fbpx
Menu
A+ A A-

Concita rimandata a settembre

CRONACHE&COMMENTI

La signora radical chic non sa che furono innazitutto persone libere...

di Aldo Pirone
concita de gregorio 370 minConcita De Gregorio per deplorare, giustamente, le miserie del correntismo dem, va ripetendo che anche nel Pci c’erano le correnti ma che i loro capi - per esempio, dice, Ingrao, Reichlin, Macaluso - “avevano una visone del mondo”. Dovrebbe informarsi meglio perché la ”visione del mondo”, la cosiddetta Weltanschauung, era del Pci in quanto tale. Sulle correnti nel Pci ci sarebbe molto da discutere in sede storica. Togliatti le chiamava sensibilità, poi, a mano a mano, divennero altre cose nella fase finale del Pci, per poi esplodere ben solidificate nel Pds-Ds-Pd. Da lì in poi accompagnarono il declino della sinistra. Tanto più questa s’imbastardiva tanto più quelle - che nelle periferie regionali e comunali si suddividevano in cordate e cordatine spesso in asperrima lotta tra di loro – crescevano a dismisura in potere senza valori né princìpi all’ombra dei capibastone, divenendo incrostazioni funzionali alla separazione della sinistra dal proprio popolo ed elettorato delle periferie sociali e urbane. Del Pd furono le fondatrici, non solo quelle Ds ma anche quelle della cosiddetta Margherita post democristiana. Veltroni pensò di limitarle sottoponendole al plebiscitarismo delle primarie e quelle invece se ne nutrirono. Un disastro storico.

Quanto ai dirigenti del Pci che Concita cita - ma se ne potrebbero aggiungere tantissimi altri di non minore levatura: Amendola, Pajetta, Cossutta, Natta, Bufalini Zangheri, Valenzi, Tortorella, Nilde Iotti, Adriana Seroni ecc., - la signora radical chic non sa che furono innazitutto persone libere anche all’interno delle proprie aree e sensibilità culturali. Non facevano i gregari di nessuno. Erano personaggi forti, selezionati nelle e con le lotte sociali democratiche, non polli di batteria. Esercitavano con schiettezza la propria libertà di opinione e analisi, ma sempre ricercando, come costume, l’unità del partito perché avevano come bussola la trasformazione della società in senso socialista. Disciplina e libertà fu la loro cifra, come quella di milioni di iscritti e militanti. E questo perché al di là delle proprie posizioni o idee personali c’era un’azione politica unitaria che il partito doveva condurre nella società civile e in quella politica per far prevalere gli interessi dei lavoratori e della collettività e una funzione nazionale da svolgere contro altri interessi meno nobili, più ristretti ed egoistici e privilegi antichi e moderni da scardinare, conservatori e perfino reazionari.

Signora De Gregorio torni a settembre. Voto: quattro meno.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

 

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

I Verdi di Ceccano e il voto di settembre

Comuni del Frusinate. Ceccano 

 "...ricercare una cura attraverso l’uso della migliore tecnologia disponibile.."

di Federazione dei Verdi Europei Ceccano
verdieuropei logo minIl risultato elettorale del settembre scorso ha detto che la nostra coalizione di sinistra “il Coraggio di cambiare”, con qualche rimorso in meno, avrebbe potuto quantomeno raggiungere il ballottaggio con la destra; oggi i primi passi concreti dell’azione politica non dicono ancora per cosa questa coalizione potrà lottare, ma sono la dimostrazione che è viva e lotta.

In linea con la cultura delle nostre radici, del nostro sentire e percepire il mondo, il progetto è nato per tentare di ricomporre, nella storica roccaforte ceccanese, la galassia della sinistra favorendone l’incontro con la realtà ecologista e del civismo organizzato, il tutto finalizzato alla elaborazione di un idea politica capace di prospettare una uscita dalla crisi sociale ed ecologica ponendo un freno al declino del nostro paese.

