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Frusinate alla prova della solidarietà

28set18 alla Provincia 350 260 min28 settembre 2018. Ore 15 e qualche minuto. La stampa è la prima ad arrivare nell'aula consiliare della Provincia, dove è convocato il Tavolo di crisi dell'occupazione, quasi a competere in velocità con la Digos. Un segno che l'appuntamento è importante.

Il tavolo con eletti, sindacati e Vertenza Frusinate

Un “parterre di tutto rispetto”. Altre al Presidente della Provincia, Antonio Pompeo, i Deputati Enrica Segneri e Luca Frusone, il Senatore Massimo Ruspandini, i Consiglieri regionali Mauro Buschini e Loreto Marcelli, il già Deputato Nazzareno Pilozzi. I Sindacalisti Enrico Coppotelli Cisl e Enzo Valente dell'Ugl.

Ieri 27 settembre si leggevano, sulla pagine Facebook di Vertenza Frusinate, queste parole (sempre in stampatello secondo lo stile di Gino Rossi) “DOMANI RADUNO ORE 14 30 PIAZZALE DELLA PROVINCIA VERTENZA FRUSINATE E’ PRONTA A SCENDERE IN LOTTA AD OLTRANZA SE NON ARRIVERANNO RISPOSTE SUI 4 PUNTI DEL DOCUMENTO (della Provincia ndr) …CHI DOVREBBE DARE RISPOSTE SIA PRESENTE RICORDO LA SITUAZIONE E’ DRAMMATICA, SI CORRE IL RISCHIO CHE OLTRE MILLE FAMIGLIE DEL VOSTRO TERRITORIO RIMANGONO SENZA PIU SOSTEGNO AL REDDITO E SENZA LAVOROOOOOOOOOOOOOOOOOO”

Ancora qui stiamo? Sono trascorsi 7 mesi esatti da quel 28 febbraio quando Regione, Sindacati e Associazioni degli imprenditori definirono un accordo per assicurare ancora per una la proroga della mobilità in deroga e l’avvio delle politiche attive con i tirocini e i lavori di utilità sociale per gli over 28 febbraio - 28 settembre sono i sette mesi di cui scriviamo.
Si disse, allora, che l’accordo sarebbe diventato una delibera di Giunta, perché una eventuale diversa maggioranza fosse costretta a tenerne conto. Anche se ammaccata la maggioranza è rimasta la stessa e non ne ha tenuto conto. Non ne tiene conto. Non si possono fare spot elettorali sulla pelle dei disoccupati e delle loro famiglie.

La Provincia di Frosinone con un importante documento definito assieme alle organizzazioni sindacali, all’inizio di questo settembre, definì delle richieste precise alAntonioPompeo 350 260 min Governo ed alla Regione Lazio. Il Presidente Pompeo afferma oggi  che quel documento ha fatto fare un passo in avanti.
Per memoria di tutti le richiamiamo. Al Governo e al Parlamento, in particolare al Ministro del lavoro e dello sviluppo economico furono richiesti 3 interventi: a - la proroga degli ammortizzatori sociali, con il relativo rifinanziamento, in particolare della mobilità in deroga, per le Aree di crisi complessa (con la stessa procedura rapida adottata per la Sardegna e più ancora come e stato fatto per la Campania con il DM 113 del 18 settembre scorso, 15 giorni fa, si é detto nell'incontro ndr), Enzo Valente apprezza questa misura perché ha consentito di sopravvivere, b - la conclusione delle procedure per la sottoscrizione dell’Accordo di Programma e la pubblicazione dei bandi per la reindustrializzazione dell’area; c - l’avvio di un processo di politiche attive efficace e rispondente alle reali esigenze del territorio. Neppure un progetto è partito in questa provincia. Alla Regione Lazio si chiede, in particolare, lo sblocco dei pagamenti relativi alle indennità di mobilità degli anni precedenti.

Occorre un promemoria per ricordare gli impegni presi il 28 febbraio?
In questi mesi si sono dette molte parole, ma i fatti sono stati pochi. Il tema più ricorrente è stato quello della mancanza di fondi. Questa “dichiarata indisponibilità” (?) è la causa di una possibile gravissima ingiustizia, inaccettabile sul piano umano e sociale, capace di fomentare una guerra fra poveri, quelli capitati nelle prime due finestre di erogazione e quelli che sono fra “color che son sospesi” nelle finestre tre e quattro. Il Consigliere Buschini conferma il pagamento per quanto concerne il 2018. Per il prossimo anno prevede un incontro con il Ministero confidando in un risultato positivo se ci sarà un intervento parlamentare a sostegno, come è stato per la Campania, e anche un'accelerazione per la definizione degli interventi previsti nell'accordo di programma (fino ad oggi dimenticato).
Segneri ricorda come anche l'Ilva di Patrica sia rientrata nei provvedimenti adottati per tutti gli stabilimenti del gruppo e assicura che entro due mesi dovrebbero definirsi gli interventi previsti nell'Accordo di programma.
Importante l'appello del Segretario della Cisl, Enrico Coppotelli, agli eletti del Frusinate a fare squadra nell’interesse di questo territorio. “Occorre un impegno nelle istituzioni dove operano per ottenere risultati concreti e rapidi.
C’è chi, in questi lunghi mesi, anche fra i dirigenti sindacali,ha minacciato di adire le vie legali, chi fra gli eletti non ha mosso un dito per assicurare il necessario emendamento da adottare per consentire che i fondi già stanziati per la proroga della CIG straordinaria, nelle aree dove questo ammortizzatore non può essere utilizzato come nel frusinate, venissero utilizzati anche per la mobilità in deroga.

