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Bando Regione Lazio, Vitamina G a Frosinone

  • Pubblicato in Partiti

Progetto del Forum dei Giovani per un nuovo parco in via degli Etruschi

giovani democratici logo 225150Bando Regione Lazio, Vitamina G. La Giunta Comunale di Frosinone patrocina il progetto del Forum dei Giovani per un nuovo parco in via degli Etruschi.

“L’approvazione della Giunta è un ulteriore passo in avanti verso la finalizzazione di un progetto ambizioso in cui abbiamo creduto fin dall’inizio. Grazie soprattutto al lavoro di tutte le ragazze e ragazzi iscritti al Forum dei Giovani di Frosinone. Nei prossimi giorni lavoreremo ancor più per un risultato positivo, da costruire necessariamente tutti insieme per la nostra Città.” Questo il commento dell’esponente dei Giovan i Dem frusinati Giulio Comegna, al quale si affianca Gianmarco Longiarù, iscritto ai GD e responsabile della commissione straordinaria sul progetto interna al Forum:
“Dopo oltre due mesi di lavoro, su input dei Giovan i Democratici, siamo giunti quasi ad un traguardo importante per tutte e tutti, per il Forum dei Giovani senza il quale la nostra proposta non avrebbe acquisito una tale valenza e per la comunità. A partire da venerdì la commissione sarà di nuovo operativa al fine di definire uno schema definitivo da presentare in Regione secondo quanto stabilito dal bando”

Il progetto sul parco di Via degli Etruschi nasce per venire incontro al bisogno di aggregazione ed alle necessità di rigenerazione proprie di alcune zone della città; e al contempo per sperimentare un approccio partecipativo dal basso affiancato da soggetti istituzionali e associativi che possa realmente coinvolgere giovani, residenti e cittadini nella pianificazione e gestione del bene pubblico, in tal senso, secondo Marco Tallini, Segretario del Circolo GD del capoluogo “È un progetto meritevole di meritevole di attenzione, che è stato in grado di sviluppare una collaborazione tra giovani, soggetti associativi, organizzazioni politiche giovanili e territorio; senza dimenticare il fondamentale apporto dei tecnici e dirigenti comunali e la sensibilità concretamente dimostrata in questa circostanza dall’amministrazione comunale. Essere giunti a questo punto è già di per sé un risultato positivo per i giovani e la città, adesso tocca a tutti gli attori in campo proseguire il lavoro per arrivare ad un ancora più positivo completamento della proposta progettuale.”

Frosinone, 01/07/2020

 

 

 

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Piano Rifiuti Regione Lazio, il Compound di Colleferro è una chimera

A cosa serve un piano rifiuti se permette di essere scavalcato poi dagli uffici che si occupano delle autorizzazioni amministrative?

discarica valle del sacco 390 minda Re.Tu.Va.Sa. - Il nuovo Piano Rifiuti della Regione Lazio ha ripreso il suo corso dopo lo stop impresso dall’epidemia Covid-19 ed è entrato nel vivo delle audizioni post Valutazione Ambientale Strategica (VAS), durante la quale erano state presentate numerose osservazioni; alcune sono state accolte, altre che non hanno ottenuto risposta.

Da Colleferro le realtà associative hanno messo in luce alcuni aspetti in particolare sugli inceneritori e il progetto di Compound industriale presentato da Lazio Ambiente SpA.

Le risposte alla VAS sugli inceneritori di Colleferro hanno confermato che il loro ciclo è definitivamente chiuso e che nell'area ove risiedevano non sarà ammessa alcuna costruzione di nuovo impianto rifiuti. Sul Compound industriale da 500.000 tonn/anno si sono ottenute riduzioni significative a 250.000 tonn/anno e come esplicitamente riportato la locazione dovrebbe essere a ridosso della discarica, dichiarando come papabile il terreno ove doveva sorgere il TMB del 2010.

In una delle nostre osservazioni abbiamo evidenziato il fatto che che quel terreno è insufficiente per qualsiasi tipologia di impianto se non di dimensioni molto al di sotto di quelle indicate nel progetto di Lazio Ambiente SpA.

Il 19 maggio scorso abbiamo partecipato ad una audizione telematica ed espresso nuovamente le nostre perplessità sulla reale possibilità di poter costruire un Compound Industriale a Colleferro.

Le nostre osservazioni in sede di audizione hanno evidenziato anche altri aspetti riguardanti la valle del Sacco e zone adiacenti.

La discarica di Roccasecca ha ottenuto una recente autorizzazione per un V° invaso da 450.000mc quando il fabbisogno del frusinate in uno scenario a 6 anni è di 180.000mc, come lo stesso Piano Rifiuti riporta negli elaborati. Questa è da ritenersi una incongruenza di rilievo in quanto non è ammissibile vessare le province con una impiantistica il cui unico scopo è supplire alle mancanze progettuali e strutturali di Roma Capitale che non è in grado, oggi e nell'immediato futuro come Ambito Territoriale Ottimale (ATO), di essere autosufficiente.

L'altra questione sollevata riguarda il territorio di Patrica perseguitato da progetti di nuovi impianti di trattamento rifiuti di dimensioni mostruose, dagli inerti (300.000 tonn/anno) ai liquidi (355.000 tonn/anno).

