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I servizi del distretto “C” resteranno nella città di Sora

  • Pubblicato in da Sora

M5S logo minIl rischio, recentemente paventato, per i Sorani e la maggior parte dell'utenza del comprensorio, di dovere affrontare nuovi disagi e di vedere ulteriormente depauperata l'offerta di servizi pubblici presenti in città, stavolta, non si è concretizzato.

Dopo l'incontro interlocutorio tenutosi ieri mattina, presso la sede provinciale dell'Asl di Frosinone, con i vertici aziendali, stamane il portavoce alla Regione Lazio e vice Presidente della commissione sanità, Loreto Marcelli, di concerto con il sindaco di Sora, Roberto De Donatis, ed i responsabili aziendali del Distretto “C” si è recato presso l'Ospedale SS. Trinità per effettuare un sopralluogo atto a valutare l'idoneità dei locali che ospiteranno, come sede temporanea, i servizi presenti attualmente presso i locali siti al primo piano del distretto in via Piemonte.

La valutazione di nuovi locali si è ritenuta necessaria in quanto, i servizi allocati presso il primo piano della struttura distrettuale non rispettano i requisiti di legge, sia in termini di sicurezza che di idoneità antisismica e di abbattimento delle barriere architettoniche.

Le procedure di adeguamento della sede distrettuale sono state già avviate, come è stato riferito al consigliere Marcelli dal Direttore Generale Stefano Lorusso.
In attesa che l'edificio ospitante il distretto sia messo a norma, anche grazie al finanziamento di 12 milioni di euro previsto dal piano triennale del Fondo Inail e stanziati nel Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 dicembre 2018, i servizi saranno trasferiti nel plesso del SS Trinità di Sora.
Pertanto è stato deciso di trasferire e di ripartire i servizi nel seguente modo:
-nella palazzina degli uffici saranno allocati i servizi di igiene pubblica e quelli di igiene, alimenti e nutrizione (SIP, SIAN) e quelli di veterinaria (Area A, Area B e Area C);
-al quarto piano, scala C, dell'Ospedale, ci saranno il consultorio familiare e l'unità di valutazione Alzheimer.

Nell'occasione, il consigliere Marcelli ha chiesto di avere al più presto potenziato il polo oncologico sorano anche con l’insediamento della figura del primario di oncologia. Ha chiesto inoltre che siano conclusi i lavori di sistemazione del reparto di endoscopia. Infine il Consigliere ha ringraziato il Direttore Generale, Dott. Stefano Lorusso, il sindaco di Sora e tutti coloro che si sono adoperati a risolvere sollecitamente il problema.

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Sora. Ciraudo: perché scelgo Italia Viva

  • Pubblicato in Partiti

Ciraudo e Giachetti 350 mindi Valentino Bettinelli - Anche a Sora porte girevoli tra il Pd ed Italia Viva. Giuseppe Ciraudo, esponente del circolo di Sora e membro della Direzione Provinciale del Partito Democratico di Frosinone, passa con il nuovo partito di Matteo Renzi.

"Al passato dico grazie, al futuro dico si" - spiega Ciraudo e continua "Ho creduto nel PD e non rinnego nulla del mio percorso, anzi provo un profondo senso di gratitudine verso i tanti compagni di viaggio con cui ho condiviso anni di bellissima militanza. Ma oggi il Partito Democratico non mi convince più perché si è perso tra mille litigi, liturgie e correnti. Mi sono sempre sforzato di svolgere la mia attività politica con impegno e senso di responsabilità cercando, per quanto mi è stato possibile, di contribuire alla crescita del partito e della comunità. Questo è lo spirito che voglio continuare a mantenere, un atteggiamento costruttivo e di piena disponibilità, lontano dalle polemiche e dalle facili strumentalizzazioni. La mia", continua Ciraudo "è stata una scelta ben ponderata; aderisco al nuovo progetto con serenità e convinzione ed in coerenza con le mie idee, cosciente che sarà dura e che ci sarà tanto da lavorare.
Italia Viva è un progetto che valeva la pena costruire e seguire, è una sorta di evoluzione che guarda al futuro e punta ad un modo diverso di fare politica mettendo le persone in grado di valorizzare le proprie competenze. Sarà un laboratorio di produzione di soluzioni per il presente ed il futuro della nostra società".

