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La nostra vita nella valle avvelenata del Sacco

 Iniziativa di: Associazione Medici di famiglia per l’ambiente e Comitato residenti Colleferro

TamaraZanella testimonianzaPoco prima della dichiarazione di emergenza del Covid19, ignari di quanto sarebbe accaduto di lì a poco, ilLOFT.it, una piattaforma TV, ha realizzato un servizio sul degrado sanitario e ambientale della valle del Sacco, uno dei siti di interesse nazionale (SIN) più estesi e terzo per livello di contaminazione, con le testimonianze dei territori.

La prima voce è quella di Tamara Zanella, che racconta la dolorosa perdita del figlio, la storia coraggiosa di una madre che non avrà giustizia (vedi video)

Sempre più spesso le conseguenze dell’inquinamento e della contaminazione entrano di prepotenza dentro le case delle famiglie e minano la salute, il futuro, degli abitanti della valle del Sacco.
Il coronavirus non ha ancora cessato di mostrare i suoi mortali effetti incontrollati ed è come se nulla fosse cambiato, tanto meno il modo di affrontare, durante e dopo il covid, la questione ambientale. Trovare una soluzione politica, condivisa con i territori, per il risanamento ambientale, economico, sanitario e sociale significa trovare una soluzione per proteggere la salute pubblica.

Cosa si stava facendo per la prevenzione dei fenomeni illegali di sversamento nel fiume e la individuazione delle fonti di inquinamento prima che scoppiasse la pandemia? Sono state pianificate e adottate misure di sorveglianza e controllo del rischio sanitario? Nulla e dal nulla dobbiamo ripartire: il virus non ha cambiato la capacità di reazione delle Istituzioni in termini di intervento e risposta alle diverse forme di inquinamento tutt’ora presenti in queste zone della Ciociaria.

Il registro tumori regionale mai nato, il piano epidemiologico della valle del Sacco mai voluto. Due strumenti imprescindibili per dar vita ad un risanamento sanitario e senza i quali, verosimilmente questo è l'obiettivo, qualsiasi rivendicazione di rapporto causa-effetto della malattia resta pura chiacchiera o al massimo supposizione.

L’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo con l’infezione da Covid, che non è stata ancora debellata, può peggiorare l’impatto sanitario nella valle del Sacco, dove manca la certezza di una appropriata assistenza di medicina territoriale.

Associazione Medici di famiglia per l’ambiente
Comitato residenti Colleferro

 

Frosinone, 26.7.2020

 

 

 

 

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Link utili https://www.iloft.it/login   con:  Password:Valledelsacco; Video: https://www.iloft.it/playvideo/italiadoc_lazio3
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Sacco di pulci

Web Amazon

Web 350 mindi Stefano Balassone - Fleabag, (sacco di pulci) su Amazon Prime e giunta a tre stagioni, è una produzione BBC che, puntando agli smartphone dei giovani dai 16 ai 34 anni, appare solo in streaming. Protagonista Phoebe Waller-Bridge, una sorta di Litizzetto d’oltre Manica, carina quanto basta e pluripremiata commediografa.

Phoebe si spende, come tanti, in commerci precari, sesso variegato, taccheggio, approcci avventurosi, rapporti d’amore e d’odio fra parenti. Ma al di là della materia picaresca, il racconto è incisivo e il lato comico esplode grazie al costante ricorso al doppio piano di racconto. Intendiamo dire l’artificio per cui il protagonista si assenta per un momento dall’azione, volge lo sguardo in camera, vi fissa negli occhi e rivela i risvolti impliciti di quanto accade e, in Fleabag soprattutto, i suoi più intimi pensieri. Attraverso questi varchi lo spettatore viene trascinato dentro un universo di moventi, di non detti, di timori e obiettivi che generalmente non si confessano, se non sul divano della psicanalisi.

Accade così che le giovani spettatrici, impegnate a rompere il guscio dell’età ingrata, sentano nominare e, per così dire “normalizzare”, la propria materialità di intestini, ghiandole e vagine e si alleggeriscano di quanto celano a causa di timidezza o galateo.

Per contro, l’adolescente maschio ce lo immaginiamo stupito dalla rivelazione del backstage del femminile. Privilegio raro, cui si unisce la rassegna di modelli negativi del maschile, fragili o impettiti, ma tutti comunque un po’ ridicoli. Qui Phoebe si è tolta parecchi sassolini dalla scarpa, ma offrendo ai maschi qualcosa da imparare.

Da sottolineare che Fleabag, col suo linguaggio senza peli (ovunque), esibisce in Inghilterra le insegne del Servizio Pubblico pagato dagli abbonati, e con buone ragioni perché la tv commerciale mai rischierebbe di spingersi per prima oltre i confini del normale. Non ricordiamo traccia in Italia, sia Rai o altrove, di qualcosa anche lontanamente simile.

 

La Repubblica, Onda su onda, 25 febbraio 2020

 

Cronache Tv, Web, Film

 

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Fra le tante ferite inferte al fiume Sacco

verdiceccanorifiuti 350 minLa Federazione dei Verdi Europei di Ceccano a seguito di una segnalazione di alcuni cittadini ha effettuato nelle giornate del 07 e 08 febbraio un sopralluogo lungo il margine del fiume Sacco nei pressi di Via Mulino San Rocco adiacente le mura perimetrali dell’ex saponificio Annunziata.

