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Dalla rassegnazione alla rivolta

Le Nostre Radici

La protesta delle donne di Roccasecca e Sora nel 1917

di Romeo Fraioli .

Torino 1917 rivolta delle donne h260 minNella sua pubblicazione “Dalla rassegnazione alla rivolta - Mentalità e comportamenti popolari nella grande guerra”, Bulzoni Editore 1999, l’autrice Giovanna Procacci affronta il tema dei modi e dei caratteri della protesta femminile durante la prima guerra mondiale, «collocandola all’interno di un processo di continuità della presenza femminile nelle lotte sociali del paese. La situazione generale di malessere che caratterizzava la campagna, popolata solo da donne, vecchi e ragazzi, dipendeva soprattutto da fattori psicologici legati allo stato di guerra, dalla sofferenza determinata dai lutti, alla solitudine e alle difficoltà quotidiane che le donne si trovarono a dover affrontare da sole, dovendo colmare i vuoti lasciati dagli uomini. Più drammatica la condizione in un Mezzogiorno devastato dall’emigrazione e dalla necessità da parte di esse di ricercarsi un lavoro nelle campagne, sottoponendosi a lavori pesantissimi e mal retribuiti. Gli interventi dello Stato italiano per fronteggiare le necessità della popolazione contadina furono molto limitati. L’unico beneficio di cui si poteva godere era il sussidio statale, corroso dall’inflazione e insufficiente a far fronte alle necessità familiari. Le autorità locali, cui era demandato il compito di decidere sull’entità, la concessione o la sospensione del contributo, spesso abusavano del loro potere, rinviando le date di consegna del denaro e sottoponendo le donne a umiliazioni, oppure decidendo della concessione sulla base di appartenenza politica della famiglia del richiedente. Non stupisce pertanto che un gran numero di dimostrazioni avessero inizio al momento di ricevere il sussidio e che la rabbia impotente facesse anche giungere, nell’ultimo periodo di guerra, a rifiutare di accettarlo, nella ingenua speranza di affrettare in tal modo la pace».

In Terra di Lavoro le agitazioni femminili avvennero soprattutto nei centri di Roccasecca e Sora, come si evince dai seguenti documenti conservati all’Archivio Centrale dello Stato. Il 13 maggio 1917 il Prefetto di Caserta inviava il seguente rapporto al Ministero dell’Interno inerente una dimostrazione contro l’amministrazione comunale di Roccasecca. «Con riferimento a precedente corrispondenza ed in risposta al telegramma espresso del 10 corrente circa i disordini recentemente avvenuti nel comune di Roccasecca mi fregio di informare che, il mattino del 7 andante, le persone di famiglia di richiamati convennero, come di consueto, presso quell’esattoria per la riscossione dei sussidi. Non avendo però ottenuto l’aumento testé decretato, in numero di circa 200 individui, verso le ore 9, si recarono in massa alla caserma dei RR.CC., vociando e protestando non solo pel non ricevuto aumento di sussidio, ma anche per la mancanza di pane e di grano.

Il comandante la stazione, fece entrare alcune delle donne nella caserma, e tentò di persuaderle a pazientare per i sussidi fino all’espletamento delle relative pratiche e pel pane fino a che fosse scaricato e macinato il grano arrivato poche ore prima allo scalo ferroviario. In seguito alle insistenze delle reclamanti, aumentate di numero, il maresciallo che era solo in residenza, raccomandò all’esattore di accontentarle, ma questi dichiarò di non poter soddisfare alla richiesta per mancanza di ordini superiori. A tale rifiuto le dimostranti, divenute sempre più numerose, incominciarono ad invocare la pace, ed allora il comandante della stazione credette opportuno di recarsi al municipio per conferire col sindaco o chi per esso, ma non trovò altri che il segretario comunale. Nel mentre il maresciallo discuteva col detto segretario, alcune donne penetrarono nell’ufficio ed il segretario vedendo invaso il suo gabinetto, cercò di metterle fuori venendo a colluttazione con una di esse, senza conseguenze, però, pel pronto intervento del succitato sottufficiale. Il quale, vedendo la folla oltremodo eccitata, e temendo serie conseguenze pensò di recarsi al vicino ufficio telegrafico per chiedere rinforzi; ma, appena allontanatosi le dimostranti si diedero ad infrangere i mobili e rompere vetri ed a disperdere carte e registri di ufficio. Tornato subito il maresciallo nell’ufficio municipale, non riuscendo ad impedire gli atti vandalici che si commettevano, cercò di persuadere la folla a desistere dalla devastazione, la quale fu purtroppo, abbastanza grave.

Mentre ciò accadeva intervenne il maestro elementare Ricci Vincenzo, socialista il quale chiese di parlare per consigliare la calma, però il maresciallo lo invitò a desistere di tale proposito temendo che la sua qualità di avversario del sindaco e di sovversivo avesse potuto pregiudicare la situazione. Frattanto il comandante della stazione pregò il sottotenente di fanteria signor Izzi Osvaldo, che era nei pressi, di recarsi allo scalo ferroviario per chiedere rinforzi. Dopo un’ora circa, giunsero alcuni soldati ed agenti di sicurezza nonché i due carabinieri della stazione che rientravano e si poté, col loro aiuto, disperdere le dimostranti ed arrestare le più riottose. Oltre la dispersione di vari atti, ruoli di tasse, conti e di un registro dello stato civile, il municipio ha subito un danno stimato a lire 2760. Nell’occasione furono arrestati 6 individui e denunziato 10 donne, contadine del luogo, perché responsabili dei reati previsti dagli art. 187, 190, 424 e 429 del codice penale. Le cause del tumulto, oltre pel fatto dei sussidi alle famiglie dei richiamati ed alla momentanea deficienza di farina in quel comune, sono dovute anche alla non regolare e corretta amministrazione municipale, da cui malcontento generale, abilmente sfruttato dai partiti locali ciascuno pel proprio tornaconto. Nel mentre il procuratore del Re di Cassino procedé per proprio conto nella inchiesta giudiziaria ho inviato a Roccasecca un commissario prefettizio per regolare la distribuzione del grano ed ho anche provveduto per una rigorosa inchiesta circa i fatti svoltisi e nell’accertamento delle cause che li determinarono, e su ciò mi riservo di tornare in argomento».

Il 1 agosto 1917 il Procuratore Generale del Re presso la Corte di Appello di Napoli inviava al Ministro dell’Interno il seguente rapporto inerente una sommossa popolare avvenuta nel comune di Sora. «Di seguito al mio telegramma espresso del di 23 luglio decorso, mi onoro comunicare a V.E. quanto mi scrive il Regio Procuratore di Cassino in riguardo alla sommossa popolare avvenuta nel comune di Sora. “Nel mattino di detto giorno, convennero, come al solito, nei diversi uffici di pagamento di quel comune le donne appartenenti alle famiglie dei richiamati alle armi per riscuotere i sussidi loro assegnati. Mentre già si procedeva al pagamento, alcune donne cominciarono a tumultuare gridando verso gli impiegati: Non vogliamo il sussidio – un altro maggiore ne chiediamo – vogliamo la pace ed i nostri mariti e l’invio degl’imboscati al fronte. Poscia, alcune delle più forsennate usando violenze e minacce contro altre donne colà convenute imposero alle medesime di non riscuotere i sussidi, e di recarsi dal sottoprefetto per chiedere la fine della guerra. Gl’impiegati allora visto il tumulto e le violenze che si cominciavano ad esercitare anche contro di loro credettero opportuno chiudere gli uffici. Le donne allora in massa si avviarono alla sottoprefettura ove si trovava il sottoprefetto cav. Arcangelo Leggieri con due delegati di p.s. e tutti gli altri impiegati. Il sottoprefetto invitò la folla composta di circa 200 donne a sciogliersi facendo loro comprendere di scegliere una larga rappresentanza per esprimere i propri desiderati, ma le stesse in coro gridarono: Noi vogliamo la pace ed i nostri mariti, del sussidio non abbiamo che farne perché tutto costa caro e nulla si trova. Il cav. Leggieri mentre si accingeva a rivolgere alla folla parole di calma, e quando appena aveva pronunziato due o tre parole, un ragazzo che era in mezzo ad essa, tal Pontone Dante, fu Ludovico, di anni 14 lanciò contro l’edificio della sottoprefettura che è a pianterreno, un sasso.

Fu questo il segnale dell’inizio di una fitta e violenta sassaiola da parte di tutte le donne colà convenute, le quali circondarono da tutti i lati il fabbricato della sottoprefettura che forma un isolato. Invano il cav. Leggieri, coadiuvato da tutti i suoi funzionari ed anche da quelli della Pretura, cercò di frenare l’ira delle donne, slanciandosi tra le medesime – ogni tentativo fu inutile e la sassaiola continuò fitta e violenta per circa mezz’ora producendo danni a tutti gl’infissi del locale, alla facciata ed anche ad alcuni mobili esistenti nello interno. Il vandalismo cessò all’arrivo dei pochi carabinieri che si trovavano sul posto, e di un piccolo nucleo di soldati del presidio, che non poterono accorrere prontamente essendo la caserma situata a notevole distanza dalla sottoprefettura. Durante la sassaiola un ciottolo della grandezza di dieci centimetri colpiva all’addome il sottoprefetto cav. Leggieri che gli produsse una contusione guaribile in dieci giorni, un altro sasso colpiva il fratello dello inserviente della sottoprefettura, Colucci Eduardo, che riportò lacerazione alla testa guaribile anche in dieci giorni.

Nel rincontro furono dai reali carabinieri arrestate otto donne, le quali interrogate subito dal Pretore di Alvito, in supplenza saltuaria presso la pretura di Sora, vennero, per ragioni di ordine pubblico tradotte a Cassino. Dalla istruttoria fin ora espletata si trae il convincimento che il movimento sia stato esclusivamente determinato come una dimostrazione all’autorità politica per influire sulla cessazione della guerra, perché se la massa seguì improvvisamente le altre donne, vi furono, senza dubbio, delle promotrici le quali, senza alcuna causa diretta, si recarono all’ufficio dei pagamenti dei sussidi col deliberato proposito di trasportare le altre ivi convenute ad una dimostrazione contro la sottoprefettura, il che potrebbe far supporre a sobillazione di elementi estranei non intervenuti nella dimostrazione. Ciò viene avvalorato dal fatto che una delle principali imputate, tal Tomei Giacinta, è profuga della Germania ove dimorò a Francoforte sul Reno per 16 anni, e pubblicamente ha sempre espresso sentimenti germanofili e desiderio di ritornare in Germania. Al riguardo la P.S. mi ha assicurato di avere iniziate attive indagini per l’accertamento di altre responsabilità. Mi riservo rassegnare alla E.V. ulteriori informazioni in esito all’espletamento della istruttoria».

 

 

 

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ItaliaViva Sora per l'uccisione di Willy

  • Pubblicato in da Sora

Una escalation di giovani carnefici cultori di violenza

ITALIAVIVA simbolo 350 minL’uccisione gratuita di un ragazzo innocente a Colleferro, la sua esecuzione non può passare inosservata ma è la punta da iceberg sulla vera realtà giovanile attuale. Le vittime sono scelte tra i più deboli, ora è un compagno, ora un vecchio, ora un handicappato, ora un barbone. Una escalation di giovani carnefici cultori di violenza, appartenenti a quel substrato culturale dove il bullismo e il sopruso sono diventati i tratti distintivi di una generazione senza futuro, che non ha domani né strumenti culturali e mentali per poter evolvere, dove l’unico senso di appartenenza è quello di una tifoseria, di un quartiere, o appartenenza di banda, dove lo sgarro può essere anche solo uno sguardo.

Cultori di un machismo senza contenuti, coperti dalla società spesso per un comune senso di “omertà” del quieto vivere, nel tentativo di non “irritare “il più forte. Questo genera i nostri mostri.

È antico il meccanismo sociale del “Capro Espiatorio” che scatta quando la società, il governo di una nazione è in crisi fallimentare nel privare i cittadini di leggi che promuovano la qualità della vita, diano servizi e futuro alle generazioni. Il Mal Governo crea un popolo rancoroso e represso, che non ha futuro, spesso sobillato proprio da questo facendo attribuire il proprio fallimento come Stato alla presenza di minoranze o di individui scomodi. Oggi siamo tutti una minoranza, allora tutti a rischio.
I carnefici designati, per un senso di appartenenza distorto, coltivano come unica forma di affermazione sociale la loro forza sostenuti, legittimati da una politica populista dell’estremismo che nega la ragione, che manifesta persino contro l’evidenza scientifica, inneggiando all’odio non solo razziale ma per tutto ciò che è diverso.

La rabbia autodistruttiva e distruttiva, sta arrivando livelli ingestibili, e trova all’esterno della comunità un parafulmine su cui scaricarsi. Tutti si sentono danneggiati e cercano di farsi giustizia da soli, pensando che i propri mali dipendano da un unico responsabile di cui ci si deve sbarazzare. Il lato oscuro dell’essere umano si giustifica così dissimulando la verità della propria violenza, allontanando da sé una colpa che non accetta proiettandola su altri, quelli che sono lo specchio di sé stessi, nella loro debolezza di vittime. La manipolazione mediatica dell’uso della violenza ci porta su un crinale pericoloso. La politica oggi deve investire sull’educazione e rieducazione dei giovani ed essere esempio di tolleranza in una società variegata, multietnica, con il crollo delle vecchie classi sociali che ci espongono tutti ad essere costellazioni di minoranze.

Guardando i profili social dei protagonisti, l’inno alla prepotenza, alla prevaricazione, la subcultura del branco è raccapricciante quanto pensare che questa generazione non ama, non ha passioni, esclude la musica se non quella violenta, non si accorge della bellezza della Natura. E mi chiedo quali siano veramente le vittime, chi muore o chi uccide, senza giustificare quest’ultimi, però.

Siamo, noi adulti, quotidianamente dalla parte buona della Storia? Le parole di ovvio ribrezzo le traduciamo costantemente nell’educazione ai valori sani nei nostri figli? Il compito della nostra generazione è quello di Impegnarci ad essere individui di cui i nostri figli non debbano vergognarsi, ad essere esempio propositivo di rilancio di valori che ci sono in tanti, non vanno perduti, e che vanno gridati e portati avanti anche istituzionalmente per una politica rigenerata che guardi anche alle nuove generazioni disperse.

Il Coordinatore Italia Viva Sora Loreto Chiarlitti
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ItaliaViva Sora e le inefficienze dell'ospedale

 Disorganizzazione crescente

ITALIAVIVA simbolo 350 minSulla vicenda "Tamponi sì, Tamponi no" - "Drive in a Sora" è opportuno rimarcare che stiamo assistendo ad una lunga agonia del nostro presidio ospedaliero che lo porterà alla sua morte. Il coordinamento dell’ospedale naviga nel buio, riteniamo che manca di un "capitano" di bordo che abbia interessi a portare sempre e comunque la nave in porto. Tutti i preposti non sono di Sora e quindi disinteressati. Bisognerebbe fare ricoprire alcuni posti da persone all'altezza del ruolo e che siano del territorio. Assistiamo ad un incontrollato "spreco di denaro pubblico" per lavori di ammodernamento fatti e ripetuti più di una volta in quanto regna "incompetenza" e potremmo andare avanti con tantissime altre realtà che quotidianamente contribuiscono al suddetto disorientamento della rotta.

Per restare in tema di Covid e contagi, Il nosocomio ha "decine di entrate" incontrollate, chiunque può entrare senza nessun controllo senza sottoporsi al rilievo della temperatura. questo per riconfermare il disinteresse di chi è demandato a dirigere!! Tutto con personale sanitario e medico ridotto e visite specialistiche ed interventi per altre patologie rimandate a livello nazionale, mostrando la fragilità endemica del nostro Sistema Nazionale Sanitario.

Bisogna ripartire dalla base. La politica deve imporsi al rispetto ed al potenziamento di questa struttura senza tanti annunci e promesse esternate sempre in vista di elezioni. L'intento di Noi di Italia Viva è quello di vigilare ed essere propositivi per ricercare soluzioni, rieducare alla consapevolezza civica e civile i singoli oltre che chi rappresenta le istituzioni. Che dire poi se è alla Scuola che viene demandata la prenotazione al CUP di tamponi di tutto il Personale oltre al monitoraggio e costruzione di Data Base per lo Screening delle Vaccinazioni dei Minori, che si sovrappone a tutte le altre incombenze delle segreterie per questo tragico Inizio Scuola sia per il reperimento di locali che non ci sono, per il distanziamento degli alunni, e in aiuto agli USP Provinciali alle prese con le Graduatorie dei Precari perché non si farà in tempo a pubblicare gli elenchi dei docenti supplenti entro il 1° settembre come il Ministro dell’Istruzione ha richiesto.

Un Italia a pezzi a livello locale e nazionale. La disorganizzazione crescente e la confusione per una situazione di emergenza ormai sfuggita al controllo, mette i brividi se oltre al Covid 19 si sovrapponesse improvvisa qualsiasi altra catastrofe.

Loreto Chiarlitti - Il coordinatore del Comitato Cittadino di Sora

 

 

 

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Sora: "Difesa diritto alla salute"

  • Pubblicato in da Sora

 Ennesima Emergenza “Difesa diritto alla salute”!

italiavivasora 350 minApprendiamo che il prossimo 23 luglio il Primo Cittadino di Sora ha convocato tutti i Sindaci appartenenti al Distretto C della Asl di Frosinone per affrontare il collasso che si registra al SS. Trinità di Sora a causa di mancanza di personale medico e/o paramedico. Una iniziativa necessaria, ma sicuramente tardiva, rispetto ad una situazione da molto tempo segnalata.

Noi di Italia Viva, nel contestare fermamente questo continuo depotenziamento ad orologeria della nostra struttura ospedaliera che è soprattutto un Polo Oncologico, sollecitiamo il Primo Cittadino ad affrontare, in questo incontro, il problema di questi pazienti e quello di altri malati cronici che necessitano periodicamente di esami del sangue, visite ed accertamenti al fine di prevenire e/o monitorare le varie patologie, non per questo meno gravi.

Si segnala, inoltre, il grido di aiuto dei genitori che sono alle prese con le vaccinazioni in età pediatrica, obbligatorie sia dal punto di vista sanitario che per la frequenza a scuola, con sanzioni ai tutori che non ottemperano quest’l’obbligo. Le prenotazioni per i richiami di vaccini già somministrati sono in ritardo di circa dodici tredici mesi, per la stessa ragione, la netta riduzione del personale, con il risultato di vanificare la copertura da quelle malattie che questo dovrebbe debellare.

Ogni giorno si registrano folle impressionanti di utenti innervositi nel tentativo di accedere ai servizi ospedalieri e territoriali, mentre i pochi operatori sanitari in servizio, sull'orlo dell’esaurimento nervoso, lavorano in situazioni insostenibili e in condizioni disastrose.

Tutto questo pura follia istituzionale e della “governance” della Asl di Frosinone nonché della Regione.
La Domanda è, cosa accadrebbe allora, se fossimo in piena emergenza Covid 19 come accaduto in altre Regioni?
A gran voce pretendiamo una risoluzione definitiva, basta a proclami, annunci e “promesse da marinaio” allo scopo propagandistico e guarda caso sempre in prossimità di elezioni.

Il Bene Salute tocca tutti e non è più procrastinabile.

Il coordinatore di Itala Viva Sora
Loreto Chiarlitti

 

 

 

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Verso le Elezioni Amministrative di Sora

  • Pubblicato in da Sora

Verso le Elezioni Amministrative per il rinnovo del Consiglio Comunale di Sora

ITALIAVIVA simbolo 350 minItalia Viva a Sora c’è e sarà anche determinante! Questa la dichiarazione del coordinatore cittadino Loreto Chiarlitti a termine del direttivo sorano riunitosi venerdì sera. Ordine del giorno: Elezioni Amministrative per il rinnovo del Consiglio Comunale di Sora. Diversi sono stati gli argomenti programmatici oggetto di discussione tra i numerosi iscritti intervenuti per l'occasione. Tanti i personaggi di spessore presenti, dal mondo della cultura, all’imprenditoria, dalla scuola alla sanità, dall’artigianato al commercio, tutti sono pronti a scendere in campo formando anche una propria lista sotto l'emblema di Italia Viva. Questo sarà il partito del Futuro. L’auspicio è che anche per Sora ci sia un futuro migliore!

Tra i tanti temi è riemerso come punto fermo la concentrazione delle grandi strutture e tra queste non poteva riemergere il completamento della superstrada Frosinone Avezzano Cassino, con integrazione anche di corsie aggiuntive, oltre alla realizzazione del tratto ferroviario Sora - Frosinone.

Conclude Chiarlitti: "In attesa che il panorama politico locale si delinei, restiamo disponibili a dialogare con le altre forze in campo, con chiunque voglia aderire alla nostra squadra, nonché a prendere parte a quelle eventuali coalizioni vicine alle nostre idee, e se concorrere insieme sarà per il Bene della città, potremmo anche rinunciare ad esporre il nostro emblema. Torneremo a riunirci la prossima settimana per affrontare i dettagli di altre tematiche da inserire nel nostro programma elettorale”.

 

 

 

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Dove è finito il laboratorio analisi di Sora?

  • Pubblicato in da Sora

Laboratorio di Analisi cercasi

ITALIAVIVA simbolo 350 minComprensibile il momento del Coronavirus ...Comprensibile la Pandemia, Comprensibile tutto ..!!Ma altrettanto inaccettabile che ad oggi dopo tre mesi un comune cittadino ancora non riesca a fare delle analisi (anche importanti) .

Tutto tragicamente assurdo !!!
Presso l'ospedale di Sora solo urgenze ...Ad Isola Liri teoricamente si possono fare ma purtroppo non ci sono infermieri ... (Sabato 6 giugno 2020 - ore 8:50) ad Atina provando a contattarli telefonicamente non risponde nessuno !!!
"Increduli", però, le cliniche private a pagamento, effettuano ogni tipo di esame !!
Deduciamo uno scarso servizio pro- prevenzione della sanità pubblica, favorendo il privato !!
Questa la cruda realtà di come viene gestita la sanità nel Distretto C ?!!!

Auspichiamo in una gestione che possa rispondere sempre alle esigenze del "comune" cittadino in ogni situazione, anche nei periodi di emergenza !!! Non possiamo permetterci di non fare prevenzione !!

Il coordinatore Italia Viva Sora
Loreto Chiarlitti

 

 

 

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Per il reparto di terapia intensiva di Sora

Ospedale Sora 400 minCare lettrici e cari lettori,
in questo momento di emergenza che riguarda tutti ci rendiamo conto più che mai delle fragilità del nostro sistema sanitario e che la abnegazione per il proprio lavoro della maggioranza del personale medico e paramedico non basta da sola a far fronte a stati di necessità come quello che stiamo vivendo.

Ogni giorno dovremmo batterci per quell’articolo della Costituzione che garantisce a tutti noi un sistema sanitario gratuito e universalistico, ma ora abbiamo bisogno più che mai di destinare le nostre risorse a questa causa. Ecco dunque che da cittadina di questo territorio vi chiedo di aderire al crowdfunding per il reparto di terapia intensiva di Sora, una risorsa non solo per i cittadini sorani ma di tutto il comprensorio.
Sicuri di avere una forte risposta vi auguro ogni bene, speriamo di tornare presto ad abbracciarci.

Nadeia De Gasperis

Anche la più piccola donazione può fare la differenza!

 

Ecco il link della raccolta

https://www.gofundme.com/f/aiutiamo-la-terapia-intensiva-di-sora-fr?utm_source=facebook&utm_medium=social&utm_campaign=p_cp+share-sheet&fbclid=IwAR2p7RvBWsY--moEN9MqLIYJ8A5OvkCKNbIetWJtLJqo-wPJG_dl7NezZoI

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

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Dal Consigliere regionale Marcelli e dal sindaco di Sora De Donatis.

  • Pubblicato in da Sora

Emergenza coronavirus

sora 2 350 260La Protezione Civile di Sora, Vicalvi, Anagni e Arpino ha istallato due tende, davanti all’ingresso del Pronto Soccorso dell’ospedale SS. Trinità di Sora per il Pre-Triage Covid-19. Nelle due strutture, che faranno da filtro per l’accesso al Pronto Soccorso, verranno valutate e analizzate le condizioni dei cittadini che necessitano di cure. Una volta ultimati i dovuti accertamenti si provvederà a stabilire il percorso che, per i sintomatici, ossia le persone che presentano febbre, tosse, dispnea, che provengono da zone a rischio o che sono state a contatto con persone con diagnosi positiva al virus Covid-19, sarà l’isolamento. Per gli asintomatici ci sarà l’ordinario percorso sanitario.

Aver ottenuto le due strutture di Pre-Triage è stato un risultato importante per la nostra comunità e, come spiega il Consigliere regionale e Vicepresidente alla Sanità, Loreto Marcelli “è frutto di una collaborazione costante tra tutte le Istituzioni, in particolare con il sindaco di Sora, Roberto De Donatis e il Direttore Generale della Asl di Frosinone, Stefano Lorusso. Aver ottenuto non solo queste due strutture per l’ospedale SS. Trinità di Sora ma anche per altri nosocomi come il San Benedetto di Alatri, è un passo importante nella prevenzione e nell’affrontare questa emergenza Sanitaria che ormai ha raggiunto non solo l’Italia ma anche il resto del mondo. Ringrazio in modo particolare tutto il personale medico e gli operatori sanitari per il loro preziosissimo lavoro e la loro dedizione”.

Grande soddisfazione per il risultato ottenuto è espressa anche dal Sindaco del Comune di Sora Roberto De Donatis: “Le tende pre-triage presso il nostro ospedale sono un servizio importante che consente la differenziazione dei pazienti con sintomatologia sospetta. Si tratta di un ulteriore ed indispensabile supporto all’attività ospedaliera nella gestione dell’emergenza Covid-19. Preziosa e necessaria, in casi di emergenza sanitaria come questa, la sinergia tra istituzioni. Il Comune di Sora si è confrontato e coordinato proficuamente con la Regione Lazio, nella persona del Consigliere Loreto Marcelli, e con l’Asl di Frosinone, rappresentata dal Direttore Generale Dott. Stefano Lorusso e dal referente del Pronto Soccorso di Sora Dott. Ivano Orlandi. Un grande ringraziamento per il lavoro svolto va anche ai volontari della Protezione Civile di Sora, Arpino, Anagni e Vicalvi, impegnati nell’allestimento delle strutture, e a tutto il personale sanitario. Tutti insieme, ognuno per le sue competenze, stiamo facendo il possibile per gestire la situazione attuale al meglio, impiegando ogni risorsa. Ora l’invito che rivolgo alla popolazione è di stare a casa. È questo il provvedimento più efficace per arginare il contagio, nella piena consapevolezza che limitare la propria libertà oggi significa garantire la libertà altrui domani. È questa la sfida da vincere ma per farlo dobbiamo restare uniti ed agire con senso di responsabilità”.

 

 

Modulo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus

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Sora avrà il suo punto INPS

M5S logo minSegneri, Marcelli, Pintori (M5S), “Il grande progetto del presidente Tridico è rendere l’INPS capillare sui territori, per questo Sora avrà comunque il suo punto INPS”.

Frosinone, 23/12/2019 - «L’INPS non chiude le sue sedi, ma piuttosto apre punti in tutti i comuni italiani, grazie anche al progetto “INPS per tutti”, frutto di un accordo siglato tra INPS, ANCI e Caritas. Questo è il grande progetto che sta portando avanti il Presidente Tridico, per non abbandonare i cittadini, soprattutto quelli in difficoltà, anziani che non possono spostarsi, persone con disabilità. Perché una comunità è forte quando sa tendere una mano a chi ne ha bisogno. È in quest’ottica di volere essere presente su tutto il territorio nazionale, anche dove l’INPS è costretto ad andare via, che si apre il punto INPS al posto dell’agenzia. Questo è quanto accaduto a Sora, dove non persistevano più le condizioni per tenere aperta l’agenzia, a causa dell’ingente affitto richiesto da un privato, si trattava di oltre 120 mila euro annui. Condizione inaccettabile, considerando che si tratta di spendere soldi pubblici. Per questo motivo l’agenzia verrà spostata a Isola del Liri, dove le condizioni economiche sono molto più vantaggiose, l’affitto costerà all’INPS quattro volte meno, ma Sora non resterà scoperta proprio perché verrà istituito uno sportello che comunque rinforzerà i servizi sul territorio con uno sforzo economico decisamente inferiore. Un punto INPS infatti sarà uno sportello presidiato esclusivamente da personale dell’Istituto e rappresenterà il punto di contatto tra la Direzione provinciale di riferimento e i cittadini.» – lo dichiarano in una nota congiunta la Deputata del MoVimento 5 Stelle Enrica Segneri, il consigliere regionale Loreto Marcelli e il consigliere comunale Fabrizio Pintori.

 

 

 

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Sora. Farmacia Comunale: Amministrazione De Donatis al capolinea.

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M5S logo minM5S Sora - Il 22 dicembre 2019 è una data che verrà ricordata a lungo come una della pagine più brutte della politica sorana. Nella seduta del Consiglio Comunale nella quale dovevano essere discusse le proposte di delibera sulla Farmacia Comunale la maggioranza non si è presentata. L’unica persona presente in aula per l’Amministrazione De Donatis era il Vicesindaco Baratta.

Si ritiene che tale comportamento sia una grave mancanza di rispetto nei confronti della cittadinanza, la quale dagli Amministratori si aspetta non nuovi problemi, ma soluzioni a quelli esistenti.

La vicenda dimostra che ormai il Sindaco non ha i numeri sufficienti all’interno della maggioranza per far approvare le delibere sulla Farmacia. Domani il Primo Cittadino spera di poter fare affidamento sulle assenze di qualche “suo” Consigliere e di ottenere una stampella dall’opposizione.

Una cosa è certa la maggioranza è spaccata, non esiste più, si è divisa sulla Farmacia. Come faranno ad amministrare sino alla fine del mandato nella primavera del 2021?

Anche se domani le delibere sulla Farmacia Comunale dovessero essere approvate, oggi è stata certificata ufficialmente la fine politica dell’Amministrazione De Donatis, peraltro fin da subito in cattive acque con la sua “Piattaforma Civica” ben presto divenuta “Partitica”.

Dopo quanto accaduto oggi, è evidente che la maggioranza soggiace a veti incrociati, si invita quindi il Sindaco a trarre le dovute conseguenze e ridare voce agli elettori.

Domani Pintori, il portavoce del M5S Sora, non sarà presente alla seduta, ma ha redatto delle Questioni Pregiudiziali e Sospensive che sono state firmate da altri Consiglieri dell’opposizione, che nell’occasione si ringraziano. In tal modo, le Questioni potranno essere discusse e votate allo scopo di allargare ulteriormente le crepe nelle file della maggioranza.

Con l’occasione si porgono cordiali saluti.

Sora, 22 dicembre 2019

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