Questo quanto dichiarato da Ciraudo, che prosegue "Desidero, in particolare, mettere in risalto la persona di Valentina Calcagni che, con grande tenacia e dedizione, ha sempre portato avanti le sue idee e creduto sin da subito a questo progetto. Con lei stiamo già lavorando per creare anche a Sora un gruppo forte, pronto a mettersi, da subito, al servizio della comunità affinché si possano affrontare le innumerevoli problematiche che attanagliano il nostro territorio.
Ora si apre una fase nuova, ho deciso di dimettermi da consigliere del circolo Pd cittadino e dalla Direzione Provinciale e di accettare la sfida lanciata con il nuovo progetto politico di Italia Viva, al fianco di Matteo Renzi”. “Concludo” dice Ciraudo: “ringraziando quanti, in questi anni, mi hanno accompagnato in questa avventura, a quanti hanno sostenuto le mie scelte, non acriticamente, bensì condividendone i contenuti ed i ragionamenti".

Questa la dichiarazione rilasciata da Giuseppe Ciraudo.

 

 

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A Sora: presidio a fianco dei Curdi

Sora con i curdi 350 mindi Nadeia De Gasperis - Il 19 ottobe '19 si è tenuto a Sora un presidio promosso dall’ANPI per sostenere la causa del popolo curdo. Il giorno prima era stata la volta di Frosinone. È stato scelto di tenere queste manifestazioni davanti gli ingressi delle istituzioni, il palazzo della provincia di Frosinone e il comune di Sora, perché fosse chiaro il monito, suggerire alle istituzioni, oltre cha al governo, di prendere posizione in questa vicenda che ci riguarda tutti, da molto più vicino di quanto pensiamo, non fosse per un ritorno egoistico, scongiurare l’eventualità di rimanere presto in una situazione molto vicina a quella che sta vivendo il popolo curdo.

Nel resto d’Italia, un appello alle istituzioni è stato lanciato dalla Rete delle città in comune, sottoscritto da centinaia di sindaci e amministratori comunali e regionali a sostegno del popolo curdo, contro l’invasione della Siria da parte della Turchia. Da Aosta a Bologna, passando per Milano, Firenze, Pisa, Palermo, Napoli e Ancona, si è levato l’indignato appello dei comuni a prendere una chiara posizione contro l’invasione da parte della Turchia nel Nord – Est della Siria e di sostenere in tutte le sedi opportune questa contrarietà con ogni mezzo possibile, ricordando come una delle azioni di Erdogan sia stata proprio aver sostituito i sindaci curdi legittimamente eletti, in territorio turco, mettendo in secondo piano qualsiasi principio democratico.

L’assenza della amministrazione comunale di Sora si è sentita forte, il palazzo chiuso alle spalle dei relatori, che hanno improvvisato i loro interventi, tra commozione e verve politica, l’assenza del primo cittadino, che non ha neppure risposto all’invito. Le forze politiche della sinistra, e quelle sociali del territorio erano presenti, dimostrando che l’unico modo per vincere le destre reazionarie sia quello di organizzarsi con la forza delle idee e dei progetti, così Le diverse bandiere, che la sinistra si scaglia contro per rinfacciarsi le rivendicazioni di astio, sventolavano per un obiettivo comune. Una cinquantina di persone, inutile gonfiare i numeri anche per chi come me ci ha creduto.

In fondo, come ci ha ricordato il portavoce dell’ANPI Giovanni Morsillo “la vera forza delle destre reazionarie che minacciano concretamente la nostra democratica convivenza, sia la dispersione ed il disorientamento delle forze sane presenti, che non sarebbero marginali se si fosse capaci di organizzarle unitariamente, nel rispetto di tutti ma con chiarezza nelle idee, nei progetti e nelle azioni.” Ammonendoci inoltre di tornare a casa e non smettere di parlarne, con il vicino di casa, sui giornali, sui social network, perché questa tragica storia ci riguarda da molto vicino, boicottare i prodotti turchi, per esempio, non ha lo scopo di affamare un popolo ma quello di lanciare un segnale.

Tra le persone presenti aleggiava un clima di “vicinanza” come se quella storia fosse nostra e parlando con alcuni di loro, non è solo una sensazione quella di vivere sulla nostra pelle la deriva democratica che il paese turco sta subendo da molto tempo. Ragazzi del nostro territorio, che per il loro talento hanno trovato fortuna nelle città più vivaci culturalmente delle Turchia, come Ankara, hanno vissuto in prima persona l’attacco sistematico che Erdogan ha messo in campo proprio verso la comunità turca e non, di insegnanti, giornalisti, direttori di orchestra, donne e uomini della cultura, che da un giorno all’altro, certo con un presentimento sempre vivo, si sono visti licenziati o sono stati costretti a lasciare il Paese, con un rammarico profondo di non poter continuare un lavoro, quello culturale, che è quello maggiormente sotto attacco per la forza che rappresenta.

I due presidi sono stati il passaggio necessario per promuovere un incontro con i rappresentanti della comunità kurda in Italia a breve, compatibilmente con la loro disponibilità, ci dice l’ANPI. Occuparsi oggi del genocidio curdo è una forte responsabilità, perché un giorno non potremo dire che non sapevamo, ma che abbiamo girato la testa dall’altra parte. Stare dalla parte delle combattenti curde non è una moda, non dovremmo farlo perché sono giovani e belle, perché nessuna donna, colei che concepisce la vita, vorrebbe concepire di imbracciare un fucile, dobbiamo farlo per la bellezza dei sogni che portano, di libertà e giustizia. Oggi, non schierarci sarebbe una colpa che la storia non potrà perdonarci.

 

 

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Sora: “hai visto quanta gente!? Hai visto che cosa fantastica!?”

soraanfascistaeantirazzista 3 350 mindi Nadeia De Gasperis - Il 3 ottobre del 2013 accadeva una delle più grandi tragedie che i nostri mari possano raccontare,
accadeva alle 3.30 come i più devastanti terremoti del nostro Paese. Ma a differenza di questi, nessuno, salvo le persone che dall’altra parte del mare gettavano il cuore oltre la loro speranza di dirsi salvi, nessuno a parte loro conosceva i loro nomi, nessuno ricorderebbe il nome delle 368 persone morte in mare se non fosse per chi ha ereditato per nascita il loro ricordo e per quei 200 ragazzi da 20 Paesi d’Europa che oggi a Lampedusa hanno celebrato il ricordo della tragedia.

Io oggi, insieme alla mia redazione, vorrei ricordare raccontandovi quel miracolo che si è snodato per le strade della mia città, Sora, che lo scorso 29 settembre, insieme a tanti amici provenienti da tutta la provincia, ha fatto vibrare i ponti delle strade che ogni giorno percorro, e ha fatto vibrere le coscienze, anche quelle sopite, che dietro una finestra o timidamente, sul ciglio della strada, lo guardava passare.

Il corteo si è arricchito nel suo corso, anche di chi ha preso coraggio, nonostante tutto, nonostante isoraanfascistaeantirazzista 2 350 min media che continuano a fare il gioco di uno sparuto numero di “sfigati” che si proclamano “nostalgici dei tempi bui che furono”, nonostante la strisciante campagna di odio che si insinua perfino tra il tavolo e il lavandino di una famiglia qualsiasi, dove la pace, l’accoglienza, la solidarietà dovrebbero regnare.

Lo racconto non solo come redattrice di questo giornale ma come membro di Aspagorà, quella realtà che insieme a tante altre del territorio ha reso possibile che la mia città si colorasse di vita.
Non potrei fare altrimenti, perchè non se ne può parlare senza restituire lo scarto emotivo tra due sorrisi, quello di un mio concittadino e quello di un ragazzo migrante, che si incrociano per dirsi “hai visto quanta gente!? Hai visto che cosa fantastica!?”
soraanfascistaeantirazzista 1 350 minMi piace ripetere che sia inutile starci a contare, noi potevamo contare l’una sull’altro, quello ci faceva percorre anche i luoghi più feroci e meno comuni sentendo di essere “al sicuro”. Se solo si potesse insegnare questa sensazione di sicurezza che cresce nella conoscenza reciproca, quel senso di accoglienza che i ragazzi migranti ci hanno insegnato nei mesi che hanno precorso la manifestazione, con la loro amicizia, con l’ironia, con la forza di ribadire un concetto chiaro “non vogliamo essere aiutati”, noi vogliamo essere parte di questo sistema che combatte ogni forma di discriminazione.soraanfascistaeantirazzista 4 350 min

Un giorno di tanti anni fa, entrai in un patronato di qualche sindacato con mia mamma, sulla parete c’erano affisse delle informazioni, in lingua italiana e in arabo, e per un momento fui pervasa da questa bella sensazione che anche la mia città avrebbe potuto somigliare a una città multiculturale, vivace, inclusiva. Io l’altro giorno questa sensazione, l’ho sentita passare, aveva il profumo della libertà.

 

 

 

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Possibile: “Il 29 settembre in piazza a Sora con Aspagorà”

Possibile logo 350 260Possibile: “Il 29 settembre in piazza a Sora con Aspagorà” - I Comitati di Possibile della Provincia di Frosinone aderisconoalla manifestazione indetta dal Comitato Aspagorà per il giorno 29 settembre 2019, in occasione della giornata internazionale del migrante e del rifugiatoche cade annualmente il 29 settembre.

“Per la nostra comunità politica i valori dell’antirazzismo,dell’inclusione sociale e dell’accoglienza sono punti fermi della nostra azionequotidiana pertanto raccogliamo con piacere l’invito del comitato Aspagorà e prenderemo parte alla manifestazione del 29 settembre. Ci saremo come siamo stati presenti al presidio in risposta alle gravi affermazioni di Don DonatoPiacentini” afferma Anna Rosa Frate, portavoce dei comitati di Possibile, che aggiunge “in questi mesi le attiviste e gli attivisti sorani hanno mostratoimpegno e dedizione giornaliera per contrastare una narrazione dei migranticarica di odio, pregiudizi e discriminazioni. Un lavoro che merita il nostroringraziamento ed il nostro supporto anche e specialmente come forza politicaper essere cassa di risonanza”.

Possibile è da sempre schierata a sostegno delle istanze diaccoglienza, nella scorsa legislatura ha presentato una riforma del testo unicosull’immigrazione e si è speso contro gli Accordi con la Libia ed i Decreti Minniti ed il recente Sicurezza Bis. “C’è una strategia che punta ad alimentare un clima di odioverso chi viene considerato diverso in un meccanismo che sviluppa troppo spessouna guerra tra poveri di cui il nostro Paese non ha bisogno. Non abbiamobisogno di una narrazione che attacca chi ogni giorno affronta difficoltà, chesiano persone italiane o straniere” aggiunge Gianmarco Capogna, Portavoce Nazionaledi Possibile LGBTI+. La grande sfida è quella di costruire una nuovasolidarietà sociale fondata sull’incontro tra culture diverse, solo cosìpotremo davvero costruire un’alternativa a chi fomenta odio e discriminazioni”.

 

 

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A Sora "corteo antirazzista"

Corteo Antirazzista

 

 

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Comunità Solidali condanna fermamente le parole del parroco di Sora

comunitàsolidali 350 minComunità Solidali condanna fermamente le parole del parroco di SORA Un parroco a cui piace vincere facile e che per preferisce seguire la scia del momento fatta di divisione e rancore.

Comunità Solidali condanna fermamente le parole del parroco di SORA Un parroco che a cui piace vincere facile per guadagnarsi un po' di notorietà e che per preferisce seguire la scia del momento fatta di divisione e rancore.

Proprio nei giorni in cui la Chiesa ricorda uno dei suoi santi più venerati, San Rocco, come simbolo di carità ed esempio di solidarietà umana, e nel momento in cui Papa Francesco richiama la comunità cattolica all'accoglienza perché agli occhi di Dio nessuno è straniero, udiamo da un pulpito parole per noi inascoltabili.
È molto singolare che da quel pulpito siano venute parole di divisione, di contrasto. Quasi di odio.

In una comunità dove già l'arrivo di cinque migranti ha scatenato la raccolta di 300 firme, usare parole così divisive da parte di un rappresentante della Chiesa significa soffiare sul fuoco dell'intolleranza, ed in qualche modo legittimarla, trovando giustificazioni al razzismo e alla xenofobia.

Comunità solidali ricorda invece il grande impegno della Chiesa cattolica verso l'accoglienza e l'integrazione dei migranti, attraverso la Caritas, ma anche attraverso molte altre associazioni e parrocchie, impegno che non distoglie di certo l'attenzione dalle "nostre" povertà.

Può un Parroco usare parole come quelle pronunciate ? Può un Parroco non assumersi la responsabilità dei messaggi xenofobi che a centinaia stanno facendo da eco a quell'omelia?

Lo chiederemo anche a Papa Francesco.

Intanto chiediamo alla Chiesa di Sora e della nostra provincia, per il tramite dei suoi Vescovi di non essere indifferente a quanto accaduto ma di condannare fermamente le parole di odio utilizzate a Sora per fomentare l'intolleranza nei confronti del diverso.

E alla stessa Chiesa chiediamo se si riconosce in quella di Don Donato o in quella di Matteo, 35 "Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato"

Comunità Solidali
Mob. 3478780003

https://www.facebook.com/comunitasolidalifr/

https://comunitasolidalifr.wordpress.com/

 

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Sora. Aspagorà replica all'invettiva di Don Donato Piacentini

  • Pubblicato in da Sora

Aspagorà siamotuttisullastessabarca 350 minAspagorà è un gruppo eterogeneo, di laici, cattolici, osservanti, atei, musulmani, agnostici, eppure il nostro manifesto si apre con una frase mutuata dal Vangelo “ama il prossimo tuo come te stesso” perché siamo convinti che alcuni precetti cristiani siano universali.

Non molti giorni fa abbiamo accolto l’appello del parroco siciliano, per manifestare la nostra vicinanza ai migranti, ostaggio di politiche razziste e xenofobe su una imbarcazione a largo di Lampedusa, lo abbiamo fatto davanti al sagrato di una chiesa, riconoscendolo come luogo simbolo di carità e misericordia. Ora in pochi secondi ecco che l’ormai famoso parroco sorano distrugge il lavoro di tante persone che lavorano strenuamente ogni giorno per praticare e predicare l’accoglienza. Lo fa con parole forti, di una gravità inaudita che sfiorano addirittura il negazionismo “quali torture!?” si chiede e chiede alla folla che un po’ plaude un po’ rimane basita. Che sia una raccolta di firme contro i migranti, una accusa infondata di violenza a diffamarli è sì fatto grave, che sia un ministro della Repubblica che brandisce un rosario e un crocifisso da un palco vomitando veleno, è fatto gravissimo ma mai quanto le parole di un uomo, ministro di Dio che ha totalmente frainteso il senso della sua vocazione. Travestito da pecora il lupo ha approfittato del gregge già in balìa a un clima di odio che ha reso la nostra città un “paesotto” retrogrado e bigotto, finito in un battito di tastiera ai dis-onori della cronaca. Quale “pastore di anime” proprio in occasione dei festeggiamenti del santo simbolo della “carità” ha sputato odio, con la responsabilità di chi si fa guida spirituale e morale, rappresentando inoltre ben tre parrocchie della diocesi di riferimento.

Ci auguriamo che in quella occasione non ci fosse nessuno dei nostri amici migranti ad ascoltarlo, visto che spesso alcuni di loro, cattolici, sono abituati a seguire le omelie delle nostre parrocchie. Ciò sarebbe per noi motivo di forte disagio e vergogna, lo stesso che ci auguriamo provino i nostri concittadini e le autorità ecclesiastiche del territorio che a questo proposito dovrebbero, con fermezza, denunciare le parole del parroco, con una azione esemplare che scoraggi chiunque voglia fraintendere ancora il messaggio del Vangelo, nonché quello del Pontefice, a farlo.

Sora, 17 agosto 2019

Ufficio stampa Aspagorà

 

 

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Mazzocchi: "Ora un'area vasta Sora-Cassino-mare"

e.mazzocchi 350 260da L'Inchiesta, 6 agosto 2019 - Negli ultimi tempi si sono avute proposte e sollecitazioni, come l'area vasta di Unindustria, la richiesta di Unificazione delle camere di Commercio, la stessa CGIL è unificata tra Latina e Frosinone, per trovare percorsi di un equo ruolo dei diversi territori della regione Lazio. Quali potrebbero essere i futuri scenari?

C'è un problema di fondo, che non è ancora risolto. L’area vasta proposta dell’Unindustria e accolta da alcune amministrazioni, su cui il PD è d'accordo, rappresenta una indicazione che punta a rivedere il rapporto tra le diverse realtà regionali e avere una visibilità qualificata. La questione aperta è il rapporto con Roma, da cui deriva la condizione dell’intera regione. Credo che questo sia il punto centrale e vitale di una politica innovativa. Dobbiamo puntare ad avere una regione di Roma con una suddivisione per aree affini, quindi ognuno è parte integrante della regione. Rivedere tutto l’assetto istituzionale territoriale per riequilibrare i rapporti tra Roma e il resto delle provincie, su gli esempi di Parigi e di Berlino. Una scelta difficile, che rompe gli schemi tradizionali, ma necessaria, in cui è insito l'organizzazione di una nuova gerarchia di poteri istituzionali e politici. Un nodo da sciogliere, non più rinviabile.

 

E' evidente che si tratta di una riforma dei fondamenti della stessa regione, i cui processi ritiene che siano già in una fase avanzata?

Per rimanere alla provincia, è indubbio che è in atto una mutazione degli assetti territoriali e dei rapporti economici e si vanno sempre più affinando omogeneità territoriali. Nell'area meridionale della provincia sono in essere processi di integrazione con quella a sud di Latina. Significativo è la disponibilità, dichiarata di recente della Regione, all'ampliamento della Formia - Cassino. Si pone la domanda come governare questo processo, in cui il Pd sia protagonista e forza propulsiva di un processo ineluttabile. Credo che il PD debba pensare a una area del Lazio meridionale nell'asse Sora - Gaeta il cui epicentro è Cassino, ridisegnando una sua funzione organizzativa e politica che lo porti a costituire una sua struttura di area del Lazio meridionale per essere motore della sua identità territoriale e delle sue direttrici per il consolidamento e lo sviluppo.

 

Ritiene Cassino il fulcro di un processo che potrebbe cambiare profondamente gli assetti territoriali, istituzionali e politici?

Lo è già di fatto, è nelle cose. Non credo che la vittoria di Enzo Salera e del centrosinistra sia unicamente circoscrivibile a una condanna del precedente governo di centrodestra. C'è la speranza e credo anche la convinzione degli stessi cittadini, ma anche delle forze imprenditoriali, sindacali, dell'associazionismo e delle professioni, che oggi sia giunto il momento che Cassino assuma un ruolo più avanzato di riferimento di tutto il Lazio meridionale. Centro motore di un nuovo processo di sviluppo. L'integrazione economica, favorita da infrastrutture valide, ma da potenziare, tra le realtà territoriali da Sora, passando per la Val di Comino, fino a Gaeta, la stessa Università, che naturalmente guarda a orizzonti più ampi, ma è un elemento catalizzatore di interessi e non a caso è denominata "Lazio Meridionale", l'espansione di settori della finanza e dell'imprenditoria della media e piccola impresa in questo ampio territorio, le diverse realtà municipali confinanti della Campania e del Molise gravitano su questa area, sono tutti elementi che devono trovare un "assemblaggio" politico-isituzionale", il cui compito è affidato alla capacità del Sindaco e dell'amministrazione di centrosinistra, progressista, inclusiva, di esercitare questa funzione nell'interesse di tutte le popolazioni di questo territorio meridionale del Lazio. Potrebbe essere una vasta area in cui Cassino è il fulcro essenziale e decisivo.

Un progetto ambizioso che ha bisogno di un partito convinto per attivare un cambio di questa portata, che deve coinvolgere diversi soggetti politici e istituzionali.

Il PD non può più limitarsi a rilevare una condizione giusta e diffusa dei diritti dei cittadini se vuole essere convincente. Abbiamo bisogno di una capacità di elaborare e offrire una proposta complessiva di sviluppo, spalmata su i quattro punti di riferimento Anagni-Frosinone-Sora-Cassino, che prospetti una strategia dei contenuti per risolvere i più gravi problemi, prima di tutto il lavoro. Quello del Lazio meridionale sarebbe un progetto che modifica lo status quo in funzione di una valorizzazione delle potenzialità di questo territorio, che hanno bisogno di riferimenti e di coordinamento. I benefici sarebbero per tutta la regione e si potrebbe sostenere una competizione globale, con una possibilità di usufruire del sostegno dell'UE. Solo così sarà possibile pensare a una reale crescita di questi territori e della regione. Sarebbe opportuno che il PD con una sua specifica iniziativa verifichi in un confronto aperto le possibilità e le disponibilità per concretizzare una proposta di simile portata innovativa.

 

Un compito che dovrebbe esercitare il PD con nuove modalità e contenuti politici-programmatici. Sarà possibile?

Questi obiettivi sono raggiungibili se il PD risolve le sue carenze strutturali quali il funzionamento degli organismi dirigenti - vedremo cosa ci dirà il nuovo Statuto in fase di elaborazione - come sedi di confronto politico e spesso non lo sono, il rapporto tra le diverse articolazioni organizzative spesso carenti, se non assenti e inoltre, di grande importanza se non prioritario, sistemi e forme di un rapporto con la realtà sociale organizzata e le categorie di vario genere. Se non si costruisce questa rete, prevale un leaderismo asfittico e di scarso valore. E non ci possiamo affidare a qualche sporadico convegno. Resta fondamentale ricostruire legami con la società in forme aperte, disponibili al dialogo con modalità che sono necessarie rispetto alle modificazioni sociali ed economiche. La "Costituzione delle idee" sarà uno strumento utile per raggiungere questi obiettivi.

 

I primi mesi di questo anno sono stati turbolenti e pieni di avvenimenti che hanno inciso nel paese. Cosa se ne deve ricavare?

Alcuni avvenimenti hanno segnato un nuovo scenario della politica italiana. Credo che siano evidenti almeno due elementi che contraddistinguono questo periodo. La dimostrata incapacità del governo Lega/5S per incompetenza, perenne litigiosità, arroganza, spostando il terreno dello scontro al di là dei confini della democrazia. Rimangono irrisolti i problemi di fondo quali il lavoro e l’ambiente. L’altro elemento, che si è affermato in questi ultimo periodo, è un cambio di passo del PD che riprende, anche se stentatamente, consenso elettorale e allo stesso tempo rivolge le sue energie per definire al meglio i contenuti della sua proposta politica. Certamente è un inizio di avvio di un nuovo percorso aperto dalla segreteria Zingaretti, che denuncia la “feudalizzazione correntizia” – si badi bene, non la cancellazione delle aree di diversa sensibilità ideale e culturale, ma il loro uso strumentale e autoreferenziale – e si pone obiettivi per una strategia politica di alternativa a questo governo, lo sfasciacarrozze di questo paese. C’è molto da lavorare.

 

Il centrodestra tenta di riorganizzarsi e la Lega mantiene saldamente il suo potere. Come porsi di fronte a questo fronte che sembra compatto?

Il cedimento di FI produce un riposizionamento dei suoi dirigenti, in particolare verso FdI con l'intento di arrivare a una alleanza con la Lega per costituire una concentrazione delle forze di destra. Basta vedere quanto sta avvenendo in questa provincia. La parte debole di questo schieramento sono i 5S, schiacciati e impotenti rispetto a questo nuovo orizzonte della politica della destra italiana. L'opposizione del Pd e di tutte le forze democratiche deve essere durissima e ferma, perché la posta in gioco è la democrazia.

Questo schieramento di forze democratico ha bisogno di creare alleanze, in cui il PD è centrale per la sua realizzazione. Quali alleanze e come costruirle?

Il PD è stato chiaro, come ha ribadito Zingaretti, su nessuna alleanza con il partito 5S. E questo non ce lo dobbiamo ripetere all'infinito. Per il PD deve essere prioritario costruire nel paese, tra le sue parti più vive e interessate dall’associazionismo alle aree ambientali, ai settori produttivi del paese, e anche tra quella parte di elettorato disilluso di 5S, una aggregazione e un consenso che ribalti l’attuale situazione. Le alleanze sono efficaci e sono possibili se sono il prodotto di un sostegno ampio e il più diversificato possibile della società italiana, aprendo un confronto a tutto campo, mirato a individuare e a intervenire su questioni essenziali per il paese, come il Mezzogiorno. Bisogna invertire la tendenza a destra, contrapponendo a uno spostamento a destra di quelle forze che lo hanno generato, uno spostamento reale di quanti sono delusi nelle loro aspettative dalle inadempienze di questo governo, mirando alla concretezza della capacità di dare una risposta ai problemi.

 

Lega e 5S sono fortemente presenti in questo territorio, con sette parlamentari. Bisogna fare i conti con questa realtà. In che modo?

Lega e 5S sono maggioritari nella provincia di Frosinone e sono parte della stessa maggioranza che governa il paese, rilevando che non ci accorgiamo della incisività nel territorio dei loro rappresentanti istituzionali. Sintomatico è la mancata risposta al sindaco Salera, che sollecitava, interessando anche i deputati di questo territorio, il governo per la FCA. Ne prendiamo atto. Al PD spetta denunciare queste assenze e allo stesso tempo deve rafforzare, anche in questa provincia, una prospettiva politica del cambiamento. La petizione popolare lanciata dal PD per chiedere le dimissioni di Salvini è un atto dovuto per difendere la Costituzione. Un modo per smascherare l'inconcludenza e la pericolosità di questo governo. Una prospettiva che inevitabilmente ci conduce direttamente al problema del partito. Alla sua capacità di organizzare e dirigere forze disposte a realizzare una alternativa di governo. Ritornare a essere un punto di riferimento di forze progressiste e della sinistra in un campo aperto in cui gettare i semi della rinascita del paese.

 

Tutto ciò impone scelte chiare, soprattutto da parte del PD, che non esce da una stagione politica del tutto soddisfacente.

Con chiarezza il PD deve affrontare la prospettiva politica e consolidare i suoi contenuti. Il che impone una revisione della capacità del PD di essere protagonista di un ampio movimento politico per una nuova direzione politica del paese e aprire un processo per una alta egemonia politica. Non possiamo pensare di dichiarare che il PD debba essere sul territorio senza definire su cosa e per cosa dobbiamo essere sul territorio. Per farlo occorre avere una presenza diretta e continuativa con le realtà territoriali. Significa avere progetti come risultato di un lavoro di tessitura con le diverse espressioni territoriali. La domanda che dobbiamo porci è se nel paese, come del resto anche in questa provincia, si va delineando questo obiettivo con una maggiore credibilità e convinzione. Credo che non abbiamo sufficientemente superato questo ostacolo. Se avviamo una nuova fase del PD su queste basi, sarà possibile ottenere consenso e lavorare per ridare fiducia al paese.

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Sora, Aspagorà : frammenti di giallo in mezzo al rosa.

aspagora2 350 minInvitato dalle organizzatrici di Iniziativa Donne alla kermesse “Sora in rosa”, il gruppo Aspagorà ha raccolto l’invito con entusiasmo.

Ad Aspagorà che già si era “presentato” durante la conferenza stampa di “Sora in rosa” il 16 luglio, è stato riconosciuto pieno titolo di presidiare un tratto di via Fosca a Sora per la sua connotazione di contrasto “all’imbarbarimento etico in cui le minoranze …vengono usate come strumenti per giustificare politiche xenofobe, razziste e discriminatorie” come scritto nel manifesto di intenti. E le donne sono sicuramente tra le più “intollerate” considerate di per se esseri “inferiori” e ancora più bistrattate se omosessuali, migranti o anche soltanto “eccentriche”. Ed inoltre “Il mondo del lavoro femminile, se possibile, è perfino più disastrato, in termini di diritti violati, di quello maschile, per non parlare dello stato del nostro welfare sociale” di cui sostanzialmente si fanno carico le donne , “non abbiamo bisogno di eroine, abbiamo bisogno di donne consapevoli della propria femminilità, e questa consapevolezza dovrebbe prevedere la certezza di un adeguato stipendio, un adeguato orario di lavoro, un adeguata attenzione per ogni esigenza che prescinda dal lavoro stesso” come riportato nel volantino che Aspagorà ha dedicato alle donne.

Una bella sottolineatura alle affermazioni del volantino è stata una serie di installazioni di sagome femminili stilizzate a rappresentare le donne nelle loro molteplici sfaccettature e condizioni, da quella di vittime di femminicidio (su alcune sagome erano riportati i nomi delle aspagora1 350 mindonne uccise nel nostro territorio nel secondo decennio duemila), a quella di protagoniste del proprio destino e dell’emancipazione collettiva, (su altre sagome erano riportate citazioni di donne per le donne : da Dacia Maraini a Rita Levi Montalcini, da Alda Merini ad Anna Frank).

A fianco di un gazebo di per se ricco di simboli contro tutte le discriminazioni ed i razzismi erano stesi due lunghi striscioni uno con l’art. 3 della Costituzione ed un altro con la scritta “Siamo tutti sulla stessa barca” quest’ultimo utilizzato anche nella performance, sul palco della manifestazione, dalle “magliette gialle con gli asparagi” del gruppo .

Molti i curiosi e le persone che si sono fermate a leggere e fotografare le sagome, molti a farsi incuriosire dai volantini. Molti pure gli applausi sotto il palco.

Si può proprio dire che Aspagorà ha contribuito a “movimentare” la serata.

 

 

 

 

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