fbpx

Torrice: rete idrica "fa acqua"

TORRICE VERSO IL VOTO

Perdita di acqua in zona Capanna e via Fornace

Pardita Acqua Torrice 350 minTorrice, Santangeli: “E’ fondamentale un intervento immediato ed efficiente,da parte di Acea. A seguito della segnalazione, i candidati della lista Torrice C’E’”: Cristiano Marcoccia e Massimo Fiacco, hanno sollevato la questione legata alla corposa perdita di acqua che investe un’area del Comune di Torrice.

L’avv. Alfonso Santangeli ha chiesto l’intervento di Acea per riparare il guasto in via , Fornace e zona Capanna dove si è formata una grande pozza d’acqua. Il candidato a Sindaco della lista “Torrice C’E’” chiede ad Acea un intervento immediato: “Ho inviato una nota all’Acea –scrive Santangeli- al fine di segnalare due copiose perdite della conduttura Acea, in Torrice via Fornace e zona Capanna. Trattasi di importanti guasti, tanto che la strada comunale adiacente ha subito un abbassamento. Acea ha il dovere di intervenire per risolvere la grave perdita d’acqua che allaga la strada con conseguenti rischi per la viabilità. L’auspicio è di un intervento immediato, che risolva la questione, “Torrice C’E’” vigilerà affinchè ciò accada”

 

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Clicky

 

 

 

Leggi tutto...

Dalla Rete Trisulti Bene Comune

CERTOSA DI TRISULTI

Soddisfatti per la sentenza del Consiglio di Stato che revoca la concessione a Bannon

comunitàsolidali 350 minNon possiamo che essere soddisfatti, enormemente soddisfatti per l’esito della sentenza con cui il Consiglio di Stato, in ben 39 pagine, ha confermato la revoca della concessione della Certosa di Trisulti (situata nel Comune di Collepardo inn provincia di Frosinone) alla DHI, associazione di stampo sovranista vicina a Steve Bannon.

Ma ancor di più per un passaggio fondamentale, che farà storia per il ruolo che le Associazioni potranno avere in tema di beni culturali e beni comuni. Infatti, laddove il TAR aveva escluso le 12 associazioni che hanno affiancato il MIBACT nel ricorso, poiché non potevano essere riconosciute come portatori di interesse legittimo, il Consiglio di Stato con forza sancisce la loro legittimità a ricorrere sulla forza del principio dell’interesse di fatto.

Ed è proprio in virtù di questa legittimazione che oggi le 12 Associazioni consolidano formalmente la loro costituzione in RETE per accompagnare questa fase delicata al fianco del Ministero e della Regione, insieme a tutti gli attori che in questo periodo hanno manifestato il loro interesse e il loro supporto, tra questi anche quello espresso da S.E. Mons. Loppa Vescovo nelle sue ultime dichiarazioni.

Vogliamo costruire un *Patto Territoriale di Responsabilità Sociale *e ci candidiamo a presidiarne il corso. Non possiamo non tenere conto della fase che il nostro Paese sta vivendo e del quadro Europeo che richiama a due principi cardine per le comunità territoriali: l’inclusione e la coesione sociale.

Costruire questo Patto significa mettere in campo una programmazione concertata e partecipata che va oltre il far uscire un progetto da un cassetto, ma significa per le Comunità creare consapevolezza e avere un protagonismo programmatico.

Senza questa consapevolezza ci sarà sempre un Bannon in agguato.

Scegliere questa modalità di approccio per la creazione di un Modello Trisulti, non significa aspettare tempi biblici, significa imparare a tenere insieme tutti i pezzi per creare coesione appunto. Come peraltro già fanno, ed egregiamente, altri territori che si trovano a vivere esperienze simili.

Significa avere subito chiaro una modalità di procedere, che parte necessariamente dalla messa in sicurezza del bene, che nell’attesa degli "americani" da tre anni perde pezzi, con intervento prioritario del Ministero, ma in cui debbono inserirsi i tanti pezzetti di generazione “culturale” e di “sapere” che animano già le nostre comunità, con un ricorso consapevole e coerente alle risorse finanziarie della programmazione europea.

La Certosa di Trisulti, senza dimenticare la propria dimensione spirituale, sostenibile ed ambientale, deve diventare questo: la culla di un nuovo Umanesimo che questi tempi bui a gran voce stanno reclamando!

Rete delle Comunità Solidali 17/03/2021
Leggi tutto...

Odio in rete e responsabilità individuali

 Aggressività in rete: cos'è e come si contrasta?

aggressivitàinrete mindi Tania Castelli - Sentiamo parlare spesso di “privacy”, “porn revenge”, “cyber bullismo”, insieme ad un’altra espressione anglofona: “online hate speech”. Ma di cosa si tratta e come contrastarli?

La “privacy” è il diritto alla riservatezza dei dati sensibili e della sfera privata individuale. Il Regolamento Europeo 679 del 2016 (o GDPR - General Data Protection Regulation) che ha portato a nuove norme per la protezione dei dati, è stato recepito dal legislatore italiano con il decreto legge 101 del 2018, in cui viene modificato il testo del Codice Privacy definendo più ampi ambiti di applicazione.