In buona sostanza a cosa serve un piano rifiuti se permette di essere scavalcato poi dagli uffici che si occupano delle autorizzazioni amministrative?

Altri fattori negativi sono la modalità e la tempistica di coinvolgimento delle comunità che si trovano a dover contrastare quotidianamente il proliferare di impianti come quelli che abbiamo appena descritto.

Ma torniamo al Compound di Colleferro che da come viene presentato nel Piano Rifiuti sembra essere un punto cardine […il nuovo compound industriale diventa strategico nel passaggio dal vecchio sistema impiantistico ad un nuovo sistema che massimizzerà il recupero di rifiuti nell’ottica dell’economia circolare], ma viene liquidato in poche righe con una descrizione di flusso minimale e assolutamente insufficiente. Un impianto descritto come innovativo nel suo genere, risolutore per il flusso finale dei rifiuti indifferenziati, ma che nello stesso Piano Rifiuti non viene descritto nelle sue parti. Gli unici dati su cui ci si concentra è che deve essere realizzato a Colleferro e che da 500.000 tonn/anno si riduce a 250.000 tonn/anno. L’audizione del Presidente di Lazio Ambiente SpA, Daniele Fortini, necessaria dopo le numerose osservazioni sollevate, ha delineato altri scenari, ma non ha dato la risposta definitiva alle nostre puntualizzazioni, che si traducono in:

a Colleferro non c’è alcun luogo disponibile per impianti di tali dimensioni.

Abbiamo ribadito questo concetto più volte nei nostri incontri pubblici e sarebbe stato interessante riferire direttamente all’Assessore regionale Massimiliano Valeriani se avesse accettato i nostri ripetuti inviti.

Lo Studio Preliminare di Fattibilità (luglio 2019) del Compound di Lazio Ambiente SpA, richiamato nel Piano Rifiuti, riporta testualmente: “è pertanto stimabile, preliminarmente, una superficie complessiva dell’impianto pari a circa 20 ettari.”. Teniamoci su questa ipotesi prevista per un impianto da 500.000 tonn/anno, un impianto da 250.000 non dimezzerebbe l'area occupata. Colleferro avrebbe a disposizione urbanisticamente solo il terreno che era previsto per il TMB del 2010. Non è di poco conto che lo stesso è di proprietà del Comune di Colleferro che a nostro parere non ha alcuna intenzione di “devolverlo” a Lazio Ambiente, ma anche se si volesse “forzare” la mano il terreno ha una estensione di circa 1,9 ettari, un decimo del necessario, forse utile per farci un piazzale di sosta per i mezzi che dovrebbero giungere ad un impianto del genere.

Se per assurdo qualcuno pensasse nuovamente di far transitare decine di camion in un quartiere densamente abitato come quello dello Scalo di Colleferro per farli giungere nell’area degli inceneritori -area inserita nel Sito di Interesse Nazionale e da bonificare per la presenza di cromo esavalente- dovrebbe tener presente che si avrebbero a disposizione circa 4ha (area inceneritori) e circa 1ha (area centrale elettrica annessa), tenendo conto che ciò colliderebbe con quanto riportato nelle risposte alle nostre osservazioni sul possibile utilizzo di quella area.

Ci viene il legittimo dubbio che si stia tirando in lungo questa manfrina per coprire il fallimento di Lazio Ambiente SpA, lo spreco di milioni di euro nel tentativo fallito di ristrutturare gli inceneritori di Colle Sughero, in attesa di trovare una conclusione a questa vicenda. L'ipotesi -espressa dall'amministratore delegato di Lazio ambiente in una intervista- di sdoppiare l’impianto da 500.000 tonnellate in due da 250.000, apre alla possibilità di realizzarne uno in una località diversa da Colleferro. In ogni caso le audizioni rispetto ai molti interrogativi sollevati da questo progetto -che avrebbe comunque un ruolo chiave dell'intero ciclo dei rifiuti del Lazio- non hanno dato risposte.

Per abbondare chiudiamo fornendo alcuni numeri che completano il quadro, ricavati dallo Studio Preliminare di Fattibilità di Lazio Ambiente SpA.

Il Bilancio di Massa di tale impianto indurrebbe a pensare che sia un produttore di rifiuti piuttosto che una risoluzione del problema. Su 500.000 tonn/anno in entrata ce ne sarebbero quasi 300.000 tonn/anno in uscita (scenario 1) tra Frazione Organica Stabilizzata (FOS), Combustibile Solido Secondario (CSS) e altro da destinarsi a discarica o termovalorizzazione. Poco più di 250.000 tonn/anno in uscita nello scenario 2.

Costo dell’operazione circa 80mln di euro, in pratica 1mln di euro a dipendente.

Detto ciò ci attendiamo che i nostri dubbi vengano fugati e se ciò non dovesse avvenire in un modo esauriente di fronte all’opinione pubblica, la conclusione non può che essere una: il Compound Industriale dei Rifiuti previsto per Colleferro deve essere cancellato dal Piano Rifiuti della regione Lazio.

