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Nuvole nere su Zingaretti

nuvolegrigrigieIn poche ore il cielo di Nicola Zingaretti si è ancor di più offuscato di nuvole grigie. Si tratta anche di fuoco “amico”? Ma! Non sembra.

L’ultimo nuvolone arriva da Frosinone, per la precisione da Art. UNO di Frosinone, l’altro è un minaccioso quesito posto in Consiglio Regionale dal Consigliere Antonello Aurigemma.

Seguono nell’ordine:

Da Art. UNO Frosinone a firma del Coordinatore Provinciale Gaetano Ambrosiano

«Sulla base degli ultimi avvenimenti art.UNO considera chiusa l’esperienza politica con l’ass. DI berardino. Il rapporto, ormai logorato da una attività politica iin giunta regionale, mai condivisa con il partito locale, si è sommata ad un Rapporto politico mai strutturato, nemmeno prima della sua nomina in Giunta.
Per quanto siano stati fatti innumerevoli sforzi e nonostante le difficili prove di pazienza dimostrate dal partito, nonostante i tentativi posti in essere dai coordinatori locali del Lazio, per cercare un dialogo con l'assessore che avrebbe dovuto rappresentare la nostra forza politica nella maggioranza della regione Lazio, a fronte del risultato delle elezioni regionali cui articolo uno del Lazio ha contribuito in maniera determinante, non è stato possibile nemmeno avviare un rapporto politico in grado di tutelare la rappresentanza degli elettori del Lazio di Articolo Uno.
Per questo riteniamo concluso il rapporto politico con un l'assessore Di Berardino, il quale, giova ricordare, non è stato indicato dalle forze politiche di articolo UNO Lazio, le quali non sono state nemmeno consultate sulla scelta del nome dell assessore al lavoro della regione Lazio. Il voto politico delle cinque province laziali appartiene a chi ci ha dato fiducia, questo per ricordare all’assessore che il suo ruolo politico nella giunta dovrebbe essere foriero della rappresentanza di quell' ArtUNO, che ha raccolto i voti che permettono la sua presenza in Giunta. Sarebbe bene che l assessore ricordasse che il ruolo istituzionale che ricopre, non proviene dalla volontà di rappresentanza del corpo elettorale del Partito Democratico, cui l assessore sembra invece rispondere in maniera esclusiva.
Sarebbe invece opportuno avere rispetto dei territori e del corpo elettorale che in quei territori hanno votato leu, di cui oggi resta sostanzialmente articolo uno.
Il punto di questa vicenda era e rimane politico come pure politica deve essere la sua soluzione.
Con la decisione di annunciare la rottura del rapporto di rappresentanza tra articolo uno e l ass Di Berardino, si vuole concludere la vicenda dei tecnici all’interno delle rappresentanze politiche delle amministrazioni. La politica e la rappresentanza devono tornare protagonisti assoluti. Il quadro politico italiano è mutato in maniera repentina e per questo serve un cambio di passo altrettanto imminente anche nella rappresentanza della giunta regionale del Lazio. Il fallimento del governo giallo verde e la nuova alleanza di governo ha ridefinito la rappresentanza di governo e ha lanciato tali rappresentanze anche sugli scenari delle future alleanze amministrative. Ciascun partito con la propria rappresentanza e dunque con la propria soggettività e responsabilità politica è oggi chiamato a contribuire all'azione di governo. Dobbiamo ricordare di essere alleati di governo e non subalterni ad una alleanza. La nostra forza politica non può sottomettersi alle scelte del partito democratico che resta un alleato ma che deve restare fuori dalle scelte di rappresentanza del partito. Ora é doveroso giungere ad una nuova fase nel rapporto politico nel nostro territorio, caratterizzata da nuova trasparenza e chiarezza nei rapporti di rappresentanza e nel rapporto di alleanza nella Regione Lazio dove, riteniamo, vada riconfigurato e ripristinato il ruolo di Art. UNO.
Non abbiamo bisogno di uomini che rappresentano se stessi al contrario uomini che siano voce delle nostre idee in una chiara proposta politica, senza attendere o sottostare ad altri, rimane l’obiettivo di riequilibrare la distribuzione della ricchezza, in Italia ed in Europa e nel Lazio che rappresentiamo, poiché consapevoli del fatto che negli ultimi decenni il divario dei redditi si è allargato e che questo disallineamento ha portando vantaggio ai più ricchi, una minoranza, e svantaggio a chi ha di meno. Dobbiamo convertire gli squilibri sociali attraverso un progetto che metta insieme la conversione dell’attuale modello di produzione della ricchezza in un nuovo modello ecosostenibile e la ridefinizione di un quadro di sostenibilità della divisione della ricchezza che consenta a tutti di vivere una vita degna, liberando alcuni dagli stenti ed altri da una vita di sacrifici per arrivare alla fine del mese e questo include i diritti di una classe operaia abbandonata a se stessa espropriata di qualsiasi titolo nel diritto e questo sinceramente non è più tollerabile. Abbiamo sempre aggregato le forze della sinistra ed abbiamo fatto una campagna elettorale per le elezioni politiche ed una per quelle amministrative aprendo uno spazio a sinistra in quella che è stata l’elezione del Governatore ed attuale Segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti. Ora è arrivato il momento che si dia trasparenza e si faccia chiarezza per quella che è e rimane la fase di un nuovo confronto politico alla base del nuovo scenario politico. Questa dichiarazione è a fronte di un confronto all’interno dei territori per un diritto di agibilità politica nel rispetto di chi ci ha votato ed ancora crede in sano progetto a sinistra del Partito Democratico, che non è mai stato inclusivo nei nostri confronti al contrario ha sempre cercato di escluderci ed ostacolarci da qualsiasi momento ed atto della vita politica del centro-sinistra, evidente l’assenza di Zingaretti alla nostra Festa Nazionale tenutasi a Roma con una disdetta dell’ultimo momento un atto sgraziato ed irrispettoso che un alleato di governo sincero e forse realmente “inclusivo” non avrebbe mai compiuto. Ora se si vuole aprire un nuovo percorso ed un rapporto chiaro va ridefinito il confronto politico che parta dal riconoscimento del nostro ruolo di alleati di governo nella Regione Lazio con la dignitá ed il rispetto che spetta a chi si é dimostrato sempre leale ed onesto. Ma rimane un punto fermo che esclude qualsiasi tipo di discussione, la nostra esperienza con Claudio diBerardino ribadiamo è terminata e si apre una nuova fase che deve necessariamente guardare ad una rappresentanza reale, nel rispetto degli elettori di Roma e del Lazio»

 

Dal consigliere regionale del Lazio del Gruppo Misto, Antonello Aurigemma, (riceviamo da Vincenzo Grande)

Roma, 9 ott. (askanews) - "O Nicola Zingaretti si dimette o viene all'interno di questa aula". Così il consigliere regionale del Lazio del Gruppo Misto, Antonello Aurigemma, intervenendo in aula alla Pisana e rivolgendosi alla presidenza rappresentata da Devid Porrello (M5S) ha manifestato dissenso per l'assenza, a suo parere ingiustificata, del presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti. "Non può essere che oggi la Regione Lazio venga governata da un presidente che nella storia delle regioni di Italia è il presidente più assente. Non è mai venuto nascondendosi dietro le assenze istituzionali. Lui qui è il presidente della giunta regionale, non è il segretario del Pd" ha sottolineato Aurigemma.

"Abbiamo chiesto le informazioni e stiamo aspettando dal gabinetto del presidente della giunta regionale non un parere sul fatto che Zingaretti sia assente per motivi istituzionali o no, ma cosa sta facendo Zingaretti e appena avremo notizia sarà nostra cura comunicarlo all'Aula" ha spiegato Porrello incalzato anche dal capogruppo della Lega alla Pisana, Orlando Tripodi e da Fabrizio Ghera di FdI.
"Lei non ha fornito nessuna risposta e la invito a non considerare oggi Zingaretti assente giustificato fino a quando il suo gabinetto e la sua segreteria non forniranno, cosa che noi già abbiamo e non sono motivi istituzionali, non fornirà le motivazioni della sua assenza. Noi le chiediamo il rispetto delle regole e la invitiamo a non considerare assenza istituzionale quella di Zingaretti" ha sottolineato Aurigemma invitando Porrello a non considerare presente Zingaretti.
Sulla stessa linea tutti i consiglieri di Fratelli d'Italia. "Noi esigiamo di sapere dove si trova Zingaretti" che costa dire "sta a Ravenna impegnato con il Pd"?" si è chiesto Giancarlo Righini. Anche Laura Corrotti e Daniele Giannini della Lega hanno sollevato la questione delle assenze del governatore. La richiesta delle opposizioni è la sospensione della seduta fino a che non si comprenderà con esattezza la natura della assenza del governatore.

 

 

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Lavoro: per le politiche attive il 15 luglio in Regione Lazio

Dignità 350 260di Valentino Bettinelli e Maria Giulia Cretaro - Oltre 30 gradi nel Salone di Rappresentanza della Provincia, e se in America il 4 Luglio è Festa dell'indipendenza, sui disoccupati di Vertenza Frusinate aleggia ancora la spada di Damocle della mobilità in deroga. L'alba del 5 Giugno aveva inaugurato una stagione positiva con un nuovo accordo quadro, almeno così sembrava. Ma ad un mese esatto rimangono velleitari quesiti e affermazioni.
Come sempre assemblea aperta a tutti, con inviti estesi a sindacati e politici locali. A rispondere il solo Anselmo Briganti, segretario della CGIL Frosinone e Latina. Un sindacato a far le veci di tutti, mostrando almeno tra loro, compattezza di azione e prospettive.

La prima, e forse più attesa notizia del pomeriggio la dà proprio il segretario, che comunica l’avvenuta convocazione del tavolo per le politiche attive per il 15 luglio in Regione Lazio. “L’obiettivo è creare dei progetti sinergici per collocare disoccupati giovani e non, ma anche per ricollocare molti degli ex lavoratori dell’area di crisi complessa. C’è in corso anche un ragionamento sull’allargamento della stessa alla zona sud della provincia, vista la stretta attualità della vicenda FCA”.

Per quel che riguarda i finanziamenti necessari, Briganti ricorda come “sarà necessario agganciare l’annualità 2020, quindi entrare di nuovo nei capitoli della finanziaria, manovra che nei prossimi mesi verrà discussa. È chiaro come ogni spesa dei prossimi provvedimenti sarà soggetta a stretti controlli da parte di Corte dei Conti e Unione Europea. Se servirà, si potrà anche tornare al ministero per sollecitare nuovi finanziamenti per gli ammortizzatori”. Anselmo Briganti ha sollecitato anche l’Amministrazione Provinciale, affinché si renda “essa stessa protagonista di alcuni progetti utili al ricollocamento di alcuni lavoratori con la cooperazione dei 54 comuni dell'area di crisi complessa. Tutto questo per creare una filiera che sincronizzi le varie iniziative”. Da questo riparte Gino Rossi, che ricorda come i sindaci, ancora oggi non sappiano a chi far riferimento per le graduatorie di lavoratori. Servizi necessari per la comunità e funzionali per reintegrare gli over 58, eppure la trasmissione dei dati agli uffici pertinenti non è mai arrivata. Ridotte così le possibilità dei primi cittadini di attingere dalla platea dei disoccupati ciociari.

Gino Rossi ricorda anche in assemblea i due punti cruciali della corsa di Vertenza Frusinate: i 2 milioni che mancano per chiudere al 31 dicembre e la soluzione del problema delle politiche attive.
“Abbiamo bisogno dell’impegno di tutti per risolvere questi problemi, eppure anche oggi nessuno ha risposto ai nostri appelli. Ancora una volta Vertenza Frusinate si trova abbandonata dalla politica. Chiediamo anche alla Provincia e al Presidente Pompeo di attivarsi per contattare i sindaci, cosa che non è stata fatta nel precedente tavolo sulle politiche attive svolto qui in Provincia”. Dichiarazioni pesanti quelle del portavoce, anche se ad oggi non si possono registrare dichiarazioni ufficiali in merito da parte dell’Amministrazione Provinciale.
Intervenuta anche Giuseppina Bonaviri, che oltre a ribadire il suo sostegno alla causa, portato avanti anche lontano dagli occhi della platea, ha invitato tutti a partecipare all'incontro dell'11 Giugno. Presso la Società operaia di Frosinone, si terrà un incontro di dialogo al quale sono stati chiamati a partecipare rappresentanti politici non solo del territorio. Lo scopo è indagare le problematiche dello stesso, partendo dalla Sanità senza dimenticare il Lavoro, per questo la presenza di Vertenza sarebbe un plus per il dibattito e "per portare avanti una resistenza civica".

Tutti buoni propositi, che comunque, non segnano giri di boa per la situazione attuale, ferma tra incudine e martello. Tra la Regione, che sta cercando soluzioni definitive, e il Governo, diviso tra questioni interne e i cordoli della borsa già chiusi per la prossima finanziaria. Forse dopo l'appuntamento del 15 Luglio, ci saranno alcune risposte, almeno sul tema nevralgico delle politiche attive.

4 luglio ’19 ore 19

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Regione Lazio: 300 mila euro per avviare i contratti di fiume

consiglio lazio 350 260«Oggi è iniziata la fase 2.0 per i Contratti di Fiume della Regione Lazio. Abbiamo presentato una serie di strumenti a sostegno dei 19 processi di contratti di fiume, attivati e annunciati sul nostro territorio, per portarne quanti più possibile alla sottoscrizione finale del contratto. E’ stato pubblicato oggi sul BURL il bando attraverso il quale saranno assegnati i 300 mila euro finalizzati a progetti riguardanti percorsi avviati di contratti di fiume; attiviamo il Forum Regionale e il Tavolo Tecnico necessari a svolgere il coordinamento regionale per i diversi contratti e verificare la loro coerenza con le diverse pianificazioni, per individuare successive forme di finanziamento regionali, europee, per promuovere i Contratti di Fiume e per predisporre ed aggiornare l’Atlante degli obiettivi; come prima regione in Italia, lanciamo la “campagna #CdFLazioPlasticFree”, che sarà identificata con un apposito logo, al fine di eliminare i prodotti plastici utilizzati negli incontri, negli eventi e nell’intero processo dei Contratti di Fiume, Lago, Costa e Foce e di promuovere strategie di informazione e sensibilizzazione sul tema anche con l’inserimento nei programmi d’azione di misure, progetti ed azioni specifici; attiviamo una pagina sul sito regionale dove mettere le informazioni normative e tecniche utili e promuovere e diffondere tutto quello che accadrà sul territorio e a livello regionale. La partecipazione è tanta, le potenzialità anche, adesso ci sono gli strumenti per fare quel salto di qualità e rendere concreto questo strumento strategico per la tutela e valorizzazione dell’ambiente e dei nostri bacini idrici e per la costruzione di uno sviluppo sostenibile.» – Dichiarazione di Cristiana Avenali, Responsabile Piccoli Comuni e Contratti di Fiume della Regione Lazio.

 

 

 

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Regione Lazio ha discusso l'emergenza ambientale nella Valle del Sacco

Valle del Sacco industria e ambiente minApprovati due ordini del giorno, uno del centro sinistra e uno del centro destra. Respinto un terzo presentato dal Movimento 5 stelle.
20/02/2019

Il Consiglio regionale del Lazio si è riunito oggi in seduta straordinaria per discutere della emergenza ambientale nella Valle del Sacco. A presentare il tema sono stati i consiglieri delle opposizioni, firmatari della richiesta di seduta straordinaria. “L’obiettivo – ha detto Giancarlo Righini (FdI) – è quello di cercare di accelerare, semplificare e fornire risposte a un territorio che ne ha grande bisogno. Abbiamo appreso delle importanti e ingenti risorse stanziate per affrontare questa emergenza, riteniamo che sia ora di concretizzare tutto questo lavoro”. Righini ha anche chiesto una moratoria rispetto alla possibilità di avviare nuovi insediamenti produttivi nella Valle del Sacco “finché questa situazione non tornerà a dei valori accettabili”, per poi invitare tutti i colleghi a “iniziare un percorso, codificarlo e stabilire un cronoprogramma, nella consapevolezza che è stato prodotto, negli anni, un tale disastro che oggi è necessario molto tempo per recuperarlo”.

Orlando Angelo Tripodi ha parlato di “un problema molto importante, che oltre all’inquinamento, crea gravissimi problemi di salute”. Il capogruppo della Lega ha poi lanciato accuse precise: “Io penso che la politica abbia la sua responsabilità – ha detto – ed è ora che questo venga fuori. Ci sta tutto un intervento che la Regione Lazio in primis non ha fatto, su quel territorio, e una responsabilità oggettiva, quella del Consorzio industriale, che non ha controllato, che non ha fatto, che non ha gestito. Oggi si parla tranquillamente di bypass, aziende che hanno dei bypass, che sversano direttamente nel fiume”.

Valerio Novelli (M5s) ha invece dichiarato che “quando si parla di ambiente, non c’è colore che tenga, è ora di dare delle risposte ai cittadini di quel territorio che da troppi anni subisce degli sfregi ambientali”. Il presidente della commissione Agricoltura e Ambiente ha poi aggiunto che “anche il Consiglio regionale deve essere a fianco alla Giunta e al Ministero per dare un segnale forte e soprattutto di compattezza, perché il nostro dovere è quello di tutelare l’ambiente: noi dobbiamo salvaguardare questo ambiente non tanto per noi, ma per coloro che arriveranno successivamente”.cartografia sin fiume sacco min

Per Pasquale Ciacciarelli (FI), “oggi questo Consiglio regionale è la certificazione di un fallimento della politica e della gestione delle cose, perché se noi oggi siamo alle prese ancora con l’annoso problema della Valle del Sacco evidentemente la gestione che è stata portata avanti in questi anni su questo argomento non è stata una gestione oculata”.

La Giunta regionale è intervenuta sulla questione con quattro assessori, ciascuno con riferimento alle proprie deleghe. Il primo a intervenire è stato Massimiliano Valeriani, titolare della delega ai rifiuti, dando subito notizia che nei prossimi giorni verrà firmato l’accordo di programma tra la Regione Lazio e il Ministero dell’ambiente, con cui l’amministrazione regionale diventerà il soggetto gestore dei fondi disponibili, attuatore di tutti gli interventi per la caratterizzazione, la messa in sicurezza, le analisi del rischio e la bonifica della Valle del fiume Sacco. “Attraverso questo strumento – ha spiegato Valeriani – sarà finalmente possibile mettere a sistema tutte le risorse ancora disponibili, circa 40 milioni di euro, così da portare a termine le varie misure pianificate per il risanamento ambientale del sito di interesse nazionale”.

Dopo Valeriani è intervenuto Gian Paolo Manzella, assessore allo Sviluppo economico, il quale ha spiegato che si tratta di un’area a competenza condivisa tra Stato e Regione, un’area di crisi industriale complessa ai sensi della legislazione nazionale. “Lo strumento attraverso il quale gli interventi vengono definiti e attuati – ha detto Manzella – è l’accordo di programma, che adotta i progetti di riconversione e riqualificazione industriale”. A tal proposito, l’assessore ha spiegato che “il primo punto d’attacco è rendere più semplici le norme e i procedimenti relativi alle bonifiche propedeutiche agli investimenti”. Sul piano degli incentivi destinati alle imprese che investono in quel territorio, Manzella ha detto che sono stati stanziati 10 milioni di euro di risorse statali previste dalla legge 181. “L’avviso è stato pubblicato il 24 gennaio ed è aperto alle imprese interessate fino al 30 aprile del 2019”, ha precisato l’assessore.

L’assessora all’agricoltura e all’ambiente, Enrica Onorati, si è soffermata principalmente sui risultati delle analisi sulla qualità dell’aria nella zona. “La verifica che io ho a disposizione per l’anno 2018 – ha detto – ci ha portato a evidenziare come ci siano delle criticità per la Valle del Sacco, sia sui parametri relativi in particolare al PM10 che su quelli del NO2 (biossido d’azoto). Il numero dei superamenti del limite giornaliero – ha aggiunto Onorati – risulta superiore al valore consentito dalla norma nelle postazioni soprattutto di Cassino, Ceccano, Colleferro, e Frosinone Scalo. Per il biossido d’azoto, il superamento registrato è per Frosinone Scalo”.

Infine, è intervenuto l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, che ha illustrato le iniziative messe in campo dalla Regione in tema di salute pubblica per il territorio della Valle del Sacco, citando tutti gli indicatori pubblicati di recente sul sito “Stato salute Lazio” sulla popolazione residente nella zona e aggiungendo che recentemente è stato attivato un programma “che prevede campagne periodiche della sorveglianza sanitaria ed epidemiologica attraverso il monitoraggio biologico di vari inquinanti organici, oltre a controlli di salute periodici di natura biennale”.

Dopo le relazioni degli assessori, il dibattito è proseguito con numerosi interventi di consiglieri di tutti i gruppi consiliari e si è concluso con l’approvazione di due ordini del giorno, uno presentato dal centro sinistra e uno dal centro destra. Respinto invece quello presentato dal Movimento 5 stelle.

Con il primo documento, il Consiglio ha impegnato la Giunta regionale a: predisporre una Struttura di missione formata da personale specializzato in materia di bonifica di siti inquinati con il compito di dare corretta attuazione a tutte le azioni ad oggi programmate; promuovere il coordinamento di tutti gli interventi sulla Valle del Sacco a livello sanitario, ambientale, agricolo, di bonifica e di sviluppo, in accordo con gli altri enti; a farsi parte attiva nei confronti del Ministero per la redazione di un accordo di programma dettagliato e puntuale.

L’ordine del giorno proposto dai consiglieri del centro destra impegna Presidente e Giunta regionale a: istituire un Tavolo istituzionale sulla Valle del Sacco con la Presidenza del Consiglio dei ministri, l’Ispra, l’Arpa Lazio, la Città metropolitana di Roma Capitale, la provincia di Frosinone, le prefetture di Roma e Frosinone, le Asl competenti, i comuni ricadenti nella zona interessata e i Consorzi industriali, per approvare in Consiglio regionale, entro 180 giorni, un “Piano straordinario per la bonifica della Valle del Sacco”; ad attivare entro 90 giorni un “Piano straordinario di assistenza sanitaria per i residenti della Valle del Sacco”.

Il documento del Movimento 5 stelle, respinto dall'Aula, chiedeva tra l'altro alla Regione Lazio di firmare subito l'accordo di programma con il Ministero dell'Ambiente, di aggiornare i Piani di bonifica inserendo regole certe per le aziende che inquinano e di istituire una task force con le istituzioni coinvolte e la polizia provinciale di Frosinone per individuare i responsabili degli sversamenti illeciti.

A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

 

 

 

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Valle Sacco: M5S, Regione Lazio firmi accordo con Ministero Ambiente

consiglio lazio 350 260M5S Lazio - Roma, 20 febbraio – “Chiediamo alla Regione Lazio di firmare l’accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente, di aggiornare i Piani di Bonifica inserendo regole certe per le aziende che inquinano, di istituire una task force con le istituzioni coinvolte e la polizia provinciale di Frosinone per individuare i responsabili degli sversamenti illeciti; infine di finanziare tutte le azioni necessarie ad una fattiva risoluzione dell’emergenza ambientale della Valle del Sacco, attraverso l’utilizzo delle risorse già stanziate ed individuando apposite procedure costantemente verificabili”.

Così in una nota i consiglieri regionali M5S del Lazio che in occasione del Consiglio straordinario hanno presentato un ordine del giorno in merito all’emergenza ambientale della Valle del Sacco, bocciato dall’aula. “Il prossimo 7 marzo, con la firma dell’accordo con il Ministero, la Regione si potrà finalmente ergere a protagonista, diventando responsabileM5S logo min unico dell’attuazione. – commenta Valerio Novelli, presidente della VIII Commissione Agricoltura e Ambiente - Dunque i 17 progetti presentati passeranno dalla Pisana e qui noi dovremo essere bravi a dare risposte al territorio”.

“Anche la Asl di Frosinone ha le sue responsabilità – commenta il consigliere 5 stelle, Loreto Marcelli - per l’inefficienza degli atti di sua competenza, per il disinteresse dimostrato nell’attivare il registro tumori e per l’imbarazzante decisione presa sul presidio ospedaliero di Anagni, drammaticamente depotenziato. Inoltre non è stato mai avviato alcuno studio epidemiologico per verificare gli effetti dell'inquinamento sulla salute delle comunità locali, nonostante la Regione Lazio abbia finanziato l’iniziativa nei bilanci regionali 2017 e 2018”. Sempre il Movimento 5 Stelle a giugno scorso aveva presentato una mozione per l’assistenza sanitaria dei residenti nella Valle del Sacco, misura approvata dal Consiglio regionale ma mai attuata.

 

 

 

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Regione Lazio: Stop alla Termovalorizzazione a Colleferro?

legambienteLazio 350 260Legambiente Lazio -  “Bene lo Stop alla Termovalorizzazione a Colleferro della Regione Lazio, ora costruire un piano regionale dei rifiuti nel solco dell’economia circolare”

Il presidente Zingaretti ha annunciato lo stop alla possibilità che negli impianti di Colleferro si tornino a bruciare i rifiuti con la termovalorizzazione, perché tali impianti si trasformerebbero in trattamenti a freddo della FOS (Frazione Organica Stabile) e residui del TMB (Trattamento Meccanico Biologico) secondo quanto prevederebbe il piano regionale dei rifiuti che si sta costruendo.

“Bene lo Stop della Regione alla Termovalorizzazione di Colleferro - commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. Ora ci aspettiamo che si costruisca un piano regionale dei rifiuti condiviso con associazioni, cittadini e comunità locali, indicando impiantistica innovativa e avviando la nostra regione verso la green economy a partire dal trattamento dei rifiuti, nel pieno solco dell’economia circolare. Bene anche l’arrivo del nuovo piano regionale della qualità dell’aria che discuteremo nelle prossime ore in un territorio che ne ha forte bisogno, basti pensare alla congestione di automobili nella capitale o alla situazione della provincia di Frosinone che continua ogni anno a ed essere tra i peggiori territori d’Italia per presenza di polveri sottili”. Legambiente è stata infatti convocata in audizione proprio sulla stesura del nuovo piano di risanamento della qualità dell’aria che vedrà la luce nelle settimane prossime.

Ufficio Stampa Legambiente Lazio
Matteo Nardi - 3335687925 -
Ufficio - 0685358051 -
www.legambientelazio.it

 

 

 

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Delusione e rabbia per l'incontro del 3 luglio

cartelli 4lug18 350 250 mindi Ignazio Mazzoli - I disoccupati di Vertenza Frusinate si sono dati appuntamento in Provincia come è diventata tradizione ormai. dal 2014, richiamati dal messaggio “VERTENZA FRUSINATE DISOCCUPATI UNITI COMUNICA CHE IL GIORNO 4 LUGLIO ORE 15 30 TERRA’ UN ASSEMBLEA NEL SALONE DELLA PROVINCIA … SI CHIEDE MASSIMA PARTECIPAZIONE CI AUGURIAMO CHE L’INCONTRO IN REGIONE IL 3 LUGLIO NON VENGA RINVIATO ANCORA …” postato sulla loro pagina FB dall’infaticabile Gino Rossi che scrive sempre in maiuscoletto.

Di che si tratta?

Il 28 febbraio scorso, alla vigilia del voto per il rinnovo del Consiglio Regionale e del Parlamento nazionale, alla Regione Lazio, si firma, fra sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Ug)l e Giunta Regionale (che sta per scadere), un accordo quadro che riguarda i disoccupati e prevede altri 12 mesi di mobilità per chi l’ha persa e per chi la perderà nel 2018, stabilisce lo svolgimento di tirocini per individuare nuove occasioni di lavoro, e si definisce che i lavoratori over '60 saranno accompagnati fino al pensionamento svolgendo lavori di utilità sociale sulla base della richiesta dei Comuni e altri enti locali a carico del bilancio regionale. Le parti decidono di rivedersi per definire le modalità operative di questa importante decisione. Era soprattutto una promessa elettorale? Vediamo i fatti.
Dal 28 febbraio siamo arrivati al 3 luglio mentre venivano convocate e sconvocate le riunioni del 19, 22, 26 e 29 giugno. La riunione del 3 luglio si è svolta, anche in assenza dell’assessore al lavoro Di Bernardino.

In questi mesi, fra molto altro, Regione e sindacati avrebbero dovuto sollecitare e incontrare Sindaci e imprenditori sia per il piano dei tirocini che per i lavori socialmente utili di cui i Comuni del Frusinate hanno particolarmente bisogno e che non possono affrontare per i magri bilanci di cui dispongono. Una macchina complessa da far partire, per ora ferma, irresponsabilmente e che sarebbe dovuta partire nell'autunno 2017.
Ci sono, ora, mobilità scadute a marzo e i loro titolari non percepiscono reddito da quella data. Il rinnovo, a causa di tutto questo irresponsabile ritardo, è fermo. L’ultima data per presentare la richiesta di rinnovo era il 30 maggio. Lontanissimo, per chi non sa con che cosa vivere. Le domande di chi ha titolo sono state tutte presentate. L’esperienza del 2017 ha dimostrato che la procedura che porta alla riscossione non è affatto rapida: infatti ci vuole una determina della Regione che va inviata al Ministero perché rilasci l’autorizzazione definitiva. Niente di tutto questo è stato fatto. Cambiano gli assessori, ma inerzie, negligenze ed inefficienza restano sempre le stesse.

Il danno che producono i ritardiGino Rossi

Qui preme sottolineare quanto sia dannoso quanto accade non solo per il ritardo che si accumula nella erogazione della mobilità, ma perchè si perde la pur minima speranza di nuova occupazione. Infatti, c'è un legame importante fra determine che autorizzano la mobilità e partecipazione ai tirocini, dal momento che senza le determine non si può firmale il patto di lavoro per l’accesso ai tirocini. Chiaro? L’ANPAL, l’azienda nazionale per le politiche attive del lavoro ha collaborato tantissimo lo scorso anno con i disoccupati per creare questo legame fra politiche di sopravvivenza e quelle di re-inclusione. Ce lo siamo già scordato?
Non solo ritardi, ma quasi sicuramente anche errori che si ripetono a distanza solo di un anno. Abbiamo letto che il Def ha rifinanziato CIGS (Cassa integrazione speciale). Ottima cosa, ma quelli che votano si ricordano che in questa provincia è inutilizzabile perché qui non esistono aziende che la utilizza. Lo scorso anno fu necessario un emendamento (quello che porta il nome di Pilozzi). Quest'anno occorrerà ripeterlo o si sono ricordati di autorizzare insieme alla CIGS anche il rifinanziamento della mobilità? Su queste messe a punto che hanno già richiesto interventi bisogna rassicurare e correggere se già non è stato fatto.
Dalle voci raccolte ‘l’accordo raggiunto ieri in Regione sarebbe il classico topolino partorito dalla montagna. È vero che si tratta solo di un intervento per appena un terzo degli aventi diritto? Qualcuno risponda!
Il Decreto Di Maio per la Dignità fa ben sperare, recupero di diritti e certezze per ora negati. Ci auguriamo che diventino legge per tutti.
Queste misure sin qui descritte sono appena un sorso d’acqua per una piccola parte di senza lavoro, lo sanno bene gli animatori di Vertenza Frusinate. Eppure, ci vuole un estenuante lavoro di sollecitazione e di partecipazione altrimenti tutto sarebbe fermo. Enorme è il corpo di disoccupati in questa provincia. Siamo ancora al numero di 135.000? Cosa si è modificato? Creare condizioni per nuova occupazione larga e diffusa è il primo compito che le Istituzioni dovrebbero avere a cuore. I disoccupati del frusinate sono una forza indispensabile per uscire dal disagio sociale del frusinate.

La solidarietà non basta più

Molte donne e uomini da anni senza occupazione ci ripetono spesso “Non basta più la solidarietà”. Fino ad ora ci sono state solo le iniziative spontanee di chi non ha lavoro. Generose, ma chiaramente insufficienti, nonostante gli indubbi risultati strappati.
Tutti i senza lavoro giovani e vecchi sentono che oramai occorre un'iniziativa organizzata finalizzata, coordinata nazionalmente, di massa, attiva giorno per giorno, attenta a tutti i mutamenti e a tutte le esigenze. Qualcosa si muove. Il “decreto dignità” ieri sera ha superato l'esame del Consiglio dei ministri. Andrà letto con attenzione, sembra che vada nella direzione di ripristinare alcuni diritti del lavoro e dei lavoratori. Sarà "un primo passo in avanti"? Speriamo.
Se così sarà dovrebbe ripercuotersi sull’azione di tutte le istituzioni. Sperare, però, non basta.
Le attuali politiche economiche puntano a precarizzare tutto il mercato del lavoro. Questo richiede di attrezzarsi per fronteggiare e combattere disoccupazione e precarietà senza precedenti. Il primo pensiero va ai Sindacati che dovrebbero strutturarsi per questa terribile novità che va cronicizzandosi.
Non solo, anche le Istituzioni dovrebbero creare sedi e strumenti legislativi per fronteggiare questa emergenza.
Il ricordo degli anni più recenti produce tanti brutti pensieri. Disoccupati prima negati e poi minimizzati. Qui in provincia senza Vertenza Frusinate dal 2014, forse non si sarebbe arrivati ai primi timidi passi del 2016-2017. Nessun argine alla disoccupazione, rappresenta un vuoto senza precedenti del sindacalismo italiano. Qui in provincia, a parte un solo intervento della Cisl di Frosinone per estendere l'8ª salvaguardia agli ex Videocon, la conquista vera, come spesso ha ricordato Romeo Caruso, i disoccupati ciociari se la sono fatta da soli il 9 maggio 2017, quando ottennero, al Ministero del Lavoro, un accordo utile a tutti i disoccupati delle Aree di crisi complessa in Italia. Ciociari alla ribalta.

Nuovo quadro politico e quale iniziativa sindacale?Disocccupati_4lug18disoccupati

Anche oggi, questa assemblea del 5 suona … non bene. Vengono invitati i dirigenti sindacali a quella del 4 luglio convocata dai disoccupati e senza motivazione essi ne indicono una per il giorno dopo, il 5. Perché questo gesto poco garbato. Anziché tentare di recuperare tempo che loro, con la Regione, hanno perso, che fanno? Si preoccupano di dividere chi si è organizzato? Ma così non si risolve il problema che si è creato: un deficit di fiducia. I lavoratori hanno bisogno di un sindacato combattivo e il sindacato, tutto, ha bisogno di ogni lavoratore, con e senza lavoro.

Una domanda: ora come intendono regolarsi con questo governo giallo-verde (anzi giallo-nero)? Bisognerebbe che ci fosse tanta tanta iniziativa di massa.
Si può partire da un censimento serio dei disoccupati? Si può pensare ad una nuova fase di dialogo e di movimento che strutture, ad hoc create dal sindacato, abbiano intenzione di promuovere e guidare?
Sarebbe solo un’altra faccia della lotta per la piena occupazione. L’art 4 della Costituzione afferma: "La repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere secondo le proprie possibilità e la proprio scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società." E’ troppo chiedere l’applicazione della Nostra Costituzione?
4 luglio ‘18

 

 

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Candidate alla regione: Daniela Bianchi (intervista)

danielabianchi 350 minDaniela Bianchi. Consigliera regionale del Lazio. Candidata quale capolista nella "Lista Civica Zingaretti Presidente". Ha lavorato presso la Doxa, Intesa S. Paolo, Cariplo. Ha studiato presso l'Università la Sapienza di Roma, città nella quale aveva frequentato il Liceo Classico Socrate. Esperta di relazioni istituzionali e da sempre attiva nel sociale alla guida di organizzazioni del terzo settore. Nel 2013 la rivista “Vita” la inserisce tra le 50 donne italiane del Non Profit. Di Roma, ma originaria di Amaseno. Mamma di due bimbi, Tania ed Alexey. Vive a Frosinone e prima ancora a Milano.

 

 

 

 

Qui il video con Daniela Bianchi intervistata da Nadeia De Gasperis, Vicedirettore di UNOeTRE.it

 
 
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Cuperlo a Latina per sostenere Carla Amici, candidata alla Regione Lazio

Cuperlo Amici a Latina minComunicato A pochi giorni dal voto del 4 marzo, la candidata al Consiglio regionale del Lazio Carla Amici fa il punto sui cambiamenti delle politiche sociali per la riduzione delle disuguaglianze insieme a Gianni Cuperlo. L’appuntamento è a Latina: 1 marzo 2018, con inizio alle 17, presso l’hotel Europa. L’incontro pubblico vede protagonista il Partito democratico, nelle sue diverse sfumature, al centro del cambiamento sociale.

Cuperlo, deputato uscente del Partito democratico, non in corsa per le imminenti politiche, sostiene la candidatura di Amici alla Regione Lazio. Manager di importanti istituzioni socio-sanitarie, la candidata del Pd promuove servizi sociali innovativi affinché nessuno resti indietro e vuole portare la sua esperienza di sindaco del piccolo comune di Roccagorga alLocandina Cuperlo Amiciservizio di tutto il territorio regionale sicura di poter interpretare al meglio le esigenze delle comunità, in special modo della provincia di Latina.

“Per non lasciare nessuno indietro” non è per Carla Amici soltanto uno slogan della campagna elettorale in corso ma un principio che rientra nella sua filosofia di vita. Un principio che Amici ha messo in atto sia come sindaco della piccola comunità che amministra da otto anni, fungendo da esempio per gli altri Comuni del comprensorio lepino nella gestione dei servizi, sia nelle sue funzioni direttive per diversi enti pubblici ponendo massima attenzione alle fragilità sociali con l’obiettivo dell’affermazione dell’uguaglianza dei diritti umani per tutte le persone.

Il primo marzo a Latina Cuperlo e Amici affronteranno il tema dei cambiamenti sociali in cui la sinistra oggi si trova dentro.

Latina, 24 febbraio 2018

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“Io corro per la Pisana”

consiglio lazio 350 260“Non solo corro, ma corro per vincere”.

Chi sono
Nata a Sezze nel 1961, vivo a Roccagorga, sono sposata e ho due figlie. Ho studiato al liceo classico Dante Alighieri di Latina e mi sono laureata presso l’Università degli Studi La Sapienza di Roma in Economia e Commercio. Esercito la libera professione di Commercialista da trent’anni.

Sono stata eletta sindaco di Roccagorga nel 2009 e riconfermata nel 2014, un’esperienza umana e politica esaltante per l’intensità dell’impegno e per il contatto quotidiano con le persone.

La forza, il coraggio e la determinazione, l’esperienza da sindaco, la competenza e la passione mi accompagneranno in questo viaggio fatto di 33 tappe, una per ciascun comune della provincia di Latina.

Sono membro del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa, l’associazione europea più antica e più estesa dei governi locali e regionali che concentra la propria attività in settori quali la cittadinanza, l’ambiente, la coesione economica, e la gestione dei servizi pubblici. L’affermazione dei diritti delle persone con particolare attenzione alle fragilità sociali, obiettivo che ha guidato da sempre le mie scelte, mi ha portato a ripensare il sistema delle politiche sociali sui territori della provincia di Latina ed ad occuparmi della gestione dei servizi sociali con funzioni direttive in diversi comuni.

Ci incontreremo per ascoltarci, confrontarci ed insieme contribuire a realizzare la nuova Regione dei Comuni e dei diritti umani.

Sono candidata con il PD, per sostenere e contribuire all’elezione di Nicola Zingaretti a Presidente della Regione Lazio, per andare avanti insieme.

 

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