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Fuocoammare: solidarietà e molto altro

fuocommare 350di Nadeia De Gasperis - A guardarla da lontano, un’isola, è un sistema confinato, ma ad abitarla, deve sembrare l’entità più accordata al resto del mondo di qualsiasi altra. Il mare l’abbraccia interamente ma lo fa mentre, da qualche altra parte, sta lambendo una terra ferita, e allora probabilmente è così che si trasmette il senso più profondo della parola “umanità”.
È così forte questo vincolo col mare che pare che i suoi abitanti abbiano timore a guardarlo, e spesso preferiscano volgere lo sguardo alla terraferma, perché conoscono il bene che si può pescare e il male che l’inghiotte.
Non servono tante parole a raccontare la tragedia, così come non servono tante parole a raccontare le forme in cui si declina l’umano sentire: la solidarietà, la comprensione, l’accoglienza. Le vite semplici, sono quelle che meglio raccontato questa storia di gente perbene che non ha bisogno di decidere, sceglierà sempre di sovvertire le leggi scritte per una legge universale, quella di essere umani.
Fuocoammare racconta questo e molto altro, attraverso vite semplici di isolani, lascia intuire l’arcipelago di esistenze che conoscono e riconoscono il senso profondo della vita e il suo profondo rispetto. Il regista Gianfranco Rosi e il suo documentario, concorreranno agli oscar del cinema per il “miglior documentario”, ma Lampedusa si è già aggiudicato un importante premio di Resistenza.

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Scuole e terremoto: solidarietà concrete e sciocchezze mediatiche

Terremoto e scuole 350 260Fausta L’Insognata Dumano - Scuole chiuse a Frosinone, di ogni ordine e grado, per verificare la sicurezza degli edifici, ma partiamo dall' incipit. Ieri mattina la prova di evacuazione non era una simulata, ogni tanto ti eserciti, funziona tutto. Il signor terremoto fino a ieri con l'aiuto di Santa Pupa si è presentato di notte, di domenica, in estate, ieri no, ha bussato di mattina.
Le scuole e non solo quelle di Frosinone sono i luoghi meno sicuri, ce lo diciamo ogni volta, sembra un ritornello. Calma e sangue freddo, in ogni scuola i responsabili della sicurezza hanno suonato l'allarme, il personale scolastico ha sperimentato le falle della burocrazia, dimostrando un grande senso civico e responsabilità. Mentre il personale scolastico cercava di risolvere problemi pratici, le barriere architettoniche, il non prendere l'ascensore, mettere in salvo i ragazzi con problemi di deambulazione, ma anche docenti, diciamolo, l'età media dei docenti è sopra i cinquanta, qualcuno ha problemi di deambulazione, le aule non sono tutte a piano terra. Scuole a volte situate in angusti e stretti centri storici, dove il pericolo di crolli è più alto.
Bene, mentre nelle scuole si attendeva per i minori l'arrivo dei genitori, restando fino all'ultimo suono di campanella con chi non aveva genitori per prelevarli, sui social i leoni da tastiera hanno creato caos, diffondendo minchiate e bufalate. Il francesismo ci sta tutto, i social ieri sono stati un rigurgito di parole vomitate da chi non conosce il minimo decalogo del pianeta scuola. Tra le minchiate lette ieri la più assurda ‘'avvertita la scossa di terremoto ci si doveva collegare in rete e verificare la distanza dall'epicentro”, ma fatemi il piacere...Facile fare i teorici, quando non si ha la responsabilità morale e civile sulla vita dei giovani che ti sono affidati.
Ieri con i miei studenti abbiamo imparato una cosa importante, devi avere il kit dell'essenziale sempre pronto, l'abbonamento, i farmaci se li prendi, il cellulare. Mentre noi operavamo con responsabilità, veniva fuori la solidarietà, l'aiuto per il compagno in difficoltà, i lupi dello sciacallaggio mediatico sentenziavano. Mentre noi si cercava di mantenere la calma, di non seminare il panico parlando dell’incontro con lo scrittore, delle farfalle allo stomaco della prof innamorata, sui social si gettava fango e merda su una classe docente impreparata che era uscita dalle aule senza ordine, ignorando che il piano sicurezza è gestito dalle scuole, c'è il personale formato e responsabile. Facile criticare, quando non si hanno responsabilità e conoscenza dei fatti.

 
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Solidarietà dal frusinate ai terremotati

Terremoto Amatrice 350 260INIZIATIVE DI SOLIDARIETÀ’ DAL FRUSINATE COMUNICATE A UNOeTRE.it

(le posizioni di Comune Anagni, Prc, Disoccupati, Comune di Veroli, PD provinciale... aggiornamento continuo) La prima cronaca nottura di UNOeTRE.it a firma di Fausta Dumano

COMUNE DI ANAGNI - 11,01

Il sindaco Fausto Bassetta e tutta l'amministrazione comunale di Anagni esprimono solidarietà alle popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto nella notte tra martedì e mercoledì e sono vicini alle famiglie delle vittime condividendo il loro dolore.

L'amministrazione comunale si mette a disposizione per qualsiasi aiuto possa servire a chi in queste ore sta vivendo un dramma indicibile. Da Anagni sono partiti immediatamente i volontari del Radio Soccorso verso Amatrice, dove resteranno con una prima squadra fino a domenica per poi darsi il cambio con altri dell'associazione. “Siamo sicuri – dichiara il sindaco Bassetta - che daranno il loro prezioso contributo a favore delle numerose persone che stanno soffrendo per la perdita dei propri cari e per la distruzione del loro territorio”.

Alle prime scosse nella notte, avvertite anche ad Anagni, il sindaco Fausto Bassetta e il responsabile del Radio Soccorso, Bruno Giordano, si sono messi in contatto per monitorare la situazione e coordinare i necessari controlli sul territorio, fortunatamente senza esiti.

Ai volontari della protezione civile di Anagni e a quanti sono impegnati nelle operazioni di soccorso va il grazie dell'amministrazione comunale.

LA FEDERAZIONE PRC-SE DI FROSINONE SI ORGANIZZA PER AIUTARE I CITTADINI DEI COMUNI COLPITI DAL SISMA - 12,16

Invitiamo tutti gli iscritti del nostro partito ad attivarsi per aiutare i nostri concittadini, in questo brutto momento di difficoltà. Alcune indicazioni utili per chi si vuole impegnare:

Cose da fare
1 recarsi al centro trasfusionale più vicino (ospedali di Sora, Frosinone, Cassino) oppure cercate il punto A.V.I.S. più vicino a voi per donare sangue. (li vi verranno date tutte l’info del caso)
2 alcuni nostri compagni sono in contatto con la protezione civile disponibili a partire con loro se ciò possa essere utile e richiesto
3 domenica 28 al FREEDOM PARTY a Frosinone organizzeremo una raccolta di beni di prima necessità da inviare alla popolazione colpita (urge intimo nuovo, assorbenti, pasta, scatole di alimenti...)
Si prega di divulgare a tutti i comunisti della provincia in qualsiasi mezzo ritenete più opportuno.
24-08-2016
Unità di crisi Prc-Se Federazione di Frosinone

TIZIANO ZIROLI (Disoccupati, Vertenza Frusinate) - 12,50

Noi a Ceccano siamo pronti a partire!!!
Io ed un altro gruppo di ragazzi e ragazze siamo pronti a partire... attendiamo la risposta della protezione civile di Ceccano.
Chi si volesse aggregare me lo faccia sapere...vi terrò aggiornati.
Nel frattempo organizziamoci per fare una raccolta di beni di prima necessità...
Faccio appello a tutte le associazioni che hanno sedi nella città di CECCANO di metterle a disposizione per fare una raccolta... La raccolta di generi di prima necessità si effettuerà nella sede della protezione civile di Ceccano sita in via Gaeta..a partire da domani mattina dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 18:00.
HANNO BISOGNO DI NOI...NON GIRATEVI DALL'ALTRA PARTE

COMUNE di VEROLI - 14,17

Il Comune di Veroli istituisce un Centro di Raccolta presso la GALLERIA LA CATENA per consentire i primi straordinari aiuti alle famiglie colpite dal tremendo terremoto nell’alto Lazio e che, in particolare, ha interessato i Comuni di Amatrice e Accumuli in provincia di Rieti.
Presso il centro di raccolta potranno essere donati generi e beni non deperibili di prima necessità per far fronte nell’immediato alle molteplici esigenze di quanti, purtroppo in tanti, sono rimasti senza tetto a causa del sisma abbattutosi in un ampia zona della nostra regione e di quelle limitrofe di Umbria e Marche. Non sono consentiti depositi di denaro per il quale, sicuramente, saranno date a livello regionale e nazionale apposite indicazioni.
Il centro di raccolta sarà aperto da domani giovedì 25/08/2016 in orario 9/13 e 15/17. L’orario di apertura nei prossimi giorni sarà il seguente:
lunedì/mercoledì/venerdì 9/13
martedì/giovedì 9/13 e 15/17

PD PROVINCIALE FROSINONE - 16:02

Cari democratici, amici tutti,
vista la drammatica situazione delle popolazioni colpite dal terremoto, stiamo organizzando una raccolta straordinaria di genere di prima necessità non deperibili, presso la Federazione Provinciale a Frosinone in viale Kennedy fino alle 20 di oggi e per tutta la giornata di domani. Parliamo di acqua, torce, pile, coperte, felpe, maglioni, latte in polvere, pannolini, omogeneizzati, carta igienica, materiale di primo soccorso. Sarà cura nostra organizzare, subito dopo la raccolta, il trasporto di tutto quello che riusciremo a recuperare.
Conoscendo la vostra grande solidarietà vi ringrazio anticipatamente.

Simone Costanzo
Segretario Provinciale PD Federazione di Frosinone

Comune di Anagni, 25 agosto 12,33

L'amministrazione comunale di Anagni, in collaborazione con la sede locale di Croce Rossa Italiana, organizza per sabato prossimo una raccolta di aiuti destinati alle zone terremotate. Dalle ore 9 alle ore 19.00 saranno attivati punti di raccolta nei supermercati Conad (Osteria della Fontana), Coop (via Anticolana), Eurospin (via Casilina ad Osteria della Fontana) e in piazza Cavour.
Si richiedono i seguenti beni di necessità: acqua minerale in bottiglia, zucchero, biscotti e fette biscottate, latte a lunga conservazione, prodotti per l'infanzia (latte in polvere, omogeneizzati ecc.), cibi in scatola (tonno, legumi, confettura ecc.), pasta e riso sottovuoto, coperte pulite e incellophanate, prodotti igienizzanti per le mani (amuchina e simili).

Il Comune, sempre in collaborazione con la Cri, si è attivato per le donazioni di sangue. Si può contattare il numero 349-1878469 e prenotarsi.

Il sindaco Fausto Bassetta esprime solidarietà alle popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto nella notte tra martedì e mercoledì e sono vicini alle famiglie delle vittime condividendo il loro dolore. Un particolare pensiero va al Questore di Frosinone, Filippo Santarelli, che ad Amatrice ha perso il figlio Marco.

L'amministrazione comunale si è messa a disposizione, inoltre, per qualsiasi altro aiuto possa servire a chi in queste ore sta vivendo un dramma indicibile. Da Anagni sono partiti immediatamente i volontari del Radio Soccorso verso Amatrice, dove resteranno con una prima squadra fino a domenica per poi darsi il cambio con altri dell'associazione. "Siamo sicuri – dichiara il sindaco Bassetta - che daranno il loro prezioso contributo a favore delle numerose persone che stanno soffrendo per la perdita dei propri cari e per la distruzione del loro territorio".

 

La notturna. La prima di UNOeTRE.IT alle 4,00 circa del 25 agosto, descritta da Fausta L'Insognata Dumano. «Ops... tempi moderni ....con il terremoto si corre nella piazza virtuale, su Facebook per cercare notizie, per capire quella scossa, quelle scosse che hanno svegliato il sonno in un' alba precoce, circondati in tv da una giornalista incredibile.
Lazio, Umbria, Marche. La terra trema in un triangolo che ha il cuore fra Amatrice e l’area del Tronto.
Capisco il panico della diretta, l'ansia di certi giornalisti di strillare la notizia più forte e prima, generando caos e confusione. Ma forse è terribile davvero! Nella notte alba più lunga del popolo in rete si diffondono articoli che cambiano confondendo le vocali, le consonanti trasformando “spelonca” in Sperlonga. Il terremoto di notte ha un aspetto terrificante, ti coglie in pigiama e attorno a te oltre i capelli arruffati ti fa compagnia un'informazione arruffata. Non ho sentito nel mio eremo nessuna scossa, mi ha svegliato il bip dei messaggi sul cellulare che annunciava la sveglia.
Il terremoto con le prime luci assume un contorno inquietante, perdi il conto delle vittime, mentre scatta la solidarietà umana, i volontari al lavoro, la raccolta di viveri, di indumenti, scattano pure i pruriti di becero razzismo, neanche di fronte alle tragedie c'è il rispetto del dolore, scatta il luogo comune del prima gli italiani, i soldi spesi per i migranti. Si corre alla caccia dell'untore moderno che diffonde i terremoti come la peste, Militia Christi chiama in causa il peccato, le unioni civili. La rete che dovrebbe essere libera per comunicazioni reali, per il soccorso si riempie di link razzisti,, chi utilizza il terremoto per sterile propaganda politica. Si diffondono le foto della fragilità dei nostri paesi, in tanti si diventa tuttologi di terremoti, proseguono servizi, mentre ti senti impotente di fronte alla natura che si ribella.....hai preparato pure tu lo zaino, la paura è diffusa.
Da piccola ad Arpino si correva di notte con il pigiamino e la copertina in auto. Fuoriporta diventava un carosello di auto, il tuo orsacchiotto stretto con gli occhi sgranati, il terremoto era la nonna con il bastone, metterla al sicuro in auto...Crescendo il terremoto è diventato mia madre, la sua sedia a rotelle, il terremoto mi ha portato a vivere a Frosinone, mia madre non voleva più vivere ad Arpino in una casa all'ultimo piano.
Terremoto moderno, i giornali titolano: gente in strada anche in Ciociaria, io ritrovo tutti in un'alba party su Facebook, caffè, sigaretta, si esorcizza la paura con stati “a cosa stai pensando”, il più ironico spetta sicuramente a Matilde "il terremoto non l'avevo considerato”, sembra echeggiare....
Arrivano le prime vittime, di certo stamattina alcuni paesi entreranno nell'immaginario collettivo, la fragilità di certe case costruite con lo sputo del guadagno ci faranno indignare, l'alba precoce cede il posto alla ricerca di corpi sotto le macerie, sei già vestita e aspetti la telefonata di tuo figlio che sicuramente ti dirà "vado con la protezione civile”. Terremoto tempi moderni, con un messaggio i tuoi figli ti rassicurano "tutto ok qui". Spegni la tv non ne puoi più di una giornalista che trasforma l'epicentro in ipocentro, gli sciami in scismi .....»

 
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Una proposta tutta fondata sulla solidarietà

fondosolidarieta 350 260Stefano Di Scanno da L'Inchiesta del 30 aprile 2016 - Maurizio Stirpe, industriale di riferimento e portabandiera della provincia di Frosinone, è da giovedì anche il vicepresidente di Confindustria con delega alle relazioni industriali. Dalle sue scelte e prese di posizione deriveranno conseguenze concrete per i la¬voratori italiani e, quindi, anche per tutti noi. Parliamo di un settore fortemente scosso dalle decisioni di Sergio Marchionne, andato dritto ad un contratto di lavoro separato dal resto della categoria dei metalmeccanici e calato ad hoc sulla realtà Fiat, con esclusione dal tavolo del confronto delle sigle non firmatarie e con direzione univoca verso il modello Usa di sindacato unico quale contro-parte dell'azienda. E' uno schema che non rispecchia certo le tradizioni e la varietà di posizioni che storicamente si leggono nel Dna industriale e sindacale del Paese. Anche Cgil, Cisl e Uil, in questo periodo, discutono di un nuovo progetto di relazioni industriali partendo da un punto fermo: il doppio livello di contrattazione, nazionale e aziendale. La tutela ed il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro rappresentano uno degli elementi distintivi della civiltà di una comunità nazionale. E l'Italia in particolare, con le conquiste che la vedono ancora oggi primeggiare nel mondo, non può dimenticare che la mediazione sociale tra lavoro e impresa ha radici nella carne viva del Paese. E' appena il caso di ricordare che lo Statuto dei Lavoratori di Gino Giugni permise di far entrare la Costituzione italiana nelle fabbriche del Paese, proprio nel periodo dell'autunno caldo e della nascita della lotta armata. Fu uno dei passaggi decisivi per la vittoria sul terrorismo.
La storia anglosassone è differente dalla nostra e non giustifica lo sradicamento traumatico di una tradizione giuridica, sindacale e imprenditoriale che, comunque, ha utilizzato la contrattazione quale strumento di risoluzione dei conflitti.

Cosa dire a Stirpe

Le prove di forza alla Marchionne hanno per ora funzionato in Fca solo perché il gruppo automobilistico è l'unica realtà industriale che dimostra vitalità, capacità di competere a livello globale e investe risorse per nuovi modelli nei nostri stabilimenti, in un contesto di deindustrializzazione e di crollo di altri settori, a cominciare da edilizia e commercio.
Ma il rispetto del lavoro quale asse centrale del sistema produttivo impone che tra imprenditori e dipendenti ci sia cooperazione solidale. Lo spiegò mirabilmente lo stesso Sergio Marchionne in occasione dello spettacolare discorso tenuto all'Università di Cassino per ricevere la Laurea Honoris Causa, salvo poi comportarsi, non di rado, come un vecchio padrone accentratore.
Per questo a Stirpe, più che i complimenti e gli inchini, va l'invito a ricordarsi del valore del sudore della gente che abita nei nostri borghi e che al mattino presto prende il bus per Piedimonte, o sale sul furgone diretto a Roma. Che merita lo stesso rispetto dell'impegno duro dei tanti imprenditori non assistiti e capaci di guardare in faccia i concorrenti interni e stranieri. Lasci stare quelli che s'ispirano ai duelli texani. Da chi il lavoro ce l'ha, a chi l'ha perso o non l'ha mai avuto.

Un fondo per i senza reddito

Ieri sera ad Anagni L'inchiesta-quotidiano, insieme al sito on line unoetre.it, ha lanciato una proposta alla Prefettura, ai Comuni, agli eletti, a tutte le attività produttive, a tutti i lavoratori. La creazione di un fondo che soccorra le famiglie rimaste senza reddito. Ce ne sono 352, di dipendenti ex Video-con, che da giugno non percepiranno neppure l'assegno di mobilità. Ma nessuno sembra particolarmente accaldato nel correre ai ripari. La formula proposta per istituire rapidamente il "nostro" Fondo per la Dignità dei Lavoratori (la leggerete in altra parte del giornale) è semplice, lineare e senza ombre perché gestita intera-mente dal Palazzo del Governo e da funzionari degli Interni (ammesso che l'accetteranno).
I vantaggi? E' un intervento di immediata attuazione e che può dare "frutti" sin dal mese di giugno 2016; resti-tuisce a tanti la speranza, assicurando immediate certezze a famiglie che vivono come un dramma la "dead line" dei giugno 2016; è un intervento che nasce dal territorio visto che si basa esclusivamente sulle sue forze; alimenta la concreta solidarietà fra chi ha e chi non ha. Dà dignità ai lavoratori. Risponde concretamente e immediatamente, nell'attesa di interventi più complessi di istituzioni che fino ad oggi hanno profilato solo vaghi progetti basati su fondi europei.
Nessuna carità, nessuna questua. Può diventare una esperienza pilota in Italia e una prova che il nostro territorio, nonostante tutto e tutti, può ancora farcela da solo.

 
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Il 29 aprile dei disoccupati. La solidarietà del sindaco Bassetta e dell'Amministrazione di Anagni

IL lavoro è vitadall'Ufficio Stampa del Sindaco di Anagni - «Anche ospitare questa manifestazione è un contributo della nostra amministrazione alla causa del lavoro, un modo per stare vicini alle tante famiglie in difficoltà a causa del grave problema della disoccupazione che attanaglia la nostra zona».
Lo dichiara il sindaco Fausto Bassetta alla vigilia della manifestazione organizzata dal Comitato promotore Vertenza Frusinate per domani, venerdì 29 aprile 2016, ad Anagni in piazza Cavour a partire dalle ore 16.00 con lo slogan “Per una primavera del lavoro”. Dalle 16.00 alle 18.30 sono previsti musica, interventi, testimonianze di disoccupati, sindaci, partiti, sindacati, associazioni e comitati; seguirà una tavola rotonda di giornalisti sul tema “Quale l'impegno dell'informazione scritta, televisiva e sul web verso il lavoro e nell'emergenza disoccupazione?” condotta da Rita Cacciami, vice direttore de L'Inchiesta. Conduce e presenta gli interventi Tiziano Ziroli del Comitato promotore della Vertenza Frusinate.