Colleferro, 10.06.2020

 

 

 

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Sostegno Regione Lazio agli indigenti

Covid-19‼️ Regione Lazio

RegioneLazio 350 260La Giunta regionale al fine di garantire un sostegno economico alle famiglie (anche mononucleari) in situazione di contingente indigenza economica, ha appena deliberato:
1️ l'erogazione di buoni spesa e pacchi di diversi generi alimentari e spese per medicinali;
2️ di finalizzare a favore dei Comuni del Lazio la somma complessiva di 1️9️ milioni di €, di cui
- 7 milioni a favore di Roma Capitale distribuiti in proporzione alla popolazione dei Municipi della Capitale,
- 12 milioni a sostegno degli altri Comuni del Lazio,
3️ di approvare il documento denominato ?MODALITÀ DI EROGAZIONE E ASSEGNAZIONE PACCHI ALIMENTARI/ BUONI SPESA E SPESE PER MEDICINALI?

➡️Per l'assegnazione del sostegno economico sarà necessario presentare la domanda al segretariato sociale territorialmente competente (per via telefonica, per email o a seguito di segnalazione ai servizi stessi da parte degli Enti del Terzo Settore).

⁉️Quali sono i requisiti richiesti⁉️

✔️Avere residenza/domicilio nel Comune/Municipio in cui viene fatta la richiesta,
✔️Per i cittadini stranieri non appartenenti all’UE, sarà necessario essere in possesso di un titolo di soggiorno in corso di validità (con scadenza entro e non oltre il 15 Aprile 2020),
✔️Essere in carico ai servizi sociali comunali e/o distrettuali.
N. B. In caso contrario ogni famiglia potrà accertare il proprio stato attraverso:
?? un'autocertificazione che attesti lo status di bisogno a causa delle norme relative al contenimento della epidemia da Covid-19,
?? un'autodichiarazione che attesti di non essere beneficiari di altre forme di sostegno al reddito e alla povertà erogati da Enti Pubblici (fatta eccezione di casi eccezionali, riconosciuti da una certificazione dei servizi sociali competenti).
‼️I servizi sociali professionali locali a seguito della ricezione delle domande delle famiglie, si fanno carico della loro elaborazione e assegnano i buoni spesa fino a esaurimento scorte‼️

??‍♂️Il buono spesa/pacco alimentare può avere un valore massimo di 7️⃣ euro per persona al giorno (in caso di minore), ?‍?il valore dei buoni per tutti gli altri cittadini che hanno raggiunto la maggiore età è di 5️⃣ euro al giorno,
? l'importo massimo settimanale per singolo nucleo familiare è di 100 euro.
?Le spese per medicinali sono riconosciute con riguardo alla situazione di disagio economico fino a un massimo di 100 €/mese.

??Per i Comuni sarà possibile provvedere tempestivamente all'erogazione dei buoni spesa attraverso accordi specifici con le catene di distribuzione alimentare per il servizio di consegna a domicilio in forza di convenzioni con gli enti del terzo settore per la relativa distribuzione.
??La spesa dei medicinali è effettuata direttamente dal beneficiario o attraverso gli enti del terzo settore in convenzione con il comune/distretto sociosanitario che possono provvedere anche alla distribuzione.
??I distretti sociosanitari forniscono attraverso le strutture dell’Ufficio di Piano l’opportuna assistenza ai singoli comuni, sia per quanto concerne le attività di segretariato sociale, che di servizio sociale professionale necessarie per l’attuazione delle misure in questione.
‼️I comuni con una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti possono delegare il servizio in questione all’Ufficio di Piano del distretto sociosanitario di appartenenza‼️

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

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zip.png Modulo di autocertificazione
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Modulo di autocertificazioine. Mininterno 26 marzo 2020

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Da Regione Lazio un'app da installare sugli smartphone

regione lazio 350 260Ancora un riferimento dalla Regione Lazio

La Regione Lazio ha pubblicato una applicazione da installare sugli smartphone.

Tutti i cittadini sono invitati a scaricarla sul proprio terminale.

Non sostituisce i numeri di emergenza ma li affianca e serve a garantire un'assistenza efficace e più efficiente.

Indispensabile per il controllo su tutta la popolazione.

Il link è:

https://www.regione.lazio.it/DRcovid/ Diffondete a tutti i vostri contatti

 

Segnalato a UNOeTRE.it da Daniela Bianchi ed Ermisio Mazzocchi che ringraziamo

 

Numeri utili disposti dalla Regione Lazio se hai sintomi da segnalare

dal prefisso 06 chiama il 112

da tutti gli altri prefissi del Lazio chiama 800118800

 

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

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Campagna d’informazione della Regione Lazio

Regione Lazio informa

RegioneLazio 350 260Coronavirus: parte campagna d'informazione per contenere la diffusione del virus

Dalla Regione Lazio una campagna d’informazione per illustrare ai cittadini quali misure assumere per contenere la diffusione del virus.

