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I disoccupati e l'Assessore Di Berardino: rabbia e mani legate

assembleadiVertFrusinate 7ott19 350 mindi Valentino Bettinelli e Maria Giulia Cretaro - Per i disoccupati di Vertenza Frusinate, le battaglie possono durare mesi senza novità, mesi di richieste alle istituzioni senza svolta. Il pressing costante però, permette di non perdere il contatto e soprattutto di non abbandonare la causa.

Lunedì 7 Ottobre, a più di un mese dalla trasmissione delle domande in Regione, nuovo appuntamento in Provincia alla Corte di Antonio Pompeo, ancora una volta assente in assemblea, con la partecipazione dell'Assessore regionale al Lavoro (e non solo) Claudio Di Berardino, ormai habitué di incursioni in ciociaria. Direttamente dalla Regione, Nazzareno Pilozzi, in rappresentanza della presidenza del consiglio alla Pisana. Per la parte politica, arrivati ad assemblea inoltrata, l'Onorevole Luca Frusone e il consigliere regionale Loreto Marcelli.

Accorsa anche una delegazione reatina di disoccupati, in rappresentanza degli oltre 400 facente parti della stessa area di crisi complessa. Presenti le sigle sindacali, di cui si fa portavoce il segretario CGIL Anselmo Briganti. “Abbiamo convocato l’assemblea di oggi per avere la parola della Regione Lazio, presente oggi nella figura dell’Assessore Claudio Di Berardino. Abbiamo invitato anche i parlamentari del territorio, ma in sala non vedo nessuno”. Il punto offerto dal segretario Briganti continua nel merito di fondi e determine. “Per inviare le pratiche abbiamo dovuto attendere la scadenza del 31 agosto. In base ai conti effettuati sui risparmi delle casse integrazione, dovremmo riuscire a scavalcare il 2019, agganciando gli ammortizzatori per il 2020. In vista della prossima legge di bilancio, ci stiamo muovendo per ottenere il rifinanziamento delle mobilità”. Anche le politiche attive protagoniste, di nuovo, dell’intervento di Briganti che ricorda come “la Regione abbia stanziato dei fondi per l’avvio. È anche ora di mettere in campo progetti per accompagnare molti over 58 verso il pensionamento”.


Gino Rossi, baluardo di Vertenza presente anche con la gamba sinistra completamente ingessata, apre il suo intervento con un minuto di silenzio in memoria di Fabrizio Greco, morto nello stabilimento FCA la scorsa settimana.
La vera domanda da cui muove è sempre e solo una: quando verranno stanziati i fondi per coprire la mobilità in deroga. diberardino vertfrus 7ott19 min
Attorno a questo perno, ruotano tutta un'altra serie di interrogativi. Il complesso iter burocratico ha troppo spesso legittimato i ritardi. Ad oggi non si conosce "il destino" delle determine presentate ai sindacati. Sono state trasmesse al Ministero di competenza? Da lì, sono state trasferite all'INPS nazionale e di conseguenza a quello locale? Senza questi passaggi l'erogazione non può essere avviata lasciando ancora scoperte le ultime 8 mensilità non retribuite.


Vista la platea più che mai gremita, l'Assessore non poteva esimersi dal chiarire puntualmente i quesiti venuti a galla.

"Come Regione, lo scorso anno in tempo di manovra di bilancio, avevamo richiesto uno stanziamento di 35 milioni di euro; ne sono stati concessi 10 di meno, abbiamo dunque dovuto fare i conti con una minore disponibilità. A fine Agosto, termine ultimo come stabilito dall'accordo quadro, abbiamo ricevuto 1255 istanze di cui 900 per Frosinone. Subito è avvenuta la trasmissione al Ministero in data 4 settembre, per quanto riguarda la mobilità in scadenza al 21 di Novembre, ottenendo il parere favorevole arrivato il 18 Settembre da parte del Governo.
Nel frattempo, in considerazione del poco afflusso delle domande ricevute, al netto dei pensionamenti, abbiamo portato avanti delle proiezioni fiscali per scavalcare la data di novembre e agganciare la nuova annualità.
Per questo il 26 Settembre abbiamo comunicato al Ministero, che le risorse disponibili potranno finanziare il sussidio fino al 2 Gennaio 2020. Adesso attendiamo questa seconda risposta, e appena arriverà ci sarà la trasmissione all'INPS, visto che le domande sono già in fase di lavorazione.
Oltre al processo amministrativo, era fondamentale avere un riscontro con le associazioni datoriali, tenutosi il 12 Settembre. Non posso negarvi la scarsa predisposizione a reinserire seppur parzialmente i disoccupati, ma su questo, in accordo con il Sindacato, continueremo ad insistere".

La prospettiva è dunque positiva per la risoluzione di meccanismi tecnici, ma purtroppo presuppone una ulteriore attesa per l'erogazione economica. Per questo Di Berardino ha garantito una comunicazione costante, anche a cadenza settimanale, di quanto sta accadendo. Il doppio iter introdotto dalla Regione tarderà ulteriormente il pagamento: da un lato la volontà di agganciare la prossima annualità dall'altra l'impossibilità di ottemperare celermente alle istanze. Il tentativo portato avanti con l'accordo del 5 Giugno era quello di superare il sistema delle finestre e sanare le differenze tra i vari pagamenti. Tuttavia, questo espediente si è rivelato lacunoso a causa della scarsità di risorse, come emerso dall'intervento dello stesso Di Berardino. Il malumore non tarda a manifestarsi anche rumorosamente. Se questi adeguamenti di percorso fossero stati comunicati a luglio e non oggi, a ottobre, sarebbero stati meno deludenti ricevendo ben altra comprensione ed accoglienza.
Ma mentre L'Assessore si è dimostrato preciso su l'excursus burocratico, a domanda diretta riguardo i 53 milioni stanziati per la bonifica della Valle del Sacco, un silenzio denso anche di imbarazzo ed evidentemente condito da poca conoscenza del tema e soprattutto nulla ha detto se queste somme saranno incluse per lo svolgimento di politiche attive verso il reimpiego lavorativo dei disoccupati.

