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Una serata con il Direttore del Corriere della Sera

Luciano Fontana a Veroli 350 260solo mindi Maria Giulia Cretaro - C'è un giornalismo di spessore che ancora è attivo, che muove dalla narrazione dei fatti per garantire informazione. Luciano Fontana, Direttore del Corriere della Sera, dalla sua posizione e con i suoi editoriali punta ancora a quell'obbiettivo. Venerdì sera, nell'appuntamento conclusivo della rassegna "Incontriamoci a Veroli", Fontana ha regalato ai presenti una pura lezione di giornalismo. Presentando il suo ultimo lavoro, "Un paese senza leader", racconta la mancanza di una guida politica in Italia negli ultimi 25 anni. Parla indistintamente di ogni schieramento, concentrando l'attenzione sulle personalità e quello che, tramite incontri ed interviste, ha saputo cogliere. Quella del Direttore non è opinione personale, è un parere dall'interno, considerazioni che partono dallo studio tecnico dell'attuale proscenium politico. Protagonista la seconda Repubblica, che si inaugura con la fine della Democrazia Cristiana e del Partito Comunista Italiano, congiuntura che lasciò ferite profonde negli anni seguenti per un paese orfano d'identità politica. Da qui la nascita di partiti meteora e l'alternarsi di papabili candidati a guidare questa nuova Res Publica, mai abbastanza completi per poter realmente rappresentare un Paese.

Già dai primi capitoli del libro, c'è una lente d'ingrandimento sui nomi centrali di questo excursus: Berlusconi, Renzi, Salvini e Di Maio, aggiungendo una panoramica sulla debacle del centro sinistra. Ognuno con un potenziale diverso, ognuno tradito da debolezze personali o eccessive aspirazioni. I retroscena che Fontana racconta sono tutti verificati, semplicemente trae conclusioni giornalisticamente autorevoli, anche se non condivise, di una realtà storica.

Se non bastassero i fatti, a parlare ci pensano anche le vignette di Giannelli: dissacranti e pungenti, raccontano l'Italia agli Italiani con semplicità e sagacia. Binomio che porta a casa un libro dinamico, che a 360° gradiIl pubblico di Luciano Fontana offre una panoramica di errori e fallimenti del passato. La vera attenzione è però al futuro, a quello che questo nazione dovrà aspettarsi. Se pur dovesse emergere un leader, ci troviamo in uno schema istituzionale rigido, che per anni si è trincerato dietro sistemi elettorali garantisti della sola ingovernabilità. Agire su questo impianto è la sfida da portare avanti per la neo classe dirigente. Almeno su di loro, per ora, sospeso il giudizio.

Luciano Fontana a VeroliL'artificio dei poteri forti che agiscono sempre per conto di terzi, si perde quando si ha il privilegio di ascoltare Luciano Fontana. La realtà ha ancora un senso, cercarla è lo scopo. Limitarsi nell'indagine sarebbe la prima sconfitta per la libertà di stampa, un bavaglio autoimposto, si può e si deve parlare dei fatti, se si conoscono "da vicino". Questo è il messaggio che lascia, togliendo l'amaro in bocca a chi crede ancora nell'informazione.
Impossibile non ammirare la sua tenacia; verolano d'origine e ciociaro nell'animo, che di questa terra si porta dietro la perseveranza e la costanza, corredati da un notevole orgoglio. Forse 30 anni fa voler essere giornalista era un'ambizione meno visionaria, ma l'etica professionale non era diversa.
Saluta così i suoi conterranei il Direttore con l'invito ad osservare con pazienza e scrupolo lo status vivendi senza smettere di raccontarlo con obiettività.

 

 

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Oleggio: serata per i “Bambini di Cassino” alla Villa Trolliet

Oleggio mariagraziaalemanni 350 260 minOleggio: una serata in ricordo dei “Bambini di Cassino” alla Villa Trolliet.
Si è svolta giovedì 10 maggio alle 21 la serata dedicata dal Museo Etnografico C.G.Fanchini di Oleggio ai “bambini di Cassino” ospiti della locale Villa Trolliet nel 1946.
All'incontro, organizzato, insieme al Museo, dalla Biblioteca Civica, dal Comune di Oleggio e dalla Sezione ANPI ovest Ticino e a cui era presente il vicesindaco Andrea Baldassini, hanno partecipato , insieme a Maria Grazia Alemanni, autrice della ricerca, il dott. Gianni Cerutti, Direttore dell'Istituto Storico della Resistenza della provincia di Novara e la prof. Anna Cardano, storica.
M.Grazia Alemanni ha rievocato le vicende, sinora inedite e riscoperte grazie alle carte conservate presso l'Archivio dell'Istituto Golgi Redaelli di Milano, del gruppo di bambini del frusinate ospitati presso la villa Trolliet di Oleggio di proprietà, all'epoca, del Comune di Milano e di cui davano notizia A.Loffredi e L.Fabi nel loro libro, “L'infanzia salvata”.
Il dott. Cerutti ha poi inquadrato l'episodio nella storia del dopoguerra e del ruolo che vi ebbe il Partito Comunista.
Infine la prof. Cardano ha ricordato la situazione dell'Europa dopo i bombardamenti e la condizione dell'infanzia , attraverso l'esempio di due testi, “Il continente selvaggio” di Keith Lowe e “L'infanzia nelle guerre del Novecento” di Bruno Maida.

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Ma perchè intervistare Renzi in prima serata?

FabioFazio MatteoRenzi 350 260 mindi Ignazio Mazzoli - È iniziata la fase due. Ho seguito, come tanti che seguono gli avvenimenti della politica la trasmissione di Fabio Fazio per ascoltare quanto avrebbe dichiarato Matteo Renzi. Si era creato un clima di attesa con la solita maestria che il mondo dell’informazione riserva alle occasioni sulle quali vuole puntare. Attesa di cosa? Che Renzi avrebbe fatto annunci che gli avrebbero garantito di gestire in prima persona il rapporto con il M5S. Eravamo in molti a ritenere che la novità non sarebbe stata questa.

Renzi da Fabio Fazio è stata una invadente manifestazione di dumping dei poteri forti che vogliono riproporre agli italiani Matteo Renzi. Infatti perché ha dovuto parlare prima del 3 maggio, quando si riunirà la direzione del suo partito?
E’ stato il primo ospite della serata. Ripetutamente annunciato come il portatore di un verbo utile e necessario alla formazione di un nuovo governo per questo Paese, mentre si moltiplicano le occasioni per ricordare come sia indispensabile dare un esecutivo a questo Paese.
Lo spettacolo si è sviluppato come da copione dell’intervistato. La sua prima dichiarazione politicamente rilevante è stata: “Nessuno ha vinto”. Incredibile! Se è vero che nessuno ha superato il 50% e nemmeno il 40% è certamente vero che qualcuno è arrivato primo, che qualche altro è arrivato secondo e un altro invece è arrivato terzo. E guarda un po’, questo terzo è proprio il Renzi, il leader assolutamente convinto di aver governato bene, lui e il suo partito e che dichiara contemporaneamente, ad onore del vero, di aver perso. Cosa che conferma in questo quadro di non vincitori che c’è sicuramente chi ha certamente perso e quindi qualcun’altro ha vinto.
Fermo restando il silenzio sulle ragioni per cui il PD ha perso e sui motivi per i quali qualche altro ha vinto l’intervista procede alla ricerca di quali soluzioni si possano dare allo stallo nella formazione di governo.

Un partito che ancora non ha trovato una versione comune su cosa sia successo il 4 dicembre 2016 quando fu sconfitto nel referendum e il 4 marzo 2018 quando nelle elezioni nazionali è diventato il terzo partito italiano che oggi ha un segretario dimissionario ma ancora non riesce a sostituirlo (l'assemblea che doveva decidere sulla successione il 21 di questo mese è stata spostata a data da definire), obbliga ad avere una curiosità: come fa un partito quale è questo PD a poter decidere addirittura su una alleanza di peso quale quella che gli verrebbe richiesta in questo momento?
Va ri-precisato che nessuno gli ha richiesto un’alleanza. Il M5S ha proposto di dialogare per definire un “contratto” per legiferare e decidere su alcuni punti irrinunciabili condivisi.
Continuo a stupirmi che l’informazione abbia concentrato tutta la sua elaborazione sulla presunta alleanza. C’è da ritenere, come scrive Lucia Annunziata, che «non ci crede, sotto sotto, nemmeno lo stesso presidente che ha dato a Roberto Fico, per esplorare la possibilità di fare un Governo fra i 5 Stelle e il Pd, sole 72 ore».

Allora perché questa esibizione così ampollosa dell’ex segretario del PD? Perché questo bisogno di riportarlo in evidenza? Perché non avere la pazienza di aspettare la direzione del PD? Non appare anche a te, caro lettore, una indebita interferenza nella vita interna del PD? Un'iniziativa totalmente irrispettosa degli organi dirigenti del PD? Non si intervista compiutamente il Segretario reggente Maurizio Martina e si intervista Matteo Renzi. Tutt’al più gli si sarebbe potuto chiedere un commento dei lavori della Direzione una volta che si fosse conclusa dopo il 3 maggio.
Tutto mi spinge a pensare che nell’intervistare Renzi, Fabio Fazio non abbia provveduto a fornire solo un’informazione (non credo che ci fosse un così esteso interesse di massa di sapere l’opinione dell’ex segretario del PD), ma abbia voluto gestire un intervento di orientamento di opinioni prima della Direzione del PD (forse anche per rassicurare qualcuno).

Quale poterbbe essere la verità?
Non è il primo, Fazio, né sarà l’ultimo. Sin dal 5 marzo è iniziato il tentativo di vanificare il voto, di impedire ogni tentativo di aprire la strada ad ogni più piccolo cambiamento. Il ruolo di TV e grandi organi di stampa in questa ricerca di formazione del nuovo governo è stato svolto con grance meticolosità: prediche a Di Maio e tanta nostalgia di PD e di Renzi. Sono stati la voce dei poteri forti?!?!

Illuminante è stato ascoltare il secondo e decisivo punto politico di Matteo Renzi: il riconoscimento che in politica il dialogo con tutti è la norma per poter dire, poi, che l’incontro con il M5S, oggi, dovrebbe essere funzionale ad un governo di tutti, a tempo, con compiti limitati (nuova legge elettorale).
La verità ormai è sul tappeto. Governo istituzionale che né Salvini né Di Maio vogliono votare, ma che più volte è “stata voce dal sen fuggita” a Berlusconi. I due del Nazareno gratta gratta si ritrovano.

Oggi sappiamo come si è concluso anche l'ultimo appuntamento elettorale, quello del Friuli. Matteo Salvini esulta, Silvio Berlusconi senza Renzi è ormai il nulla e… Luigi Di Maio sembra aver pagato un prezzo molto alto per accreditarsi presso l’establishment. Salvini ora, potrà conquistare il centrodestra e rilanciare un governo con i 5stelle. Di Maio e Salvini hanno vinto il voto popolare, hanno programmi con alcuni punti significativi sufficientemente compatibili l'uno con l'altro. È questa in fondo l'unica vera soluzione, sostenibile nei numeri e coerente con il risultato delle urne. Questo può esser l’unico modo di rispettare il voto popolare e la sua richiesta di discontinuità augurandoci che in primo luogo si correggano le mortificanti politiche di austerità, di privazione dei diritti sul lavoro, sulla scuola pubblica e sulla difesa della sanità per tutti.

Questo governo, se nascerà, piacerà e si farà apprezzare? Chi lo sa? Il voto però certamente rimarrà sovrano. Siamo un Paese molto travagliato, ma non dobbiamo perdere un’occasione come il voto del 4 marzo, per tentare di arrestare il declino dei nostri diritti costituzionali nella convinta certezza che sapremo continuare a difenderli contro chiunque cerchi di conculcarli.

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Serata di “struscio” un sabato sera frusinate. Sanza 'nfamia e sanza lodo

nessundorma Frosinone 15ott16di Fausta L’Insognata Dumano – “Nessun dorma”, una serata di “struscio” in un sabato sera frusinate. Quelle serate che subito dividono la città tra critiche, commenti, sostenitori e denigratori. Cominciamo dall'incipit, chiamiamole per favore “struscio”, senza evocare la parola notte bianca, altrimenti ci si aspetta una notte con note culturali, una volta chiarito che l'evento ha lo scopo di ''struscio'' accompagnato da gruppi musicali più o meno noti. tutto diventa più chiaro.
Bene la scelta di non coinvolgere i pittori in questo “struscio”, che ha l'odore prevalente di porchetta, l'arte merita rispetto non può essere circondata da soffritti, patatine, salsicce, anche la tela dello sconosciutissimo pittore non può essere osservata da chi “struscia” con una carta oleosa in mano.
Via Aldo Moro è considerata un po' la via Montenapoleone di Frosinone, a prescindere che la porchetta non mi piace, davanti alle vetrine raffinate la porchetta stona, si potrebbero offrire sapori eleganti, ma lo struscio ha un sapore mangereccio e i palati reclamano porchetta, lo “struscio” ha un fine, una ricaduta economica e allora porchetta sia.
Traffico chiuso, dolente nota per una città che sembra sempre il raccordo anulare, una serata ogni tanto liberi dai gas di scarico ci sta, ma gli amanti delle vasche in auto stringono il petto e si lamentano, il borbottio per una strada chiusa ci sta sempre. “Nessun dorma”, certamente felici quei bimbi che potevano correre, ma non troppo, nei momenti di ressa attaccati con le manette per non perderli, certamente felici quei giovani che volantinavano l'aperitivo in quel locale, il corso di ballo in cambio di 4 soldi, certamente felici quelle mamme che per un sabato sera sapevano i figli a piedi in quello “struscio”.
Dammi un motivo per uno “struscio” e in molti hanno spento la tv e si sono riversati in strada, insoddisfatti quei negozi che l'hanno saputo tardi e non avevano una “schiavetta” per aprire. Certamente soddisfatti quelli aperti, fila per il gelato, fila per la pizza, fila e sempre fila ovunque. Contributo delle casse comunali sei mila euro, forse un po' troppi per uno struscio accompagnato da un po' di musica, ma non conoscendo il listino di tutti i gruppi, lo lasciamo con un punto interrogativo con un forse. Ben vengano gli “strusci” ma non confondiamole con le passeggiate culturali della notte bianca.

 
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