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Ceccano. Giulio Conti si candida a Sindaco

Giulio Conti 350 minDopo aver svolto per 4 anni e mezzo circa un duro lavoro di opposizione alla destra sovranista guidata dal sindaco Roberto Caligiore, nella mia qualità di consigliere comunale e capogruppo del Partito Democratico, sento il dovere di continuare a rappresentare il popolo ceccanese, fedele al mio impegno ed alla tradizione politica del centro sinistra, che ho sempre onorato e rappresentato in modo fiero.

Nell’ultimo consiglio comunale ero l’unico rappresentante del centro sinistra ad essere stato eletto non per passaggio diretto da candidato Sindaco. Non è un caso, infatti, che alcuni compiano questo passo soltanto per essere eletti in consiglio comunale, senza dimettersi una volta usciti sconfitti dalla competizione elettorale.

Le numerose iniziative portate avanti in questi anni su temi quali l’inquinamento ambientale e la salute dei cittadini, la trasparenza amministrativa, la valorizzazione del patrimonio storico artistico, la difesa del 25 aprile e dei valori sanciti dalla Carta Costituzionale come la libertà di pensiero oscurata dalla delibera “bavaglio” n. 66, hanno rappresentato l’80% circa delle interrogazioni ed interpellanze presentate all’assise e non sono disposto a lasciare questa “eredità” e determinati valori in cui credo fermamente, in pasto a chi fino a ieri festeggiava le sue vittorie politiche cantando “faccetta nera”.

Io continuerò ad avere altri riferimenti politici ed a cantare “Bella Ciao”, simbolo delle lotte partigiane, della Resistenza e delle sofferenze patite dai nostri avi a fronte delle persecuzioni nazi-fasciste ad essi inflitte.
Fin dal 2002, la mia esperienza politico-amministrativa ed il mio impegno, hanno già portato a Ceccano, nel corso degli anni, benefici quali circa 20 milioni di euro, traducibili in 45 alloggi popolari, di cui 25 già consegnati.
La realizzazione di altri 20 alloggi in zona PEEP.

La promozione delle linee guida per la stesura di un nuovo Piano Regolatore per la città, con incontri e dibattiti tra le categorie professionali, associazioni e cittadini. L’accordo fatto con la società S.G.I. per le opere compensative a seguito del passaggio sul territorio comunale del gasdotto, con 6 Km di rete fognaria e la sistemazione di strade in zona “Badia – Maiura”.
Finanziamenti per la realizzazione, sistemazione ed illuminazione di strade in zona Vigne Vecchie, San Pietro, Colle Leo e Scifelli.
Finanziamenti per il Castello dei Conti.

Occorre presentare ai cittadini un progetto alternativo al fallimento di Caligiore e dei suoi alleati, ma soprattutto di esperienza amministrativa, poiché è inammissibile che il quinto Comune più grande della provincia, sia lasciato in balia di persone inesperte, egocentriche o che hanno già fallito.
Si rende necessario un alto senso di responsabilità e di rispetto verso i cittadini, per questo chiedo ai movimenti, alle liste civiche, i partiti ed i consiglieri comunali che hanno condiviso con me il percorso fatto tra i banchi della minoranza, collaborazione ed impegno per il bene della nostra città.

E’ per questo che mi candido a rappresentare la comunità di Ceccano, come già annunciato due anni orsono in consiglio comunale, per ridare lustro a questa bellissima città, portando avanti con forza, coraggio e tenacia, elementi che più mi contraddistinguono, tutti quei temi che ho a cuore: sanità, ambiente, valorizzazione storico-culturale, commercio, urbanistica, sviluppo sostenibile, impegno sociale. Saranno queste le priorità della mia campagna elettorale.

Giulio Conti
Candidato Sindaco – Elezioni amministrative 2020

 

 

 

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Emanuela Piroli. È ufficiale la sua candidatura a Sindaco di Ceccano

e.piroli 2ritratto 350 260 minArriva la prima notizia politica del 2020 a Ceccano. A cinque mesi dall’appuntamento elettorale della prossima primavera, i gruppi partitici e civici del centrosinistra ufficializzano la propria candidatura alla carica di Sindaco della Città di Ceccano.

«Il processo di elaborazione del programma e di confronto ampio e articolato tra componenti politiche, partiti e realtà civiche del centrosinistra ceccanese, ha dato un primo importante risultato. Federazione dei Verdi Europei, Partito della Rifondazione Comunista, Possibile, Comunisti Italiani, Cives, in un percorso condiviso, hanno individuato in Emanuela Piroli il loro candidato a sindaco. Una scelta ponderata, che è il risultato della convergenza su un progetto politico-amministrativo, e su una personalità che è espressione e sintesi delle esigenze emerse. Emanuela non è un politico di professione, ma una militante politica per passione e per amore della sua città».

Anche la candidata stessa ha voluto rilasciare le sue prime dichiarazioni, estese attraverso il comunicato di presentazione della candidatura prodotto dai gruppi che la sosterranno nella corsa a Palazzo Antonelli.

«Sono onorata di rappresentare questa idea di amministrazione, soddisfatta che la scelta sia il frutto di una importante e produttiva discussione sul futuro della città e ringrazio chi ha riposto la propria fiducia nei miei confronti. La collegialità che ne è alla base, è un valore aggiunto, perché mi garantisce la collaborazione di una squadra che si è compattata intorno ad un obiettivo comune, che è Ceccano, il bene di Ceccano, il miglioramento della qualità di vita della città. Prima i contenuti, poi il nome. L’ambizione è dare una risposta ai tanti cittadini orfani di una rappresentanza politica di centro e di sinistra e/o delusi dalla attività delle precedenti amministrazioni. È una scelta, ci tengo a sottolineare, che parte dal “basso”, da Ceccano. Ci riconosciamo nei principi e nei valori del centrosinistra, in netta contrapposizione con gli ex né né né, che si sono subito palesati nella destra peggiore, condividendone tutte le scelte, inclusa la diffusione di fake news a mero scopo propagandistico. La priorità è invertire una tendenza che ha relegato in secondo piano gli interessi della città, a favore di interessi di partito e personalistici, trasformando Ceccano in un serbatoio di consensi per chi, poi, ha ignorato le esigenze primarie. Ci proponiamo di trasmettere quello scatto d’orgoglio nei cittadini, che li renda protagonisti di un cambiamento radicale. Ci proponiamo come l’unica vera alternativa ad una pessima gestione della cosa pubblica e ad una destra arrogante e inconcludente. Perseguendo il già iniziato processo di aggregazione, invitiamo tutte le realtà politiche e associative a condividere il nostro progetto, contribuendo alla realizzazione di un programma partecipato. Mi assumo, oggi, con gioia e determinazione, una grande responsabilità, mi sento pronta ad affrontare una battaglia dura, che non è solo elettorale, ma anche socio culturale, di valori e contro certi schemi vecchi e deteriorati che hanno ridotto Ceccano a estrema periferia della provincia, a città dormitorio, nonostante le grandi potenzialità, i tanti talenti, le risorse storiche e paesaggistiche. Bisogna opporsi alla rassegnazione, rimboccarsi le maniche e lavorare per un presente e un futuro migliori, per una città attrattiva, inclusiva e competitiva, in cui si voglia arrivare e non da cui si desideri scappare».

Il comunicato si conclude con un appuntamento che a breve giro di posta rivelerà le future iniziative della coalizione che supporterà Emanuela Piroli. «Ora si tratta di riempire di contenuti e di azioni un'agenda già fitta di temi e questioni da tempo irrisolti. Nelle prossime settimane sarà reso pubblico il cronogramma degli appuntamenti con gli elettori».

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Anagni. "Urban-waste": minoranza chiede spiegazioni al Sindaco

Anagni Palazzo della Ragione 350 260di Antonella Necci - Con una nota congiunta la minoranza consiliare della Città dei Papi, invita, nuovamente, il sindaco Natalia Daniele ad una assise aperta alla cittadinanza per spiegare e chiarire il suo coinvolgimento personale nell'inchiesta che lo vede indagato a piede libero. Unico politico coinvolto, insieme al sindaco di Sgurgola, Antonio Corsi, nel caso di corruzione e appalti truccati nella pubblica amministrazione di diversi comuni ciociari e denominato Urban Waste.

C'è da sottolineare come stavolta la minoranza si sia fermamente trovata d'accordo nel condannare la mancanza di etica politica e di senso di morale che caratterizza questa maggioranza e questo sindaco di Anagni. Un plauso, quindi ai consiglieri di fede politica fondamentalmente diversa, che in questo frangente, sono riusciti a trovarsi in totale sintonia nell"affermazione di onestà, rigore, voglia di veder migliorare davvero la propria città e forte desiderio di evitare di ricadere nelle pastoie di corruzione di cui l'amministrazione anagnina è stata da decenni caratterizzata. Immobilismo, favori personali, parentopoli, voti di scambio. La politica di una Italietta di provincia senza via d'uscita.

Ci dispiace vedere come tra i consiglieri di minoranza non si possa annoverare il dott. Necci Antonio, il quale si dissocia da qualsiasi richiesta di chiarimenti, implicitamente accettando lo stato di fatto. Mi chiedo quale sia la sua reale funzione e quali siano i suoi interessi. Durante l'amministrazione Bassetta entrò a far parte della maggioranza pochi mesi prima della sfiducia al sindaco e nel discorso di insediamento prese subito le dovute distanze dall'amministrazione di cui doveva far parte.

Ciononostante è stato di nuovo eletto e ora che si trova in minoranza, non solo non ha dialogo con gli altri quattro membri consiliari, ma ci tiene ad avere un suo posto staccato durante i consigli comunali. Sarebbe interessante capire non già quali siano i pensieri che si agitano nella testa di un simile individuo, ma cosa è passato nella testa di quelli che hanno deciso di votarlo. Perché sono loro il caso clinico da studiare con attenzione.
Ritornando, invece, al comunicato stampa della minoranza, che qui di seguito alleghiamo, non sfugge come la richiesta di chiarimenti non sia solo puntata sul caso Urban Waste, ma anche sulla non tanto presunta corruzione di altri membri della maggioranza. Pace Simone, in primis, coinvolto in un processo per minacce, e il sig. Pietrucci Luigi, che ha preso parte ad un concorso della comunità montana per un posto da vigile urbano, concorso caduto nelle mani del Tribunale di Cassino e della Commissione anticorruzione. Il terzo indagato ancora sotto processo e per questo adatto a ricoprire un ruolo nella maggioranza consiliare anagnina e al quale fanno riferimento i consiglieri di minoranza è forse Naretti Pierino?