Il rimorso della Federazione dei Verdi di Ceccano di non essere stati determinati e determinanti nel tentativo di arrivare alla creazione di una forte coalizione, da non confondere con l’anacronistico e patetico assemblaggio di liste, rappresenta oggi lo stimolo a continuare sulla strada intrapresa, confortati da un pensiero comune che da tempo si va sempre più diffondendo in Italia ed in Europa.

Questo processo di costruzione necessario e indispensabile, secondo noi, non necessariamente dovrà portare alla nascita di un nuovo partito della sinistra, al contrario deve ridare nuova consapevolezza e forza a quel legame che permette di stare uniti che non può prescindere dall’individuare la connessione tra crisi economica e sociale con la crisi ambientale.

E’ con questa prospettiva che guardiamo con molto interesse ad ogni discussione che abbia al centro la soluzione da dare ai problemi del nostro Paese in materia di ambiente, lavoro, diritti, studio e democrazia come quella digitale dello scorso 12 dicembre organizzata dalla rete “Equologica” che ha visto confrontarsi su vari tavoli tematici personalità del mondo del lavoro, della scuola, della cultura e della politica.

Chi conosce il nostro territorio è consapevole della grave crisi ambientale che da moltissimi anni è causa di malattia e freno allo sviluppo economico, il nostro contributo come Federazione dei Verdi di Ceccano è quello di ricercare una cura attraverso l’uso della migliore tecnologia disponibile, come farebbe qualsiasi madre verso un figlio malato.

A nostro avviso questo creerebbe anche le condizioni per avvicinare la ricerca e l’innovazione scientifica alle persone facendo toccare con mano quanto sia importante per un Paese investire in questo settore oltre ridare lustro e nuove prospettive al mondo della scuola e dello studio.

Federazione dei Verdi Europei Ceccano

 

 

 

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

 

Leggi tutto...

Ceccano. Interpretazioni del voto di settembre

Comuni del Frusinate. Ceccano

La valutazione del voto da parte di un cittadino di Ceccano

di Valentino Bettinelli
ceccano monumento 350 260Domenico Ciotoli, cittadino ceccanese da sempre attivo ed appassionato di politica, fornisce la sua visione sulle ultime elezioni svolte a Ceccano e dà la sua idea sulla vittoria della destra in una città storicamente di centrosinistra come Ceccano.

«Le elezioni amministrative ci hanno dato l’idea che la coesione riesce a dare buoni frutti, anche quando si amministra male. Fa riflettere che, non solo per colpa della pandemia, ci sia una percentuale di elettori a cui la politica non interessa a tal punto da non riuscire a prendere una decisione per adempiere al sacrosanto diritto a cui siamo chiamati, il voto.
I tre candidati, a loro modo, hanno offerto uno spaccato di territorio fabraterno, dimostrando che la vittoria di Caligiore, e quindi della destra, è frutto della collaborazione di partiti che sono riusciti a convincere, in quella che si può definire persuasione politica, una parte cospicua di elettorato, non totalitaria, ma necessaria a vincere le elezioni.
Questo successo è solo opera della destra? La vittoria è insita nello scollamento che i partiti di centrosinistra hanno avuto nel corso dell’ultimo decennio. L’assenza di personalità di spessore a livello nazionale si è ripercossa anche a livello locale, dove sono prevalsi primatismi personali che hanno, spesso, messo da parte contenuti ed idee.»
Ciotoli delinea uno spaccato critico di quello che è stato il centrosinistra ceccanese e dà la sua idea di soluzione di tale crisi. «Quello che era il centrosinistra oggi rappresenta una scatola vuota. Quel contenitore, incubatore, che negli anni traboccava di idee, oggi è imploso per eccesso di goliardia, di fuga dalla realtà degli stessi interlocutori che avevano creato il successo per decenni della sinistra ceccanese.
Il percorso da fare non è avaro di difficoltà, ma non è tirandosi indietro dal confronto che si riuscirà a trovare un’intesa. L’idea di sinistra populista, di rottamare per essere poi rottamato, dobbiamo superarla per far fronte al riposizionamento di una sinistra che abbia un fronte ampio e coeso. Una sinistra che riprenda in mano la consapevolezza di esistere e coesistere con forze politiche in grado di generare non fantasmi, ma concreti apparati in grado di affrontare le reali difficoltà del popolo».

