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Per un nuovo modello sociale e di sviluppo

Pasquale Desideri. E' un Chimico della salute e della Sicurezza sul Lavoro. Vorrebbe un nuovo modello sociale e di sviluppo. Vive a Roma

20anni1e3it minIl mio non è uno scritto, ma un commento ed un augurio alla Vostra meritevole azione. Auguri ad una voce locale ma non localistica, perché quello che accade su un territorio è la concretezza di un archetipo e le lenti della Costituzione e dell'analisi materialista con cui lo si guarda e le parole con cui lo si rappresenta lo elevano alla riflessione sugli ideali e sul sistema che lo hanno reso concreto. Avanti così, fino a quando il valori che di fratellanza, uguaglianza e solidarietà che portiamo nel nostro cuore ed esprimiamo con le nostre parole non diventeranno i pilastri portanti di una nuova e più umana nuova umanità. Auguri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Indagare le modificazioni nel vivere sociale

Verbale della teleriunione di redazione, tenuta giovedì 21 maggio 2020 alle ore 18

20anni1e3it minPresenti all’incontro, in ordine alfabetico:
- Valentino Bettinelli
- Paola Bucciarelli
- Angelino Loffredi
- Ermisio Mazzocchi
- Ignazio Mazzoli
Assenti giustificati: Tommaso Cappella, Nadeia De Gasperis, Tiziano Ziroli.

 

La riunione si apre con l’introduzione del direttore Ignazio Mazzoli sulla ricorrenza dei 20 anni di UnoeTre.it e sui temi da trattare, tenendo ben presente la crisi della politica e la necessità di affrontare l’attualità locale, in quanto voce di informazione del territorio.
Primo intervento a seguire l’introduzione del direttore, quello di Angelino Loffredi, il quale centra l’obiettivo sul costante insediamento dei padroni negli organi di informazione e nella politica stessa. Una crisi che spinge verso il più cieco liberismo, con le problematiche affrontate dal punto di vista esclusivo dei padroni, e una destra europea molto forte. Un plauso, da parte di Loffredi al lavoro di approfondimento proposto da Ermisio Mazzocchi.

Valentino Bettinelli interviene sul ruolo dell’informazione locale, intercettando nella posizione di UnoeTre.it quella di via alternativa rispetto ad una qualità di informazione appiattita. Una stampa locale quasi del tutto fagocitata da Ciociaria Oggi, dove L’Inchiesta, tra mille difficoltà, prova a tenere. In conclusione invita ad una analisi sociologica dei processi di imbarbarimento in corso, del dibattito politico e della società contemporanea.

Ermisio Mazzocchi parla della possibilità del giornale di rappresentare un punto di riferimento per i lettori democratici e progressisti, in un campo di informazione locale ormai ridotto. Secondo Mazzocchi è necessario l’allargamento al sud della provincia, per una maggiore copertura delle diverse aree, da nord a sud. Dopo la pandemia si tornerà ad un dialogo in cui la politica dell’area democratica e progressista avrà bisogno di riorganizzare seriamente le proprie fila, anche in vista di appuntamenti elettorali importanti.

Paola Bucciarelli esordisce con l’incertezza di quello che sarà il prossimo futuro, in relazione al periodo appena trascorso nel pieno dell’emergenza. A suo avviso, nel panorama politico, il mondo della sinistra (partiti, sindacati, associazioni) non appare pronto, ma anche la destra potrebbe subire delle ripercussioni nel post Covid. Focus di riflessione sulla scuola e su una Didattica a Distanza che rischia di penalizzare tanti studenti che non hanno un accesso corretto alla rete.

In conclusione il direttore Ignazio Mazzoli, richiamando come in apertura all’attualità, ha invitato i membri della redazione ad elaborare le proprie riflessioni in un testo scritto.

A chiusura la Redazione accoglie al suo interno, su proposta del Direttore Luigi Carlini, disoccupato di Vertenza Frusinate e sindacalista già da tempo impegnato nelle cronache di lotta dei lavoratori.

 

 

 

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Quale sarà la futura condizione sociale?

“Andrà tutto bene”. ???

Angelino Loffredidi Angelino Loffredi - In questo lungo periodo determinato dal Corona Virus e dalla forzata clausura, c’è uno slogan che abbiamo ascoltato continuamente, un tam-tam assordante che con sbalorditiva sicurezza assicura che “Andrà tutto bene”.

Pur comprendendo l’iniziale necessità di neutralizzare il panico ed il senso di isolamento che colpiva tutti e contemporaneamente l’obbiettivo di rassicurare e far sperare in una positiva via d’uscita, con il passare del tempo comincio a pormi delle domande, sicuramente impegnative: “Andrà tutto bene” è riferito alla nostra salute fisica oppure alle condizioni sociali di tutti i cittadini?

Per quanto riguarda l’andamento e la diffusione in Italia della pandemia, i dati che ci vengono indicati mi sembrano essere promettenti, nello stesso tempo però, ritengo che i rischi di una ripresa dell’infezione rimangano sempre all’ordine del giorno perché basta una sottovalutazione delle indicazioni di protezione, per rilanciare il contagio.

Alla luce delle ripercussioni procurate dalla mancata produttività, vorrei provare invece a discutere e approfondire la questione riguardante la futura condizione sociale. I danni certamente saranno ingenti e attualmente incalcolabili. Mi limito allora ad avviare la discussione partendo dalle notizie sentite, lette e viste riguardanti l’estesa reazione delle varie categorie, associazioni, sindacati e varie corporazioni per indicare i danni ricevuti e la giusta protesta per le promesse fatte dal governo e non mantenute, oltre che le varie proposte di natura finanziaria o fiscale.20anni1e3it min

Accanto a questo variegato e scalpitante mondo esiste un’area umana che purtroppo non ha avuto momenti di ascolto, pur nei limiti dei divieti non è stata portata in piazza, non è al centro dei grandi dibattiti, mi riferisco a quella degli ultimi, dei disoccupati, dei poveri in generale, agli invisibili. Le varie sigle sindacali, per questa imperdonabile sottovalutazione hanno perso una buona occasione per dimostrare di essere le rappresentanti di tutti i cittadini, a cominciare dai più deboli. Hanno lasciato un’area di oltre cinque-sei milioni di persone priva di rappresentanza. L’insieme della discussione ricevuta attraverso il circuito dell’informazione è quella che tiene conto e privilegia le richieste dei settori economici più forti dell’economia. La necessaria lotta alla burocrazia sollecitata dalla Confindustria rappresenta (sperando di sbagliare) solo un maldestro tentativo per coprire la pretesa di avere mano libere, potrei scrivere di volere “Licenza di uccidere“ anche perchè settori economici come la Fiat (FCA) hanno rafforzato la loro influenza sull’opinione pubblica attraverso l’acquisto di la Repubblica, uno dei più letti giornali italiani.

Mi accorgo con preoccupazione che alcune posizioni come quella di Andrea Orlando, vice segretario del PD, riguardanti alcune sue riserve sulle ipotizzate garanzie bancarie da assicurare anche a settori economici ed industriali che hanno residenze in Paradisi Fiscali, non hanno ricevuto il necessario sostegno del suo partito. Potrei scrivere, per confermare, che il PD oramai è scalabile da chiunque a cominciare dai ceti proprietari.
Anche le stesse proposte del segretario della CGIL Maurizio Landini per provare ad uscire dalla crisi indicando linee di giustizia sociale mi sembrano essere sottovalutate dall’insieme della sua Confederazione.
Vorrei sottoporre a chi legge una piccola ma significativa questione riguardante il tele-lavoro a domicilio. Una forma di lavoro che da 23 anni vado auspicando https://www.loffredi.it/telelavoro-a-domicilio.html.

Ebbene chiedo di vedere meglio nell’interno di questa positiva applicazione per rilevare come, pur nella necessaria innovazione, c’è sempre chi privatizza i profitti e magari prova a socializzare le perdite. E’ necessario conoscere il numero esatto dei lavoranti a domicilio, sapere se tale condizione si voglia consolidarla, o se passata la pandemia si ritornerà alla prima soluzione. Infine c’è l’urgenza di conoscere la quantità dei lavoratori che hanno avviato tale attività con strumenti tecnici non messi a disposizione dalle aziende ma acquistati a proprio carico. Inoltre mi sembra opportuno verificare fino a che punto è estesa l’ipotesi, in tanti casi già attuata, della revoca del buono mensa. Diritto sempre valido sia quando si lavora in azienda, sia quando si opera da casa.

Fatte queste rapide considerazioni, non sento di accodarmi a chi afferma che andrà tutto bene anzi, ritengo che si debba aprire un’altra finestra di discussione legata all’altra grande affermazione: “Niente sarà come prima” eliminandone l’equivoco, l’illusione, l’ambivalenza per affrontare la decisiva questione : sarà meglio o sarà peggio di prima? E dirimerne un’altra ancora più decisiva: meglio o peggio per quali ceti, quali categorie, quali classi? Non so come andrà a finire ma dopo questi mesi mi sento di scrivere di aver visto le classi dominanti sempre più aggressive e predatorie, prive di attenzione verso gli altri ceti, ma confesso purtroppo, di non vedere l’elaborazione di una linea alternativa proposta dalle forze del lavoro che possa ridurre le disuguaglianze, che ripristini i servizi universali (sanità, scuola, ricerca), preservi l’ambiente, ristabilisca il diritto sui posti di lavoro, assicuri l’occupazione.

Ceccano 26 maggio 2020

 

 

 

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Certosa di Trisulti: Ora un grande Piano di Responsabilità Sociale

La Voce delle Associazioni ricorrenti: Ora un grande Piano di Responsabilità Sociale

Certosa di Trisulti 390 260 minApprendiamo con soddisfazione della decisione del Mibact di ricorrere al Consiglio di Stato per ribaltare la sentenza del Tar di Latina, che il 26 Maggio ha riconosciuto a DHI il diritto di rimanere all’interno della Certosa. Così come abbiamo appreso con senso di giustizia che la Corte dei Conti vigila con attenzione sui beni patrimonio dello Stato, avendo citato in giudizio Benjamin Harnwell per mancato pagamento del canone

La stessa sentenza, che ha dichiarato al contempo le Associazioni ricorrenti quale soggetto non ammissibile, ha suscitato più di qualche perplessità. Molte le voci che si sono alzate in queste ore, molte di sdegno, altre decisamente fuori luogo. Indipendentemente da ciò che è dichiarato nel dispositivo, la nostra posizione resta ferma e siamo quindi assolutamente fiduciose che l'ultima parola non sia ancora stata scritta.

Al di là delle varie considerazioni lette in queste ore, restano due dati di fatto concreti e tangibili: ci sarà un ricorso al Consiglio di Stato per ricostituire una situazione di legittimità e c'è sul territorio un Soggetto plurale e trasversale pronto a mettere in campo tutte le azioni che si renderanno necessarie affinché ciò accada.

Il nostro ruolo in questa vicenda è chiaro e intellegibile, fin da quando abbiamo iniziato con le prime azioni di moral suasion per sollevare il velo su una vicenda dai contorni poco chiari e dai risvolti internazionali: Vogliamo essere attori e promotori di un nuovo Piano di Responsabilità Sociale, che chiami a sostegno dell’azione di ricorso del MIBACT anche quei soggetti istituzionali che fino ad ora sono rimasti silenti. E ’ una questione di rappresentanza civica, e a sostenerlo per primi sono stati i legali dello Studio Spirito Ianni che hanno seguito fin dall’inizio la vicenda e hanno preparato il nostro ricorso pro bono.