La stampa nazionale, “La Repubblica” in testa, ancora il 26 settembre, ha ricordato come Legge di Bilancio per l’anno 2018 ha stabilito che, a sostegno dei piani di recupero occupazionale delle imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa, le risorse finanziarie residuali ripartite tra le Regioni negli anni 2016 e 2017 per gli interventi di cassa integrazione guadagni straordinaria e di mobilità in deroga possano essere destinate, nell’anno 2018, alle medesime finalità. Un ulteriore anno di proroga per la concessione degli ammortizzatori sociali alle imprese che operano nelle aree di crisi complessa è quanto stabilito anche dal Consiglio dei Ministri riunitosi l’8 maggio 2018, che ha stanziato le risorse finanziarie necessaria alla prosecuzione della misura di sostegno al reddito dei lavoratori delle aziende in crisi.

Allora? Il ministro Luigi Di Maio ha già annunciato entro fine anno un nuovo codice del lavoro, si parla di reintrodurre la cassa integrazione guadagni e altre misure che erano state eliminate. Oggi quello che si può dire è che viene meno (era ora!) l’impianto del Jobs Act, che è stato costruito a tavolino e in maniera incoerente rispetto alla modernità del lavoro, ma soprattutto delle nuove drammatiche esigenze che si sono venute determinando.

Parlamentari uniti: si a prorogare la mobilità

Ora si tratta di operare in maniera coordinata e collaborativa, senza rimpalli fra Regione e Parlamento. La differenza di maggioranze che governano le due istituzioni non debbono essere causa di ritardi o peggio di inefficienze e insuccessi. Su questo fronte ognuno si gioca la propria credibilità.
A conclusione si può dire che un tentativo solidale da parte del “parterre di tutto rispetto” questa volta c'è stato e si è sentito acne negli interventi di Massimo Ruspandini, Nazzareno Pilozzi e Loreto Marcelli che hanno confermato la propria adesione ai 4 punti del documento Provincia-sindacati.
************

Riassumendo: i parlamentari presenti hanno preso l'impegno di favoirire la proroga degli ammortizzatori sociali per il 2019 attraverso un apposito intervento legislativo. Per quanto riguarda il pagamento delle annualità precedenti, la Regione ha comunicato di aver adempiuto all'istruttoria delle domande della seconda finestra e di essere in attesa dell'autorizzazione ministeriale per i pagamenti.
Inoltre, dalla Regione sono state richieste ulteriori risorse per soddisfare l'intera platea degli aventi diritto al pagamento ed un'attiva collaborazione istituzionale con il Ministero del Lavoro.

 Gino Rossi e i disoccupati

 

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Una nuova Europa invoca solidarietà

UE bandiere mindi Francesco Del Brocco - Nel 2018 saranno passati settant'anni dalla riunione ricordata come “Congresso dell’Europa” che all’Aja diede un impulso fondamentale all’avvio di integrazione europea, come progetto innovativo di pace, benessere e scambio interculturale.
Quali tra i valori propugnati dai protagonisti di allora mantengono ancora oggi una validità tale da dover essere difesi e rilanciati?
Essere o non essere cittadino Europeo è questo il dilemma!
Movimento Federalista Europeo

Tutti i testi fondamentali dell'Unione Europea, dal trattato di Lisbona alla Carta dei diritti fondamentali, assegnano all'Unione il compito di realizzare un modello di sviluppo sostenibile dal punto di vista sia ambientale sia sociale.
Ed è proprio da queste due realtà che dovremmo ripartire tutti assieme perché andando avanti così con questa condizione di stazionamento dei mercati a causa della crisi che si ha in Italia.
Noi giovani generazione dobbiamo impegnarci a ridare un nome e una faccia a questo grande corpo che fin da quando è stato creato aveva come pensiero quello di riunire sotto lo stesso tetto più stati. Innanzitutto bisogna porre le basi affinchè gli stati membri si aiutino a vicenda in modo concreto, soprattutto qualora vi fossero squilibri.

Soltanto un'unione compatta ed effettiva permetterà l'assorbimento della crisi senza conseguenze troppo gravi. I vari stati dovrebbero accorrere immediatamente in aiuto di un altro più in crisi per evitare il completo fallimento di tale paese che provocherebbe danni all'intera comunità europea, cioè salvare uno per salvare tutti.

Anche se questo attualmente non avviene bisogna impegnarci per ricreare una solidarietà fra gli stati membri anche sull’argomento immigrazione perché attualmente per via di guerre civili e terrorismo si assiste a scenari come quelli nel Mediterraneo e attraverso i Balcani e da parte dell’Europa si assiste a scenari come in Bulgaria e Austria che alzano immensi muri senza fine composti da filo spinato in modo da sbarrare il passaggio a questi poveri individui che senza colpa sono dovuti emigrare dai loro paesi di origine per dare almeno una chance di vita migliore a proprio e se questo è Europa allora si può pensare di non essere certamente cittadini europei ma lo stesso trattamento più o meno in grandi linee riguarda anche l’Italia si perché secondo la Svizzera il cittadino italiano viene definito come un topo che va li per rubare il lavoro agli svizzeri, tutto perché c’è un problema di fondo il popolo ha fame e non riesce neppure la pagnotta di pane per mangiare quindi emigra in altri paesi più ricchi come Gran Bretagna e Germania come fecero più di duecento anni fa i nostri che affrontavano viaggi lunghi e anche pericolosi sapevano che erano sempre una migliore condizione.
In conclusione quello che pensò ottant’anni fa, circa, Altiero Spinelli era quello di essere tutti di una stessa nazione ed avere tutti gli stessi diritti e lo stesso passaporto fondato su i rapporti umani e non sulle banche.Una nuova Europa invoxa solidarietà

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Paliano. Calcio e solidarietà, nazionale attori vs amministratori locali

Locandina Noncirestacheilpallone 350 mindi Daniela Mattei - Presentazione del Festival Internazionale “Corto… ma non troppo!”
dedicato al racconto del disagio psichico, fisico e sociale.

Paliano, 29 maggio 2018 – Sabato 2 giugno importante appuntamento sportivo allo stadio comunale Piergiorgio Tintisona. “Non ci resta che il pallone” vedrà scendere in campo per 90 minuti la nazionale attori contro una rappresentanza degli amministratori locali per una partita dedicata al divertimento e all'integrazione sociale. I fondi raccolti saranno interamente devoluti alla realizzazione del Festival Internazionale “Corto…. ma non troppo”, rassegna cinematografica dedicata al racconto diretto del disagio psichico, fisico e sociale.

NON CI RESTA CHE IL PALLONE! – L'evento è promosso e realizzato dalla struttura socio-sanitaria Johnny&Mary, che da anni si occupa di riabilitazione psichiatrica, insieme all'Aps L'Onda. Entrambe impegnate nell'ambito del sociale, lavorano sul territorio con progetti e attività che hanno come obiettivo l'assistenza, il recupero, l'inserimento nella vita quotidiana e il superamento di pregiudizi culturali. A scendere in campo il 2 giugno saranno quindi i valori che da tempo muovono Johnny&Mary e L'Onda, e che stavolta troveranno nello sport e nella strategia di squadra la loro espressione: al Tintisona si incontreranno infatti pazienti e comunità in una giornata di festa e solidarietà.

IN CAMPO – Il fischio d'inizio ci sarà alle ore 10:00 nello stadio di Paliano. Attori e amministratori locali non saranno i soli protagonisti in campo: nell'intervallo disputeranno un breve incontro amichevole anche i pulcini dell'Asd Paliano contro i pulcini dell'Asd Olevano Romano. «Sarà una mattinata dedicata al pallone e ai giovanissimi – spiega l'avvocato Marco Mampieri de L'Onda – e attraverso il valore educativo dello sport, la condivisione e il gioco di squadra punteremo ad allontanare il pregiudizio e l'emarginazione sociale». A sostenere l'iniziativa con un'attiva collaborazione anche l'amministrazione del Comune di Paliano e Radio Onda Libera che saranno presenti allo stadio il 2 giugno.

FESTIVAL DEI CORTI – La rassegna “Corto… ma non troppo” è prevista l'8 e il 9 giugno all'Ex Cinema Esperia di Paliano, con il patrocinio della ASL di Frosinone. Verranno proposti video e cortometraggi realizzati da scuole, associazioni, comunità socio-educative e centri analoghi, che operano nel sociale e a contatto con pazienti affetti da patologie psichiatriche. «Sono gli stessi ospiti insieme agli operatori delle diverse strutture in gara – racconta il direttore artistico Enzo Prisco – ad aver realizzato nell'arco dell'anno queste brevi opere cinematografiche». Saranno premiati da una giuria di esperti insieme ad una giuria popolare, nella serata conclusiva di sabato 9 giugno.

Addetto stampa: Daniela Mattei

 

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Per la Sanità una terapia intensiva di Solidarietà

sanità ilmedico350 260di Ignazio Mazzoli - Discutere di sanità dopo il libro di Angelino Loffredi “Attacco alla Sanità. 12 milioni d’italiani senza cura” richiede attenzione e voglia di riflettere sulle reazioni che la lettura del volumetto ha provocato. Esaminiamo con attenzione la concreta discussione che si è già svolta sulle ottanta pagine di incalzante cronaca dei danni e dei limiti di cui soffre la sanità in Ciociaria. (per leggere tutto, completata una pagina, torna qui in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