Gli animi surriscaldati dei tanti presenti in assemblea non si sono placati né convinti, confusi da tanti tecnicismi e poche rassicurazioni reali. La domanda è semplice, come si può vivere, anzi meglio sopravvivere senza un reddito da ormai più di otto mesi?
Tanti ghirigori comunicativi e passaggi in puro politichese, che poco si confanno ad una situazione emergenziale per chi non ha respiro da troppo tempo. Occorre una svolta di comportamenti con un sindacato che deve tornare ad essere più parte sociale che istituzionale ed una politica capace di leggere e interpretare le necessità della popolazione. Oggi sembra orba.

Frosinone 7 ottobre 19

 

 

 

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ILVA Patrica: Delusione e Rabbia!

fimcisl 350 260da FIM-Cisl Frosinone - È purtroppo ufficiale: l’unica Azienda che aveva risposto al bando indetto da ILVA in Amministrazione Straordinaria, avente come finalità la cessione dello stabilimento di Patrica (FR), non ha rispettato i requisiti e le condizioni necessarie all’acquisizione dello stesso e pertanto tecnicamente la gara è andata deserta.

Tante, troppe speranze erano legate a questa acquisizione: la ricollocazione degli ex lavoratori, in primis, l’opportunità di rivedere uno stabilimento tecnicamente chiuso, nella nostra provincia, tornare ad essere operativo e tornare a redistribuire ricchezza e lavoro ad un territorio dilaniato dal depauperamento del tessuto industriale.
Afferma il segretario generale della FIM CISL di Frosinone Fabio Bernardini.

Le aspettative erano altre, ma i fatti testimoniano altro.
Fatti questi confermati anche dalle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa più volte dal rappresentante dell’Azienda nel corso del tempo.

Ora il passo successivo sarà quello di indire un nuovo bando, con caratteristiche economiche e normative coerenti con le disposizioni legislative vigenti in materia, nell’auspicio che questa volta vi siano più imprenditori e/o imprese interessate a rispondere
Quindi occorre tracciare un nuovo percorso per gli ex lavoratori

Frosinone 01 Agosto 2019

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La rabbia? Ripensiamo noi stessi

ipastidelcapitano mindi Arianna Rossi - Salvini siamo noi!
Nell’ultimo anno il popolo italiano ha intrapreso una battaglia contro il ministro degli interni Matteo Salvini.
"ELETTO DAL POPOLO ITALIANO. VOTATO DAL POPOLO ITALIANO".

Nei post su Facebook, su Instagram viene paragonato a Mussolini, l’Italia sembra essere tornata al ventennio fascista, l’aumento della violenza nel nostro paese sembra essere tutta colpa di Salvini.
Siamo tornati ad usare parole che avevamo eliminato dal nostro vocabolario, parole come “fascisti”, “antifascisti” “squadristi”. Abbiamo permesso alla violenza e all’odio di dividerci e siamo arrivati ad una guerra civile combattuta nello stesso momento in cui la si vive.
Ci siamo dimenticati di cosa voglia dire davvero stato, di cosa significhi davvero comunità, di cosa debba essere la politica.

La felicità di Aristotele che poteva essere raggiunta solamente in comunione con gli altri perché l’uomo per definizione è un animale POLITICO e SOCIALE, raggiunta solamente grazie alla politica che indirizza tutte le conoscenze al raggiungimento del bene, si è trasformata in DIVERSITA’, diversità dall’altro, diversità dall’uomo stesso.
E cosa succede ad un essere umano che si sente in diritto di proclamarsi diverso da un altro essere umano? Diventa animale APOLITICO e ASOCIALE.

Ma è davvero colpa di Matteo Salvini?
E’ vero le sue parole sono ridicole e i suoi post sono inammissibili per un ministro ma il caro “Matteo Mussolini” non sta facendo altro che governare un popolo di pecore trasformatisi in lupi solo adesso.
Perché adesso va di moda riempirsi la bocca di parole come diritti umanitari, il motto degli italiani è diventato “aprite le frontiere!”, addirittura vengono organizzati dei flash mob pro emigranti.
Ok benissimo.

Siamo ancora un popolo apparentemente retto dalla democrazia quindi questa indignazione è più che giustificata e legittima ma prima dove eravamo? Fino ad ora dove siamo stati?
In tutti questi anni in cui uno dietro l’altro i capi di stato ci hanno preso in giro e manipolato a loro piacimento dove eravamo?
Cosa ci ha portato a rivolgerci ad una persona come Matteo Salvini?

E’ una nostra responsabilità.
Non è Salvini il responsabile dei corpi morti nel mar Mediterraneo, ma siamo noi.
Non è Salvini il responsabile degli insulti omofobi o della violenza. ma siamo noi.

L’odio che l’italiano prova nei confronti dello straniero non è stato creato dal nulla ma c’era già, come un demiurgo che non aspettava altro che qualcuno lo plasmasse, che gli desse una qualche forma e quel qualcuno siamo noi. Artefici dell’aspetto più ignobile che le nostre mani potessero realizzare, quello fatto di DIVISIONE e DIVERSITA’.
ADESSO il popolo italiano ha ricordato di avere una voce per urlare, per ribellarsi, per farsi sentire, ma ora potrebbe essere troppo tardi perché è necessario bruciare per poter seminare di nuovo e il nostro fuoco è stato appena appiccato.
Siamo un popolo di disinformati, che si fa bello usando paroloni di cui non conosce il significato.

Il nostro ministro degli interni ha solo trovato il modo giusto per manipolare un’arma che noi stessi gli abbiamo messo tra le mani ecco perchè ci piace tanto. Ecco perchè prende sempre più consensi ogni giorno che passa.
Perchè per la prima volta il cittadino italiano riesce ad identificarsi con un esponente politico che lo rappresenta davvero, un uomo che usa un vocabolario scritto e stampato dal suo popolo. Un popolo arrabbiato, furioso, calpestato per anni, scavalcato dai vari governi tecnici e che ora ha trovato in questa voce l’unico modo per essere ascoltato.
Siamo davvero un popolo di pecore disinformate, la storia non ci ha insegnato niente.

Nel 1918 quando la prima guerra mondiale ebbe fine l’Italia ne uscì devastata, non furono solamente gli accordi politici ad essere violati ma gli ideali stessi ad essere delusi. Coloro che erano partiti per difendere la patria, il tricolore italiano per il quale erano pronti a MORIRE sono tornati stravolti da qualcosa che non si aspettavano, in un’Italia più divisa che mai.
La delusione.

La leva emotiva necessaria al fascismo per fare presa, indispensabile a Mussolini per presentarsi agli italiani come la soluzione a tutti i problemi…oggi 2019 la storia si ripete ed oggi alziamo la voce solo dopo aver tirato il dado ed essere stati muti per anni.
Salvini piace agli italiani è così e basta.

L’italiano è arrabbiato, è stanco delle continue prese in giro del governo susseguitesi per 10 anni, vuole un uomo del popolo al comando e lui è l’uomo del popolo.
I post pubblicati su Instagram in cui si abbuffa di cibo, in cui mostra cosa sta facendo anziché “governare” non li pubblica perché è idiota o perché non ha altro da fare.
Sono i suoi piatti di pasta a permettere l’IDENTIFICAZIONE del popolo italiano con colui che hanno scelto per rappresentarlo.
Sono le sue parole di scherno e umiliazione contro i migranti ad aumentare gli applausi durante i suoi comizi per le piazze.
Con i porti chiusi gli italiani si sentono finalmente al sicuro.
Un leader politico deve dare voce ai pensieri del popolo? Salvini lo sta facendo.

Non è lui a dover cambiare, ma i nostri PENSIERI.
Non sono le sue parole a scatenare l’odio, esse GIUSTIFICANO solamente qualcosa che c’è sempre stato.
La domanda da porsi non è: “Chi abbiamo votato per rappresentarci?” ma “Chi e cosa rappresenta colui che abbiamo votato?”.

 

 

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“Suprematismo in Europa. Dalla rabbia all’odio”

Ruth Dureghello 350 260 mindi Aldo Pirone - Ieri su “Repubblica” la Presidente della comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello lancia un grido di allarme sul cosiddetto “suprematismo” che secondo molti è all’origine dei rigurgiti di “razzismo che pervade la società e colpisce tutti”.

Intervistata da Alessandro Longo, la Presidente Dureghello denuncia: “Pensavamo che le società avessero sviluppato degli anticorpi contro fascismo e nazismo. Le manifestazioni di questi giorni dimostrano che non è così” e cita come “Inaccettabile lo striscione di Forza Nuova contro Papa Francesco”. Poi aggiunge: “Mi chiedo che cosa possiamo fare insieme per evitare che il cittadino si abitui a certe immagini, o a certi linguaggi. Dico che non ci può essere ambiguità. Certe manifestazioni bisogna soffocarle sul nascere, dichiarare chi sta dentro e chi sta fuori il consesso civile. Gli anticorpi devono palesarsi”. Molto giusto e sacrosanto.
Al che l’intervistatore le fa notare: “Bisogna ricordare che c’è chi con i suprematismi sta giocando pericolosamente. La Lega al governo guarda con benevolenza, usando un understatement, a questo mondo”. La Presidente Dureghello ne conviene, ma con prudenza diplomatica risponde: “Lo faccio dire a lei”. Ricorda, poi, che oggi si svolgerà un convegno promosso dalla Comunità ebraica dal titolo: “Suprematismo in Europa. Dalla rabbia all’odio”. Infine, la massima esponente ebraica romana individua nel suprematismo americano l’origine dell’ondata che, partita dagli States, è arrivata fino all’Europa.

A proposito di anticorpi, qualche consiglio, per non dire una vera e propria strigliata, la signora Dureghello lo dovrebbe dare anche a Benjamin Nethanyau premier di destra, appena rieletto, di Israele. Nel dicembre scorso, infatti, “Bibi” ha ricevuto con tutti gli onori Matteo Salvini nel suo solito e permanente tour elettorale, definendolo “grande amico di Israele”. Il “bauscia” milanese ha partecipato anche a una cerimonia allo Yad Vashem, il museo dell’Olocausto, indossando per l’occasione la kippà ebraica. Come tutto ciò si concili con il suo patrocinio di Casa Pound e Forza Nuova, degli umori di destra d'ogni gradazione e colore nonché con l’adozione di pose fascistiche di vario genere e tenore, è tutto dire.

Ma ancor di più occorre sottolineare come Nethanyau abbia potuto chiamare “grande amico di Israele” uno come Salvini. Il nazionalismo israeliano a forza di trovare sostegno nel suprematismo americano adottato da Trump si sta trasfigurando nel suprematismo ebraico nei confronti degli stessi arabi palestinesi appartenenti a Israele, per non dire dei palestinesi profughi negli stati arabi confinanti. Un’involuzione contro natura se si pensa ai progrom, alle persecuzioni razziali fino all’Olocausto patiti dagli ebrei. Sta di fatto che nazionalismi e suprematismi razziali di varia origine, stanno trovando convergenze una volta impensate. Questo significa che i famosi “anticorpi”, giustamente invocati dalla Presidente Dureghello, sono un problema che tocca anche Israele.
E per gli ebrei di tutto il mondo, questa non è una buona notizia.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

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Pronto soccorso: dilaga rabbia e protesta

sanità prontosoccorso minIL PRONTO SOCCORSO PORTA DELL’OSPEDALE: Perché dilaga la protesta, la rabbia e l’abbandono dei cittadini mentre gli operatori sanitari sono costretti a subire rilevanti disagi e difficoltà?
ASCOLTIAMO i CITTADINI

