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Oltre la guerra

lamemoriadelfuturo 350 260 minUn bel video che nasce dal libro di Lucia fabi e Angelino Loffredi "L'infanzia salvata. Nord sud un cuore solo".

Giovedì 24 ottobre alle ore 16 presso l’Atelier Memory Gate: la porta della memoria, all’interno del complesso del Museo Historiale di Cassino si è svolta l’inaugurazione del progetto "Memotech"*: salvaguardia e catalogazione delle memorie.

"OLTRE LA GUERRA" è il quarto ed ultimo capitolo del film "LA MEMORIA DEL FUTURO" realizzato con la regia di Adolfo Brunacci per il progetto "Memotech", intervistando 16 testimoni (8 diretti e 8 indiretti) della Seconda Guerra Mondiale nella zona di Cassino.

 

L'unica storia qui contenuta è:

"I treni della speranza" di Giuseppe Gentile, Lucia Fabi e Angelino Loffredi

Musiche, interviste e testi - Daniele Mutino
Regia, fotografia e montaggio video - Adolfo Brunacci
Immagini - Assunta Petrocchi
Danza/Mimo - Sara Maranca e Mauro Vizioli
Direzione organizzativa - Tiziana Barone

 

Il video

 

UNOeTRE.it per ora dispone solamente di questo video riguardante “I treni della speranza”. Successivamente, appena disponibili, pubblicheremo anche gli altri realizzati a partire dallo stesso film.

 

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A Sora: presidio a fianco dei Curdi

Sora con i curdi 350 mindi Nadeia De Gasperis - Il 19 ottobe '19 si è tenuto a Sora un presidio promosso dall’ANPI per sostenere la causa del popolo curdo. Il giorno prima era stata la volta di Frosinone. È stato scelto di tenere queste manifestazioni davanti gli ingressi delle istituzioni, il palazzo della provincia di Frosinone e il comune di Sora, perché fosse chiaro il monito, suggerire alle istituzioni, oltre cha al governo, di prendere posizione in questa vicenda che ci riguarda tutti, da molto più vicino di quanto pensiamo, non fosse per un ritorno egoistico, scongiurare l’eventualità di rimanere presto in una situazione molto vicina a quella che sta vivendo il popolo curdo.

Nel resto d’Italia, un appello alle istituzioni è stato lanciato dalla Rete delle città in comune, sottoscritto da centinaia di sindaci e amministratori comunali e regionali a sostegno del popolo curdo, contro l’invasione della Siria da parte della Turchia. Da Aosta a Bologna, passando per Milano, Firenze, Pisa, Palermo, Napoli e Ancona, si è levato l’indignato appello dei comuni a prendere una chiara posizione contro l’invasione da parte della Turchia nel Nord – Est della Siria e di sostenere in tutte le sedi opportune questa contrarietà con ogni mezzo possibile, ricordando come una delle azioni di Erdogan sia stata proprio aver sostituito i sindaci curdi legittimamente eletti, in territorio turco, mettendo in secondo piano qualsiasi principio democratico.

L’assenza della amministrazione comunale di Sora si è sentita forte, il palazzo chiuso alle spalle dei relatori, che hanno improvvisato i loro interventi, tra commozione e verve politica, l’assenza del primo cittadino, che non ha neppure risposto all’invito. Le forze politiche della sinistra, e quelle sociali del territorio erano presenti, dimostrando che l’unico modo per vincere le destre reazionarie sia quello di organizzarsi con la forza delle idee e dei progetti, così Le diverse bandiere, che la sinistra si scaglia contro per rinfacciarsi le rivendicazioni di astio, sventolavano per un obiettivo comune. Una cinquantina di persone, inutile gonfiare i numeri anche per chi come me ci ha creduto.

In fondo, come ci ha ricordato il portavoce dell’ANPI Giovanni Morsillo “la vera forza delle destre reazionarie che minacciano concretamente la nostra democratica convivenza, sia la dispersione ed il disorientamento delle forze sane presenti, che non sarebbero marginali se si fosse capaci di organizzarle unitariamente, nel rispetto di tutti ma con chiarezza nelle idee, nei progetti e nelle azioni.” Ammonendoci inoltre di tornare a casa e non smettere di parlarne, con il vicino di casa, sui giornali, sui social network, perché questa tragica storia ci riguarda da molto vicino, boicottare i prodotti turchi, per esempio, non ha lo scopo di affamare un popolo ma quello di lanciare un segnale.

Tra le persone presenti aleggiava un clima di “vicinanza” come se quella storia fosse nostra e parlando con alcuni di loro, non è solo una sensazione quella di vivere sulla nostra pelle la deriva democratica che il paese turco sta subendo da molto tempo. Ragazzi del nostro territorio, che per il loro talento hanno trovato fortuna nelle città più vivaci culturalmente delle Turchia, come Ankara, hanno vissuto in prima persona l’attacco sistematico che Erdogan ha messo in campo proprio verso la comunità turca e non, di insegnanti, giornalisti, direttori di orchestra, donne e uomini della cultura, che da un giorno all’altro, certo con un presentimento sempre vivo, si sono visti licenziati o sono stati costretti a lasciare il Paese, con un rammarico profondo di non poter continuare un lavoro, quello culturale, che è quello maggiormente sotto attacco per la forza che rappresenta.

