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M5S Veroli: Tariffa puntuale per raccolta dei rifiuti solidi urbani

M5S logo minAl Sindaco Cretaro Simone
Al Presidente del Consiglio Comunale

OGGETTO: MOZIONE PER ULTERIORE INCENTIVAZIONE RACCOLTA DIFFERENZIATA CON L’INTRODUZIONE DI MECCANISMI DI TARIFFAZIONE PUNTUALE PER LA RACCOLTA DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI

Il Sottoscritto Fabrizio Cretaro consigliere del Movimento 5 Stelle di Veroli chiede l'iscrizione al prossimo Consiglio Comunale della seguente mozione:

PREMESSO CHE:
• la "tariffa puntuale" è il metodo ideale per incentivare i cittadini ad una efficiente raccolta differenziata. Consistente nel pesare esattamente i rifiuti indifferenziati prodotti dalla singola utenza domestica.
• Gli orientamenti in materia di gestione dei rifiuti previsti dalle leggi nazionali e dalle direttive europee privilegiano: 1) riduzione alla fonte; 2) il riutilizzo delle materi prime; 3) ottimizzazione della raccolta differenziata.
• Il Parlamento Europeo ha approvato la “Risoluzione sulla revisione Programma d’azione in materia di ambiente e la definizione delle priorità” e tra le priorità è indicato che si debbano prevedere “obiettivi di prevenzione, riutilizzo e riciclaggio più ambiziosi, tra cui una netta riduzione della produzione di rifiuti, un divieto di incenerimento dei rifiuti che possono essere riciclati o compostati entro il 2020”.
• La Commissione Europea ha, inoltre, pubblicato lo studio “Screening of waste management performance of EU Member States” con l’intento di valutare la qualità della gestione dei rifiuti negli Stati Membri. I risultati dello Studio hanno confermato l’esistenza di grandi differenze all'interno dell'UE. L’Italia risulta essere al 20° posto, nel gruppo dei meno virtuosi di tutta l’Europa, insieme a Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Lituania, Lettonia, Malta, Polonia, Romania e Slovacchia.
• La Direttiva 2008/98/CE pone la prevenzione e il riutilizzo ai primi due posti della gerarchia dei rifiuti, ancor prima della raccolta differenziata.
• La direttiva promuove una politica che si propone di ridurre l’uso delle risorse e l’applicazione della gerarchia dei rifiuti e che dia impulso ad una «società del riciclaggio», evitando la produzione dei rifiuti ed utilizzando i rifiuti stessi come risorsa. Le priorità nella gestione dei rifiuti sono individuate nella prevenzione, nel riutilizzo e nel riciclaggio dei materiali.

CONSIDERATO CHE:
• La tariffa puntuale è la modalità più equa di far pagare ai cittadini il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, oltre ad una parte fissa, ogni utenza paga in base ai rifiuti indifferenziati realmente prodotti e conferiti.
• L’applicazione della tariffa puntuale garantisce di norma delle positive variazioni nelle abitudini dei cittadini, come ad esempio: permette di razionalizzare il percorso dei mezzi di raccolta, consentendo così di ottimizzare i costi del servizio di raccolta stesso.
• Nei contesti in cui è stata adottata la tariffazione puntuale la grande, media e piccola distribuzione hanno cominciato a mettere in commercio prodotti con minor presenza di imballaggi superflui (ad es. latte con vuoto a rendere e prodotti alla spina) per assecondare l’interesse dei propri clienti a produrre meno rifiuti.
• È evidente che pagare i propri rifiuti è il modo migliore per incentivare la riduzione dei rifiuti stessi e la raccolta differenziata, in una logica di responsabilità”.

VERIFICATO CHE:
Le prime linee guida regionali per l’applicazione della tariffa puntuale sono state approvate con la D.G.R. Del 17/1/2017. L’importanza della tariffa puntuale nell’ambito delle politiche regionali in materia di gestione dei rifiuti urbani viene riaffermata anche all’interno del DGR 49/2019: documento “Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Lazio: Linee Strategiche”. In particolare, al cap. 9 (Azioni da attuare nel medio termine) punto 4 (Incentivazione dell’adozione della tariffa puntuale) si conferma che la “promozione dell’adozione della tariffa puntuale a livello locale” rientra tra gli “obiettivi strategici” della Regione, con la previsione di sostegni economici per i Comuni da erogare attraverso “specifici bandi per investimenti destinati all'acquisto di sistemi, strumenti e tecnologie utili a tracciare il ciclo dei rifiuti”.

VERIFICATO INOLTRE CHE:
Nel Rapporto rifiuti urbani del 2015, l’ISPRA evidenzia che “risulta evidente dall’analisi condotta sui costi pro capite, come l’aumento del livello di raccolta differenziata nei comuni a tariffa puntuale coniugato ad una gestione virtuosa del rifiuto urbano si traduca in una diminuzione significativa dei costi a carico del cittadino”.

PRESO ATTO CHE:
In questi giorni l'azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti sul territorio di Veroli sta consegnando alle famiglie verolane i contenitori della raccolta indifferenziata con TAG RFID, associando di fatto ad ogni utente un codice identificativo, azione questa fondamentale e prodromica alla realizzazione della tariffa puntuale.

CONSIDERATO ANCORA CHE:
1) Il Movimento 5 Stelle di Veroli ha proposto già in data 06/04/2018 al Sindaco ed all'allora Assessore all'ambiente istanza con la quale si richiedeva l'adozione in via sperimentale per il primo anno e poi estesa a tutti i cittadini della tariffazione puntuale.

2) Le soprammenzionate linee guida regionali sono indirizzate ai Comuni per la redazione del proprio regolamento, i Comuni con proprio atto possono provvedere a dare attuazione a quanto previsto nelle suddette linee guida.

IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

1) A prevedere l’introduzione, in un primo tempo in via sperimentale, di sistemi che permettano la tariffazione puntuale dei rifiuti, con decorrenza dall'anno 2020.

2) A favorire l'introduzione dell'obbligo di utilizzare stoviglie biodegradabili o riutilizzabili nelle manifestazioni patrocinate dal Comune.

3) A consegnare ai cittadini un glossario dei rifiuti con la quale i cittadini possano individuare con precisione in quale contenitore gettare quel tipo di rifiuto (sistema utilizzato già in altri Comuni della provincia dove la raccolta è gestita dalla stessa azienda che opera nel territorio di Veroli).

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Cervaro. Raccolta rifiuti non va, proprio non va

Cervaroda Massimo Maraone, Cervaro, riceviamo e pubblichiamo - Alla ribalta della cronaca continua ad esserci la raccolta dei rifiuti solidi urbani. Il 12 agostto è stato segnalato attraverso un esposto, che un operaio assunto da 2 giorni ha avuto un infortunio sul lavoro.

Segnalato il fatto all'Asl del lavoro ed alla Procura della Repubblica di Cassino, imputabile secondo i ricorrenti ai mezzi della raccolta rifiuti che versano in precarie condizioni che non garantirebbero, in sufficiente sicurezza ed igiene, lo svolgimento del servizio di raccolta dei rifiuti nel territorio comunale di Cervaro.

Intanto, riferiscono gli operai, il Comune ha da poco pagato 3 mensilità alla ditta, corrispondente ad una cospicua somma, al cospetto di dichiarazione di conformità del servizio secondo le norme e i capitolati. Intanto, sempre dalle maestranze, si riferisce che sono state segnalati 4 turni di mancate raccolte di rifiuti (ai vigili urbani) con tanto di missive: «hanno un tavolo pieno di reclami protocollati».
«Che schifo, -scagliandosi verso la macchina amministrativa - nessuno dice niente, tutti bravi a parole!».

Tematica ancora molto calda a Cervaro quella dei rifiuti solidi urbani, che ricordiamo che è stato l'argomento che è costato la caduta dell' Amministrazione D'Aliesio ed oggi, il comune è governato dal Commissario Prefettizio.

 

 

 

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Campagna #ITALIANOCHISTUDIA Raccolta firme per Ius Culturae.

  • Pubblicato in Partiti

calcagni renzi 350 260 mindi Valentina Calcagni - Emozionata felice e soddisfatta che Matteo Renzi abbia scelto di presentare il suo ultimo libro "Un'Altra Strada" a Frosinone, libro che giudico un gesto d'amore nei confronti della Politica e di speranza nel futuro.

Quella che stiamo vivendo è una fase preoccupante dove destre e forze populiste non fanno altro che fabbricare paura e incertezza galvanizzato la società in chiave di odio e di intolleranza bullizzando quotidianamente le Istituzioni rendendole luogo di baratto politico.
Siamo davanti alla minaccia di un Populismo bicefalo che parla con due voci per alimentare le divisioni e i contrasti nella comunità tra noi cittadini tra noi uomini e donne.
Spetta a noi costruire una proposta alternativa, alla rabbia alla menzogna e alla superficialità, spetta a noi riformisti non lasciare indietro nessuno.
Per questo ho scelto di esercitare un diritto e ho adempiuto ad un dovere!

Mi sono recata presso la Corte di Cassazione e ho depositato la mia firma per presentare la Proposta di legge sullo IUS CULTURAE.
Il diritto di cittadinanza non è un dono o una concessione ma è espressione di un Status che necessariamente consente di armonizzare i Diritti e i Doveri.
È una battaglia di civiltà che va combattuta tutti insieme nella convinzione che la società sia sempre migliore dei singoli individui.
Ho da sempre accolto il riformismo come strumento di crescita collettiva, ho difeso e rivendico l'operato del Governo Renzi convinta che sia da quelle politiche da quegli strumenti da quelle riforme che dobbiamo ripartire tutti insieme.

Spero che in tanti vogliate firmare e far firmare quello che deve essere un Diritto e non un premio, insieme nelle piazze nei banchetti il nostro #italianochistudia

 

 

 

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Frosinone. Raccolta differenziata: lamentele

rifiuti 350 260Il 16 luglio scorso fu segnalato a UNOeTRE.it, anche con un certo fastidio «le sorprese non finiscono mai per quanto riguarda la [raccolta] differenziata». Cosa ha spinto a sollecitare che si trattasse delle modalità con cui si raccolgono i rifiuti nella città di Frosinone?
«Ho scoperto – ci hanno scritto – che per i piatti, bicchieri, bottiglie finite di detersivo, secondo lo scienziato che ha partorito il contratto, noi “dobbiamo” e non “dovremmo” prima sciacquare questi oggetti, quindi consumando acqua e poi metterli nei contenitori a loro destinati». Non è la prima volta che mi capita di ascoltare questa osservazione, anche se non sempre generata dalla stessa motivazione, che nel caso riportato si condensa nell’esclamazione «ma questi sono matti e chi ci ripaga dell’acqua che consumiamo? Ci sarebbe voluto almeno uno sconto considerevole della tariffa». Non solo, aggiungeva «Altra discrepanza è quella che per due giorni consecutiva tenere in casa l'umido, ma in quale paese succede? Ci avevano pensato a Ferentino e sono dovuti tornare indietro di corsa…. il secco passa un solo giorno a settimana.... ma chi è che ha ideato "STA …?".
Il nostro lettore, che chiaramente non parlava a titolo personale, chiedeva «Scusa fai un articolo? Grazie»

 

Il principio al qual ci atteniamo è quello di non lasciare mai inascoltata una rimostranza e quindi dedicare ad essa almeno la ricerca delle vere cause che la determinano. Sappiamo, leggendo alcuni siti che si occupano della qualità della vita nel capoluogo, come ad esempio “frosinonebenecomune.altervista.org”, che spesso le lamentele nella città di Frosinone hanno riguardato e riguardano questo delicato settore dell’ambiente e dell’igiene.

Qual è la situazione nel caso denunciato? La società che gestisce la raccolta a Frosinone è la De Vizia (presente anche a Cassino e a Ferentino); la quale ha ottenuto l'appalto di Frosinone dopo ricorso al Tar di Latina; il quale, a sua volta, ha sentenziato l'illegittimità dell'assegnazione dell'appalto alla società Sangalli, già protagonista della vicenda giudiziaria per l'appalto precedente, culminata con l'arresto del vice sindaco De Santis.
E’, come dire, un settore di vita amministrativa e sociale della città dalla fisiologia un po’ sofferente. E’ bene non dimenticarlo

Secondo il calendario settimanale distribuito dalla De Vizia, è vero che l'umido viene raccolto tre volte a settimana, con un "salto" di due giorni tra lunedì e giovedì e poi il sabato; ma, per quanto è di mia diretta esperienza, tale frequenza è analoga anche a quella che la Sangalli impone nei comuni da lei serviti, senza sollevare particolari perplessità. A Frosinone, quelli che abbiamo interpellato, ci descrivono che i cassonetti interni ai condomini, riferiti all'umido, sono sempre semivuoti il giorno della raccolta. Per quanto concerne il secco (raccolto una volta a settimana) bisogna considerare che esso è potrebbe essere del tutto residuale, ma… ci sono delle disposizioni diverse in provincia, dove opera la Sangalli, pe resempio, i giorni sono due, martedì e venerdì ed inoltre bisogna tener conto di controverse indicazioni che circolano nel frusinate: se non risciacqui a dovere se per esempio non ti è possibile, quel rifiuto va nell’indifferenziata. Domanda: ma allora quella non sarà più solo raccolta del secco? Giusto? Allora il secco non sarà più residuale perché diverrà un generico indifferenziato e come tale aumenta di volume.

Un discorso a parte, invece, andrebbe fatto sulle tariffe applicate ai cittadini soprattutto per l'assenza di ogni meccanismo "premiale" da destinare a chi effettua correttamente la raccolta differenziata.
Infine, la contraddizione si ravvisa nell'onere di dover "sciacquare" i piatti di plastica, con consumo d'acqua, prima di immetterli nella raccolta della plastica (e non nell'indifferenziato!) è vera. Anche se "sciacquare", in questo caso, significa soltanto togliere i residui di cibo, e non sgrassare o igienizzare a fondo.

 

Invece, nella ricerca di opinioni e valutazioni ci siamo imbattuti in una osservazione che ci sembra importante, anzi forse è il problema principale. Al di là dell'organizzazione della raccolta che può sempre migliorare se i cittadini sin fanno ascoltare, riguarda la monetizzazione dei materiali differenziati, che va a costituire ulteriore profitto per la società che gestisce la raccolta medesima, in aggiunta a quello già abbondantemente garantito dalle tariffe gravanti sui cittadini.
La sensazione percepita di confusione e inadeguatezza generata dalla organizzazione della raccolta rifiuti a Frosinone definisce un quadro già fragile per 10 anni di mancata raccolta «secondo le indicazioni del precedente contratto di appalto», scrive “frosinonebenecomune.altervista.org”, a cui si sono aggiunte le note vicende giudiziarie, con forti ripercussioni nell’ambito politico, che hanno mantenuto la città in una situazione di stallo.
Non bisogna mai avere la memoria corta e ricordarsi le responsabilità sempre e soprattutto quando si vota senza avere ingiustificate amnesie.
Continuiamo a monitorare questo problema ringraziando chi ce l’ha segnalato.

 

 

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La raccolta "in-differenziata" va alla grande

raccolta rifiuti in differenziatadi Ivano Alteri - Si continua a ripetere che a Frosinone “non funziona la raccolta differenziata” dei rifiuti, portando come prova il dato del 15% circa, e trasmettendo, in questo modo, un'immagine d'inefficienza della città e della sua amministrazione. Ma come si misura l'efficienza e l'efficacia di un sistema? Di solito, lo si fa verificando il grado di raggiungimento degli obiettivi preventivamente definiti. Si dirà, allora, che nel caso specifico della raccolta differenziata gli obiettivi era del tot% il primo anno, del tot% il secondo, e così via, osservando che non sono mai stati raggiunti negli ultimi quindici anni. Quell'affermazione iniziale, dunque, sembrerebbe essere vera.


Ma siamo sicuri che gli obiettivi reali, quelli che si perseguono ma non si dicono, fossero davvero quelli dichiarati? A sentire e vedere quanto si dice e si fa negli ambienti deputati allo scopo, sembrerebbe di no. La Regione Lazio, con il nostro ineffabile assessore Buschini ha intenzione di riavviare l'inceneritore di Colleferro dove bruciare l'indifferenziata; la Saf di Colfelice vorrebbe importarla dall'esterno della provincia per alimentare i propri impianti e mantenere l'occupazione; altrettanto accade per le discariche del territorio, che subirebbero un dissesto, economico e occupazionale, se si interrompesse il flusso d'immondizia indifferenziata. Quindi, a quanto pare, l'obiettivo vero è mantenere sufficientemente alto il suo flusso sul nostro territorio.


Ma allora tutto cambia! La città di Frosinone raccoglie soltanto il 15% di differenziata e la provincia non va oltre il 35%. Ma questo vuol dire che Frosinone città riesce a raggiungere ben l'85% di indifferenziata e la Provincia il 65%. Altro che inefficienza!
Dobbiamo rivedere tutto, quindi; e orgogliosamente affermare: “a Frosinone funziona benissimo il sistema di raccolta indifferenziata”; e “la città è perfettamente efficiente”. La provincia, invece, dovrebbe impegnarsi un po' di più, per arrivare quanto meno a quell'85% di raccolta indifferenziata già garantito dalla sua città capoluogo (finalmente all'altezza del ruolo!).

Frosinone 8 luglio 2017

 
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Raccolta dei rifiuti a Ferentino ….il caos regna sovrano

Ferentino municipio 350 260di Maurizio Berretta - Il 30 Agosto 2016 si è tenuta la 3° commissione consiliare del Comune di Ferentino, su richiesta a norma regolamentare dei Consiglieri comunali Maurizio BERRETTA, Gianni BERNARDINI, Marco MADDALENA e Marco VALERI, per discutere sulla gravosa situazione che investe il territorio comunale sulla gestione del servizio di raccolta del rifiuti solidi urbani alla presenza (richiesta in modo esplicito), dei responsabili della Società affidataria del servizio, la Lavorgna srl.
La Commissione è stata costretta a chiedere il rinvio del punto alla settimana prossima, in quanto la Ditta, per motivi personali, qualche ora prima comunicava l’assenza di fatto.
L’Amministrazione comunale ad oggi non riesce ancora a maturare la gravità della situazione in termini ambientali e di controverso anche finanziari, se da un lato è ammissibile l’assenza giustificata dell’ultim’ora dell’azienda affidataria, resasi comunque disponibile alla prossima audizione, di certo l’assenza “ingiustificata” dei responsabili del settore ambiente del comune rende chiara l’idea che la maggioranza ha delle tematiche ambientale, l’assessore Martini se ne è ben guardato dal partecipare, seppur regolarmente convocato, e se ne è ben guardato anche, magari di far partecipare in sua rappresentanza o assistenza i consulenti tecnici e legali, che il comune paga fior fior di soldi o responsabili del settore ambiente dell’Ente stesso.

Il disastro della gestione di raccolta dei rifiuti

Un comportamento inadeguato ed irresponsabile, che va a gravare sull’incapacità di rendere edotto l’intero Consiglio comunale sul disastro di gestione del servizio di raccolta dei rifiuti. Vogliamo confrontarci con la ditta proprio per questo motivo, per capire insieme a loro come risolvere queste difficoltà, per essere propositivi, un atteggiamento questo nostro, che non vuole essere recepito come sempre dalla maggioranza, che si arrocca nel silenzio più assoluto, lasciando di fatto la Città nell’abbandono più totale. I dati in possesso del Consiglio Comunale, relativi alla relazione dello stato di attuazione del programma settore ambiente, sono allarmanti, ad una percentuale dimaurizioberretta 350 raccolta differenziata che non raggiunge le soglie previste dal Capitolato d’appalto ed alle contestuali mancate applicazioni delle relative penali da parte del comune, previste da contratto, aggrava tutta la situazione, l’irrisoria riduzione del monte rifiuti complessivo conferito in discarica, addirittura a giugno 2016 si riconferiscono più rifiuti dei 2 mesi precedenti. L’incapacità politica ed amministrativa si palesa ulteriormente anche con le mancate realizzazioni delle isole ecologiche sul territorio comunale, altra omissione contrattuale, che di fatto “incentiva” le micro discariche abusive; nel centro storico ad oggi, non avviene la raccolta dell’umido ed è assente una gestione delle compostiere. Dobbiamo tutelare la cittadinanza, da un punto di vista ambientale, di tributi pagati e di salute pubblica, e la Città da un punto di vista turistico, un servizio che oggi fa acqua da tutte le parti e che senza la collaborazione di tutti non potrà mai trovare le idonee risoluzione. La chiusura a “riccio” della maggioranza ed il totale menefreghismo dell’assessore Martini continueranno a lasciare la Città nell’abbandono attuale, noi ci siamo, continueremo a proporre le nostre risoluzioni ed a intraprendere tutte quelle azioni per tutelare la nostra Comunità”.

 
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Ceccano. Che fine ha fatto il bando sulla raccolta differenziata?

ceccano palazzo antonelli 350 253di Manuela Maliziola - A proposito di ...............rifiuti, che fine ha fatto il bando sulla raccolta differenziata?
Questa è la domanda che in tanti ci stiamo ponendo in questi giorni, a causa del silenzio assordante della maggioranza Caligiore, nell’imminente scadenza dell’attuale contratto d’appalto sulla raccolta differenziata.
A parte l’indecoroso spettacolo a cui siamo costretti ad assistere ogni giorno, con rifiuti gettati ovunque ed in bella vista, in centro ed in periferia, che non rappresentano di certo un bel biglietto da visita per la nostra città, nel contempo di migliorare la qualità del servizio non se ne parla.
Il Sindaco Caligiore si è speso molto in campagna elettorale per criticare aspramente il contratto in essere promettendo, come suo solito, “una rivoluzione” in materia di differenziazione dei rifiuti, con notevoli risparmi per le tasche dei cittadini.
Nonostante le richieste da parte della sottoscritta, reiterate più volte in consiglio comunale e meglio puntualizzate in un apposita interpellanza, ad oggi, non c’è stata alcuna discussione concreta su tale tematica, che riguarda tutta la cittadinanza e che necessita, pertanto, un confronto tra tutte le forze politiche, di maggioranza ed opposizione, presenti in consiglio.
Infatti, una discussione condivisa su tale questione, consentirebbe di avere degli spunti propositivi da cui partire per preparare un contratto d’appalto calzante con le mutate necessità del territorio e della cittadinanza.
Che cosa impedisce al Sindaco Caligiore di passare dalla teoria della campagna elettorale alla pratica amministrativa, stante che nulla è stato fatto di quanto da lui promesso non solo su questo, ma anche su altri temi parimenti importanti? Questo immobilismo è dato dalla sua incapacità politica oppure da contrasti interni alla sua maggioranza, che evita puntualmente di affrontare?
Comunque è un dato di fatto che la maggioranza Caligiore viaggi, ancora dopo un anno, con il freno a mano tirato, danneggiando la crescita della nostra città, con conseguente isolamento e perdita delle numerose opportunità che altri paesi, invece stanno intelligentemente cogliendo.

 
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Raccolta (S)differenziata

video monnezza 350 260di Luciano Granieri, video* da ccawebtv.wordpress.com - L’attuale gestore per la raccolta rifiuti della città di Frosinone, che fra l’altro era lo stesso che ha vinto l’appalto nel 2009, ha ottenuto il servizio rispondendo ad un bando estremamente impegnativo. Entro tre anni la percentuale di raccolta differenziata dovrà raggiungere il 65%. Non solo, l’efficienza del servizio dovrà realizzarsi attraverso una graduazione che prevede il 50% di differenziata al primo gennaio 2016, cioè già ad un anno della presa in carico dell’appalto. In caso di mancato raggiungimento di tali obbiettivi il gestore dovrà pagare una penale che va dai 20mila ai 30mila euro, per ogni punto percentuale di differenza fra il risultato mancato e quello ottenuto. Da fonte Istat nel 2012, la raccolta differenziata era al 17,3%. Per l’anno in corso il dato non è ancora disponibile, ma girando per la città si incontrano scenari inquietanti. Guardando come sono ridotti certi cassonetti e come quelli specifici per le varie tipologie di rifiuto (Carta, vetro, plastica) siano pieni dell’universo mondo, viene da dubitare che i risultati della differenziata possano raggiungere i target dichiarati. Presumo che il gestore di quei 26milioni e mezzo , ottenuti dal Comune in cambio del servizio, un bel po’ dovrà spenderli per sostituire i cassonetti disastrati e per controllare il corretto smaltimento dei rifiuti dal parte dei cittadini. I quali, bisogna ammetterlo, ci mettono del loro a peggiorare le cose. Ce la farà il gestore a rispettare gli obbiettivi indicati nell’appalto? Pagherà eventualmente la salata penale? Non è dato sapere. L’unica cosa certa è che i cittadini pagano uno sproposito di monnezza.

 

 

 
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1500 firme per i referendum in provincia

Possibile logo 350 260dal Comitato Altiero Spinelli Frosinone - Esito raccolta firme referendum in provincia.
Davvero significativo il dato ottenuto sugli otto referendum messi a disposizione da “Possibile” in provincia di Frosinone.
Oltre mille e cinquecento cittadini della nostra provincia hanno varcato le porte dei municipi e affollato i tavolini dove si raccoglievano le firme per abrogare le leggi del governo Renzi su lavoro, ambiente, riforme e scuola. E’ normale demansionare un lavoratore? E’ accettabile trivellare a cinque miglia dalla costa col pericolo di catrame sulle spiagge? E’ tollerabile distruggere interi ecosistemi per cercare tracce di petrolio quando il 50% della nostra elettricità viene da fonti rinnovabili? E ancora è sopportabile che un candidato alla camera venga imposto da una segretaria ad un intero territorio e poi in altri dieci? E’ la scuola che vogliamo quella di un preside e non dei docenti, del personale ATA, degli studenti e dello stesso preside? A tutti questi quesiti mille e cinquecento tra normali cittadini, consiglieri comunali di tutti gli schieramenti, candidati a sindaco in pectore e sindaci in carica hanno espresso, attraverso una firma, la volontà di ridare la parola a tutti gli elettori.
Alatri, Anagni, Aquino, Arce, Atina, Boville Ernica, Ceccano, Cassino, Castelliri, Castro dei Volsci, Ceprano, Ferentino, Fontana Liri, Frosinone, Giuliano di Roma, Isola del Liri, Monte San Giovanni Campano, Piglio, Sora, San Giorgio a Liri, San Giovanni Incarico, Veroli alcune delle realtà particolarmente attive in questa raccolta, con dati a tre cifre a Cassino, Ferentino e Frosinone. Dato particolarmente significativo nel capoluogo, dove si sono registrate oltre 400 firme a quesito ottenute nei banchetti che i militanti di Possibile hanno animato in tutta la città.
“Siamo soddisfatti di questo dato – spiegano dal livello provinciale di Possibile – e del clima che si è creato attorno ai quesiti referendari. Quesiti che sono stati in grado di tradurre in protagonismo sociale e politico le sofferenze di chi la scuola tutti i giorni la fa, del mondo ambientalista e di una parte del mondo del lavoro. Il secondo elemento è stato indubbiamente lo sperimentare una grande collaborazione con diversi partiti ed organizzazioni di sinistra e centro sinistra presenti su tutto il territorio provinciale. Di ciò li ringraziamo con grande calore e riconoscenza. Si tratta del primo tangibile passo verso una sinistra unita e attenta a valori antichi, come il rispetto del lavoro, della scuola, dell’ambiente, delle istituzioni, la partecipazione, l’uguaglianza, ma con idee moderne. Cose di cui il paese e ancora di più la provincia di Frosinone hanno urgente bisogno“.

 

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Raccolta dei vocaboli giulianesi

Raccolta vocaboli giulianesi 350 260di Ermisio Mazzocchi - La Raccolta dei vocaboli giulianesi con le sue 2.400 voci compiuta con metodo tecnico attento e con intento scientifico si presenta come un'opera di notevole ricchezza e complessità. Un laboratorio di ricerca con la partecipazione dell'intera comunità giulianese raccolta intorno al "Centro anziani", motore di esplorazione degli strumenti di comunicazione, le parole, il parlato. Un prodotto originale, garantito da contributi di qualificata professionalità e dall'apporto di innumerevoli volontari, che rivela un amore per la propria lingua-madre che ha generato un lungo e fruttuoso lavoro di documentazione lessicale, traducendosi contestualmente in un interesse per la cultura locale e per gli oggetti e le tradizioni popolari che la rappresentano. Un'opera che ha dovuto tener conto delle fasi storiche di origine e formazione della parlata di maggior estensione come momento di recupero e serbatoio per studi storici e etno-linguistici. Il lessico ha lunga memoria del passato e racchiude in sé persistenti tracce di strati sociali del popolo giulianese che si sono succeduti nei secoli, consentendo di ricostruire segmenti sommersi della sua civiltà più remota.
Il libro compie una mappatura delle stratificazioni storiche della società attraverso un ingrandimento delle modalità espressive, quali modi di dire, proverbi, filastrocche, la "parola" della comunicazione di quella comunità, cercando di ritrovarne etimi e glossi. Il vocabolo, la parola oggetto di studio, corre nel tempo con stazioni che ne hanno modificato la sua struttura. La "Raccolta" rappresenta un interessante esperimento di portare a sintesi storia e parola, ritrovando una piattaforma condivisa che giustifichi la cronistoria del vocabolario recensito.Raccolata vocaboli giulianesi
Le ragioni si ritrovano in una Giuliano di Roma quale luogo di passaggio per le antiche popolazioni laziali che si spostavano dalla valle del Sacco verso gli antichi centri di Priverno e Terracina. Un punto di raccolta di diverse comunità che si mescoleranno e si stabilizzeranno durante l'epoca romana e medioevale. Un territorio conteso tra i Conti di Ceccano, il Papato, i Cajetani, i Colonna tra guerre e saccheggi da Federico Barbarossa all'occupazione francese sino al 1814.
Con la presa di Roma del 1870, Giuliano entrò a far parte del Regno d’Italia prendendo la denominazione di Giuliano di Roma, perché rientrante nella provincia di Roma. Per tutto il XIX secolo la popolazione di Giuliano continuò ad avere una lenta, ma costante crescita, accentuata nell’ultimo ventennio del secolo XIX e nel primo decennio del Novecento. Con l’aumento della popolazione vennero a mancare gli spazi sufficienti per la pastorizia, che era l’attività più diffusa e per molti non restò che la strada dell’emigrazione.
Nel dopoguerra del secondo conflitto mondiale, Giuliano inizia una lenta ripresa accompagnata da un’espansione urbanistica, interessando sia le zone attigue il centro storico sia le campagne. Opere pubbliche indispensabili alla popolazione vengono realizzate, avviando un cambiamento radicale della vita del paese, che è passato da un’economia prettamente agricola e pastorale a una basata sul settore terziario e industriale.
Un paese in cui si sono intrecciate, sovrapposte, aggiunte lessici di diversa provenienza, ma che indubbiamente si sono innestati su un ceppo originario che hanno costituito l'ossatura su cui si è concentrata l'indagine e selezionato la ricerca.
Bisogna rilevare che il lavoro compiuto va oltre la lodevole trascrizione grafica delle "parole". Esso assolve a una funzione di comunicazione rivolta direttamente ai protagonisti, ai custodi del linguaggio giulianese. La struttura del libro è un messaggio conformato in modo tale da presentarsi particolarmente adatto a essere decifrato da parte dell'universo cui è rivolto, tale da sollecitare per la peculiarità del suo contenuto l'attenzione di una pluralità di individui. L'intento del messaggio delle "parole giulianesi" ha la finalità di stimolare atteggiamenti suggestivi complementari volti a dilatare la conoscenza e la condivisione dei contenuti, spingendoli a diffonderli. Tale funzione ha come campo di applicazione il contesto socio-culturale in quanto il messaggio è appropriato all'universo sociale ricevente. In questo caso il popolo giulianese. La "Raccolta" adempie a questo compito nell'esaltare il resoconto e la spiegazione del lessico dinamico e continuativo, nel rappresentare valori propri della "parola" come mattoni dell'edificio della società giulianese, nel portare a una evasione dallo spazio-tempo della quotidianità di ogni giorno in cui la "parola" non ha un tempo definito di nascita e di morte, costituendo lo strumento del parlato rustice direbbe Cicerone.
Al di là di questa prospettiva etno-linguistica un pregio innegabile della "Raccolta" consiste nella ricchezza delle registrazioni, particolarmente avvertibile nelle zone del lessico maggiormente a rischio di estinzione come la terminologia agraria e quella vegetale. In questi settori all'evidente regresso del dialetto di fronte alla lingua nazionale, si aggiungono i processi di inurbamento della popolazione rurale e quelli di trasformazione di colture, tecniche e strumenti tradizionali, velocizzata dai sistemi culturali dell'informatica.
A maggior ragione questo trattato storico-linguistico rimarrà una testimonianza di descrizione delle origini del lessico giulianese che affonda le radici nella cultura contadina.
La ricerca e le annotazioni dei vocaboli oltre a essere condotta con determinazione e passione dai curatori di questa inedita pubblicazione, si arricchiscono di un valore aggiunto per la metodologia applicata nella formulazione delle "parole" dovuto all'apporto di contributi del "Circolo degli anziani" di Giuliano di Roma, che assume le sembianze di un Agorà per discutere, verificare, per essere la piazza della democrazia della "parola", scelta, trascritta, riferita liberamente. Un felice incontro delle espressioni geografiche del territorio giulianese dal momento che ognuno di essi, singoli e nuclei familiari, pur conoscendo il "parlato" giulianese in generale, ha immesso nel vocabolario le parole della propria appartenenza, divenendo protagonisti di una memoria attiva. Gli stessi hanno fornito un elenco di vocaboli che i nonni e i genitori hanno loro tramandato, riscoprendo voci e concetti lontani, parte dei quali sono a oggi attivi. Una trasmissione culturale messa in atto dalla collettività giulianese che recupera tra le pieghe della vita quotidiana passata e recente, quelle espressione dei mestieri del mondo rurale e artigianale, mettendone in rilievo tutta la loro consistenza storica e culturale. Un affresco della vita che si sostanzia nella "parola" quale finestra linguistica sulla esposizione di uno dei tanti dialetti dell'Italia.
La "Raccolta" rileva quel linguaggio pervenuto, connesso al grado di fatica, di sentimento, di gradimento con cui era ed è vissuto dai parlanti, esaltando il contesto familiare e personale in cui sono maturate le credenze più riposte e antiche.
Si deve riconoscere a coloro che, coordinati da Lucia Fabi, hanno reso possibile la realizzazione di queste pagine, il merito di avere fatto emergere una forma linguistica prodottasi nel tempo, stendendo una rete di interessi da coltivare per non cancellare la memoria e per consolidare quelle forme di comunicazione che hanno permesso a una comunità di conservare e rinnovare la sua identità, la sua storia, la sua cultura. Non per il passato, ma per il futuro.

24 agosto 2015

 

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