«Mi auguro – aggiunge il sindaco Fausto Bassetta – che ci sia la massima partecipazione a questa manifestazione voluta dai disoccupati della nostra provincia, ai quali non mancherà mai la nostra solidarietà. L'occupazione deve essere una priorità in un comprensorio che in pochi anni ha perso migliaia di posti di lavoro ed ha visto crescere notevolmente il disagio delle famiglie. Tutte le istituzioni hanno il dovere di impegnarsi al massimo per ridare dignità al territorio e ai loro abitanti. Invito tutti a partecipare alla manifestazione per discutere di una problematica che ci tocca da molto da vicino, ma anche per far sentire la vicinanza della collettività a chi ha perso il lavoro e ha difficoltà ad andare avanti».

 
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Solidarietà non è solo una bella parola per gli effetti speciali

solidarietà 350 260di Ivano Alteri - Qualche giorno fa, come riportato da questo giornale, i lavoratori del Comitato Promotore per la Vertenza Frusinate sono stati puntualmente e cordialmente ricevuti dal vescovo di Frosinone, Mons. Ambrogio Spreafico, nell’ambito del loro giro di contatti con le varie istituzioni locali. Da quest’incontro è scaturito un impegno da parte della Chiesa locale di organizzare un sistema solidaristico capillare con il coinvolgimento della Caritas, per far fronte all’emergenza dei moltissimi disoccupati ciociari e loro famiglie; di coinvolgere gli altri vescovi della provincia in questa opera di sostegno solidaristico; e di sensibilizzare tutti gli altri attori territoriali sull’urgenza della stessa Vertenza Frusinate.

Tale sollecitudine da parte del vescovo ci ha indotto a riflettere, da uomini di sinistra, sul nostro rapporto con la Chiesa, individuale e collettivo, e sulla necessità di una profonda revisione delle nostre opinioni, nonché delle auspicabili e conseguenti strategie politiche. Il primo pensiero, ovviamente, non può che andare alle parole e alle azioni che Papa Francesco I ha immesso nel dibattito politico e morale mondiale, anche suscitando le ire di quei potentati della finanza avvezzi alla sopraffazione dei popoli; in ultimo con la pubblicazione della sua potente enciclica “Laudato si’” (di cui questo giornale si è occupato con un importante intervento di Paolo Ciofi) e il suo viaggio in Sud America. Durante quest’ultimo, Francesco ha parlato di un sistema economico “che non regge più”, dominato dal denaro, della necessità di un “vero cambiamento”, di un “amore fraterno che si ribella contro l’ingiustizia sociale”.

Mentre prima ancora aveva detto: “questa economia uccide”, “quando al centro del sistema non c’è più l’uomo ma il denaro, quando il denaro diventa un idolo, gli uomini e le donne sono ridotti a semplici strumenti”, “cerchiamo di costruire una società e un’economia dove l’uomo e il suo bene, e non il denaro, siano al centro”, “non possiamo più aspettare a risolvere le cause strutturali della povertà”, “i mercati e la speculazione finanziaria non possono godere di un’autonomia assoluta”, “senza una soluzione ai problemi dei poveri non risolveremo i problemi del mondo”, “la proprietà privata non è un diritto assoluto ma è subordinata al bene comune”, “bisogna lottare per il lavoro e la dignità”, “il denaro è lo sterco del diavolo”. A queste, vanno aggiunte tante altre dichiarazioni dello stesso tenore, che suonano come una sinfonia nelle orecchie di ogni persona intimamente di sinistra. In base a tale descrizione, tuttavia, potrebbe sembrare che solo Papa Francesco sia l’artefice di quest’azione di contrasto ai sopraffattori del mondo, a quelli che già papa Ratzinger definiva “briganti”, e che il resto della Chiesa ne sia invece estranea. Ma a noi pare che le cose non stiano esattamente così. Ci sono, è vero, nel clero e tra i credenti, coloro che si scandalizzano per le parole di questo papa presunto “comunista”; ma sono loro ad aver smarrito la retta via, più o meno consapevolmente, in nome di ideologie niente affatto cristiane ed anzi scandalose agli occhi di Dio. Basterebbe ricordar loro le encicliche cosiddette “sociali” che la Chiesa ha ininterrottamente elaborato dal 1891 ad oggi (Rerum Novarum, Quadragesimo anno, Mater et magistra, Pacem in terris, Populorum progressio, Octogesima adveniens, Laborem exercens, Sollicitudo rei socialis, Centesimus annus, Caritas in veritate) per fornirgliene luminosa prova; senza dimenticare la predicazione di Gesù narrata nei vangeli e le molteplici prese di posizione dei Padri della Chiesa, e di altri cristiani, a favore dei poveri e sfruttati nel corso dei secoli.

Certo, non dimentichiamo neanche il millenario connubio della stessa Chiesa col potere di ogni tempo, a partire dal Concilio di Nicea voluto da Costantino; le sue complicità, o almeno i suoi silenzi, di fronte alle feroci e ininterrotte sopraffazioni “dei pochi” sull’intera umanità; ma speriamo vivamente che i detrattori di papa Francesco non per questo soffrano di nostalgia. Noi riteniamo, perciò, che se si è resa oggi possibile l’elezione di un papa come Francesco I (dopo le non consuete dimissioni di Papa Ratzinger) ciò sia dovuto al fatto che all’interno della Chiesa Cattolica fossero già presenti le sensibilità necessarie allo scopo, confermandoci nella nostra opinione di una Chiesa una e plurima in tutto il corso dei secoli. Si potrebbe dire, dunque, non senza fondamento ma con una certa spocchia, che la Chiesa sia passata finalmente dalle parole ai fatti. Ma, ci chiediamo noi: tutto ciò, oltre che ad offrirci la stura per le nostre piccole vendette contro i bigotti e gli ipocriti, non dovrebbe, anche e soprattutto, sollecitare una analoga conversione a sinistra? Abbiamo noi riflettuto a sufficienza sulla divergenza tra le nostre parole e i nostri fatti?

A noi non pare. A fronte della condizione di estremo disagio in cui i lavoratori disoccupati e disperati della Vertenza Frusinate, e tanti altri in Italia, si trovano ormai da anni, ci si sarebbe aspettati, infatti, un impeto solidaristico della sinistra, sull’intera provincia e sull’intero territorio nazionale. La sinistra, le sue organizzazioni, sono nate esattamente su questo: la Solidarietà. Questo erano in origine le “società di mutuo soccorso”: organizzazioni solidaristiche, nate per consentire ai lavoratori sfruttati di sostenersi vicendevolmente nei momenti di difficoltà e difendersi uniti dalla ferocia degli affamatori; questo sono stati i sindacati italiani; questo sono stati i partiti della sinistra per lunghi decenni della storia d’Italia. Ma di questo solidarismo, per quei lavoratori, non vi è stata traccia alcuna fino ad ora; solo rivendicazioni alle istituzioni per ulteriori ed aridi sussidi statali (pur necessari). Ed è proprio questo il punto. Dice Edgar Morin, filosofo e sociologo francese contemporaneo, che quando la sinistra ebbe l’opportunità storica di strutturare statualmente una rete di protezione per le fasce più deboli della popolazione, il welfare state, non seppe evitare il fenomeno della “burocratizzazione” della solidarietà. In altre parole, da allora in poi le singole persone, pur originariamente solidali, anziché continuare a chiedersi: “cosa posso fare io per il mio prossimo?”, iniziarono a domandarsi: “cosa fa lo stato per me e il mio prossimo?”, inaridendo progressivamente e inesorabilmente la radice solidaristica propria e della classe d’appartenenza.

Ecco allora che, ad esempio, quella carità cristiana tanto vituperata dalla sinistra, e che noi stessi abbiamo spesso definito pelosa e ipocrita, ci appare sotto una luce completamente nuova: non più come inganno, come finzione della falsa coscienza; ma come nobilissimo moto dell’animo umano, da coltivare con ogni cura e preservare nei secoli da ogni intemperie della storia. Quella che auspichiamo, quindi, è una riflessione di cui sentiamo la massima urgenza, poiché temiamo di vedere affogare tutte le nostre energie nell’ansia quotidiana di essere sopraffatti, definitivamente, rischiando così di arrivare davvero alla fine della storia. E, se vuole essere utile, essa non può che partire, coraggiosamente, dalla realtà concreta, senza che l’ottimismo ne ottunda la ragione e senza che il pessimismo ne irretisca la volontà. Senza di essa, senza la sua apertura culturale, senza il suo coraggio, ogni nostro sforzo potrebbe risultare disperatamente vano. Già Gramsci ci metteva in guardia dai “costruttori di soffitte”, cioè coloro che pensavano, e pensano, di fare rivoluzioni (le soffitte, appunto) senza partire da un’analisi concreta della realtà concreta (le fondamenta), quando invitava i suoi compagni di lotta, italiani e non, a considerare la presenza storica in Italia della Chiesa Cattolica. Egli, infatti, sapeva bene che, nell’influenza di questa sulla “cultura popolare”, non vi erano soltanto caratteri di “dominio” derivanti dalle frequentazioni col potere, bensì una evidente e radicata “egemonia” pregna di consenso.

Sentiamo il bisogno di aggiungere, inoltre, che in lui, a nostro parere, tale esigenza non si manifestava, e non si manifesta, in termini strumentali o opportunistici, bensì con onestà intellettuale, sincerità e apertura. Esattamente ciò che servirebbe a noi. Oggi, forse, possiamo iniziare a mettere in atto quella predicazione e il nostro stesso pensiero, per operare in direzione di quell’anelito di giustizia che spinge tutti gli uomini di buona volontà. Ma a condizione che riusciamo a chiederci onestamente, noi di sinistra: sarebbe oggi possibile una liberazione dell’uomo senza l’apporto della “lettera”, ed ora anche dello “spirito”, della predicazione cristiana? Chi riuscirebbe a fermare i “briganti” sopraffattori senza la parola del Dio cristiano che, primo fra tutte le divinità adorate dagli uomini, ha posto nel suo cuore innanzitutto “gli ultimi”?

Frosinone 1° agosto 2015.

 

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Solidarietà e condivisione

LaSperanza IlLavoro 350 260 puntilucedi Ignazio Mazzoli - «Siamo in uno stato comatoso che ci spaventa per l’indifferenza che ci circonda. Non vogliamo che questo coma diventi irreversibile», così ha scritto il Comitato promotore della Vertenza Frusinate nella lettera con cui il 20 luglio scorso ha chiesto di incontrare il Vescovo Ambrogio Spreafico. Sabato 25 luglio, alle ore 11,30, ha avuto luogo l’appuntamento richiesto nella Casa Vescovile di via Monti Lepini, 73 in un’atmosfera di esplicita solidarietà e con grande umanità aperta alla comprensione. Ci saranno incontri anche con gli altri Vescovi di questo territorio.
Importante segnale per un pianeta dimenticato. Mentre in questi giorni le cronache si occupano di un pianeta a 1400 anni luce da noi, registrato come Kepler 452b e che sarebbe abitabile come la nostra terra, cocciutamente ci ostiniamo a parlare di un pianeta dimenticato a noi vicinissimo tanto da essere identificabile con milioni di noi.
Ci riferiamo all'Italia reale, quella di cui si parla poco, e che si vede ancor meno come avviene nella provincia di Frosinone. L'assenza dei temi del lavoro e delle lotte dei lavoratori dal sistema dei media è un dato di fatto, salvo rare ed encomiabili eccezioni. Crisi economica, disoccupazione e precarietà sono pressoché oscurate da Tv e giornali nazionali, sono affidate ormai all’informazione locale e territorialmente delimitata, che assolve una funzione insostituibile anche se con vuoti e spesso con un racconto edulcorante a buon uso di quei politici di turno in ben altre cose affaccendati e dell’imprenditoria, in particolare quella più pigra ed egoistica.
In questo status abbiamo cercato, il quotidiano L’Inchiesta e il giornale on line unoetre.it, di introdurre dei correttivi sin dall’ottobre 2014 quando ad Anagni, nella sala della biblioteca di quel comune, incontrando i cassintegrati da un decennio della ex-Videocon, decidemmo che non sarebbe passato giorno senza occuparci di vicende grandi e piccole di lotte per il lavoro e contro la disoccupazione.
Da allora con i lavoratori senza lavoro e con tanti giovani che lo cercano si è fatta della strada. Dalle testimonianze fornite a giornalisti di varie testate l’11 gennaio scorso, fino alla creazione di un tavolo InterIstituzionale definito con il Presidente della Provincia Antonio Pompeo, nel frattempo si è avviato il “Comitato promotore della Vertenza Frusinate contro la disoccupazione e la precarietà” perché chi soffre il drammatico disagio di non avere lavoro, possa ritrovarsi con chi nelle stesse condizioni e prendere tutte le iniziative necessarie a ottenere risultati dalle istituzioni e dai partiti in appoggio alle iniziative sindacali.
Qualcuno ha cominciato a scoprire che esistono oltre 115000 disoccupati e che vivono in un altro mondo: nel sottosuolo della società, nell’isolamento e nella solitudine. Ci piace sottolineare alcuni fatti di queste ultime settimane. Fra i primi la posizione di un comunicato della Fim-Cisl che sottolinea di volere “coinvolgere non solo i lavoratori ex Ilva, ma anche tutti i lavoratori e le famiglie che nel corso di questi anni hanno perso il proprio posto di lavoro per la chiusura delle loro aziende e anche degli ex lavoratori rappresentati dal Comitato per la Vertenza Frusinate”.
Ebbene si, l’incontro con il Vescovo di Frosinone e un primo impegno unitario di essere tutti insieme il 31 luglio davanti all’Ilva di Patrica, segnano la fine del tentativo di oscurare la realtà dei disoccupati organizzati e vengono dopo incontri con rappresentanti politici come Daniela Bianchi e Luca Frusone e l’impegno permanente assunto con il Presidente Pompeo. A nulla sono valsi l’ostracismo del silenzio e anche qualche avventata demonizzazione.

Ora è già aperta una fase nuova che affronta la “questione disoccupazione” nei suoi riflessi estesi sul territorio, cioè nei centri di residenza, a diretto contatto con i problemi che devono affrontare le famiglie di quei lavoratori che altrove hanno perso il lavoro e con i riflessi non meno drammatici che si producono nel circuito sociale che vi ruota intorno a loro a cominciare dal commercio deprivato di reddito. Per lunghi mesi Anagni era il solo comune, grazie al suo sindaco Fausto Bassetta, a occuparsi dei disoccupati, ora il Comitato ha avviato una serie d’incontri con i Sindaci del frusinate presentando la sua Piattaforma e una proposta di Mozione che spinga la Regione Lazio a riconoscere la gravità della situazione frusinate e a prendere le decisioni conseguenti.
Acquista così un grande significato l’impegno comune Caritas-Vertenza Frusinate sulla necessità di ottenere un alleggerimento della pressione fiscale e del costo dei servizi da parte delle Istituzioni comunali sulle famiglie degli ormai troppo numerosi senza lavoro della provincia che si avvierà dai prossimi giorni.
Qualcosa si può muovere.

26 luglio 2015

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Progetto Penìa. Cos'è?

SoniaSirizzotti 350 260 L'Auser di Frosinone è impegnata nel Pregetto Penìa. Cos'è? si tratta di interventi finalizzati al contrasto della povertà e dell'esclusione sociale. Pasti a domicilio, raccolte alimentari e di medicinali, babysitteraggio. Ne abbiamo parlato con l'avvocata Sonia Sirizzotti, consulente legale dell'Auser frusinate per saperne di più. Ecco quanto ci ha illustrato nel video che segue...

 

 

 

 

 

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Contro la Kyenge: fin dove gli insulti insulti prima di darle la nostra solidarietà?

cecile kyenge 350 260di Maria Luigia Pietrobono* - "Amo gli animali, come è noto, orsi e lupi ma quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare, anche se non dico che lo sia, alle sembianze di un orango".
Così Roberto Calderoli, nel Luglio 2013, nei confronti di una Ministra della Repubblica italiana. Un anno e mezzo dopo (i tempi in Parlamento sono veramente lunghi), la Commissione del Senato sulle immunità esaminato il caso ,non da l'autorizzazione a procedere; ma la cosa che più sconcerta sono le dichiarazioni di Moscardelli e Cucca: il primo dice che "le accuse di incitazione all'odio razziale risultano infondate, atteso il contesto politico nel quale le frasi in questione sono state pronunciate e attesa la configurazione del movimento della Lega, nel cui ambito operano anche diverse persone di colore" il secondo precisa che" le parole pronunciate dal Senatore Calderoli vanno valutate nello ambito di un particolare contesto di critica politica".
Proprio questo è il punto: fino dove possiamo spingerci con gli insulti quando parliamo con o di una persona?
Essere paragonati ad un orango cioè ad un animale, a mio parere, è una grave offesa perché colpisce la persona nel suo aspetto fisico.
Come ci indignammo tutte perché qualcuno a proposito delle Ministre del governo Renzi disse che erano più belle che brave, allo stesso modo e ancora di più dovremmo indignarci oggi.
Se sottovalutassimo la gravità del fatto come potremmo rimproverare quei giovani che nella scuola non accettano il diverso per fattezze fisiche o colore della pelle o quei cittadini che, a prescindere da qualsiasi considerazione, si oppongono anche con manifestazioni violente agli immigrati?
E poi è mai accaduto che si sia paragonato un uomo presente nelle Istituzioni o privato cittadino ad un animale senza che questo fosse intenzionalmente un insulto?
Qui ci troviamo di fronte allo stesso annoso problema che si presenta ogni qual volta si parla di donne.
La donna non viene mai giudicata in base alle sue capacità e conoscenze; non si nota se si esprime in una forma italiana corretta; se conosce qualche lingua straniera; non si sottolinea il suo corso di studi ma in primis si mettono in risalto le fattezze fisiche, l'eleganza, le frequentazioni argomenti abbondantemente trattati nelle riviste di gossip.
Questo stato di cose dovrebbe, in quanto donne, massimamente indignarci: è mai possibile che nel panorama politico perfino Berlusconi abbia la velleità di passare alla storia come uno statista e non ci sia nessuna donna, nel giudizio di alcuni, che possa aspirare a tal titolo?
Eppure ne abbiamo avute di donne che nelle Istituzioni hanno lavorato con grande efficacia!
Quella di ieri mi è sembrata una giornata veramente molto triste non solo perché non si sono riconosciute le condizioni per sanzionare il comportamento di un Senatore della Repubblica, ma soprattutto perché è definitivamente morto e sepolto quel rapporto di solidarieta' che legava strettamente tra loro in primo luogo le donne e poi gli appartenenti ad uno stesso partito nella tanto deprecata prima Repubblica.
Ho fiducia che prima o poi si leverà forte la voce di tutti e che in aula verrà ribaltata la decisione della Commissione(naturalmente saranno tutti presenti e nessuno si smarchera' dal gruppo).
È questo il momento di agire, di dare il buon esempio perché non basta parlare di rispetto delle donne e di pari opportunità, non basta ballare in piazza e festeggiare l'8 Marzo, è tempo di azioni concrete.
*Maria Luigia Pietrobono Conferenza nazionale delle donne del Pd

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Anagni istituisce un fondo di solidarietà

Anagni Piazza Cavour 350dall'Ufficio Stampa del Sindaco di Anagni - La Giunta di Anagni ha deliberato l'istituzione di un Fondo comunale di solidarietà, da finanziare attraverso donazioni, per venire incontro ai bisogni dei tanti cittadini in difficoltà economiche. Il provvedimento si è reso necessario, spiega l'amministrazione guidata dal sindaco Fausto Bassetta, a fronte dell'insufficienza delle risorse comunali che non riescono a coprire le emergenze segnalate dai Servizi Sociali, in un territorio fortemente penalizzato dalla crisi occupazionale.
Al Fondo comunale di solidarietà potranno contribuire cittadini, imprese, istituti bancari, enti e associazioni che l'amministrazione sta contattando in questi giorni per sensibilizzarli nei confronti dell'iniziativa. "L'obiettivo – dichiara Bassetta – è quello di sostenere i cittadini che si trovano in gravi situazioni di disagio economico e sociale a fronte della crisi che da tempo investe anche il nostro territorio. Siamo consapevoli che sono momenti difficili per tutti, ma anche un piccolo contributo può alleviare le sofferenze dei numerosi cittadini che quotidianamente chiedono assistenza".
Il Fondo sarà parte integrante del bilancio comunale e le risorse raccolte verranno assegnate attraverso i Servizi Sociali. Chiunque voglia contribuire può fare la sua donazione con un versamento sul conto corrente bancario del Comune di Anagni c/o Credito Cooperativo di Roma - agenzia 164 Anagni Centro - Via G. Giminiani 17/A Anagni. Codice Iban: IT61J0832774291000000000030. Causale: Fondo comunale di solidarietà.

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