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E revocarono la scorta a Capitan Ultimo...!!

Capitan Ultimodi Antonella Necci - Capitano Ultimo, ufficiale dei carabinieri che arrestò Totò Riina, ha annunciato tramite il proprio account Twitter l’avvio della procedura per la revoca della sua scorta nonostante sia stato più volte minacciato di morte dalla Mafia: “Nessun pericolo, la Mafia non c’è più, è stato un gioco – ha esordito – Tutti invitati alla prossima cerimonia: via la tutela al Capitano Ultimo, in fondo se l’è cercata, e basta indagini, non servono più“. Già un anno fa al Capitano Ultimo gli era stata revocata la scorta, salvo poi essergli stata restituita lo scorso giugno dal Tar del Lazio a seguito di un suo ricorso. Il colonnello ha pubblicato anche la notifica del documento originale che ha ricevuto poco prima, in cui è scritto: “Comunicazione di avvio* del procedimento di revoca, ai sensi dell’articolo 7 della legge 241/1990”. Secondo il documento non ci saprebbero “specifici indicatori di rischio riferiti alle ipotesi di pericolo o minaccia“.

Sempre secondo Ultimo, questa “è la visione di UCIS e del comando generale Carabinieri. Per loro la mafia, Bagarella e Matteo Messina Denaro non sono un pericolo attuale per il Capitano Ultimo – si legge anche su Il Fatto Quotidiano – Se l’è cercata come Falcone e Dalla Chiesa“.

Una decisione che arriva nella stesso giorno in cui la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo ha respinto il ricorso presentato dall’Italia e ha chiesto che si cambi la legge che vieta benefici e sconti di pena per i condannati all’ergastolo. Una sentenza che potrebbe portare a ricorsi da parte delle 957 persone che si trovano in carcere con fine pena mai per reati gravissimi come Mafia e terrorismo.

Indignata, per l’ennesima revoca della protezione, Rita Dalla Chiesa che già si era schierata in passato a fianco del Capitano. Su Instagram ha commentato: “La Mafia non esiste più…dicono. Ma le persone perbene non ci stanno. E chiedono immediato reintegro di protezione per un ufficiale dei Carabinieri al quale tutti dobbiamo moltissimo. Perché questo silenzio, intorno a lui? Mi aspetto che anche tutti quelli che, contrariamente a lui, la scorta ce l’hanno, prendano posizione e gli esprimano solidarietà. Sarebbe un gesto di grande importanza nei confronti di Ultimo...” un riferimento, forse neanche troppo velato, a Roberto Saviano e alla sua scorta, da anni diventato un casus belli anche grazie alla capacità polemica dello scrittore.

Ci siamo già occupati della vicenda e siamo determinati ad occuparcene di nuovo, senza sosta, perché le ingiustizie non si ripagano con il silenzio, ma con le parole ben assestate.
Non sarà certo sfuggita l'importanza che Capitano Ultimo ha assunto, suo malgrado, nelle indagini riguardanti il padre di un uomo politico, ex Pd ed ex rottamatore, il quale, proprio all'indomani della sconfitta di un certo referendum, si scagliò proprio contro il colonnello De Caprio chiedendone la testa.

Il quale Colonnello invece di fare come certi presunti scrittori che la scorta ce l'hanno non si sa proprio a quale titolo, si getta a capo fitto in indagini che tendono a smascherare davvero la corruzione.
De Caprio ha il difetto di voler debellare mafia, corruzione, ingiustizie in uno stato dove i ricercatori universitari perdono lavoro e fondi europei assegnati a loro progetti, perché all'università presso la quale lavorano fanno gola 7,2 milioni di euro**.
Nemmeno nel Brasile di Bolsonaro accadono certe cose.
È alla luce di tante piccole inezie come queste che lo stato ha stabilito che non esiste più né mafia né corruzione,firmando la condanna a morte di un fedele servitore dello stato e tenendosi ben stretti e protetti coloro che hanno spacciato le presunte ingiustizie subite come stimate inflitte sui loro martoriati corpi.
Del Colonnello De Caprio si sente parlare raramente. Poco si sa di lui. La sua riservatezza fa parte del suo mestiere di Carabiniere. Presumo che gli costi molto dover denunciare cosa gli sta accadendo. Ma lo fa perché l'ingiustizia è palese. E lo fa pubblicando la sentenza che da il via alla procedura della revoca della scorta, che gli era stata rassegnata dolo a giugno 2019 e solo dopo il ricorso al Tar del Lazio.

 

 

*

L'avviso di revoca

 

**Università Sapienza, la storia del ricercatore privato della carriera e di un progetto milionario (da linkiesta.it) https://www.linkiesta.it/it/article/2019/10/10/sapienza-europa-tar-universita-ricercatore-roma/42107/

 

 

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