(qui di seguito il comunicato stampa pubblicato da anagnia.com il 3 novembre 2019)

«Caso "Urban-waste", la minoranza consiliare (ad esclusione del dott. Antonio Necci) chiede spiegazioni al sindaco Avv. Daniele Natalia:

Abbiamo appreso dalla stampa, che a conclusione delle indagini, al sindaco Natalia è contestato il reato di corruzione nell'affare ormai noto Urban Waste.
Oltre a lui, accusato per abuso di ufficio e falso sull'affidamento anche Tonino Ranelli.

Riteniamo doveroso che il sindaco ora spieghi in Consiglio Comunale quello che sta accadendo e cosa intende fare sia riguardo il suo ruolo istituzionale sia riguardo ciò che è accaduto all'interno dell'ufficio tecnico, giacchè è gravissimo pensare che possano essere pilotati gli appalti.

Al di là delle tante chiacchiere, soprattutto su Facebook, volte a promuovere un'amministrazione immobile nelle sue incapacità, rileviamo che questa maggioranza abbia un serio problema di morale politica e di rispetto per le istituzioni.

Il Sindaco di Forza Italia ufficialmente indagato per corruzione non è nuovo ai problemi con la giustizia, il suo ex assessore ai lavori pubblici sta subendo un processo per tentata minaccia, un consigliere di maggioranza è oggetto di avviso di garanzia e un altro, si legge sulla stampa, è partecipe di un concorso per vigile urbano finito sotto indagine della Procura di Cassino non solo per una sfacciata parentopoli.

Ci chiediamo come possano queste persone operare per il bene comune e per lo sviluppo della città Anagni se poi accade tutto questo.
Una maggioranza che non si fa scrupoli ad assumere al comune persone che si erano candidate con la coalazione di Natalia, alcuni delle quali svolgono funzioni totalmente inutili per la cittadinanza.

Ci dispiace per la persona, che riteniamo debba difendersi dalle accuse in maniera giusta e nelle sedi deputate, ma di certo un sindaco nuovamente indagato non è una bella immagine per Anagni e per le istituzioni.

Ci dica quindi cosa vuol fare anche se, per il rispetto della città, la scelta più giusta sarebbe quella di fare un doveroso passo indietro.»

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Bettinelli intervista Lucio Fiordaliso Sindaco di Patrica

Fiordaliso Sindaco Patrica Lazio mindi Valentino Bettinelli - La questione della Valle del Sacco è sempre al centro delle nostre cronache. Per ampliare l’informazione offerta dal nostro giornale, abbiamo proposto un’intervista al Sindaco di Patrica, Lucio Fiordaliso. Il primo cittadino ha accettato di buon grado e, nell’occasione, si è aperta anche una finestra sulla trattativa che riguarda lo stabilimento dell’ex Ilva.

Lei si è dimostrato uno degli amministratori più attivi riguardo le vicende della Valle del Sacco. Come valuta l’operato delle istituzioni e quali saranno le prossime mosse che metterà in campo come Sindaco?
La Valle del Sacco è stata oggetto di tante parole, ma pochi fatti concreti. Fa riflettere il fatto che la Regione Lazio sia una delle poche in Italia a non avere una legge sulle emissioni di origine. È, dunque, complicato anche sanzionare a livello amministrativo le aziende che non rispettano i protocolli ambientali, perché le autorità come Polizia Locale o Carabinieri non dispongono degli strumenti più adeguati. Sto portando avanti una battaglia che deve essere di tutti i cittadini; per questo chiedo la partecipazione di tutti alla manifestazione, che si svolgerà alla fine del mese di ottobre (data ancora da confermare), senza però esporre bandiere di partito e fasce. Non dobbiamo portare bandiere su una lotta che appartiene solo alla popolazione.

Altra questione dirimente, quella del trattamento dei rifiuti. Cosa intenderà fare per evitare, sul suo territorio, ulteriori aperture di aziende che operano in questo settore?
Il nostro territorio si trova in una posizione geografica strategica, perché esattamente a metà strada tra Roma e Napoli. Questo, però, non deve consentire a molti di pensare di poter trasformare la provincia di Frosinone in un sito di stoccaggio per tutti i rifiuti provenienti da fuori. Bisogna contrastare tale fenomeno colpendo chi inquina senza rispettare le norme vigenti. Nel mio caso ho agito con un’ordinanza di chiusura nei confronti di un’azienda che si occupa di trattamento dei rifiuti. Fa pensare come la sentenza del Tar sia stata rimandata a luglio 2020; probabilmente il TAR si trova nella difficoltà di creare un precedente scomodo oppure di dover affermare che un Sindaco non ha potere di controllo sul proprio territorio. Una situazione davvero paradossale che, senza un serio piano di riconversione non può avere una risoluzione in breve tempo.

Trattando il tema della Valle del Sacco non si può non parlare della sua ultima scelta politica. L’annuncio della sua fuoriuscita dal Partito Democratico ha fatto molto rumore. Ci spieghi i motivi che hanno scatenato tale decisione e quale sarà la sua collocazione futura nel panorama politico.
Il mio impegno da amministratore continuerà ad essere costante e sarà inquadrato nella logica del civismo. Ho voluto dare un segnale forte e trasmettere un unico messaggio: non c’è strategia politica e di partito che possa scavalcare le necessità dei territori e dei cittadini.
La mia esperienza nel Partito Democratico si chiude, ma non in modo improvviso. Ho tentato in più occasioni di sensibilizzare chi di dovere, sia a livello provinciale che regionale, ma ho notato un disinteresse che ritengo inaccettabile. Anche la Regione Lazio dovrà mettere in campo delle azioni per migliorare la situazione del nostro territorio, ma ad oggi si muove ben poco. C’è solo una bozza di legge regionale, che però mi lascia deluso. Non c’è traccia di una equa distribuzione sul territorio degli impianti per il trattamento rifiuti. Nel piano regionale, tra i criteri escludenti non c’è quello del SIN, quindi non trovo logica la correlazione tra bonifica e trattamento dei rifiuti.
Tutto questo immobilismo mi ha portato a scegliere la strada più corretta per un Sindaco, ovvero quella di occuparsi del territorio, stando accanto alle istanze della popolazione e non seguendo pedissequamente le necessità partitiche che poca attenzione prestano a tali situazioni.

Sul territorio del suo Comune insiste anche il problema industriale e occupazionale. In particolare, a destare, maggiore preoccupazione la situazione dell’ex Ilva. A breve scadranno i termini ei bandi per l’acquisizione dello stabilimento. Sa indicarci lo stato di tale processo?
Per la vicenda Ilva ci troviamo ancora immersi in un limbo e attendiamo risposte. La situazione dello stabilimento di Patrica ha subito anche i cambi di governo degli ultimi due anni, che hanno provocato ulteriori difficoltà e rallentamenti alle trattative.
Sono dell’idea che la trattativa vada mantenuta sulla linea pubblica, anche se, nel caso si presentasse un investitore serio, anche la contrattazione privata potrebbe consentire un’accelerazione, evitando le lungaggini tipiche della politica.
Sicuramente serve velocità per garantire respiro alle famiglie coinvolte in questa situazione di estrema difficoltà. Speriamo che l’imprenditore di cui si parla in questi giorni fornisca maggiori garanzie rispetto al primo interessato, garantendo una soluzione che possa far ripartire lo stabilimento.

 

 

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Veroli al voto: Confronto diretto dei candidati a Sindaco

Veroli confrontofraicandidatiasindaco 350 mindi Maria Giulia Cretaro - Sembrava un incontro archiviato, eppure è arrivato quello tra i candidati alla carica di Sindaco di Veroli, tra rimpalli . La conferma della testata organizzatrice è arrivata nella serata del 22, annunciando per il rotto della cuffia il confronto del giorno dopo, nell'Aula Magna del Liceo Sulpicio. Ad anticipare l'incontro del pomeriggio, un messaggio social del Sindaco uscente Simone Cretaro, che in un inciso affonda il primo gancio "... L'incontro è organizzato da un editore locale che è manifestamente schierato a sostegno di un altro candidato e che, nei cinque anni passati attraverso la sua testata on line, ha avuto un costante atteggiamento critico e ostile nei confronti dell'amministrazione comunale. Tali circostanze dovrebbero indurmi a non accettare l'invito. Invece ho accettato senza porre alcun tipo di condizione, perché sono fermamente convinto che il problema non è mai rappresentato dal contenuto delle domande o da chi le pone.. ". Della serie “qualcuno avrà pure il vantaggio nella prima mano, ma io gioco lo stesso, anzi rilancio".

E al tavolo, infatti sono accorsi tutti e tre, fatti accomodare dal mazziere, pardon moderatore, scelto per l'occasione, Alessio Brocco. Uno pseudo dibattito all'americana, ovvero nove domande, un minuto per rispondere a disposizione di ogni candidato: queste le regole della partita in virtù della par condicio. Per non far torto a nessuno, il giornalista ad ogni quesito ha estratto l'ordine di risposta, un rocambolesco metodo che ha placato il ritmo del dibattito ma non la fame dei candidati. Perché dopo un mese di campagna affidata agli slogan, urgeva un confronto sui programmi. E in un paio di mani, i bluff vengono a galla. Nei discorsi introduttivi ognuno rimane nel suo. Fabrizio Cretaro avanza con la ricetta consueta del Movimento: question time e sportelli di contrada, diretta streaming del consiglio comunale, compostaggio di quartiere per i rifiuti. Simone Cretaro si affida ai fatti del suo quinquennio e ai dati concreti ovvero incremento turistico ed investimento massimo dell'amministrazione per il sociale. Marco Bussagli riconquista il ruolo di candidato sindaco per il centrodestra, illustrando la sua Veroli "imprenditrice", con il turismo caposaldo, istruzione a colonna portante e nuovi assessorati tecnici.

Quindici minuti di platea in ossequioso ascolto, pronta a scaldarsi per i temi cruciali. Alessio Brocco riprende il microfono e distribuisce le carte. Un bouquet di domande che sembra calcare i punti programmatici di un candidato specifico, gli altri due capiscono al volo ma tengono salda la partita. Centro storico, Prato di Campoli, raccolta differenziata, turismo e commercio senza mancare la sanità; grande assente la questione acqua, Acea e Ato 5 possono attendere la prossima tornata elettorale. Sul sistema sanitario locale parte la stoccata di Bussagli, che fa la voce grossa sulle condizioni del vecchio ospedale e l'operatività mozzata della guardia medica. Un'ovvia occhiataccia all'operato di Cretaro Simone, peccato che a chiarire le idee al professore ci pensa anche il Cretaro pentastellato. Le competenze in merito sono della ASL e il bene in questione appartiene alla Regione, ergo il primo cittadino di autonomia in merito ne ha poca. Due risposte al prezzo di una: regola numero uno, mai sottovalutare l'avversario. Il climax dell'incontro si raggiunge con l' intramontabile domanda su Palazzo Campanari; Bussagli cerca di capire il perché di un tale acquisto gravoso per i contribuenti senza un progetto alla base conquistandosi applausi a gogo, Fabrizio Cretaro rilancia sostenendo che lasciar scegliere i cittadini su accendere o meno un mutuo sarebbe stata cosa buona e giusta. Ed è qui che la calma di Simone Cretaro si svela e placido cala il poker d'assi: esistono tutte le condizioni per procedere all'acquisto del Palazzo e l'iter è avviato. La sua amministrazione ha però scelto di rimandare a dopo le elezioni il lasciapassare definitivo, per attendere l'appoggio completo dei verolani. Democrazia diretta dai tempi delle polis greche in barba a quella 2.0.

Con lo stesso serafico appeal di chi ha la legge dalla sua, il Sindaco uscente bypassa la provocazione sull'utilizzo improprio del Palacoccia, sottolineandone la completa agibilità e fruizione per eventi di ampio respiro. Mentre il candidato di centrodestra vede arginato il suo cavallo/cavillo di battaglia, il pentastellato incassa il colpo e con eleganza non ribatte.
Era l'occasione per i tre di puntare tutto, per uscire trionfanti seppur scalfiti, nel solo incontro diretto.

Fabrizio Cretaro, inedita scoperta di questa tornata, guadagna approvazione e rispetto per i modi e l'attenzione mostrata. Perdonato anche lo scivolone sulla non conoscenza del bilancio Comunale, ha difeso le sue idee e palesato con garbo e lessico puntuale il suo programma, senza perdere mai l'obiettivo. Un esordio pubblico a cui ha reso giustizia.

Marco Bussagli, sicuramente più avvezzo a platee di uditori, tenta di uscire dai toni cauti del suo ruolo accademico per vestire quelli di politico, con qualche difficoltà di approccio. Recupera in corsa, proponendosi come alternativa credibile sul territorio e per il territorio grazie alla sua coalizione.

Simone Cretaro, che da amministratore uscente aveva tutto da perdere, conferma la sua padronanza della macchina comunale e la coscienza dei tempi e delle dichiarazioni in politica. Il silenzio che molti gli hanno rimproverato in questo mese, gli è valso il vantaggio nell'incontro.

Non sarà certo questo dibattito a sancire vinti e vincitori, a questo penseranno gli elettori domenica, ma è stato senza dubbio un guizzo di concretezza in una campagna elettorale poco politica e troppo d'azzardo. E chissà che qualcuno non abbia puntano troppo.

 

 

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Veroli. Salta il confronto fra i 3 candidati a Sindaco

veroli comune 350 260Maria Giulia Cretaro - Giovedì 9 Maggio, ore 18, Aula Magna di Veroli: tutto pronto per il dibattito della triade di candidati a sindaco. Un confronto all'americana, con domande dei giornalisti e il contro alla rovescia per le risposte. Peccato che a presenziare sia stato solo l'attuale Sindaco Simone Cretaro. Perché nella mattinata dello stesso giorno, i due sfidanti al trono comunale, hanno pensato bene di affidare ai social la comunicazione della loro assenza. Concomitante la pubblicazione dei post da parte di entrambe le pagine ufficiali delle coalizioni, che adducevano come spiegazione all'assenza la parzialità del moderatore e la scarsa chiarezza delle modalità di svolgimento del dibattito. Forse Fabrizio Cretaro e Marco Bussagli si aspettavano la disertazione dei cittadini insieme alla loro. Eppure la sala, non era vuota, anzi. In molti hanno accolto l'invito del primo cittadino a partecipare comunque. La richiesta primaria ovviamente era stata rivolta agli avversari, sottolineando la disponibilità completa a scegliere un altro arbitro per il confronto, fosse stato anche un giornalista candidato nello schieramento avversario. Eppure neanche questo è bastato, tanto che imperterriti hanno rifiuto l'incontro.

Ammesse le remore dei candidati sull'obiettività dell'appuntamento, forse avvisare con maggiore preavviso, specialmente in rispetto della cittadinanza, sarebbe stato eticamente più corretto. Perché che ad orchestrare il tete à tete sarebbe stato Egidio Cerelli era ben noto a tutti da tempo, se la sua posizione non era reputata idonea da Marco Bussagli e Fabrizio Cretaro, potevano sottolinearlo tempo addietro, motivando le ragioni e proponendo nomi alternativi. Va aggiunto che tutti e tre i candidati avevo dichiarato completa disponibilità al confronto proposto loro dallo stesso Cerelli: tirarsi indietro qualche ora prima sembra più un lanciare il sasso nascondendo la mano. Chiederne poi un altro (sempre via social), in tempi e modalità sconosciute, che non si sa bene chi dovrebbe decidere, risulta piuttosto velleitario.

Perché se le polis ateniesi qualcosa insegnano, le arene di dialogo sono il miglior modo per vantare le proprie ragioni. Negare la presenza equivale a rinunciare ad esprimerle. Il pomeriggio di giovedì era un'occasione importante per tutti e avrebbe fornito il pulpito perfetto per enunciare i proprio dubbi e assestare colpi dritti. Questo perché in politica, chi concorre per la prima volta, parte sempre in vantaggio. È l'amministratore a correre più rischi, è una regola non scritta. Presentandosi Simone Cretaro ha acceso la sua campagna elettorale, fino ad ora passata in sordina, senza spot ma scusandosi per il mancato confronto in qualità di padrone di casa. Nel tentativo di guadagnare consensi, gli altri candidati hanno garantito al già sindaco un margine di vantaggio, se non politico, di sicuro morale.

 

 

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Ferentino. Il Sindaco non risponde alle interrogazioni consiliari

Ferentino aula consigliaresemivuota 350 260Grave emergenza ambientale – Il Sindaco non risponde alle interrogazioni consiliari. Interessato formalmente il Prefetto di Frosinone
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Maurizio Berretta Capogruppo della Lega: “ Ho formalmente interessato S.E. Ignazio Portelli, Prefetto di Frosinone, sulle gravi omissioni, delle mancate risposte alle interrogazioni dei consiglieri comunali, da parte del Sindaco Antonio Pompeo e del Presidente del Consiglio comunale. Il 14 Dicembre 2018, ho presentato un’interrogazione a risposta scritta ed urgente (10 giorni), cosi’ come previsto dal regolamento di consiglio comunale, per conoscere i provvedimenti adottati dal Comune di Ferentino sui casi di “sversamento nel torrente Alabro e fiume Sacco”, nel particolare se si era intervenuti nel riscontrare eventuali scarichi abusivi su territorio comunale e di conoscere invece, quanti sono gli scarichi regolarmente autorizzati.

A distanza di ben oltre 2 mesi, ho ricevuto solo silenzio e null’altro. Eppure nelle 2 sedute di Consiglio comunale del 18/12/2018 e 30/01/2019 ho sollecitato piu’ volte la risposta all’interrogazione. Non e’ cosi’ che si puo’ amministrare una Citta’, la mancata risposta alle interrogazioni dei Consiglieri e’ da interpretare a tutti gli effetti, come una mancata risposta alla Cittadinanza tutta, poiche’ l’Amministrazione e’ tenuta a riscontrare tali istanzmaurizioberretta 350e, non solo per questioni di correttezza istituzionale, nonche’ di elementare buona educazione, ma per chiarire le linee di indirizzo del Governo cittadino ed orientare cosi’ al meglio le azioni dei consiglieri. Pretendo a questo punto un dettagliato riscontro, sui provvedimenti o meno, adottati dal Comune sulla grave emergenza ambientale, i relativi atti deliberativi, e soprattutto il censimento degli scarichi industriali, e se non ne e’ in possesso, il Comune deve acquisirlo presso il Consorzio Industriale – Asi (competente), oltre ai residenziali, altresi’ se ha riscontrato direttamente con i propri organi interni scarichi totalmente abusivi.

Ho voluto interessare sono la Prefettura e non anche la Procura di Frosinone, seppur il comportamento omissivo viola l’articolo 43 della 267/2000, e si integra nel reato di omissione di atti d’ufficio (art.328 c.p.), confidando in un riscontro anche fuori dai termini di legge, seppur ampiamente scaduti, ma spero vivamente che questa Giunta comunale prenda coscienza che la grave emergenza ambientale del Sacco, ha bisogna di una task force senza precedenti, e’ ora che il nostro comune ponga la tematica tra le priorita’ assolute delle azioni di governo cittadino, non esistono solo feste e sagre o sorrisi alla stampa, ma sopra ogni cosa, la tutela dell’ambiente e della salute. Mi auguro che SE il Prefetto, intervenga quanto prima per garantire il rispetto dei diritti dei Consiglieri comunali nell’esercizio delle proprie funzioni”.

 

 

 

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Riggi: Appello al Sindaco per l'asilo nido Pollicino

Frosinone 350 260 minDaniele Riggi: “Rivolgo un appello al Sindaco, all'Assessore al Bilancio e all'Assessore alla Pubblica Istruzione: consentiamo all'asilo nido Pollicino di proseguire l'attività didattica, almeno fino alla fine di questo anno scolastico”

L'attuale legge di bilancio varata dal governo giallo-verde si sta rivelando l'ennesima tagliola sui bilanci comunali, dato che riduce ulteriormente le già scarse risorse disponibili per i servizi ai cittadini. L'asilo nido comunale “Pollicino” vive da diverso tempo una situazione precaria, infatti il servizio, in assenza di nuova gara per l'affidamento, va avanti attraverso delle proroghe. Adesso, a causa anche dei recenti tagli imposti dal Governo, c'è il forte rischio che nel bilancio comunale di quest'anno non ci siano le risorse sufficienti per garantire il proseguimento dell'attività del servizio, almeno fino alla fine dell'anno scolastico. Sarebbe veramente clamoroso e ingiusto interrompere un servizio didattico ad anno scolastico inoltrato, considerando che i genitori hanno già versato le quote di iscrizione e, soprattutto, hanno organizzato i propri impegni lavorativi e personali sapendo di poter contare sul supporto del servizio. In questo modo rischiamo di danneggiare le famiglie, con cui il Comune ha preso degli impegni, i bambini, che vedrebbero interrotto il loro percorso didattico, e, soprattutto, i lavoratori e le lavoratrici dell'asilo, che in questi anni hanno garantito con professionalità un servizio utile a tutta la comunità. Capisco che in una situazione economica così drammatica sia difficile mantenere operativi tutti i servizi a domanda individuale, va anche detto, però, che nel caso degli asili nido le quote versate per il servizio da parte dell'utenza consentono di bilanciare parte della spesa, generando così una “perdita controllata”. L'asilo nido Pollicino, tra l'altro, in questi anni ha sempre svolto un servizio di qualità, apprezzato dall'utenza, che ha consentito a molte famiglie frusinati, a fronte di impegni di vita e di lavoro sempre più pressanti, di poter garantire ai propri figli un'educazione socio-affettiva adeguata nella seconda infanzia, ad un costo accessibile.

In tempi così difficili, non tutti hanno le risorse economiche per potersi permettere servizi educativi privati, così come non tutte le coppie di genitori hanno la fortuna di avere a casa familiari a cui poter affidare la cura dei propri bambini. Spero, dunque, che ci sia la volontà politica di garantire il proseguimento del servizio almeno fino alla fine di quest'anno scolastico, diversamente si andrebbe incontro a un precedente veramente imbarazzante per la nostra Amministrazione, che non può pensare di avviare dei servizi scolastici senza essere certa della copertura finanziaria almeno fino alla fine dell'anno didattico. Sono convinto che per un servizio così apprezzato e importante ci sia la disponibilità di tutto il consiglio comunale, maggioranza e minoranza, a intraprendere una battaglia comune presso la Regione o il Ministero per ottenere dei canali di finanziamento; intanto cerchiamo di eliminare il più possibile le spese velleitarie.

 

 

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Capoluogo. Sindaco deride e respinge proposte degli studenti

rsm 350 260 mindi Giacomo Felici - Come sindacato studentesco è dallo scorso anno, a partire dalla tornata elettorale, che portiamo avanti delle proposte inerenti alle questioni giovanili. Dopo aver constatato un netto immobilismo nei confronti delle politiche giovanili, confermate dagli 0 euro in bilancio in questa voce, abbiamo lanciato una nostra petizione nelle scuole. Firmando questa, si sostenevano le nostre proposte, tra cui quelle sulla mobilità (corse notturne nel weekend e sgravi fiscali per gli studenti) , welfare (revisione di solidiamo con incremento fondi e con carattere più mirato alla tutela sociale) e cultura attiva . In 3 settimane siamo riusciti a raccogliere 880 firme di studenti, che chiedevano risposte chiare e azioni in una città che è divenuta ostile ai giovani, proponendo un tipo di cultura passiva e ripetitiva (passio christi tra tutte, pagata a caro prezzo).

Ottenuto l'incontro con il sindaco il 19 dicembre ( alle 22:00) ci siamo seduti a tavolo e nonostante l'improbabile orario abbiamo deciso di fare un sacrificio, andando fino in fondo per rispettare i ragazzi che hanno creduto in questa iniziativa. Dopo il sostanzioso ritardo il sindaco ha preso il dosssier delle nostre proposte (leggendone 2 righe), iniziando una discussione improntata quasi soltanto sul suo monologo, con prese in giro e gesti di scherno che hanno palesato un atteggiamento antidemocratico nei confronti di studenti impegnati e volenterosi in una città che non offre nulla ai giovani. E' stata impedita la discussione su ogni punto delle nostre proposte e quelle pochissime righe lette sono state travisate, al fine di renderle scusanti per muovere accuse banali e da bar sport come "soliti ideologi vecchi marxisti".

Lo stesso comportamento e' stato tenuto in consiglio comunale insultando e zittendo i consiglieri di minoranza che avevano mostrato solidarietà nei nostri confronti.
Riteniamo gravissimo l'accaduto, un atteggiamento squadrista e offensivo nei confronti delle 800 persone che hanno sottoscritto la petizione, che noi insieme a tutta la base della Rete degli Studenti Medi di Frosinone rappresentavamo quella sera. il Nostro quotidiano Impegno per una Frosinone realmente a misura di giovane non termina qui e per questo continueremo sulla nostra strada, constatando l'incapacità politica di questa giunta e di questo sindaco di dialogare con giovani che hanno visioni della città anche minimamente diverse dalla sua.

 

 

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Valle del Sacco, parla il Sindaco Caligiore

scarichi valle del SaccoValentino Bettinelli intervista il Sindaco di Ceccano, Roberto Caligiore - La questione della Valle del Sacco rappresenta una ferita aperta per l’intera ciociaria. Un taglio netto nel tessuto vitale di un’area che si estende da Colleferro a Ceprano, provocato dall’incessante corso di un fiume, il Sacco, che porta con sé sostanze inquinanti e gravi problemi legati alla salute.
Nella mattina di venerdì 21 dicembre abbiamo raccolto le parole di Roberto Caligiore, Sindaco di Ceccano, comune simbolo del problema Valle del Sacco. Al primo cittadino abbiamo posto tre domande:

La qualità delle acque del fiume Sacco è nel livello più basso della scala di valori. Come giudica questa condizione e qual è, a suo giudizio, la causa. Come sono sanzionate le infrazioni delle aziende che sversano nel fiume?
La situazione di Ceccano proviene da una storia industriale molto lunga. Non bisogna dimenticare la presenza di aziende come la “Snia”, il saponificio “Annunziata”, la “Viscolube”. Abbiamo, inoltre, sul nostro territorio la discarica di Via Anime Sante e il depuratore del Consorzio ASI. L’inquinamento di acque e suolo circostante è dunque il risultato di anni di industrializzazione poco sostenibile a livello ambientale nell’intera zona della Valle del Sacco, partendo da Colleferro e Anagni, passando per Ceccano e arrivando fino a Ceprano. Proprio ieri (20 dicembre 2018), nell’incontro in Provincia con i funzionari del Ministero, si è discusso, nello specifico con il Dott. Berlenghi (Capo della Sezione Tecnica del Ministro Costa), di un piano sostenibile a livello ambientale di riqualificazione industriale dell’intera area. Non c’è da confondere però lo sviluppo con l’incontrollata attività criminosa di chi continua a bypassare i meccanismi di depurazione dei rifiuti di risulta delle lavorazioni industriali. È dunque compito del Comune segnalare alle autorità competenti tali situazioni, al fine di sensibilizzare le istituzioni al controllo.

Come migliorare la gestione dei rifiuti solidi urbani negli impianti di Colfelice, Roccasecca e San Vittore. Come si può dunque procedere per impedire il sovraccarico di rifiuti conferiti nei siti gestiti da Saf, Mad e Acea Ambiente?
La questione del trattamento dei rifiuti è un altro tassello importante nel quadro dell’inquinamento del SIN della Valle del Sacco. Molte aziende continuano a lavorare sullo smaltimento dei rifiuti sul nostro territorio. Emblematico il caso della “Tecnofusti Sud” alla quale era stato permesso, da parte della Regione Lazio, il trattamento di altre 60 sostanze nocive. Concessione poi revocata dalla stessa Regione a seguito di indagini e tavoli tecnici ad hoc. Proprio la Tecnofusti, attraverso un sistema di deviazione degli scarichi, aggirava il depuratore, scaricando direttamente nel corso del fiume.
Il problema Saf è complesso, in quanto gli azionisti dell’azienda sono i Sindaci. Per le votazioni però, non esiste una quota ponderata, per cui vige la regola dell’uno vale uno. Il Comune di Ceccano ha votato negativamente all’ipotesi di ingresso di rifiuti provenienti dal Comune di Roma, in quanto ha valutato questa mossa come una strategia per ripianare politicamente i bilanci della società.

Unificare l’azione civica è una condizione necessaria per raggiungere risultati tangibili. Come pensa di perseguire la realizzazione di questo obiettivo di unità delle compagini di cittadini che si stanno mobilitando?
A mio parere la libertà di espressione è sacrosanta e va assecondata piuttosto che guidata. La guida presuppone un condizionamento che andrebbe a limitare la libertà stessa. Credo che la forza dei comitati sia proprio questa grande e autonoma libertà. Come Sindaco e uomo delle istituzioni offrirò sempre la mia completa disponibilità a partecipare ad eventi o manifestazioni che servano a sensibilizzare i poteri trasversali e mantenere alta l’attenzione su un problema che sta completamente attanagliando un’intera valle.

 

 

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