  1. D'accordo con Loffredi
  2. Primo intervento: Solidarietà

La discussione sul libro di Loffredi

A Ceccano, Sora, Anagni, Frosinone si è discusso. Sono città in cui vivono e operano strutture sanitarie di cui si parla da tempo, tanto tempo. Ospedali che ci sono o che non ci sono più. Il confronto continua.
Come si sono affrontati i temi del libro di Loffredi? Si è trattato di dialoghi con semplici cittadini ma anche con operatori della sanità e dirigenti sindacali fino al confronto di Frosinone che si è svolto facendo dialogare l’autore e il Dottor Giovanni Cirillo “coordinatore di staff della direzione generale dell'Asl di Frosinone” ed entrambi sottoposti alle domande di due giornalisti Stefano di Scanno, Direttore de L’Inchiesta quotidiano e Giovanni Giuliani, Redattore di Teleuniverso.
Parto da alcuni punti fermi posti da Loffredi: «la spesa ospedaliera arriva al 90%, prevenzione e assistenza territoriale sono a mala pena al 10%.» Una situazione ben diversa da quella basata su criteri solidaristici che fu alla base della riforma sanitaria del 1978. «Le dinamiche operative sono concorrenziali tipiche del mercato libero. Hanno mercificato la salute, mortificando la sanità pubblica a favore di quella privata e facendo sparire la visione d'insieme del sistema. Oggi prevale il grande inganno dell'esternalizzazione dei servizi per contenere le spese mentre, nella realtà, le spese aumentano riducendo quantità e qualità dei servizi ai pazienti e intensificando lo sfruttamento dei dipendenti del comparto privato». Questo quadro è stato ampiamente confermato. A Ceccano con i sindacalisti Alessandra Romano della Cisl e Guido Tomassi della Cgil, il medico di base Dottor Giuliano Fabi la consulente d’industria Anna Maria Tedeschi. A Sora lo hanno confermato la coordinatrice Nadeia De Gasperis, ancora il dottor Giuliano Fabi, insieme ad altri due medici di base, il Dottor Gianfranco Lilla, relatore in quella sede e il Dottori Luciano Conte. Ad Anagni la conferma è venuta senza mezzi termini dalla Prof. Anna Natalia che ha illustrato il libro apprezzando il giornalista per l’attenzione che riserva alle vicende del nostro territorio, delle quali dà conto nel libro, dedicati alla grave situazione dei servizi sanitari nella provincia di Frosinone: «attraverso una ricostruzione puntuale e documentata emerge un quadro di crescente arretramento e conseguente perdita dei Livelli Essenziali di Assistenza e dei Presidi ospedalieri in grado di far fronte alle urgenze e alle emergenze. Il “caso Anagni” rappresenta in modo emblematico la politica sanitaria degli ultimi anni: una storia infinita di promesse disattese».
Ancora quindi una conferma di come il danno sia diffuso su tutto il territorio senza eccezioni. sanità malasanità 350 260
Le parole “politica sanitaria” risuonano con particolare insistenza nell’incontro di Frosinone. Un confronto garbato, civile, molto argomentato, ma scuramente capace di mostrare differenti visioni d’intendere l’offerta e l’utilizzo dell’assistenza sanitaria. La competenza del Dottor Giovanni Cirillo si è completamente confermata, ma così si conferma pure la distanza dalla richiesta di come il cittadino vorrebbe fruire del servizio sanitario.

Si dice la direzione è tracciata: attivazione piena di tutte le strutture dell'assistenza territoriale Case della Salute, Ambufest, Pat. Queste ipotesi però ciondolano tra buone intenzioni e realtà, come risultato della trasformazione dei piccoli ospedali in strutture intermedie. Nel recente passato l’intenso attivismo sul territorio della Mastrobuono, l’aveva convinta che ci volevano strutture orientate verso la prevenzione secondaria delle forme morbose prevalenti nel nostro territorio.

L’oggi invece a che cosa porta? «Considerato che avevamo il problema dell'uscita dal commissariamento - dice Cirillo (L’Inchiesta del 6 aprile) - non sono successe grandi cose. Ma …se non rimettiamo in piedi il sistema della medicina territoriale avremo sempre e comunque da offrire ai cittadini un'unica risposta alla domanda di salute: l'ospedale.» Deve funzionare La sanità territoriale, quella vicino ai cittadini. Bene. (continua a leggere. Vai in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

Solidarietà, non liberismo compulsivo

Sulle cause dell’inefficienza e dell’inadeguatezza le opinioni divergono. Sostiene Cirillo «le Asl non hanno funzionato, ma non è colpa dell’aziendalizzazione, è responsabilità del fatto che è rimasta incompiuta». E qui fa un esempio «per tutti – dice - : si fa la riforma dello stato giuridico del personale Asl e d'un tratto un mare di medici passa dalla dipendenza alla dirigenza. Diventiamo tutti dirigenti, tanto che tendono ad arrivare alla dirigenza altre figure, come infermieri, tecnici, ingegneri, fisici, chimici, farmacisti. Ma se si parla di azienda si pensa ad un'organizzazione verticistica. Invece, nella fase gestionale, hai una platea di dirigenti che non risponde a livello di direzione aziendale ma sostiene di agire per “scienza e coscienza”. Ti ritrovi, così, con obiettivi aziendali che non si realizzano perché conti su tante persone che non si sentono vincolate a quegli, stessi obiettivi». L’interesse superiore del “bene comune” evapora.

