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“Domenica tutti al “Popolla” a sostenere il Ceccano”

Simone Emanuele 350 minCeccano calcio 1920

Tommaso Cappella, Ufficio Stampa Ceccano calcio 1920 - Mister Carlini carica l’ambiente: “Domenica tutti al “Popolla” a sostenere il Ceccano”. CECCANO – Non riesce proprio ad invertire la rotta lontano dal “Popolla” il Ceccano, giunto alla 12a sconfitta esterna di fila, cui bisogna aggiungere anche quella interna con la Lupa Frascati. Se non rappresenta un record negativo poco ci manca. Diverso l’andamento tra le mura amiche dove i rossoblù hanno conquistato gli attuali 22 punti, frutto di sei vittorie e quattro pareggi. E allora, a questo punto, è innegabile che la salvezza va conquistata sfruttando proprio il fattore campo. A cominciare dal prossimo impegno quando al “Popolla” arriverà il Real Cassino Colosseo. La salvezza diretta, a ad undici giornate dal termine, è attualmente distante cinque lunghezze. Gli impegni interni dei rossoblù, oltre che con i cassinati, saranno anche con Ferentino, Atletico Zagarolo, Lodigiani, Atletico Morena e Atletico Torrenova con in palio quindi 18 punti. Da considerare che rappresentano scontri in funzione salvezza anche gli impegni esterni con Polisportiva Tecchiena, Colleferro, Giardinetti, Torre Angela e Rocca Priora, con l’auspicio che si possa almeno spezzare il trend delle sconfitte esterne.

Tornando alla sfida di domenica prossima con il Real Cassino Colosseo, intanto si giocherà, per la prima volta in questa stagione, alle ore 15,00, in orario pomeridiano quindi, proprio per consentire una maggiore presenza sigli spalti di sostenitori rossoblù. “Ci auguriamo di vero cuore che al “Popolla” vi sia il pubblico delle grandi occasioni – tiene a sottolineare il tecnico Mirco Carlini, ancora una volta amareggiato per come è maturata anche la sconfitta in casa dell’Atletico Cervaro – Ci portiamo dietro una sorta di maledizione, perché in tante trasferte qualche punto lo avremmo sicuramente meritato, visto che le sconfitte sono venute per mera sfortuna e con il minimo scarto, dopo tante favorevoli occasioni da noi non concretizzate.

Ora occorre uno sforzo massimo perché tutto l’ambiente si compatti e, in questo delicato momento, pensi ad un solo obiettivo: quello di raggiungere quanto prima la salvezza. Personalmente io ci credo ciecamente. Non dobbiamo consentire al Real Cassino di creare pericoli e noi giocare la classica partita della vita. Troveranno un Ceccano con il coltello tra i denti e pronto a dare battaglia dal primo all’ultimo minuto, anche per “vendicare” l’ingiusta sconfitta subita all’andata. A cinque minuto dalla fine ci è stato negato un rigore solare. E sono anche convinto – conclude l’allenatore rossoblù - che non mancherà il sostegno dei nostri splendidi tifosi che hanno chiesto e ottenuto proprio per questo di poter vedere giocare la propria squadra il pomeriggio ed essere quindi più numerosi e determinanti. Da quando sono rientrato ha cambiato atteggiamento completamente e si sta allenando con grande professionalità durante la settimana e, nelle ultime quattro gare, abbiano raccolto meno di quanto seminato”. Per quanto riguarda la situazione infortunati, sia Padovani che Compagnone saranno assenti, ma sono sulla via del completo recupero e saranno disponibili per la trasferta di Tecchiena del 1° marzo.

Ma, per la prima volta dall’inizio del campionato, sarà a disposizione Emanuele Simone.

 

 

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Anche il PD è determinato a sostenere Marco Corsi

partito democratico bandiera350 250Partito Democratico – Circolo “Guido Rossa”, Ceccano - Comunicato: Il Partito Democratico sostiene il candidato Marco Corsi con una propria Lista di Partito e con il contributo al programma amministrativo della coalizione di centro-sinistra

Il Partito Democratico continua a lavorare sul contributo al programma amministrativo per la Città ed ha promosso iniziative di confronto con le diverse sensibilità ed esperienze democratiche e di sinistra al fine di recepire una visione a 360° delle problematiche e delle esigenze cittadine e di favorire al contempo l’apertura e la partecipazione di esponenti proveniente anche da esperienze diverse, seguendo la linea di confronto costruttivo tracciata dal nostro Segretario Nazionale.