Il “porn revenge” consiste nella diffusione illecita per vendetta di immagini e video sessualmente espliciti, girati con o senza il consenso dei protagonisti e diffusi contro la loro volontà oppure a loro insaputa.
La “gogna mediatica è l’esposizione al pubblico disprezzo mediante cyber bullismo, violazione della privacy ed in alcuni casi anche porn revenge.
Tristemente famoso è il caso di Tiziana Cantone che, vittima di tutti questi reati, si è suicidata nel 2016. In seguito alla tragedia la madre, Maria Rosaria Giglio, ha intrapreso la campagna di sensibilizzazione che ha portato all’approvazione del “codice rosso” ovvero della legge n.69 del 2019, in cui l’articolo 10 introduce questo reato, regolamentato dagli articoli 612 bis e ter del Codice Penale.
Il “cyber bullismo” è in una forma di persecuzione con messaggi di odio, insulti e diffamazioni dalle gravi conseguenze psicologiche, fino all’istigazione al suicidio.
L’“online hate speech” si espleta in quell’insieme di comportamenti, atteggiamenti e gesti di odio e che incitano alla violenza ed alla discriminazione verso terzi e può includere alcuni o tutti i reati sopra esposti.

Quest’ultimo è diventato anche una delle strategie di propaganda di certi personaggi politici dediti all’uso dei social media con messaggi di odio e mistificazione della realtà strumentali alle proprie esigenze elettorali.
Fra i tanti deprecabili casi ormai noti, possiamo citare quello commesso nel 2016 durante un comizio a Soncino (CR) dal leader della Lega che, indicando una bambola gonfiabile (“casualmente” comparsa sul palco) la identificò come la “sosia” dell'allora presidente della Camera, Laura Boldrini, dando inizio ad una campagna d’odio sessista nei suoi confronti.
O ancora il penoso spettacolo televisivo da lui offerto nella nota “citofonata” a casa di un minorenne in cui lo accusava ingiustamente di essere uno spacciatore, collegando implicitamente l’accusa alla sua origine etnica.

Per capire meglio questi preoccupanti fenomeni ci viene in soccorso il parere che l’Avvocata Cathy La Torre, politicamente e professionalmente impegnata nel patrocinio di questo tipo di vittime, ha fornito nell’intervista pubblicata sul n.4 del CiesseMagazine:

«esistono studi dell’Agenzia Fondamentale per i Diritti Umani dell’Unione Europea (FRA) e dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) secondo cui esiste un nesso fra il fenomeno del hate speech istituzionale e l’odio on line agito dalle persone cosiddette comuni. Ovvero fra il linguaggio di odio utilizzato da chi ha un folto seguito come ad esempio personaggi politici o che rivestono ruoli istituzionali, giornalisti, commentatori, opinionisti, social media influencer etc., ed il fatto che il pubblico e gli utenti del web possano sentirsi legittimati a fare altrettanto».

Insieme all’Associazione Pensare Sociale ed al progetto #Odiare Ti Costa, l’Avvocata La Torre è impegnata in importanti iniziative di educazione digitale, informazione all’uso consapevole del web mediante “webinar” ed “workshop” (seminari in rete ed incontri di sensibilizzazione) oltre che in azioni legali per i risarcimenti alle vittime di odio on line.

Nella medesima intervista indica alcuni degli strumenti legislativi a livello europeo mediante i quali, insieme a quelli nazionali, possiamo difenderci e contrastare questi crimini:

«per i Paesi membri della Comunità Europea esistono particolari Direttive come la n.2073 oppure il Decreto Legislativo 215 del 2003, le quali specificamente combattono la discriminazione in base all’origine etnica e alla razza (definizione utilizzata dalla Legge) in un ambito di applicazione molto ampio, oltre all’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) per segnalare le discriminazioni razziali cui si viene in contatto siano essi individuali o commessi da gruppi ai danni di singoli o gruppi di persone ed anche perpetrati da figure istituzionali e politiche».

A parere di chi scrive un importante mezzo di contrasto, oltre a quelli fin qui citati, è sicuramente l’impegno nella sensibilizzazione e nell’educazione al senso civile da parte di tutte le parti sociali dalle istituzioni pubbliche alla scuola, dalla famiglia ai gestori delle piattaforme social, dai singoli individui ai mezzi di informazione.

Per quanto il timore di una condanna civile o penale possa essere un deterrente, infatti, il senso etico individuale può salvare molte vite prima che queste vengano travolte dall’odio.