Sette regole da rispettare: mantenere una distanza di sicurezza tra le persone o evitare incontri con individui con sintomi respiratori; lavarsi spesso le mani o coprirsi bocca e naso con il gomito in caso di tosse o starnuto; ridurre la partecipazione a eventi pubblici o affollati; evitare di prendere l’ascensore con altre persone e porre la massima attenzione alla pulizia o igiene personale e di tutti i luoghi che si frequenta. Qui puoi scaricare locandina e vademecum: https://bit.ly/38s6lLY

In caso di febbre, tosse o dolori muscolari bisogna evitare il pronto soccorso e contattare il proprio medico di base o il 1500. In caso di prefisso 06 si può contattare anche il 112, mentre per gli altri prefissi del Lazio il numero verde 800 118 800.
In seguito a quanto disposto dal DPCM sulle "Misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19", la Regione Lazio ha disposto con effetto immediato la sospensione di ogni attività formativa fino al 15 marzo, sia quella inerente la didattica frontale sia quella relativa a tirocini, stage e percorsi di alternanza scuola-lavoro: https://bit.ly/38sizE6

Nei giorni scorsi assessori e consiglieri della Regione Lazio hanno incontrato i rappresentanti delle categorie produttive per fare il punto della situazione sul Coronavirus e gli impatti sulla tenuta dell’economia regionale. Da parte sua la rappresentanza regionale ha sottolineato che tutte le segnalazioni del mondo produttivo saranno tenute attentamente in considerazione e riportate anche al Governo. In tempi brevi ci sarà un nuovo incontro per aggiornare tutti sulla situazione: https://bit.ly/3cwGSnL

Per restare sempre aggiornato sulle iniziative della Regione Lazio puoi seguire la pagina Facebook, l’account Twitter o il canale Linkedin.

 

 

 

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Nuvole nere su Zingaretti

nuvolegrigrigieIn poche ore il cielo di Nicola Zingaretti si è ancor di più offuscato di nuvole grigie. Si tratta anche di fuoco “amico”? Ma! Non sembra.

L’ultimo nuvolone arriva da Frosinone, per la precisione da Art. UNO di Frosinone, l’altro è un minaccioso quesito posto in Consiglio Regionale dal Consigliere Antonello Aurigemma.

Seguono nell’ordine:

Da Art. UNO Frosinone a firma del Coordinatore Provinciale Gaetano Ambrosiano

«Sulla base degli ultimi avvenimenti art.UNO considera chiusa l’esperienza politica con l’ass. DI berardino. Il rapporto, ormai logorato da una attività politica iin giunta regionale, mai condivisa con il partito locale, si è sommata ad un Rapporto politico mai strutturato, nemmeno prima della sua nomina in Giunta.
Per quanto siano stati fatti innumerevoli sforzi e nonostante le difficili prove di pazienza dimostrate dal partito, nonostante i tentativi posti in essere dai coordinatori locali del Lazio, per cercare un dialogo con l'assessore che avrebbe dovuto rappresentare la nostra forza politica nella maggioranza della regione Lazio, a fronte del risultato delle elezioni regionali cui articolo uno del Lazio ha contribuito in maniera determinante, non è stato possibile nemmeno avviare un rapporto politico in grado di tutelare la rappresentanza degli elettori del Lazio di Articolo Uno.
Per questo riteniamo concluso il rapporto politico con un l'assessore Di Berardino, il quale, giova ricordare, non è stato indicato dalle forze politiche di articolo UNO Lazio, le quali non sono state nemmeno consultate sulla scelta del nome dell assessore al lavoro della regione Lazio. Il voto politico delle cinque province laziali appartiene a chi ci ha dato fiducia, questo per ricordare all’assessore che il suo ruolo politico nella giunta dovrebbe essere foriero della rappresentanza di quell' ArtUNO, che ha raccolto i voti che permettono la sua presenza in Giunta. Sarebbe bene che l assessore ricordasse che il ruolo istituzionale che ricopre, non proviene dalla volontà di rappresentanza del corpo elettorale del Partito Democratico, cui l assessore sembra invece rispondere in maniera esclusiva.
Sarebbe invece opportuno avere rispetto dei territori e del corpo elettorale che in quei territori hanno votato leu, di cui oggi resta sostanzialmente articolo uno.
Il punto di questa vicenda era e rimane politico come pure politica deve essere la sua soluzione.
Con la decisione di annunciare la rottura del rapporto di rappresentanza tra articolo uno e l ass Di Berardino, si vuole concludere la vicenda dei tecnici all’interno delle rappresentanze politiche delle amministrazioni. La politica e la rappresentanza devono tornare protagonisti assoluti. Il quadro politico italiano è mutato in maniera repentina e per questo serve un cambio di passo altrettanto imminente anche nella rappresentanza della giunta regionale del Lazio. Il fallimento del governo giallo verde e la nuova alleanza di governo ha ridefinito la rappresentanza di governo e ha lanciato tali rappresentanze anche sugli scenari delle future alleanze amministrative. Ciascun partito con la propria rappresentanza e dunque con la propria soggettività e responsabilità politica è oggi chiamato a contribuire all'azione di governo. Dobbiamo ricordare di essere alleati di governo e non subalterni ad una alleanza. La nostra forza politica non può sottomettersi alle scelte del partito democratico che resta un alleato ma che deve restare fuori dalle scelte di rappresentanza del partito. Ora é doveroso giungere ad una nuova fase nel rapporto politico nel nostro territorio, caratterizzata da nuova trasparenza e chiarezza nei rapporti di rappresentanza e nel rapporto di alleanza nella Regione Lazio dove, riteniamo, vada riconfigurato e ripristinato il ruolo di Art. UNO.
Non abbiamo bisogno di uomini che rappresentano se stessi al contrario uomini che siano voce delle nostre idee in una chiara proposta politica, senza attendere o sottostare ad altri, rimane l’obiettivo di riequilibrare la distribuzione della ricchezza, in Italia ed in Europa e nel Lazio che rappresentiamo, poiché consapevoli del fatto che negli ultimi decenni il divario dei redditi si è allargato e che questo disallineamento ha portando vantaggio ai più ricchi, una minoranza, e svantaggio a chi ha di meno. Dobbiamo convertire gli squilibri sociali attraverso un progetto che metta insieme la conversione dell’attuale modello di produzione della ricchezza in un nuovo modello ecosostenibile e la ridefinizione di un quadro di sostenibilità della divisione della ricchezza che consenta a tutti di vivere una vita degna, liberando alcuni dagli stenti ed altri da una vita di sacrifici per arrivare alla fine del mese e questo include i diritti di una classe operaia abbandonata a se stessa espropriata di qualsiasi titolo nel diritto e questo sinceramente non è più tollerabile. Abbiamo sempre aggregato le forze della sinistra ed abbiamo fatto una campagna elettorale per le elezioni politiche ed una per quelle amministrative aprendo uno spazio a sinistra in quella che è stata l’elezione del Governatore ed attuale Segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti. Ora è arrivato il momento che si dia trasparenza e si faccia chiarezza per quella che è e rimane la fase di un nuovo confronto politico alla base del nuovo scenario politico. Questa dichiarazione è a fronte di un confronto all’interno dei territori per un diritto di agibilità politica nel rispetto di chi ci ha votato ed ancora crede in sano progetto a sinistra del Partito Democratico, che non è mai stato inclusivo nei nostri confronti al contrario ha sempre cercato di escluderci ed ostacolarci da qualsiasi momento ed atto della vita politica del centro-sinistra, evidente l’assenza di Zingaretti alla nostra Festa Nazionale tenutasi a Roma con una disdetta dell’ultimo momento un atto sgraziato ed irrispettoso che un alleato di governo sincero e forse realmente “inclusivo” non avrebbe mai compiuto. Ora se si vuole aprire un nuovo percorso ed un rapporto chiaro va ridefinito il confronto politico che parta dal riconoscimento del nostro ruolo di alleati di governo nella Regione Lazio con la dignitá ed il rispetto che spetta a chi si é dimostrato sempre leale ed onesto. Ma rimane un punto fermo che esclude qualsiasi tipo di discussione, la nostra esperienza con Claudio diBerardino ribadiamo è terminata e si apre una nuova fase che deve necessariamente guardare ad una rappresentanza reale, nel rispetto degli elettori di Roma e del Lazio»