CITTADINANZATTIVA-Tribunale per la difesa dei diritti del malato, Associazione Diritto alla Salute di Anagni e Salviamo l’ospedale di Anagni , Anagni Viva e il COORDINAMENTO interprovinciale ambiente e salute Valle del Sacco e bassa Valle del Liri con aderenti: Salviamo il Paesaggio Coord. di FR; Ass. di Vol. FR Bella e Brutta; Sportello Antiusura Cofile– FR; Auser del Frusinate – FR; Fuochi – FR;Seafty Europe – FR; SOMS Soc. Op. di Mutuo Soccorso – FR; Osservatorio Peppino Impastato – FR; FR Libera – FR; Fare Verde – Cassino;Ass. Basta Eternit Fibra Killer – Roccasecca;Ass. ReTu VaSa – Colleferro; 13 Benessere Alcalino – FR; Comitato Osteria della Fontana – Anagni; Comitato Residenti – Colleferro; Associazione Diritto alla Salute – Anagni; Ass. Oltre l'Occidente – FR; Ass. Comitato di Quartiere Fontana San Pietro – FR; Ass. ASD Pescatori Laziali – Artena; Ass. Salviamo Fontana San Pietro – Alatri; GASP (Gruppo di Acquisto Solidale Partecipato - FR); A.I.A.S. Ass. It. Assistenza Spastici – Sgurgola; Ass. zerotremilacento – Fr; Ass. Frusna – FR; Ass.Rigenesi – FR; Soc. Geografika srl – Guarcino; Ass. Cittattiva – Ceccano; Città Futura, Odv – FR; Adesso Basta – Anagni; Gemma Edizioni – Ceccano; Big Brother Ambiente - Cellole (CE) promuovono un INCONTRO

MARTEDI’ 12 MARZO 2019 - ORE 15,30 -19,30 - SALA TEATRO DELLA ASL – FROSINONE
“Per riflettere e ragionare sulla realtà attuale e per avanzare richieste, partecipate e condivise, per migliorare l’ organizzazione e i servizi”, sono stati invitati partecipare:
I dirigenti della asl di Frosinone – Il Presidente ed i Vice presidenti della Commissione Sanità della Regione Lazio – I consiglieri comunali ed i Sindaci di Frosinone e Alatri – I Consiglieri regionali eletti nella nostra provincia.

Interverrà il dott. Fabrizio Cristofari – Direttore del Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero Frosinone Alatri e Presidente dell’Ordine dei Medici.

 

 

 

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Delusione e rabbia per l'incontro del 3 luglio

cartelli 4lug18 350 250 mindi Ignazio Mazzoli - I disoccupati di Vertenza Frusinate si sono dati appuntamento in Provincia come è diventata tradizione ormai. dal 2014, richiamati dal messaggio “VERTENZA FRUSINATE DISOCCUPATI UNITI COMUNICA CHE IL GIORNO 4 LUGLIO ORE 15 30 TERRA’ UN ASSEMBLEA NEL SALONE DELLA PROVINCIA … SI CHIEDE MASSIMA PARTECIPAZIONE CI AUGURIAMO CHE L’INCONTRO IN REGIONE IL 3 LUGLIO NON VENGA RINVIATO ANCORA …” postato sulla loro pagina FB dall’infaticabile Gino Rossi che scrive sempre in maiuscoletto.

Di che si tratta?

Il 28 febbraio scorso, alla vigilia del voto per il rinnovo del Consiglio Regionale e del Parlamento nazionale, alla Regione Lazio, si firma, fra sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Ug)l e Giunta Regionale (che sta per scadere), un accordo quadro che riguarda i disoccupati e prevede altri 12 mesi di mobilità per chi l’ha persa e per chi la perderà nel 2018, stabilisce lo svolgimento di tirocini per individuare nuove occasioni di lavoro, e si definisce che i lavoratori over '60 saranno accompagnati fino al pensionamento svolgendo lavori di utilità sociale sulla base della richiesta dei Comuni e altri enti locali a carico del bilancio regionale. Le parti decidono di rivedersi per definire le modalità operative di questa importante decisione. Era soprattutto una promessa elettorale? Vediamo i fatti.
Dal 28 febbraio siamo arrivati al 3 luglio mentre venivano convocate e sconvocate le riunioni del 19, 22, 26 e 29 giugno. La riunione del 3 luglio si è svolta, anche in assenza dell’assessore al lavoro Di Bernardino.

In questi mesi, fra molto altro, Regione e sindacati avrebbero dovuto sollecitare e incontrare Sindaci e imprenditori sia per il piano dei tirocini che per i lavori socialmente utili di cui i Comuni del Frusinate hanno particolarmente bisogno e che non possono affrontare per i magri bilanci di cui dispongono. Una macchina complessa da far partire, per ora ferma, irresponsabilmente e che sarebbe dovuta partire nell'autunno 2017.
Ci sono, ora, mobilità scadute a marzo e i loro titolari non percepiscono reddito da quella data. Il rinnovo, a causa di tutto questo irresponsabile ritardo, è fermo. L’ultima data per presentare la richiesta di rinnovo era il 30 maggio. Lontanissimo, per chi non sa con che cosa vivere. Le domande di chi ha titolo sono state tutte presentate. L’esperienza del 2017 ha dimostrato che la procedura che porta alla riscossione non è affatto rapida: infatti ci vuole una determina della Regione che va inviata al Ministero perché rilasci l’autorizzazione definitiva. Niente di tutto questo è stato fatto. Cambiano gli assessori, ma inerzie, negligenze ed inefficienza restano sempre le stesse.

Il danno che producono i ritardiGino Rossi

Qui preme sottolineare quanto sia dannoso quanto accade non solo per il ritardo che si accumula nella erogazione della mobilità, ma perchè si perde la pur minima speranza di nuova occupazione. Infatti, c'è un legame importante fra determine che autorizzano la mobilità e partecipazione ai tirocini, dal momento che senza le determine non si può firmale il patto di lavoro per l’accesso ai tirocini. Chiaro? L’ANPAL, l’azienda nazionale per le politiche attive del lavoro ha collaborato tantissimo lo scorso anno con i disoccupati per creare questo legame fra politiche di sopravvivenza e quelle di re-inclusione. Ce lo siamo già scordato?
Non solo ritardi, ma quasi sicuramente anche errori che si ripetono a distanza solo di un anno. Abbiamo letto che il Def ha rifinanziato CIGS (Cassa integrazione speciale). Ottima cosa, ma quelli che votano si ricordano che in questa provincia è inutilizzabile perché qui non esistono aziende che la utilizza. Lo scorso anno fu necessario un emendamento (quello che porta il nome di Pilozzi). Quest'anno occorrerà ripeterlo o si sono ricordati di autorizzare insieme alla CIGS anche il rifinanziamento della mobilità? Su queste messe a punto che hanno già richiesto interventi bisogna rassicurare e correggere se già non è stato fatto.
Dalle voci raccolte ‘l’accordo raggiunto ieri in Regione sarebbe il classico topolino partorito dalla montagna. È vero che si tratta solo di un intervento per appena un terzo degli aventi diritto? Qualcuno risponda!
Il Decreto Di Maio per la Dignità fa ben sperare, recupero di diritti e certezze per ora negati. Ci auguriamo che diventino legge per tutti.
Queste misure sin qui descritte sono appena un sorso d’acqua per una piccola parte di senza lavoro, lo sanno bene gli animatori di Vertenza Frusinate. Eppure, ci vuole un estenuante lavoro di sollecitazione e di partecipazione altrimenti tutto sarebbe fermo. Enorme è il corpo di disoccupati in questa provincia. Siamo ancora al numero di 135.000? Cosa si è modificato? Creare condizioni per nuova occupazione larga e diffusa è il primo compito che le Istituzioni dovrebbero avere a cuore. I disoccupati del frusinate sono una forza indispensabile per uscire dal disagio sociale del frusinate.

La solidarietà non basta più

Molte donne e uomini da anni senza occupazione ci ripetono spesso “Non basta più la solidarietà”. Fino ad ora ci sono state solo le iniziative spontanee di chi non ha lavoro. Generose, ma chiaramente insufficienti, nonostante gli indubbi risultati strappati.
Tutti i senza lavoro giovani e vecchi sentono che oramai occorre un'iniziativa organizzata finalizzata, coordinata nazionalmente, di massa, attiva giorno per giorno, attenta a tutti i mutamenti e a tutte le esigenze. Qualcosa si muove. Il “decreto dignità” ieri sera ha superato l'esame del Consiglio dei ministri. Andrà letto con attenzione, sembra che vada nella direzione di ripristinare alcuni diritti del lavoro e dei lavoratori. Sarà "un primo passo in avanti"? Speriamo.
Se così sarà dovrebbe ripercuotersi sull’azione di tutte le istituzioni. Sperare, però, non basta.
Le attuali politiche economiche puntano a precarizzare tutto il mercato del lavoro. Questo richiede di attrezzarsi per fronteggiare e combattere disoccupazione e precarietà senza precedenti. Il primo pensiero va ai Sindacati che dovrebbero strutturarsi per questa terribile novità che va cronicizzandosi.
Non solo, anche le Istituzioni dovrebbero creare sedi e strumenti legislativi per fronteggiare questa emergenza.
Il ricordo degli anni più recenti produce tanti brutti pensieri. Disoccupati prima negati e poi minimizzati. Qui in provincia senza Vertenza Frusinate dal 2014, forse non si sarebbe arrivati ai primi timidi passi del 2016-2017. Nessun argine alla disoccupazione, rappresenta un vuoto senza precedenti del sindacalismo italiano. Qui in provincia, a parte un solo intervento della Cisl di Frosinone per estendere l'8ª salvaguardia agli ex Videocon, la conquista vera, come spesso ha ricordato Romeo Caruso, i disoccupati ciociari se la sono fatta da soli il 9 maggio 2017, quando ottennero, al Ministero del Lavoro, un accordo utile a tutti i disoccupati delle Aree di crisi complessa in Italia. Ciociari alla ribalta.

Nuovo quadro politico e quale iniziativa sindacale?Disocccupati_4lug18disoccupati

Anche oggi, questa assemblea del 5 suona … non bene. Vengono invitati i dirigenti sindacali a quella del 4 luglio convocata dai disoccupati e senza motivazione essi ne indicono una per il giorno dopo, il 5. Perché questo gesto poco garbato. Anziché tentare di recuperare tempo che loro, con la Regione, hanno perso, che fanno? Si preoccupano di dividere chi si è organizzato? Ma così non si risolve il problema che si è creato: un deficit di fiducia. I lavoratori hanno bisogno di un sindacato combattivo e il sindacato, tutto, ha bisogno di ogni lavoratore, con e senza lavoro.

Una domanda: ora come intendono regolarsi con questo governo giallo-verde (anzi giallo-nero)? Bisognerebbe che ci fosse tanta tanta iniziativa di massa.
Si può partire da un censimento serio dei disoccupati? Si può pensare ad una nuova fase di dialogo e di movimento che strutture, ad hoc create dal sindacato, abbiano intenzione di promuovere e guidare?
Sarebbe solo un’altra faccia della lotta per la piena occupazione. L’art 4 della Costituzione afferma: "La repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere secondo le proprie possibilità e la proprio scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società." E’ troppo chiedere l’applicazione della Nostra Costituzione?
4 luglio ‘18

 

 

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Verso il 28 febbraio con rabbia, ansia, delusione

21feb18 disoccupati 350 260 mindi Ignazio Mazzoli - Sono passate da poco le 15 e c’è già il Tg 3 della Rai che riprende le parole d’ordine di Vertenza Frusinate. É chiaro, c’è un nuovo interesse intorno ai lavoratori e al lavoro. Ideal Standard, Embraco, nella dimensione nazionale ed europea che hanno assunto, ripropongono l’intramontabile protagonismo del lavoro dipendente che nessuna sordina può zittire e oscurare.

A chi da quattro anni piccona il muro dell’isolamento e della dimenticanza come brillantemente fa Vertenza Frusinate non può che fare piacere e dare soddisfazione, ma oggi spinge a manifestare anche rabbia per la sordità della Regione Lazio che ha ancora una volta ha cancellato l’incontro programmato con i sindacati pe adottare le misure previste a favore dei disoccupati del frusinate. Certo il Ministro Calenda, ora, non ha proprio emuli nella Regione Lazio.

C’è inoltre una strana attenzione da parte delle forze dell’ordine presenti in misura che appare eccessiva per chi osserva. Digos, questura, Carabinieri ed una larga rappresentanza di guardie provinciali. Perché in tanti qui in Provincia? Lo richiede il clima elettorale o c’è consapevolezza, forse, che il mancato incontro Regione-Sindacati non sarà accettato con indifferenza? La regione fa difficoltà, i sindacati sono divisi sulle proposte? La trasparenza e l’informazione sono valori. Mah!! L’iniziativa politica e quella sociale non si possono fare alla mutigna.
L’incontro non si è svolto. Perché? Questo interrogativo risuona più volte nell’intervento d’apertura di Gino Rossi. E’ stato disdetto? Perché non ci hanno fatto sapere che non si sarebbero riuniti? Non si sa. Non ci sono, forse, i fondi per l’ulteriore proroga già concessa dal Ministero? La decisone è rapida e senza incertezze. Dobbiamo sapere perché. Assemblea permanente finché non lo sapremo. Ciò che appare motivato si scontra con i tempi di utilizzo del salone della Provincia. Non si può restare lì.

Nasce un po’ di tensione. I disoccupati vengono minacciati di sgombero. Sembra stia per nascere un braccio di ferro. Non ci sarà. Grazie ai buoni uffici del Vicepresidente Andrea Amata, alla comprensione e al garbo della dottoressa Lucia Cipolla, responsabile dello staff del presidente Antonio Pompeo, oggi non presente e quindi impossibilitato a rilasciare autorizzazioni. Le asperità si appaiano anche con il buon senso di tutti.

Amata nel suo saluto ai disoccupati dichiara ancora una volta la sua solidarietà comprendendo che l’estromissione dal lavoro rappresenta una mortificazione dolorosa, una ferita grave e apprezzando come Vertenza Frusinate ha saputo dare visibilità alle sue giuste rivendicazioni con simpatia e con grande competenza presentando proposte non solo accettate, ma tradotte anche in provvedimenti approvati nella finanziaria di fine maggio 2017.
Il Vicepresidente Amata, subito dopo, scrive immediatamente all’assessore Lucia Valente per conoscere le motivazioni del mancato incontro. “Gentile assessore – scrive nella nota – con la presente non ti chiedo i motivi del mancato incontro di oggi, ti chiedo però di fare presto a convocarne subito un altro se l’intenzione è quella di dare risposte concrete a persone che vivono situazioni di estremo disagio”. Rivendica la “conclamata efficienza e attenzione, sempre raccontata dalla Regione, ma che poi si scontra con la prova dei fatti”. E, termina “Chiedo a lei e al Presidente Zingaretti, dunque, concretezza … al di là dei colori politici”.

La richiesta di spiegazioni è motivata tanto più che nell’incontro di lunedì 19 che i disoccupati hanno avuto con la Consiglera Daniela Bianchi si era impegnata a sollecitare l’assessora Valente sia sulla 2ª proroga della mobilità che sull’attuazione definitiva dell’iter dei tirocini per il reinserimento lavorativo.

Mentre Romeo Caruso e Tiziano Ziroli ricostruiscono tutto l’impegno generosamente dedicato per raggiungere risultati finalizzati alla sopravvivenza e al reimpiego; rivendicando orgogliosamente “noi siamo gli unici che hanno fatto qualcosa”, arriva una telefonata di sostegno della senatrice Maria Spilabotte, giunge nel salone la stessa Consigliera regionale Daniela Bianchi e la rappresentante di Possibile-Liberi e Uguali Sandra Penge. E, quasi insieme a loro arriva l’annuncio che l’incontro Regione-Sindacati ci sarà il 28 febbraio sempre alle 11,30. Resta ancora da chiarire perché non si è svolto l’incontro di oggi. Qualcosa si è mosso.
Manco ai tempi della politica clientelare della Democrazia Cristiana si verificavano simili coincidenze. Speriamo comunque che questo incontro si faccia e dia i risultati sperati.

 
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Da Sceriffo a barman, con tanta rabbia

cap 11poldinodi Antonella Necci - Stava riponendo i boccali per la birra, che aveva appena prelevato dalla lavastoviglie, quando, guardando verso l'orizzonte, laggiù verso il cristallino di quel mare che tanto facilmente si gonfiava e ruggiva e si inerpicava sulle rocce, cambiando colore, forma, umore, vide una imbarcazione che si avvicinava alla riva. Rimase con un boccale tra le mani, fermo immobile, senza più asciugarlo.


Sentì un brivido attraversargli la schiena. Anche se la distanza non permetteva di certo di intuire chi fossero gli individui vestiti rigorosamente di nero che stavano scendendo dall'imbarcazione, il suo pensiero volò per un istante verso il suo amico Vescovo e i suoi confratelli. Ricacciò indietro l'intuizione. Stava diventando un sensitivo. Prevedeva gli eventi. Vedeva cose che si sarebbero realizzate entro poco tempo. Ci mancava solo che, con un tavolino a tre gambe, iniziasse ad organizzare sedute spiritiche.
Aveva intuito che i gaglioffi di Trippotto e quei beceri individui della cosiddetta maggioranza lo avrebbero raggiunto in questo angolo di paradiso per rovinargli la vita di nuovo. E così era stato. Detto, fatto. Se li era ritrovati dinanzi solo pochi giorni dopo l'intuizione. Si sentiva dentro un vuoto che non riusciva a colmare, e proprio quella sera aveva pensato che sarebbe stato bello avere vicino a lui Padre Rocco e i suoi confratelli. In un battibaleno loro si erano materializzati, provenendo dalle acque, come Nostro Signore. Doveva stare attento ai pensieri.
“Se riesco a concentrarmi solo su pensieri positivi, il gioco è fatto. Mi attirerò solo eventi lieti, e tutti i miei nemici si volatilizzeranno.” Ci provò. Chiuse gli occhi come i bambini quando esprimono un desiderio.

 

Li riaprì un istante dopo per ritrovarsi di fronte Rojo Minscky che lo guardava con derisione.
”Se hai finito di dormire in piedi, vorrei una 3,60 Ale. Se non ti disturba, Sceriffo”. Si divertiva. Alle sue spalle. Rispose quasi gettandogli il boccale sul bancone. Quel Rojo. Il più viscido della compagnia. Della sua maggioranza. E come ci godeva nel farsi servire da lui.“ Che ti vada di traverso”, gli disse mentalmente, sperando che stavolta i suoi superpoteri intuitivi lo aiutassero. Macché. Niente da fare. Rojo bevve di gusto e ne ordinò un'altra. Si vede che quello non era né il luogo, né il momento per le magie. Magari era colpa di quel gufo di Davillè. Si certo. Doveva essere colpa sua se tutto non quadrava.
Accese il maxi schermo e sintonizzò su Telemondo, una emittente locale che ogni tanto, attanagliato dalla nostalgia, sentiva il desiderio di guardare. Era in onda il TG della sera. Già, pensò, era sera li. La sera del giorno prima. Il barbuto ed anziano giornalista stava introducendo un servizio su Anagnon-sue-la-mer. la prima cosa fu il primo piano della telecamera sulla faccia Rojo Minscky. Stava blaterando sulla mancanza di libera iniziativa. Si lamentava, quasi con le lacrime agli occhi, di non essere riuscito nei suoi intenti. “Vado via con l'animo di ritornare. Vado a rigenerarmi per vincere lo svilimento di non aver ottenuto i risultati sperati. Ma tornerò presto e annuncio, sin da ora, la mia candidatura a nuovo sceriffo di Anagnon. Mi presenterò con una lista civica, composta da gente pulita, fuori da schemi politici. Insieme faremo rinascere il nostro ridente paese. Ve lo prometto.”

 

Poldino volse lentamente il capo verso quella faccia di bronzo di Minscky. Molte furono le parole che gli si fermarono sulla punta della lingua. Serrò la bocca. Sentiva che se solo avesse lasciato aperto uno spiffero da un millimetro, se ne sarebbe poi pentito, per aver perso l'auto controllo. Lo fissò. Gettò lo straccio sul bancone. Uscì verso il mare, senza rendersi conto del temporale che si stava preparando. Maledetto il giorno in cui mi sono candidato. Restare nel limbo e credere che i suoi concittadini fossero gente perbene. Questo avrebbe dovuto fare. Non farsi trascinare nel mare pieno di squali.

 
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8 marzo, da Anagni con rabbia

mimose di Antonella Necci - Partiamo subito dal punto che mi ha spinto, stavolta, a scrivere per l'otto Marzo: l'ultimo articolo, in ordine di tempo, ma magari mentre sto scrivendo ne starà già programmando un altro, di quel Franco Ducato, conte del Piglio, corrispondente per alessioporcu.it e forse anche residente nella Città dei Papi.

Premetto che Franco Ducato o soffre di bipolarità oppure è semplicemente un nome fittizio per "nascondere" sotto giornalistiche spoglie una serie di amici bontemponi legati ad Alessio Porcu, ma ancora di più dall'antipatia per il sindaco Fausto Bassetta. A testimonianza di quanto affermo ci sono i diversi stili e tagli giornalistici che escono sempre sotto il suo nome.

Prendiamo gli argomenti che più lo appassionano in questo momento: la caccia alle streghe che secondo lui si sta mettendo in atto nella pigra e catartica città di Anagni per scoprire la sua reale identità, e chi sarà il successore dell'ingegner Salvatori come dirigente dei Lavori Pubblici e dell'Ufficio tecnico del Comune di Anagni.

Bene, nell'articolo carnevalesco, nel quale "istigava" l'amministrazione anagnina a scoprire la sua reale identità, il giornalista Franco Ducato faceva bella mostra delle sue abilità dialettiche, e anche didattiche, spiegando per filo e per segno i motivi della sua delusione nei confronti dell'amministrazione che lui stesso dichiara di aver votato(non fa, stavolta, il nome di Bassetta, in un moto di cavalleresca delicatezza. Tanto lo aveva massacrato altrove...)
In quell'articolo, tanto di cappello. Nel senso: Bravo Ducato, sei stato limpido e lineare nel discorso, come solo un vero giornalista, abile del mestiere sa essere. Caratteri essenziali, dignità nell'offesa, arguzia nell'istigare tutti a capire chi si nasconde sotto alla maschera di Conte del Piglio e, infine, accento didattico nel bacchettare chi, secondo te si è lasciato avvinghiare dalle maglie gattopardesche dell'amministrazione anagnina, subendone le lentezze se non i clientelismi, anche a causa di una naturale propensione all'onestà. Sempre Fausto Bassetta nella sua testa.

L'altro punto che non fa dormire Franco Ducato è l'enigma dell'ufficio tecnico. L'amministrazione avrà fatto bene a far scadere il contratto-Salvatori o avrà sbagliato?
Ora, prima di commentare quanto scritto dal Ducato, devo precisare, da non-anagnina, da non-votante, da "esterna", che a nominare ing. Salvatori, nella città dei Papi, si scatena una contorta reazione di diffidenza. I volti si oscurano, le bocche tacciono.
Ora, mi domando e dico, sempre da "esterna", perchè non aspettare per giudicare l'architetto Pulcini, che per quel poco che ho conosciuto mi sembra una persona seria e lavoratrice, potrà mai osare fare peggio? Secondo me, no. E Anagni ci ha guadagnato. Scusate se è poco.

E ora giungo finalmente al punto che mi ha fatto perdere le staffe.
Il giornalista Franco Ducato, nell'ultimo articolo sulla questione dell'ufficio Tecnico, parla di telenovela. Fa riferimento a questa per indicare ed accattivarsi, crede lui, il pubblico femminile. Rincara la dose confrontando le telenovele dei nostri giorni con i fotoromanzi che le nostre mamme leggevano.

LE NOSTRE MAMME????

Franco Ducato, per tua norma e regola ti ricordo che utilizzare simili mezzucci per indicare il pianeta femminile è da maschilisti puri. Anni di emancipazione femminile buttati nelle ortiche di un giornalista, che in questo articolo è sceso davvero in basso, anche nello stile, a riprova che questo Ducato qui è il più scadente tra i giornalisti che si firmano con lo stesso nome.

Signor Ducato voglio ricordare che a casa mia, né io né mia madre abbiamo mai letto fotoromanzi o visto telenovele, e che prima di additare simile spazzatura come appartenente prettamente all'universo femminile, sarebbe il caso di usare maggiore sensibilità.
Infine io stessa, come donna, mi ritengo offesa di essere additata come un essere dotato di intelligenza di serie B, visto che il signor Ducato, nel nominare simili media, fa espressamente riferimento alle donne.
Le ricordo, signor Ducato, che anche il Frosinone si trova in B, ma sta facendo molto male ai suoi avversari!
Signor Ducato, la invito a riconsiderare i termini di riferimento quando si rivolge al mondo femminile e, se le è possibile, a scrivere articoli con maggiore fondamento di verità.
E se proprio non ci riesce, per una naturale propensione al gossip, faccia scrivere gli articoli a quello "bravo".......lei resti a guardare.

 
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8 marzo, da Anagni con rabbia

mimose di Antonella Necci - Partiamo subito dal punto che mi ha spinto, stavolta, a scrivere per l'otto Marzo: l'ultimo articolo, in ordine di tempo, ma magari mentre sto scrivendo ne starà già programmando un altro, di quel Franco Ducato, conte del Piglio, corrispondente per alessioporcu.it e forse anche residente nella Città dei Papi.

Premetto che Franco Ducato o soffre di bipolarità oppure è semplicemente un nome fittizio per "nascondere" sotto giornalistiche spoglie una serie di amici bontemponi legati ad Alessio Porcu, ma ancora di più dall'antipatia per il sindaco Fausto Bassetta. A testimonianza di quanto affermo ci sono i diversi stili e tagli giornalistici che escono sempre sotto il suo nome.

Prendiamo gli argomenti che più lo appassionano in questo momento: la caccia alle streghe che secondo lui si sta mettendo in atto nella pigra e catartica città di Anagni per scoprire la sua reale identità, e chi sarà il successore dell'ingegner Salvatori come dirigente dei Lavori Pubblici e dell'Ufficio tecnico del Comune di Anagni.

Bene, nell'articolo carnevalesco, nel quale "istigava" l'amministrazione anagnina a scoprire la sua reale identità, il giornalista Franco Ducato faceva bella mostra delle sue abilità dialettiche, e anche didattiche, spiegando per filo e per segno i motivi della sua delusione nei confronti dell'amministrazione che lui stesso dichiara di aver votato(non fa, stavolta, il nome di Bassetta, in un moto di cavalleresca delicatezza. Tanto lo aveva massacrato altrove...)
In quell'articolo, tanto di cappello. Nel senso: Bravo Ducato, sei stato limpido e lineare nel discorso, come solo un vero giornalista, abile del mestiere sa essere. Caratteri essenziali, dignità nell'offesa, arguzia nell'istigare tutti a capire chi si nasconde sotto alla maschera di Conte del Piglio e, infine, accento didattico nel bacchettare chi, secondo te si è lasciato avvinghiare dalle maglie gattopardesche dell'amministrazione anagnina, subendone le lentezze se non i clientelismi, anche a causa di una naturale propensione all'onestà. Sempre Fausto Bassetta nella sua testa.

L'altro punto che non fa dormire Franco Ducato è l'enigma dell'ufficio tecnico. L'amministrazione avrà fatto bene a far scadere il contratto-Salvatori o avrà sbagliato?
Ora, prima di commentare quanto scritto dal Ducato, devo precisare, da non-anagnina, da non-votante, da "esterna", che a nominare ing. Salvatori, nella città dei Papi, si scatena una contorta reazione di diffidenza. I volti si oscurano, le bocche tacciono.
Ora, mi domando e dico, sempre da "esterna", perchè non aspettare per giudicare l'architetto Pulcini, che per quel poco che ho conosciuto mi sembra una persona seria e lavoratrice, potrà mai osare fare peggio? Secondo me, no. E Anagni ci ha guadagnato. Scusate se è poco.

E ora giungo finalmente al punto che mi ha fatto perdere le staffe.
Il giornalista Franco Ducato, nell'ultimo articolo sulla questione dell'ufficio Tecnico, parla di telenovela. Fa riferimento a questa per indicare ed accattivarsi, crede lui, il pubblico femminile. Rincara la dose confrontando le telenovele dei nostri giorni con i fotoromanzi che le nostre mamme leggevano.

LE NOSTRE MAMME????

Franco Ducato, per tua norma e regola ti ricordo che utilizzare simili mezzucci per indicare il pianeta femminile è da maschilisti puri. Anni di emancipazione femminile buttati nelle ortiche di un giornalista, che in questo articolo è sceso davvero in basso, anche nello stile, a riprova che questo Ducato qui è il più scadente tra i giornalisti che si firmano con lo stesso nome.

Signor Ducato voglio ricordare che a casa mia, né io né mia madre abbiamo mai letto fotoromanzi o visto telenovele, e che prima di additare simile spazzatura come appartenente prettamente all'universo femminile, sarebbe il caso di usare maggiore sensibilità.
Infine io stessa, come donna, mi ritengo offesa di essere additata come un essere dotato di intelligenza di serie B, visto che il signor Ducato, nel nominare simili media, fa espressamente riferimento alle donne.
Le ricordo, signor Ducato, che anche il Frosinone si trova in B, ma sta facendo molto male ai suoi avversari!
Signor Ducato, la invito a riconsiderare i termini di riferimento quando si rivolge al mondo femminile e, se le è possibile, a scrivere articoli con maggiore fondamento di verità.
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