fbpx
Menu
A+ A A-

Globo Sora, il derby con il Latina resta un

AttaccoMiskevich GloboSoraCarla De Caris* - Al PalaCoccia di Veroli c’era una partita da vincere e un tabù da sfatare, e purtroppo la Globo Banca Popolare del Frusinate Sora non è riuscita a centrare l’obiettivo con il derby laziale vinto per la settima volta dalla Top Volley Latina 1-3. In questo wednesday night valevole per la settima giornata del girone di andata, lo scontro diretto, nonostante un costante equilibrio in tutta la sua durata, sembrava pendere favorevolmente tutto dalla parte degli ospiti che nei primi due parziali si sono assicurati un punto classifica. Sotto di 2 set a zero però, i padroni di casa trovano la reazione giusta per dare appuntamento agli avversari al quarto game nel quale imboccano la strada giusta e la percorrono quasi fino alla fine. Ma il sogno di Latina di portare a casa l’intera posta in palio, è più forte del desiderio di tie break della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora.

“Peccato per i primi due set nei quali siamo parsi abbastanza contratti con le cose che di solito facciamo bene, a non riuscirci – analizza coach Maurizio Colucci. Nel terzo set c'è stata una bella reazione positiva portata avanti per la maggior parte del quarto nel quale siamo stati in partita ma alla fine la battuta di latina ha fatto la differenza”. “Siamo felici di aver raggiunto una vittoria fuori casa contro Sora, una gara che riteniamo uno scontro diretto – commenta dall’altro canto mister Lorenzo Tubertini -. Non era facile soprattutto dopo una brutta partita come quella di Ravenna. Era importante fare una buona partita e ci siamo riusciti. Anche nei momenti brutti, dove Sora ha cominciato a tenere il servizio con più regolarità, siamo stati bravi a tenere la testa lucida e rimanere agganciati al match fino alla fine”.

*Carla De Caris- Responsabile Uff. Stampa Globo BPF Sora

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

La poltrona che resta è del capo politico

Una poltrona in parlamentoDopo il taglio dei parlamentari, il capo politico del M5S è andato in piazza a tagliare poltrone di carta con forbici di cartone. L’ennesima ridicola manifestazione di un vacuo esibizionismo gestuale, rivolto ad attirare attenzione in cerca di consensi. Il Parlamento - massima espressione della democrazia costituzionale - equiparato a un poltronificio, e la politica degradata al livello della invadente e stucchevole presenza del capo dichiarante. Il quale, dopo aver abolito la povertà, ci ha fatto sapere che si tratta - ovviamente - di una svolta «storica».

 

In realtà, questo provvedimento di riduzione del numero di deputati e senatori non dà risposta al problema cruciale della rappresentanza e dell’efficienza della democrazia. Al contrario, lo aggrava perché in sostanza lo traduce nella pratica antidemocratica della riduzione dei poteri del Parlamento. La crisi democratica che stiamo attraversando dipende infatti non dal numero dei parlamentari, che a determinate condizioni si possono anche ridurre. Ma dal degrado del sistema politico e dalla degenerazioni dei partiti, che non sono più lo strumento costituzionalmente riconosciuto attraverso il quale i cittadini concorrono «con metodo democratico a determinare la politica nazionale» (art. 49).

 

Questo è il punto, da cui tutto il resto dipende. I partiti invece di promuovere l’elevazione sociale e culturale delle classi subalterne, la partecipazione popolare e l’incivilimento del Paese, sono diventati pure macchine di potere al servizio di capi, capetti e capettini, di boss e sottoboss, di correnti e sottocorrenti, che occupano lo Stato, il Parlamento e le istituzioni pubbliche in cerca del consenso per la realizzazione dei loro fini privati. Con il risultato che i detentori del potere economico fanno il bello e il cattivo tempo.

 

La ricchezza si concentra, la povertà si diffonde. L’ambiente degrada, i diritti sociali e il lavoro vengono duramente penalizzati in dispregio dei principi costituzionali. Il disagio è tale che ormai circa la metà degli italiani in condizioni di voto non va a votare e non si riconosce nei partiti esistenti. Le donne e gli uomini che vivono del proprio lavoro non hanno più una loro organizzazione e rappresentanza politica. In queste condizioni il Parlamento non è lo specchio del Paese e la democrazia è dimezzata. Ma una democrazia dimezzata non può essere né partecipata né efficiente.

 

Se questa è la realtà, la svolta «storica» annunciata dal capo del M5S non è neanche un pannicello caldo. È un diversivo che aggrava i problemi reali. Già, ma ci dicono che i risparmi della spesa saranno straordinari. E ovviamente ancora maggiori se abolissero il Parlamento. Per ora però, secondo i calcoli più seri, non vanno oltre lo zero virgola della spesa pubblica totale. E allora qualche domanda s’impone. Perché non si tagliano le spese militari e gli eccessivi emolumenti dei parlamentari in carica? Perché, per aumentare le entrate, non si tassano in modo adeguato i grandi patrimoni e le rendite finanziarie?

 

Paolo Ciofi
www.paolociofi.it

Articolo scritto per Jobsnews. it

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Che resta oggi della Rivoluzione Francese?

rivoluzione francesedi Daniela Mastracci - 14 luglio 1789 - 14 luglio 2017. Correva l'anno di Liberté, Egalitè, Fraternitè ...
Quando spiego la Rivoluzione Francese faccio sempre un passaggio sul titolo della “Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino”, sottolineando che c'è l'Uomo e non, che so, il Francese, e c'è il Cittadino e non , di nuovo, il cittadino francese. E questo mi sembra essere il punto saliente per parlare dell'ampliamento di prospettiva, che la dichiarazione porta con sé, rispetto allo Stato Nazione, rispetto a diritti concepiti all'interno dei suoi angusti confini.


Non pretendo, quando lo racconto ai miei ragazzi, di essere super scientifica, no. Io lo dico con passione umana, a parte la scientificità (semmai fosse possibile) della mia spiegazione. Lo dico credendoci. Perché a me interessa che il messaggio della "fu" Rivoluzione Francese sia vissuto dai ragazzi come un momento in cui la storia nazionale si apre al mondo intero. E mi assumo la responsabilità delle contraddizioni implicite in tale lettura: come ad esempio la schiavitù delle colonie francesi, oppure di quelle inglesi. Ma arrischio le contraddizioni confidando, in verità, che la ragione e il cuore dei ragazzi si apra alla stessa presa di coscienza di una umanità intera, che travalichi gli abitanti di una sola Nazione, e che possa fare delle stesse contraddizioni proprio il momento di frizione che porti alla lotta affinché quella umanità intera sia il loro obiettivo, la loro visione, il loro approccio al mondo: la consapevolezza delle contraddizioni come punto di partenza onde rafforzare l'universalismo del messaggio rivoluzionario di libertà, uguaglianza,fratellanza. E ciò si può studiare anche in seno all'espansione a ovest dei neonati (al tempo della rivoluzione francese, ovviamente) Stati uniti d'America: una corsa che ha significato l'eccidio dei Nativi americani, nonché, anche in quel paese che narrava già di se stesso la democrazia, la schiavitù di Africani condotti là in catene, venduti e acquistati per lavorare nelle loro fiorenti piantagioni.
Sottolineiamo insieme, io e miei studenti, i lati universali di queste contraddizioni, ne vediamo lo sviluppo nel tempo, l'ampliarsi della sfera dei diritti a diritti mondiali, fino ad arrivare alla Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948.


Ma ad un certo punto le contraddizioni vengono di nuovo al pettine, in verità mai davvero sciolte nei due secoli e rotti che ci separano dalla Rivoluzione Francese, o dalla Dichiarazione di Indipendenza Americana.
Ecco, il lato universale non pare aver davvero vinto la partita. Oggi dobbiamo cambiare prospettiva e svelare il lato nascosto del presunto sviluppo e ampliamento dei diritti umani. Oggi dobbiamo saper riconoscere che dietro la marcia trionfale dei diritti c'è in verità la mondializzazione del potere economico, piuttosto che politico, che fa del liberalismo dei diritti solo una schermata di superficie, al di sotto della quale troviamo l'esatto contrario dei diritti stessi: troviamo sfruttamento, lavoro poverissimo, nuove schiavitù, bambini, donne e uomini usati e abusati, fatti essere pedine di giochi di guerra e di potere. Troviamo che di diritti ci si riempie la bocca ma poi, proprio quella Francia che l'Occidente vanta come terra di libertà e uguaglianza, sia stata colonizzatrice e tremenda sfruttatrice, la Francia, come la gran parte del cosiddetto mondo libero occidentale. E che adesso chiude i porti, mai aperti in verità, ai migranti detti economici: un distinguo che evidenzia la spregiudicatezza e arroganza di Stati che hanno ridotto alla fame interi popoli e che però non sono disposti ad accoglierli, adesso che migrano in condizioni di totale miseria. Oggi che assistiamo all’innalzamento di muri ovunque, di frontiere invalicabili e presidiate da militari pronti ad usare le armi.


Oggi che l’Europa, terra madre dei diritti, terra che vanta la sua civiltà come più avanzata, è governata da chi induce a stringere la cinghia ai lavoratori, ai pensionati, a tutti coloro che stanno soffrendo l’austerità, ma che dall’altra parte protegge capitali e accumulazioni di ricchezza che ampliano una forbice indegna tra mondo ricco e mondo povero. Insomma dentro queste lacerazioni odierne cosa ci dice oggi il 14 luglio 1789? A mio giudizio ci dice che dobbiamo leggere attraverso, sempre. Dobbiamo cogliere le contraddizioni oggi, senza credere che fatta la rivoluzione allora, noi siamo protetti e immunizzati da modi oltraggiosi rispetto ai diritti, e che non è poi così vero che il lato universale delle contraddizioni di due secoli fa si sia andato sciogliendo realizzandosi, e portandoci fuori da barbarie, razzismo, nazionalismo, xenofobia. Dovremmo saperci dire che sta ancora a noi operare in questa direzione, perché essa non si è compiuta affatto. E dovremmo uscire fuori da narrazioni che, al contrario, vorrebbero farci credere che la storia è finita, perché si è compiuta la sua grande conquista della libertà. Dovremmo prendere coscienza che la lotta sta a noi, oggi. E non soltanto per i diritti civili, ma anche, e direi soprattutto, per i diritti sociali: anche perché l'ampliamento fittizio di quelli civili ha nascosto una vera e propria inversione di tendenza rispetto a quelli sociali; il liberalismo e il neoliberismo hanno fermato la spinta propulsiva delle conquiste sociali, per poi riprendere terreno ed eroderle, viste come freni verso cui liberalismo-liberismo sentivano e sentono una feroce insofferenza. Allora se le date devono significare qualcosa, che significhino questo: consapevolezza che la lotta non finisce mai, che mai dobbiamo considerarci al sicuro. Forse anche la consapevolezza che lottare sta intanto nel Resistere al "nuovo che avanza", a domandarsi cosa mai voglia dire ed essere quel "nuovo", difendere le conquiste, esigerne ancora di ulteriori, anziché accomodarci su uno stile di vita che vorrebbe già tutto compiuto per sempre. Distrarsi? qualche volta, non sempre. Resistere? Sempre

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

Andare in treno a Roma in meno tempo? Resta un sogno

integrazione AV lineastorica 350 260da Roma-Cassino Express - Collegamento veloce Roma-Cassino: ancora nessuna risposta dalla Regione
Vi ricordate il progetto proposto dall’Associazione Roma-Cassino Express per velocizzare il collegamento ferroviario Roma-Cassino attraverso l’utilizzo della linea Alta Velocità? Bene, siete gli unici perché in Regione pare che se lo siano dimenticato!
Era il 30 Marzo quando, in occasione dell’incontro tra la nostra Associazione e l’Assessore Civita, ci veniva annunciato che il nostro progetto meritava una analisi più approfondita e che la Regione lo avrebbe commissionato direttamente a Trenitalia; al più tardi entro la prima metà di Giugno avremmo ricevuto una risposta.
L’8 giugno poi c’è stato un nuovo incontro tra la nostra associazione e la Regione per discutere i nuovi orari e, anche in questa occasione, la Regione ci confermava che “entro 10 giorni” saremmo stati convocati per discutere il progetto Alta Velocità. Bene, di giorni ne sono passati 15 ma, nonostante i nostri ripetuti solleciti, di convocazioni non ne abbiamo ricevute.
Che l’Assessore Civita ed i suoi collaboratori (sia della segreteria politica che della struttura tecnica) fossero scarsamente interessati alla nostra proposta, e a tutto il basso Lazio in verità, ci era già sembrato in occasione della riunione di Marzo, ma confidavamo nella volontà di mantenere l’impegno preso con la Consigliera Daniela Bianchi che si era fatta promotrice di quel primo incontro.
Mentre l’Assessore si prende il tempo necessario a formulare la sua risposta, noi restiamo ad assistere ai soliti disagi, a soffrire il caldo nelle solite vetture senza aria condizionata, a viaggiare in treni spesso sprovvisti di servizi igienici, a non conoscere alcun dato ufficiale sulla qualità del servizio che paghiamo e subiamo ogni giorno.
Ma per carità, non c’è fretta.

Pietro Fargnoli
Pres. Roma-Cassino Express
Tel. 349 866 3051

Leggi tutto...

L'Agenzia Inps resta ad Anagni

Anagni Piazza Cavour 350dall'Ufficio Stampa del Sindaco di Anagni - Ogg giovedì 11 dicembre alle ore 12 inaugurazione della nuova agenzia territoriale Inps, che lascia i locali di via Anticolana per trasferirsi in un immobile del convitto Principe di Piemonte.
Tra l'Istituto di previdenza e il Comune di Anagni è stato stipulato un protocollo di intesa dopo gli incontri avuti di recente tra il sindaco Fausto Bassetta e la dottoressa Maria Sandra Petrotta, direttore regionale per il Lazio dell'Inps.
A fronte della necessità, da parte dell'Inps, di dover lasciare la sede di via Anticolana, il sindaco Bassetta ha manifestato l'esigenza di mantenere l'agenzia ad Anagni evitando il trasferimento dei servizi a Frosinone. In poco tempo sono stati, quindi, individuati i locali adeguati allo scopo ed eseguiti i lavori necessari.

 

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici