fbpx
Menu
A+ A A-

E' odio l'astenzione sulla Mozione Segre, senza argomenti seri

mozione segre 350 mindi Antonella Necci - La mozione proposta da Liliana Segre non ha ottenuto l’unanimità, ma il Senato l’ha approvata con 151 voti favorevoli, nessun voto contrario e 98 astensioni
“Con questi presupposti, e non per togliere nulla alla senatrice Segre a cui va la mia vicinanza, ma a queste condizioni la Lega si asterrà dal votare questa mozione”. Con queste parola la senatrice leghista Stefania Pucciarelli ha annunciato il voto sulla mozione Segre per una commissione straordinaria contro odio, razzismo e antisemitismo, all’esame di Palazzo Madama.

Anche Forza Italia, con le parole di Lucio Malan, ha annunciato l’astensione dal voto: “Voteremo le nostre mozioni e ci asterremo su quella di maggioranza” a prima firma Segre.

Il voto è stato accolto con un lungo applauso da tutto l’emiciclo, che si è rivolto verso la senatrice a vita Segre.
“Speravo che sull’odio il Senato sarebbe stato festante e avrebbe trovato una sintonia generale”. Liliana Segre ha 89 anni e il numero 75190 tatuato sull’avambraccio. È sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz, dove invece è morto suo padre, lei solo bambina. Un anno fa, dopo essere stata nominata senatrice a vita dal presidente Mattarella, Segre ha presentato una proposta per istituire una “Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo e istigazione all'odio e alla violenza”. Sui suoi profili social riceve una media di 200 messaggi pieni di tutto questo – intolleranza, razzismo, antisemitismo, odio e violenza.
Oggi il Senato ha detto sì alla nascita della “sua” commissione, ma senza i voti di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia.

151 sono stati i senatori a favore, nessuno contrario, 98 gli astenuti. La vicepresidente della Camera Mara Carfagna, forzista, ha twittato: “La mia Forza Italia, la mia casa, non si sarebbe mai astenuta in un voto sull’antisemitismo. Stiamo tradendo i nostri valori e cambiando pelle”. Matteo Salvini, presente in Aula, ha dichiarato: “Siamo contro il razzismo ma non vogliamo il bavaglio”. Giorgia Meloni ha parlato di rischio regime.

La signora Segre, dopo l’applauso di Palazzo Madama, ha scelto parole delicate. “Ai più rabbiosi naviganti delle Rete suggerirei di convertire i loro aggressivi percorsi in navigazioni della bellezza. La vita è brevissima, abbiamo poco tempo davanti e mille cose interessanti a cui pensare. Usare anche un solo momento del proprio preziosissimo tempo per insultare il prossimo è un inutile spreco di energia vitale”.

 

 

fonte: rassegna stampa dal web

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Domande senza risposte

inquinamento del sacco pompeo ordina piu controlli e convo 350 260 minL’iniziativa promossa dalla Diocesi di Frosinone e da altre organizzazioni cattoliche a Frosinone sabato 5 ottobre e da questo giornale ampiamente riferita ha riproposto, soprattutto con l’intervento del Vescovo Ambrogio Spreafico che pose due questioni ormai ineliminabili: la trasparenza degli interventi durante la loro definizione e durante la loro attuazione e l’obbligatorietà di vedere in concreto risultati e miglioramenti. Così disse: «Il dramma della Valle del Sacco è frutto di più di cinquant'anni di silenzi. Il processo di bonifica va affrontato con una visione a lungo termine, altrimenti sarà l’ennesimo intervento palliativo e non concreto. Mi impegnerò personalmente a vigilare sui 53 milioni che saranno impegnati per l’avvio delle bonifiche dei siti previsti dall’Accordo di Programma di marzo».

A pochi giorni di distanza il 16 di ottobre c’è stato un clamoroso annuncio: «parte la bonifica della Valle del Sacco».
Il Tam-tam sui social si è immediatamente attivato lanciando due inequivocabili e contrapposti messaggi entusiasmi da una parte e dubbiosa diffidenza dall’altra: a partire dalle definizioni. Fra i più significativi si può citare quello di Gaetano Ambrosiano che precisa: «È messa in sicurezza e non bonifica. E comunque riguarda 8 siti industriali. 53mln e 16mesi? Per la discarica le Lame 100mln e circa 15anni. È propaganda ingannevole. L'ISPRA ha stimato il costo di bonifica della valle tra i 600 ed i 1000 mln di euro. Tutto relazionato ed agli atti.»
Fa eco Anna Rosa Frate che afferma: «in effetti e' vero. I 53milioni riguardano solo la messa in sicurezza. Lo dicono le carte».
Il realtà ad far nascere i dubbi è lo stesso comunicato del Ministero dell'Ambiente  al secondo capoverso così recita «La Valle del Sacco è il terzo sito più inquinato d'Italia. Oggi, grazie a un lavoro molto determinato e meticoloso, sono stati avviati i lavori per la bonifica: un cronoprogramma con interventi a breve, medio e lungo termine per mettere fine a questa pagina triste per il nostro Paese, in cui troppe aree soffrono ancora per le bonifiche mancate o in ritardo».

Fra esaltazioni della “giornata storica” e gridolini di gioia che inneggiavano al “finalmente si parte” si alzavano alcuni interrogativi da parte di Angelino Loffredi che così li postava su Facebook: «Belle parole, annunci roboanti, speranze largamente diffuse, oltre che auspicate, ma sarebbe necessario capirci di più. Retrospettivamente chiedo che ruolo hanno avuto le associazioni ambientaliste ed i consigli comunali nella redazione del progetto? Più in generale è possibile conoscere meglio il cronoprogramma? Anche perché esistono altri sette siti da bonificare. Con quale criterio verranno fatte le assunzioni? Quali garanzie ci sono per prevenire speculazioni al termine della bonifica? Non c'è alternativa alla trasparenza e alla partecipazione.»