Tenendo fede al proprio programma di vigilanza e di controllo al fine di tutelare il territorio e con esso la salute dei cittadini, conferma e segnala la presenza di un importante sversamento di acque reflue, dall’ inconfondibile odore, direttamente nel fiume Sacco, come testimoniato dalle foto a corredo. La prima cosa che ci siamo posti osservando la portata della condotta è quanti altri scarichi simili, nascosti e resi invisibili dalla folta vegetazione, possano esistere sia sul nostro territorio che fuori.verdifiumesacco 350 min

Infatti la nostra unica preoccupazione è intervenire affinché qualsiasi problema trovi una adeguata soluzione prima di individuarne le eventuali responsabilità, cosa che tra l’altro non è di nostra pertinenza. Nel corso del sopralluogo si è tra l’altro notato nelle vicinanze l’esistenza di un inizio di discarica abusiva facilmente visibile transitando lungo via Mulino San Rocco.

Pertanto come cittadini prima e poi come rappresentanti di una formazione politica che sulla questione ambientale ha deciso di non fare sconti a nessuno,chiede alle autorità competenti del territorio di effettuare un ulteriore sopralluogo per verificare al fine di provvedere a trovare una soluzione la più rapida e adeguata possibile.

Federazione dei Verdi Europei Ceccano

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Ascoltando il fluire delle acque del fiume Sacco

fiume sacco a ceccano 400 minBentornati tra le righe di questa rubrica. I disappunti di viaggio di questo numero li ho idealmente ascoltati dal fluire delle acque del fiume che percorre la nostra terra, il Sacco. Proprio il suono dell’acqua mi ha suggerito tutti i disappunti che il fiume stesso porta con sé, durante il suo viaggio in ciociaria. Un tempo florido, bello, pulito e occasione per un territorio rurale, oggi il fiume Sacco trasporta tutto il peggio possibile, tra sostanze inquinanti e malattie correlate ad esse. Certamente visto come un pericolo dalle persone che osservano il suo corso sinuoso tra le campagne ciociare, eppure se il fiume potesse parlare sarebbe il primo ad essere arrabbiato per quello che l’uomo ha fatto per lui.

Proprio questo ha stimolato la mia fantasia, immaginando una lettera aperta scritta da un corso d’acqua ai suoi conterranei, fiume che nasce placidamente nella periferia di Roma, costretto poi ad attraversare, per 87 km, uno dei territori più inquinati d’Italia. Nessuno sarebbe felice di fare un viaggio del genere, ma il Sacco è costretto, perché la natura gli ha riservato questo spazio di esistenza. Già dopo pochi chilometri i primi colpi bassi, nella zona tra Colleferro ed Anagni; una volta il fiume lì proseguiva la sua corsa portando dietro il bello della biodiversità della campagna laziale. Da qualche anno, invece, il povero Sacco è costretto a lambire delle rive poco accoglienti, che gli offrono solo sostanze che inquinano le sue acque. Ma continuando la sua corsa verso la bassa provincia di Frosinone le condizioni non migliorano. E ancora aziende, ancora criminali che continuano a colpire l’inerme Sacco con pesanti pedate in pieno volto.

“E passo Supino” -penserà tutti i giorni il nostro povero fiume- “e poi ancora Patrica, e Ceccano, fino ad arrivare a Ceprano dove incontro Liri, mio fedele compagno di sventure. Non avete alcuna pietà per questo povero vecchio fiume che vi ha dato la vita. Quante volte con le mie acque ho reso fertili i vostri raccolti; e quante altre ancora ho accolto i tuffi dei ragazzi che venivano a fare il bagno lungo le mie sponde. Ma oggi nessuno mi guarda più con gli occhi dell’opportunità, anzi, vedete in me il nemico giurato, il pulcino brutto e nero da evitare. Ma c’è qualcuno che si chiede cosa provo io ad essere maltrattato costantemente, metro dopo metro?

Nessuno mi vede come un essere animato, eppure sono fatto di acqua, materia principale per ogni essere vivente. Ma proprio alcuni di questi esseri continuano ad infangare il mio nome, costringendomi a portare nella vostra, anzi nella nostra terra, malattie, inquinamento e morte”.

Forse guardare un fiume come un soggetto che pensa e scrive delle parole per noi, suoi vicini di casa, potrebbe sembrare troppo. Ma credo sia necessario ragionare sull’opportunità che la nostra terra ha avuto dalla natura; non è un caso, infatti, che le grandi civiltà della storia siano nate nei pressi di corsi d’acqua. Ma per la Ciociaria la storia è stata ribaltata, per far fronte alla costante corsa al modernismo dell’industrializzazione senza vincoli. La cecità di una politica, offuscata dal facile bacino di voti da cui attingere, ha tradito la vocazione agricola del nostro territorio, modificandone ogni sua caratteristica, a partire chiaramenteinquinamento del sacco pompeo ordina piu controlli e convo 350 260 min dalle acque del fiume Sacco.

Oggi si parla tanto di bonifica e riqualificazione dell’intera Valle, ma in pochi sanno intercettare gli errori strategici che hanno portato al declino ambientale la nostra terra. Per questo ho immaginato queste parole di Sacco, un fiume che farebbe di tutto per tornare a dormire quello che era, perché è il primo ad amare la terra che ospita il suo corso.

Serve una visione nuova per tutta la zona della Valle del Sacco, che sappia mettere al centro del sistema le risorse, umane e naturalistiche, utili ad un nuovo sviluppo verde ed ecosostenibile. Una condizione necessaria per far ripartire la macchina socio-economica del territorio, smettendola finalmente di barattare la salute con il lavoro. Il Sacco è una risorsa, ma serve chi è in grado, a differenza di tanti anni fa, di vedere le opportunità future, senza costruire i castelli di utopie che hanno solo distrutto la Ciociaria.

È tempo di ripartire dalla nostra terra e dalle sue ricchezze, sta a noi intercettarle e riqualificarle.
Questo numero di “Disappunti di viaggio” si chiude con l’obiettivo puntato verso il futuro. Un obiettivo che ha, però, bisogno anche del suo glorioso passato per diventare realtà. Per questo vi invito di nuovo a segnalare i vostri disappunti, cosicché il viaggio verso il nostro futuro, il futuro della nostra terra, ci porti a costruire basi solide e grandi opportunità.

Ancora un saluto dal vostro viandante cronista, con l’appuntamento a mercoledì 4 dicembre, per un nuovo numero di “Ciociaria: disappunti di viaggio”

 

 

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A che punto è la bonifica del SIN “Bacino del fiume Sacco”?

inquinamento del sacco pompeo ordina piu controlli e convo 350 260 minRetuvasa e Coordinamento Interprovinciale - Incontro Pubblico con l’Ing Flaminia Tosini RUA del SIN - 22 novembre 2019 a Colleferro
In seguito all’Accordo di Programma Quadro del 6 marzo scorso si delinea una nuova fase per la bonifica del Sito di Interesse Nazionale (SIN) “Bacino del fiume Sacco”.

Dopo l’interruzione delle attività di inizio 2013 con il declassamento a competenza regionale, il ricorso al TAR da parte della regione Lazio che lo riporta a competenza nazionale, la fase di ri-perimetrazione, si giunge a stabilire il cronoprogramma e chi dovrà presiedere le attività connesse.

Il Comitato di Controllo composto da un responsabile del Ministero dell’Ambiente, della Regione Lazio, dell’Ispra, dell’Arpa Lazio avranno la funzione di supervisione.

Il 22 novembre 2019 presso la ex sala Konver di Colleferro in via degli Esplosivi alle ore 17.00 incontreremo l’Ing. Flaminia Tosini, Responsabile Unico dell’Attuazione (RUA) delle attività di bonifica del SIN per fare il punto della situazione sullo stato dell’arte.

Invitiamo alla partecipazione Cittadini, Associazioni, Amministratori, riportando uno dei punti cardine della Piattaforma preparata per la Vertenza Valle del Sacco a nome del Coordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute valle del Sacco e bassa valle del Liri al quale Retuvasa ha aderito: “Le forme di partecipazione che vogliamo attivare devono produrre una profonda e radicale innovazione organizzativa -un cambiamento del modo di funzionare delle istituzioni- capace di renderle più efficienti, di rendere più efficaci e giusti i processi decisionali.

Cabina di regia, informazione, formazione, educazione e partecipazione.

Sino ad oggi comitati e associazioni si sono dovute dedicare alla caccia delle informazioni, d’ora in poi il sistema delle informazioni pubbliche deve essere aperto, deve rivolgersi ai cittadini educandoli alla consultazione, rendendoli partecipi di ogni importante cambiamento. Deve essere strumento di educazione e formazione di una opinione pubblica consapevole, al servizio delle istituzioni e delle reti educative e culturali da cui dipende la formazione di cittadini consapevoli.”

Valle del Sacco, 18 novembre 2019

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Sacco inquinato. Finalmente il primo colpevole

schiuma nel Sacco 350da Lagambiente Lazio - Individuata e sequestrata azienda responsabile dell’inquinamento nel fiume Sacco con le schiume nello scorso novembre

Secondo quanto emerso dalla nota stampa divulgata questa mattina da Arpa Lazio (Agenzia regionale di protezione ambientale della Regione Lazio) il Comando dei Carabinieri forestali di Frosinone avrebbe sequestrato un’azienda di Patrica (FR), individuata come responsabile dell’inquinamento del fiume Sacco, corso d’acqua ricoperto per centinaia di metri da schiuma fitta tra il 24 e il 30 novembre 2018. Legambiente, fra quanti avevano raccontato l’annosa vicenda e inviato dettagliato esposto all’autorità giudiziaria, ringrazia quanti hanno potuto far emergere le responsabilità di quel disastro.

“Vogliamo ringraziare le autorità competenti, i Carabinieri Forestali e Arpa Lazio per aver analizzato lo stato dell’acqua elegambienteLazio 350qu portato all’individuazione dei responsabili di una delle vicende più brutte del territorio -commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio-. In quelle mattine di novembre abbiamo visto scene assurde di inquinamento che non devono ripetersi mai più. Il fiume Sacco è stato devastato negli anni dalla chimica e dalle illegalità con le quali venivano sversati i reflui industriali, ora emergono di nuovo tubature che bypassano i depuratori, sostanze chimiche di ogni genere sversate mentre il fiume ha bisogno solo di bonifica e risanamento ambientale attraverso l’attuazione del contratto di fiume e degli accordi del SIN (sito di interesse nazionale) per la bonifica”.

Da quanto emerso, tensioattivi, dilimonele, eucaliptolo, cinele, levomentolo sono le sostanze trovate in quei giorni nel fiume e nell’azienda poi sequestrata.

 

*Ufficio Stampa Legambiente Lazio

 

 

Il comunicato integrale dei Carabinieri

 I Carabinieri hanno diffuso un comunicato stampa per fare il punto della situazione ed evitare false attribuzioni di merito nella vicenda. (da pietroalviti.com)

“Nella giornata di ieri il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.) del Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone e la Polizia Provinciale di Frosinone, hanno eseguito un decreto, emesso dal GIP del Tribunale di Frosinone su richiesta della Procura presso il Tribunale di Frosinone, che dispone il sequestro dell’impianto di una nota società sita in Patrica, autorizzata al trattamento di rifiuti liquidi pericolosi e non pericolosi, per i reati di inquinamento ambientale, violazione di prescrizioni contenute nell’autorizzazione integrata ambientale e impedimento al controllo. L’indagine nasce a seguito dei funesti eventi d’inquinamento del Fiume Sacco, per scarichi anomali contenenti sostanze inquinanti accaduti nel novembre 2018, che tanto hanno allarmato la popolazione. Come noto, in data 24 novembre scorso e nella notte tra il 29 e il 30 novembre si sono verificati nel fiume Sacco sversamenti di sostanze che hanno dato origine a ingenti fenomeni schiumosi, rilevati nel centro abitato del Comune di Ceccano.

Il fiume Sacco era completamente ricoperto da una fitta coltre di schiuma bianca, lungo un percorso di centinaia di metri. Dalle prime indagini effettuate con l’ausilio dell’ARPA ed in particolare dai dati analitici trasmessi dai laboratori dell’Agenzia, è stato possibile individuare le sostanze contenute nelle schiume, e in particolare si è constatata la presenza di elevate concentrazioni di tensioattivi, elementi che possono determinare la formazione di schiume. In particolare Arpa Lazio ha rilevato la presenza di Alchilbenzensolfonati (LAS) e Alcansolfati (AS), per la categoria dei tensioattivi anionici, e Alcolietossilati (PEG) per la categoria dei tensioattivi non ionici. Non solo, Arpa Lazio, mediante approfondite analisi, è riuscita a verificare la presenza anche di altre sostanze, ovvero: Dilimonele, Eucaliptolo, Cjnele, Levomentolo. I risultati delle analisi di Arpa Lazio hanno consentito di risalire all’impianto oggetto del sequestro. Infatti analoghe analisi sono state effettuate sui reflui dell’azienda, nei quali sono stati riscontrati gli elementi rilevati sulle schiume presenti sul fiume Sacco.L’intero impianto, dunque, è stato ispezionato dal NIPAAF e dalla Polizia Provinciale, unitamente a tecnici Arpa Lazio. All’esito dell’ispezione, sono state rilevate numerose violazioni alle prescrizioni contenute nell’AIA. Violazioni non solo formali ma, come sottolineato dai tecnici Arpa Lazio, tali che potevano consentire all’impianto di poter scaricare reflui nelle condutture fognarie senza un trattamento. In particolare, sottolineano i tecnici dell’Agenzia, le violazioni di fatto non consentono di verificare né i quantitativi di rifiuti inviati a trattamento, né i quantitativi di acque reflue in uscita dall’unità di trattamento biologico, anche grazie all’assenza di un non corretto funzionamento dei contatori volumetrici/misuratori di portata previsti ai fini della tracciabilità dei rifiuti gestiti. A ciò si aggiunga che i controlli hanno altresì accertato la presenza di un bypass, che consentiva l’immissione di reflui liquidi non trattati direttamente nella conduttura ASI (bypass che è stato già oggetto di sequestro) nonché il rinvenimento di una tubazione “volante”, cioè non collegata stabilmente all’impianto, depositata sul suolo e collegata nella vasca di raccolta delle acque di piazzale (cd “di prima pioggia”) con la presenza di una pompa.

Ciò consentiva alla società di applicare prezzi estremamente vantaggiosi per lo smaltimento dei rifiuti liquidi. Inoltre si è verificato la presenza sui piazzali di sversamenti di acque industriali, colaticci e fanghi che confluiscono nella rete preposta alla raccolta delle acque meteoriche, per poi essere direttamente recapitate tramite condutture al fiume Sacco. Proprio in relazione alle attività esercitate sul piazzale Arpa Lazio sottolinea come tale rete non colletti acque meteoriche, come prescritto, nonché al reato di impedimento al controllo e di violazione delle prescrizioni contenute nell’AIA. Per impedire ulteriori sversamenti, l’impianto è stato sottoposto a sequestro mediante l’esecuzione del relativo decreto emanato dal GIP di Frosinone. L’azione dell’A.G. e della P.G. non si ferma all’odierno sequestro, nella consapevolezza che sono possibili altri sversamenti inquinanti. Continueranno dunque i controlli lungo il fiume Sacco da parte del Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone e della Polizia Provinciale di Frosinone, con una intesa attività di monitoraggio degli scarichi e degli sversamenti di reflui su tutto il corso del fiume ricadente nel territorio della Provincia di Frosinone, finalizzata alla prevenzione e repressione dei reati ambientali.”

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L'inquinamento del Sacco ancora in dibattito a Ceccano

unmomentodelconvegno 29mar19 mindi Valentino Bettinelli - L'inquinamento della Valle del Sacco ancora argomento di dibattito in quel di Ceccano. Nel pomeriggio di venerdì 29 marzo, la sala auditorium della biblioteca ha ospitato un convegno organizzato dall’associazione “Famiglia Futura” e dalla “Lega Consumatori”.

I lavori, avviati e moderati dall’Avv. Manuela Maliziola, sono stati seguiti da un pubblico numeroso e particolarmente attento sulla vicenda. Al Presidente del Consiglio Comunale di Ceccano, Marco Corsi, il compito di estendere ai presenti il saluto dell’Amministrazione e di richiamare l’attenzione su un tema che deve essere affrontato “al di fuori di ogni steccato politico, mettendo al centro la salute e il bene dei cittadini e del territorio”.

Primo intervento tecnico quell dell’Ing. Aldo Pierro che, attraverso una serie di slide, ha spiegato come si procede ad una bonifica, dal punto di vista geologico ed ingegneristico. “La Valle del Sacco si trova al centro della Valle Latina, chiusa da due schermi montuosi che incidono molto sulla circolazione dell’aria che, inevitabilmente ristagna nella zona. Il SIN del Sacco interessa 7000 ha di terreni, per lo più inquinati; contaminazione derivante dall’industrializzazione senza criterio di sostenibilità degli anni ‘60-‘70”.