I due presidi sono stati il passaggio necessario per promuovere un incontro con i rappresentanti della comunità kurda in Italia a breve, compatibilmente con la loro disponibilità, ci dice l’ANPI. Occuparsi oggi del genocidio curdo è una forte responsabilità, perché un giorno non potremo dire che non sapevamo, ma che abbiamo girato la testa dall’altra parte. Stare dalla parte delle combattenti curde non è una moda, non dovremmo farlo perché sono giovani e belle, perché nessuna donna, colei che concepisce la vita, vorrebbe concepire di imbracciare un fucile, dobbiamo farlo per la bellezza dei sogni che portano, di libertà e giustizia. Oggi, non schierarci sarebbe una colpa che la storia non potrà perdonarci.

 

 

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"Felice di essere in una squadra che punta in alto e già vince in solidarietà”

MamadouìSeko 350 minTommaso Cappella, Ufficio stampa Ceccano calcio 1920 - CALCIO PROMOZIONE / Intervista al giovane di lega Sekou Mamado, tra i migliori in campo nelle prime due giornate di campionato disputate dal Ceccano.

CECCANO – Nel giorno dell’esordio casalingo del Ceccano nel campionato di Promozione, coinciso con un pareggio 2-2 nel derby con il Monte San Giovanni Campano grazie alle reti di Bignani e Alessio Carlini, sono da rimarcare ed evidenziare due aspetti che hanno destato interesse e ammirazione sia tra gli addetti ai lavori che nella tifoseria rossoblù: la prova maiuscola del “colored” Sekou Mamadou e il rinnovato protocollo benefico da parte della società presieduta da Thomas Iannotta con l’associazione “Altre…Menti” alla quale, dall’anno scorso, viene devoluto il 40% degli incassi. Proprio per questo Marco Massa, presidente dell’associazione, ha voluto ringraziare il Ceccano Calcio 1920 per il rinnovato connubio tra le due realtà: “Vorrei ringraziare il Ceccano Calcio 1920, in particolare il presidente Thomas Iannotta e il direttore generale Sergio Milo - si limita a dire Marco Massa – per aver rinnovato il protocollo d’intesa con la nostra associazione. Naturalmente il ringraziamento va anche agli sponsor e ai tifosi che hanno sottoscritto l’abbonamento, oltre a quelli che acquisteranno ogni domenica il biglietto d’ingresso allo stadio. Un contributo che continuerà ad essere utile nel prosieguo delle attività ludiche e di integrazione rivolte ai nostri ragazzi”.

Tornando alla prova di Sekou Mamadou contro il Monte San Giovanni Campano, il giovane di lega classe 2000 è felice per la sua prova e per il calore e gli attestati di stima che sta ricevendo in questo momento. “In effetti sono molto contento delle due prove sin qui fornite - esordisce l’attaccante rossoblù – Domenica ho fornito l’assist per il gol di Bignani e, per ben due volte, sono andato vicino al gol. Pazienza sarà per un’altra volta, l’importante è che vinca la squadra, anche se ci siamo andati vicini. Ma soprattutto sono felicissimo per gli attestati di stima che sto ricevendo in questi giorni, soprattutto dai piccoli tifosi rossoblù. Ho trovato un ambiente splendido dove mi trovo a mio agio”.

Nato in Gambia, e più precisamente a Salikenie, il primo gennaio del 2000, è arrivato in Italia nel 2018 e, dopo tre mesi al Cassino, è finito nel Sora in Eccellenza ed ora al Ceccano. “Debbo ringraziare Gianluigi Del Vescovo, titolare della Pizzeria “Penelope” di Frosinone dove lavoro, per avermi segnalato alla dirigenza rossoblù, in particolare al direttore sportivo Livio Pizzuti. Ho accetto con entusiasmo di venire qui, anche se sono sceso di categoria. Voglio ripartire dalla Promozione per contribuire a portare più in alto possibile il Ceccano e magari emulare il mio connazionale Barrow, anche se il mio idolo è Ronaldo”.

Un giudizio sui tuoi compagni, staff, società e, soprattutto tifoseria? “Come ho già detto sono capitato in un ambiente splendido, composto da giocatori magnifici, uno staff tecnico molto professionale e una società come poche e che non ti fa mancare proprio nulla. Ma soprattutto sono rimasto favorevolmente impressionato dall’affetto che mi hanno riservato i tifosi rossoblù, Voglio promettere massimo impegno e tanto lavoro per regalare loro le soddisfazioni che meritano e magari raggiungere tutti insieme qualche obiettivo che ci siamo prefissati”.

Infine ci tiene ad esternare una considerazione sull’impegno sociale del Ceccano. “E’ raro trovare società che si dedicano al sociale – conclude Sekou Mamadou – Qui a Ceccano so che si sta aiutando un’associazione che si dedica ai ragazzi autistici. Anche questo aspetto rappresenta per me un onore nel difendere i colori rossoblù e nel regalare tante gioie a chi soffre e ha bisogno quindi di tutto il sostegno possibile”.

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Comunità Solidali condanna fermamente le parole del parroco di Sora

comunitàsolidali 350 minComunità Solidali condanna fermamente le parole del parroco di SORA Un parroco a cui piace vincere facile e che per preferisce seguire la scia del momento fatta di divisione e rancore.

Comunità Solidali condanna fermamente le parole del parroco di SORA Un parroco che a cui piace vincere facile per guadagnarsi un po' di notorietà e che per preferisce seguire la scia del momento fatta di divisione e rancore.

Proprio nei giorni in cui la Chiesa ricorda uno dei suoi santi più venerati, San Rocco, come simbolo di carità ed esempio di solidarietà umana, e nel momento in cui Papa Francesco richiama la comunità cattolica all'accoglienza perché agli occhi di Dio nessuno è straniero, udiamo da un pulpito parole per noi inascoltabili.
È molto singolare che da quel pulpito siano venute parole di divisione, di contrasto. Quasi di odio.

In una comunità dove già l'arrivo di cinque migranti ha scatenato la raccolta di 300 firme, usare parole così divisive da parte di un rappresentante della Chiesa significa soffiare sul fuoco dell'intolleranza, ed in qualche modo legittimarla, trovando giustificazioni al razzismo e alla xenofobia.

Comunità solidali ricorda invece il grande impegno della Chiesa cattolica verso l'accoglienza e l'integrazione dei migranti, attraverso la Caritas, ma anche attraverso molte altre associazioni e parrocchie, impegno che non distoglie di certo l'attenzione dalle "nostre" povertà.

Può un Parroco usare parole come quelle pronunciate ? Può un Parroco non assumersi la responsabilità dei messaggi xenofobi che a centinaia stanno facendo da eco a quell'omelia?

Lo chiederemo anche a Papa Francesco.

Intanto chiediamo alla Chiesa di Sora e della nostra provincia, per il tramite dei suoi Vescovi di non essere indifferente a quanto accaduto ma di condannare fermamente le parole di odio utilizzate a Sora per fomentare l'intolleranza nei confronti del diverso.

E alla stessa Chiesa chiediamo se si riconosce in quella di Don Donato o in quella di Matteo, 35 "Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato"

Comunità Solidali
Mob. 3478780003

https://www.facebook.com/comunitasolidalifr/

https://comunitasolidalifr.wordpress.com/

 

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Una tragedia inaccettabile: sicurezza e solidarietà devono convivere

di Antonella Necci - nigerianamuoreinbaraccopoli 350 min Una donna è morta stamani a causa di un incendio divampato, per cause in fase di accertamento, in un capannone dove stabilmente vivono decine di migranti impegnati nella raccolta nei campi agricoli. Sul posto Vigili del fuoco, Polizia, Carabinieri e operatori sanitari del 118. Le indagini sono coordinate dal questore Luigi Liguori. Nei capannoni dell’ex complesso industriale «La Felandina», i migranti vivono da anni in condizioni precarie.

Secondo quanto si è appreso, la vittima è una donna nigeriana. Il cadavere non è stato ancora recuperato poiché si trova in una posizione rischiosa, a causa della presenza di alcune bombole di gas.

L’esplosione di una bombola carica di gas potrebbe essere stata la causa della morte della donna nigeriana. E’ questa la principale ipotesi su cui gli investigatori - coordinati dalla pm di Matera Maria Christina De Tommasi e dal questore Luigi Liguori - sono al lavoro dopo aver fatto effettuato le prime verifiche.

L’incendio è stato spento dopo quattro ore dai Vigili del fuoco, giunti dai vari presidi della zona: dei tre capannoni, uno - dove è stato trovato il cadavere - è completamente distrutto, gli altri due hanno subito danni minori.
I migranti sono ancora all’esterno dei capannoni, in attesa di poter recuperare le proprie cose e di, eventualmente, essere sistemati altrove. Fino a questo momento non sono stati segnalati problemi di ordine pubblico. Nelle prossime ore si dovrebbe tenere una riunione del Comitato provinciale di ordine pubblico.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori - la donna, che aveva 28 anni, era arrivata in Italia nel 2015, quando presentò domanda per il permesso di soggiorno alla Questura di Padova che però la respinse. In seguito la 28enne, che aveva due figli, aveva fatto ricorso ed era in attesa del responso.
Intanto continuano le verifiche di Polizia, Carabinieri e Vigili del fuoco per fare luce sulla morte della donna: nell’incendio - secondo quanto si è appreso - non vi sono stati altri feriti. Il capannone dove è stato trovato il cadavere della donna è stato posto sotto sequestro dell’autorità giudiziaria e sono in corso le operazioni di bonifica dell'area.
“Una morte annunciata": così don Pasquale Giordano, parroco a Bernalda e responsabile Caritas interparrocchiale definisce, in una intervista a Radio Vaticana Italia, la morte della giovane migrante in Basilicata dopo l’incendio di un capannone. L’area era degradata e «il Demanio che avrebbe potuto rendere più umana, magari impiantando una pompa d’acqua, la vivibilità di quella zona» non è intervenuto.

La comunità ecclesiale, che cerca di aiutare queste persone, «si è attivata per sensibilizzare le istituzioni ma - prosegue don Pasquale - abbiamo trovato indisponibilità dovuta al fatto che le norme attualmente vigenti puntano molto sul favoreggiamento dell’immigrazione clandestina» e quindi, è la conclusione del sacerdote, «ogni azione che si sarebbe potuta compiere per rendere più vivibile quell'area è stata bloccata per la paura di incorrere nella violazione della legge». Quella della giovane nigeriana, è la conclusione di don Pasquale, «era una morte annunciata»

IL COMMENTO DEL SINDACO - «Prima di tutto viene il dolore che è priorità in una situazione complessa come questa, legata a un problema mondiale come quello dei migranti, che è gestito in primis dagli amministratori locali con pochi mezzi e tanti problemi da affrontare», ha dichiarato il sindaco di Bernalda, Domenico Tataranno. «Occorre - ha aggiunto - trovare delle alternative. Abbiamo scritto a tutti: al Governo, alle istituzioni locali, ma il problema è ancora qui. Attendiamo anche che il Demanio, proprietario degli immobili, provveda a murare gli accessi ai capannoni della ex Felandina».

CGIL: TRAGEDIA INACCETTABILE - «È inaccettabile che per la risoluzione di una questione aperta sul tema della sicurezza dei braccianti stranieri sul territorio lucano, si debba attendere il verificarsi dell’ennesima tragedia con la perdita di una vita umana». Lo ha detto - in una nota - il segretario regionale della Basilicata della Cgil, Angelo Summa, riferendosi alla morte di una migrante nigeriana causata stamani da un incendio divampato in un capannone dell’ex complesso industriale «La Felandina» a Metaponto di Bernalda (Matera).

La Cgil Basilicata ha quindi chiesto «a Regione, Prefettura, Provincia di intervenire in coordinamento per attuare il già approvato e finanziato progetto di accoglienza nella provincia di Matera e in particolare nel Metapontino che permetterebbe di liberare il centro abusivo della Felandina e le relative condizioni disumane a cui sono sottoposti i lavoratori migranti, condizioni che hanno portato via una vita umana proprio questa mattina, nel terribile incendio divampato all’alba. Inoltre - ha concluso Summa - chiediamo alla magistratura di fare luce sulle responsabilità di chi doveva vigilare e non ha fatto nulla per evitare la tragedia».

UIL: MERO BUSINESS - «La morte della giovane nigeriana nel 'ghetto La Felandina è l’ennesima testimonianza che il lavoro agricolo continua a non rappresentare un settore vitale per l’importanza che ha, ma un mero illecito business con l'aggravante dello sfruttamento e riduzione in schiavitù dell’essere umano sino alle condizioni estreme dei circa 500 migranti nel cosiddetto campo di Metaponto». Lo sostengono, in una nota congiunta, i segretari generali regionali della Uil, Carmine Vaccaro, e della Uil, Gerardo Nardiello.

Secondo i rappresentanti sindacali, è «troppo facile parlare di tragedia che si poteva e doveva evitare. E’ necessario invece fare il punto dei progetti finanziati per l’accoglienza dei lavoratori extracomunitari che riguardano in particolare il Metapontino e l’Alto Bradano, sino a 3,2 milioni euro, per capire quali ostacoli hanno trovato e chi non li ha mandati avanti. Noi ci siamo e la nostra parte la continuiamo a fare accanto ai lavoratori italiani ed extracomunitari, non soltanto facendo emergere situazioni di illegalità ma promuovendo azioni congiunte con chi è dalla nostra parte, chi non lo è resta complice».

«Come comunità di Basilicata facciamo nostro questo dolore, la Regione sarà in queste ore al fianco del Comune di Bernalda per offrire supporto nella gestione dell’emergenza». Lo ha detto, attraverso l’ufficio stampa, il presidente della Regione, Vito Bardi.
Nel corso di un colloquio telefonico con il sindaco di Bernalda, Domenico Tataranno, Bardi ha annunciato la presenza di rappresentanti della Protezione Civile regionale alla riunione prevista a Matera in Prefettura. «Questo incidente - ha aggiunto Bardi - ripropone con tutta la sua drammaticità la necessità di individuare soluzioni adeguate per far fronte al tema dell’ospitalità dei migranti che lavorano nei campi del Metapontino. Sulla questione - ha concluso - darò specifiche indicazioni perché si faccia in Regione prima possibile il punto della situazione per il coordinamento delle azioni».

L’incendio o lo sgombero delle strutture che ospitano i braccianti sono sempre fatti spinosi per le amministrazioni perché comportano migranti riversati in strada fino a un minuto prima dimenticati, con qualche sforzo, in una qualche area periferica circondata da acquitrini. La storia non si fa con i “se”, certo è che se il demanio avesse anche solo impiantato una pompa d’acqua per ridare un poco di dignità alla vita degli abitanti del ghetto di Felandina, ci sarebbero stati i mezzi per almeno provare a domare in tempo l’incendio. Senza acqua spegnere un fuoco diventa complesso. Così non è andata, anzi, in passato è stato perfino impedito di introdurre nella struttura i bagni chimici, nonostante i ripetuti tentativi delle associazioni che da anni assistono con presidi in loco, talvolta camper appostati fuori dagli edifici, gli oltre 500 migranti che vivono in condizioni igienico-sanitarie inaccettabili. Basta leggere un qualsiasi report ambulatorio delle tante associazione che negli anni si sono date il turno. Scrive un medico mobile volontario dell’Associazione LOE il 5 maggio 2019: «Effettuato 20 visite. Trasportato in PS un ragazzo per una lesione infetta all'arto inferiore sn con un edema che interessa tutta la gamba e dalla lesione, da cui ho aspirato un 15 ml di pus. Altri 2 casi meritano attenzione, consigliabile valutazione chirurgica, un ragazzo che presenta un ernia ombelicale dolente che si riduce manualmente; 1 controllo di un ragazzo già visto con 2 lesioni al capo che non hanno beneficiato della th cortisonica, consigliabile valutazione chirurgica e asportazione.1 caso di albo chiuso a feci da una settimana, all'obiettività sembra rilevarsi alla palpazione profonda un fecaloma al quale ho dato delle supposte di glicerina e contattarlo oggi per sapere se si è canalizzato. A un ragazzo con disidratazione della congiuntiva e sclera non ho potuto fare granché perché mancano colliri e lacrime artificiali o fisiologiche per lavaggi oculari, merita una visita oculistica. Sono venuti dei ragazzi che hanno chiesto di essere visitati dato che da quando sono in Italia non sono stati mai controllati da un medico. Servono Fans, cortisonici, antistaminici, oppiacei minori (contramal), acqua ossigenata e lo sfigmomanometro».

07/08/2019

 

 

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Ceccano, solidarietà e partecipazione vincono nella “Partita del Cuore”

calcio dinizio Caterina 350 mindi Tommaso Cappella* - Successo senza precedenti per la prima edizione della “Partita del Cuore”, “Diamo un Calcio all'Autismo” che si è tenuta sabato scorso al “Popolla”, organizzata dal Ceccano Calcio 1920 e dall'associazione “Altre...Menti Frosinone”, con il patrocinio del Comune di Ceccano e sponsorizzata dal Conad-Gruppo Mazzocchi e ItalyGlass. Un appuntamento che non ha deluso le attese, anche perché l'evento era finalizzato alla raccolta fondi a favore dell'associazione “Altre...Menti”, presieduta da Marco Massa, che si occupa dei ragazzi autistici e per celebrare la vittoria in campionato della squadra rossoblu salita in Promozione. E' stata soprattutto una grande rimpatriata di ex giocatori rossoblu che hanno voluto quindi testimoniare, con la loro presenza, la vicinanza a tanti ragazzi meno fortunati. Senza dimenticare la festa per la vittoria in campionato del Ceccano calcio 1920 ai nastri di partenza nella prossima stagione in Promozione con in panchina il neo tecnico Mirco Carlini.

La giornata, ottimamente presentata da Simona Frezza di Ernica TV, emittente che ha ripreso l'evento, è iniziata con le mini partite dei ragazzi delle Scuole calcio del Ceccano calcio 1920 e del Rio Fabrateria Vetus, le quali, in questi giorni, hanno dato vita ad un unico soggetto sportivo: la “Ceccano Accademy”. A seguire c'è stato il triangolare tra le vecchie glorie rossoblu e il Ceccano calcio 1920 che ha chiuso al primo posto nel girone I di Prima categoria. Il tutto è stato preceduto da un ricordo, oltre che di Filippo Giudici, di Robertino Testa, ex bandiera rossoblu, recentemente scomparso. Per l'occasione era presente la mamma Anna alla quale Tonino Pizzuti, accompagnato dall'ex ds rossoblu Renzo Frainetti, ha consegnato un mazzo di fiori. Il calcio d'inizio è stato dato dalla dolcissima Caterina Schiano, utente dell'associazione “Altre...Menti” (per l'occasione anche il papà Antonello ha svolto uno splendido lavoro in qualità di fotografo ufficiale della manifestazione).

Prima del fischio d'inizio è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo di tanti ex giocatori rossoblu che non ci sonio più. Molto combattute le sfide da trenta minuti ciascuna e ottimamente dirette dagli arbitri Calderari, Passeri e Reali. La prima ha visto di fronte le vecchie glorie capitanate da Alfonso Adinolfi e le quelle di Tonino Pizzuti. Hanno vinto le prime 2-0 grazie alla doppietta di bomber Caliano, sempre presente all'appuntamento con il gol. E' toccato quindi alla formazione perdente affrontare il Ceccano 2018-19 che si è imposto per 2-1. Dopo il vantaggio di Tarquini, è toccato all'altro bomber per eccellenza Pietro Compagnoni pareggiare i conti, mentre il successo per Tiberia e compagni è arrivato grazie a Colafrancesco. L'ultimo match invece è terminato sul nulla di fatto.

Al termine, alla presenza del presidente rossoblu Thomas Iannotta, titolare dello sponsor Italy Glass, del direttore generale Sergio Milo e del sindaco Caligiore, sono stati consegnati tanti riconoscimenti. Oltre al primo cittadino, sceso anche in campo, risultando tra i migliori in campo, è stata premiata anche l'amministrazione comunale nella persona del consigliere delegato allo sport Angelo Macciomei. E' stata poi la volta di Marco Massa, presidente dell'associazione “Altre... Menti” ricevere il riconoscimento e a seguire la Farmacia Querqui nella persona di Andrea Querqui, neo vice presidente della “Ceccano Accademy”. Presente anche Alessandro Mazzocchi, titolare dei punti Conad della città, tra i maggiori sponsor del Ceccano nella stagione appena conclusa. Dopo aver ringraziato anche Angelo “Mazzola” Mastrogiacomo , titolate di “Oro-Il Trofeo” per le targhe ricordo, la famiglia Liolli per i palloncini rossoblu, la Pasticceria “Zambardino” per la torta celebrativa, e aver consegnato il riconoscimento a Fabio Massa per quanto riguarda la tifoseria, sono stati premiati gli altri sponsor che hanno sostenuto il Ceccano nella stagione calcistica appena conclusa: Fortini Gomme2, MA.BE., Ciotoli Marmi, Caffè Shop, Hotel Testani, M.D.A. di Vico, Welding Tecnologies, Ital Carta Group, Bar Il Tulipano, Autobingo2, Caffè Dell'Olmo, Unitec, SE.AM., Latantour, Autofficina Santucci Motors. Premiato anche il Ceccano 1920 calcio a5, salito in serie C2, con targa ritirata dal tecnico Guido Compagnone. La giornata si è conclusa con una cena presso il Ristorante “Brigadon”.

Prossimi appuntamenti sportivi a Ceccano, sabato presso il piazzale Impastato, a partire dalle ore 10,00 fino alle ore 20,00, è in programma l'iniziativa “Sport in Piazza”, organizzata dall'amministrazione comunale. E poi la sera del 24 giugno, in occasione della festa del patrono San Giovanni Battista, sempre l'amministrazione comunale, in particolare il sindaco Roberto Caligiore e il consigliere delegato allo sport Angelo Macciomei, premieranno giocatori e dirigenti del Ceccano calcio 1920 per la vittoria nel campionato di Prima categoria.

*Ufficio Stampa Ceccano Calcio 1920

 
Ragazzi scuole calcio Ceccano Il Ceccano attuale   L'associazioe dei giovani
 Vecchie Glorie - 1  Vecchie Glorie 2  Vecchie Glorie 3

cliccare sulle foto per ingrandirle

(Foto gentilmente concesse da Antonello Schiano)

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Gatta: “Con la Straccecano vincono solidarietà e partecipazione”

GattaGerardo 350 mindi Tommaso Cappella, Ufficio Stampa - Anche nel corso della 15a edizione della “Straceccano” si è assistito non solo al podismo, ma anche a tanta solidarietà e partecipazione. Ogni anno l'infaticabile Gerardo Gatta, presidente dell'Atletica Ceccano, e tutti i suoi più stretti collaboratori rinnovano e inseriscono tante iniziative rivolte sia a chi soffre sia verso quelle persone che fanno della solidarietà una loro ragione di vita, a cominciare dai donatori Avis del neo responsabile locale Daniele Panella. Proprio con Gerardo Gatta quindi si traccia un bilancio di questa edizione e si indica la rotta per le prossime. “Intanto vorrei ringraziare tutte quelle persone che hanno voluto condividere con noi, ancora una volta, una mattinata splendida e coinvolgente – esordisce il presidente dell'Atletica Ceccano – Nonostante la concomitanza con altre gare a livello regionale, siamo riusciti a portare a Ceccano qualcosa come 550 podisti proveniente da tutto il Lazio. Anche quest'anno abbiano voluto regalare un momento di gioia e spensieratezza a tutti quei ragazzi e persone meno fortunate di noi, come nel caso del piccolo Cristian o di Francesco Crispino. Senza dimenticare il sostegno all'Unicef guidato dall'avvocato Gargaruti e l'Avis del neo responsabile locale Panella”.

Momento significativo di questa 15a edizione anche la diversificazione del percorso che ha permesso una maggiore partecipazione? “Ceccano può vantare angoli turistici molto significativi a livello turistico. A parte il Castello dei Conti nella parte alta della Città, da questa edizione abbiamo voluto inserire nel tracciato dei 9.300 chilometri, anche Castel Sindici, vero e proprio 'gioiello' e vanto per il nostro territorio. I podisti che hanno transitato al suo interno sono rimasti sbalorditi e piacevolmente impressionati per la sua bellezza e maestosità. Alcuni volontari, che vorrei ringraziare, si sono rimboccate le maniche e hanno provveduto a ripulire il viale e gli angoli circostanti, all'interno del Castello proprio per agevolare il passaggio dei podisti. Ritengo debbano essere questi gli aspetti che vanno messi in risalto quando si organizzano e si tengono eventi come la 'Straceccano'.”

In conclusione è sempre bello quando trionfa lo sport? “Occorre rimarcare con forza il momento che sta vivendo lo sport nella nostra città – conclude Gerardo Gatta – Intanto vorrei fare i complimenti alle squadre di calcio e calcio a5 del Ceccano 1920 per la vittoria nei rispettivi campionati. Senza dimenticare il titolo provinciale dei Giovanissimi della Fabrateria Vetus. Ma altre discipline come la Ginnastica, il Pugilato, il Rugby, il Ciclismo, le Arti Marziali e tante altre stanno contribuendo in modo notevole alla crescita dell'attività sportiva e sociale soprattutto tra i giovani e i meno giovani. E' la dimostrazione di come la gente abbia voglia di trascorre il proprio tempo libero in modo sano e corretto. Ritengo che vi sia spazio per tutti, senza gelosie e nel massimo rispetto, perché, come dicevo prima, a vincere deve essere sempre lo sport. E di questo va dato merito anche all'amministrazione comunale che riserva sempre molta attenzione a tutto il movimento sportivo della nostra città. Da parte mia quindi non posso non rinnovare a tutti l'appuntamento all'anno prossimo per la disputa della 16a edizione della 'Straceccano'.”

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Solidarietà e altruismo a Roma

roma 350 minA Roma ho scoperto con grande piacere che c'è un "tessuto sociale" vivo e pulsante, l'esempio di ciò lo descrivo raccontandovi alcune realtà.
Parto dal centro di Roma dove Mario Dal Mare, un artista a tutto tondo ha trasformato via dei Cappellari, storico vicolo a fianco alla storica Piazza di Campo dei Fiori, l'ha trasormata in "via della poesia".
Questo vicolo abbandonato al degrado, lui....Mario Dal Mare, lo ha trasormato in un luogo culturale in cui tutti gli artisti possono avere lo spazio per poter esprimere la loro arte...uno spazio aperto a tutti...qui dalla monnezza si è passati a come dice Mario all"umanezza".

Passiamo in periferia e qui troviamo realtà...come la scuola popolare di Tor Bellamonaca....camminiamo ancora sino ad un'altra periferia ed arriviamo a Ponte Mammolo...famoso per il carcere di Rebibbia....qui anche si sono formati vari comitati: il Comitato Mammut che aiuta i ragazzi in difficoltà a studiare...àffianco a loro l'Ads Mammut, una palestra popolare per far fare sport a chi non può permettersi una palestra.
Sempre a Rebibbia troviamo anche il casale Alba 2, un casale occupato sei anni fa dai ragazzi del quartiere..il casale si trova all'interno di un parco pubblico e il loro scopo è ambientale, far si che il parco rimanga pubblico e non venga dato in mano alla speculazione privata.
Insieme ad altri gruppi hanno formato il forum tutela del parco "Aguzzano". Tutti insieme lottano per difendere il parco dall'attacco del 4° municipio di Roma che vorrebbe dare i casali in mano a privati.

Passiamo per San Basilio, altra borgata famosa solo per lo spaccio di droga, ma anche qui a dispetto di chi sa solo criminalizzare troviamo il centro popolare San Basilio...e i comitati in difesa della casa. Alla Romanina invece troviamo il centro antiviolenza di Stefania Catallo.

Insomma a Roma il tessuto sociale è vivo, ognuno a difesa di qualcosa o di qualcuno.
A Roma la politica dal basso, quella fatta da persone che credono in quello che fanno e lo fanno con il cuore, senza scopo di lucro...c'è, esiste!!!
Ma purtroppo come spesso capita non viene aiutata dalle istituzioni...anzi viene messa in discussione e molte volte criminalizzata.
Trovo invece che queste realtà andrebbero valorizzate perché semplicemente rendono il mondo migliore....cosa che in qusto periodo di mediocrità in cui tutti sono contro tutti...fanno ben sperare.

 

 

 

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UNOeTRE.it promuove iniziative di solidarietà collettiva

Vertenza Frusinatedi Maria Giulia Cretaro e Valentino Bettinelli - La speranza è l'ultima a morire. Per Gino Rossi è un mantra, l'incoraggiamento continuo a non mollare sui diritti. Vertenza Frusinate è l'esempio di come la lotta stoica sia l'essenza della democrazia. È un diritto costituzionalmente riconosciuto, ma spesso dimenticato da società ed istituzioni. Il gruppo di disoccupati ciociari però, non ha mai negato questo spirito, anzi, nel rispetto di regole e leggi ha sempre operato per la propria salvaguardia, protestando con tanto ordine quanta forza.
Ed è grazie a questa continuità martellante che il Presidente della Provincia Pompeo ha concesso, a partire dalla mattina di Lunedì 17, la possibilità di manifestare ad oltranza, senza limiti di tempo, nelle sale di Palazzo Iacobucci. Da inizio settimana, fino a quando non arriverà il chiaro sblocco dei fondi a copertura della mobilità in deroga, tutti i membri di Vertenza Frusinate saranno in presidio stabile, avranno finalmente un luogo dove poter discutere e continuare a far sentire la loro voce. Niente festività ad impedimento. Un chiaro segnale di attenzione istituzionale, mancato troppe volte in questa battaglia sociale, a difesa di diritti già riconosciuti ma non rispettati.

L'Assessore regionale al Lavoro Di Berardino, da dichiarazioni rilasciate al portale “Rietiinvetrina”, ha inoltre rinnovato il suo totale impegno a lasciare aperto il tavolo di lavoro, per intercettare quei fondi mancanti per i pagamenti.
Questo risveglio delle istituzioni è frutto della democratica e libera rivendicazione di diritti da parte del gruppo di Vertenza Frusinate.
Troppe volte tali azioni sono passate in sordina, tanto da sminuire il peso del problema ed il valore dell'impegno. Tradimento a doppia lama, dallo Stato e dall'informazione che poco spazio ha concesso alla cronaca di questa vicenda.

In nome delle necessità sociali, il nostro impegno come Unoetre.it intende estendersi, promuovendo iniziative di solidarietà collettiva. L’invito - rivolto ad associazioni, cooperative e liberi cittadini - è quello di contribuire alle necessità dei tanti disoccupati. L’intento è quello di far trascorrere in maniera più serena le imminenti festività natalizie a persone, ed intere famiglie, che vivono la drammatica situazione di una mancanza di reddito. Un aiuto al sostentamento pratico e morale di tante, troppe persone che non meritano di essere abbandonate anche dalla società civile.

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I 'volontari della solidarietà'

Volontari solidarietà mindi Valentino Bettinelli - La pioggia batte forte su Frosinone. È sabato pomeriggio. Eppure da Piazzale Gramsci arriva forte un messaggio di solidarietà e accoglienza.
Dalle 16:00, e per le successive due ore, lo spiazzo antistante il palazzo della Provincia ha visto la presenza di un sit-in organizzato dalla Rete Provinciale delle Comunità Solidali.

I pacifici manifestanti hanno unito le forze per trasmettere la propria vicinanza al sindaco di Riace Domenico Lucano, a seguito delle recenti vicende giudiziarie riguardanti il coraggioso primo cittadino della locride.
L’obiettivo di questa comunità, spiega Daniela Bianchi, è “quello di unire le coscienze di tutti coloro si riconoscano nei valori dell’accoglienza, dell’integrazione e dell’antirazzismo”.

Una partecipazione trasversale che vede coinvolti partiti politici, associazioni, organizzazioni di tutela ambientale e liberi cittadini. Tutti legati dal filo della solidarietà.
La manifestazione rappresenta la prima vera uscita ufficiale della rete, che si propone come organo pluralista, a difesa di quei principi solidali e umani espressi anche e soprattutto nella Carta Costituzionale.
Dopo la nascita spontanea, mossa da un senso di doverosa ribellione nei confronti di una politica governativa xenofoba e oppressiva nei confronti dei più deboli, la rete ha accolto ulteriori adesioni. Il manifesto diffuso dai militanti ha ottenuto un gran numero di sottoscrizioni. Anche la manifestazione di ieri ha permesso di intercettare le istanze di nuovi firmatari, che hanno deciso di unirsi alle attività.
Un successo che segna l’inizio di una nuova stagione, periodo in cui la rete delle Comunità Solidali si impegnerà nel creare altri momenti di aggregazione, al fine di contrastare l’attuale narrazione, imponendo un nuovo linguaggio fondato sulle storie reali.

Dopo il presidio, tutti i presenti si sono riuniti nei locali del Grid. Aggregazione che ha permesso di sviluppare un dialogo costruttivo sul futuro prossimo. Il gruppo composto da “volontari della solidarietà” ha iniziato a ragionare su piani a breve termine e metodi di diffusione dei propri ideali. In primo piano il rapporto diretto con la gente e le attività da implementare all’interno delle scuole. In programma anche delle manifestazioni, che verrano rivelate a breve, in cui aprire delle finestre sui vari temi che fungono da struttura ideologica portante del Manifesto.
Una realtà, quella delle Comunità Solidali della Provincia di Frosinone, nata da poco, ma già in grande espansione sul territorio. Un baluardo di ambizioni concrete che mira a ricostruire una coscienza civile solidale, partendo dal nostro territorio. È proprio dal basso che bisogna ripartire per ricostituire un equilibrio sociale dei popoli basato sul rispetto delle necessità altrui.

 

 

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