È una affermazione seria che merita rispetto di valutazione anche per il coraggio civile di chi l’ha pronunciata. Parliamo allora di aziendalizzazione. Che cosa avrebbe dovuto essere, un’organizzazione verticistica, come si ricava dal brano virgolettato, che nella gerarchia avrebbe trovato la sua efficienza? Oppure doveva esser solo il presupposto di un’autonomia operativa che nella competizione commerciale e finanziaria avrebbe realizzato risparmi ad ogni costo anche attraverso esternalizzazioni di ogni tipo? Non si è verificata né la prima né la seconda ipotesi. Nulla di tutto ciò (forse è stato inevitabile).

Osserviamo per un attimo come l’ “intuizione innovativa” appare ai pazienti. Che volto ha l’aziendalizzazione agli occhi di chi cerca assistenza sanitaria? A volte si traduce nella figura di un energumeno con un pigiama verde e zoccoli, che di fronte ad un a fila di 40-50 persone ormai impazienti per gli scavalcamenti e la mancanza di ordinato accesso ai servizi comincia a sbraitare “qui decido io che sono un infermiere capo e vi caccio tutti. Oppure ha il volto di una operatrice che vedendo una fila inesauribile rispetto alle sue previsioni anche lei minaccia di cacciare tutti supportata poco dopo da un collega che non sapendo cosa fare di meglio ironizza sulla vecchiaia dei presenti anziché riservare loro il rispetto dovuto a chi pur avendo molti anni sta lì paziente ad aspettare che i suoi diritti siano rispettati. Oppure, il volto che si vede è quello dei carabinieri o dei poliziotti che intervengono perché chiamati dal personale ospedaliero in soccorso della loro incapacità a non saper far funzionare i servizi a cui sono preposti. Si questo è quello che appare ad Altri, Veroli, Cassino, Frosinone ecc. Così il paziente, il malato vedono del tutto estranea l’istituzione sanitaria. E vi pare poco?sanità file alla asl 350 min

Senza voler criminalizzare nessuno, ma qui mancano anche i livelli minimi di educazione nei rapporti con le persone. Non si risponde neppure al buongiorno. Che è diventato questo personale che solo dieci anni fa collocava il sistema sanitario italiano fra i migliori al mondo, anzi lo poneva al secondo posto come lo stesso Giovanni Cirillo ha ricordato.

Qui c’è molto di più che una ricetta di ricerca dell’efficientismo e del risparmio che non funziona. C’è un problema culturale che nasce dalla degenerazione dell’individualismo esasperato prodotto dalla predicazione a senso unico della competizione individuale e c’è un problema politico grande come una casa, la mancanza di una direzione unitaria e responsabile per un’educazione comune e di massa a saper beneficiare della sanità pubblica e gratuita quale massima espressione della solidarietà sociale. Cirillo con onestà ha lamentato che solo in un caso c’è sta una manifesta volontà di dirigere, nella vicenda deplorevole della libertà di vaccinarsi e di vaccinare che minacciava contagi diffusi e forse destinati a diventare incontrollabili.

Tutto potrà funzionare? Perché no? Ricostruiamo la solidarietà fra lavoratori e cittadini intanto riprendendoci la sanità pubblica applicando per intero a legge 833 del 1978 che mai nessuno ha abrogato. Per impedire un triste epilogo della sanità pubblica italiana internalizziamo di nuovo tutti i servizi per garantire tutte e tutti e per risparmiare denaro come il libro di Loffredi in più punti ricorda a lettori ed operatori.

C’è ancora molto da dire, ma avremo altre occasioni di tornarci per dimostrare ancora come prima di tutto dobbiamo allontanare da noi questo liberismo che mortifica e danneggia persone e iniziative.

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Solidarietà a Vertenza Frusinate

disoccupati VertenzaFrusinate 350 260Dichiarazione di solidarietà ai disoccupati di Vertenza Frusinate. Si apprende da un comunicato di Cgil, Cisl e Uil, che domani dovrebbe finalmente svolgersi, dopo due rinvii di cui non si conoscono le motivazioni, l’incontro Regione -Sindacati per la definizione degli adempimenti necessari a rendere operativa la seconda proroga della mobilità, per coloro a cui è scaduta, e l’avvio definitivo dei tirocini per la rioccupazione di chi ne ha titolo, insieme ai lavori socialmente utili per gli over 60.
Ne parlo al telefono con Romeo Caruso, portavoce del Comitato della Lip Proposta di Legge di iniziativa popolare regionale per il reddito minimo garantito verso l’inserimento e il reinserimento nel mondo del lavoro, e membro di Vertenza Frusinate

Mi pare che ci sia da capire meglio cosa è successo o stia succedendo. Caruso ricorda il percorso “blindato” in cui i 628 ex lavoratori cui era stata riconosciuta la mobilità in deroga per il 2017-18, avrebbero avuto un prolungamento di un ulteriore anno, ovvero da giugno 2018 a giugno 2019. Ma man mano che passa il tempo, sembra diminuiscano le certezze. Le esatte parole di allora, racconta Caruso, furono che da tale percorso "blindato" si poteva solo uscire (per lavoro o per raggiungimento dei requisiti pensionistici o altro), ma non si poteva entrare, ovvero se altri lavoratori avessero necessitato di ammortizzatori sociali, si sarebbero ricercate risorse aggiuntive. E tali risorse, si riteneva potessero essere prese dai 60 milioni individuati, e successivamente sbloccati, a seguito della riunione presso il MISE, avuta il 09/05/2017. C’è al momento molta attesa e anche tanta incertezza. Solo il primo marzo ci sarà un’assemblea sindacale che informerà degli esiti.

Il possibile ricorso ai 60 milioni sembrerebbe precluso? Quei fondi serviranno alle politiche attive, piuttosto che a quelle considerate “passive”. Si può ipotizzare che in quei 60 milioni si possano ricercare i fondi per la riconversione industriale della ex Ideal Standard, ovvero i 30 milioni di cui la stampa ha parlato? ma, a nostro avviso, continua Caruso, la proroga della mobilità per un altro anno, richiederebbe 12 milioni all’incirca, perciò, se ai 60 milioni sottraiamo i 30 per la ex Ideal Standard, i 12 necessari per le mobilità ci sarebbero abbondantemente. Gli ex lavoratori di Vertenza Frusinate stanno attendendo dal 21 febbraio nuove notizie
A me preme ricordare che senza reddito alcuno non si vive; che i disoccupati hanno diritto a risposte. Soprattutto faccio appello a che si assuma come priorità la disoccupazione e la mancanza di reddito. Esprimendo la mia solidarietà agli ex lavoratori, mi auguro che domani tutto si risolva nel modo più solidale rispetto alla vita e alla dignità degli ex lavoratori.

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La solidarietà del PD a Manuela Maliziola il 23 dicembre

partito democratico bandiera350 250

Sembra giusto a UNOeTRE.it dare conto anche della slidarietà espressa dal PD di Ceccano, il 23 dicembre scorso e conosciuta solo ora, verso Manuela Maliziola offesa con un'espressione sessista da un collega di Consioglio comunale, di cui abbiamo già dato conto con più articoli, dal 24 dicembre sino ad oggi.

di Emanuela Piroli - "Esprimiamo piena solidarietà al consigliere comunale Manuela Maliziola per l'attacco verbale sessista subito oggi, in sede di consiglio comunale, da parte di un consigliere di maggioranza, tra l'altro in sua assenza, e liquidato dalla stessa maggioranza come normale dialettica politica. Riteniamo ancor più grave l'atteggiamento delle cinque donne presenti, che non si sono dissociate da tale esternazione. "

Riportiamo questo testo, con video, come pubblicato in data 23/12/2017 sulla pagina facebook del circolo PD Ceccano.

 

 

Il video. L'offesa viene pronunciata al minuto 27 e 40 secondi della registrazione

 

 

 
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Solidarietà contro le offese sessiste alla Consigliera Manuela Maliziola

m.maliziola 500IL CENTRO ANTIVIOLENZA "MARIE ANNE ERIZE" DI ROMA CONTRO LE OFFESE SESSISTE RIVOLTE ALLA CONSIGLIERA MALIZIOLA DURANTE LA SEDUTA COMUNALE DEL 23.12. 2017

"Ritengo assolutamente inammissibile quanto accaduto ai danni della consigliera Maliziola durante la seduta del consiglio comunale di Ceccano lo scorso 23/12/2017. Le battute sessiste pronunciate da Angelo Macciomei consigliere di maggioranza e Presidente della Commissione Bilancio con delega allo Sport non hanno giustificazione, bensì dimostrano la maleducazione e la mancanza di argomenti dello stesso, che invece di instaurare un sereno e fattivo confronto, ha fatto ricorso ad un prevedibile quanto ridicolo maschilismo. Mi meraviglia inoltre, l'atteggiamento del Sindaco Caligiore, che non ha speso una parola per interrompere il flusso delle offese. "Con queste parole Stefania Catallo, presidente del centro antiviolenza "Marie Anne Erize" di Roma e Ambasciatrice del Telefono Rosa Frosinone Ceccano, ha commentato quanto accaduto ieri.

"Sono a chiedere le scuse ufficiali e pubbliche sia da parte del consigliere Macciomei che del Sindaco Caligiore. Il nostrofoto retesole ridimensionato min centro opera da sempre contro le discriminazioni sessiste, quindi ci sembra opportuno e giusto porre l'accento su casi del genere, che altrimenti cadrebbero nell'oblio. Invito come sempre tutte le donne ad una maggiore solidarietà ed a rendere pubblici episodi simili, che ledono la dignità femminile. Mi auguro che le consigliere della giunta vogliano esprimere anche loro solidarietà, in quanto donne, alla consigliera Maliziola."

Il legame tra il centro antiviolenza "Marie Anne Erize" e l'associazione "Famiglia Futura" fondata dalla Maliziola, intanto prosegue; nelle prossime settimane, sarà inaugurata una piccola biblioteca dedicata alla storia del pensiero femminile con una donazione di libri da parte del centro.

 
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Solidarietà all'Ideal Standard

ideal standard roccasecca 3 18dic17 mindi Redazione (video) - I disoccupati di Vertenza Frusinate hanno incontrato a Roccasecca, nel piazzale antistante la fabbrica, il presidio dei lavoratori dell'Ideal Standard in lotta contro gli ingiustificati licenziamenti che li hanno colpiti.

Infatti l’azienda Ideal Standard si è assunta la gravissima responsabilità di mettere in mezzo a una strada più di 500 famiglie, con le inevitabili ricadute su tutto il già devastato territorio del Basso Lazio, umiliato solo pochi giorni fa dai comportamenti altrettanto violenti di FCA. Tutti i lavoratori, solo con una telefonata, hanno ricevuto la notizia di avvio della procedura di chiusura dello stabilimento, aprendo l’iter per il licenziamento collettivo di circa 320 dipendenti. Lo stabilimento, leader internazionale per la produzione di ceramica sanitaria di alta gamma, nacque nel 1963 ed è parte di un gruppo che vanta decine di stabilimenti in tutto il mondo, controllato da fondi finanziari. Da mesi era stato aperto un tavolo presso il MISE, nel quale era stato più volte sollecitato il piano industriale 2018/2020.

L'Ideal Standard ha regolarmente rinviato gli incontri e ha comunicato alla RSU di Stabilimento, che il piano si sarebbe limitato al solo 2018, confermando i volumi di produzione dell’anno 2017. I lavoratori dello stabilimento, alla luce di questa prima informazione, si erano, comunque, rasserenati, anche per aver assunto l’impegno con l’azienda alla rinuncia di parte del salario in cambio di investimenti nei siti industriali e mantenimento dei volumi occupazionali.IdealStandard 18dic17 min Impegno, decisamente oneroso per i salari, sottoscritto con specifico accordo sindacale era denominato “Contributo alla competitività”. Una beffa disumana.

Mai, in precedenza, un’azienda si era mossa con tale brutalità senza alcuna volontà di discuterne con i rappresentanti delle Istituzioni e delle Organizzazioni Sindacali. Nella mattinata di ieri anche una delegazione della Regione Lazio guidata dal Presidente della Giunta Nicola Zingaretti ha portato la sua solidarietà alle maestranze dell'Ideal Standard. Zingaretti in un breve intervento ha dichiarato "criminale" il comportamento della proprietà dell'azienda.

 

Nel video che segue Gino Rossi, di Vertenza Frusinate, ascolta un primo racconto di due lavoratori Ideal Standard, Aurelio Farletti e Alfredo Silvestri, sulla vicenda e sulle prossime iniziative di lotta prima che si definisca la procedura di chiusura il 13 febbraio 2018. I disoccupati, ha dichiarato Rossi, continueranno a seguire la lotta di questi lavoratori insieme a loro.

 

 
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La sinistra riscopra subito "solidarietà e mutualismo"

solidarietà retedimani 350 260di Daniela Mastracci - L'Articolo 41 (della Costituzione ndr): «L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali».

È difficile spiegare che cosa si deve intendere con “indirizzata e coordinata a fini sociali”
So quanto è difficile perché lo provo sulla mia pelle quando sono in classe e parlo di questo punto fondamentale della nostra Costituzione. Ai miei ragazzi viene da chiedermi spiegazioni. E già questo è un dato su cui riflettere. Perché, al contrario, io avverto il significato e non ho da domandarmi alcunché. Allora il problema è il cambiamento di modi di sentire e di linguaggio che li esprime, ancor prima che rispondere alla domanda che i ragazzi mi fanno. Ovvero il solidarismo e la mutualità, impliciti nell’espressione “indirizzata e coordinata a fini sociali”, hanno perso il posto che avevano prima nel nostro immaginario collettivo. Non sono più di casa nel mondo attuale. Riscontro cioè una differenza notevole tra come io approcciavo tali questioni da ragazza e come invece le approcciano oggi i miei studenti: per me solidarietà e mutualità erano il senso stesso dello stare assieme; facevano parte della mia lingua quotidiana; capivo il loro senso quasi immediatamente; erano parte di me e del mio modo di essere. Oggi non è più così. Perché? Mi vengono alla mente due possibili risposte: Max Weber e il nostro dirci cristiani. Con Weber impariamo che la “razionalità governa il mondo”: è razionale il nesso di causa- effetto, è razionale un’azione che sia causa di un effetto altrettanto razionale.

Razionale cos'è?

Ma razionale, nella società moderna contemporanea, dove vince la ragione scientifica, vuol dire innanzitutto calcolabile e il problema sta esattamente qui: calcolabile, ovvero quantificabile, lo è soltanto ciò che sia oggettivamente misurabile e intanto esperibile: l’azione esperibile è quella che “si vede” e dà origine ad un effetto altrettanto “visibile”: è calcolo razionale un investimento (causa) che dia come risultato un accrescimento dell’investimento stesso (profitto). Questi elementi sono visibili, misurabili: il loro senso sta nella crescita numerica, agisco perché ciò che faccio mi dia un risultato maggiore dell’investimento, ovvero dell’energia/quantità di denaro che avrò impiegato nell’azione stessa, sennò, come si dice, “non ne vale la pena”. Una attività produttiva gestita razionalmente prescinde, cioè, da norme che esulino dalla razionalità stessa intesa, ripeto, come calcolo costi – benefici/profitto. Questa divaricazione tra calcolo e norme che possiamo chiamare morali/etiche, ovvero appunto il mutualismo e la solidarietà, può essere espresso così:
Le condizioni della gestione razionale delle attività produttive – tra cui la nota separazione tra economia domestica e impresa, o tra reddito privato e denaro pubblico – funzionano contemporaneamente come potenti fattori che isolano l’azione finalizzata, razionale, dal rapporto con processi governati da altre norme (per definizione irrazionali), svincolandola dai postulati della mutua assistenza, della solidarietà, del reciproco rispetto e così via, postulati che vengono rispettati nelle associazioni non produttive (no profit, rimandate al privato cittadino e al suo “buon cuore”).

La “bancarotta dell’umanità” di Papa Bergoglio

Se i ragazzi sono immersi in un mondo calcolabile, dove ha senso il profitto, e soltanto il profitto, perché sorprendersi che chiedano spiegazioni a proposito di mutualismo e solidarietà? Per loro queste valutazioni etiche non hanno casa nella ragione calcolante, la sola che presieda alla logica del profitto.
Perciò prima ancora di provare a rispondere alla loro domanda occorrerebbe ripristinare un legame di senso tra azione finalizzata al profitto e i valori della mutualità. Ragione calcolante e valori morali sono oggi, invece, compiutamente separati.
La seconda risposta poggia sul nostro dirci cristiani. E’ sì o no da cristiani “schierarsi” nella difesa degli oppressi, dei deboli, dei meno fortunati? Questa visione affonda le sue radici nel cristianesimo, in un'istanza morale basata essenzialmente sull'empatia? Sul riconoscimento dell’altro come fratello, sull’amore? E in questa prospettiva non si incarna, forse, una visione del progresso civile come tutela e rivendicazione di diritti individuali, di diritti delle minoranze, come difesa della parte più debole rispetto alla parte più forte?
A me sembra di sì e lo ritrovo nelle parole di Papa Francesco quando dice della “bancarotta dell’umanità”. Il Papa non parla di rivendicazione a partire dal diritto del lavoro e di un lavoro inteso come “essenza umana realizzata”. Il Papa non parla da uomo di Sinistra, ma parla da Uomo che ama l’altro uomo e per il quale sente l’ingiustizia dello sfruttamento, la disumanità del servirsi dell’altro per i propri fini, il mancato riconoscimento dell’altro come fratello in Cristo, per il quale varrebbe il cosiddetto Comandamento dell’Amore “non fare all’altro ciò che non vuoi sia fatto a te stesso”.
Ma allora se ci diciamo cristiani non dovremmo sentire come familiare la solidarietà e il mutualismo? Ecco, vediamo anche qui una divaricazione fra dirsi fratelli ed esserlo in concreto. La capacità calcolante moderna ha spiazzato anche il sentimento dell’empatia. Oggi il senso del mutuo soccorso non si riconosce più come proprio in modo naturale e familiare. Ebbene se queste riflessioni hanno un senso compiuto dovremmo usarle per riportare le coscienze a sentire la mutualità. Ma dopo questo passo dovremmo APPLICARE l’articolo 41.

 
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Quando non si sa a chi rivolgersi

aiutodi Tiziano Ziroli - Molte volte ti chiedi...ma quello che faccio puo' servire? Sto facendo la cosa giusta? ... Poi un giorno, su facebook, ti arriva un messaggio in privato in cui una signora lontana, del nord italia, dell'italia benestante, cosi si dice, ti scrive: "Ciao Tiziano ho visto che ti interessi per la tutela sul lavoro o cose simili, vorrei chiederti un informazione..."
Tu rimani stupito e rispondi quasi imbarazzato...si dimmi.. la signora ti racconta la sua vita, il suo problema lavorativo e ti chiede un consiglio su come sarebbe giusto comportarsi. Lei lavora per una cooperativa che sta per cambiare denominazione sociale e vuole che i dipendenti si licenzino e che poi accettino una nuova assunzione a tempo determinato. La mia risposta è sincera, le racconto chi sono e cosa faccio, ma cerco di darle comunque dei consigli a chi rivolgersi per sapere come comportarsi.

Il problema? Non sapere a chi rivolgersi

Il suo problema non è tanto sapere se accettare o no l'offerta lavorativa, anche se peggiore, il suo problema è che non sa a chi rivolgersi per capire come risolvere il problema, per capire come deve comportarsi, lo capisco dal suo modo di rispondere che accetterà purtroppo quel contratto a tempo determinato perchè, mi dice, poi trovare un'altro lavoro e impossibile alla mia età.
Le chiedo della sua azienda, quanti dipendenti ci sono, se c'e un sindacato...la sua risposta e che non c'e sindacato che sono circa 50 lavoratrici, ma la maggior parte rumene, che non si lamentano degli orari che fanno, a volte insostenibili.
La chiacchierata va avanti con altri dettagli...io mi scuso con lei perche da qui posso solo darle dei consigli e non posso fare di piu, la sua risposta è "scherzi ..sei stato gentilissimo ti faro' sapere come va a finire".
Ora ho capito che cio' che faccio viene apprezzato, viene notato, ma non tanto conta l'apprezzamento, che pure personalmente non è poco, ma per il fatto di capire che si puo' essere utili e lo si puo' essere anche da lontano.
Vado avanti anche perche ora la mia è diventata una missione, quella che dovrebbe essere per chi fa politica e sindacato.

 
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