Il Prof. Rudy Gargano, dell’Università di Cassino, ha affrontato il tema della bonifica delle acque: “La fitodepurazione è sistema efficace, ma bisogna evitare di sopravvalutare tale processo. Il problema della risoluzione attraverso le essenze arboree è rappresentato dal radicamento delle stesse.Radici che potrebbero far percolare gli inquinanti verso gli strati più bassi e verso le falde sotterranee*”. Ad avviso del Prof. Gargano “l’unica strada percorribile è quella della collaborazione interdisciplinare, al fine di creare un lavoro fondato su una visione sistemica del problema”.

Il tema dell’incidenza sulla salute pubblica è stato affidato al Dott. Giovanni Magnante (Associazione Medici di famiglia per l’ambiente), il quale ha affrontato il problema del29mqr19 maliziola 350 260 min particolato. “Queste polveri, sottili ed ultra sottili, creano mutazioni geniche nei cromosomi, portando inevitabilmente ad episodi cancerosi. L’inquinamento da metalli pesanti, sostanze velenose e polveri sottili causa anche numerose patologie a livello endocrino e cardiovascolare, specialmente tra i più giovani e nei neonati. I dati di incidenza sulla popolazione della nostra provincia sono doppi rispetto alla media nazionale”.

A chiudere gli interventi dei relatori, le parole del Prof. Roberto Persiani, responsabile della Chirurgia Oncologica mini-invasiva del Policlinico Gemelli. “La malattia è vista come un’ingiustizia. Diventa un'ingiustizia insopportabile quando si manifesta senza presenza di fattori di rischio, ma a causa di una condizione di inquinamento come quella della Valle del Sacco. Noi medici ci sforziamo per migliorare il nostro lavoro, ma contrastare le cause spetta a qualcun’altro”. Il Dott. Persiani ha fatto riferimento anche alla prevenzione: “Il panico e la disperazione investono quotidianamente chi si ammala e chi lo circonda. Il tumore va aggredito anche con la conoscenza, mettendo a disposizione delle persone gli strumenti per non rimandare ad una data che può essere tardiva”.

Dopo il prezioso sguardo scientifico sulla questione Valle del Sacco, spazio al dibattito e alle associazioni. Francesco Notarcola (Cittadinanzattiva) ha puntato il dito contro “una sanità assolutamente deficitaria”, richiamando i cittadini, affinché “diventino protagonisti di questa battaglia per il futuro”.
Anna Maria Tedeschi (Associazione Naturambiente) ha chiesto “un tavolo per la trasparenza, per il rispetto dell’Accordo di Programma per la bonifica del SIN Sacco. I soldi vengano effettivamente usati per i progetti citati nell’accordo”. Continua affermando che “i cittadini di uno Stato di diritto non dovrebbero mai essere costretti a dover scegliere tra lavoro e salute”.

Presente al convegno anche Roberto Rosso (Retuvasa), che ha annunciato “l’apertura di un Vertenza sul tema. Il 13 aprile ci sarà una manifestazione a Frosinone, nella quale trovare unità tra istituzioni, associazioni e società civile. L’area della Valle del Sacco è vittima di un inquinamento ambientale senza precedenti e di una piaga occupazionale dilagante. Bisogna trovare la congiunzione tra SIN e area di crisi complessa. Proprio per questi motivi, la necessità di aprire una vertenza di cittadini che hanno acquisito anche competenze, pronti a cambiare la situazione”.

Elisa Guerriero (Assessore all’ambiente del Comune di Ceprano) ha voluto chiarire delle cose in merito all’Accordo di Programma siglato da Ministero e Regione. “Il SIN Sacco è un’area che, negli anni, ha moltiplicato le sue problematicità. Questo accordo quadro è il risultato di una costante e pressante richiesta di attenzione avanzata dal Coordinamento dei Sindaci. I fondi stanziati rappresentano un punto di partenza e non certamente una fase di arrivo del percorso di bonifica”.

A chiudere gli interventi, il consigliere comunale di Ceccano, Luigi Compagnoni, che ha voluto raccogliere il suo pensiero in “tre parole chiave utili per risolvere insieme il problema: competenza, dati e piano”, esortando anche l’Amministrazione Comunale di Ceccano affinché si arrivi “a pubblicare i dati ambientale nella sezione trasparenza del sito istituzionale del comune”.

Manifestazione partecipata e densa di contenuti tecnici. Approfondimento garantito dalle personalità di spicco invitate da Famiglia Futura e Lega Consumatori. Un ulteriore passo di partecipazione civica ed associativa, affinché si arrivi ad una fattivo sblocco di una situazione che, con il suo decennale stallo, sta portando soltanto ad un costante deperimento dell’intera area della Valle del Sacco. Ora spetta alle Istituzioni il compito di rappresentare le istanze di cittadini esausti, continuamente colpiti dall’inquinamento derivante dalla contaminazione del suolo e dall’avvelenamento delle acque.

 

 

* La seguente frase "Radici che potrebbero far percolare gli inquinanti verso gli strati più bassi e verso le falde sotterranee" è stata rimossa per esplicita richiesta del Prof Rudy Gargano con le seguenti motivazioni che riportiamo integralmente.

«Spett.le Lega Consumatori Frosinone,
la presente per evidenziare l’errata comunicazione che state divulgando, utilizzando, purtroppo, la mia persona. Vi chiedo di rettificare ad horas quanto riportato sul Vs. sito WEB.
Invero, nella comunicazione inerente la conferenza sul degrado ambientale della Valle del Sacco del 29 marzo 2019, cui ho preso parte su cortese invito dall’avv. Maliziola (che legge per CC), sono attribuite alla mia persona –mediante virgolettato- affermazioni assolutamente mai sostenute:
“La fitodepurazione è sistema efficace, ma bisogna evitare di sopravvalutare tale processo. Il problema della risoluzione attraverso le essenze arboree è rappresentato dal radicamento delle stesse. Radici che potrebbero far percolare gli inquinanti verso gli strati più bassi e verso le falde sotterranee”.
La terza frase è assolutamente forviante e priva di alcun significato fisico. Infatti, le motivazioni addotte dallo scrivente nel succitato convegno erano del seguente tenore:
Solitamente le tecniche di fitodepurazione non possono da sole essere risolutive del problema della contaminazione dei suoli da lindano e metalli pesanti, poiché la capacità di intercettazione dei contaminanti da parte dell’apparato radicale dell’essenza erbacea a tal fine impiegate si limita agli strati di terreno più superficiali.
Purtroppo, a seguito del percolato lo spessore del terreno coinvolto dal processo di contaminazione è ben maggiore, al punto di poter interessare –ahimè- anche la falda. Questo comporta che le tecniche di phytoremediation devono essere coadiuvate da processi di bonifica più radicali, capaci di interessare gli strati di terreno più profondi. Un efficace esempio a tal riguardo è il soil flushing.
È evidente, pertanto, che il mio messaggio tecnico al convegno in epigrafe era di tutt’altra natura rispetto al Vs. comunicato, e mi duole constatare che la medesima errata dichiarazione è stata ripresa da alcuni quotidiani locali (e.g. L’Inchiesta del 2 aprile 2019) producendo sull’argomento disinformazione.
Resto in attesa di un Vs. pronta rettifica.
Con i migliori saluti
Rudy Gargano»

Leggendo questa richiesta è bene precisare che in essa si legge che è rivolta alla Lega Consumatori di Frosinone e ad un non precisato sito, quindi non riguarda né la carta stampata e se si vuole manco noi, visto che UNOeTRE.it non è il sito della Lega Consumatori di Frosinone come invece è sostenuto nell'email inviata dal professore.
Questo, va scritto, perché se è sempre giusto essere precisi ciò vale per chiunque, senza eccezioni.

_________________________________________

pagina aggiornata il 3 aprile 2019

 

 

 

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La bonifica del Sacco sia lavoro per tutti i disoccupati

platea26mar16 350 mindi Valentino Bettinelli e Maria Giulia Cretaro - Vertenza Frusinate alle prese con una nuova assemblea, ancora una volta capace di riempire il Salone di Rappresentanza della Provincia di Frosinone. Pomeriggio di martedì 26 marzo; all’ordine del giorno il nuovo accordo quadro per lo stanziamento dei fondi per le mobilità in deroga 2019. Ulteriore punto di discussione, l’opportunità occupazionale legata alla futura bonifica del SIN della Valle del Sacco. L'incontro inizia con più di un'ora di ritardo, in attesa di tutte le figure di rappresentanza contattate e dalle quali è mancata persino la cortese risposta.

L’apertura ,affidata come sempre al portavoce Gino Rossi, il quale, con triste consuetudine, punta il dito sugli assenti. “Tutte le sigle sindacali, i rappresentanti parlamentari e regionali del territorio sono stati invitati, ma non hanno raccolto l'invito. C’è rabbia per una evidente mancanza di comprensione da parte di chi non raccoglie le istanze di questo gruppo di lavoratori. Ancora oggi siamo da soli. Politici e sindacalisti non rispondono. Abbiamo tutte le prove che dimostrano questa latitanza indegna da parte di chi dovrebbe rappresentarci. Fa soffrire ancora di più la mancata informazione su un importante comunicato del 18 marzo, reso pubblico dalla Segreteria Nazionale della CGIL. Nel documento un chiaro riferimento alla gestione dei fondi riguardanti la mobilità in deroga per le 18 aree di crisi complessa e la loro immediata erogazione. Come può essere sfuggito all'attenzione dei delegati locali, nonostante le numerose richieste inoltrate da parte dei disoccupati?”
Unica risposta è stata la non necessità di ulteriori assemblee, a causa della mancanza di novità.

Vertenza Frusinate porta avanti la lotta, non solo come protesta ma sostituendosi all'evanescenza dei rappresentanti di riferimento. I Sindacati rimandano l'accordo quadro attendendo notizie dalla Regione e dal Governo. Ma dove sono le pressioni necessarie alla causa? Come operano affinché i tempi possano essere ridotti? Sembra che un possibile incontro per l'accordo potrà esserci tra Aprile o Maggio, un rinvio imbarazzante che non tiene conto della contingenza drammatica dei bisogni dei lavoratori.
Anche per un’altra circostanza molto attuale, i contatti tra i delegati di Vertenza e i Sindacati non hanno avuto l'attenzione in materia di politiche attive. Esist26marzo19 350 mine, infatti, un'occasione concreta creatasi grazie ai 53 milioni per la Bonifica della Valle del Sacco, tuttavia la materia non sembra ancora essere stata presa sul serio con azioni di interesse per i progetti già finanziati. Come può un'opportunità simile sfuggire all'attenzione di chi è deputato dai tesserati alla tutela del Lavoro?
Su questo tema Rossi affonda chiamando a raccolta “gli attori protagonisti della vicenda sui territori. Per noi la bonifica è un’occasione per ottenere quello che in tutti questi anni abbiamo chiesto a gran voce: il lavoro. I comuni e le amministrazioni devono rispondere per difendere i diritti del lavoro. I disoccupati devono sfruttare il megafono politico per rivendicare le proprie necessità”.

L’Accordo di Programma per la bonifica del SIN del Sacco, investe un’area vasta di 19 comuni in Provincia di Frosinone, da Paliano a Ceprano. 10 progetti che nei prossimi sei mesi dovranno essere caratterizzati per una futura bonifica. Le amministrazioni puntino su questa opportunità e facciano chiarezza sulle modalità di messa in opera degli interventi. Ancora una volta bisogna porsi delle domande: perché i Comuni, attraverso i loro consigli, non si sono resi parte attiva dopo che sono state escluse le assemblee elettive? Perché i sindacati non chiedono di essere coinvolti sfruttando i progetti per le politiche attive?
La conclusione dell'accordo è di dubbia chiarezza, ma c'è ancora modo di comprendere e monitorare il progresso di queste opere. Non dovrebbero però essere i disoccupati a ricordarlo alla classe dirigente.

Anche nei rapporti con il governo, Vertenza Frusinate recita il ruolo di intermediario. Di recente una delegazione ha incontrato il sottosegretario Claudio Durigon, il quale ha affermato che il ruolo politico del governo si è concluso con lo stanziamento dei 117 milioni in finanziaria. Secondo l’esponente della Lega la palla deve ora passare alle competenze tecniche per dirimere le questioni pratiche.
La Politica, per Vertenza Frusinate, sembra essersi persa tra Riunioni di Segreterie e Campagne Elettorali perenni, rinunciando al ruolo democratico affidato dai cittadini.
Gino Rossi ha annunciato un incontro in Prefettura per sollecitare gli interventi istituzionali in mancanza di risposte. L’occasione potrebbe consentire anche, a piccole delegazioni di disoccupati, di dialogare con le diverse strutture sindacali, approfittando dell'appuntamento offerto dal sit-in.
La sollecitazione è destinata anche al Presidente della Provincia Antonio Pompeo, perché recuperi un ruolo esecutivo, di cui lo ha privato l’istituzione del RUA, togliendo, così, tutto il peso che devono avere il territorio e i cittadini della Valle del Sacco. A lui il compito di attivare un tavolo, sull’esempio di quello a cui aveva già dato vita in passato, al fine di mettere in sinergia tutte le forze produttive in campo.

Ad ora almeno le parole sono aleatorie. Senza incertezze i disoccupati aspettano fatti concreti.

26 mar ’19 ore 17:51

 

 

 

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Ceprano verso il voto. Gli interventi previsti per la bonifica del Sacco

Ceprano bonifica Sacco mindi Ing. Elisa Guerriero - L’accordo di programma sul SIN Bacino del Fiume Sacco, siglato il 7 marzo u.s. tra il presidente della Regione Lazio e il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, rappresenta solo il primo passo per l’attuazione degli interventi propedeutici alla bonifica delle aree perimetrate con decreto ministeriale nel 2016. Per Ceprano rappresenta un momento storico: oltre 6.000.000 € per l’avvio degli interventi presso la ex-Stelvio, sia nella parte ricadente nel territorio di Ceprano che in quello di Falvaterra, presso la ex-Cartiera e presso la ex-Europress.

Tutti gli interventi saranno "sostitutivi in danno', ovvero, interventi dove il pubblico, dopo aver verificato l’inadempienza del privato a “bonificare le aree di proprietà”, si sostituirà a quest'ultimo. Il lavoro che ha portato a ottenere questo risultato è stato lungo e complesso. Sabato 23 marzo incontreremo i cittadini per spiegare come si è arrivati a questo traguardo, cosa comporterà l’accordo e come verranno spesi i soldi nel comune di Ceprano. In questi ultimi mesi l’ambiente è stato spesso evocato a uso e consumo di certe aree politiche. Alcuni, che un tempo denigravano il SIN, oggi inneggiano all’accordo. Quest’accordo non riguarda tutti i comuni e non è onnicomprensivo di ogni problematica ambientale. Afferisce alle matrici ambientali, all'acqua e ai suoli, cui la normativa, in senso stretto si riferisce per le bonifiche. Si è molto discusso nel merito di ciò che era presumibilmente scritto in questo atto, sovente, senza conoscere il lavoro compiuto nelle conferenze dei servizi, svoltesi dal 2014 sino al 2017 e probabilmente ignorando quello che gli enti stessi avevano richiesto.

Per questo motivo vogliamo confrontarci con i cittadini, per farli partecipi di ciò che sta avvenendo. Sicuramente è un atto perfettibile, ma siamo sicuri che, per le interlocuzioni avute con gli enti competenti che si sono occupati della stesura dello stesso, seguiranno degli "addendum" che dovranno includere alcune delle nostre richieste. In primis, la partecipazione dei soggetti coinvolti attraverso uno strumento partecipativo. Dopodiché, continueremo a sollecitare la pubblicazione del regolamento delle aree agricole. Uno strumento indispensabile anche per l’attuazione dello stesso protocollo. Quindi, l’emanazione del protocollo per le procedure operative per gli interventi edilizi in zona SIN. A dicembre abbiamo inviato una proposta, alla quale non è stata data una risposta o una controproposta. Infine, come previsto dalla normativa, la riqualificazione del personale in mobilità, che ha perso il lavoro, attraverso le opere di bonifica che si renderanno necessarie. Il lavoro insomma non finisce qui, ma siamo solo all’inizio.

 

 

 

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Sacco. Rossella Muroni: i cittadini devono essere coinvolti

Rossella Muroni 350 260 minAlla Camera dei Deputati, ieri 6 marzo '19 la Deputata Rossella Muroni ha posto al Ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, alcune questioni urgenti sui SIN. Sia per la Valle del Sacco, che così approda in Aulla in attesa che sia calendarizzata la "Mozione" che la Stessa Muroni con altri presentò il 4 dicembre 2018 e, sia sulle bonifiche di tutti i SIN sostentendo innanzitutto che "è urgente voltare pagina", per "fare le bonifiche, lavorare per la reindustrializzazione sostenibile, coinvolgere le comunità" dicendo "no all’autonomia differenziata sul risanamento ambientale". (in coda il testo integrale dell'interrogazione)

Così la deputata di LeU Rossella Muroni ha commentato la risposta del ministro Costa all’interrogazione a risposta immediata in Assemblea sulla Valle del Sacco a sua prima firma sottoscritta anche dall’on. Federico Fornaro.

«I Siti di interesse nazionale per la bonifica (SIN) sono davvero i buchi neri della nostra Repubblica, luoghi in cui per i residenti il rischio di mortalità è superiore di circa il 4% rispetto alla media nazionale. È urgente voltare pagina, dobbiamo fare le bonifiche e dare risposte concrete ai cittadini, su questo concordo con il ministro Costa. Ma i cittadini devono essere coinvolti e per farlo non basta una piattaforma on-line.

L’annunciato Accordo di Programma per il Sin del Fiume Sacco tra ministero dell’Ambiente e Regione Lazio, stando alle anticipazioni, si concentra solo su alcuni dei siti inquinati e solo nei comuni di Frosinone, Colleferro, Anagni, Ceccano, Ceprano e Ferentino. E per tutti gli altri siti inquinati e da bonificare di questo territorio quanto ancora dovremo aspettare? Tralasciando, o rinviando al 2023, gli interventi sui siti inquinanti e da bonificare della Valle del Sacco non toccati dall'Accordo non si risolverebbe il drammatico problema di inquinamento di questa fascia di territorio a cavallo tra le provincie di Roma e Frosinone. Che avrebbe diritto ad essere risanata e a ripartire puntando sulle sue vocazioni agricola, turistica e artigiana e su uno sviluppo equo, inclusivo e sostenibile.

Credo poi che i cittadini andrebbero coinvolti anche nelle scelte sulla reindustrializzazione dei siti. Tanto più che si spendono soldi pubblici e si ha l’opportunità di creare posti di lavoro attraverso la conversione ecologica dell’economia.

Da quando il Paese discute di autonomia differenziata, infine, il fronte delle bonifiche mi preoccupa ancora di più: credo che debba restare in capo al Ministero dell’Ambiente. Perché non esiste un’Italia di serie A e un’Italia di serie B. I territori vanno risanati tutti con lo stesso impegno.»

DI SEGUITO IL TESTO DELL'INTERROGAZIONE

Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare - Per sapere - premesso che:

nel fiume Sacco continuano a riversarsi, da oltre un ventennio, gli scarichi dei reflui di diverse attività industriali, senza alcuna depurazione e senza alcun controllo, come conferma il piano di gestione del bacino idrografico dell'Appennino Meridionale (al quale appartiene il fiume Sacco);

le cause di tale degrado sono ben individuate dal medesimo piano laddove nella azione si legge: Il fenomeno era ed è tuttora da attribuirsi alla mancata regolamentazione del sistema di scarichi da varia natura, in specie industriali. Ad oggi nell'area persistono condizioni di emergenza ambientale connessi ancora ad un sistema di collettamento e depurazione non idoneo o comunque non sufficiente a garantire standard qualitativi delle acque reflue compatibili con la tutela e salvaguardia delle risorse idriche;

dopo l’annuncio dei mesi scorsi, che annunciava l'imminente adozione di uno "strumento operativo per avviare il percorso di bonifica e reindustrializzazione nella Valle del Sacco. Giovedì 7/3/2019, verrà firmato in Prefettura l’Accordo di programma per il risanamento del SIN del Fiume Sacco, tra il Ministro dell’ambiente e il Presidente della Regione Lazio.

il valore complessivo dell’accordo è pari a 53.626.188 euro di cui 29,7 milioni per interventi di immediata attuazione e circa 24 milioni per attività da programmare e realizzare entro il 2023. La gestione degli interventi è stata affidata alla Regione Lazio per tutti gli aspetti tecnici che finanziari;

i fondi dovrebbero servire a bonificare e mettere in sicurezza solo alcuni siti inquinati e solo nei territori dei Comuni di Frosinone, Colleferro, Anagni, Ceccano, Ceprano e Ferentino. E tutti gli altri siti inquinati e da bonificare cosa ne sarà. A tal proposito si ricorda che sono presenti circa 121 discariche di rifiuti solidi urbani distribuite su tutto il territorio della provincia di Frosinone e presenti in n. 80 comuni sui n. 91 costituenti la provincia;

questo accordo appare l'ennesima beffa per un territorio devastato dall’inquinamento perché tralascia, o rinvia al 2023, gli altri interventi d bonifica dei molti siti inquinanti che senza la loro bonifica non si risolverebbe il drammatico inquinamento della Valle del Sacco.

al Ministro in indirizzo

di conoscere i criteri, e le modalità di esecuzione, con cui sono stati individuati gli interventi di immediata attuazione e quali siano previsti entro il 2023 dall’Accordo di programma per il risanamento del SIN del Fiume Sacco

MURONI, FORNARO

Fonte: il comunicato inviato da Laura Genga

 

Registrazione video dell'interrogazione in aula

 

 

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