La sfida ora è questa, ed è una sfida inusuale per il nostro territorio: una grande opera di riappropriazione di un Bene Comune che passi attraverso la responsabilità sociale di tanti.

Comunità Solidali,

Amici del Cammino di San Benedetto,

Associazione Gottifredo,

Alle Origini del Cammino di San Benedetto,

Club Alpino Italiano Sezione di Alatri,

De Rerum Natura,

Gruppo di Azione Locale Versante Laziale del Parco Nazionale di Abruzzo,

Circolo Legambiente il Cigno di Frosinone,

Fondazione L'Abbadia,

Res Ciociaria,

Sylvatica,

--
Comunità Solidali

https://www.facebook.com/comunitasolidalifr/
https://comunitasolidalifr.wordpress.com/

 

 

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Ricostruzione economica e sociale con il lavoro

Lavorare in sicurezza per superare la crisi Covid 19

lavoro fase 2 350 mindi Donato Galeone* - "Tutti in casa” . Riflettendo, leggendo e ascoltando in attesa del 4 e 18 maggio giornate di ripresa graduale delle attività produttive e dei servizi - è apparso in me e forse in molti di noi - l'antica immagine comunitaria del dopoguerra, più estesa e più coesa, tanto nella sofferenza di oggi giorno quanto solidale nella corsa per raggiungere quei traguardi auspicati e proclamati in “coro armonico” sia per il 1° maggio 2020 che nei messaggi per i 70 anni della CISL: da Papa Francesco, dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e da Giuseppe Conte a nome del Governo.

Ha detto Papa Francesco a Santa Marta il 1° maggio Festa del Lavoro: «Il lavoro dà la dignità. Dignità tanto calpestata dalla storia. Anche qui ci sono tanti schiavi, schiavi del lavoro per sopravvivere: lavori forzati, male pagati, con la dignità calpestata. Si toglie la dignità alle persone. Anche qui, da noi, succede con i lavoratori giornalieri con una retribuzione minima per tante ore lavorate, con la domestica che non viene pagato il giusto e non ha le sicurezze sociali e la pensione. Questo succede qui: è calpestare la dignità umana. Ogni ingiustizia che si fa al lavoratore è calpestare la dignità umana».

Il Presidente Sergio Mattarella, con il suo messaggio dal Quirinale per la Festa del Lavoro scrive che: “ Nei 74 anni di Repubblica il lavoro è stato il motore della crescita sociale, economica, nei diritti, perché il lavoro è condizione di libertà, di dignità e di autonomia per le persone”. Mattarella conclude sottolineando che: «Non ci può essere Repubblica senza lavoro, come afferma solennemente il primo articolo della nostra Costituzione».

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte sullo sviluppo e il lavoro ritiene che «l'Italia, dopo la crisi gravissima, ha davanti a se l'orizzonte di una ricostruzione sociale ed economica alla quale tutti – nelle diverse responsabilità – dovremo attendere con fiducia e determinazione. Sarà l'occasione per riconsiderare i modelli di sviluppo all'interno dei quali il lavoro e la dignità del lavoratore dovranno riconquistare la centralità che meritano».

Ed è proprio nella “ricostruzione economica e sociale con il lavoro” che milioni di lavoratori sono in cassa integrazione e rischiano di trovarsi senza impiego ai loro rientri, oltre ai giovani e le donne che attendono lavoro, in particolare, nelle aree del Mezzogiorno.

Così come l'annuncio sul “reddito di emergenza” del Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, da estendere a tutte le categorie che hanno provato bisogno, dovrebbe configurarsi quale occasione mirata - anche - verso la emersione del lavoro nero e irregolare che è sfruttamento umano.

La SVIMEZ indica le “persone prive di tutela” che attendono un reddito di emergenza e si contano in circa 1,8 milioni ai quali si devono aggiungere i 2 milioni di irregolari, oltre agli 800 mila disoccupati che, certamente, non potranno accedere al mercato del lavoro nei prossimi mesi.

Ma la platea – sappiamo – è enorme tra i lavoratori dipendenti e gli autonomi che è pari a 14,7 milioni, sostenuta dalle casse integrazioni e da temporanei sussidi pubblici. Complessivamente si possono contare - dati SVIMEZ - in circa 19 milioni (75%) rispetto agli addetti occupati, mediamente, in Italia (circa 25 milioni). Se teniamo in conto che, dal 4 maggio, potrebbero aver ripreso lavoro 4, 5 milioni di persone, restano circa 15 milioni di italiani ai quali si dovrà garantire sia il sostegno al reddito con ammortizzatori sociali che con i sussidi pubblici di sopravvivenza.

La Fase della graduale ripresa produttiva - dalla mezzanotte del 4 maggio - osservando i 13 punti dell'intesa definita il 24 aprile tra le parti sociali, datori di lavoro e Governo - sottoscritto dai Sindacati del lavoratori ed a seguito di un lungo confronto - è certamente innovativa verso le aziende per la salubrità dei luoghi, con verifica continua per la massima sicurezza sul lavoro.

La innovazione condivisa sulla sicurezza non può non tendere verso il “cambiamento del modello organizzativo del lavoro” - anche - con la riduzione e distribuzione degli orari di lavoro che, salvaguardando la salute delle persone, può migliorare la qualità delle produzioni ed i livelli di produttività, mediante la partecipazione dei lavoratori nelle scelte produttive aziendali.