I frutti del nostro lavoro iniziano a manifestarsi; abbiamo appreso ed accolto con favore negli ultimi giorni la dichiarazione di apertura e di volontà di collaborazione, come indipendente, di Elisa Tiberia, militante di Articolo Uno, che dalla scorsa estate partecipa con interesse alle nostre iniziative. Sarebbe per noi un ottimo risultato riuscire a coinvolgerla nella formazione che stiamo organizzando per le prossime elezioni amministrative, riteniamo infatti interessante il confronto con figure come questa per la preparazione del nostro programma e sarebbe una candidatura con un peso e un messaggio politico importante.

Il Partito Democratico sostiene con determinazione la candidatura di Marco Corsi, votata dal direttivo cittadino alla presenza del Segretario di Federazione e presenterà una lista competitiva, aperta e plurale con il simbolo del Partito, elemento non accessorio ma determinante a rafforzare il peso del contributo politico di Partito all’interno della coalizione di centro-sinistra.

Riguardo la mia potenziale candidatura, tengo a precisare per onore del vero, che è un’opzione che valuterò insieme al Partito; il circolo cittadino nelle ultime settimane sta sollecitando la mia candidatura ed io sono a disposizione delle volontà del mio Partito che asseconderò con convinzione, in ogni caso il mio mandato di Segretario cittadino non solo non è in discussione ma è la mia priorità assoluta; sono soddisfatto del percorso intrapreso e intendo completarlo con determinazione.

23 Gennaio 2020

Il Segretario cittadino Davide Di Stefano

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Calcagni: "Sostenere Vertenza Frusinate"

Valentina Calcagni 350 260 mindichiarazione di Valentina Calcagni - «Ho partecipato all'assemblea dei lavoratori di "Vertenza Frusinate" che si è tenuta, lunedì 23 luglio, presso l'Amministrazione provinciale, riuniti per fare il punto della situazione. Come iscritta al PD ho voluto ascoltare le richieste dei lavoratori, che, a oggi, non hanno nessuna garanzia per avere un riconoscimento alle loro rivendicazioni. Il governo Conte, autorizzando il rinnovo degli ammortizzatori sociali, non ha indicata nessuna somma aggiuntiva, come avvenuto negli anni precedenti, per coprire coloro cui è riconosciuto il diritto di rinnovo.

Nel decreto non si fa nessun riferimento ai rinnovi di mobilità in deroga nel 2019, ma si cita solo un finanziamento per la Sardegna. Sono rimasta sorpresa dall'assenza, pur invitati, dei deputati e senatori di questa provincia, che appartengono alla maggioranza che governa il paese. Non hanno avuto il coraggio di confrontarsi con questi lavoratori che voglio essere riconosciuti nel loro diritto, quello del lavoro.

Ho voluto, anche sollecitata dai molti lavoratori che in passato avevo avuto occasione di conoscere in altre loro assemblee, dare il mio contributo e testimoniare la mia solidarietà ai lavoratori. Ho proposto che una delegazione di lavoratori si incontrasse con la Regione per chiedere una sua disponibilità a svolgere una pressione sul Governo e allo stesso tempo una delegazione per un incontro al Senato e alla Camera dei deputati.

Mi è sembrato in questo modo, per quanto mi riguarda, di avere manifestato un interesse per una vicenda che ha bisogno di essere sostenuta per avere un risultato positivo nell'interesse dei lavoratori.»

Frosinone 24 luglio 2018

 

 

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Cuperlo a Latina per sostenere Carla Amici, candidata alla Regione Lazio

Cuperlo Amici a Latina minComunicato A pochi giorni dal voto del 4 marzo, la candidata al Consiglio regionale del Lazio Carla Amici fa il punto sui cambiamenti delle politiche sociali per la riduzione delle disuguaglianze insieme a Gianni Cuperlo. L’appuntamento è a Latina: 1 marzo 2018, con inizio alle 17, presso l’hotel Europa. L’incontro pubblico vede protagonista il Partito democratico, nelle sue diverse sfumature, al centro del cambiamento sociale.

Cuperlo, deputato uscente del Partito democratico, non in corsa per le imminenti politiche, sostiene la candidatura di Amici alla Regione Lazio. Manager di importanti istituzioni socio-sanitarie, la candidata del Pd promuove servizi sociali innovativi affinché nessuno resti indietro e vuole portare la sua esperienza di sindaco del piccolo comune di Roccagorga alLocandina Cuperlo Amiciservizio di tutto il territorio regionale sicura di poter interpretare al meglio le esigenze delle comunità, in special modo della provincia di Latina.

“Per non lasciare nessuno indietro” non è per Carla Amici soltanto uno slogan della campagna elettorale in corso ma un principio che rientra nella sua filosofia di vita. Un principio che Amici ha messo in atto sia come sindaco della piccola comunità che amministra da otto anni, fungendo da esempio per gli altri Comuni del comprensorio lepino nella gestione dei servizi, sia nelle sue funzioni direttive per diversi enti pubblici ponendo massima attenzione alle fragilità sociali con l’obiettivo dell’affermazione dell’uguaglianza dei diritti umani per tutte le persone.

Il primo marzo a Latina Cuperlo e Amici affronteranno il tema dei cambiamenti sociali in cui la sinistra oggi si trova dentro.

Latina, 24 febbraio 2018

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«Sostenere i 33 sindaci della risoluzione contrattuale»

acquapubblica 2si 350 260L'Inchiesta intervista l'Ing. Mario Antonellis - La strategia è quella di sostenere i 33 sindaci della risoluzione contrattuale e, comunque, di andare avanti ed attrezzarsi anche legalmente per resistere e controbattere alle pretese del gestore idrico. In ogni caso di chiedere che venga dimissionata la segreteria tecnica organizzativa (Sto), rea di non aver controllato adeguatamente e di aver in pratica ostacolato la risoluzione contrattuale. Questa la linea emersa dall'ultima riunione dei comitati del. Coordinamento Acqua Pubblica Frosinone che si riunito ad Isola Lini nella serata di sabato scorso.

«Ci sono voluti anni prima che la maggioranza dei Sindaci, in modo trasversale, comprendesse a pieno le ragioni delle nostre lotte - ha spiegato il leader del coordinamento, Mario Antonellis -, e soprattutto prendessero atto non solo delle vessazioni delle inadempienze e della mala gestione idrica, che era ed è sotto gli occhi di tutti, ma soprattutto prendessero coscienza di documenti "lampanti" che rendessero necessario un cambiamento di rotta. Ripetiamo ci sono voluti anni prima che ciò suc¬cedesse, soprattutto che la maggioranza di loro abbandonasse le oscure trame dei partiti, che si svincolasse dai potentati politici di turno, fino a coalizzare le loro azioni contro il gestore romano, che annovera propaggini indelebili ed endemiche anche dalle nostre parti. Ricordiamo come in molte assemblee abbiamo applaudito Sindaci e Ammini¬stratori che ci sembravano "rivoluzionari" secondo il nostro schema mentale, salvo poi scoprire che la loro base ideologica era completamente opposta alla nostra. Ci siamo ritrovati insieme, dopo aver approfondito il tema, sulle stesso versante, superando di fatto sovrastrutture inutili. Del resto l'argomento, del bene comune per eccellenza, non dovrebbe essere base di scontro, tanto meno politico, come purtroppo continua ad essere».

Ora - sempre secondo Antonellis - «nonostante gravi errori commessi nel passato, l'indirizzo vo-luto dalla stragrande maggioranza dei cittadini utenti della provincia di Frosinone è stato portato avanti da 33 addetti ai lavori. Si è parlato della sta¬gione del "Partito dei Sindaci" proprio per marcare una linea di confine con quella che era stata la politica acquiescente alle lobby di potere alla finanza e agli affari. Adesso in molti ci pongono una domanda: ma questi 33 hanno agito in buona fede rispetto al percorso intrapreso verso la risoluzione contrattuale o in modo solo speculativo e demagogico? La mia risposta è lapidaria pensando di interpretare anche il pensiero del Coordinamento. Nelle condizioni poste e per le azioni intraprese, posso affermare che la loro azione, almeno in questa circostanza, era ormai dettata da una fondata convinzione. Lo dimostra il fatto che: - intrapresero un percorso condiviso fatto di incontri, riunioni e di verifiche a partire da quella storica del 15 gennaio 2015 a Ceccano; - che si adeguarono a portare nei diversi consigli comunali delibere poi approvate, quasi sempre all'unanimità, in cui si sono state messe in evidenza, in modo dettagliato, le ragioni profonde della necessità della risoluzione; - nono¬stante tutto hanno combattuto contro gli intralci e i sabotaggi, frapposti dall'apparato tecnico dell'Autorità d'Ambito che tutto ha fatto meno che tutelare i cittadini; - che l'Atea temendo il peggio è giunta prima a insulti razzisti, poi a minacce di ritorsioni patrimoniali personali e infamanti pur di farli desistere; - nonostante tutto, sono andati avanti fino alla votazione sulla risoluzione contrattuale».

Ma oggi, dopo la sentenza del Tar di Latina? «La peggior cosa che adesso possa succedere - risponde Antonellis - è che quella stagione e quella unità d'intenti si lasci intimorire da una sentenza che è un attentato alla democrazia diretta o che si lasci indebolire dalle insane pratiche della opposizione demagogica... Diciamolo chiaramente, chi in questo momento gioca allo sfascio e allo sciacallaggio politico, sul bene comune per eccellenza, e addirittura gioisce, si pone ancora una volta con¬tro il popolo ciociaro facendo inesorabilmente il gioco di Acea. Da amministratore, più che da attivista, pensando di rappresentare anche il sentimento comune del Coordinamento - conclude Antonellis -, nutro profondo disagio rispetto ad una sentenza che da un lato riconosce a pieno il primato della politica e la piena validità dei deliberati Comunali, quindi del popolo, a favore della estromissione del Gestore, e dall'altro, senza mezzi termini, condannai rappresentanti liberamente eletti dai cit¬tadini che hanno assunto decisioni a tutela di tutti gli utenti, a salvaguardia del patrimonio pubblico e della salute, "per abuso di potere".

Siamo di fronte alla peggiore delle ragioni che si potevano inventare per continuare ad alimentare il più grande scandalo che si sia mai verificato in terra di Ciociaria. Siamo di fronte ad un "cortociuto istituzionale". E' come dire che le istituzioni locali non hanno alcuna voce in capitolo. Se abuso di potere, c'è stato è stato ben indirizzato contro chi, pur essendo cittadino ciociaro, come lo sono i rappresentanti della Sto, lautamente pagati dalle tasche degli utenti, invece di tutelarli, hanno agito in modo talmente negligente e a favore dell'Eesattore da essere richiamati più volte dalla stessa Aeegsi, giungendo al punto di dare l'appiglio ad Acea di opporsi e poi ai giudici di annullare il dispositivo con il loro sconcertante parere negativo. I veri nemici del popopolo ciociaro per una volta si sono dichiarati con le loro firme».

fonte: L'inchiesta quotidiano del 3 gennaio 2018

 
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Sostenere l’appello al Consiglio di Stato contro gli inceneritori

Colleferro Termovalorizzatori 350 260di Ina Camilli* - Il Comune di Colleferro ricorre al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR del Lazio che non si è pronunciato sull’annullamento della Determinazione regionale, la quale ha esteso la durata decennale dell’Autorizzazione integrata ambientale (AIA) dei due inceneritori di colle Sughero di proprietà di Lazio Ambiente (8.10.2015, n. G. 12095), senza avviare il procedimento di riesame dell’AIA.
Diamo quindi la nostra adesione all’appello per proseguire uniti nella battaglia e ringraziamo la stampa locale, come fonte preziosa di informazione, per il suo contributo alla comunicazione.
Il ricorso alla giustizia amministrativa è sicuramente uno degli strumenti più efficaci per contrastare il rilascio dell’AIA, che, se concessa, consentirà ai due inceneritori e al sistema di rifiuti, basato su discariche e TMB, di restare in vita per altri 20 anni.
Nel frattempo la Regione ha deciso il futuro di Lazio Ambiente spa – una questione dai risvolti preoccupanti – e con l’operazione di ricapitalizzazione ha stanziato 12.600.000 € da destinare in parte al revamping per l’ammodernamento degli impianti (Deliberazione n. 573, 4.10.2016).
La decisione del Comune, che avevamo auspicato e sollecitato, giunge dunque a pochi giorni dalla scadenza del termine utile (23 maggio), quando ormai avevamo perso quasi del tutto la speranza.
Tale decisione permette ai comitati e alle associazioni intervenuti ad adiuvandum nel ricorso al TAR di partecipare anche a questo giudizio, dove potranno far valere i loro diritti e l’interesse a sostenere le ragioni dell’Amministrazione comunale.

Coerenza e continuità di una battaglia

La scelta della Giunta Sanna (liste civiche e PD) di portare avanti la battaglia amministrativa contro gli inceneritori è coerente con gli impegni presi e si inquadra nel complesso scenario politico ed amministrativo della valle del Sacco, estremamente compromesso sotto il profilo sanitario e ambientale.
La strada del TAR è irrinunciabile e va perseguita fino in fondo, ma l’esito e i tempi non brevi impongono di indirizzare gli sforzi verso le altre azioni possibili, che devono essere parte di una strategia complessiva e inclusiva, su tutti i piani e ad ogni livello, di cui al momento non vediamo la trama e il coinvolgimento dal basso.
Sul piano dell’indirizzo politico, oltre alla Giunta, deve pronunciarsi il Consiglio comunale, che si è limitato a riconoscere gli inceneritori incompatibili con il territorio che li ospita.
Sull’esempio di Patrica, Anagni, Ferentino e Roccasecca il Consiglio dovrebbe approvare “una mozione unitaria per chiedere al Presidente Zingaretti una moratoria dei Comuni della valle del Sacco non concedendo nessuna autorizzazione o potenziamento per nuovi impianti di smaltimento (discariche) e nessun revamping degli inceneritori esistenti”, come invece prevede il piano industriale di Lazio Ambiente spa.
Il Consiglio dovrebbe dichiararsi favorevole ad impianti di recupero e riciclo e per il compostaggio di comunità ed approvare un ordine del giorno per inserire nel PUCG norme di divieto alla collocazione ed esercizio di nuovi impianti di trattamento e smaltimento di rifiuti, norme rinforzate sul piano territoriale dalla sigla di un protocollo di intesa con le altre Amministrazioni comunali confinanti e limitrofe.
Il Consiglio dovrebbe dichiarare la sua contrarietà alla proposta regionale di ATO Unico, in corso di approvazione, che con la competenza esclusiva della gestione dei flussi di rifiuti e con la soppressione dell’ “autosufficienza” nell’ambito dei sub-ATO, consente ai rifiuti indifferenziati di circolare liberamente ed essere trattati e smaltiti negli impianti di tutta la Regione.
Questo significa che il soccorso impiantistico non sarà più legato a situazioni emergenziali o di conclamato deficit impiantistico, ma la regola sarà la sussidiarietà territoriale, sempre dovuta, violando le direttive europee e il Testo unico ambientale.
L’attuale Piano rifiuti invece prevede che questi vengano trattati e smaltiti, come regola principale, all'interno dei sub-ATO, nel rispetto dei principi di prossimità ed “autosufficienza”.

Un Ambito locale autonomo e autosufficiente per tutti i Comuni della Valle del Sacco...

L’alternativa all’ATO unico regionale è la costituzione di un Ambito locale autonomo fondato sull’autosufficienza territoriale ed esteso a tutti i Comuni della Valle del Sacco.
Sul piano amministrativo, il Comune di Colleferro deve avvalersi dello strumento della Conferenza di Servizi per perseguire i suoi obiettivi. Per farlo dovrebbe, per citare degli esempi, chiedere il DPTR (Documento di pianificazione territoriale regionale); la validità delle garanzie finanziarie; una Relazione tecnica da parte di Lazio Ambiente spa; la verifica delle prescrizioni autorizzatorie dettate nel 2009; la verifica di impatto ambientale; la valutazione di impatto sulla salute, rispetto all’aumento del 25% dei rifiuti da bruciare negli inceneritori; l’allineamento alle direttive europee per il passaggio dal CDR (combustibile derivato da rifiuti) al CSS (combustibile solido secondario); l’accertamento dell’origine e della presenza del cromo esavalente, chiedendo una certificazione ad Arpa Lazio; la caratterizzazione del sito poiché incluso nel perimetro del SIN Bacino del fiume Sacco.
Lo stanziamento regionale previsto per il risanamento dei due inceneritori (12.600.000 €) anziché al revamping dovrebbe essere destinato totalmente alla riconversione industriale degli impianti, dismettendo definitivamente l’attività di incenerimento dei rifiuti.
Una istruttoria completa e integrata da nuove Osservazioni da parte del Comune impedirebbe il ricorso al famoso “sbocca Italia”, che riconosce gli inceneritori come infrastrutture strategiche nazionali, e farebbe emergere elementi utili per l’eventuale richiesta di revoca dell’AIA.
Il “Comune di Colleferro deve favorire la partecipazione diretta di quello di Genazzano in Conferenza dei Servizi” e di altri Comuni (aggiungiamo noi).
Si chieda un incontro al Ministro dell’Ambiente Galletti ed al Presidente Zingaretti sulla gestione del ciclo contenuta nel nuovo Piano regionale rifiuti e sugli effetti che produrrà nella valle del Sacco.
La compromissione delle matrici ambientali aria, acqua e suolo nella Valle del sacco è tale che non sono sostenibili ulteriori impatti derivanti da impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti; nonostante l’improvvido ed estemporaneo intervento del Ministro Lorenzin, reso esclusivamente per sostenere la campagna elettorale del candidato sindaco a Frosinone Ottaviani, è ben nota e certificata la grave situazione riguardo lo stato di salute della popolazione in Valle del Sacco.
E basterebbe la sola presenza del rinnovato SIN Bacino del Fiume Sacco a segnalare i rischi sanitari che i cittadini sopportano da tempo.
Il nuovo rapporto di "Sorveglianza sanitaria ed epidemiologica della popolazione residente in prossimità del fiume Sacco", rapporto tecnico delle attività 2013-2015, si conclude così: "La contaminazione del fiume Sacco rimane un disastro ambientale di proporzioni notevoli che ha comportato una contaminazione umana di sostanze organiche persistenti”.
Sul piano sociale un passo avanti sarà la costituzione dell’Osservatorio ambientale e del “Tavolo tecnico di confronto con le associazioni ambientaliste per poter, congiuntamente, collaborare e affrontare il tema della gestione dei rifiuti e degli impianti connessi, tenendo bene a mente la salvaguardia dei lavoratori» (http://www.cronachecittadine.it/colleferro-la-posizione-del-sindaco-sanna-edellass-allambiente-calamita-sul-testo-dei-rifiuti-e-degli-inceneritori-no-al-revamping/).

*Ina Camilli
Rappresentante Comitato residenti Colleferro

 
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Per sostenere il Comitato provinciale acqua pubblica Frosinone

bandiera comitato acquapubblica 350 260da Comitato provinciale acqua pubblica Frosinone - Chi siamo e cosa vogliamo.

La parola ‘comitato’ è semplicemente un nome collettivo che denota una pluralità di individui. Di fatto siamo un gruppo aperto di persone unite da un grave disagio comune: Acea Ato5 spa e la gestione di una risorsa essenziale alla nostra vita.
Il comitato esiste (attualmente ci sono persone di Frosinone, Acuto, Sgurgola, Ceprano, Veroli, Torrice, Boville, Ceccano, Alatri, Ferentino, Collepardo, Isola del Liri) convinto dei doveri di solidarietà sociale, di cittadinanza attiva e responsabilità civile.
Queste belle parole tradotte significano non accettare in silenzio il disagio morale, economico e fisico che proviamo.
Ognuno dà quello che può tra i tanti impegni delle nostre vite di tutti giorni, vite da giovani e meno giovani, vite con figli o senza, con lavoro o mancanza di lavoro, vite con progetti che cercano una realizzazione o solo un mantenimento. Nelle vite di tutti c’è comunque l’acqua.

Abitiamo un territorio ricco di ottima acqua, ma compriamo acqua morta imbottigliata nella plastica, buttiamo ‘merda’ nei nostri fiumi e ne inondiamo i campi, anneriamo l’acqua dei nostri pozzi, buttiamo metri cubi d’acqua dai buchi delle reti idriche, captiamo troppo dalle nostre sorgenti, stressiamo l’ambiente e ci ammaliamo.

Questo lo facciamo pagando.
Pagando, con una tariffa tra le più alte d’Italia, un soggetto privato che dovrebbe gestire un servizio alla cittadinanza. Questo soggetto privato, con la complicità di numerosi amministratori che hanno nome e cognome, non ha mai garantito i necessari investimenti e si è intascato milioni di euro dalle nostre tasche, lasciandoci tuttora con i depuratori non funzionanti e le reti idriche a pezzi.

Il comitato continua ad esistere con grande sforzo volontario. Lo sforzo è dettato per lo più dalla mancanza di riscontro da parte di coloro che esercitano il governo e la gestione della cosa pubblica nei nostri comuni, nella nostra provincia e nella nostra regione, e che hanno la responsabilità politica di riportare la risorsa ed il servizio sotto il controllo dei cittadini.

Ci appelliamo a tutti gli utenti del servizio idrico e a tutti i cittadini e le realtà associative della valle del sacco e della provincia affinchè sostengano il comitato e contribuiscano ad arrestare questo degrado politico ed ambientale.

Nessuna soluzione post Acea Ato 5 spa è valida se non passa per la preliminare definizione degli Ambiti di Bacino Idrografico in cui effettuare la gestione complessiva delle risorse idriche e, quindi, se non si dà completa attuazione alla Legge Regionale n. 5 del 2014 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”.

Nessun miglioramento della qualità delle acque, e quindi dell’ambiente e della nostra qualità della vita, è possibile se non previa una vera e definitiva bonifica delle aree inquinate comprese nel SIN della Valle del Sacco e delle tante altre aree degradate presenti nel nostro territorio.

Nessuna alternativa gestionale è condivisibile se non passa per la giustizia sociale e il rispetto dei diritti individuali e collettivi.

Nessun ulteriore benefit può essere riconosciuto al gestore attuale a cui, anzi, va chiesto il giusto risarcimento alla collettività dei danni sociali e ambientali determinati dallo stesso e da chi doveva controllarlo, per effetto delle inadempienze contestate da anni dal comitato.

Tutti i cittadini, gli amministratori seri, i tecnici, le forze dell’ordine e i magistrati sono invitati a collaborare.

Comitato provinciale acqua pubblica Frosinone

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8 settembre 2015 per sostenere le ragioni del frusinate a partire dai suoi 124000 disoccupati

consiglio lazio 350 260di Ignazio Mazzoli - “Vertenza Frusinate arriva in Regione”, recitava il titolo di un articolo pubblicato da L’Inchiesta giovedì 26 agosto. Ora possiamo confermare la notizia con le informazioni che ci arrivano dalla segreteria politica della Consigliera regionale Daniela Bianchi, attraverso una nota del signor Americo Roma. Il giorno 8 settembre dalle 15,00 si svolgerà un incontro con “tutti gli attori istituzionali - scrive Roma - per comprendere e capire come intervenire in provincia di Frosinone sull'emergenza occupazionale”. Questo appuntamento è stato “fortemente voluto dalla consigliera Bianchi, che ha lavorato durante il mese di agosto con pressioni sulla presidenza per avere sùbito un'altra data visto il rinvio di agosto” (doveva essere il giorno 8 ndr).
Per la Vertenza Frusinate, ci comunica il Comitato promotore, parteciperà a fianco di Daniela Bianchi, Gino Rossi. Come arriva questa presenza? Non a caso. “L’invito personale al rappresentante della Vertenza è una iniziativa della Consigliera proprio perché vorrebbe che i disoccupati diano il loro contributo diretto nelle valutazioni e nelle risposte da trovare” – precisa Americo Roma. Si arriverà a questo appuntamento dopo molti mesi di attività del Comitato promotore della “Vertenza Frusinate contro la disoccupazione e precarietà” e alcuni incontri anche con Daniela Bianchi che conobbe i promotori della Vertenza Frusinate per la prima volta l'11 gennaio, dopo avere annunciato con un messaggio FB di volere essere presente alla No-stop che si svolse in quella domenica nella saletta Gualdini. Disse nel messaggio: “verrò per ascoltare”.
Questa partecipazione del Comitato a un incontro in Regione, di cui daremo conto dopo che si sarà svolto, è sicuramente, in primo luogo, l’esito di chi ha voluto e saputo ascoltare le esigenze del territorio, ma è anche il riconoscimento ai disoccupati della Vertenza Frusinate di sapere rappresentare bisogni reali e drammatici. La novità di questa partecipazione è il riconoscimento di una presenza che si muove nel solco dei diritti e delle liberta costituzionali, impegnata a parlare con le Istituzioni e con tutte le forze dell'articolazione democratica della nostra società anche se qualcuna è ha scelto di snobbare questa presenza. Avrà la coscienza poco pulita, la consapevolezza di non fare compiutamente il proprio dovere? Altri non l'hanno pensata e non la pensano così. Con la riunione dell’8 settembre ci saranno, ormai, sul piatto delle iniziative tese a impegnare la Regione due avvenimenti di peso, infatti l’incontro si aggiunge alla interrogazione urgente presentata alla fine di luglio dalla Consigliera M5S Silvana Denicolò. Daniela Bianchi e Silvana Denicolò, tuttavia, non sono sole. La provincia, il Vescovo, i sindaci, alcuni partiti non si sono tirati indietro.
Saprà rispondere adeguatamente la Regione di Zingaretti? Il pomeriggio dell’8 settembre 2015 potrebbe produrre alcuni buoni risultati a partire dall’impegno a rifinanziare subito la legge 4/2009 per alleviare disagi e indigenze senza aspettare improbabili leggi quadro nazionali e accelerare l’operatività del "Contratto di Ricollocazione" utilizzando gli uffici provinciali per assicurare risultati. Citiamo solo due punti ad esempio, ma nella Piattaforma della Vertenza Frusinate c’è dell’altro, molto concreto e realizzabile.
Partecipare all'incontro con Gino Rossi è un modo per far ascoltare a Zingaretti quello che da mesi gli sfugge di questo territorio e solo di questo territorio: che è la cenerentola del Lazio. Il senso della mozione che molti Sindaci porteranno in approvazione sta tutto nella volontà di far emergere la particolare drammaticità di una provincia in cui il 25%. delle sua popolazione, ormai, è disoccupata.
La distrazione del Presidente della Giunta Regionale si è particolarmente manifestata recentemente quando assai tempestivamente ha reso disponibili somme per la realtà reatina. Sarà solo disattenzione di Zingaretti o peggio trascuratezza? Sicuramente no. Non ci sfugge che verso il neonato accordo di Programma di Rieti è coinvolta tutta la provincia, maggioranza e opposizione quasi al completo lo sostengono, mentre quello nato ben prima, nel 2013 e che porta il nome Anagni-Frosinone, non è molto amato qui da noi, anzi ha molti detrattori e/o nella migliore delle ipotesi degli sfruttatori.
I lavoratori che lo conquistarono con le loro lotte si sono resi conto ben presto di alcuni limiti che aveva l'Adp, e ne hanno richiesto, inascoltati modifiche alla legge nazionale sulle cifre d'investimento, insostenibili per una realtà di piccole e medie imprese e soprattutto hanno individuato dove nasceva l'ostracismo all'attuazione di quanto previsto nell'Adp: la mancata realizzazione di reti d'impresa per assicurare quella riconversione necessaria prevista nell'accordo firmato. Da destra hanno sempre dichiarato che bisognava considerare morto l'accordo come avvenne da parte del consigliere Abbruzzese nel primo tavolo Inter-Istituzionale riunito all'Amministrazione provinciale. Perché? C'è forse un convitato di pietra? Chi può essere? Forse chi sperava che i 90 milioni potessero essere distribuiti a pioggia secondo le "migliori" tradizioni?
La buttiamo là: ma perché se l'imprenditoria ciociara non vuole abbandonare le sue vecchie abitudini non si opera per un'apertura alle aziende della “silicon valley” romana, che non solo al nord della nostra provincia ma in tutto il suo territorio, potrebbero trovare spazi e opportunità per continuare a svilupparsi? Certo senza escludere tutti gli altri settori produttivi in grado di svilupparsi a partire dall'agricoltura e dal turismo, ma mai dimenticando che i grandi numeri della locale disoccupazione (124000 ad oggi) senza industria non troveranno soluzioni appena appena dignitose.
Per ora solo un “in bocca al lupo” a chi l’8 vorrà battersi per il frusinate.

31 agosto 2015

 

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Possibile: Per noi è naturale sostenere la Grecia e Alexis Tsipras

Possibile logodall'Ufficio Stampa di "Possibile Frosinone": “Dalla parte di Tsipras e del popolo greco, per un’Europa della solidarietà”.
“La crisi greca ci impone di scegliere da che parte stare. Per noi è naturale sostenere la Grecia e Alexis Tsipras nella battaglia contro l’austerità che non è una battaglia solo della penisola ellenica ma di tutti coloro che hanno a cuore un’Europa diversa da quella di oggi” afferma in una nota il Comitato Possibile “Altiero Spinelli” di Frosinone. “L’Italia ha perso l’ennesima occasione per giocare un ruolo da protagonista provando a ricompattare un asse politico tra i Paesi del Mediterraneo scegliendo invece di restare nell’ombra di una Germania che in questa occasione ha dimostrato palesemente di avere il controllo comunitario. L’accordo raggiunto non ha né vinti né vincitori, su questo dobbiamo riflettere tutti, ma è l’emblema della crisi di democrazia europea che va affrontata e risolta. Ma non con il ritorno agli Stati Nazionali bensì andando verso una vera Unione politica e democratica dove si utilizzi il linguaggio della solidarietà e del modello sociale ripudiando l’idea che siano l’economia e la finanza, o peggio l’austerity, gli strumenti di governance politica”.
“Dobbiamo tornare al progetto iniziale degli Stati Uniti d’Europa lasciando definitivamente l’ibrido politico-istituzionale che si è creato negli anni e che ha portato ad un eterno Risiko tra le nazioni europee. La logica delle diverse velocità rischia seriamente di far deragliare l’UE. Impegniamoci tutti a costruire davvero l’Europa, ripartiamo dal Manifesto di Ventotene, dagli sforzi di Spinelli, Monnet, Delors e tanti altri. Solo così salveremo, non solo la Grecia, ma tutti i popoli dell’Unione europea” aggiunge Gianmarco Capogna, co-fondatore del Comitato.

Ufficio Stampa Possibile Frosinone

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Della Posta: approvare, sostenere e sviluppare il comitato Vertenza Frusinate

  • Pubblicato in Partiti

bandiere pcdi 350 260Un dichiarazione del segretario provinciale del PCdI - «Partendo dalla considerazione che il fenomeno della disoccupazione classica e giovanile riguarda oltre il 25% della popolazione della nostra provincia e aggiungendovi la pre carietà si arriva a proporzioni bibliche».
Lo dichiara il segretario provinciale del Pdci Oreste Della Posta che torna a ribadire la necessità di approvare, sostenere e sviluppare il comitato Vertenza Frusinate contro la disoccupazione e la precarietà.
«Questo strumento - dice - può dare una risposta al dramma che vive la nostra provincia: il lavoro. Non passa giorno che nel nostro territorio non chiuda un'attività produttiva: l'ultima è la Cma, vicino Cassino.
I Comunisti fanno appello alle forze sindacali affinché sostengano i disoccupati e i precari che si stanno organizzando. Sarebbe grave se le forze sindacali non sostenessero tale giusta iniziativa. Lo stesso ragionamento vale per i partiti, che comunque attraversano una grave crisi identitaria. E’ interesse dei sindaci sostenere il comitato, in quanto non c'è Comune che non conosca il dramma della disoccupazione e della disperazione sociale.
Il Partito Comunista d'Italia ha chiesto un incontro al Comitato per analizzare insieme le prospettive e le eventuali azioni di lotta da mettere in campo. Ai cittadini della nostra provincia esprimiamo l'augurio che si possano svegliare dal torpore e sostenere in tutti i modi la Vertenza Frosinone, l'unica speranza per il' nostro territorio. Perché - conclude il segretario provinciale del Pdci Oreste Della Posta - in alternativa c'è la povertà che ogni giorno miete nuove vittime. Ribellarsi è giusto ed è ora!».

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