 

L'Avv. Cathy La TorreCathyLaTorre 370 min

Cathy La Torre è una nota Avvocata specializzata in Diritto Antidiscriminatorio, Tutela della Privacy e Diritto delle Nuove Tecnologie, premiata a Bruxell nel dicembre del 2019 col prestigioso The Good Lobby Awards quale miglior professionista pro bono per il suo impegno a difesa dei diritti civili (in particolare della comunità LGBTQ), co-fondatrice del CESD (Centro Europeo di Studi sulla Discriminazione), collaboratrice del MIT (Movimento Identità Transessuale), fondatrice del primo Sportello Legale per i diritti delle persone LGBTQI in Italia, co-fondatrice del GayLex, (associazione di professionisti per la tutela dei diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e trans) e dello studio legale Wild Side Human First e co-fondatrice della campagna #Odiare Ti Costa (promossa dall’associazione “Pensare Sociale”) mediante la quale si fornisce supporto legale alle vittime di odio on line e si attua una forte sensibilizzazione circa il fenomeno.
E' stata candidata alle elezioni a Sindaca del comune di Bologna.

Pubblicato nel n° 4 del CiesseMagazine per Sardine Creative
Tania Castelli fa parte della redazione di CiesseMagazine

 

 

 

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

2° appuntamento a Trisulti per dire NO a Steve Bannon

DanielaBianchi 350 260 mindi Valentino Bettinelli e Maria Giulia Cretaro (video) - Secondo appuntamento a Trisulti per la Rete delle Comunità Solidali. Dopo la marcia del 29 dicembre dello scorso anno, gli attivisti si sono radunati nuovamente in quel di Collepardo, per percorrere insieme i 6 Km che portano alla storica Certosa. Sito al centro di un acceso dibattito, che ha ormai assunto i tratti di una disputa politica. Da una parte la DHI (Dignitatis Humanae Institute), capeggiata e finanziata da Steve Bannon; sull’altro fronte la società civile tutta, dalle associazioni ai partiti, a difesa di un Bene Comune.

Nodo della questione il bando del Ministero dei Beni Culturali, rispondendo al quale nel giugno 2017 si affidava definitivamente la gestione della Certosa alla fondazione sovranista, guidata in loco da Benjamin Harnwell.
Il corteo di circa duecento persone ha pacificamente manifestato la propria contrarietà al progetto che ridurrebbe la Certosa ad un avamposto delle nuove destre sovraniste e anti europeiste. Proprio da questa base, muove il suo intervento Daniela Bianchi, tra i portavoce della manifestazione. “Trisulti è una tappa importante del cammino dedicato al Patrono d’Europa San Benedetto. Appare netta dunque, la contraddizione tra la vocazione del luogo e le finalità della DHI. In molti hanno voluto politicizzare le idee di Comunità Solidali. La nostra è solo una protesta contro un pensiero chiuso, favorito dal compattarsi dello schieramento populista internazionale”. La già consigliera regionale ha messo in luce anche le azioni che seguiranno la marcia. Primo passo la richiesta al Ministro Bonisoli di ricorrere al all'auto tutela per quanto riguarda gli errori commessi in occasione della concessione. Previa analisi giuridica, effettuata con la consulenza dell’Avv. Felice Spirito e dell’Architetto Marcello Cervini (con il quali ebbiamo anche parlato approffondendo quanto è in itinere), è emersa la conflittualità tra gli obiettivi attuali con quelli espressi in fase di concessione. Sarà però necessario che un ente deputato avanzi la richiesta di revoca effettiva. Il pragmatismo istituzionale dovrebbe in questo caso essere affidato agli enti locali (Comune, Provincia, Regione), grandi assenti all'evento. Mancavano all'appello ancora una volta amministratori e parlamentari del territorio. Unico presente, L'On. Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana), già firmatario di interrogazioni parlamentari in merito. Lo stesso Deputato si è impegnato “a continuare a non dare tregua al governo, come già fatto con l’interpellanza a cui ha risposto il sottosegretario Vacca, ponendo al centro le contraddizioni del bando”. (anche in video)tettodanneggiatoCertosaTrisulti ritaglio min

La scarsa risonanza locale è in netta antitesi con l’eco nazionale e internazionale. Già da mesi, la vicenda risalta nelle cronache di testate e televisioni estere. Anche nella mattinata del 16 marzo notevole presenza di taccuini, microfoni e telecamere; dai tre tg delle reti Rai, alla tedesca ZDF, passando per blog e testate indipendenti.
Evidente dunque, che il sovranismo di deriva trumpista genera timore ed interesse senza esclusione di luoghi all’apparenza isolati e politicamente marginali.
A balzare agli occhi di tutti l’evidente stato di abbandono della Certosa; curioso dato che tra le clausole di gestione, la manutenzione risultava essere punto capillare. Ulteriore punto di contrasto alla legittimità della concessione.

Numerose le adesioni alla manifestazione organizzata dalle Comunità Solidali: tutti mossi dal comune intento di difesa del valore collettivo del bene comune. Hanno partecipato: Collettivo Ugualmente, Legambiente, PSI, Potere al Popolo, Possibile, Sinistra Italiana, la Piattaforma Civica di Ceccano, il Circolo Pd di Frosinone. Partecipazione che rappresenta il vero spirito delle Comunità Solidali sul territorio; individualità eterogenee capaci di costruire reti e sinergie, lavorando su obiettivi unanimemente condivisi.