Oltre i luoghi di lavoro - dopo il protocollo sulla sicurezza per la salute condiviso dal Governo e le parti sociali - è stata riproposta, in questi giorni, al Governo dalla CGIL-CISL-UIL la elaborazione di un “Patto Sociale di Sviluppo e Lavoro” per modernizzare e ricostruire la economia del nostro Paese: nelle infrastrutture materiali e immateriali; nella ricerca e nella formazione di ogni livello, nel digitale e nella tutela dell'ambiente (Sbarra Cisl).

Procedere, quindi, con un “Piano Straordinario” per la creazione di nuovi posti di lavoro e per costruire una società inclusiva e senza barriere nella dimensione europea : regolarizzando il lavoro degli emigrati più che sfruttati sia dal caporalato che dalle mafie; rivoluzionando il modello dei servizi resi alle nostre comunità; rendendo sicuri e soddisfacente la domanda dei trasporti, innanzitutto, per favorire una migliore conciliabilità tra i luoghi di lavoro e la vita famigliare.

Anche queste mie riflessioni conclusive fatte a 70 anni dalla costituzione della CISL – 30 aprile 1950 – testimoniate personalmente oltre che riconosciute e confermate - attraverso la esperienza della CISL verso tutto il movimento sindacale dei lavoratori italiani ed europei - dovrebbero concorrere ad avviare tra CGIL-CISL-UIL e Governo la discussione “sulla Fase 3 e seguenti Fasi di una programmata e pianificata ripresa della economia e del lavoro” tenendo presente, anche, i riconoscimenti del ruolo sindacale dei lavoratori mediante le comunicazioni sia del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella che del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte inviate alla CISL il 30 aprile 2020:

Sergio Mattarella: «un sindacato che ha contribuito in modo significativo alla costruzione di una Italia democratica, più moderna e più giusta, sapendo sempre di far coincidere gli interessi dei lavoratori con l'interesse generale del Paese. Il sindacato, oggi, è consapevole di essere di fronte a sfide con un obiettivo immutato: confermare, in un nuovo contesto, i valori della persona, la cui dignità è intangibile rispetto a ogni pur rispettabile interesse».

Giuseppe Conte: «i valori del sindacato più che mai si rilevano di straordinaria attualità per l'Italia, ed oggi a 70 anni dalla fondazione delle CISL, ci troviamo ad affrontare una delle più gravi ed impegnative sfide per la tutela dell'essere umano, della sua natura e del suo lavoro».

Questo “coro armonico” di solenni affermazioni, condivisioni e riconoscimenti che ho voluto richiamare, dovrebbero trovare coerenza morale e umana in ogni sede decisionale ed operativa responsabilmente, mentre si rilevano - con rammarico e nonostante le pubbliche scuse del Governo - immotivati ritardi nell'erogare quelle minime somme di sopravvivenza annunciate a milioni di persone che ne hanno bisogno - tutti in casa - ma sempre disponibili per un lavoro equamente contrattato e partecipato.

(*) già Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio
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Primo maggio 2019 per un'Europa sociale del lavoro

lavoro protesta disoccupazione h260 mindi Donato Galeone - La Giornata di Liberazione Nazionale – il 25 aprile dell'Italia – non è passata e non passa per la democrazia italiana, perché è anche giornata vicina al 1°Maggio dei Lavoratori.

E nel 2019 dovrebbero essere due giornate e due date per un “messaggio unitario impegnativo civile e politico” - verso la terza giornata del 26 maggio prossimo - per la “ricostruzione di una Europa dai volti diversi e da una identità plurale democratica”.

Una Europa che deve rispettare le culture europee per farle convivere nel segno della unificante solidarietà sociale - quali premesse fondanti del Trattato di Roma 1957 - nel convenire e praticare “una armonizzazione delle condizioni di vita e di lavoro”.

E il 27 marzo 2017 - sempre a Roma in Campidoglio e dopo 60 anni - i 27 Stati membri dell'Unione Europea dichiaravano che “ insieme siamo determinanti ad affrontare le sfide di un mondo in rapido mutamento e a offrire ai nostri cittadini sicurezza e nuove opportunità, con una istituzione pubblica in grado di produrre un insieme di beni e servizi sociali fondamentale nel quadro di una economia solidale”.

Il 26 aprile 2019 – a Bruxelles – la Confederazione Europea Sindacale (CES) che rappresenta milioni di lavoratori europei, con CGILCISL-UIL, hanno richiamato il contesto storico europeo che ho appena sintetizzato e, pubblicamente, manifestato e dichiarato che “ oggi l'Europa politica, sociale e contrattuale è l'unico sbocco per orientare in senso progressivo le grandi transazioni in atto, per stabilizzare e pacificare il contesto internazionale, con il garantire alle persone che lavorano sia dignità che tutele e diritti”. “Certamente – hanno sottolineato i sindacati del lavoratori – vi è un cammino da fare: ripartire, con un percorso verso l'integrazione, da rinvigorire, partendo dalle elezioni europee del prossimo maggio 2019”.

Quale Europa

Un'Europa - si disse due anni fa in Campidoglio - che dovrebbe poggiare su quattro pilastri portanti la costruzione degli Stati Uniti d'Europa, avviata nel 1957:
• un'Europa sicura, con una politica migratoria efficace, responsabile e sostenibile, oltre che determinata nel combattere il terrorismo e la criminalità organizzata;
• un'Europa sostenibile, che generi crescita e occupazione attraverso investimenti;
• un'Europa sociale, che favorisca il progresso economico sociale e che tenga in conto la diversità dei sistemi nazionali e del ruolo fondamentale delle parti sociali, lottando contro la disoccupazione, le discriminazioni e le povertà;
• un'Europa forte e pacifica nel mondo, che tenda a promuovere con le diversità culturali, sia stabilità che prosperità, nel suo immediato vicinato ad Est e a Sud ma, anche, in Medio Oriente, in tutta l'Africa e nel mondo.

Una Europa sociale con crescita e lavoro

Sui quattro pilastri - peraltro già conosciuti - mirando verso la “inclusione sociale con la istruzione e la formazione migliore per un lavoro, preservando i patrimoni culturali e promuovendo i valori delle diversità” si deve ristrutturare e mettere a nuovo la costruzione della casa comune degli europei, anche, con l'impegno primario del Parlamento che rinnoveremo il 26 maggio 2019.
Una ristrutturazione necessaria e adeguata per rispondere - quale “Europa Sociale con crescita e Lavoro” - perché non può morire, anzi, deve “assolutamente curarsi ricostituendosi”.
Deve essere l'Europa che mette al centro il LAVORO, lo SVILUPPO, la OCCUPABILTA' e la SICUREZZA SOCIALE dei cittadini europei nella sua voluta casa comune.

Pur rilevando che l'Unione Europea ha garantito la pace alle tre ultime generazioni, riemergono e ritornano rigurgiti erronei di “nazionalismi” che vanno combattuti, con il superarli non solo nell'idea di isolamento comunitario dei cittadini ma, innanzitutto, nella concretezza giornaliera con la disponibilità di “fondi o ammortizzatori sociali straordinari” per fronteggiare la estesa disoccupazione e la occupazione giovanile nei tempi di “transizione” verso la domanda di collocamento a lavoro vero.

Ugualmente e ragionevolmente, peraltro, va respinto ogni attacco sia interno che esterno – propagandato anche in questi giorni – con eccessi non compiutamente lungimiranti verso “sovranità nazionali” profittando del disagio sociale diffuso tra le persone e individuando nell'Europa - strumentalmente - “tutto il malessere sociale” e ignorando - volutamente - ogni documentazione e osservazione decennale, su Italia fanalino sociale di coda in Europa, conosciute e rese pubbliche - dal 2008 al 2017 - anche da me richiamate, in sintesi due settimane fa su questo stesso giornale.

Roma, 29 aprile 2019

(*) già Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio

 

 

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10 anni di disagio sociale

bandiere cgilcisluil serve piu lavoro 350 260di Donato Galeone* - Nel primo trimestre 2019, tra la manifestazione sindacale CGIL-CISL-UIL di Roma del 9 febbraio conclusa a Piazza San Giovanni e i 10 mesi di Governo definitosi per o di “cambiamento” persiste, ancora, il non tenere presente ed osservare, responsabilmente, quanto è avvenuto, in Italia e in Europa, negli ultimi 10 anni: dal 2008 al 2018.

Mercato del Lavoro 2018

Innanzitutto si dovrebbe discutere sulla rilevata quantificazione della sofferenza sociale in Italia confermata, anche, dalla fonte - “Il mercato del lavoro ISTAT, marzo 2018” - con la persistente“disoccupazione e sottoccupazione” che, nonostante la modesta crescita della “occupazione media” negli ultimi due anni, è certificata una distanza ancora notevole del nostro Paese dai 15 Paesi dell'Unione euro zona: nel 2017 l'occupazione media è stata rispettivamente pari al 57,9% contro il 58,0% di quella italiana.
Quel numero per cento ci dice che l'Italia dovrebbe avere circa 3,8 milioni di occupati in più, rispettivamente, nei settori della sanità, della istruzione e della pubblica amministrazione.
E il dato ufficiale sulla disoccupazione italiana - pari a 11,7% - colloca l'Italia, nel 2017, al terzultimo posto nella graduatoria dei 28 Paesi dell'Unione Europea (media disoccupazione europea al 7,6%).
Anche questo divario ci dice anche che, complessivamente, si dovrebbe tenere in conto le forze di lavoro disponibili a lavorare, potenzialmente impiegabili nel settore produttivo: sono circa 6 milioni di persone, di cui 2,9 milioni disoccupati e 3,1 milioni di forze lavoro potenziali.
Con la crescente disoccupazione aumenta, peraltro, la “sottoccupazione” da Nord a Sud del nostro Paese che raggiunge - nel 2017 - circa 1 milione di occupati “disponibili a lavorare” mediamente 19 ore in più a settimana (il 4,4% degli occupati che corrisponderebbe a circa a 473 mila lavoratori a tempo pieno) E al Sud - in misura maggiore – sono coinvolte sia le donne che i giovani e, sopratutto, gli stranieri.

Lavoro e Istruzione

E' assente ogni discussione su “quando” vi sarà la crescita, non a parole, ma vera e conseguente agli investimenti privati e pubblici programmabili e sostenibili, “come” la domanda di lavoro sarà adeguata ai livelli di istruzione e riqualificazione professionale per corrispondere alle specifiche competenze richieste e quelle possedute dal lavoratore giovane e meno giovane, rilevato che già appare frequente - pur di lavorare per vivere - un sottoutilizzo o sottoccupazione della “persona istruita o meno istruita” - prevalentemente - nel lavoro alberghiero e di ristorazione o nei servizi alle famiglie in maggioranza, tra gli stranieri.
I nostri giovani - in misura crescente di anno in anno - preferiscono un lavoro all'estero constatato che dopo quattro anni dal conseguimento della laurea tra i dottorati di ricerca - circa il 19% - risulta occupato in attività di lavoro più conforme agli studi fatti, sia presso le Università che gli Enti pubblici e di ricerca, rispettivamente nella misura del 13 % e del 7,4% contro il 4,3% e il 2,4% in Italia (fonte ISTAT marzo 2018).

Lavoro nell'Area zona euro e in Italia dal 2008-2018

Sappiamo che il rapporto annuale 2018 - realizzato in collaborazione tra il Ministero del Lavoro, INPS, INAIL, ANPAL e l'ISTAT - è mirato a far conoscere la dinamica del mercato del lavoro in Italia e conosciamo, anche, che l'Area zona euro - pur in presenza di rallentamento della crescita del Prodotto Interno Lordo(PIL) - ha permesso di raggiungere l'aumento congiunturale della occupazione del più 0,3% al terzo trimestre 2018 e una riduzione del tasso di disoccupazione, arrivato all'8,1% nel 2018.
In Italia, pur in presenza di flessioni dei livelli di attività economica, nel secondo trimestre 2018 l'occupazione ha raggiunto il massimo storico di 23,3 milioni di unità e aumenta, lievemente, nel quarto trimestre 2018 del più 0,1% rispetto al trimestre precedente.
Viene, infatti, rilevato che nel 2018, mediamente, il numero degli occupati supera il livello del 2008 di circa 125.000 unità e il tasso di occupazione, ripeto, raggiunge il 58,0%. Ma il tasso di disoccupazione si attesta al 10,6% (meno 0,6 punti in un anno e più 3,9 punti rispetto al 2008).
Inoltre, nei 10 anni, viene ripetutamente osservato - con scarsa lungimiranza e dignità umana del lavoro - che il tessuto produttivo si e profondamente trasformato con tendenze verso la ricomposizione del lavoro dipendente con una crescita dei rapporti a tempo determinato (più 735.000) e la espansione dei rapporti a tempo parziale, spesso involontario anche quello femmnile, favorendo le crescenti povertà.
Nel concreto vissuto di ogni giorno si rileva, da tempo anche nel basso Lazio, che soltanto una parte di lavoratori ultracinquantenni ha raggiunto e superato ampiamente i livelli occupazionali del 2008, mentre per i più giovani la situazione resta critica ancora oggi, quale aspetto da osservare - con la massima attenzione - non solo per il naturale invecchiamento generale ma, anche, in termini di competenze fisiche di queste persone che avanza con l'età nel mercato del lavoro produttivo italiano e laziale.
Altro aspetto, non positivo va segnalato, nello scenario decennale occupazionale di crescita del lavoro temporaneo. E' quello rappresentato dalla “valutazione statistica” dell'effettivo apporto del fattore lavoro misurato dalle “ore lavorate complessivamente”se si tiene in conto che nelle statistiche ISTAT viene considerato occupato – come è noto – anche la persona che ha svolto una sola ora di lavoro nella settimana di riferimento della rilevazione. Sappiamo bene, tutti, che in termini di contribuito alla produzione e al reddito in busta paga, fa differenza notevole tra posizione lavorativa a tempo pieno oppure a orario ridotto.

Linea economica del Governo da cambiare
Per avviare la ripresa, pur graduale, dell'economia nazionale - dal breve richiamo di questi dati sul lavoro da discutere e approfondire, per operare, nella dimensione italiana ed europea - appare evidente il ritardo del nostro Paese, ultimo nella transizione occupazionale, da garantire con ammortizzatori sociali di sostegno al reddito.
Ma il Governo - discutendo velocemente in Parlamento e non ascoltando le proposte delle parti sociali del Paese - continua la decretazione con tante parole urlate in questi 10 mesi sulla” dignità del lavoro, la sicurezza dei cittadini e l'annunciata tassazione definita piatta” pur nella previsione del debito pubblico in aumento.
ll Governo - non può limitare la sua azione con le misure del reddito minimo e pensione minima, che sono buona cosa verso i 5 milioni di poveri cittadini. Perché sappiamo, anche, che oltre la metà di quei cittadini chiede “LAVORO”.
Lavoro che si crea con “una programmata e condivisa linea economica” e una politica attiva di risorse umane pronte e congiunte agli investimenti pubblici e privati, non solo da annunciare ma da sostenere nella concretezza e nel segno della ripresa economica vera, da sud a nord del nostro Paese.

(*) ex Segretario di Frosinone e Regionale CISL Lazio

Roma, 15 aprile 2019

 

 

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Presentata 'Piattaforma Civica': nuovo progetto politico e sociale per Ceccano.

Ceccano 2019 itreportavocedipiattafromacivica 350 260 minMaria Giulia Cretaro - Presentazione ufficiale per Piattaforma Civica, il nuovo progetto politico e sociale per Ceccano.
L'uscita pubblica, tenutasi nella tarda mattinata di sabato 9 Marzo presso la pasticceria Zambardino, è stata affidata alle dichiarazioni di 3 portavoce, che per loro stessa precisazione, sono stati il megafono di un pensiero condiviso ed elaborato coralmente.

Una sala piena ha accolto i discorsi degli oratori, compresi esponenti del consiglio comunale attuale. Ad aprire l'appuntamento Mariangela De Santis. A lei il compito di introdurre il progetto e chiarirne il significato. "Piattaforma Civica nasce dall'incontro di molteplici realtà, quali associazioni o singoli cittadini. Il nostro obiettivo comune è riqualificare la città di Ceccano sotto ogni forma. Per farlo sarà necessario abbandonare i vecchi sistemi, e coinvolgere in particolare le nuove generazioni; la politica non può restare una esclusiva di logiche decennali." A sottolineare il carattere inclusivo della Piattaforma, il richiamo a Calamandrei e alla sua idea costituzionale."La Costituzione è solo un pezzo di carta, per farla vivere bisogna metterci impegno, volontà di mantenere promesse e la propria responsabilità. Questo è il messaggio che vogliamo trasmettere: partecipazione ed apertura al confronto".

Parola a Mariano Cavese, da subito chiaro sullo spirito di Piattaforma Civica. Ambizione primaria coinvolgere più attori possibili per costruire un'alternativa credibilePiattaforma civica all'attuale maggioranza consiliare. Un'amministrazione che in quattro anni ha prodotto poco e niente trincerandosi dietro l'isolamento istituzionale e la distanza dai cittadini. "Basta pensare alla non risoluzione del contratto Acea, ad Hera e alla condizione delle nostre strade per rendersi conto che Ceccano non solo non è migliorata, ma forse peggiorata. Per questo abbiamo deciso di porre al centro la nostra città senza demagogia o personalismi. Un progetto politico ampio che vede già coinvolti sindacati, associazioni, professionisti. Non vogliamo essere un Né né né ma un Per. Una proposta che coinvolga la società civile senza porsi in antitesi con qualcuno o qualcosa”.

A concludere la presentazione, l'intervento di Federica Staccone. Tre aggettivi da lei utilizzati per descrivere Piattaforma Civica. Aperta, per il rapporto che si vuole instaurare con i cittadini. "Chiunque può avanzare istanze, decidendo di partecipare attivamente o proponendo le proprie idee di miglioramento attraverso i canali già realizzati. I social e l'indirizzo di posta elettronica sono a disposizione di tutti, così come il sito in allestimento. Vi anticipo anche che daremo vita a momenti di confronto pubblico, come riunione di quartiere o di categoria, proprio per recuperare il dialogo con la realtà sociale e i bisogni connessi." ha precisato la giovane attivista proseguendo nella sua descrizione.
Orizzontale, dal punto di vista dell'organizzazione interna. Nella fase iniziale di raccolta di idee e problematiche, non ci saranno gerarchie o personalismi, nessuno sarà relegato a pura manovalanza.
Ultima definizione, trasversale, poiché la composizione del gruppo è già eterogenea, prevedendo il coinvolgimento di tutta la società civile.

Un esordio, dunque, che apre la strada a molti incontri futuri. Saranno essenziali infatti per un'insoddisfazione collettiva che vuole produrre piuttosto che abbandonarsi alla sola contestazione. La volontà emersa è quella di arrivare al 2020 con proposte concrete e condivise per il comune fabraterno. In vista delle amministrative, infatti, sarà da questa piattaforma ad emergere la coalizione migliore e più completa come alternativa costruttiva. Per quel momento saranno definiti ruoli e leader.
Oggi, per stessa ammissione dei portavoce, Piattaforma Civica è un “sogno da coraggiosi”. Filtra molta soddisfazione per l’incontro di sabato. “Se il buongiorno si vede dal mattino, la partecipazione di sabato ci dà molta spinta per portare avanti il nostro progetto: l’idea di una Ceccano nuova, più a misura d’uomo, che torni ad essere un fulcro per la vita sociale, culturale e politica di tutta la Provincia. Si dice che il 2019 sia l’anno dei coraggiosi; nella nostra realtà stiamo provando a mettere il nostro coraggio a disposizione di Ceccano, per tutti i Ceccanesi”.

10 marzo ‘19

 

 

 

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RES Ciociaria. Verso una economia di utilità sociale

prodotti di resciociaria 350 260 mindi Arduino Fratarcangeli - Verso una economia di utilità sociale.
Abitare il futuro sarà sempre una sfida avvincente tra sfruttamento e difesa dei beni per l’Umanità. Società Economia Ambiente saranno i temi su cui le comunità locali e del mondo, potranno scrivere la diversità, dimostrando il valore delle idee, delle azioni e delle scelte solidali. Le nette divisioni sulle competenze a gestire l’economia e le politiche di sviluppo locale, sono diventate molto meno marcate e separatrici. La spinta a favore di questo cambiamento, viene, con evidente chiarezza, dalle forme associative non profit che stanno mettendo al centro dell’opinione pubblica e sui tavoli di governo, l’importanza, la difesa e la condivisione di tutti quelli che vengono definiti beni comuni.

Beni comuni possono essere definite tutte quelle risorse - materiali: acqua, suolo, aria, flora, fauna, cibo etc; e immateriali: democrazia, libertà, diritti universali dell’umanità etc., in sintesi tutto ciò che è deperibile a causa del loro sfruttamento rientra nella definizione dei beni comuni.

Le Associazioni così si riappropriano di un “ruolo politico” importante nella governance delle comunità locali.

RES CIOCIARIA rete per l’economia solidale si è messa in testa di “trasformare l’economia” svolgendo la funzione di facilitatore delle potenzialità progettuali attraverso 4 pilastri di intervento: Economia Solidale, Fattoria delle Intelligenze, Sistema Informativo, Società di Scopo

PILASTRI DI RES CIOCIARIA

 PilastriResCiociaria 450 min

ECONOMIA SOLIDALE - È il complesso delle realtà istituzionali, imprenditoriali, associative e individuali che decidono di governare insieme il successo economico ed il benessere sociale nelle proprie comunità. Si propone di realizzare una rete di economia solidale per generare sviluppo imprenditoriale. Si struttura per unità territoriali e pianifica in forma partecipativa la valorizzazione dei beni e servizi locali.

FATTORIA DELLE INTELLIGENZE - È il luogo dell’ideazione, della creatività, dell’esplorazione progettuale e del confronto leale tra le persone. Si propone di valorizzare il capitale umano nelle sue distinte espressioni culturali e potenzialità. Genera conoscenze, forma competenze, effettua ricerche, promuove innovazioni e attività produttive. Elabora teorie, individua soluzioni di sviluppo sostenibile e inclusivo per il benessere delle comunità territoriali.

SISTEMA INFORMATIVO - È lo strumento tecnologico che permette alle identità locali la conoscenza ed il confronto con contesti internazionali. Favorisce la partecipazione e la diffusione di servizi verso ed a favore di una collettività partecipante. Genera opportunità di accesso attraverso processi comunicativi e di marketing. Implementa le opportunità di progresso e l’interazione con le altre realtà del mondo.

SOCIETÀ DI SCOPO - È l’entità giuridica attraverso la quale, gli attori, perseguono il successo imprenditoriale. Promuove partenariati di sviluppo, cooperazione imprenditoriale, forme di finanza di progetto con l’azionariato diffuso. Promuove progetti complessi in tutti i settori, incrementando le abilità nell’uso delle opzioni disponibili offerte dalla globalizzazione dei mercati.

La finalità principale è quella di rendere le Comunità locali attive al loro interno e interattive con il mondo. RES, con entità più pronte di altre, facilita piani di animazione territoriale, analisi socio economiche, mobilitazione consapevole, partenariati, progetti esecutivi. La scelta è quella di agire da prospettive che perseguono una metodologia di appreciative inquiry che elogia e predispone il cambiamento partendo da ciò che funziona piuttosto da ciò che non va.

RES CIOCIARIA si pone come un laboratorio permanente, un sobillatore in senso buono, dell’inerzia istituzionale, sociale ed economica per generare consapevolezza e capacità d’azione. Gli obiettivi tematici prevalenti su cui opera sono: Agricoltura, Artigianato, Commercio, Turismo.

LE RES LOCALI PER L’AZIONE PARTECIPATA
L’approccio metodologico di RES CIOCIARIA persegue la costituzione di partenariati locali di sviluppo, in qualità di policy maker concorrono, con le proprie opinioni e azioni a decidere la direzione delle politiche di sviluppo locale

res locli fratarcangeli PLS 380 min

Tra i cantieri aperti, di rilevante importanza vie è il Granaio Sociale della Ciociaria, un progetto che sta riportando in coltivazione le principali varietà di cereali, trasformandole in prodotti alimentari farine pasta, pane dolci etc. Queste varietà appartengono a quelle coltivate storicamente in quella che fu definita, dalla Stato Vaticano, Terra di Campagna. L’Agricoltura Eroica è il marchio identificativo della produzione agricola ed interessa anche altre attività legumi, olio, vino etc. Attualmente il granaio sociale ha in coltivazione circa 25 ettari coltivati a grano, e suddivisi tra le varietà: Senatore Cappelli, Saragolla, Solina, Serena, Frassineto, Abbondanza, Autonomia e Canapa Jubileu.
Il grano non è solo farina, ma un meraviglioso incontro tra comunità territorio e impresa. Così vogliamo abitare il futuro, curvando il sapere concettuale verso l’agire consapevole e poter dimostrare che “il bene comune è il profitto migliore di tutti”.

Info www.resciociaria.it

Per conoscere i dettagli delle iniziative, cliccare sulle bande colorate nel calendario di spalla destra "Attività delle Associazioni" o sul titolo che vi interessa nel riquadro "Prossime iniziative" posto sotto.  >>>

 


 

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Da gennaio '18 arriva il REI: Reddito di inclusione sociale

cisl logo 350 260CISL Frosinone - Arriva il REI: Reddito di inclusione sociale da € 187,50 a € 485 al mese. Vieni alla CISL di Frosinone per ricevere informazioni, per fare l'ISEE e per capire se anche tu sei un beneficiario!
È questo l'appello rivolto alla cittadinanza senza reddito occupazionale da Alessandra Romano Segretario Provinciale CISL, che dichiara: "Dopo quasi un anno di applicazione, il SIA (Sostegno per l'Inclusione Attiva), misura sperimentale di contrasto alla povertà, in vigore dal 02.09.2016, verrà sostituito dal REI (Reddito di Inclusione) a partire da gennaio 2018, che assorbirà anche l'ASDI (Assegno Sociale di Disoccupazione)". La CISL non ha soltanto contrattato, a tutti i livelli, le condizioni per l'applicazione del SIA,. continua la Romano, ma ha accompagnato, con proposte sostenibili e testate nei laboratori per la coesione sociale territoriale, la nascita di nuove misure per il contrasto alla povertà, più espansive e maggiormente inclusive, elevando la platea dei beneficiari, soprattutto over 55 senza lavoro e con minori e/o diversamente abili a carico. Il REI è la risultanza di un percorso intrapreso nel 2013 con l'Alleanza contro la povertà, di cui la CISL è promotrice, finalizzato ad ottenere uno strumento di sostegno al reddito lungimirante e di ampie aspettative, poiché come CISL riteniamo che il benessere collettivo non possa che scaturire dalla somma di una moltitudine di benessere individuali, pertanto promuoviamo sempre modelli di “welfare economics”. Grazie alla promulgazione della legge delega n. 33 del 15.03.2017 per il contrasto alla povertà, il Governo sta provvedendo ai decreti attuativi per cui, le domande per il REI potranno essere presentate dal 1 dicembre 2017 presso i Comuni dialessandraromano 225 residenza, sulla base delle quali l'INPS emetterà la graduatoria degli aventi diritto a cui verrà nlasciata la Carta REI, con la ricarica del contributo spettante, da utilizzare per i pagamenti elettronici. La novità del REI riguarda la misurazione della situazione reddituale e patrimoniale dei richiedenti, che non si limiterà soltanto alla presentazione dell'ISEE (lndicatore della Situazione Economica Equivalente) fino a € 6000.00, ma terrà conto anche dell'ISR (Indice della Situazione Reddituale) fino a € 3000.00, che include il patrimonio mobiliare ed immobiliare per avere un quadro completo delle disponibilità (escludendo le spese per affitto, le spese condominiali, ecc.). Ciò che rimane ben saldo anche nel nuovo strumento di contrasto alla povertà è certamente il recupero del grado di corresponsabilità del beneficiario, che dovrà riorganizzare un progetto esistenziale virtuoso per sé e per il suo nucleo familiare, attraverso le politiche attive del lavoro, della formazione e della salubrità, determinando l'abbandono della ratio risarcitoria del sussidio.Di seguito, vi proponiamo una scheda sintetica dei requisiti e della applicazione del REI elaborata dal Centro Studi e Ricerche della CISL di Frosinone.

 
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