 

 

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Otto settembre. E’ bene ricordarlo. Sempre.

Memoria

Muore la Patria monarchica e fascista nasce quella democratica e repubblicana.

di Aldo Pirone.

Immagine dell8 settembre a Roma minC’è stato un momento in cui la monarchia ebbe un definitivo tracollo nella coscienza civile e politica degli italiani? Sì, fu proprio l’8 settembre del ’43. Mentre a Roma, all’Ostiense e a Porta San Paolo, soldati e civili si uniscono per respingere i tedeschi, il re, con Badoglio e decine di dignitari e i capi dell’esercito, fuggono lasciando gli italiani, soldati e popolo, in balìa dei tedeschi.

La data fatidica è ricorsa ieri. Negli anni scorsi, ricordando questa data, Ernesto Galli della Loggia ha voluto parlare di “morte della Patria”, ripescando l’espressione da un vecchio libro di Salvatore Satta. Ma a morire fu la Patria incarnata nell’istituto monarchico affossato da un re fellone, Vittorio Emanuele III. Con lui crollò un’intera classe dirigente che era stata fascista e che del fascismo aveva accettato e condiviso le cose più turpi e immorali: la dittatura, le guerre d'aggressione e di rapina e le leggi razziali. Al tempo stesso è proprio quel giorno che rinasce una Patria diversa, quella antifascista. Sono gli antifascisti tornati dalle carceri, dall’esilio e dal confino che, insieme a tanti popolani e soldati scampati alla deportazione nei lager tedeschi e insieme a tanti italiani di tutte le classi sociali, iniziano la Resistenza ai nazisti e ai fascisti tornati all’ombra delle loro baionette. Sono loro a impadronirsi della Patria dandole un contenuto opposto, democratico e popolare, a quello monarchico e fascista. Il 9 settembre mentre il re e Badoglio sono in fuga verso Pescara, il neonato Comitato di liberazione nazionale chiama il popolo italiano alla lotta armata contro l’invasore: “Nel momento in cui il nazismo tenta di restaurare in Roma e in Italia il suo alleato fascista, i partiti antifascisti si costituiscono in Comitato di liberazione nazionale, per chiamare gli italiani alla lotta e alla resistenza e per riconquistare all’Italia il posto che le compete nel consesso delle libere nazioni”.

Ha scritto Piero Pieri, partigiano e storico militare: “Se l’improvviso tracollo dell’8-9 settembre segnava la profondità del baratro in cui la nazione era precipitata, esso era pure il punto di partenza di quella meravigliosa affermazione delle recondite virtù di nostra gente che si disse la Resistenza”. La Patria italiana rinasce per divenire repubblicana, democratica e costituzionale con la Resistenza e la Guerra di liberazione nazionale. Una stagione di lotta dura e spietata, iniziata a Roma l’8 settembre e durata venti mesi, costata lacrime e sangue al popolo italiano.

E’ bene ricordarlo. Sempre.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

20 settembre 1870. Fine di un mondo

presadiportapia 350 260 mindi Michele Santulli - Prima di questa data e andando indietro nel tempo Roma si presentava al mondo quale isola chiusa e protetta dalle sue alte Mura, splendente nelle sue antichità e nei superbi palazzi e ville e nelle sue magnifiche chiese, letteralmente uniche al mondo. Gli abitanti, senza troppe preoccupazioni e assilli, trascorrevano la loro esistenza, quando liberi da processioni e celebrazioni e da qualche impegno di lavoro, quasi sempre assistendo a spettacoli all’aperto di marionette, saltimbanchi o a esecuzioni di delinquenti, ecc., o in saltarelli e balletti o nel gioco delle bocce e delle carte e della morra, all’osteria …: abitavano la parte di Roma nell’ansa del Tevere, non andando di regola al di là dunque dei famosi sette colli: basti dire che San Giovanni in Laterano era fuori dal centro abitato e lo stesso il Colosseo, cioè i tre quarti dei 1500 ettari circa che costituivano il territorio entro le Mura, era infatti occupato dalle grandi Ville e dai vigneti e campi agricoli e dalle vestigia archeologiche.

Ville di cui cogliamo un embrione di magnificenza dai quadri degli artisti che le hanno ritratte: Villa Ludovisi, Villa Negroni, Villa Altieri, Villa Giustiniani, Villa Casali, senza contare quelle a ridosso delle Mura: Villa Ada, Villa Borghese, Villa Pamphili, per citare a memoria. Subito dopo le Mura vi era il cosiddetto ‘fuori porta’ dei Romani: vigneti, campi, osterie, ville dei nobili e degli arricchiti. Al di là, dopo cinque-sette Km, si distendeva un territorio malsano e infestato dalla malaria. I due fiumi, il Tevere e l’Aniene, all’epoca spumeggianti e fragorosi, attraversavano l’uno dal Nord e l’altro dai Simbruini questo territorio miracolosamente intatto. Quando arrivava l’afa estiva e il ponentino non soffiava, tutti al fresco dei Castelli dove pure si levavano ville favolose: Villa Aldobrandini, Villa Falconieri, Mondragone, la Rufinella, Castelgandolfo…

 

Tutto scorreva tranquillo, tutto sotto il controllo oculato e manageriale eppur comprensivo del papato. Una dominazione di quindici: un governo illuminato, considerato e rispettato da tutti gli Stati europei. Era un unicum, intelligente, vivo, disponibile, aperto a tutti purché nel rispetto incondizionato delle alte finalità della Chiesa. E’ vero, i reietti e gli ostinati e i contestatori spesso venivano ammazzati -in quasi ogni piazza si levava la forca- certe ideologie tenute lontane, ma ciò faceva parte del sistema: la teocrazia non ama il dissenso. Ma questa era l’eccezione. La regola era la felicità e il benessere per tutti: Roma Felix. Allo stesso tempo erano presenti numerose case di piacere, per tutti i gusti e inclinazioni sessuali e anche le dottrine di Saffo erano particolarmente a loro agio in questa autentica isola di Lesbo che era anche Roma.

Tutto l’anno, da secoli meta non solo dei pellegrini -i portatori di soldi- ma della diplomazia, dell’aristocrazia, dei grandi finanzieri europei, dei monarchi e sovrani, degli scrittori e dei viaggiatori. Gli artisti poi da almeno il 1400 ne avevano fatto la loro scuola e la loro fonte di insegnamento: in ogni periodo dell’anno ne erano presenti almeno cinquecento da tutta Europa e non pochi, ammaliati dall’incanto circostante, vi rimasero fino alla morte. La risorsa economica erano il turismo e i pellegrinaggi: oggi diremmo:, turismo religioso.

Tutto veniva intrapreso per tenere sempre sveglia la esigenza del viaggio a Roma: si immagini che cosa poteva succedere nei giubilei. Era un flusso continuo di umanità che il più delle volte a piedi, dopo viaggi estenuanti e talvolta mortali, che duravano mesi da ogni parte d’Europa, arrivavano a Roma, attraverso la Via Flaminia, vero cordone ombelicale della Citta Eterna con il Nord. E’ il ricordo di queste realtà che fa comprendere il significato profondo dell’appellativo: Città Eterna. Inimmaginabile la quantità di trattorie, alberghi, pensioni, ristoranti.

E quindi i poeti gli scrittori gli artisti, arrivati a Roma, scoprivano un nuovo mondo e non pochi chiaramente scrivevano che fino ad allora non avevano in realtà mai vissuto: era l’Arcadia, l’Eden sulla terra! E non sono le inevitabili critiche contrarie (il ghetto dei poveri ebrei, la quantità enorme di trovatelli e di N.N. le esecuzioni capitali ricorrenti, ecc) che possono cancellare tale valore unico. Roma era veramente la Città Eterna, la Caput Mundi, sempre la stessa, pur avendo subito anche essa violenze e prepotenze inaudite. Ma è stata come la fenice.

 

E invece vi è stata una contingenza della storia degli uomini, in realtà degli italiani, che ha ferocemente e proditoriamente spezzato tale esistenza e annientato e distrutto questo paradiso unico al mondo, una contingenza che ha avuto come risultato la più grande tragedia che possa aver colpito la umanità. In effetti tutta la umanità non può far riferimento a una calamità delle proporzioni e degli esiti che hanno colpito e annientato Roma antica. Nessuna società ha potuto vantare sul proprio suolo un eden amato e seguito per almeno quindici secoli quale è stata Roma! Nessuna. In altre parole l’umanità è stata privata, con violenza e ferocia, del suo gioiello più prezioso e unico: Roma papale e antica.

Ci riferiamo al 20 settembre 1870 e a quello che avvenne dopo.
Qui ci arrestiamo in quanto correremmo il rischio di urtare certe sincere o false suscettibilità, accendere polemiche e soprattutto dar la stura a concetti e teoremi della storia che vengono propinati agli italiani dove si mette sotto il faro dell’eroismo e della solidarietà e della cosiddetta indipendenza nazionale, quello che è stato invece un episodio della massima violenza e ferocia e appropriazione e spodestamento e poi, per sadismo, di annientamento e di cancellazione. Non menzioniamo la vigliaccheria e l’opportunismo iniziali.
Quella che oggi si chiama Roma è un simulacro di Roma antica. Il suo nome esatto è: quarto mondo o quinto mondo. Preda delle orde fameliche dei cementieri savoiardi che l’hanno trasfigurata e deturpata, di quelle mussoliniane, ma soprattutto e principalmente delle orde cementiere democristiane, che imperversano indisturbate fino ad oggi, che l’hanno sfigurata e mutilata e alienata. Il colmo di tale immane disgrazia, equivalente a un secondo suicidio, è stata la recente di questi anni trapanazione e perforazione del sacro suolo della città per farne la metropolitana: perché la metropolitana la possiede Parigi, Londra, Beirut, Tunisi, Cairo, Calcutta, ecc. Sciagurati e scellerati personaggi, di cui la storia farà scempio e sberleffo.

 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

Settembre con gravi incidenti sul lavoro

bandiere cgil 350 260di Andrea Gabriele, segreteria SLC-CGIL FR/LT - Giornata maledetta quella di venerdì 7 settembre per il mondo della carta in provincia di Frosinone. In mattinata un operaio ha perso una mano alla Alcart di Isola del Liri, nel pomeriggio un giovane lavoratore, in forza alla Cartiera San Martino di Broccostella, è stato elitrasportato a Roma con una sospetta frattura al bacino. Sono solamente gli ultimi due feriti di quella guerra chiamata "lavoro" che ogni anno miete circa 1000 vittime.

Non è più tollerabile il silenzio dinanzi a questa mattanza: è ora che Istituzioni, Parti datoriali e Parti sociali si muovano in maniera univoca per arginare questo fenomeno. Non è possibile che un paese che si definisce civile consideri certi numeri "la normalità".

Non è possibile che ancora si parli di "tragiche fatalità". Non è normalità e non è fatalità : purtroppo dietro questi episodi si nasconde spesso il mancato rispetto delle norme ed il ricatto della precarietà viene usato per celare tali mancanze.

Ricominciamo a parlare seriamente di sicurezza. Auguriamo ai due Lavoratori di riprendersi presto e al meglio.


 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

Oggi 17 settembre assemblea organizzativa del Pci

  • Pubblicato in Partiti

Bandiera pci 350 260dal PCI - Frosinone - Sabato 17 settembre l’assemblea organizzativa di Frosinone
Ugo Moro: ripristinare i diritti ed abbattere i privilegi

Si svolgerà domani, sabato 17 settembre, presso la Sala Conferenze dell’Hotel La
Trattoria di Frosinone (di fronte all’uscita del casello autostradale, parallela di via Monte Lepini) l’Assemblea Organizzativa Provinciale del Partito Comunista Italiano
Introducendone i temi Ugo Moro, membro della Segreteria Nazionale del Partito, dichiara: «La costruzione del Partito Comunista Italiano prosegue in tutte le regioni ed in tutte le federazioni e questo mese di settembre, come stabilito dall’Assemblea Costituente di Bologna, consentirà di definire gli assetti che ci porteranno al primo congresso.
La società contemporanea sempre più ingiusta va radicalmente trasformata e la sua irreversibile crisi sociale, politica, istituzionale e morale allo stato senza soluzione, va risolto ripristinando i diritti e cancellando i privilegi.
Basta con le vili menzogne del capitalismo trionfante che hanno caratterizzato l’ultimo quarto di secolo, il peggiore della storia repubblicana, portando disperazione e drammi nelle famiglie italiane.
Impossibile tollerare ancora l’aumento delle disuguaglianze e la contemporanea lievitazione dei grandi patrimoni, la cancellazione di diritti essenziali (il 10% degli italiani ha rinunciato a curarsi) ed il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro della maggior parte del popolo. La grande maggioranza dei nostri giovani è precipitata nella precarietà e non è più in grado di pianificare un’esistenza appena dignitosa.
Terribile è tornato ad incombere sull’umanità lo spettro della guerra, alimentato dall’aggressività militare della Nato e degli Stati Uniti, che hanno cosparso il pianeta di centinaia di basi militari, dotate di armamenti convenzionali e nucleari; ridicolo che per queste spese, quelle militari, questi governanti riescano sempre a trovare le risorse.
Il Partito Comunista quale presidio delle garanzie costituzionali, contro la guerra, per la cancellazione delle folli spese militari e per destinare le risorse a tutelare la sanità e la scuola pubblica, il lavoro e l’emancipazione, riprendendo il percorso di crescita e di condivisione di cui è permeata la Carta Costituzionale che difendiamo ad ogni costo dai volgari ed inaccettabili cambiamenti proposti.
Le battaglie delle Compagne dei Compagni di Frosinone, impegnati anche nella vertenza frusinate e comunque per il lavoro e contro le terribili condizioni sociali sono battaglie del nostro Partito e ne rappresentano la dorsale programmatica: basta con la disperazione del licenziamento, con gli incidenti sul lavoro e con incivili condizioni di vita.
Guardiamo con attenzione alle prossime elezioni per il rinnovo dell’amministrazione di Frosinone, lavorando per costruire un’alternativa vera, scevra dei soliti giochi di posizione che nulla hanno reso se non benefici ai soliti noti, confermando il nostro impegno per l’unità della forze di autentica innovazione nei programmi e nelle persone, rifiutando stantie e ritrite proposte soltanto superficialmente colorate di cambiamento.»

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it

Leggi tutto...

Una novità forse decisiva venerdì 4 settembre

LaSperanza IlLavoro 350 260 puntilucedi Ignazio Mazzoli - Venerdì 4 settembre presso la tenda di piazza Vi dicembre alle ore 21 ancora una prima... volta. S’incontreranno, infatti i lavoratori disoccupati del Comitato Vertenza Frusinate, il Coordinamento Sanità Frosinone e i lavoratori del Comitato di lotta Frosinone, che lo ha promosso.
E’ una prima volta importante. “Scopo dell'incontro è organizzare una assemblea di confronto con tutte le realtà in lotta nel territorio frusinate.” E’ il germe da cui può nascere la risposta alla crisi di questo territorio attraverso la creazione di un movimento unitario, esteso, partecipato che sia in grado di negoziare proposte e obiettivi di cambiamento senza lasciare ad operazioni di vertici trovare risposte che sono sempre inadeguate rispetto al depauperamento e desertificazione di questo territorio dove viviamo.

Un’anteprima c’è stata venerdì 28 sempre presso la tenda dei lavoratori della ex Multiservizi che informavano sulla situazione della loro estenuante lotta. All’incontro era presente anche una delegazione del “Comitato Vertenza Frusinate contro la disoccupazione e la precarietà”. Questo avvio di dialogo si è svolto come sempre con la brillante assenza dei rappresentanti frusinati nelle Istituzioni. Chissà come interpretano il rapporto con il territorio? Ricostruire una relazione stabile e dinamica fra eletti e bisogni e disagi della società che dovrebbero rappresentare è sicuramente un compito che spetta ai movimenti ed alla protesta.
I lavoratori della ex Multiservizi reclamano la dignità di un lavoro. Tutti insieme sono 124000 mila persone costrette a condurre una vita di umiliazione perché disoccupate. E’ la piaga prodotta dalle politiche liberiste imposte ormai a tutte le nazioni che producono disastri come in Grecia, ad esempio, e danneggiano la maggior parte di chi vive del proprio lavoro nell’industria come nel commercio, in tutte le attività delle partite iva e orami anche nelle professioni.
Dice bene Luciano Granieri «La costante e devastante depredazione da parte del capitale finanziario dei redditi da lavoro, l’appropriazione indebita sempre maggiore delle risorse derivanti dai salari dirottate al profitto finanziario, stanno creando miseria, povertà e umiliazione presso la classe lavoratrice in tutta la Nazione. La Provincia di Frosinone non fa eccezione, anzi è uno dei territori più flagellati.»... «Acqua, sanità, trasporto pubblico, energia, sono il bottino da sottrarre al pubblico controllo e far fruttare come galline dalle uova d’oro, producendo così il deterioramento dei servizi e l’aumento smisurato di bollette e tariffe. Quelle stesse bollette incubo di chi, essendo disoccupato, non sa come pagare, e neanche può curarsi in caso di malattia.»
Bisogna guardare con fiducia a questa ricerca di unità che può avviarsi Venerdì 4 settembre nella tenda della Multiservizi. Gli ostacoli ci sono, anche notevoli, ma non insuperabili. Sento che la ricerca di consenso e alleanze sociali ampie e diversificate sono indispensabile ad acquistare forza e peso e mobilitazione duratura. Rossi ripete spesso una solida verità: “Uniti si vince, divisi si perde soltanto” e questo non vale solo per l’unità fondamentale fra lavoratori, ma anche fra loro e tutti quelli soffrono i disagi e le ingiustizie prodotte da queste paludate politiche illiberali e anche autoritarie.
La forza e il peso sono assolutamente necessari per rimuovere due limitazioni che hanno penalizzato tutti in questi anni: l’esorcizzazione e la sterilizzazione della protesta che è stata operata attraverso la politica delle larghe intese e la convinzione diffusa a piene mani che tanto basta una buona raccomandazione. Il disastro è davanti agli occhi di tutti.
Il secondo limite da rimuovere è la totale sordità delle forze politiche, come si sono configurate in dal 1990 in poi, alle esigenze sociali. Credono ormai che la oro funzione sia quella di “portare il verbo” delle decisioni prese in alto a cui tutti si dovrebbero adeguare. Un autentico pericolo per la democrazia.
“L’incondizionata resa” a questa pratica ha sottomesso tutti i cittadini “alle prepotenza di Acea, all’imposizione di un atto aziendale della Asl che favorisce l’espandersi della sanità privata” (tanto per citare due esempi da tutti conosciuti). Ormai è prova dimostrata.
“A queste problematiche complesse non possono rispondere solo i lavoratori della Multiservizi” - ha scritto Luciano Granieri, ma neppure loro con quelli della Vertenza Frusinate. “E’ necessaria una mobilitazione globale di tutti: disoccupati, precari, studenti e lavoratori”. E’ tutta la Ciociaria onesta che vive del proprio lavoro che far sentire la sua voce. “Gino Rossi del Comitato Vertenza Frusinate e Paolo Iafrate dei lavoratori della ex Multiservizi, hanno annunciato l’inizio di un percorso comune per tentare di scardinare il giogo della disoccupazione che attanaglia il nostro territorio.” – ricorda ancora Luciano Granieri. Un decisone importante e saggia da praticare con la più larga ricerca di alleati.

 

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it
Leggi tutto...

Le luci di settembre promosso da Alessandra Galanti

Carlos-Ruiz-ZafónCon la presentazione del romanzo "Le luci settembre" di Carlos Ruiz Zafón, scritta da Alessandra Galanti* diamo il via ad un nuovo spazio animato da quelli che abbiamo voluto chiamare "Giovani autori". Studenti e non solo, ma comunque giovani e adolescenti che vogliono cimentarsi con lo scrivere, il racconto in genere e anche il commento.

«di Alessandra Galanti* - Il romanzo "Le luci di settembre" è stato scritto dallo scrittore Carlos Ruiz Zafón. Lo scrittore è un autore di successo mondiale, che ha pubblicato, oltre a questo di romanzo, anche "L'ombra del vento" nel 2004 e che è diventato un caso letterario internazionale, "Il gioco dell'angelo" pubblicato nel 2008 ,"Marina" nel 2009 , "Il Palazzo della Mezzanotte" nel 2010 , "Il Principe della Nebbia" nel 2011 e "Il Prigioniero del cielo" nel 2012. Le sue opere sono state tradotte in più di quaranta lingue e hanno conquistato numerosi premi e milioni di lettori nei cinque continenti .

"Le luci di settembre" racconta che, nell'estate del 1937, la vedova Simone Sauvelle abbandona Parigi assieme ai due figli, Irene la più grande e il piccolo Dorian per sfuggire ai debiti accumulati dal marito.
Ad aiutarli c'è un vecchio amico dell'uomo, che propone a Simone di fare da governante alla sua gigantesca tenuta a Copertina de Le luci di 2settembreCopertina de Le luci di 2settembreCravenmoore. L'uomo è il facoltoso fabbricante di giocattoli Lazarus Jann.
Qui, la famiglia conosce Hannah la cuoca della casa di Lazarus e di sua moglie, ormai allettata da anni a causa di una strana malattia.
Irene fa subito amicizia con Hannah, e tramite lei conoscerà suo cugino Ismael che fa il marinaio insieme al padre della ragazza. L'amicizia tra Irene e Ismael ben presto si trasformerà in amore. Misteriosamente e di notte Hannah muore forse uccisa da qualcuno, ma chi? I due innamorati cominceranno ad indagare sul caso della misteriosa morte di Hannah. Sarà collegata alla leggenda della straniera morta in una tempesta molti anni prima? Nel frattempo Dorian sarà incuriosito da una strana presenza che, dalla finestra della sua camera, vedrà attraversare il bosco che porta dalla loro casa a Cravenmoore, chi o cosa sarà? Ben presto quell'ombra gli farà visita una notte - Cosa vorrà mai? Non solo Dorian si imbatterà contro l'ombra ma anche Irene e Ismael .
L'ombra cercherà di ucciderli e rapirà la madre di Irene e Dorian .
I due innamorati cercheranno di indagare su Cravenmoore e troveranno anche l'identità della sconosciuta che perse vita nella tempesta.
Chi è veramente Lazarus? E cosa nasconde la tenuta di Cravenmoore? E soprattutto cosa vuole questa misteriosa ombra uscita dal nulla?
Quale sarà la relazione tra la terribile ombra e Lazarus?
Sarà coinvolta anche nella malattia della moglie??
Io consiglio questo libro perché oltre ad essere un libro che scorre molto velocemente, una volta terminato di leggere farà rimpiangere al lettore di averlo finito subito, tutto d'un fiato , è un libro di avventura , di mistero e soprattutto di magia.»
*Alessandra Galanti - studentessa del Liceo artistico "Anton Giulio Bragaglia " Frosinone

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it
Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici