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Per la Sanità una terapia intensiva di Solidarietà

sanità ilmedico350 260di Ignazio Mazzoli - Discutere di sanità dopo il libro di Angelino Loffredi “Attacco alla Sanità. 12 milioni d’italiani senza cura” richiede attenzione e voglia di riflettere sulle reazioni che la lettura del volumetto ha provocato. Esaminiamo con attenzione la concreta discussione che si è già svolta sulle ottanta pagine di incalzante cronaca dei danni e dei limiti di cui soffre la sanità in Ciociaria. (per leggere tutto, completata una pagina, torna qui in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

  1. D'accordo con Loffredi
  2. Primo intervento: Solidarietà

La discussione sul libro di Loffredi

A Ceccano, Sora, Anagni, Frosinone si è discusso. Sono città in cui vivono e operano strutture sanitarie di cui si parla da tempo, tanto tempo. Ospedali che ci sono o che non ci sono più. Il confronto continua.
Come si sono affrontati i temi del libro di Loffredi? Si è trattato di dialoghi con semplici cittadini ma anche con operatori della sanità e dirigenti sindacali fino al confronto di Frosinone che si è svolto facendo dialogare l’autore e il Dottor Giovanni Cirillo “coordinatore di staff della direzione generale dell'Asl di Frosinone” ed entrambi sottoposti alle domande di due giornalisti Stefano di Scanno, Direttore de L’Inchiesta quotidiano e Giovanni Giuliani, Redattore di Teleuniverso.
Parto da alcuni punti fermi posti da Loffredi: «la spesa ospedaliera arriva al 90%, prevenzione e assistenza territoriale sono a mala pena al 10%.» Una situazione ben diversa da quella basata su criteri solidaristici che fu alla base della riforma sanitaria del 1978. «Le dinamiche operative sono concorrenziali tipiche del mercato libero. Hanno mercificato la salute, mortificando la sanità pubblica a favore di quella privata e facendo sparire la visione d'insieme del sistema. Oggi prevale il grande inganno dell'esternalizzazione dei servizi per contenere le spese mentre, nella realtà, le spese aumentano riducendo quantità e qualità dei servizi ai pazienti e intensificando lo sfruttamento dei dipendenti del comparto privato». Questo quadro è stato ampiamente confermato. A Ceccano con i sindacalisti Alessandra Romano della Cisl e Guido Tomassi della Cgil, il medico di base Dottor Giuliano Fabi la consulente d’industria Anna Maria Tedeschi. A Sora lo hanno confermato la coordinatrice Nadeia De Gasperis, ancora il dottor Giuliano Fabi, insieme ad altri due medici di base, il Dottor Gianfranco Lilla, relatore in quella sede e il Dottori Luciano Conte. Ad Anagni la conferma è venuta senza mezzi termini dalla Prof. Anna Natalia che ha illustrato il libro apprezzando il giornalista per l’attenzione che riserva alle vicende del nostro territorio, delle quali dà conto nel libro, dedicati alla grave situazione dei servizi sanitari nella provincia di Frosinone: «attraverso una ricostruzione puntuale e documentata emerge un quadro di crescente arretramento e conseguente perdita dei Livelli Essenziali di Assistenza e dei Presidi ospedalieri in grado di far fronte alle urgenze e alle emergenze. Il “caso Anagni” rappresenta in modo emblematico la politica sanitaria degli ultimi anni: una storia infinita di promesse disattese».
Ancora quindi una conferma di come il danno sia diffuso su tutto il territorio senza eccezioni. sanità malasanità 350 260
Le parole “politica sanitaria” risuonano con particolare insistenza nell’incontro di Frosinone. Un confronto garbato, civile, molto argomentato, ma scuramente capace di mostrare differenti visioni d’intendere l’offerta e l’utilizzo dell’assistenza sanitaria. La competenza del Dottor Giovanni Cirillo si è completamente confermata, ma così si conferma pure la distanza dalla richiesta di come il cittadino vorrebbe fruire del servizio sanitario.

Si dice la direzione è tracciata: attivazione piena di tutte le strutture dell'assistenza territoriale Case della Salute, Ambufest, Pat. Queste ipotesi però ciondolano tra buone intenzioni e realtà, come risultato della trasformazione dei piccoli ospedali in strutture intermedie. Nel recente passato l’intenso attivismo sul territorio della Mastrobuono, l’aveva convinta che ci volevano strutture orientate verso la prevenzione secondaria delle forme morbose prevalenti nel nostro territorio.

L’oggi invece a che cosa porta? «Considerato che avevamo il problema dell'uscita dal commissariamento - dice Cirillo (L’Inchiesta del 6 aprile) - non sono successe grandi cose. Ma …se non rimettiamo in piedi il sistema della medicina territoriale avremo sempre e comunque da offrire ai cittadini un'unica risposta alla domanda di salute: l'ospedale.» Deve funzionare La sanità territoriale, quella vicino ai cittadini. Bene. (continua a leggere. Vai in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

Solidarietà, non liberismo compulsivo

Sulle cause dell’inefficienza e dell’inadeguatezza le opinioni divergono. Sostiene Cirillo «le Asl non hanno funzionato, ma non è colpa dell’aziendalizzazione, è responsabilità del fatto che è rimasta incompiuta». E qui fa un esempio «per tutti – dice - : si fa la riforma dello stato giuridico del personale Asl e d'un tratto un mare di medici passa dalla dipendenza alla dirigenza. Diventiamo tutti dirigenti, tanto che tendono ad arrivare alla dirigenza altre figure, come infermieri, tecnici, ingegneri, fisici, chimici, farmacisti. Ma se si parla di azienda si pensa ad un'organizzazione verticistica. Invece, nella fase gestionale, hai una platea di dirigenti che non risponde a livello di direzione aziendale ma sostiene di agire per “scienza e coscienza”. Ti ritrovi, così, con obiettivi aziendali che non si realizzano perché conti su tante persone che non si sentono vincolate a quegli, stessi obiettivi». L’interesse superiore del “bene comune” evapora.

È una affermazione seria che merita rispetto di valutazione anche per il coraggio civile di chi l’ha pronunciata. Parliamo allora di aziendalizzazione. Che cosa avrebbe dovuto essere, un’organizzazione verticistica, come si ricava dal brano virgolettato, che nella gerarchia avrebbe trovato la sua efficienza? Oppure doveva esser solo il presupposto di un’autonomia operativa che nella competizione commerciale e finanziaria avrebbe realizzato risparmi ad ogni costo anche attraverso esternalizzazioni di ogni tipo? Non si è verificata né la prima né la seconda ipotesi. Nulla di tutto ciò (forse è stato inevitabile).

Osserviamo per un attimo come l’ “intuizione innovativa” appare ai pazienti. Che volto ha l’aziendalizzazione agli occhi di chi cerca assistenza sanitaria? A volte si traduce nella figura di un energumeno con un pigiama verde e zoccoli, che di fronte ad un a fila di 40-50 persone ormai impazienti per gli scavalcamenti e la mancanza di ordinato accesso ai servizi comincia a sbraitare “qui decido io che sono un infermiere capo e vi caccio tutti. Oppure ha il volto di una operatrice che vedendo una fila inesauribile rispetto alle sue previsioni anche lei minaccia di cacciare tutti supportata poco dopo da un collega che non sapendo cosa fare di meglio ironizza sulla vecchiaia dei presenti anziché riservare loro il rispetto dovuto a chi pur avendo molti anni sta lì paziente ad aspettare che i suoi diritti siano rispettati. Oppure, il volto che si vede è quello dei carabinieri o dei poliziotti che intervengono perché chiamati dal personale ospedaliero in soccorso della loro incapacità a non saper far funzionare i servizi a cui sono preposti. Si questo è quello che appare ad Altri, Veroli, Cassino, Frosinone ecc. Così il paziente, il malato vedono del tutto estranea l’istituzione sanitaria. E vi pare poco?sanità file alla asl 350 min

Senza voler criminalizzare nessuno, ma qui mancano anche i livelli minimi di educazione nei rapporti con le persone. Non si risponde neppure al buongiorno. Che è diventato questo personale che solo dieci anni fa collocava il sistema sanitario italiano fra i migliori al mondo, anzi lo poneva al secondo posto come lo stesso Giovanni Cirillo ha ricordato.

Qui c’è molto di più che una ricetta di ricerca dell’efficientismo e del risparmio che non funziona. C’è un problema culturale che nasce dalla degenerazione dell’individualismo esasperato prodotto dalla predicazione a senso unico della competizione individuale e c’è un problema politico grande come una casa, la mancanza di una direzione unitaria e responsabile per un’educazione comune e di massa a saper beneficiare della sanità pubblica e gratuita quale massima espressione della solidarietà sociale. Cirillo con onestà ha lamentato che solo in un caso c’è sta una manifesta volontà di dirigere, nella vicenda deplorevole della libertà di vaccinarsi e di vaccinare che minacciava contagi diffusi e forse destinati a diventare incontrollabili.

Tutto potrà funzionare? Perché no? Ricostruiamo la solidarietà fra lavoratori e cittadini intanto riprendendoci la sanità pubblica applicando per intero a legge 833 del 1978 che mai nessuno ha abrogato. Per impedire un triste epilogo della sanità pubblica italiana internalizziamo di nuovo tutti i servizi per garantire tutte e tutti e per risparmiare denaro come il libro di Loffredi in più punti ricorda a lettori ed operatori.

C’è ancora molto da dire, ma avremo altre occasioni di tornarci per dimostrare ancora come prima di tutto dobbiamo allontanare da noi questo liberismo che mortifica e danneggia persone e iniziative.

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Solidarietà a Vertenza Frusinate

disoccupati VertenzaFrusinate 350 260Dichiarazione di solidarietà ai disoccupati di Vertenza Frusinate. Si apprende da un comunicato di Cgil, Cisl e Uil, che domani dovrebbe finalmente svolgersi, dopo due rinvii di cui non si conoscono le motivazioni, l’incontro Regione -Sindacati per la definizione degli adempimenti necessari a rendere operativa la seconda proroga della mobilità, per coloro a cui è scaduta, e l’avvio definitivo dei tirocini per la rioccupazione di chi ne ha titolo, insieme ai lavori socialmente utili per gli over 60.
Ne parlo al telefono con Romeo Caruso, portavoce del Comitato della Lip Proposta di Legge di iniziativa popolare regionale per il reddito minimo garantito verso l’inserimento e il reinserimento nel mondo del lavoro, e membro di Vertenza Frusinate

Mi pare che ci sia da capire meglio cosa è successo o stia succedendo. Caruso ricorda il percorso “blindato” in cui i 628 ex lavoratori cui era stata riconosciuta la mobilità in deroga per il 2017-18, avrebbero avuto un prolungamento di un ulteriore anno, ovvero da giugno 2018 a giugno 2019. Ma man mano che passa il tempo, sembra diminuiscano le certezze. Le esatte parole di allora, racconta Caruso, furono che da tale percorso "blindato" si poteva solo uscire (per lavoro o per raggiungimento dei requisiti pensionistici o altro), ma non si poteva entrare, ovvero se altri lavoratori avessero necessitato di ammortizzatori sociali, si sarebbero ricercate risorse aggiuntive. E tali risorse, si riteneva potessero essere prese dai 60 milioni individuati, e successivamente sbloccati, a seguito della riunione presso il MISE, avuta il 09/05/2017. C’è al momento molta attesa e anche tanta incertezza. Solo il primo marzo ci sarà un’assemblea sindacale che informerà degli esiti.

Il possibile ricorso ai 60 milioni sembrerebbe precluso? Quei fondi serviranno alle politiche attive, piuttosto che a quelle considerate “passive”. Si può ipotizzare che in quei 60 milioni si possano ricercare i fondi per la riconversione industriale della ex Ideal Standard, ovvero i 30 milioni di cui la stampa ha parlato? ma, a nostro avviso, continua Caruso, la proroga della mobilità per un altro anno, richiederebbe 12 milioni all’incirca, perciò, se ai 60 milioni sottraiamo i 30 per la ex Ideal Standard, i 12 necessari per le mobilità ci sarebbero abbondantemente. Gli ex lavoratori di Vertenza Frusinate stanno attendendo dal 21 febbraio nuove notizie
A me preme ricordare che senza reddito alcuno non si vive; che i disoccupati hanno diritto a risposte. Soprattutto faccio appello a che si assuma come priorità la disoccupazione e la mancanza di reddito. Esprimendo la mia solidarietà agli ex lavoratori, mi auguro che domani tutto si risolva nel modo più solidale rispetto alla vita e alla dignità degli ex lavoratori.

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La solidarietà del PD a Manuela Maliziola il 23 dicembre

partito democratico bandiera350 250

Sembra giusto a UNOeTRE.it dare conto anche della slidarietà espressa dal PD di Ceccano, il 23 dicembre scorso e conosciuta solo ora, verso Manuela Maliziola offesa con un'espressione sessista da un collega di Consioglio comunale, di cui abbiamo già dato conto con più articoli, dal 24 dicembre sino ad oggi.

di Emanuela Piroli - "Esprimiamo piena solidarietà al consigliere comunale Manuela Maliziola per l'attacco verbale sessista subito oggi, in sede di consiglio comunale, da parte di un consigliere di maggioranza, tra l'altro in sua assenza, e liquidato dalla stessa maggioranza come normale dialettica politica. Riteniamo ancor più grave l'atteggiamento delle cinque donne presenti, che non si sono dissociate da tale esternazione. "

Riportiamo questo testo, con video, come pubblicato in data 23/12/2017 sulla pagina facebook del circolo PD Ceccano.

 

 

Il video. L'offesa viene pronunciata al minuto 27 e 40 secondi della registrazione

 

 

 
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Solidarietà contro le offese sessiste alla Consigliera Manuela Maliziola

m.maliziola 500IL CENTRO ANTIVIOLENZA "MARIE ANNE ERIZE" DI ROMA CONTRO LE OFFESE SESSISTE RIVOLTE ALLA CONSIGLIERA MALIZIOLA DURANTE LA SEDUTA COMUNALE DEL 23.12. 2017

"Ritengo assolutamente inammissibile quanto accaduto ai danni della consigliera Maliziola durante la seduta del consiglio comunale di Ceccano lo scorso 23/12/2017. Le battute sessiste pronunciate da Angelo Macciomei consigliere di maggioranza e Presidente della Commissione Bilancio con delega allo Sport non hanno giustificazione, bensì dimostrano la maleducazione e la mancanza di argomenti dello stesso, che invece di instaurare un sereno e fattivo confronto, ha fatto ricorso ad un prevedibile quanto ridicolo maschilismo. Mi meraviglia inoltre, l'atteggiamento del Sindaco Caligiore, che non ha speso una parola per interrompere il flusso delle offese. "Con queste parole Stefania Catallo, presidente del centro antiviolenza "Marie Anne Erize" di Roma e Ambasciatrice del Telefono Rosa Frosinone Ceccano, ha commentato quanto accaduto ieri.

"Sono a chiedere le scuse ufficiali e pubbliche sia da parte del consigliere Macciomei che del Sindaco Caligiore. Il nostrofoto retesole ridimensionato min centro opera da sempre contro le discriminazioni sessiste, quindi ci sembra opportuno e giusto porre l'accento su casi del genere, che altrimenti cadrebbero nell'oblio. Invito come sempre tutte le donne ad una maggiore solidarietà ed a rendere pubblici episodi simili, che ledono la dignità femminile. Mi auguro che le consigliere della giunta vogliano esprimere anche loro solidarietà, in quanto donne, alla consigliera Maliziola."

Il legame tra il centro antiviolenza "Marie Anne Erize" e l'associazione "Famiglia Futura" fondata dalla Maliziola, intanto prosegue; nelle prossime settimane, sarà inaugurata una piccola biblioteca dedicata alla storia del pensiero femminile con una donazione di libri da parte del centro.

 
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Solidarietà all'Ideal Standard

ideal standard roccasecca 3 18dic17 mindi Redazione (video) - I disoccupati di Vertenza Frusinate hanno incontrato a Roccasecca, nel piazzale antistante la fabbrica, il presidio dei lavoratori dell'Ideal Standard in lotta contro gli ingiustificati licenziamenti che li hanno colpiti.

Infatti l’azienda Ideal Standard si è assunta la gravissima responsabilità di mettere in mezzo a una strada più di 500 famiglie, con le inevitabili ricadute su tutto il già devastato territorio del Basso Lazio, umiliato solo pochi giorni fa dai comportamenti altrettanto violenti di FCA. Tutti i lavoratori, solo con una telefonata, hanno ricevuto la notizia di avvio della procedura di chiusura dello stabilimento, aprendo l’iter per il licenziamento collettivo di circa 320 dipendenti. Lo stabilimento, leader internazionale per la produzione di ceramica sanitaria di alta gamma, nacque nel 1963 ed è parte di un gruppo che vanta decine di stabilimenti in tutto il mondo, controllato da fondi finanziari. Da mesi era stato aperto un tavolo presso il MISE, nel quale era stato più volte sollecitato il piano industriale 2018/2020.

L'Ideal Standard ha regolarmente rinviato gli incontri e ha comunicato alla RSU di Stabilimento, che il piano si sarebbe limitato al solo 2018, confermando i volumi di produzione dell’anno 2017. I lavoratori dello stabilimento, alla luce di questa prima informazione, si erano, comunque, rasserenati, anche per aver assunto l’impegno con l’azienda alla rinuncia di parte del salario in cambio di investimenti nei siti industriali e mantenimento dei volumi occupazionali.IdealStandard 18dic17 min Impegno, decisamente oneroso per i salari, sottoscritto con specifico accordo sindacale era denominato “Contributo alla competitività”. Una beffa disumana.

Mai, in precedenza, un’azienda si era mossa con tale brutalità senza alcuna volontà di discuterne con i rappresentanti delle Istituzioni e delle Organizzazioni Sindacali. Nella mattinata di ieri anche una delegazione della Regione Lazio guidata dal Presidente della Giunta Nicola Zingaretti ha portato la sua solidarietà alle maestranze dell'Ideal Standard. Zingaretti in un breve intervento ha dichiarato "criminale" il comportamento della proprietà dell'azienda.

 

Nel video che segue Gino Rossi, di Vertenza Frusinate, ascolta un primo racconto di due lavoratori Ideal Standard, Aurelio Farletti e Alfredo Silvestri, sulla vicenda e sulle prossime iniziative di lotta prima che si definisca la procedura di chiusura il 13 febbraio 2018. I disoccupati, ha dichiarato Rossi, continueranno a seguire la lotta di questi lavoratori insieme a loro.

 

 
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La sinistra riscopra subito "solidarietà e mutualismo"

solidarietà retedimani 350 260di Daniela Mastracci - L'Articolo 41 (della Costituzione ndr): «L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali».

È difficile spiegare che cosa si deve intendere con “indirizzata e coordinata a fini sociali”
So quanto è difficile perché lo provo sulla mia pelle quando sono in classe e parlo di questo punto fondamentale della nostra Costituzione. Ai miei ragazzi viene da chiedermi spiegazioni. E già questo è un dato su cui riflettere. Perché, al contrario, io avverto il significato e non ho da domandarmi alcunché. Allora il problema è il cambiamento di modi di sentire e di linguaggio che li esprime, ancor prima che rispondere alla domanda che i ragazzi mi fanno. Ovvero il solidarismo e la mutualità, impliciti nell’espressione “indirizzata e coordinata a fini sociali”, hanno perso il posto che avevano prima nel nostro immaginario collettivo. Non sono più di casa nel mondo attuale. Riscontro cioè una differenza notevole tra come io approcciavo tali questioni da ragazza e come invece le approcciano oggi i miei studenti: per me solidarietà e mutualità erano il senso stesso dello stare assieme; facevano parte della mia lingua quotidiana; capivo il loro senso quasi immediatamente; erano parte di me e del mio modo di essere. Oggi non è più così. Perché? Mi vengono alla mente due possibili risposte: Max Weber e il nostro dirci cristiani. Con Weber impariamo che la “razionalità governa il mondo”: è razionale il nesso di causa- effetto, è razionale un’azione che sia causa di un effetto altrettanto razionale.

Razionale cos'è?

Ma razionale, nella società moderna contemporanea, dove vince la ragione scientifica, vuol dire innanzitutto calcolabile e il problema sta esattamente qui: calcolabile, ovvero quantificabile, lo è soltanto ciò che sia oggettivamente misurabile e intanto esperibile: l’azione esperibile è quella che “si vede” e dà origine ad un effetto altrettanto “visibile”: è calcolo razionale un investimento (causa) che dia come risultato un accrescimento dell’investimento stesso (profitto). Questi elementi sono visibili, misurabili: il loro senso sta nella crescita numerica, agisco perché ciò che faccio mi dia un risultato maggiore dell’investimento, ovvero dell’energia/quantità di denaro che avrò impiegato nell’azione stessa, sennò, come si dice, “non ne vale la pena”. Una attività produttiva gestita razionalmente prescinde, cioè, da norme che esulino dalla razionalità stessa intesa, ripeto, come calcolo costi – benefici/profitto. Questa divaricazione tra calcolo e norme che possiamo chiamare morali/etiche, ovvero appunto il mutualismo e la solidarietà, può essere espresso così:
Le condizioni della gestione razionale delle attività produttive – tra cui la nota separazione tra economia domestica e impresa, o tra reddito privato e denaro pubblico – funzionano contemporaneamente come potenti fattori che isolano l’azione finalizzata, razionale, dal rapporto con processi governati da altre norme (per definizione irrazionali), svincolandola dai postulati della mutua assistenza, della solidarietà, del reciproco rispetto e così via, postulati che vengono rispettati nelle associazioni non produttive (no profit, rimandate al privato cittadino e al suo “buon cuore”).

La “bancarotta dell’umanità” di Papa Bergoglio

Se i ragazzi sono immersi in un mondo calcolabile, dove ha senso il profitto, e soltanto il profitto, perché sorprendersi che chiedano spiegazioni a proposito di mutualismo e solidarietà? Per loro queste valutazioni etiche non hanno casa nella ragione calcolante, la sola che presieda alla logica del profitto.
Perciò prima ancora di provare a rispondere alla loro domanda occorrerebbe ripristinare un legame di senso tra azione finalizzata al profitto e i valori della mutualità. Ragione calcolante e valori morali sono oggi, invece, compiutamente separati.
La seconda risposta poggia sul nostro dirci cristiani. E’ sì o no da cristiani “schierarsi” nella difesa degli oppressi, dei deboli, dei meno fortunati? Questa visione affonda le sue radici nel cristianesimo, in un'istanza morale basata essenzialmente sull'empatia? Sul riconoscimento dell’altro come fratello, sull’amore? E in questa prospettiva non si incarna, forse, una visione del progresso civile come tutela e rivendicazione di diritti individuali, di diritti delle minoranze, come difesa della parte più debole rispetto alla parte più forte?
A me sembra di sì e lo ritrovo nelle parole di Papa Francesco quando dice della “bancarotta dell’umanità”. Il Papa non parla di rivendicazione a partire dal diritto del lavoro e di un lavoro inteso come “essenza umana realizzata”. Il Papa non parla da uomo di Sinistra, ma parla da Uomo che ama l’altro uomo e per il quale sente l’ingiustizia dello sfruttamento, la disumanità del servirsi dell’altro per i propri fini, il mancato riconoscimento dell’altro come fratello in Cristo, per il quale varrebbe il cosiddetto Comandamento dell’Amore “non fare all’altro ciò che non vuoi sia fatto a te stesso”.
Ma allora se ci diciamo cristiani non dovremmo sentire come familiare la solidarietà e il mutualismo? Ecco, vediamo anche qui una divaricazione fra dirsi fratelli ed esserlo in concreto. La capacità calcolante moderna ha spiazzato anche il sentimento dell’empatia. Oggi il senso del mutuo soccorso non si riconosce più come proprio in modo naturale e familiare. Ebbene se queste riflessioni hanno un senso compiuto dovremmo usarle per riportare le coscienze a sentire la mutualità. Ma dopo questo passo dovremmo APPLICARE l’articolo 41.

 
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Quando non si sa a chi rivolgersi

aiutodi Tiziano Ziroli - Molte volte ti chiedi...ma quello che faccio puo' servire? Sto facendo la cosa giusta? ... Poi un giorno, su facebook, ti arriva un messaggio in privato in cui una signora lontana, del nord italia, dell'italia benestante, cosi si dice, ti scrive: "Ciao Tiziano ho visto che ti interessi per la tutela sul lavoro o cose simili, vorrei chiederti un informazione..."
Tu rimani stupito e rispondi quasi imbarazzato...si dimmi.. la signora ti racconta la sua vita, il suo problema lavorativo e ti chiede un consiglio su come sarebbe giusto comportarsi. Lei lavora per una cooperativa che sta per cambiare denominazione sociale e vuole che i dipendenti si licenzino e che poi accettino una nuova assunzione a tempo determinato. La mia risposta è sincera, le racconto chi sono e cosa faccio, ma cerco di darle comunque dei consigli a chi rivolgersi per sapere come comportarsi.

Il problema? Non sapere a chi rivolgersi

Il suo problema non è tanto sapere se accettare o no l'offerta lavorativa, anche se peggiore, il suo problema è che non sa a chi rivolgersi per capire come risolvere il problema, per capire come deve comportarsi, lo capisco dal suo modo di rispondere che accetterà purtroppo quel contratto a tempo determinato perchè, mi dice, poi trovare un'altro lavoro e impossibile alla mia età.
Le chiedo della sua azienda, quanti dipendenti ci sono, se c'e un sindacato...la sua risposta e che non c'e sindacato che sono circa 50 lavoratrici, ma la maggior parte rumene, che non si lamentano degli orari che fanno, a volte insostenibili.
La chiacchierata va avanti con altri dettagli...io mi scuso con lei perche da qui posso solo darle dei consigli e non posso fare di piu, la sua risposta è "scherzi ..sei stato gentilissimo ti faro' sapere come va a finire".
Ora ho capito che cio' che faccio viene apprezzato, viene notato, ma non tanto conta l'apprezzamento, che pure personalmente non è poco, ma per il fatto di capire che si puo' essere utili e lo si puo' essere anche da lontano.
Vado avanti anche perche ora la mia è diventata una missione, quella che dovrebbe essere per chi fa politica e sindacato.

 
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Fuocoammare: solidarietà e molto altro

fuocommare 350di Nadeia De Gasperis - A guardarla da lontano, un’isola, è un sistema confinato, ma ad abitarla, deve sembrare l’entità più accordata al resto del mondo di qualsiasi altra. Il mare l’abbraccia interamente ma lo fa mentre, da qualche altra parte, sta lambendo una terra ferita, e allora probabilmente è così che si trasmette il senso più profondo della parola “umanità”.
È così forte questo vincolo col mare che pare che i suoi abitanti abbiano timore a guardarlo, e spesso preferiscano volgere lo sguardo alla terraferma, perché conoscono il bene che si può pescare e il male che l’inghiotte.
Non servono tante parole a raccontare la tragedia, così come non servono tante parole a raccontare le forme in cui si declina l’umano sentire: la solidarietà, la comprensione, l’accoglienza. Le vite semplici, sono quelle che meglio raccontato questa storia di gente perbene che non ha bisogno di decidere, sceglierà sempre di sovvertire le leggi scritte per una legge universale, quella di essere umani.
Fuocoammare racconta questo e molto altro, attraverso vite semplici di isolani, lascia intuire l’arcipelago di esistenze che conoscono e riconoscono il senso profondo della vita e il suo profondo rispetto. Il regista Gianfranco Rosi e il suo documentario, concorreranno agli oscar del cinema per il “miglior documentario”, ma Lampedusa si è già aggiudicato un importante premio di Resistenza.

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Scuole e terremoto: solidarietà concrete e sciocchezze mediatiche

Terremoto e scuole 350 260Fausta L’Insognata Dumano - Scuole chiuse a Frosinone, di ogni ordine e grado, per verificare la sicurezza degli edifici, ma partiamo dall' incipit. Ieri mattina la prova di evacuazione non era una simulata, ogni tanto ti eserciti, funziona tutto. Il signor terremoto fino a ieri con l'aiuto di Santa Pupa si è presentato di notte, di domenica, in estate, ieri no, ha bussato di mattina.
Le scuole e non solo quelle di Frosinone sono i luoghi meno sicuri, ce lo diciamo ogni volta, sembra un ritornello. Calma e sangue freddo, in ogni scuola i responsabili della sicurezza hanno suonato l'allarme, il personale scolastico ha sperimentato le falle della burocrazia, dimostrando un grande senso civico e responsabilità. Mentre il personale scolastico cercava di risolvere problemi pratici, le barriere architettoniche, il non prendere l'ascensore, mettere in salvo i ragazzi con problemi di deambulazione, ma anche docenti, diciamolo, l'età media dei docenti è sopra i cinquanta, qualcuno ha problemi di deambulazione, le aule non sono tutte a piano terra. Scuole a volte situate in angusti e stretti centri storici, dove il pericolo di crolli è più alto.
Bene, mentre nelle scuole si attendeva per i minori l'arrivo dei genitori, restando fino all'ultimo suono di campanella con chi non aveva genitori per prelevarli, sui social i leoni da tastiera hanno creato caos, diffondendo minchiate e bufalate. Il francesismo ci sta tutto, i social ieri sono stati un rigurgito di parole vomitate da chi non conosce il minimo decalogo del pianeta scuola. Tra le minchiate lette ieri la più assurda ‘'avvertita la scossa di terremoto ci si doveva collegare in rete e verificare la distanza dall'epicentro”, ma fatemi il piacere...Facile fare i teorici, quando non si ha la responsabilità morale e civile sulla vita dei giovani che ti sono affidati.
Ieri con i miei studenti abbiamo imparato una cosa importante, devi avere il kit dell'essenziale sempre pronto, l'abbonamento, i farmaci se li prendi, il cellulare. Mentre noi operavamo con responsabilità, veniva fuori la solidarietà, l'aiuto per il compagno in difficoltà, i lupi dello sciacallaggio mediatico sentenziavano. Mentre noi si cercava di mantenere la calma, di non seminare il panico parlando dell’incontro con lo scrittore, delle farfalle allo stomaco della prof innamorata, sui social si gettava fango e merda su una classe docente impreparata che era uscita dalle aule senza ordine, ignorando che il piano sicurezza è gestito dalle scuole, c'è il personale formato e responsabile. Facile criticare, quando non si hanno responsabilità e conoscenza dei fatti.

 
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Solidarietà dal frusinate ai terremotati

Terremoto Amatrice 350 260INIZIATIVE DI SOLIDARIETÀ’ DAL FRUSINATE COMUNICATE A UNOeTRE.it

(le posizioni di Comune Anagni, Prc, Disoccupati, Comune di Veroli, PD provinciale... aggiornamento continuo) La prima cronaca nottura di UNOeTRE.it a firma di Fausta Dumano

COMUNE DI ANAGNI - 11,01

Il sindaco Fausto Bassetta e tutta l'amministrazione comunale di Anagni esprimono solidarietà alle popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto nella notte tra martedì e mercoledì e sono vicini alle famiglie delle vittime condividendo il loro dolore.

L'amministrazione comunale si mette a disposizione per qualsiasi aiuto possa servire a chi in queste ore sta vivendo un dramma indicibile. Da Anagni sono partiti immediatamente i volontari del Radio Soccorso verso Amatrice, dove resteranno con una prima squadra fino a domenica per poi darsi il cambio con altri dell'associazione. “Siamo sicuri – dichiara il sindaco Bassetta - che daranno il loro prezioso contributo a favore delle numerose persone che stanno soffrendo per la perdita dei propri cari e per la distruzione del loro territorio”.

Alle prime scosse nella notte, avvertite anche ad Anagni, il sindaco Fausto Bassetta e il responsabile del Radio Soccorso, Bruno Giordano, si sono messi in contatto per monitorare la situazione e coordinare i necessari controlli sul territorio, fortunatamente senza esiti.

Ai volontari della protezione civile di Anagni e a quanti sono impegnati nelle operazioni di soccorso va il grazie dell'amministrazione comunale.

LA FEDERAZIONE PRC-SE DI FROSINONE SI ORGANIZZA PER AIUTARE I CITTADINI DEI COMUNI COLPITI DAL SISMA - 12,16

Invitiamo tutti gli iscritti del nostro partito ad attivarsi per aiutare i nostri concittadini, in questo brutto momento di difficoltà. Alcune indicazioni utili per chi si vuole impegnare:

Cose da fare
1 recarsi al centro trasfusionale più vicino (ospedali di Sora, Frosinone, Cassino) oppure cercate il punto A.V.I.S. più vicino a voi per donare sangue. (li vi verranno date tutte l’info del caso)
2 alcuni nostri compagni sono in contatto con la protezione civile disponibili a partire con loro se ciò possa essere utile e richiesto
3 domenica 28 al FREEDOM PARTY a Frosinone organizzeremo una raccolta di beni di prima necessità da inviare alla popolazione colpita (urge intimo nuovo, assorbenti, pasta, scatole di alimenti...)
Si prega di divulgare a tutti i comunisti della provincia in qualsiasi mezzo ritenete più opportuno.
24-08-2016
Unità di crisi Prc-Se Federazione di Frosinone

TIZIANO ZIROLI (Disoccupati, Vertenza Frusinate) - 12,50

Noi a Ceccano siamo pronti a partire!!!
Io ed un altro gruppo di ragazzi e ragazze siamo pronti a partire... attendiamo la risposta della protezione civile di Ceccano.
Chi si volesse aggregare me lo faccia sapere...vi terrò aggiornati.
Nel frattempo organizziamoci per fare una raccolta di beni di prima necessità...
Faccio appello a tutte le associazioni che hanno sedi nella città di CECCANO di metterle a disposizione per fare una raccolta... La raccolta di generi di prima necessità si effettuerà nella sede della protezione civile di Ceccano sita in via Gaeta..a partire da domani mattina dalle 10:00 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 18:00.
HANNO BISOGNO DI NOI...NON GIRATEVI DALL'ALTRA PARTE

COMUNE di VEROLI - 14,17

Il Comune di Veroli istituisce un Centro di Raccolta presso la GALLERIA LA CATENA per consentire i primi straordinari aiuti alle famiglie colpite dal tremendo terremoto nell’alto Lazio e che, in particolare, ha interessato i Comuni di Amatrice e Accumuli in provincia di Rieti.
Presso il centro di raccolta potranno essere donati generi e beni non deperibili di prima necessità per far fronte nell’immediato alle molteplici esigenze di quanti, purtroppo in tanti, sono rimasti senza tetto a causa del sisma abbattutosi in un ampia zona della nostra regione e di quelle limitrofe di Umbria e Marche. Non sono consentiti depositi di denaro per il quale, sicuramente, saranno date a livello regionale e nazionale apposite indicazioni.
Il centro di raccolta sarà aperto da domani giovedì 25/08/2016 in orario 9/13 e 15/17. L’orario di apertura nei prossimi giorni sarà il seguente:
lunedì/mercoledì/venerdì 9/13
martedì/giovedì 9/13 e 15/17

PD PROVINCIALE FROSINONE - 16:02

Cari democratici, amici tutti,
vista la drammatica situazione delle popolazioni colpite dal terremoto, stiamo organizzando una raccolta straordinaria di genere di prima necessità non deperibili, presso la Federazione Provinciale a Frosinone in viale Kennedy fino alle 20 di oggi e per tutta la giornata di domani. Parliamo di acqua, torce, pile, coperte, felpe, maglioni, latte in polvere, pannolini, omogeneizzati, carta igienica, materiale di primo soccorso. Sarà cura nostra organizzare, subito dopo la raccolta, il trasporto di tutto quello che riusciremo a recuperare.
Conoscendo la vostra grande solidarietà vi ringrazio anticipatamente.

Simone Costanzo
Segretario Provinciale PD Federazione di Frosinone

Comune di Anagni, 25 agosto 12,33

L'amministrazione comunale di Anagni, in collaborazione con la sede locale di Croce Rossa Italiana, organizza per sabato prossimo una raccolta di aiuti destinati alle zone terremotate. Dalle ore 9 alle ore 19.00 saranno attivati punti di raccolta nei supermercati Conad (Osteria della Fontana), Coop (via Anticolana), Eurospin (via Casilina ad Osteria della Fontana) e in piazza Cavour.
Si richiedono i seguenti beni di necessità: acqua minerale in bottiglia, zucchero, biscotti e fette biscottate, latte a lunga conservazione, prodotti per l'infanzia (latte in polvere, omogeneizzati ecc.), cibi in scatola (tonno, legumi, confettura ecc.), pasta e riso sottovuoto, coperte pulite e incellophanate, prodotti igienizzanti per le mani (amuchina e simili).

Il Comune, sempre in collaborazione con la Cri, si è attivato per le donazioni di sangue. Si può contattare il numero 349-1878469 e prenotarsi.

Il sindaco Fausto Bassetta esprime solidarietà alle popolazioni del centro Italia colpite dal terremoto nella notte tra martedì e mercoledì e sono vicini alle famiglie delle vittime condividendo il loro dolore. Un particolare pensiero va al Questore di Frosinone, Filippo Santarelli, che ad Amatrice ha perso il figlio Marco.

L'amministrazione comunale si è messa a disposizione, inoltre, per qualsiasi altro aiuto possa servire a chi in queste ore sta vivendo un dramma indicibile. Da Anagni sono partiti immediatamente i volontari del Radio Soccorso verso Amatrice, dove resteranno con una prima squadra fino a domenica per poi darsi il cambio con altri dell'associazione. "Siamo sicuri – dichiara il sindaco Bassetta - che daranno il loro prezioso contributo a favore delle numerose persone che stanno soffrendo per la perdita dei propri cari e per la distruzione del loro territorio".

 

La notturna. La prima di UNOeTRE.IT alle 4,00 circa del 25 agosto, descritta da Fausta L'Insognata Dumano. «Ops... tempi moderni ....con il terremoto si corre nella piazza virtuale, su Facebook per cercare notizie, per capire quella scossa, quelle scosse che hanno svegliato il sonno in un' alba precoce, circondati in tv da una giornalista incredibile.
Lazio, Umbria, Marche. La terra trema in un triangolo che ha il cuore fra Amatrice e l’area del Tronto.
Capisco il panico della diretta, l'ansia di certi giornalisti di strillare la notizia più forte e prima, generando caos e confusione. Ma forse è terribile davvero! Nella notte alba più lunga del popolo in rete si diffondono articoli che cambiano confondendo le vocali, le consonanti trasformando “spelonca” in Sperlonga. Il terremoto di notte ha un aspetto terrificante, ti coglie in pigiama e attorno a te oltre i capelli arruffati ti fa compagnia un'informazione arruffata. Non ho sentito nel mio eremo nessuna scossa, mi ha svegliato il bip dei messaggi sul cellulare che annunciava la sveglia.
Il terremoto con le prime luci assume un contorno inquietante, perdi il conto delle vittime, mentre scatta la solidarietà umana, i volontari al lavoro, la raccolta di viveri, di indumenti, scattano pure i pruriti di becero razzismo, neanche di fronte alle tragedie c'è il rispetto del dolore, scatta il luogo comune del prima gli italiani, i soldi spesi per i migranti. Si corre alla caccia dell'untore moderno che diffonde i terremoti come la peste, Militia Christi chiama in causa il peccato, le unioni civili. La rete che dovrebbe essere libera per comunicazioni reali, per il soccorso si riempie di link razzisti,, chi utilizza il terremoto per sterile propaganda politica. Si diffondono le foto della fragilità dei nostri paesi, in tanti si diventa tuttologi di terremoti, proseguono servizi, mentre ti senti impotente di fronte alla natura che si ribella.....hai preparato pure tu lo zaino, la paura è diffusa.
Da piccola ad Arpino si correva di notte con il pigiamino e la copertina in auto. Fuoriporta diventava un carosello di auto, il tuo orsacchiotto stretto con gli occhi sgranati, il terremoto era la nonna con il bastone, metterla al sicuro in auto...Crescendo il terremoto è diventato mia madre, la sua sedia a rotelle, il terremoto mi ha portato a vivere a Frosinone, mia madre non voleva più vivere ad Arpino in una casa all'ultimo piano.
Terremoto moderno, i giornali titolano: gente in strada anche in Ciociaria, io ritrovo tutti in un'alba party su Facebook, caffè, sigaretta, si esorcizza la paura con stati “a cosa stai pensando”, il più ironico spetta sicuramente a Matilde "il terremoto non l'avevo considerato”, sembra echeggiare....
Arrivano le prime vittime, di certo stamattina alcuni paesi entreranno nell'immaginario collettivo, la fragilità di certe case costruite con lo sputo del guadagno ci faranno indignare, l'alba precoce cede il posto alla ricerca di corpi sotto le macerie, sei già vestita e aspetti la telefonata di tuo figlio che sicuramente ti dirà "vado con la protezione civile”. Terremoto tempi moderni, con un messaggio i tuoi figli ti rassicurano "tutto ok qui". Spegni la tv non ne puoi più di una giornalista che trasforma l'epicentro in ipocentro, gli sciami in scismi .....»

 
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