La strada da percorrere è sicuramente lunga e i passi da compiere ancor di più. Due marce hanno sollecitato le coscienze di molti, ma l’immobilismo della classe dirigente, locale e nazionale, non può continuare.
Resta fermo l’obiettivo di arrivare a dama, restituendo un luogo di cultura e sacralità al suo unico proprietario legittimo: il Popolo Europeo.

 

Dichiarazione di Nicola Fratojanni, Deputato al Parlamento e Segretario di Sinistra Italiana, raccolta a cura di Maria Giulia Cretaro

 

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

La rete e gli algoritmi siano un bene pubblico

reti e algoritmi mindi Vincenzo Vita, da ilmanifesto.it - Davide Casaleggio, nell’intervista a LaVerità, ha immaginato la tendenziale fine del parlamento. Polemiche politiche prevedibili. Ovviamente, via Twitter, tanto per dare ragione di fatto alla figura di riferimento del Mov5Stelle: Casaleggio associati e associazione Rousseau sono le fonti essenziali, infatti, del potere decisionale pentastellato. Le reazioni, del resto, sono giustificate. Il rapporto tra l’uno e la folla senza mediazioni se non il click della tastiera assomiglia, mutatis mutandis, a passate avventure tragiche, laddove la semplificazione istituzionale volge non a un di più di democrazia. Piuttosto ad un di meno, fino all’autoritarismo.
Ovviamente, qui stiamo parlando di un universo tecnologico dagli esiti imprevedibili e non della storia conosciuta nell’età analogica.

Ben prima delle esternazioni di Casaleggio, la mediologia aveva previsto che la rete avrebbe messo in causa l’edificio della rappresentanza. Le analisi erano dettate in diversi casi da un goffo ottimismo digitale, ma in tanti altri da una saggia preoccupazione.
Un conto è arricchire la struttura istituzionale attraverso una puntuale acquisizione della capillarità della rete come “terza camera”, ampliamento creativo del sistema: intelligenza connettiva, scriveva Derrick de Kerckhove. Strumenti e opportunità tesi a migliorare le funzioni parlamentari, non già ad abolirle. Una pubblica amministrazione trasparente e on line permette alle assemblee elettive di liberarsi dal giogo burocratico per investire in procedimenti legislativi di qualità. Tra l’altro, l’informatizzazione del parlamento realizzata negli ultimi anni è importante.

Se, al contrario, si intende ridimensionare la rappresentanza surrogandola con consultazioni su una piattaforma proprietaria si cade nell’imbuto della cosiddetta post-democrazia. Da Colin Crouch (2003) a Pierre Rosanvallon (2012) numerosi autori hanno descritto i fenomeni in corso nell’occidente moltiplicati dalle culture liberiste, fondate sull’egoismo massificato e sulla competizione esasperata. La gestione da parte di pochi oligarchi come gli Over The Top del flusso dei saperi è una componente cruciale dell’involuzione in corso.

Non si scherza con la Costituzione della Repubblica a base parlamentare. Ci provò Matteo Renzi rimettendoci le penne e ora è bene per il Mov5Stelle stare alla larga da simili tentazioni. Si rifletta, piuttosto, sulla disparità forte tra i votanti “fisici” e quelli che partecipano alle consultazioni in rete. Se mai, si pone il tema del ricorso alle modalità digitali per le raccolte di firme referendarie o per le proposte di legge di iniziativa popolare.

Tuttavia, al di là del dibattito suscitato da un’intervista, è bene chiarire tra chi ha ancora a cuore la sinistra che le parole di Casaleggio (prima di lui il padre e lo stesso Grillo) vanno lette in controluce. L’età berlusconiana fu appoggiata clamorosamente dalla televisione commerciale generalista, Mediaset in testa. Allora il fenomeno fu sottovalutato, non capito o pure colpevolmente agevolato. Ora, per carità, non si commetta lo stesso tragico errore con la rete. Quest’ultima è la dimensione comunicativa del millennio. Richiede regole giuste, ma soprattutto un approccio adeguato. Pubblica o privata la natura societaria di chi se ne occupa, la rete e gli algoritmi sono (siano) un bene pubblico. Qualcuno ha ricordato, a proposito della discussione, i soviet. Però, Grillo, “te lo do io Lenin”. O no?

 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

Colleferro: TAR respinge ricorso su riorganizzazione rete ospedaliera

ospedale Colleferro prontosoccorso 350 260Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” – Coordinamento territoriale - Da cittadini di una comunità che ha diritto di accedere al sistema di giustizia ci siamo avvalsi delle garanzie costituzionali per ottenere il riconoscimento della tutela della salute e delle cure.

