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"Noi siamo quelli..."

bastapoco 350 260 minNoi siamo quelli..
a cui basta poco per essere felici
noi siamo quelli..
che abbiamo sempre il portafoglio vuoto,
ma un cuore sempre pieno d'amore
noi siamo quelli...
che facciamo sempre quello che ci sentiamo di fare.
noi siamo quelli...
che crediamo sempre di essere razionali,
ma poi l'ultima parola la lasciamo al cuore.
noi siamo quelli...
che crediamo ancora nella speranza
noi siamo quelli...
che non demordono mai,
ci puoi umiliare, ci puoi deridere,
ma noi...se crediamo in qualcosa o in qualcuno non molliamo mai.
noi siamo quelli...
che danno il giusto peso alle parole,
noi non diciamo mai a caso un "ti voglio bene"
o un "ti amo"
se lo diciamo e perche' lo sentiamo veramente.
noi siamo quelli...
che non giocano mai con i sentimenti altrui,
perche' sappiamo cosa vuol dire rimaner delusi
noi siamo quelli...
che possono stupirti con gesti semplici ma inaspettati.
noi siamo quelli...
che rispettano i tempi e gli spazi altrui...
noi siamo....ma non so in quanti siamo rimasti....noi siamo fatti cosi'...
e non cambieremo mai!!!!

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12 aprile 2018

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«E’ sempre colpa di quelli di prima»

ceccano palazzo antonelli 350 253di Manuela Maliziola Consigliere Comunale URD Ceccano - Quando la politica aveva la “P” maiuscola, in consiglio comunale si discutevano, anche in modo acceso, tematiche che riguardavano la crescita e lo sviluppo della città, con una programmazione seria e condivisa avente come obiettivo il benessere dei nostri concittadini.
Oggi, invece, nella massima assise si assistono a penosi “teatrini”, il cui unico scopo è quello di sviare l’attenzione dell’opinione pubblica dagli innumerevoli problemi che attanagliano la città, che vengono puntualmente ignorati dal Sindaco Caligiore e della sua traballante maggioranza, dimostrando l’evidente incapacità politica dello stesso nell’amministrare Ceccano. Così facendo si sta riducendo il ruolo del Consiglio Comunale solo come mera ratifica di decisioni già prese dalla maggioranza, mai passate nelle apposite commissioni, dove un confronto serio e costruttivo ormai è un optional .

Un esempio fra i tanti è l’ultimo consiglio comunale, nel corso del quale, invece di focalizzare la discussione sulle tematiche poste all’ordine del giorno, la maggioranza Caligiore e non solo, inspiegabilmente preferivano spostare la discussione sul biennio del mio mandato, su questioni che nulla avevano a che fare con i temi da trattare in assise.
Partendo dal presupposto che i numeri non possono essere interpretati, ma rappresentano un dato di fatto, ringrazio la consigliera Aceto per avermi dato l’opportunità di chiarire qualche passaggio inerente la mia amministrazione, che, forse nella confusione dello scorso consiglio comunale può essere stato mal interpretato o addirittura travisato, disorientando di fatto i cittadini.

Partendo dal presupposto che ogni amministrazione è figlia della precedente, è inevitabile che chi governa una città si trovi ereditare debiti e crediti pregressi.
Forse è sfuggito alla consigliera Federica Aceto, nella complessa consultazione delle cifre, relative ai pagamenti SAF, di mettere in evidenza che le fatture, per gli anni dal 2012 al 2014, relative alla mia amministrazione, erano state regolarmente pagate, come dimostrano le scritture contabili, consultabili presso il preposto ufficio comunale. Gli insoluti, a cui la Aceto fa riferimento, risalgono all’anno 2010\2011, periodo in cui la sottoscritta non faceva parte dell’amministrazione fabraterna.
Un errore macroscopico, che mi induce a pensare che la consigliera Aceto sia stata superficiale o male informata, falsando con le sue affermazioni la realtà dei fatti e dando ai cittadini una rappresentazione non veritiera della realtà, ed allora bisogna chiedersi a quale scopo.
Per avere più dettagliate delucidazioni avrebbe dovuto rivolgere sue perplessità al Sindaco Caligiore, zelante consigliere comunale già nel 2007, dove tra i banchi dell’opposizione aveva il dovere di controllare l’operato dell’allora maggioranza ed il relativo bilancio, oppure a chi, in quel periodo, governando, aveva le specifiche deleghe assessorili.

Mi fa piacere che la richiamata consigliera, ben preparata sul mio operato da Sindaco, nel parlare dei miei bilanci abbia dimenticato di dire che gli stessi erano in attivo, nel pieno rispetto del patto di stabilità e delle disposizioni normative dell’epoca, oltre ad un corposo di avanzo di amministrazione di € 3 milioni, regolarmente certificati, con parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti, nonché approvati da ben due commissari prefettizi, che si sono succeduti, dopo le note dimissioni notarili degli 11 consiglieri, alla guida del paese. A ciò deve aggiungersi l’encomiabile lavoro degli uffici ed i due anni di buona amministrazione, grazie ai quali fu possibile restituire ai ceccanesi ben € 71.000,00 di rimborso ICI.
Peccato che questa parte sia stata “omessa” dall’attenta consigliera, così del resto come è stato evitato di spiegare all’assise, ad una mia precisa domanda rivolta all’Assessore al Bilancio, come siano stati impiegati dalla maggioranza Caligiore i 215.000,00 Euro del progetto provinciale, presentato durante la mia amministrazione, sul potenziamento della raccolta differenziata, che tra le altre cose prevedeva l’istallazione di telecamere per controllo del territorio, contro l’abbandono indiscriminato dei rifiuti.

Stante la mancata risposta, per chiarezza nei confronti dei cittadini, presenterò a breve una specifica interrogazione a risposta scritta, con la speranza che almeno in tal caso possa avere delucidazioni in merito all’impiego di tale somma.
Ancora una volta, il modus operandi adottato dalla maggioranza, di spostare l’attenzione dei cittadini su “quelli di prima”, mira a nascondere i seri problemi dell’attuale coalizione che sostiene il Sindaco Caligiore sempre più distante dai reali bisogni della popolazione.

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A sinistra del PD e quelli del Brancaccio si parlano

cosinonva 350 260di Ivano Alteri - Il 1° dicembre, dalle 17,00 alle 19,30, presso il salone di rappresentanza dell'Amministrazione Provinciale di Frosinone, si terrà l'assemblea provinciale per la Democrazia e l'Uguaglianza, indetta da UNOeTRE.it e da L'Inchiesta. Essa è stata preceduta da altre quattro assemblee territoriali: ad Anagni, sul Lavoro; a Sora, su l'Inclusione; a Cassino, sui Beni Culturali; a Frosinone, sui Beni Comuni. All'assemblea provinciale, è prevista la presenza dell'avvocata Anna Falcone, una dei due portavoce, con Tomaso Montanari, di “quelli del Brancaccio”.

Essa, infatti, era stata concepita come uno dei momenti del processo unitario, che allora era in corso, che avrebbe dovuto portare alla costituzione di una lista unica, “civica e di sinistra”, tra gli stessi “del Brancaccio” e i partiti della sinistra, in radicale dissenso con le politiche neoliberiste del Pd. Com'è tristemente noto, quel processo, almeno in parte, si è interrotto.

Solo in parte. Infatti, il 3 dicembre, a Roma, si terrà l'assemblea costituente di una lista unitaria di sinistra, e di un soggetto politico unitario di sinistra, tra Mdp-Art. 1, Sinistra Italiana e Possibile. Non si può negare l'importanza politica di quest'evento, che per la prima volta, dopo molti anni, vede la sinistra invertire la tendenza storica a scindersi, per avviare e concretizzare, invece, un processo unificante, sulla base delle esigenze reali della gran parte dei cittadini italiani. Per arrivare a quest'assemblea, si sono svolte nel Paese centinaia di assemblee preparatorie; tra cui quella di Frosinone, partecipata e propositiva come non si vedeva da tempo. Esse hanno eletto ciascuna i delegati territoriali che andranno a formare la platea costituente dei 1500 del 3 dicembre. L'entusiasmo e le speranze dei partecipanti, dunque, sono del tutto legittimi.

Tuttavia, non possiamo e non dobbiamo accontentarci. L'assemblea del 1° dicembre a Frosinone, potrebbe essere l'occasione per procedere oltre, per non accontentarsi. E allora ci chiediamo: Speranza, Fratoianni, Civati, Acerbo, Alboresi (ma anche D'Alema, Bersani … e tutti gli altri rappresentanti dell'immensa galassia a sinistra del Pd), sentono anche loro l'esigenza di non accontentarsi? È immaginabile, allo scopo di proseguire tenacemente nel processo unitario, prevedere a Frosinone anche la loro presenza?

La loro presenza sarebbe di conforto, e darebbe ancor maggiore speranza, a milioni di persone che contano sulla sinistra per tornare ad essere protagoniste della politica, e non più sue vittime. Per esse significherebbe, anzi, maturare un entusiasmo sufficiente a combattere una battaglia elettorale capace di ribaltare l'attuale quadro politico, e non solo di condizionarlo.

La loro presenza darebbe ulteriore valore all'assemblea costituente del 3 dicembre, già spinta dall'entusiasmo, già colma di significato politico, già proiettata a cambiare il quadro politico nazionale.

La loro presenza amplierebbe uno sbocco politico concreto ai tanti militanti ed elettori della sinistra che hanno visto “nell'assemblea del Brancaccio” l'occasione per riconquistare la rappresentanza politica perduta. Essi sono parte maggioritaria di quei milioni di dannati che tribolano nei gironi infernali dell'astensionismo.

La loro presenza, infine, rappresenterebbe anche un simbolico abbraccio corale all'avvocata Anna Falcone e al prof. Tomaso Montanari, per l'impegno profuso nella battaglia in difesa della Costituzione nel referendum del 4 dicembre 2016; e per essere riusciti ad aggregare buona parte di quel movimento referendario vittorioso, proponendo ad esso uno sbocco politico ed elettorale indispensabile per il passaggio dalla difesa all'applicazione della Costituzione. Quel loro lavoro rappresenta un patrimonio politico a cui non rinunciare.

Il 1° dicembre, a Frosinone, è l'occasione per non accontentarci. Il 3 dicembre, a Roma, è l'occasione per procedere spediti.

Frosinone 27 novembre 2017

 
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«Quelli delle schiene dritte devono impegnarsi prima di tutto a favore del lavoro»

soniasirizzotti 350 260da L'Inchiesta, conversazione con Sonia Sirizzotti - «Mi chiedo schiena dritta rispetto a cosa? Un funerale farsa? Lo scandalo è un funerale pacchiano o la connivenza silenziosa delle istituzioni che i fatti di Roma dimostrano? Vale a dire che la mafia è dentro le istituzioni silente non dando nell'occhio...»: così Sonia Sirizzolti, avvocato e dirigernte del Pd di Frosinone, a margine della proposta del sindaco di Ceprano, Marco Galli, che dalle nostre colonne ha lanciato un appello ad un fronte che unisca persone, appunta, dalla "schiena dritta" contro corrruzione e malaffare.
«Serviva un funerale per andare a consultare le assegnazioni delle case popolari - si chiedie polemica mente Sirizzotti -? Ci sono anche nella nostra città case sequestrate ai clan ma sempre lì abitàno. Ma veramente lottare significa legalizzare la prostituzione che è già legale in Italia - affonda la lama polemica Sirizzotti riferendosi anche all'intervista concessa al nostro fornaie dalla senatrice Spilabotte -? I numeri dimostrano che in Germania questa sorta di liberalizzazione della vendita del corpo è fallita, tra l'altro prendendo, con le dovute cautele, numeri e statistiche è emerso che in Europa vittime della tratta soma circa 270 mila. E nella classifica dei paesi coinvolti Germania e Paesi Bassi sono sempre ai primi posti. Tra la prostituzine legalizzata e la tratta c'è un legame "evidente". Per i trafficanti è facile scegliere un paese dove i bordelli sono legali.
ln Danimarca dove la prostituzione è stima depenalizzata nel 1999, lo stesso anno in cui in Svezia è diventato illegale comprare sesso, il numero delle vittime della tratta è quattro volte superiore a quello svedese, nonostante la popolazione totale sia la metà. La legalizzazione ha dato una forte spinta al settore. Sona stati aperti decine di bordelli e il paese è diventato una meta per i turisti del sesso. Ma questo mercato redditizio ha attirato anche i trafficanti di esseri umani, che però non finiscono mai in prigione poiché le ragazze sfruttate dichiarano sempre di fare le prostitute per libera scelta». Allora, qual'è la conclusione di Sonia Sirizzotti? «Stare con la schiena dritta richiede ben altro in una Provincia dove i disoccupati sono oltre 115mila - tira le somme -. La fame di lavoro genera criminalità e manovalanza per la mafia, la nostra provincia non è un'isola felice ed immune: fino ad ora è stata terra di investimenti e riciclo di capitali.
La nostra classe politica ha fallito tutte le grandi vertenze sono lì a ricordarlo. La schiena dritta parte dell'indviduare la "mission" della nostra terra». Secondo la dirigente dem, quindi, occorre prima di tutto «aiutare i nostri disoccupati con vera riqualificazione e non spendendo milioni di euro per corsi di ricostruzione unghie o cake designer.

Bellissima piuttosto l'inizitiva del comitato nato spontaneamente per promuovere la Vertenza Frusinate. La schiena dritta parte dal lavoro mettendo intorno a un tavolo tutti gli attori del territorio con buona pace delle sceneggiate che sì sono viste a Roma e che, posso assicurare, che con meno clamore mediatico ci sono state anche qui.
Andiamo a vedere le case popolari occupate abusivamente o assegnate a chi non ne ha bisogno - incita Sirizzotti -».
«Andiamo a vedere cosa c'è dietro le sale giochi che tante famiglie stanno rovinando. L'elenco è lungo, sono pronta a discutere se c'è qualcuno che vuole veramente ascoltare e dibattere all'interno del nostro partito», - conclude.

 

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