondario di Sora

Storie del Frusinate

In particolare la condizione politica di Isola del Liri

di Romeo Fraioli

isolaliri1904 390 minAll’inizio del 900 le masse lavoratrici impiegate nei vari settori industriali di Terra di Lavoro erano prive di qualsiasi organizzazione sindacale e si caratterizzavano per la scarsa qualificazione, i livelli salariali molto bassi e per i lunghi ed estenuanti orari di lavoro. I primi tentativi per promuovere una pur minima organizzazione sindacale furono opera esclusiva di attivisti militanti del Partito Socialista. Ad Isola del Liri e nel territorio circostante si assunse l’impegno il giovane avvocato di Arce Bernardo Nardone, da poco passato al socialismo dopo un'iniziale militanza negli ambienti politici repubblicani napoletani. Accanto a lui Vincenzo Giovannone, eletto sindaco di Isola del Liri nell’ottobre 1902 e componente della direzione provinciale del partito socialista di Terra di Lavoro.

La formazione della Lega di resistenza, strumento propulsore dell’azione sindacale della classe operaia di Isola del Liri, finalmente orientata verso il miglioramento della propria condizione economica, portò all’istituzione nel 1904 anche della locale Camera del Lavoro ed alla fondazione della sezione del Partito Socialista. Al IV° Congresso provinciale dei socialisti e delle organizzazioni di Terra di Lavoro, svoltosi a Caserta nel dicembre del 1906, Isola del Liri fu degnamente rappresentata dalla sezione socialista, dalla Camera del Lavoro, dalla Lega degli operai della cartiera e stabilimenti affini, dalla Cooperativa di produzione e lavoro fra i muratori, dalla Cooperativa di consumo e dalla Lega dei contadini. Tutti questi organismi costituiti contribuirono alla formazione e alla crescita di una sana coscienza di classe tra quei lavoratori, identificando in Isola del Liri un vero «simbolo» del movimento operaio.

Il 23 ottobre 1904 il sotto prefetto di Sora, per la probabile possibilità di elezioni politiche anticipate, determinata dalla situazione politica di allora, richiedeva al tenente comandante l’Arma dei carabinieri reali della cittadina, quali erano le condizioni generali di quel circondario, con particolare riferimento a:

- quali erano i partiti amministrativi e politici esistenti nei vari comuni del circondario con l’indicazione dei capi gruppi dei partiti medesimi;
- quale la moralità, la condotta morale e politica dei preposti allora alle singole amministrazioni comunali, delle opere pie non che dei dipendenti impiegati;
- quali le principali famiglie notevoli per censo, per influenze e cariche pubbliche esercitate o per nobiltà e civiltà di natali, nei vari comuni del circondario;
- se vi erano partiti extralegali od affiliati a partiti sovversivi, specificandoli;
- quale era in genere l’indole degli abitanti del circondario e quali i reati commessi più frequentemente;
- quale era allora la posizione dei rappresentanti politici dei tre collegi rappresentati dagli on. Grossi, Lucernari e Visocchi, indicando l’importanza decisiva in fatto di elezione politica di alcuni comuni compresi nei singoli collegi:
- quale la posizione di fatto delle correnti favorevoli o contrarie sia per parte delle amministrazioni allora al potere e sia dei capi gruppi di elettori più noti che in caso di elezione politica potessero determinare od influire sulla riuscita dell’allora rappresentante come candidato futuro o dell’eventuale competitore, se questi già esisteva e se era noto, indicandone altresì la maggiore o minore probabilità di riuscita in caso di lotta prevedibile.

Da una corrispondenza della regia delegazione di pubblica sicurezza di Isola del Liri, inviata al sotto prefetto di Sora, si comunicava che «i partiti politici di quel comune erano due, monarchico e socialista: nel primo militavano tutti gli industriali, i commercianti, i proprietari e buona parte dei negozianti e nel secondo, che faceva capo al noto Giovannone Vincenzo, in gran numero gli operai addetti ai vari stabilimenti industriali. Nessun accenno si aveva degli altri partiti politici, clericale, repubblicano ed anarchico. In vista delle elezioni politiche del 1904, si rimarcava che l’allora deputato on. Federico Grossi pareva non avesse altri competitori all’infuori del Giovannone che si sarebbe presentato al solo scopo di avere un’affermazione politica sul suo nome specialmente in quel comune, per riabilitarsi dalle sconfitte patite nelle precedenti elezioni comunali e provinciali. Si profilava una lotta alquanto aspra poiché il Giovannone sarà indubbiamente sostenuto dai dottori Campoli e Baisi, dai maestri elementari Ricci e Bondi, dal clero e dalla classe operaia che si è spiegata in suo favore, come vien provato dalle elezioni del consiglio di amministrazione della società cooperativa e da quelle del collegio dei probi-viri, ove vennero senza competitori, votate le schede da lui presentate. D’altra parte il partito monarchico non è affatto compatto nell’affermarsi sul nome dell’on. Grossi, poiché questi a molti è inviso per la ragione che esso fa capo al segretario di questo comune sig. Beniamino Truglia, il quale esercita, spalleggiato da tale appoggio, un’influenza alquanto prepotente sulle cose del comune, trascurando anche i lavori del suo ufficio per accudire ai molteplici suoi interessi privati, che il più delle volte non sono inspirati a doverosa correttezza. Per tale motivo una parte dei monarchici per non dare il voto al Giovannone con molta probabilità si asterrà dal recarsi alle urne, per cui questi potrebbe qui riuscire in maggioranza. Nella eventualità poi che in seguito potesse sorgere nel collegio un’altra candidatura, come sarebbe desiderio di molti, allora il Giovannone si ritirerebbe, consigliando i suoi amici a votare per il competitore dell’on. Grossi, da lui fortemente odiato, ed in tal caso questi rimarrebbe in notevolissima minoranza».

In seguito all’apposizione della candidatura dell’avvocato Gaetano Zincone di Casalvieri, in primo tempo sul collegio di Pontecorvo, ma poi apposta su quello di Sora, con altra comunicazione della regia delegazione di P.S. di Isola del Liri del 18 ottobre 1904, si comunicava al sotto prefetto di Sora, la fisionomia generale di quel paese in vista delle elezioni politiche: «589 sono gli inscritti nella lista elettorale politica di questo comune, dei quali però solamente 500 si contano come votanti. Di tali 500 poi, 270 possono portarsi come sicuramente favorevoli al deputato uscente, on. Grossi, fatto un esame accurato su ciascun nome, essendo tale numero formato dai possidenti, industriali, capi fabbriche e capi officine, al Grossi ligi o per amicizia o simpatia personale, o per convenienza. I rimanenti 230 sono formati dagli avversari del Grossi, e dal nucleo operaio, che quasi in maggioranza al Grossi mostrasi ostile. Il noto Giovannone però solamente di una sessantina di inscritti può sicuramente disporre, e dei rimanenti sperarne l’appoggio nel caso che effettivamente le Cartiere Meridionali nessuna parte attiva prenderebbero alla lotta. In tale caso quindi o tutti i 230 voterebbero, Giovannone consenziente, a favore dello Zincone, o si dividerebbero, parte per Zincone, e parte per il candidato socialista, nel caso se ne presentasse uno. Chiaramente quindi si vede che le Cartiere Meridionali, che tengono alla propria dipendenza circa due terzi degli operai elettori, e gli altri industriali, debbono esperimentare un’azione energica a vantaggio del Grossi, per potere avere questi una buona maggioranza in questo comune. Gli amici del Grossi ora tale azione invocano con molta insistenza. Così delineata la posizione, il Faticanti poca influenza può esercitare, e solo può riuscire di utile all’amico Zincone con l’accordo, che egli certo tenterà , col Giovannone, che poi a sua volta deve fidare nell’abbandono degli operai da parte dell’amministrazione delle Cartiere e degli industriali».

Il 25 Ottobre 1904 con altra riservatissima al sotto prefetto di Sora, il delegato di P.S. del comune di Isola del Liri, comunica che lo Zincone ha destato maggiori simpatie, ma in ogni modo contasi che possa avere più solo una quarantina di voti, stante la candidatura del Lollini, che prevedesi possa riportare oltre duecento voti tanti insomma da eguagliarsi al Grossi. Le Cartiere Meridionali si mantengono intanto nell’atteggiamento già annunciato, ed il direttore cav. Vandrame, ritornato l’altro giorno da Torino, non ha riportato alcun ordine modificato, e perciò ha dato la conferma delle fatte dichiarazioni. Lo Zincone, tenute presenti le condizioni di tutto il collegio, avrà buona votazione, e tale da entrare in ballottaggio col Grossi, riuscendo poi nella seconda votazione, nella quale sicuramente avrebbe favorevoli gli elettori del Lollini.

In seguito a questa situazione politica che si era creata nel circondario l’on. Federico Grossi ritirò la propria candidatura alle elezioni politiche del 1904 a favore di quella posta dall’avvocato Zincone di Casalvieri che peraltro non venne eletto.

 

 

 

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Accordo quadro per mobilità in deroga

Agenda a cura di Luigi Carlini

regione lazio 350 260Le decisioni definite nell'accordo quadro del 6 aprile 2020

ART. 1 – PREMESSE.

Le premesse (leggibili nell'llegato in PDF scaricabile a fine articolo) costituiscono parte integrante e sostanziale del presente Accordo che definisce i criteri per la fruizione delle risorse di cui al decreto Interministeriale 5 del 5 marzo 2020, notificato il giorno 3 aprile 2020, volte al finanziamento dell’indennità di mobilità in deroga ex art 53 ter del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96 e al finanziamento della cassa integrazione straordinaria ex articolo 44, comma 11-bis, del decreto legislativo n. 148 del 2015.


Art. 2 – DESTINATARI DELLA MOBILITÀ IN DEROGA

Sono destinatari del presente accordo “i lavoratori che operino in un'area di crisi industriale complessa, riconosciuta ai sensi dell'articolo 27 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, e che alla data del 1 gennaio 2017 risultino beneficiari di un trattamento di mobilità ordinaria o di un trattamento di mobilità in deroga”.
Ai fini del presente accordo, così come indicato dal Ministero del lavoro e delle Politiche sociali all’incontro del 14 luglio 2017 i destinatari sono i lavoratori residenti nella Regione Lazio e che operavano in società aventi unità produttive ubicate nell’area di crisi industriale complessa del SLL di Frosinone o di Rieti.

ART. 3 - DURATA DEL TRATTAMENTO DI MOBILITÀ IN DEROGA

Il trattamento di mobilità in deroga può avere una durata massima di 12 mesi e può essere riconosciuto ai destinatari di cui all’art. 2, senza soluzione di continuità, rispetto al precedente trattamento di mobilità ordinaria in scadenza nel 2020 e comunque entro 31.12. 2020 o in deroga con scadenza 2 gennaio 2020. La durata del trattamento non può eccedere i 12 mesi ma sarà comunque contenuta nel limite delle risorse riconosciute alla regione Lazio.

ART. 4 - TERMINI PER LA PRESENTAZIONE DELLE ISTANZE DI MOBILITÀ IN DEROGA.

Le istanze di mobilità in deroga possono essere presentate successivamente alla definizione della procedura di cui all’art. 5.


ART. 5- PROCEDURA PER RICHIEDERE IL TRATTAMENTO DI MOBILITÀ IN
DEROGA

Le Parti concordano di definire le procedure per richiedere il trattamento di mobilità in deroga previo successivo incontro da tenersi entro venerdì 10 aprile p.v.

ART. 6 - TRATTAMENTO DI MOBILITÀ IN DEROGA CONDIZIONATO ALL’ATTIVAZIONE DI UNA POLITICA ATTIVA.

Il trattamento di mobilità in deroga è condizionato all’attivazione di un percorso di politica attiva finalizzato al reinserimento occupazionale pena la decadenza dal beneficio di integrazione salariale.
Il lavoratore al quale è riconosciuto il diritto al trattamento di mobilità in deroga ex art. 53 ter L. 96/17, previa chiamata da parte del CPI, che potrà avvalersi anche dell’ assistenza di Anpal Servizi, si rende disponibile per la presa in carico e per ricevere l’informazione circa le misura di politica attiva attivabili.
Nel corso del colloquio di orientamento individuale, verrà effettua l’analisi del profilo professionale del lavoratore e sottoscritto il Patto di Servizio Personalizzato. Il beneficiario del trattamento di mobilità in deroga a norma dell’art. 53 ter L. 96/17 è tenuto ad attenersi ai comportamenti previsti nel patto di servizio personalizzato ex art. 20 d.lgs.150/15 e soggiace agli obblighi e alle sanzioni di cui all’art. 21 d.lgs. 150/15.
A seconda del grado di occupabilità e dell’età anagrafica del beneficiario del trattamento di mobilità in deroga, l’utente verrà inserito in una delle misure di politica attiva disponibili.

Si rileva che in merito alle politiche attive del lavoro, le Parti – compatibilmente con l’emergenza Covid 19- convengono di dedicare una riunione sul punto, dando seguito al confronto già avviato nei mesi precedenti e avente ad oggetto le politiche attive del lavoro nelle aree di crisi complessa.

Durata delle misure di politica attiva.
La durata delle misure di politica attiva è di massimo 6 mesi e non può superare il periodo di fruizione del periodo di mobilità in deroga riconosciuto al destinatario.

ART. 7- RISORSE DISPONIBILI

Al fine di finanziare gli interventi di cui al presente accordo, le Parti convengono che le risorse residue del Decreto Interministeriale del 5 marzo 2020, n. 5 sono così ripartite:
- 11.682.444,45 milioni alla mobilità in deroga;
- 4 milioni alla CIGS per aree di crisi complessa.
Le Parti convengono la possibilità di ridistribuire le risorse per i suddetti trattamenti qualora dovessero registrarsi fabbisogni diversi e ulteriori rispetto alle quote di riserva previa informativa alle Parti Sociali.

ART. 8 - NORME FINALI

Le parti si impegnano a monitorare periodicamente l’andamento operativo e finanziario dell’intervento e ad assumere eventuali ulteriori determinazioni qualora intervengano nuove precisazioni dal Ministero del Lavoro.



REGIONE LAZIO

• CGIL Roma e Lazio
• CISL Lazio
• UIL Lazio
• UGL Lazio
• Unindustria Unione degli Industriali e delle Imprese di Roma, Frosinone, Rieti, Latina e Viterbo
• Federlazio
• Lega coop Lazio
• Confcooperative Lazio
• AGCI Lazio
• Confcommercio Lazio
• Confesercenti Lazio
• Confartigianato Imprese Lazio
• Casartigiani Lazio
• Coldiretti
• Confprofessioni Lazio
• CNA Lazio
• Confetra Lazio
• Federalberghi
• Cisal Lazio
• Confapi Lazio
• CDO
• ABI

Roma, 6 aprile 2020

 

Testo integrale dell'accordo quadro {jd_file file==25}

 

 

 

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

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M5S: Mafie, dai sindaci del sud Pontino un quadro drammatico

M5S logo minGaia Pernarella, M5S, neceessitano forze dell'ordine specializzate nel Sud Pontino. Richiesta l’audizione del Prefetto e degli alti gradi delle forze dell’ordine di Latina

Roma, 21 febbraio – “Incrementare i presidi delle forze dell’ordine in tutto il Sud Pontino e convocare in Commissione Antimafia regionale il Prefetto insieme agli alti gradi delle forze dell’ordine della provincia di Latina”. Così Gaia Pernarella, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Lazio, a margine della I Commissione Antimafia regionale in cui sono stati auditi i sindaci di Formia, Itri, Castelforte, il delegato del Sindaco di Minturno e il presidente dell'Osservatorio sulla legalità e la sicurezza Gianpiero Cioffredi.

“Quello che i Sindaci ci hanno raccontato non è una novità: il territorio della provincia è stato scientemente abbandonato dallo Stato almeno da quarant’anni, come del resto ci hanno sottolineato più volte le tante associazioni con cui abbiamo collaborato nel formulare proposte di contrasto. Una prova è il fatto che le nostre richieste per forze dell’ordine maggiormente specializzate e capaci di opporsi all'intensità dei gruppi criminali che imperversano in provincia, vanno avanti inascoltate dal 2013”.

E sottolinea: “Vogliamo che questi incontri con i Sindaci proseguano ma anche, come abbiamo emendato nella scorsa legislatura, che possano essere ascoltati il Prefetto e le forze dell’ordine: tutti conosciamo quali sono le famiglie che imperversano sul territorio e ne drogano l’economia ma ora pretendiamo che l’azione della Regione sullo Stato sia forte e apprezzabile”. E conclude: “Chiederemo infine l’intervento dei Sindaci anche nella Commissione Parlamentare Antimafia dove siamo certi i Primi Cittadini, troppo spesso lasciati da soli, saranno disponibili a farsi ascoltare perché la situazione migliori traducendosi in politiche concrete e non più rinviabili per tutti i cittadini”.

 

 

 

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I numeri del nuovo quadro politico frusinate

votare 350 260Nelle tabelle che seguono Ermisio Mazzocchi illustra meticolosamente con i dati il risultato negli 11 comuni, della provincia al disopra dei 15.000 abitanti perchè in essi il voto è pi tradizionalmente legato ai simboli di partito. Di questi 11 Comuni 5 sono governati dal centrosinistra ed anche in essi il PD risulta essere il quarto partito dopo M5S, FI, la Lega. Il M5S è sempre oltre il 30% dei voti. Le cosiderazioni che seguono sono di Mazzocchi.

di Ermisio Mazzocchi - Credo che non si debba compiere una analisi del voto in particolare per il PD in modo semplicistico e affrettato. Un risultato per il PD deludente e che restringe di molto la sua base elettorale, con un travaso di voti al M5S, che riescono anche ad attrarre un elettorato moderato e di destra. Comprendere quanto è avvenuto richiede una verifica nelle diverse realtà, come quelle di alcune città della provincia. Questo ci permette di avere uno spaccato in profondità dell'orientamento dell'elettorato. Negli 11 comuni, della provincia al disopra dei 15.000 abitanti, di cui cinque governati dal centrosinistra, il PD risulta essere il quarto partito dopo M5S, FI, la Lega. Il M5S è sempre oltre il 30% dei voti, mentre il PD oscilla tra il 10% e 16%. Si potrebbe avanzare una prima considerazione che è quella di una perdita di consenso al PD per non avere avuto questo partito, se non del tutto perso, un suo rapporto stretto con parti della società non solo quelle più deboli, ma anche con un ceto impiegatizio, professionale, imprenditoriale, insoddisfatto della politica del PD. Queste città, da Frosinone a Cassino, da Alatri ad Anagni, da Ferentino a Veroli, da Pontecorvo a M.S.G.Campano, hanno bocciato con il loro voto la credibilità del PD, penalizzandolo fortemente per una sua difficoltà a cogliere le aspettative di queste comunità. Se tra Frosinone e Cassino M5S ottiene 15.060 voti, il PD 5.447, FI 8.303, Lega 6.821, significa per il PD pagare un prezzo altissimo per non avere costruito una politica capace di presentare e valorizzare anche i limitati risultati governativi, ma comunque anche di una credibilità dei suoi futuri impegni. Non è stato creduto. Mentre il M5S sfonda in tutti i segmenti della società. Questi sono i dati di fatto che impongono una totale revisione della politica del PD, che si è avviato con le dimissioni di Renzi e l'avvio di un nuovo percorso. Non si può sottacere che in questa provincia, nonostante anni di governo di centrosinistra, rimane ancora una realtà che premia il centrodestra, risultato vincente come coalizione nelle regionali e per il parlamento. Sono considerazione che devono portare la sinistra e lo stesso PD non a revisioni estemporanee, ma a un nuovo impianto politico strutturale della funzione del partito Democratico, che definisca cosa è, cosa fa, dove vuole arrivare.

Sono starti presi inconsiderazione i voti per la Camera dei Deputati nel Collegio plurinominale. I datri provengono da La Provincia e dalle pagine web del sito Ministero dell'Interno predisposte per il voto del 4 marzo 2018.


I comuni che segueno sono in ordine decrescente per numero di abitanti

Frosinone

M5S 7.847 31,2% Lega 4.982 19,8% FI 4.506 17,9% PD 3.386 13,4%

Cassino

M5S 7.213 38,6% FI 3.797 20,3% PD 2.061 11,0% Lega 1.839 9,8%

Alatri

M5S 4.936 34,6% FI 3.304 20,9% Lega 3.080 19,5% PD 1.915 12,1%

Sora

M5S 6.632 38,2% FI 2.753 18,6% Lega 2.255 15,% PD 1.493 10,1%

Ceccano

M5S 4.637 38,0% Lega 1.988 16,3% PD 1.638 13,4% FI 1.523 12,49

Anagni

M5S 4.368 36,6% Lega 2.045 17,1% FI 1.774 14,8% PD 1.543 12,9%

Ferentino

M5S 4.043 36,3% FI 2.083 18,7% Lega 1.705 15,3% PD 1.408 12,6%

Veroli

M5S 3.969 33,0% FI 2.645 22,0% Lega 2.275 18,9% PD 1.701 14,1%

Pontecorvo

M5S 3.157 41,6% FI 1.378 18,7% Lega 1.066 14,0% PD 852 11,2%

Monte S. G. Campano

M5S 2.675 34,4% PD 1.226 16,0% Lega 1.117 14,6% FI 1.066 20,9%

---------------------------------------------------------------------------------------------------------
Sotto 15.000 Abitanti

Isola del Liri

M5S 2.530 35,5% PD 1.431 20,1% Lega 1.079 15,1% FI 1.000 14,0%

Fiuggi

M5S 1.751 31,1 FI 1.229 21,8% PD 839 14,9% Lega 832 14,7%

Boville Ernica

M5S 1.995 38,2% FI 1.141 21,8% Lega 764 14,6% PD 752 14,4%

Ceprano

M5S 1.666 34,1% FI 893 18,2% PD 777 15,9% Lega 674 13,7%

Paliano

M5S 1.724 36,4 PD 1.181 24,9% Lega 639 13,5% FI 570 12,0%

-------------------------------------------------------------------------------------------------
Particolare, il voto di un comune travagliato dalla crisi dell'Ideal Standard,seppur risolta in piena campagna elettorale

Roccasecca

M5S 1.847 44,2% Lega 692 16,5% FI 580 13,9% PD 491 11,7

 
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Quanta importanza abbia un quadro per il suo luogo di origine

Monnalisa 350 260di Beatrice Sisti* - Ci sono moltissimi dibattiti riguardo varie opere che sono state spostate dai loro paesi di origine a causa di guerre e saccheggi accaduti durante il loro periodo storico. Un esempio ancora oggi combattuto è quello di Leonardo da Vinci con la Gioconda, tutt'ora esposta nel Louvre a Parigi.
C'è una grande storia che circonda il dipinto dalle mille sfaccettature colme di numerose interpretazioni. Ho avuto io stessa l'occasione di analizzare una delle opere più preziose, ricercate e importanti della storia dell'arte. Durante i giorni trascorsi a Parigi ho potuto spendere un'intera giornata nel Louvre, dove ho scoperto la mia passione per l'arte e dove sono riuscita a cogliere quanta importanza abbia un quadro per il suo luogo di origine.
L'Italia si è sempre battuta per recuperare le opere a lei sottratte negli anni passati, ma sempre con scarsi risultati. Ci fu anche un episodio in cui un italiano riuscì a portare con se il dipinto, senza essere trovato e catturato dai francesi. Il giovane lo tenne nascosto sotto il proprio letto e per diversi anni rimase nella sua casa. Purtroppo non potè mostrarlo a nessuno, ne farlo esporre in qualche museo importante italiano.
Due anni fa, invece, l'Italia ha chiesto alla Francia un prestito di estremo valore. Purtroppo i francesi hanno negato di aver ricevuto alcuna richiesta ufficiale e hanno dichiarato di non poter assicurare l'incolumità della Monnalisa, del grande pittore italiano, in nessun caso durante il possibile trasporto dalla Francia all'Italia. Vincent Pomarède, il direttore del dipartimento di pittura del Louvre, ha spiegato la situazione dopo aver fatto analizzare il dipinto, affermando che esso è tremendamente fragile ed un viaggio rischierebbe di causare danni irreversibili.
Il quadro, realizzato tra il 1503 ed il 1506, è dipinto ad olio su tela di legno di pioppo molto sottile, che con il tempo si è incurvato ed ora presenta una crepa visibile sul retro dell'opera
Sono d'accordo con le parole di Pomadère, poiché credo che il patrimonio deve essere preservato il più possibile, soprattutto se si parla di opere che hanno segnato le tappe della cultura mondiale, e forse il Louvre è lo "Scrigno" migliore.
Con questo affermo che il dibattito tra italiani e francesi mi ha colpita particolarmente e che purtroppo, in alcuni casi, bisogna rassegnarsi all'idea che moltissime nostre opere sono ormai dei territori che le hanno, in un certo senso, conquistate.
E' davvero straziante quando si pensa che i Romani ed i Greci abbiano fatto la storia mondiale, ma che ci siano numerosi paesi che riescono a creare un enorme business esponendo le nostre opere. Come, ad esempio, il Louvre, grandissimo centro turistico e tappa di milioni di persone l'anno.
Concludendo sono dell'idea che, in qualsiasi caso, bisogna sentirsi fieri del nostro patrimonio artistico e storico mondiale.

*Beatrice Sisti 4B Liceo Artistico Aanton Giulio Bragaglia

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