PROCESSO AL TAR DEL LAZIO. La scorsa settimana il Tribunale ha respinto il ricorso che abbiamo presentato il 17 ottobre 2017 contro il Presidente della Regione Lazio e Commissario ad acta per la Sanità del Lazio, Nicola Zingaretti, con il quale abbiamo chiesto l'annullamento dei vari decreti organizzativi, la cui attuazione avrebbe significato, realisticamente, l'ulteriore declassamento dell'ospedale L. P. Delfino di Colleferro.
I decreti commissariali riguardano l'attuazione del Programma Operativo della rete ospedaliera e il Piano di riorganizzazione, riqualificazione e sviluppo del Servizio Sanitario Regionale, con specifico riferimento alla programmazione dei posti letto, della rete ospedaliera e delle urgenze dell'ospedale cittadino.
Abbiamo inoltre riproposto l'impugnazione del provvedimento che nel 2015 ha accorpato i 4 reparti perinatali presso l'ospedale di Palestrina e la contestuale soppressione a Colleferro.
Al Tribunale abbiamo chiesto l'accoglimento del ricorso, previa concessione della sospensiva, per l’annullamento degli atti programmatori impugnati e quelli connessi dimostrando che essi non avrebbero migliorato l'integrazione dei servizi sanitari tra ospedale e territorio per la continuità assistenziale, ma avrebbero comportato semplicemente la riduzione dei posti letti e quindi la diminuzione dei volumi di attività ospedaliera, con ripercussioni sulla qualificazione professionale degli operatori sanitari, stante la sua riduzione.

Il Tribunale ha respinto tutte le questioni sollevate senza approfondire le motivazioni di merito, senza una accurata istruttoria delle scelte operate e della loro compatibilità con le disposizioni nazionali, ma si è limitato a riproporre le argomentazioni addotte nell'analogo ricorso presentato dai Comuni nel 2015, a cui abbiamo partecipato ad adiuvandum.
Ci lascia perplessi il fatto che il Tribunale, in rapporto ai due ricorsi che hanno impugnato atti amministrativi diversi tra loro, ha adottato la stessa motivazione, concludendo che la riorganizzazione e riassetto del sistema sanitario regionale conseguente allo stato di dissesto finanziario non avrebbero un impatto sociale negativo.
Ringraziamo tutti i cittadini di Colleferro, Anagni, Artena, Carpineto Romano, Gavignano, Gorga, Montelanico, Piglio, Paliano, Segni, Serrone e Valmontone che, con l'iniziativa ‘DI piazza IN piazza’ dello scorso ottobre, hanno firmato per chiedere ai Sindaci la modifica del decreto Zingaretti in questione o, in caso di insuccesso, l'impugnazione al Tar del Lazio.

I Sindaci non lo hanno presentato e lo abbiamo fatto noi per riaffermare pubblicamente che la possibilità di accedere alle cure presso l'ospedale di Colleferro, come quello di Anagni, Palestrina, Frosinone, Subiaco e nelle strutture sanitarie della valle del Sacco è un diritto costituzionale e non una scelta discrezionale della politica.
Il ricorso lo abbiamo perso e lo avremmo forse perso anche se lo avessimo portato avanti con i Comuni, ma è un fatto che loro non l’hanno presentato nè hanno esercitato alcun tipo di pressione sulla Regione!
Anche in questa sentenza tuttavia il TAR ha confermato che la ASL "garantirà l'offerta sanitaria relativa alla specialità di ostetricia e ginecologia, oltre a quella esistente sul territorio, con l'istituzione di un ambulatorio aperto 6 giorni/7 e manterrà la specialità di pediatria all'interno dello stabilimento di Colleferro con l'attivazione di un ambulatorio aperto 3 giorni/7, il che garantisce dalla temuta perdita di continuità assistenziale".

AZIONE CIVILE. Sul punto “dell’offerta sanitaria" la sentenza mette in evidenza che la ASL RM G, con nota del 2015, si era impegnata ad incontrare i Sindaci e a garantirla, fornendo “alla cittadinanza tutte le informazioni del caso”, ma l’impegno è rimasto sulla carta e quindi abbiamo deciso di agire civilmente per la riassegnazione dei reparti neonatali.
Abbiamo completato gli atti e incaricato i nostri avvocati di procedere in via d’urgenza anche in sede civile verso la ASL RM G affinchè un impegno tanto vitale per l’intera comunità sia rispettato, posto che il TAR lo ha ritenuto fondamentale per giudicare legittimo l’accorpamento dei reparti.
Rinnoviamo il ringraziamento ai cittadini che hanno sottoscritto l’avvio della procedura e i legali per l'assistenza professionale.

APPELLO AL CONSIGLIO DI STATO. Abbiamo inoltre dato mandato agli avvocati di intervenire ad adiuvandum nell'appello al Consiglio di Stato in altro ricorso proposto dai menzionati Comuni che, dopo il nostro pressing durato 6 mesi, hanno deciso di andare avanti, ma inspiegabilmente conferendo incarico ad un nuovo legale.
Stiamo appellando al Consiglio di Stato la sentenza con la quale il TAR ha rigettato la richiesta di annullamento dell’Atto aziendale della ASL RM G del 2015 sull’accorpamento di ostetricia, ginecologia, pediatria e neonatologia dall’ospedale di Colleferro a quello di Palestrina.

RICORSO STRAORDINARIO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Nel 2015, sempre a seguito della soppressione dei suddetti reparti (ricordiamo che gli ultimi 2 erano esclusi dal trasferimento a Palestrina), abbiamo depositato un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, dove il contenzioso - ancora trattenuto in decisione - viene definito in un unico grado, su parere del Consiglio di Stato, e deciso con decreto del Capo dello Sato.
Questo il quadro delle nostre azioni nelle sedi giudiziarie accompagnate da altre iniziative del Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” - Coordinamento territoriale per far conoscere ai cittadini la reale situazione della sanità locale e le maggiori problematiche della ASL RM5 presenti da anni e non ancora risolte, come l'abbattimento delle liste di attesa e la medicina territoriale.
Con riferimento in particolare all'ospedale di Colleferro preoccupa l'avvicinarsi del periodo estivo e la difficoltà della Direzione sanitaria a garantire il mantenimento delle sedute operatorie pluridisciplinari e quelle di emergenza e urgenza, strettamente collegate all’operatività del Pronto soccorso. I propositi di ulteriore accorpamento di posti letto del reparto di otorino per carenza di operatori sanitari da Colleferro all’ospedale di Tivoli ripropongono con forza la decisione della Regione di affrontare il problema della carenza di organico.
Colleferro, 17.5.2018

Gabriella Collacchi e Ina Camilli, Portavoce e Coordinatore del Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” – Coordinamento territoriale

Leggi tutto...

Gettano la Rete, ma i pesci non abboccano

Anagni Piazza Cavour 350di Antonella Necci - È inutile. Non si può fare a meno di parlarne. Tutti lo fanno, e in modo contrastante. Dunque, anche se l'idea di distaccarsi dai misteri anagnini, per esporre altri avvenimenti, è ancora forte, come si fa a non dibatterne?

Le notizie di questi ultimi due giorni, una riguardante la nuova udienza per il processo di peculato ai danni di Franco Fiorito, in data 17 gennaio 2017, dove si sta palesando l'innocenza di Fiorito, si va divinamente ad amalgamare con l' abbandono della maggioranza del consiglio comunale anagnino da parte di Simone Ambrosetti, avvenuta in data 18 gennaio 2017, ma che sarà resa ufficiale solo questa sera, mentre insieme alla compagine della Rete dei cittadini andrà a festeggiare la ritrovata libertà di poter fare parte della minoranza. Che poi quella minoranza ha il suo stesso colore ideologico. E Ambrosetti si è sempre sentito un incompreso in questi due anni e mezzo sia nelle file della maggioranza che nelle mancate considerazioni da parte del sindaco Bassetta.


Rettificando quanto scritto dai giornali che Simone Ambrosetti fosse mai stato candidato a sindaco nelle comunali del 2014, vorrei ricordare che, invece, aveva cercato, lui e tutta la Rete, prima di inserirsi nella coalizione di Roberto Cicconi per poi spostarsi dalla parte di Fausto Bassetta, perché ad occhio e croce aveva qualche carta in più per vincere.

Dunque viene logico, e anche matematico pensare che l'abbandono della maggioranza sia un chiaro messaggio a chi sta per ritornare sulla scena politica. Quel Franco Fiorito che tanto bene aveva fatto al fondatore della Rete dei cittadini, quell'Enzo Colantoni che con Bassetta non è riuscito a cavare fuori nemmeno uno straccio di assessorato. Nemmeno l'assessorato più scadente. Niente.
Il rientro in pompa magna di tanti personaggi che hanno creato danni alla comunità è atteso da molti nella Città dei Papi. Del resto, come dare loro torto?
L'epoca di barbarie in cui viviamo fa vedere le persone oneste come degli emeriti farabutti, rei di scrivere "qualcun altro" con l'apostrofo, oltre che rei di non adeguarsi a determinate richieste sia da parte della servile compagine giornalistica che della cosiddetta classe politica frusinate.

Così mentre alcuni giornalisti, chiamati autorevoli, fingono di bacchettare Anagni e tutti gli anagnini per non aver staccato il cordone ombelicale da Franco Fiorito, colgono l'occasione, nel medesimo articolo, ma anche in altri, per "infastidire" con rimproveri e consigli politici il primo cittadino del medesimo paesino, dimenticando di aver detto in altri punti e in altri articoli che la stampa deve riportare i fatti, puri e semplici, senza esprimere giudizi personali.

Ma si sa, il passaggio del cervello dall'età adolescenziale a quella adulta è un mistero sul quale molti scienziati dibattono. Quando il cervello perde materia grigia a favore di quella bianca? Attorno ai 20 anni? Attorno ai 30?
In alcuni individui questo passaggio purtroppo è molto ritardato. Essi mantengono ancora intatti i comportamenti dell'età scolare.
Poco importa se la loro vita sociale li porta a dirigere qualche piccola emittente provinciale, qualche giornaletto di gossip politico, insomma li porta erroneamente a credersi importanti.
Nel loro intimo, nascosti nella loro stanzetta, continueranno a giocare con la stessa macchinina che avevano da bambini, pensando che Sigmund Freud aveva ragione, quando diceva che la ricerca della potenza e dell'affermazione sociale sono di origine fallica. Basta solo pensare a Napoleone Buonaparte.

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it

 

Leggi tutto...

Gettano la Rete, ma i pesci non abboccano

Anagni Piazza Cavour 350di Antonella Necci - È inutile. Non si può fare a meno di parlarne. Tutti lo fanno, e in modo contrastante. Dunque, anche se l'idea di distaccarsi dai misteri anagnini, per esporre altri avvenimenti, è ancora forte, come si fa a non dibatterne?

Le notizie di questi ultimi due giorni, una riguardante la nuova udienza per il processo di peculato ai danni di Franco Fiorito, in data 17 gennaio 2017, dove si sta palesando l'innocenza di Fiorito, si va divinamente ad amalgamare con l' abbandono della maggioranza del consiglio comunale anagnino da parte di Simone Ambrosetti, avvenuta in data 18 gennaio 2017, ma che sarà resa ufficiale solo questa sera, mentre insieme alla compagine della Rete dei cittadini andrà a festeggiare la ritrovata libertà di poter fare parte della minoranza. Che poi quella minoranza ha il suo stesso colore ideologico. E Ambrosetti si è sempre sentito un incompreso in questi due anni e mezzo sia nelle file della maggioranza che nelle mancate considerazioni da parte del sindaco Bassetta.


Rettificando quanto scritto dai giornali che Simone Ambrosetti fosse mai stato candidato a sindaco nelle comunali del 2014, vorrei ricordare che, invece, aveva cercato, lui e tutta la Rete, prima di inserirsi nella coalizione di Roberto Cicconi per poi spostarsi dalla parte di Fausto Bassetta, perché ad occhio e croce aveva qualche carta in più per vincere.

Dunque viene logico, e anche matematico pensare che l'abbandono della maggioranza sia un chiaro messaggio a chi sta per ritornare sulla scena politica. Quel Franco Fiorito che tanto bene aveva fatto al fondatore della Rete dei cittadini, quell'Enzo Colantoni che con Bassetta non è riuscito a cavare fuori nemmeno uno straccio di assessorato. Nemmeno l'assessorato più scadente. Niente.
Il rientro in pompa magna di tanti personaggi che hanno creato danni alla comunità è atteso da molti nella Città dei Papi. Del resto, come dare loro torto?
L'epoca di barbarie in cui viviamo fa vedere le persone oneste come degli emeriti farabutti, rei di scrivere "qualcun altro" con l'apostrofo, oltre che rei di non adeguarsi a determinate richieste sia da parte della servile compagine giornalistica che della cosiddetta classe politica frusinate.

Così mentre alcuni giornalisti, chiamati autorevoli, fingono di bacchettare Anagni e tutti gli anagnini per non aver staccato il cordone ombelicale da Franco Fiorito, colgono l'occasione, nel medesimo articolo, ma anche in altri, per "infastidire" con rimproveri e consigli politici il primo cittadino del medesimo paesino, dimenticando di aver detto in altri punti e in altri articoli che la stampa deve riportare i fatti, puri e semplici, senza esprimere giudizi personali.

Ma si sa, il passaggio del cervello dall'età adolescenziale a quella adulta è un mistero sul quale molti scienziati dibattono. Quando il cervello perde materia grigia a favore di quella bianca? Attorno ai 20 anni? Attorno ai 30?
In alcuni individui questo passaggio purtroppo è molto ritardato. Essi mantengono ancora intatti i comportamenti dell'età scolare.
Poco importa se la loro vita sociale li porta a dirigere qualche piccola emittente provinciale, qualche giornaletto di gossip politico, insomma li porta erroneamente a credersi importanti.
Nel loro intimo, nascosti nella loro stanzetta, continueranno a giocare con la stessa macchinina che avevano da bambini, pensando che Sigmund Freud aveva ragione, quando diceva che la ricerca della potenza e dell'affermazione sociale sono di origine fallica. Basta solo pensare a Napoleone Buonaparte.

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it

 

Leggi tutto...

Violenza donne: a Frosinone nasce prima rete territoriale

onebillionrising 350 260Dichiarazioni di Daniela Bianchi e di Fiorenza Taricone

BIANCHI (PD): Violenza donne: a Frosinone nasce prima rete territoriale. Firmato protocollo tra soggetti locali e Regione Lazio. Portati da 500 mila a 4 milioni i fondi regionali per contrastare il fenomeno.

La violenza sulle donne può essere sconfitta - dichiara Daniela Bianchi, Consigliera regionale PD e vice-presidente della Commissione Cultura - solo mettendo insieme risorse, esperienze e competenze di un territorio. Da questa idea nasce proprio a Frosinone la prima rete provinciale antiviolenza, composta da Comuni,Provincia, Regione, associazioni, sindacati, Prefetto, Questura, Comando dei carabinieri, ASL, Università di Cassino e il mondo della scuola.

Il protocollo sottoscritto stamattina presso la Prefettura di Frosinone dall'Assessore regionale alle Politiche Sociali Rita Visini e da tutti gli altri soggetti coinvolti è un punto di svolta per prevenire atti di violenza e per tutelare le vittime. Per troppi anni enti diversi, pur lavorando bene, avevano difficoltà nel collaborare. Questo significava sovrapposizione di servizi e competenze, lentezza nella presa in carico delle vittime.

Oggi, grazie al grande impegno di tutti, le cose sono cambiate: una donna potrà denunciare un abuso e potrà subito avere una rete di servizi locale e nazionale: dalla protezione ,all'accoglienza, alla tutela legale fino all'inserimento lavorativo. Con il protocollo saranno studiate anche le cause di un simile fenomeno con un piano annuale che raccoglierà dati, farà ricerche e avvierà campagne di sensibilizzazione e informazione, a partire dalle scuole.

Tutto questo nasce sia dalla legge regionale n. 4 del 2014, di cui sono stata firmataria, che ha istituito proprio le reti locali, e sia dal forte impegno dell’Assessorato alle Politiche Sociali che ha portato da 500 mila euro e 4 milioni di euro i fondi per contrastare la violenza di genere.

Rivolgo un particolare ringraziamento ai tanti volontari e operatori del territorio per questo impegno costante. Ho avuto modo di lavorare con loro durante la stesura della legge. In quell'occasione aprimmo un tavolo provinciale con la consapevolezza che solo unendo le forze si poteva combattere efficacemente la violenza di genere. Da quel primo passo, ne sono stati compiuti tanti altri, che oggi fanno del Lazio una regione più sicura e capace di contrastare le discriminazioni di genere.-

FIORENZA TARICONE

La firma del Protocollo d'intesa per la rete provinciale anti violenza, di cui sono stata stamattina una delle firmatarie, come Rappresentante dell'Università di Cassino e Lazio Meridionale, con delega del Rettore Ciro Attaianese, e come Consigliera di parità della provincia di Frosinone, ha rappresentato un ottimo esempio di come lavorare in rete sinergicamente sia possibile.
Dopo almeno due anni di lavoro, - dcihiara ancora Firoenza Taricone Presidente del Cudari (Centro Universitario Diversamente Abili Ricerca Innovazione)Università di Cassino e Lazio Meridionale
Consigliera parità provincia di Frosinone - dopo la conclusione del Progetto Astrid contro la violenza di genere, presso l'ASL di Frosinone, con la caparbia volontà di non sprecare tutte le competenze acquisite, si è deciso di continuare ad incontrarci e lavorare, gratuitamente. La firma del Protocollo non rappresenta certo un annullamento delle differenze di tutti i soggetti del territorio coinvolti, semmai la loro composizione e valorizzazione. Il confronto, e anche scontro di posizioni diverse fra istituzioni, forze politiche, sindacali e associazioni, si è svolto sempre in maniera rispettosa, come una palestra di democrazia, esempio oggi raro.
La presenza femminile nei posti di vertice, con il Prefetto Emilia Zarrilli, la Direttrice ASL, Isabella Mastrobuono, l'Assessora Rita Visini, credo abbia fatto e continui a fare la differenza, non solo perché le donne hanno dalla loro una maggiore sensibilità, con il rischio di diventare pietiste, ma perché il percorso per giungere a posti di responsabilità è stato certamente difficile e una volta arrivate non hanno dimenticato il proprio genere. Rappresentano quindi un valore aggiunto.
Le associazioni soprattutto, che si scontrano ogni giorno con realtà tutt'altro che romantiche, sono l'espressione più alta di una società civile che non si piange addosso e critica solo senza fare nulla personalmente.
Il Protocollo è un punto di arrivo di tutto questo lavoro e un punto di partenza per quel che verrà, di concreto e pratico da attuare mediante i tavoli tecnici.
Un augurio per noi tutte e tutti.

Leggi tutto...

Le Istituzioni e la difesa delle donne dalla violenza

FiorenzaTaricone 350 260Un otto marzo lungo un anno dicono le donne del PD di Frosinone. Lo aspettiamo e lo aspettano, soprattutto, le donne.
Per oggi unoetre.it, attraverso un'intervista alla Consigliera di Parità della Provincia di Frosinone pone all'attenzione di tutte e di tutti un promemoria costituito da un solo punto. Le Istituzioni come si occupano delle donne?

Un mese fa, circa, abbiamo incontrato la Consigliera provinciale di parità di Frosinone, professoressa Fiorenza Taricone per conoscere, dopo il lancio del suo appello il 22 dicembre 2014, seguito all'assassinio della professoressa Gilberta Palleschi di Sora, le iniziative intraprese e come mettere in rete le attività di tutte le associazioni impegnate nella lotta alla violenza contro le donne. Ora pubblichiamo una seconda intervista alla Consigliera Taricone sul ruolo che hanno e che dovrebbero avere le Istituzioni e le forze politiche per combattere con sempre maggiore efficacia la violenza sulle donne e impedire il femminicidio.

 

 

 

 

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici