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Giorgia Terenzi a fianco del candidato sindaco Emanuela Piroli

Piroli, una donna, una mamma ed un medico. sempre con il sorriso sulle labbra. Lei è la novità in politica

GiorgiaTerenzi Piroli Ceccanovoto20 360 minLa coalizione che sostiene la candidatura di Emanuela Piroli dimostra di essere attenta all’impegno delle donne in politica. A presentare la sua candidatura, nella lista dei Verdi Europei, la giovane Giorgia Terenzi.
“Sono Giorgia Terenzi, ho 33 anni e vivo da sempre a Ceccano, prima con la mia famiglia, ora con il mio compagno. Da poco ho deciso di intraprendere questa bella esperienza che mi porterà ad impegnarmi per il mio paese natio. Pur non essendo un’esperta di politica, so che posso portare il mio contributo, basandomi sull’esperienza diretta delle problematiche che purtroppo affliggono la nostra Ceccano”.

Giorgia Terenzi continua motivando la sua scelta. “Ho deciso di mettermi in gioco e candidarmi al Consiglio Comunale a fianco del candidato sindaco Emanuela Piroli, per diversi motivi: Mi hanno colpito le sue idee e la sua determinazione nel portare avanti fatti concreti.
È allo stesso tempo una donna, una mamma ed un medico; ed il tutto sempre con il sorriso sulle labbra. Lei rappresenta una novità in politica e a me sono sempre piaciute le novità, sono sinonimo di miglioramento”.

Continua con la sua ambizione di futuro per la città. “Da diversi anni lavoro presso un’azienda farmaceutica a Ferentino, dove ho modo di confrontarmi quotidianamente con diverse persone provenienti da paesi limitrofi al nostro. Qui ho avuto modo di conoscere la realtà di un piccolo comune della provincia di Frosinone dove gli abitanti con orgoglio si impegnano nelle attività di promozione e salvaguardia del territorio. Ripartiamo da questo anche noi, innamorandoci di nuovo della nostra Ceccano”.
In conclusione Giorgia Terenzi lancia un messaggio chiaro agli elettori ceccanesi. “Non voglio fare promesse vane, ma ribadisco il mio impegno nel supportare ed aiutare chi come me vuole portare attività concrete a favore del nostro territorio. Proviamoci insieme!”

 

Valentino Bettinelli, Responsabile Ufficio Stampa coalizione E. Piroli

 

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Il Ministro Speranza incontra il Sindaco di Cassino

A Cassino il Ministro della Sanità Roberto Speranza

Speranza Ambrosiano Salera 370 minCoordinato ed alla presenza di Gaetano Ambrosiano segretario prov. Art.UNO, Peppino Moretti coordinatore art.UNO Cassino e Riccardo Agostini segretario Regionale art.UNO Lazio si è tenuto l’incontro tra il Sindaco Enzo Salera e il Ministro della salute Roberto Speranza. La questione riguardava la carenza di organico per la figura specializzata di anestesista che pregiudica la possibilità della funzione delle terapie intensive e del reparto di chirurgia creando non poche difficoltà in questa fase postCovid ma anche per il futuro ancora inatteso di una possibile seconda ondata del virus.

Una giornata importante per la sanità del nostro territorio che apre quella che dovrebbe essere la ricostruzione di una rete di servizio sanitario pubblico della nostra provincia che oltre a trovare soluzione al problema del Santa Scolastica di Cassino che a voce del Ministro Speranza di art.UNO e del suo staff dopo essersi raccordati con la Regione in questi giorni verrà trovata una soluzione per le problematiche poste dal Sindaco Salera da noi introdotto al tavolo ministeriale a tutela della sua comunità, si concretizza sempre più la riflessione di come sia cambiato il mondo nella direzione in cui ci ha portato il COVID19 il quale ha letteralmente stravolto tutte le nostre certezze costringendoci a riprogettare la rete sanitaria pubblica della nostra provincia affinchè venga garantita su tutto il territorio un assistenza sanitaria in garanzia di emergenza e cura delle persone.

Si è trovato modo oltre al Santa Scolastica di affrontare le problematiche che avvolgono l’affaticamento del Pronto Soccorso nello Spaziani e di come il Nord della provincia sia scoperto dal punto di vista assistenziale e parliamo dell’area di Anagni con la sua area industriale a tutt’oggi sprovvista di un adeguata struttura a nostro avviso.

Un piccolo ma importante passo un analisi nei problemi sanitari del nostro territorio ma che ha dimostrato ed insegnato anche quanto sia importante condividere un azione di governo all’interno del nostro campo di centrosinistra a dimostrazione che il gioco di squadra nella soluzione dei problemi dei cittadini trova soluzioni nel breve termine.

Mai come in questo periodo cosi incerto nel futuro sia ed è importante la stretta vicinanza tra il Partito Democratico ed art.UNO perchè una visione unitaria politica del paese ci permette di accelerare i tempi su qualsiasi tipo di problematic e la nostra Provincia ha bisogno di unità e di visione di persone che guardino prima di ogni cosa al futuro. Ecco oggi Noi ci siamo messi a disposizione per creare tutte le condizioni del caso e le parole del Ministro Speranza con il suo staff il Capo Segreteria dott. Paulucci sono state sincere “il faremo tutto il possibile” indicavano il significato che la soluzione sarà trovata in concertazione con la Regione Lazio con immediata attivazione. È stata una bella mattinata in cui si è colto tutto il buon senso della Politica.

Gaetano Ambrosiano
Coordinatore provinciale art.UNO

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ZTL. Lettera aperta al Sindaco di Anagni Daniele Natalia

I sottoscritti, rappresentanti delle Associazioni Acta est Fabula, Agorà, Anagni Cambia Anagni, Anagni Viva, Anagni Città in Arte, Casa Barnekow, Legambiente Circolo di Anagni, Quartiere Cerere e Terra Dolce

Anagni Piazza Cavour 350PREMESSO CHE

- con istanza prot. 28793 del 25/09/2018, l’Associazione Quartiere Cerere richiedeva (a) la revoca dell’ordinanza n. 103/2015 del Responsabile del Servizio P.L. e (b) il ripristino, con decorrenza immediata, del senso di marcia di Corso Vittorio Emanuele in vigore prima della citata Ordinanza n. 103/2015, con direzione di marcia da porta Cerere a Largo Zegretti (accesso da Via degli Arci) e svolta obbligatoria verso Via G.Giminiani dal predetto Largo Zegretti, sia per i veicoli provenienti da Porta Cerere che per quelli provenienti da Porta S. Maria;

- la domanda era fondata su comprovate ragioni di improrogabile necessità di riduzione del traffico veicolare e correlata alla tutela della salute e della sicurezza delle persone, nonché del patrimonio e dell’immagine della città, considerati i seguenti fatti, verificati e condivisi da tutti gli scriventi, quali:

A. un intollerabile livello di traffico veicolare, giacché molti automobilisti usano il Corso per inutili “giri” o come via di comunicazione e comoda “scorciatoia”, utile ad evitare la più lunga Circonvallazione e i fastidiosi dissuasori posizionati davanti la Caserma dei Carabinieri;

B. un elevato livello di rischi per l’incolumità dei pedoni, tra cui bambini, anziani e turisti. Tra gli altri, i fruitori di un Centro per Anziani, una Parrocchia, una Scuola dell’Infanzia, un Oratorio e la storica Casa Barnekow;

C. un maggiore inquinamento da gas di scarico nel centro abitato, tale da (i) nuocere alla salute degli abitanti e dei pedoni, specie a quella dei bambini, più esposti ai terminali di scarico di auto e moto, (ii) vanificare gli effetti sull’ambiente del servizio navetta e della ZTL e (iii) arrecare danno alle facciate degli edifici e dei monumenti.

- detta istanza rimaneva inevasa per quasi 2 anni e permaneva l’intollerabile situazione di traffico, pericolo e inquinamento nel tratto di strada interessato, nonostante fosse stata rinnovata con le sopravvenute esigenze legate all’emergenza Covid-19 con nota protocollata il 24.4.2020;

- peraltro, nonostante diverse segnalazioni ed una diffida scritta da parte del Quartiere Cerere, non si interveniva nemmeno sulla segnaletica stradale e sul sistema di telecamere all’intersezione di Largo Zegretti, lasciando una semplice transenna che veniva spostata da chiunque, sicché le misure di ZTL “differenziata” causavano incomprensioni e pericoli per il passaggio incontrollato di vetture;

- inoltre, a seguito dell’emergenza Covid-19 sono stati prescritti obblighi di c.d. “distanziamento sociale”, tra cui, in particolare, quello di mantenere la distanza di almeno 1 mt tra persone e quello di entrare una persona per volta nei negozi, con obbligo di attendere il proprio turno fuori, cosa difficile da rispettare lungo tutto il Corso Vittorio Emanuele che è una strada molto stretta, in alcuni punti non più di circa 5/6 mt.

- infine, proprio nel tratto in cui è stato sempre segnalato il maggior pericolo e l’assenza di segnaletica adeguata, ossia all’intersezione tra largo Zegretti e Via V. Emanuele, il giorno 19.5.2020 si è verificata una collisione tra veicoli che fortunatamente non ha coinvolto pedoni;

- da ultimo, va segnalato che con ordinanza del 26.5.2020 il Sindaco ha indicato i nuovi orari della ZTL estiva ed ha inspiegabilmente abbandonato la misura adottata nell’estate 2019, allorquando su iniziativa dell’Associazione Quartiere Cerere era stata disposta ZTL permanente tutti i giorni dalle 18 alle 24 tra largo Zegretti e Porta Cerere, misura che aveva ricevuto solo consensi, partecipazione e riconoscimenti collettivi, oltre ad aver apportato benessere alla salute ed alla qualità della vita dei cittadini;

CONSIDERATO CHE

l’obbligo di tutela dei diritti della persona e delle libertà fondamentali, tra cui il diritto alla salute e la libertà di circolazione (artt. 16 e 32 Cost.), impone all’Amministrazione di adottare misure di riduzione del traffico veicolare, di ampliare gli orari ZTL, a partire da quelli della ZTL estiva nel “quartiere Cerere” con gli orari dell’estate 2019, nonché di valutare l’opportunità di estendere tale misura a tutto il Corso Vittorio Emanuele.

* * * * * *

Per tutto quanto sopra esposto, i sottoscritti

CHIEDONO

a) la revoca dell’ordinanza n. 103/2015 del Responsabile del Servizio P.L.;

b) il ripristino, con decorrenza immediata del senso di marcia di Corso Vittorio Emanuele in vigore prima della citata Ordinanza n. 103/2015, con direzione di marcia da porta Cerere a Largo Zegretti (accesso da Via degli Arci) e svolta obbligatoria verso Via G.Giminiani dal predetto Largo Zegretti, sia per i veicoli provenienti da Porta Cerere che per quelli provenienti da Porta S. Maria;

c) la revisione ed ampliamento degli orari di ZTL estiva, tenendo in considerazione, tra le altre cose, la necessità di una ZTL domenicale (e festivi) di mattina e l’esito positivo degli orari adottati nel tratto di Via Vittorio Emanuele da Largo Zegretti a Porta Cerere nel corso dell’estate 2019 (ZTL estiva tutti i giorni dalle 18 alle 24), da estendere eventualmente lungo tutto il Corso;

d) l’adozione, in ogni caso, di misure di contenimento del traffico veicolare onde consentire ai pedoni di rispettare le prescrizioni di distanziamento sociale, ivi compresa l’implementazione dei controlli, dei varchi ZTL e suddivisione per zone;

e) aprire un confronto su l’opportunità di procedere ad esperimenti di isola pedonale e misure di mobilità sostenibile e mobilità alternativa;

In mancanza si riservano di intraprendere tutte le azioni più opportune alla tutela dei diritti della cittadinanza.
Anagni, 03/06/2020

Acta est Fabula Agorà Anagni Cambia Anagni Anagni Viva Anagni Città in Arte Casa Barnekow Legambiente Circolo di Anagni Quartiere Cerere Terra Dolce

 

 

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Il futuro di Anagni dipende Sindaco e Giunta

Anagni può tornare a crescere. Ora, dopo i recenti provvedimenti del Governo e della Regione Lazio, il bandolo dell’iniziativa è tutto nelle mani del Sindaco e dell’Amministrazione comunale.

Anagni Palazzo civico Sec. XI XIII 350 250 mindi Nello Di Giulio - E’ trascorso circa un mese da quando, con interventi sulla stampa, abbiamo proposto alla città le nostre idee per un percorso chiaro di sviluppo economico e sociale in risposta alla tremenda crisi da pandemia Covid-19.
Nella consapevolezza che già da mesi “nulla è come prima”, assumono grande importanza i tempi della riorganizzazione del nostro tessuto socio – produttivo attraverso azioni coerenti e coordinate verso chiari obiettivi di crescita della città. Sussidiarietà ed assistenzialismo hanno, per loro stessa natura, il fiato corto.

Un nuovo modello di sviluppo sostenibile ed integrato richiede impegno e capacità degli amministratori nell’utilizzare anzitutto le leve primarie proprie della città per sua vocazione storica, posizionamento geografico, articolazione del territorio, reti di comunicazione.
In tal quadro, il ruolo della cultura ed un marcato sviluppo dell’ industria del turismo sono nella vocazione primaria della città di Anagni. Un settore economico che prima dell’effetto Covid-19 rappresentava nel nostro Paese la principale componente di PIL con una media intorno al 13% ed elevate punte di picco in città storiche con potenziali non sempre superiori a quelli di Anagni.
L’industria del turismo anche nella nostra città fonda la sua ripresa, ancorché in un così mutato contesto, nella capacità di attrazione e nella vivibilità diffusa dell’intera città, in parallelo alla capacità di sviluppo (effetto volano) di tutta una serie di attività connesse che vanno dal piccolo commercio ai prodotti tipici, dalle botteghe storiche alle attività artistiche ed artigianali, dalla filiera dell’accoglienza, dell’agroalimentare e ristorazione tipica alla cura e valorizzazione delle eccellenze, del paesaggio, dell’estetica e dell’ambiente.

L’economia del turismo è, del resto, una scelta complessa (‘Pensare Turismo’) proprio perché articolata su diversi settori capaci, a loro volta, di alimentare ulteriori filiere di attività. Potremmo dire che, al pari del concetto della buona ‘economia circolare’ nella produzione delle merci, il rilancio post Covid-19 nella nostra città passa attraverso quella rappresentazione convenzionale ‘economia circuitale aperta’ propria della macro industria del benessere. Un’economia caratterizzata da una molteplicità di piccole imprese dove la centralità della persona rifugge da forme di gestione delle attività con il cosiddetto ‘pilota automatico’. Un settore particolarmente ‘labour intensive’.

Il turismo su cui lavorare sarà parecchio diverso dalle consolidate abitudini: meno folla, più spazi e distanziamento sociale, meno città, più cultura dei borghi e mete di prossimità; un turismo meno veloce e meno consumistico, più sensoriale, paesaggistico ed esperenziale. In sintesi, un turismo molto più identitario, più slow e più green, con spiccata esigenza verso una maggiore qualità dell’offerta capace di rispondere a nuove sensibilità e bisogni generati dalla vicenda della pandemia.
Ad Anagni non basterà di certo contare il numero dei biglietti staccati nei due principali musei cittadini (Museo della Cattedrale e Palazzo Bonifacio) che, seppur fondamentali, non saranno certo sufficienti ad attivare quel circuito virtuoso capace, solo esso, di promuovere sviluppo di attività, occupazione e benessere diffuso.

Anagni ha bisogno di aumentare la sua fruibilità con un maggior tasso di utilizzo della città e del suo territorio. E’ una necessità fondamentale per sostenere quel ‘valore di scambio’ che, oltre che derivato dall’identità storica, si concretizza e si moltiplica solamente con l’ampliamento quali- quantitativo dell’offerta turistico - culturale.
Una sorta di reciprocità virtuosa deve potersi generare tra l’ampliamento dell’offerta turistica, la crescita del ‘valore di scambio’ (redditività diffusa) e stimoli per nuove attività ed ulteriore implementazione dell’offerta.

Alcuni provvedimenti della Regione Lazio e del Governo di questi giorni possono, in particolare, consentire all’Amministrazione cittadina di avviare concretamente un tale percorso virtuoso post pandemia.
Con riserva di tornare ad approfondire in altre sedi, chiediamo al Sindaco di cogliere a pieno l’opportunità di sviluppo promossa dal bando regionale per la “Valorizzazione dei luoghi della Cultura” (Det. G05347 del 6 u.s. del Settore Cultura e Politiche Giovanili della Regione Lazio).

Nel piano complessivo di 5,2 milioni di euro la Regione Lazio pone, tra l’altro, a proprio carico l’80 % dei costi diretti ed indiretti nella valorizzazione di Aree Archeologiche, Parchi Archeologici aperti al pubblico o ancora da istituire ed includere nella OMR (Organizzazione Museale Regionale) con i relativi benefici nelle iniziative di rete.
Diciamo a chiare note alla città ed al Sindaco che è un’occasione imperdibile per realizzare, senza esosi costi per il Comune, il Parco Archeologico di Piscina con il pieno recupero alla nostra città dell’identità storica romana e, con essa, la memoria e le imprese dei nostri personaggi del tempo. Una ricchezza reale ed emblematica in termini storici e ‘market branding’ che potrà giovarsi in seguito anche della riscoperta -in convenzione con privati- delle testimonianze archeologiche del Circo Marittimo e del Tempio di Diana nel ‘Compitum Anagninum’ di Osteria della Fontana.

Va da sé che, anche alla luce delle più comuni considerazioni lasciateci dalla triste esperienza del la pandemia, sarebbe del tutto fuori luogo riprendere nel 2021 il progetto di ampliamento del parcheggio nell’area archeologica di Piscina che, con l’annessa definitiva cancellazione dell’area del Giardino Pubblico, sarebbe del tutto in antitesi con lo sviluppo di un luogo di cultura storico, ambientale, paesaggistico in grado di rispondere alle nuove regole e nuove sensibilità del turismo post Covid-19.
Un moderno piano della mobilità cittadina dovrà trovare certamente adeguate risposte in diverse soluzioni rispetto a quell’esigua decina di nuovi posti auto pensati ad un costo economico ed ambientale assolutamente sproporzionato.

Altra importante opportunità di rilancio della città, atta a generare occupazione e sviluppo, è data dall’approvazione in data di ieri (13 u.s.) da parte del Consiglio dei Ministri della revisione dei provvedimenti già denominati ‘ecobonus’ , ‘sismabonus’ e ‘bonus facciate’ in ambito del decreto ‘Rilancio’. In attesa dei provvedimenti attuativi, l’elevazione del bonus al 110% della spesa e l’introduzione dello sconto fattura con cessione del credito all’impresa ed al sistema finanziario sono provvidenze aggiuntive per sostenere la valorizzazione del nostro patrimonio urbanistico e rilanciare il settore della media e piccola edilizia.
Il nostro corso Vittorio Emanuele, il centro storico, la città tutta potranno beneficiarne grandemente tornando a raccontare storia ed esprimere accoglienza e bellezza in luogo di sensazioni di degrado da incuria e progressivo avanzare del tempo.

Lo Stato legifera creando strumenti di sostegno , le amministrazioni locali dovrebbero promuoverli e finalizzarli stimolandone conoscenza ed utilizzo da parte dei cittadini. Si tratta, in questo caso, di provvedimenti strutturali studiati nel duplice obiettivo del recupero/valorizzazione del prezioso patrimonio urbano, in uno con una decisa ripresa dell’importante filiera dell’edilizia.
Anagni per ‘rinascere’ dopo l’emergenza ha assoluto bisogno di cogliere l’uno come dell’altro obiettivo , ora che lo strumento è consegnato nelle mani dell’Amministrazione comunale.

Pensare di rilanciare il commercio, l’artigianato o l’enogastronomia cittadina agendo sulla TOSAP e su sostegni una tantum rischia di rimanere un’ illusione se, accanto all’adeguamento di norme in deroga per il centro storico, non sono a crearsi nuove condizioni di vivibilità ed accoglienza della città che evitino il progressivo invecchiamento e spopolamento del suo centro urbano.
Puntare sullo sviluppo turistico senza crearne i presupposti e senza interpretarne i nuovi bisogni , dopo lo sconvolgimento del Coronavirus, rischierebbe di essere altrettanto illusorio ed inconcludente. Giusto ricordare che, ancor prima dell’avvento della pandemia, Anagni ha registrato molte chiusure di attività ed un indicativo proliferare di cartelli “Vendesi” già nel corso del 2019.
Solo una nuova politica di qualità potrà consentire il recupero di un percorso di crescita della nostra città a beneficio dei residenti, dei visitatori e della sua più ampia comunità di riferimento nel nord Ciociaria.

Non porsi operativamente all’altezza sarebbe delittuoso verso le giuste attese di tante famiglie e verso le future generazioni.

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Lettera aperta al Sindaco e ai Consiglieri Comunali di Frosinone

Il Grande Capoluogo

frosinonedematthaeisaerea 350 260di Ivano Alteri - Illustre Sindaco, illustri Consiglieri,
approfitto di queste pagine e della voce che mi forniscono per ricondurre la vostra attenzione su una questione che considero di particolare importanza per tutti noi ciociari.

È di qualche giorno fa la notizia relativa alla decisione delle Ferrovie di prevedere due fermate della Tav in provincia di Frosinone, e di realizzare in breve tempo un'apposita stazione in territorio ferentinate. È senz’altro un’ottima notizia. Ma, potrà sembrare strano, non è questa la notizia migliore. Quella che maggiormente dovrebbe farci compiacere e riflettere è che a questo risultato hanno contribuito molti amministratori, politici e cittadini ciociari associati, di vario colore politico, una volta tanto capaci di perseguire e conseguire un obiettivo comune, pur in ordine sparso, per il bene collettivo di questa nostra terra. (Bisogna continuare così finché non sarà concretamente, completamente e al più presto realizzato.)

Infatti, mentre possiamo non aver dubbi sulle qualità individuali di molti ciociari, in numerosi campi e ad importanti livelli, dobbiamo senz’altro averne, e di gravi, riguardo la nostra capacità di sentire, pensare e agire collettivamente. L’intera storia della nostra provincia, nei suoi quasi cento anni di esistenza, infatti, sembra essere una lunga sequela di inettitudini collettive, con rarissime eccezioni (qualcuno direbbe: nessuna), dal 1926-27 ad oggi. Sempre proni nei confronti di volontà esogene, la nostra classe politica, amministrativa e noi stessi in qualità di semplici cittadini, abbiamo spesso consentito (qualcuno direbbe: sempre) che la nostra terra e la nostra comunità venissero calpestate, bistrattate, sfruttate e, non di rado, vilipese. Dobbiamo dolercene assai, e prenderne coscienza.

Ora, proprio in presenza di quel progetto di così grande importanza, abbiamo l’opportunità di apportare un cambiamento radicale a questa nostra non lusinghiera condizione, se solo riusciamo a renderci consapevoli che possiamo aggiungere ad esso un progetto tutto nostro, che ci veda protagonisti; e che, una volta tanto, ci faccia dire con soddisfazione: questo l’abbiamo fatto noi ciociari. Senza ulteriori indugi, mi sto riferendo alla proposta, anch’essa proveniente da più parti, di creare una città intercomunale, il Grande Capoluogo: l’Unione dei Comuni del Frusinate. Essa, com’è noto, dovrebbe comprendere i comuni di Frosinone, Veroli, Alatri, Ferentino, Supino, Patrica, Ceccano e Torrice.

Sono perfettamente consapevole che questa idea suscita perplessità in molti nostri concittadini; so che molti amministratori, specialmente quelli direttamente interessati, sono contrari, temendo una diminutio del proprio ruolo; e so della contrarietà anche di altri semplici cittadini, per le ragioni più varie, non sempre all’altezza della discussione. Timori a volte fondati, altre no.

Non voglio entrare nel merito della proposta; l’ho già fatto in altre occasioni e tornerò a farlo in futuro. Ma penso che sia una proposta di eccezionale valore, di grande svolta, e foriera di grandi progressi per la qualità della vita dei ciociari; e che la concomitanza dell’apertura della stazione Tav con questa nostra iniziativa darebbe il segnale, soprattutto e innanzitutto a noi stessi, che in Ciociaria non solo qualcosa sta cambiando, ma che sta cambiando radicalmente. Sarebbe, si può dire?, un evento storico. Penso, quindi, che sarebbe importantissimo riprendere la discussione avviata nel 2019, poi bruscamente interrotta, forse per scansare il peso delle responsabilità e lasciare che il tutto cadesse nell’oblio.

Ma questo, penso io, non si può fare. Non si possono scansare tali responsabilità senza far pagare ulteriori prezzi alla comunità ciociara e alle sue generazioni future. Penso che i nostri rappresentati politici e voi rappresentanti amministrativi dobbiate, con la nostra consapevole e responsabile partecipazione di semplici cittadini, assumere la responsabilità di una scelta chiara a precisa.

La città di Frosinone è il capoluogo di provincia, e in quanto tale ha l’onore e l’onere di indirizzare la politica territoriale, soprattutto per quanto riguarda scelte fondamentali. Non mancano le energie affinché questo ruolo sia svolto con grande dignità, assumendo la guida, sin da ora, dell’intero processo anche nei confronti degli amministratori e dei cittadini degli altri comuni interessati.

Chiedo perciò all’intero consesso municipale, Sindaco e Consiglieri, di prevedere al più presto possibile una discussione pubblica e formale in Consiglio Comunale, con tutti i mezzi compatibili con l’emergenza pandemica, sulla proposta di realizzare l’Unione dei Comuni del Frusinate, per decidere, responsabilmente, in un senso o nell’altro.

Certo di un vostro concreto interessamento, invio i miei più cordiali saluti.

Frosinone 8 maggio 2020

 

 

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

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Modulo di autocertificazioine. Mininterno 26 marzo 2020

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Dal Consigliere regionale Marcelli e dal sindaco di Sora De Donatis.

  • Pubblicato in da Sora

Emergenza coronavirus

sora 2 350 260La Protezione Civile di Sora, Vicalvi, Anagni e Arpino ha istallato due tende, davanti all’ingresso del Pronto Soccorso dell’ospedale SS. Trinità di Sora per il Pre-Triage Covid-19. Nelle due strutture, che faranno da filtro per l’accesso al Pronto Soccorso, verranno valutate e analizzate le condizioni dei cittadini che necessitano di cure. Una volta ultimati i dovuti accertamenti si provvederà a stabilire il percorso che, per i sintomatici, ossia le persone che presentano febbre, tosse, dispnea, che provengono da zone a rischio o che sono state a contatto con persone con diagnosi positiva al virus Covid-19, sarà l’isolamento. Per gli asintomatici ci sarà l’ordinario percorso sanitario.

Aver ottenuto le due strutture di Pre-Triage è stato un risultato importante per la nostra comunità e, come spiega il Consigliere regionale e Vicepresidente alla Sanità, Loreto Marcelli “è frutto di una collaborazione costante tra tutte le Istituzioni, in particolare con il sindaco di Sora, Roberto De Donatis e il Direttore Generale della Asl di Frosinone, Stefano Lorusso. Aver ottenuto non solo queste due strutture per l’ospedale SS. Trinità di Sora ma anche per altri nosocomi come il San Benedetto di Alatri, è un passo importante nella prevenzione e nell’affrontare questa emergenza Sanitaria che ormai ha raggiunto non solo l’Italia ma anche il resto del mondo. Ringrazio in modo particolare tutto il personale medico e gli operatori sanitari per il loro preziosissimo lavoro e la loro dedizione”.

Grande soddisfazione per il risultato ottenuto è espressa anche dal Sindaco del Comune di Sora Roberto De Donatis: “Le tende pre-triage presso il nostro ospedale sono un servizio importante che consente la differenziazione dei pazienti con sintomatologia sospetta. Si tratta di un ulteriore ed indispensabile supporto all’attività ospedaliera nella gestione dell’emergenza Covid-19. Preziosa e necessaria, in casi di emergenza sanitaria come questa, la sinergia tra istituzioni. Il Comune di Sora si è confrontato e coordinato proficuamente con la Regione Lazio, nella persona del Consigliere Loreto Marcelli, e con l’Asl di Frosinone, rappresentata dal Direttore Generale Dott. Stefano Lorusso e dal referente del Pronto Soccorso di Sora Dott. Ivano Orlandi. Un grande ringraziamento per il lavoro svolto va anche ai volontari della Protezione Civile di Sora, Arpino, Anagni e Vicalvi, impegnati nell’allestimento delle strutture, e a tutto il personale sanitario. Tutti insieme, ognuno per le sue competenze, stiamo facendo il possibile per gestire la situazione attuale al meglio, impiegando ogni risorsa. Ora l’invito che rivolgo alla popolazione è di stare a casa. È questo il provvedimento più efficace per arginare il contagio, nella piena consapevolezza che limitare la propria libertà oggi significa garantire la libertà altrui domani. È questa la sfida da vincere ma per farlo dobbiamo restare uniti ed agire con senso di responsabilità”.

 

 

Modulo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus

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Alfredo Verrelli, un sindaco da cui imparare

Sindaco Alfredo Verrelli 350 minA 94 anni Alfredo Verrelli è morto. Era stato per trenta anni sindaco di Boville Ernica. Un arco di tempo che lascia il segno e non si può dimenticare, anzi, va ricordato perchè contiene insegnamenti.

Fu anche uno stimato dirigente del PCI. Giovanissimo si iscrisse al PCI e viene inviato nel 1947 alla scuola di partito per completare la sua formazione politica. È impegnato a ricostruire la Federazione giovanile comunista (FGCI) e nel 1949 recluta a Boville altri 15 giovani. Verrelli fa parte di quel gruppo di giovani che si impegnano ad avere molti iscritti alla FGCI e svolgono attività per la raccolta di firme per la pace.

Nel 1951 è eletto segretario della Fgci di Boville. Questa sua formazione politica maturata nello studio e nella pratica politica, lo portarono a essere considerato un dirigente di riferimento del PCI e dei cittadini di Boville. La sua principale caratteristica è stata quella di essere un attento osservatore degli avvenimenti sociali.

E’ stato il Sindaco dei suoi cittadini, in sintonia con il loro vivere quotidiano. Si alzava presto come loro, era sin dal mattino disponibile, presso il Comune, ad ascoltare le loro esigenze. La sua lettura mattutina era la Gazzetta Ufficiale che pigliava la sua attenzione anche prima dei quotidiani e lo ispirava alla ricerca dei finanziamenti da individuare e richiedere per le opere pubbliche da realizzare per la sua città ed i suoi cittadini. Non solo questa pratica consolidata di lavoro, ma si dedicava con assiduità allo studio delle leggi, delle pratiche amministrative e alla lettura quotidiana dei giornali. Un metodo di lavoro impeccabile, ascolto e studio, che gli permetteva di essere informato su tutto e di potere svolgere la sua funzione di dirigente politico e di amministratore con saggezza e sicurezza. Integerrimo amministratore, spese la sua vita alla rinascita di Boville negli anni del dopoguerra e in quelli successivi per il suo sviluppo. Figlio del suo tempo, può essergli sfuggita qualche novità.

Con lui crebbero intere generazioni di militanti del PCI e di ottimi amministratori. Il consenso popolare di cui godeva andavo molto oltre i confini del voto al suo partito e il suo legame con la sua gente era forte e intenso. Pacato nel confronto con gli altri, argomentava con dovizia di dati e di fatti i suoi interventi. Un esempio di come essere dirigenti di partito e un accorto amministratore. Rimane per tutti un esempio di alta onestà politica, di abnegazione per i suoi concittadini, per la passione per la politica e per il suo partito.

 

 

 

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Ceccano. Giulio Conti si candida a Sindaco

Giulio Conti 350 minDopo aver svolto per 4 anni e mezzo circa un duro lavoro di opposizione alla destra sovranista guidata dal sindaco Roberto Caligiore, nella mia qualità di consigliere comunale e capogruppo del Partito Democratico, sento il dovere di continuare a rappresentare il popolo ceccanese, fedele al mio impegno ed alla tradizione politica del centro sinistra, che ho sempre onorato e rappresentato in modo fiero.

Nell’ultimo consiglio comunale ero l’unico rappresentante del centro sinistra ad essere stato eletto non per passaggio diretto da candidato Sindaco. Non è un caso, infatti, che alcuni compiano questo passo soltanto per essere eletti in consiglio comunale, senza dimettersi una volta usciti sconfitti dalla competizione elettorale.

Le numerose iniziative portate avanti in questi anni su temi quali l’inquinamento ambientale e la salute dei cittadini, la trasparenza amministrativa, la valorizzazione del patrimonio storico artistico, la difesa del 25 aprile e dei valori sanciti dalla Carta Costituzionale come la libertà di pensiero oscurata dalla delibera “bavaglio” n. 66, hanno rappresentato l’80% circa delle interrogazioni ed interpellanze presentate all’assise e non sono disposto a lasciare questa “eredità” e determinati valori in cui credo fermamente, in pasto a chi fino a ieri festeggiava le sue vittorie politiche cantando “faccetta nera”.

Io continuerò ad avere altri riferimenti politici ed a cantare “Bella Ciao”, simbolo delle lotte partigiane, della Resistenza e delle sofferenze patite dai nostri avi a fronte delle persecuzioni nazi-fasciste ad essi inflitte.
Fin dal 2002, la mia esperienza politico-amministrativa ed il mio impegno, hanno già portato a Ceccano, nel corso degli anni, benefici quali circa 20 milioni di euro, traducibili in 45 alloggi popolari, di cui 25 già consegnati.
La realizzazione di altri 20 alloggi in zona PEEP.

La promozione delle linee guida per la stesura di un nuovo Piano Regolatore per la città, con incontri e dibattiti tra le categorie professionali, associazioni e cittadini. L’accordo fatto con la società S.G.I. per le opere compensative a seguito del passaggio sul territorio comunale del gasdotto, con 6 Km di rete fognaria e la sistemazione di strade in zona “Badia – Maiura”.
Finanziamenti per la realizzazione, sistemazione ed illuminazione di strade in zona Vigne Vecchie, San Pietro, Colle Leo e Scifelli.
Finanziamenti per il Castello dei Conti.

Occorre presentare ai cittadini un progetto alternativo al fallimento di Caligiore e dei suoi alleati, ma soprattutto di esperienza amministrativa, poiché è inammissibile che il quinto Comune più grande della provincia, sia lasciato in balia di persone inesperte, egocentriche o che hanno già fallito.
Si rende necessario un alto senso di responsabilità e di rispetto verso i cittadini, per questo chiedo ai movimenti, alle liste civiche, i partiti ed i consiglieri comunali che hanno condiviso con me il percorso fatto tra i banchi della minoranza, collaborazione ed impegno per il bene della nostra città.

E’ per questo che mi candido a rappresentare la comunità di Ceccano, come già annunciato due anni orsono in consiglio comunale, per ridare lustro a questa bellissima città, portando avanti con forza, coraggio e tenacia, elementi che più mi contraddistinguono, tutti quei temi che ho a cuore: sanità, ambiente, valorizzazione storico-culturale, commercio, urbanistica, sviluppo sostenibile, impegno sociale. Saranno queste le priorità della mia campagna elettorale.

Giulio Conti
Candidato Sindaco – Elezioni amministrative 2020

 

 

 

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Emanuela Piroli. È ufficiale la sua candidatura a Sindaco di Ceccano

e.piroli 2ritratto 350 260 minArriva la prima notizia politica del 2020 a Ceccano. A cinque mesi dall’appuntamento elettorale della prossima primavera, i gruppi partitici e civici del centrosinistra ufficializzano la propria candidatura alla carica di Sindaco della Città di Ceccano.

«Il processo di elaborazione del programma e di confronto ampio e articolato tra componenti politiche, partiti e realtà civiche del centrosinistra ceccanese, ha dato un primo importante risultato. Federazione dei Verdi Europei, Partito della Rifondazione Comunista, Possibile, Comunisti Italiani, Cives, in un percorso condiviso, hanno individuato in Emanuela Piroli il loro candidato a sindaco. Una scelta ponderata, che è il risultato della convergenza su un progetto politico-amministrativo, e su una personalità che è espressione e sintesi delle esigenze emerse. Emanuela non è un politico di professione, ma una militante politica per passione e per amore della sua città».

Anche la candidata stessa ha voluto rilasciare le sue prime dichiarazioni, estese attraverso il comunicato di presentazione della candidatura prodotto dai gruppi che la sosterranno nella corsa a Palazzo Antonelli.

«Sono onorata di rappresentare questa idea di amministrazione, soddisfatta che la scelta sia il frutto di una importante e produttiva discussione sul futuro della città e ringrazio chi ha riposto la propria fiducia nei miei confronti. La collegialità che ne è alla base, è un valore aggiunto, perché mi garantisce la collaborazione di una squadra che si è compattata intorno ad un obiettivo comune, che è Ceccano, il bene di Ceccano, il miglioramento della qualità di vita della città. Prima i contenuti, poi il nome. L’ambizione è dare una risposta ai tanti cittadini orfani di una rappresentanza politica di centro e di sinistra e/o delusi dalla attività delle precedenti amministrazioni. È una scelta, ci tengo a sottolineare, che parte dal “basso”, da Ceccano. Ci riconosciamo nei principi e nei valori del centrosinistra, in netta contrapposizione con gli ex né né né, che si sono subito palesati nella destra peggiore, condividendone tutte le scelte, inclusa la diffusione di fake news a mero scopo propagandistico. La priorità è invertire una tendenza che ha relegato in secondo piano gli interessi della città, a favore di interessi di partito e personalistici, trasformando Ceccano in un serbatoio di consensi per chi, poi, ha ignorato le esigenze primarie. Ci proponiamo di trasmettere quello scatto d’orgoglio nei cittadini, che li renda protagonisti di un cambiamento radicale. Ci proponiamo come l’unica vera alternativa ad una pessima gestione della cosa pubblica e ad una destra arrogante e inconcludente. Perseguendo il già iniziato processo di aggregazione, invitiamo tutte le realtà politiche e associative a condividere il nostro progetto, contribuendo alla realizzazione di un programma partecipato. Mi assumo, oggi, con gioia e determinazione, una grande responsabilità, mi sento pronta ad affrontare una battaglia dura, che non è solo elettorale, ma anche socio culturale, di valori e contro certi schemi vecchi e deteriorati che hanno ridotto Ceccano a estrema periferia della provincia, a città dormitorio, nonostante le grandi potenzialità, i tanti talenti, le risorse storiche e paesaggistiche. Bisogna opporsi alla rassegnazione, rimboccarsi le maniche e lavorare per un presente e un futuro migliori, per una città attrattiva, inclusiva e competitiva, in cui si voglia arrivare e non da cui si desideri scappare».

Il comunicato si conclude con un appuntamento che a breve giro di posta rivelerà le future iniziative della coalizione che supporterà Emanuela Piroli. «Ora si tratta di riempire di contenuti e di azioni un'agenda già fitta di temi e questioni da tempo irrisolti. Nelle prossime settimane sarà reso pubblico il cronogramma degli appuntamenti con gli elettori».

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Anagni. "Urban-waste": minoranza chiede spiegazioni al Sindaco

Anagni Palazzo della Ragione 350 260di Antonella Necci - Con una nota congiunta la minoranza consiliare della Città dei Papi, invita, nuovamente, il sindaco Natalia Daniele ad una assise aperta alla cittadinanza per spiegare e chiarire il suo coinvolgimento personale nell'inchiesta che lo vede indagato a piede libero. Unico politico coinvolto, insieme al sindaco di Sgurgola, Antonio Corsi, nel caso di corruzione e appalti truccati nella pubblica amministrazione di diversi comuni ciociari e denominato Urban Waste.

C'è da sottolineare come stavolta la minoranza si sia fermamente trovata d'accordo nel condannare la mancanza di etica politica e di senso di morale che caratterizza questa maggioranza e questo sindaco di Anagni. Un plauso, quindi ai consiglieri di fede politica fondamentalmente diversa, che in questo frangente, sono riusciti a trovarsi in totale sintonia nell"affermazione di onestà, rigore, voglia di veder migliorare davvero la propria città e forte desiderio di evitare di ricadere nelle pastoie di corruzione di cui l'amministrazione anagnina è stata da decenni caratterizzata. Immobilismo, favori personali, parentopoli, voti di scambio. La politica di una Italietta di provincia senza via d'uscita.

Ci dispiace vedere come tra i consiglieri di minoranza non si possa annoverare il dott. Necci Antonio, il quale si dissocia da qualsiasi richiesta di chiarimenti, implicitamente accettando lo stato di fatto. Mi chiedo quale sia la sua reale funzione e quali siano i suoi interessi. Durante l'amministrazione Bassetta entrò a far parte della maggioranza pochi mesi prima della sfiducia al sindaco e nel discorso di insediamento prese subito le dovute distanze dall'amministrazione di cui doveva far parte.

Ciononostante è stato di nuovo eletto e ora che si trova in minoranza, non solo non ha dialogo con gli altri quattro membri consiliari, ma ci tiene ad avere un suo posto staccato durante i consigli comunali. Sarebbe interessante capire non già quali siano i pensieri che si agitano nella testa di un simile individuo, ma cosa è passato nella testa di quelli che hanno deciso di votarlo. Perché sono loro il caso clinico da studiare con attenzione.
Ritornando, invece, al comunicato stampa della minoranza, che qui di seguito alleghiamo, non sfugge come la richiesta di chiarimenti non sia solo puntata sul caso Urban Waste, ma anche sulla non tanto presunta corruzione di altri membri della maggioranza. Pace Simone, in primis, coinvolto in un processo per minacce, e il sig. Pietrucci Luigi, che ha preso parte ad un concorso della comunità montana per un posto da vigile urbano, concorso caduto nelle mani del Tribunale di Cassino e della Commissione anticorruzione. Il terzo indagato ancora sotto processo e per questo adatto a ricoprire un ruolo nella maggioranza consiliare anagnina e al quale fanno riferimento i consiglieri di minoranza è forse Naretti Pierino?

(qui di seguito il comunicato stampa pubblicato da anagnia.com il 3 novembre 2019)

«Caso "Urban-waste", la minoranza consiliare (ad esclusione del dott. Antonio Necci) chiede spiegazioni al sindaco Avv. Daniele Natalia:

Abbiamo appreso dalla stampa, che a conclusione delle indagini, al sindaco Natalia è contestato il reato di corruzione nell'affare ormai noto Urban Waste.
Oltre a lui, accusato per abuso di ufficio e falso sull'affidamento anche Tonino Ranelli.

Riteniamo doveroso che il sindaco ora spieghi in Consiglio Comunale quello che sta accadendo e cosa intende fare sia riguardo il suo ruolo istituzionale sia riguardo ciò che è accaduto all'interno dell'ufficio tecnico, giacchè è gravissimo pensare che possano essere pilotati gli appalti.

Al di là delle tante chiacchiere, soprattutto su Facebook, volte a promuovere un'amministrazione immobile nelle sue incapacità, rileviamo che questa maggioranza abbia un serio problema di morale politica e di rispetto per le istituzioni.

Il Sindaco di Forza Italia ufficialmente indagato per corruzione non è nuovo ai problemi con la giustizia, il suo ex assessore ai lavori pubblici sta subendo un processo per tentata minaccia, un consigliere di maggioranza è oggetto di avviso di garanzia e un altro, si legge sulla stampa, è partecipe di un concorso per vigile urbano finito sotto indagine della Procura di Cassino non solo per una sfacciata parentopoli.

Ci chiediamo come possano queste persone operare per il bene comune e per lo sviluppo della città Anagni se poi accade tutto questo.
Una maggioranza che non si fa scrupoli ad assumere al comune persone che si erano candidate con la coalazione di Natalia, alcuni delle quali svolgono funzioni totalmente inutili per la cittadinanza.

Ci dispiace per la persona, che riteniamo debba difendersi dalle accuse in maniera giusta e nelle sedi deputate, ma di certo un sindaco nuovamente indagato non è una bella immagine per Anagni e per le istituzioni.

Ci dica quindi cosa vuol fare anche se, per il rispetto della città, la scelta più giusta sarebbe quella di fare un doveroso passo indietro.»

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