 

Dal consigliere regionale del Lazio del Gruppo Misto, Antonello Aurigemma, (riceviamo da Vincenzo Grande)

Roma, 9 ott. (askanews) - "O Nicola Zingaretti si dimette o viene all'interno di questa aula". Così il consigliere regionale del Lazio del Gruppo Misto, Antonello Aurigemma, intervenendo in aula alla Pisana e rivolgendosi alla presidenza rappresentata da Devid Porrello (M5S) ha manifestato dissenso per l'assenza, a suo parere ingiustificata, del presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti. "Non può essere che oggi la Regione Lazio venga governata da un presidente che nella storia delle regioni di Italia è il presidente più assente. Non è mai venuto nascondendosi dietro le assenze istituzionali. Lui qui è il presidente della giunta regionale, non è il segretario del Pd" ha sottolineato Aurigemma.

"Abbiamo chiesto le informazioni e stiamo aspettando dal gabinetto del presidente della giunta regionale non un parere sul fatto che Zingaretti sia assente per motivi istituzionali o no, ma cosa sta facendo Zingaretti e appena avremo notizia sarà nostra cura comunicarlo all'Aula" ha spiegato Porrello incalzato anche dal capogruppo della Lega alla Pisana, Orlando Tripodi e da Fabrizio Ghera di FdI.
"Lei non ha fornito nessuna risposta e la invito a non considerare oggi Zingaretti assente giustificato fino a quando il suo gabinetto e la sua segreteria non forniranno, cosa che noi già abbiamo e non sono motivi istituzionali, non fornirà le motivazioni della sua assenza. Noi le chiediamo il rispetto delle regole e la invitiamo a non considerare assenza istituzionale quella di Zingaretti" ha sottolineato Aurigemma invitando Porrello a non considerare presente Zingaretti.
Sulla stessa linea tutti i consiglieri di Fratelli d'Italia. "Noi esigiamo di sapere dove si trova Zingaretti" che costa dire "sta a Ravenna impegnato con il Pd"?" si è chiesto Giancarlo Righini. Anche Laura Corrotti e Daniele Giannini della Lega hanno sollevato la questione delle assenze del governatore. La richiesta delle opposizioni è la sospensione della seduta fino a che non si comprenderà con esattezza la natura della assenza del governatore.

 

 

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Lavoro: per le politiche attive il 15 luglio in Regione Lazio

Dignità 350 260di Valentino Bettinelli e Maria Giulia Cretaro - Oltre 30 gradi nel Salone di Rappresentanza della Provincia, e se in America il 4 Luglio è Festa dell'indipendenza, sui disoccupati di Vertenza Frusinate aleggia ancora la spada di Damocle della mobilità in deroga. L'alba del 5 Giugno aveva inaugurato una stagione positiva con un nuovo accordo quadro, almeno così sembrava. Ma ad un mese esatto rimangono velleitari quesiti e affermazioni.
Come sempre assemblea aperta a tutti, con inviti estesi a sindacati e politici locali. A rispondere il solo Anselmo Briganti, segretario della CGIL Frosinone e Latina. Un sindacato a far le veci di tutti, mostrando almeno tra loro, compattezza di azione e prospettive.

La prima, e forse più attesa notizia del pomeriggio la dà proprio il segretario, che comunica l’avvenuta convocazione del tavolo per le politiche attive per il 15 luglio in Regione Lazio. “L’obiettivo è creare dei progetti sinergici per collocare disoccupati giovani e non, ma anche per ricollocare molti degli ex lavoratori dell’area di crisi complessa. C’è in corso anche un ragionamento sull’allargamento della stessa alla zona sud della provincia, vista la stretta attualità della vicenda FCA”.

Per quel che riguarda i finanziamenti necessari, Briganti ricorda come “sarà necessario agganciare l’annualità 2020, quindi entrare di nuovo nei capitoli della finanziaria, manovra che nei prossimi mesi verrà discussa. È chiaro come ogni spesa dei prossimi provvedimenti sarà soggetta a stretti controlli da parte di Corte dei Conti e Unione Europea. Se servirà, si potrà anche tornare al ministero per sollecitare nuovi finanziamenti per gli ammortizzatori”. Anselmo Briganti ha sollecitato anche l’Amministrazione Provinciale, affinché si renda “essa stessa protagonista di alcuni progetti utili al ricollocamento di alcuni lavoratori con la cooperazione dei 54 comuni dell'area di crisi complessa. Tutto questo per creare una filiera che sincronizzi le varie iniziative”. Da questo riparte Gino Rossi, che ricorda come i sindaci, ancora oggi non sappiano a chi far riferimento per le graduatorie di lavoratori. Servizi necessari per la comunità e funzionali per reintegrare gli over 58, eppure la trasmissione dei dati agli uffici pertinenti non è mai arrivata. Ridotte così le possibilità dei primi cittadini di attingere dalla platea dei disoccupati ciociari.

Gino Rossi ricorda anche in assemblea i due punti cruciali della corsa di Vertenza Frusinate: i 2 milioni che mancano per chiudere al 31 dicembre e la soluzione del problema delle politiche attive.
“Abbiamo bisogno dell’impegno di tutti per risolvere questi problemi, eppure anche oggi nessuno ha risposto ai nostri appelli. Ancora una volta Vertenza Frusinate si trova abbandonata dalla politica. Chiediamo anche alla Provincia e al Presidente Pompeo di attivarsi per contattare i sindaci, cosa che non è stata fatta nel precedente tavolo sulle politiche attive svolto qui in Provincia”. Dichiarazioni pesanti quelle del portavoce, anche se ad oggi non si possono registrare dichiarazioni ufficiali in merito da parte dell’Amministrazione Provinciale.
Intervenuta anche Giuseppina Bonaviri, che oltre a ribadire il suo sostegno alla causa, portato avanti anche lontano dagli occhi della platea, ha invitato tutti a partecipare all'incontro dell'11 Giugno. Presso la Società operaia di Frosinone, si terrà un incontro di dialogo al quale sono stati chiamati a partecipare rappresentanti politici non solo del territorio. Lo scopo è indagare le problematiche dello stesso, partendo dalla Sanità senza dimenticare il Lavoro, per questo la presenza di Vertenza sarebbe un plus per il dibattito e "per portare avanti una resistenza civica".

Tutti buoni propositi, che comunque, non segnano giri di boa per la situazione attuale, ferma tra incudine e martello. Tra la Regione, che sta cercando soluzioni definitive, e il Governo, diviso tra questioni interne e i cordoli della borsa già chiusi per la prossima finanziaria. Forse dopo l'appuntamento del 15 Luglio, ci saranno alcune risposte, almeno sul tema nevralgico delle politiche attive.

4 luglio ’19 ore 19

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Regione Lazio: 300 mila euro per avviare i contratti di fiume

consiglio lazio 350 260«Oggi è iniziata la fase 2.0 per i Contratti di Fiume della Regione Lazio. Abbiamo presentato una serie di strumenti a sostegno dei 19 processi di contratti di fiume, attivati e annunciati sul nostro territorio, per portarne quanti più possibile alla sottoscrizione finale del contratto. E’ stato pubblicato oggi sul BURL il bando attraverso il quale saranno assegnati i 300 mila euro finalizzati a progetti riguardanti percorsi avviati di contratti di fiume; attiviamo il Forum Regionale e il Tavolo Tecnico necessari a svolgere il coordinamento regionale per i diversi contratti e verificare la loro coerenza con le diverse pianificazioni, per individuare successive forme di finanziamento regionali, europee, per promuovere i Contratti di Fiume e per predisporre ed aggiornare l’Atlante degli obiettivi; come prima regione in Italia, lanciamo la “campagna #CdFLazioPlasticFree”, che sarà identificata con un apposito logo, al fine di eliminare i prodotti plastici utilizzati negli incontri, negli eventi e nell’intero processo dei Contratti di Fiume, Lago, Costa e Foce e di promuovere strategie di informazione e sensibilizzazione sul tema anche con l’inserimento nei programmi d’azione di misure, progetti ed azioni specifici; attiviamo una pagina sul sito regionale dove mettere le informazioni normative e tecniche utili e promuovere e diffondere tutto quello che accadrà sul territorio e a livello regionale. La partecipazione è tanta, le potenzialità anche, adesso ci sono gli strumenti per fare quel salto di qualità e rendere concreto questo strumento strategico per la tutela e valorizzazione dell’ambiente e dei nostri bacini idrici e per la costruzione di uno sviluppo sostenibile.» – Dichiarazione di Cristiana Avenali, Responsabile Piccoli Comuni e Contratti di Fiume della Regione Lazio.

 

 

 

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Regione Lazio ha discusso l'emergenza ambientale nella Valle del Sacco

Valle del Sacco industria e ambiente minApprovati due ordini del giorno, uno del centro sinistra e uno del centro destra. Respinto un terzo presentato dal Movimento 5 stelle.
20/02/2019

Il Consiglio regionale del Lazio si è riunito oggi in seduta straordinaria per discutere della emergenza ambientale nella Valle del Sacco. A presentare il tema sono stati i consiglieri delle opposizioni, firmatari della richiesta di seduta straordinaria. “L’obiettivo – ha detto Giancarlo Righini (FdI) – è quello di cercare di accelerare, semplificare e fornire risposte a un territorio che ne ha grande bisogno. Abbiamo appreso delle importanti e ingenti risorse stanziate per affrontare questa emergenza, riteniamo che sia ora di concretizzare tutto questo lavoro”. Righini ha anche chiesto una moratoria rispetto alla possibilità di avviare nuovi insediamenti produttivi nella Valle del Sacco “finché questa situazione non tornerà a dei valori accettabili”, per poi invitare tutti i colleghi a “iniziare un percorso, codificarlo e stabilire un cronoprogramma, nella consapevolezza che è stato prodotto, negli anni, un tale disastro che oggi è necessario molto tempo per recuperarlo”.

Orlando Angelo Tripodi ha parlato di “un problema molto importante, che oltre all’inquinamento, crea gravissimi problemi di salute”. Il capogruppo della Lega ha poi lanciato accuse precise: “Io penso che la politica abbia la sua responsabilità – ha detto – ed è ora che questo venga fuori. Ci sta tutto un intervento che la Regione Lazio in primis non ha fatto, su quel territorio, e una responsabilità oggettiva, quella del Consorzio industriale, che non ha controllato, che non ha fatto, che non ha gestito. Oggi si parla tranquillamente di bypass, aziende che hanno dei bypass, che sversano direttamente nel fiume”.

Valerio Novelli (M5s) ha invece dichiarato che “quando si parla di ambiente, non c’è colore che tenga, è ora di dare delle risposte ai cittadini di quel territorio che da troppi anni subisce degli sfregi ambientali”. Il presidente della commissione Agricoltura e Ambiente ha poi aggiunto che “anche il Consiglio regionale deve essere a fianco alla Giunta e al Ministero per dare un segnale forte e soprattutto di compattezza, perché il nostro dovere è quello di tutelare l’ambiente: noi dobbiamo salvaguardare questo ambiente non tanto per noi, ma per coloro che arriveranno successivamente”.cartografia sin fiume sacco min

Per Pasquale Ciacciarelli (FI), “oggi questo Consiglio regionale è la certificazione di un fallimento della politica e della gestione delle cose, perché se noi oggi siamo alle prese ancora con l’annoso problema della Valle del Sacco evidentemente la gestione che è stata portata avanti in questi anni su questo argomento non è stata una gestione oculata”.

La Giunta regionale è intervenuta sulla questione con quattro assessori, ciascuno con riferimento alle proprie deleghe. Il primo a intervenire è stato Massimiliano Valeriani, titolare della delega ai rifiuti, dando subito notizia che nei prossimi giorni verrà firmato l’accordo di programma tra la Regione Lazio e il Ministero dell’ambiente, con cui l’amministrazione regionale diventerà il soggetto gestore dei fondi disponibili, attuatore di tutti gli interventi per la caratterizzazione, la messa in sicurezza, le analisi del rischio e la bonifica della Valle del fiume Sacco. “Attraverso questo strumento – ha spiegato Valeriani – sarà finalmente possibile mettere a sistema tutte le risorse ancora disponibili, circa 40 milioni di euro, così da portare a termine le varie misure pianificate per il risanamento ambientale del sito di interesse nazionale”.

Dopo Valeriani è intervenuto Gian Paolo Manzella, assessore allo Sviluppo economico, il quale ha spiegato che si tratta di un’area a competenza condivisa tra Stato e Regione, un’area di crisi industriale complessa ai sensi della legislazione nazionale. “Lo strumento attraverso il quale gli interventi vengono definiti e attuati – ha detto Manzella – è l’accordo di programma, che adotta i progetti di riconversione e riqualificazione industriale”. A tal proposito, l’assessore ha spiegato che “il primo punto d’attacco è rendere più semplici le norme e i procedimenti relativi alle bonifiche propedeutiche agli investimenti”. Sul piano degli incentivi destinati alle imprese che investono in quel territorio, Manzella ha detto che sono stati stanziati 10 milioni di euro di risorse statali previste dalla legge 181. “L’avviso è stato pubblicato il 24 gennaio ed è aperto alle imprese interessate fino al 30 aprile del 2019”, ha precisato l’assessore.

L’assessora all’agricoltura e all’ambiente, Enrica Onorati, si è soffermata principalmente sui risultati delle analisi sulla qualità dell’aria nella zona. “La verifica che io ho a disposizione per l’anno 2018 – ha detto – ci ha portato a evidenziare come ci siano delle criticità per la Valle del Sacco, sia sui parametri relativi in particolare al PM10 che su quelli del NO2 (biossido d’azoto). Il numero dei superamenti del limite giornaliero – ha aggiunto Onorati – risulta superiore al valore consentito dalla norma nelle postazioni soprattutto di Cassino, Ceccano, Colleferro, e Frosinone Scalo. Per il biossido d’azoto, il superamento registrato è per Frosinone Scalo”.

Infine, è intervenuto l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, che ha illustrato le iniziative messe in campo dalla Regione in tema di salute pubblica per il territorio della Valle del Sacco, citando tutti gli indicatori pubblicati di recente sul sito “Stato salute Lazio” sulla popolazione residente nella zona e aggiungendo che recentemente è stato attivato un programma “che prevede campagne periodiche della sorveglianza sanitaria ed epidemiologica attraverso il monitoraggio biologico di vari inquinanti organici, oltre a controlli di salute periodici di natura biennale”.

Dopo le relazioni degli assessori, il dibattito è proseguito con numerosi interventi di consiglieri di tutti i gruppi consiliari e si è concluso con l’approvazione di due ordini del giorno, uno presentato dal centro sinistra e uno dal centro destra. Respinto invece quello presentato dal Movimento 5 stelle.

Con il primo documento, il Consiglio ha impegnato la Giunta regionale a: predisporre una Struttura di missione formata da personale specializzato in materia di bonifica di siti inquinati con il compito di dare corretta attuazione a tutte le azioni ad oggi programmate; promuovere il coordinamento di tutti gli interventi sulla Valle del Sacco a livello sanitario, ambientale, agricolo, di bonifica e di sviluppo, in accordo con gli altri enti; a farsi parte attiva nei confronti del Ministero per la redazione di un accordo di programma dettagliato e puntuale.

L’ordine del giorno proposto dai consiglieri del centro destra impegna Presidente e Giunta regionale a: istituire un Tavolo istituzionale sulla Valle del Sacco con la Presidenza del Consiglio dei ministri, l’Ispra, l’Arpa Lazio, la Città metropolitana di Roma Capitale, la provincia di Frosinone, le prefetture di Roma e Frosinone, le Asl competenti, i comuni ricadenti nella zona interessata e i Consorzi industriali, per approvare in Consiglio regionale, entro 180 giorni, un “Piano straordinario per la bonifica della Valle del Sacco”; ad attivare entro 90 giorni un “Piano straordinario di assistenza sanitaria per i residenti della Valle del Sacco”.

Il documento del Movimento 5 stelle, respinto dall'Aula, chiedeva tra l'altro alla Regione Lazio di firmare subito l'accordo di programma con il Ministero dell'Ambiente, di aggiornare i Piani di bonifica inserendo regole certe per le aziende che inquinano e di istituire una task force con le istituzioni coinvolte e la polizia provinciale di Frosinone per individuare i responsabili degli sversamenti illeciti.

A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

 

 

 

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Valle Sacco: M5S, Regione Lazio firmi accordo con Ministero Ambiente

consiglio lazio 350 260M5S Lazio - Roma, 20 febbraio – “Chiediamo alla Regione Lazio di firmare l’accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente, di aggiornare i Piani di Bonifica inserendo regole certe per le aziende che inquinano, di istituire una task force con le istituzioni coinvolte e la polizia provinciale di Frosinone per individuare i responsabili degli sversamenti illeciti; infine di finanziare tutte le azioni necessarie ad una fattiva risoluzione dell’emergenza ambientale della Valle del Sacco, attraverso l’utilizzo delle risorse già stanziate ed individuando apposite procedure costantemente verificabili”.

Così in una nota i consiglieri regionali M5S del Lazio che in occasione del Consiglio straordinario hanno presentato un ordine del giorno in merito all’emergenza ambientale della Valle del Sacco, bocciato dall’aula. “Il prossimo 7 marzo, con la firma dell’accordo con il Ministero, la Regione si potrà finalmente ergere a protagonista, diventando responsabileM5S logo min unico dell’attuazione. – commenta Valerio Novelli, presidente della VIII Commissione Agricoltura e Ambiente - Dunque i 17 progetti presentati passeranno dalla Pisana e qui noi dovremo essere bravi a dare risposte al territorio”.

“Anche la Asl di Frosinone ha le sue responsabilità – commenta il consigliere 5 stelle, Loreto Marcelli - per l’inefficienza degli atti di sua competenza, per il disinteresse dimostrato nell’attivare il registro tumori e per l’imbarazzante decisione presa sul presidio ospedaliero di Anagni, drammaticamente depotenziato. Inoltre non è stato mai avviato alcuno studio epidemiologico per verificare gli effetti dell'inquinamento sulla salute delle comunità locali, nonostante la Regione Lazio abbia finanziato l’iniziativa nei bilanci regionali 2017 e 2018”. Sempre il Movimento 5 Stelle a giugno scorso aveva presentato una mozione per l’assistenza sanitaria dei residenti nella Valle del Sacco, misura approvata dal Consiglio regionale ma mai attuata.

 

 

 

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