UNOeTRE.it crede che siano domande non solo pertinenti ma fortemente motivate.
A distanza di giorni sono rimaste senza risposta. Mi auguro che porre questi interrogativi non suonino all’orecchio di qualcuno come ostacolo alla “cosiddetta bonifica” (?- l’odierna “politica del fare quel che gli pare" rifiuta domande e partecipazione).

I quesiti di Loffredi non pongono ostacoli, vogliono risposte a domande poste sul tappeto dai cittadini, tante associazioni e da quei sindaci inascoltati a fronte di quelli consultati che hanno ottenuto contributi elettorali o la messa in sicurezza di aree quasi sicuramente destinate all’edilizia. Come vogliono risposte le richieste dei disoccupati e dei sindacati a proposito di come cogliere questa occasione per utilizzare quote dei 53 milioni a fini di ricollocazioni nelle mansioni più semplici di tanti disoccupati di ogni età. Dove sarebbe l’ostacolo all’utilizzo delle somme stanziate? Nessuno si sforzi di “essere più realista del re”.
Non ci si può trincerare sempre dietro la generica motivazione delle “competenze”. Esse sono importanti se risolvono i problemi di tutti i cittadini, non solo di alcuni “più cittadini di altri”, perché quando ciò avviene non si parla di conoscenza e professionalità, ma si tratta di arroganza di potere. Se le decisioni non possono essere conosciute nelle loro motivazioni da tutti, allora significa che c’è qualcosa di sbagliato.

Chiudo con una mia domanda: ma quando si comincia a parare della bonifica del fiume Sacco senza la quale mai nulla si risanerà?

 

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Basta genericità senza interventi concreti e immediati

Industria ed ambientedi Angelino Loffredi – Dalla genericità alla concretezza. Con molta soddisfazione il giornale ww.unoetre.it in questo ultimo periodo rileva una lunga serie di prese di posizione e di iniziative attorno al tema inquinamento, su cui da tempo sta sollecitando interventi e proposte. La nostra iniziativa di Ceccano del 25 gennaio dunque produce effetti tali da mantenere ancora alta l’attenzione attorno alla grave questione. Registriamo infatti prese di posizione provenienti dal Movimento 5 Stelle, dal Sindaco di Ceccano e dal senatore Ruspantini. Certo sentire intervenire quest’ultimo attorno ai temi della sanità è sorprendente, visto che dal 2009 da Assessore alla provincia di Frosinone è ricordato come il più fedele pretoriano della Presidente Polverini, nel sostenerla appunto nella missione di disintegrare la sanità pubblica nella provincia di Frosinone: meno ospedali, meno posti letto, meno servizi, più privato, più sfruttamento dei dipendenti delle imprese private, più sofferenze per gli ammalati. Infausta opera proseguita purtroppo anche dal Presidente Zingaretti.
Come sottovalutare inoltre le convocazione straordinarie del Consiglio Comunale di Frosinone e del Consiglio Regionale del Lazio. Momenti che vanno evidenziati perché dopo anni di solitudine dell’associazionismo ambientale finalmente si sta facendo strada una sensibilità nell’interno delle Istituzioni?

Nel valutare positivamente queste novità e lasciando ai nostri lettori il giudizio sulle forze politiche e sugli amministratori che irresponsabilmente ancora tacciono, fiancheggiando gli inquinatori, è altresì necessario evidenziare alcuni tratti del confronto fra le parti che meritano essere evidenziati: prevale ancora una discussione generica, sostenuta da buone intenzioni, spesso dello scarica-barile ( Comuni contro la Regione, Regione contro il Ministero, i governanti di oggi contro quelli di ieri). Anche se importante, non mi sembra essere sta all’altezza della situazione la stessa discussione avvenuta in Consiglio Regionale. Per trasparenza ne riportiamo la sintesi non fatta da unoetre.it ma A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio.

La sottoponiamo alla vostra attenzione affinché chi legge possa elaborare un autonomo giudizio.
Questo è il documento votato dalla maggioranza «il Consiglio ha impegnato la Giunta regionale a: predisporre una Struttura di missione formata da personale specializzato in materia di bonifica di siti inquinati con il compito di dare corretta attuazione a tutte le azioni ad oggi programmate; promuovere il coordinamento di tutti gli interventi sulla Valle del Sacco a livello sanitario, ambientale, agricolo, di bonifica e di sviluppo, in accordo con gli altri enti; a farsi parte attiva nei confronti del Ministero per la redazione di un accordo di programma dettagliato e puntuale».

Questo è il documento proposto dal centro destra «istituire un Tavolo istituzionale sulla Valle del Sacco con la Presidenza del Consiglio dei ministri, l’Ispra, l’Arpa Lazio, la Città metropolitana di Roma Capitale, la provincia di Frosinone, le prefetture di Roma e Frosinone, le Asl competenti, i comuni ricadenti nella zona interessata e i Consorzi industriali, per approvare in Consiglio regionale, entro 180 giorni, un “Piano straordinario per la bonifica della Valle del Sacco”; ad attivare entro 90 giorni un “Piano straordinario di assistenza sanitaria per i residenti della Valle del Sacco».

«Il documento del Movimento 5 stelle, respinto dall'Aula, chiedeva tra l'altro alla Regione Lazio di firmare subito l'accordo di programma con il Ministero dell'Ambiente, di aggiornare i Piani di bonifica inserendo regole certe per le aziende che inquinano e di istituire una task force con le istituzioni coinvolte e la polizia provinciale di Frosinone per individuare i responsabili degli sversamenti illeciti».

Proviamo interesse invece al modo preciso, incisivo e propositivo di alcune dichiarazioni sentite e prese di posizione provenienti da persone che non vivono di politica, ma ugualmente impegnate nella ricerca scientifica e nella proposta.

La dottoressa Teresa Petricca, intervenendo nella discussione nel Consiglio Comunale di Frosinone ha dichiarato «Una morte su quattro è dovuta all^inquinamento, Ischemie cardiache in primis. A Frosinone tra marzo e settembre 2018 al Pronto soccorso del capoluogo su 436 accessi, il 69 % è per malattie cardiovascolare. A Frosinone bassa si sono registrati 314 casi. Il 72% contro il 28% di Frosinone alta. Il 61% degli accessi di Frosinone bassa proviene da Madonna della Neve»Ceccano fiume Sacco h260 min

Pregnante è la sollecitazione proveniente da Margherita Eufemi della Università di Tor Vergata «In particolare ritengo importante la proposta di uno screenig sanitario sopratutto negli adolescenti. In effetti considerando la pleiotropicità degli inquinanti presenti nella Valle del Sacco (metalli pesanti, solventi organici, composti organoclorurati, amianto, polveri sottili), che una pletora di ricerche scientifiche, li correlano nell’uomo a patologie di tipo cronico-degenerativo, ai tumori, alle disfunzioni dell'apparato riproduttivo, risulta imprescindibile una azione sanitaria, rivolta in particolare alle giovani generazioni, che valuti lo stato di contaminazione delle persone nei diversi contesti ambientali e gli eventuali effetti sulla loro salute. Quindi un’azione di screening sanitario permetterebbe una valutazione precoce del danno biologico causato da tali inquinanti, e quindi un immediato intervento di protezione sulla salute.
Importante altresì lo “svegliarino” di Elisa Guerriero, Assessora all’ambiente presso il Comune di Ceprano, rivolto al Ministero Ambiente a proposito della prevista bonifica di otto siti in provincia di Frosinone per i quali sono previsti complessivamente 53 milioni di euro..
“ avevamo richiesto la visione dell’Accordo di programma quadro prima della sottoscrizione. Chi farà, che cosa, come e quando nel Sin Bacino del Fiume Sacco, oggi, è ormai di vitale importanza. Perciò sono seguite già due note dove è stato rinnovato questo invito. Ancora due mesi di silenzio.
Noi gli impegni del 20 dicembre li abbiamo rispettati, ora - e siamo a ben 60 gg dopo l’incontro dal vivo - il Ministero, ben più strutturato di noi piccoli enti, dovrebbe fare quanto promesso, concordato e dovuto. Continuare a spostare le decisioni sul SIN SACCO e le relative discussioni altrove, fuorchè nell’unico posto deputato, nel MINISTERO, non fa altro che aggiungere confusione e creare inutili forme di esibizionismo».

Prima di concludere mi sento di rilevare che una coerente e continua lotta all’inquinamento va portata avanti tenendo conto contemporaneamente dell’inquinamento dei terreni, di quello delle acque, di quello atmosferico e delle azioni sanitarie di tipo preventivo e non affrontando fra questi solo un tema.
Per ultimo, anzi per primo, è necessario fronteggiare una emergenza, spesso dimenticata o comunque sottovalutata: l’area vicina al fiume riconosciuta come contaminata su cui esistono attività agricola e di allevamento. Non si può rimanere a guardare o girare la faccia da un’altra parte. E’ necessario al contrario intervenire.

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

35 anni fa un oscuro rapimento senza perchè

emanuela orlandi 350 260 mindi Elia Fiorillo - Emanuela Orlandi, una martire suo malgrado.
Bella, simpatica, quindicenne, con in testa tante fantasie che solo una ragazza di quell’età può avere. Le piaceva la musica, le amicizie con le coetanee, vivere insomma una vita intensa pensando al futuro. Qualche materia a settembre da “riparare” se l’era purtroppo assicurata. Il latino e il francese non erano le sue lingue preferite. La musica, invece, le piaceva tutta, se così si può dire. Nella scuola di musica che frequentava, a piazza Sant’Apollinare a Roma, seguiva corsi di pianoforte, solfeggio, flauto traverso e canto corale. Era proprio dotata di un buon talento musicale. E non era una passioncella passeggera. Lei da “grande” si vedeva musicista, magari famosa, a suonare nelle orchestre più importanti del mondo....

Famosa, Emanuela Orlandi, lo è diventata, ma non per le sue peculiarità artistiche. Per brutte ed oscure storie legate al suo rapimento avvenuto a Roma il 22 giugno del 1983, proprio trentacinque anni fa. Il 14 gennaio di quest’anno avrebbe compito cinquant’anni. Forse sarebbe stata sposata con tanti figli, o avrebbe consacrato la sua esistenza alla musica, o le due cose insieme. Chissà. Resta il fatto che Emanuela è una “martire” suo malgrado. Utilizzata perché cittadina vaticana, in un disegno ricattatorio ancora oggi, a distanza di tanti anni dal rapimento e dopo diverse inchieste giudiziarie e giornalistiche, non risolto. A lei, al suo ratto, ne viene collegato un altro, avvenuto un mese prima. E’ quello di Mirella Gregori, anche lei quindicenne, simpatica e sbarazzina con i suoi capelli ricci. Anche Mirella, come Emanuela, intuibilmente è piena di sogni e di speranza nel proprio futuro che si arrestò ad opera di delinquenti il giorno del suo sequestro.

Sabrina Minardi nel caso Orlandi è una testimone chiave, anche se a volte confusa per via della droga che ha assunto in abbondanza. È stata "la pupa", amante e confidente per un decennio, di Enrico De Pedis, il capo della banda della Magliana. Secondo lei il rapimento di Emanuela Orlandi sarebbe stato effettuato materialmente dal suo compagno, su disposizione del tanto discusso monsignore Paul Casimir Marcinkus, presidente dell’Istituto per le Opere di religione, la banca vaticana, dal 1971 al 1989. L’operazione, a detta della Minardi, doveva servire a far paura ai piani alti del Vaticano: “come se avessero voluto dare un messaggio a qualcuno sopra di loro”. Nel libro “Segreto criminale”, scritto dalla Minardi con Raffaella Notariale, c’è il racconto di quando De Pedis le mostrò un sacco in cui le disse che c’era la povera Emanuela. Il sacco venne buttato poi in una betoniera a Torvaianica.

Le versioni sul rapimento di Emanuela sono tante. Ritornano e s'intrecciano tra loro: la P2, lo Ior, il Banco ambrosiano, l'attentato a papà Giovanni Paolo II, i servizi segreti di mezza Europa. E i nomi che circolano sono sempre gli stessi. Pare certo, è la stessa magistratura italiana a confermarlo, che in Vaticano esista un dossier sulla vicenda mai consegnato ai giudici italiani.

L'unico, probabilmente, che può provare ad aprire spiragli di luce su tutta la terribile brutta storia è Papa Francesco. Di "miracoli" di chiarezza già ne ha fatti tanti, mettendosi spesso contro la Curia romana. La vicenda dei preti pedofili è la prova, provata, ad avviso di chi scrive, della determinazione del pontefice a fare pulizia. A non continuare nella spirale del "silenzio, per tutelare la Chiesa". È proprio l'incontrario. Sollevare i veli - a volte veri e propri enormi macigni - per dare credibilità alla Chiesa cattolica. Certo, non è cosa semplice, ma non è un caso se l'attuale pontefice viene "dall'altra parte del mondo". E della Roma curiale è estraneo alle lotte di potere. Non ha avuto a che fare con le "mafie" del passato. Quella detta di Faenza, a cui facevano capo il cardinale Casaroli, ed i cardinali Samorè, Silvestrini e Pio Laghi. E l'altra, facente capo a Marcinkus, alla quale appartenevano mons. Virgilio Levi, vicedirettore dell'Osservatore Romano, e mons. Luigi Cheli, nunzio pontificio presso l'ONU. Non ha niente a che vedere con storie incredibili tipo la sepoltura assurda di De Pedis, di religione buddhista, nella basilica romana di Sant'Apollinare.

Che c'entra la povera Emanuela con queste vicende? Sicuramente niente. Una pura combinazione sfortunata per lei. A trentacinque anni dal rapimento Emanuela si merita che venga fuori la verità. E Papa Francesco ci auguriamo che riesca a fare un ulteriore miracolo chiarificatore per questa giovane "martire".

Leggi tutto...

ATO 5, ingorda senza limiti

acquaprivatizzata 350 260di Angelino Loffredi - l’ATO5 seguita a sorprenderci. Ma per le decisioni peggiori.
Dopo aver privato i cittadini del diritto essenziale: l’erogazione regolare del flusso idrico, ora, in occasione delle festività, crea a tanti utenti sbigottiti una nuova “grana” Ovviamente molto discutibile.
Alcuni clienti, infatti, hanno ricevuto, come augurio natalizio, una sostanziale intimidazione perché il proprio contatore non è posizionato fuori la proprietà. Per tale proposito il Gestore all’incredulo malcapitato precisa di avere “la facoltà di imporre a spese dell’utente il cambiamento di posto del contatore “. Insomma per tante persone c’è il rischio di fare altre spese non previste.
A riguardo una considerazione sento di fare: un buon oculato Gestore, oltre tutto privo di concorrenza, avrebbe dovuto pretendere il posizionamento del contatore esterno alla proprietà non ora, con dieci anni di ritardo, ma nel momento in cui veniva sottoscritto fra le parti il contratto di fornitura. Oggi a tanti anni di distanza dimostra di non essere stato in grado di rendere esecutive le disposizioni previste proprio da quell’articolo 11 del Regolamento idrico al quale solo ora fa riferimento.
Non ci resta che scrivere “Poveri noi“
Abbiamo a che fare con un Gestore che si dimostra sciatto nelle procedure ed ingordo e contraddittorio nelle tariffe. E’ quando evidenzia una comparazione fra le bollette emesse dall’ATO5 e quelle pagate a ATO2(Roma), predisposto dal Coordinamento Acqua Pubblica di Frosinone. Anche se possono essere considerati gemelli i due ATO si comportano diversamente. Infatti per un consumo di 200 metri cubi nel Frusinate si pagano 684,53 euro mentre a Roma il costo è di 291,05 euro. La differenza si allarga molto di più se il consumo è di 300 metri cubi: nel Frusinate si pagano 1.270 euro mentre a Roma 516, 21. Ci troviamo dunque di fronte ad una eccezionale differenza !
Mario Antonellis, responsabile del suddetto coordinamento ha commentato tale diversità di trattamento nel seguente modo “ i poveri utenti ciociari sono spremuti come limoni con in cambio disservizi, vessazioni, minacce e nessun investimento “.
E’ impossibile dargli torto.

26 Dicembre 2017

Leggi tutto...

Chiude l'Ideal Standard: altri 500 senza lavoro

IdealStandard chiusadi Stefano Di Scanno - «Cessa l'attività all'Ideal standard di Roccasecca. La decisione è stata comunicata dai vertici societari della multinazionale alle segreterie nazionali dei sindacati, ai quali, è stato annunciato che saranno avviate tutte le procedure per arrivare alla chiusura del sito industriale. Un colpo mortale all'economia del territorio che coinvolge, tra dipendenti diret­ti e quelli dell'indotto, circa 500 famiglie»: la pesantissima notizia è stata diffusa ieri sera dai segretari generali di Ugl Chimici, Femca Cisl, Filtcem Cgil e Uilcem Uil Valente, Valeriani, Chiarlitti e Piscitelli.

Le organizzazioni dei lavoratori annunciano battaglia contro una decisione inspiegabile: «Le nostre preoccupazioni – spiegano i rappresentanti sindacali – e­spresse nei mesi scorsi per la mancata presentazione del piano industriale, erano purtroppo fondate. Si tratta di un provvedimento assurdo perché il sito di Roccasecca produceva ricchezza anche grazie ai sacrifici fatti dai lavoratori che hanno rinunciato a parte dello stipendio per garantire la produzione. La fabbrica di Roccasecca ha sempre lavorato bene sfornando prodotti di qualità e le commesse non sono mai mancate, tutto ciò ci lascia attoniti». C’è preoccupazione dunque per il futuro delle famiglie e per l’ordine pubblico visto che la scelta della società ha messo in subbuglio i lavoratori: «Faremo tutto quanto nelle nostre possibilità – sottolineano i segretari generali – affinché la multinazionale riveda la sua decisione. Sarebbe l’en- nesimo colpo mortale per l’intero territorio che ha già subito quello inferto dalla FCA qualche settimana fa. La nostra sarà una battaglia in tutte le sedi a fianco dei lavoratori e delle loro famiglie».

La risposta dei lavoratori

L’ordine partito ieri sera nello stabilimento tra le maestranze è stato quello di mettere in sicurezza gli impianti del ciclo continuo e di bloccare le uscite dei prodotti e di qualsiasi altra cosa. Una riunione urgente in fabbrica è stata utile per pianificare dalla giornata odierna l’avvio di una grande battaglia contro la chiusura col coinvolgimento dei media. L’incontro dai toni drammatici, alla presenza dei sindacati di categoria, del primo cittadino di Roccasecca, Giuseppe Sacco, si è protratta per ore.

Le reazioni

La decisione ha letteralmente gelato centinaia di famiglie del territorio ma ha anche sorpreso e scosso la politica.
«Mai in come questo momento le istituzioni devono fare la loro parte - ha incitato il primo cittadino roccaseccano -. E’ impensabile che dall’oggi al domani chiuda uno stabilimento di quella dimensione e soprattutto di quel valore in termini di qualità che ne fanno il fiore all’occhiello del nostro comparto industriale».
«Invito tutta la cittadinanza, anche quella dei comuni limitrofi, nonché tutte le classi sociali e le rappresentanze imprenditoriali e le associazioni dei commercianti - ha aggiunto Sacco - a partecipare alla manifestazione che è stata indetta per venerdì mattina alla dieci davanti lo stabilimento».
Per Carlo Maria D’Aessandro , sindaco di Cassino, è stato «un fulmine a ciel sereno. Un problema grosso al pari dei 532 interinali della Fiat che diventeranno 800 subito dopo le feste di Natale. La verità è che i sindaci hanno poche armi a disposizione per fronteggiare crisi indusriali di questa portata. Se non veniamo messi nelle condizoni di agire dal Governo centrale è impossibile essere propositivi sul territorio. Qui c’è Fiat col suo indotto, ci sono aziende di proprietà di multinazionali come appunto Ideal Standard e tutte queste realtà hanno bisogno di un piano complessivo che prenda di petto una situazione ormai critica. Quello di Roccasecca è un disastro annunciato e ne pagano le conseguenze i sindaci perché sono il terminale a cui queste persone si rivolgo giustamente e immediatamente».
«Esprimo la vicinanza umana e istituzionale ai tanti lavoratori della Ideal Standard di Roccasecca che nella giornata di oggi hanno ricevuto la più triste delle notizie: la chiusura dello stabilimento in cui lavorano - ha commentato il primo cittadino di Pontecorvo -. In questo stabilimento ci sono decine di concittadini di Pontecorvo ai quali il Comune non farà mancare la vicinanza e l'impegno istituzionale affinché questa giornata sia solo un brutto ricordo. Insieme ad altri sindaci del territorio e alle organizzazioni sindacali sia­mo pronti a qualsiasi forma di azione per tutelare il posto di lavoro dei tanti padri di famiglia che per anni hanno investito il loro futuro all'interno della Ideal Standard di Roccasecca».
«Assistiamo all’apertura di un’ulteriore ferita per il tessuto produttivo del nostro territorio - ha commentato il senatore del Pd, Francesco Scalia - interesserò immediatmente il minestro dello Sviluppo Economico affinché attivi immediatamente un tavolo per la gestione di questa crisi industriale».
«Ripeto una cosa detta per Fca - scandisce Luca Frusone, deputato del Movimento 5 Stelle - il nostro territorio non può basare la propria economia sulla manifattura a basso contenuto tecnologico. Lo stesso sito di Fca se non ci fossero altri investimenti tra 10 anni sarebbe del tutto superato. Bisognerebbe, qundi, ripensare il lavoro fondandolo sulla ricerca e sull’innovazione. Il fatto è che il governo centrale avrebbe dovuto da tempo adottare un parametro diverso spingendo l’industria verso l’eccellenza assoluta con alti livelli tecnologici. Cosa che attualmente non è. Siamo fermi ad una produzione non certamente avanzata e poco alla volta siamo diventati i “cinesi” d’Europa quanto a stipendi della manodopera. Ma pian piano ci saranno altri Pesi con lavoratori a costi inferiori. per questo le misure di sostegno e gli interventi di cassa integrazione servono a tamponare una situazione la cui tendenza si può invertire solo con un serio ripensamento».
«Da parte mia - ha concluso Frusone - va la totale solidarietà ai lavoratori. Parlerò anche con le altre forze politiche per decidere il da farsi. Anche e soprattutto perché la situazione è talmente drammatica dall’indurre tutti a superare le posizioni politiche per individuare le soluzioni».
Uscito per un attimo a tarda sera dalla riunione con i lavoratori, Enzo Valente, segretario provinciale dell’Ugl e da sempre in pri­ma linea nelle vertenze Ideal Standard (a Roccasecca come in altre parti d’Italia), riferisce dei dettagli dell’annuncio dei vertici aziendali: «Mentre Fca ha comunicato via sms il mancato rinnovo del contratto ai 532 lavoratori in somministrazione, nel nostro caso Ideal Standard ha usato un giro di telefonate alle 15 sui cellulari dei quattro segretari nazionali di categoria - spiega -. Siamo di fronte alla dimostrazione plastica di come alle lobby internazionali non interessino minimamente né i lavoratori, né le parti sociali, né i cittadini e tanto meno il Governo centrale. In un altro Paese, penso ad esempio ai confinanti transalpini, una cosa del genere non sarebbe accaduta. Telefonata oggi alle 15, col segretario anzionale.

L’azienda domani (oggi per chi legge - nda) aprirà le procedure di cessazione attività; decorreranno quindi 75 giorni di tempo prima dell’apertura della mobilità».

Lavoratori in assemblea permanente

Nello stabilimento di Roccasecca si ritroveranno questa mattina tutti i lavoratori che inizieranno un’assemblea permanente che, nella giornata di venerdì, si trasformerà in sciopero di 8 ore per ciascun turno con manifestazione davanti ai cancelli dalle ore 10. Il tutto in attesa di una convocazione al Mise per l’apertura del tavolo di crisi. Speranze di ribaltare la situazione ridotte ai minimi termini, rabbia per la decisione inattesa da mol­ti davvero tanta. Un sito storico chiude ed il colpo per il territorio è davvero devastante.

Leggi tutto...

Ceccano. Edifici dismessi e senza alcun utilizzo

ceccano palazzo antonelli 350 253di Manuela Maliziola Consigliera comunale URD Ceccano - “Immobili Comunali - Quale futuro per le scuole chiuse”-
Il patrimonio immobiliare rappresenta una grande ricchezza per gli enti pubblici, beni che se messi a sistema, ed adeguatamente utilizzati, possono rappresentare un’opportunità di sviluppo per il territorio. Può accadere, però, che la mancanza di programmazione, la miopia politica ed il non utilizzo degli stessi li faccia cadere in un profondo degrado, trasformandoli, di fatto, da ricchezza a peso economico per la collettività.
Questo è il caso di due storiche scuole della nostra città, nello specifico: il plesso di Borgo Berardi, scuola centralissima vicino alla quale insistono diverse attività commerciali, e la scuola dell’infanzia di Casamarciano, chiuse, a seguito di delibere commissariale, rispettivamente il 30.10.2014 ed il 15.10.2015. Sta di fatto che, dall’allora ad oggi, la maggioranza Caligiore non ha programmato alcun tipo di intervento e nessuna successiva organica riutilizzazione delle stesse, lasciando di fatto tali edifici nel completo abbandono e degrado.
Questa in pratica è stata la sintesi del dibattito scaturito durante l’ultimo consiglio comunale, a seguito della discussione dell’interpellanza da me presentata, come capogruppo dell’U.R.D. in data 6 aprile 2016, relativa al destino dei predetti stabili, una volta adibiti a scuole, sui quali le precedenti amministrazioni avevano investito anche in termini di ecosostenibilità, dotando, nello specifico, l’edificio di Borgo Berardi di pannelli fotovoltaici.
E’ evidente che in questo, come in altri argomenti, il Sindaco Caligiore, a 2 anni e mezzo dal suo insediamento, ancora navighi a vista e non bastano slogan d’effetto, ed i suoi rinomati scaricabarili, a coprire la propria incapacità politico-amministrativa in quanto questa città vive nel completo isolamento ed è palesemente bloccata.
A conferma di quanto detto è la pochezza delle esternazione fatte in Consiglio Comunale dal Vice Sindaco Massimo Ruspandini, il quale inserendosi nel discorso ha ricordato il “grande lavoro” svolto dall’attuale amministrazione, concretizzatosi in una delibera dell’ottobre 2016, decretante le linee guida per la dismissione e riqualificazione di alcune scuole. Atto questo, come al solito, non discusso nell’apposita commissione, in quanto trattandosi di beni della collettività il loro futuro deve essere deciso dalla maggioranza e dall’opposizione, che tuttoggi, paradossalmente, rappresenta la maggioranza dei cittadini di Ceccano. L’assenza di criteri nella gestione della cosa pubblica, che caratterizza l’amministrazione Caligiore, si denota non solo nelle grandi ma anche nelle piccole cose. Infatti, se da un lato è pienamente condivisibile l’assegnazione, se pur temporanea, ad una associazione di parte dei 200 mq della scuola materna di Casamarciano, dall’altro è opinabile il fatto che, stante la richiesta di tante associazioni operanti sul territorio di una sede, non si sia pensato ad assegnare alle stesse il residuo spazio, dando così un imput importante al mondo associazionismo.
Annunci a parte, di concreto non è stato fatto nulla di importante per la nostra città e l’immobilismo del Sindaco e della sua maggioranza è ormai noto a tutti.

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

PD: un partito sconfitto senza perchè né responsabili

  • Pubblicato in Partiti

partito democratico bandiera350 250di Diego Protani - Il PD ceccanese non solo non decolla, ma attende con ansia un congresso che da anni viene puntualmente rinviato.
Cocente è ancora la disfatta elettorale con il vincitore Caligiore e ad oggi non è mai stato fatto mai un esame politico e morale sulle dimissioni degli 11 consiglieri che commissariarono di fatto il Comune di Ceccano defenestrando Manuela Maliziola e la sua nuova giunta.
E, molti sono convinti che i consiglieri dell'epoca eseguirono solamente degi ordini dall'alto mandando al macero il proprio mandato elettorale.
E se il PD ceccanese non ride il PD provinciale è in lacrime. Ma le lacrime sono solamente degli iscritti e degli attivisti, di coloro che ci credono e che attaccano manifesti, che organizzavano le feste e distribuivano l'Unità prima che il PD renziano decretasse la fine de L'unità con tanta gioia di Gramsci che, incolpevole, si trovava il suo nome su un quotidiano più vicino ai padroni che agli operai. Già, piangono solo gli attivisti perchè gli eletti o i nominati o i big continuano imperterriti a cercar di garantirsi un seggio, una candidatura o uno spazio visibile.
E, nonostante le varie sconfitte, ultima in ordine di tempo Frosinone, si cerca un colpevole che non sia uno di loro. Facendo finta di non veder che il popolo si è allontanato sempre di più, danno colpe a chi non ne ha, come è successo a Frosinone con Michele Marini che prima è stato “aiutato dai big” a perdere contro Ottaviani e poi messo ai margini del partito nonostante poi si è corso a chiedergli un “aiuto a vincere” per Cristofari da sempre in netta difficoltà negli ultimi mesi di campagna elettorale.

Oppure la cocente sconfitta di Cassino con il “regalo” del comune alla destra o della fine legislatura di Fiuggi. Sempre colpa di altri, mai di chi governa ed indirizza il partito.

Intanto a Ceccano si attende ancora l’analisi del commissariamento del comune e della sconfitta all’ultima tornata elettorale. Ma state pur certi, se avverrà l’incontro sarà invitato Michele Marini: così, tanto per trovar un colpevole!

Leggi tutto...

"Chi se ne va sbaglia e senza PD non esiste il centrosinistra"

Scissione PD 260hDonato Galeone* - "Chi se ne va sbaglia e senza PD non esiste il centrosinistra". Lo ha detto Pierluigi Bersani, nel novembre 2015, e non solo personalmente m in tanti ancora oggi pensiamo di condividere perché restare nel PD - nella “ditta” diceva Bersani - “ non lo faccio per motivi sentimentali ma perché senza il PD in centro sinistra non esiste, perciò mi chiedo, come fanno altri, a pensare di costruirlo fuori dal PD ?” Concludeva: “la mia idea dell'Italia sta tutta qui”.

Bersani non concludeva solo così, ma aggiungeva il “come” doveva essere il “suo” PD : “ulivista di centrosinistra, civico, diverso del Partito pigliatutto, che sembra avere in mente il Segretario” e affermava che “dare un profilo al Partito è importantissimo perché più sei senza “IDENTITA” e più il consenso è contendibile”.

Non solo personalmente ma in tanti ci siamo soffermati, con amici e compagni di battaglie sindacali, sulla importanza della “IDENTITA” dei partiti e dei corpi intermedi - associazioni e sindacati - per dare nel terzo millennio una nuova idea praticabile e partecipata di politica democratica. Sappiamo tutti che la cultura moderna è variabile dipendente della nostra società in rapida trasformazione con le nuove tecnologie dominanti, così come lo furono l'umanesimo e il rinascimento, interpretando quei “cambiamenti” della struttura sociale con una nuova immagine dell'uomo adeguata all'esigenza di una vita molto attiva ma tendente, sempre e comunque, verso il cosiddetto “guadagnare”.

Cambiamento più per guadagnare, quindi, con prevalenza preoccupata sul ruolo “significativo del denaro” anziché per il “significato del lavoro” dei giovani e meno giovani quale “messaggio sociale” - ovvero – il diffondersi di una cultura ideale e spesso praticata, poggiante sulla “finzione più che sulla funzione delle realtà vere” per favorire un rafforzamento sociale anziché gestire la trasformazione con un nuovo ruolo globale del denaro nel mercato incontrollato del “capitale finanziario” mondiale ed europeo nei contesti nazionali (David Harvey, La crisi della modernità (1990) Il Saggiatore, Milano 2010 p.130).

Ed era ed è proprio il capitalismo del denaro uno dei fattori che ha influenzato l'ultima metà del novecento e che continua, nel terzo millennio, a influenzare maggiormente la costruzione delle “identità personali” e dei “gruppi forti” delle società democratiche i liquidi rapporti con le diverse e “altre identità nazionali e internazionali”.

Dovrebbe essere chiaro per i democratici di cultura sociale, non solo cristiana, i continui e universali richiami, quasi giornalieri, di Papa Francesco sul “ruolo del denaro !!!”. E la “identità” per i gruppi politici e dei corpi intermedi, democraticamente organizzati, non può non significare “determinante e dignitoso” il riconoscersi in un “terreno comune di orientamento coerente e condiviso” con il pensare, sentire e agire entro cui chiedere per ottenere “credibilità popolare tra cittadini” nelle attività di partito politico e nelle azioni unitarie dei sindacati dei lavoratori, nei diversi loro ruoli e nelle specifiche identità di gruppi politici e corpi sociali democratici.

Ma “identità” significa anche “differenza tra il proprio essere e quello degli altri” compreso il mondo che ci circonda e le appartenenze o aggregazioni sociali e culturali già definite storicamente con le parole di “estraneo” di “diverso” ma che hanno saputo costituire, nel rispetto delle identità individuali, le comunità, i gruppi e corpi sociali associati, le città e le nazioni democratiche.

Con quelle pluralità culturali e sociali storicamente riconosciute da lungimiranze politiche democratiche veniva costituito uno strumento capace - si disse - di “convivere e ben vivere” in un Partito Democratico - il PD - voluto dalle tre principali componenti politiche novecentesche occidentali di parte cristiana, liberale e socialista che, pur confrontatosi e distintisi con le loro identità, rilevavano che le proprie rispettive identità erano state coinvolte - nel terzo millennio - dalla complessa multicultura e dalle plurime appartenenze migranti nel nostro Paese.

Emigrazione forzata ma anche “possibili e immense opportunità” di un flusso crescente di capitale umano e sociale da integrare e connettere nelle comunità territoriali di accoglienza, in un rapporto equilibrato, tra un lento sviluppo delle economie locali e le crescenti offerte di lavoro da soddisfare.

In questi giorni si conoscerà la data della “Conferenza Programmatica” - se sarà decisa - e leggeremo anche le tesi e i contenuti che i candidati alla Segretaria del PD presenteranno agli elettori nelle “cosiddette primarie” tanto i nuovi candidati che il candidato Segretario dimissionario del PD Matteo Renzi.

Se si condivide che è sbagliato lasciare il PD perché non appare possibile correggere eventuali errori o identità perdute non favorisce, di fatto, proposte o possibili correzioni o inversione di linea politica orientandosi verso “nuove aggregazioni identitarie definite nominalmente di sinistra” che non è una bestemmia ma concorre, oggettivamente, a frantumare ulteriormente il già frantumato quadro politico che ha reso e rende più complessa la governabilità del Paese che, ancora, non risponde alle proteste milioni di giovani e meno giovani che, con i loro sindacati, attendono lavoro e di altre migliaia di famiglie cadute nella povertà che chiedono allo Stato il diritto alla inclusione sociale.

E allora se si conviene con Bersani del 2015 che “senza il PD non esisterà il centro sinistra” penso di concludere che con la necessaria rifondata identità che proporranno quanti non lasceranno il PD - sono certo non solo io – che “sarà sempre più debole la politica democratica riformista e progressista del centro sinistra” e le auspicate coalizioni del “ prima o post elezioni” che si formeranno per governare saranno “proporzionali spartizioni di potere per il potere per chi non lo ha avuto e riconquistarlo per chi lo ha perduto” ma non favoriranno cambiamenti economici-sociali richiesti dal terzo millennio nella priorità evidenziate sinteticamente mediante investimenti produttivi immediati “per il lavoro e riduzioni delle povertà” se non inseriti in un contesto innovativo programmato, di coerenza sociale e certo, nella dimensione europea.

( *) ex Segretario Provinciale e Regionale CISL Lazio

Roma 24 febbraio 2017

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it

Leggi tutto...

Due lettere senza risposta

faustobassetta 350 260di Antonella Necci - Stavolta il signor Alessio Porcu non ha controllato bene "la buca delle email".
Da sabato 4 febbraio giace, inevasa, una educata risposta del sindaco Fausto Bassetta all'articolo scritto, il 3 febbraio, dal giornalista Franco Ducato ed intitolato a Lenin e ad una possibile sovrapposizione o emulazione da parte del sindaco Bassetta.
Ora, la domanda nasce spontanea: "Che fare?"
E si, stavolta "Che fare?" Lo chiedo io.
"Che si vuole fare quando il sindaco Bassetta vi risponde puntualizzando le illazioni sul suo presunto leninismo, sul suo modo di fare democristiano, sulla sua appartenenza all'Arma dei Carabinieri? "

Se una figura istituzionalmente importante chiede di essere ascoltata, perché non farlo?
Qualcuno ha paura di rispondere, tanto da ignorarne il gentile richiamo al dialogo e alla obiettività? Qualcuno teme che si voglia una mediazione?
E’ un esercizio nobile in politica,se fatta per progredire, ma nessuno la pretende fra un giornale e un Sindaco, anche se quest’ultimo può ricordare un democristiano: del resto in politica tutti debbono saper trovare soluzioni intelligenti, per far sviluppare le situazioni. Ma qui non di questo si tratta: si chiede il garbo di un dialogo. Rispondere è un bel segno di civiltà, soprattutto se il nostro interlocutore è garbato e colto come in genere lo è un dottore in legge.
Ci pensi signor Porcu. Ci pensi se vale sempre la pena di stare solo dalla parte degli avversari del sindaco Bassetta. L’ obiettività dei fatti non paga così un prezzo?
A volte le buone maniere e la ricerca di franchezza nel mondo politico sono come il fresco venticello di brezza che si respira in riva al mare in una mite mattina di maggio.
E allora, signor Porcu, ci permetta, anche a suo nome, di pubblicare, qui di seguito, quanto il Sindaco Fausto Bassetta le aveva inviato e che lei, distrattamente, si è dimenticato di pubblicare.

Le due lettere rimaste senza risposta

Gentilissimo direttore,
non potendola avere qui con noi ad Anagni, rispettando il suo desiderio di non venire, e prendendo atto dei suoi “ordini” impartiti al suo attento e acuto collaboratore di non incontrarci e non svelarsi, le scrivo nuovamente sperando di non essere tedioso. Nessuna replica, per carità; apprezzo molto il suo lavoro e quello dei suoi collaboratori, perché cerca di tenere vivo e possibilmente “alto” un dibattito politico non sempre edificante. La prego solo, nel riferirsi al sindaco di Anagni, di lasciare da parte l'Arma dei carabinieri e, soprattutto, il suo personale. Non tanto per rispetto del sottoscritto, ma quanto per la dignità e la considerazione che meritano decine di migliaia di donne e uomini che ogni giorno svolgono un servizio, delicato e impegnativo, a favore di tutti noi, mettendo anche a rischio la propria incolumità personale. Non banalizziamo le procedure e le regole di una grande Istituzione, azzardando analogie senza senso. Franco Ducato ha affermato con il giusto orgoglio che “continueremo a scrivere di Anagni con la consapevolezza che dire le cose come stanno possa aiutare anche Lei a portare avanti la sua azione amministrativa".

 

Carissimo Franco, mi permetta un umile suggerimento per il suo di lavoro; oltre ai rumors, alle chat e alle rivelazioni pre e post riunioni politiche di maggioranza di tanti consiglieri, di cui lei sa registrare le insoddisfazioni, se non proprio le delusioni e le insofferenze, inviti tutti i consiglieri (ma proprio tutti, anche coloro che non si vogliono confessare dai missionari) a esprimere pubblicamente il proprio punto di vista sull'amministrazione, che comunque sostengono, e sull'azione politica di questa maggioranza. Forse riusciremo non tanto ad aiutare me e la mia azione amministrativa (e la ringrazio sinceramente per le sue intenzioni), ma soprattutto riusciremo ad aiutare gli Anagnini a capire e a valutare l'azione politico-amministrativa dei loro rappresentanti, proprio di coloro che hanno voluto portare in consiglio comunale e che devono rendere conto al proprio elettorato. E' il tempo di abbandonare bisbigli, sussurri e sospiri e parlare chiaro, altrimenti tutti questi rumors o sono una sua invenzione o sono inutili provocazioni (e le assicuro che lo dico senza alcun nervosismo). Con molta cordialità.

 

Le due lettera firmate dal Sindaco di Anagni Fausto Bassetta sono state fornite alla nostra redattrice Antonella Necci dal loro autore (ndr)

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici